Objet du Conseil n. 134 du 7 octobre 1965 - Verbale

OGGETTO N. 134/65 - (Varia) - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue in merito ai due seguenti argomenti:

"Prima dichiarazione: Il Geometra Pier Carlo Grisero mi ha esposto, circa dieci giorni fa, di avere degli elementi contro degli impiegati tecnici dell'Amministrazione Regionale, i quali erano soliti compiere dei lavori per conto di privati.

Come si sa, la cosa non è consentita, non è lecita e nei casi più gravi in questi fatti possono riscontrarsi elementi essenziali di reati previsti dal Codice penale e da altre leggi speciali.

Io, con il consenso della Giunta, avevo a suo tempo emanato un ordine di servizio nel quale ricordavo queste cose agli impiegati dell'Amministrazione Regionale e ricordavo loro che, nei casi più gravi, potevano essere denunciati per reati previsti dal Codice penale.

Qualche giorno dopo il Geometra Pier Carlo Grisero, al quale avevo chiesto di farmi un esposto - (perché sono molte le persone che vengono a raccontarmi fatti del genere, non solo nei riguardi di certi impiegati dell'Amministrazione Regionale, ma anche nei riguardi di altre persone, ma poi non intendono inoltrare formale denuncia) -, mi ha fatto pervenire l'esposto, che io ho trasmesso al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, perché mi sembrava di ravvisare nei fatti riferiti dal predetto Geometra elementi essenziali di reati previsti dal Codice penale.

Questi fatti riguardavano il Geometra Vittorio Blanc, nativo di Allain, da non confondersi con il Geometra Blanc, Sindaco di Sarre.

Vi dirò che, ieri, ho di nuovo incontrato il Geometra Grisero, il quale mi ha dichiarato di avere altri elementi contro altri impiegati dell'Amministrazione Regionale e mi ha fatto tre nomi.

Al che io ho detto: Allora Lei mi faccia un nuovo esposto, nel quale mi spieghi in modo circonstanziato in che cosa consistono questi fatti ed io, quando lo avrò ricevuto, lo trasmetterò al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, così come ho fatto per il caso precedente.

Questa è la prima dichiarazione che dovevo fare e mi pare che non ci sia nient'altro da aggiungere.

Seconda dichiarazione: Vi dò lettura di una lettera da me inviata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Aosta, scritta in questi termini:

"Le invio allegati alla presente tre telegrammi inviati da Egidio Livio Brédy, da Aosta:

1) all'Onorevole Rumor, nella sua qualità di Segretario Nazionale del Partito della Democrazia Cristiana.

2) all'Eccellenza Taviani, Ministro dell'Interno.

3) all'On.le Salizzoni, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri".

La lettera continua: "Allego gli originali e le copie fotostatiche dei telegrammi stessi. Con deferenti ossequi".

Il testo dei telegrammi è il seguente:

- primo telegramma, inviato all'Onorevole Rumor:

«Vittoria DC Aostana est avvenuta - Sia per raggiungimento maggioranza relativa sia per centro sinistra consiglio - Grazie determinante et dimostrabile apporto Unione Democratica Valdostano alt spiace segnalare S. V. assoluta insensibilità DC locale confronti nostra leale et essenziale collaborazione alt chiediamo intervento S. V. confronti organi locali democristiani onde ottenere almeno compenso oneri sostenuti segnalando essere questa condizione irrinunciabile per futura proficua collaborazione alt ossequi Bredy presidente".

Dimenticavo di dirvi che questo, in ordine cronologico non è il primo ma il terzo telegramma, perché reca la data del 23 maggio 1965, mentre gli altri due recano entrambi la data del 12 maggio 1965; cioè questi ultimi due sono stati inviati prima della cura, l'altro dopo la cura.

- secondo telegramma, inviato all'Eccellenza Taviani, Ministro dell'Interno:

«Riferimento precedenti richieste et in rapporto at urgenti necessità assistenza emigrati (specie in relazione a reingresso in Patria per votazioni) questo centro sollecita rapido esaudimento stesse punto ossequi - Presidente Centro Assistenziale Emigrati Bredy".

- terzo telegramma, inviato all'Onorevole Salizzoni:

«Riferimento precedenti richieste et in rapporto at attuale importante campagna elettorale Unione Democratica Valdostana virgola sollecita rapido esaudimento richiesta stessa ossequi - Presidente Bredy".

Questi sono i tre documenti stilati dalla fervida mente del Signor Brédy Egidio Livio.

Poi, il resto lo farà la Magistratura.

