Objet du Conseil n. 767 du 7 octobre 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 767/XIII - Interpellanza: "Predisposizione di una bozza di documento di programmazione in materia di servizio civile in Valle d'Aosta".
Interpellanza
Ribadita l'importanza dell'impegno volontario dei giovani nelle attività riconosciute dal servizio civile;
Preso atto che il Documento di programmazione triennale previsto dalla legge regionale 16 dicembre 2007, n. 30 "Disposizioni in materia di servizio civile in Valle d'Aosta" non è ancora stato posto all'attenzione della competente commissione;
Ricordato che, nell'adunanza consiliare dell'11 febbraio 2009 il Presidente della Regione, nel dare conto dello stato dell'arte, assicurava l'impegno "de gagner dans le plus bref délai le temps qui malheureusement est écoulé";
Evidenziato che si deve raggiungere l'obiettivo di arrivare il prossimo anno a preparare anche il bando regionale da affiancare a quello nazionale;
Sottolineato che la stesura prima e l'approvazione poi del Documento di programmazione sono momenti importanti, così come la successiva gestione del programma operativo annuale;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per conoscere:
1) le ragioni di tale ritardo e quali azioni intende mettere in atto affinché sia preparata, in tempi brevi, una bozza di Documento di programmazione da avviare all'osservazione dei soggetti da coinvolgere;
2) se sia già stata ipotizzata la successiva fase operativa concernente l'indizione dei bandi, l'informazione e la promozione, la raccolta delle domande, il monitoraggio dei progetti e le altre attività inerenti all'attuazione del programma operativo annuale.
F.to: Rigo - Donzel
Président - La parole au Conseiller Rigo.
Rigo (PD) - Grazie, Presidente. La Regione, o meglio ancora le sue componenti più attente a una comunità solidale, al di là delle apparenze e dei ritardi, crede - ne sono convinto - nel sostegno allo sviluppo del servizio civile volontario, un istituto che si è imposto negli ultimi anni nonostante difficoltà di ogni tipo, a partire da quelle finanziarie, e si è dimostrato anche uno strumento importante di crescita di cittadinanza, di quella che si chiama esercizio di democrazia. Questa realtà, secondo noi, deve poter continuare a svilupparsi, anzi a radicarsi nel mondo giovanile come forma di educazione al civismo, alla solidarietà, alla partecipazione, alla costruzione di quello che si dice bene comune. Non dobbiamo e non possiamo infatti trascurare come una parte crescente di giovani rivolga il suo impegno organizzato nel volontariato e nelle associazioni, vivendo la cittadinanza come un bene pubblico, da cui nascono poi le reti, che garantiscono quella coesione sociale indispensabile ad una comunità. Credo siano stati questi i presupposti alla base della legge regionale in materia, lo ricordo, originale ed innovativa; per questo chiediamo conto dei ritardi nella sua applicazione, nell'avvio di un servizio civile volontario regionale come opportunità per i giovani e come scommessa anche per il loro talento, per la loro creatività. Abbiamo bisogno, oggi più di ieri, del documento di programmazione regionale previsto dalla legge n. 30 del 16 novembre 2007, anche per contrastare nei contenuti un'iniziativa assunta dal Consiglio dei ministri poche settimane or sono, il 3 settembre scorso: quella cioè di uno schema di disegno di legge in materia di servizio civile nazionale disegnato con un'ottica di forte centralismo e di tagli anche ai livelli già minimi di spesa. Al testo ha già espresso la sua contrarietà l'Assessore alle politiche sociali del Veneto e responsabile della Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni Stefano Valdegamberi: "la votazione spetta al nostro Presidente in Conferenza Stato-Regioni, ma se il disegno di legge mantiene quel taglio di riaccentramento che abbiamo riscontrato fin dal momento della sua presentazione, il nostro parere non potrà essere favorevole. Nel momento in cui si parla tanto di federalismo, mi pare che questo riaccentramento sia alquanto irrispettoso delle competenze regionali. I progetti e la valutazione degli stessi ad esempio dovrebbero restare sotto la nostra supervisione. Questo strumento così importante nella costruzione dell'identità e per l'educazione dei giovani non dovrebbe calare dall'alto lasciando le Regioni spettatrici." Vorrei sapere dal Presidente se la Conferenza Stato-Regioni ha avuto modo di approvare questo disegno di legge in materia. Ecco perché dovremmo accelerare l'operatività della nostra legge regionale, fare in fretta perché le incertezze sui finanziamenti nazionali incombono anche per i fondi di quest'anno. Infatti i posti nazionali messi a bando sono 25, le domande presentate 28-29, un discreto successo, nonostante un'incerta promozione e informazione; ma l'incertezza è stata determinata proprio dai tagli ai fondi messi a disposizione. Se fosse già operativa la legge regionale, i bandi finanziati e quindi i soggetti disponibili si potrebbero orientare sul servizio civile regionale.
