Objet du Conseil n. 94 du 13 juillet 1960 - Verbale

OGGETTO N. 94/60 - ESAME E DISCUSSIONE DEL BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° LUGLIO 1960 - 30 GIUGNO 1961.

L'Assessore alle Finanze, COLOMBO, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione e proposta concernenti l'approvazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, relazione e proposta trasmesse in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE DI AOSTA

- Relazione al progetto di Bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 -

La Giunta sottopone all'esame e all'approvazione del Consiglio regionale l'allegato progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, progetto che ripete l'impostazione generale già adottata per i bilanci dei precedenti esercizi finanziari per quanto concerne la classificazione delle varie voci di entrata e di spesa.

Le variazioni apportate agli stanziamenti delle varie voci di entrata del bilancio in esame, in confronto agli stanziamenti di entrata del bilancio per il precedente esercizio finanziario, sono le seguenti:

Maggiori entrate previste:

- Proventi delle concessioni e sub-concessioni di acque pubbliche e di miniere

L.

10.000.000

- Sovrimposta provinciale sui fabbricati

L.

5.000.000

- Entrate per emolumenti e diritti per contratti

L.

200.000

- Compartecipazione sui proventi delle tasse automobilistiche

L.

15.000.000

- Addizionale sui vari tributi erariali, comunali e provinciali

L.

10.000.000

- Contributi dovuti all'Ufficio Turismo dai Comuni per attività private e per imposta di soggiorno

L.

3.000.000

- Contributo consolidato in sostituzione del soppresso contributo integrativo di utenza stradale

L.

5

- Provento per analisi a pagamento eseguite nel Laboratorio regionale di Igiene e profilassi

L.

2.000.000

- Entrate pertinenti l'Istituto regionale di assistenza materna ed infantile di Aosta

L.

25.000.000

- Ricuperi di somme sulle spese ero gate per ricoveri

L.

5.000.000

- Provento contributi a carico dei Comuni nelle spese erogate per il funzionamento del Laboratorio regionale di Igiene e profilassi

L.

1.000.000

- Provento della gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent

L.

180.000.000

- Ricuperi di somme sulle spese erogate sui capitoli di spesa della parte straordinaria del bilancio

L.

3.000.000

- Provento mutuo da contrarsi con la Cassa Sovvenzioni anticendi per la costruzione della Caserma dei Vigili del fuoco

L.

80.000.000

- Compartecipazione sul provento I.G.E.

L.

2.000.000

Totale maggiori entrate previste

L.

341.200.005

Minori entrate previste

- Interessi su titoli di proprietà e su giacenze di cassa

L.

40.000.000

- Sovrimposta provinciale sui terreni

L.

8.520

- Addizionale provinciale sui redditi agrari

L.

2.450

- Entrate per mutuo contratto con Cassa di Risparmio di Torino per finanziamento di spese per opere di pubblica utilità

L.

1.500.000.000

- Provento del mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti per la costruzione di una Casa popolare in Aosta

L.

30.000.000

Totale minori entrate previste

L.

1.570.010.970

Minori entrate effettive previste

L.

1.228.810.965

In conseguenza delle minori entrate previste nel bilancio per stralcio dei proventi dei mutui con la Cassa di Risparmio (di L. 1.500.000.000) e con la Cassa Depositi e Prestiti (Lire 30.000.000) stipulati nel corso dell'esercizio finanziario 1° luglio 1959 - 30 giugno 1960, sono state apportate le conseguenti riduzioni agli stanziamenti dei capitoli della parte spesa del bilancio, con conseguenti sensibili riduzioni dei programmi di attività e di iniziative dei vari Assessorati regionali.

Le variazioni apportate agli stanziamenti delle varie voci di spesa del bilancio in esame, in confronto agli stanziamenti di spesa del bilancio per il precedente esercizio finanziario sono le seguenti:

Minori spese previste:

- Assessorato alle Finanze (per spese generali)

L.

140.907.550

- Assessorato Agricoltura e Foreste

L.

115.000.000

- Assessorato Industria e Commercio

L.

15.000.000

- Assessorato ai Lavori Pubblici

L.

1.200.000.000

- Assessorato alla Pubblica Istruzione

L.

20.800.000

- Assessorato alla Sanità e Assistenza sociale

L.

24.100.000

- Assessorato al Turismo, Antichità e Belle Arti

L.

29.000.000

- Movimento di capitali (acquisto di beni)

L.

35.000.000

Totale minori spese previste

L.

1.579.807.550

Maggiori spese previste:

- Assessorato alle Finanze (per spese generali)

L.

69.813.000

- Assessorato Agricoltura e Foreste

L.

33.000.000

- Assessorato ai Lavori Pubblici

L.

82.000.000

- Assessorato alla Pubblica Istruzione

L.

73.500.000

- Assessorato alla Sanità e Assistenza sociale

L.

33.000.000

- Assessorato al Turismo, Antichità e Belle Arti

L.

10.000.000

Movimento di capitali

L.

49.683.585

Totali maggiori spese previste

L.

350.996.585

Differenza: minori spese previste

L.

1.228.810.965

Il pareggio del bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 è assicurato, in base all'ammontare delle seguenti previsioni di entrata, con notevoli riduzioni delle previsioni di spesa inoltrate alla Giunta dai singoli Assessorati in relazione alle necessità dei rispettivi servizi e programmi di opere e di iniziative:

- Entrate locali ordinarie proprie della Regione

L.

642.000.700

- Provento 9/10 dei canoni statali sulle concessioni di acque a scopo idroelettrico

L.

230.000.000

- Provento delle quote fisse di ri partizione fra lo Stato e la Regione delle entrate erariali

L.

1.300.000.000

- Provento delle quote variabili di ripartizione fra lo Stato e la Regione delle entrate erariali

L.

450.000.000

- Provento della gestione degli stabilimenti speciali di St. Vincent

L.

1.630.000.000

- Entrate straordinarie diverse

L.

368.100.000

- Entrate per movimenti di capitali

L.

385.000.000

Totale entrate effettive

L.

5.005.100.700

- Entrate per partite di giro

L.

659.950.000

- Entrate per contabilità speciali

L.

505.800.000

Totale entrata

L.

6.170.850.700

Particolare menzione meritano le previsioni di entrata dei proventi degli Stabilimenti speciali (Casa da gioco) di St. Vincent e dei proventi per quote fisse e quote annue variabili di ripartizione di entrate erariali fra lo Stato e la Regione.

Per quanto riguarda la previsione della entrata di Lire 1.630.000.000 per proventi degli Stabilimenti speciali (Casa da gioco) di St. Vincent, si osserva che si tratta di previsione iscritta in base al massimo prevedibile provento annuo in relazione al risultato della gestione del precedente esercizio e al previsto aumento dell'attività degli Stabilimenti stessi, tenendo conto anche dell'apertura del nuovo Stabilimento della Fons Salutis e dello sviluppo dei programmi di manifestazioni e di propaganda turistica tendenti ad aumentare l'afflusso dei turisti e dei frequentatori degli Stabilimenti speciali di St. Vincent.

Va rilevato che si tratta di entrate, aventi carattere continuativo-ricorrente, iscritte annualmente in bilancio e destinate a finanziare spese straordinarie di carattere ricorrente.

Si tratta, inoltre, di entrate che sono state a suo tempo sempre considerate e conteggiate fra le entrate normali e ricorrenti della Regione ai fini della determinazione delle entrate e delle spese della Regione nonché delle quote di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta a' sensi dell'art. 14 del Decreto LL. 7-9-1945 n. 545, dell'art. 12 dello Statuto speciale per la Regione Valle d'Aosta e a' sensi degli articoli 2 e 4 della legge 29-11-1955 n. 1179, sull'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta. Ciò risulta, d'altronde, anche dalle stesse relazioni ufficiali sulla citata legge n. 1179 e sui precedenti provvedimenti legislativi concernenti la erogazione di contributi annui statali alla Regione Valle di Aosta in luogo della non ancora intervenuta determinazione delle quote di ripartizione di entrate erariali fra lo Stato e questa Regione.

Si richiama, ad esempio, quanto risulta, in proposito, nelle seguenti relazioni ufficiali:

- a) relazione della quarta Commissione Permanente della Camera dei Deputati (Finanze e Tesoro), presentata il 15-6-1949, n. 393 A, al disegno di legge concernente l'assegnazione di un contributo statale per l'anno 1948 alla Valle d'Aosta, in attesa della ripartizione delle entrate erariali - Relatore: Chiaramello ("Nel riparto si è tenuto conto delle entrate straordinarie del Casinò di St. Vincent").

- b) relazione della quarta Commissione Permanente (Finanze e Tesoro) alla Camera dei Deputati (n. 1842-A. Atti Parlamentari) sul disegno di legge presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e concernente l'ordinamento finanziario della Regione Valle di Aosta (legge 29-11-1955, n. 1179), - Relatore Chiaramello:

"I proventi del Casinò della Valle devono considerarsi, come del resto sempre lo furono, entrate ordinarie e che servono alla Regione e al Comune di St. Vincent per incrementare determinati servizi, dei quali il più importante, il Turismo, di carattere internazionale e in modo particolare di frontiera".

- c) relazione governativa al Senato della Repubblica (n. 1104 Atti Parlamentari) sul disegno di legge presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e comunicato alla Presidenza del Senato il 22-6-1955, concernente l'ordinamento finanziario della Regione Valle d'Aosta (legge 29-11-1955, n. 1179):

"Le iniziative già avviate durante la passata legislatura, con la formulazione di un primo schema su cui non fu possibile raggiungere le necessarie intese con la Regione, sono state ultimamente riprese e concretate, in pieno accordo con la Giunta regionale, nel presente disegno di legge, il quale disciplina l'ordinamento finanziario della Valle, secondo i criteri e le norme che vengono qui di seguito illustrati.

L'articolo 2 delinea la classificazione delle entrate ordinarie della Regione (omissis), tra cui si è inteso di includere i proventi della Casa di giuoco di Saint Vincent, quote di tributi erariali, una quota dei canoni per le concessioni di derivazioni a scopo idroelettrico ed imposte e sovrimposte proprie della Regione, comprese quelle relative a servizi provinciali da essa assorbiti.

Per l'attribuzione alla Valle di quote di tributi erariali, analogamente a quanto previsto dagli Statuti della Sardegna e del Trentino-Alto Adige, si è seguito un sistema misto di quote fisse e di quote variabili, da determinarsi annualmente in relazione alle esigenze della Regione per l'adempimento delle funzioni normali". (omissis).

"Viene, inoltre, stabilita la devoluzione dei 9/10 dei canoni per le concessioni di derivazioni a scopo idroelettrico, con richiamo all'articolo 12 dello Statuto, che prevede al quarto comma la attribuzione di detti proventi". (omissis).

"L'insieme delle entrate previste negli art. 3 (2) e 4 fornirà alla Valle i mezzi finanziari occorrenti per le sue funzioni normali. Per provvedere a scopi determinati, che non rientrino in tali funzioni, lo Stato assegna alla Regione, con legge, contributi speciali. Tale principio già enunciato nell'articolo 12 dello Statuto, trova esplicita conferma nell'articolo 5 del disegno di legge".

Il normale bilancio annuale della Regione non ha entrate sufficienti per provvedere alle molte e rilevanti necessità straordinarie, né, tanto meno, alla soluzione degli importanti problemi di carattere eccezionale che si imporranno a breve scadenza in relazione alla prossima apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, problemi la cui onerosa soluzione esula dalle competenze e funzioni normali della Regione.

Per la soluzione di tali problemi occorrerà, quindi, richiedere l'intervento finanziario straordinario dello Stato, a' sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale e dell'articolo 5 della legge 29-11-1955 n. 1179, mentre per l'attuazione di altri importanti lavori e opere pure di carattere straordinario, ma di interesse esclusivamente regionale, potrà essere in seguito esaminata la possibilità di approvare l'assunzione, entro certi limiti, di nuovi mutui passivi a lunga scadenza, in aggiunta ai mutui passivi già assunti dalla Regione e il cui ammortamento grava sensibilmente sul bilancio regionale.

Tenendo conto delle grandi necessità di molte zone di montagna e delle rilevanti spese annue, in continuo aumento, per i servizi già statali trasferiti solo in Valle d'Aosta a carico della Regione (si citano le rilevanti spese per i servizi scolastici) dovrebbe essere sensibilmente aumentato l'attuale provento delle quote fisse variabili di ripartizione delle entrate erariali di cui agli artt. 2 e 4 della legge 29-11-1955, n. 1179.

Per quanto riguarda, infatti, le previsioni di entrata dei proventi annui regionali delle quote fisse (L. 1.300.000.000) e delle quote variabili (L. 450 milioni, in corso di trattativa), è ovvio che tali proventi sono ormai da considerarsi insufficienti in rapporto alle aumentate necessità e spese annue per i servizi e le funzioni normali dell'Amministrazione regionale.

Si renderà, pertanto, necessario di richiedere un sensibile aumento degli attuali proventi delle menzionate quote di ripartizione delle entrate erariali, anche per evitare che i proventi regionali degli Stabilimenti speciali di St. Vincent, che vengono iscritti in bilancio nel loro massimo prevedibile gettito, vadano in parte destinati al finanziamento delle spese ordinarie per le funzioni normali della Regione, con conseguente non giustificabile riduzione delle entrate che dovrebbero derivare alla Regione dalla ripartizione delle entrate erariali previste dal primo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Né possono propriamente considerarsi comprese nella particolare categoria dei proventi regionali per ripartizione di entrate erariali i proventi dei nove decimi dei canoni annuali per concessioni di derivazioni di acque a scopi idroelettrici, di cui all'ultimo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale ed al penultimo comma dell'articolo 2 della legge 29-11-1955 n. 1179, trattandosi di proventi che sono da porsi in relazione anche ai precedenti articoli 7 e 8 dello Statuto ed all'impegno già preso dal Governo di Liberazione e confermato dall'Assemblea Costituente a titolo di transazione e di riconoscimento dei diritti dei Comuni valdostani in materia di acque pubbliche, ad evitare la ripresa delle rivendicazioni a suo tempo già iniziate in sede giudiziaria dai Comuni valdostani nei confronti dello Stato.

Per quanto concerne le entrate erariali riscosse dallo Stato in Valle di Aosta e la ripartizione-assegnazione alla Regione di quote di determinate entrate erariali, si osserva che, nella seduta del 13 marzo 1953 alla Camera dei Deputati, l'On.le Chiaramello, Relatore sul disegno di legge in esame per la corresponsione alla Regione Valle di Aosta di acconti sulle quote di ripartizione delle entrate erariali per gli anni 1951 e 1952 (v. Atti parlamentari: pagine 2391-2392-2393), dichiarava fra l'altro quanto segue:

"Va tenuto presente che, agli effetti della determinazione delle entrate e delle spese della Regione e agli effetti della conseguente determinazione della quota dei tributi erariali da assegnare alla Regione, sono regolarmente conteggiate ed iscritte nel bilancio regionale tutte le entrate proprie della Regione, ordinarie e straordinarie, fra le quali ultime sono pure comprese quelle relative ai proventi annuali degli stabilimenti speciali (Casa da gioco) di St. Vincent.

