Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 1626 du 9 février 2011 - Resoconto

OGGETTO N. 1626/XIII - Disegno di legge: "Disciplina delle attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali".

Articolo 1

(Oggetto e ambito di applicazione)

1. Nel rispetto della normativa comunitaria e statale vigente in materia, con particolare riferimento alla normativa in materia di sicurezza alimentare, la presente legge disciplina le attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivate o raccolte nel territorio regionale. La presente legge disciplina, inoltre, le modalità per assicurare la qualificazione tecnica degli operatori del settore.

2. Sono escluse dall'ambito di applicazione della presente legge:

a) le attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione e trasformazione di piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati utilizzati per il solo uso domestico privato;

b) la raccolta di specie di flora spontanea autoctona e delle specie di licheni per uso officinale di cui all'articolo 6 della legge regionale 7 dicembre 2009, n. 45 (Disposizioni per la tutela e la conservazione della flora alpina. Abrogazione della legge regionale 31 marzo 1977, n. 17).

Articolo 2

(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge, si intendono per:

a) piante officinali: vegetali o parti di essi contenenti principi attivi utilizzabili nel settore erboristico o alimentare;

b) attività di prima trasformazione: le operazioni di lavaggio, defogliazione, cernita, essiccazione, macerazione, taglio, distillazione delle piante officinali;

c) attività di trasformazione: ogni altra operazione non ricompresa nella lettera b);

d) prodotti alimentari ad uso erboristico: prodotti a base di piante officinali, singole o miscelate, non addizionati con prodotti di sintesi o semisintesi, destinati ad essere ingeriti a scopo non nutritivo, utilizzati nel tradizionale impiego alimentare di uso corrente per il quale non sono dichiarate finalità salutistiche o terapeutiche;

e) piante officinali ad uso alimentare e domestico: le piante officinali suscettibili di impieghi diversi da quelli terapeutici, talora in grado di operare interventi favorenti le funzioni fisiologiche dell'organismo e ritenute comunque innocue;

f) piante officinali ad uso medicale: le piante officinali ad alto potere tossico o di particolare attività farmacologica.

Articolo 3

(Compiti)

1. Al fine di favorire lo sviluppo e la qualificazione della produzione regionale delle piante officinali, la struttura regionale competente in materia di produzioni vegetali, di seguito denominata struttura competente, promuove:

a) l'organizzazione del corso di formazione regionale di cui all'articolo 7;

b) l'organizzazione di corsi di aggiornamento e seminari per gli operatori del settore.

Articolo 4

(Attività di coltivazione, raccolta e prima trasformazione)

1. L'attività di coltivazione e di raccolta delle piante officinali è libera nel territorio regionale.

2. L'attività di prima trasformazione delle piante officinali può essere svolta da soggetti in possesso di idoneo titolo di studio previsto dalla normativa statale vigente oppure dai soggetti che abbiano frequentato, con esito positivo, il corso di formazione regionale di cui all'articolo 7 o equivalente corso di formazione svolto in altre Regioni o in altri Stati membri dell'Unione europea, purché avente i contenuti minimi previsti per il corso regionale. Al riconoscimento provvede la struttura competente.

Articolo 5

(Piante officinali ad uso medicale)

1. Le piante officinali ad uso medicale non possono essere vendute al dettaglio direttamente al consumatore ma possono essere commercializzate esclusivamente a soggetti abilitati alla loro manipolazione, secondo la normativa statale vigente. L'attività di trasformazione di tali piante può essere svolta esclusivamente da soggetti in possesso di idoneo titolo di studio previsto dalla normativa statale vigente; qualora l'interessato non sia in possesso del predetto titolo, può avvalersi dei soggetti qualificati ai sensi della medesima normativa statale.

Articolo 6

(Piante officinali ad uso erboristico, alimentare e domestico)

1. Le piante officinali ad uso erboristico, alimentare e domestico possono essere commercializzate o utilizzate, per la realizzazione di prodotti alimentari ad uso erboristico, da soggetti in possesso di idoneo titolo di studio previsto dalla normativa statale vigente oppure dai soggetti che abbiano frequentato, con esito positivo, il corso di formazione regionale di cui all'articolo 7, o equivalente corso di formazione svolto in altre Regioni o in altri Stati membri dell'Unione europea, purché avente i contenuti minimi previsti per il corso regionale. Al riconoscimento provvede la struttura competente.

Articolo 7

(Corso di formazione regionale)

1. La struttura competente organizza un corso di formazione rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivati o raccolti nel territorio regionale per la realizzazione di prodotti alimentari ad uso erboristico e ad uso alimentare e domestico. Nell'ambito di tale corso, possono essere riconosciuti crediti formativi, con le modalità e secondo le procedure previste dalle disposizioni regionali vigenti in materia di formazione professionale.

2. Con provvedimento del dirigente della struttura competente è nominata apposita commissione per la valutazione delle competenze conseguite a seguito della partecipazione al corso di cui al comma 1. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito e non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

3. Con ulteriore provvedimento del dirigente della struttura competente sono definiti i contenuti, la durata e le modalità di svolgimento del corso di cui al comma 1.

Articolo 8

(Requisiti per l'erogazione dei contributi)

1. A decorrere dal 1° gennaio 2012, i contributi previsti dal titolo III della legge regionale 12 dicembre 2007, n. 32 (Legge finanziaria per gli anni 2008/2010), e da specifici programmi approvati con le modalità di cui all'articolo 47, comma 2, della stessa possono essere concessi, a sostegno delle attività di cui alla presente legge, ai soggetti titolari dei requisiti richiesti dalla l.r. 32/2007, purché in possesso di uno dei seguenti ulteriori requisiti:

a) frequenza, con esito positivo, del corso di formazione di cui all'articolo 7 oppure di equivalente corso di formazione svolto in altre Regioni o in altri Stati membri dell'Unione europea, purché avente i contenuti minimi previsti per il corso regionale;

b) idoneo titolo di studio previsto dalla normativa statale vigente per lo svolgimento delle attività di prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati.

2. Ai fini della concessione dei contributi di cui al comma 1, i requisiti di cui alle lettere a) e b) dello stesso possono essere posseduti dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado o dagli affini entro il secondo grado del titolare dell'azienda agricola.

3. Ai fini della concessione dei contributi di cui al comma 1, il possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) dello stesso non è richiesto ai soggetti che svolgono esclusivamente attività di coltivazione e di raccolta delle piante officinali.

Articolo 9

(Vigilanza e controllo)

1. L'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta (Azienda USL) svolge attività di controllo e di vigilanza in merito all'applicazione della presente legge ed irroga le sanzioni previste dalla normativa statale vigente.

Articolo 10

(Rinvio)

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta della struttura regionale competente in materia di igiene e sanità pubblica, sentita la struttura competente, provvede ad individuare le piante officinali ad uso alimentare e domestico nonché quelle ad uso medicale, come definite dall'articolo 2, comma 1, lettere e) ed f).

Articolo 11

(Disposizioni finanziarie)

1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione dell'articolo 3 è determinato in annui euro 40.000 a decorrere dall'anno 2011.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura, ai sensi dell'articolo 21, comma 3, della legge regionale 4 agosto 2009, n. 30 (Nuove disposizioni in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste e principi in materia di controllo strategico e di controllo di gestione), nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2010/2012 e in quello per il triennio 2011/2013 nell'unità previsionale di base 1.11.8.11 (Interventi di formazione professionale a valere sul fondo per le politiche del lavoro).

3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede:

a) con riferimento al bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2010/2012 mediante l'utilizzo per pari importi degli stanziamenti iscritti nell'unità previsionale di base 1.10.3.10 (Interventi e servizi finalizzati allo sviluppo del settore agricolo e agroalimentare);

b) con riferimento al bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011/2013 mediante l'utilizzo per pari importi degli stanziamenti iscritti nell'unità previsionale di base 1.16.2.10 (Fondo globale di parte corrente) a valere sullo specifico accantonamento previsto al punto C.1. dell'allegato 2/A al bilancio stesso.

4. Per l'applicazione della presente legge la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.

Presidente - La parola al Consigliere Giuseppe Cerise, per mozione d'ordine.

Cerise G. (ALPE) - Per una questione sospensiva. Considerato che, nel corso dell'analisi di questo disegno di legge in commissione, vi sono state alcune incomprensioni che, a nostro avviso, possono aver influenzato il dovuto approfondimento delle varie problematiche impedendo di fatto di raccogliere su questo argomento la condivisione unanime che tutti forse auspicavamo e che, a nostro avviso, riteniamo ancora possibile, con spirito propositivo e costruttivo ne chiediamo di conseguenza il rinvio in commissione per permettere alcuni approfondimenti. Riteniamo che la materia che stiamo trattando non debba diventare terreno di scontro bensì di condivisione, crediamo che l'obiettivo comune di questa Assemblea debba essere quello di dotare il settore di uno strumento dotato di una sostanziale performance che possa promuovere e sviluppare la filiera delle piante officinali nella nostra regione e non limitarci a regolamentare una situazione in essere. Vi posso assicurare che da parte nostra vi sarà, qualora accolta, tutta la disponibilità e collaborazione possibile al fine di raggiungere l'obiettivo che, a nostro avviso, non può che essere condiviso unanimemente. Auspico che questa nostra richiesta possa essere accolta, è una richiesta che formulo anche a nome dei colleghi del PD. Grazie.

Presidente - Sulla questione sospensiva si può esprimere un consigliere a favore e uno contro.

La parola al Consigliere Prola.

Prola (UV) - Grazie Presidente.

In effetti qualche problema di comprensione forse a livello di commissione c'è stato nel momento in cui abbiamo fatto le varie audizioni, ma credo che gli opportuni chiarimenti siano arrivati nell'ultima audizione, quando abbiamo risentito l'Assessorato e il dirigente competente e credo che il tema sia stato sufficientemente approfondito. Concordo con quanto dice il collega Cerise, per quanto riguarda gli obiettivi della legge, siamo tutti concordi; tale legge però serve in questo momento per dare una risposta ad alcuni aspetti che necessitano sicuramente di chiare risposte, soprattutto sulla sicurezza alimentare e sulla qualificazione tecnica degli operatori. Credo quindi che questa legge tratta il campo esclusivamente agricolo per dare risposta ai produttori agricoli, ricordando che il campo alimentare e quello delle qualità terapeutiche sono già sufficientemente normati, mentre, per quanto riguarda il campo della produzione agricola e della qualificazione degli operatori, non ancora. Con lo sviluppo che c'è stato all'interno della commissione e dopo le argomentazioni date sia dai tecnici che dall'Assessore quindi credo che l'argomento sia stato sufficientemente approfondito. Grazie.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - In fatto di fair play possiamo darvi lezione quando volete, insomma stamani ci è stata chiesta una questione sospensiva sul Regolamento che era stato ampiamente condiviso in commissione, da parte nostra non c'è stata nessuna sollevazione, anzi eravamo pronti a votarlo, nessuno ha fiatato; chiediamo la cortesia di poter votare un provvedimento di legge su cui c'era stata già - soprattutto il collega Cerise, che ci aveva lavorato per quanto riguarda la minoranza in particolare - la volontà di condividere questa cosa, ci viene risposto: "andiamo avanti, facciamo di testa nostra". Devo dire che, dal punto di vista della correttezza istituzionale, oggi dieci a zero per l'opposizione.

Presidente - Pongo in votazione la questione sospensiva:

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 8

Contrari: 23

Il Consiglio non approva.

Presidente - Passiamo adesso all'esame della relazione.

Si dà atto che, dalle ore 17,23, assume la presidenza il Vicepresidente Chatrian.

Président - La parole au rapporteur, le Conseiller André Lanièce.

Lanièce A. (SA-UdC-VdA) - La Valle d'Aosta ha un'antica tradizione nel settore erboristico, dovuta da una parte alle caratteristiche pedoclimatiche della nostra regione che permettono lo sviluppo di una ricca varietà della flora valdostana: infatti, sulle circa 5.600 piante superiori diffuse in Italia, quasi il 40 percento sono presenti spontaneamente in Valle d'Aosta e ciononostante il fatto che il territorio valdostano sia di poco superiore all'uno per cento di quello nazionale.

