Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 368 du 11 février 2009 - Resoconto

OGGETTO N. 368/XIII - Interpellanza: "Intendimenti in merito al riutilizzo dell'insediamento produttivo dell'ex Tecdis in Comune di Châtillon".

Interpellanza

Premesso che:

- Tecdis S.p.a. è stata dichiarata fallita nella primavera 2007;

- l'insediamento industriale, dismesso e sfitto da tempo, è tornato - nel dicembre 2007 - in pieno possesso della Regione attraverso la società controllata Struttura Valle d'Aosta;

- i tempi lunghi della curatela fallimentare stanno condizionando negativamente lo svuotamento dell'insediamento e la disponibilità degli immobili, dei quali si auspica una celere riconversione per l'avvio di nuove attività produttive in Châtillon, zona fortemente depressa da un punto di vista economico;

- le procedure bandite per la vendita delle attrezzature collocate all'interno dell'edificio, in massima parte costituite da dotazioni impiantistiche ormai obsolete e inutilizzabili, non sono andate a buon fine e un'ultima asta si è svolta nel dicembre 2008;

- alcuni rappresentanti e/o titolari di imprese - valdostane ed esterne - avrebbero manifestato interesse per l'utilizzo di porzioni dell'insediamento ex Tecdis;

tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Regione e/o l'Assessore delegato per sapere:

1) se non ritengano urgente e necessario definire col curatore fallimentare un percorso che consenta, oltre agli inevitabili adempimenti connessi alla procedura, di effettuare in tempi ragionevoli anche lo sgombero, il riassetto e il riutilizzo dell'intero insediamento produttivo o quanto meno di una sua porzione significativa;

2) se sia intendimento della Giunta regionale assegnare la superficie produttiva a un unico richiedente o se non ritenga invece più opportuno procedere a una suddivisione in spazi di minore ampiezza affinché possano essere assegnati a più aziende;

3) quali sono, dal momento della cessazione dell'attività produttiva di Tecdis, i costi manutentivi o di servizio sopportati fino ad ora da Struttura Valle d'Aosta per lo stabilimento di cui in Premessa.

F.to: Tibaldi - Benin

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - È un argomento che abbiamo già affrontato. L'interpellanza tuttavia si arricchisce di alcune novità, che sono semplicemente contenute nei quesiti. Visto che su questo argomento l'Assessore Pastoret ci aveva già dato delle risposte parziali e insoddisfacenti nell'ultima volta che ci siamo confrontati, oggi le domande sono aggiornate e ancora più puntuali. Riguardano lo status di un edificio produttivo il più importante della media e bassa valle dopo "l'area Cogne", anche per superficie ed ubicazione, che attende una destinazione produttiva in un momento di cui non vogliamo disconoscere le difficoltà economiche di tutto il sistema italiano e non solo quello valdostano, però sussiste una procedura fallimentare che sta rendendo difficile questo utilizzo. Non mi dilungo, così colgo un po' di tempo utile per recuperare fiato, penso che l'Assessore sia sufficientemente attrezzato per dare le risposte a questi tre quesiti e io mi riservo una replica.

Presidente - La parola all'Assessore alle attività produttive, Pastoret.

Pastoret (UV) - Grazie, Presidente. In effetti questo è un tema del quale abbiamo parlato in occasione di quella iniziativa e poi con il collega Tibaldi abbiamo avuto ancora altre occasioni di scambi di idee in relazione allo stabilimento Tecdis di Châtillon, il cui riutilizzo è uno dei punti forti del programma di legislatura, che è stato presentato al Consiglio e sul quale stabilimento si intendono fare tutti gli sforzi per poter insediare una nuova attività produttiva che rinforzi il settore industriale di Châtillon.

Rispetto alla precedente iniziativa del collega Tibaldi, la situazione non ha avuto quelle evoluzioni positive che ci proponiamo di vedere. Ad oggi la questione riguardante la curatela fallimentare e l'occupazione degli spazi nella fabbrica non ha trovato una soluzione definitiva, ma ci tornerò sopra dopo quando cercherò di rispondere puntualmente alla prima delle domande che lei mi pone.

Per quanto riguarda la possibilità di nuovi insediamenti imprenditoriali, occorre ricordare che ad oggi la situazione del polo Tecdis è aggravata dal negativo condizionamento dell'attuale fase di recessione economica, che peraltro l'interpellante ha già ricordato, una recessione generalizzata e globale che interessa tutti i mercati e rispetto alla quale non credo di aggiungere niente di nuovo se fornisco delle illustrazioni che persone ben più capaci e attrezzate di me hanno avuto modo di fare in diverse situazioni su tutti i media, essendo questo peraltro uno degli elementi del dibattito economico politico di questo periodo. È anche vero che ci sono in questo momento dei settori che "tirano", ma è altresì vero che c'è un impoverimento di diverse fasce sociali nei Paesi occidentali, c'è una scarsa fiducia nella ripresa, c'è una fase generalizzata di incertezza, tutto questo contribuisce a fortemente ridimensionare i consumi. Fatte però queste considerazioni di carattere generale che non introducono niente di nuovo a quanto tutti conosciamo, veniamo nello specifico alle questioni che sono state poste.

