Objet du Conseil n. 360 du 18 septembre 1978 - Verbale

OGGETTO N. 360/78 - PRESA D'ATTO DELLE DIMISSIONI RASSEGNATE DAL CONSIGLIERE GIUSEPPE NEBBIA DALLA CARICA DI SEGRETARIO DEL CONSIGLIO REGIONALE.

Il Presidente DOLCHI dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta: "Presa d'atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Giuseppe Nebbia dalla carica di Segretario del Consiglio e sua sostituzione", proposta trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:

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Con la sottoriportata lettera, in data 26 luglio 1978, il Consigliere Giuseppe Nebbia ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Segretario del Consiglio regionale:

"Il sottoscritto Giuseppe Nebbia, Consigliere regionale della Valle d'Aosta, a seguito delle dichiarazioni del Consigliere Andrione che ha preannunciato la formazione di una Giunta regionale diversa da quella auspicata dal P.S.I., rassegna le proprie dimissioni da Segretario della Assemblea onde permettere una chiara delimitazione della maggioranza.

Cordiali saluti.

F.to: Giuseppe Nebbia".

Si propone pertanto che il Consiglio regionale prenda atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Giuseppe Nebbia e proceda immediatamente, ai sensi del disposto dell'articolo 7 del Regolamento interno del Consiglio, alla nomina di un nuovo Consigliere Segretario dell'Assemblea.

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Il Consigliere NEBBIA comunica che la sua decisione di rassegnare le dimissioni dalla carica di Segretario del Consiglio è stata dettata da una considerazione approfondita delle funzioni che l'Ufficio di Presidenza dovrebbe assumere nei confronti del Consiglio.

Fa presente che l'Ufficio di Presidenza è stato eletto nella prima seduta del Consiglio della nuova legislatura allorché si profilava la possibilità della formazione di un determinato tipo di maggioranza e l'Ufficio di Presidenza eletto in quella occasione ne è stato in un certo senso un'emanazione, per cui non può ora sostenersi che l'Ufficio di Presidenza sia al di sopra delle parti.

Afferma che l'aspirazione del Partito Socialista sarebbe di giungere alla realizzazione di un Ufficio di Presidenza autenticamente "super partes", in grado di svolgere il suo lavoro per tutta la durata della legislatura, indipendentemente dalle maggioranze che potrebbero alternarsi alla guida della Regione, pur rendendosi conto che il fatto che il Presidente del Consiglio, data l'esiguità dei componenti il Consiglio regionale, debba prendere parte alle votazioni, a differenza di quanto fanno i Presidenti dei due rami del Parlamento, crea di per sé stesso un legame politico nei confronti di una parte piuttosto che dell'altra.

Auspica una revisione del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio che permetta di dare all'Ufficio di Presidenza una struttura più efficiente, tale da consentire un miglior funzionamento di tale organismo.

Conclude dichiarando che, non essendo ancora attualmente l'Ufficio di Presidenza avulso dai giochi politici, conformemente a quanto da lui dichiarato accettando la carica di Segretario, ritiene opportuno rassegnare le dimissioni dalla carica in questione.

Il Consigliere POLLICINI dichiara che il Gruppo consiliare dei Democratici Popolari apprezza la coerenza dimostrata dal Consigliere Nebbia il cui comportamento ha rispecchiato le dichiarazioni tenute nell'assumere la carica.

Sostiene invece, pur esprimendo la massima stima nei confronti del Presidente Dolchi, che una tale coerenza non può invece ravvisarsi nella posizione del Partito Comunista, che non ha tenuto fede all'impegno assunto, per bocca del Capo Gruppo consiliare Mafrica, secondo il quale il Gruppo Comunista si impegnava a mettere a disposizione del Consiglio il mandato ricevuto dal Presidente Dolchi non appena il quadro politico fosse stato chiarito.

Il Consigliere MAFRICA afferma che il Partito Comunista ritiene che la Presidenza del Consiglio sia un organismo che deve godere della fiducia della maggioranza del Consiglio che non coincide necessariamente con la maggioranza che regge le sorti della Regione.

Afferma inoltre che la Presidenza del Consiglio deve essere, quando ciò è possibile, assegnata alla minoranza, per garantire l'indipendenza nei confronti dell'Esecutivo, ritiene che il Presidente Dolchi abbia dimostrato coi fatti questa sua indipendenza.

Precisa che le sue dichiarazioni devono essere interpretate nel senso che il Presidente Dolchi avrebbe rassegnato le dimissioni qualora il Partito Comunista fosse entrato a far parte della maggioranza, mentre continuando il Partito Comunista a collocarsi all'opposizione, non vi è, a suo avviso, alcuna ragione che il Presidente Dolchi si dimetta.

Sostiene che la Presidenza del Consiglio si è distinta dalla Presidenza della Giunta per il maggior lavoro da essa svolto.

Conclude dichiarando che, se comunque si ritenesse che l'attività della Presidenza del Consiglio fosse insufficiente, il Gruppo Comunista sarebbe disposto a discutere in qualsiasi momento, ma nelle questioni di collocazione politica il Gruppo comunista ritiene che la propria posizione sia perfettamente coerente.

Il Consigliere NEBBIA rileva nelle affermazioni del Consigliere Mafrica una contraddittorietà rispetto alle dichiarazioni effettuate nell'adunanza del 19 luglio.

Sostiene la necessità di giungere ad un chiarimento sulla funzione del Presidente del Consiglio e dell'Ufficio di Presidenza e afferma che le sue dimissioni vogliono essere un contributo in tal senso.

Il Consigliere MAFRICA ribadisce la posizione del Partito Comunista sulla questione del Presidente del Consiglio.

Dichiara che il Gruppo Comunista, pur avendo ottenuto la carica di Presidente del Consiglio, si considera non di meno all'opposizione e come tale esso porterà avanti le sue rivendicazioni nella maniera che riterrà più opportuna, non accettando critiche a questo proposito dalle altre forze dell'opposizione.

Il Presidente DOLCHI, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, dichiara chiusa la discussione ed invita il Consiglio a procedere alla votazione, per alzata di mano, per la presa d'atto, per accettazione, delle dimissioni di cui si tratta.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente DOLCHI accerta e comunica che il Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentuno) ha preso atto, per accettazione, delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Giuseppe Nebbia dalla carica di Segretario del Consiglio regionale.

Il Consiglio prende atto.

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Si dà atto che il Consigliere Giuseppe NEBBIA lascia il banco del Segretario del Consiglio e che il Presidente DOLCHI chiama a fungere provvisoriamente da Segretario del Consiglio il Consigliere Franco CARRAL, quale Consigliere più giovane di età.

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