Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1775 du 4 mai 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1775/XIII - Interpellanza: "Potenziamento dell'offerta formativa dell'Università della Valle d'Aosta".

Interpellanza

Preso atto che è avviato il complesso iter progettuale e realizzativo del Polo universitario della Valle d'Aosta nell'area ex- caserma Testafochi, nella città di Aosta;

Evidenziato che per realizzare un'Università moderna e competitiva, capace di richiamare studenti e ricercatori dalle altre regioni d'Italia e dagli altri paesi d'Europa occorre non solo una struttura dignitosa ed efficiente, ma anche un progetto didattico di ampio respiro, particolarmente in materie scientifiche, come dimostrano paesi come gli USA e la Germania che a fronte di forti investimenti nell'Università, godono poi delle relative ricadute positive in termini di sviluppo economico e di aumento del P.i.l.;

Ricordata la carenza di personale sanitario, ed in particolare medico, di base e specialista, che si sta aggravando di anno in anno;

Considerato che l'attuale Università ha già ottenuto importanti dati di frequenza sia nella Facoltà di Psicologia, sia nel corso triennale che nella specialistica, che in quelle di Scienze economiche e di Scienze politiche, corsi triennali;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interpella

la Giunta regionale per conoscere se intenda:

1) potenziare l'attuale offerta formativa dell'Università della Valle d'Aosta, attraverso il mantenimento della laurea specialistica in Psicologia e l'istituzione di una laurea specialistica per i corsi triennali di Scienze economiche e di Scienze politiche, primo passo per il più ampio progetto didattico futuro;

2) valutare con particolare attenzione la possibilità di istituire corsi a carattere scientifico, sia in ambiti collegati alla montagna e all'economia locale (energia, siderurgia, ecc.), sia in campo sanitario come scuole di specialità medica (ad esempio in Chirurgia vascolare, Diagnostica per immagini, ecc.), scuole per operatori sanitari non medici (tecnici di radiologia, di laboratorio, della prevenzione, ostetriche, ecc.);

3) trovare delle alleanze con Università italiane e francofone al fine di integrare la proposta formativa valdostana in un più ampio progetto di ricerca e formazione che eviti sovrapposizioni e valorizzi le caratteristiche e le opportunità di tutti i soggetti partecipanti.

F.to: Carmela Fontana

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Guardando con un atteggiamento positivo alla situazione attuale, possiamo vedere questa crisi economica che ci ha duramente colpiti come un'occasione di sviluppo e di progresso; in particolare, può essere l'occasione di tagliare gli sprechi, contenere i costi superflui e invece investire maggiormente per lo sviluppo futuro. In questa direzione uno degli elementi fondamentali affinché la Valle d'Aosta riprenda il cammino positivo e possa essere creatrice di posti di lavoro e di opportunità è certamente investire nella ricerca, nella scuola e nella cultura, come dimostrano realtà in forte sviluppo come gli Stati Uniti o la Germania: investire nella ricerca universitaria è uno dei principali motori della loro crescita. Da poco tempo si è avviato il complesso iter progettuale realizzativo del polo universitario della Valle d'Aosta nell'ex caserma del capoluogo regionale, questo è un elemento importante, ma, per realizzare un'università moderna e competitiva, capace di richiamare studenti e ricercatori da altre Regioni d'Italia e da altri Paesi d'Europa, occorre anche un progetto didattico di ampio respiro, particolarmente nelle materie scientifiche, perché da qui possono nascere concrete sinergie ed opportunità con le imprese e le realtà produttive locali. È chiaro che tutto ciò comporta grandi investimenti finanziari, ma ciò che è importante e forse più difficile è che tutto ciò comporta soprattutto una grande volontà politica.

Il gruppo Partito Democratico in questi anni ha sempre seguito con attenzione tale realtà ed oggi è qua a chiedere che si faccia un ulteriore sforzo di riflessione per poter potenziare l'offerta formativa dell'università. In particolare, tenuto conto dei buoni successi anche in termini di dati di frequenza delle Facoltà di Psicologia, Scienze economiche e Scienze politiche, riteniamo che si debba valutare con attenzione non solo il mantenimento della laurea specialistica in psicologia, ma anche la rapida attuazione di una laurea specialistica aperta ai laureati dei corsi triennali di Scienze economiche e di Scienze politiche, affinché possano completare la loro formazione nel nostro ateneo; questa è una condizione che rende molto più appetibile la nostra università rispetto a ciò che offre oggi. A tale proposito, non dimentichiamo anche le ricadute positive dell'università in termini economici, pensiamo soltanto alla logistica dei fuori sede. Tenuto conto poi della carenza di personale sanitario che si sta aggravando di anno in anno, come ancora recentemente evidenziato dal Governatore della Lombardia Formigoni, riteniamo opportuno che la Giunta regionale valuti la possibilità di istituire corsi in campo sanitario per medici in alcuni settori come la chirurgia vascolare e la diagnostica per immagini. Abbiamo eccellenze del tutto adeguate per il personale non medico, come scuole per tecnici di radiologia, di laboratorio e della prevenzione, ostetriche, eccetera. Altro elemento essenziale è valutare la possibilità di eseguire corsi universitari a carattere scientifico, collegati alla montagna e alla realtà economica locale come nel campo energetico, al fine di realizzare importanti sinergie utili allo sviluppo di questi settori trainanti della nostra economia. Infine chiediamo alla Giunta regionale di valutare la possibilità di integrare la nostra offerta formativa con quella di altre università italiane e francofone, al fine di evitare sovrapposizioni e di valorizzare le caratteristiche e le specialità della nostra università, così come quelle delle altre con cui si concluderanno degli accordi. Questa non è solo una richiesta di potenziare un settore della formazione, per noi significa cominciare a costruire una Valle d'Aosta più competitiva e quindi più generosa con i propri giovani e con il futuro. Grazie.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Ringrazio la collega per aver voluto illustrare le motivazioni di fondo di questa richiesta di chiarimenti, a cui cercherò di dare risposte puntuali.

