Objet du Conseil n. 573 du 26 novembre 1979 - Verbale

OGGETTO N. 573/79 - Schema di decreto delegato (ex art. 47 della legge 23 dicembre 1978, n. 833), relativo allo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali". Presa d'atto.

Con l'allegata lettera in data 2 novembre 1979 il Presidente della Commissione di Coordinamento della Valle d'Aosta ha trasmesso al Presidente della Giunta lo schema di decreto delegato concernente lo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali inviatogli dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con l'allegata lettera in data 31 ottobre 1979, per il parere di cui all'articolo 8 della legge 22 luglio 1975, n. 382.

Detto parere, a' sensi del combinato disposto dell'articolo 8 della sopracitata legge e del 2° comma dell'articolo 1 della legge 22 ottobre 1979, n. 510, deve essere espresso entro trenta giorni dalla data della comunicazione.

Si sottopone pertanto all'esame del Consiglio l'unito schema di decreto delegato.

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AL SIG. PRESIDENTE

DELLA GIUNTA REGIONALE

DELLA VALLE D'AOSTA

AOSTA

OGGETTO: Schema di decreto delegato concernente lo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali.

Si trasmette copia della lettera della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio giuridico e del coordinamento legislativo n. 8591/10.3.1. in data 31.10.1979, nonché dello schema di decreto delegato concernente lo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali.

Si richiama l'attenzione della S.V. su quanto fatto presente nella citata lettera n. 8591/10.3.1. circa l'osservanza del termine fissato dalla legge 22.7.1975, n. 382, art. 8, e successive modifiche per la presentazione di eventuali osservazioni.

Si trasmette la presente in duplice originale con preghiera di restituire un esemplare a questo Ufficio in segno di ricevuta.

IL PREFETTO PRESIDENTE (Ugo Gòdano)

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AI COMMISSARI DEL GOVERNO NELLE REGIONI A STATUTO ORDINARIO

LORO SEDI

AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE SICILIANA

PALERMO

AL RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO NELLA REGIONE SARDEGNA

CAGLIARI

AL COMMISSARIO DEL GOVERNO NELLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA

TRIESTE

AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI COORDINAMENTO PER LA VALLE D'AOSTA

AOSTA

AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI BOLZANO

BOLZANO

AL COMMISSARIO DEL GOVERNO PER LA PROVINCIA DI TRENTO

TRENTO

OGGETTO: Schema di decreto delegato concernente lo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali. Art. 47 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.

Si trasmette copia dell'unito schema di decreto delegato relativo allo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali, con preghiera di curarne la consegna in via amministrativa alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano ai fini del procedimento previsto dall'art. 8 della legge 22 luglio 1975, n. 382, richiamato dall'art. 79 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

La predetta consegna dovrà aver luogo contemporaneamente il giorno 2 novembre 1979 per consentire l'uniforme decorrenza del termine di cui al citato art. 8 come modificato dall'art. 1, secondo comma, della legge 22 ottobre 1979, n. 510.

Data la brevità del termine, lo schema di decreto delegato viene sottoposto in pari data, per il parere, anche alla Commissione parlamentare di cui all'art. 79 della legge n. 833/1978.

Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano comunicheranno Ie loro eventuali osservazioni, entro il 2 dicembre 1979, contestualmente alla Commissione parlamentare e a questa Presidenza.

Si attende comunicazione telegrafica di adempimento.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Schema di decreto delegato

(omissis)

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Rollandin...prima di dargli la parola, penso sia doveroso da parte della Presidenza sottolineare come il punto iscritto all'ordine del giorno, e come risulta in base ai documenti che sono in possesso dei colleghi Consiglieri, consiste in un parere che deve essere dato entro 30 giorni e che, quindi, deve essere discusso in quest'adunanza. Questo per rispondere ad alcune richieste di rinvio che erano pervenute alla Presidenza, in quanto entro il 2 dicembre deve essere data una risposta. Vi è stato distribuito oggi il testo degli accordi intervenuti a livello interregionale, vi è stata pure distribuita una documentazione concernente il parere nazionale delle Organizzazioni Sindacali e il parere regionale delle OO.SS., nonché le osservazioni pervenute dal Sindacato Nazionale dei Federbiologi e un comunicato dell'Associazione biologi chimici e fisici della Valle d'Aosta. Tutte queste sono osservazioni che dovranno, potranno essere tenute in considerazione in un parere che, comunque, ad avviso della Presidenza, non può che essere globale, perché mi sembrerebbe oltremodo difficile che un parere o delle raccomandazioni possano trasformarsi in emendamenti. Comunque il Consiglio è sovrano e, con questo orientamento da parte della Presidenza, cioè sull'espressione di un parere che tenga conto di tutte le osservazioni che sono state fatte, ma anche del complesso del provvedimento che è sottoposto al parere stesso, do la parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Dopo vari ritardi è stato presentato alle Regioni, e quindi sottoposto all'esame del Consiglio regionale il testo sullo stato giuridico del personale delle Unità Sanitarie Locali.

