Objet du Conseil n. 1726 du 6 avril 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1726/XIII - Interpellanza: "Individuazione di aree per l'ospitalità di profughi provenienti dai Paesi del Nord Africa".
Interpellanza
Premesso che ieri il Presidente della Regione, a conclusione di una riunione a Roma, sull'emergenza umanitaria creatasi nei paesi del Maghreb, ha offerto la disponibilità ad ospitare anche in Valle i migranti, anche se in numero limitato;
Atteso che la gravità della situazione nel nord Africa, che si ripercuote su Lampedusa e l'Italia meridionale, rende indispensabile la collaborazione di tutte le regioni italiane e europee per far fronte alla grave situazione umanitaria;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per sapere:
1) quali aree intende individuare nella nostra Regione per ospitare i profughi;
2) qual è il numero di migranti che si stima di poter alloggiare e per quanto tempo.
F.to: Carmela Fontana - Rigo - Donzel
Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie Presidente.
È di ieri la notizia che anche la Valle d'Aosta farà concretamente la sua parte per far fronte alla grave situazione umanitaria derivante dal massiccio afflusso di profughi e migranti provenienti dal Maghreb. Dalle dichiarazioni del Presidente della Regione e del Presidente del CELVA apprendiamo che la strategia è quella di ospitare in Valle un centinaio di migranti in piccoli gruppi e in strutture di piccole dimensioni sparse sul territorio regionale e che il Consorzio degli enti locali avrebbe già avviato un monitoraggio delle strutture idonee ad accogliere i profughi. È una scelta che condividiamo, perché dà seguito alla presa di posizione dei giorni scorsi dei Presidenti di Regione e degli amministratori locali contro la decisione del Governo di costruire maxi tendopoli, dove ammassare i migranti con tutti i problemi di accoglienza e anche di ordine pubblico che ne conseguono. È una scelta che condividiamo, anche perché smentisce nei fatti certe posizioni leghiste e certi inaccettabili slogan contro gli immigrati ripresi in Valle da una forza di governo come la Fédération Autonomiste.
Di fronte all'emergenza immigrazione, per capacità e per esigenze strumentali, il "Governo Berlusconi" ha creato uno stato di confusione e di sbandamento, creando tensioni mai viste, neppure in situazioni più difficili di questa, che pure l'Italia ha saputo affrontare come nel caso del Kosovo, quando si registrano 50.000 arrivi e come nel caso dell'Albania nei primi anni '90, quando gli arrivi di migranti furono molto più numerosi rispetto a quello di oggi.
Il Partito Democratico ha chiesto al Governo di assumersi le sue responsabilità per uscire da una situazione insostenibile e affrontare l'emergenza e lo ha fatto con proposte serie: ottenere un accordo con la Tunisia per una gestione programmata dei rientri; concedere lo status di protezione temporanea ai migranti che rende possibile la circolazione europea e il tempo necessario per organizzare le operazioni di rimpatrio, evitando problemi di allarme sociale e situazioni come quelle dei respingimenti dei migranti a Ventimiglia; abbandonare la strategia delle tendopoli e organizzare l'accoglienza in modo diffuso sul territorio, in collaborazione con gli enti locali, la Protezione civile e le associazioni di volontariato. Per quanto riguarda l'accoglienza in Valle d'Aosta, proponiamo inoltre che il Governo regionale incontri le associazioni di volontariato, le strutture diocesane e anche le associazioni di immigrati residenti in Valle, nell'ottica di favorire, per quanto possibile, l'ospitalità dei profughi presso la comunità di appartenenza.
In ogni caso questa interpellanza giunge in Consiglio con tempestività per ascoltare dal Presidente della Regione lo stato delle decisioni circa le aree da individuare sul nostro territorio per ospitare i profughi, la stima precisa del numero di migranti da ospitare e un'ipotesi sui tempi di permanenza. Grazie.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie Presidente.
