Objet du Conseil n. 190 du 29 décembre 1965 - Verbale

OGGETTO N. 190/65 - PROPOSTA DI PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE ALLA COSTITUENDA SOCIETÀ PER AZIONI ALPILA, AI FINI DELLA VALORIZZAZIONE TURISTICA DELLA CONCA DI PILA - PARERE FAVOREVOLE DEL CONSIGLIO REGIONALE.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, riferisce al Consiglio in merito a recenti colloqui avuti con i rappresentanti della Società S.T.I.F.A., dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino, della Cassa di Risparmio di Torino e della Società FIAT, di Torino, ai fini della prevista costituzione di una Società per azioni, da denominarsi ALPILA, avente per scopo sociale la attuazione di iniziative varie tendenti alla valorizzazione turistica della conca di Pila.

Proseguendo nella sua esposizione, il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara quanto segue:

"In data 17 dicembre di quest'anno ho riferito alla Giunta in merito ai colloqui da me avuti con i rappresentanti della Società STIFA, nonché con i rappresentanti dell'Istituto San Paolo, di Torino, della Cassa di Risparmio, di Torino e della Società FIAT di Torino.

Ho comunicato che sta per essere costituita una Società che si chiamerà ALPILA; i rappresentanti della Società STIFA entreranno a fare parte della Società ALPILA o meglio, questo gruppo della STIFA entrerà a fare parte come l'Istituto San Paolo, come la Cassa di Risparmio e come la FIAT, della nuova Società ALPILA, che ha il compito di valorizzare zona di Pila.

Ho esposto alla Giunta, in data 17 dicembre di quest'anno (ma veramente l'avevo già detto prima, in una seduta di qualche mese fa), che l'Istituto S. Paolo di Torino, - questo credo di poterlo dire senza venir meno a quella discrezione che è necessaria in queste cose -, aveva dichiarato, per mezzo dei suoi rappresentanti, che non sarebbe entrato a far parte della Società ALPILA se l'Amministrazione Regionale della Valle di Aosta non fosse entrata a fare parte di questa Società.

Analoga dichiarazione è stata successivamente fatta dai rappresentanti della Cassa di Risparmio di Torino.

Io penso che noi dobbiamo rallegrarci di questa duplice dichiarazione, perché dimostra la fiducia che queste due Banche hanno verso l'Amministrazione Regionale.

Io ho quindi proposto ai miei colleghi di Giunta che l'Amministrazione Regionale della Valle d'Aosta, come le due Banche e come quei due gruppi finanziari e industriali, entri pure a fare parte della nuova Società ALPILA.

Sono previsti tre stadi nell'aumento di capitale di questa Società: vi sarà un piccolo capitale iniziale, che poi sarà aumentato in altri due stadi successivi.

Io ritengo, e con me la Giunta concorda e ritiene, che sia opportuno che l'Amministrazione Regionale entri a far parte di questa nuova Società.

Abbiamo chiesto ai rappresentanti degli altri gruppi finanziari per quale percentuale l'Amministrazione Regionale dovesse entrare a fare parte di questa Società nuova e abbiamo constatato che un intervento della Regione, per il 20% del capitale, sarebbe cosa gradita alle due Banche e ai gruppi finanziari ed industriali.

Quindi la Giunta ha già preso atto di quanto espongo oggi al Consiglio ed è stata unanime nel ritenere opportuno che la Regione entri in questa nuova Società ALPILA.

La Giunta è stata pure concorde ed unanime nel ritenere che ormai i tempi fossero maturi per portare la questione davanti al Consiglio Regionale, in modo che, per il momento, il Consiglio Regionale esprima un parere su quanto vi ho esposto e su quanto è contenuto in questa presa d'atto della Giunta del 17 dicembre scorso.

E' opportuno l'intervento della Regione anche per controllare, questa Società, anche per seguire passo, passo, il piano di valorizzazione della conca di Pila. E' da più di un anno, anzi da un anno e mezzo, che noi seguiamo la questione di Pila e l'abbiamo seguita attentamente, appassionatamente, scrupolosamente.

Come voi sapete, abbiamo fatto delle osservazioni al piano regolatore di Pila che ci è stato presentato dalla Società STIFA: alcune clausole le abbiamo approvate, altre le abbiamo respinte e per altre abbiamo invitato la Società STIFA a modificarle. Non credo che sia questo il momento, né la sede, di entrare nella discussione del piano regolatore di Pila.

Io penso che successivamente avremo il tempo di spiegarvi il perché di una certa lettera che, - dopo una laboriosa seduta coi rappresentanti della Società STIFA e con l'architetto Chapy -, abbiamo inviato in data 3 o 5 maggio del 1965 alla Società STIFA; in tale lettera erano riportate le osservazioni della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti e quelle della Giunta, osservazioni che, in sostanza, volevano evitare per la zona di Pila il macello che è avvenuto a Breuil-Cervinia; questo volevamo evitare.

