Objet du Conseil n. 170 du 29 décembre 1966 - Verbale
OGGETTO N. 170/66 - COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.
Il Presidente, MONTESANO, fa le seguenti dichiarazioni:
"Signori Consiglieri,
quale Presidente di questo Consiglio Regionale mi rivolgo - com'è mio dovere - a tutti i componenti dell'Assemblea per richiamare la loro attenzione sullo svolgimento dell'ultima seduta consiliare del 9 dicembre, per ricordare, fuori di ogni polemica, il modo col quale essa ha avuto corso e per invitare la buona volontà di tutti a ristabilire in questa sala, dove ognuno di noi è rappresentante della popolazione valdostana, quella doverosa atmosfera di reciproco rispetto, dal quale dipende in modo preminente - anche nella necessaria animata discussione e nel conseguente dissenso - il buon andamento dei lavori.
L'impressione che pubblico e stampa di ogni colore hanno avuto di quella seduta non è certo confortevole per questa Assemblea. Si è parlato e si è scritto un pò dappertutto di gazzarra, di tempesta, di tumulto e si sono usati apprezzamenti nei nostri riguardi che forse - dimentichi dell'eccezionale situazione - sono andati al di là di un ponderato pensiero.
Certo è che in quella seduta la polemica è andata oltre ogni limite, non sui concreti problemi che possono e devono interessare la popolazione valdostana (e sono problemi legislativi e amministrativi), ma su reciproche accuse personali, poste al di fuori del mandato parlamentare, su episodi remoti, di nessun interesse concreto e generale, i quali, se possono trovare posto in giornali e manifesti in clima di preparazione elettorale, non possono di certo essere ospitati in quest'aula degna del doveroso rispetto di noi tutti e di un'altrettanta doverosa nostra difesa del suo significato e della sua dignità, che è poi infine dignità della popolazione valdostana.
Il Presidente del Consiglio è stato accusato di impedire la libertà di parola ed è stato accusato, altresì, di avere concesso oltre ogni limite consentito tale libertà. Io credo che della prima accusa posso essere ampiamente scagionato soltanto se si ricordi che per ben otto ore è stato ad ognuno consentito di dire quel che ha voluto, di riprendere la parola sullo stesso argomento senza limite di tempo. Della seconda accusa posso essere solo parzialmente scagionato, ma ognuno di loro (e in specie quelli che mi hanno rivolto tale accusa) ricorderà, a mia giustificazione, che in quella seduta per la prima volta, dopo oltre sei mesi, facevano ritorno in quest'aula i Consiglieri coi quali si era accesa un'asperrima polemica dopo i noti fatti del maggio e giugno scorsi, polemica che naturalmente non poteva non trovare un seguito in questa sede.
Tale polemica - come ho detto - ha varcato qui ogni limite, ha generato parole dure e pesanti ed è scivolata nell'ingiuria e qualche volta anche nella volgarità.
Il giudizio negativo che la popolazione ha dato su quella seduta non è stato rivolto, in analisi particolareggiata, a questo o a quel Consigliere, a questo o a quel gruppo, ma ha investito l'intero Consiglio nella sua composita rappresentanza, manifestando verso di esso sfiducia con protesta vibrata o con mormorio desolato.
Signori Consiglieri,
desidero non dilungarmi su questo argomento, perché ognuno di noi ha tutta la possibilità di fermarvisi con animo e mente più sereni nell'analisi di fatti e vicende e nelle considerazioni che da essi scaturiscono.
Quel che invece devo ricordare a me stesso per primo e a Loro tutti è il dovere che nel nostro mandato ci ha affidato il popolo valdostano: dovere di rappresentarlo, dovere di salvaguardarlo, dovere di amministrarlo!
In questi doveri noi non apparteniamo ai diversi partiti, non siamo legati ad esigenze personali o di gruppo, ma deriviamo con impegni precisi, anche se alle volte pesanti, esclusivamente dalla volontà del popolo valdostano.
È ad esso che noi dobbiamo rendere conto della nostra opera, è ad esso che noi dobbiamo riferire alla fine del nostro mandato. Allora, a parte l'espressione fiduciaria del voto, il popolo esprimerà sempre il suo giudizio, positivo o meno, di buona rappresentanza, di vigile salvaguardia, di sagace amministrazione su quanto il Consiglio Regionale ha saputo compiere nel corso degli anni.
Per queste ragioni, Egregi Colleghi, io rivolgo un appello a tutti, un appello di comprensione vicendevole e di rispetto reciproco, al fine del mantenimento di quelle relazioni umane che sono alla base della salvaguardia piena dei nostri lavori.
La polemica e la discussione, sono sicuro, saranno accese e vibrate nel corso dei dibattiti come per il passato, ma esse dovranno essere indirizzate al ritrovamento dei mezzi più idonei e dei risultati più proficui per i nostri deliberati.
