Objet du Conseil n. 155 du 24 juin 1967 - Verbale

OGGETTO N. 155/67 - Modificazioni alle vigenti norme per la concessione di contributi regionali per l'incremento ed il miglioramento delle attività delle medie e piccole imprese industriali. Estensione della concessione dei contributi regionali alle imprese commerciali.

Nella seduta del 7 aprile 1967 il Consiglio Regionale ha rinviato ad una successiva adunanza la decisione sull'argomento in oggetto al fine di procedere ad un riesame delle modalità pratiche di attuazione delle provvidenze previste a favore delle medie e piccole imprese industriali e delle imprese commerciali.

La Commissione consiliare permanente dell'industria e del commercio ha riconfermato, nella seduta del 3 maggio 1967, le proposte già trasmesse ai Signori Consiglieri per l'adunanza del 7 aprile 1967.

L'Assessore per l'industria e commercio ha, quindi, sottoposto nuovamente tali proposte all'esame della Giunta per la riconferma. La Giunta, riesaminati gli atti e dopo ampia discussione sulle modalità di applicazione dei provvedimenti di cui si tratta, ha stabilito di proporre al Consiglio Regionale di deliberare quanto segue:

"di approvare le seguenti norme e condizioni modificative ed integrative della deliberazione consiliare n. 72 in data 29.5.1957, da applicare a decorrere dalla data della presente deliberazione:

- il capoverso 1) del paragrafo A) della parte dispositiva della deliberazione consiliare n. 72 in data 29.5.1957 è modificato e sostituito dal seguente nuovo capoverso 1°)-

1-a): a favore di piccole e medie imprese industriali alle quali siano concessi - previa intesa con la Regione - da parte di Istituti di Credito Bancari mutui a scopo di rinnovo, ampliamento, ammodernamento e costruzione di impianti industriali, nonché per acquisto di macchinari, impianti ed attrezzi nuovi: i contributi regionali sono concessi sui mutui bancari aventi durata non superiore ai cinque anni, nelle seguenti misure:

1) per mutui da £. 1.000.000 a £. 10.000.000: contributo corrispondente all'ammontare totale degli interessi dovuti sul capitale mutuato;

2) per mutui da £. 10.000.001 a £. 25.000.000: contributo corrispondente ai 2/3 degli interessi dovuti sull'intero capitale mutuato;

3) per mutui da £. 25.000.001 a £. 50.000.000: contributo corrispondente alla metà degli interessi dovuti sull'intero capitale mutuato.

Le domande per la concessione di mutui agevolati saranno dalla Regione trasmesse agli Istituti di Credito ad avvenuto rilascio del parere favorevole della Giunta Regionale.

1-b): a favore di piccole e medie imprese commerciali sedenti e operanti in Valle d'Aosta alle quali siano concessi - previa intesa con la Regione - da Istituti di Credito Bancari mutui a scopo di realizzazione di programmi di apprestamento, di ampliamento e di rinnovo delle attrezzature, comprese le opere murarie necessarie per l'adattamento dei locali all'esercizio commerciale: i contributi regionali sono concessi in misura corrispondente all'ammontare totale degli interessi dovuti sul capitale mutuato, per mutui bancari fino a lire 3.000.000= e di durata non superiore ai cinque anni.

Le domande per la concessione di mutui agevolati saranno dalla Regione trasmesse agli Istituti di Credito soltanto ad avvenuto rilascio del parere favorevole della Giunta Regionale.

Per la priorità di giudizio sull'ammissibilità delle domande delle imprese commerciali, sarà tenuto conto dell'ultimo reddito annuo imponibile di R.M. accertato e definito a carico della Ditta, della natura dell'esercizio, della località di ubicazione e delle prospettive di sviluppo dell'azienda, con preferenza alle località depresse di montagna.

Sono escluse dalla concessione dei contributi regionali suddetti le imprese commerciali aventi un reddito annuo imponibile di R.M. superiore a lire due milioni, nonché le Imprese alberghiere, per le quali è già prevista la concessione di contributi regionali ai sensi della deliberazione consiliare 10.12.1956, n. 156 e successive modificazioni.

1-c) le imprese industriali e commerciali, trascorso un anno dalla data di estinzione del mutuo bancario agevolato, possono essere ammesse a fruire nuovamente dei contributi regionali di cui sopra.""

Benzo (D.C.) - Come i Signori Consiglieri ricorderanno, nella seduta del 7 aprile il Consiglio regionale aveva rinviato a una successiva adunanza la decisione su questo argomento di grande importanza. Il provvedimento è stato sottoposto nuovamente all'esame della Commissione consiliare permanente per l'Industria e Commercio che aveva riconfermato le misure precedenti. La Giunta sottopone al Consiglio regionale le seguenti modifiche al provvedimento in questione.

Per quanto riguarda le imprese industriali, gli interessi non sono più scalari ma, come nel precedente provvedimento di legge, da 1 milione a 10 milioni il contributo della Regione su questi mutui è sul totale degli interessi, da 10 milioni a 25 milioni il contributo corrisponde ai 2/3 degli interessi e da 25 milioni a 50 milioni il contributo corrisponde alla metà degli interessi.

Per quanto riguarda l'estensione alle piccole e medie aziende commerciali, la Giunta regionale sottopone al Consiglio per l'approvazione l'estensione del provvedimento con l'approvazione del pagamento totale degli interessi sui mutui fino a Lire 3 milioni. Sono state però, diciamo, esaminate in modo particolare delle clausole che i Signori Consiglieri avranno avuto modo di leggere.

Le domande per la concessione dì mutui agevolati saranno dalla Regione trasmesse agli Istituti di Credito soltanto ad avvenuto rilascio del parere favorevole della Giunta regionale.

Per le priorità di giudizio sull'ammissibilità delle domande delle imprese commerciali sarà tenuto conto dell'ultimo reddito annuo imponibile... accertato e definito a carico della Ditta, della natura dell'esercizio, della località di ubicazione e delle prospettive di sviluppo dell'Azienda, con preferenza alle località depresse di montagna.

Beninteso restano escluse da queste provvidenze le imprese alberghiere per le quali ci sono già le provvidenze della legge 10 dicembre 1956, n. 156 e successive modificazioni.

Fosson (U.V.) - Io prendo atto che la discussione fatta il 7 aprile su questo argomento non è stata inutile perché le proposte che vengono sottoposte oggi a noi dalla Giunta si avvicinano in gran parte a quelle che erano state delle richieste che noi avevamo fatto. Io mi permetterò di dire quali erano le nostre proposte che avevamo un po' concertato per poter discutere di questo argomento prima ancora di avere quelle della Giunta e devo dire che in parte collimano, c'è ancora qualche differenza.

Io mi permetterò di esporle, eventualmente se c'è una possibilità di migliorarle... ma quello che vorrei prima di tutto oggi dire qui, e non è un appunto che faccio alla Giunta... ma vorrei rilevare un po' un metodo che per conto mio trovo molto strano di certi Presidenti di categorie economiche, perché il Presidente dell'Associazione Commercianti, senza sapere quale discussione era stata fatta in Consiglio, ha riunito il Direttivo dell'Associazione Commercianti e ha inviato un ordine del giorno che, come l'ho ricevuto io dopo la riunione del 7 aprile, probabilmente l'avranno ricevuto tutti gli altri Consiglieri, ordine del giorno in cui deplora formalmente l'operato dei Signori Consiglieri di minoranza, che, con assurde e inconsistenti affermazioni, si sono opposti all'approvazione della proposta concernente la concessione di facilitazioni finanziarie con il solo scopo di arrestare e rallentare il processo di ammodernamento delle aziende.

A questa deplorazione verso i Consiglieri della minoranza si aggiunge il plauso all'Assessore all'Industria e Commercio, si esprime, infatti, il più vivo elogio e ringraziamento a nome di tutti i commercianti della Valle al Signor Assessore all'Industria e Commercio per aver proposto tale provvedimento a favore delle medie e piccole imprese commerciali. Io non voglio fare una polemica con il Presidente dell'Associazione Commercianti - sono stato per 5 anni e mezzo Assessore all'Industria e Commercio e conosco quali sono le tendenze di certi Presidenti di categorie - ma mi permetto di sottolinearlo al Consiglio non per una questione personale, ma perché mi sembra che manchi molto di stile un Presidente di categoria che si permette di proporre un ordine del giorno in questo senso per mandarlo a tutti i Consiglieri, perché, prima di tutto, noi dovremmo ristabilire la verità qui e io ho voluto chiarire che non facevo un appunto alla Giunta perché nell'esposizione brevissima fatta in questo momento l'Assessore Benzo non ha accusato la minoranza di avere rinviato questo provvedimento perché, quando ne abbiamo discusso l'altra volta, noi abbiamo espresso liberamente quello che pensavamo. Lo esprimeremo ancora oggi in modo che sia molto chiaro quali sono gli intenti che ci hanno portati a fare delle osservazioni che in parte sono state approvate dalla Giunta.