Ritornando alla nostra interpellanza, occorre recuperare il tempo perso e trovare una soluzione che sappia superare le difficoltà organizzative e burocratiche incontrate fino ad oggi, ma occorre pensare anche al futuro, che è già domani mattina: in questo senso perché non immaginare e poi definire una struttura agile, snella, capace di organizzare tutte quelle operazioni e quelle iniziative previste dal programma operativo approvato annualmente dalla Giunta regionale? Attività organizzative e gestionali che sono necessarie per l'informazione, la promozione dei bandi, la raccolta degli stessi, il monitoraggio, ovviamente rimanendo in capo alla Giunta regionale, come dice la legge, la valutazione e l'approvazione dei progetti. Una gestione anche esterna che sappia dialogare direttamente con il mondo del volontariato, del terzo settore, anche utilizzando la specifica legge regionale sul volontariato, che in particolare sappia costruire con le associazioni che dovranno ricevere questi bandi e questi giovani e con la scuola una qualificata campagna di informazione e promozione. Con questo non voglio dire che le strutture pubbliche non siano efficienti e capaci, ma su temi di particolare impatto sul mondo del volontariato credo che la sussidiarietà, tante volte evocata in quest'aula, sia a mio parere la strada più opportuna. Questa in breve sintesi la ragione dell'interpellanza: pensare da subito, anche se non abbiamo il documento triennale, all'operatività della programmazione in tale settore. Grazie.
Presidente - La parola al Presidente della Regione, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Il tema che viene evocato e su cui si chiedono chiarimenti è di grande impatto e di grande rilievo. Credo che correttamente sia stato ricordato il dibattito che si è riaperto a livello nazionale su un tema che ha portato alla predisposizione di questo disegno di legge, che delega al Governo fra l'altro di attivare una serie di meccanismi che portano ad avere un'area di forte interpretazione centralistica delle competenze. Evidentemente su questo c'è già un dibattito aperto, ma anche all'interno della maggioranza governativa ci sono degli aspetti che hanno evidenziato una contraddittorietà in questo documento nel coinvolgimento delle Regioni. Credo che su questo tema - rispondo subito a questa sollecitazione che non era... ma che è strettamente collegata - non ci sia ancora stato un pronunciamento, perché si aspetta l'incontro... le Regioni non hanno più partecipato ad ulteriori incontri, né hanno preso posizione tenuto conto che si aspetta l'incontro con il Presidente del Consiglio dei ministri per chiarire le posizioni nei confronti di una serie di finanziamenti che rischiano di avere delle decurtazioni in funzione di altre collocazioni nel merito.
Venendo alla risposta puntuale sulle due domande degli interpellanti, sul primo quesito, il 24 marzo 2009 si è tenuta la riunione di insediamento della Consulta regionale per il servizio civile prevista dalla richiamata legge n. 30/2007. A seguito dell'insediamento, ci sono state alcune riunioni di un gruppo di lavoro informale composto da alcuni componenti della consulta stessa, al fine di approfondire le tematiche emerse in relazione al documento di programmazione in materia di servizio civile regionale, che è la base su cui lavorare.