Il dibattito si è già svolto in più sedi, soprattutto a livello interregionale, su quella che era la prima bozza a cui sono già state apportate delle modifiche, per cui si giunge all'esame del testo in questione naturalmente con notevoli perplessità di diversa natura e nell'ambito di quella che era la competenza delle Regioni, perché i canali di osservazione e di espressione in merito, non sono solo per le Regioni...perché naturalmente il Governo, per propria parte, sentirà e convocherà le singole OO.SS. le quali, naturalmente, faranno direttamente le loro dimostranze. Il Consiglio, naturalmente, è chiamato a esprimersi su quelle che sono di sua competenza, su quelle che possono essere le implicazioni di un futuro assetto legato a quello che è lo stato giuridico, quale viene proposto con l'attuale disegno di legge.

Per quanto riguarda le osservazioni che da parte della Giunta sono state esaminate e comunicate in quel documento che vi è stato distribuito e che riprende le osservazioni che sono state fatte a livello interregionale in una Commissione congiunta...in cui, naturalmente, sono stati valutati diversi aspetti dell'articolato, tenuto conto di quelle che erano alcune pressioni di varie organizzazioni, le quali avevano già fatto presente che c'erano notevoli manchevolezze nel testo.

Innanzitutto, nel testo che viene presentato, o almeno nelle osservazioni regionali che vengono presentate dalla Giunta, si propone l'inserimento di alcune figure sanitarie che allo stato attuale erano inquadrate invece nel ruolo tecnico. A questo proposito voglio inserire una notazione su quanto è fatto proprio, invece, dalle OO.SS. e ribadito nel documento che è stato presentato, vale a dire uno dei punti fondamentali di quelle che sono le osservazioni delle Organizzazioni Sindacali...non so quanti le avranno lette, comunque spero che qualcuno le abbia viste, c'è scritto tra l'altro che si rimprovera al Governo di aver messo in questo decreto una normativa e, quindi, un inquadramento dei quattro ruoli anticipando quella che è la successiva contrattazione e quella della definizione del rapporto con il pubblico impiego. Se può essere questa osservazione in parte vera, in quanto effettivamente è in discussione tutta la fase del pubblico impiego, è altrettanto vero che la legge 833, all'articolo 47, prevede espressamente che con questo decreto si regolamentino i ruoli; infatti, al punto 2 del secondo comma si dice che tra i compiti dello Stato c'è quello di disciplinare lo stato giuridico ed economico del personale delle Unità Sanitarie Locali.

Disciplinare i ruoli del personale sanitario professionale, tecnico e amministrativo...ora, questo concetto della suddivisione del personale in questi quattro ruoli è prescritto dalla legge 833, quindi non superabile in fase di progettazioni, di attuazioni di una nuova legge, in quanto al momento attuale, se non ci sono cambiamenti, questa legge...e quindi a questa deve essere data attuazione. Lo stesso vale per quanto riguarda il punto 3, dove si dice che devono essere definite le tabelle di equiparazione per il personale proveniente dagli Enti, dalle Amministrazioni le cui funzioni sono traferite ai Comuni.

Per quanto riguarda una delle osservazioni che sono state fatte dalle OO.SS. che, naturalmente, riguardano quanto dovrebbe essere garantito e assicurato con accordo nazionale, richiamo l'attenzione in uno degli ultimi punti dell'articolo 47, dove si parla espressamente del trattamento economico: "Il trattamento economico e gli istituti normativi di carattere economico del rapporto di impiego di tutto il personale sono disciplinati mediante accordo nazionale unico, di durata triennale", che sarà oggetto di successiva contrattazione tramite le varie forze sindacali, l'ANCI e una parte delle Regioni, quelle che partecipano a questo discorso per il contratto, tra cui c'è appunto la Valle d'Aosta (tra le cinque Regioni che partecipano a livello nazionale a questa contrattazione). Quindi penso che una parte delle raccomandazioni e di quello che potrà essere il successivo inserimento e l'accordo tra quello che è l'articolo 47 e le norme che riguardano sia la legge finanziaria...perché le implicazioni notevoli di questo decreto, quindi di questo inquadramento, riguardano anche la successiva legge finanziaria, e naturalmente verranno riviste anche per quanto riguarda l'inquadramento del pubblico impiego. Quindi, dicevo, che le osservazioni fondamentali sono di questo genere e, a mio avviso, possono essere viste sotto questa luce.

Tra le osservazioni che vengono presentate da parte della Giunta, c'è stato un incontro con le OO.SS. Queste osservazioni sono state presentate ed è stato detto, in linea di massima, che su quelle osservazioni non c'era nulla da ridire, se non nel concetto generale di superamento dei ruoli che, naturalmente, a livello regionale non è stato preso in considerazione, perché, come ho detto prima, la legge n. 833 lo prevede e se non sarà superato, questo è ancora in vigore, quindi non è possibile non attenersi a queste norme.