Però, non sarebbe male se tutti coloro che sono nella politica e nelle questioni elettorali non dimenticassero l'esistenza dell'articolo 86 del Testo Unico 16 maggio 1960 numero 570 delle leggi per la composizione e l'elezione degli organi delle Amministrazioni Comunali, che recita testualmente:

"Chiunque, per ottenere, a proprio od altrui vantaggio, la firma per una dichiarazione di presentazione di candidatura, il voto elettorale o l'astensione, dà, offre o promette qualunque utilità ad uno o più elettori, o, per accordo con essi, ad altre persone, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da Lire 3.000 a Lire 20.000, anche quando l'utilità promessa sia stata dissimulata sotto il titolo di indennità pecuniaria data all'elettore per spese di viaggio o di soggiorno o di pagamento di cibi e bevande o rimunerazione sotto pretesto di spese o servizi elettorali.

La stessa pena si applica all'elettore che, per dare o negare la firma o il voto, ha accettato offerte o promesse o ha ricevuto denaro o altra utilità".

Vedrà il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Aosta se questa fattispecie rientri o non rientri in questo articolo; vedrà il Procuratore della Repubblica quali sono i reati che sono stati commessi, o no, dal Signor Brédy.

Io non sto a parlarvi dei reati che sono configurati nel Codice penale. Certo, è triste constatare come, mentre in altre materie vi è molto zelo da parte degli organi che dovrebbero accertare l'esistenza di questi reati o da parte di quegli organi che, accertati questi fatti, non si muovono mai e non provvedono mai neanche davanti ai casi più conclamati - (e ad Aosta abbiamo avuto dei casi, conclamatissimi, di decine di milioni che sono stati pagati a certi Movimenti o a certi Partiti perché si comportassero in un determinato modo in una determinata campagna elettorale e perché gli aderenti a questo movimento votassero in un modo piuttosto che in un altro) - è triste constatare l'assoluta passività e l'inerzia totale di quegli organi che dovrebbero accertare questi fatti e che, una volta accertati, fingono di ignorarli.

Ben maggiore severità si è verificata in altri casi. E, invece, la legge dovrebbe essere uguale per tutti; per tutti ci dovrebbe essere, in questi casi, un paio di manette e il conseguente ricovero alla Torre dei Balivi.

Questa è la seconda dichiarazione che io dovevo fare.

Io ho avuto la fortuna di incontrarmi con il Signor Brédy, un momento fa, negli ambulacri di questo Consiglio Regionale e gli ho chiesto: "Lei che cosa dice di questi telegrammi? Lei riconosce di averli mandati?".

Dopo l'esperienza del caso Salval-Tubère, bisogna, infatti, fare attenzione prima di denunciare qualcuno, perché uno rischia di passare per calunniatore, diffamatore o qualcosa del genere.

E il Signor Brédy ha riconosciuto, parlando con me, di essere l'autore di questi tre telegrammi.

Ed allora gli ho chiesto: "Ma Lei cosa pensa di questo?"

- "Trovo che è perfettamente normale: io ho delle spese e, quindi, è logico che io me le faccia rimborsare".

- "Ma qualcuno Le ha promesso questi fondi?".

- "Certamente, vi sono delle persone, qui ad Aosta, che mi hanno promesso questi fondi e, quindi, io non facevo altro che chiedere il mantenimento di queste promesse".

Queste sono state le tranquillissime e calme dichiarazioni del Signor Brédy, residente a Ginevra, capo del "Bouquetin", Movimento che doveva riformare l'Union Valdôtaine e che doveva insegnarci la morale... ecc.

Io non aggiungo altro.

Ne so molte sul conto del Signor Brédy e, se io dovessi scrivere tutto quello che so al suo riguardo, dovrei scrivere un romanzo; ma la nostra missione non è quella di scrivere dei romanzi.

Quindi io chiudo questa mia breve dichiarazione, non senza, però, esprimere i sentimenti veramente di nausea e di profondo ribrezzo di fronte a questo altro episodio che dimostra come, purtroppo, nella Valle d'Aosta - (in questa Valle d'Aosta nella quale anche i nostri avversari, anche i nemici della Valle d'Aosta, riconoscevano l'onestà degli Amministratori regionali, dei Consiglieri regionali e di coloro che si occupavano di politica) - purtroppo vi sono dei fatti che dimostrano che anche in Valle d'Aosta vi è una degradazione del costume politico.

Allora, il miglior sistema, quando si viene a conoscenza di qualche fatto, è di scrivere due righe alla Magistratura, perché solo così si può correggere il mal costume politico.

Le prediche non servono assolutamente a niente e lasciano il tempo che trovano".

Il Consiglio prende atto.

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