Nell'interpellanza si pone una domanda: "se non ritengano urgente e necessario definire col curatore fallimentare un percorso che consenta, oltre agli inevitabili adempimenti connessi alla procedura, di effettuare in tempi ragionevoli anche lo sgombero, il riassetto e il riutilizzo dell'intero insediamento produttivo o quanto meno di una sua porzione significativa". Devo dire che, sotto questo punto di vista, sono stati sviluppati incontri e colloqui con il curatore fallimentare e si è giunti a concordare la possibilità di un accordo che preveda una fase transattiva, che possa consentire alla Regione di acquisire, ovviamente ad un prezzo tutto sommato relativamente modesto, i macchinari attualmente ospitati nello stabilimento al fine di poter liberare gli spazi e renderli agibili per un possibile nuovo insediamento. Nella mia veste di Assessore alle attività produttive, unitariamente al liquidatore fallimentare, abbiamo concordato essere questa l'unica strada in questo momento percorribile per poter accelerare la procedura che è inchiodata da parecchio tempo. Siamo in attesa di una decisione definitiva che spetta all'organo giudiziario preposto alla tutela del fallimento; se ci sarà, come speriamo e crediamo, perché informalmente ci giungono notizie che ci sarebbe un atteggiamento di carattere favorevole rispetto a questa possibilità, si potrà procedere in tal senso. Evidentemente una soluzione di tal genere consentirebbe di rimuovere uno degli ostacoli maggiori, anzi l'ostacolo pregiudiziale che impedisce ogni successiva fase di intervento e non rende possibile in questo momento parlare di nuovi insediamenti. Sotto questo punto di vista, speriamo di riuscire in tempi brevi a sbloccare tale situazione.

Alla seconda domanda: "se sia intendimento della Giunta regionale assegnare la superficie produttiva a un unico richiedente o se non ritenga invece più opportuno procedere a una suddivisione in spazi di minore ampiezza affinché possano essere assegnati a più aziende", cercherò di rispondere, mi sembra che non sia il caso di "mettere il carro davanti ai buoi", allora dobbiamo fare qui alcune considerazioni. Per quanto concerne lo stabilimento intanto, considerata la sua situazione e il suo attuale stato di conservazione e le sue dotazioni, risulterebbe più opportuna nella fase attuale perlomeno una sua locazione in blocco a imprenditori che potrebbero profittare delle dotazioni impiantistiche, che hanno comportato per la Regione notevoli investimenti. Si ricorda che lo stabilimento, che peraltro il collega Tibaldi ha visitato recentemente, ha una superficie fondiaria di circa 30mila metri quadri, una superficie di pavimento di orizzontamenti di 16.700 metri quadri, di cui circa 1.700 destinati ad uffici ed oltre 10mila ad area produttiva e magazzino. Lo stabilimento è dotato di numerosi impianti, condizionamento, trattamento aree, camere bianche, aspirazione fiumi, aria compressa, azoto liquido, antincendio, acqua da pozzo... ed è stato conferito ad un valore pari a 6 milioni di euro. Dal punto di vista tecnico, si rileva che l'insediamento di un unico imprenditore sarebbe auspicabile, considerato l'alto potenziale dell'immobile, per il quale l'ipotesi di divisione fra più aziende introdurrebbe la necessità di sostenere costi in investimenti che non necessiterebbero nel primo caso. Vado però a scalare, non pongo la questione che ho detto prima come l'unica possibile. Dobbiamo essere realistici e ci rendiamo conto che dobbiamo avere a scalare delle possibili alternative. Devo dire che non ci sono preclusioni ad esaminare anche altre opzioni, a condizione che queste siano compatibili fra di loro e che non comportino una perdita di efficienza, di valore, di consistenza dello stabilimento con delle suddivisioni che portino a sacrifici irrazionali e ingiustificabili degli spazi. Ricordo peraltro che mi esprimo qui a livello di risposta nei suoi confronti, ma l'eventuale assegnazione di aree industriali è subordinata alla valutazione positiva di un businessplan e tutto quanto ne consegue, come lei sa benissimo. Le risposte che le do quindi sono di carattere interlocutorio, poi accanto a queste ci devono essere dei progetti imprenditoriali che devono essere presentati e devono essere compatibili tanto più se riguardano un insediamento di più soggetti.

Mi chiede infine: "quali sono, dal momento della cessazione dell'attività produttiva di Tecdis, i costi manutentivi o di servizio sopportati fino ad ora da Struttura Valle d'Aosta per lo stabilimento Tecdis", ad oggi VDA Structure sull'edificio in questione, sulla base della documentazione contabile pervenuta, ha sostenuto costi per assicurazioni, sporadiche manutenzioni del verde e dell'energia elettrica per un ammontare complessivo pari a circa 16.000 € IVA esclusa. Spero di aver risposto puntualmente alle sue tre questioni, non so se poi nel merito queste troveranno condivisione favorevole.