Per quanto riguarda poi l'articolato delle osservazioni che la Giunta ha fatto e che ritiene debbano essere trasmesse con l'articolato che è stato presentato, queste riguardano essenzialmente gli uffici di direzione dell'USL che devono essere naturalmente adeguate alle necessità della Regione e le norme concorsuali, dove è aggiunto un comma tra le ultime note, qui è aggiunto un settimo comma in cui si dice, per la Valle d'Aosta: "Accertamento della conoscenza della lingua francese per il ruolo nominativo, ai sensi delle disposizioni e applicazioni dello Statuto speciale della Regione". Naturalmente, in questa sede penso che sia giusto riprendere questo punto; per quanto riguarda invece le altre parti, le altre annotazioni soprattutto su determinati ruoli, su determinate figure specifiche, quale può essere quella dell'assistenza veterinaria e dei due ambiti in cui si discute e si opererà in questa materia...naturalmente è disciplinata secondo il testo che vi è stato presentato.

Sul testo che è stato presentato e che ho esaminato dei Sindacati, vorrei invece che...naturalmente, non so quanti lo avranno letto, però, su tutta una parte non c'è assolutamente l'aderenza tra quello che è il testo e il richiamo agli articoli e quello che è invece la dizione effettiva, per cui naturalmente risulta tremendamente difficile la lettura. Comunque, riprendendolo punto per punto, si fa riferimento qui, tra l'altro a riprova che non solo le notazioni fatte a livello interregionale sono riprese dalla Regione Valle d'Aosta, ma anche i Sindacati riprendono le norme così, a pieno titolo; in particolare faccio presente che l'articolo 19...qui, tra le norme che vengono richiamate, si parla di "case di cura convenzionate", di "case di cura private", e naturalmente noi le avevano fatte...perché non ne abbiamo...mentre qui vedo che lo mettono come punto qualificante. Naturalmente questo vale a livello nazionale, varrà a livello di segnalazione, però faccio presente che questo articolo è stato espressamente voluto in sede di discussione della legge n. 833 dalla Regione Basilicata, la quale, avendo un numero elevato di queste case di cura private, aveva fatto inserire questo articolo 19 che regolava naturalmente i rapporti che esistono per il personale e, avendo un'eccedenza di personale, naturalmente non poteva piazzarlo tutto nel posto pubblico, quindi era necessario mettere una normativa. Chiaramente, per noi non ha senso riprenderlo.

Per quanto riguarda le altre...la raccomandazione che è contenuta a pagina 5 ci sembra più che evidente riprenderla, tra l'altro, l'abbiamo già fatta nostra in quella che è la presentazione della legge.

Per quanto concerne le osservazioni a pagina 6, qui ripeto che la lettura diventa quasi impossibile, a parte quanto richiamato in uno dei punti: "...inoltre pare opportuno alla Federazione unitaria che tutti i medici siano obbligati ai servizi di cui all'articolo 34"...i servizi di cui all'articolo 34 sono essenzialmente i servizi di natura religiosa. Ora, non so se si voglia obbligare tutti i medici alla pratica religiosa, comunque l'articolato chiaramente deve essere rivisto. Ecco, l'articolo 34 prevede l'obbligo di residenza in fondo all'ultimo comma: "Il personale...assistenza sanitaria e religiosa deve rendersi reperibile per i casi di particolari esigenze di servizio", però richiama il comma in cui si fa riferimento naturalmente agli obblighi di personale religioso.

Per quanto riguarda l'articolo 36, le incompatibilità non ci sono, perché sono dell'articolo 35, quindi io non so questo, se da una parte...ripeto, non so chi l'abbia letto, risulta incomprensibile, perché la dizione e il riferimento agli articoli è in parte errato; ad esempio, nel quarto comma, dove si parla dell'articolo 50, non si parla delle attività libero-professionali, ma si dice che l'attività libero-professionale è regolata dall'articolo 49, quindi dovrebbe perlomeno essere adeguato a questa attività. Per quanto riguarda poi il succo del discorso, cioè al di là del riferimento numerico dell'articolo che può essere rivisto, l'attività libero-professionale è già stata oggetto di discussioni in Consiglio e, siccome è una norma, è un principio che va regolato a livello regionale, naturalmente dopo le consultazioni necessarie è chiaro che non deve essere regolato se non per quanto espressamente richiamato dall'articolo 47, quindi sempre con la legge n. 833, da altre norme. Noi, a livello regionale, l'abbiamo già regolato per tutto quanto riguarda la specialistica e intendiamo naturalmente portare avanti questo discorso anche per...saranno le altre branche mediche. La stessa cosa vale naturalmente, ripeto, e non so con quale cognizione si sia potuto leggere, per quanto riguarda gli articoli 61 e 62 a pagina 7 - l'articolo 61 "I comandi non sono quelli previsti dall'articolo 61, ma sono quelli dell'articolo 54", quindi deve essere tutto rivisto. La stessa cosa vale per tutti gli altri articoli per cui non c'è assolutamente un riferimento, quindi io farei premura di vedere alcuni dei punti fondamentali, visto che la Regione Valle d'Aosta partecipa a queste contrattazioni, di far presente queste osservazioni e di riportarle. Tra l'altro, saranno oggetto di discussione a livello interregionale, però, chiaramente, con questo documento io mi rimetto a voi...non so se qualcuno abbia capito qualcosa di più, i riferimenti sono assolutamente incomprensibili, se non, ripeto, nella sostanza, che sono essenzialmente quei due o tre punti come mi sono già stati espressi a voce in una riunione che era stata fatta. La stessa cosa, ripeto, vale per gli articoli 98, 99 e 100 per quanto riguarda i trattamenti pensionistici: gli articoli 98, 99 e 100 non parlano...l'ultimo comma dell'articolo 99 appare...è contrastante con l'articolo 19. L'articolo 99 non fa riferimento all'articolo 19, perché è l'articolo 98, e così via. Quindi, al di là delle raccomandazioni generiche, non so come possa essere fatto proprio questo documento che, perlomeno, andrebbe rivisto se non... ripeto, nei concetti.