Lo stesso Assessore Benzo ha affermato che l'altra volta abbiamo rinviato questo provvedimento e tutti qui... non vogliamo dire: Tizio, Caio, Sempronio, ma mi pare che, quando noi abbiamo portato quelle argomentazioni a sostegno della nostra tesi, proprio dai banchi della Giunta qualcuno abbia detto: "rinviamo che esamineremo quello che si potrà fare." C'è stata persino una gara fra due Assessori perché l'Assessore Benzo, siccome qualcuno ha detto: "l'Assessore Colombo ha proposto di rinviare", ha detto: "ah, no, un momento, la proposta l'avevo già fatta io prima.". Ora questo, siccome la memoria ci serve ancora, lo dobbiamo ricordare.

Ripeto per l'ennesima volta che questa non è una polemica con la Giunta, però sottolineiamo un po' queste cose perché dovremo dire all'Associazione Commercianti che, prima di approvare l'ordine del giorno, avrebbe dovuto appurare i fatti. C'è poi stata tutta la campagna scandalistica fatta su "La Région", che ha ripreso le stesse argomentazioni. Ora, su "La Région" scrivono coloro che siedono anche qui sui banchi del Consiglio regionale. C'è stato quell'altro giornalucolo che non voglio neanche citare in cui si parlava di "grave atto di boicottaggio attuato dagli Union-Comunisti contro i commercianti e i piccoli industriali." e "La Région" ha riportato testualmente l'ordine del giorno dell'Associazione Commercianti, riportando, attraverso un'intervista, le posizioni del Presidente dell'Associazione Commercianti.

Ad ogni modo, fatte queste precisazioni, per quanto concerne la seduta del 7 aprile, io vorrei ritornare un po' al merito della questione, nel senso di ripetere con una certa coerenza i principi sempre difesi in quest'aula dal sottoscritto anche quand'era sui banchi della Giunta. Faccio presente che su questo punto noi prima di tutto non siamo contrari a delle nuove provvidenze per la media e piccola industria. Su questo ero già stato chiaro nelle dichiarazioni fatte fin dal 7 aprile. Io ne ho sempre fatto una questione di principio, l'ho fatta per tutte le categorie, ma la sottolineo per la media e piccola industria e, per quanto concerne i commercianti, dico che bisognerebbe che queste categorie pagassero un minimo di interesse anche sulle somme più basse dei mutui. Questo per una questione di principio.

Ora, il Presidente dell'Associazione Commercianti, a un certo momento - non nel testo dell'ordine del giorno, ma nelle premesse -, ha detto che ogni azienda commerciale e turistica sul reddito imponibile è tassata di un'aliquota, pari al 2,50%, a favore della Camera di Commercio o, meglio, dell'Assessorato dell'Industria e Commercio con un introito alquanto ragguardevole di cui una buona parte viene erogata a favore di altri Assessorati, mentre sarebbe giusto ed equo che ne beneficiassero le stesse Aziende commerciali e turistiche. Ora, noi diciamo che se si deve fare un provvedimento che vada a vantaggio di tutti i commercianti, c'è un modo molto semplice perché, effettivamente, questo 2,50% che ogni anno viene fissato, quest'aliquota che viene fissata è un po' il massimo delle aliquote che si pagano in Valle d'Aosta. Per certo per altre Camere di Commercio più grandi si paga l'1,50%, per altre l'1,75%, per altre il 2%, quindi, se si volesse andare incontro alla Categoria, sarebbe molto semplice diminuire l'aliquota e portarla dal 2,50 all'1,50% e questo sarebbe un vantaggio immediato per tutti i commercianti.

Non è quindi una questione di non essere d'accordo, di venire incontro sia ai commercianti, sia alle piccole e medie industrie; prima c'era la limitazione a 25 milioni dei mutui per le piccole industrie, oggi tale limite si porta sino a 50 milioni. Noi - l'abbiamo già detto l'altra volta - siamo d'accordo anche qui di tenere questi tre scaglioni: da 1 a 10 milioni, da 1 a 25 milioni e da 1 a 50 milioni. Le proposte fatte dalla Giunta collimano con quelle che noi avevamo detto di mantenere, cioè, per lo scaglione superiore ai 10 milioni, 2/3 a carico della Regione e 1/3 a carico degli interessati e, per lo scaglione superiore ai 25 milioni, il 50% a carico degli interessati. Qui quindi facciamo già un miglioramento perché aumentiamo quella possibilità di mutuo e questo è anche giustificato perché si vuole, effettivamente, dare la possibilità di incrementare l'acquisto di macchinari e via dicendo, bisogna, effettivamente, andare un po' più su con questo plafond, siamo invece nel primo scaglione... prima avevamo a carico completo della Regione gli interessi da 1 a 6 milioni, perché dai 6 ai 15 milioni, se non sbaglio, o ai 10, ai 12, c'erano quei 2/3.

L'Assessore Benzo e la Giunta potrebbero dire: "ma perché adesso vorreste mettere degli interessi sul primo scaglione quando prima da 1 a 6 milioni non si pagava nessun interesse?". Ho detto che io ne faccio una questione di principio perché l'Assessore Colombo si ricorda che questo l'ho sempre sostenuto anche in passato quando ero in Giunta. Ora, non era possibile andare a toccare un provvedimento lasciando lo scaglione da 1 a 6 milioni e accollare una parte di interessi ai privati, ma adesso, aumentando questo scaglione e portandolo a 10 milioni, si potrebbe effettivamente inserire una quota di interessi a carico dei privati. Ora, la proposta principale che faremo in questo senso sarebbe di porre per questo primo scaglione i 3/4 a carico della Regione, con 1/4 a carico degli imprenditori e questo potrebbe essere giustificato proprio dall'aumento del plafond da 6 milioni a 10 milioni di possibilità. Come vedete, quindi per la piccola e media industria non è che proponiamo delle cose che sono completamente fuori dalla realtà, ma sarebbe proprio per affermare questo principio. D'altra parte, qui sarebbe interessante e io chiederei proprio che fosse dato ai Consiglieri - non oggi - l'elenco di tutti coloro che hanno sinora usufruito di questi mutui e allora ...(voce)... sarebbe bene che lo dessero ai Consiglieri. Non penso che, parlando di interessi di questa misura, si possa dire che si è contro a un provvedimento del genere.

Per la questione commercianti, di cui avevamo parlato prima, anche qui si è fatto da parte della Giunta un adeguamento rispetto alla discussione che avevamo fatto. Anche su questo punto quindi io ne prendo atto con piacere perché, mentre prima avevamo tre scaglioni: da 1 a 3, da 1 a 5 e da 1 a 10, sono stati eliminati quelli più alti - se ho letto bene l'allegato - e si è mantenuto quello da 1 a 3. Si è pensato anche a guardare un certo reddito in maniera di evitare di dare proprio a quelli che non hanno assolutamente bisogno e per gli altri... ribadisco una volta ancora: non è che siamo contrari, quindi è tutto falso quello che è stato detto che eravamo contrari, noi riteniamo che per la categoria dei commercianti ...(voci)... sempre per quella ragione di principio che ho detto, noi si potrebbe considerare anche qui i 3/4, se si arrivasse a quella... perché i commercianti cosa dicevano a un certo momento? Dicevano: "ma come, ma se da 1 a 6 milioni le piccole e le medie industrie hanno la possibilità di avere dei mutui senza pagare interessi, perché a noi, che ce ne danno anche meno, volete imporre una quota di interesse?". Ora, se si arrivasse per lo scaglione da 1 a 10 milioni per le piccole e medie industrie a caricare solo 1/4 degli interessi, io dico: 1/4, se invece del quarto, che fa l'1 e qualcosa percento, dovesse essere l'1%, a me non interessa, veramente non mi formalizzo sul quantum... e la stessa cosa per i commercianti con quella stessa misura che sarà un minimo, però si affermerebbe una questione di principio che ritengo sarebbe molto utile. Il plafond, guardi, io me l'ero scritto qui, avevamo pensato arrivasse a 1 milione e mezzo. Anche qui non c'è da formalizzarsi? Forse voi avete dei dati per vedere qual è il quantitativo di aziende che è in un certo limite e anche qui non è una questione tassativa. Noi riteniamo che nel reddito di un milione e mezzo rientrino tutti i piccoli commercianti. Se si deve mantenere un reddito leggermente superiore, anche qui non è una questione di voler proporre una cifra tassativa, quindi si può vedere. Io ritengo però - e spezzo proprio ancora una lancia in questo senso - che sia una questione di moralità perché dare dei mutui in questo senso, a queste categorie, col pagamento totale degli interessi guardate che è un principio pericoloso. Voi direte: questo principio è già stato sancito, ultimamente l'abbiamo sancito per gli artigiani. D'altra parte ho fatto le stesse osservazioni allora, le ho fatte in passato, sono sempre dello stesso avviso, perché, quando il denaro non costa niente, non viene neanche apprezzato quello che l'Amministrazione regionale fa. Ora, se noi prendiamo anche gli agricoltori, gli agricoltori non pagano interessi fino a un massimo di 500 mila lire di quel prestito di esercizio, altrimenti tutti i mutui agevolati al massimo del Piano verde e via dicendo hanno tutti un gravame di interesse, che sarà minimo, ma non c'è niente che si dia per niente.