Dall'altra parte non si può scordare che una volta in Valle il mondo vegetale costituiva la base del sapere terapeutico dei nostri contadini. Quasi tutte le piante possedevano virtù, ma bisognava conoscerle. Questo sapere, questo vero e proprio patrimonio immateriale, mai o quasi mai scritto, è in buona parte ancora vivo nella nostra regione, conservato nella memoria delle persone anziane. Ecco perché sabato scorso è stata inaugurata, su pregevole iniziativa dell'Assessorato regionale dell'istruzione e cultura, a Jovençan, la Maison des Anciens Remèdes, che ha proprio come scopo quello di mettere a disposizione di tutti uno spazio dove le tradizioni curative ancestrali incontrano le conoscenze scientifiche moderne, affinché le virtù della natura possano essere di nuovo opportunamente utilizzate. Una porta sul microcosmo delle piante e erbe officinali spontanee presenti in Valle, sui loro usi, sulle loro proprietà, sulla loro struttura, sulla memoria e sulla cultura popolare che queste hanno veicolato nei secoli. D'altronde da alcuni anni, nel nostro Paese si assiste ad un generale risveglio dell'attenzione verso le piante officinali e le ragioni sono diverse: da una parte, come ho già sottolineato, c'e un'attenzione sempre maggiore da parte dei consumatori verso il naturale e i prodotti della natura; dall'altra, la necessità di trovare nuove occupazioni o di integrare il reddito, il tutto accompagnato dalla volontà di rilanciare e valorizzare le zone marginali montane con un'agricoltura compatibile al territorio e nello stesso tempo redditizia. Da qui l'esigenza di formalizzare dal punto di vista normativo l'approccio alle piante officinali, tenuto anche conto che attualmente nel territorio regionale vi sono 40 piccoli produttori che coltivano circa 12 ettari a piante officinali.

L'Assessorato regionale competente in materia di agricoltura, a partire dal 1990, aveva già lavorato attivamente per lo sviluppo di questo settore; erano state infatti effettuate prove in campo, presso il centro dimostrativo di Saint-Marcel, per verificare l'adattabilità di alcune specie di erbe officinali, erano stati realizzati diversi progetti: Interreg II per la valorizzazione delle erbe officinali alpine e Interreg III e infine un terzo progetto denominato Leader Plus; quest'ultimo progetto aveva coinvolto l'Institut agricole régional in una ricerca di mercato che valutasse l'impatto di nuovi prodotti, sempre sullo sfondo della salvaguardia del territorio montano. Di questa ricerca è stato pubblicato, dallo stesso Institut Agricole Régional, un interessante volume. Da questo studio emerge come lo sviluppo di una filiera delle piante officinali possa permettere di perseguire diversi obiettivi tra cui: il recupero di terreni abbandonati o sottoutilizzati, la creazione di una fonte di integrazione al reddito, la creazione di sinergie fra settore agricolo, settore agro-alimentare e settore turistico-salutistico, la nascita di promettenti nicchie di mercato, lo sviluppo di pratiche agricole rispettose dell'ambiente, anche con un accento sul biologico e la creazione di nuovi posti di lavoro.

L'Amministrazione regionale con il presente disegno di legge ha voluto quindi colmare una lacuna dovuta principalmente alla scarsa regolamentazione del settore, che a livello nazionale fa riferimento ad una legge risalente al 1931, mentre a livello regionale la materia fino ad oggi non era ancora stata regolamentata. Il presente intervento normativo intende quindi riordinare il settore al fine di favorire la coltivazione delle piante officinali nelle zone montane o marginali, disciplinando le attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione di tali piante e dei loro derivati.

In commissione, oltre ai funzionari degli assessorati e dell'USL, abbiamo ascoltato i pareri dei differenti attori, tra cui il rappresentante dell'Institut Agricole Régional, quello dell'Associazione Agricoltori Valle d'Aosta, quello dell'Associazione Valle d'Aosta Officinale "Aldo Poletti" e il rappresentante dell'Ordine dei Farmacisti, che hanno sottolineato, tutti, l'importanza di questa legge e nel contempo hanno evidenziato alcune specifiche problematiche, proponendo modifiche al testo presentato dall'Assessorato regionale dell'agricoltura: nel dibattito che ne è seguito ha prevalso la linea del mantenimento di un testo di legge essenziale e snello, non molto dettagliato, in modo da evitare, forse, di cadere in un eccesso di restrizioni, troppo particolareggiate, riguardo ai diversi momenti della coltivazione, raccolta e trasformazione delle piante officinali. Di massima, il pensiero e la filosofia che sovraintende il mondo delle piante officinali è stato capito, anche se, a dir il vero, alcune delle richieste presentate in commissione non sono state recepite nel testo, ma è stata espressa la volontà, da parte dell'Assessorato, di tenerne in considerazione in vista di un futuro approfondimento. In questa direzione penso vadano intesi anche alcuni emendamenti del gruppo ALPE, che ricalcano quasi alla lettera alcune considerazioni da me sollevate durante i lavori della commissione. Ne è risultato il disegno di legge che oggi presentiamo, sintetizzato in undici articoli.

L'articolo 1 individua l'oggetto e l'ambito di applicazione della norma; l'articolo 2 contiene le definizioni dei termini significativi utilizzati nel disegno di legge; l'articolo 3 elenca le azioni che la struttura regionale competente deve promuovere per favorire lo sviluppo e la qualificazione della produzione regionale delle piante officinali, quali l'organizzazione del corso di formazione e di corsi di aggiornamento; l'articolo 4 regola l'attività di coltivazione, raccolta e prima trasformazione: l'attività di coltivazione e di raccolta delle piante officinali è libera nel territorio regionale, invece l'attività di prima trasformazione può essere svolta da soggetti in possesso di idoneo titolo di studio previsto dalla normativa statale vigente o che abbiano frequentato, con esito positivo, il corso di formazione regionale di cui all'articolo 7 o un corso equivalente svolto in altre regioni, o Stati membri dell'Unione europea; l'articolo 5 precisa che le piante officinali ad uso medicale possono essere trasformate e commercializzate esclusivamente da soggetti abilitati alla loro manipolazione secondo la normativa statale vigente; l'articolo 6 precisa invece che le piante officinali ad uso erboristico, alimentare e domestico possono essere commercializzate o utilizzate per la realizzazione di prodotti alimentari ad uso erboristico da soggetti in possesso di idoneo titolo di studio, oppure da soggetti che abbiano frequentato, con esito positivo, il corso di formazione regionale o un equivalente corso svolto in altre regioni o in altri Stati membri dell'Unione europea; l'articolo 7 stabilisce le modalità di organizzazione del corso di formazione regionale rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivati o raccolti nel territorio regionale, per la realizzazione di prodotti alimentari ad uso erboristico, alimentare e domestico; l'articolo 8 individua i requisiti necessari per l'ottenimento di contributi a sostegno delle attività, previsti dal titolo III della legge regionale 12 dicembre 2007, n. 32 e da specifici programmi approvati con le modalità di cui all'articolo 47, comma 2, della stessa legge regionale; l'articolo 9 stabilisce che le attività di controllo e di vigilanza in merito all'applicazione della presente legge spettano all'Azienda regionale sanitaria USL della Valle d'Aosta; l'articolo 10 rinvia ad un'apposita deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi entro sei mesi dall'approvazione della presente legge, l'individuazione delle piante officinali ad uso alimentare, domestico e medicale; l'articolo 11 reca infine le disposizioni finanziarie.

In conclusione, l'approvazione di questa legge, la prima in Valle d'Aosta nel settore delle piante officinali, rappresenta un primo passo, importante, anche se non esaustivo, nella direzione della valorizzazione della ricchezza naturale del nostro territorio montano, della riscoperta culturale e delle nostre tradizioni, che la conoscenza e l'uso delle piante officinali da sempre comporta, e dell'individuazione di una nuova filiera produttiva per il mondo agricolo, utile anche ai fini di una integrazione del reddito. Il grande interesse che, di giorno in giorno, sta convergendo sull'uso curativo e domestico delle piante officinali con la relativa commercializzazione e la realizzazione di prodotti che riguardano anche l'ambito erboristico e quello cosmetico, rendono però necessario non fermarsi alla semplice approvazione della legge, oggi in discussione, ma fin da subito lavorare per studiare e definire regole ed azioni finalizzate ad aiutare e a sostenere lo sviluppo di questo settore e della qualità dei suoi prodotti, nell'interesse sia dei produttori, sia dei consumatori.

In effetti in una fase, come l'attuale, di grande interesse per il settore delle piante officinali, emerge la necessità di implementare alcune azioni che permetteranno, oltre al rafforzamento del comparto a livello locale, anche la valorizzazione delle risorse autoctone, la diversificazione delle produzioni regionali, la salvaguardia della biodiversità, lo sviluppo di promettenti nicchie di mercato, la creazione di sinergie tra i vari settori della filiera fungendo da stimolo per gli operatori del settore. A tal proposito ecco alcune idee, su cui riflettere, e sulle quali sviluppare delle azioni (fra l'altro alcune di queste sono state, da me, già sollevate in commissione):

- la necessità di istituire un disciplinare di produzione con un marchio unico di tipicità in grado di differenziare i semilavorati ed i prodotti finiti valdostani, garantendo una completa tracciabilità della filiera. La stesura di un disciplinare e la nascita di un marchio caratteristico delle piante officinali valdostane potrà dare garanzia di qualità e valorizzare anche questo elemento caratteristico della nostra eccellenza montana nella promozione dell'intera Valle d'Aosta;

- la promozione ed incentivazione dell'associazionismo, tra i produttori, nelle sue varie forme; - la creazione in collaborazione con l'Institut Agricole Régional di un centro di analisi regionale di riferimento, con la possibilità di realizzare test e prove di laboratorio interni per lo sviluppo, in maniera autonoma, di prodotti sperimentali di nicchia, naturali, specifici, esclusivi, tipici, aventi un forte legame territoriale, certificati e di altissima qualità, con l'obiettivo di creare o almeno fungere da stimolo allo sviluppo di una filiera produttiva certificata "Piante officinali" interamente valdostana, in grado di apportare il massimo valore aggiunto ai prodotti finiti;

- uno studio economico sulla redditività della filiera produttiva di alcune piante officinali tipicamente valdostane;

- la realizzazione di alcune specifiche linee guida alle quali tutti i produttori ed attori della filiera officinali dovranno adeguarsi, con l'obiettivo di definire le pratiche colturali (specie, metodi, tempi), caratterizzare la materia prima valdostana, garantire il rispetto degli standard qualitativi minimi richiesti e stabilire un ragionevole prezzo di mercato della stessa;

- la promozione di incontri specifici, dibattiti con i produttori e con i diversi attori della filiera e la divulgazione all'opinione pubblica dell'attività di questo settore, anche dal punto di vista educativo, in modo da riavvicinare la comunità valdostana ai benefici dell'utilizzo delle piante officinali;

- infine un aggiornamento a due anni dall'applicazione della legge per fare il punto della situazione del settore, anche dal punto di vista normativo.

Président - J'ouvre la discussion générale.

La parole au Conseiller Giuseppe Cerise.

Cerise G. (ALPE) - Grazie Presidente.

Innanzitutto voglio esprimere il rammarico che una nostra richiesta fatta con spirito sicuramente propositivo non abbia trovato accoglimento, non sia stata oggetto dell'attenzione che, a nostro avviso, meritava, ma credo che quanto detto dal collega Prola abbia messo in evidenza qual è lo spirito che ci divide su questo aspetto sostanziale: a noi interessava dare una risposta concreta e immediata a quella che è la parte strettamente agricola, perché tutta l'altra parte di carattere sanitario e medicale, erboristico, eccetera, è sufficientemente disciplinata da altre normative. Noi guardavamo leggermente più avanti e credevamo che era possibile andare a definire in legge alcuni chiari incentivi a quella che può essere la situazione di questa filiera.