Noi volevamo, insomma, difendere quella perla di bellezza naturale che si chiama Pila, volevamo salvaguardare il suo paesaggio ed evitare che sorgesse, come era previsto in un primo tempo nel piano, una fila di falansteri di stile coloniale, che sarebbero partiti dalla sommità, cioè dal limitare del bosco, fino a Chacart.

L'attuazione di quel piano avrebbe completamente deturpato il paesaggio di Pila ed è per questo che noi abbiamo fatto delle osservazioni che sono state accettate dalla Società STIFA, dimostratasi in questa trattativa, più ragionevole di tanti pontefici massimi che pontificavano senza conoscere i termini della questione e, magari, senza aver mai visto il piano regolatore di Pila.

Comunque, io non voglio oggi addentrarmi nei particolari di questo piano regolatore che, evidentemente, dovrà essere approvato da questa nuova Società ALPILA, dal Consiglio Comunale di Gressan, dalla Sovraintendenza alle Antichità e Belle Arti e dalla Giunta Regionale.

Questi sono i termini del problema.

Io per il momento non voglio parlare di una scoperta che ho fatto ad un certo momento. Io, vent'anni fa, avevo proposto alla Giunta di fondare una Scuola di paleografia valdostana e questo l'abbiamo fatto. Per nostra fortuna abbiamo avuto, allora, l'aiuto di un grande valdostano, cioè di Monsignor Giustino Boson, Professore all'Università Cattolica di Milano, il quale è stato veramente il pilastro di questa Scuola di paleografia; infatti, quando è scomparso Monsignor Boson, la Scuola di paleografia ha quasi cessato di esistere.

Abbiamo nominato ultimamente il Professore Colliard quale Direttore dell'Archivio Storico Regionale e, quindi, noi speriamo di poter dare di nuovo l'avvio alla Scuola di paleografia valdostana.

Voi direte: cosa c'entra questo con Pila. C'entra per una barzelletta che vi voglio dire e cioè: questa mia passione per la paleografia ogni tanto mi fa trovare qualche documento.

Ed allora io ho trovato qualche documento che dimostra come certi pretesi difensori della valorizzazione di Pila erano soltanto i difensori delle loro tasche e come certi professionisti mancano veramente di un minimo di, - non so come bisogna dire -, di deontologia professionale poiché in certe pattuizioni, provate da certi documenti, hanno mirato, più che a difendere gli interessi dei loro clienti, a difendere i loro interessi.

Sono degli aspetti molto interessanti, di cui discuteremo a suo tempo; questo è un argomento un po' prematuro, ma ci sono dei dessous in tutta questa storia di Pila che sono ben poco edificanti.

Veramente io mi sono stupito, perché credevo che questi professionisti valessero un po' di più, almeno sotto l'aspetto etico-professionale, di quanto è poi risultato.

Io ho terminato la mia esposizione sull'argomento e chiedo che i Signori Consiglieri vogliano dare il loro parere su questa questione. Evidentemente, se il parere sarà favorevole, allora noi potremo riprendere le trattative e chiederemo ai promotori di questa nuova Società qual è il loro programma, che cosa veramente vogliono fare a Pila.

Quando si parla di Pila si intende dire tutta la zona di Pila.

Voi sapete che la zona vera e propria di Pila è ristretta, perché il pianoro di Pila sarà lungo un 300-350 metri e largo un 600 metri all'incirca; io non ho misurato la superficie, ma peno che, più o meno, le misure siano quelle. Quello che conta è il grande anfiteatro, quel magnifico grande anfiteatro che si apre a ventaglio dietro la zona vera e propria del pianoro di Pila.

Comunque, con queste trattative noi perfezioneremo i particolari e i dettagli, noi vorremo avere un programma dettagliato, vorremo vederci chiaro, vorremo studiare a fondo questa questione e, soltanto in seguito a questi chiarimenti, dopo tutte le deliberazioni necessarie, dopo le autorizzazioni della Giunta e vostre, noi ci presenteremo davanti ad un notaio per stipulare l'atto di costituzione della nuova Società".

Il Consigliere LUSTRISSY dichiara che i Consiglieri del gruppo consiliare democristiano debbono, per il momento, limitarsi a prendere atto delle dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta, Caveri, perché non possono, per ora, esprimere un giudizio su di una Società che ancora deve essere costituita, che non si sa come sarà formata e come sarà impostata e quali prospettive avrà per quanto riguarda la valorizzazione turistica della conca di Pila.

Ritiene che la partecipazione della Regione alla costituenda Società ALPILA sia una cosa utile, perché, servirà, se non altro, a salvaguardare la zona da certi scempi che si notano in molte zone della nostra Regione.

Prega il Presidente della Giunta, Caveri, di riferire al Consiglio sull'iter degli accordi già intervenuti con la Società STIFA, sui motivi che, ad un certo punto, hanno determinato la Società STIFA a non proseguire più da sola, per cui tutto si è arenato, ed a costituire una nuova Società.

