Objet du Conseil n. 497 du 15 avril 2009 - Resoconto
OGGETTO N. 497/XIII - Interpellanza: "Intendimenti in merito all'attuazione della legge regionale n. 16/2008, recante disposizioni in materia di telelavoro".
Interpellanza
Ricordato che con legge regionale n. 16 del 18 aprile 2008 "Disposizioni in materia di telelavoro" è stata disciplinata la materia del lavoro a distanza;
Ricordato che con il testo concordato per la definizione dei quadrienni normativi 2002/2005 - 2006/2009 e dei bienni economici 2006/2007 - 2008/2009 per il personale appartenente alle categorie di tutti gli enti del comparto unico della Valle d'Aosta, sottoscritto in data 21 maggio 2008, all'articolo 39, le parti si sono impegnati a "disciplinare l'utilizzo del telelavoro" entro la vigenza del contratto stesso (2009);
Ricordato che il "Programma comune per la XIIIa legislatura" presentato nel corso della seduta del Consiglio regionale del 1 luglio 2008, tra le priorità inserite nel capitolo dedicato ai "Costi della politica e razionalizzazione dell'amministrazione" al punto 6 viene affermata la volontà di dare "attuazione alla legge regionale sul telelavoro";
Ricordato che in data 10 novembre 2008 è stata inviata all'ARRS la direttiva per la formalizzazione dei rapporti sindacali all'avvio preventivi della sperimentazione, ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale sul telelavoro;
Ricordato che con deliberazione della Giunta regionale n. 3302 del 21 novembre 2008 sono state definite le risorse finanziarie per l'applicazione della legge regionale n.16/2008;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
il Presidente della Regione per conoscere se intenda mettere in atto azioni per giungere al più presto alla sperimentazione del telelavoro.
F.to: Rigo - Donzel - Carmela Fontana
Président - La parole au Conseiller Rigo.
Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Negli ultimi anni la pubblica amministrazione nel suo complesso sta faticosamente cercando di cambiare sia internamente, con la ridefinizione del suo assetto organizzativo, lo abbiamo visto anche nella nostra amministrazione, sia dal punto di vista esterno con l'erogazione di nuovi servizi ai cittadini e alle imprese, pensiamo agli sportelli. L'obiettivo dei più recenti provvedimenti normativi è stato quello di snellire e semplificare l'attività amministrativa, le leggi di riforma (purtroppo non interamente attuate) disegnano sulla carta molte volte una pubblica amministrazione flessibile e pronta ai cambiamenti. Sotto il profilo tecnico la principale fattispecie di lavoro flessibile è il telelavoro, che viene svolto non dall'ufficio tradizionale ma a distanza, delocalizzazione si dice, con il supporto delle tecnologie informatiche.
L'ordinamento italiano è regolamentato dall'articolo 4 della legge 191/1998, nota con il nome di Bassanini ter. In questo articolo si autorizza nella pubblica amministrazione l'impiego del telelavoro con lo scopo di razionalizzare l'organizzazione del lavoro e realizzare economie di gestione, con impiego flessibile delle risorse umane; l'anno successivo, 1999, il DPR 70 ne ha regolamentato la disciplina e ne ha attuato la delegificazione. Sono trascorsi dieci anni ma, come è stato richiamato nel recente convegno svoltosi a palazzo regionale il 4 dicembre scorso, il telelavoro è stata ed è ancora una grande speranza incompiuta; forse era troppo presto. Oggi internet, la banda larga, le connessioni sempre e ovunque con una pluralità di strumenti, rende questa prospettiva forse più attuale.
Parlare di innovazione è parlare di futuro, oggi più che mai in una emergenza difficile da decifrare, i cui esiti sono ancora incerti. Futuro significa pensare a una trasformazione sociale profonda, creare le premesse per una nuova classe di dirigenti e di funzionari, riconoscere che esigenze ed aspirazioni stanno cambiando più velocemente di quello che la politica è al momento in grado di governare, e la rete è ormai l'ambiente nel quale si creano alternative culturali, un ambiente nel quale è fondamentale dare vita a nuovi modelli non solo culturali, ma anche di produzione, di ricerca e perfino di amministrazione come nel nostro caso, modelli che sono più vicini e familiari di quanto si pensi.
Il telelavoro ha un impatto su ambiente ed energia, su mobilità e sanità, sugli orari della vita quotidiana delle persone e sulla qualità della vita. Questo, senza diminuire la produttività, come ci è stato detto a quel convegno richiamato prima. Pensare politicamente a una grande rivoluzione in questo senso è un segno che ha ampi elementi di concretezza. Tuttavia attorno a noi percepiamo segnali di una società che stenta ad accogliere questi modelli innovativi. Ecco il senso dell'interpellanza, che è quello di riportare in Consiglio regionale una materia recentemente regolamentata con la legge regionale 18/2008 - e i passi li abbiamo elencati nell'interpellanza - e che sta attendendo di passare alla fase sperimentale.
Il progetto regionale sul telelavoro vuole essere una risposta positiva per favorire la parità uomo donna. Sostenendo una politica di conciliazione, vuole essere promozione di tecnologie innovative per ridurre la domanda di mobilità, vuole essere strumento per dare risposte positive e propositive alle domande provenienti dal mondo della disabilità, favorendone l'inserimento nella realtà lavorativa.