Quando è stato assegnato per l'esame in commissione il disegno di legge in oggetto, noi ci siamo rallegrati, come peraltro poi hanno avuto modo di fare anche i rappresentanti delle organizzazioni audite in commissione, come sottolineato anche dal relatore e credo che non potesse essere diversamente: il fatto che la Regione esercitasse una sua competenza per ordinare una materia che potesse favorire lo sviluppo della filiera delle piante ed erbe officinali e nel contempo garantire la sicurezza alimentare non poteva che raccogliere un apprezzamento per le ovvie ricadute positive che potrebbe produrre. È un settore che ha, fra l'altro, delle radici profonde nella nostra civilisation paysanne, quelli con i capelli bianchi come me ricordano con una certa nostalgia quei barattoli di dimensioni varie schierati sulle mensole delle abitazioni di dimore contadine contenenti svariate qualità di erbe officinali ad uso aromatico, alimentare, salutistico sia medico che veterinario, senza dimenticare quelle specie che sapientemente trattate fungevano da anticrittogamici e antiparassitari biologici ante litteram, purtroppo poi sostituiti da pesticidi chimici con tutte le ricadute negative per la salute e per l'ambiente. Per fortuna, pare di percepire una seppur lenta, ma progressiva inversione di tendenza verso la riscoperta per quelli meno giovani e per la scoperta per i giovani di quelle culture ed attività affascinanti come quelle che rappresentano il settore di cui stiamo discutendo, culture e attività d'antan espressione di un'economia autarchica, alle quali nel secondo dopoguerra seguì un'industrializzazione rapida accompagnata da un crescente benessere, che ci ha portati all'attuale società consumistica. È un bene, è un male? Ognuno di noi ha le sue chiavi di lettura di questo fenomeno, personalmente ritengo che si debbano saper cogliere i fermenti di questa nuova società in piena evoluzione per sapientemente innestarli sul ceppo solido della nostra civilisation ancestrale, la conoscenza del passato è fondamentale per meglio apprezzare e gestire il benessere e per non dello stesso renderci spesso schiavi.

L'Amministrazione regionale investe delle risorse importanti in musei, pubblicazioni, mostre per garantire la testimonianza e trasmettere alle nuove generazioni lo charme di un'epoca compiuta che deve, a nostro avviso, essere oggetto di attenta riflessione, perché ha qualcosa da insegnarci. Sono delle iniziative per le quali ho avuto spesso modo di esprimere apprezzamento, perché permettono agli autoctoni di approfondire le loro radici e ai valdostani di adozione di meglio conoscere e conseguentemente apprezzare la comunità nella quale si sono integrati. La settimana scorsa si è aggiunto un altro importante tassello in questo contesto con l'inaugurazione a Jovençan della Maison des anciens remèdes, centro dedicato alla conservazione e alla trasmissione della conoscenza, all'attualizzazione e valorizzazione dei saperi legati ai diversi utilizzi delle erbe e piante officinali. Un'iniziativa della quale mi complimento con i promotori, l'Assessore e il Comune di Jovençan, e che è pertinente al disegno di legge in esame.

Vogliate scusarmi per questa premessa un po' nostalgica, ma ci tenevo a sottolineare che, anche in virtù del legame che tale materia ha con il territorio con il passato e per le nuove potenzialità che può offrire, siamo stati spinti a dare la nostra piena disponibilità e a portare il nostro contributo propositivo e costruttivo, come è nostra consuetudine d'altronde. Ci pareva un argomento scevro di ogni possibile presa di posizione ideologica, tanto che in commissione avevamo espresso una sostanziale condivisione sulle proposte emendative presentate dal relatore, che aveva fatto alcuni approfondimenti meritevoli sul testo, proposte che in parte rispondevano già ad alcune osservazioni formulate successivamente dai vari rappresentanti delle organizzazioni e associazioni audite e proposte che sono state purtroppo sostanzialmente rigettate. Le audizioni per me, ignorante in materia, sono state di grande interesse, in quanto mi hanno aperto la visuale su un tema che conoscevo solo marginalmente e confesso che sono rimasto basito quando il dottor Barmaz dell'Institut agricole régional in premessa disse (cito): "Vengo subito al dunque con una piccola premessa: noi dell'Institut agricole non abbiamo partecipato alla stesura del testo di questo disegno di legge e ne siamo venuti a conoscenza da quando è stato pubblicato on line sugli atti del Consiglio, infatti abbiamo scaricato il documento proprio da internet. Questo lo dico senza nessuna polemica, ma è bene che lo si sappia, perché magari si dà per sottinteso che ci abbiamo lavorato, anzi in qualche occasione abbiamo anche chiesto di poter vedere la bozza, ma la nostra richiesta non è stata recepita". Ci consegnò poi questo volume, che tratta dello sviluppo della filiera delle piante officinali in Valle d'Aosta, che nell'introduzione generale dice: "Attraverso lo sviluppo di una filiera piante officinali sarebbe possibile perseguire tutta una serie di obiettivi fra i quali si ricordano alcuni: recupero di terreni di mezza montagna con esposizione a sud, abbandonati e sottoutilizzati, sviluppo di pratiche agricole rispettose dell'ambiente, salvaguardia e protezione dei siti naturali di accrescimento sempre più interessati dalla raccolta spontanea selvaggia, mantenimento della biodiversità nell'ambito di tecniche colturali appropriate, creazione di una fonte di integrazione di reddito familiare, mantenimento della popolazione sul territorio, creazione di nuovi posti di lavoro, creazione di sinergie fra settore agricolo e settore agroalimentare, diversificazione delle produzioni locali, nascita di interessanti e promettenti nicchie di mercato, riduzione delle consistenti importazioni mediante lo sfruttamento del potenziale locale, incremento delle colture a basso input ambientale". Ditemi se questo è poco, le potenzialità che offre tale settore in un contesto come quello agricolo che mi pare meritevole di attenzione e che è in sostanziale sofferenza come altri settori.

A questo articolato e dettagliato lavoro di ricerca e di indagine, la relazione introduttiva al presente disegno di legge, non quella che ha illustrato oggi il relatore, che ho apprezzato, quella che accompagnava la presentazione del disegno di legge presentato dalla Giunta sapete cosa dice? Cito testualmente una riga: "L'Institut agricole régional ha effettuato una ricerca sull'attuale mercato, sulle possibili realizzazioni di nuovi prodotti che possono salvaguardare il territorio montano". Io apprezzo sempre la sintesi, ma mi pare impossibile anche per i più intuitivi, leggendo la frase precedente, avere la percezione dei contenuti di questo encomiabile lavoro, un lavoro fatto dall'ente strumentale della Regione per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura e che, a nostro avviso, doveva essere il riferimento per gli indirizzi della legge se veramente c'era la volontà di sviluppare la filiera delle piante officinali in Valle d'Aosta! Lei, Assessore, non so se per scelta, per dimenticanza, disinteresse, non ha saputo o voluto utilizzare una risorsa, una risorsa importante che poteva dare un contributo determinante per la stesura di un testo di legge accettabile, una risorsa, voglio sottolineare, a costo zero, qui non c'era da incaricare né professionisti, né altro: a costo zero! L'Institut agricole régional, ente strumentale della Regione per lo sviluppo e la ricerca in agricoltura! Scuota pure la testa, stamattina mi ha detto che aveva le idee chiare, qualche dubbio ce l'ho! Sono convinto che in commissione si debbano valutare attentamente proposte ed osservazioni, perché molte sono anche proposte che possono venire da soggetti portatori di interessi diretti, ma non mi pare il caso dello IAR: l'interesse dello IAR è quello comune di carattere generale, come quello di questa Assemblea, ossia di avere una legge la più aderente possibile alle aspettative del settore.

Nella nostra richiesta di rinvio in commissione di questo disegno di legge abbiamo manifestato la nostra volontà di lavorare per arrivare ad un testo condiviso, perché ci rifiutiamo di pensare che questa materia possa essere terreno di scontro politico e di tale rifiuto ce ne rammarichiamo, come pure personalmente mi rammarico, Assessore, della sua manifesta irritazione al riguardo della questione che le avevo posto in commissione nella seconda audizione. Sono rimasto veramente stupito alla domanda di perché lo IAR non era stato coinvolto nella stesura del presente disegno di legge la sua reazione mi è parsa spinta da pregiudizi, glielo confesso tranquillamente. Nella stessa circostanza lei più volte ha smentito il fatto che lo IAR non fosse stato coinvolto nella predisposizione del disegno di legge in oggetto e io, non avendo elementi probatori in merito per affermare il contrario, salvo quanto affermato dal dottor Barmaz, che peraltro è recepito in registrazione e anche nel documento che lo stesso poi ha consegnato, mi sono limitato a prendere atto, salvo poi lunedì mattina, aprendo la posta, trovare una missiva trasmessa dal Presidente Comé ai membri della III Commissione che diceva: "Egregio Presidente, la presente per ribadire con fermezza - come risulta dalla registrazione del mio intervento presso la III Commissione, da lei presieduta, oltre che dalla nostra scritta che le ho lasciato nella stessa occasione - che lo IAR non ha partecipato alla stesura del testo del disegno di legge regionale n. 125. Nel ringraziarla dell'attenzione la pregherei di comunicare questa ai membri della commissione". Anche di questa prendo semplicemente atto, perché a noi non interessano le querelles: chi, come, quando... noi guardiamo alla sostanza! Lei, Assessore, è il responsabile di un dicastero strategico che ha competenze in diversi settori, lei è dunque il timoniere e il timoniere deve avere due cose ben chiare: la rotta da seguire e il porto di approdo da raggiungere. La percezione che traggo da alcuni suoi atteggiamenti è che lei non abbia sempre ben chiaro questo concetto. L'agricoltura in tutte le sue articolazioni è un settore strategico per l'economia, e non solo, nella nostra regione è un settore in sofferenza, purtroppo, e lei non può "navigare a vista e trastullarsi sulle onde", per dirla in termini marinari: su quella nave non è solo, ci sono tutti coloro che svolgono un duro lavoro, non sempre purtroppo adeguatamente remunerato, questo non è colpa sua, non vogliamo farle portare delle croci che non merita.

Ci rammarichiamo che anche in questa occasione si sia preferito forzare la mano e far prevalere la ragione della forza dei numeri, piuttosto che la forza della ragione. Avremmo apprezzato poter riscontrare una certa disponibilità a riaprire un confronto su questo tema, confronto che avrebbe anche azzerato quelle incomprensioni che si erano generate e alle quali ho accennato e poter serenamente raccogliere tutti quei suggerimenti e osservazioni atte a qualificare tale provvedimento legislativo che, così come è formulato, riteniamo monco nelle sue parti essenziali. Facevo prima riferimento alle scatolette contenenti queste erbe aromatiche nelle dimore contadine, questa legge, a nostro avviso, è una scatola vuota! Il settore che andiamo a disciplinare con questa legge meritava un'attenzione maggiore, è un settore certamente di nicchia, ma che potrebbe avere, se ben indirizzato, come dimostra lo studio testé citato, uno sviluppo tutt'altro che trascurabile, forse in pochi casi come attività principale, ma sicuramente con una larga diffusione su tutto il territorio come attività complementare, con delle importanti ricadute positive dirette e indirette nel contesto socio-economico culturale e ambientale della nostra regione, come ben evidenziato dall'introduzione dello studio effettuato dall'Institut agricole.

Il fatto che ci siano più di 200 adesioni al corso mi pare significativo del largo interesse che l'argomento suscita; nei dettagli non entro, li affronteremo nell'illustrazione degli emendamenti che abbiamo presentato per tentare quanto meno di migliorare un testo che, a nostro avviso, andrebbe integralmente riscritto. Non possiamo pertanto esimerci dal manifestare il nostro profondo dissenso al riguardo sia per il metodo che per il contenuto. Assessore, le dico serenamente, senza spirito polemico, anche per la simpatia che a livello personale nutro nei suoi confronti, che lei ha perso un'occasione per dare prova di buon senso e di questo ce ne rammarichiamo. Apprezziamo comunque la sensibilità del relatore che in un passaggio ha tentato di "edulcorare l'amara tisana", per rimanere in tema, ma, quando dice che potrà essere prossimamente rivisto, il "prossimamente" poteva essere domani mattina e noi eravamo pronti a cercare di contribuire ad un testo migliorativo. Grazie.

Si dà atto che, dalle ore 17,36, riassume la presidenza il Vicepresidente André Lanièce.

Presidente - La parola al Consigliere Prola.

Prola (UV) - Grazie Presidente. Intervengo solo per chiarire, perché quello che dice il collega è una visione parziale di quanto successo all'interno della commissione. Sicuramente c'è stato un attimo di smarrimento quando abbiamo sentito una serie di audizioni e soprattutto quella dell'Institut agricole, nel quale il direttore diceva che non era stato coinvolto nella stesura della legge ma, per correttezza, Cerise doveva dire che il dottor Adamo aveva chiarito una serie di cose, credo. Volevo chiarire quello che è stato il percorso che ho sentito in commissione, percorso che inizia ad aprile 2010, dove l'Assessorato convoca i 40 produttori, perché abbiamo attualmente 40 produttori, un'altra serie di personaggi, distillerie e quant'altro e l'Institut agricole, che era presente. In quella sede iniziano a chiarirsi gli indirizzi e gli obiettivi della legge, dove esisteva ed esiste tuttora un problema di interpretazione per quel che riguarda le vigilanze che vengono effettuate a livello di questa filiera e quindi occorreva in qualche modo sanare una vecchia e obsoleta normativa del 1931, per cui si è detto: "dobbiamo agire in questo modo". L'Institut agricole è sempre stato presente, perché in una successiva riunione... e credo che il dottor Adamo abbia dato nomi, date, firme e verbali in commissione, dove un tecnico dell'Institut agricole era presente sempre e ha partecipato alla costruzione di questa legge; se poi lui non aveva titolo, non aveva mandato dall'Institut agricole per esprimere delle opinioni, questo è un altro aspetto...

