Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1759 du 20 avril 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1759/XIII - Interpellanza: "Problematiche relative al personale assunto con contratto di lavoro a tempo determinato presso la Casa di riposo J.B. Festaz".

Interpellanza

Vista la delibera n. 300 del 14 febbraio 2011 del Direttore Generale dell'USL riguardante la Gara per l'affidamento della gestione del servizio di assistenza infermieristica e di supporto presso la struttura RSA/UAP/NRD all'interno della Casa di riposo J.-B. Festaz ed il relativo bando pubblicato sui siti dell'USL e della Regione;

Ricordate le sentenze pronunciate dal Giudice del Lavoro in data 1° aprile 2011 che hanno riconosciuto l'illegittimità dei contratti di lavoro di quattro dipendenti a tempo determinato e condannato la Casa di riposo J.-B. Festaz al risarcimento di venti mensilità pro capite, oltre a interessi ed alla condanna alle spese;

Ricordata la legge regionale 23 dicembre 2004 n. 34 (Disciplina delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, trasformate ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 15 dicembre 2003, n. 21 (Legge finanziaria per gli anni 2004/2006). Abrogazione della legge regionale 12 luglio 1996, n. 18;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

L'Assessore competente per conoscere:

1) quali conseguenze potrebbe avere la pronuncia di altre sentenze di risarcimento danno, considerato l'importante numero di personale con rapporto di lavoro a termine "utilizzato" presso la Casa di Riposo (circa 70/80 unità) potenzialmente interessato ad agire e quindi a radicare ulteriori giudizi;

2) se, in conseguenza delle sentenze di cui sopra, è intenzione della Giunta regionale intervenire, in virtù dell'articolo 10, comma 4 della L.R. 34/2004, sul consiglio di amministrazione Casa di Riposo Festaz;

3) se nell'analisi relativa all'economicità della scelta di affidare la gestione dei servizi di RSA, UAP e NRD attraverso la gara d'appalto rispetto all'attuale gestione in convenzione da parte della Casa di Riposo è tenuto in debita considerazione il potenziale costo derivante dal risarcimento del danno liquidabile a tutti i lavoratori precari della Casa di Riposo stessa;

4) se la Giunta regionale sia a conoscenza del fatto che il Vice Presidente del consiglio di amministrazione della Casa di Riposo J.-B. Festaz rivesta anche l'incarico di consigliere della Fédération des Coopératives risultando così incompatibile rispetto alla discussione che si sta svolgendo sull'esternalizzazione della gestione dei servizi con possibile affidamento proprio alla Cooperazione sociale.

F.to: Patrizia Morelli - Bertin - Giuseppe Cerise - Chatrian - Louvin

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.

Ritorniamo su un'altra questione di cui abbiamo già discusso in Consiglio regionale a più riprese: l'esternalizzazione di alcuni servizi all'interno della casa di riposo Jean Boniface Festaz. Ritorniamo su questa vicenda, perché è notizia di poche settimane or sono l'accoglimento da parte del giudice del lavoro di un ricorso promosso da quattro lavoratrici nei confronti della casa di riposo. Le quattro lavoratrici, come ci risulta, sono state assunte dal Festaz dapprima con contratti Co.co.co. e poi a tempo determinato, prorogati poi più volte contravvenendo alla normativa che prevede che gli stessi possono essere stipulati per far fronte soltanto ad esigenze temporanee. La casa di riposo avrebbe dovuto bandire i concorsi per il tempo indeterminato e permettere ai lavoratori di accedervi e, in caso di superamento, di uscire da questa situazione di precariato. Il giudice del lavoro ha condannato la casa di riposo a risarcire le lavoratrici con il pagamento di 20 mensilità, che per le infermiere - che sono tre - ammontano a oltre 50.000 euro e per le ADEST - una, in questo caso - a quasi 40.000 euro.

Quindi la nostra domanda è: la Giunta ha svolto un'indagine per appurare se altre vertenze analoghe sono prevedibili? Nell'ipotesi in cui le altre persone ricorressero, quali conseguenze comporterebbe questa gestione in fondo poco accorta dei rapporti di lavoro da parte della casa di riposo sulle casse della casa stessa? Pensiamo che sia giusto chiedervi come si pone la Giunta regionale di fronte a questa mancanza di accortezza, ricordando che ben tre dei sette membri del consiglio di amministrazione del Festaz sono nominati dalla Giunta e che, in virtù dell'articolo 10, comma 4, della legge regionale n. 34/2004 (che trasformava il Festaz in una APS) si dice che la Regione è tenuta al controllo degli atti e può al limite disporre lo scioglimento del consiglio di amministrazione.