Ringrazio la collega Fontana per aver sollevato o comunque posto l'attenzione su un tema che sicuramente è di grande importanza. Fin dall'inizio abbiamo partecipato alle varie riunioni a livello nazionale per discutere di questa tematica, siamo stati favorevoli all'accordo dopo l'incontro con Maroni firmato da tutte le Regioni per responsabilizzare tutti nell'ottica di un intervento umanitario, però fin da allora le Regioni avevano fatto un distinguo importante fra profughi e immigrati a vario livello, addirittura si parla adesso di migranti economici, ovvero tutte le persone che non sono riconosciute nei profughi. Successivamente, nell'incontro del 1° aprile con il Presidente del Consiglio e i Ministri, avevamo ribadito la nostra contrarietà alle tendopoli, in quanto ci rendiamo conto che non potevano reggere a quello che è un sistema, soprattutto tenendo conto che le persone interessate dovevano rimanere in condizioni difficili per tanto tempo. Abbiamo quindi chiesto di poter valutare, come lei ricordava, l'applicazione di quell'articolo 20, quindi la condizione di straordinarietà in cui viene permesso a queste persone un riconoscimento per il ricongiungimento con le famiglie, eccetera, cosa che si sta adesso affrontando.
Nel contempo era stato annunciato questo viaggio in Tunisia, che ci auguriamo abbia dei risultati, altrimenti se fosse - come è stato detto - se venisse accolta la disponibilità ad un intervento a livello tunisino...per riprendere quel controllo dei profughi e degli emigranti che ha creato questa problematica, perché ci è stato detto che nel 2010 i tunisini approdati a Lampedusa erano 25, nei primi tempi ad oggi sono già 22.000, quindi uno si rende conto della differenza. Abbiamo inoltre dato la disponibilità logicamente per gestire soprattutto il problema dei bambini e delle mamme, come era successo nel 1991, e, forti di questa esperienza, abbiamo fatto un incontro con il CELVA che si è reso disponibile, come hanno fatto a livello nazionale ANCI e UPI, a collaborare per l'individuazione dei siti.
Abbiamo fatto questa riunione, avevamo già una serie di siti di cui a suo tempo i Comuni avevano dato la disponibilità, abbiamo chiesto ai Comuni di darci questa mappatura entro cinque giorni. I Comuni quindi ci daranno questa disponibilità, perché non volevamo imporre ad un Comune di ospitarli, ma vogliamo guardare prima quali sono le disponibilità, tenendo conto che su un valore di cento persone circa i numeri sono gestibili, anche se fossero bambini, perché sono questi i numeri, perché era uno ogni mille, quindi rapportato come popolazione. Con questo spirito aspettiamo che ci sia tale codecisione con i Comuni e poi avremo la disponibilità per l'eventuale accoglienza di tali persone. La tempistica quindi è quella che ho detto, da quel momento lavoriamo con la Protezione civile per essere pronti nel caso in cui ci venga richiesto di ospitare queste persone in Valle. Abbiamo sottolineato che vogliamo profughi...perché è diverso dai CIE (centri di identificazione ed espulsione), che sono per le Regioni con dei numeri importanti, per noi questo è impossibile, quindi con tali notazioni abbiamo dato la nostra disponibilità e l'abbiamo riconfermata ultimamente. Credo di aver dato le risposte corrette, grazie.
Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.
Fontana (PD) - Grazie Presidente.
Mi fa piacere veramente che ci sia questa volontà di non mettere queste persone nelle tendopoli, come sta avvenendo nel resto d'Italia, perché non sono bestie: sono esseri umani e la Valle d'Aosta si è sempre dimostrata a livello umano molto accogliente, perché di immigrati qui ce ne sono tantissimi e ha sempre affrontato benissimo questo problema. L'unica cosa forse di cui dobbiamo farci carico tutti è che i cittadini sono molto preoccupati, perché dicono che non c'è lavoro per i nostri figli; le dico questo, perché ognuno di noi si deve prendere la responsabilità di dire che non creano preoccupazione...anche perché, considerati tutti i furti di questo periodo, dobbiamo cercare di prevedere più sicurezza, più controlli - al riguardo presenterò un'interpellanza per la prossima adunanza consiliare...-, la gente è preoccupata di questo, se abbiamo la capacità di tranquillizzare la gente...penso sia giusto quello che si sta facendo, perché è un momento particolare, sono esseri umani e dobbiamo fare il massimo.
