Objet du Conseil n. 929 du 16 décembre 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 929/XIII - Interpellanza: "Lavori di costruzione del Centro di ricerca naturalistica della zona umida del Marais nel Comune di Morgex".
Interpellanza
Richiamata la delibera di Giunta n. 3210 del 20 novembre 2009, con la quale viene aggiornato il quadro economico per l'allestimento del Centro di ricerca situato nella zona umida del Marais, per un importo complessivo di 661 mila euro;
Verificato che la struttura che sarà destinata a Centro di ricerca è stata ultimata nel mese di ottobre del 2009, dopo più di tre anni di lavori, e che devono ancora essere effettuati i collaudi per gli impianti tecnologici;
Atteso che l'aggiornamento del quadro economico per l'allestimento degli interni si è reso necessario in quanto il progetto esecutivo inerente tale argomento risale al 2005 e che i costi delle attrezzature e della manodopera sono pertanto aumentati;
Considerato che la riqualificazione dell'area protetta nella zona umida del Marais a Morgex è in corso ormai da 10 anni e ha comportato l'utilizzo di ingenti risorse economiche, pari a oltre 3 milioni di euro, solo per ciò che riguarda il primo lotto di lavori, oltre l'acquisto di un immobile, in seguito ritenuto non idoneo;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per sapere:
1) per quale data il Centro di ricerca sarà definitivamente messo in funzione;
2) se i lavori per la costruzione del Centro di ricerca hanno subito dei ritardi e, in caso di risposta affermativa, quali sono stati i motivi;
3) qual è l'importo totale finora sostenuto per la costruzione del Centro di ricerca;
4) quali sono gli intendimenti dell'Assessorato in merito alle modalità con cui verrà affidata la gestione del Centro di ricerca e se l'Assessorato ha già predisposto un piano operativo per l'utilizzo di tale struttura.
F.to: Zucchi - Lattanzi
Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Assessore, dopo tanto peregrinare fra le varie località della Valle d'Aosta, siamo tornati di nuovo al punto di partenza, di nuovo facciamo un altro giro dalle parti della Valdigne, siamo di nuovo nel Marais di Morgex, questa volta non occupandoci dell'immobile che è stato oggetto delle mie iniziative in particolare, che hanno attirato la mia attenzione, ma ci innestiamo in un quadro più generale.
Si tratta della zona definita "umida" del Marais, perché il Marais, in quanto palude - qualcuno può ironizzare -, comunque la zona paludosa del Marais, zona in cui le Giunte che si sono succedute nel tempo hanno posto la loro attenzione... perché ormai si parla da una decina di anni dell'attenzione nei confronti di quest'area che ha visto investire diversi milioni di euro, e una delle domande è quella di capire fra i vari rivoli di spesa a quanto ammonta ad oggi tutto quello che è stato speso dalle varie amministrazioni che si sono succedute per questo tipo di progetto, e di capire se anche in questo caso dobbiamo aspettarci l'ennesima incompiuta o dei tempi biblici per arrivare al compimento di un progetto che riteniamo in 10 anni possa essere eseguito, per cui non vorremmo che, anche in questo caso, si annoverasse questo ennesimo episodio nel contesto generale delle opere bibliche che questa Regione non riesce a portare a termine.
Il senso di questa interpellanza è quello di capire quali sono le situazioni allo stato dell'arte, quanti soldi sono stati spesi, soprattutto ci interessa sapere se e in quale misura questa opera verrà conclusa, come verrà conclusa; se ci vuole dire l'Assessore quali sono stati i motivi di tutti questi ritardi lo ringrazieremo, ma ci interessa soprattutto sapere quando quest'opera avrà il taglio del nastro, con quali obiettivi e con quali modalità di gestione - se sono già state pensate - si ritiene che possano avvenire.
La ringraziamo per la sua risposta.
Presidente - La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.
Isabellon (UV) - Grazie, Presidente. Nel peregrinare a volte si finisce nelle zone umide, l'importante è che non siano sabbie mobili, altrimenti è più rischioso!