(interruzione del Consigliere Giuseppe Cerise, fuori microfono)

...ma questo l'ho saputo dal dottor Barmaz dopo la riunione di commissione, non lo so il perché. Se partecipava alla costruzione della legge, era lì e rappresentava l'Institut agricole quindi aveva titolo per dire e dare tutte le indicazioni tecniche possibili, questo che sia chiaro, perché sono stati convocati come Institut agricole come ente strumentale della Regione. Qui si cerca di strumentalizzare qualcosa che non c'è! L'Institut agricole era presente, come era presente a novembre con un agronomo, era presente nella costruzione, a luglio è stata presentata la bozza di legge per sommi capi e loro erano presenti, è inutile che ridete, erano presenti! Non c'è niente da ridere, erano lì con i loro tecnici, quindi mi dispiace, non potete dire: "l'Institut agricole non ha partecipato alla costruzione". Se poi lui dice che non ha partecipato alla stesura articolo per articolo, questo è un altro discorso, risponderà l'Assessore, ma loro alla costruzione di tale legge erano partecipi. Questo credo che, per dovere di chiarezza, bisogna dirlo e credo che il collega Cerise abbia sentito, come l'ho sentito io e tutti gli altri colleghi, quanto ha detto il dottor Adamo, questo penso sia inconfutabile!

Volevo ricordare che l'Amministrazione regionale ha partecipato all'Interreg I, all'Interreg II, all'Interreg III e al Leader Plus sul discorso delle piante officinali, non credo non sia stato preso in considerazione quanto loro nel loro studio hanno evidenziato, però nella riunione di aprile del 2010 l'obiettivo posto era quello di dare corso ad una normativa che riuscisse a dare delle risposte al mondo produttivo agricolo, perché, per quanto riguarda il settore alimentare, è normato dal pacchetto igiene a livello europeo: è normato dal regolamento n. 852, per quanto riguarda tutto l'aspetto erboristico mentre quello farmacologico, è normato da normative nazionali; quindi restava scoperto il campo produttivo agricolo, questo per dovere di chiarezza.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, nel ribadire ancora una volta l'amarezza perché questo testo di legge non ha potuto avere un breve rinvio in commissione, dove alcuni aspetti - rispetto ai quali si assiste qui ad un tentativo animato e disperato di chiarirli - avrebbero potuto magari trovare una più serena composizione, avendo poi precisato che non spetta alle forze di opposizione chiarire il perché dello stato confusionale dei dirigenti dei vari assessorati che danno informazioni che non si confanno e quant'altro, certo che, dal punto di vista lessicale, è chiaro: la stesura di un testo è la scrittura di una legge, altra cosa sono le riunioni preliminari che portano alla scrittura della legge, sono due cose diverse, Assessore, però ci rammarica che un dirigente dell'Institut agricole non venga coinvolto se vuole essere coinvolto, c'è qualcosa che ostacola? Mi sembra assurdo, mi sembrano quelle cose che, quando - e qui arrivo al punto e ringrazio per la chiarezza il collega Prola che per primo ha introdotto il termine - si vuole sanare una situazione, allora si parte con un anno a lavorare e poi lavorando ci si rende conto che c'è qualcosa che non va e alla fine si corre in fretta e furia a fare un testo che poteva essere sicuramente un testo non così frettoloso nell'ultimo tratto, ma poteva essere un testo che poteva avere un'ampiezza maggiore. Lo dice molto bene il relatore nella sua relazione, tanto che è da apprezzare che alla fine della relazione il relatore dica: "su questo testo diamoci un appuntamento perché dobbiamo rivederlo prima o poi" e declina una ventina di questioni che sarebbe opportuno affrontare in fretta, ma quando le affrontiamo? La legge è del 1930, questo Governo ormai non è più appena neoeletto, questa maggioranza è da oltre due anni che ce l'abbiamo, dopodiché arriviamo a discutere un disegno di legge e il relatore, che conosce la materia - e bisogna dargliene atto -, ci dice che ci sono almeno una quindicina di cose da fare, ma perché non le abbiamo fatte? Perché non abbiamo fatto le cose che sono qui indicate in elenco? Dov'è il disciplinare? Quanto ci metteremo: due anni, tre anni per vedere il disciplinare? Il marchio?

Vi sono poi delle cose che, a mio avviso, lasciano perplessi: la questione, per esempio, di creare nuovi centri di ricerca, pensavo che l'Institut agricole fosse già un centro qualificato di ricerca, ci ha dato dei risultati che abbiamo sempre tutti lodati qui nel settore vinicolo, eccetera, non so quanti altri centri di ricerca vogliamo creare, anzi speriamo un giorno di avere un'università che si colleghi con questo benedetto Institut agricole e si lavori tutti in sinergia senza piccole ripicche paesane in cui uno dice: "no, a me non hanno fatto scrivere neanche una riga della legge" e andiamo avanti così quando invece... da cosa nasce l'urgenza di questa legge? Nasce dal fatto che effettivamente in questo settore esiste un problema vero: quello della commercializzazione, perché credo sia questa la natura che ha spinto ad un'accelerazione nei confronti del disegno di legge, ossia la necessità di garantire che un prodotto alimentare che viene messo in commercio sia un prodotto che può essere certificato e da chi se non dal produttore che lo mette in commercio... e quindi dai controlli necessari per? Così come avviene per qualsiasi altro tipo di prodotto, è importante che il consumatore sia garantito da questo punto di vista, quindi ecco l'interesse che c'era da parte di tutte le forze politiche rispetto ad un disegno di legge che atteneva sia a possibilità di sviluppo nel settore agricolo, sia anche alle ricadute che ci sono rispetto ai consumatori, altrimenti non ci sarebbe l'appello fin dal primo articolo alla sicurezza alimentare, quindi nel primo articolo di legge quello è un punto cardine che ci fa muovere in questo indirizzo.

Come bene emerge dallo studio dell'Institut agricole, molto interessante poteva essere lavorare con attenzione su tale disegno di legge, perché le ricadute che possono esserci nel settore agricolo possono essere molteplici. È sempre più difficile la monocoltura in Valle d'Aosta, è sempre più necessario diversificare la produzione agricola, avere delle aziende che abbiano una polivalenza e quindi coinvolgere più soggetti intorno all'interesse di questo tipo di settore, naturalmente valorizzando chi per anni ha svolto tale attività. È bene quindi che siano stati coinvolti in primis i produttori, ossia chi per primo si è lanciato in questa esperienza. Noi in commissione avevamo fatto rimarcare come nessuno, o quanto meno il minor numero possibile di questi primi avventurieri potesse essere messo in difficoltà da un percorso legislativo che poteva tagliarli fuori e vengo alla questione molto delicata dei corsi o, meglio, dell'unico corso. Abbiamo cercato di parlare al plurale di corsi proprio per dire che, nel caso in cui, come spesso può accadere, alcuni di questi produttori che hanno messo denaro in tale attività, dovessero non poter fisicamente essere presenti ad un corso - può accadere, perché sono ammalati, perché hanno un intoppo -, non si trovano esclusi da un percorso legislativo e quindi anche qui la nostra preoccupazione era: ma esistono i finanziamenti per coprire le spese di eventuali corsi che in qualche modo garantiscano a tutti la possibilità di accesso a questi tipi di titoli? Sono preoccupazioni serie che abbiamo messo in campo e devo dirvi che mi accorgo oggi in aula che proprio su questo tema arriva il classico emendamento della Giunta dell'ultima ora proprio sulla questione finanziaria, perché si vanno a reperire i fondi e quindi il disegno di legge presentato in commissione faceva riferimento a fondi non disponibili...

(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)

...lo so, Assessore, lei fa dei gesti e poi avrà modo di replicare, però le sto dicendo che, dal punto di vista metodologico, ancora una volta una legge arriva in aula, ripeto: un disegno di legge, non una legge che nasce dalle commissioni, non una proposta di legge, ma un disegno di legge che nasce dalla Giunta, arriva in Consiglio regionale ed è emendata il giorno stesso che deve essere votata. È una procedura che... quando le opposizioni presentano questi emendamenti, si dice: "ma come, non potevate portarli prima in commissione?". In commissione sia noi, sia i colleghi avevamo sottolineato l'esigenza dei corsi; poi, se nessuno ti ascolta, arrivi in aula con gli emendamenti. Torno a dire: la maggioranza può una volta tanto arrivare con un testo pulito in aula e non con un testo che viene a sua volta emendato all'ultimo minuto in aula visto che è una materia che segue da un anno di tempo, visto che ha cominciato a studiare questa cosa all'inizio del 2010? Non è così che avviene, sono dei testi che sono stati dagli stessi attori di maggioranza che si sono appassionati di tale materia, si è sentita l'esigenza di rimaneggiarli, quindi dei testi molto affrettati.

Torno a dire che capisco l'esigenza di un testo snello, ma anche qui: o si attua una legislazione in cui diciamo che sono delle leggi quadro e si specifica bene che sono semplicemente leggi quadro in cui si definisce esattamente qual è la parte che spetta alle delibere regionali, o non facciamo delle leggi che poi le delibere di Giunta vanno a zig-zag e, come al solito, fanno un po' di tutto. Le leggi sono molto utili e preziose, soprattutto in questo caso, come è stato rilevato da voi, dell'esigenza di dare ordine a tale materia. Ribadisco che la preoccupazione massima da parte nostra riguarda i corsi, la possibilità di tante persone di accedere a questi corsi, perché l'aspettativa che l'Assessorato ha creato all'esterno è enorme. Io naturalmente non ho avuto modo di accedere ai dati, perché il personale dell'Amministrazione regionale è blindato e non lascia sfuggire nulla rispetto a queste informazioni, ma mi risulta che le pre-adesioni a tale corso siano di elevato numero. Se 40 sono i produttori, le pre-adesioni che sono state sollecitate dallo stesso Assessorato mi risultano quasi 200, allora ecco che la preoccupazione che avevamo sollevato in commissione era: ma abbiamo i finanziamenti per sostenere questi corsi, oppure ad un certo punto diremo che il corso lo faranno solo quelli che hanno gli occhi azzurri, i capelli biondi, che sono nati nel mese di...? Non mi sembra che questa sia una procedura, dobbiamo invece aprire il più possibile, visto che ha delle potenzialità questo tipo di nuovo modo di produrre, questa attenzione a questo tipo di raccolta spontanea di erbe che crescono spontaneamente, è una cosa che va sollecitata, che ci appartiene, io non sto qui, visto che la parte nostalgica l'hanno già svolta altri, a ribadire la storia delle nonne che ci curavano con le violette e altri prodotti al posto degli antibiotici, però è chiaro che, se c'è una volontà dall'esterno di accedere a queste conoscenze, di riappropriarsi della nostra cultura anche locale da parte di un numero notevole di produttori, è giusto che poi ci siano anche delle risposte, che non si creino delle aspettative che poi vengono disilluse. Mi chiedo queste centinaia di persone che risposte avranno da tale tipo di legislazione. Mi auguro solo che questo tipo di legge, che ha "saltato gli ostacoli" negli ultimi giorni, non abbia il solito obiettivo di dare un titolo a quei tre o quattro che ne hanno bisogno, altrimenti il loro prodotto non è più commercializzabile. Sarebbe davvero, alla luce del lavoro corretto svolto dal relatore e di altri, un ben magro risultato!

