Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 480 du 1er avril 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 480/XIII - Interpellanza: "Risultati scientifici della consulenza conferita ad un esperto per monitorare la presenza del lupo nel territorio regionale".

Interpellanza

Visto l'incarico affidato (agosto 2006) a un consulente spezzino per monitorare la presenza del lupo nel nostro territorio attraverso l'emissione di ululati simili all'animale;

Vista altresì la collaborazione avviata tra la Regione Valle d'Aosta e l'Università di Sassari (maggio 2007) che, oltre a confermare l'originale metodo per attirare i lupi, estende i tempi e le modalità di monitoraggio di questa specie animale in Valle d'Aosta;

ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore delegato per sapere:

1) quali sono i risultati scientifici ai quali è pervenuto il consulente ingaggiato per ululare nei boschi della nostra regione;

2) quali sono le risultanze del rapporto collaborativo biennale instaurato con l'Università di Sassari in relazione alla presenza del lupo in Valle d'Aosta;

3) quale utilizzo è stato fatto delle risorse professionali e delle competenze interne (guardie del corpo forestale, guardiaparco, altro personale regionale, ecc.) in ausilio agli esperti ingaggiati;

4) quali conclusioni trae l'Assessorato da questi studi e quali sono i suoi intendimenti per il futuro.

F.to: Tibaldi

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Grazie, Presidente. Parlavamo stamani del Ministro Brunetta in occasione dell'impugnazione del "Brunettino" valdostano, torniamo a parlare del Ministro Brunetta, perché sulla sua scrivania giace un ampio e corposo faldone, contenente tutte le iniziative sprecone di Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, quindi gli enti territoriali d'Italia, fra i quali abbiamo scoperto esiste anche un provvedimento varato dalla Giunta valdostana nel 2006, di cui parliamo oggi, anche perché i suoi effetti si stanno completando in questi giorni, che è piuttosto curioso. Dicevo che il dossier che è sulla scrivania del Ministro Brunetta contiene queste iniziative sprecone per un totale presunto di 2,5 miliardi di euro e non è poca roba. Questo provvedimento non è da un punto di vista quantitativo significativo, non è, come si suol dire, una consulenza da urlo, anche se in realtà di urla e di ululati si parla, perché è una deliberazione della Giunta valdostana che ha visto l'ingaggio in agosto 2006 di un esperto per monitorare la presenza del lupo. Fin qui potrebbe essere normale, sennonché questa tipologia di indagine si realizza attraverso l'emissione di ululati simili a questo animale. È naturale che questa modalità di indagine ci abbia incuriositi, non abbia incuriosito solo noi, ma anche tante altre persone, si è addirittura giunti agli onori della cronaca nazionale, che hanno dedicato qualche servizio sull'argomento. Le dirò di più, Assessore Isabellon: mi hanno riferito che ancora recentemente nell'ambito di un programma televisivo, di uno del classici quiz della sera, nelle classiche domande vero o falso, dove il concorrente deve rispondere: "vero" o "falso", hanno chiesto se era vero che la Valle d'Aosta aveva ingaggiato un consulente per ululare nei boschi, il concorrente, pensando che fosse una domanda trabocchetto, perché sono quelle domande che possono indurre in errore perché appaiono del tutto inverosimili, ha detto: "falso", invece la risposta, purtroppo per lui, era "vero", perché la Valle d'Aosta così ha fatto. Dicevo l'ingaggio è economicamente abbastanza contenuto, perché sono 8.750 euro, ma per 25 giornate lavorative, però il prof. Andrea Gazzola di Sarzana, che è colui che ha ricevuto tale consulenza, avrebbe dovuto completare da tempo questo suo esperimento, immagino qualche turista che si sarà spaventato nel corso dell'estate nel sentire ululare o nei pressi del villaggio o recandosi in passeggiata nel bosco o in montagna avrà pensato che si trattava del temibile animale, poi magari si sarà visto sbucare da dietro un cespuglio quest'uomo che in realtà stava cercando di simulare l'ululato per attirare l'attenzione di questi animali. Assessore, noi ci siamo ulteriormente stupiti nell'apprendere che, dopo questa consulenza, sia stata addirittura stipulata una convenzione con l'Università di Sassari, di cui facciamo cenno nella premessa dell'interpellanza, per far sì che lo studio si intensificasse attraverso una serie di attività di monitoraggio che non sono solo questo wolf howling (ululato indotto), ma comprendono anche altre tecniche di avvicinamento del canide, che sono in particolare la raccolta di segni di presenza tipo escrementi, carcasse, tracce, avvistamenti, l'individuazione di impronte sulla neve (cosiddetto "snow tracking"), insomma diciamo che per cercare di capire se ci sono i lupi, quanti lupi ci sono, in che area si stanno muovendo non si può negare che la Regione abbia messo in campo forze massicce e importanti. Alla luce di questa attenzione che è stata dedicata a tale animale, vorremmo sapere a che punto sono giunti gli esperimenti, quali sono le eventuali risultanze che sono scaturite da tutta questa azione impegnativa che è stata posta in essere e ovviamente quali sono le intenzioni dell'Assessore in merito a questo lavoro impegnativo, che ha visto non solo un esperto ululare nei boschi, ma anche tutto un insieme di guardiaparco e agenti forestali in ausilio al medesimo e a tutti coloro che l'Università di Sassari ha impegnato sulle nostre montagne.