Dichiara che i Consiglieri del gruppo consiliare della Democrazia Cristiana sono lieti che l'Amministrazione Regionale prenda parte attiva alla valorizzazione della conca di Pila, ma insiste affinché il Presidente della Giunta fornisca le notizie richieste in modo che il Consiglio sia informato dei motivi che hanno indotto la Società STIFA ad addivenire alla costituzione della nuova Società ALPILA.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che la richiesta fatta dalla Società STIFA per l'intervento finanziario dell'Istituto Bancario S. Paolo di Torino, della Cassa di Risparmio di Torino e di due gruppi finanziari industriali è la migliore smentita a tutte le frottole che sono state dette sui 15 miliardi di lire che dormivano e che non potevano essere investiti nella conca di Pila e valorizzarla; perché, evidentemente, se la Società STIFA avesse avuto quei 15 miliardi di lire, non avrebbe certamente chiesto l'intervento finanziario di due Banche, della Società FIAT e della Società Condotte d'Acqua.

Dichiara di essersi prima dimenticato di dire che anche questa seconda Società entrerebbe a fare parte della costituenda Società ALPILA.

Aggiunge che la richiesta della Società STIFA per l'intervento finanziario di due Banche e di due gruppi finanziari industriali, oltre che della Regione, è la migliore prova che la famosa storia dei Rotschild, che erano dietro alle spalle della Società STIFA, era tutta una frottola.

Osserva che se i Rotschild entrano in una Società, non hanno certamente bisogno dell'aiuto della FIAT o della Cassa di Risparmio di Torino, per cui è evidente che la famosa storia dei Rotschild non è altro che una frottola.

Dichiara che avrebbe potuto presentare almeno dieci querele per gli articoli concernenti la conca di Pila, ma di non averlo fatto perché le cose si smentiscono da sé.

Spera che anche nel Comune di Gressan, ove si è creduto alla storia dei Rotschild e dei 15 miliardi di Lire, la popolazione si convincerà che erano tutte frottole raccontate ai Consiglieri comunali di Gressan.

Il Consigliere CUSUMANO dichiara che i Consiglieri del Gruppo Liberale si rallegrano con il Presidente della Giunta, Caveri, per le comunicazioni fatte ed auspicano che il problema della valorizzazione della conca di Pila sia risolto al più presto nell'interesse generale della Valle d'Aosta e anche per la tutela del paesaggio nella zona di cui si tratta.

Il Consigliere LUSTRISSY esprime l'avviso che la storia dei Rotschild e dei 15 miliardi di Lire sia forse sorta anche a causa del segreto con cui si sono svolte le trattative con la Società STIFA, segreto che ha contribuito ad accendere la fantasia popolare ed ha indotto i giornalisti a scrivere cose che non corrispondevano alla realtà.

Ritiene che, se la Presidenza della Giunta avesse a suo tempo precisato, in una conferenza-stampa, quali fossero i termini della questione, certamente tutte queste voci non sarebbero sorte.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, risponde che, a suo avviso, finché sono in corso importanti trattative con una Società o con privati, singoli o riuniti in Società, o con Amministrazioni private o pubbliche, non bisogna render noti i termini delle trattative anche per non mancare di riguardo verso le persone con le quali si tratta.

Aggiunge che dando pubblicità prima del tempo, si può nuocere al buon corso delle trattative.

Dichiara che, per ragioni di serietà e di consapevolezza degli interessi pubblici, oltre che per il riguardo che bisogna avere verso le persone con le quali si tratta, si è attenuto ed intende attenersi al principio sopra enunciato.

Il Consigliere BERTHET comunica di essere certo di interpretare il pensiero dei Consiglieri del suo gruppo nel dichiararsi, con i suoi colleghi, pienamente d'accordo sulla proposta dell'Amministrazione Regionale per entrare a fare parte della costituenda Società ALPILA, perché è ora che si faccia effettivamente qualcosa di concreto per la valorizzazione della conca di Pila.

Afferma che la conca di Pila ha la possibilità di diventare un grande centro turistico e per accertarsene, - egli osserva -, basta recarsi sui campi nevosi di Pila in un giorno festivo e si vedrà il grande afflusso di sciatori e di turisti in tale zona.

Ritiene necessaria ed urgente la creazione di una organizzazione atta ad assicurare la ricettività alle numerose persone che giungono a Pila per godervi un po' di riposo o per praticare gli sports di montagna.

Fa presente che, partecipando alla costituenda Società ALPILA, la Regione potrà controllare la realizzazione del programma di iniziative per la valorizzazione della conca di Pila, particolarmente per quanto riguarda la tutela del paesaggio.

Fa notare che il Comune di Gressan è direttamente interessato alla valorizzazione turistica della conca di Pila, per cui dovrebbe, a suo avviso, entrare a fare parte della costituenda Società ALPILA.

Riferisce di essere a conoscenza che la Amministrazione Comunale di Gressan ha scritto all'Amministrazione Regionale, nel mese di novembre scorso, una lettera nella quale chiedeva chiarimenti in merito alla costituzione della nuova Società.

Raccomanda, quindi, che il Comune di Gressan non sia dimenticato; dichiara, peraltro, di non sapere se tale Comune intenda, o no, aderire alla costituenda Società.

