Objet du Conseil n. 557 du 26 novembre 1979 - Verbale
OGGETTO N. 557/79 - Rielaborazione del disegno di legge regionale concernente: "Organizzazione dei servizi sanitari e socio-assistenziali della Valle d'Aosta. (Interpellanza del Consigliere Riccarand)
Interpellanza
Il sottoscritto Consigliere regionale di Democrazia Proletaria-Nuova Sinistra
Constatato che il Presidente della Commissione di Coordinamento ha rinviato non vistata la legge regionale "Organizzazione dei servizi sanitari e socio-assistenziali della Valle d'Aosta", rilevando numerose e sostanziali difformità fra la legge regionale e la legge statale n. 833 del 23.12.1978; difformità peraltro già rilevate dai Consiglieri di opposizione durante la discussione in aula;
Rilevato che le osservazioni del Presidente della Commissione di Coordinamento sono tali da costringere la Giunta ad una revisione profonda e sostanziale del proprio disegno di legge;
Nel ricordare la prassi abnorme con cui, nella seduta del 26.9.1979, si è imposta la votazione del disegno di legge n. 99 senza un'adeguata discussione nella competente Commissione consiliare e senza una consultazione degli Enti locali e delle Organizzazioni sindacali;
Interpella
la Giunta regionale per conoscere in che modo intende procedere alla rielaborazione della legge regionale ed in che modo intende promuovere una adeguata consultazione dei Comuni, delle Comunità Montane e delle OO.SS..
Aosta, 12 novembre 1979
F.to: Elio Riccarand
Dolchi (P.C.I.) - Consigliere Riccarand, le cedo la parola per l'illustrazione dell'interpellanza.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - Nel mese di marzo, esattamente il 14 marzo del '79, io e il Consigliere Péaquin del Gruppo Comunista avevamo presentato una mozione, in quest'aula, in cui si impegnava l'Assessore regionale alla Sanità ed Assistenza Sociale ad aprire un'ampia consultazione con le forze sociali e politiche per l'elaborazione di una proposta di legge che recepisca gli indirizzi della legge n. 833 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. Sono passati otto mesi e mezzo da quella mozione e il dibattito, la discussione sulla legge applicativa della legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale in Valle d'Aosta è un dibattito che ancora non è stato fatto in forme corrette, in forme democratiche.
La Giunta e la maggioranza, nel mese di maggio respinsero la mozione, perché l'Assessore Rollandin affermò che in Valle d'Aosta l'applicazione della riforma sanitaria era stata anticipata dalla legge regionale n. 60 del dicembre del '78, precedente all'approvazione della legge n. 833.
Il risultato è che, adesso, ci ritroviamo con le affermazioni di essere all'avanguardia nel campo della riforma sanitaria e ci ritroviamo nettamente alla retroguardia, in quanto la legge regionale non è stata fatta ed è ancora completamente in discussione. Il disegno di legge n. 99, che è stato elaborato dalla Giunta e portato in Consiglio nel mese di settembre, è stato elaborato senza nessuna consultazione e imposto all'approvazione del Consiglio regionale, nonostante tutte le forze politiche - ad eccezione dell'Union Valdôtaine - avessero richiesto un rinvio ed un approfondimento.
Era quello, il disegno di legge n. 99, un pessimo disegno di legge caratterizzato da uno spirito sopraffattore e centralistico, zeppo di illegittimità. Per questo noi avevamo duramente criticato il disegno di legge sia in quest'aula sia all'esterno. I rilievi fatti dal Presidente della Commissione di Coordinamento hanno puntualmente confermato la fondatezza delle nostre critiche. Gli otto rilievi del Presidente della Commissione di Coordinamento toccano aspetti sostanziali del disegno di legge approvato dalla maggioranza del Consiglio, aspetti sostanziali come la mancata consultazione di Comuni, l'illegittimità dell'Assemblea generale dell'Associazione così come veniva proposta, la non competenza della Regione nel limitare i Distretti, l'autonomia dei Comuni associati di darsi lo statuto, eccetera...questo per indicare solo alcuni punti essenziali fra quelli indicati dal Presidente della Commissione di Coordinamento.
