Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1662 du 23 février 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1662/XIII - Approvazione di risoluzione: "Invito al Governo italiano, di concerto con l'Unione europea, ad intraprendere iniziative concrete per far cessare la violenza contro la popolazione civile in Libia e per fronteggiare la drammatica situazione del Nord Africa".

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Appreso, con preoccupazione, che in Libia il "dittatore" Gheddafi sta reprimendo nel sangue le manifestazioni di protesta contro il suo regime, con forme di inaudita violenza come i bombardamenti sui civili;

Constatato che, dalle sue stesse parole: "I manifestanti sono ratti mandati dai servizi segreti", Gheddafi mostra di non aver nessuna intenzione di gestire la crisi politica in modo responsabile e anzi intende scatenare una guerra civile, invitando i suoi sostenitori all'uso della forza incontrollata: "Uscite e andate a sterminarli";

Denuncia

- l'uso spropositato della forza e della violenza sui civili che manifestano da parte di quel che resta del Governo libico;

Invita

- il Governo italiano, di concerto con l'Unione Europea, ad assumere con forza iniziative concrete che concorrano al raggiungimento di obiettivi di pace, sospendere l'uso della violenza contro i civili e inviare osservatori internazionali per garantire il rispetto dei diritti umani;

- il Governo italiano, di concerto con l'Unione Europea, a mettere in campo una forte ed immediata azione umanitaria a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in corso, anche nei confronti di coloro che fuggono su imbarcazioni di fortuna verso le coste italiane;

- i parlamentari valdostani a promuovere iniziative atte a sollecitare azioni ed interventi capaci di affrontare la drammatica situazione del Nord Africa.

F.to: Carmela Fontana - Rigo - Donzel

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, ci siamo sforzati, per quanto era nelle nostre capacità linguistiche, di esprimere un testo che fosse quello che meglio rappresentava il nostro sentire, ma che in alcun modo potesse essere utilizzato - come spesso avviene nel dibattito politico contemporaneo - come uno strumento polemico verso qualcuno.

La nostra esigenza era davvero quella che per noi, per questo Consiglio regionale, che ha anche la responsabilità di animare un dibattito politico all'interno di questa comunità...e quindi di far percepire anche ai cittadini valdostani che c'è una nostra attenzione sui fatti del mondo. Spesso in questo Consiglio credo sia rituale quando si parla di fatti economici, di bilancio regionale, sentir parlare di Cina, di India, cioè parliamo del bilancio regionale, ma siamo trascinati a parlare di crisi economica, di fatti internazionali, quindi anche quando parliamo delle cose di casa nostra guardiamo fuori dai confini della Valle d'Aosta. Come non vedere quindi con preoccupazione quello che avviene in un paese, con tutto il senso anche di responsabilità, e anche con quella coscienza di non essere faciloni nell'immaginare che sia così facile che una rivolta si tramuti in un'esperienza democratica viva e consolidata! Porto con me le esperienze giovanili di avere inseguito i sogni di rivoluzioni come quella iraniana, per vederle naufragare spesso in regimi che non sono certo migliori di quelli che li hanno preceduti, quindi c'è quel senso delle difficoltà che ci saranno a gestire il "poi". Lo vediamo in Egitto, dove di fatto esiste in questo momento una transizione in mano ai militari, quindi non c'è nessuna esaltazione verso delle manifestazioni, ma c'è il senso di dire che in qualsiasi Stato del pianeta delle persone esprimano il bisogno di dire "no" ad un governo, questo passaggio non può essere represso con bombardamenti sui civili. Esistono anche da noi forme repressive quando le manifestazioni superano i limiti di legge, ma mai si può arrivare a sparare sulla folla inerme o a bombardare, e sempre l'auspicio è che quando ci sono dei conflitti, questi si risolvano da parte soprattutto di chi ha la massima responsabilità, il governo, non nel trattare dei manifestanti come ratti mandati dai servizi segreti, cioè immaginare subito un colpevole esterno, un mandante dai paesi occidentali, e soprattutto non si può udire da un capo del governo - anche se non eletto dal popolo - parole come: "uscite e andate a sterminarli"! Non sono certo le parole di un responsabile capo del governo!