Conclude, plaudendo alla iniziativa assunta dalla Giunta ed auspicando che tale iniziativa entri al più presto in una fase concreta.

Il Consigliere MONTESANO dichiara di concordare sul concetto che l'Amministrazione pubblica partecipi ad una iniziativa di carattere turistico nei riguardi della conca di Pila, per quella azione di indirizzo che l'Amministrazione pubblica può dare a questo settore e per quella funzione, indispensabile e necessaria che l'Amministrazione pubblica può esprimere anche in sede di controllo.

Esprime il suo plauso per l'iniziativa assunta e chiede che tale iniziativa, vista sotto lo spirito di sollecitazione e di controllo dei gruppi privati, venga estesa alle altre utili iniziative che in questo settore sono per essere prese o sono già state prese in Valle d'Aosta.

Io sono qui, - egli dice -, esplicitamente incaricato e portavoce dell'Onorevole Gex, Presidente della Società funiviaria del Piccolo San Bernardo, di La Thuile, il quale ha scritto al Presidente della Giunta, ravvisando l'opportunità che anche in quel settore, analogamente a quello che si fa giustamente per Pila, la Regione non sia estranea ad un complesso di iniziative che devono essere controllate, sollecitate e frenate a seconda dei casi.

Chiede quindi che, nello spirito di questo concetto del controllo e della sollecitazione nel campo del turismo, la Regione, e per essa la Giunta Regionale, prenda in esame anche la possibilità, ogni qualvolta si determini la espressione di un gruppo privato, di promuovere lo sfruttamento ed il potenziamento delle zone turistiche, non rimanendo estranea a tali iniziative per il senso di responsabilità e per la funzione di controllo che la Regione deve avere sulle iniziative private, le quali devono essere soprattutto coordinate per la salvaguardia degli interessi della Regione, per la salvaguardia del paesaggio e per la salvaguardia dell'attuazione stessa dei piani turistici regionali.

Riferendosi all'accenno fatto dal Presidente della Giunta alla storia dei 15 miliardi di Lire che non esistevano, precisa che, secondo quanto gli consta, la Società STIFA è costituita legalmente, ha uno Statuto ed i suoi soci sono altamente qualificati: quali la Società Condotte d'Acqua, la Banca Commerciale Italiana, la Banca Commerciale Francese, la Società Vagoni Letti

Ritiene che la Società STIFA non rimarrà estranea alla costituenda nuova Società ALPILA, che darà inizio al programma. di valorizzazione della conca di Pila che prenderà finalmente il via con la partecipazione finanziaria della Regione.

Conclude, dichiarando di dare l'assenso, a nome del suo Partito, alla partecipazione della Regione ad una iniziativa che può essere quella che valorizzerà finalmente la zona di Pila, il cui sviluppo turistico è da tutti atteso da tanti anni.

L'Assessore FOSSON dichiara di aver avuto la possibilità di occuparsi della questione di Pila sin dall'inizio, quando i mezzi erano scarsissimi e le difficoltà erano enormi; fa presente che già allora l'Amministrazione Regionale ha dato il suo pieno e valido appoggio; per cui quello che è già stato realizzato a Pila, anche se poco, è grande merito dell'Amministrazione Regionale.

Riferisce che, allorquando molti si erano illusi di trovare dei grandi capitali da una parte o dall'altra (- osserva che, se dovesse aprire il capitolo su questo punto, potrebbe parlare a lungo in proposito -) e si era giunti al momento in cui dovevano essere versati i capitali, dopo aver portato a termine le trattative, i capitali non furono mai versati e la vecchia Società Pila andò avanti con l'appoggio quasi esclusivo dell'Amministrazione Regionale e di una quantità di piccoli risparmiatori, in gran parte dipendenti della Società Nazionale Cogne.

Rileva che, in questi ultimi tempi, si è fatto avanti il gruppo della Società STIFA, Società costituitasi per la valorizzazione della conca di Pila e per trattare con il Comune di Gressan al fine di ottenere opzioni su terreni comunali della conca di Pila.

Informa che, su invito della Società STIFA, alcuni membri della Giunta si recarono sul posto e furono informati sugli scopi che detta Società intendeva perseguire e, cioè l'elaborazione e l'attuazione di un piano regolatore della zona di Pila.

Precisa che la Società STIFA dichiarò che non intendeva eseguire direttamente alcun lavoro, ma che era suo intendimento di promuovere la costituzione di varie nuove Società, di cui una per gli impianti meccanici di risalita, una per la costruzione di alberghi, una per la cessione dei terreni, una per la costruzione di fabbricati e così via.

Informa che, avendo sentito quali erano gli intendimenti della Società STIFA, i membri della Giunta credettero opportuno di dare dei consigli e suggerimenti ai rappresentanti della Società STIFA ed anche ad alcuni amministratori del Comune di Gressan; osserva che, purtroppo, il pensiero dei membri della Giunta fu interpretato nel senso che i consigli dati avessero lo scopo di intralciare lo sviluppo turistico della conca di Pila.

