Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1652 du 23 février 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1652/XIII - Interpellanza: "Iniziative per sopperire alla carenza di medici ospedalieri e territoriali nel prossimo futuro".

Interpellanza

Preso atto che la Seconda Conferenza della professione medica promossa dalla Fnomceo, tenutasi recentemente a Roma, ha evidenziato la carenza di medici che si verificherà tra dieci anni, quando il 38% dei professionisti oggi in attività andrà in pensione;

Considerato che una tale percentuale riferita alla nostra Regione equivale a circa 100 medici, di cui 80 ospedalieri e specialisti e che già oggi l'Azienda sanitaria regionale ha difficoltà a reperire ortopedici, anestesisti e altri e che la Giunta regionale, con delibera nr. 3676/2010 ha individuato, ai sensi della legge 30/2006, un fabbisogno di un chirurgo generale, un geriatra, un neurologo e un otorinolaringoiatra;

Tenuto conto che la dura selezione provocata dal numero chiuso delle Facoltà di medicina italiane, ai sensi della legge statale 2 agosto 1999, n. 264 "Norme in materia di accessi ai corsi universitari", porta a che solo un candidato su sette mediamente riesce a superare i test di ingresso e che quindi, mancando la Facoltà di Medicina nel nostro Ateneo, sono molto pochi gli studenti valdostani che stanno preparandosi alla professione medica e che quindi si rischia di avere nei prossimi anni una grave carenza di medici, specialisti e non;

Ricordata la richiesta di oltre mille personalità, fra cui Rita Levi Montalcini e Louis Ignarro, Nobel per la Medicina, per l'abolizione del numero chiuso a Medicina;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere se intenda:

1) estendere anche alle Facoltà di medicina le convenzioni regionali, al fine di riservare un significativo numero di posti agli studenti valdostani;

2) richiedere al Governo nazionale, anche attraverso iniziative parlamentari dei nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, un provvedimento che tuteli gli interessi valdostani in tale settore, vista la mancanza del corso di studi universitario relativo nel proprio territorio;

3) attuare, in accordo con l'Azienda sanitaria regionale, un approfondito studio delle necessità di medici ospedalieri e territoriali nei prossimi quindici anni al fine di predisporre interventi adeguati atti a prevenire i disagi di eventuali carenze.

F.to: Carmela Fontana - Donzel

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Grazie Presidente.

Più volte in questo Consiglio sono emerse le difficoltà del settore sanitario, anche oggi abbiamo parlato delle difficoltà della Cardiologia territoriale, come altre volte abbiamo parlato delle lunghe liste di attesa di questa o di quella prestazione sanitaria. Spesso la causa di tali difficoltà è la scarsità di risorse umane, in particolare di medici. Recentemente la seconda Conferenza della professione medica promossa dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici ha evidenziato che nei prossimi dieci anni più di un terzo degli attuali medici andrà in pensione; tale percentuale riferita alla nostra realtà comporta che, rispetto alla nostra brillante situazione attuale, mancheranno altri 100 medici, di cui 80 ospedalieri e specialisti territoriali. Già oggi l'azienda sanitaria regionale ha difficoltà a reperire ortopedici, anestesisti e altri specialisti e la Giunta regionale ha deliberato recentemente un fabbisogno aggiuntivo di un chirurgo generale, un geriatra, un neurologo e un otorinolaringoiatra relativamente al solo anno in corso.

Occorre fare una piccola parentesi ricordando che la formazione di un medico comporta almeno sette anni di base, a cui vanno aggiunti altri cinque anni per la specializzazione e ciò significa che quello che si mette in opera oggi nella formazione di questi professionisti si realizzerà non prima del 2023, quindi è logico guardare questi argomenti con le dovute capacità di programmazione a lungo periodo. Uno dei motivi per cui oggi ci troviamo all'inizio di un periodo di forte carenza di personale medico è la dura selezione provocata dal numero chiuso delle facoltà di medicina italiane ai sensi della legge statale 2 agosto 1999, n. 264 "Norme in materia di accessi ai corsi universitari", per cui solo un candidato su sette riesce a superare i test di ingresso. Per dare un'idea, all'Università di Torino su 2.000 candidati solo 300 hanno potuto iscriversi, mentre nel 1970 se ne iscrissero 1.200, di cui se ne laurearono oltre 700.