Di fronte a questo, un Consiglio regionale, che giustamente segue con attenzione viva e promuove fra i giovani iniziative come quella dei viaggi della memoria ad Auschwitz oppure le visite alle foibe, cioè quelle esperienze che narrano le terribili tragedie delle guerre civili, di queste esperienze laceranti che abbiamo vissuto in Europa, non può rimanere inerme e lasciare che se ne occupino altre istituzioni, ma deve sollecitare le istituzioni. Non sta a noi, dal Consiglio regionale, giudicare l'operato di altri, ma sollecitarli, questo sì, penso che sia un dovere sollecitare, qualsiasi sia l'indirizzo politico di un governo, sollecitarli e sollecitare i nostri Parlamentari affinché delle iniziative vengano fatte. Sollecitare naturalmente un governo con la consapevolezza che il ruolo da svolgere è anche un ruolo da svolgere di concerto con l'Unione europea e, anche qui, lascio perdere tutta la parte polemica per dire che bisogna assolutamente che l'Europa sia coinvolta e, se qualcuno dice di no, è compito dei governanti e dei Parlamentari italiani ed europei fare tutti gli sforzi perché queste istituzioni si mobilitino.

Era importante anche per noi sottolineare due aspetti. Credo che giustamente ci sia la preoccupazione per quello che sta succedendo nel Nord Africa, perché inevitabilmente ha già oggi delle ricadute sul nostro territorio, e più ancora le avrà nei giorni a venire, ma la prima cosa quando ci sono delle persone inermi che muoiono è pensare a salvare le vite umane. Non vorrei che confondessimo la giusta preoccupazione sui flussi migratori con l'emergenza che stiamo vivendo; oggi, al primo posto, c'è un'emergenza umanitaria, dopodiché studieremo tutte le norme che riguarderanno come regolare la presenza di migranti nel nostro paese. Ho avuto modo di incontrare personalmente delle persone di origine ebraica che hanno vissuto drammaticamente l'esperienza della persecuzione nazista e italiana, perché anche noi ci siamo fatti le nostre leggi razziali, e lo sconcerto maggiore per loro è sempre stato che, al di là del soldato, fosse un vicino di casa ad essere indifferente alla loro condizione.

Ecco, questa risoluzione vuol solo dire: non siamo indifferenti nei confronti delle vite umane, dobbiamo fare quello che è nelle nostre possibilità e competenze, perché non spetta a noi prendere certe decisioni, però abbiamo il dovere di parlare alle istituzioni, al Governo italiano e, attraverso esso, all'Europa: chiediamo attenzione verso questa gravissima situazione. Quindi spero di avervi reso con chiarezza l'obiettivo di questa risoluzione, che non ha alcun intento di giudicare gli operati che ci sono stati finora, ma quello di promuovere delle azioni per il futuro.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Se nessuno intende intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente. Credo che le considerazioni fatte dal collega, che hanno evidenziato la volontà di non strumentalizzare una posizione che riteniamo sia di buon senso, cioè il fatto di dare un indirizzo che vada nella logica condivisa da tutti...più difficile sarà mettere in atto gli strumenti...su questo prendiamo atto che l'Europa non ha fatto nulla! Sul discorso umanitario ha detto all'Italia: aggiustatevi! Credo che questa sia una considerazione che a margine va fatta: se una realtà come l'Europa non è in grado di intervenire su questi temi, è difficile poi giustificare certe prese di posizione molto efficaci - lo dico in senso ironico - con cui interviene su delle piccole dispute locali, quando invece questo tema è evidente che non può portarlo avanti solo l'Italia! Dico l'Italia, ma fra un po' saranno la Spagna, la Grecia... oggi è l'Italia per queste ragioni.

Quindi è condivisibile l'invito che viene fatto; naturalmente credo che anche il Governo italiano debba muoversi e con il Ministro degli esteri debbano intervenire sotto questa logica. Quindi, per quanto ci riguarda, senza farla troppo lunga ripetendo dei concetti che sono già stati espressi e che condividiamo...il discorso umanitario al di là delle considerazioni sulle dittature, su tutti i regimi, che ci porterebbe a scrivere romanzi e ce ne sono già tanti e molte volte scritti in modo tale da dire tutto e il suo contrario, a seconda dei tempi in cui vengono letti...oggi è la dimostrazione di come questi regimi che conosciamo sotto altri versi non possono reggere, alla fine la gente si ribella. Il problema è che questo fenomeno non è gestito, non si sa chi lo gestirà, i pericoli di lasciare migliaia di persone in mano a qualcuno che non aspetta altro per gestirlo, c'è ed è evidente. Credo che l'allarme internazionale sia noto; pertanto, non ho nulla da aggiungere, se non dire che con questo spirito siamo d'accordo a votare la mozione.

Presidente - La parola al Consigliere Comé.

Comé (SA-UdC-VdA) - Per esprimere da parte della Stella Alpina il voto favorevole su questa risoluzione, anche se devo sottolineare un aspetto, e mi consenta, collega Donzel: spesso capita che su risoluzioni che hanno una destinazione più di trasversalità ci sia una volontà di far condividere la risoluzione da parte di tutti i Capigruppo, cosa capitata ad esempio quindici giorni or sono, quando ho presentato la risoluzione sulla condanna ferma degli attacchi ai cristiani; la mia non è stata una presentazione del partito Stella Alpina, ma è stata la presentazione di una risoluzione presentata e condivisa da tutti.