Ciò, - egli dice -, era semplicemente ridicolo, perché i consigli erano stati dati da persone che da venti anni, cioè sin dall'inizio, avevano cercato di fare qualcosa per la valorizzazione della conca di Pila.

I fatti dimostrano, - egli aggiunge -, che la Società STIFA attualmente è dell'avviso, come già detto il Presidente della Giunta, di costituire una nuova Società, cioè la Società ALPILA.

Dichiara che, allorquando si è parlato di questo problema in Giunta, egli si è permesso di sottolineare la necessità, - riconosciuta dalla Giunta -, che, prima di deliberare l'apporto finanziario della Regione, fosse ben chiarito e stabilito il programma di questa nuova Società ALPILA.

Per quanto riguarda il Comune di Gressan, dichiara di concordare con il Consigliere Berthet sulla opportunità che il Comune di Gressan entri a fare parte della costituenda Società ALPILA, come già è entrato a suo tempo a fare parte della vecchia Società PILA conferendo il modesto apporto finanziario costituito dal valore dei terreni di proprietà comunale necessari per la costruzione in Pila della stazione funiviaria e ottenendo, quale contropartita, un certo numero di azioni della Società PILA.

Auspica che il Comune di Gressan possa liberarsi da una certa quale ipoteca costituita dalla opzione sui terreni di Pila di proprietà comunali a Pila, opzione concessa alla Società STIFA e che, - egli osserva -, la Società STIFA, probabilmente, intende conferire quale suo apporto finanziario alla Società ALPILA, entrando a fare parte di questa nuova Società.

Rileva che la Giunta Regionale si era giustamente preoccupata per l'avvenuta concessione alla Società STIFA, da parte del Comune di Gressan, del diritto di opzione sui terreni di proprietà comunale siti nella conca di Pila; ritiene che non sia necessario illustrarne i motivi.

Fa presente che il Comune di Gressan, qualora riuscisse a liberarsi da tale vincolo nei confronti della Società STIFA, potrebbe entrare a fare parte della costituenda Società ALPILA conferendo quale suo apporto finanziario i terreni necessari per lo sviluppo turistico della zona di Pila, terreni che dovrebbero essere ceduti ad un prezzo equo, in considerazione anche del fatto che alla costituenda Società ALPILA aderirà pure l'Amministrazione Regionale, il cui fine è soltanto quello della valorizzazione turistica della conca di Pila e della tutela del paesaggio in tale zona.

Il Consigliere GERMANO dichiara che le comunicazioni fatte dal Presidente della Giunta e la discussione che è seguita a tali comunicazioni, servono anzitutto a porre fine ad una speculazione di stampa che vi è stata sul problema della valorizzazione turistica della conca di Pila.

Informa di avere sotto mano un dossier comprendente ben 35 articoli di giornali, - la maggior parte di tali articoli sono della Gazzetta del Popolo -, dai quali sembrerebbe che, se il problema suddetto non è ancora stato risolto, la colpa sarebbe da attribuire alla Giunta Regionale e al suo immobilismo perché, non avendo la Giunta Regionale approvato il piano di valorizzazione di Pila, tutto sarebbe rimasto fermo, con il risultato che 15 miliardi di Lire offerti per la valorizzazione turistica della conca di Pila non potrebbero essere impiegati per colpa della Giunta Regionale.

Fa presente che la realtà è, invece, ben diversa poiché, come è stato comunicato dal Presidente della Giunta, l'Istituto Bancario San Paolo di Torino e la Cassa di Risparmio di Torino hanno dichiarato che non intendono entrare a fare parte della costituenda nuova Società ALPILA, se anche la Regione non darà la sua adesione.

Riferisce che i Consiglieri del gruppo consiliare comunista sona pienamente d'accordo, per varie ragioni, che la Regione partecipi alla costituenda Società ALPILA.

Anzitutto, - egli dice, - perché l'Amministrazione Regionale potrà così impedire che i gruppi finanziari privati abbiano il 50% delle azioni, evitando, in tale modo, la formazione di un monopolio della nuova Società.

In secondo luogo, - egli aggiunge -, l'Amministrazione Regionale potrà esercitare un efficace controllo sui lavori ed ottenere che le opere da eseguire siano regolarmente appaltate, dando così la possibilità a tutte le Imprese convenientemente attrezzate di partecipare agli appalti.

Fa presente, ad esempio, che presso la Società Autostrade Valdostane i lavori di costruzione della autostrada della Valle d'Aosta sono attualmente affidati a trattativa privata per una aliquota del 25-35% del complesso delle opere, aliquota che deve essere eseguita direttamente dai gruppi finanziari privati che fanno parte della Società.

Il Consigliere BENZO esprime la sua soddisfazione per le comunicazioni fatte dal Presidente della Giunta in merito al problema della valorizzazione della conca di Pila; rileva che tale problema pare ormai avviato ad una soluzione definitiva.

Afferma che la valorizzazione turistica della conca di Pila è un problema molto importante, sia sotto il profilo della salvaguardia e della tutela del paesaggio, sia per il fatto che si avrà nelle vicinanze del capoluogo della Regione una grande zona turistica di facile accessibilità sia in inverno che in estate.

