Objet du Conseil n. 1699 du 23 mars 2011 - Resoconto
OGGETTO N. 1699/XIII - Interpellanza: "Interventi per favorire la diffusione di impianti di rifornimento per auto a metano sul territorio regionale".
Interpellanza
Preso atto che l'attuale impianto di rifornimento per auto a metano, l'unico presente in Valle d'Aosta, resta in funzione;
Constatato che vi erano state delle indicazioni da parte del Governo regionale volte a favorire la diffusione di tali impianti sul territorio regionale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere se intenda:
1) ancora procedere a risolvere gli impedimenti burocratici che frenano l'installazione di tali impianti;
2) rafforzare una politica volta a aumentare la percentuale di veicoli a gas.
F.to: Donzel - Rigo
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, è con soddisfazione che vi dico che, nella scorsa adunanza del Consiglio regionale, ad un'interrogazione a risposta immediata del collega Cerise - a cui si poteva rispondere - è stata data una risposta parzialmente positiva alla questione degli impianti di rifornimento a metano, perché la preoccupazione esistente che l'unico impianto presente in Valle chiudesse... il pericolo è stato per il momento sventato, anche se vengono ridotti gli orari di apertura e dulcis in fundo paghiamo per il metano uno dei più alti costi in Europa, tanto per avere le idee chiare di cosa succede. D'altronde se c'è un unico distributore, questo può anche fare i prezzi che la legge gli consente di fare, quindi la Valle d'Aosta da regione dove il costo dei carburanti... e, in particolare, quello della benzina era il più basso rispetto a tutto il territorio italiano... siamo passati alla regione dove la benzina e il metano costano di più in Europa. Questo è un problema riguardante le persone che guadagnano solo 900 euro al mese, oppure hanno una pensione di 476 euro al mese e devono qualche volta usare la macchina, ma non riguarda la collettività benestante di questa regione, che non ha problemi a pagare a carissimo prezzo benzina e metano.
La risposta data l'altra volta - a parte la questione che riguardava la possibilità di mantenere in alcune fasce orarie aperto il distributore... - mi ha preoccupato, perché l'Assessore ha risposto che, tutto sommato, non c'era una vera politica di sostegno delle auto a metano in Valle d'Aosta, perché gli incentivi erano quelli nazionali, quindi non è che in Valle d'Aosta si fosse spinto sull'auto a metano, ma era una scelta individuale di quei cittadini che lo avevano fatto, un po' peggio per loro insomma... Questo mi ha preoccupato perché anch'io, come il collega Bertin, che testè ha sollevato il problema dell'inquinamento, uno dei problemi della città di Aosta... siccome tutte le volte si punta il dito sulla Cogne, sono andato a vedermi i dati dell'ARPA: da tali dati risulta che l'incidenza dell'inquinamento nella città di Aosta per la parte maggiore è data dalle automobili, al secondo livello troviamo gli impianti di riscaldamento e al terzo posto abbiamo la Cogne, con l'eccezione del quartiere Dora, dove l'incidenza della Cogne è più alta. Abbiamo quindi un problema molto serio e grave di inquinamento da automobili nella città di Aosta e non esiste - questo è registrato nella risposta data dall'Assessore Pastoret al collega Cerise - una vera e propria politica regionale che incentivi la sostituzione delle auto a benzina e diesel con auto a gas. Mi preoccupa allora piuttosto questa assenza, questa dimenticanza a fronte di un Assessorato che è diventato un ente, diciamo una propaggine dell'ARPA, quindi che con i dati a disposizione non si faccia nulla, che non si metta in campo una politica in questa direzione che riguardi la sostituzione non solo dei veicoli pubblici, ma anche del veicolo privato... naturalmente graduale, protratta nel tempo, ma che esista una politica!