Ora, il Presidente dell'Associazione Commercianti diceva, sempre nelle sue premesse, che c'è una legge dello Stato che prevede questo. Sì, la legge dello Stato prevede degli interessi che vanno dal 3 al 5%, che praticamente si concretizzano nel 5%. L'Amministrazione regionale quindi cosa dovrebbe fare? In questo senso deve dare la possibilità a questi operatori economici di ottenere dei mutui, dei prestiti a un tasso agevolato. Io penso che, quando si possa avere con 1/4 a carico... quindi qui il plafond è del 6% mi sembra, vuol dire l'1,50%; se non si vuole accettare l'1,50%, si metta l'1%, ma si affermi il principio. Io penso che gli interessati potrebbero essere contenti perché, state tranquilli, in nessun'altra parte d'Italia si arriva a queste condizioni.

Io ho voluto quindi dire molto chiaramente queste cose e sono sicuro che, seguendo questa linea, noi facciamo l'interesse dell'Amministrazione regionale e non andiamo assolutamente contro gli interessi delle categorie che vogliamo aiutare, anzi si avrà un qualcosa che è meglio che non concedere provvidenze così senza nessun interesse.

Germano (P.C.I.) - Io vorrei porre una domanda all'Assessore Colombo, all' Assessore Benzo e al Presidente del Consiglio: "È vero che nella seduta dell'aprile scorso l'Assessore Colombo ha dichiarato che, essendoci nel suo Partito delle perplessità e sul pagamento del totale degli interessi e sui mutui ai commercianti, chiedeva il rinvio della discussione affinché l'argomento fosse riesaminato in Giunta? È vero che l'Assessore Benzo ha accettato tale proposta e ha ritirato l'argomento?". Se la risposta è affermativa, io chiederei al Presidente del Consiglio di comunicare questa verità all'Associazione Commercianti e all'Associazione Artigiani perché è in gioco la dignità del Consiglio. Qui pubblicamente si sono inviate lettere, si è scritto sui giornali deplorando formalmente l'operato dei Signori Consiglieri di minoranza per cose che essi non hanno fatto. Credo sia dovere del Presidente del Consiglio per far rispettare ...(voce)... certo, credo sia giusto che si ristabilisca la verità su queste questioni.

Montesano (P.S.D.I.) - Io non l'ho avuta quella lettera, non lo so.

Germano (P.C.I.) - Gliela faremo vedere. No, adesso, per esempio, il Presidente della Giunta Bionaz non mi dica che lui non ha avuto la lettera perché è stata pubblicata da "La Région" e non è che il Presidente Bionaz non legga "La Région".

Bionaz (D.C.) - Io leggo tutti i giornali... io leggo anche i suoi giornali...

Germano (P.C.I.) - Appunto, allora non è che non sapesse della lettera, la lettera c'è. È stata mandata a tutti personalmente.

Detto questo, io ritengo che il Presidente della Giunta poi ci precederà in materia. Io prendo atto che la Giunta ha riproporzionato la proposta sia per quanto riguarda gli interessi ai piccoli industriali, sia per quanto riguarda i mutui ai commercianti, riducendo i mutui a 3 milioni, non più a 5 e a 10 e mettendo un limite di 2 milioni dell'imponibile. Noi riteniamo però che il provvedimento non sia ancora il più giusto, perché non va nel senso che è stato da voi invocato l'altra volta: quello di favorire l'occupazione. Non è che si condiziona questa provvidenza a favore dei piccoli e medi industriali a unità di occupazione, a uno sviluppo dalle aziende. Questa provvidenza non è legata per nulla in questo senso e così anche per i commercianti - a parte che non è quella la misura migliore, la misura migliore sarebbe quella dell'organizzazione per acquisti comuni, in modo da ridurre i prezzi, in modo che questi benefici si riversino anche sul consumatore e su altre iniziative di questo tipo - noi siamo ancora alla solita regola che sta al di sopra di ogni provvedimento che prende l'Amministrazione regionale, salvo per la legge della casa dei lavoratori. Chi è che usufruirà di questi mutui? Chi ne ha già. Uno che chiede 3 milioni cioè deve dimostrare in banca, tutti lo sanno, di avere 9-10 milioni di imponibile di immobili, c'è poco da fare, a chi non ha questa disponibilità la banca non gli concede il mutuo. Sarebbe stato più giusto che la Regione, valutando caso per caso, valutando quando c'è uno sviluppo commerciale, garantisse anche la fideiussione a chi richiede questo mutuo in modo che ne potessero usufruire veramente i piccoli commercianti, invece in questo modo continuano a usufruire dei mutui quelli che ne hanno già, quelli che già ne dispongono.

Io per ora non vorrei aggiungere di più, salvo a dire che sono d'accordo con le proposte fatte dal Consigliere Fosson e chiederei una risposta della Giunta su queste proposte.

Solo un particolare sulla questione dei commercianti. L'imponibile che proponete è di 2 milioni. Ora, io mi sono informato dalla Mutua Commercianti dove vi è una suddivisione a seconda dell'imponibile perché quelli che sono da 0 a 1 milione pagano una determinata aliquota, quelli da 1 a 1 e mezzo un'altra aliquota, quelli da 1 e mezzo a 3 un'altra aliquota. È una suddivisione che ha la Mutua Commercianti che però comprende anche gli albergatori. Ora, le cifre sono queste: da 0 a 1 milione vi sono 2.124 aziende, la stragrande maggioranza; da 1 a 1 e mezzo, che pagano un'altra aliquota, sono 162 aziende; da 1 e mezzo a 3, che sono solamente i più grossi, sono 150 aziende. La mia proposta perciò sarebbe questa: se potessimo ridurre a un milione e mezzo, escluderemmo proprio solo i grossi che il mutuo possono contrarselo loro e possono anche pagarsi gli interessi senza avere grandi danni. Interesserebbe le 150 aziende commerciali più grosse, sulle 2.436 complessive che ci sono.

Marcoz (U.V.) - Ha già detto il collega Fosson qualche cosa in ordine a quella lettera del Signor Lucchini Settimio, mi sembra. Io lo conosco molto bene perché durante la mia Giunta è venuto molte volte a farmi visita. Vi confesso, Signori, che sono stato turbato, indignato e mortificato quando, in qualità di Consigliere regionale, ho ricevuto quella lettera del Signor Lucchini. Io qui dico che non ci deve essere polemica tra di noi, semmai la polemica deve essere tra il Consiglio - di cui penso di difendere in questo momento il prestigio - e il Signor Lucchini, perché, Signori, io vorrei invertire un piccolo momento le posizioni e così toccherete con le dita che io dico delle cose vere. Se per caso noi dell'opposizione, come fanno molte volte le minoranze, avessimo detto a titolo demagogico: "no, aumentiamo qualche cosa a questi Signori Commercianti" e se il Signor Lucchini avesse fatto pervenire una bella lettera di lode a noi della minoranza e una lettera di deplorazione a voi della maggioranza perché le vostre tariffe erano inferiori alle nostre, cosa ne avreste pensato voi di una lettera di quel genere? Io dico che ci sono delle persone che in regime di libertà stanno abusando della libertà, perché, poi notate che quella lettera è stata fatta in un momento particolarmente delicato, quando si sapeva che la pratica era stata rinviata alle Commissioni. La lettera quindi è stato uno strumento di pressione sul Consiglio regionale.

Noi dobbiamo dichiarare forte da questo banco che della propaganda non ce ne facciamo un bel niente. Noi siamo qui per fare le cose giuste, per difendere il bilancio quando ha da essere difeso e le deplorazioni dei vari Signori Lucchini non ci toccano minimamente. Lui può fare tutte le sue deplorazioni. Io da questo banco deploro che un Presidente di Associazione Commercianti si sia permesso di usare quello stile nei confronti del Consiglio regionale, perché, fino a prova contraria, la minoranza - a meno che ce lo diciate voi che ci volete estromettere - fa parte del Consiglio regionale: questo va detto in quest'aula.

Lei, Presidente, ha detto che voleva vedere quella lettera, io penso che non si limiterà a fare qui un gesto platonico di dire: "fatemela vedere", ma penso che lei adotterà gli opportuni provvedimenti a difesa del prestigio e della tutela della dignità del Consiglio regionale. Sul merito mi sembra che vi siate talmente avvicinati a noi, per cui, se noi fossimo stati demagoghi, come ci accusa quel Signore, voi non avreste certamente accolto tutte le nostre osservazioni e non le avreste fatte vostre: nella sostanza, salvo i dettagli, non avreste fatto vostre le nostre osservazioni.

A un certo momento qui parliamo di Parlamento valdostano, io non so che concetti abbiano sul Parlamento valdostano, che noi si sia qui soltanto per compiacere. Mi preoccupa poi anche lo strano sistema di fare in Valle d'Aosta dei certificati di buona condotta agli Amministratori: questo lo dico su un piano molto più generale. Bravi gli Amministratori che danno denaro, cattivi quelli che non ne danno: questo è, infatti, il concetto che si desume da quella lettera. Allora noi trasformeremo questo popolo, che è sempre stato un popolo fiero e dignitoso, in un popolo di mendicanti sempre pronto a distendere la mano.