È mio preciso dovere perseguire questo obiettivo ed invitare tutti Loro a fare altrettanto con la consapevolezza dei compiti che a ciascuno di noi sono stati affidati e con la responsabilità connessa allo stesso fatto di sedere in quest'aula.
Dovere che, d'altra parte, è intimamente legato al normale andamento dei lavori, la cui importanza per l'interesse pubblico che promana da questa Assemblea non ha bisogno di essere sottolineato, ma al quale ognuno di noi è perentoriamente chiamato.
Questa adunanza ha ben 36 oggetti da discutere, alcuni dei quali di importanza fondamentale e sui quali l'opposizione ha tutta la possibilità di far sentire la sua opinione.
Ma è necessario - come ho già detto - che i lavori abbiano il normale loro andamento, si svolgano in atmosfera corretta anche se vivace e ricordino ad ognuno di noi la non lieve responsabilità di cui siamo investiti.
Da parte mia, riferendomi ai compiti che sono affidati al Presidente del Consiglio e al fine di salvaguardare le prerogative di ogni Consigliere e dell'intero Consiglio, dichiaro a Lor Signori di svolgere la mia azione nel modo più opportuno e regolamentare per ogni corretta procedura delle nostre adunanze, corretta procedura alla quale - va inteso - è necessaria, oltre che non estranea, la consapevole collaborazione di ogni Consigliere".
Il Consigliere MANGANONI, rilevato che da vent'anni fa parte del Consiglio, osserva che è la prima volta nella vita del Consiglio che un Presidente fa la morale ai Consiglieri.
Dichiara che non intende ricevere lezioni di democrazia dal Prof. Montesano ed osserva che i vari Presidenti che dall'anno 1946 ad oggi si sono susseguiti alla Presidenza del Consiglio, - Chabod, Caveri, Bondaz, Pareyson, Marcoz, Fillietroz -, non hanno mai trattato i Consiglieri regionali come degli alunni che abbiano bisogno di lezioni di democrazia e di lezioni di educazione civica.
Il Presidente MONTESANO, fa presente di avere, prima ancora dei Consiglieri, richiamato sè stesso al senso del dovere.
Il Consigliere MANGANONI, dichiara che i precedenti vari Presidenti del Consiglio hanno sempre dimostrato di sapere dirigere con competenza e con senso di democrazia le sedute di Consiglio e che nessuno di essi si è mai atteggiato a maestro nei confronti dei Consiglieri.
Osserva che, se il Presidente Montesano continuerà a dirigere i lavori del Consiglio come ha fatto nella seduta del 9 dicembre corrente e come ha iniziato questa mattina, le cose non miglioreranno di certo, perché i Consiglieri union-comunisti non tollereranno mai un tale modo di agire.
Dichiara che il Presidente Montesano, se vuole che le sedute di Consiglio si svolgano regolarmente, deve per primo dimostrare di essere un vero democratico ed agire come tale, per poter pretendere che i Consiglieri si comportino democraticamente.
Rileva che, in passato, mai si è verificato il caso che un Presidente del Consiglio abbia negato la parola ad un Consigliere ed osserva che gli è dispiaciuto sommamente che un tale fatto abbia, invece, potuto verificarsi nella seduta del 9 dicembre corrente, che è stata la prima seduta alla quale hanno partecipato i Consiglieri unionisti e comunisti dopo i noti fatti dei mesi di maggio e di giugno scorsi.
Circa il richiamo all'ordine rivolto ai Consiglieri dal Presidente Montesano, fa presente che tale richiamo va rivolto indistintamente a tutti i settori del Consiglio e non soltanto al settore della minoranza.
Rileva che nella passata seduta alcuni Consiglieri della maggioranza, non soltanto hanno interrotto ripetutamente i Consiglieri della minoranza che avevano la parola, ma hanno continuato per ben dieci minuti e più a parlare allo scopo di impedire ai Consiglieri della minoranza di parlare.
Invita il Presidente Montesano ad essere imparziale nei suoi richiami ed a trattare tutti i Consiglieri alla stessa stregua, usando uno stesso peso ed una stessa misura per tutti.
Conclude dicendo:
"Se Lei darà prova di spirito democratico, cioè, se seguirà la prassi democratica che da vent'anni regna in questo Consiglio, se darà l'esempio di imparzialità e di rispetto verso i Consiglieri, l'atmosfera cambierà; ma se Lei continuerà su questo tono, sul tono della seduta passata e della seduta di questa mattina, non si stupisca se noi, legittimamente, reagiremo"
Monsieur le Conseiller CAVERI déclare ce qui suit:
"Nous repoussons nous aussi cette leçon gratuite que nous n'acceptons pas; ces leçons de démocratie nous ne les acceptons de personne et d'autant moins de Monsieur Montesano qui, pour les raisons que nous connaissons et que nous ne voulons plus répéter, pour les raisons que nous savons très bien, est la personne la moins indiquée à donner des leçons de démocratie.