Raccomanda alla Giunta Regionale di stare molto attenta e cauta sulla questione della composizione della costituenda nuova Società ALPILA, non già per quanto riguarda la forma di partecipazione, ma per quanto riguarda la determinazione dell'apporto finanziario dei vari soci; ritiene, infatti, che si debba evitare che i gruppi di privati abbiano la maggioranza del pacchetto azionario, al fine di non creare le premesse per una possibilità di monopolio da parte dei predetti gruppi privati.

Riferendosi quindi all'accenno, fatto dal Presidente della Giunta, al capitale sociale della costituenda Società ALPILA, per il quale sono previsti tre stadi, chiede precisazioni in merito ai tre stadi del programma finanziario della predetta Società.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che, prima di rispondere alla domanda rivoltagli dal Consigliere Benzo, desidera dire al Consiglio alcune cose a proposito dei promotori di Società per la valorizzazione turistica o industriale di varie zone della Valle di Aosta.

Fa presente che, prima della realizzazione dei due trafori stradali alpini, la Valle di Aosta era poco conosciuta all'estero, mentre i due trafori e le trasmissioni radio-televisive sui lavori e sulla inaugurazione dei trafori stessi, hanno fatto conoscere all'estero la Valle d'Aosta ed hanno fatto venire in Valle anche molte persone che, vantando importanti aderenze finanziarie, hanno presentato piani per la valorizzazione di varie zone turistiche valdostane.

Riferisce che, ad un certo momento, è arrivato, fra altri, un certo notaio francese che raccontò molte frottole amene agli stessi Amministratori della Regione, per cui si ritenne opportuno assumere informazioni e si seppe che tale persona era stata espulsa dall'Ordine dei Notai francesi perché condannato per truffa, per appropriazione indebita, per usurpazione di funzioni pubbliche e per altro ancora.

Comunica che tale signore era arrivato in Valle d'Aosta accompagnato da un'altra persona che non aveva precedenti penali, ma che era, più o meno, dello stesso stampo, come serietà.

Precisa che queste due persone hanno portato in Valle d'Aosta parecchi promotori delle Società di cui si va parlando.

Osserva che è quindi molto difficile procedere speditamente nelle trattative per queste iniziative, perché si può peccare in eccesso o in difetto, si può essere non abbastanza prudenti e incappare in congreghe di imbroglioni, oppure si può essere troppo cauti e troppo prudenti e si rischia di perdere delle occasioni utili e preziose per lo sviluppo di alcune zone turistiche della Valle d'Aosta.

Dichiara di essere personalmente molto scettico su certe iniziative, come pure sulla serietà di certe persone che si stanno ora agitando in Valle d'Aosta, perché alcune di queste persone che si danno un gran da fare in questo momento per la valorizzazione turistica della Valle d'Aosta possono essere dei filibustieri di alto bordo.

Concorda sulla necessità di favorire l'afflusso in Valle d'Aosta di capitali per la valorizzazione di varie zone turistiche e per il finanziamento di iniziative industriali o economiche di vario genere; ritiene però che, anche in questo campo, si debba essere non troppo ottimisti e si debba agire con prudenza perché, se si esaminano i metodi di certe Società o di certi promotori di Società, si vede che questi metodi consigliano la massima cautela.

Informa il Consiglio che l'Assessore al Turismo e gli Uffici dell'Assessorato al Turismo stanno attualmente studiando un progetto, elaborato da due tecnici di Aosta, per la creazione di un villaggio turistico nell'alta Valle.

Ritiene che le iniziative di questo genere debbano essere appoggiate dall'Amministrazione Regionale, iniziando eventualmente con l'esperimento pilota di un primo villaggio turistico per sapere quali somme sono necessarie per trasformare un villaggio agricolo in un villaggio turistico.

Precisa che, se l'esperienza riuscirà, - ciò che sarà possibile se gli abitanti di questo villaggio dimostreranno di avere uno spirito cooperativistico di solidarietà, che purtroppo oggi sta diventando sempre più raro -, l'Amministrazione Regionale avrà il dovere di aiutare soprattutto queste forme di iniziative e di sviluppo turistico che potrebbero trasformare dei nostri villaggi agricoli quasi abbandonati in villaggi turistici.

Osserva che la trasformazione di tali villaggi in floride comunità, dedite anche a redditizie attività economiche connesse ad iniziative turistiche, potrebbe attuarsi anche mediante le provvidenze regionali per la ripresa dell'industria edilizia, nel settore dell'edilizia economica e popolare, di cui alla legge regionale 30-11-1965 n. 24.

Dichiara che il problema dello sviluppo turistico della Valle d'Aosta non può certo essere risolto soltanto con i villaggi turistici, perché è noto che per un adeguato e moderno sviluppo turistico di certe zone è necessario l'apporto di grandi capitali.

Ritiene, però, che anche i villaggi turistici a forma cooperativistica possano rappresentare una utile esperienza per le famiglie dei nostri montanari.

