Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1675 du 9 mars 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1675/XIII - Interpellanza: "Riduzione dell'utilizzo di lavoratori interinali da parte dell'Azienda USL".

Interpellanza

Avendo appreso della decisione dell'USL di ridurre il ricorso all'utilizzo del lavoro interinale;

Constatato che tale intendimento fa seguito a gravi denunce rispetto all'abuso nell'utilizzo di tale forma di lavoro e rispetto ad anomale procedure di "selezione";

Rilevato però che non vi è chiarezza rispetto alla determinazione di procedere verso assunzioni a tempo determinato o, in alcuni casi, a tempo indeterminato;

Appurato che sono vigenti graduatorie per l'assunzione del personale;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore competente per sapere se intenda:

1) confermare questa procedura sino all'adeguamento della normativa contrattuale in essere;

2) tutelare la qualità della Sanità valdostana da eventuali norme nazionali che riducano drasticamente il personale a tempo determinato;

3) precisare la natura dei nuovi concorsi finalizzati esclusivamente all'assunzione a tempo determinato.

F.to: Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, vorrei in premessa precisare che c'è un ragionamento generale che sta dietro questa preoccupazione che riguarda il settore del lavoro, ed è quello che, come in alcuni settori confermati dalla stessa linea di questo Governo regionale, immaginiamo che una stabilità del personale ed una gestione anche pubblica della sanità possa dare dei riscontri di qualità e di ottimizzazione del servizio per l'utenza. Quindi, anche se l'intento dell'interpellanza ha un carattere ovviamente più legato alla questione lavorativa - sennò avrei lasciato ben volentieri al collega Rigo più esperto di me in questioni sanitarie -, vorrei far capire che una ricaduta anche sul concetto di qualità della sanità c'è rispetto a come noi costruiamo ed organizziamo il lavoro e quindi si spinge al di là della questione tecnica di organizzazione del lavoro.

Poi c'è la questione che attiene invece al lavoro, a come diamo una risposta in questo momento a questo delicatissimo tema che abbiamo visto coinvolgere sia l'amministrazione pubblica e, in particolare, il settore sanitario, dove è emerso con una certa gravità il fatto che la percentuale di lavoratori a tempo determinato sia ben al di là di quello che è il fisiologico ricorso a cui tutte le organizzazioni normalmente fanno ricorso. Parliamo di un'incidenza che arriva al 20 percento quando norme contrattuali fisserebbero al 7 percento l'incidenza di questo personale: siamo quindi in una condizione molto sopra le righe...non vorrei dire fuori dalla norma, ma che sicuramente merita di essere guardata con attenzione.

Preoccupazione anche deriva dal fatto che la focalizzazione su questo tema è stata accesa più che altro dal fatto che una durissima finanziaria nazionale, che è intervenuta come spesso accade senza tener conto delle particolarità locali, delle organizzazioni di alcuni territori come il nostro, ha acceso i riflettori sulla questione del lavoro a tempo determinato. Nel caso in specie a ciò si aggiunge che, all'interno del percorso a tempo determinato, c'è stato un ricorso forse un po' leggero ed eccessivo al lavoro di tipo interinale, e ho avuto compiacimento nell'apprendere dai giornali che da parte della dirigenza USL si cominciava a chiedere di ridurre questo lavoro interinale, che non fosse una scelta organizzativa, che non fosse una scelta volta principalmente a migliorare la qualità della sanità, ma fosse una grossa pressione, nata anche a seguito di pesanti attacchi che sono arrivati da parte dei media, legati ad alcuni abusi nell'utilizzo di questo lavoro interinale e anche a dei criteri un po' particolari nell'utilizzo di questo lavoro interinale, perché alcune di queste persone che venivano assunte avevano un legame di stretta parentela con i funzionari dell'Assessorato. Qualunque sia stata la ragione, vediamo di fare un passo avanti: ben venga che si prenda atto che calmieriamo la situazione del lavoro interinale, ma c'è stata una serie di annunci con cui si diceva: partiamo con i concorsi, facciamo dei concorsi, e naturalmente chi da anni svolge un'attività lavorativa non può che essere in una condizione di preoccupazione, perché una cosa è la teoria dell'organizzazione di un servizio, un'altra cosa è la garanzia - cosa su cui come Partito Democratico continueremo ad insistere in quest'aula - che le persone non sono delle merci e quindi chi ha svolto con dedizione, con passione il proprio lavoro, non per un anno o due anni, ma alle volte per dieci anni in una condizione di lavoro a tempo determinato, non può essere messo nel cestino della spazzatura perché sono cambiate le regole dell'Unione europea, della finanziaria nazionale, della legge regionale, e noi non vorremmo, ma lo facciamo...alla fine il risultato è che la gente che ha dato va a finire nella spazzatura! Quindi bisogna rivalutare il contributo dato dalla permanenza di questo lavoro.