La terza domanda riguarda le ragioni dell'esternalizzazione dei servizi, e qui vorrei aprire una piccola parentesi, perché durante la discussione della precedente iniziativa non era ancora stato pubblicato il disciplinare di gara, che poi ho avuto modo di leggere successivamente; riguardo all'oggetto dell'esternalizzazione il disciplinare dice testualmente: "L'intendimento di questa USL è di ottenere un adeguato livello di assistenza infermieristica presso la RSA....", eccetera; "per garantire ai propri ospiti un'assistenza infermieristica in grado di soddisfare pienamente i bisogni assistenziali è stato deciso di indire una gara d'appalto a procedura aperta, che tenga conto tanto degli aspetti economici quanto di quelli qualitativi del servizio, in ottemperanza a quanto previsto...", eccetera, quasi a sottintendere che precedentemente il servizio non fosse così adeguato. Questa cosa ci stupisce, perché a noi risulta - e l'Assessore stesso ha affermato - che il servizio fosse di ottima qualità. Riguardo all'economicità della scelta, di cui vorremmo avere alcune delucidazioni rispetto all'effettivo risparmio, chiediamo se nell'analisi di questa presunta "economicità" si è tenuto conto del potenziale costo derivante da eventuali risarcimenti di danni dovuti ad altri eventuali ricorsi.

Infine, quarta domanda, che potrebbe sembrare un dettaglio, ma che ha una sua incidenza nelle decisioni, siamo giunti a conoscenza di una situazione di incompatibilità di un membro del consiglio di amministrazione rispetto alla discussione che si sta svolgendo sull'attribuzione di servizi ad una cooperativa, in quanto ci risulta che lo stesso membro del CdA del Festaz sarebbe anche membro del consiglio di amministrazione della Fédération des Coopératives. Le chiediamo chiarimenti in merito a queste questioni.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente. È occasione questa per tornare sulla "questione Festaz", che ci ha già visto più volte dibattere in Consiglio ed in Commissione.

Per quanto riguarda il primo punto, sicuramente siamo a conoscenza e teniamo in considerazione tutto quello che sta succedendo per quanto riguarda le sentenze di risarcimento. Occorre precisare che le motivazioni delle sentenze non sono ancora arrivate e, di conseguenza non sono ancora note, quindi occorre fare una valutazione in questo senso. L'impatto di un'eventuale estensione delle richieste di risarcimento danni tenendo in considerazione la posizione non univoca dei sindacati da questo punto di vista, quindi anche per quanto riguarda questo aspetto c'è un confronto di cui parlerò al punto 3 con le organizzazioni sindacali. Pertanto siamo a conoscenza dell'impatto che potrebbe avere una richiesta a cascata per quanto riguarda queste sentenze.

Per quanto riguarda il punto 2, se, in conseguenza delle sentenze di cui sopra, è intenzione di intervenire sul consiglio di amministrazione, bisogna dire che il consiglio di amministrazione è in carica dal 2010 e la quasi totalità delle sentenze si riferisce ad un periodo che è da considerare sotto la passata amministrazione per quanto riguarda il consiglio di amministrazione. Si tratta soprattutto di responsabilità tecnico-gestionali, quindi di chi aveva la gestione del personale; da questo punto di vista noi abbiamo preso atto che c'era tutta una serie di attività che non erano state portate avanti correttamente, e purtroppo adesso dobbiamo cercare di risolvere questo problema che è emerso negli anni. Quindi il consiglio di amministrazione, che si è appena insediato, da questo punto di vista non ha nessuna responsabilità.