Come ha detto anche il Presidente, su una risoluzione di questo tenore...e riconosco al collega Donzel, nella presentazione, di aver usato anche termini pacati, corretti, senza voler assolutamente entrare in questioni più politiche, quindi l'invito è che quando ci sono dei temi così importanti e così trasversali, ci sia la volontà di far condividere...cosa che noi avremmo certamente sottoscritto.

Devo sottolineare anch'io la posizione dell'Europa, quindi l'invito forte ritengo sia da fare proprio sulla posizione dell'Europa, perché leggo oggi che ci sono posizioni da parte di tutti i capi degli Stati europei...Sarkozy chiede all'Unione europea di adottare sanzioni concrete contro la Libia e auspica la sospensione delle relazioni economico-finanziarie con il paese nordafricano. Tutti i leader chiedono che la Commissione europea esprima condanna unanime per l'uso della forza in Libia, perché è inaccettabile che un leader minacci i propri cittadini! Ecco, vorrei che questa grossa partecipazione alla condanna - che anche noi oggi non possiamo che sottoscrivere -, ci sia anche da parte dell'Unione europea, la stessa forza e la stessa volontà di intervenire per gli aiuti umanitari che avete sottolineato. Ritengo che questo sia l'aspetto importante in questa risoluzione.

Vorrei, mi consenta, apportare una piccola modifica soprattutto nell'invita, là dove si dice: "Il Governo italiano, di concerto con l'Unione Europea, ad assumere con forza iniziative concrete che concorrano al raggiungimento di obiettivi di pace, sospendere l'uso della violenza", mi sembra che questo "sospendere" sia un verbo limitato nel tempo...invece io lo sostituirei con "cessare l'uso della violenza", perché la sospensione è un termine limitato nel tempo. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (PdL) - Grazie Presidente.

Voglio intanto complimentarmi con i colleghi del Partito Democratico, con il collega Donzel, perché abbiamo ascoltato con attenzione la prudenza e anche l'onestà intellettuale con la quale si è voluto presentare questo documento. Quindi voglio, a nome del Popolo della Libertà, riconoscere ai firmatari di questa risoluzione l'onestà intellettuale con cui viene posta questa tematica; lo voglio riconoscere, perché credo che non ci siano molti argomenti che uniscono un intero Consiglio regionale, questo è stato uno di quelli anche unito dal fatto di come è stato esposto. Sono state evitate le strumentalizzazioni e le manipolazioni politiche per andare al cuore del problema, che è oggettivamente importante.

Anche noi facciamo la riflessione che, a nostro avviso, il Governo italiano stia in questo momento, nelle persone dei Ministri Maroni e Frattini, facendo tutto quello che è possibile per fronteggiare questa emergenza umanitaria - gli imbarchi degli immigranti - e stia facendo quello che è diplomaticamente possibile per osservare quello che in quel paese sta accadendo. Anche noi condividiamo la riflessione che ha fatto il Presidente della Regione sul ruolo purtroppo assente dell'Europa; auspichiamo che nelle prossime ore, oltre ai tre funzionari mandati a Lampedusa, l'Europa mandi risorse, cioè danari, fondi europei per proteggere i confini mediterranei dell'Europa, e anche noi solleviamo la necessità che il Governo italiano sia affiancato da una forte politica di tipo europeo. Un commento sui fatti diventa difficile, è chiaro a tutti quello che sta accadendo in quei paesi, abbiamo vissuto qualcosa di analogo nel 1989, quando è crollato il muro di Berlino, e quando milioni di russi si sono liberati dal sistema comunista sovietico. Abbiamo visto popoli liberarsi di dittature e di accedere finalmente a quei diritti di libertà che fanno di un popolo l'ambizione alla crescita.

Quindi speriamo, votando in maniera positiva questa risoluzione, che possa essere un piccolo segnale che, dalla Valle d'Aosta unita, arrivi soprattutto ai nostri Parlamentari, i quali - come rappresentanti del collegio valdostano - possano nel Parlamento sostenere iniziative analoghe. Confidiamo nel fatto che il Governo riesca a convincere l'Europa in questa iniziativa importante; auspichiamo che il fatto di crisi della rivoluzione popolare in atto in tutti quei paesi, non solo in Libia, possa sfociare in processi democratici, di libertà, e non cadere dalla padella nella brace, in quei regimi religiosi islamici terroristici che nulla hanno a che vedere con le aspirazioni che il popolo sta in questo momento esprimendo attraverso questa rivolta.

Presidente - La parola alla Consigliera Patrizia Morelli.

Morelli (ALPE) - Merci M. le Président. Nous avons apprécié le désenchantement, l'honnêteté intellectuelle qui a animé l'illustration de cette résolution de la part du Conseiller Donzel.