Nel convegno prima ricordato è stato affermato che il telelavoro pone l'accento su diverse questioni. Leggo dalla rivista "Obiettivo lavoro news", che ne ha commentato i lavori stessi, che non sono infatti in gioco i soli fattori tecnologici, ormai superati ampiamente, ma anche organizzativi e culturali che organizzazioni e lavoratori devono affrontare. Sono infatti in gioco aspetti di più ampio respiro, e attendo quindi la risposta del Governo regionale per capire i tempi e i presupposti su cui basare inizialmente la nostra sperimentazione.
Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.
Rollandin (UV) - Grazie, Presidente. Ringrazio il collega Rigo per aver voluto ricordare nella sua illustrazione dell'interpellanza le motivazioni che sono alla base della legge regionale sul telelavoro. La norma nazionale risale ad anni fa, sembra preistoria, per fortuna nel frattempo alcuni passi avanti dal punto di vista tecnologico sono stati fatti e sono una delle premesse per attivare i meccanismi del telelavoro. Lo ringrazio perché mi dà l'occasione di riconfermare l'interesse che c'è verso questo tipo di lavoro, riconoscendo e apprezzando quello che è stato detto e condividendo in pieno tutti i vantaggi del telelavoro che anche in questa riunione, che è stata fatta a Palazzo regionale, sono stati ampiamente illustrati, però credo che la sostanza sia quella di capire dove siamo e cosa vogliamo fare. Da un lato quindi è necessario sottolineare che l'avvio della sperimentazione del telelavoro richiede quale presupposto essenziale la definizione del quadro contrattuale di regolamentazione. È necessario adeguare la disciplina economico-normativa del rapporto di lavoro alle specifiche modalità di svolgimento del telelavoro e definire le linee generali e le modalità di realizzazione della sperimentazione, nonché l'individuazione dell'apposito Comitato paritetico previsto dall'articolo 8 della legge n. 16, che ha anche il compito di supportare gli enti nella redazione e attuazione dei progetti di telelavoro e di monitorare la sperimentazione. L'Amministrazione ha posto in essere tutti gli atti di propria competenza per l'avvio e la definizione della contrattazione collettiva, come già richiamato, il 10 novembre avevamo mandato la risposta. Il 7 aprile il testo predisposto dall'ARRS sulla base della direttiva predisposta il 10 novembre 2008 è stato discusso con le organizzazioni sindacali e si è in attesa delle osservazioni dalle stesse relative al progetto che è stato proposto dall'ARRS il 7 aprile. Una volta definito il quadro normativo ed economico in cui inserire il telelavoro nella prima fase sperimentale e nella successiva messa a regime dell'istituto, l'Amministrazione avvierà la sperimentazione nei tempi e nei modi che avrà cura di rendere noto appena saranno definiti.
Nel contempo nell'ottica dell'avvio della progettazione e della sperimentazione dell'istituto del telelavoro e in attesa che sia definito il quadro in sede di contrattazione collettiva, l'Amministrazione, oltre ad aver organizzato l'incontro del 4 dicembre, sta confrontandosi con gli altri istituti ed enti che stanno attivando il telelavoro per avere la possibilità di presentare un quadro di riferimento il più ampio possibile, soprattutto per evidenziare le criticità e i punti di forza, perché, come il collega sa, il problema del telelavoro è un salto culturale, ossia devo andare nella direzione di riconoscere il soggetto che lavora e che sta in casa in montagna o dove vuole, l'importante è che lavori, non è più una questione di cartellino o di timbratura: è una questione di lavoro svolto, quindi andiamo verso un concetto che è un salto in avanti non da poco...
(interruzione del Consigliere Rigo, fuori microfono)
...esattamente, credo che in questo ordine va tenuta in considerazione una possibile fase di sperimentazione per vedere qual è il modo con cui viene da un lato regolamentato, perché questo è il punto: sappiamo che cosa significa il controllo che dobbiamo tenere nei confronti di e dall'altra parte la risposta degli interessati. Comunque è avviato un processo per pervenire alla definizione del progetto di sperimentazione che individui le specifiche mansioni telelavorabili e le modalità di attivazione dei progetti individuali nella fase di sperimentazione. Sono stati presi contatti in particolare con la Regione Piemonte per conoscere i progetti che si stanno avviando in questo settore, per vedere nell'ambito di una collaborazione normale e anche in quella che è l'Euroregione se su questo tema ci possono essere argomenti per discutere. Queste azioni sono in una fase avanzata, man mano che procederemo provvederemo ad informare i colleghi sulla possibilità di operare in tempi brevi, come credo sia nell'auspicio dell'interpellante, ripeto, condividendo tutto quello che è stato detto sui vantaggi che il telelavoro può portare, anche se è una scommessa non da poco, perché è un salto culturale importante.
Président - La parole au Conseiller Rigo.
Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente della Regione per le informazioni e per le risposte. Ringrazio gli uffici competenti per il lavoro che stanno portando avanti. Mi sembra infatti corretto e utile impegnare gli uffici, come ci ha detto il Presidente, per il tempo di attesa nella definizione del quadro contrattuale, a delineare il quadro entro cui designare le linee della sperimentazione. In questo momento gli uffici stanno lavorando per predisporre, una volta ottenuto il placet da parte delle organizzazioni sindacali e il via dell'Agenzia regionali per le Relazioni sindacali (ARRS), di essere subito pronti per capire quali sono i dipartimenti, le linee e l'operatività concreta.