Manganoni (P.C.I.) - Sempre a proposito di questa lettera, a quanto ha detto molto bene l'ex Presidente Marcoz, io voglio aggiungere questo: quelli deplorano! Ma chi sono questi Signori? Chi sono questi speculatori? Aggiungono poi: "che con assurde e inconsistenti affermazioni...", ma, io vi dico che se tutti i cittadini della Valle si comportassero come quelli, noi avremmo su 105 mila abitanti, credo, 105 mila abitanti che deplorano, perché io preparerei domani un progetto di legge, di delibera, non importa, per sovvenzionare gli allevatori di lumache della Valle d'Aosta e se voi non date agli allevatori di lumache quel fracco di milioni che date a questi speculatori, io vi farei fare una lettera dagli allevatori delle lumache con la quale essi deplorano i Consiglieri di maggioranza, la Giunta, eccetera, perché non danno loro un fracco di milioni... ma, insomma, ci rendiamo conto di dove ci stiamo incamminando?

Tutte le altre categorie... io qui però vorrei fare una distinzione: quando parlo di costoro, escludo i medi e i piccoli commercianti, io mi riferisco a quella banda di speculatori, i grossisti, quelli che si sono fatti un mucchio di soldi, di milioni, di centinaia di milioni sulle spalle nostre, di noi consumatori, di noi lavoratori, di noi operai, perché sono costoro che dirigono l'Associazione Commercianti. Non è il piccolo commerciante di Verrayes o di La Thuile, il quale non ha voce in capitolo nell'Associazione Commercianti, ma sono quattro loschi speculatori di Aosta che dominano là dentro, ragione per cui io escludo i piccoli e medi commercianti.

Io vi aggiungerò di più: nella lettera dell'Associazione Commercianti si dice che: "con assurde e inconsistenti affermazioni si sono opposti all'approvazione...", eccetera. Quali sono queste assurde e inconsistenti affermazioni? Forse quando io ho detto che non era giusto dare ancora del denaro pubblico a coloro che, speculando sui prezzi, aumentando i prezzi - che poi paghiamo noi, o le nostre mogli quando fanno la spesa -, si sono fatti la villa a Saint Pantaléon e la villa al mare, e noi dobbiamo ancora dare loro dei quattrini! Se queste sono le inconsistenti affermazioni, io le ribadisco oggi e mi dispiace... non so se c'è qualcuno di quei Signori là ad ascoltare, perché io non li conosco, ma se sono là, intendo dire chiaro che le ville di Saint Pantaléon per il 90% sono di questi speculatori. Se questo Signore che scrive si farà vedere, io queste cose gliele ripeterò sul naso. Questo Signore faccia la riunione dei suoi speculatori e io andrò lì a ripetergli queste cose, non mi limito a dirglielo qua. Ora, oltre a queste inesattezze, a queste calunnie, ci si accusa di esserci opposti a queste provvidenze. Noi non ci siamo opposti a tutti i commercianti, perché noi abbiamo precisato bene di essere d'accordo rispetto alle provvidenze per i piccoli e medi commercianti, di non essere d'accordo rispetto alle provvidenze per gli speculatori. Questo è chiaro.

In secondo luogo: chi ha proposto la sospensione e il rinvio? Un membro della Giunta. Ora, parlando, volendo discutere, non è che discuta con quei Signori, perché discutere con quegli speculatori è tempo sprecato, è fiato sprecato, però io penso che questa lettera sia un affronto al Consiglio, perché voi direte: "a noi non ci riguarda, noi siamo i bravi, la lettera è contro la minoranza", ma, come diceva bene il Consigliere Marcoz, noi facciamo parte del Consiglio e, quindi facciamo l'ipotesi che noi domani fossimo in Giunta e che voi giustamente difendeste le finanze regionali dicendo: "un momento, i quattrini non diamoli sempre solo a quelli che ne hanno già tanti". Poi questo noi potremmo dirlo agli altri, a quelli là, i soliti, a quelli delle ville a Saint Pantaléon, visto! Pigliatevela con quelli... allora questa lettera potremmo mandarvela a voi.

Ora, io dico che se noi in Valle d'Aosta cominciamo a tollerare l'instaurazione di questi sistemi, non so dove andremo a finire. Anche per altre categorie si è discusso in Consiglio e non sempre si è accettato di dare il massimo, di dare tutto quello che volevano, ma nessuna categoria si è mai presa la licenza di inviare lettere del genere ai Consiglieri. Questo chi è che lo fa? Lo fanno quei Signori.

Io vi dirò: ha detto il Consigliere Germano che, per fare un mutuo di 3 milioni, quelli devono possederne 9 di immobili, ma mi pare che la legge prevede dei mutui fino a 30 milioni... perché se erano 30 milioni, volevo vedere dove erano i 90... Ad ogni modo questo dimostra la loro illimitata bramosia di denaro perché se ...(voce)... ma no, tu li conosci quei Signori, non sono tanti, saranno qualche dozzina qui ad Aosta, mica di più. Ripeto: non è il piccolo commerciante di Cogne o di Pont Bozet, o anche qui della periferia di Aosta, non sono quelli. Sono quelli che sono qui in testa a quest'Associazione, che noi conosciamo molto bene, che tutti conosciamo.

Allora mi diresti che questi Signori si sono fatti forse i miliardi, ma almeno centinaia di milioni come? Assessore Mappelli, sudando, tu nelle miniere e io nell'industria siderurgica, come abbiamo fatto noi? Come si sono fatti tutte queste palate di quattrini? Speculando! Speculando sulla pelle di chi? Anche sulla tua, Mappelli, come sulla mia, come su quella di tutti i cittadini: questa è la verità!

Ora, io termino chiedendo al Presidente del Consiglio di accettare questo mio invito a voler precisare la situazione a questi Signori. Innanzitutto insegnando loro cos'è la correttezza. Prima cosa. In secondo luogo precisando che non è per colpa della nostra opposizione, perché, sia chiaro, quando la maggioranza vuol far passare le sue proposte, dell'opposizione se ne fa un baffo, perché - e ne abbiamo un esempio molto recente, di oggi - noi mettiamo ai voti e naturalmente, mettendo ai voti, la maggioranza ha ragione magari di un solo voto di più, allora dimostra che della disapprovazione o dell'opposizione se ne fa due baffi. Innanzitutto quindi non devono fare queste lettere né condannando noi e neanche disapprovando l'azione di un membro della Giunta che aveva accettato il rinvio per il riesame. Questa è la prima cosa: invitare quei Signori a una certa correttezza, a una certa educazione. In secondo luogo precisando anche che se la questione è stata rinviata, lo è stata su richiesta di un membro della Giunta. Non so se lei può accettare questa proposta.

Montesano (P.S.D.I.) - Io le do immediatamente una risposta. Quello che interessa il Presidente del Consiglio è che il Consiglio nella sua globalità sia rispettato qualunque sia la decisione che esso va a prendere. Non posso quindi entrare in merito nella disamina delle ragioni per le quali il provvedimento è stato approvato nel passato, ma posso, effettivamente, come lo farò, invitare l'Associazione Commercianti per il futuro a non esprimere giudizi sul Consiglio regionale qualunque esso sia. Questa è una difesa dell'istituzione dell'Assemblea legislativa della Valle d'Aosta, ma il Consigliere Manganoni comprende bene che io non posso entrare in merito a quanto avvenuto nel passato. Io posso prendere una posizione di difesa, in modo generico e generale, com'è doveroso, di tutto il Consiglio regionale. Questo io lo farò perché esiste qui un'espressione che a me, effettivamente, come Presidente del Consiglio, ha colpito: quella della deplorazione, la deplorazione è del Consiglio in genere. Ora, si può deplorare un giorno la maggioranza, un altro giorno la minoranza perché, a mio avviso, ci può essere un'altra Associazione che può deplorare la maggioranza, o deplorare... io vedo quindi questa cosa in questo senso. Rendetevi però conto che io non posso entrare in merito all'articolazione della discussione, dell'espressione del voto, ma posso fare soltanto una lettera generica all'Associazione Commercianti. Questo è quello che vi volevo dire a difesa non delle persone, degli schieramenti, o delle idee che sono qui state espresse, ma a difesa dell'espressione unitaria e rappresentativa del Consiglio.

Manganoni (P.C.I.) - Se poi lei vuol mandare una copia delle mie dichiarazioni che io ho fatto qui, io la autorizzo.

Montesano (P.S.D.I.) - (voce) ...oh, no, questa la posso tenere per... no, gliela restituisco. Di chi sono quelle che mi hanno dato? Una del Consigliere Fosson. Tutte e due? Benissimo. Allora si prosegue nella discussione.

Casetta (P.C.I.) - A parte il buon gusto di sollecitare dichiarazioni a certi tipi che, purtroppo, presiedono alcune Associazioni nella nostra Regione, supposizioni poi per speculare su che cosa? Supposizioni che poi la maggioranza accoglie, ritiene buone, ritiene valide, il che ci fa pensare, ci fa ribadire che la nostra opposizione si dimostra mai come su questo campo costruttiva, perché quelle ore che abbiamo speso per dibattere questo problema, che ci è stato portato in esame al Consiglio regionale, sono ore spese bene. A parte la veemenza delle frasi o l'interpretazione che adesso si vogliono anche artatamente dare, perché poi sono due le Associazioni che hanno preso posizione su questo: una è l'Associazione Commercianti, che ha anche sprecato la carta a mandarci la lettera; l'altra è l'Associazione Industriali, più prudente, che ha risparmiato la carta e ha solo pubblicato la foto del suo Presidente sul giornale "La Région". Il discorso però diventa serio quando ci accorgiamo che nelle nuove proposte che ci vengono oggi formulate parte di quelle cose che noi ci siamo sfiatati a dire durante quel giorno sono state accolte. È chiaro però - e questo deve essere riconfermato - che questo sistema non è il migliore per aiutare lo sviluppo del settore distributivo: vi sono, infatti, carenze molto più gravi in questo settore.