Président - La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Isabellon.

Isabellon (UV) - Grazie, Presidente. Solitamente apprezzo molto l'ironia e a volte il savoir-faire nel presentare le cose del collega Tibaldi, quando lo fa in originale, stavolta è una fotocopia del modo di approccio del giornale con un articolo sull'argomento e le fotocopie non sono mai come l'originale, questo è da sottolineare. La banalizzazione di queste iniziative, perché insieme a quella del lupo è stato banalizzato anche uno studio sui pipistrelli, da un lato ci conforta, perché se è tutto qui lo spreco di quel malloppone che ha il Ministro Brunetta sul tavolo in Valle d'Aosta, possiamo tranquillamente dire che siamo in una situazione di tranquillità, perché in questi casi abbiamo visto recentemente in un incontro alla Biblioteca regionale sull'argomento pipistrello - e, per quello che riguarda il lupo, siamo sulla stessa lunghezza d'onda - abbiamo a che fare comunque con delle specie che hanno necessità di attenzione per tutta una serie di motivi. Nel caso dei pipistrelli erano delle direttive comunitarie a cui bisogna dare attenzione e a cui bisogna obbligatoriamente dare delle risposte e, come giustamente detto in premessa, il fatto che gli impegni siano consequenziali e non degli impegni stratosferici dimostra che ci si è mantenuti sulle necessità che sono emerse.

Un po' di storia prima di passare alle risposte singole. Dopo i primi avvistamenti di un esemplare lupo nella zona del Mont Falère nell'estate del 2005, la Regione ha approvato, come ricordato nell'illustrazione dell'interpellanza, una deliberazione ad agosto 2006 per la realizzazione di un programma per il monitoraggio della specie lupo in Valle d'Aosta e per l'attuazione di un regime di coesistenza stabile fra il lupo, la restante fauna selvatica e le attività antropiche. È importante dire questo, perché non è un'iniziativa estemporanea, ma è legata a tutte le conseguenze e la necessità di individuare delle azioni per gestire tale presenza del lupo in un territorio piccolo come la Valle d'Aosta, dove sono presenti non delle grandi zone estese dove non c'è antropizzazione, c'è l'abbandono dell'agricoltura, ma in realtà siamo in presenza di una situazione ben diversa dal Mercantour o di altre zone dove le caratteristiche sono di quel tipo. Le operazioni di monitoraggio erano particolarmente importanti per sapere quanti esemplari di lupo si trovassero in regione e soprattutto in quali zone. Esse comprendevano la percorrenza di percorsi stabiliti, transetti, alla ricerca di tracce del predatore, nonché l'utilizzo del famoso ululato, che tra parentesi ironicamente viene attribuito all'incaricato, ma in realtà non è così, wolf howling, tecnica con la quale viene riprodotto l'ululato di lupo mediante riproduzione in questo caso con registratore del lupo vero...

(interruzione del Consigliere Segretario Tibaldi, fuori microfono)

... il collega Marguerettaz magari potrebbe provare, ma è momentaneamente assente quindi andiamo sull'onda dello scherzo e dell'ironia. Dicevo, per ottenere una risposta da eventuali esemplari presenti in zona.

Siccome in regione non vi era all'epoca nessun operatore con esperienza nelle tecniche di monitoraggio del lupo sia per l'effettuazione dell'ululato, ma anche nel riconoscimento dei segni di presenza, la Regione affidò il coordinamento di tali operazioni inizialmente ad un tecnico esterno particolarmente preparato in materia e successivamente, rilevandosi necessaria una ancora maggiore attività di analisi dei dati raccolti, al Dipartimento di zoologia genetica evoluzionistica dell'Università degli studi di Sassari, struttura scientifica di comprovata esperienza nel settore.