Va pure tenuto presente che i tributi erariali riscossi annualmente dallo Stato per le attività economiche e industriali della Valle d'Aosta superano i 4 miliardi, che sono riscossi per più di metà nel territorio della Regione, mentre la rimanente quota, riscossa fuori della Regione, si riferisce ai tributi riguardanti attività economiche ed industriali espletate in Valle d'Aosta da Società aventi stabilimenti in Valle e sede legale fuori di essa.

La Valle d'Aosta è, pertanto, da considerarsi fra le Regioni aventi il maggior carico tributario unitario, in rapporto al numero degli abitanti".

Va pure osservato che lo Stato ha continuato ad introitare, dal 1948 in poi, in Valle d'Aosta, le entrate relative ai proventi fiscali dei monopoli, delle imposte di fabbricazione e dei tributi doganali non essendo ancora stato attuato il regime di zona franca stabilito dall'articolo 14 dello Statuto regionale e procrastinandosi ormai da troppi anni la applicazione dei conseguenti benefici fiscali ai quali la popolazione valdostana ha diritto e dei quali non usufruisce che in piccola parte, a' sensi delle leggi 3-8-1949 n. 623 e 5-5-1956 n. 525.

Per le varie ragioni e considerazioni di cui sopra e per la rilevante entità delle spese annue necessarie per un normale ed efficiente espletamento dei servizi e delle funzioni della Regione, si rende necessario un adeguato aumento del provento regionale delle quote annue di ripartizione delle entrate erariali.

In caso contrario verrebbe ad aggravarsi ancora più la ben nota situazione di disparità di trattamento fiscale e finanziario della Valle di Aosta nei confronti delle altre Regioni a Statuto speciale, alle quali sono assegnate, proporzionalmente, maggiori quote di ripartizione di entrate erariali pur non dovendo le Regioni stese se provvedere, come la Valle d'Aosta, a carico del bilancio regionale alle rilevanti spese annue ricorrenti per i servizi scolastici e per altri servizi statali.

Si richiama, in proposito, quanto risulta nell'ultima Relazione generale governativa sulla situazione economica del Paese, relazione nella quale (alle pagine 195 e 196) è riportato un raffronto fra le entrate effettive delle Regioni a Statuto speciale: da tale raffronto risultano le seguenti incidenze, nell'anno 1959, delle quote di compartecipazione sui tributi erariali, che ritornano in parte alle Regioni: per la Sicilia 85 per cento; per la Sardegna 88 per cento; per il Trentino Alto Adige 80 per cento; per la Valle di Aosta 45 per cento.

Per una esatta valutazione dei dati in questione si tenga conto:

1) nelle entrate per tributi erariali riscossi dallo Stato nella Valle d'Aosta non sono compresi proventi rilevanti di tributi erariali (ad esempio: dell'imposta generale sull'entrata sul fatturato) versati fuori Valle dalle Società industriali aventi stabilimenti in Valle d'Aosta e sede legale e fiscale fuori Valle;

2) nelle altre Regioni le rilevanti spese per le Scuole e per altri servizi statali sono a carico del bilancio dello Stato, mentre in Valle d'Aosta sono a carico della Regione; si precisa che le sole spese per i servizi scolastici gravano sul bilancio regionale per oltre un miliardo di lire all'anno.

Si richiama, inoltre, la particolare attenzione del Consiglio sui seguenti dati riassuntivi di raffronto degli incassi dello Stato per entrate di bilancio e dei pagamenti dello Stato per spese di bilancio, distinti per Regioni e per i due ultimi esercizi finanziari (dal 1-7-1957 al 30-6-1959), desunti dai conti riassuntivi del Tesoro al 30 giugno 1958 e al 30 giugno 1959 pubblicati nei supplementi straordinari alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 206 del 27 agosto 1958 e n. 203 del 25 agosto 1959 (per una più esatta valutazione dei dati di raffronto delle entrate erariali - incassi - in Valle d'Aosta, si richiama quanto già precisato al precedente punto 1):


Regioni (ed esercizi finanziari)

Totali incassi

Totali pagamenti

Differenze (±) fra incassi e pagamenti

PIEMONTE

dal 1-7-1957 al 30-6-1958

258.874.839.223

183.684.139.192,71

+75.190.700.030,29

dal 1-7-1958 al 30-6-1959

320.461.722.861

230.448.440.474,92

+90.013.282.386,08

SARDEGNA

dal 1-7-1957 al 30-6-1958

17.736.785.145

54.212.325.404,95

-36.475.540.259,95

dal 1-7-1558 al 30-6-1959

20.324.636.531

57.396.382.986,66

-37.071.746.455,66

SICILIA

dal 1-7-1957 al 30-6-1958

63.452.032.999

124.354.497.704,94

-60.902.464.705,94

dal 1-7-1958 al 30-6-1959

69.085.233.826

154.482.945.294,91

-85.397.711.468,91

TRENTINO ALTO ADIGE

dal 1-7-1957 al 10-6-1958

27.633.277.345

19.919.712.800,75

+7.713.564.544,25

dal 1-7-1958 al 30-6-1959

31.281.627.787

26.080.120.653,-

+5.201.507.134

VALLE D'AOSTA

dal 1-7-1957 al 30-6-1958

2.848.576.036

2.494.484.701,90

+354.091.334,10

dal 1-7-1958 al 30-6-1959

3.215.090.431

3.054.222.816,10

+160.867.614,90

PARTE I - ENTRATA

Della previsione delle entrate

Le previsioni di entrata sono iscritte in bilancio nel loro prevedibile massimo ammontare, in relazione. ai gettiti accertati negli anni precedenti.

Le entrate ordinarie proprie della Regione ammontano a Lire 642.000.700 e comprendono le seguenti previsioni:

- L.

12.000.000 -

redditi di fabbricati e terreni di proprietà regionale, in base ai contratti di locazione stipulati.

- "

20.000.000 -

interessi su titoli di proprietà e su giacenze di cassa, comprendenti gli interessi delle somme vincolate presso Istituti Bancari della Regione.

- "

10.000.000 -

sovracanoni dovuti dalle Società per concessioni di derivazioni di acque a scopo idroelettrico - in relazione ai decreti emessi dal competente Ministero.

- "

50.000.000 -

provento canoni di concessioni e subconcessioni di derivazioni di acque pubbliche e di miniere, in relazione alle concessioni e subconcessioni rilasciate.

- "

393.200.700 -

tributi, comprendenti le varie imposte e sovrimposte provinciali e camerali, già di pertinenza delle soppresse Provincia e Camera di Commercio.

- "

74.800.000 -

proventi diversi, comprendenti i proventi delle gestioni del Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi e dell'Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile.

- "

82.000.000 -

rimborsi e ricuperi di spese ordinarie, fra cui il ricupero e il riparto delle spese di riscaldamento.

L.

642.000.700

Totale

Alle entrate ordinarie proprie della Regione vanno aggiunte le altre seguenti entrate ordinarie:

- L.

230.000.000 -

provento dei 9/10 dei canoni statali per le concessioni di derivazioni di acque a scopo idroelettrico, in applicazione dell'art. 12 dello Statuto speciale regionale e dell'art. 2 della legge 29 novembre 1955 n. 1179.

- "

1.300.000.000 -

provento delle quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali, in applicazione dell'art. 2 della legge 29-11-1955, n. 1179.

- "

450.000.000 -

provento da richiedere allo Stato per quote annue variabili di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali, in applicazione dell'art. 4 della legge 29-11-1955, n. 1179 - in relazione alle spese per i servizi che la Regione deve gestire.

- L.

2.622.000.700 -

Totale entrate effettive ordinarie.

Le entrate straordinarie si riassumono nelle seguenti:

- L.

1.630.000.000 -

provento della gestione degli Stabilimenti speciali di St. Vincent.

- "

368.100.000 -

altre entrate straordinarie e per ricuperi e rimborsi straordinari.

- L.

1.993.100.000 -

Totale entrate straordinarie.

Le entrate effettive ammontano complessivamente a Lire 4.620.100.700.

Entrate per movimenti di capitali

Le entrate per movimenti di capitali si riassumono nelle seguenti:

- L.

5.000.000 -

provento per vendita di beni e per cessione di terreni per costruzione di case popolari.

- "

80.000.000 -

provento del mutuo stipulato con la Cassa Sovvenzioni antincendi di Roma per la costruzione di un fabbricato da destinarsi a Caserma dei Vigili del fuoco.

- L.

300.000.000 -

provento per riscossione di crediti verso la Cooperativa produttori latte e fontina in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria regionale.

- L.

385.000.000 -

Totale entrate per movimenti di capitali.

PARTE II - SPESA

Della previsione delle spese

Gli stanziamenti delle singole voci o capitoli di spesa sono stati impostati e previsti, tenendo presente l'ammontare massimo prevedibile delle entrate, in base ai seguenti criteri:

a) per quanto si riferisce alle spese per il personale: in base al numero dei dipendenti in servizio presso gli uffici dell'Amministrazione regionale ed al numero del personale, insegnante e non insegnante, addetto alle Scuole e ai servizi scolastici, nonché in base ai relativi assegni vari previsti per il suddetto personale;

b) per le altre spese: in relazione ai programmi di lavori (necessariamente ridotti), all'attività ed ai costi dei vari servizi calcolati in base agli attuali prezzi delle prestazioni, delle mercedi, dei materiali e delle forniture.

Le spese ordinarie e straordinarie ricorrenti non abbisognano di particolare illustrazione; trattasi, infatti, di spese di carattere obbligatorio, non dilazionabili e necessarie per il normale espletamento dei servizi di istituto della Regione.

Particolare menzione meritano, invece, le spese straordinarie; trattasi di spese finanziate in maggior parte con le entrate straordinarie e, in particolare, con i proventi della gestione degli Stabilimenti speciali di St. Vincent e con il provento del mutuo passivo da assumere con la Cassa Sovvenzioni Antincendi.

Le maggiori spese straordinarie sono previste per l'Assessorato ai Lavori Pubblici e per l'Assessorato all'Agricoltura e Foreste.

I capitoli di spesa di maggior rilievo del bilancio in esame sono i seguenti:

Assessorato Agricoltura e Foreste:

- L.

20.000.000 -

spese e contributi a favore di iniziative per l'agricoltura e per lavori di bonifica; trattasi di interventi della Regione nelle spese per l'esecuzione di lavori vari di bonifica e di arginatura di frane e valanghe.

- "

75.000.000 -

spese e contributi per lavori di costruzione e di sistemazione di opere di irrigazione e per il miglioramento dei pascoli montani.

- "

10.000.000 -

spese per la costruzione e l'arredamento di casermette forestali.

- "

50.000.000 -

spese per la costruzione, la sistemazione e l'arredamento di fabbricati destinati alla raccolta, la lavorazione e la conservazione dei prodotti agricoli e dei prodotti lattiero-caseari.

- "

5.000.000 -

spese per la sistemazione e l'arredamento di locali per la Scuola di Agricoltura e per la sistemazione del piazzale della Scuola stessa.

- "

10.000.000 -

spese e contributi per la costruzione, la sistemazione e il riattamento di strade poderali e vicinali.

- "

50.000.000 -

spese e contributi per l'incremento del macchinario e delle attrezzature per l'agricoltura.

- "

200.000.000 -

spese e contributi per opere di miglioramento fondiario e per costruzione e sistemazione di fabbricati rurali.

- "

20.000.000 -

spese e contributi per ripristino opere di irrigazione danneggiate da alluvioni e frane.

- "

20.000.000 -

spese e contributi per la di fesa dei prodotti tipici (f or-maggio fontina).

Assessorato Industria e Commercio:

- L.

35.000.000 -

spese e contributi per iniziative e incremento delle attività economiche (piccole e medie industrie e artigianato).

Assessorato ai Lavori Pubblici:

- L.

552.000.000 -

spese e contributi per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità e per lavori di sistemazione straordinaria su strade regionali, comunali e consorziali: si tratta della previsione di spesa per il finanziamento di parte dei lavori compresi nel programma predisposto dall'Assessorato ai Lavori Pubblici.

- "

80.000.000 -

Spese per la costruzione di un fabbricato da adibirsi a caserma Vigili del fuoco.

- "

20.000.000 -

spese per lavori straordinari da eseguire per il ripristino delle opere danneggiate da alluvioni e frane.

- "

10.000.000 -

spese e contributi per impianti di linee elettriche e telefoniche di allacciamento.

- "

80.000.000 -

spese e contributi ad Enti, Consorzi e privati per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità e di pubblico interesse e per finanziamento e spese relative ai cantieri di lavoro.

Assessorato alla Pubblica Istruzione:

- L.

17.000.000 -

spese e contributi per attività culturali, per la costituzione di biblioteche didattiche e per lo svolgimento del concorso annuo regionale di canto corale.

- "

5.000.000 -

spese per l'arredamento del nuovo Istituto Tecnico e Scuola Avviamento di Aosta

- L.

13.000.000 -

spese per contributi alle Scuole sussidiate e per contributi, sussidi e premi straordinari di studio.

- "

15.000.000 -

spese per sussidi ai Comuni e ad Enti per arredamento aule scolastiche e per impianti audiovisivi nelle Scuole.

- "

6.000.000 -

spese per la Biblioteca regionale e per pubblicazioni di interesse regionale.

Assessorato alla Sanità e Assistenza Sociale:

- L.

16.000.000 -

spese per la vaccinazione antiaftosa del bestiame.

- "

4.000.000 -

spese per acquisto di mate riale di arredamento per l'Istituto regionale di assistenza materna ed infantile di Aosta.

- "

5.500.000 -

spese per acquisto materiale per la dotazione del Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi.

Assessorato al Turismo, Antichità e Belle Arti:

- L.

55.000.000 -

spese per la concessione di contributi per lo sviluppo dell'industria alberghiera.

- "

30.000.000 -

spese per l'esecuzione di la vori straordinari per l'archeologia locale.

- "

40.000.000 -

spese per il miglioramento dell'edilizia locale.

Le spese effettive previste nel bilancio per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 risultano riassunte nel seguente prospetto generale riassuntivo:

Assessorato

Ordinarie

Straordinarie

Totale

Finanze

842.310.000

85.853.300

928.163.300

Agricoltura e Foreste

193.400.000

466.000.000

659.400.000

Industria e Commercio

19.500.000

46.000.000

65.500.000

Lavori Pubblici

297.700.000

753.000.000

1.050.700.000

Pubblica Istruzione

1.038.450.000

73.500.000

1.111.950.000

Sanità e Assistenza

424.500.000

25.500.000

450.000.000

Turismo, Antichità e Belle Arti

122.500.000

145.000.000

267.500.000

Movimento di capitali

471.887.400

471.887.400

Totali Lire

3.410.247.400

.594.853.300

15.005.100.700

Fra le spese effettive sono stanziati fondi per spese di esecuzione di nuovi tronchi di strade, di lavori di sistemazione e manutenzione straordinaria di strade, di nuovi edifici scolastici, di acquedotti, di cimiteri, di fognature e di altri lavori di pubblica utilità.

Sono stanziati fondi per spese e iniziative intese al miglioramento della produzione agricola, al miglioramento fondiario, nonché fondi per spese di ampliamento e di miglioramento di case rurali.

Sono stanziati fondi per spese e iniziative intese al miglioramento del patrimonio zootecnico, alla tutela e all'incremento del patrimonio forestale.