Il testo della nuova legge, se vorrà risolvere i vizi di illegittimità, dovrà essere sostanzialmente modificato ed è sperabile che questa modifica avvenga con il contributo di tutti e per tutti, intendo le forze politiche, quindi i Gruppi presenti in Consiglio, i Comuni, le Comunità Montane, le Organizzazioni sindacali, che non si ripeta la prassi illecita di settembre quando si venne a discutere in aula un testo che era nuovo, in quanto in Commissione non c'era stato nessun dibattito, era stato presentato un testo che poi venne modificato completamente in aula con la presentazione di 55 emendamenti da parte dell'Assessore. A settembre, per guadagnare chissà quale tempo - mentre non c'era affatto tutta quella fretta e si poteva tranquillamente aspettare una settimana o quindici giorni, in modo da poter fare una discussione adeguata - si è finito, in realtà, col perdere altri tre mesi di tempo. Ora la discussione deve ripartire da capo, perché il testo che verrà in Consiglio sarà necessariamente, obbligatoriamente nuovo in punti sostanziali e fondamentali.
Ora, il problema che pongo con questa interpellanza è di sapere quale consultazione l'Assessore alla Sanità e la Giunta regionale hanno intenzione di promuovere sul nuovo testo del disegno di legge. Ora la prassi che è stata adottata per consultare i Comuni e di cui si è avuto notizia tramite gli organi di informazione è indicativa di un metodo che non è corretto. Si tratta di quel tipo di consultazione che è stato avviato dall'Assessore alla Sanità nei confronti dei Comuni, è un tipo di consultazione che è proprio la negoziazione della democrazia partecipata. In sostanza, si chiede ai Comuni di stare buoni e zitti; si chiede, invece, nel momento in cui bisognerebbe andare a discutere con i Comuni, il significato della legge e sulle sue caratteristiche cercando di colmare anche le carenze di disinformazione; si chiede, invece, in sostanza, ai Comuni di accettare quello che viene proposto dalla Giunta. Addirittura, i Comuni, che non esprimeranno nessun parere, sono considerati come se avessero espresso un parere positivo sulla proposta della Giunta regionale.
Scopo dell'interpellanza è quindi quello di capire le intenzioni della Giunta, cioè in che modo si intende effettuare una effettiva consultazione, un effettivo dibattito sul nuovo testo facendo sì che sia espressione di uno sforzo reale di applicazione della riforma sanitaria in Valle d'Aosta. In particolare, chiedo di sapere: che utilizzazione verrà fatta dei pareri dei Comuni? Tali pareri verranno trasmessi ai Consiglieri? Saranno discussi in Consiglio oppure se anche i Comuni esprimeranno...una serie di Comuni esprimerà un parere negativo di questo...non si terrà conto? Quale tipo di consultazione s'intende promuovere nei confronti delle Organizzazioni sindacali? Ricordo che le Organizzazioni sindacali, dopo l'approvazione del disegno di legge n. 99, fecero un comunicato unitario di tutte le Organizzazioni sindacali in cui criticavano il metodo che era stato adottato nell'approvare il disegno di legge senza nessuna consultazione delle stesse. Terzo punto: quale consultazione intende promuovere la Giunta regionale e l'Assessore alla Sanità fra le Comunità Montane che, in base alla legge n. 833, sono uno dei soggetti fondamentali della riforma sanitaria e che, quindi, devono essere sentite in merito all'attuazione della riforma in Valle d'Aosta. Quarto punto: in che modo la Giunta è disposta a confrontarsi con le proposte di modifica che noi, e penso altri Gruppi consiliari presenteremo, se ci sarà lo spazio di un dibattito reale in Commissione sanità o se si giungerà di nuovo ad un dibattito in aula senza che le Commissioni abbiano espresso alcun parere?
Dolchi (P.C.I.) - La parola all'Assessore Rollandin.
