Objet du Conseil n. 1 du 12 janvier 1967 - Verbale
OGGETTO N. 1/67 - (Varia) - QUESTIONE PREGIUDIZIALE SULL'ORDINE DEL GIORNO.
Il Consigliere GERMANO dichiara che intende porre una questione pregiudiziale in merito all'ordine del giorno della seduta odierna, prima di passare alla trattazione degli oggetti iscritti in detto ordine del giorno.
Ricorda che i Consiglieri di minoranza, sin dal 26 novembre 1966, avevano richiesto una convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale per discutere di otto importanti argomenti, alcuni dei quali di fondamentale interesse per la Valle d'Aosta, come la proposta di legge al Parlamento della Repubblica, di iniziativa del Consiglio Regionale, concernente la revisione del riparto fiscale tra lo Stato e la Regione, la questione della programmazione regionale e la situazione attuale delle Commissioni consiliari permanenti di studio.
Osserva che nessuno di detti argomenti era stato discusso nell'adunanza del 9 dicembre 1966, per cui i Consiglieri di minoranza avevano nuovamente richiesto al Presidente del Consiglio di convocare il Consiglio stesso in una nuova adunanza straordinaria per discutere di detti argomenti.
Precisa che anche in questa nuova adunanza straordinaria, svoltasi nei giorni 29 e 30 dicembre 1966, gli argomenti di cui si tratta non furono presi in esame dal Consiglio, fatta eccezione per una sola interpellanza.
Dichiara di essere rimasto stupito nel vedere che questi argomenti non erano stati inclusi nemmeno nell'ordine del giorno dell'odierna seduta, per cui si renderà necessaria una quarta adunanza consiliare per poter discutere degli argomenti di cui alla convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio fatta dai Consiglieri di minoranza in data 25 novembre 1966.
Comunica che i Consiglieri di minoranza hanno, pertanto, già predisposto una nuova richiesta di convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale per la trattazione degli oggetti in questione, richiesta di cui dà lettura nei seguenti punti:
"I sottoscritti Consiglieri regionali richiamano la Presidenza del Consiglio Regionale sul fatto che in regime democratico, situazioni di questo tipo non sono tollerabili.
Non è tollerabile che abbiano luogo tre adunanze del Consiglio Regionale senza che vengano discussi gli argomenti proposti dai Consiglieri dei Gruppi di opposizione.
Situazione di questo tipo consentono alla Giunta Regionale di sfuggire alle sollecitazioni, al controllo ed al giudizio del Consiglio Regionale.
Spetta ai Consiglieri regionali ed alla Giunta Regionale proporre gli argomenti da discutere in Consiglio Regionale, ma spetta alla Presidenza del Consiglio Regionale organizzare i lavori del Consiglio, - formulando l'ordine del giorno o fissando la data e la durata delle riunioni del Consiglio Regionale -, in modo che tutti i punti siano discussi".
Aggiunge che a questo punto, nel testo della richiesta, segue l'elenco degli oggetti già iscritti negli ordini del giorno delle adunanze consiliari successive al 25 novembre 1966 e non ancora discussi.
Comunque,- egli prosegue -, noi vorremmo dire chiaramente alla Presidenza del Consiglio Regionale che bisogna fare in modo che i lavori del Consiglio siano fruttuosi e per noi e per voi.
Rileva che nell'adunanza consiliare del 30 dicembre 1966 si sono perse due ore per discutere sugli argomenti riguardanti l'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza e la convalida dell'elezione del Consigliere regionale neo-eletto in sostituzione del Consigliere Strazza (e questo non per colpa della minoranza, ma per colpa della maggioranza), mentre se la maggioranza consiliare si fosse dimostrata disposta ad assumere i provvedimenti relativi a questi due argomenti la discussione si sarebbe esaurita in pochi minuti e non sarebbe stato necessario tenere l'odierna seduta.
Osserva che, dal momento che si era reso necessario di indire l'odierna seduta, si potevano anche includere nell'ordine del giorno della seduta medesima gli oggetti di cui alla convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Regionale fatta dalla minoranza in data 25 novembre 1966 e non ancora discussi.
Il Presidente, MONTESANO, in risposta alle osservazioni fatte dal Consigliere Germano, fa presente che, ai sensi dell'articolo 20 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale, il Consiglio stesso può essere convocato o dal suo Presidente, il quale, in questo caso, stabilisce l'ordine del giorno delle adunanze, o da almeno un terzo dei Consiglieri, i quali, ai sensi dell'art.27 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale, sono tenuti a stabilire l'ordine del giorno dell'adunanza per cui richiedono la convocazione straordinaria del Consiglio.
Ritiene opportuno dare lettura del seguente testo dell'art. 27 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale:
"ADUNANZE STRAORDINARIE - DECISIONI
Nelle adunanze straordinarie il Consiglio non può decidere che sugli oggetti iscritti all'ordine del giorno e per i quali è stato convocato".