In ogni caso per quello che è del Centro, risponderò ai quesiti proposti: "per quale data il Centro di ricerca sarà definitivamente messo in funzione"... qui, già è stata citata nelle premesse la deliberazione n. 3210 in data 20 novembre 2009, ha aggiornato il quadro economico del progetto relativo agli allestimenti e arredi del Centro. La Regione, nel 2005, ha deciso di procedere con l'appalto delle opere edili ed impiantistiche rinviando ad una fase successiva l'appalto per gli arredi, in quanto - trattandosi in gran parte di allestimenti tecnici e tecnologici - la fornitura potrà ora avvenire secondo le migliori e più aggiornate tecnologie presenti sul mercato. Gli uffici competenti hanno già provveduto alla predisposizione del provvedimento dirigenziale per l'indizione della gara di appalto per l'approvazione del relativo bando, disciplinare di gara e capitolato. Il bando sarà pubblicato entro l'anno, quindi a brevissimo, sugli organi di comunicazione ufficiali. Trattandosi di un appalto sopra soglia comunitaria si può ipotizzare l'aggiudicazione della gara entro i primi sei mesi del 2010. Per la realizzazione dei lavori saranno necessari 210 giorni naturali consecutivi, per cui si può ragionevolmente presumere che gli stessi saranno terminati entro i primi mesi del 2011... questa è la tempistica.
In merito al secondo punto: "se i lavori per la costruzione del Centro di ricerca hanno subito dei ritardi e, in caso di risposta affermativa, quali sono stati i motivi", si può riferire quanto segue. I lavori non hanno subito sostanziali ritardi rispetto a quanto previsto in progetto, ad eccezione di alcune proroghe concesse a seguito dell'approvazione di perizie di variante, volte ad introdurre migliorie e delle necessarie sospensioni lavori nel periodo invernale. Il progetto esecutivo del Centro di ricerca è stato approvato con deliberazione n. 2978/2005, è stato poi esperito l'appalto per i lavori di costruzione che sono stati aggiudicati con provvedimento dirigenziale n. 1582 del 6 aprile 2006. I lavori sono stati avviati nel mese di luglio 2006 e ultimati ad ottobre 2009. Nei prossimi mesi, invece, saranno ultimati i collaudi per la parte impiantistica e il collaudo tecnico-amministrativo.
"Qual è l'importo totale finora sostenuto per la costruzione del Centro di ricerca"... anche qui, fornisco dei dati. Si elencano i costi sostenuti che sono i seguenti (poi posso fare copia, non è un problema): appalto per i lavori edili, impianti e strutture 1.878.671,86 euro; una perizia 88.746,37 euro; la direzione lavori 207.000 euro; appalto arredi 661.500 euro, per un totale di 2.835.918 euro. Ai costi sopraccitati vanno aggiunti gli oneri relativi alle varie fasi della progettazione, comprese nell'incarico complessivo per la progettazione di tutte le opere di riqualificazione naturalistica e turistica della zona del Marais, affidato con deliberazione n. 4092 in data 4 novembre 2002 per 641.100 euro.
In merito all'ultimo quesito: "quali sono gli intendimenti dell'Assessorato in merito alle modalità con cui verrà affidata la gestione del Centro di ricerca e se l'Assessorato ha già predisposto un piano operativo"... già negli anni scorsi, quando è stata avviata la progettazione e poi la realizzazione del Centro in questione, l'Amministrazione regionale ne aveva ipotizzato l'affido al Museo regionale di scienze naturali di Saint-Pierre. L'ipotesi era basata su alcune considerazioni di fondo: in primo luogo, la necessità di evitare la creazione di ulteriori enti dipendenti dalla Regione, per i motivi che ben sappiamo; in secondo luogo, la presenza sul territorio dell'ente Museo regionale di scienze naturali e la valutazione delle competenze attribuitegli con legge istitutiva, nonché le attuali condizioni in cui opera. L'attuale sede del museo, sita presso il Castello di Saint-Pierre, malgrado sia oggi interessata da consistenti interventi di restauro e risanamento conservativo, non permette, per mancanza di spazio, l'espletamento di tutta una serie di attività specifiche di un museo, quali: la conservazione delle collezioni, le sale di consultazione, le aule didattiche e spazi da destinare a laboratori per la ricerca naturalistica. Si è quindi ipotizzato un uso prettamente espositivo per il Castello di Saint-Pierre, con un rinnovato allestimento ed un'apertura annuale per la fruizione turistica, mentre nel Centro del Marais potranno essere sviluppate le attività sopraindicate. Il piano operativo per l'utilizzo della struttura sarà quindi predisposto il prossimo anno di intesa con l'ente Museo.