Il Servizio per la mobilità geografica e servizio civile volontario, incardinato nel Dipartimento politiche del lavoro e della formazione, non è riuscito in questo lasso di tempo a presentare una bozza di documento di programmazione che trovasse la condivisione dei membri della Consulta. Tralascio alcune osservazioni nel merito, perché il chiarimento dovrà essere fatto in brevissimo tempo sulle modalità con cui è stato gestito questo tipo di percorso, perché evidentemente non è immaginabile che non si trovi una via d'uscita su un tema così delicato. Adesso con il responsabile stiamo vedendo come by-passare alcune difficoltà.
I tempi diventano ora piuttosto stringenti per arrivare a rispettare gli obiettivi indicati, che condividiamo completamente, di arrivare a presentare per il 2010 il bando per il servizio civile regionale da affiancare a quello nazionale, anche considerando che il servizio civile nazionale vive questo periodo di grande incertezza in relazione alla modifica della legge n. 64. Fra l'altro, sempre in queste modifiche, ci sono una serie di punti che vanno ad incidere direttamente su quello che sarà il servizio a cui noi ci affidiamo, ossia abbiamo in base alla legge regionale la possibilità di decidere come allocare, ma alcune regole sono fissate e proprio questi sono alcuni dei punti: ad esempio, l'orario di lavoro minimo, lo stato giuridico dei volontari, temi che sono oggetto di dibattito a livello regionale e che incidono sul rapporto che deve instaurarsi, su questo credo ci sarà un dibattito aperto. Al fine di arrivare in tempi brevi alla predisposizione del documento di programmazione e poi al documento operativo per il 2010, si procederà all'affidamento di un incarico esterno per il momento, rivolgendosi all'esperto che aveva già contribuito agli studi preparatori e alla redazione della legge n. 30/2007, che credo sia noto per aver fatto un buon lavoro, come è stato ricordato, la legge n. 30 è una legge di tutto rispetto, perché ha dei principi innovativi in cui ci riconosciamo e che credo vadano mantenuti.
Quanto al secondo quesito, le fasi operative riferite all'indizione dei bandi e successiva attività di selezione, valutazione e monitoraggio dei progetti così come le azioni di formazione e informazione dovranno essere definite, come previsto dall'articolo 7 della legge n. 30, proprio nel documento di programmazione triennale e poi dettagliate nel documento operativo annuale. Stiamo cercando di recuperare i tempi, ma qui ci sono stati per queste riunioni infruttifere dei ritardi che cerchiamo di colmare con tale provvedimento. Risottolineo che, per quanto ci riguarda, l'atteggiamento regionale rimarrà quello di grande prudenza nell'esaminare modifiche alla legge n. 64 che non vadano nella direzione di entrare in aspetti più puntuali di organizzazione, ma nelle determinazioni di fondo rimarrà chiara la posizione delle Regioni a cui faceva riferimento il collega Rigo. Grazie.
Président - La parole au Conseiller Rigo.
Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Prendiamo atto delle informazioni date dal Presidente Rollandin. Innanzitutto mi fa piacere che il Presidente condivida le preoccupazioni espresse dal collega della Giunta del Veneto sul testo di riforma della legge sul volontariato presentata dal Governo. Preoccupazioni di un centralismo e di un abbandono di quelle che potrebbero essere le possibilità per le Regioni di organizzarsi in maniera autonoma su un servizio che è prettamente regionale. Siamo d'accordo che occorra lavorare, in tempi brevi, per la preparazione del documento di programmazione, abbiamo sentito di questa possibilità dell'incarico esterno, di questo affido di un incarico esterno per la stesura del documento. Speriamo che nella preparazione e nella definizione del documento ci siano già indicate le fasi per quanto riguarda la pratica attuazione del piano operativo annuale, perché non vorrei che poi si perdesse ulteriore tempo nel mettere in moto una macchina che dovrebbe essere invece agile e snella. Grazie.