Rollandin (U.V.) - I punti che sono stati sottolineati, a parte che ampliano di molto quanto penso che, sinteticamente, era stato osservato nella dizione dell'interpellanza e, parto da quella che era la mozione del 14 marzo 1979, dove avevo detto che il modo con cui era stata fatta la preventiva consultazione e il dibattito sino a quel momento sulla formazione dei Distretti anticipava, ribadisco il concetto, il discorso che, poi, pochi giorni dopo, è stato recepito ed è stato messo nella legge approvata il 23 dicembre 1978, cioè la legge sulla riforma sanitaria.
Essendoci stato questo lavoro preventivo in quanto, come ho detto, per arrivare alla determinazione dei Distretti c'è stato il dibattito sia a livello delle Associazioni dei Comuni, sia a livello dei singoli Comuni per vedere quali erano le implicazioni che portavano a questo passo e che cosa comportava la ridefinizione per la nuova legge della riforma sanitaria, essendoci stato questo lavoro, non penso sia necessario ricominciare tutto da capo. Venendo a quello che è sostanziale, devo dire che il concetto di retroguardia-avanguardia, a parte i punti di vista, ribadisco che nel presentare la legge, la Regione Valle d'Aosta è stata una delle prime e, così, il dibattito che è stato portato avanti nei Comuni è una delle poche ad averlo fatto in quel modo per arrivare alla definizione degli ambiti territoriali. Se poi si vuole aggiungere che il tutto potrebbe essere rifatto, ripreso, dico subito che non siamo d'accordo e che la lettera che è stata mandata ai Comuni, è stata inviata perché si diceva, nel punto primo delle osservazioni del Governo, che dovevano essere sentiti i Comuni in base al penultimo comma dell'articolo 11 della legge n. 833 il quale recita: "Le Regioni, sentiti i Comuni interessati determinano gli ambiti territoriali delle Unità Sanitarie Locali". Quando noi abbiamo fatto l'incontro con il direttivo dell'Associazione Sindaci, abbiamo mandato questa lettera, qual è stato l'impatto? Effettivamente, anche loro, come avevo già detto, nel momento in cui chiedevamo l'adesione o comunque le osservazioni sui Distretti ritenevano implicita l'approvazione dell'unica sanità locale; difatti, molti hanno ribadito che si ritenevano già consultate, che non ritenevano di ripetere un giudizio che avevano già dato. Quindi, hanno detto che era superfluo il fatto di ribadire un concetto che già avevano espresso e, a riprova del giudizio che noi avevamo dato, che non era come si affermava nel punto primo che non erano stati sentiti i Comuni, in quanto se fosse stato vero che il quesito specifico non era stato posto, però, nel momento in cui si era dibattuto sui Distretti, si era detto che questi andavano a inserirsi sempre nel quadro di un'unica Unità Sanitaria Locale perché, variando questo punto, naturalmente si veniva a variare anche tutta la successiva rideterminazione e tutta l'impostazione della legge, quindi questo rimaneva chiaro.
Per quanto riguarda la partecipazione, quindi, è stata più che ampia e dibattuta. Il modo con cui la Giunta intende procedere per riportare in Consiglio la legge è il seguente: essendo stata fatta, come ho detto, questa consultazione ulteriore dei Comuni di cui, naturalmente, verranno dati e resi pubblici i risultati a tutti i Consiglieri, verrà data ampia informazione di quali saranno le successive risposte. Sono state fatte delle deduzioni e delle confutazioni di alcuni punti, osservazioni che erano illegittime da parte...e che comunque non erano nello spirito di quello che si voleva dire con la legge. Quindi, in una relazione verranno articolate punto per punto quelle che sono le osservazioni sia su quella che è la prima delle informazioni ai Comuni che è stata fatta - e le risposte ne sono una riprova -, sia di quelli che sono la formulazione e il modo di elezione.
Sul modo di elezione, c'è da dire essenzialmente un punto: che la Regione, tramite il Comitato dei Distretti, intendeva fare un'elezione che poteva configurarsi come un'elezione di secondo grado, mentre qui viene detto che i singoli Comuni votano, il che non cambia nulla, perché già i Comuni votavano i rappresentanti dei Distretti che poi, a loro volta, nel loro interno, votavano i rappresentanti dell'Associazione.