Osserva che la minoranza consiliare ha richiesto una convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria ed urgente e ha precisato nella richiesta l'ordine del giorno degli oggetti da trattare, per cui la Presidenza, facendo proprio detto ordine del giorno ha agito nella perfetta legalità e nel rispetto della volontà dei Gruppi consiliari che hanno richiesto la convocazione del Consiglio in questa adunanza straordinaria.
Per quanto riguarda la questione di accelerare e rendere più fruttuosi i lavori del Consiglio, ricorda di avere, nella seduta del 30 dicembre 1966, raccomandato a tutti i Consiglieri, di maggioranza e di minoranza, di limitare ed abbreviare gli interventi sui vari oggetti posti in discussione.
A proposito della questione riguardante l'accettazione delle dimissioni del Consigliere Strazza, ammette che, nella precitata adunanza consiliare, si sia perso parecchio tempo in discussioni su detto argomento.
Osserva, però, che si avevano allora parecchie perplessità sulla validità della lettera di dimissioni del Consigliere Strazza, perplessità condivise anche dal Consigliere Germano, il quale si era preoccupato di presentare, nel corso stesso della seduta del 30 dicembre 1966, una nuova lettera di dimissioni del Consigliere Strazza recante la firma del medesimo autenticata da un Notaio francese.
Dichiara che era, pertanto, evidente la necessità di tenere una nuova adunanza consiliare per discutere di questo argomento.
Rileva che i Consiglieri di minoranza, nell'ordine del giorno unito alla richiesta presentata in data 16 gennaio 1967, per la convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria ed urgente, avrebbero potuto anche includere gli oggetti già iscritti negli ordini del giorno delle precedenti adunanze consiliari o non ancora discussi; in questo caso la Presidenza, facendo proprio il proposto ordine del giorno, avrebbe incluso anche gli oggetti di cui si tratta.
Invita i Consiglieri a tener presente che, qualora vogliano avvalersi della facoltà di convocare il Consiglio in via straordinaria ai sensi dell'art. 20 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale, i richiedenti devono anche precisare gli oggetti da iscrivere all'ordine del giorno della richiesta adunanza straordinaria.
Il Consigliere MARCOZ dichiara di ritenere che le norme dell'art. 27 del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale non vietano al Presidente del Consiglio di completare gli ordini del giorno predisposti dai Consiglieri, nel caso di richieste di convocazione del Consiglio in adunanze straordinarie, con degli oggetti già inclusi nell'ordine del giorno di precedenti adunanze o non ancora discussi o addirittura con nuovi oggetti, su richiesta del Presidente della Giunta.
Fa presente che questa prassi è stata sempre seguita nel passato e che nessun Consigliere ha mai fatto rilievi in merito; precisa che anzi, in genere, i Consiglieri di opposizione si sono sempre dimostrati favorevoli a questa prassi che, accelerando i lavori del Consiglio, permetteva di discutere entro un minor lasso di tempo le interrogazioni, interpellanze e mozioni presentate dai Consiglieri di opposizione.
Dichiara di concordare con il Consigliere Germano sulla necessità di rendere più fruttuosi i lavori del Consiglio, come d'altra parte, aveva ripetutamente fatto presente anche il Consigliere Dujany allorquando sedeva sui banchi dell'opposizione.
Dichiara di aver voluto fare le sopraesposte osservazioni non con spirito polemico, ma nel solo intento di valorizzare il più possibile le sedute consiliari al fine di evitare le critiche che, di questi tempi, i giornali rivolgono al Consiglio in tal senso.
Osserva in proposito che, se è vero che in sede di Consiglio talora si perda del tempo in lunghe discussioni, è altrettanto vero che in Consiglio si dibattono e si risolvono problemi importanti, quale ad esempio il problema riguardante la ricostruzione del canale irriguo di Courtaud che comporta la spesa di un miliardo e mezzo.
Ritiene, pertanto, che anche i giornali dovrebbero avere l'onestà di riconoscere che il Consiglio Regionale si occupa anche utilmente di importanti problemi nell'interesse della popolazione valdostana.
Il Consigliere FOSSON osserva che gli oggetti di cui si tratta erano già stati inclusi negli ordini del giorno di precedenti richieste di convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria, per cui, anche sotto questo aspetto, sarebbe stata giustificata la loro inclusione nell'ordine del giorno dell'adunanza odierna.
Il Consigliere GERMANO ribadisce che gli oggetti in questione, in base alla richiesta di convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria presentata dai Consiglieri di minoranza in data 25 novembre 1966, avrebbero già dovuto essere trattati nell'adunanza consiliare del 9 dicembre 1966 e che, in base ad una successiva richiesta di convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria avrebbero dovuto essere discussi nelle sedute del 29 e 30 dicembre 1966.