Presidente - Se non vi è nessun altro che chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie Presidente, nonché relatore. Credo che questa palestra, dove si sono espresse tutte le varie posizioni sia stata significativa di quello che a volte da una cosa lineare e chiarita in commissione si possa partire per andare ad attraversare con una specie di... a me sembra una schizofrenia questa, perché onestamente quello che è emerso in commissione è che, a fronte di un passaggio del Direttore dell'Institut agricole, in cui si parlava di non partecipazione alla stesura di un testo e successivamente c'è stato un momento... perché le audizioni credo vadano ascoltate tutte, nel senso che non si può estrapolare un'audizione rispetto a tutto il contesto del lavoro della commissione, quindi credo che, nel momento in cui è stato il turno dell'Assessorato e in particolare del dirigente che principalmente aveva seguito per l'agricoltura questo disegno di legge, sia stato chiarito che fin dall'inizio il lavoro è stato impostato con il massimo coinvolgimento sia dei produttori, sia dell'Institut agricole. L'Institut agricole è inteso in tutti i vari componenti compresi i tecnici, perché se un tecnico, o più tecnici come in questo caso dell'Institut agricole partecipano ai lavori, hanno la possibilità di rappresentare l'Institut stesso. Queste difese dell'assalto a Fort Apache verso l'Institut credo siano fuori luogo, perché sicuramente quello che è stato ricordato nella relazione al disegno di legge credo che rappresenti già il lavoro fatto di concerto con l'Institut negli anni, a partire dai due Interreg al Leader Plus. Leader Plus non è un'attività autonoma dell'Institut, è un'attività che è stata fatta nell'ambito di un progetto dell'Assessorato dell'agricoltura con una condivisione di obiettivi e anche una condivisione di risultati. Quel testo che il collega Cerise ci ha portato come un qualcosa di sconosciuto in commissione, in realtà, nel momento della nostra audizione, mi è stato fatto vedere per sapere se lo avevo mai visto, noi avevamo partecipato attivamente alla stesura di questo; quindi, se vogliamo, c'è un po' di confusione voluta. Credo che, sgombrando il campo da questi aspetti, bisogna andare alla sostanza. Ricordo che il disegno di legge è stato predisposto in stretta collaborazione fra i due Assessorati della sanità e dell'agricoltura, perché qui si parla sia di coltivazione che di norme relativa al corretto utilizzo dei prodotti, alla loro prima manipolazione, quindi sono stati affrontati i problemi che i produttori si aspettano in questo momento che si affrontino, al di là delle elucubrazioni, le filosofie e quant'altro. Questo è un testo di base da cui si può partire per lavorare e sicuramente gli obiettivi individuati dal relatore, che ringrazio per la sua relazione molto approfondita, come possibili azioni successive all'approvazione del disegno di legge sono veramente validi. Non è detto che, quando si devono fare delle azioni soprattutto per quegli obiettivi che non hanno necessità di essere individuati nel testo del disegno di legge, ma che fanno parte già a volte dell'attività stessa che l'Assessorato fa, mi viene in mente la sensibilizzazione dell'associazionismo, piuttosto che l'aiuto alle cooperative, piuttosto che il lavoro per un marchio di qualità che ha tutta una sua normativa anche molto approfondita e molto complessa, che è quella di un marchio di qualità, per cui vanno verificate anche le possibilità, i margini di manovra, non sono da inserire tout court in una legge e questo credo sia stato valutato come un lavoro importante da fare, che è stato ricordato dal relatore come un divenire, ma non un divenire nel futuro, un divenire fin dal momento dell'approvazione della legge e non a caso ci stiamo già lavorando.

Per quel che è delle osservazioni che sono state espresse da parte del collega Donzel, quindi vado ad anticipare per quanto è di mia competenza, perché ci sarà anche la parte riguardante la sanità, in merito alle diciture "corso" e "corsi", nel momento in cui si fa una prima verifica delle pre-adesioni, la si fa ad ampio respiro, nel senso che alle pre-adesioni possono aderire coloro che già operano, coloro che sono in procinto di operare come aziende agricole, coloro che hanno intenzione di... secondo determinate situazioni aziendali e anche determinate situazioni di base e poi aderiscono probabilmente anche coloro che sono molto sensibili al settore, anche degli appassionati, perché le pre-adesioni hanno il significato di manifestare un interesse. Circa la possibilità di mettere in campo dei corsi quindi... quando si parla di corsi, si identifica cosa si intende per "corso", non significa che se è espresso al singolare non si possano fare più corsi, mi sembra limitativa questa visione.

Per quanto riguarda i criteri, non credo che siano quelli degli occhi azzurri, bianchi, oppure uno bianco e uno azzurro come a volte capita, fortunatamente non negli umani, ma il problema qual è? Nel momento in cui si vanno a valutare tali adesioni, queste verranno valutate sulla base della situazione aziendale che loro hanno. Questo non è stato ancora discusso, ma la procedura è questa, come normalmente si fa quando si organizzano dei corsi nell'ambito del nostro Assessorato. Ai primi corsi aderiranno quelle aziende che già producono e poi a seguire potranno aderire delle altre aziende.

Per quel che riguarda l'emendamento, l'unico che abbiamo presentato oggi di concerto con l'Assessore Lanièce è un emendamento che è stato utilizzato come dire: "si naviga a vista", ma non è un emendamento nella sostanza del disegno di legge, è un emendamento specifico per quel che riguarda la parte finanziaria che, nel momento in cui si è lavorato nel 2010, prevedeva un riferimento di bilancio sul 2010-2011 e giustamente adesso che andiamo ad approvarlo nel 2011 non può più far riferimento al 2010, ma utilizzare questo per dire che si naviga a vista mi sembra non molto corretto perché, se avessimo presentato degli emendamenti di sostanza, avrei per primo accettato questo rilievo. Il fatto che si lavori da tempo su questo non vuol dire che non si vogliano fare le cose per bene, però l'invito che faccio è quello di analizzare quello che è stato detto in commissione e mi sono buoni testimoni quelli che in commissione c'erano. Mi stupisce che il Consigliere Cerise, che era presente ed era vicino a me, non abbia potuto percepire nulla di quello che abbiamo detto sulla partecipazione dell'Institut agricole facendo nomi e cognomi, citando le singole riunioni a cui hanno partecipato. Se poi, come dice il collega Prola, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere quando dovevano dare come contributo di lavoro magari un supporto in più, questa è una loro scelta, ma non è sicuramente il fatto che non li abbiamo coinvolti; questo credo che sia nell'organizzazione stessa dell'Institut magari un loro metodo di lavoro, che per noi va bene ugualmente. In ogni caso a dire che non si è stati assolutamente coinvolti nella stesura e si è saputo on line che si era di fronte ad un disegno di legge sulle erbe officinali mi sembra una forzatura, tutto lì.

Ringrazio la commissione per tutto il lavoro fatto, credo che abbia permesso anche con tali equivoci che sono nati magari da un'affermazione che è stata estrapolata nell'ambito della discussione e che ha portato anche in aula questo problema, ricordo che lo abbiamo noi chiarito lunedì, quando abbiamo avuto un incontro con il dottor Barmaz in cui serenamente si è chiarito questo aspetto e si è ripercorso anche il lavoro fatto insieme, lavoro che risale ad anni dell'Interreg, del Leader Plus e di tutte quelle attività che normalmente l'Institut fa in collaborazione con noi ed è l'interlocutore privilegiato, lo ribadisco, in quanto ente strumentale, ma anche in quanto ente efficace della sua attività. Nessuno quindi si permette di mettere in discussione l'Institut e queste difese da Fort Apache le lascerei da parte, poi ci sta tutto nel momento in cui nella discussione politica viene comodo farlo, perché fa scappare qualche titolo sui giornali, cosa volete, succede anche questo a volte. Io dico solo andiamo al concreto, le nostre aziende aspettano che noi andiamo ad approvare tale disegno di legge e che si parta con questi corsi, che sono strettamente necessari in tempi rapidi per il loro prosieguo dell'attività. Invito anche i Consiglieri che si sono espressi in questo modo a fare un minimo di riflessione sull'utilità che questa legge venga approvata e che si cominci a lavorare seriamente per la sua corretta applicazione. Grazie.

Presidente - Si passa all'esame dell'articolato. Ricordo solo che il disegno di legge ha avuto parere favorevole della maggioranza con un nuovo testo della III Commissione, parere favorevole a maggioranza della II Commissione sul nuovo testo della III Commissione, sono stati presentati un emendamento a firma degli Assessori Isabellon e Lanièce, 11 emendamenti dal gruppo ALPE e 4 emendamenti dal gruppo PD. All'articolo 1 vi sono tre emendamenti del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Giuseppe Cerise sul primo emendamento.

Cerise G. (ALPE) - Molto semplicemente le parole "sicurezza alimentare" sono sostituite da "igiene e sanità pubblica". È un'osservazione fatta, se non erro, dal dottor Rovarey, che era lì in veste... mi pare, non prendiamo questo come oro colato, ma era stata un'osservazione pervenuta in commissione da qualcuno che aveva qualche attinenza alla sua attività professionale in questo contesto.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

Oltre a specificare questo aspetto dell'articolo 1, volevo fare anch'io due considerazioni generali sul percorso che ha portato ad un disegno di legge atteso, portato avanti in prima persona l'Assessore Isabellon, ma per il quale, da un anno, ci sono stati tutta una serie di riunioni e di lavori preparatori di concerto con l'Assessorato dell'agricoltura, dove abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con farmacologi, farmacisti, esperti del settore, esperti in fitoterapia, quindi abbiamo preso veramente con serietà questo lavoro che doveva scaturire con un disegno di legge che desse tutta una serie di garanzie sulla sicurezza derivanti dall'assunzione dell'impiego di queste sostanze fitoterapiche. La fitoterapia è una delle terapie non convenzionali che viene più usata insieme all'omeopatia e all'agopuntura, quindi va a rispondere alle esigenze della popolazione di tornare a delle cure più tradizionali, tenendo in considerazione - e fra parentesi viva gli antibiotici che ci sono - una possibilità di approccio olistico per quanto riguarda le terapie, quindi con utilizzo quando è possibile di prodotti naturali. È un vuoto legislativo che andiamo a colmare a livello regionale e che darà delle importanti risposte.

Quello che ci tenevo a dire è che questo emendamento: "sicurezza degli alimenti"... è un settore preciso che non va confuso con quello dell'igiene e sanità pubblica, sono due settori separati anche a livello di organizzazione dell'azienda USL, quindi le parole "sicurezza degli alimenti" sono giustamente messe qui nell'articolo ed è un settore che risponde a dei regolamenti CEE ben precisi, quindi è corretto che si faccia riferimento a questo settore della legislazione, mentre non sarebbe corretto mettere "igiene e sanità pubblica" e confondere i contenuti con igiene e sanità pubblica... da tale punto di vista, questo emendamento non è ricevibile.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Al comma 1 dell'articolo 1 le parole: "sicurezza alimentare" sono sostituite dalle seguenti: "igiene e sanità pubblica".

Consiglieri presenti: 31

Votanti: 28

Favorevoli: 5

Contrari: 23

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente -La parola al Consigliere Giuseppe Cerise sul secondo emendamento.

Cerise G. (ALPE) - Qui si tratta solo di un chiarimento, perché letto così: "coltivate o raccolte...", anche quelle coltivate sono raccolte, allora volevamo precisare se si intendeva per "raccolte" quelle spontanee, oppure no...

(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)

...anche... allora diciamolo, perché così mi pare limitativo il fatto che sia un'interpretazione: "coltivate o raccolte...".

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Qui è questione di capirsi sui termini: il termine "raccolta" è un termine generico e come tale utilizzato anche nel decreto del Presidente della Provincia di Trento del 2008. Si ricorda poi l'esclusione, nell'ambito di applicazione della presente legge, per le specie spontanee di cui alla legge n. 45/2009, quella sulla flora, che è stata approvata l'anno scorso. Chiediamo che venga respinto.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Al comma 1 dell'articolo 1 la parola: "raccolte" è sostituita dalle seguenti: "presenti in modo spontaneo".

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 8

Contrari: 24

Il Consiglio non approva.

Presidente -La parola al Consigliere Giuseppe Cerise sul terzo emendamento.