Dopodiché altro aspetto: con il collega Rigo in particolare avevamo sollevato, attraverso una serie di interpellanze, fin dall'inizio della legislatura la questione della realizzazione di più impianti di rifornimento a gas: uno perché, essendo una società di libero mercato, se ci sono due impianti, automaticamente c'è un minimo di concorrenzialità e si può ottenere qualche centesimo in meno di costo; poi perché si può facilmente andare su internet e cliccare sui distributori a gas e a metano sul territorio italiano, voi noterete che siamo messi peggio del Molise, regione turistica per eccellenza: abbiamo, dal punto di vista della distribuzione del metano, una condizione peggiore di quella di tale Regione. Non vado a citare gli otto distributori in funzione nella provincia di Bolzano e cose di questo tipo, ma vado a guardare e vedo che anche il Molise è messo in una condizione... il Molise è una grandissima regione turistica attrattiva, è una bellissima regione e quindi si sta attrezzando anche con i distributori a gas. Noi invece avevamo un impegno di realizzare nell'area Cogne un impianto per la distribuzione del metano e abbiamo ripiegato su una soluzione di appoggio, grazie ad una società privata che fa comunque un lavoro importante, ma siamo lontani dall'avere il nostro distributore nell'area dell'ex Cogne e siamo lontani dall'avere questi distributori collocati anche a Courmayeur e in bassa Valle, cosicché i nostri residenti della bassa Valle vanno a fare il pieno ad Ivrea e anche questo è indice della nostra capacità di gestire il territorio e il senso che abbiamo della nostra autonomia.
Ritengo che su questa cosa pur sapendo che ci sono delle questioni di tipo burocratico... sappiamo che non è facile realizzare tali distributori, bisogna realizzare questo famoso muro in cemento, tutte queste questioni tecniche ci sono, però ci sono anche le potenzialità economiche in questa regione per venire a sostegno di quei distributori che vogliono aprirsi in tale direzione e si apriranno, anticiperanno, verranno incontro come soggetti privati, ossia l'imprenditore quand'è che fiuta l'affare di aprire un distributore a metano? Quando vede che la Regione sta incentivando con dei meccanismi la sostituzione delle auto a benzina con auto a metano, quindi intravede un affare economico, ma se noi non creiamo queste condizioni, è chiaro che il privato dice: "perché devo aprire un distributore a metano che mi costa tot quando in Valle d'Aosta sono poche le auto circolanti?", quindi cadiamo in un circolo vizioso. Qual è la ragione per cui la Regione deve intervenire? È quella che dicevo all'inizio: c'è un altissimo tasso di inquinamento. La fonte è l'ARPA: andatevi a vedere le colonnine dell'inquinamento sul sito dell'ARPA, sito regionale, che dicono che la maggior incidenza dell'inquinamento nella città di Aosta è data dai veicoli. Facciamo qualcosa, per cortesia!
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives, Pastoret.
Pastoret (UV) - Grazie Presidente.
La questione legata alla presenza di eventuali distributori a metano è ormai nota; come è stato detto, abbiamo avuto modo di affrontarla in diverse occasioni, non ultima quella della scorsa adunanza del Consiglio regionale, durante la quale ho avuto modo di fornire la risposta ad un'iniziativa del collega Cerise. Le cose da aggiungere credo non siano molte, ma alcune sono state evocate anche al di fuori di quelli che erano gli elementi argomentativi dell'interpellanza dal collega Donzel, quindi ripercorriamo questa strada per rinfrescare la memoria e ribadire alcuni punti. Al momento nessuna azienda ha previsto o ha in corso pratiche per l'apertura di pompe a metano nella regione, ad eccezione del distributore che si trova in località autoporto, che ha richiesto e ottenuto la concessione per realizzare un impianto a GPL e uno a metano. Mentre per l'impianto a GPL l'apertura si annuncia prossima, per quello a metano le prospettive sono più lontane e questo perché il costo di realizzazione di un impianto per la distribuzione del metano è assai importante, ma soprattutto perché le prospettive di rientro economico sono molto deboli. In buona sostanza, l'ammortamento di un tale investimento non è giudicato interessante per le aziende di distribuzione di carburanti a fronte dell'esiguo numero di automezzi che utilizzano questo tipo di combustibile, le cui preferenze - poi fornirò i dati - si orientano maggiormente sul GPL in virtù del fatto che la rete distributiva di tale carburante è assai più estesa ed omogenea non solo sul territorio italiano, ma anche nei Paesi europei a noi vicini e questo...
(interruzione di un consigliere, fuori microfono)
...nonostante i venditori di metano... come hanno fatto anche ultimamente in relazione al discorso dell'eventuale chiusura del distributore di Charvensod... sono intervenuti proprio a "piedi uniti"... che proclamano l'ottima estensione dei distributori di metano in Europa, non è così: il metano è ancora poco diffuso, lo è ancora meno del GPL e questo è un dato.
