Objet du Conseil n. 51 du 14 mars 1967 - Verbale
OGGETTO N. 51/67 - PROPOSTA DI DEPLORAZIONE E CENSURA PER L'ADOZIONE DELLE DELIBERAZIONI N. 1918 DELL'8.6.1966, N. 3258 DEL 21.9.1966 E N. 3453 DEL 5.10.1966. (Mozione dei Consiglieri regionali Signori Caveri Severino, Fosson Pietro, Casetta Giuseppe, Andrione Mario, Germano Pietro e Savioz Fabiano)
Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri regionali Signori Caveri Severino, Fosson Pietro, Casetta Giuseppe, Andrione Mario, Germano Pietro e Savioz Fabiano concernente l'oggetto: "Deplorazione e censura per l'adozione delle deliberazioni n. 1918 dell'8.6.1966, n. 3258 del 21.9.1966 e n. 3453 del 5.10.1966", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 9 dicembre 1966:
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OGGETTO: Mozione di deplorazione o censura per l'adozione delle deliberazioni n. 1918 dell'8.6.1966, n. 3258 del 21.9.1966 e n. 3453 del 5.10.1966.
IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA VALLE D'AOSTA
Preso atto delle deliberazioni con le quali si ritirò il mandato agli Avvocati incaricati di illustrare alla Corte Costituzionale il ricorso presentato contro la nomina del Commissario dell'On. Moro, Dott. Padalino, si nominò un Avvocato di fiducia dell'attuale Giunta ed infine si ritirò addirittura il ricorso stesso.
Ricordato altresì che l'attuale Giunta ha potuto insediarsi a seguito dell'illegalità compiute esclusivamente in conseguenza dell'illegittimo provvedimento di nomina del Commissario, contro cui si ricorreva.
Considerato che tali provvedimenti appaiono in netto contrasto con il diritto di ogni ricorrente di poter illustrare le ragioni che sono alla base del ricorso.
Constatato che a seguito di queste decisioni si è verificato l'asurdo per cui gli accusati hanno deciso da soli di essere innocenti.
DELIBERA
di esprimere deplorazione e censura alla Giunta attualmente in carica per le iniziative intraprese che non hanno precedente alcuno nella storia politico-amministrativa della Valle d'Aosta.
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F.to |
S. Caveri |
F.to |
Mario Andrione |
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P. Fosson |
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Germano Pietro |
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Casetta Giuseppe |
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Savioz Fabiano |
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Monsieur le Conseiller ANDRIONE remarque que l'argument, dont à la motion ci-dessus reportée, a déjà été amplement illustré par les Conseillers qui l'ont présentée dans une réunion qui a eu lieu, il y a environ trois mois, et que ce n'est pas le cas de répèter de nouveau tout ce qui a été dit en cette occasion. Il propose partant que le Président veuille bien mettre aux voix ladite motion.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, rileva che effettivamente la mozione di cui si tratta è stata discussa dal Consiglio nella prima seduta in cui sono intervenuti i Consiglieri dell'opposizione dopo le vicende del mese di maggio 1966.
Ritiene peraltro che la mozione debba essere nuovamente illustrata prima di essere posta ai voti, a meno che la mozione stessa sia ritirata dai proponenti.
Segue discussione alla quale prendono parte i Consiglieri ANDRIONE, GERMANO, MANGANONI, MARCOZ, il Presidente della Giunta, BIONAZ e il Presidente del Consiglio, MONTESANO.
Monsieur le Conseiller ANDRIONE insiste afin que la motion soit mise aux voix et il en explique les motifs.
Monsieur le Président de la Junte, BIONAZ, retient que la majorité doive préciser les raisons pour lesquelles elle n'est pas d'accord sur la motion en question.
Il Consigliere GERMANO, dopo aver ricordato che l'argomento è stato già oggetto di discussione da parte del Consiglio per una intera seduta, sottolinea che i Consiglieri dell'opposizione non intendono riaprire nuovamente il dibattito sulla mozione anche per non porre remore ai lavori del Consiglio; dichiara, però, di essere pronto, insieme ai suoi colleghi, a riaprire il dibattito sull'argomento qualora la maggioranza consiliare sia di tale avviso.
Ritiene, peraltro, che non sia il caso di perdere altro tempo e chiede che la mozione sia posta in votazione affinchè risulti dalla votazione stessa la posizione assunta da ogni Consigliere sull'oggetto della mozione.
Il Consigliere MANGANONI svolge egli pure i concetti esposti dal Consigliere Germano e ripete che ritiene inutile riaprire la discussione sulla mozione per le ragioni già esposte ed essenzialmente perchè l'illustrazione della mozione da parte dei proponenti è stata fatta già a suo tempo.
Il Consigliere MARCOZ osserva che non vi è alcuna norma nel Regolamento interno del Consiglio Regionale che faccia obbligo ai proponenti di una mozione di illustrarla.
Il Presidente, MONTESANO, rileva che effettivamente la mozione in questione è stata già discussa nella prima seduta in cui sono intervenuti i Consiglieri dell'opposizione dopo i noti fatti dal mese di maggio dello scorso anno.
Ritiene, pertanto, che non debba più avere luogo alcun nuovo dibattito in ordine a tale mozione anche per non procrastinare ulteriormente i lavori del Consiglio.
Riferendosi alla proposta del Presidente della Giunta, chiede ai proponenti se insistono sulla richiesta che la mozione sia posta ai voti o se intendano ritirare la mozione stessa.
Il Presidente della Giunta, BIONAZ, dichiara che proprio perchè la mozione è stata già a suo tempo trattata dal Consiglio, ritiene che la mozione stessa debba essere ritirata, tenuto anche conto che la discussione si era conclusa con la votazione di un ordine del giorno proposto dalla maggioranza consiliare.
Monsieur le Conseiller ANDRIONE déclare que c'est vrai qu'un ordre du jour a déjà été voté par le Conseil sur la question qui forme l'objet de la motion, mais il insiste afin que la motion soit mise aux voix pour les motifs qui ont déjà été énoncés précédemment.
Il Presidente, MONTESANO, invita il Consiglio a votare sulla proposta di approvazione della mozione presentata dai Consiglieri regionali Signori Caveri Severino, Fosson Pietro, Casetta Giuseppe, Andrione Mario, Germano Pietro e Savioz Fabiano.
Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Presidente accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciotto e voti favorevoli tredici (Consiglieri presenti e votanti: trentuno), ha respinto la mozione di cui si tratta.
Il Consiglio prende atto.
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