Per quanto riguarda le osservazioni fatte nel documento che è stato consegnato poco fa dai Federbiologi, a parte che nella sostanza è già stato ripreso, in quanto per i biologi si è già chiesta la collocazione nel ruolo sanitario, e quindi la grossa agitazione...cioè il motivo di rivendicazione è già stato accolto, questo a livello interregionale. Quindi, tutte le Regioni metteranno e chiederanno naturalmente che il Governo riveda quella che è la disponibilità verso queste categorie e, quindi, l'immissione nel ruolo sanitario di biologi, chimici e fisici, altri potranno fare delle valutazioni diverse. Comunque, in generale, queste tre figure verranno fatte da tutti; per il resto, la sostanza del documento penso che sia essenzialmente legata a quella che è la figura, cioè l'attività libero-professionale, che, mi permetto richiamare, riprende pari pari quello che è previsto nel rapporto dove si dice: "L'aggiunta dell'articolo 49bis sarà una conseguenza diretta se verrà accolto il principio della collocazione nel ruolo sanitario di queste figure". Ne deriva automaticamente che il rapporto di lavoro del personale biologo e chimico è pari pari con quello che è il rapporto del medico e del veterinario, che sono le uniche due figure attualmente messe nel ruolo sanitario. Difatti l'articolato riprende pari pari l'articolo 49 che c'è lì, le ultime parti sono...così pure l'ultima parte riprende il terzo comma...le altre, quindi, sono tutte cose che si sanno già. Se viene accolta la prima raccomandazione che abbiamo fatto propria di immetterli in questi ruoli, il resto è automatico. La libera professione, l'esercizio della libera professione, come è previsto per i medici e i veterinari... Quindi, penso che, in linea di massima, cioè tenuto conto che l'esposizione è frammentaria, in quanto l'articolato è abbastanza complesso e, quindi, è da rivedere tutto...io ho ripreso solo i punti che sono oggetto di osservazioni, per il resto naturalmente vedrò di dare i chiarimenti necessari per fare proprie queste raccomandazioni che ho detto.

Dolchi (P.C.I.) - È aperta la discussione sulla relazione dell'Assessore Rollandin. La parola al Consigliere Segretario Minuzzo.

Minuzzo (P.S.D.I.) - Ringrazio l'Assessore per i chiarimenti che ha dato, specialmente al termine del suo intervento, in quanto mi ero preparato ad intervenire, appunto, sul problema dei biologi, dei chimici e dei fisici, anche perché questo è in coerenza con la linea che sta portando avanti il mio Partito in campo nazionale, in quanto il 17 novembre vi è stato un incontro con dei rappresentanti di forze politiche e una delegazione di questi operatori del settore, nel quale il Partito Comunista e il Partito Socialista si erano dichiarati d'accordo ad accettare le proposte portate avanti dai biologi. C'è stato anche, mi sembra mercoledì scorso o venerdì che sia, un incontro con il Sottosegretario Orsini, mi sembra, però di questo non ne conosco l'esito, so che anche da parte di due membri della Democrazia Cristiana c'è un certo interesse a portare avanti questo problema. Ecco, la raccomandazione appunto che volevo fare all'Assessore è che l'articolo 49bis proposto dai biologi venga attuato se viene accettato il primo, almeno me lo auguro, anche perché vi è poi il problema della compartecipazione, in quanto i medici compartecipano a quelli che sono gli introiti per le analisi e cose di questo genere. Quindi, se viene riconosciuto l'emendamento agli articoli 2 e 4 come proposto dall'Assessore, ecco, anche questi operatori del settore possono usufruire di tutti i servizi e di tutti i vantaggi, diciamo così, che hanno i medici. Ringrazio l'Assessore per il suo intervento e per aver raccolto così le proposte, anche se lui le ha ristrette negli articoli 2 e 4, anche perché probabilmente accettando quello, di fatto vengono poi inseriti come gli altri operatori.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Due osservazioni: è evidentemente difficile esprimere un parere su una materia di questo tipo, anche perché non ci sono state occasioni per l'approfondimento. Credo, tuttavia, che si possa dire che alcune osservazioni che sono portate dalle OO.SS. abbiano una loro validità. Quali in particolare? La prima è che si viene indubbiamente ad intervenire nel principio della contrattazione del pubblico impiego, che è una conquista importante, per questi motivi il Sindacato aveva chiesto una ristesura di questo documento. La stessa posizione è stata tenuta da nostri rappresentanti anche in quell'incontro con il Sottosegretario Orsini e una ristesura è necessaria, perché è indubbio che lo schema di decreto dovrebbe enunciare soprattutto gli aspetti generali, le linee generali rispetto ai rapporti di lavoro, rinviando invece poi alla contrattazione la regolamentazione relativa ai vari livelli professionali. Queste osservazioni credo debbano essere fatte, perché il metodo seguito è un metodo che è perlomeno criticabile.