Vi è poi un altro dato: una grande quantità di case automobilistiche, come tutti ben sappiamo - basta seguire l'informazione relativa a questi temi -, sta cercando di orientarsi sull'elettrico o sul bi-fuel carburante elettrico; non sappiamo se sarà questo il futuro, ciò che è certo è che questa è una tendenza molto crescente presso molti costruttori. Nel frattempo la FIAT si colloca su un'altra sponda fra i convinti sostenitori del metano; tale azienda, attraverso le parole del Presidente Elkann pronunciate recentemente in Cina, ha sostenuto che il metano sarebbe da preferire allo sviluppo dell'elettrico; si tratta di affermazioni atte a sostenere le scelte industriali delle aziende in contrapposizione a quelle effettuate da altri gruppi. Tutto questo dibattito però poi è ascoltato da qualcuno e le grandi compagnie energetiche ascoltano e interpretano tali linee di pensiero, fanno i conti e, quando vedono che non c'è unitarietà di indirizzo che possa far pensare ad una crescita significativa del mercato, non si lanciano in investimenti che reputano rischiosi. Tutto questo per dire che non sono gli impedimenti burocratici che frenano l'installazione o il potenziamento degli impianti di distribuzione con carburanti a minore impatto ambientale, ma il fatto che le imprese proprietarie di impianti di distribuzione basano le loro scelte imprenditoriali su una valutazione costi/benefici. Esse valutano certamente anche gli oneri legati all'osservanza delle norme in materia di sicurezza -sono state ricordate -, che sono particolarmente severe, devono essere rispettate obbligatoriamente per quanto riguarda, ad esempio, le distanze di sicurezza anche in un territorio con spazi ridotti come quello valdostano, ricordo che le distanze minime sono di 60 metri. Ho già avuto modo di dire che un'analisi fatta dai nostri uffici sulla possibilità di installare una distribuzione a metano in Valle d'Aosta ha rilevato non più di 2-3 zone idonee ad ospitare nei distributori già esistenti anche il metano, anche perché ricordo che l'asse di distribuzione del metano arriva solo a Villeneuve e non oltre. Va da sé che le compagnie che lì si trovano ad operare hanno già fatto i loro conti e non hanno per ora ritenuto vantaggioso e utile procedere in tal senso.
Cosa ha fatto la Regione? Lo abbiamo già ricordato. Nel 2010 è stata modificata la legge regionale n. 36/2000, che disciplina la materia relativa alla rete distributiva ed è stata introdotta la possibilità di erogare dei contributi in conto capitale alle piccole e medie imprese, questo come definito dal regolamento CEE 800/2008, per la realizzazione di interventi di potenziamento su impianti resistenti o la realizzazione di nuovi impianti con carburanti alternativi a minore impatto ambientale: gas, metano, GPL, energia elettrica, idrogeno. La Giunta regionale ha approvato nell'ottobre 2010 il bando che definisce i criteri e le modalità per l'erogazione dei contributi previsti, tale bando, come ho avuto modo di dire, andò deserto, lo ripresenteremo per il 2011. Al tempo stesso stiamo cercando di convincere qualche compagnia ad operare una scelta in questo senso; siamo fiduciosi e pensiamo che qualcosa si muoverà in tale senso nel prossimo futuro.
Per quanto riguarda una politica di rafforzamento volta ad aumentare la percentuale di veicoli a gas, voglio evidenziare come la legge sugli incentivi e la rottamazione abbia previsto ed elargito notevoli stanziamenti globali a partire dal 2007: i veicoli ammessi a finanziamento sono stati 10.071 e ciò con scarsi risultati per l'acquisto dei veicoli a gas metano, che peraltro venivano incentivati in maniera maggiore insieme a quelli a GPL o elettrici. Ricordo che la stessa legge consentiva anche di finanziare la conversione dei veicoli dall'alimentazione tradizionale a quella a GPL o a metano e che in quest'ultimo caso anche qui le richieste sono state assai scarse. Nel 2010 su 2.219 veicoli ammessi a contributo, quelli a metano sono stati solo 14 e anche per questi era possibile l'erogazione del contributo. Tale rapporto non è stato molto significativo anche nel corso di tutta la campagna di rottamazione, questo ci dice per quale ragione ovviamente le imprese non ritengono significativo immaginare di mettere in piedi un distributore a metano in Valle d'Aosta; speriamo che tale indirizzo si modifichi.