Con questa interpellanza chiediamo alla Giunta regionale se intenda: "estendere anche alle Facoltà di medicina le convenzioni regionali..." con le università oggi previste solo per le scuole di specializzazioni, per garantire nei prossimi anni un adeguato e significativo numero di posti nelle Facoltà di medicina riservati agli studenti valdostani. Ci sembra importante che questa richiesta coinvolga anche il Parlamento e il Governo nazionale, in modo che gli interessi di una delle poche Regioni che hanno la Facoltà medica siano garantiti nel modo più certo e condiviso. Inoltre riteniamo opportuno che la Giunta regionale, in accordo con l'Azienda sanitaria regionale, realizzi un approfondito studio sulle necessità di medici ospedalieri e territoriali nei prossimi quindici anni, al fine di prevenire le possibili carenze in questo o in quel settore. La salute dei cittadini è uno dei valori determinanti delle politiche regionali e per tutelarla dobbiamo fare uno sforzo di lungimiranza e di capacità di programmazione a lungo termine. Grazie.

Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Come fare a sopperire la carenza di medici ospedalieri territoriali nel prossimo futuro è una bella domanda e una problematica che condividiamo, ma non a livello regionale: a livello nazionale, perché si tratta di scelte che dovranno essere portate avanti a livello di ministeri. Sul cappello introduttivo per quanto riguarda i problemi della sanità valdostana, credo che gli assessori delle altre Regioni vorrebbero essere al mio posto in questo momento: ci sono delle problematiche ma, quando si parla di 60 giorni di tempi di attesa per un esame, se andiamo in altre regioni, si parla di liste con tempi ad aprile 2012; questo per dire che siamo fortunatamente ancora un'isola felice.

La Regione, in merito alla formazione di medici specialisti, si è attivata nel 1998 con l'approvazione della legge regionale n. 6/2008, volta ad agevolare la formazione di medici specialisti e di personale sanitario laureato non medico attraverso l'attivazione di posti riservati in formazione presso l'università, in aggiunta a quelli ordinari stabiliti dalla programmazione regionale con il finanziamento di borse di studio regionali che si riferiscono alla specialità e non ai sei anni precedenti della laurea, oggi definite contratti di formazioni specialistiche, a studenti residenti in Valle. Infatti, a decorrere dall'anno accademico 1997-1998 ad oggi, la Regione ha finanziato contratti di formazione per 32 medici valdostani e ha previsto per l'anno in corso 4 contratti, ne abbiamo messo uno in più rispetto al solito, la cui scadenza per la presentazione delle domande è prevista il 31 marzo 2011. Si precisa che l'ammontare annuo del singolo contratto di formazione ammonta per i primi due anni a 25.000 euro e per i successivi a 26.000 euro. Al momento i soggetti in formazione sono una quindicina e l'ammontare di spesa annuo per il finanziamento dei contratti ammonta a circa 350.000 euro. Attualmente abbiamo 15 medici in formazione che si stanno specializzando con borse di studio regionali e questo dimostra la sensibilità che la Regione ha avuto nei confronti degli studenti valdostani che dovevano frequentare l'università fuori Valle, ma anche la lungimiranza nel soddisfare attraverso la riserva il fabbisogno di professionisti necessari al servizio sanitario regionale e programmarne la formazione.