Cerise G. (ALPE) - È in linea con quanto avevamo detto prima, noi non ci fermeremo al discorso prettamente della parte produttiva agricola, ma faremo un ragionamento più completo, nel senso di andare ad indicare tutte quelle potenzialità che rappresentano le erbe officinali, dunque anche per l'ottenimento di prodotti ad uso alimentare, erboristico, domestico, cosmetico e medicale. Anche perché - non vorrei tornare sul discorso dell'Institut agricole, del quale non ho mai pensato di ergermi a difensore, perché sono persone qualificate, che si sanno difendere benissimo anche con competenza, rassicuro l'Assessore -, questa ricerca qua dice che proprio l'aspetto cosmetico è quello, sotto il profilo dell'indagine di mercato, più promettente; dunque per noi sarebbe opportuno che questo venisse indicato se crediamo sia necessario dare degli spunti di sviluppo a tale filiera.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Qui si richiama l'obiettivo della legge, nel senso che, come si è già avuto occasione di ricordare più volte, non si intende con questa norma ambiti specifici diversi quali la cosmesi, ma limitarsi, considerata la complessità dell'argomento, alla più puntuale questione della sicurezza alimentare e della qualificazione tecnica; quindi si richiede il non accoglimento dell'emendamento.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Al primo periodo del comma 1 dell'articolo 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "per l'ottenimento di prodotti ad uso alimentare, erboristico, domestico, cosmetico e medicale".

Consiglieri presenti e votanti: 31

Favorevoli: 8

Contrari: 23

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti e votanti: 32

Favorevoli: 24

Contrari: 8

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 2 c'è l'emendamento n. 4 del gruppo ALPE, che è conseguente all'emendamento n. 3 che è stato bocciato, quindi penso non abbia senso.

La parola al Consigliere Giuseppe Cerise.

Cerise G. (ALPE) - Decaduto o meno ci sarebbe stato comunque un rigetto da parte vostra in quanto riprende tutta la parte che è oggetto del terzo emendamento sull'articolo 1, di conseguenza che sia rigettato o decaduto a noi interessa la sostanza non tanto la forma.

Presidente - L'emendamento n. 4 del gruppo ALPE pertanto si considera decaduto; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

"Articolo 2

(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge, si intendono per:

a) piante officinali: vegetali o parti di essi contenenti principi attivi utilizzabili nel settore farmaceutico, erboristico, cosmetico, alimentare e, in generale, in tutte le indicazioni per la salute e il benessere dell'uomo e degli animali;

b) prodotti alimentari ad uso erboristico: prodotti a base di piante officinali, singole o miscelate, non addizionati con prodotti di sintesi o semisintesi, destinati ad essere ingeriti a scopo non nutritivo, utilizzati nel tradizionale impiego alimentare di uso corrente per il quale non sono dichiarate finalità terapeutiche;

c) prodotti ad uso alimentare: prodotti e preparazioni a base di piante officinali, destinati all'alimentazione umana, per i quali sono dichiarate finalità salutistiche, talora in grado di operare interventi favorenti le funzioni fisiologiche dell'organismo, ma privi delle finalità proprie dei medicinali;

d) prodotti ad uso domestico: prodotti e preparazioni, diversi dalle sostanze alimentari, dai cosmetici e dai medicinali, ottenute da piante officinali e destinati in via prevalente alla profumazione di ambienti o arredi; tali preparazioni possono esplicare anche un'azione ad effetto repellente per gli insetti;

e) prodotti ad uso cosmetico: prodotti e preparazioni, diversi dai medicinali, destinati ad essere applicati sulle superfici esterne del corpo umano allo scopo, esclusivo o prevalente, di pulirli, profumarli, proteggerli per mantenerli in buono stato, modificarne l'aspetto estetico o correggere gli odori corporei;

f) piante officinali ad uso medicale: le piante officinali ad alto potere tossico o di particolare attività farmacologica;

g) attività di prima trasformazione: le operazioni di lavaggio, defogliazione, cernita, essiccazione, macerazione, taglio, distillazione delle piante officinali;

h) attività di trasformazione: ogni altra operazione non ricompresa nella lettera g).".

Articolo 2: stesso risultato. All'articolo 3 c'è l'emendamento n. 5 dell'ALPE, l'emendamento n. 1 del PD e il n. 8 dell'ALPE, che sono identici e poi l'emendamento n. 6 dell'ALPE e l'emendamento n. 2 del PD.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Lei avrà percepito un certo disagio del nostro gruppo di fronte a questo atteggiamento rigido e anche aggressivo dell'Assessore all'agricoltura su tale tematica, una buona camomilla sarebbe stato un buon viatico per tale discussione, generalizzata naturalmente intorno ai banchi di quest'aula, non solo riservata a qualcuno! Siamo abbastanza svezzati da sapere che i rapporti fra le strutture dell'Assessorato e l'Institut agricole sono un punto di frizione, lo sono stato in passato, lo potranno essere di nuovo, ma non ci è sembrato che vi fosse un atteggiamento particolarmente duttile da parte sua nel recepire quella che ci è sembrata essere una disponibilità collaborativa molto aperta. Con questo emendamento n. 5 proponiamo di canalizzare l'azione futura e di evitare che ci si scontri in campo aperto con elmo e spadone, perché c'è bisogno di utilizzare al meglio le strutture che abbiamo, soprattutto quelle che abbiamo istituito o contribuito a costituire per la sperimentazione in campo agricolo, con riferimento alle esigenze di tutela ambientale e dell'ambiente montano: lo dico perché abbiamo vissuto anche in passato queste situazioni e l'invito è a procedere non per le vie più violente.

Ho sentito dall'Assessore con un po' di preoccupazione che i tecnici dello IAR si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere, spero che siano almeno stati assistiti dai loro legali nella circostanza, perché la situazione mi sembra estrema. Se era una battuta, la prendiamo per tale, ma un po' di apprensione, un batticuore è venuto, perché, finché dà degli schizofrenici a noi, tanto quanto ma, quando sembra che siano da perseguire penalmente i tecnici del settore agricolo, mi sembra un po' forte. Fuori da ogni scherzo, l'invito è a coinvolgere e a non fare un domaine réservé di queste vicende, perché poi ci verremo, quando si parlerà dei corsi, la situazione non ci sembra particolarmente gestita in modo aperto e collaborativo, abbiamo avuto la sensazione che si volesse fare subito il perimetro e definire in modo egoistico l'intervento.

Il secondo aspetto - l'Assessore Lanièce mi permetterà di unificare l'intervento per evitare di intervenire nuovamente - riguarda l'invito ad incentivare la produzione di piante officinali promuovendo fra gli operatori la costituzione di forme associative o cooperativistiche. Sappiamo che esistono delle norme in materia, che sono aperte, si può già da adesso in qualsiasi momento istituire una cooperativa, ma le leggi servono anche a tracciare delle linee e a dare delle indicazioni molto precise. Questo è un settore nel quale abbiamo già un certo numero di operatori, ma ci sono delle potenzialità enormi sul piano economico; allora o le lasciamo in mano a chi arriva per primo, a chi ha una capacità di organizzazione anche individuale, oppure lasciamo che tutto proceda in modo anarchico e non sviluppiamo quello spirito cooperativo che nella logica montana è particolarmente importante, fra l'altro mi pare di capire che sarebbe fondamentale per determinati passaggi della filiera delle erbe officinali, ossia, mentre per la raccolta può essere sufficiente l'intervento individuale, per determinati tipi di lavorazione è quanto mai auspicabile che si sviluppi un lavoro cooperativo. Il nostro, quindi, è l'invito a recepire questi principi: quello collaborativo con l'Institut agricole da un lato e quello a costituire forme associative e cooperativistiche dall'altro. Non abbiamo inventato niente, è la stessa associazione competente che lo ha suggerito, noi abbiamo fatto il minimo sforzo in questo ma, siccome ci sono degli interlocutori intelligenti che hanno studiato e avanzato delle loro proposte, ci permettiamo di recepirle e cercare di tradurle in un dettato legislativo, quindi invitiamo all'accoglimento di questi due emendamenti numero 5 e 6.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Illustro congiuntamente gli emendamenti n. 1 e n. 2. Da una verifica che abbiamo effettuato, la presenza all'articolo 3 della voce "un corso", scritto proprio "un corso" che segue in quel modo... veramente è difficile immaginare con quella definizione quello che ho appreso con piacere successivamente dall'Assessore, il quale ha detto che verranno istituiti molti corsi, ma allora perché non scrivere la parola "corsi", che è sicuramente più chiara per tutti? L'articolo indeterminato "un" in italiano significa uno e non lascia adito a dubbio, invece la parola "corsi" sarebbe una parola che non cambia nulla nel testo della legge, ma è una modifica che ci garantirebbe su quella aspettativa che abbiamo, al di là delle critiche che possono essere mosse al disegno di legge, perché ci sono degli aspetti non chiariti, ma almeno la garanzia che ci troviamo di fronte ad una serie di corsi in rapporto alle risorse che ci sono a disposizione, quindi su questo le chiediamo un attimo di attenzione.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Nell'ottica di sgombrare il campo da qualsiasi malinterpretazione, credo che - come ho già avuto modo di dire che lo IAR è sempre stato coinvolto in primis per quel che riguarda l'organizzazione dei corsi a prescindere che sia scritto sulle leggi o meno, perché questo i dati di fatto lo possono confermare - nulla osta affinché ci sia questo inserimento rafforzativo di un modo di essere e di fare che viene regolarmente praticato, quindi credo che l'emendamento n. 5 si possa accogliere per la tranquillità di tutti. Prima nella discussione mi è venuta una battuta così, non credo sia per andare nel campo del legale o di altri aspetti, a volte una cosa detta così rende l'idea di quello che viene espresso in commissione, dove si dice che qualcuno era presente, ma non ha partecipato. Volevo rispondere al collega Donzel per il discorso "corso" o "corsi". Se si ritiene di maggior chiarimento, andiamo a fare una rettifica anche per qui per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio affinché si voglia comprimere la partecipazione a chi... con dei criteri seri, non per gli occhi azzurri... può partecipare al primo corso e magari ha paura di non partecipare al secondo. Va bene questa correzione che deve essere fatta in più punti, dove viene citato il corso.

Per quanto riguarda l'emendamento n. 6 di ALPE, vorrei ricordare che la struttura competente ha già fra le sue competenze funzioni di indirizzo, coordinamento, valorizzazione e controllo anche del settore delle erbe officinali e questo è espressamente citato nelle competenze, nonché la promozione in genere di attività promozionali, per cui ripetere in legge quanto già si sta facendo appare un appesantimento tecnico-legislativo. La realizzazione di forme cooperative è uno stimolo che deve nascere dalla base, ma che noi abbiamo sempre sollecitato negli ultimi anni seguendo molto da vicino i diversi produttori. Non a caso proprio nel settore abbiamo verificato, in questo momento di crescita e di maggiore sensibilità che abbiamo avuto negli ultimi anni, la nascita di associazioni, il loro rimescolamento, la fusione, perché è un settore che si trova in una fase molto dinamica. Il fatto che ci sia la legge, il fatto che già gli strumenti in possesso dei produttori siano opportunamente sensibilizzati da noi, siano già tutti in essere... credo non sia il caso di andare ad inserire questo emendamento, perché il ruolo dell'Amministrazione non è quello di sostituirsi al privato, bensì quello di essere da stimolo.

Non esistono poi strumenti specifici per la costituzione di forme associative nel settore delle erbe officinali, ma strumenti di carattere generale a cui i produttori possono fare capo facendo riferimento al nostro dipartimento, come peraltro già fanno. Si propone quindi l'accoglimento dell'emendamento n. 5 di ALPE e la correzione da "corso" in "corsi".

Presidente - Preciso che si accoglierebbe l'emendamento n. 1 del PD, che è uguale all'emendamento n. 8 del gruppo ALPE; l'emendamento n. 2, che è conseguente all'emendamento n. 1 del PD, che vuol dire trasformare la parola "corso" in "corsi"; l'emendamento n. 5 di ALPE viene accolto, mentre non viene accolto l'emendamento n. 6 di ALPE.

Pongo in votazione l'emendamento n. 1 del PD e l'emendamento n. 8 di ALPE, che sono uguali e che recitano rispettivamente:

Emendamento

La parola: "corso" è sostituita, ovunque ricorra nell'intero testo del d.1., dalla parola: "corsi", e sono adottati i conseguenti adeguamenti lessicali.

Emendamento

La parola: "corso" è sostituita, ovunque ricorra nell'intero testo del d.1., dalla parola: "corsi", e sono adottati i conseguenti adeguamenti lessicali.

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 2 del PD e l'emendamento n. 5 di ALPE, che recitano rispettivamente:

Emendamento

Alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 3 le parole: "del corso di formazione regionale" sono sostituite dalle seguenti: "dei corsi regionali di formazione".

Emendamento

All'alinea del comma 1 dell'articolo 3 dopo le parole: "struttura competente," sono inserite le seguenti: "in collaborazione con l'Institut agricole régional,".