Rileva che ora è logico attendersi di vedere inclusi nell'ordine del giorno della seduta odierna tali oggetti, in quanto non erano stati discussi nemmeno nelle sedute del 29 e 30 dicembre 1966.
Il Presidente, MONTESANO, comunica che è suo intendimento convocare il Consiglio in apposite adunanze straordinarie per portare a termine la trattazione degli oggetti già inclusi negli ordini del giorno delle precedenti adunanze o non ancora discussi, con particolare riferimento alle interrogazioni, interpellanze e mozioni.
Osserva però che, in base all'esperienza fatta nelle recenti tre o quattro sedute consiliari,- nelle quali la Presidenza è stata accusata da una parte di troppa tolleranza e da un'altra parte di intolleranza-, ha dovuto convincersi che, in una simile situazione, l'unica ancora di salvezza per lui è il Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale.
Ribadisce che i Consiglieri di minoranza potevano includere all'ordine del giorno della richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio anche gli oggetti già inclusi negli ordini del giorno di precedenti adunanze consiliari e non ancora discussi.
Dichiara che se il Consiglio concorda, unanime, sulla opportunità di restaurare la prassi alla quale ha fatto cenno il Consigliere Marcoz, la Presidenza adotterà nuovamente questa prassi.
Osserva però che è necessario l'accordo unanime del Consiglio in tale senso per evitare che tutte le responsabilità siano scaricate sulle spalle del Presidente del Consiglio.
In caso contrario, - egli dice -, io devo assolutamente ancorarmi al Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara che il Consiglio Germano ha la memoria molto corta.
Pur condividendo il parere espresso dall'Avvocato Marcoz, ricorda che, nella riunione dei rappresentanti dei Gruppi consiliari tenutasi durante un breve periodo di sospensione della seduta pomeridiana del 30 dicembre 1966, i rappresentanti della maggioranza consiliare avevano proposto di fissare al 20 o 22 gennaio la data della nuova adunanza onde avere la possibilità di predisporre un più ampio ordine del giorno.
Aggiunge che fu proprio il Consigliere Germano a non voler accogliere questa proposta, dichiarando che non avrebbe ritirato la richiesta di convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria ed urgente già presentata dalla minoranza consiliare nel corso del mese di dicembre.
Osserva che, a suo avviso, non potevano sorgere inconvenienti dall'accettazione della proposta di fissare la data della nuova adunanza al 20 o 22 gennaio.
Rileva che i Consiglieri di minoranza dovrebbero anche tener conto che la Giunta Regionale ha i suoi impegni e che, oltre ai lavori del Consiglio, deve provvedere anche ad altre numerose incombenze.
Precisa che, se nella seduta del 30 dicembre 1965 la minoranza consiliare avesse accolto la proposta fatta dalla maggioranza, si sarebbe già potuto procedere nel corso della stessa seduta all'accettazione delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Strazza.
Ritiene che, essendo stati i Consiglieri di minoranza irremovibili nella loro richiesta di convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria ed urgente, nell'ordine del giorno della odierna seduta sono stati inclusi solo gli oggetti indicati nella richiesta stessa.
Ribadisce che nel caso contrario, cioè se fosse stata spostata al 20 o 22 gennaio la data dell'odierna seduta, sarebbe stato possibile predisporre un ordine del giorno molto più esteso e comprendente anche gli altri oggetti di cui si tratta.
Il Consigliere GERMANO chiede la parola per fatto personale, essendo stato accusato dall'Avvocato Bionaz di avere la memoria corta.
Dichiara che quanto riferito dall'Avvocato Bionaz in ordine alla citata riunione dei rappresentanti dei Gruppi consiliari non è esatto perché la minoranza consiliare non aveva accolto la proposta formulata dalla maggioranza solo perché aveva capito quali erano le intenzioni della maggioranza stessa circa l'accettazione delle dimissioni del Consigliere Strazza e la convalida dell'elezione del Consigliere neo-eletto.
Resta comunque il fatto,- egli dice-, che gli oggetti in questione erano già stati inclusi nell'ordine del giorno precisato in una procedente richiesta di convocazione del Consiglio in adunanza straordinaria ed urgente fatta dai Consiglieri di minoranza, e che tali oggetti non erano stati discussi nella apposita adunanza del Consiglio, per cui avrebbero dovuto essere discussi nell'adunanza successiva.
Questo non è stato fatto, - egli aggiunge-, per cui non diteci che abbiamo la memoria corta.
Dichiara, infine, di essere favorevole all'accoglimento della proposta, fatta dal Presidente Montesano, di seguire nuovamente la prassi indicata dall'Avvocato Marcoz.
Il Presidente, MONTESANO, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla questione pregiudiziale sollevata circa l'ordine del giorno dell'odierna seduta, dichiara chiusa la discussione in merito alla questione stessa.
Il Consiglio prende atto.
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