Vorrei fare due osservazioni sull'intervento del collega Donzel, che chiede una politica per la sostituzione delle auto attraverso auto a gas; personalmente sono più orientato sull'elettrico e vedo che è una delle frontiere che è inseguita dalle grandi case automobilistiche. Sotto questo punto di vista, stiamo concludendo un interessante accordo con il Comune di Aosta per iniziare a predisporre alcune pensiline per le ricariche elettriche nella città; questo per dire che non è che non ci occupiamo di aspetti legati alle trazioni non inquinanti o poco inquinanti. Sotto questo punto di vista, voglio anche ricordare che l'Amministrazione ha fatto un grosso sforzo finanziando in modo assolutamente notevole, forse al di fuori di quelle che possono essere le abitudini delle altre Regioni, la mobilità delle persone con i mezzi a trazione a metano all'interno della città di Aosta, perché non è vero che non ci sono alternative all'inquinamento con il traffico veicolare: le alternative ci sono con un sistema di trasporti, per quanto riguarda soprattutto il trasporto urbano della cintura di Aosta, assolutamente efficiente con un alto numero di mezzi non inquinanti. Concludo dicendo che forse c'è stata un'affermazione che è sfuggita di mano al Consigliere Donzel quando ha detto che la benzina che costa di più in Europa è quella che si trova in Valle d'Aosta... la benzina ha dei costi che sono imposti dalle compagnie petrolifere a seconda dei territori in cui si trovano e i costi dei carburanti sotto questo punto di vista non dipendono dalle politiche che sviluppano le Regioni. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Donzel.
Donzel (PD) - Ringrazio l'Assessore per la cortese risposta e l'attenzione che si capisce dalla risposta che ha voluto dare a questo tema. Mi permetto di puntualizzare che non ho accusato la Regione Valle d'Aosta in quanto Amministrazione di essere la responsabile del costo della benzina: ho constatato che tale costo è fra i più alti in Europa e questo è un dato oggettivo, ossia il nostro è un problema reale. Di solito, quando non si vuole dare contezza di un percorso, si risponde dicendo che ormai stiamo già traguardando l'elettrico in Valle d'Aosta, non vedo l'ora! Non vedo l'ora e spero che l'elettrico non faccia la fine che ha fatto il metano, perché, quando noi portammo la questione del metano, questo distributore nell'area Cogne era pronto per partire, doveva essere realizzato, mentre oggi non se ne parla più: si parla di un distributore in località aeroporto, quindi esso è stato completamente cancellato. Certamente auspico che arrivi l'elettrico, le pensiline per le ricariche delle auto elettriche, però torno al concetto di base: serve una politica. In questi giorni, parlando con alcuni cittadini, la sensazione che si ha è che nessuno in Valle d'Aosta si sognerebbe di comprare un'auto a metano sapendo che c'è un distributore che ha minacciato di chiudere. Chi è che si compra un'auto per poi andare ad Ivrea a fare un pieno di metano? Nessuno se la compra! È ovvio che gli incentivi sono andati a buca, perché, non essendoci alcuna certezza di avere i distributori, nessuno si arrischia ad acquistare una macchina, ossia è un ragionamento che... è "il cane che si morde la coda": "io ti metto a disposizione degli incentivi per comprare un'auto a metano, però devi andare in Piemonte a fare il pieno di benzina" e questo non ha senso. Quando si dice: "noi abbiamo fatto bene le cose, abbiamo fatto il nostro compitino, una legge che ha previsto dei contributi e una delibera che ne ha dato la disponibilità"... però - mi consenta, Assessore - il bando è andato deserto; il compito allora è stato fatto male: se il bando è andato deserto, vuol dire che i contributi non erano sufficienti, che non c'erano le condizioni necessarie per incentivare coloro che dovevano realizzare queste opere. Tornando al mio ragionamento, non è che "io ho fatto il mio compitino": è un compitino sbagliato, vuol dire che c'è qualcosa che non ha funzionato. O si dice che tutti gli operatori che lavorano in quel settore sono operatori a cui non importa niente di guardare al futuro, che non hanno figli e quindi non immaginano una prospettiva per la loro azienda, oppure semplicemente il compito fatto da questa Amministrazione era sbagliato e io mi auspico che il nuovo bando del 2011 sia migliore dal punto di vista degli incentivi, tale da smuovere qualcosa in quella direzione. Naturalmente mi sono appuntato questa notizia importante della volontà di seguire lo sviluppo dell'elettrico, anche perché, visto che in campo elettrico possiamo dire la nostra, auspico anche che questa volta, quando si andrà a rifare la ricarica elettrica, noi valdostani non ci troveremo a fare la fine che facciamo con il metano e con la benzina, ossia ad avere i costi più alti d'Europa, chissà che con l'energia elettrica magari avremo dei costi che ci consentono di muoverci in modo ragionevole sul nostro territorio.