Et puis, qu'il soit clair, une fois pour toutes, que nous faisons l'opposition que nous croyons, dans la manière que nous croyons, et que nous parlons de questions administratives et de questions législatives. Qu'il soit clair une fois pour toutes, surtout après certaines crétineries qui ont été dites par certains journaux, que nous avons ici le droit et le devoir de parler de questions politiques, parce que notre autonomie n'est pas seulement une autonomie administrative; notre autonomie est une autonomie politique et alors nous avons le droit et le devoir de faire de la politique dans la salle du Conseil Régional.
Il nous semble que c'est ici l'endroit le plus indiqué pour faire de la politique en Vallée d'Aoste, parce que nous concevons ce Conseil Régional comme une grande tribune politique dans laquelle nous aurons le soin, pendant cette année, de faire les plus grands débats politiques sur tous les problèmes de fond de la Vallée d'Aoste. Et il n'y a personne qui a le droit de nous limiter la parole ou de nous enseigner comment il faut faire l'opposition dans le Conseil Régional.
Ensuite, je crois que Monsieur Montesano n'est pas qualifié, ni autorisé par personne à dire si la population a donné un jugement ou un autre sur la manière que nous avons de nous comporter comme Conseillers régionaux.
Monsieur Montesano, Vous n'êtes pas l'interprête du peuple valdôitain. Vous pouvez, peut-être, interpréter certaines idées de la population de la Basilicata, mais Vous n'êtes pas, Vous, le type le plus indiqué pour dire: le peuple valdôtain dit ceci, le peuple valdôtain dit cela.
Le peuple valdôtain dira ce qu'il aura à dire pendant les électíons politiques, pendant les élections régionales, ces élections dont Vous avez peur et que Vous cherchez de renvoyer avec tous les systèmes.
Vous avez peur des élections comme Vous avez peur de discuter les problèmes de fond, tant il est vrai que, dans la question de la programmation, Vous avez supprimé la grande Assemblée démocratique populaire que nous avions instituée pour discuter de tous les problèmes de fond de la Vallée d'Aoste.
Vous avez supprimé cela, mais nous en parlerons quand nous discuterons du problème de la programmation".
Il Consigliere CAVERI conclude rilevando che in Valle d'Aosta vi è il bilinguismo e che i Consiglieri unionisti sono in grado di parlare in lingua francese e in lingua italiana, mentre invece - egli osserva - il Presidente Montesano non parla in lingua francese perché non la conosce.
Il Presidente MONTESANO contesta e respinge l'accusa mossagli dal Consigliere Manganoni di essere privo di spirito democratico, rilevando che, dopo il noto episodio verificatosi all'inizio della seduta del 9 dicembre corrente, tutti i Consiglieri hanno avuto ampia libertà di parola per ben otto ore, il che dimostra che tale accusa è destituita di ogni fondamento.
Circa il richiamo all'ordine rivolto a tutti i Consiglieri e che, secondo il Consigliere Manganoni, sarebbe stato rivolto soltanto ad un determinato settore del Consiglio, ribadisce di essersi rivolto indistintamente a tutti i Consiglieri e di avere richiamato in primo luogo sè stesso al senso del rispetto e del dovere.
Osserva di non potere quindi essere accusato di essersi rivolto soltanto ad un determinato settore del Consiglio.
Riferendosi poi alle dichiarazioni fatte dal Consigliere Caveri, rileva anzitutto che il massimo Consesso regionale ha le caratteristiche e il mandato di una Assemblea legislativa e amministrativa ed afferma che nessuno pone in dubbio che il Consiglio Regionale possa e debba discutere di questioni politiche, oltrechè di questioni amministrative.
In merito all'appunto mossogli dal Consigliere Caveri di non essere qualificato per fare il portavoce della popolazione valdostana in seno al Consiglio Regionale, rileva che la popolazione valdostana è rappresentata in quest'aula dalle persone che qui siedono quali rappresentanti eletti dalla popolazione stessa.
Fa quindi presente che il riferimento, fatto dal Consigliere Caveri, alla sua origine di nascita non lo tocca affatto, perché è da 35 anni che egli risiede in Valle d'Aosta e presta la propria opera alla popolazione valdostana.
Informa che durante i predetti 35 anni ha avuto contatto con ben 40.000 persone della popolazione valdostana nella esplicazione della sua professione sanitaria.
Dichiara che l'appunto fattogli dal Consigliere Caveri è, quindi, del tutto gratuito, come pure è gratuita l'affermazione di non parlare in francese perché non conosce tale lingua.
Dichiara di conoscere la lingua francese e che parlerà in francese quando lo riterrà opportuno e non già quando vorrà il Consigliere Caveri.