Per passare ai singoli quesiti, il primo: "quali sono i risultati scientifici ai quali è pervenuto il consulente ingaggiato per ululare nei boschi della nostra regione", nell'ambito dell'incarico affidatogli il consulente ha svolto per me egregiamente il proprio lavoro, impostando le linee generali dell'attività di monitoraggio, formando gli operatori di campo che erano rappresentati in particolar modo dai forestali delle stazioni territorialmente interessate, quindi inizialmente la zona di Mont Falère e poi la zona corrispondente al Parco del Gran Paradiso e aree circostanti analizzando i dati raccolti ed elaborando la conseguente rappresentazione cartografica della situazione della presenza del lupo. Alla fine vi dirò perché servivano tutte queste cose e quella sarà la parte più importante.

Punto n. 2: "quali sono le risultanze del rapporto collaborativo biennale instaurato con l'Università di Sassari...", il lavoro svolto dal personale del Dipartimento di zoologia genetica evoluzionistica dell'Università di Sassari è stato molto efficace e prezioso ai fini dell'attuazione del programma regionale di monitoraggio e gestione del lupo. Esso ha costituito la base per l'elaborazione della situazione di presenza della specie e per la costituzione di un'efficiente organizzazione regionale per il monitoraggio della stessa. Grazie al rapporto di collaborazione in atto, sono state effettuate diverse esposizioni della situazione regionale sia in convegni scientifici che a carattere più divulgativo. Ricordo che il prossimo 15 aprile, organizzato dalla Société de la flore valdôtaine e con la nostra collaborazione, presso il Salone delle manifestazioni del Palazzo regionale si terrà un incontro pubblico per illustrare la situazione attuale del lupo in Valle, comunicando soprattutto i dati dell'attività di monitoraggio svolta dalla Regione e dal Parco nazionale Gran Paradiso, con la collaborazione dell'Università. In questa sede sicuramente avrete modo di vedere... se non avete partecipato o se il collega Tibaldi non ha partecipato alla III Commissione quando ci sono state le audizioni, perché credo siano degli argomenti che hanno suscitato più interesse di tanti altri, quindi questo rappresenta un qualcosa che ci interessa anche sul territorio a seconda del modo di vedere il lupo come opportunità o come problema, a seconda degli attori che vengono interpellati, è necessario essere preparati anche in questo campo.

"Quale utilizzo è stato fatto delle risorse professionali e delle competenze interne (guardie del Corpo forestale, guardiaparco, altro personale regionale)...", come riferito, il personale interno non era in possesso delle necessarie competenze tecniche in materia di monitoraggio del lupo. Gli esperti ingaggiati come prima cosa hanno provveduto a formare tale personale, che attualmente lavora sul territorio secondo linee guida e metodologie standardizzate, raccogliendo gli eventuali segni di presenza e provvedendo a conferire gli stessi alla struttura regionale competente per la loro disamina.

Per concludere: "quali conclusioni trae l'Assessorato da questi studi e quali sono i suoi intendimenti per il futuro", il giudizio sugli studi non può che essere positivo, la collaborazione con l'Università ha consentito di effettuare il monitoraggio attento e preciso, così abbiamo una situazione chiara portata al momento, all'attuale, perché qui c'è un'evoluzione, essendo questa una specie molto dinamica sia negli spostamenti, sia nell'occupare o no aree nuove e nel cercare nuovi territori. Per il futuro, oltre a proseguire l'attività di monitoraggio, si ritiene indispensabile per valutare e seguire la probabile attività di dispersione sul territorio regionale del nucleo di esemplari, per il momento presente solo nella zona all'interno e limitrofa al Parco nazionale Gran Paradiso (stimati allo stato attuale in 3-4 esemplari rispetto ai 5-6 presenti l'anno precedente, però la situazione è ancora da verificare), porre molta attenzione all'attività di divulgazione e informazione pubblica, nonché di formazione per gli allevatori, soprattutto nelle tecniche di prevenzione degli attacchi; questo in risposta alla quarta domanda.