Per una esatta valutazione delle spese occorrenti per le necessità dei servizi regionali, occorre tenere presente che i servizi già trasferiti alla competenza amministrativa della Regione Valle d'Aosta e che l'Amministrazione regionale gestisce direttamente, con uffici, personale e spese a carico del bilancio regionale sono i seguenti:

1. - servizi tecnici, stradali, amministrativi, sanitari ed assistenziali (compresi: Laboratorio di Igiene e Profilassi, Istituto di Assistenza Materna ed Infantile, ecc.), già di competenza della disciolta Amministrazione provinciale di Aosta;

2. - servizi amministrativi e di controllo (fra i quali si citano i servizi di controllo dei Comuni e degli Enti morali e i servizi per il culto) già di competenza della soppressa Prefettura;

3. - servizi scolastici (scuole elementari e medie e personale direttivo, ispettivo, insegnante e non insegnante) già di competenza del soppresso Provveditorato provinciale agli studi, relativi al personale, all'ordinamento e alla gestione e disciplina delle scuole di ogni ordine e grado;

4. - servizio relativo all'ordinamento degli Uffici di conciliazione e alla nomina, revoca o dispensa del personale addetto agli Uffici stessi (giudici conciliatori, cancellieri ed ufficiali di conciliazione);

5. - servizi di vigilanza igienica e sanitaria, già di competenza del soppresso Ufficio provinciale sanitario (ex Uffici del Medico e del Veterinario provinciali);

6. - servizi agrari, già di competenza del soppresso Ispettorato provinciale dell'Agricoltura;

7. - servizi tecnici e forestali, già di competenza del soppresso Comando provinciale del Corpo delle Foreste;

8. - servizi già di competenza del soppresso Ufficio provinciale dell'Industria e Commercio (U.P.I.C.);

9. - servizi già di competenza della soppressa Camera provinciale di Commercio, Industria ed Agricoltura e nuovi servizi inerenti ai contingentamenti ed alla zona franca;

10. - servizi tecnici e amministrativi vari già di competenza dell'Ufficio del Genio Civile (concessioni e subconcessioni di acque pubbliche ad usi idroelettrici e ad usi industriali ed agricoli; lavori idraulici e di bonifica, strade non statali e lavori pubblici di interesse regionale);

11. - servizi relativi alle antichità, ai monumenti, alle belle arti e alle bellezze naturali per il territorio della Valle di Aosta, già di competenza delle Sovrintendenze alle Antichità, ai Monumenti e alle Gallerie del Piemonte, di Torino;

12. - servizi già di competenza del soppresso Ente provinciale per il turismo.

L'Amministrazione regionale provvede, inoltre, con personale amministrativo a proprio carico:

a) ai servizi amministrativi per il funzionamento della Giunta giurisdizionale amministrativa (ex Giunta provinciale amministrativa), costituita in sede giurisdizionale ed in sede amministrativa;

b) ai servizi amministrativi della Federazione regionale dell'Opera Nazionale Maternità ed Infanzia (O.N.M.I.);

c) ai servizi amministrativi del Consorzio regionale antitubercolare;

d) ai servizi di carattere statale già di competenza di uffici e di organi statali soppressi, periferici delle Amministrazioni governative centrali, le cui attribuzioni non sono state tutte trasferite alla diretta competenza dell'Amministrazione regionale. Si citano, ad esempio, i servizi relativi alle contabilità erariali per servizi e lavori vari e alla gestione di fondi erariali per la pubblica sicurezza e per l'accasermamento dei Corpi armati di polizia (le entrate e le spese relative alle contabilità erariali di cui si tratta formano oggetto di contabilità speciali, separate, e di rendiconti particolari da darsi ai vari Ministeri e non entrano, quindi, a far parte del bilancio regionale).

Va rilevato che le spese annue per i soli servizi scolastici (già a carico dello Stato e trasferite solo in. Valle d'Aosta a carico del bilancio della Regione) ammontano ad oltre un miliardo di Lire, non comprese le spese straordinarie per la costruzione e la sistemazione di edifici scolastici.

Assai gravose sono pure le spese annue per i servizi assistenziali, tecnici e stradali già di competenza della soppressa Amministrazione Provinciale, servizi pure trasferiti solo in Valle di Aosta a carico della Regione. Così dicasi per le spese di altri servizi già di competenza dello Stato e di altri Enti e Uffici pubblici, i cui servizi sono stati trasferiti alla Regione.

Trattasi di spese in maggior parte obbligatorie e ricorrenti e, pertanto, non passibili di ulteriori riduzioni, anche in relazione alle gravi e impellenti necessità locali.

È noto, infatti, che la Valle di Aosta costituisce un'area da considerarsi particolarmente depressa, date le sue caratteristiche di zona di montagna, con numerosi Comuni e villaggi tuttora privi di quegli elementari ed indispensabili mezzi e servizi di pubblica utilità.

Tale sfavorevole situazione pregiudica gravemente lo sviluppo economico e turistico della Regione, impedendo, altresì, il miglioramento delle condizioni di vita, dal punto di vista economico, igienico, sanitario e sociale, delle laboriose popolazioni dei Comuni di montagna.

Va ricordato, infatti, che nei Comuni di montagna della Valle d'Aosta il triste fenomeno dello spopolamento si è andato sviluppando in modo preoccupante. Lo spopolamento nell'ultimo secolo si esprime, per molti Comuni, in cifre percentuali impressionanti. Si citano, ad esempio, i seguenti dati percentuali di indice di spopolamento per alcuni Comuni: Antey St. André e La Magdeleine 54,4%; Chamois 51,8%; Champorcher 34,1%; Etroubles 36,4%; Issime 31,5%; Ollomont 40,7%; Pont Bozet 30,9%; Rhêmes 44,7%; Torgnon 30%; Valsavaranche 49,2%.

La montagna va spopolandosi; molte case e molti villaggi vengono abbandonati.

Varie e complesse sono le cause del triste fenomeno; le principali sono le seguenti: scarse risorse produttive, insufficiente reddito agricolo e maggiori difficoltà e spese per la coltivazione dei terreni di montagna; eccessivo aggravio tributario in rapporto allo scarso reddito; mancanza o deficienza di servizi pubblici e di assistenza sanitaria; mancanza o deficienza di canali di irrigazione e di mezzi per lo sviluppo dell'artigianato.

Si rende, pertanto, necessario di attuare in Valle d'Aosta iniziative varie atte a migliorare le condizioni di vita della popolazione della montagna e di eseguire, altresì, numerosi lavori di pubblica utilità, con conseguente assunzione di rilevanti spese a carico del bilancio regionale.

L'esecuzione dei lavori di pubblica utilità più urgenti (sistemazione di strade, costruzione di nuovi tronchi stradali, di linee telefoniche ed elettriche, di acquedotti, di cimiteri, di scuole(ecc. ecc.) richiederebbe rilevanti spese annue, che invece debbono, purtroppo, essere necessariamente ridotte in relazione alle limitate possibilità del bilancio.

Le spese per l'assistenza sono in continuo aumento. Infatti, in relazione al generale e continuo aumento dei prezzi e dei servizi, i vari Istituti di ricovero e ospedalieri apportano aumenti alle rette giornaliere di ricovero e di cura delle varie categorie degli aventi diritto alla assistenza ed al ricovero a carico regionale (ciechi e sordomuti, esposti, illegittimi, alienati, ecc.). Trattasi di spese, già di competenza della soppressa Amministrazione Provinciale e aventi carattere obbligatorio.

Le spese per l'agricoltura e le foreste sono pure sensibilmente aumentate, in relazione alla necessità di lavori e di iniziative tendenti all'incremento e al miglioramento della produzione agricola e del patrimonio zootecnico nonché alla tutela e all'incremento del patrimonio forestale.

Sono previsti in bilancio i necessari stanziamenti di entrata e di spesa per lo stipulando mutuo passivo di L. 80.000.000 da contrarre con la Cassa Sovvenzioni antincendi, di Roma, e per la costruzione della caserma centrale del Corpo dei Vigili del Fuoco della Valle di Aosta, spesa da finanziare con l'importo del predetto mutuo per la parte di spesa da erogare nel corrente esercizio finanziario.

Il mutuo sarà contratto in base al saggio di interesse del 4% e sarà ammortizzato in 10 annualità costanti di L. 9.701.582.

Le previsioni complessive di entrata e di spesa del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1 luglio 1960 - 30 giugno 1961 risultano nel seguente prospetto riassuntivo:

RIASSUNTO DELLE PREVISIONI DEL PROGETTO DI BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° LUGLIO 1960-30 GIUGNO 1961.

ENTRATE

ENTRATE ORDINARIE

- Entrate ordinarie proprie della Regione

Lire

642.000.700

- Provento riparto entrate erariali (quote fisse e quote variabili)

"

1.750.000.000

- Provento 9/10 dei canoni di concessione di acque ad usi idroelettrici

"

230.000.000

Totale entrate ordinarie

Lire

2.622.000.700

ENTRATE STRAORDINARIE

- Provento stabilimenti speciali di St. Vincent

Lire

1.630.000.000

- Entrate straordinarie varie

"

368.100.000

- Entrate per movimenti di capitali

"

385.000.000

Totale entrate effettive

Lire

5.005.100.700

- Entrate per partite di giro e contabilità speciali

"

1.165.750.000

Totale entrate

Lire

6.170.850.700

SPESE

Ordinarie

Straordinarie

Totale

- Assessorato Finanze:

L.

842.310.000

85.853.300

928.163.300

- Assessorato Agricoltura e Foreste

L.

193.400.000

466.000.000

659.400.000

- Assessorato Industria e Commercio

L.

19.500.000

46.000.000

65.500.000

- Assessorato Lavori Pubblici

L.

297.700.000

753.000.000

1.050.700.000

- Assessorato alla Pubblica Istruzione

L.

1.038.450.000

73.500.000

1.111.950.000

- Assessorato alla Sanità e Assistenza

L.

424.500.000

25.500.000

450.000.000

- Assessorato al Turismo e Antichità e Belle Arti

L.

122.500.000

145.000.000

267.500.000

2.938.360.000

1.594.853.300

4.533.213.300

- Spese per movimenti di capitali

L.

471.887.400

Totale spese effettive

L.

5.005.100.700

- Spese per partite di giro e contabilità speciali

L.

1.165.750.000

Totale spese

L.

6.170.850.700

---

Con riferimento all'allegato progetto di bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960-30 giugno 1961 e alla relazione illustrativa del bilancio stesso,

Si propone

che il Consiglio regionale,

Vista la precedente deliberazione consiliare n. 88 in data 7 agosto 1959, con la quale fu approvato il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1959 - 30 giugno 1960;

Vista la legge 29 novembre 1955 n. 1179, concernente l'ordinamento finanziario della Regione Valle di Aosta;

Visto l'articolo 20 del D.L.L. 7-9-1945, n. 545;

Ritenuto che, per quanto riguarda la forma dell'atto di approvazione del bilancio, non sembra si possa convenire, allo stato attuale della legislazione e dell'ordinamento regionale, sulla tesi secondo cui tale atto, a' sensi dell'articolo 29 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, debba comunque avere natura e forma di legge e debba quindi essere adottato con legge regionale e sottoposto ai controlli previsti per gli atti legislativi dall'articolo 31 dello Statuto regionale;

Considerato che, a differenza del Parlamento dello Stato, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta non è un organo avente attribuzioni di carattere esclusivamente legislativo, ma è un organo avente anche una vasta ed importante sfera di attribuzioni e di competenze di carattere amministrativo;

Ritenuto, pertanto, che non possa dedursi la natura legislativa degli atti emanati dal Consiglio regionale e, in particolare, degli atti di approvazione del bilancio dalla natura e dalle funzioni del Consiglio regionale in analogia a quanto può, invece, dirsi per i provvedimenti emanati dal Parlamento;

Considerato che dagli articoli 29 e 30 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta non si desume l'obbligo per questa Regione di approvare in ogni caso con legge i bilanci di previsione, per cui non deve ritenersi esclusa la possibilità di provvedere all'approvazione del bilancio di previsione, che di norma è un atto di natura amministrativa e non normativa, mediante deliberazione del Consiglio, cioè mediante un atto amministrativo;

Considerato che, - anche prescindendo dalla questione di principio, se possa la Regione attribuire in ogni caso la forma e la forza di legge, con conseguente modifica alla successiva procedura per il controllo di legittimità, ad atti che, come quello in esame, hanno natura amministrativa e non normativa, - occorre tenere presente che alla approvazione degli atti di natura amministrativa devesi provvedere con provvedimenti di carattere amministrativo, soggetti ai controlli previsti dall'articolo 46 dello Statuto regionale e non con provvedimenti di carattere normativo, soggetti questi ultimi al diverso e particolare controllo previsto dall'articolo 31 dello Statuto medesimo;

Ritenuto che all'approvazione del bilancio preventivo mediante emanazione di legge regionale si dovrebbe, pertanto, provvedere solo allorquando il Consiglio regionale, contemporaneamente all'approvazione del bilancio, stabilisce anche di approvare provvedimenti e disposizioni aventi natura normativa connessi con la materia del bilancio e della gestione del bilancio, nel qual caso troverebbe appunto applicazione il secondo comma dell'articolo 30 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta;

Ritenuto che il Consiglio regionale ha, sino ad oggi, correttamente seguito il criterio generale di emanare leggi solo allorquando sia effettivamente necessaria la emanazione di norme di legge (leggi formali e sostanziali) e di emanare, invece, normali provvedimenti amministrativi (deliberazioni) allorquando si tratti di adottare atti di natura amministrativa per l'espletamento dell'attività e dei servizi di competenza dell'Amministrazione regionale;

Ritenuto che la natura amministrativa dell'atto di approvazione del bilancio è d'altronde confermata per le Regioni a Statuto normale dagli articoli 22 e 46 della legge 20 febbraio 1953 n. 62, che sono espressione dei principi generali sopra enunciati;

Ritenuto che, in base a quanto sopra premesso e in conformità dell'autorevole parere già espresso in merito dal Consiglio di Stato, in data 22 giugno 1954, in seguito a quesito proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri -Ufficio per le zone di confine - gli atti di approvazione dei bilanci di questa Regione sono da ritenersi atti di natura amministrativa soggetti al normale controllo di legittimità da parte della Commissione di Coordinamento per la Valle di Aosta e non al controllo stabilito per gli atti legislativi della Regione;

Considerato, pertanto, potersi ancora procedere, come per i passati esercizi finanziari e allo stato attuale della legislazione regionale, alla approvazione del bilancio di previsione in esame con atto amministrativo (deliberazione) e non con legge regionale;

Deliberi

1) di approvare in conformità al progetto predisposto dalla Giunta, nei singoli stanziamenti (n. 55 capitoli di entrata e n. 198 capitoli di spesa) e nel suo complesso, il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 che prevede, nel complesso e in pareggio, l'ammontare di Lire 6.170.850.700 per le entrate e l'ammontare di Lire 6.170.850.700 per le spese, secondo le risultanze riassuntive finali del sottoriportato prospetto riepilogativo allegato al bilancio:

RIASSUNTO DELLE PREVISIONI DEL PROGETTO DI BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 1° LUGLIO 1960 - 30 GIUGNO 1961.