A differenza del Collega Manganoni, io vedo nell'applicazione di un piano regionale, collegato se volete al Piano nazionale, un passo in avanti per coprire le carenze in questo settore. Mi viene in mente quel proverbio piemontese che dice: "noi stiamo approvando un provvedimento che è come un impacco su una gamba di legno".

L'urbanistica, le licenze, l'elefantismo del settore distributivo... se voi pensate che ad Aosta città solo i bar sono 187, gli abitanti sono 30.000, vi sono 27 clienti per ogni licenza, nella nostra città morirebbero tutti di fame. C'è un elefantismo tale in questo settore che è veramente impressionante e tutti questi guai concorrono a portare in avanti in modo più disastroso la situazione del settore distributivo, ma questi problemi dormono sonni beati nel cassetto dei programmatori regionali, non se ne parla più.

Dal mese di agosto dell'anno scorso, data in cui è stata approvata una legge, siamo poi tornati a marzo in Consiglio, adesso non se ne sente manco più parlare. Doveva essere nominata per decreto la Commissione della programmazione, ma niente da fare: tutto tace. Non parliamo poi degli studi: avremo modo di parlare di tutte queste questioni perché abbiamo preparato una mozione che presenteremo in Consiglio. Chiaro è che però quella nostra giornata di dibattito è servita perlomeno a portare questo provvedimento a un livello io dico ragionevole, di buon senso.

Noi l'altra volta avevamo fatto una richiesta: quella di includere in questa legge il Movimento Cooperativo. Non parlo più come Presidente della "Valdostana", parlo come Consigliere regionale, ma perché dico questo? Perché il discorso non vale per la "Valdostana" come allora si vedeva limitatamente il problema. A Hône c'è una Cooperativa di consumo, a Pré St. Didier ce n'è un'altra, a Champorcher ce n'è un'altra: sono tutte aziende che operano nel settore commerciale della nostra Regione. Se noi non inseriamo il Movimento Cooperativo in questo provvedimento, se noi lo escludiamo, escludiamo non quella che può essere un'azienda, di un certo tipo, di una certa dimensione, ma corriamo il rischio di tagliar fuori tutte le piccole aziende che operano nel settore distributivo della nostra Regione, al che io ribadirei la richiesta perché venga generalizzata, come provvedimento, anche per quel tipo di azienda.

Benzo (D.C.) - Ritengo opportuno rispondere subito alle domande che ha fatto il Consigliere Germano in quanto mi permettono di rimettere sul giusto binario e ridare alla verità, che è sempre una, la sua faccia normale.

Nell'ultima seduta del Consiglio l'Assessore Colombo ha detto che aveva richiesto una revisione in Giunta del provvedimento. Il sottoscritto, come doverosamente ha dovuto fare, ha richiesto il riesame del provvedimento alla Commissione consiliare permanente, l'unica differenza sta in questo, tant'è vero che è stata passata sia alla Commissione consiliare permanente per l'Industria e Commercio che in Giunta successivamente, come dichiarato in Consiglio. Ciò indubbiamente - mi permetto di dirlo al principio e lo ripeterò alla fine - sta a dimostrare, non come dice il Consigliere Manganoni che la nostra maggioranza non tiene in considerazione - e lo dissi già nella seduta precedente - i pareri e quanto l'opposizione porta come contributo, tutt'altro, questa è la dimostrazione, caso mai, che, da quanto è emerso, il sottoscritto non era del tutto concorde, preoccupato, indubbiamente, di quello che poteva essere un giusto riesame, riesame che è stato effettuato in sede di Commissione consiliare e successivamente, come richiesto, dal collega Assessore Colombo, all'esame della Giunta che ha fatto queste proposte. Questa è la prima risposta.

Per la verità storica - permettetemi un piccolo preambolo perché sennò potrebbe sembrare che l'altra volta gli agnellini foste stati voi e noi i lupi mannari -, non è del tutto così perché non solo i verbali testimonieranno quanto è stato detto - evviva Dio che ci sono verbali, fra qualche tempo, quando saranno stilati, si vedrà che cos'è stato detto in quella seduta -, io ho qui degli appunti scritti precisi, dove per l'industria non dico che voi faceste delle proposte come quelle che sono state in oggi dalla Giunta regionale... no, tutt'altro perché il plafond dei 50 milioni era molto alto e la questione degli interessi totali era stata negata.

Per i commercianti c'era stata da parte dei quattro intervenuti - e permettetemi di non far nemmeno i nomi, ma sono due del Gruppo consiliare dell'Union e due del Gruppo del Partito Comunista - una negatività per l'estensione del provvedimento, negatività, ripeto, che risulterà dagli atti e dai verbali.

Non parliamo del Consigliere Manganoni, che indubbiamente era stato molto chiaro, aveva detto tout court, me lo sono anche scritto in grosso: "industria sì, commercio no", ma commercio in senso generale! Perché, permettetemi, tutto questo lungo dibattito odierno, questi interventi, hanno confermato la tesi che noi stiamo proponendo al Consiglio regionale un provvedimento a favore dei piccoli e medi commercianti. Questi grandi commercianti, che indubbiamente esistono e di cui si parla, se aveste seguito un po' di più, se il Consigliere Germano - che di solito è molto diligente nella ricerca di dati statistici - avesse approfondito un pochino, ed è un bene, perché avere una visione statistica delle cose è il primo passo in campo politico -, il fatto di dividere esattamente i commercianti avrebbe permesso di vedere che noi questo provvedimento lo facciamo proprio per i piccoli e medi commercianti. Perché questo? Perché, in base ai titolari suddivisi per classe di contribuzione in base al reddito al 1° agosto del 1966, l'ultimo reddito che possiamo aver accertato, è vero che della classe da 0 a 1 milione sono 2.124, della classe da 1 a 1 milione e mezzo sono 162, ma i 159 dal milione e mezzo ai 3 milioni mi sono premurato di dividerli ancora per vedere. Esattamente la divisione è questa: stando alla cifra che la Giunta propone di reddito fino a 2 milioni, ci sono solo più 21 aziende; le più grandi, se così volete chiamarle, sono esattamente 129, cioè i redditi che superano i 2 milioni, da 2 a 3 milioni, quelli che sono esclusi dal nostro provvedimento, sono 129. In totale quindi noi favoriamo questi 2.124 + 162 che già aveva preso in esame lei, Consigliere Germano, e in più ci sarebbero questi 21 da 1 milione e mezzo a 2 milioni. Come vede, il rapporto non cambia e non sono poche decine: sono ben 129 i commercianti che superano il reddito dei 2 milioni e non diciamo qui che sia elevatissimo, ma sappiamo cosa sono le denunce dei redditi, quindi su questo piano penso che concordiamo.

L'altra domanda che mi è stata fatta, se non sbaglio, Consigliere Fosson, e con questo rispondo già anche a lei, perché non è che lei fosse così favorevole - mi permetto di dire, si rileggerà i verbali - al provvedimento, specie per i commercianti, perché lei è sempre stato, per una questione di principio, per una richiesta di una percentuale sia pur minima di interesse. Come lei ha visto, già in allora la Giunta regionale riteneva che se si vuole veramente incentivare - questo è il modo che noi riteniamo per poter fare questi interventi di politica economica -, fosse sufficiente il pagamento che hanno e che è abbastanza forte, come hanno già gli artigiani delle spese dei bolli, che rappresenta su questa cifra di 3 milioni 139 mila lire. A un certo momento quindi non riteniamo, come Giunta, di accettare, come non è stata accettata, questa proposta di pagamento degli interessi.

Per quanto riguarda la questione della proposta dei 3/4 e 1/4, sia pur minima, Consigliere Fosson, la Giunta propone questo provvedimento nella misura che ho esposto antecedentemente.

Consigliere Germano, lei sostiene che questo provvedimento non è quello più giusto. Se fossimo capaci di fare la vera giustizia in tutti i provvedimenti che il Consiglio regionale prima, oggi e domani approverà, saremmo degli esseri perfetti. Tutto è perfettibile a questo mondo, lei me lo insegna, quindi, se sarà il caso, se emergerà che queste ditte... non è così semplice, ma noi ci auguriamo di favorire e di incentivare queste piccole aziende commerciali e industriali, ma, a un certo momento, se si dimostrerà la necessità di perfezionare ancora i provvedimenti, com'è già stato fatto in altri anni per gli stessi provvedimenti, lo si farà.