Ironia a parte comunque, la III Commissione è stata investita di questa problematica, ci sono state una serie di audizioni che hanno comportato il coinvolgimento anzitutto degli uffici preposti dell'Assessorato, di una Commissione lupo che vede al suo interno rappresentati tutti i vari attori che sono interessati alla problematica, dall'AREV, gli allevatori, i rappresentanti del Parco nazionale Gran Paradiso, quindi approcci diversi fra di loro, proprio perché per qualcuno il lupo è un problema, per qualcun altro un'opportunità e noi nelle misure di coesistenza dobbiamo trovare una strada di giusta mediazione fra queste posizioni tenuto conto che il lupo è una specie protetta. Abbiamo pronto un disegno di legge che inizierà a brevissimo il suo iter, che è la definizione dei criteri per l'accertamento, la valutazione, il risarcimento dei danni provocati dagli animali predatori al patrimonio zootecnico, nonché per l'attuazione di misure di prevenzione degli stessi ed è uno degli obiettivi che ci eravamo posti quando siamo stati auditi in Commissione. Il predatore è inteso in senso generale, perché qui si introduce anche un concetto, approfittando del fatto che si va ad esaminare questa problematica, anche relativo alla gestione di altri animali predatori, la lince e la volpe ed anche i cani vaganti che hanno assunto comportamenti selvatici, è una delle aspettative, che nel mondo dell'allevamento è molto sentita. Di questo comunque avremo modo di discuterne, sicuramente, quando questo andrà al suo percorso, dopo aver fatto i passaggi istituzionali, quindi approvazione in Giunta, III Commissione, che riprenderà tutti gli argomenti fin qui trattati e successivamente il dibattito in Consiglio, speriamo di avere uno strumento che ci permetterà di gestire al meglio questa opportunità-problema che abbiamo da poco tempo sul territorio. Tale lavoro che è stato fatto è in funzione di avere tutto il supporto scientifico necessario, al fine di ottenere il miglior risultato possibile. Questo credo sgombri il campo da quella semplificazione e banalizzazione che è stata ripresa dal collega Tibaldi, ma che ha avuto gli onori della cronaca e anche dei quiz televisivi. Io non li seguo quindi non posso sapere, ma anche quelli riprendono a volte le cose più banali, ma non parlano delle cose più importanti, quindi questo conforta.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Un po' di ironia non guasta, anche perché introduce un argomento che ha degli aspetti di serietà sui quali non voglio venir meno. Non possiamo negare che la Valle d'Aosta ha sempre avuto una particolare attenzione alla fauna, lei ha ricordato il pipistrello, ma io ricordo anche la lepre variabile per la quale vennero stanziati 120mila euro o lo studio di un lepidottero, per il quale vennero stanziati una quindicina di migliaia di euro, allora diciamo che la nostra Regione è attenta alla fauna da questo punto di vista. È curiosa tale iniziativa e senz'altro non è finita sul tavolo di Brunetta per l'entità, ma forse più per l'originalità e la curiosità, però mi consenta alcune considerazioni. Innanzitutto mi pare di capire che i pochi esemplari di lupi che stanno vagando per la Valle non possono dichiararsi trascurati, perché l'attenzione c'è, anche perché è vero che sono 8.750 euro per il consulente che ulula, è vero che sono 22mila euro per la convenzione con l'Università di Sassari, è altrettanto vero che c'è un piccolo esercito di guardiaparco e guardie forestali che hanno costituito un ausilio necessario alla loro attività. Lei ha detto: "oggi abbiamo degli studi che sono scientificamente validi e provati"; bene, oggi abbiamo degli studi che ci permettono di conoscere con certezza che ci sono alcuni lupi che vagano nella nostra regione per i boschi valdostani, che anch'essi ululano, rispondono agli ululati perché c'è stata un'interazione fra il consulente e questi animali, che sono animali carnivori, quindi lasciano anche carcasse sul territorio e ogni tanto evacuano lasciando anche escrementi, perché anche questo era oggetto di studio, animali che lasciano tracce facilmente rinvenibili quando camminano nella neve. Questi sono aspetti sui quali abbiamo oggi una certezza scientifica, mentre prima c'era il dubbio che questi animali si comportassero in tale maniera. Visto che la biologia e l'etologia fanno parte delle finalità culturali della nostra Regione, grazie a questa importante indagine siamo arrivati alle conclusioni che prima l'Assessore ci ha riferito. Ho appreso che faccio parte della Commissione lupo: non sapevo che la III Commissione fosse stata designata Commissione lupo perché si occuperà in maniera intensiva e già lo ha fatto prima di Natale, gliene diamo atto, del lupo...

(interruzione dell'Assessore Isabellon, fuori microfono)

... ci manca Cappuccetto rosso, colgo il suggerimento.

Abbiamo anche appreso che fra i vari risultati che pervengono grazie a questa consulenza vi è quello che è stato formato del personale sul campo. Se deduco correttamente, Assessore, non avremo più bisogno di consulenti che ululano, ma avremo agenti forestali o guardiaparco in grado di ululare autonomamente, dico bene? Ho preso buona nota delle sue risposte.

Come componente della III Commissione, approfondirò ulteriormente il problema. Sono d'accordo con lei che il lupo può costituire un'opportunità, speriamo che la costituisca non solo per qualche consulente, ma anche per la comunità nel suo insieme. Speriamo anche che queste indagini abbiano rilevato che forse sono più i cani randagi presenti sulle nostre montagne che non i lupi, che fanno da anni prede e che cagionano evidenti disastri agli allevamenti e a coloro che vivono di questa attività zootecnica nella nostra regione.