ENTRATE

ENTRATE ORDINARIE

- Entrate ordinarie proprie della Regione

Lire

642.000.700

- Provento riparto entrate erariali (quote fisse e quote variabili)

"

1.750.000.000

- Provento 9/10 dei canoni di concessione di acque ad usi idroelettrici

"

230.000.000

Totale entrate ordinarie

Lire

2.622.000.700

ENTRATE STRAORDINARIE

- Provento stabilimenti speciali di St. Vincent

Lire

1.630.000.000

- Entrate straordinarie varie

"

368.100.000

- Entrate per movimenti di capitali

"

385.000.000

Totale entrate effettive

Lire

5.005.100.700

- Entrate per partite di giro e contabilità speciali

"

1.165.750.000

Totale entrate

Lire

6.170.850.700

SPESE

Ordinarie

Straordinarie

Totale

- Assessorato Finanze:

L.

842.310.000

85.853.300

928.163.300

- Assessorato Agricoltura e Foreste

L.

193.400.000

466.000.000

659.400.000

- Assessorato Industria e Commercio

L.

19.500.000

46.000.000

65.500.000

- Assessorato Lavori Pubblici

L.

297.700.000

753.000.000

1.050.700.000

- Assessorato alla Pubblica Istruzione

L.

1.038.450.000

73.500.000

1.111.950.000

- Assessorato alla Sanità e Assistenza

L.

424.500.000

25.500.000

450.000.000

- Assessorato al Turismo e Antichità e Belle Arti

L.

122.500.000

145.000.000

267.500.000

2.938.360.000

1.594.853.300

4.533.213.300

- Spese per movimenti di capitali

L.

471.887.400

Totale spese effettive

L.

5.005.100.700

- Spese per partite di giro e contabilità speciali

L.

1.165.750.000

Totale spese

L.

6.170.850.700

2) di autorizzare l'iscrizione in bilancio - parte entrate - delle somme di Lire 1.750.000.000 e di Lire 230.000.000 quali previsioni di entrate per quote annuali da assegnare alla Regione rispettivamente per ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione e per 9/10 dei canoni annui statali sulle concessioni di acque pubbliche a scopo idroelettrico, ai sensi della legge 29 novembre 1955 n. 1179;

3) di autorizzare, anche per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, ai sensi dell'articolo 9 della legge 29 novembre 1955, n. 1179, l'accertamento e la riscossione, secondo le leggi in vigore, delle entrate e dei tributi locali previsti nella parte "entrate" del bilancio e di spettanza della Regione e degli Enti e Uffici soppressi, i cui servizi sono stati trasferiti alla Regione e sono gestiti direttamente dall'Amministrazione regionale, ai sensi di legge;

4) di autorizzare, anche per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 l'applicazione al terzo limite delle sovrimposte provinciali sui terreni, sui fabbricati e sui redditi agrari, secondo le leggi in vigore;

5) di autorizzare, anche per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 l'applicazione dell'addizionale all'imposta sulle industrie, commerci, arti e professioni, con le aliquote dell'1,75% per i redditi di categoria B e dell'1,40% per i redditi di categoria C, secondo le leggi in vigore;

6) di stabilire che l'approvazione, l'impegno e l'erogazione delle spese non a calcolo saranno approvati, nei limiti delle previsioni del bilancio, con deliberazioni del Consiglio o della Giunta secondo le rispettive competenze;

7) di stabilire che gli storni di fondi fra i capitoli di spesa di Assessorati diversi e quelli fra capitoli di spesa dello stesso Assessorato saranno approvati, rispettivamente, con deliberazioni del Consiglio e con deliberazioni della Giunta;

8) di stabilire che saranno approvati con deliberazioni della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore alle Finanze, i prelievi di somme dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine (capitolo 42) e dal fondo di riserva per le spese impreviste (capitolo 43) e la iscrizione delle somme stesse ai competenti capitoli di spesa recanti stanziamenti insufficienti o a nuovi capitoli di spesa, da istituire anche con deliberazioni della Giunta;

9) di autorizzare l'Assessore regionale alle Finanze ad ordinare, con ordini di pagamento scritti e motivati, il pagamento, entro i limiti degli appositi stanziamenti del bilancio, delle spese concernenti i salari spettanti a operai e a manovali provvisori, addetti a lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, di stabili e di monumenti, il pagamento delle spese concernenti i salari al personale di fatica o a paga oraria o giornaliera addetto ai vari servizi regionali, nonché il pagamento delle spese, anche straordinarie, preventivamente deliberate dal Consiglio o dalla Giunta con espressa autorizzazione alla liquidazione mediante emissione di ordini di pagamento;

10) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 164 del bilancio, la spesa di Lire 16.000.000 per la vaccinazione obbligatoria del bestiame ai fini profilattici e per il funzionamento del posto di controllo sanitario di Pont St. Martin, spesa da approvarsi e da liquidarsi con deliberazioni della Giunta;

11) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 140 del bilancio, la spesa di Lire 200.000.000 per le finalità previste dalle deliberazioni consiliari n. 47 in data 7 aprile 1955 e n. 37 in data 21 marzo 1959, concernenti provvedimenti intesi a favorire il miglioramento dell'edilizia rurale, spesa da approvarsi e da liquidarsi con deliberazioni della Giunta secondo le modalità previste dalla citata deliberazione consiliare;

12) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 169 del bilancio, la spesa di Lire 55.000.000 per contributi e saldi di contributi da concedersi per le finalità previste dalle deliberazioni consiliari n. 119 in data 8 ottobre 1949, n. 156 in data 10-12-1956, n. 42 in data 10-3-1958 e n. 66 in data 10-6-1960, concernenti provvedimenti intesi a favorire lo sviluppo ed il miglioramento dell'industria e dell'attrezzatura turistica ed alberghiera;

13) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sui capitoli 96 e 97 del bilancio, le spese, rispettivamente, di Lire 25.000.000 e di Lire 47.000.000 per la integrazione dei bilanci degli Enti Comunali di Assistenza e per l'assistenza alla vecchiaia bisognosa ai sensi della legge regionale 20 dicembre 1955 n. 1 e del relativo regolamento di esecuzione, approvato con deliberazione consiliare n. 60 in data 12 aprile 1957;

14) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio - 30 giugno 1961, sul capitolo 98 del bilancio, la spesa di Lire 28.000.000 per le finalità previste dalle leggi regionali 20-12-1955 n. 3 e 10-3-1959 n. 1, concernenti provvedimenti per la integrazione dell'assistenza di malattia agli agricoltori - coltivatori diretti e agli artigiani, spesa da liquidarsi con deliberazioni della Giunta regionale ai sensi delle sopramenzionate leggi regionali e del relativo regolamento di esecuzione, approvato con deliberazione consiliare n. 77 del 29 maggio 1957;

15) di determinare come segue la misura massima delle spese annue da erogare dalla Giunta regionale a titolo di intervento finanziario integrativo regionale, per il corrente esercizio finanziario, a' sensi della legge regionale 20-12-1955 n. 3 e del relativo regolamento, con imputazione delle spese stesse al capitolo 98 del bilancio:

a) L. 2.300.000 - spese per rimborso quote capitarie coltivatori bisognosi;

b) L. 11.000.000 - spese per assistenza medico generica e ostetrico generica;

c) L. 9.700.000 - spese per rimborso totale o parziale per le spese sostenute per malattie e per le quali non è prevista l'assistenza di legge e per eventi di natura straordinaria;

d) L. 2.000.000 - spese per rimborso parziale delle spese per l'estensione dell'assistenza farmaceutica;

16) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 145 del bilancio la spesa di Lire 35.000.000 per contributi da concedersi per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 72 in data 29 maggio 1957, concernente provvedimenti a favore delle piccole e medie industrie e dell'artigianato;

17) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 103 del bilancio, la spesa di Lire 11.000.000 per spese e contributi per l'assistenza climatica all'infanzia e per assistenza e ricovero di malati poveri in Istituti e luoghi di cura, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni del la Giunta regionale;

18) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 91 del bilancio, la spesa di Lire 52.000.000 per l'assistenza antitubercolare, spesa da approvare e liquidare con deliberazioni della Giunta regionale;

19) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 91 del bilancio, la spesa di Lire 2.500.000 per la concessione dei sussidi assistenziali di Lire 100 (cento) giornaliere, come già stabilito con deliberazione consiliare n. 170 in data 18 dicembre 1959, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta regionale;

20) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 133 del bilancio, la spesa di Lire 75.000.000 per la concessione di contributi e sussidi per la costruzione, la sistemazione e riparazione di canali di irrigazione e di opere ed impianti irrigui, secondo le norme e modalità già stabilite con la deliberazione consiliare n. 45 in data 7-4-1955, spesa da approvare con deliberazioni della Giunta regionale;

21) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 172 del bilancio, la spesa di Lire 40.000.000 per le finalità previste dalla deliberazione consiliare n. 150 in data 29 dicembre 1949, concernente provvedimenti per la tutela e il miglioramento della edilizia locale e per la protezione del paesaggio, spesa da approvarsi e liquidarsi con deliberazioni della Giunta regionale;

22) di autorizzare, per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, sul capitolo 139 del bilancio, la spesa di Lire 50.000.000 per le finalità previste dalle deliberazioni consiliari n. 50 in data 7-4-1955 e n. 167 in data 18-12-59, concernenti provvedimenti intesi a favorire lo sviluppo dell'attrezzatura agricola locale, spesa da approvare e da liquidare con deliberazioni della Giunta regionale.

L'Assessore COLOMBO illustra la relazione al progetto di bilancio di previsione, soffermandosi, in particolare, sulle previsioni di entrata, di cui elenca le voci principali.

Per quanto riguarda il provento della gestione degli Stabilimenti speciali di St. Vincent, cioè della Casa da gioco, osserva che la previsione di entrata (Lire 1.630.000.000) è stata stabilita in relazione al risultato della gestione del precedente esercizio e al previsto aumento dell'attività degli Stabilimenti stessi. In proposito, precisa che le somme introitate nei primi tre mesi dell'anno corrente presso la Casa da gioco sono superiori a quelle introitate l'anno scorso nello stesso periodo.

Rileva che il provento della gestione degli Stabilimenti speciali di St. Vincent è una entrata che ha carattere continuativo-ricorrente, iscritta annualmente in bilancio e destinata a finanziare spese straordinarie di carattere ricorrente.

Rileva che tale entrata è stata a suo tempo sempre considerata e conteggiata fra le entrate normali ricorrenti della Regione ai fini della destinazione delle entrate e delle spese della Regione nonché delle quote di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione della Valle d'Aosta, a' sensi dell'articolo 14 del Decreto legislativo luogotenenziale 7-9-1945 n. 545, dell'articolo 12 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta e degli articoli 2 e 4 della legge 29 novembre 1955 n. 1179 sull'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta.

Fa presente che ciò risulta dalle relazioni ufficiali sul disegno della citata legge n. 1179 e sui precedenti provvedimenti legislativi concernenti la erogazione di contributi annui statali alla Regione Valle d'Aosta in attesa e in luogo della ripartizione delle entrate erariali, ed, in proposito, richiama l'attenzione dei Signori Consiglieri sulle relazioni ufficiali elencate alle pagine 4 e 5 della relazione al progetto di bilancio.

Comunica che il normale bilancio annuale della Regione non ha entrate sufficienti per far fronte alle molte e rilevanti necessità straordinarie, né, tanto meno, per risolvere gli importanti problemi di carattere eccezionale che si presenteranno a breve scadenza in relazione alla prossima apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Osserva che la soluzione di tali problemi esula dalle competenze e funzioni normali della Regione in quanto trattasi di adeguare la viabilità e la ricettività alle future maggiori esigenze della circolazione e del traffico derivanti dalla apertura dei due trafori, in seguito ai quali il territorio della nostra Valle diventerà un luogo di transito e di turismo di importanza internazionale.

Precisa che, trattandosi di opere di carattere straordinario ed eccezionale, che interessano il traffico internazionale oltre che quello nazionale, per la loro realizzazione si dovrà necessariamente richiedere interventi finanziari straordinari dello Stato, a' sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale e dell'articolo 5 della legge 29-11-1955 n. 1179.

Per quanto riguarda l'attuazione di altri importanti lavori e opere pure di carattere straordinario ma di interesse esclusivamente regionale, fa presente che le spese relative a tali lavori debbono far carico alla Regione e dovranno essere finanziate con mezzi straordinari, come ad esempio, con il provento di uno o più mutui passivi a lunga scadenza.

Osserva, comunque, che sarà il Consiglio a decidere circa l'opportunità e la convenienza dell'accensione di mutui passivi per il finanziamento di tali opere di carattere straordinario.

In merito alle previsioni di entrata relative ai proventi annui regionali delle quote fisse (Lire 1.300.000.000) e delle quote variabili ( L. 450.000.000 - in corso di trattativa), rileva che tali proventi sono da considerarsi insufficienti in rapporto alle aumentate necessità e spese annue per i servizi e le funzioni normali dell'Amministrazione regionale.

Fa presente che vi sono tuttora, in Valle d'Aosta, delle zone depresse che occorre valorizzare al fine di migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, anche allo scopo di continuare ad arginare il fenomeno dello spopolamento della montagna, che provoca sfavorevoli ripercussioni, sia materiali che morali.

Accenna alle rilevanti spese annue, in continuo aumento, che la Regione sostiene per i servizi già statali, trasferiti, soltanto in Valle d'Aosta, a carico della Regione.

Cita, ad esempio, i servizi scolastici, rilevando che le spese per questi servizi, che nel 1955 ammontavano a 619 milioni circa, superano oggi la cifra di Lire 1.000.000.000.

Fa presente che l'aumento della spesa è da porsi in relazione all'aumento degli stipendi e dei costi dei servizi in conseguenza dello slittamento del potere d'acquisto della lira.

Sottolinea che bisogna evitare che i proventi regionali straordinari degli Stabilimenti speciali di St. Vincent, destinati ad opere pubbliche, vengano destinati al finanziamento delle spese ordinarie per le funzioni normali della Regione.

Precisa che i presupposti su cui si era basata l'accettazione, da parte della Regione, delle quote fisse e variabili di ripartizione delle entrate erariali di cui agli articoli 2 e 4 della legge 29-11-1955, n. 1179, sono oggi largamente superati per il rilevante aumento delle spese ordinarie.

Comunica che si rende, quindi, necessario di richiedere un sensibile aumento dei proventi delle menzionate quote di ripartizione delle entrate erariali.

Osserva che, dal punto di vista delle finanze statali, la Regione Valle d'Aosta è una Regione attiva e non già passiva per lo Stato, in quanto il gettito dei tributi erariali riscossi annualmente dallo Stato per le attività economiche e industriali della Valle d'Aosta supera i quattro miliardi di lire, riscosse per più di metà nel territorio della Regione; la rimanente parte, riscossa fuori della Regione, si riferisce ai tributi riguardanti attività economiche ed industriali espletate in Valle di Aosta da Società aventi stabilimenti in Valle e sede legale fuori Valle.

Riferisce che soltanto un certo numero dei tributi erariali riscossi in Valle d'Aosta è ammesso a ripartizione fra lo Stato e la Regione.