C'est une résolution que nous partageons absolument, nous ne pouvons pas rester insensibles et inactifs face à ce qui est en train de se passer en Libye, où les contestations du peuple sont noyées par des bombardements. Je crois qu'il est de notre devoir de femmes et d'hommes libres de nous prononcer à faveur des peuples qui ne jouissent pas de cette même liberté; nous partageons donc entièrement l'invitation au Gouvernement italien et - je souligne - en accord avec l'Union européenne, car c'est l'Union européenne entière qui doit faire face à ce qui est en train de se passer dans l'Afrique du Nord. Nous sommes donc absolument favorables à cette résolution.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, volevo ringraziare tutti gli intervenuti e tutti i Consiglieri regionali che sono rappresentati dagli intervenuti per l'adesione a questa risoluzione. Mi permetto di segnalare che l'intento suggerito dal collega Comé, di condividere prima, è auspicabile; forse abbiamo voluto una discussione franca, di certo non volevamo assumerla solo noi, penso di averlo esposto chiaramente, ma si è voluto richiamare un dibattito vero in questo Consiglio per quella che può essere la ricaduta anche sui cittadini valdostani.

Vorrei chiedere la cortesia al Vicepresidente di recepire la proposta emendativa del verbo "sospendere" con "cessare", proposto da Comé, quindi di procedere in tal senso...

(interruzione del Vicepresidente del Consiglio, fuori microfono)

...non è che mi appassiono sui verbi, era per dire che ci va bene "sospendere", non volevo perdermi in un dizionario...mi rimetto alla saggezza del Vicepresidente Lanièce.

Un'ultimissima considerazione: ho molto apprezzato i rilievi di tutti sull'Unione europea, tanto che mi ha quasi sorpreso sentire nelle parole del Presidente le stesse parole che ieri ha pronunciato un esponente del Partito Democratico alla trasmissione "Otto e mezzo", Matteo Renzi, che citava come l'Unione europea fa delle leggine assurde, si mette a dettagliare dei piccoli aspetti, e poi... Però questa, vi invito tutti a riflettere, è una gravissima responsabilità anche di tutti i Governi europei che si rendono conto solo nei momenti di difficoltà dell'importanza che ha l'Europa e di come anche molti nostri Parlamentari europei prendono un po' sotto gamba la presenza al Parlamento europeo, sono assenti, e poi, quando l'Europa serve, non c'è! Allora continuiamo a lavorare in questo spirito europeista che è uno spirito che ci trova assolutamente concordi. Grazie ancora per l'attenzione.

Presidente - Prima di mettere in votazione la risoluzione, solo per correttezza, la proposta emendativa che deve essere concordata perché è stata presentata fuori dalla discussione generale, potrebbe essere: "Invita il Governo italiano, di concerto con l'Unione Europea, ad assumere con forza iniziative concrete che concorrano al raggiungimento di obiettivi di pace e a far cessare l'uso della violenza contro i civili, e ad inviare osservatori internazionali per garantire il rispetto dei diritti umani"...questo va bene per tutti?

Allora pongo in votazione la risoluzione nel testo così emendato:

Risoluzione

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

Appreso, con preoccupazione, che in Libia il "dittatore" Gheddafi sta reprimendo nel sangue le manifestazioni di protesta contro il suo regime, con forme di inaudita violenza come i bombardamenti sui civili;

Constatato che, dalle sue stesse parole: "I manifestanti sono ratti mandati dai servizi segreti", Gheddafi mostra di non aver nessuna intenzione di gestire la crisi politica in modo responsabile e anzi intende scatenare una guerra civile, invitando i suoi sostenitori all'uso della forza incontrollata: "Uscite e andate a sterminarli";

Denuncia

- l'uso spropositato della forza e della violenza sui civili che manifestano da parte di quel che resta del Governo libico;

Invita

- il Governo italiano, di concerto con l'Unione Europea, ad assumere con forza iniziative concrete che concorrano al raggiungimento di obiettivi di pace e a far cessare l'uso della violenza contro i civili, e ad inviare osservatori internazionali per garantire il rispetto dei diritti umani;

- il Governo italiano, di concerto con l'Unione Europea, a mettere in campo una forte ed immediata azione umanitaria a favore della popolazione civile colpita dal conflitto in corso, anche nei confronti di coloro che fuggono su imbarcazioni di fortuna verso le coste italiane;

- i parlamentari valdostani a promuovere iniziative atte a sollecitare azioni ed interventi capaci di affrontare la drammatica situazione del Nord Africa.

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Essendo stato espletato l'intero ordine del giorno, dichiaro conclusi i lavori dell'odierna adunanza del Consiglio regionale.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 17,28.