Ritornando alla definizione originaria che i Comuni, nell'ambito del proprio Distretto, votano i propri rappresentanti nell'Associazione, il che non cambia nulla, perché le osservazioni che sono state fatte si riportano al vecchio testo di legge, dove in un primo momento si diceva che: "I singoli Comuni nell'ambito dei rispetti Consigli comunali", dizione che, nel secondo testo di legge, nel testo di legge approvato è stato cancellato ed è stato appunto modificato nel modo in cui è l'attuale, proprio per evitare che ci fosse un'assemblea pletorica. Nelle notazioni, nelle osservazioni che sono state fatte in aula è stato ribadito questo concetto, cosa che noi avevamo detto al momento della discussione della legge che non si voleva arrivare ad un'assemblea pletorica che, invece, è a quanto si vorrebbe arrivare naturalmente se tutti i 74 Comuni eleggessero, ad esempio, per rappresentante...il che naturalmente non sarebbe nello spirito della legge. Prova è che la legge della Regione Veneto, che è l'unica approvata, che è l'unico testo che, in seconda istanza - la prima volta è stata bocciata - è stata approvata, propone un tipo di elezioni che si avvicini a quello che abbiamo posto noi. Quindi verranno fatte delle osservazioni, la legge verrà riproposta e ripresentata al prossimo Consiglio, le notazioni e questo dato...verrà fatta la consultazione con le Organizzazioni sindacali sulle osservazioni che la Giunta ha già valutato sugli emendamenti da fare al testo di legge che è stato presentato.
Quindi, il testo di legge che è passato nell'ultimo Consiglio e su cui sono state fatte delle osservazioni da parte degli organi governativi, verrà ripresentato con delle modifiche agli articoli, secondo quanto la Giunta ha già esaminato e che verrà discusso con le OO.SS. e con la Commissione Sanità.
Dolchi (P.C.I.) - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Dem. Prol.-Nuova Sin.) - La risposta dell'Assessore alla Sanità non è soddisfacente, anzitutto perché si ripropone un metodo di non consultazione. Per quanto riguarda i Comuni, la consultazione che è stata avviata è del tutto formale e non mi pare che dalle parole dell'Assessore ci sia una volontà di tener conto realmente di quelle che saranno le opinioni espresse dai Comuni. L'Assessore non ha assolutamente parlato del tipo di consultazioni, del tipo di pareri che intenda ascoltare dalle Comunità Montane, che sono un organo - ripeto - essenziale e fondamentale come soggetto della...nella legge n. 833 è più volte ribadito a chiare lettere qual è il ruolo delle Comunità Montane. Ha detto l'Assessore che ci sarà una consultazione nei confronti delle OO.SS..
Per quanto riguarda il dibattito della Commissione Sanità, vorrei fare presente che l'Assessore ha affermato che intende portare in discussione il nuovo disegno di legge già nel prossimo Consiglio. Ecco, io penso che i tempi siano molto ristretti e spero che ci sia il testo e che sia messo, il più presto possibile, a disposizione dei Consiglieri (o almeno della Commissione Sanità o delle OO.SS.), perché ci possa essere un dibattito reale su questo nuovo testo.
Per quanto riguarda poi le modalità di elezione dell'assemblea generale, il fatto che i Comuni non possano essere tutti rappresentati nell'assemblea generale che gestirà l'Unità Sanitaria Locale perché sennò si andrebbe incontro ad un'assemblea pletorica con oltre 150 membri, 200, eccetera...questo è verissimo, se si fa la scelta come ha fatto la Giunta di fare un'unica Unità Sanitaria Locale, mentre, invece, evidentemente, il fatto di fare due o più...almeno due Unità Sanitarie Locali ci sarebbe la possibilità di prevedere una rappresentanza non solo di tutti i Comuni, ma anche delle maggioranze, delle minoranze politiche presenti all'interno di tutti i Comuni e, quindi, si tratta... Evidentemente, questa è una scelta politica che ha fatto l'Assessorato e la maggioranza del Consiglio regionale, una scelta così che non condivido e che, a mio avviso, va rimeditata anche alla luce delle osservazioni fatte dal Presidente della Commissione di Coordinamento.
Punto n. 8 dell'ordine del giorno.