Per un più esatto raffronto degli incassi dello Stato per entrate di bilancio e dei pagamenti dello Stato per spese di bilancio, relativamente al periodo 1° luglio 1957 - 30 giugno 1959, richiama la particolare attenzione del Consiglio sui dati riassuntivi di raffronto riportati a pagina 9 della relazione al progetto di bilancio.

Conclude, ribadendo che, per le varie ragioni e considerazioni esposte nella suddetta relazione al progetto di bilancio e per la rilevante entità delle spese annue necessarie per un normale ed efficiente espletamento dei servizi e delle funzioni della Regione, si rende assolutamente necessario un adeguato aumento del provento regionale delle quote annue di ripartizione delle entrate erariali.

Il Consigliere BONDAZ fa una premessa in merito alla grande importanza che ha il bilancio di previsione per la vita economica della Regione.

Entrando, quindi, nel merito della relazione al progetto di bilancio di previsione, rileva anzitutto che bene ha fatto l'Assessore alle Finanze, Colombo, a precisare che il provento annuo della gestione della Casa da gioco di St. Vincent è una entrata che ha carattere continuativo e ricorrente, che viene iscritta annualmente in bilancio ed è destinata a finanziare spese straordinarie di carattere ricorrente.

Osserva però che detto concetto non è nuovo, perché già le precedenti Amministrazioni che si sono succedute al governo della Regione hanno sostenuto e riaffermato tale concetto nelle trattative con il Governo di Roma per la determinazione delle entrate e delle spese della Regione e delle quote di ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta.

Rileva che il carattere continuativo-ricorrente dei proventi della Casa da gioco di St. Vincent è ormai riconosciuto anche dagli organi ministeriali, come risulta dalle relazioni ufficiali ai vari disegni di legge concernenti l'assegnazione di vari contributi annui statali assegnati alla Valle d'Aosta in attesa della ripartizione delle entrate erariali, nonché dalla relazione governativa al disegno di legge concernente l'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta, promulgato poi con legge 29-11-1955, n. 1179.

Osserva che questo è uno degli argomenti più validi che possa essere addotto nella nota causa pendente innanzi alla Magistratura per la questione della Casa da gioco di St. Vincent.

In merito alla precisazione che la Regione intende richiedere interventi finanziari straordinari dello Stato, - a' sensi del terzo comma dell'articolo 12 dello Statuto regionale e dell'articolo 5 della legge 29-11-1955 n. 1179, - per la realizzazione di opere di carattere straordinario ed eccezionale, dichiara di essere pienamente d'accordo anche su questo punto, perché la Regione non può, evidentemente, fare fronte con i suoi soli mezzi alla soluzione degli importanti problemi che si imporranno, a breve scadenza, con l'apertura dei trafori stradali alpini del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Rileva che tali problemi dovranno essere risolti con tempestività perché, in caso contrario, la Valle di Aosta subirà danni gravissimi, specialmente dal punto di vista economico.

Circa la prospettata possibilità dell'assunzione di uno o più mutui passivi a lunga scadenza per l'attuazione di altri importanti lavori ed opere pure di carattere straordinario, ma di interesse esclusivamente regionale, dichiara di non essere mai stato contrario alla stipulazione dei mutui per l'attuazione di opere pubbliche di carattere straordinario di una certa importanza.

In merito all'affermazione che il provento delle quote fisse (Lire 1.300.000.000) e delle quote variabili (Lire 450.000.000) di ripartizione delle entrate erariali non è sufficiente per far fronte alle spese ordinarie di bilancio, rileva che ciò non sorprende, perché vi è una evoluzione continua nel campo delle pubbliche necessità; infatti, se si prende in esame la situazione della Regione dal 1949 ad oggi, si constata che essa varia ogni anno col crescere delle necessità.

Dichiara che non deve, quindi, meravigliare la constatazione che le quote di riparto non siano oggi più sufficienti.

Rileva che il bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, ripete, come è detto nella premessa della relazione soprariportata, l'impostazione generale dei bilanci dei precedenti esercizi finanziari ed osserva che si tratta di un bilancio di ordinaria amministrazione.

Osserva che, anche se non si disponeva che di limitati fondi, si sarebbe dovuto, nel limite delle possibilità, destinare somme di una certa quale entità per delle opere di carattere straordinario, seguendo in questo il principio esposto dall'Assessore alle Finanze, il quale ha affermato che la Valle d'Aosta deve prepararsi ai grandi eventi dei trafori stradali del Gran San Bernardo e del Monte Bianco.

Accenna ad esempio, che, anziché frazionare i fondi disponibili per l'esecuzione di opere di piccola entità, si sarebbe potuto risolvere il problema della viabilità sussidiaria della Valle d'Aosta e, cioè, del completamento della strada già iniziata, ma non ancora ultimata, sulla riva destra della Dora Baltea.

Accenna pure al problema della viabilità delle valli laterali, ricordando che vi sono ancora delle valli che, per una ragione o per l'altra, non hanno ancora una strada adeguata alle loro necessità ed a quelle del turismo.

Accenna, inoltre, al problema della valorizzazione delle Terme di Pré St. Didier, rilevando che la soluzione di tale problema è di notevole importanza per la valorizzazione dell'Alta Valle.

Lamenta la mancanza di un soffio vivificatore nell'impostazione del bilancio ed afferma che si sarebbe dovuto già da tempo richiedere al Governo interventi finanziari straordinari dello Stato, a' sensi del terzo comma dell'art. 12 dello Statuto regionale e dell'articolo 5 della legge 29-11-1955 n. 1179, per la soluzione degli importanti problemi di carattere straordinario ed eccezionale che occorre affrontare e risolvere in relazione alla prossima apertura dei due trafori stradali alpini.

Dichiara che è compito dello Stato di provvedere alla grande viabilità, tanto più che questa viabilità è di interesse non soltanto regionale e nazionale, ma internazionale.

Fa presente che l'Amministrazione regionale deve non soltanto chiedere, ma insistere presso il Governo di Roma affinché lo Stato intervenga sollecitamente per la tempestiva soluzione del problema della viabilità statale in Valle d'Aosta, nonché per la soluzione di altri problemi, pure assai importanti, connessi all'apertura dei due trafori stradali alpini.

Ritornando sulla questione della insufficienza delle quote di ripartizione delle entrate erariali, informa che, allorquando nel 1954-1955 si discuteva in merito alle proposte governative concernenti l'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta, da parte di alcuni si sosteneva che era un assurdo chiedere allo Stato una quota fissa ed una quota annua variabile.

Precisa di essersi, invece, sempre dichiarato favorevole al principio di una quota fissa e di una quota variabile, perché era ed è dell'avviso che la quota variabile costituisce una possibilità per la Valle d'Aosta, perché è come una valvola che può essere facilmente aperta per la concessione alla Regione di un aumento del provento delle quote di ripartizione delle entrate erariali.

È vero, egli dice, che la quota mobile deve essere ogni anno discussa col Governo; però vi è per contro, il vantaggio che non occorre una discussione in Parlamento né una legge per l'aumento della quota variabile, ma è sufficiente l'emanazione di un decreto per l'aumento di detta quota.

Osserva che la questione è, invece, molto complessa per quanto concerne l'aumento della quota fissa, perché, dopo le necessarie trattative col Governo intese ad ottenere l'aumento della quota fissa, occorre che l'aumento sia approvato con una legge e occorre, quindi, seguire il lungo iter parlamentare di una legge che, per presto che si faccia, richiede come minimo un anno di tempo.

Fa presente che, per ottenere l'aumento delle quote di ripartizione, non è sufficiente esporre la situazione della Regione, ma bisogna chiedere ed insistere a Roma per ottenere l'aumento, che è indispensabile alla Regione per fare fronte alle aumentate e sempre crescenti pubbliche necessità di carattere ordinario.

Ricorda, in proposito, che giustamente l'Assessore Colombo ha detto che bisogna evitare che i proventi della Casa da gioco di St. Vincent vengano destinati al finanziamento di spese ordinarie, perché tali proventi sono destinati a finanziare spese straordinarie di carattere ricorrente.

Ripete che bisogna, quindi, insistere presso il Governo di Roma affinché accolga la richiesta della Regione di aumentare, in misura adeguata, le quote di ripartizione delle entrate erariali.

Comunica che bisogna evitare, per quanto possibile, di ricorrere all'accensione di nuovi mutui passivi per il finanziamento di spese, sia pure di carattere straordinario, anzitutto perché i mutui sono molto onerosi ed, in secondo luogo, perché la Regione ha già fatto due mutui passivi, di cui uno acceso dalla precedente Amministrazione e l'altro dall'attuale.

Dichiara di essere contrario, per le considerazioni esposte, all'impostazione del bilancio di previsione in esame che, come già detto, è un bilancio di ordinaria amministrazione.

Rileva che al bilancio di previsione è collegato il piano di lavori di pubblica utilità (oggetto n. 12 dell'ordine del giorno) che prevede una spesa complessiva di Lire 949.925.525, mentre al capitolo 149 (spese straordinarie) del bilancio risultano stanziate soltanto Lire 552.000.000 per l'esecuzione di lavori di pubblica utilità di carattere straordinario.

Fa presente che già nella stessa relazione illustrativa del piano di lavori viene dato atto dell'insufficienza dello stanziamento di fondi in bilancio, in quanto vi si dice testualmente:

"Poiché l'importo complessivo della spesa in preventivo per l'attuazione del programma di lavori in questione è superiore al totale degli stanziamenti complessivamente istituiti nel bilancio di previsione per l'esercizio in corso per tali lavori, è necessario che la Giunta regionale sia autorizzata, in sede di adozione dei provvedimenti di attuazione del piano lavori, ad approvare ed impegnare le spese al netto dei ribassi d'asta ottenuti nelle singole gare d'appalto dei lavori e al successivo impegno delle relative disponibilità dei fondi per il finanziamento delle spese per i lavori compresi nel piano".

Riconosce che le varie opere portate in programma sono necessarie, ma fa presente che molte di esse sono di importo limitato, per cui sarebbe stato preferibile e più opportuno che si fosse provveduto a risolvere un problema di carattere e di importanza regionale.

Conclude, sottolineando che l'Amministrazione regionale deve avere il coraggio di impostare problemi di carattere regionale di maggiore importanza o che siano da eseguire in relazione alla prossima apertura dei trafori stradali del Gran San Bernardo e del Monte Bianco.

Il Consigliere PALMAS premette che, pur essendo favorevole al progetto di bilancio predisposto dalla Giunta, intende muovere alcuni rilievi critici alla impostazione data al bilancio di previsione.

Rileva, anzitutto, che il problema delle entrate della Regione è stato visto ed esaminato in termini tradizionali sia dall'Assessore alle Finanze che dal Consigliere Bondaz.

Comunica che intende richiamare l'attenzione del Consiglio su un altro aspetto della finanza regionale.

Osserva che nel campo della pubblicistica amministrativa si è parlato di autonomia e che, attraverso profonde meditazioni, si è giunti alla conclusione che "autonomia" significa "responsabilità".

Trasferendo, - egli afferma -, questo problema della responsabilità sul terreno della finanza, appare chiaro che l'attuale ripartizione delle entrate erariali fra lo Stato e la Regione, in relazione alle spese necessarie per i servizi, è ingiusto.

È quindi obbligo ed impegno della Regione di chiedere e di ottenere una revisione della legge sull'ordinamento finanziario della Valle d'Aosta: questo è un punto fermo.

Osserva che, se non si è ancora potuto ottenere questa revisione, ciò non è dipeso di certo dagli attuali amministratori, come pure neanche dai precedenti, che avranno certamente fatto del loro meglio per ottenere questo riparto.

Dichiara che la questione della ripartizione delle entrate erariali è, in definitiva, un istituto nuovo e rivoluzionario, poiché apporta innovamenti all'ordinamento finanziario dello Stato, per cui è indubbio che incontra degli attriti e delle difficoltà.

Riconosce giusto il principio del ricorso alla finanza straordinaria, cioè la accensione di mutui passivi a lunga scadenza per sopperire ad esigenze straordinarie di assoluta necessità.

Rileva, però, che la Regione ha un'altra possibilità finanziaria a cui deve far ricorso se vuole conservare, se non la sua fisionomia politica, la fisionomia morale della autonomia, cioè quel quid di sovranità che è insito nel concetto della autonomia e che comporta la possibilità di istituire imposte e sovrimposte regionali.

Osserva che il concetto delle imposte e sovrimposte regionali non è affiorato né nella relazione dell'Assessore, né nelle considerazioni esposte dal Consigliere Bondaz quali critiche alla impostazione generale del bilancio.

Precisa che la possibilità per la Regione di istituire imposte e sovrimposte è sancita all'articolo 12 - capoverso primo - dello Statuto regionale, che dice testualmente: "La Valle può istituire proprie imposte e sovrimposte osservando i principi dell'ordinamento tributario vigente".

Pur ammettendo che l'istituire imposte è un atto impopolare, fa presente che, se si vuole che sia data applicazione integrale allo Statuto regionale, bisogna che si attui lo Statuto non soltanto per avere la Zona Franca, ma anche per quei problemi e per quelle possibilità che rientrano nei limiti delle competenze della Regione.

Ricorda che lo Statuto è legge costituzionale e ritiene che, di fronte alle difficoltà ed agli ostacoli che si frappongono all'aumento delle quote di riparto, - aumento che corrisponderebbe a criteri di giustizia -, occorra far ricorso anche alle imposte e sovrimposte regionali.

Rileva che la Regione avrebbe così nuove fonti di reddito e potrebbe, attraverso una sua politica finanziaria equilibratrice, apportare giustizia in campo fiscale e sociale.

Dichiara che, se la Regione non userà del suo potere sancito al capoverso primo dell'articolo 12 dello Statuto, tale potere cadrà in disuso e la stessa autonomia della Regione perderà il significato dal punto di vista della potestà in materia fiscale e finanziaria.

Dichiara che non è suo intendimento di muovere critiche all'impostazione del bilancio di previsione dell'esercizio 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961, anche perché considera che la Regione non ha ancora avuto la possibilità, per l'esercizio in corso, di esercitare il menzionato potere regionale in materia fiscale.

Rivolge, peraltro, invito al Consiglio affinché prenda in esame l'opportunità di dare applicazione al menzionato primo capoverso dell'articolo 12 dello Statuto regionale, facendo presente che, se il Consiglio si troverà d'accordo, si potrà, ad esempio, approvare una legge che colpisca i sopraprofitti delle aree fabbricabili od altri grandi incrementi di valori che si stanno formando nella Valle di Aosta per effetto di fenomeni estranei all'attività di coloro che vengono a beneficiare di tali insperate ricchezze.

Afferma che l'Ente regionale è un organismo agile, coraggioso e rivoluzionario e deve, quindi, adottare ed applicare il principio del primo capoverso dell'articolo 12 dello Statuto, istituendo imposte regionali che assicurino nuovi cespiti alla Regione per fronteggiare le sempre crescenti necessità finanziarie.

L'Assessore CHANTEL, dopo avere premesso che i proventi delle quote di ripartizione delle entrate erariali sono del tutto insufficienti in rapporto alle accertate necessità e spese annue per i servizi e le funzioni normali dell'Amministrazione regionale, rileva che ciò è tanto più deprecabile in quanto la Valle d'Aosta è una Regione finanziariamente attiva per lo Stato, come risulta dalla relazione al progetto di bilancio di previsione e da quanto esposto dall'Assessore Colombo.

