Objet du Conseil n. 23 du 1er mars 1967 - Verbale

OGGETTO N. 23/67 - (Presa d'atto) - INTEGRAZIONE DELLE COMMISSIONI CONSILIARI PERMANENTI DI STUDIO.

Il Presidente, MONTESANO, fa presente che il Consiglio deve procedere alla nomina dei Consiglieri regionali chiamati a integrare le Commissioni consiliari permanenti di studio, rinnovate con deliberazione consiliare n. 57 del 15 luglio 1966.

Richiamandosi al provvedimento consiliare n. 20 in data odierna, precisa che i Consiglieri da nominare sono due per ognuna delle sette Commissioni consiliari permanenti previste dall'articolo 92 bis del Regolamento interno per il funzionamento del Consiglio Regionale.

Monsieur le Conseiller FOSSON déclare que n'ayant pas été approuvé par le Conseil, dans la séance du matin d'aujourd'hui, le principe que les Conseillers de l'Union Valdôtaine entendaient que fût affirmé, le Groupe des Conseillers de l'Union Valdôtaine n'entend pas, pour les raisons énoncées ce matin, faire partie des Commissions du Conseil, parce qu'il ne veut pas empirer la situation existante.

Monsieur le Conseiller MANGANONI déclare de s'associer aux déclarations faites par Monsieur le Conseiller Fosson.

Monsieur l'Assesseur DUJANY déclare que les modifications que le Conseil a apportées ce matin au "Regolamento Interno del Consiglio" constituent déjà une amélioration en ce qui concerne la composition des Commissions et déclare qu'il regrette que la minorité du Conseil refuse de faire partie des différentes Commissions.

Monsieur le Conseiller MANGANONI remarque que, selon la proposition portée à l'objet n. 3 de l'ordre du jour ("Integrazione delle Commissioni consiliari permanenti di studio"), c'est la minorité qui doit nommer ses représentants dans les différentes Commissions du Conseil.

Or, - dit-il -, cela signifie que les Conseillers, qui ont été nommés dans les différentes Commissions du Conseil par délibération n. 57 du 15 juillet 1966, continuent à faire partie de ces Commissions.

Il remarque que cela crée une situation absurde, parce que les Conseillers libéraux sont entrés dans les Commissions comme représentants de la minorité, tandis que, de fait, les deux Conseillers libéraux font partir de la majorité, puisque c'est grâce à eux que la Junte actuelle reste debout.

Il déclare que les deux Conseillers libéraux devraient donc entrer dans les Commissions comme représentants de la majorité et non pas comme représentants de la minorité.

Il affirme, partant, que les trois Conseillers qui doivent être désignés par les Groupes de la minorité dans chaque Commission devraient être désignés par les Groupes de l'Union Valdôtaine et du Parti Communiste et ceci afin que tous les Groupes soient représentés dans chaque Commission proportionnellement au nombre de ses Conseillers.

Il conclut en soulignant que ce n'est pas juste que le Groupe libéral, qui ne compte que deux Conseillers, ait un représentant dans toutes les Commissions et que le Groupe communiste, avec ses 9 Conseillers, et le Groupe de l'Union Valdôtaine, avec ses 6 Conseillers, soient mis sur le même plan du Groupe libéral, c'est-à-dire qu'ils n'aient qu'un seul représentant dans chaque Commission.

Il Consigliere PEDRINI contesta l'affermazione, fatta dal Consigliere Manganoni, che il Gruppo consiliare liberale faccia parte della maggioranza consiliare; dichiara che i liberali non sono per il Centro-Sinistra né in campo nazionale, né in campo locale.

Dichiara che i Consiglieri del Gruppo liberale si riservano di dire la loro parola in sede di votazione del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio in corso.

Monsieur l'Assesseur DUJANY rappelle que les Commissions permanentes du Conseil nommées en 1964 par le Conseil, n'étaient constituées que de six Conseillers, dont quatre désignés par les Groupes de la majorité et deux désignés par les Groupes de la minorité.

Évidemment, - remarque-t-il-, à ce moment-là Monsieur le Conseiller Manganoni, qui était alors Assesseur, ne s'inquiétait pas du fait que la minorité, qui comptait 17 Conseillers, contre 18 de la majorité, n'avait pas une représentation proportionnelle au nombre de ses Conseillers dans les différentes Commissions.

Monsieur le Conseiller FOSSON observe que, selon ce qui a dit Monsieur l'Assesseur Dujany, les modifications apportées ce matin au "Regolamento interno del Consiglio", auraient amélioré la situation vis-à-vis de la minorité, puisque celle-ci a droit à avoir trois représentants dans chaque Commission.

Il affirme que la situation, loin d'être améliorée, est empirée, puisque, comme il a déjà été dit, on considère comme faisant partie de la minorité des Conseillers qui, de fait, font partie de la majorité.

Il Consigliere Fosson riferisce quindi che, in varie occasioni, il Consigliere Pedrini ha affermato che la vita dell'attuale Giunta era condizionata dai Consiglieri del gruppo liberale.

Segue breve discussione fra i Consiglieri CAVERI, PEDRINI e FOSSON.

Il Consigliere MANGANONI osserva che non meraviglia il fatto che il Consigliere Padrini abbia respinto l'affermazione che la vita dell'attuale Giunta è condizionata dai voti dei due Consiglieri liberali.

Segue breve discussione fra il Consigliere PEDRINI e il Consigliere MANGANONI.