Conclude, richiamando l'attenzione dei Consiglieri sulla lunga serie di oggetti iscritti all'ordine del giorno dell'adunanza odierna e invitando tutti a lavorare con buona volontà, affinché possano essere approvati i molti importanti lavori e iniziative di cui la popolazione valdostana attende la realizzazione nell'interesse generale.
Il Consigliere MANGANONI, riferendosi all'affermazione, fatta dal Presidente Montesano, che tutti i Consiglieri hanno avuta piena libertà di parola per ben otto ore nella seduta del 9 dicembre corrente, osserva che, se i Consiglieri unionisti e comunisti non avessero reagito con l'energia con cui hanno reagito, non avrebbero potuto parlare; tant'è vero, - egli dice -, che la seduta è stata sospesa per circa mezz'ora.
Fa presente che, se i Consiglieri hanno potuto parlare dopo la ripresa della seduta, è perché nella riunione dei Capi gruppo, che ha avuto luogo nell'intervallo, è stato riconosciuto ai Consiglieri il diritto di parola che nessuno può loro negare.
Rileva che se il Presidente Montesano, in avvenire, aprirà le sedute con dichiarazioni di carattere polemico, come ha fatto oggi, si perderà del tempo in discussioni, perché i Consiglieri unionisti e comunisti non sono assolutamente disposti ad accettare dichiarazioni di carattere polemico; mentre invece se il Presidente Montesano aprirà le sedute regolarmente, come facevano i suoi predecessori, si eviterà di perdere del tempo prezioso ed il Consiglio potrà mettersi al lavoro con serietà ed impegno.
Il Consigliere GERMANO, premesso che intende porre una questione di ordine pregiudiziale, chiede al Presidente Montesano di voler chiarire le ragioni per cui l'argomento concernente l'accettazione delle dimissioni del Sig. Strazza da Consigliere regionale e da Vice Presidente del Consiglio sia stato iscritto al n. 24 bis dell'ordine del giorno dell'adunanza, anzichè essere iscritto quale primo oggetto all'ordine del giorno.
Ricorda che in una seduta del corrente anno, per un caso analogo, i Consiglieri che fanno ora parte della maggioranza, hanno parlato per ore ed ore per chiedere ed insistere che l'argomento concernente l'accettazione delle dimissioni di un Consigliere fosse iscritto al n. 1 dell'ordine del giorno.
Chiede inoltre se, data la formulazione generica dell'oggetto n. 24 bis dell'ordine del giorno ("Comunicazioni del Presidente del Consiglio in ordine ad un documento concernente dichiarazioni di dimissioni da Consigliere regionale e da Vice Presidente del Consiglio del Signor Renato Strazza"), il Consiglio potrà procedere all'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Signor Strazza da Consigliere e da Vice Presidente del Consiglio, nonché alla sua sostituzione e alla convalida dell'elezione del nuovo Consigliere in sostituzione del predetto dimissionario.
Il Presidente, MONTESANO, comunica che i chiarimenti richiesti dal Consigliere Germano in ordine all'oggetto n. 24 bis dell'ordine del giorno gli saranno forniti allorquando sarà posto in discussione tale oggetto.
Rileva, peraltro, che in data 23 dicembre u.s. è stata presentata alla Presidenza del Consiglio una richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio, a firma del Consigliere Germano e di altri 13 Consiglieri unionisti e comunisti, richiesta che è del seguente tenore:
"I sottoscritti Consiglieri regionali, a mente dell'art. 20 comma 2° del Regolamento per le sedute consiliari, richiedono la convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale per la trattazione dei seguenti argomenti:
1°) Presa d'atto delle dimissioni del Consigliere regionale Renato Strazza.
2°) Sostituzione del dimissionario Renato Strazza e convalida a Consigliere regionale del primo degli esclusi della stessa lista".
Il Presidente, MONTESANO, precisa che, in adesione a tale richiesta, il Consiglio sarà convocato in adunanza straordinaria ed urgente per la trattazione del predetto argomento, a meno che i Consiglieri firmatari non recedano dalla loro richiesta.
Dichiara che in tal caso, in sede di trattazione dell'oggetto n. 24 bis, verrebbero comunicati i chiarimenti richiesti dal Consigliere Germano.
Il Consigliere GERMANO precisa che i Consiglieri firmatari della richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale si sono decisi a presentare tale richiesta alla Presidenza del Consiglio perché proprio l'argomento concernente la presa d'atto delle dimissioni del Consigliere regionale Strazza e la sua sostituzione, con la conseguente convalida dell'elezione di un nuovo Consigliere risultava formulato in modo generico e vago.
Dichiara di prendere atto che avrà prossimamente luogo una adunanza di Consiglio in via straordinaria ed urgente per la trattazione di tale oggetto.
Il Consiglio prende atto.
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