Dichiara che non è suo intendimento di prendere la parola sul progetto di bilancio, ma soltanto di riferire al Consiglio sul problema della valorizzazione delle acque termali di Pré St. Didier.

Informa che l'attuale Amministrazione, prima di affrontare il problema della valorizzazione delle predette acque termali, - che comporta l'investimento di rilevanti fondi -, ha creduto opportuno di fare eseguire indagini ed analisi intese ad accertare se tali acque possano essere utilizzate ed a quali scopi.

Comunica che, dalle analisi eseguite dall'Istituto di chimica industriale di Torino risulta che le acque termali di Pré St. Didier hanno una radioattività assai alta ed informa che altre indagini vengono attualmente effettuate da parte della Clinica dermatologica di Torino per accertare se le acque possano essere sfruttate per cure dermatologiche.

Riferisce che, in seguito ai risultati positivi degli esperimenti e studi eseguiti sino ad oggi e su conforme parere degli autorevoli Professori Midana, Cambosu e Milone, di Torino, si è stabilito di effettuare un ciclo di ricerche scientifiche e dermatologiche presso la Clinica dermatologica di Torino sull'impiego delle acque termali di Pré St. Didier.

Fa presente che, a tal uopo, la Regione provvederà ad inviare quantitativi di acqua a detta clinica che, dal canto suo, si è impegnata a riprodurre le stesse condizioni di termitabilità delle acque termali di Pré St. Didier e di fare esperimenti su un certo numero di malati.

Aggiunge che, se tali esperimenti daranno esito positivo come tutto lascia sperare, nella prossima estate saranno portati a Pré St. Didier gruppi di quindici malati alla volta, che saranno sottoposti alle cure termali e studiati scientificamente per accertare se le acque abbiano effettivamente qualità terapeutiche tali da giustificarne lo sfruttamento e la valorizzazione in campo terapeutico.

Il Consigliere GUGLIELMINETTI rileva che, dal riassunto delle previsioni del progetto di bilancio preventivo per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961 risulta che le entrate ordinarie ammontano a complessive Lire 2.622.700.000, mentre le spese ordinarie ammontano a complessive Lire 2.938.360.000, con una differenza in più di spesa di Lire 316.359.300 che potranno essere finanziate soltanto ricorrendo a proventi di carattere straordinario, il che, egli osserva, non dovrebbe avvenire.

Rileva poi che, dal prospetto dei dati riassuntivi di raffronto degli incassi dello Stato per entrate di bilancio e dei pagamenti dello Stato per spese di bilancio, distinti per Regioni relativamente al periodo 1° luglio 1957 - 30 giugno 1959, risulta che la Sardegna ha gravato sul bilancio dello Stato per Lire 37.071.746.455, la Sicilia per Lire 85.397.711.468, mentre invece dalla Regione Trentino-Alto Adige lo Stato ha realizzato un utile finanziario di L. 5.201.507.134 e dalla Regione Valle d'Aosta un utile finanziario di Lire 160.867.614 (senza tener conto dei rilevanti proventi della I.G.E. e di altri tributi versati fuori della Valle dalle Ditte e Imprese aventi stabilimenti in Valle e sede legale e fiscale fuori Valle).

Chiede la ragione di una tale diversità di trattamento e, pur ammettendo che le condizioni di vita in Sardegna e in Sicilia siano di un livello inferiore alle condizioni di vita nel Trentino-Alto Adige e nella Valle d'Aosta, ritiene tuttavia eccessiva la differenza di trattamento fiscale e finanziario per le Regioni stesse.

Circa il provento del riparto (quote fisse e quote mobili) delle entrate erariali, previsto in complessive L. 1.750.000.000, sottolinea che le sole spese ordinarie dell'Assessorato della Pubblica Istruzione ammontano a Lire 1.038.450.000, per cui, in definitiva, la quota effettiva di riparto a disposizione della Regione per il finanziamento delle rimanenti spese ordinarie per gli altri servizi è di sole Lire 711.550.000.

Precisa che la quota di riparto che serve a finanziare le spese della pubblica istruzione dovrebbe essere considerata come una partito di giro, perché in tutte le altre Regioni a Statuto speciale le spese di cui si tratta fanno carico allo Stato e non già alla Regione, come avviene invece in Valle d'Aosta.

Precisa che lo Stato deve tener conto di questo fatto e venire incontro alla Regione Valle d'Aosta con l'assegnazione di maggiori quote di riparto, anche perché la Valle d'Aosta, come è detto nella relazione al progetto di bilancio, è una Regione finanziariamente attiva per lo Stato.

In merito all'invito rivolto dal Consigliere Palmas al Consiglio di dare applicazione al 1° capoverso dell'articolo 12 dello Statuto regionale, - che prevede la possibilità della Regione di istituire proprie imposte e sovrimposte -, osserva che sarebbe cosa sconfortante se il vantaggio dell'autonomia si concretasse, per il popolo valdostano, nel pagare nuove imposte e sovrimposte regionali, oltre a quelle che già paga allo Stato e alla Regione.

Fa presente che bisogna andar adagio nell'istituire nuove imposte perché, una volta istituite, non sarà cosa facile toglierle.

Ritiene che, in luogo di ricorrere ad un tale sistema per creare nuovi cespiti di entrata per la Regione, si debba piuttosto insistere presso il Governo di Roma affinché, - tenendo conto del fatto che la Valle di Aosta è una Regione finanziariamente attiva e che nelle altre Regioni a Statuto speciale le spese della pubblica istruzione sono a carico dello Stato -, aumenti le quote regionali di riparto delle entrate erariali al fine di dare la possibilità alla Regione di far fronte alle spese ordinarie senza dover attingere ai proventi di carattere straordinario.

Esprime l'augurio che, con un po' di buona volontà da ambo le parti, si possa giungere al più presto ad un accordo in tal senso.

Il Consigliere DUJANY osserva che il progetto di bilancio di previsione in discussione è uno degli atti più importanti dell'Amministrazione regionale e che si sarebbe, quindi, dovuto sottoporlo all'esame della Commissione consiliare permanente per gli Affari Generali e le Finanze, prima di sottoporlo all'esame e all'approvazione del Consiglio.

Chiede perché ciò non sia stato fatto, ricordando che le Commissioni consiliari permanenti, che affiancano ogni singolo Assessorato, sono state volute ed istituite proprio per iniziativa e volontà del gruppo consiliare di maggioranza.

Osserva che lo scorso anno, - in sede di esame e discussione del progetto di bilancio di previsione dell'esercizio finanziario 1°-7-1959 - 30-6-1960 -, ebbe a chiedere all'Assessore alle Finanze copia dell'elenco dei residui passivi e che gli fu data assicurazione in merito, ma fa presente che tale elenco non gli è mai pervenuto.

Prega l'Assessore Colombo di voler disporre affinché gli sia inviato quanto meno l'elenco dei residui passivi della Regione alla data del 30-6-1960.

In merito al progetto di bilancio di previsione rileva, per quanto riguarda le entrate, che sia nella relazione al progetto di bilancio che nella relazione fatta verbalmente dall'Assessore alle Finanze, viene sottolineata l'insufficienza delle quote regionali di ripartizione (fisse e variabili) delle entrate erariali e, conseguentemente, la necessità di un aumento delle quote stesse per poter far fronte alle aumentate necessità e spese annue per i servizi e le funzioni normali dell'Amministrazione regionale.

Dichiara che si attendeva qualcosa di concreto, ad un anno di distanza dall'insediamento dell'attuale Amministrazione, e cioè che la Giunta potesse già riferire al Consiglio su quanto aveva fatto per ottenere dallo Stato un aumento delle predette quote di ripartizione nonché dei contributi straordinari, a' sensi del capoverso 2° dell'art. 12 dello Statuto, per l'attuazione del programma di lavori urgenti da eseguire in previsione della prossima apertura dei due trafori stradali alpini.

Constata che, purtroppo, sono state fatte soltanto delle richieste generiche basate sui soliti argomenti, di cui riconosce, peraltro, l'importanza.

Auspica che la Giunta passi presto all'azione pratica, in modo da ottenere dal Governo di Roma quanto è indispensabile per poter far fronte alle spese relative ai servizi e funzioni normali della Regione.

Il Consigliere BONDAZ, riferendosi alla proposta del Consigliere Palmas, - secondo cui la Regione dovrebbe istituire proprie imposte e sovrimposte per creare nuovi cespiti di entrata con cui far fronte alle sempre crescenti necessità -, dichiara di essere sempre stato contrario ad apportare innovazioni in materia finanziaria, perché tali innovazioni sono sempre molto pericolose.

Osserva che la proposta del Consigliere Palmas collima con la tesi che certi organi ministeriali erano soliti prospettare ai rappresentanti della Regione nelle trattative per la questione del riparto delle entrate.

Riferisce che i rappresentanti della Regione si sono sempre dichiarati contrari all'attuazione di una tale iniziativa, adducendo che non era pensabile istituire imposte e sovrimposte in una Regione che, pur essendo finanziariamente attiva per lo Stato, ha ancora delle aree depresse da aiutare.

Dichiara di essere tuttora di tale parere e che lo sarà sino a quando si potrà constatare che nella Valle d'Aosta non vi siano più aree depresse.

Riferendosi poi al prospetto riportato a pag. 7 della relazione al progetto di bilancio e concernente, fra l'altro, le entrate e le spese dello Stato e le quote di ripartizione delle entrate erariali nelle Regioni a Statuto speciale, osserva che, in effetti bisogna tenere conto anche delle entrate di carattere straordinario, ma ricorrenti, della Casa da gioco di St. Vincent.

Comunica che, nelle trattative col Governo per la ripartizione delle entrate erariali, i rappresentanti della Valle d'Aosta hanno aderito alla richiesta dello Stato di calcolare tra le entrate regionali anche i proventi della Casa da gioco di St. Vincent agli effetti della determinazione delle quote di riparto, e ciò per ovvie ragioni, ed hanno inoltre chiesto ed ottenuto che ne fosse fatta menzione nella relazione ufficiale alla legge 29 novembre 1955 n. 1179 sull'ordinamento finanziario della Valle di Aosta.

Fa presente che questo serve a comprovare l'esistenza di diritto, e non soltanto di fatto, della Casa da gioco di St. Vincent.

In merito al problema della valorizzazione delle acque termali di Pré St. Didier, comunica di aver preso atto, con interesse, dei chiarimenti dati dall'Assessore Chantel ed auspica che le indagini e le ricerche scientifiche intese ad accertare le possibilità terapeutiche di tali acque possano concludersi al più presto in senso positivo, affinché si possa risolvere anche il problema della valorizzazione delle acque termali di Pré St. Didier, nell'interesse e per lo sviluppo economico dell'alta Valle d'Aosta.

L'Assessore FOSSON premette che è emerso chiaramente, dalla discussione di carattere generale sul progetto di bilancio di previsione, che le possibilità finanziarie della Regione non sono sufficienti per affrontare problemi di una certa qual importanza ed impostare un bilancio di previsione che esca dalla ordinaria amministrazione.

Osserva che giustamente è stato fatto notare, da qualche Consigliere, che le spese ordinarie superano di oltre 315 milioni le entrate ordinarie, per cui occorre far fronte a parte delle spese ordinarie con fondi delle entrate straordinarie, e questo perché le quote regionali di ripartizione delle entrate erariali sono del tutto insufficienti.

Circa la proposta del Consigliere Palmas di istituire imposte regionali sui sopraprofitti delle aree fabbricabili ed, eventualmente, su altri incrementi di ricchezza per realizzare nuovi cespiti di entrata e provvedere alle necessità e alle spese sempre più elevate, osserva che il provento che la Regione ricaverebbe da tali imposte non risolverebbe il problema, perché il numero delle persone arricchitesi per l'aumento del valore delle aree fabbricabili e per altre cause è assai ristretto.

Aggiunge che tali imposte troverebbero applicazione solo nel centro di Aosta e nelle località turistiche di una certa quale importanza, dove si è effettivamente verificato un notevole aumento di valore dei terreni fabbricabili, mentre nelle altre località, cioè nella gran parte dei Comuni di montagna, non si può parlare di speculazioni conseguenti all'aumento dei prezzi dei terreni.

Osserva che, se anche qualche incremento, - peraltro di relativa entità -, sui valori dei terreni si verifica nelle zone di montagna, va tenuto presente che il ricavato della vendita dei terreni viene investito dai contadini in particolari attività che costituiscono per essi un incentivo a non abbandonare i paesi di montagna.

Accenna al grave fenomeno dello spopolamento della montagna e rileva che, per contenere per quanto possibile tale fenomeno, occorrerebbe, fra l'altro, sgravare gradualmente delle imposte e tasse le popolazioni della montagna.

Dichiara che bisogna, quindi, andare molto cauti prima di orientarsi verso la istituzione di nuove imposte e sovrimposte regionali.

Ritornando sulla questione della insufficienza delle entrate regionali per provvedere alle molte rilevanti necessità ordinarie e straordinarie, dichiara che occorre sfatare la leggenda, che ha trovato credito particolarmente a Roma, secondo cui il reddito annuo medio di ogni cittadino valdostano è di Lire 350 mila annue.

Comunica che se anche il reddito medio annuo prodotto in Valle è di Lire 350 mila annue pro capite, ciò non significa, però, che ogni cittadino in Valle abbia effettivamente un tale reddito, il che significa, in altre parole, che la Valle d'Aosta è attiva ma che una parte del reddito prodotto viene ripartito tra persone non residenti in Valle.

Il Consigliere PAGE rileva che, dalla relazione del bilancio di previsione, risulta in modo inequivocabile che le quote di ripartizione delle entrate erariali (quote fisse e variabili) sono del tutto insufficienti per provvedere alle necessità e funzioni normali della Regione e propone che il Consiglio approvi l'invio al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro delle Finanze di un ordine del giorno del seguente tenore:

"ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta in sede di seduta di bilancio per l'anno 1960-1961;

viste le entrate ordinarie e straordinarie della Regione

protesta

vivamente sull'insufficiente riparto e

chiede

che in previsione di grandi eventi turistici, quali i trafori alpini e le urgenti ed inderogabili necessità finanziarie, lo Stato intervenga con un gettito finanziario straordinario per le impellenti necessità di carattere nazionale ed internazionale".

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, comunica che la proposta del Consigliere Page è senz'altro buona.

Informa, a questo proposito, che la Giunta regionale, in esecuzione di quanto stabilito dal Consiglio regionale nella seduta del 4 aprile 1960, ha nominato una Commissione incaricata dello studio di un programma di lavori pubblici straordinari da eseguire in Valle e nella Città di Aosta (in attuazione del nuovo piano regolatore cittadino) in relazione all'apertura dei trafori stradali del Monte Bianco e del Gran San Bernardo.

Precisa che, non appena detto piano sarà stato elaborato, l'Amministrazione regionale provvederà a richiedere allo Stato i contributi straordinari previsti dall'art. 12 dello Statuto regionale.

Circa il bilancio di previsione in discussione, che da parte della minoranza è stato considerato un bilancio di ordinaria amministrazione, osserva che tale bilancio è stato necessariamente predisposto in base alle attuali disponibilità finanziarie della Regione che, come tutti sanno, sono assai limitate, poiché i proventi delle quote di riparto delle entrate erariali non sono ancora stati aumentati e non vi sono, per il momento, altre possibilità finanziarie, salvo ricorrere alla accensione di nuovi mutui passivi.