Consigliere Manganoni, le ho già detto che questo provvedimento noi lo riteniamo opportuno proprio per le piccole e medie imprese sia industriali che commerciali. C'è stato un dibattito fatto prima a Milano e poi a Torino sulle piccole e medie aziende industriali e commerciali - all'ultima seduta era presente il Ministro Tolloy -; abbiamo visto che il Governo nazionale, effettivamente, si muove su questo piano e con gli intendimenti che abbiamo anche noi. Non dico che questo provvedimento sia l'optimum, però noi riteniamo in questo modo di favorire le piccole e medie imprese industriali.

La Giunta regionale tiene moltissimo alla programmazione regionale, tant'è vero che sono già stati nominati i rappresentanti di questo Comitato consultivo, che sarà la forza operativa, e verrà a sua volta creato l'Ufficio del piano sulla base degli studi precedenti, sulla base delle direttive che il Comitato consultivo e gli esperti daranno. Indubbiamente in tal modo potremo avere una visione più unitaria, più completa e più precisa di tutto il problema che interessa l'economia della Regione.

Consigliere Casetta, in queste nostre modificazioni alle norme sui contributi alle piccole e medie aziende, trattandosi di aziende commerciali e industriali, indubbiamente le Cooperative - lei mi insegna - sono delle aziende commerciali, quindi non c'è questa esclusione di cui lei parla. Le Cooperative sono delle aziende commerciali per me, quindi, non c'è questa esclusione, noi non abbiamo ritenuto di inserirle esplicitamente.

Per quanto concerne le proposte fatte dal Consigliere Fosson, ribadite dal Consigliere Germano, quindi la Giunta regionale ritiene di mantenere il provvedimento così com'è, perché lo ritiene appena sufficiente per quanto riguarda le piccole e medie imprese industriali. Indubbiamente, non è che l'estensione del primitivo provvedimento... e se è vero che già precedentemente sino a 6 milioni c'era questo pagamento totale di interessi, se vogliamo veramente favorire l'occupazione operaia, non dobbiamo avere il timore o giocherellare intorno a una richiesta di contributo di pagamento. Io sono dell'avviso che il costo del denaro, come diceva il Consigliere Fosson, debba essere sentito, ma è già sentito, ripeto, proprio per le pesanti spese che ci sono: normali per i mutui e di tasse camerali per quello che riguarda anche la categoria dei commercianti.

La Giunta quindi ribadisce la validità di questo provvedimento così come portato all'esame del Consiglio.

Fosson (U.V.) - Io non vorrei proprio fare della polemica con l'Assessore Benzo su quanto abbiamo discusso l'altra volta, perché lei ha detto: "uno non era favorevole per questo, l'altro non era favorevole per quello", riprendendo certamente quelle stesse affermazioni fatte dalle categorie che hanno dato una patente di elogio a lei... sì, probabilmente sollecitata, tanto sappiamo che oggi si sollecitano così le categorie, ad ogni modo io escludo questa polemica. Sono stato molto obiettivo l'altra volta, sono stato molto obiettivo quest'oggi e cerco di rimanere su questo terreno. Ora, se si è sbagliato una volta a dare quei mutui fino a 6 milioni con il pagamento totale degli interessi, c'era la possibilità adesso, proprio creando un plafond più alto, portandolo a 10 milioni, di sanare quella cosa che non è certamente stata positiva. Guardi, io le ho parlato di fare un elenco e di darlo a tutti i Consiglieri, di tutte le industrie medie o piccole che hanno avuto i mutui durante questi anni e poi vedremo. Non mi interessa di averlo adesso, mi interesserà di averlo dopo, completo; ad ogni modo, vedremo che per la questione occupazione operai e tutto questo non ha dato nessun risultato in questo senso. Io non dico che non serva, intendiamoci, non fatemi dire delle cose che non ho detto e che non dico, però non è servito certamente per gli scopi che si erano prefissi.

Si sono dati questi mutui, è necessario darli, ma adesso, aumentato il plafond ai 10 milioni, io dicevo che sarebbe stato bene di sanare questa cosa sancendo il principio che pagassero un minimo di interesse. Non si vuole arrivare a questo? Allora si lasci almeno il plafond, con il pagamento totale degli interessi, alla delibera di prima: ai 6 milioni, almeno questo! Non di aumentare sino ai 10 milioni pagando completamente gli interessi. Lei ha detto: "a un certo momento dobbiamo fare in modo che il costo del denaro sia più conveniente", ma mi pare che con queste proposte la convenienza ci sia. Io ho avuto occasione di parlare con alcuni di quelli che hanno usufruito persino dei mutui e mi facevano questa riflessione: c'è della gente che non vuole passare i 6 milioni perché sino ai 6 milioni gli interessi li paga completamente la Valle. Se c'è però un qualche industriale che ha l'occhio che vede un po' più lontano, non ha la convenienza di prendere i 6 milioni col pagamento totale degli interessi perché con queste condizioni di interessi ha la convenienza di prendere il massimo possibilmente e questo anche pagando una quota di interessi, perché, pagando una quota di interessi sul massimo, ha sempre un vantaggio superiore di quello che ha l'interesse totalmente pagato su una somma più bassa.

A parte questa parentesi, io dico: "quando noi mettiamo un minimo interesse, come principio c'è la possibilità di venire incontro a tutti in un'altra forma". Si può diminuire quella famosa imposta camerale, la stessa cosa controbilancerebbe a vantaggio di tutti questo affare. Io insisto quindi per quelle ragioni che ho detto su queste proposte, perfettamente cosciente che con questo noi non andiamo contro gli interessi delle categorie, ma creiamo solo un principio di giustizia che dovrebbe essere tenuto presente dall'Amministrazione regionale.

Stamattina sentivo l'Assessore Bordon che diceva quando si parlava dei 5 o 6 milioni in più che avrebbero gravato sul bilancio per le pensioni agli anziani: "eh, però a un certo momento bisognerà pure che ci fermiamo perché non si potrà dire sempre: "sì" a una cosa e all'altra, perché io, come Assessore alle Finanze, devo preoccuparmi". Ora, bisognerebbe preoccuparsi anche in questo momento, perché non c'è solo da preoccuparsi in dati momenti e non preoccuparsi in altri, quindi bisognerebbe tenere sempre presente questo. Io quindi ribadisco le cose che ho detto prima.

Germano (P.C.I.) - Lascio stare la polemica, però, quando l'Assessore Benzo dice: "tutto è perfettibile", "non tutto è perfetto", io concordo. Il problema però è che, quando ci troviamo qui a discutere e facciamo delle proposte che sono ragionevoli, quindi sono un pochino più perfette, queste proposte non vengono accettate. Ora, vediamo quello che ha proposto il Consigliere Fosson, che sostiene, se si deve dare un aiuto, di ridurre l'imposta camerale, che è una cosa che va a beneficio di tutti.

Io ho detto prima: i mutui a chi vanno? Solo a quelli che hanno già. È più giusto dare a quelli che hanno già o aiutare tutti? Mi pare che, se non si fa il dialogo fra sordi, il discorso non dovrebbe essere difficile, perché se diciamo: "aiutiamo tutti", costa "X" alla Regione, se aiutiamo solo quelli che ne hanno già, costa la stessa "X", si tratta di utilizzare le provvidenze nel modo più giusto. Quando vi si fa la proposta, voi non dite: "non è giusto quel modo", voi dite: "noi abbiamo proposto questo e facciamo questo".

Quando ho sostenuto di ridurre al miliardo e mezzo, non è stata mica una grande cosa, ho poi guardato le cifre, sono 20. Se la Mutua Commercianti ha stabilito il criterio 0-1 milione; 1 milione-l milione e mezzo; 1 milione e mezzo-3 milioni, è perché con l'esperienza che ha, perché sono commercianti che si autoamministrano, hanno suddiviso i grossi dai medi e dai piccoli in questo modo. Si tratta poi di un'entità, come ho già detto, di 20 aziende commerciali, ma perché non si può accettare questo? Se gli altri hanno ritenuto già di fare così, facciamolo anche noi. Sono commercianti che si amministrano fra di loro e che si classificano loro in questo modo per pagare una determinata aliquota. Sono loro che dicono: "tra di noi, quelli che sono grossi sono quelli che hanno un imponibile che va da 1 milione e mezzo a 3 milioni". Allora mettiamo quel limite, è una piccola cosa, non cambia mica niente.

... tutto non è perfettibile... Circa le Cooperative, se è d'accordo, come ha dichiarato, che le Cooperative sono aziende commerciali, menzioniamo anche le Cooperative come fanno le leggi nazionali che le riportano, e inseriamo la dizione: "le imprese industriali e commerciali e le Cooperative". Non è mica una cosa che cambia... l'ha affermato lei, ha detto che le Cooperative sono comprese e allora mettiamole! Allora, che il dialogo, se si fa in questo modo, diventi un dialogo comprensibile. Si fa qualche cosa nel senso di un'Amministrazione che non sarà perfettissima, tra maggioranza e opposizione ci si sforza di fare meglio; se invece non teniamo conto per niente, solo quando ci sono i grandi fatti, allora si capisce che è più difficile.

Io direi che la Giunta ci deve riflettere. Le proposte fatte non sono distanti, sono abbastanza vicine, se si riesce ad arrivare a un accordo, è un bene; se non si arriva, siamo costretti a presentare degli emendamenti e voteremo su di essi. Io non è che voglio trascinare fino a domani. Penso, Presidente, che stasera, alle 8 potremo terminare i lavori.