Lo sconcerto avviene però nello scoprire che, rispetto a questo annuncio di procedure contrattuali...vediamo che da subito sono stati assunti a tempo determinato alcuni che erano inclusi in graduatorie per concorsi ancora in vigore. Allora dico: ma non si poteva già operare prima tramite queste graduatorie, e...abbiamo pagato ad una società di lavoro interinale delle commesse, quando avevamo delle graduatorie in essere che ci consentivano di assumere del personale a tempo determinato?...cioè: avevamo speso dei soldi per fare dei concorsi, avevamo delle graduatorie, non le abbiamo usate, adesso le usiamo e abbiamo contemporaneamente pagato commesse all'agenzia di assunzione di lavoro interinale? Quando parliamo di nuovi concorsi, parliamo di nuovi concorsi per la trasformazione di tempi di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato con contestuale utilizzo delle code delle graduatorie per l'assunzione a tempo determinato, o semplicemente facciamo un can-can per fare un concorso, poi ne vengono assunti due perché i posti a tempo determinato sono due e degli altri...non si sa che fine fanno? Le graduatorie in essere sono utilizzate fino ad esaurimento oppure no? Anche qui ci sono delle procedure molto chiare: si possono anche bandire dei concorsi per posti a tempo determinato per far fronte alle emergenze, cioè diamo origine ad una graduatoria che ci crea un gruppo di persone che ci consentirà di coprire tutte le assenze legate a malattie, quindi non necessariamente il concorso è finalizzato alla trasformazione del posto a tempo indeterminato. Certo è che si è creata una condizione abbastanza particolare, in cui paradossalmente, avendo utilizzato in modo improprio il lavoro interinale, abbiamo creato delle condizioni per cui quel personale lavorava di fatto in alcuni uffici come se fosse personale indispensabile a quel servizio! Oggi dire: caro mio, non ho più bisogno di te, perché se vuoi rimanere qui devi fare un concorso, è un'anomalia che a mio avviso creerà dei problemi!

Altro aspetto: nel lavoro di tipo interinale non era fatta chiara prescrizione rispetto all'utilizzo o meno della lingua francese: anche questo è un aspetto che dobbiamo valutare con attenzione, soprattutto per alcune figure professionali come le infermiere, e dobbiamo affrontarlo con estremo realismo, cosa vuol dire fare dei concorsi e cosa vuol dire non immaginare che ci possano essere delle deroghe là dove ci siano delle specialità che necessitano la qualità della prestazione professionale. Non è un argomento nuovo, ma è un argomento che forse è il caso di assumere con urgenza rispetto al problema che riguarda la salute dei cittadini.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Rispondo in modo preciso ai punti.

Primo punto: se si intenda "confermare questa procedura sino all'adeguamento della normativa contrattuale in essere"; l'Azienda USL ha intenzione di ridurre, in forma progressiva, il ricorso al lavoro reso in regime di lavoro autonomo, quindi libera professione individuale o di somministrazione, ovvero acquisito a mezzo di agenzia di lavoro interinale. Questo è uno degli obiettivi 2011 che è stato dato all'azienda da parte dell'Assessorato. Si conferma pertanto l'intendimento di assumere personale con rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato, il cui contingente sarà definito in base alle proprie esigenze organizzative. La riduzione del ricorso al lavoro reso in regime di lavoro autonomo o di somministrazione da agenzia di lavoro interinale interesserà prioritariamente il personale addetto all'assistenza, quindi infermieri e operatori socio-sanitari OSS; seguiranno analoghe misure di riduzione che interesseranno il personale afferente all'area tecnico-amministrativa.

Sulla seconda domanda: se si intenda "tutelare la qualità della Sanità valdostana da eventuali norme nazionali", ricordo come l'Amministrazione abbia già dimostrato nei fatti di voler tutelare la sanità valdostana nella maggior forma possibile. In tal senso è sufficiente citare l'articolo 34, comma 5, della legge regionale finanziaria e le modificazioni di leggi regionali che portano disposizioni all'Azienda USL atte al contenimento della spesa di personale per l'anno 2011 in misura ampiamente attenuata rispetto alle disposizioni normative contenute nella legislazione nazionale. Qui ricordo, ma credo che sia noto a tutti, questo articolo che andava a ridurre notevolmente l'impatto di tagliare al 50 percento il personale somministrato; noi abbiamo deciso di effettuare una razionalizzazione su tutto il personale, sia a tempo determinato che indeterminato, mettendo una cifra che era di 3.000.000, che è ampiamente più bassa rispetto ai 16.000.000 che erano necessari tagliando il personale assunto con contratti atipici. In questo modo avevamo subito avuto la sensazione che era impossibile mantenere la qualità dei servizi se avessimo dovuto applicare tout court la manovra. Lo specifico obiettivo di contenimento della spesa per il personale introdotto dalla normativa regionale consente, di fatto, di garantire i livelli essenziali di assistenza erogati dal nostro servizio, senza compromettere il fondamentale diritto alla tutela alla salute.