Per quanto riguarda il primo punto: "potenziare l'attuale offerta formativa dell'Università della Valle d'Aosta, attraverso il mantenimento della laurea specialistica in Psicologia e l'istituzione di una laurea specialistica per i corsi triennali di Scienze economiche e di Scienze politiche...", l'Università della Valle d'Aosta si configura come un micro ateneo rivolto ad un numero contenuto di studenti e prevede un'offerta formativa necessariamente contenuta e tale configurazione appare ancora, ad oggi, la più confacente al contesto regionale. L'Università della Valle d'Aosta è peraltro consapevole dell'importanza dell'attivazione del segmento magistrale non solo come completamento dell'offerta formativa in senso verticale, ma anche come strumento ulteriore di crescita accademica e culturale per il territorio, anche attraverso l'istituzione di dottorati di ricerca. Gli organi accademici hanno approvato l'istituzione di un corso di laurea magistrale interclasse e interfacoltà - Economia e Scienze politiche con l'apporto di Lingue - (quindi questa è la novità) in "Impresa, enti territoriali e relazioni economiche internazionali" già presentato alle parti sociali e che consentirà un opportuno sbocco ai nostri laureati triennali, oltre ad attrarre studenti da fuori Valle. Questo è un aspetto molto importante, perché ancora ultimamente si è visto che il discorso della triennale è in fase discendente, non regge se non c'è la magistrale per tutte le facoltà, la triennale non ha sbocchi e quindi si sta andando in questa direzione e l'unificazione di queste due dà la possibilità di avere un corso forte, a cui sappiamo che ci saranno grandi adesioni. Come è stato ricordato dal rettore in occasione della cerimonia di apertura dell'anno accademico, purtroppo, l'attuale programmazione nazionale vincola l'università impedendo l'istituzione nel prossimo anno accademico di nuovi corsi di laurea e quindi anche di questo, che è fatto per andare all'anno prossimo. Partirà invece dal prossimo anno accademico la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria sulla base della riforma appena approvata.

Per quanto riguarda la seconda domanda: "valutare con particolare attenzione la possibilità di istituire corsi a carattere scientifico...", l'istituzione di corsi di tal genere è già stata oggetto da tempo di valutazione da parte del Senato accademico e del Consiglio dell'università. Le richieste finora pervenute da parte del territorio risultano assai diversificate, legate più ad ottenere figure professionali di interesse puntuale e specifico che di effettiva necessità generale: geologi, chimici, fisici dell'ambiente, biologi, biologi dell'ambiente, naturalisti, glaciologi, ingegneri ambientali, medici di montagna solo per citarne alcune che vanno nella direzione auspicata. Gli organi accademici hanno ritenuto non accoglibili come richieste da un lato se si considera il solo percorso triennale, perché richiedono un altissimo costo di investimento e porterebbero a dei laureati privi delle conoscenze necessarie per inserirsi a pieno titolo in un'attività lavorativa specializzata. Queste sono le considerazioni anche del Senato accademico, in effetti il problema di fondo è che c'è una parcellizzazione abbastanza alta di richieste di figure che ha ricordato anche la collega, ma queste non possono giustificare l'apertura di un corso a livello regionale proprio per una questione di numeri e per quello che è il bacino di utenza. Ci appoggiamo, e vengo all'ultima domanda, in accordo con altre università, proprio per seguire questi corsi con la nostra. Dall'altro, se si considera invece anche l'attivazione del percorso magistrale tre più due per ragioni di sostenibilità...voglio ricordare che a livello nazionale ormai il contributo nazionale alla nostra università tutti gli anni diminuisce, e quest'anno è di appena 700.000 euro, prima era quasi 1.500.000 e adesso è di 700.000 euro rispetto agli 8.000.000 che la Regione mette a disposizione per l'università, come ricordava quindi un investimento importante...si deve considerare il potenziale bacino di utenza e l'offerta didattica delle altre università presenti nel bacino stesso...l'attrazione legata non solo all'offerta formativa, ma anche alla residenzialità e alla disponibilità in loco di biblioteche specializzate.