Io faccio una proposta (non è del nostro Gruppo): noi non possiamo approvare questo schema di decreto delegato così com'è formulato; se si riesce, nella formulazione del parere della nostra Regione, a tener conto di questi principi di fondo che sono stati espressi dal Sindacato, possiamo avere un atteggiamento diverso. La proposta potrebbe essere quella di far esprimere il parere alla Commissione Sanità che tenga conto delle osservazioni che a noi sono arrivate soltanto oggi e che hanno alcuni elementi di principio che ci sembrano importanti.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Confesso che sono molto in difficoltà a prendere la parola su questi 110 articoli più le modifiche proposte dall'Assessorato, più un documento fatto pervenire, per conoscenza, anche ai Consiglieri. Io ho cercato di leggere questo malloppo, confesso che non ho capito quasi niente, mi sembra che i mezzi usati dal Governo sono un metodo, diciamo così, che impedisce l'approfondimento specialmente in una materia così...per cui occorrerebbe tempo maggiore che già per altri aspetti si rende necessario per capire una proposta di legge, un regolamento, una legge quadro. Se la materia è poi una materia difficile come questa e per la maggior parte, salvo per l'Assessore...per fortuna si è vista la sua esperienza professionale, ha trovato spazio nelle modifiche per quanto riguarda il settore specifico della sua specializzazione...ecco, tolto l'Assessore, dicevo, per noi il discorso è estremamente difficile. Intanto, tutto è fatto troppo in fretta e poi è una materia complessa, ma questo non vuol dire che non abbiamo il dovere di cercare di fare uno sforzo di interpretazione di queste norme sullo stato giuridico ex articolo 47 della legge n. 833.

Che cosa possiamo dire? A parte che qui il principio della delega, del decreto delegato, del decreto del Presidente della Repubblica, il rinvio...cioè sembra quasi una delega in bianco per molti aspetti che viene affidata con questo decreto. Ci sono delle situazioni previste dai vari articoli che chiederebbero un chiarimento maggiore, almeno per quanto mi riguarda il significato di un certo modo di impostare gli articoli, ad esempio sulle attribuzioni del personale, tanto per citarne uno, cioè sembra quasi impensabile che si facciano delle equiparazioni senza sapere quali siano le reali attribuzioni del personale. Quindi si fa una equiparazione che la si rinvia al decreto che dovrebbe essere stabilito dal Presidente della Repubblica su proposta del Ministro, che è un decreto insindacabile ad un certo punto, che stabilisce le attribuzioni del personale senza sapere su quali basi si imposterà questo decreto...cioè dà soltanto la delega al Ministro della Sanità.

Altri aspetti che ho sottolineato, quello ad esempio relativo alla formazione dei ruoli nominativi, ecco, non si capisce che significato possano avere i ruoli normativi e in funzione di questi ruoli nominativi fare delle scelte. A noi sembrerebbe più valido si fosse studiato un meccanismo della graduatoria in funzione di titoli o altri parametri che consentano a questo ruolo di avere un significato preciso. Diciamo così, una formazione di ruoli alfabetici, nominativi, non ci si dice assolutamente niente, non capiamo che significato possano avere altri aspetti, sto girando così rapidamente questa serie di articoli, continuo a vedere difficoltà notevoli nell'accentrare i problemi, ad esempio...a parte che noi non siamo interessati, ma per il personale delle Cliniche e degli Istituti universitari convenzionati, l'Assessore ha fatto alcuni riferimenti su questo articolo e appare un termine, diciamo così...quasi fosse un intercalare per la parte compatibile in quanto compatibile, cioè che nel contempo consente di dire senza dire di fare, però ammettendo le eccezioni che non si possono fare. Sono quei limiti che, ad un certo punto, non hanno - scusatemi il termine che bisticcia - "limitazioni". Ci sono parecchi altri aspetti, ma che faccio fatica a definire in termini molto concreti e confesso che, a questo punto, mi sono fatto parecchi appunti, anche qui entro in quel bisticcio dei termini "cacofonici", però la mancanza di approfondimento, l'aridità della materia, la difficoltà della materia rende estremamente difficile la possibilità di analisi di questo documento.

Come si può pretendere che un Consigliere regionale dia un parere così in fretta, senza avere conoscenza approfondita dell'argomento? Certo, il Governo ha messo un termine preciso, il 2 dicembre. Voglio i disposti di tutti i Consigli regionali, è un metodo che evidentemente costringe a dire un "sì" a scatola chiusa o dire un "no" a una scatola quasi chiusa! Se potessi dire il "ni", direi...ecco, la fiducia e i rischi sono grossi, mio caro collega, francamente qui non so cosa dire.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono intervenire? La parola al Consigliere Nebbia.