Rispondendo alla domanda postagli dal Consigliere Benzo, informa che gli sono state comunicate delle cifre circa la formazione, in tre stadi distinti, del capitale sociale della costituenda Società "ALPILA", ma che ritiene inutile riferirle, perché tali cifre, in sede di perfezionamento delle trattative in corso, potrebbero essere ancora modificate.

Informa, comunque, che la Società ALPILA comincerà con un piccolo capitale che, dopo qualche mese, sarà aumentato e che, in un terzo stadio, sarà aumentato ad una cifra abbastanza cospicua.

Conclude, dichiarando di non poter dire di più, per ora, per non mancare di riguardo verso le persone con le quali la Giunta sta trattando per realizzare questa iniziativa.

Il Consigliere BORDON rileva che, secondo quanto riferito dall'Assessore Fosson, alcune clausole della convenzione stipulata dal Comune di Gressan con la Società STIFA sarebbero molto gravose per il Comune.

Chiede se tale convenzione sta stata, o no, approvata dalla Giunta Regionale in sede di tutela e se sia possibile eliminare o modificare le clausole della convenzione che risultano molto gravose per il Comune, previ contatti fra l'Amministrazione Regionale e l'Amministrazione Comunale di Gressan.

Esprime la speranza che fra l'Amministrazione Regionale e l'Amministrazione Comunale di Gressan non vi sia un disaccordo latente su questo problema e rileva la necessità che le predette due Amministrazioni pubbliche lavorino di comune accordo per la valorizzazione della conca di Pila.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, osserva che certi promotori di Società per la valorizzazione di zone turistiche cercano di accaparrarsi i terreni dei Comuni ad un prezzo irrisorio e poi vorrebbero che l'Amministrazione Regionale costruisse le strade per poter, quindi, rivendere a lotti i terreni stessi a prezzi maggiori, lucrando sulla differenza di prezzo.

Dichiara che la Giunta Regionale non è d'accordo sui metodi di tali Società che, adducendo di volere valorizzare determinate zone turistiche, in realtà pensano soltanto a spogliare i Comuni ed i privati valdostani dei loro terreni a scopo di lucro.

Afferma che l'Amministrazione Regionale ha il dovere di tutelare l'interesse pubblico e di difendere i Comuni da questi tentativi di grandi "escroqueries" a vasto raggio.

Comunica, in proposito, di aver scritto delle lettere ai Sindaci dei Comuni della Valle d'Aosta raccomandando loro di andare molto cauti nella vendita di terreni di proprietà comunale o nella concessione di diritti di opzione.

Rispondendo al Consigliere Bordon per quanto riguarda la convenzione stipulata fra il Comune di Gressan e la Società STIFA, assicura che la Giunta Regionale farà quanto è possibile per venire in aiuto al Comune di Gressan, che si è avventurato in un terreno piuttosto minato con la stipulazione di detta convenzione.

Informa che vi sono contatti frequenti fra gli amministratori comunali di Gressan e gli amministratori regionali, i quali seguono attentamente lo sviluppo dell'importante questione che riguarda la nota convenzione con la Società STIFA.

Il Consigliere PEDRINI dichiara che i Consiglieri del Gruppo Liberale approvano incondizionatamente l'iniziativa della Giunta intesa a creare un villaggio turistico nell'alta Valle d'Aosta; ricordando che il Consigliere Montesano ha accennato alla valorizzazione turistica di La Thuile, fa presente che vi sono altre località in Valle d'Aosta che meritano di essere valorizzate quali, ad esempio, il Colle di Joux e la Valle di Champorcher. Raccomanda che tali località non siano dimenticate.

Il Consigliere MONTESANO dichiara di concordare con il Presidente della Giunta sul concetto della salvaguardia degli interessi dei Comuni, soprattutto in queste iniziative turistiche.

Rileva che il Presidente della Giunta è pienamente a conoscenza che in un dato settore, cioè in quello di cui egli ebbe a parlare prima, la garanzia degli interessi pubblici è stata salvaguardata in pieno, in quantochè il Comune di La Thuile non ha ceduto terreni alla Società SILT, ma ha fatto soltanto promessa di cessione dei terreni stessi dopo che siano attuati alcuni impianti ed alcune iniziative di carattere turistico.

Riferisce che nella convenzione stipulata dal Comune è precisato, infatti, che la Società SILT ha l'obbligo, - ed è questo, egli dice, il punto di salvaguardia degli interessi del Comune -, di attuare in un dato periodo di tempo, che è di 36 mesi, una funivia, due alberghi, un ristorante e che il Comune, quale contropartita, si è impegnato a cedere i terreni ad un prezzo simbolico solo allorquando saranno attuati l'impianto funiviario, i due alberghi ed il ristorante.

Rileva che gli interessi del Comune sono, quindi, salvaguardati in pieno, in quantochè l'alienazione dei terreni sarà fatta gradualmente, cioè man mano che saranno eseguiti i costosi lavori di costruzione dell'impianto funiviario e degli stabili in programma per la valorizzazione turistica della zona di La Thuile.