Il Consigliere MANGANONI, rispondendo quindi al rilievo fatto dall'Assessore Dujany, osserva che le Commissioni consiliari permanenti di studio, nominate dal Consiglio all'inizio dell'attuale legislatura, erano composte come stabilito dall'articolo 93 del Regolamento interno del Consiglio, che riservava soltanto due posti ai Gruppi di minoranza nelle singole Commissioni.

Rileva che detto articolo è stato modificato nell'adunanza di questa mattina, come da proposta fatta dalla Presidenza del Consiglio che ha aumentato a sette il numero dei Consiglieri componenti le singole Commissioni, di cui tre Consiglieri designati dal Gruppo o dai Gruppi consiliari di minoranza.

Osserva, però che, di fatto, i Gruppi di minoranza non hanno una rappresentanza proporzionale nelle varie Commissioni e dichiara che, per tale ragione, i Consiglieri del Gruppo comunista si rifiutano di fare parte delle predette Commissioni.

Il Consigliere GERMANO rileva che, in seguito alla modificazione apportata dal Consiglio, nell'adunanza di questa mattina, al 1° comma dell'articolo 93 del vigente Regolamento interno del Consiglio, ogni Commissione consiliare permanente deve ora essere composta di sette Consiglieri, di cui quattro della maggioranza e tre dalla minoranza, e non più di sei Consiglieri di cui quattro della maggioranza e due della minoranza.

Ritiene quindi logico e normale che, anziché provvedere all'integrazione delle Commissioni consiliari permanenti, si proceda alla rielezione di tutte e sette le Commissioni consiliari permanenti.

Circa l'asserita formazione dell'attuale maggioranza con l'appoggio dei due Consiglieri del Gruppo liberale, dà lettura del seguente stralcio di lettera: "La crisi della Giunta Regionale della Valle d'Aosta è fuori dalla linea congressuale nazionale del nostro Partito. Lo stesso compagno De Martino ha affermato che il risultato primo della politica di Centro-Sinistra è stato quello di mettere ai margini il Partito Liberale.

Una Giunta di Centro-Sinistra alla Regione può, invece, reggersi solo con la benevola astensione dei liberali; essi potranno impedirne il funzionamento ogni volta che lo vorranno. La cosiddetta scelta di Centro-Sinistra alla Regione significherebbe quindi portare i liberali ad una posizione di effettivo condizionamento della vita politica valdostana".

Il Consigliere GERMANO precisa che la lettera di cui si tratta è stata inviata a tutti gli iscritti del Partito Socialista ed è firmata dai compagni Canale, Canino, Colombo, Luboz e Rolla, membri del Comitato Direttivo del Partito Socialista.

Dichiara che è inutile di continuare a discutere su tale argomento, perché i Consiglieri del Gruppo liberale continueranno evidentemente a sostenere il contrario.

Fa presente che, nell'adunanza di questa mattina, i Consiglieri comunisti ebbero a proporre un emendamento inteso a riservare alla minoranza una rappresentanza proporzionale in seno alle Commissioni consiliari, ma che detto emendamento è stato respinto dai Gruppi consiliari del Centro-Sinistra e non dai due Consiglieri liberali.

Rileva che la maggioranza pretende ora che il Gruppo consiliare liberale che, come già detto, comprende soltanto due Consiglieri, abbia sette rappresentanti nelle sette Commissioni consiliari permanenti, cioè un numero di rappresentanti pari a quello che verrebbe riservato ai Gruppi consiliari del Partito Comunista e dell'Union Valdôtaine che, complessivamente, hanno 16 Consiglieri.

Dichiara che ciò sarebbe assurdo e contrario al buon senso.

Conclude, insistendo sulla necessità di provvedere al rinnovo, con conseguente rielezione di tutti i membri delle Commissioni consiliari permanenti o, quanto meno, di riservare ai Gruppi consiliari del Partito Comunista e dell'Union Valdôtaine i tre rappresentanti da designare dai Gruppi consiliari di minoranza.

L'Assessore BENZO ricorda al Consigliere Germano che gli assenti hanno sempre torto e che, rifiutandosi i Gruppi consiliari del Partito Comunista e dell'Union Valdôtaine di fare parte delle Commissioni consiliari permanenti, detti Gruppi non potranno ovviamente esporre il loro punto di vista nelle Commissioni.

Il Consigliere CASETTA chiede come mai la maggioranza consiliare abbia aspettato sino ad oggi a proporre modificazioni agli articoli 92 bis e 93 del vigente regolamento interno del Consiglio o non abbia, invece, proposto tali modificazioni prima della seduta del 15 luglio 1966 in cui si è proceduto al rinnovo delle Commissioni consiliari permanenti.

Dichiara che nell'adunanza di questa mattina i Consiglieri comunisti hanno votato contro la proposta di modificazioni agli articoli 92 bis e 93 del vigente Regolamento interno del Consiglio perché non veniva assicurata alla minoranza una rappresentanza proporzionale in seno alle singole Commissioni.

Il Presidente, MONTESANO, fa notare che non può più essere riaperta la discussione sull'argomento delle modificazioni agli articoli 92 bis o 93 - 1° comma del vigente Regolamento interno del Consiglio, perché su tale argomenti il Consiglio si è già pronunciato nell'adunanza di questa mattina.

Osserva che i rappresentanti dei Gruppi consiliari del Partito Comunista e dell'Union Valdôtaine hanno dichiarato che non intendono designare i loro Consiglieri quali membri delle Commissioni consiliari permanenti di studio e che non intendono votare per l'integrazione delle Commissioni stesse.

Dichiara quindi che la discussione sull'argomento è, pertanto, da considerarsi chiusa.

Il Consiglio prende atto.

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