Nebbia (P.S.I.) - Direi in modo molto sintetico che condivido in tutto le argomentazioni espresse in questo momento dal Consigliere Pollicini, direi per gli stessi motivi, e facendo una semplice osservazione: sono piuttosto sospettoso del metodo adottato dal Governo, non vorrei che fosse un modo per attribuire ai Consiglieri regionali, quindi alle Regioni, delle responsabilità, degli errori che potrebbero essere del Governo stesso.

Esprimo perciò anch'io notevoli difficoltà a dare una valutazione a questo oggetto all'ordine dei giorno e ai documenti che successivamente ci sono pervenuti, per cui se è previsto dal Regolamento per un simile oggetto, mi asterrò dalla votazione.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La parola al Consigliere De Grandis.

De Grandis (P.R.I.) - Io non voglio ripetere le perplessità che sono già state esposte dagli altri Consiglieri per le difficoltà obiettive che ci sono nel valutare questo disegno di legge. Però, avevo rilevato che dalla documentazione che ci è stata trasmessa risulta che questo parere deve pervenire a Roma entro il 2 dicembre 1979; quindi, il tempo di un'ulteriore discussione non c'è, siamo di fronte a una necessità di decidere in qualche modo su questo disegno di legge.

Io ho esaminato le proposte fatte dall'Assessore e, sostanzialmente, le condivido, anche se viste naturalmente a "volo d'uccello" perché la possibilità di meditare non c'è stata. Ho letto attentamente anche le osservazioni fatte dai Sindacati e su queste ultime ho alcune perplessità che mi derivano dalla difficoltà - tra l'altro difficoltà già espresse dall'Assessore - di capire i riferimenti, non essendoci i richiami ai vari articoli del decreto.

Credo però sia utile tenere conto della proposta che aveva fatto il Consigliere Tonino, proposta che mi trova abbastanza consenziente, solo che il tempo di rimettere tutta questa documentazione alla Commissione Sanità non c'è, e quindi occorrerà trovare un'altra strada. Allora, chiedo se tecnicamente sia possibile...visto che la richiesta del Sindacato va in due direzioni, vale a dire che ha rilevato che questo disegno di decreto è in contrasto con la normativa che è in discussione attualmente in Parlamento per regolamentare il pubblico impiego, visto che ha espresso l'esigenza squisitamente sindacale che questo decreto non soffochi la possibilità della contrattazione collettiva, e questa mi sembra un'istanza del Sindacato quanto mai giusta e condivisibile...se non sia possibile aggiungere al parere che noi manderemo a Roma sostanzialmente quello presentato dall'Assessore, una raccomandazione che il Governo tenga conto delle indicazioni che sono scaturite dalle Confederazioni Sindacali sia a livello regionale che a livello nazionale. Per quanto ne so, le indicazioni che hanno fatto le Confederazioni Sindacali in Valle d'Aosta ricalcano grosso modo quelle che sono state fatte in campo nazionale, quindi un'aggiunta di questo tipo potrebbe dare quel minimo di spazio che, giustamente, deve essere dato anche alla richiesta di essere ascoltato da parte del Sindacato.

Dolchi (P.C.I.) - Altri che intendono prendere la parola? La Presidenza si rende conto che il dibattito è difficile, tenuto conto dell'articolato e del parere complessivo che il Consiglio deve esprimere, d'altra parte, la documentazione anche da parte degli Enti, delle organizzazioni interessate è arrivata all'ultimo momento e non è stato possibile distribuirla prima. Se nessuno chiede la parola, io darei, senza considerare chiusa la discussione generale, proprio per la delicatezza dell'argomento, la parola all'Assessore Rollandin, lasciando aperta, eventualmente, dopo le sue parole, la possibilità di intervenire nuovamente a completamento di quanto egli dirà o per rispondere alle eventuali proposte e controproposte. Il Consiglio concorda su questa procedura. La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Nell'esposizione avevo cercato, nel limite di quella che è la possibilità chiaramente di esternare o comunque di spiegare quello che era il contesto naturalmente di quelle che erano le norme e di quello che era essenzialmente il contenuto delle osservazioni che la Giunta aveva fatto proprie, a seguito dell'esame di quelle che erano le osservazioni a livello interregionale, il problema della difficoltà di comprensione e, quindi, di esame; anzi, visti i tempi brevi, era stato proposto di far valido subito quello che era una parere espresso in quella sede. Poi, per ragioni di forma, non si è aderito a questo, ma è prevalsa la tesi di portare il tutto in Consiglio regionale perlomeno per rendere...il Consiglio su quella che era la prassi e che veniva portato avanti quello che era il discorso di questa normativa.