Concorda che è compito degli Amministratori pubblici di dare un indirizzo per quanto riguarda lo sviluppo turistico delle località da valorizzare, ma che è soprattutto compito degli Amministratori pubblici di salvaguardare gli interessi della comunità, siano essi nella zona ristretta del Comune, oppure in quella più ampia della Regione, mediante le opportune cautele ed i necessari controlli.

Ritiene logico e giusto che la Regione partecipi alle iniziative intese alla valorizzazione delle zone turistiche, anche perché tali iniziative concorreranno a trasformare l'economia valdostana.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, premesso che il Consigliere Montesano ha illustrato certe clausole della convenzione stipulata tra il Comune di La Thuile e una determinata Società, precisa che, se tali clausole esistono, è perché egli, d'accordo con la Giunta, ha voluto queste clausole di salvaguardia, per cui il trasferimento dei terreni alla Società avverrà soltanto nel momento in cui quelle determinate opere di interesse turistico saranno compiute.

Riferisce, in proposito, che un giorno era venuto da lui il Sindaco del Comune di La Thuile, che è una brava persona ed un ottimo amministratore, il quale gli presentò la bozza di una stipulanda convenzione che era altrettanto, se non di più, negativa della convenzione già stipulata tra la Società STIFA e il Comune di Gressan.

Informa di avere quindi invitato il Sindaco di La Thuile a far modificare la bozza di convenzione da un Avvocato civilista di Aosta, ma che l'Avvocato, dal quale si recò il Sindaco, adducendo che non si intendeva di questioni commerciali, invitò il Sindaco a rivolgersi ad un Commercialista; ciò che il Sindaco fece, con il risultato, però, che il Commercialista elaborò uno schema di convenzione che non era affatto favorevole agli interessi del Comune di La Thuile ma bensì agli interessi della Società.

Dichiara che la Giunta non poteva, ovviamente, approvare una convenzione del genere, che fu quindi riveduta e modificata d'ufficio sulla base dei suggerimenti dati al Sindaco di La Thuile dalla Presidenza della Giunta.

Quindi, - egli dice -, nella convenzione del Comune di La Thuile vi sono le clausole di salvaguardia menzionate dal Consigliere Montesano, perché la Giunta Regionale ha vigilato scrupolosamente e attentamente su quello che gli Amministratori comunali di La Thuile stavano per fare.

Informa che da un altro Comune della Valle d'Aosta è pervenuta alla Presidenza della Giunta, circa quindici-venti giorni or sono, una bozza di convenzione da stipulare tra questo Comune e una Società, nella quale si stabilisce anche a favore della Società addirittura un monopolio per quanto riguarda l'industria alberghiera; di modo che se un abitante del Comune o chiunque altro volesse costruire un albergo nel territorio del Comune non lo potrebbe fare stando alle clausole della convenzione.

Afferma che la Giunta Regionale non approverà mai una tale convenzione, che, fra l'altro, contiene clausole antigiuridiche e anticostituzionali.

Riferisce, in proposito, che alcuni Amministratori di detto Comune, essendosi resi conto essi stessi della gravità della cosa, sono venuti all'Amministrazione regionale a chiedere che la Giunta Regionale non approvare la convenzione.

Osserva che, avendo loro chiesto perché non lo dicessero essi stessi alla Società, risposero che non volevano avere dei fastidi. Questo dimostra, - egli dice -, che certi Amministratori comunali non hanno coraggio, né senso di responsabilità.

Il Presidente, MARCOZ, dichiara quindi chiusa la discussione sull'argomento e chiede al Presidente della Giunta se ritenga sufficienti le dichiarazioni favorevoli fatte dai vari Gruppi consiliari o se intenda che sia posta ai voti la proposta che il Consiglio esprima il proprio parere favorevole alla proposta di partecipazione della Regione alla costituenda Società ALPILA, ai fini della valorizzazione turistica della conca di Pila.

Il Presidente della Giunta, CAVERI, dichiara che è suo intendimento di fare porre ai voti la proposta sopra formulata dal Presidente del Consiglio, Marcoz.

Il Consigliere DUJANY ritiene che i Consiglieri non possano che essere tutti favorevoli alla proposta di adesione della Regione alla costituzione di una Società per la valorizzazione turistica della conca di Pila.

Chiede, peraltro, al Presidente della Giunta che la questione, allorquando sarà matura, sia riportata all'esame del Consiglio con maggiori elementi, per le determinazioni di competenza del Consiglio stesso.

Il Presidente, MARCOZ, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della proposta di cui si tratta.

IL CONSIGLIO

ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentatre);

DELIBERA

di esprimere parere favorevole alla proposta di adesione della Regione all'iniziativa per la costituzione di una Società per azioni, da denominarsi ALPILA, avente per scopo la valorizzazione turistica della conca di Pila, rinviando a successiva adunanza consiliare l'approvazione dei provvedimenti necessari per la partecipazione della Regione alla costituenda Società ALPILA, per l'approvazione ed il finanziamento della spesa relativa alla sottoscrizione di azioni della Società stessa da parte della Regione, nonché per l'approvazione delle bozze di atto costitutivo e di Statuto sociale della costituenda Società.

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