Attivare uno o più corsi di laurea di tipo scientifico richiede inoltre una serie di requisiti non dilazionabili e non superabili diversamente, in primo luogo l'assunzione a tempo indeterminato di 12 docenti di ruolo, oltre a quelli già presenti nell'ateneo per una laurea triennale e altri 8 per una magistrale, che devono coprire settori scientifico-disciplinari diversificati. Questo quindi porta ad una situazione difficile da sostenere, richiede strutture specializzate quali laboratori attrezzati, che, oltre a dover essere disponibili ad orari determinati per le lezioni ed esercitazioni con le difficoltà che si possono immaginare se si tratta di laboratori di tipo medico e biomedico, devono essere a disposizione full time per i ricercatori che devono compiere le loro attività istituzionali di ricerca. Richiede inoltre l'assunzione di un congruo numero di tecnici di laboratorio per la gestione giornaliera del laboratorio e per il supporto delle attività didattiche conseguenti. Va inoltre ricordato che l'attività di ricerca deve essere funzionale il più possibile allo sviluppo del sistema regionale nel suo complesso e generare ricadute positive anche per gli attori socio-economici e sociali. Ad ogni modo la società NUV è stata opportunamente informata, tenuto conto della nuova università, della possibilità di attivare dei percorsi in scienze e pertanto la struttura progettuale del nuovo polo universitario dovrà presentare un'ampia flessibilità in relazione a nuove esigenze che dovessero presentarsi.

Per quanto riguarda l'ultima domanda: "trovare delle alleanze con Università italiane..", il piano triennale di sviluppo dell'Università della Valle d'Aosta già prevede che tutte le attività formative dell'università dovranno essere sviluppate anche attraverso l'apporto di altri atenei, italiani e stranieri e tale impostazione, da un lato, tende a consolidare la filosofia di fondo dell'ateneo esaltandone la dimensione europea; dall'altro, consente all'ateneo di acquisire visibilità e credibilità scientifica e accademica inserendola in modo diretto in reti universitarie internazionali, come abbiamo già fatto con la Chaire Senghor per il francese. Ricordo che già attualmente il corso di laurea in lingue e comunicazione rilascia il titolo congiunto con l'Università di Chambéry e che con breve percorso integrativo è possibile ottenere anche il corrispettivo titolo inglese presso l'Università di Coventry. Forte impulso è stato dato alla presente in ogni corso di laurea sia di docenti stranieri anche attraverso la formula di short term professor e di visiting professor e in più voglio ricordare l'esperienza molto positiva con il Politecnico di Torino a Verrès, che sta dando grossi risultati, dove la ricerca e l'applicazione e l'utilizzo di figure professionali e anche locali è il punto forte di questa esperienza molto positiva, che sta dando un grande risultato anche alle imprese che da fuori vengono a fare ricerca a Verrès con l'università. Diciamo che il panorama progressivamente sta andando nella direzione auspicata, è chiaro che ci sono limiti per alcuni corsi che non possono essere superati dalla normativa nazionale per prima, ma quello sarebbe solo un punto, ma proprio per il numero che porterebbe ad attivare un impegno che poi di fatto non ha la duttilità di modificarsi nel momento in cui si esaurisce. Se io faccio geologi, non posso fare per sei anni geologi, altrimenti questi, quando hanno finito, dove vanno? È un po' quello che è successo per gli psicologi, dove abbiamo dovuto d'accordo con il Senato accademico limitare questo, altrimenti rischiavamo di avere un numero esuberante rispetto a quella che non solo è possibilità della Valle, ma addirittura del nord Italia. Questo, quindi, è l'indirizzo, però va nell'ottica auspicata: quella di collegarsi con le altre università e con l'internazionalizzazione dell'università, in particolare quello che sta succedendo con il Politecnico di Torino e anche con l'Università della Valle d'Aosta che sta seguendo questi corsi. Grazie.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Ringrazio il Presidente per tutti i dati che mi ha dato, ci sono dei dati che vanno in tale direzione e questo mi fa tanto piacere. La questione che se apriamo altri corsi bisognerebbe assumere altri insegnanti, la mia proposta era proprio quella: visto che abbiamo problemi di lavoro, i tagli che ci sono stati alla scuola, era proprio per creare nuovi posti di lavoro...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

...no, i tagli che il Governo ha fatto alla scuola, sul precariato sto dicendo, ossia andava in questa direzione che avremmo più occupazione, non sto dicendo che la scuola ha fatto dei tagli, dicevo che è un'occasione unica questa dell'università. Mi dà l'impressione che facciamo delle strutture megagalattiche e forse dovremmo spendere più soldi per i contenuti di queste strutture, magari si potrebbe fare una riflessione su questo, perché è molto importante per il futuro della Valle d'Aosta. Grazie.