Per quanto riguarda la seconda domanda: "richiedere al Governo nazionale, anche attraverso iniziative parlamentari dei nostri rappresentanti alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica..." di provvedere alla revisione delle attuali procedure per accedere alla Facoltà di medicina, i provvedimenti di tutela sono quelli già illustrati nel rispondere alla prima domanda; il problema della futura carenza di medici è conosciuta e riguarda l'intera Nazione ed altri Paesi europei. Lo stesso Ministro Fazio ha recentemente riferito durante il question time alla Camera che dal 2014 al 2018 i medici diminuiranno nel nostro Paese di 22.000 unità; per questo il Ministero della salute è impegnato con il Ministero dell'università per favorire un incremento dell'attività formativa per fronteggiare la carenza di personale sanitario medico e infermieristico. Si evidenzia - lo confermano i dati ministeriali - che le federazioni dei medici, il Ministero e le Regioni, compresa la nostra, hanno chiesto in questi ultimi anni un incremento dei posti, con una prima risposta da parte del Ministero dell'università dell'ultimo anno accademico con aumento dei posti di specializzazione medica. Si evidenzia inoltre che la competenza in materia è dello Stato e le possibilità per le Regioni si limitano al finanziamento di contratti aggiuntivi, come anzidetto. Posso assicurare che, come Assessorato, faremo sicuramente la nostra parte nei vari tavoli tecnici e politici, costituiti a livello nazionale, sollecitando il Ministero della salute in tal senso e i nostri rappresentanti a Roma potranno sicuramente farsi parte attiva. Si precisa inoltre che tutti gli anni lo scrivente comunica al Ministero della salute i fabbisogni di professioni sanitarie, come infermieri, fisioterapisti, logopedisti, sentita l'azienda USL; ovviamente, non avendo in loco il corso di studi universitari, i posti richiesti dalla nostra Regione vengono inglobati nelle università delle regioni limitrofe, con le quali sigliamo le convenzioni per avere le riserve di posto. Si precisa che la futura carenza di medici ha generato anche una presa di posizione diversa da parte di altri operatori della sanità, che vedono in questa diminuzione l'avvio di una nuova appropriatezza nell'utilizzo delle risorse umane. Le professioni sanitarie non mediche, quali ad esempio gli infermieri, rivendicano da tempo un utilizzo diverso con mansioni che si rifanno a modelli di assistenza europei ed è su questa scia che stiamo prevedendo una sperimentazione ad esempio dell'infermiere di famiglia, che andrà a lavorare di concerto con il medico di famiglia. È in corso un ampio dibattito a livello nazionale sulla revisione del loro ruolo e del loro utilizzo nell'ambito dei servizi sanitari che possono in futuro far rivedere con la necessità il personale medico.

Per quanto riguarda la pianificazione quindicinale a lungo termine con l'azienda, l'azienda USL dispone esclusivamente dell'informazione relativa alla presunta data di messa in quiescenza per raggiunti limiti di età dei dipendenti, che ad oggi hanno un rapporto di lavoro dipendente con l'azienda stessa. Ovviamente il calcolo si basa sulle attuali normative, che nel corso degli anni potrebbero cambiare e modificare anche in modo significativo il fabbisogno dei medici. Il fabbisogno di specialisti si basa anche su un modello organizzativo previsto dal sistema sanitario sia nazionale, sia regionale, che negli ultimi anni ha visto una tendenza ad aumentare il numero di colleghi sul territorio rispetto a quelli che lavorano in ospedale. Parimenti i futuri piani sanitari regionali potrebbero modificare la tipologia di offerta della salute per singola disciplina, anche tenendo conto delle alte specialità e delle modifiche tecnologiche, che magari ad oggi necessitano per farli funzionare di un numero di medici, fra cinque anni cambia la tecnologia e di conseguenza cambia completamente il numero di medici.

Concordiamo quindi con la preoccupazione sollevata dalla collega, perché effettivamente il fulcro fondamentale è che aprano di nuovo o prevedano un ampliamento dei posti in medicina, diversamente ci troveremmo fra 15-20 anni a gestire dei reparti ospedalieri che hanno la metà dei medici attuali, sul territorio medici di famiglia che saranno sempre meno presenti, o comunque il loro numero tenderà sempre a diminuire. Da parte nostra con le borse di studio cerchiamo di sollecitare il più possibile, ma come ho detto prima, dobbiamo attenerci a quello che decideranno a livello ministeriale. Cercheremo, nei tavoli dove siamo presenti, nella Conferenza degli Assessori alla sanità e nella Conferenza Stato-Regioni di sollecitare, come altre Regioni stanno facendo, un cambio di direzione in questo senso.

Président - La parole à la Conseillère Carmela Fontana.

Fontana (PD) - Ringrazio l'Assessore per le risposte dettagliate e mi ritengo soddisfatta.

La preoccupazione comunque rimane, ho visto che anche lei la condivide, perché è vero che siamo orgogliosi della sanità che abbiamo ad Aosta, perché non possiamo dire che nel resto d'Italia è uguale alla nostra, però, se abbiamo lavorato tanto, pensiamo anche che in tanti settori si può anche migliorare, perché qualche carenza c'è ancora. Si cerca sempre di dire: "si fa il meglio", ma si cerca di migliorare, è questa la volontà. La preoccupazione viene perché sappiamo che, se mancano i medici, non possiamo dare tutti quei servizi che noi diamo adesso. Stiamo attenti allora, vediamo cosa si può fare, se non fossero a numero chiuso le iscrizioni alla Facoltà di medicina... magari cercare di fare qualcosa in più per quello che riusciamo a fare. Grazie Assessore.