Qui aggiungo ancora che è previsto un coinvolgimento dell'Università della Valle d'Aosta per quello che può essere di competenza, nel momento in cui le attività fin qui illustrate possono rientrare nei programmi delle attività dell'università stessa. Questo potrebbe essere un ulteriore filone da approfondire per quello che è l'utilizzo razionale e ottimale di quanto è stato previsto.
Presidente - La parola al Consigliere Zucchi.
Zucchi (PdL) - Sentendo le cifre e le risposte dell'Assessore, soprattutto relativamente al punto 4, cioè all'utilizzo, credo che a noi - come ad altri cittadini - interessi sapere cosa se ne fanno di queste strutture.
Mi riallaccio alla deliberazione precedente, quando l'Assessore Marguerettaz mi parlava di coperta corta, diceva: bisogna vedere dove andare a prendere questi soldi. Qui stiamo parlando di - mal contati - 3.500.000 euro che sono già stati spesi per questo tipo di struttura, altri ne verranno spesi... con quale risultato atteso? qual è il rendimento che si intende raggiungere con questi investimenti, di cui la Valle d'Aosta è già abbastanza fornita? Penso a Cogne, alle fondazioni, ai vari musei, che non è che - con tutto il rispetto - brillino di affluenze turistiche a iosa e che motivino la costruzione di questi tipi di strutture. In parte possiamo anche capire che le cose possano anche essere fatte, ma in un contesto di bilancio, come è stato definito, di coperta corta - questo è il discorso politico che ci permettiamo di fare -; dobbiamo fare delle scelte, dobbiamo capire come destinare queste risorse, perché 3.000.000 di qua, 4.000.000 di là, 10.000.000 di su e di giù, fanno centinaia di milioni che vengono spesi sul territorio con dei risultati che non è che ci paiono più di tanto edificanti e forieri di ritorno economico.
Diciamo allora che mettiamo un altro capitolo in questo settore degli impianti museali onerosissimi, oltretutto molto lunghi da eseguire, che noi ci permettiamo di vedere con dubbio e sospetto, visti i precedenti, perché non vorremmo che questa politica - viste le ristrettezze e le difficoltà di bilancio - proseguisse in ogni caso a perseverare in quelle che sono state delle politiche possibili forse in altri tempi, ma che oggi non sono più giustificabili. Se dobbiamo fare delle scelte, è da queste scelte che dobbiamo cominciare a fare dei ragionamenti se operare o meno dei tagli, perché dovremo forse destinare delle risorse di cui disponiamo in un modo diverso, calcolando come fa una famiglia con un'azienda - anche se noi abbiamo anche degli altri compiti e non possiamo ragionare come un'azienda -, ma sotto certi aspetti dovremo anche ragionare su come mettiamo questi soldi. A parte l'impegno sociale che va garantito senza ombra di dubbio, sugli altri tipi di interventi in cui non ci sono queste valenze di carattere sociale, dovremo cominciare a vedere se "il gioco vale la candela", perché altri 3.500.000 per una struttura che mi limito a dire "ai posteri l'ardua sentenza", ma lo vedremo nel 2011, forse, se avrà la luce questo tipo di struttura, se poi ci saranno i risultati attesi o se ci sarà di nuovo una situazione tale, quella dei musei tipo Cogne, che sono costati milioni e milioni di euro che non hanno avuto nel riscontro collettivo un risultato...
Allora, su questi temi vorrei che si dedicasse tutto il Consiglio, si parte da un discorso del genere che può essere anche considerato minimale, ma è attraverso l'utilizzo di queste risorse che poi si creano delle diverse politiche di scelte di utilizzo di queste risorse, perché 3.500.000 per la costruzione di un'altra cosa come quella che ci è stata detta dall'Assessore ci sembra non motivata rispetto ai tempi che stiamo vivendo.