Stesso risultato. Pongo in votazione l'emendamento n. 6 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: ", nonché di iniziative finalizzate a diffondere e incentivare la produzione di piante officinali, anche promuovendo tra gli operatori la costituzione di forme associative e cooperativistiche".

Consiglieri presenti: 32

Votanti: 29

Favorevoli: 5

Contrari: 24

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo così emendato:

Articolo 3

(Compiti)

1. Al fine di favorire lo sviluppo e la qualificazione della produzione regionale delle piante officinali, la struttura regionale competente in materia di produzioni vegetali, di seguito denominata struttura competente, in collaborazione con l'Institut agricole régional, promuove:

a) l'organizzazione dei corsi regionali di formazione di cui all'articolo 7;

b) l'organizzazione di corsi di aggiornamento e seminari per gli operatori del settore.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 5 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Louvin, Patrizia Morelli)

Il Consiglio approva.

Presidente - Articolo 4: stesso risultato. Articolo 5: stesso risultato. Articolo 6: stesso risultato. All'articolo 7 c'è l'emendamento n. 7 del gruppo ALPE, l'emendamento n. 3 del PD che, essendo stato approvato l'emendamento n. 2 di tale gruppo, lo diamo per approvato e l'emendamento n. 4 sempre del PD.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Mi pare che venire incontro a questa necessaria specificazione della tipologia dei corsi sarebbe assolutamente nella logica dell'accoglimento del pluralismo di corsi a cui si è "acceduto" poco fa con l'accoglimento degli emendamenti del Partito Democratico e del nostro emendamento. La nostra proposta recepisce una richiesta emersa durante i lavori della commissione, durante le audizioni, che è quella di distinguere un corso molto impegnativo di quasi 100 ore, parliamo di un numero di giornate lavorative di quasi 20 giornate lavorative, che ha evidentemente una funzione "robusta" di formazione per chi opera in modo più continuativo e più esclusivo vorrei dire nel settore delle piante officinali rispetto ad un approccio più morbido, che invece va incontro ad esigenze di avviamento alla conoscenza della materia per persone che a diverso titolo si inseriscono nella manipolazione di queste erbe officinali, ma senza averne un carattere strettamente lavorativo.

Vorrei segnalare in merito che l'Assessorato ha fatto un passo piuttosto ardito e anche abbastanza inusuale: da quando in qua si aprono delle pre-iscrizioni sulla base di un disegno di legge? Ai sensi degli articoli 3 e 7 del disegno di legge regionale riguardante la disciplina delle attività di coltivazione, si apre il corso di formazione: questo è il testo che figura sul sito internet della Regione Valle d'Aosta! Presidente, una piccola sottolineatura non di puro formalismo, ma è una cosa che non si è mai vista tanto più con richiesta di presentazione di documenti di identità, non è una campionatura, non è un andare a vedere quanti sono interessati. Un sondaggio di opinione va benissimo e richiamo l'attenzione del Presidente anche su un passaggio ulteriore; quello che è stato scritto in questo avviso riguarda le competenze erogabili: esercitare la professione di coltivatore di piante officinali. Ora il Presidente Rollandin sa bene che sul terreno delle professioni abbiamo un fronte di scontro enorme con lo Stato da parte delle Regioni, che hanno dovuto piegare la schiena nel 2006 con una sentenza durissima contro il Piemonte, che aveva aperto la via all'esercizio della professione nel settore bionaturale. È una sentenza chiarissima della Corte costituzionale e allora non facciamo questi autogol, Assessore; venite incontro anche a questa esigenza di graduare il livello di professionalizzazione, fate un passo indietro sul piano amministrativo e apritevi al corso anche di carattere più amatoriale in modo da non dare spazio a queste cose, perché è delicato. Non dico di più e quindi chiediamo veramente che ci sia attenzione e, se del caso, facciamo una brevissima riflessione su questo, sospendiamo due minuti il Consiglio, invito veramente su tale tematica a fare lo sforzo. Fra l'altro, a seconda dell'esito di questo approfondimento, possiamo valutare meglio la posizione di tale gruppo sull'insieme della legge. Grazie della sensibilità con la quale si vorrà pensare a questo tema.

Presidente - Cinque minuti di sospensione del Consiglio, grazie.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,57 alle ore 19,05.

Presidente - Riprendiamo i lavori, la sospensione è stata proficua, nel senso che si è convenuto, con l'accordo dell'Assessore, ad accettare l'emendamento, ma con un sub-emendamento proposto dallo stesso Assessore, un accordo con il Presidente e il relatore che prevede di eliminare il riferimento alla durata, quindi diventerebbe: "corso di tipo A, rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di coltivazione e raccolta... - eccetera - corso di tipo B, rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di prima trasformazione...". Se siete d'accordo, senza stare a distribuire il testo, al comma 1, lettera a), viene cancellato il riferimento: "di durata non superiore a venti ore", alla lettera b): "di durata superiore a novantasei ore". Si accetta il sub-emendamento dell'emendamento presentato, ovviamente concordato fra i proponenti, il Presidente, l'Assessore e il relatore. C'è ancora l'emendamento n. 4 del PD.

La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Alla luce dell'andamento positivo dei lavori rispetto ai corsi, questo era un emendamento ulteriore nell'ottica dei corsi, non è un emendamento essenziale, erano essenziale i primi tre; questo aveva la funzione di puntualizzare alcune questioni dei corsi, ma non voglio interferire con il buon lavoro svolto con i colleghi di ALPE. Pertanto se è accoglibile, è accoglibile, altrimenti non è... l'importante è che è già stato recepito il più complesso articolo dell'ALPE, il nostro era un suggerimento ulteriore, ma non è essenziale. La parte essenziale era l'emendamento n. 1, che apriva a più corsi, che è ribadito ulteriormente dall'Assessore.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Non ritengo accoglibile questo emendamento, perché va a creare un possibile vincolo nel momento in cui la partecipazione al corso è essenziale per quel che riguarda gli investimenti e l'attività. Può darsi che in futuro si presenti la necessità magari per un numero inferiore a 10 di aziende che sono determinate nell'attivare questa iniziativa di coltivazione delle erbe officinali e ci si troverebbe vincolati ad aspettare la decima per attivare il corso, diventerebbe un lacciolo in più. È evidente che l'attenzione al contenimento della spesa ci deve essere comunque.

Presidente - Do lettura per il verbale dell'emendamento n. 7 del gruppo ALPE nel testo originario:

Emendamento

L'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"Articolo 7

(Corsi di formazione regionale)

1. La struttura competente, con la collaborazione dell'Institut agricole régional, organizza i seguenti corsi di formazione:

a) corso di tipo A, di durata non superiore a venti ore, rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di coltivazione e raccolta delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivati o raccolti nel territorio regionale per la realizzazione di prodotti ad uso alimentare, erboristico, domestico, cosmetico e medicale;

b) corso di tipo B, di durata non superiore a novantasei ore, rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivati o raccolti nel territorio regionale per la realizzazione di prodotti ad uso alimentare, erboristico e domestico.

2. Nell'ambito dei corsi di formazione di cui al comma 1 possono essere riconosciuti crediti formativi, con le modalità e secondo le procedure previste dalle disposizioni regionali vigenti in materia di formazione professionale.

3. Con provvedimento del dirigente della struttura competente è nominata apposita commissione per la valutazione delle competenze conseguite a seguito della partecipazione ai corsi di formazione di cui al comma 1. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito e non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

4. Con ulteriore provvedimento del dirigente della struttura competente sono definiti i contenuti, la durata e le modalità di svolgimento dei corsi di formazione di cui al comma 1.".

Tenuto conto che l'emendamento n. 3 del PD è assodato, nel senso che è la conseguenza dei corsi di formazione..., pongo in votazione l'emendamento n. 7 nel testo emendato dal sub-emendamento, il testo riformulato recita:

Emendamento

L'articolo 7 è sostituito dal seguente:

"Articolo 7

(Corsi di formazione regionale)

1. La struttura competente, con la collaborazione dell'Institut agricole régional, organizza i seguenti corsi di formazione:

a) corso di tipo A, rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di coltivazione e raccolta delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivati o raccolti nel territorio regionale per la realizzazione di prodotti ad uso alimentare, erboristico, domestico, cosmetico e medicale;

b) corso di tipo B, rivolto ai soggetti che intendano svolgere le attività di prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali, delle loro parti e dei relativi derivati, coltivati o raccolti nel territorio regionale per la realizzazione di prodotti ad uso alimentare, erboristico e domestico.

2. Nell'ambito dei corsi di formazione di cui al comma 1 possono essere riconosciuti crediti formativi, con le modalità e secondo le procedure previste dalle disposizioni regionali vigenti in materia di formazione professionale.

3. Con provvedimento del dirigente della struttura competente è nominata apposita commissione per la valutazione delle competenze conseguite a seguito della partecipazione ai corsi di formazione di cui al comma 1. La partecipazione alla commissione è a titolo gratuito e non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

4. Con ulteriore provvedimento del dirigente della struttura competente sono definiti i contenuti, la durata e le modalità di svolgimento dei corsi di formazione di cui al comma 1.".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 3 del PD, che recita:

Emendamento

La rubrica dell'articolo 7 è sostituita dalla seguente: "Corsi regionali di formazione".

Stesso risultato.

L'emendamento n. 4 del PD viene ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Dopo il comma 1 dell'articolo 7 è inserito il seguente:

"1bis. Al fine di determinare l'attivazione di un corso devono concorrere un numero minimo di adesioni non inferiori a dieci e la copertura finanziaria di cui all'articolo 11.".

Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo emendato:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - All'articolo 8 c'è l'emendamento n. 9 del gruppo ALPE, qualcuno intende illustrarlo? Si prevede l'inserimento delle seguenti parole: "coltivazione, raccolta", non penso ci sia bisogno di illustrarlo.

La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Per quel che riguarda l'emendamento n. 9, si è voluto dire che la coltivazione è libera, quindi chi fa solo coltivazione e raccolta non è obbligato a fare il corso per accedere agli aiuti, come peraltro è specificato nel comma 3, quindi non è ritenuto necessario accogliere questo emendamento.

Presidente - L'emendamento n. 9 del gruppo ALPE è ritirato; ne do lettura per il verbale:

Emendamento

Alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 8 dopo le parole: "per lo svolgimento delle attività di" sono inserite le seguenti: "coltivazione, raccolta,".

Pongo in votazione l'articolo 8: stesso risultato.

C'è l'emendamento n. 10 di ALPE, che introduce l'articolo 8 bis.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Sarò breve, ma è una questione di peso nell'economia generale di questa legge e anch'essa recepisce una sollecitazione che è venuta in modo molto esplicito dall'associazionismo che opera in tale settore, ossia che ci sia l'istituzione di un apposito contrassegno di origine e qualità, attribuito alle piante officinali, coltivate o presenti in modo spontaneo sul territorio valdostano. Qui abbiamo un problema di marketing, di promozione del nostro prodotto valdostano in un momento in cui il marchio Valle d'Aosta deve essere valorizzato, non ci sembra una proposta che stravolga il senso e il significato della legge, ma che dà una linea di marcia piuttosto netta nel difendere la qualità e la vendibilità del nostro prodotto. D'altra parte si innesta anche sulla logica del lavoro che già sta facendo l'Assessorato sui Saveurs du Val d'Aoste e quindi sia per il prodotto, sia per i suoi derivati questo può acquistare una grande importanza, ci sembra che sia un'indicazione di principio di assoluta recepibilità.

Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Premesso che, per quel che riguarda le procedure e l'attivazione di contrassegni di qualità per un discorso di tipo commerciale e anche di identificazione delle produzioni con il territorio, noi, come si sta già facendo per molti aspetti delle nostre produzioni, si pensava di lasciare un campo aperto, nel senso che magari non si fa un contrassegno specifico solo sulle erbe officinali, ma lo si fa magari per una gamma di prodotti nel loro complesso... lasciare all'interno della legge questo obiettivo potrebbe essere accolto, purché proprio per non avere delle discordanze rispetto a quello che si era visto per il comma 1 circa il mantenimento della dicitura delle piante officinali raccolte o coltivate nel territorio valdostano, ossia per non avere confusione... però è in linea con le politiche attualmente perseguite, l'unica cosa è che qui si va nello specifico su un marchio di prodotto legato alle erbe officinali, eventualmente questo potrà essere inserito in un contesto più ampio di marchio di qualità delle produzioni del territorio... può andare bene.