Manganoni (P.C.I.) - Solo una domanda: ogni mutuo di 3 milioni per quanto grava sulla Regione? La Regione cioè cosa paga per ognuno di questi mutui di 3 milioni?

Benzo (D.C.) - Innanzitutto chiedo venia che non ho risposto prima alla domanda fattami dal Consigliere Fosson su quante erano le imprese industriali, le piccole e medie imprese che avevano usufruito dei precedenti benefici. Sono molto poche, Consigliere, mi stupisce che lei non lo sapesse. Non so, forse lei non c'era, ma siccome è stato supplente per un certo periodo: sono 2 nel 1963, 7 nel 1964, 5 nel 1965 e 12 nel 1966. Se poi volesse tutti i nomi, ci sono, non ho nulla in contrario a fornirglieli.

Fosson (U.V.) - Non ho chiesto il numero, ho chiesto che si mandi ai Consiglieri l'elenco nominativo perché ho detto anche che, vedendo i nomi di chi ha usufruito di questi mutui, i Consiglieri si renderebbero conto di chi ha usufruito di questi mutui.

Benzo (D.C.) - Sono lì negli uffici agli atti. Farò fare delle copie quando lei lo desidera questo, le ho detto il numero perché... gli importi annuali degli interessi pagati da parte della Regione sono stati: 1.665.000 nel 1963, 11.489.000 nel 1964, 7.321.000 nel 1965 e 19.794.000 nel 1966. Come lor Signori vedono, non sono delle cifre molto elevate.

Per quello che riguarda, ripeto ancora, il numero totale, la richiesta fatta dal Consigliere Fosson, pensate che con queste cifre che ho dato prima, in base al reddito di 2 milioni, sono 2.048, cioè la totalità delle piccole imprese commerciali che vengono a beneficiare di questo provvedimento. Non dimentichiamo sempre, come per il provvedimento per l'industria, che questi sono mutui su garanzie reali e personali di coloro che li chiedono, quindi c'è già anche, da questo punto di vista... in più la Regione, la Giunta si è riservata di vedere, appunto, di favorire veramente quelli che si trovano in aree depresse, in modo che non ci sia questa corsa al contributo. Non sarà facile perché, siccome dipenderà dall'Istituto di Medio Credito, non è che sia una prassi molto semplice.

Per quanto riguarda quindi la proposta fatta, che il Consigliere Germano chiama "proposte ragionevoli"... la proposta può essere ragionevole dal suo punto di vista. La Giunta ha maturato la dimostrazione che, pur non accedendo alla totalità o alle negatività, come ho detto prima, per non ripetermi, precedentemente espresse... d'altronde risultano agli atti, dai Consiglieri di opposizione... ho piacere di vedere che il provvedimento che la maggioranza ha riesaminato in sede di Commissione consiliare e in Giunta... ha maturato con dati statistici, avendo a sua disposizione tutto quello che poteva essere... considerando anche l'impegno di spesa, viene riproposto nella stessa misura, con la stessa considerazione.

Per quanto riguarda l'ultima domanda che mi ha fatto il Consigliere Germano, cioè se in questo provvedimento sono comprese le Aziende cooperative, ripeto, lo dissi prima, io sono sicuro che le Aziende cooperative sono Aziende commerciali. Io non avrei nulla in contrario ad aggiungere la parola "Cooperative". Per me il provvedimento era valido, mi pareva di essere stato molto chiaro. Se la parola serve a tranquillizzarvi su quell'aspetto, nulla osta che venga messa per quanto mi concerne.

Montesano (P.S.D.I.) - Dove viene aggiunta?

Benzo (D.C.) - Viene aggiunta dopo "società commerciali". Noi eravamo già in quello spirito, tant'è vero che in sede di Giunta e di maggioranza se ne era parlato, ma se vogliamo fare questa precisazione, la possiamo fare... io le ho sempre risposto, quindi rispondo anche a questa: l'ammontare di interesse sul contributo di 3 milioni nei 5 anni dovrebbe essere esattamente di 1 milione e... no, scusi è su 6 milioni, che è 1 milione e... dovrebbe essere 750 mila lire alla Regione. Si fa presto anche a fare il calcolo sul 5%: sono 746-747, sì, sono esattamente 702.000 al tasso del 7%, 597 mila al tasso del 6% e 498 mila a tasso del 5% e noi stiamo sul 6%. Mi pare con questo di aver esaurientemente risposto. Ribadisco che la Giunta concorda con il sottoscritto sull'accettazione - e del resto, ripeto, era implicita, perché era già nella mia dichiarazione - dell'aggiunta della parola "Cooperativa" e ripresenta il provvedimento nella stessa misura.

Marcoz (U.V.) - Sarò brevissimo. Tra gli scopi che l'Assessore Benzo aveva addotto a giustificazione di questi interventi c'è quello - io non so se sia molto convinto - di una maggiore occupazione operaia. Io mi limito a parlare adesso del commercio, lui ha sentito che molti di noi hanno dissentito e mi sembrava che fosse un po' meno titubante. Ho però sentito che ancora oggi lui torna a dire che, oltre agli altri scopi per cui siamo anche d'accordo, vuole dare aiuto a chi ne ha bisogno, perché ormai questa è la volontà dell'Amministrazione, ma torna a dire che questo aumenterà l'occupazione operaia ...(voce)... no, lei parla di tutti, è vero l'occupazione operaia anche per i commercianti. Io mi limito alla parte commercianti.

Ora, siccome io penso di essere nel vero quando dico che, quando si approvano dei provvedimenti, è saggia norma poi controllare se questi provvedimenti hanno raggiunto gli scopi prefissati dall'Amministrazione, io prego - ed è non soltanto una preghiera, ma è anche proprio una richiesta - che anche negli anni futuri si torni ad adottare dei provvedimenti analoghi, perché ormai siamo su quella china. Allora io chiedo che l'Amministrazione - lo può fare con una certa facilità - faccia una piccola statistica della manodopera dipendente delle Aziende commerciali, poi, dopo che avrete attuato il vostro provvedimento, che faccia un'altra piccola statistica per vedere l'incremento della manodopera nelle Aziende commerciali: questa è una mia precisa richiesta. Almeno un'altra volta, invece di venir qui a dire: "io opino, l'altro non è del mio parere, è contrario...", eccetera, avremo delle statistiche e potremo discutere su questa materia con cognizione di causa.

Manganoni (P.C.I.) - Dai calcoli, coi mutui di 3 milioni, sono 150 mila al massimo, 1 milione e mezzo, circa sono 120 mila all'anno, coi mutui di 750.000 sarebbe 150 mila all'anno, ma, siccome possono essere più bassi, verrebbe circa 120 mila lire all'anno.

Allora, siccome qui nell'ultimo punto si dice che: "le imprese industriali e commerciali, trascorso un anno dalla data di estinzione del mutuo bancario agevolato, possono essere ammesse a fruire nuovamente dei contributi regionali di cui sopra", cosa succede? Che, dopo aver ottenuto il mutuo dei 3 milioni, dopo 5 anni è estinto; passato il sesto anno, fa un'altra domanda. Allora, queste persone hanno un utile da parte della Regione, perché la Regione gli paga gli interessi di 120 mila lire all'anno, che vuol dire 10 mila lire al mese. Con il fatto che alla scadenza del primo possono ottenerne un altro, cosa succede? Che la Regione, di fatto, dà a questi Signori, a questa categoria di cittadini 10 mila lire al mese fin quando campano, perché, scaduto uno, se ne chiede un altro e poi un altro. Allora io dico: come noi diamo 10 mila lire al mese fin quando campano, per tutta la loro esistenza, se vogliono - perché qui possono farlo e lo faranno, perché si tratta di pelare soldi alla Regione, i dritti lo faranno -, perché noi queste 10.000 lire non le diamo anche a tutti gli altri cittadini? Questa è la domanda che io pongo alla Giunta. Perché non lo date anche agli operai? Quei poveretti che prendono 50-60 mila lire al mese? Perché non lo date ai pensionati, quei pensionati a 15-20 mila lire al mese? Perché non lo date ai contadini, a tanti contadini, i quali non possono fruire di nessun'altra provvidenza di Maquignaz perché non possiedono delle case da sistemare, o altro. Allora, di fatto, noi cosa facciamo? Noi scindiamo i cittadini valdostani in due categorie: i privilegiati, che già sono privilegiati perché, per ottenere questo mutuo, devono già possedere, sennò i mutui non vengono loro concessi, allora a costoro noi diamo ancora 10 mila lire al mese per tutta la loro esistenza; agli altri invece, che non hanno e che non potrebbero contrarre dei mutui perché non possiedono niente, non diamo niente. Allora è giusto che qui cominciamo a fare discriminazioni fra cittadini? A quelli già abbienti diamo 10 mila lire al mese sempre - basta che questi lo richiedano - perché vedete cosa dice l'ultimo comma... Agli altri invece, che non possiedono niente, che campano con quelle miserabili pensioni, noi non diamo niente: questa è la realtà dei fatti! Ditemi che non è vero!