Presidente - La parola al Consigliere Segretario Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Qualche passo avanti pian piano si sta facendo, nel senso che perlomeno c'è la consapevolezza che non possiamo rimanere nella situazione di stallo in cui finora siamo precipitati, non dico per causa primaria della Regione, ma per le vicende che hanno coinvolto un imprenditore e che ora sono nelle mani di un curatore fallimentare. Innanzitutto, Assessore - lei lo sa perché è stato informato -, c'è, anche se non coerente, anche se tutta da definire, una manifestazione di interesse nei confronti di quell'immobile. È ovvio che non è il fenomeno del Sol Levante che ci è stato proposto quando c'era Nakan all'epoca, talmente fenomenale questa meteora proveniente dall'Estremo oriente che l'abbiamo vista solo passare, ma non si è fermata in Valle d'Aosta...

(interruzione dell'Assessore alle attività produttive, Pastoret, fuori microfono)

... non c'erano neanche i Re Magi, è anche vero questo...

Ci sono delle attenzioni anche manifeste nei confronti di questo immobile che ha una superficie ampia, utilizzabili 17.000 metri quadri, e che ha una destinazione oggi che è precisa, produttiva, perché nel piano che è stato approvato dal Consiglio regionale quando è stato trasferito a VDA Structure tutto quel pacchetto che riguarda gli immobili di proprietà a destinazione produttiva l'ex Tecdis ha una vocazione produttiva. In primis bisogna pensare se questa vocazione è immutabile o possiamo cominciare a farci qualche ragionamento, perché, se c'è una maggiore flessibilità, e oggi dobbiamo essere realisti visto che il mercato non ci permette di fare i gradassi, anzi oggi il mercato è magro, sterile, forse è opportuno pensare anche sulla vocazione di questo stabilimento che oggi è ad uso produttivo. Domani una porzione commerciale credo che non sia un vilipendio a quel piano che è stato approvato dal Consiglio, ma sia una possibile modificazione in corso d'opera che si fa, per adattarsi alle mutate esigenze dell'economia.

Seconda cosa: mi fa piacere che a forza di insistere sullo stillicidio "la goccia batte", però oggi l'Assessore ha risposto in un senso anche più consono alle situazioni odierne. Non c'è l'imprenditore unico, magari ci sarà una somma di imprenditori e coerentemente alle attività che proporranno, ai piani di impresa che saranno doverosamente valutati da chi svolge questo compito in Regione e anche compatibilmente con le strutture di Châtillon, perché sono d'accordo con lei che una frammentazione selvaggia e disordinata arrecherebbe pregiudizio ad uno stabilimento che invece ha una sua organizzazione funzionale, pensata per un certo tipo di attività. Non continuiamo però a sperare che arrivi l'imprenditore che sostituisce d'emblée il predecessore e che utilizzi le camere bianche o gli impianti che ormai sono obsoleti. Non so quanto si riesca a recuperare, ce lo dirà il curatore fallimentare, anche in termini monetari da quelle attrezzature che erano utilizzate per un certo tipo di attività. Tenga presente che la questione prima o poi giungerà anche sui suoi tavoli, sarebbe opportuno trovare una soluzione nel più breve tempo possibile, perché, se ci sono delle istanze che possono essere perlomeno prese in considerazione e valutate; credo che lei, la Giunta, siate, oggi come oggi, i primi interlocutori di questi imprenditori che si affacciano timidamente a guardare verso lo stabilimento ex Tecdis. Questo immobile ad alto potenziale oggi, da un punto di vista edilizio, sarebbe bello che diventasse un immobile ad alto potenziale anche da un punto di vista economico, di sviluppo e di occupazione, ossia tornasse ad essere quello che era tanti anni fa. Questo glielo dico anche in virtù del fatto che tutti quanti siamo stati colpiti, chi più chi meno, da una notizia riguardante la Valle d'Aosta che si qualifica - meglio, si squalifica - come Regione dove la fuga delle aziende è più elevata rispetto ad altre aree d'Italia. Cerchiamo di non perdere delle iniziative che stanno nascendo, che sono vivaci, che magari hanno ancora quella intraprendenza che oggi non è facile ravvisare in un mercato che è stentoreo e che necessitano di un input politico più chiaro. Lei sa che recentemente c'è stato un incontro anche in VDA Structure, che ha dato una sua disponibilità, però alcuni indirizzi fondamentali dipendono da voi: se si mantengono certi paletti estremamente rigidi tipo la vocazione esclusivamente produttiva o l'unicità dell'imprenditore, vi dico chiaramente che diventa più difficile e il lasso di tempo di inutilizzo trascorrerà ancora per molto. Noi siamo qui per cercare di trovare una soluzione a questo problema, è un problema che abbiamo sollevato con un'interpellanza, è quanto mai necessario che la politica si faccia avanti, dia delle risposte e non demandi esclusivamente ad una società controllata delle decisioni che non competono a loro, ma competono in primis a voi.