Presidente - Se non ho capito male, si chiede di mantenere la dicitura "raccolte o coltivate". Sarebbe accettato l'emendamento che prevede il mantenimento del testo originale - sostituito poi dai proponenti -, ossia le parole: "raccolte o coltivate" e l'eliminazione delle parole: "presenti in modo spontaneo". Si tratta quindi di un sub-emendamento.

Do lettura per il verbale dell'emendamento n. 10 del gruppo ALPE nel testo originario:

Emendamento

Dopo l'articolo 8 è inserito il seguente:

"Art. 8 bis

(Contrassegno di origine e qualità)

1. Al fine di promuovere e valorizzare la produzione regionale di piante officinali, garantendone un elevato livello qualitativo, è istituito un apposito contrassegno di origine e qualità.

2. Il contrassegno di origine e qualità di cui al comma 1 è attribuito alle piante officinali, coltivate o presenti in modo spontaneo, raccolte sul territorio valdostano, nonché ai prodotti da queste derivati, sulla base dei requisiti e secondo le modalità stabiliti con il regolamento regionale di cui all'articolo 10.".

Pongo in votazione l'emendamento n. 10 del gruppo ALPE nel testo emendato dal sub-emendamento dell'Assessore, il testo riformulato recita:

Emendamento

Dopo l'articolo 8 è inserito il seguente:

"Art. 8 bis

(Contrassegno di origine e qualità)

1. Al fine di promuovere e valorizzare la produzione regionale di piante officinali, garantendone un elevato livello qualitativo, è istituito un apposito contrassegno di origine e qualità.

2. Il contrassegno di origine e qualità di cui al comma 1 è attribuito alle piante officinali, raccolte o coltivate sul territorio valdostano, nonché ai prodotti da queste derivati, sulla base dei requisiti e secondo le modalità stabiliti con la deliberazione di cui all'articolo 10.".

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Articolo 9: stesso risultato. All'articolo 10 c'è l'emendamento n. 11 del gruppo ALPE.

La parola al Consigliere Louvin.

Louvin (ALPE) - Grazie Presidente.

Questo è un emendamento con un carattere tecnico che affidiamo alla vostra valutazione approfondita. La proposta del Governo regionale è di procedere all'identificazione delle piante officinali ad uso alimentare e domestico, nonché quelle ad uso medicale, quindi in sostanza la redazione dei famosi elenchi che devono essere fatti attraverso lo strumento della deliberazione di Giunta. Attiriamo la vostra attenzione sul fatto che ci sono già degli elenchi a livello nazionale, ma se il livello a cui le stabilisce lo Stato è un livello di tipo regolamentare, il nostro attuare con semplice delibera potrebbe porre un problema. Non abbiamo una questione di rigidità maggiore o minore, perché il regolamento e la delibera si modificano sostanzialmente con la stessa rapidità, ma invitiamo soltanto ad un'attenzione sotto questo profilo, che non sia cedevole la nostra classificazione nel momento in cui dovesse sorgere un problema di fronte ad un tribunale, il tribunale la prima cosa che fa è la valutazione dei livelli della norma giuridica, dice: "questo è un regolamento dello Stato, questa è una delibera della Giunta". A quel punto rischiamo di trovarci... siccome siamo su un terreno molto vicino alle normative di carattere sanitario, possiamo avere qualche riflesso. Noi lo suggeriamo, lo mettiamo come una cautela nell'interesse regionale, posto che il regolamento può essere modificato con altrettanta rapidità di una semplice delibera e ha un piccolo vantaggio in più che è la massima conoscibilità, perché, essendo pubblicato sul bollettino, questo dà un vantaggio di effettiva piena conoscibilità legale da parte di tutti su un terreno come questo, che è vicino al farmaceutico, al sanitario, quindi penso sia una cautela maggiore, comunque chiediamo di riflettere.

Presidente - La parola all'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Albert Lanièce.

Lanièce A. - Grazie Presidente.

La motivazione per cui abbiamo ritenuto di non prevedere un elenco in legge è perché, confrontandoci con degli specialisti in fitoterapia del settore e vedendo anche elenchi che sono già disponibili, si è convenuto che questi elenchi, oltre ad essere predisposti all'inizio, devono essere periodicamente aggiornati, quindi è chiaro che un allegato è uno strumento della deliberazione di Giunta, sicuramente più corretto. Tengo a precisare che il prontuario terapeutico regionale viene deliberato con atto di Giunta, in quanto si tratta di farmaci importanti per i quali ci vuole un'attenzione particolare. Riteniamo quindi sia più corretto prevedere come strumento la delibera di Giunta.

Presidente - Pongo in votazione l'emendamento n. 11 del gruppo ALPE, che recita:

Emendamento

L'articolo 10 è sostituito dal seguente:

"Articolo 10

(Rinvio)

1. Il Consiglio regionale, con apposito regolamento da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad individuare e a predisporre un elenco delle piante officinali, suddivise per tipologia di utilizzo, coltivate e presenti in modo spontaneo nel territorio regionale, nonché a definire le caratteristiche, i requisiti e le modalità per la concessione del contrassegno di origine e qualità di cui all'articolo 8bis.".

Consiglieri presenti: 32

Votanti: 29

Favorevoli: 5

Contrari: 24

Astenuti: 3 (Donzel, Carmela Fontana, Rigo)

Il Consiglio non approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 8 (Bertin, Giuseppe Cerise, Chatrian, Donzel, Carmela Fontana, Louvin, Patrizia Morelli, Rigo)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 11 c'è l'emendamento presentato dagli Assessori Isabellon e Albert Lanièce, che recita:

Emendamento

L'articolo 11 è sostituito dal seguente:

"Articolo 11

(Disposizioni finanziarie)

1. L'onere complessivo derivante dall'applicazione dell'articolo 3 è determinato in annui euro 40.000 a decorrere dall'anno 2011.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio di previsione della Regione per il triennio 2011/2013 nell'unità previsionale di base 1.11.8.11 (Interventi di formazione professionale a valere sul fondo per le politiche del lavoro).

3. Al finanziamento dell'onere di cui al comma 1 si provvede con riferimento al bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2011/2013 mediante l'utilizzo per pari importi degli stanziamenti iscritti nell'unità previsionale di base 1.16.2.10 (Fondo globale di parte corrente) a valere sullo specifico accantonamento previsto al punto C.1. dell'allegato 2/A al bilancio stesso.

4. Per l'applicazione della presente legge la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio, le occorrenti variazioni di bilancio.".

Pongo in votazione l'articolo 11 comprensivo dell'emendamento, che è sostitutivo:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - La parola al Consigliere Louvin, per dichiarazione di voto.

Louvin (ALPE) - Sì, Presidente, intervengo solo per una brevissima mozione d'ordine, perché, sulla base del lavoro che è stato fatto in aula - noi avremmo auspicato che venisse fatto in commissione -, c'è stata una sensibile modifica del testo della legge, chiederemmo, come forze di opposizione effettiva di questo Consiglio, di avere due minuti soltanto di sospensione per poterci concertare in ordine alla votazione finale. Grazie.

Presidente - Due minuti di sospensione del Consiglio, grazie.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,24 alle ore 19,29.

Presidente - Riprendiamo i lavori.

La parola al Consigliere Giuseppe Cerise, per dichiarazione di voto.

Cerise G. (ALPE) - Grazie Presidente. Avremmo senz'altro auspicato un'apertura maggiore su tutta una serie di emendamenti che avevamo presentato, alcuni abbastanza formali. Dobbiamo comunque anche esprimere un apprezzamento per una certa apertura che c'è stata, dunque il nostro voto, pur con tutta una serie di riserve, sarà un voto favorevole, anche perché il coinvolgimento dello IAR che auspicavamo fortemente, il discorso dei corsi, il marchio che può qualificare il prodotto che poi sarà definito con metodi e tempi che questo richiede... dobbiamo dire che qualcosa è stato recepito e ci può far piacere, anche se avremmo preferito qualcosa di più. Volevo solo approfittare dell'occasione all'Assessore per dire - e non è sicuramente con spirito polemico - che non ho citato quanto detto dal dottor Adamo in commissione, l'ho sentito molto bene quanto ha detto lei, che ha confermato poi alcune cose che sono state dette dal dottor Adamo, ma per una semplice ragione: che quello l'ho sentito in commissione, non era registrato, perché il discorso era interno, non c'era l'audizione di esterni, invece ho citato senza timore quanto scritto nero su bianco che è stato detto dal Direttore dell'Institut. Solo per questa ragione non ho citato la parte espressa dal dottor Adamo e con questo riconfermo il nostro sostegno a tale legge.

Ci è parso di capire che c'era un'urgenza per una serie di ragioni, la fretta non produce mai delle cose estremamente positive, però faccio riferimento al passaggio che ha fatto il relatore nella sua relazione che avevo definito l'edulcorazione di una tisana amara, che comunque lascia una porta aperta a ripensare tale cosa: prima questo avviene e noi daremo il nostro contributo fattivo.

Presidente - La parola al Consigliere Donzel.

Donzel (PD) - Egregio Presidente, cari colleghi, nonostante l'amarezza che avevamo espresso all'inizio di questo dibattito, abbiamo apprezzato che c'è stata la capacità di capire che le sollecitazioni che venivano da noi avevano un fondamento condivisibile e naturalmente, data la natura del testo, che si presta ad essere aperto, quindi ci saranno delle delibere di Giunta che chiariranno meglio alcuni aspetti. Speriamo che lo stesso Assessore abbia modo di comunicare alla commissione competente quali saranno gli iter di questi corsi che abbiamo così tanto auspicato e ci sia tale filo diretto con la commissione, visto che si è scelta la strada del testo aperto e ci sia la possibilità quindi di condividere questo percorso, perché l'obiettivo è comune. Da parte del Partito Democratico quindi arriva un voto positivo a tale disegno di legge, che è arrivato oggi in aula nonostante qualche approfondimento maggiore avrebbe reso più sereno il dibattito in aula. Grazie.

Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.

Rollandin (UV) - Grazie Presidente.

Credo che a conclusione di questo dibattito sia giusto sottolineare due aspetti: c'è stato un iter molto lungo di questa legge, in commissione diversi Consiglieri hanno fatto delle osservazioni, hanno presentato degli emendamenti che in un primo momento erano stati sottovalutati o valutati in un modo tale che poteva configurarsi una situazione diversa. Poteva portare ad una ridiscussione in commissione, come richiesto? Poteva essere una via. Ci è sembrato, tenuto conto della disponibilità che si era ottenuta e ringrazio l'intervento del collega Prola che ha messo i puntini sulle "i" in un discorso di rapporto fra Institut agricole e Regione, che non è solo buono, ma ottimo, nel senso che noi stiamo facendo tutta una serie di interventi per l'Institut agricole. Non esiste nessun istituto di ricerca al mondo che avrà quello che ha l'Institut agricole, figurarsi se vogliamo tagliar fuori l'Institut agricole! Se c'è stato un disguido fra qualche funzionario, non vorremmo pagarne pegno, lo diciamo in modo molto chiaro, altrimenti rischiamo di creare un qualche dissapore fra quello che non c'è.

Voglio sottolineare questo aspetto con tutto il rispetto per quelli che sono intervenuti nella discussione. Detto questo, credo sia il risultato che premi una discussione aperta, serena, anche con uno scambio di vedute che ritengo abbia permesso di evidenziare le motivazioni degli uni e degli altri. Con questo penso che il risultato sia quello di avere oggi una legge che va nella direzione da tutti auspicata da tempo, quindi l'augurio è che ci sia a fronte di questo impegno che ha visto in prima persona impegnati gli Assessori Isabellon e Lanièce, ma alla quale tutti hanno collaborato, perché devo dire che l'attenzione a questo è dimostrata anche dal sostegno di diverse associazioni che hanno sensibilizzato su tale punto da tempo, quindi tutti sono un po' coinvolti, ho trovato molta gente che era più coinvolta di quanto pensassi, che si aspetta una regolamentazione proprio su questo settore. In poche parole vorrei dare merito a chi ha lavorato e ha avuto iniziative che sono oggi ricomprese in una ricomposizione, che credo alla fine sia una buona ricomposizione in una legge che possa dare, come tutti auspichiamo, dei risultati che saranno quelli di valorizzare anche i nostri terreni, che non sono adatti a delle produzioni di alto livello o di altra natura attraverso la produzione di piante officinali, con i corsi adatti e con le promozioni dovute con un marchio che sicuramente farà bene a tutti.

Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 32

Il Consiglio approva all'unanimità.