Ora le osservazioni ulteriori che sono state fatte essenzialmente sono sulla difficile comprensione, e questo è purtroppo abbastanza evidente, però vorrei essenzialmente ribadire un concetto, e non per polemica... Comunque, quanto è stato riferito e detto sia da Tonino che dagli altri, cioè il far proprie le osservazioni dei Sindacati, i quali pongono in prima linea la necessità che con questa formulazione non venga comunque soffocato o comunque messo in discussione quello che è un futuro assetto e una futura discussione dei rapporti con il pubblico impiego, può essere un'osservazione, però, ripeto, il Consiglio regionale al momento attuale non è che dia un voto a favore o contro, è chiamato ad esprimere un parere, non è che con questa decisione si dia, così, un'espressione, un giudizio su quello che è l'operato del Governo, sia pur implicitamente la cosa ne comporta un aspetto, perché è chiaro che sulla prassi naturalmente il Consiglio interviene...questo non è un voto di fiducia al Governo! È un'espressione su di un documento di elaborazione che dovrà essere rivisto, dovrà essere riconfrontato per propri canali, come ho detto all'inizio per proprie sedi con le Confederazioni Sindacali, le quali hanno già proclamato quanto mi è stato detto nell'ultimo incontro che ho avuto in uno sciopero nazionale indetto proprio per protestare contro questo atteggiamento del Governo.

Quindi io ribadisco essenzialmente questo: quando si parla della contrattazione del pubblico impiego e di una contrattazione globale, naturalmente si parla di una norma che potrà essere definita...però contrasta con quanto è detto nell'articolo 47 della legge che è in vigore e su cui naturalmente il Consiglio è chiamato ad esprimersi, non è che possiamo prevedere quale sarà il futuro riassetto, è giusto formulare la raccomandazione che venga ripreso un concetto generale, cioè che nell'ambito di questo discorso globale venga rivista anche questa formulazione, la stessa cosa che, in altra sede, ho detto a proposito della riforma a livello fiscale, per quanto riguarda le norme che la legge finanziaria in discussione in Parlamento sta portando avanti. Ci sono delle norme che sono in contrasto con la legge n. 833, cioè il come verrà finanziato il fondo sanitario, come verrà gestito, con una rigidità fissata da Roma oppure secondo le esigenze...tutto questo discorso naturalmente è in formulazione, però, nel contempo, non possiamo dire che noi non dobbiamo avere un bilancio dell'Unità Sanitaria Locale mentre si discute la legge finanziaria, perché altrimenti nell'attesa che si migliori si blocca tutto! Questa è una prima osservazione. Quindi, nulla in contrario ad accludere o comunque ad aggiungere la raccomandazione che vengano tenute nella debita considerazione le osservazioni che possono essere fatte dalle Organizzazioni Sindacali, pur tenendo conto che l'articolo, così come è impostato e così come è fatto, ricalca quella che è la legge in vigore, nel bene e nel male, vale a dire le osservazioni che sono state fatte proprie dalla Giunta riguardano osservazioni sul modo di procedere e su quello che è il contenuto.

Sul fatto che un domani queste norme possano essere superate è chiaro che non si può esprimere in Consiglio...perché non ne ha la controparte, non ha la materia per discuterne globalmente. La stessa cosa potrebbe essere variata in futuro, quindi non è possibile esprimere un parere con la riserva che un domani...l'importante è che non ci sia, un domani, nella valutazione di queste articolazioni a livello governativo, un contrasto tra quello che è lo scopo definitivo, cioè quello di arrivare ad una formulazione globale che valga soprattutto per quanto riguarda il personale sanitario, venga rispettata quella che è la professionalità e quella che è essenzialmente la competenza degli operatori. Penso che questo valga così, a chiusura, perché se entriamo nel merito giustamente delle deroghe e delle attribuzioni è chiaro che è un lavorio complesso che, nell'ambito dell'articolazione, riguarda e fa riferimento alle altre norme della legge n. 833, quindi è chiaro che discuterne diventa complicato.

Penso quindi che con questo, accettando anche le raccomandazioni che facevano un po' tutti, vale a dire di tenere nella giusta considerazione - per quanto riguarda quello che è di competenza - le osservazioni dei Sindacati, penso che possa essere aggiunto in fondo, cioè sempre in questa visione, ecco, tenuto conto dei due livelli di discussione.