Non esclude che non si possa ricorrere a tale mezzo durante l'esercizio finanziario, ma fa presente che i mutui vanno assunti con cautela e che la Giunta non ha ritenuto, per il momento, di proporre al Consiglio di contrarre un nuovo mutuo.

Osserva che, stando così le cose, non si poteva far altro che predisporre un bilancio di previsione di ordinaria amministrazione.

Circa il rilievo secondo cui l'Amministrazione regionale avrebbe dovuto chiedere tempestivamente al Governo di Roma l'aumento delle quote di riparto delle entrate erariali, riferisce che la Giunta è stata, invece, sollecita al riguardo, poiché fin dal mese di febbraio scorso ha presentato al Governo un lungo memoriale in cui chiedeva tutti gli adempimenti costituzionali, lo aumento delle quote di riparto delle entrate erariali e l'intervento finanziario straordinario dello Stato, a' sensi dell'articolo 12 dello Statuto regionale, per provvedere alle rilevanti necessità straordinarie ed eccezionali che presentano carattere d'urgenza.

Comunica che, se la pratica ha subìto un ristagno per le note traversie del Governo centrale, assicura che la Giunta ha fatto tutto quanto doveva fare per il sollecito avvio delle trattative e continua ad interessarsi della questione.

Rileva che purtroppo non è facile giungere presto a buon porto ed, in proposito, ricorda che da 12 anni ormai la Regione sta aspettando, ma invano, l'attuazione della Zona Franca richiesta ripetutamente dalle Amministrazioni regionali che si sono succedute al governo della Regione.

Circa il rilievo, fatto dal Consigliere Bondaz, secondo cui anziché finanziare l'esecuzione di numerose opere, alcune delle quali di importo limitato, si sarebbe dovuto eseguire poche opere di carattere regionale di una certa quale importanza, come ad esempio il completamento della rete stradale sussidiaria sul lato destro della Dora, fa presente che l'indirizzo seguito dalla Giunta non è sbagliato perché da tutti i Comuni viene chiesta e sollecitata la costruzione di strade di allacciamento di frazioni.

Osserva, d'altra parte, che con una somma di 500-600 milioni si sarebbe potuto, è vero, costruire una lunga strada, ma non si sarebbe potuto, comunque, affrontare e risolvere gli importanti problemi di carattere eccezionale, la cui soluzione si impone a breve scadenza (creazione di grandi arterie, ecc.) e per i quali necessitano somme rilevantissime.

In merito alla proposta fatta dal Consigliere Palmas, di creare nuovi cespiti di entrata istituendo nuove imposte regionali, comunica di essere personalmente dell'avviso che bisogna procedere a gradi prima di adottare una tale iniziativa che, anche se alquanto innovatrice, è prevista all'articolo 12 dello Statuto regionale.

Rileva che in Valle d'Aosta, come già è stato osservato, vi sono molte zone depresse e che, sia da parte dell'Assessorato all'Agricoltura che da parte dell'Assessorato ai Lavori Pubblici, vengono continuamente erogati contributi e sussidi per opere interessanti l'agricoltura e per lavori di interesse pubblico.

Osserva che il ricorso all'istituzione di nuove imposte regionali sarà forse possibile nei prossimi anni, allorquando i cittadini saranno convinti che il sistema tributario è il mezzo più adatto per trovare cespiti di entrate con cui provvedere alla realizzazione di lavori e di opere di interesse generale.

Il Consigliere BORDON premette che lo Stato deve venire incontro alla Regione sia per quanto riguarda le spese ordinarie, relative ai servizi e funzioni normali della Regione, che per quanto riguarda la soluzione degli importanti problemi di carattere straordinario ed eccezionale.

Dichiara che la Giunta deve, quindi, insistere presso il Governo per ottenere l'aumento delle quote di riparto delle entrate erariali per far fronte alle spese ordinarie nonché per ottenere la concessione di contributi e interventi finanziari statali straordinari a' sensi dell'articolo 12 dello Statuto regionale.

Comunica che non si può pensare di risolvere tali problemi con l'accensione di mutui passivi o con la creazione di nuovi cespiti di entrata ricorrendo alla istituzione di nuove imposte regionali e questo per ovvie ragioni che non hanno bisogno di essere illustrate.

Il Consigliere TREVES comunica che, per contenere e limitare il triste fenomeno dello spopolamento della montagna, bisogna costruire strade di allacciamento delle frazioni di montagna e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni.

Dichiara di essere favorevole all'approvazione del bilancio di previsione perché sarà così possibile finanziare le varie opere comprese nel piano di lavori di pubblica utilità, di cui al n. 12 dell'ordine del giorno della adunanza, che interessano per la maggior parte i Comuni di montagna.

Per quanto riguarda le opere di carattere straordinario ed eccezionale, osserva che bisognerà provvedere con urgenza all'esecuzione delle opere che si rendono necessarie in relazione alla prossima apertura dei trafori stradali del Monte Bianco e del Gran San Bernardo (costruzione di nuove arterie stradali, strade di circonvallazione, sistemazione delle strade laterali e panoramiche).

Fa presente che, se necessario, l'Amministrazione regionale dovrà avere il coraggio di assumersi la responsabilità di ricorrere anche a mutui passivi a lunga scadenza per finanziare opere di carattere straordinario ed urgente.

Circa la proposta fatta dal Consigliere Palmas, comunica di essere dell'avviso che, prima di istituire nuove imposte regionali per creare nuovi cespiti di entrata, si debba insistere presso il Governo di Roma per ottenere l'aumento delle quote di ripartizione delle entrate erariali (quote fisse e quote variabili).

L'Assessore COLOMBO, riferendosi al rilievo del Consigliere Dujany, - secondo cui il progetto di bilancio di previsione avrebbe dovuto essere sottoposto all'esame della Commissione permanente per gli Affari Generali e Finanze prima di essere portato in Consiglio -, osserva che il rilievo avrebbe forse la sua ragione d'essere se il bilancio di previsione, anziché essere di ordinaria amministrazione, come ha rilevato la minoranza, prevedesse lo stanziamento di fondi straordinari per la soluzione di importanti problemi.

Fa presente che le Commissioni consiliari permanenti sono Commissioni consultive create essenzialmente per coadiuvare i singoli Assessorati nello studio dei nuovi importanti problemi di rispettiva competenza e per dare il loro parere su determinate questioni ogni qualvolta ne siano richieste.

Concorda che, se il progetto di bilancio prevedesse l'accensione di un mutuo, si sarebbe dovuto convocare la Commissione consiliare Affari Generali e Finanze per l'esame della convenienza, o meno, della stipulazione del mutuo ed eventualmente per lo studio delle modalità e clausole del mutuo stesso.

Concorda pure che potrebbe essere opportuno sottoporre all'esame delle competenti Commissioni consiliari un bilancio di previsione che prevede lo stanziamento di forti somme per la soluzione di importanti problemi e la cui soluzione impegni finanziariamente l'Amministrazione regionale per parecchi anni.

Per quanto riguarda l'elenco di residui passivi al 30 giugno 1959, richiesto dal Consigliere Dujany, assicura che disporrà per l'invio dell'elenco di cui si tratta.

Circa la questione della richiesta di aumento delle quote di ripartizione delle entrate erariali, ricorda di aver già riferito al Consiglio, in una precedente seduta, che la quota mobile relativa all'esercizio 1° luglio 1958 - 30 giugno 1959 è stata concordata in Lire 350 milioni come l'anno precedente.

Per quanto riguarda l'esercizio 1° luglio 1959 - 30 giugno 1960, informa che l'Amministrazione regionale ha chiesto che la quota variabile del riparto sia aumentata a lire 450 milioni, facendo presente al Governo di Roma che la richiesta era giustificata dal fatto che, nel corso di tale esercizio, l'onere annuo sostenuto dall'Amministrazione regionale per il pagamento delle retribuzioni agli Insegnanti e ad altro personale è aumentato di circa 187 milioni.

Comunica che l'Amministrazione regionale è in attesa di ricevere quanto prima dal Governo di Roma una risposta in merito alla richiesta fatta e assicura che la Giunta insisterà, comunque, affinché sia concesso l'aumento richiesto che, come già detto, è stato pienamente motivato.

Riferendosi poi all'invito, rivolto dal Consigliere Palmas al Consiglio, di tenere presente che la Regione ha la possibilità di aumentare i suoi cespiti di entrata avvalendosi della disposizione del capoverso primo dell'articolo 12 dello Statuto (possibilità di istituire proprie imposte e sovrimposte regionali), osserva che il Consigliere Palmas ha posto l'accento su un problema assai importante e delicato nel tempo stesso.

Rileva, infatti, che occorre attentamente esaminare se sia opportuno ricorrere a un tale mezzo che, oltre a tutto, sarebbe assai impopolare.

Fa presente che spetterà al Consiglio di esaminare la questione e decidere se intenda, o meno, fare uso della menzionata potestà regionale prevista dal capoverso primo dell'articolo 12 dello Statuto della Regione.

Il Presidente, FILLIETROZ, constatato che nessun altro Consigliere intende formulare osservazioni di carattere generale, dichiara chiusa la discussione di carattere generale sul progetto di bilancio ed apre la discussione di carattere particolare sui singoli stanziamenti di previsione del bilancio.

Si dà atto che il Consiglio procede, quindi, all'esame ed all'approvazione dei singoli capitoli dei vari titoli, capi e categorie del bilancio, su lettura data dal Presidente, Fillietroz, fornendo il Presidente della Giunta e gli Assessori competenti per materia i necessari chiarimenti ai vari Consiglieri interpellanti.

PARTE I

ENTRATA

TITOLO I - ENTRATA ORDINARIA

CATEGORIA I - ENTRATE EFFETTIVE

CAPO I - REDDITI PATRIMONIALI

Capitolo 4 - Provento delle concessioni e sub-concessioni di acque pubbliche e di miniere (Artt. 8 - 11 Statuto regionale L. C. 26 febbraio 1948 n. 4): Lire 50 milioni.

Il Consigliere BONDAZ chiede all'Assessore ai Lavori Pubblici di volere fare il punto sul problema delle acque in Valle d'Aosta, riferendo sulla situazione delle pratiche di subconcessione in corso di istruttoria e sulle questioni in sospeso.

L'Assessore MANGANONI riferisce in merito alle seguenti questioni:

- Società Dinamo di Milano, subconcessionaria delle acque dei bacini del Monte Bianco e della Dora di Verney.

L'Assessore Manganoni informa che la Società Dinamo di Milano, - la quale in data 16 luglio 1958 (deliberazione n. 86) aveva ottenuto dalla Regione la subconcessione di derivare ed utilizzare le acque dei bacini del Monte Bianco e della Dora di Verney per produzione di energia elettrica -, ebbe a chiedere, in un primo tempo, una proroga di due mesi al termine fissato dal disciplinare per la presentazione del progetto definitivo delle opere ed, in secondo tempo, un'altra proroga di sei mesi (fino al 30 giugno 1960), proroghe che furono concesse su parere favorevole della Commissione consiliare permanente per i Lavori Pubblici.

Comunica che il menzionato progetto definitivo è pervenuto in questi giorni all'Ufficio Regionale Acque e fa presente che la Società Dinamo sarà, quindi, invitata a dare sollecito inizio ai lavori e a rispettare la data di scadenza stabilita nel disciplinare di subconcessione.

- Questione impianto di Montjovet.

L'Assessore Manganoni riferisce che la pratica concernente l'istruttoria relativa alla domanda di subconcessione di un ulteriore quantitativo di acque della Dora Baltea, - da derivarsi in territorio di Châtillon e da convogliarsi a Montjovet, dove verrebbe costruita la seconda centrale idroelettrica in prossimità di quella già esistente -, è stata inoltrata a Roma, ove trovasi tuttora.

Comunica che circa tale richiesta di subconcessione vi sarebbe, a quanto sembra, una diversità di vedute fra il Ministero dei Lavori Pubblici e il Ministero delle Finanze.

- Questioni varie.

L'Assessore Manganoni precisa che le istruttorie relative alle altre domande di subconcessione di acque seguono il loro regolare corso, e che, non appena definite, le singole questioni saranno sottoposte al Consiglio per i provvedimenti di sua competenza.

- Questioni varie con la Società SIP.

L'Assessore Manganoni informa che le trattative avviate a suo tempo per la definizione delle varie questioni pendenti fra la Società SIP e la Regione sono tuttora in corso.

Ritiene di poter riferire quanto prima alla competente Commissione consiliare per i Lavori Pubblici ed alla Giunta sull'esito di tali trattative, in modo da poter formulare poi proposte concrete al Consiglio.

Ricorda che, fra le altre questioni, vi sono quelle delle concessioni di acque fatte alla Società SIP dalla Repubblica Sociale di Salò e, cioè, quella che autorizza la SIP a derivare acque della Dora in località di Aymavilles ed a convogliarle a Quart, concessione che è stata dichiarata decaduta con sentenza dell'Autorità giudiziaria, e quelle di St. Barthélemy e di Châtillon (con derivazione delle acque a St. Marcel), che dovrebbero pure essere dichiarate decadute.

Fa presente che rimane ancora da definire la questione della cosiddetta "utilizzazione giuridica", che è tuttora sub iudice.

Il Consigliere BONDAZ premette che il problema delle acque è di capitale importanza per la Valle d'Aosta per varie ragioni, che illustra.

Riferendosi alla subconcessione delle acque dei bacini del Monte Bianco e della Dora di Verney fatta alla Società Dinamo, di Milano, riferisce che già durante la passata Amministrazione regionale detta Società ha sempre cercato di procrastinare la presentazione del progetto definitivo dei lavori e, quindi, l'inizio dei lavori stessi che, secondo il progetto di massima, comportano una spesa di circa 47 miliardi.

Sottolinea l'interesse che ha la Valle d'Aosta alla sollecita attuazione, da parte della Società Dinamo, degli impianti idroelettrici per l'utilizzazione delle acque di cui si tratta, rilevando che, - oltre al fatto che la costruzione degli impianti significa lavoro per la mano d'opera valdostana -, con l'entrata in funzione di tali impianti la Regione vedrà aumentare i suoi cespiti di entrata per derivazioni di acque ad usi idroelettrici; osserva che un notevole cespite trarrà anche il Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta che, in forza della legge 27 dicembre 1953 n. 959, percepisce dalle Società idroelettriche un sovracanone annuo di Lire 1300 per ogni Kw di potenza nominale media prodotta.

Rivolge, quindi, invito alla Giunta a non aderire ad eventuali ulteriori richieste dilazionatorie della Società Dinamo, ma di insistere presso la Società stessa affinché dia inizio ai lavori nei termini previsti dal disciplinare di subconcessione.

Per quanto riguarda l'istruttoria attualmente in corso e relativa alla domanda di subconcessione di un ulteriore quantitativo di acque della Dora Baltea da convogliarsi a Montjovet, ove verrebbe costruita una seconda centrale idroelettrica, ritiene che la pratica dovrebbe essere ormai definita, perché è intervenuta una transazione fra la Società SIP e la Società Idroelettrica di Roma (SEA) che aveva chiesto la stessa concessione di cui si tratta.