Terza domanda: se si intende "precisare la natura dei nuovi concorsi finalizzati esclusivamente all'assunzione a tempo determinato"; per quanto concerne la natura dei concorsi finalizzati all'assunzione a tempo determinato, si tratta di avvisi per titoli ed esami, dalle cui graduatorie l'azienda attingerà, ai fini dell'instaurazione di rapporti a tempo determinato, in base alle proprie esigenze organizzative.

Solo due considerazioni, più in generale, sul percorso di stabilizzazione. Ho già avuto occasione, rispondendo ad un'interpellanza del collega Louvin, di ricordare come nel biennio 2008-2010 siano state assunte a tempo indeterminato circa 210 persone nell'ambito della sanità: ciò è stato permesso sia da una finanziaria dello Stato che dalla finanziaria regionale 2008, che ha consentito di fare un percorso di stabilizzazione di una serie di persone che erano a tempo determinato o a contratto. Sicuramente i vincoli della finanziaria di quest'anno non permettono un percorso analogo, ma come è stato detto ci sarà la volontà, creando dei concorsi a tempo determinato, di ridurre il più possibile quella che è - mi rendo conto e concordo anch'io - l'incertezza di molte persone che oggi vivono questa situazione, non solo nell'ambito della sanità, ma in tutti i settori.

Per quanto riguarda la qualità della sanità, ricordo che la Valle d'Aosta è stata una delle primissime che ha presentato l'emendamento al decreto sui costi standard della sanità, ed ha quindi permesso alla Valle di stare al di fuori della valutazione di detti costi, perché ci rendiamo conto che abbiamo degli standard in sanità che sono due o tre rispetto alle altre regioni. Quindi non rientrare in quanto previsto dal decreto è una garanzia per poter mantenere i nostri servizi, in caso contrario, ci sarebbe stato il pesante rischio di dover abbassare successivamente i nostri livelli. Uno dei motivi per cui c'è un grande numero di persone che sono, fra virgolette, "somministrate" con questo brutto termine, è proprio perché abbiamo voluto mantenere anche negli ultimi anni gli standard in sanità, e questo vuol dire un numero di infermieri superiore, nei diversi reparti, dei medici sul territorio. Quindi la qualità dell'erogazione del servizio sociosanitario è sempre l'obiettivo principale che ci siamo posti.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, mi fa piacere che condividiamo il fatto che l'apporto del lavoro è fondamentale per contribuire alla qualità dei servizi e che la massima attenzione vada data a questo settore, così come mi permetto di confermare che sicuramente tutta la questione dei costi standard è una questione da continuare a seguire con attenzione, perché non è una partita che si conclude. Come dire: siamo riusciti a superare una tappa, ma da qui al funzionamento dello stato federale che si immagina, le tappe da percorrere sono ancora tantissime! Ecco perché da parte nostra c'è una forte preoccupazione che ci permettiamo di esternare, perché se da un lato abbiamo sempre auspicato e continueremo ad auspicare il venir meno del ricorso al lavoro interinale ed andare verso forme di lavoro a tempo determinato, ma come transitorie verso l'indeterminato, non possiamo non nascondere una preoccupazione rispetto al fatto che queste forme di lavoro a tempo determinato sono sempre fortemente a rischio rispetto alle manovre economiche dei governi. Non è che abbiamo di fronte la ripresa economica, purtroppo, quindi non bisogna essere dei maghi per sapere che la prossima manovra economica di cui si comincerà a parlare da luglio, sarà una manovra economica di nuovo dura...e non avere creato condizioni di massima sicurezza per garantire questo personale, un po' ci preoccupa! Dopodiché mi va bene che è stato definitivamente chiarito che per adesso non parliamo di concorsi a tempo indeterminato, ma parliamo di concorsi che ci consentono di utilizzare al meglio questo personale.

Vorrei fare due precisazioni: la prima riguarda, visto che si tratta di concorsi anche per titoli, di valutare attentamente cosa significa avere delle graduatorie in essere nel momento in cui vado a bandire dei concorsi che magari si trovano nello stesso ambito di graduatorie già in essere, quindi come valorizzare coloro che avevano già superato questi percorsi; l'altra questione è che all'interno di questo contesto sia veramente verificata e valutata la prestazione apparentemente a tempo determinato o di lavoro interinale, ma di fatto continuativa, che deve essere a tutti gli effetti riconosciuta per non avere, anche qui, se crediamo nella qualità del servizio, uno scombussolamento delle figure per cui c'è un ricambio, eccetera, per poi dover andare a controllare se c'è una "parentopoli" di nuovo nella sanità valdostana, ma che ci siano regole chiare e certificate nell'assunzione. Infine - questo lo rinvio e poi sarà oggetto di discussione anche in commissione - la questione da non sottovalutare rispetto alla conoscenza o meno della lingua francese, che si pone, rispetto alle figure da cui si vuol partire, cioè dagli infermieri, come una considerazione oggi non più eludibile là dove noi vogliamo garantire qualità di salute ai nostri cittadini.