Benzo (D.C.) - Consigliere Marcoz, già l'altra volta avevo fatto la discussione ampia sull'incremento per quanto riguarda il provvedimento da me proposto e arrivava sino ai 10 milioni e permetteva l'insediamento di piccole e medie Aziende commerciali che avevano un'occupazione media sui 10 elementi. Ce ne sono già anche attualmente dai 5 ai 10 elementi, comunque quella statistica potrei benissimo dargliela, non l'ho portata qui, ma è caduta con la faccenda che siamo rimasti a 3 milioni.

Lei mi permetterà che quelle piccole e medie Aziende commerciali, che hanno un reddito di quel genere, sono a conduzione unifamiliare o col massimo di uno o due dipendenti; comunque, anche con un solo dipendente, moltiplicato per 2.000 aziende, sarebbero 2.000 persone, sarebbe troppo effettivamente. Ci voleva, si capisce, il pistolotto finale del Consigliere Manganoni. Mi permetta: avete un sistema magnifico, non l'ho detto prima, la Circe suadente della voce del Consigliere Germano e lei invece trasforma tutto quello che... tira acqua al suo mulino per quello che le interessa, l'aveva già fatto l'altra volta e si è ripetuto, ma non giova questa sua ostinazione ...(voce del Consigliere Manganoni)... sì, aveva detto le stesse cose, le ho segnate qua, guardi ...(voce del Consigliere Manganoni)... no, ma non è questione di cifre: è questione che questi che diamo sono dei mutui su garanzie reali e personali, noi vogliamo con questo - e parliamo della piccola e media industria - incentivare questa occupazione operaia e su questo piano siamo convinti di quello che facciamo, ne abbiamo discusso.

Mi permetta quindi di dirle che la sua demagogia finale noi non l'accettiamo e la Giunta ripropone... e chiedo al Presidente di mettere in votazione il provvedimento con quell'emendamento riguardante, ripeto, le Cooperative.

Manganoni (P.C.I.) - D'accordo, però l'Assessore non mi ha risposto...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganoni, la prego...

Manganoni (P.C.I.) - ... io gli ho chiesto: è vero o non è vero che questo vantaggio c'è per questi e non c'è per gli altri? Lei mi ha detto: "incrementiamo". Io non discuto sull'incremento o meno, ma è vero o non è vero che questi hanno 10 mila lire al mese e, se vogliono, possono averle fin quando campano perché allo scadere possono rinnovarlo e invece tutti gli altri cittadini, quei poveretti a cui ho accennato, pensionati, eccetera, non hanno un baiocco dalla Regione? Mi dica che non è vero! Lei mi dirà: "l'incremento". Mi dica tutti gli incrementi che vuole, ma i fatti sono questi: che quelli se pigliano 10 mila lire al mese, se vogliono possono averle per tutta la loro esistenza, perché voi gliene date la possibilità, ai più disgraziati invece niente. È giusto questo? Presidente, mi dica, io voglio sentire il suo parere.

Montesano (P.S.D.I.) - Io non esprimo pareri. La prego solo di... guardi, c'è la richiesta del suo Compagno, che dice: "guardi che poi io devo andar via", ha detto un momento fa.

(Voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora chiudiamo la discussione. Assessore Benzo, per favore, quali emendamenti vengono proposti? Mi pare che ce ne sia uno che è accettato: quello di aggiungere la parola: "Cooperative", l'altro lo formuli il Consigliere Fosson.

Fosson (U.V.) - Al punto 1): "per mutui da lire 1 milione a 10 milioni: contributo corrispondente ai tre quarti degli interessi dovuti sul capitale mutuato", quindi "ai tre quarti" invece che "all'ammontare totale".

Montesano (P.S.D.I.) - "Ai tre quarti degli interessi dovuti". Questo emendamento è sostitutivo del testo proposto dalla Giunta, va quindi messo ai voti prima l'inciso e poi l'emendamento: questa è la prassi che noi abbiamo sempre seguito. L'articolo del Regolamento del Consiglio dice precisamente questo: "se l'emendamento è aggiuntivo, si pone ai voti prima dell'inciso; se è soppressivo, si pone ai voti il mantenimento dell'inciso, se è sostitutivo - come questo - si pone ai voti prima l'inciso e poi l'emendamento.". Adesso vediamo... se l'inciso è mantenuto, l'emendamento cade, se è soppresso, si pone ai voti l'emendamento: questa è la previsione dell'articolo del Regolamento del Consiglio, non l'invento io.

Germano (P.C.I.) - Sì, ma noi non siamo contrari al provvedimento, però vorremmo una modificazione, che è questa proposta. Come facciamo? Non dobbiamo votare il provvedimento che... si veda se questa proposta...

Montesano (P.S.D.I.) - Deve essere messo ai voti prima questo. Siete d'accordo a voler mettere i 3/4? Ai voti? Io ve lo faccio anche, tanto è una cosa semplice, è una questione di...

Germano (P.C.I.) - Facciamo che mettere ai voti, se lo passa, si vota la deliberazione, non chiediamo neanche la votazione segreta.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi è a favore all'emendamento del Consigliere Fosson alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Risultato della votazione:

Consiglieri presenti e votanti: 28

Favorevoli: 12

Contrari: 16

Il Consiglio respinge.

Per quanto riguarda l'aggiunta al punto 1-b) della parola "Cooperative" dopo le parole "piccole e medie imprese commerciali", il tecnico, il Segretario fa presente che l'emendamento deve essere così formulato: "al punto 1-b), dopo le parole: "a favore di piccole e medie imprese commerciali", aggiungere le parole: "comprese le Cooperative commerciali aventi sede ed operanti in Valle d'Aosta". Sono tutti d'accordo su questo emendamento? Metto ai voti la proposta della Giunta. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti.

Il Consiglio approva l'oggetto n. 28 all'unanimità con 28 voti favorevoli.

Il Consiglio

- preso atto di quanto riferito dall'Assessore all'Industria e Commercio, Benzo, e concordando sulle proposte della Giunta;

- richiamata la deliberazione consiliare n. 72 in data 29 maggio 1957 ed a parziale modificazione e ad integrazione di quanto stabilito con detta deliberazione;

- ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventotto);

Delibera

di approvare le seguenti norme e condizioni modificative ed integrative della deliberazione consiliare n. 72 in data 29.5.1957, da applicare a decorrere dalla data della presente deliberazione:

il capoverso 1) del paragrafo A) della parte dispositiva della deliberazione consiliare n. 72 in data 29.5.1957 è modificato e sostituito dal seguente nuovo capoverso:

1-a) - a favore di piccole e medie imprese industriali, alle quali siano concessi - previa intesa con la Regione - da parte di Istituti di Credito Bancari mutui a scopo di rinnovo, ampliamento, ammodernamento e costruzione di impianti industriali, nonché per acquisto di macchinari, impianti ed attrezzi nuovi, i contributi regionali sono concessi sui mutui bancari, aventi durata non superiore ai cinque anni, nelle seguenti misure:

1) - per mutui da £. 1.000.000 a £. 10.000.000: contributo corrispondente all'ammontare totale degli interessi dovuti sul capitale mutuato;

2) - per mutui da £. 10.000.001 a £. 25.000.000: contributo corrispondente ai 2/3 degli interessi dovuti sull'intero capitale mutuato;

3) - per mutui da £. 25.000.001 a £. 50.000.000: contributo corrispondente alla metà degli interessi dovuti sull'intero capitale mutuato.

Le domande per la concessione di mutui agevolati saranno dalla Regione trasmesse agli Istituti di Credito ad avvenuto rilascio del parere favorevole della Giunta regionale.

1-b) - a favore di piccole e medie imprese commerciali, comprese le cooperative commerciali aventi sede ed operanti in Valle d'Aosta, alle quali siano concessi - previa intesa con la Regione - da Istituti di Credito Bancari mutui a scopo di realizzazione di programmi di apprestamento, di ampliamento e di rinnovo delle attrezzature, comprese le opere murarie necessarie per l'adattamento dei locali all'esercizio commerciale, i contributi regionali sono concessi, in misura corrispondente all'ammontare totale degli interessi dovuti sul capitale mutuato, per mutui bancari fino a lire 3.000.000 e di durata non superiore ai cinque anni.

Le domande per la concessione di mutui agevolati saranno dalla Regione trasmesse agli Istituti di Credito soltanto ad avvenuto rilascio del parere favorevole della Giunta regionale.

Per la priorità di giudizio sull'ammissibilità delle domande delle imprese commerciali, sarà tenuto conto dell'ultimo reddito annuo imponibile di R.M. accertato e definito a carico della Ditta, della natura dell'esercizio, della località di ubicazione e delle prospettive di sviluppo dell'azienda, con preferenza alle località depresse di montagna.

Sono escluse dalla concessione dei contributi regionali suddetti le imprese commerciali aventi un reddito annuo imponibile di R.M. superiore a lire due milioni, nonché le imprese alberghiere, per le quali è già prevista la concessione di contributi regionali ai sensi della deliberazione consiliare 10.12.1956 n. 156 e successive modificazioni.

1-c) - le imprese industriali e commerciali, trascorso un anno dalla data di estinzione del mutuo bancario agevolato, possono essere ammesse a fruire nuovamente dei contributi regionali di cui sopra.