In merito all'accenno fatto dall'Assessore Manganoni alle trattative in corso tra la Regione e la Società SIP per la definizione delle varie questioni pendenti ed il regolamento generale dei reciproci rapporti in materia di subconcessioni, in via di sanatoria, di derivazioni di acque ad usi idroelettrici, ricorda, anzitutto, che la Società SIP è ora senza titolo valido per l'impianto idroelettrico di St. Marcel.

Osserva che la mancanza del titolo non significa, però, che la Società SIP non possa avere dalla Regione la subconcessione delle acque che vengono convogliate alla centrale idroelettrica di St. Marcel, ma osserva che la subconcessione dovrebbe essere fatta a determinate condizioni.

Accenna poi alle concessioni di acque ad usi idroelettrici assentite alla Società SIP dalla Repubblica Sociale Italiana di Salò e che sono state dichiarate nulle di diritto, rilevando che tali questioni, come quella della cosiddetta "utilizzazione giuridica" e le altre tuttora pendenti, debbono formare oggetto di transazione nelle trattative con la Società SIP.

Dichiara di rendersi pienamente conto delle difficoltà che la Giunta incontra nelle trattative, ma fa presente che la soluzione, in via transitiva, delle varie questioni insolute è di grandissima importanza per la Regione per i riflessi positivi che ne deriveranno soprattutto nel campo finanziario ed economico.

L'Assessore MANGANONI, riferendosi agli impianti idroelettrici da costruirsi dalla Società Dinamo per l'utilizzazione delle acque dei bacini del Monte Bianco e della Dora di Verney per produzione di energia elettrica, informa che, in seguito alla riduzione dell'invaso del serbatoio del lago Combal, in Val Veny, la spesa di Lire 47 miliardi, prevista in un primo tempo, viene ad essere ridotta.

Dopo aver fornito nuovi ragguagli sulle varie questioni accennate in precedenza ed oggetto dei rilievi del Consigliere Bondaz, dà assicurazione che la Giunta insisterà presso la Società Dinamo per il sollecito inizio dei lavori di costruzione degli impianti idroelettrici.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, a proposito delle trattative attualmente in corso fra la Regione e la Società SIP per il regolamento generale dei reciproci rapporti, dichiara che è intendimento della Giunta di definire, in sede di transazione, le varie questioni pendenti con la Società SIP, compresa, fra l'altro, quella dell'emungimento delle acque irrigue.

Fa presente che nelle suddette trattative la Giunta è assistita dall'Avvocato Colonna, il quale è pienamente a conoscenza delle varie questioni per averle seguite sin dal loro sorgere.

Il Consigliere BONDAZ raccomanda che, in sede di transazione con la SIP, sia anche affrontato e risolto il problema delle tariffe elettriche; ricorda che, in base al contratto stipulato a suo tempo e sul quale si potrà discutere dal lato giuridico se convenga, o no, di farlo valere (dato che manca di determinazione di durata nel tempo) era stato stabilito il principio del 25 % di riduzione sulle tariffe elettriche in vigore nella Provincia di Torino.

Osserva che la questione delle tariffe elettriche è molto importante perché interessa concretamente le popolazioni di tutti i Comuni della Valle d'Aosta per cui la sua soluzione deve essere posta come condizione sine qua non, come ha fatto la precedente Amministrazione, per una transazione con la SIP in materia di sanatoria delle concessioni di acque ad usi idroelettrici.

Ritiene che la questione debba essere prima discussa ed approfondita dalla Commissione consiliare per i Lavori Pubblici per poter fornire alla Giunta quegli elementi e quei consigli che possono essere utili nelle trattative con la Società SIP.

Si dà atto che i capitoli dal n. 1 al n. 4 compresi sono approvati ad unanimità di voti favorevoli dal Consiglio.

CAPO II - TRIBUTI (Imposte, tasse e diritti) DELLA REGIONE (Artt. Legge 29-11-1955 n. 1179)

Capitolo 5 - Sovrimposta provinciale sui terreni: Lire 10.483.400.

Capitolo 6 - Sovrimposta provinciale sui fabbricati: L. 40.000.000.

Il Consigliere BONDAZ, pur rilevando che i proventi della sovrimposta provinciale sui fabbricati (Lire 40.000.000) e della sovrimposta provinciale sui terreni (Lire 10.483.400) non sono rilevanti, propone che tali capitoli di entrata siano soppressi, rilevando che le categorie meno abbienti devono essere aiutate nel limite delle possibilità dalla Regione per contenere e limitare lo spopolamento delle zone montane.

Il Consigliere DUJANY rammenta che lo Stato ha soppresso l'imposta sui terreni situati al di sopra dei 700 metri di altitudine e ritiene doveroso che la Regione sopprima, a sua volta, la sovrimposta provinciale sui terreni e quella sui fabbricati.

L'Assessore COLOMBO fa presente che non è possibile aderire alla proposta del Consigliere Bondaz, perché la soppressione delle sovrimposte sui terreni e sui fabbricati comporterebbe automaticamente la soppressione dei capitoli 14 (addizionali sui vari tributi erariali comunali e provinciali) e 16 (compartecipazione sul provento Ige).

Il Consigliere BONDAZ osserva che la Regione potrebbe superare l'ostacolo adottando un provvedimento simile a quello che è stato adottato per l'esenzione dell'imposta sul bestiame.

L'Assessore FOSSON sottolinea che il problema della esenzione dal pagamento della sovrimposta provinciale sui terreni e di quella sui fabbricati non può essere affrontata in sede di discussione del bilancio di previsione; fa presente che in questa sede la proposta del Consigliere Bondaz può essere presa in considerazione dalla Giunta come raccomandazione di prendere in esame il problema.

Capitolo 10 - Tassa di circolazione sui veicoli a trazione animale: Lire 100.000.

Il Consigliere AILLON raccomanda alla Giunta di voler prendere in esame la possibilità di esonerare i proprietari di veicoli a trazione animale dal pagamento della tassa di circolazione.

Si dà atto che i capitoli dal n. 5 al n. 19 compresi sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

CAPO III - REDDITI PATRIMONIALI DELLO STATO DEVOLUTI ALLA REGIONE

Capitolo 20 - Provento dei 9/10 dei canoni statali per la concessione di derivazione di acque a scopo idroelettrico (Art. 12 legge costituzionale 26-2-1948 n. 4 e art. 2 legge 29-11-1955 n. 1179): L. 230.000.000.

Su richiesta del Consigliere BONDAZ, l'Assessore COLOMBO informa che, in base ai dati di consuntivo, risulta che la somma introitata lo scorso anno per la voce di cui si tratta si aggira sui 230 milioni circa.

Si dà atto che il capitolo 20 è approvato dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

CAPO IV - QUOTE DI TRIBUTI DELLO STATO DEVOLUTI ALLA REGIONE

Capitolo 21 - Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29-11-1955 n. 1179, sull'ordinamento finanziario della Regione: Lire 1 miliardo 300 milioni.

Su richiesta del Consigliere DUJANY, - intesa a sapere quale somma è stata introitata dalla Regione lo scorso anno per provento quote fisse di ripartizione -, l'Assessore COLOMBO precisa che non è possibile, per il momento, dare una risposta in merito, perché l'esercizio finanziario dello scorso anno si è appena chiuso (30 giugno 1960).

Si dà atto che i capitoli n. 21 e n. 22 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

CAPO V - PROVENTI DIVERSI

Capitolo 25 - Provento del 5% sulle spese per operazioni forestali per conto terzi: Lire 100.000.

Su richiesta del Consigliere AILLON, l'Assessore FOSSON fornisce chiarimenti in merito alla voce del capitolo di spesa in esame.

Capitolo 26 - Entrate pertinenti l'Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile di Aosta: Lire 65.000.000.

Il Consigliere BONDAZ dichiara di aver constatato, con compiacimento, che la previsione di entrata della voce in esame è superiore di Lire 25 milioni a quella iscritta nel bilancio dello scorso anno.

Rileva, però, che la previsione di spesa per il funzionamento dell'Istituto regionale di Assistenza Materna ed Infantile supera di Lire 14 milioni circa (Lire 79 milioni meno Lire 65 milioni = Lire 14.000.000) la previsione di entrata ed osserva che occorre fare in modo che il funzionamento dell'Istituto non sia più passivo, ma che le spese siano pareggiate dalle entrate.

L'Assessore CHANTEL riferisce che la diaria, o retta di ricovero giornaliera, presso l'Istituto Materno è stata ultimamente aumentata, in base a disposizioni ministeriali, da Lire 1750 a Lire 1930.

Comunica che, per ottenere il pareggio delle entrate e delle spese, bisogna aumentare di almeno un terzo la capienza dell'Istituto e rileva che i servizi sono in grado di soddisfare ad esigenze maggiori di quelle attuali.

Capitolo 27 - Provento della gestione delle funivie Buisson-Chamois: Lire 5.600.000.

Il Consigliere DUJANY premette che intende richiamare l'attenzione dell'Assessore competente su alcuni inconvenienti che ha già avuto occasione di segnalare lo scorso anno e concernenti l'orario di funzionamento della funivia e di costo del viaggio in corse fuori orario.

Fa presente che per l'effettuazione di corse dopo le ore 20 viene richiesto il pagamento di Lire 800 per ogni corsa alle persone che desiderino recarsi da Buisson a Chamois o viceversa.

Osserva che un tale prezzo è esagerato e costituisce intralcio allo sviluppo turistico di Chamois; rileva che i turisti sono restii a pagare un tale prezzo per le corse in ore extra-orario.

Propone che sia prevista la possibilità dell'effettuazione di corse extra-orario, previo preavviso, senza pagamento di un sovraprezzo.

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, riferisce, in proposito, di aver ricevuto da tempo dall'Ufficio Comuni una relazione in cui si propone, fra l'altro, di adeguare in aumento le tariffe della funivia Buisson-Chamois al costo del servizio, ma di non aver dato corso, a tutt'oggi, alla pratica proprio tenendo conto della raccomandazione formulata lo scorso anno dal Consigliere Dujany.

L'Assessore SAVIOZ, - premesso che l'orario di funzionamento della funivia Buisson-Chamois è stato modificato come da richiesta della popolazione di Chamois -, informa che la prima corsa viene effettuata alle sette del mattino e l'ultima alle ore 21.

Comunica che sono state apportate riduzioni alle tariffe per gli abitanti del luogo e che si è provveduto ad aumentare il personale addetto al funzionamento della funivia per migliorare il servizio.

Rammenta poi che è stata costruita un'apposita teleferica per il trasporto del materiale e del bestiame e questo sempre per venire incontro alle necessità della popolazione di Chamois e per favorire lo sviluppo turistico in quella zona.

Riferendosi poi alla richiesta formulata dal Consigliere Dujany, dichiara che non è possibile assicurare il funzionamento continuativo della funivia anche in ore notturne, perché ciò comporterebbe un ulteriore aumento di personale; fa presente, però, che le persone che desiderano recarsi a Chamois o scendere a Buisson in ore extra-orario hanno la possibilità di usufruire della funivia, previo preavviso e senza pagamento di alcun sopraprezzo.

Aggiunge che, sempre per migliorare il funzionamento della funivia, sono stati eseguiti ultimamente miglioramenti agli impianti funiviari.

Si dà atto che i capitoli dal n. 23 al n. 27 compresi sono approvati ad unanimità di voti favorevoli dal Consiglio.

CAPO VI - RIMBORSO E CONCORSI NELLE SPESE ORDINARIE

Si dà atto che i capitoli dal n. 28 al n. 31 compresi sono approvati dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, senza discussione.

TITOLO II - ENTRATE STRAORDINARIE

CATEGORIA I - ENTRATE EFFETTIVE

CAPO I - ENTRATE DIVERSE

Capitolo 32 - Provento gestione degli Stabilimenti speciali di St. Vincent: Lire 1.630.000.000.

Su richiesta del Consigliere DUJANY, l'Assessore COLOMBO comunica che il provento della gestione degli Stabilimenti speciali di St. Vincent è stato lo scorso anno di Lire 1.600.000.000 circa.

Segue discussione fra i Consiglieri DUJANY, BONDAZ ed il Presidente della Giunta, MARCOZ, sulla richiesta degli Uffici finanziari per il pagamento dell'Ige, da parte dell'Amministrazione regionale, sugli introiti netti degli Stabilimenti speciali di St. Vincent.

Si dà atto che i capitoli nn. 32, 33 e 34 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

CAPO II - RIMBORSO E CONCORSI NELLE SPESE STRAORDINARIE

Si dà atto che il capitolo n. 35 è approvato dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, senza discussione.

CATEGORIA II - ENTRATE PER MOVIMENTO DI CAPITALI

CAPO I - VENDITA DI BENI

Si dà atto che il capitolo n. 36 è approvato dal Consiglio, ad unanimità di voti favorevoli, senza discussione.

CAPO II - ACCENSIONE DI DEBITI

Capitolo 37 - Entrate per riscossioni di crediti verso la Cooperativa Produttori Latte e Fontina della Valle d'Aosta, in relazione alla concessione di garanzia fideiussoria della Regione (legge regionale 22-1-1960 n. 1 ): Lire 300.000.

Si dà atto che i capitoli nn. 37 e 38 sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli, dopo breve discussione alla quale prendono parte il Consigliere BONDAZ, il Presidente della Giunta, MARCOZ, e gli Assessori FOSSON e COLOMBO.

CATEGORIA III - PARTITE CHE SI COMPENSANO NELLA SPESA

- Partite di giro -

Il Presidente della Giunta, MARCOZ, - premesso che, con provvedimento legislativo n. 151 in data 17 dicembre 1959, il Consiglio regionale ha approvato l'assunzione di un mutuo passivo a lunga scadenza, dell'importo di Lire 1.500.000.000, presso la Cassa di Risparmio di Torino, per il finanziamento di spese straordinarie per opere di pubblica utilità -, chiede se la Regione abbia già effettuato prelievi di somme su tale mutuo e per quale importo.

L'Assessore COLOMBO comunica che, a tutt'oggi, nessun prelievo di somma è stato fatto dall'Amministrazione regionale sul mutuo in questione.

Il Consigliere BONDAZ prende atto della dichiarazione dell'Assessore Colombo che l'Amministrazione regionale non si è trovata nella necessità di fare prelievi di somme sul mutuo di cui si tratta per il finanziamento di opere di pubblica utilità.

Segue breve discussione in merito, alla quale prendono parte gli Assessori MANGANONI e COLOMBO, il Presidente della Giunta, MARCOZ, ed i Consiglieri BONDAZ, DUJANY e GUGLIELMINETTI.

Si dà atto che i capitoli dal n. 39 al n. 45 compresi sono approvati dal Consiglio ad unanimità di voti favorevoli.

- Contabilità speciali -

Si dà atto che i capitoli dal n. 46 al n. 55 compresi sono approvati ad unanimità di voti favorevoli dal Consiglio, senza discussione.

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Si dà atto che, alle ore 12,45, ultimata la discussione sui capitoli della parte "ENTRATA" del bilancio di previsione, il Presidente, FILLIETROZ, su parere concorde del Consiglio, sospende la seduta e rinvia all'adunanza pomeridiana, fissata per le ore 15, la discussione sui capitoli della parte seconda" SPESA " e l'approvazione nel suo complesso, del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario 1° luglio 1960 - 30 giugno 1961.

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