Dolchi (P.C.I.) - Allora, ci sono dichiarazioni di voto? Anche se voto non c'è! La proposta che fa la Presidenza è, tenuto conto anche della caratteristica del parere, che il Consiglio prenda atto, concordando o meno, in questo caso, manifestiamo...dello schema di decreto delegato, delle osservazioni della Giunta e di quelle interregionali che sono state presentate, auspicando che il parere definitivo tenga conto delle raccomandazioni espresse in sede di dibattito. Può essere accettata questa formulazione? In sede di dibattito le cose che sono state dette da quei colleghi per quello che concerneva, ad esempio, il riferimento alle Organizzazioni Sindacali. Ecco, io in questa dizione, però, chiederei che comunque il Consiglio si pronunciasse, perché così possiamo mettere "Il Consiglio prende atto a maggioranza" oppure "all'unanimità"...prende atto "concordando", quindi il concordare è...allora, tanto per sapere se il Consiglio prende atto a maggioranza o all'unanimità, io vi rileggo quella che sarebbe la formula che pensiamo possa essere adattabile a questa discussione, a queste conclusioni: "Il Consiglio prende atto, concordando, dello schema di decreto delegato - poi metteremo i termini precisi delle osservazioni formulate dalla Giunta e quelle concordate in sede regionale - auspicando che il parere definitivo tenga altresì conto delle raccomandazioni espresse nei documenti, quelli che sono stati distribuiti in sede di dibattito". Allora ci sono pareri contrari? Ci sono astensioni? Il Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - Io voglio fare una dichiarazione che non è di voto, è invece una considerazione: se per ragioni di opportunità tutti i Gruppi sono d'accordo di appoggiare la definizione che il Presidente del Consiglio ha testé letto, anch'io mi allineo all'unanimità, anche se non è una vocazione che ho, altrimenti personalmente sarei contrario, però se esiste questa prospettiva, secondo lo spirito che il Presidente ha detto, cioè di tener conto del verbale di accompagnamento, dei documenti presenti, della discussione in aula, a questo punto anch'io sono d'accordo, però, deve essere un discorso concordato. Penso che l'Assessore, per primo, abbia delle perplessità, credo non ci sia nessuno disposto ad accettare a scatola chiusa un documento. Se invece esiste questa posizione complessiva del Consiglio, io mi adeguo a questa...però vorrei saperlo, ecco!

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Rollandin e poi al Consigliere Tonino.

Rollandin (U.V.) - Chiedo scusa, io vorrei solo chiarire ancora una volta che qui non si tratta di esprimere un parere che si è cercato di fare, cioè concordato, nel senso che sia le osservazioni che sono state presentate e illustrate, sia tenuto conto di quelle che possono essere le osservazioni sindacali per quella parte che naturalmente ho cercato di spiegare...il fatto di avere un atteggiamento critico può essere più che giusto e normale, cioè il dire "voto contrario" o "voto favorevole" a questa proposta ha quel significato che ho detto prima, è una proposta sui cui il Consiglio è chiamato a esprimersi, punto e basta, non è che implichi nulla di più!

Dolchi (P.C.I.) - Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Le nostre perplessità derivano dalla formulazione del parere finale in cui si scrive, se ho capito bene, che il Consiglio prende atto concordando e, poi, auspica che si tengano conto delle osservazioni fatte dal movimento sindacale. Allora, per chiarire: se la formulazione è quella, noi teniamo conto favorevolmente del fatto che venga inserita una richiesta che era venuta dal nostro Gruppo di tener conto di quei concetti di fondo espressi dal movimento sindacale, però quel "prendere atto concordando" francamento non ce la sentiamo, perché non concordiamo.

Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Rollandin.

Rollandin (U.V.) - Vorrei precisare: non è una questione personale, non è che la cosa influisca in nessun modo con un atteggiamento...cioè la Giunta ha preso in esame il progetto di legge, ha espresso queste determinate osservazioni che sono state presentate al Consiglio per verificare se le faceva proprie, quindi erano da prendere come raccomandazioni da aggiungere, da accludere a quelle che possono essere quelle sindacali. Per dire che su questo parere il Consiglio è chiamato a esprimersi, cosa si dice nell'esame di questo...si ritiene di raccomandare il Governo di tener conto di tutte queste osservazioni, punto e basta!

Dolchi (P.C.I.) - Vogliamo eliminare la parola "concordando"? Io non ho nessuna difficoltà. Vorrei una formulazione precisa, siccome manca...l'ho fatta io, d'altra parte il Consiglio se non fosse in grado di deliberare...cioè il Consiglio non delibera, esprime questo parere con una presa d'atto che tiene conto del decreto, delle osservazioni della Giunta, di quelle interregionali, e poi, per gli altri, auspica che il parere definitivo che compete all'Esecutivo tenga conto delle raccomandazioni espresse nei documenti in sede di dibattito. Questo...se l'Assessore Rollandin ha un'altra formulazione che voglia essere più precisa...o che, tenendo conto delle osservazioni del Consigliere Pollicini, accolga all'unanimità...

Rollandin (U.V.) - ...l'ho detto prima, si raccomanda che le osservazioni sia della Giunta che dei Sindacati vengano prese in considerazione in sede di...punto!

Dolchi (P.C.I.) - Allora, raccomandando che il parere definitivo tenga conto delle raccomandazioni espresse nei documenti in sede di dibattito...va bene, allora come prima, ci sono voti contrari? Ci sono voti astenuti? Allora il Consiglio, all'unanimità...vogliamo alzare le mani, tanto perché formalmente i roganti siano concordi? Chi è d'accordo allora su questa formulazione è chiamato ad alzare la mano, grazie. Contrari? Astenuti?

Il Consiglio, allora, prende atto all'unanimità (su 26 presenti).

Il Consiglio

prende atto

dello schema di decreto delegato, delle osservazioni della Giunta ed interregionali, raccomandando che il parere definitivo tenga conto delle osservazioni contenute nei documenti e di quelle emerse in sede di dibattito.

Dolchi (P.C.I.) - Colleghi Consiglieri, il Consiglio è stato già convocato per i giorni 5, 6 e 7 dicembre.

La seduta è tolta.

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L'adunanza termina alle ore 18,54.