Per quanto riguarda il punto 3 - credo sia il punto più importante, e quello che si sta facendo con le organizzazioni sindacali penso sia un corretto modo di approccio da questo punto di vista -, è del tutto evidente che la valutazione di economicità di una gara è effettuata prima dell'emissione del bando e sono presi in considerazione parametri e fattori complessi, ma non riferibili ad eventi esterni come quelli di cui ho parlato prima. Questo non esime l'Amministrazione regionale, in particolare l'Assessorato, ad effettuare - come si sta facendo - valutazioni complessive sul futuro dell'attività sanitaria attualmente svolte presso la casa di riposo, che tengano conto dei fatti successivi alla pubblicazione della gara. È stato a tal fine informalmente istituito un tavolo di lavoro tra Assessorato, Casa di riposo, Azienda USL e Organizzazioni Sindacali, per raccogliere ulteriori dati relativi ai costi dei servizi, che lunedì ha concluso il lavoro e ha permesso di fare un raffronto ed un confronto su tutti i dati di gestione. Adesso, in tempi brevissimi, provvederemo a fare una valutazione di quale sarà la soluzione migliore, soprattutto per garantire la qualità. Io, in tempi non sospetti, avevo risposto che sulla casa di riposo volevamo puntare sulla qualità, quindi per quanto riguarda il bando di gara non è assolutamente escluso che noi potremmo anche fare un passo indietro, e quindi valutare altre soluzioni che prevedano l'impiego del personale, in particolare la gestione, o come sta avvenendo adesso o comunque a capo dell'USL, soprattutto tenendo in considerazione il fatto della professionalità delle persone che hanno lavorato finora nella struttura. Come ho detto prima, la qualità dei servizi è quello che ci interessa prioritariamente.

Per quanto riguarda l'ultimo punto, ci sembra non rilevante il fatto che il Vicepresidente dalla Casa di Riposo sia Consigliere della Fédération des Coopératives in qualità di rappresentante delle cooperative elettriche, e ancor meno che quest'ultimo sia incompatibile con la partecipazione a discussioni e rilevazioni di dati dalle quali scaturiscano proposte di soluzione. Peraltro è stato importante anche avere in questo gruppo di lavoro la presenza del Vicepresidente, per avere la possibilità di raccogliere totalmente i dati a disposizione; questo ci ha permesso di avere finalmente un quadro completo su tutti i dati relativi alla gestione completa del personale.

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci M. le Président.

Assessore, mi pare che lei abbia risposto in modo chiaro. In sede di replica mi sembra opportuno fare alcune precisazioni, anche per fugare eventuali dubbi o equivoci o possibili confusioni di ruoli. ALPE non è un sindacato, è ben conscio del ruolo di ciascuno, sono i sindacati che tutelano i singoli lavoratori, a seconda delle decisioni che entrambi prendono liberamente. ALPE è un movimento politico e, come tale, si occupa del lavoro in quanto diritto garantito dalla Costituzione, ancora recentemente ricordato dal Papa, ed un lavoro dignitoso che dia prospettive di vita più sicure, non il precariato che lascia i lavoratori in balia della politica. Altra cosa che mi sembra corretto chiarire, ALPE non ha niente contro le cooperative, anzi, è stato anche portatore di una proposta di legge sulla cooperazione e ritiene che l'associazionismo cooperativistico sia una risposta ideale in molti ambiti.

Siamo però contrari all'esternalizzazione di un servizio esistente, collaudato, che funziona, che si avvale di un'organizzazione del lavoro che si è consolidata negli anni, di competenze professionali che si sono formate grazie ad investimenti pubblici e che non vanno assolutamente sprecate. Siamo contrari ad un'esternalizzazione di cui l'economicità non è ancora dimostrata e che - ripetiamo -, se dovesse avvenire, provocherà sicuramente dei disagi quanto meno nella fase di avvio ai pazienti e ai familiari.

Detto questo, torno alla sua risposta, e non so dirle se in me prevalga il sollievo per un eventuale ripensamento dovuto a questo tavolo tecnico che sta lavorando e che lei ha annunciato, o se prevalga invece la perplessità - quanto meno riprovevole - per l'improvvisazione con cui tutta la vicenda è stata gestita. È una vicenda che ha causato grandi preoccupazioni, tensioni all'interno del personale, preoccupazione fra gli anziani ed i familiari, e riteniamo che non sia corretto; non si tratta di cataste di legna, ma si tratta di accudire delle persone, e quindi crediamo che un pochino più di attenzione e di cautela siano necessarie. Ricordo che la precarietà del settore socioassistenziale non riguarda solo il Festaz, ma riguarda centinaia di altri lavoratori, e quindi auspichiamo che un piano di stabilizzazione sia concretizzato con tempi precisi al più presto.