Objet du Conseil n. 153 du 24 juin 1967 - Verbale
OGGETTO N. 153/67 - Legge regionale recante modificazioni alle norme della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6, concernente l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili. Variazioni al bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1967.
Con legge regionale 20 maggio 1964 n. 6, è stata autorizzata la concessione agli invalidi civili irrecuperabili, a decorrere dal compimento del 14° anno di età e a determinate condizioni, di un assegno mensile di assistenza integrativa regionale nella misura massima di Lire 15.000 mensili.
L'articolo 2 della citata legge dispone, tra l'altro, che non possono ottenere l'assegno mensile di cui sopra gli invalidi civili irrecuperabili che "siano ricoverati in Istituti assistenziali a carico della Regione o di altri Enti pubblici o Istituzioni e Associazioni private".
Sono quindi esclusi dall'assistenza gli invalidi ospitati ed assistiti presso i vari Rifugi od Ospizi dei vecchi funzionanti nella Regione.
La legge statale 6 agosto 1966 n. 625, recante provvidenze a favore dei mutilati e invalidi civili, prevede, tra l'altro, la concessione di un assegno mensile di assistenza nella misura di Lire ottomila agli invalidi di età superiore agli anni 18, nei cui confronti sia stata accertata una totale e permanente inabilità lavorativa, che versino in stato di bisogno e non fruiscano di pensioni o di altri redditi.
La citata legge statale prevede che l'assegno assistenziale sia corrisposto nella misura del 50% a coloro che siano ricoverati in Istituti che provvedano alla loro assistenza.
Allo scopo di uniformarsi al criterio previsto per questa categoria di invalidi civili assistiti dallo Stato (riduzione del sussidio assistenziale, non già esclusione del sussidio stesso) e anche allo scopo di dare la possibilità agli invalidi ricoverati in Rifugi e Ospizi per vecchi di disporre di una modesta somma per le minute necessità quotidiane, si propone che il Consiglio Regionale autorizzi la concessione a questa categoria di invalidi civili dell'assegno mensile di assistenza integrativa regionale nella misura ridotta del 50%, con decorrenza dal 1° luglio 1967. A tal fine, si propone di modificare opportunamente l'articolo 2 della legge regionale 20.5.1964 n. 6.
Tenuto presente che gli invalidi assistibili, ricoverati in Ospizi o Rifugi per vecchi, sono circa un centinaio, la proposta modificazione di legge comporterebbe una maggiore spesa annua di lire dieci milioni a carico del bilancio regionale (per l'anno in corso tale maggiore spesa è ridotta a Lire cinque milioni).
La spesa annua attualmente autorizzata per l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili ammonta a Lire 225 milioni, come risulta dallo stanziamento dell'apposito capitolo di spesa 470 del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1967, nonché dalla legge regionale 12 settembre 1966 n. 12.
Sino a tutto il 31 maggio u.s. sono state istruite ed approvate n. 1882 pratiche di invalidi da ammettere all'assistenza e si è provveduto a liquidare agli stessi i relativi assegni mensili di assistenza.
Continuano a pervenire numerose domande di assistenza e il competente Collegio medico deve ancora provvedere a numerose visite di accertamento dell'invalidità dei richiedenti l'assistenza.
Inoltre sono tuttora giacenti presso l'Assessorato competente vari ricorsi presentati da invalidi; ricorsi che debbono essere sottoposti all'esame della Giunta Regionale e che potrebbero essere accolti per l'ammissione all'assistenza.
In considerazione di quanto sopra, la spesa annua da sostenere risulta in effetti superiore a quella attualmente autorizzata in Lire 225.000.000, per cui occorre provvedere all'aumento dello stanziamento dell'apposito capitolo di spesa del bilancio sul quale grava la spesa per la corresponsione degli assegni assistenziali di cui si tratta.
La maggiore spesa annua derivante dal normale aumento del numero degli invalidi ammessi all'assistenza può essere prevista in circa Lire venticinque milioni per l'anno 1967 ed in Lire trenta milioni per gli anni successivi.
Tenuto anche conto della maggiore prevedibile spesa derivante dalla ora proposta concessione di sussidi assistenziali in misura ridotta a favore degli invalidi ricoverati non a carico della Regione o di altri Enti pubblici presso i locali Ospizi e Rifugi per vecchi (spesa di Lire cinque milioni circa per il secondo semestre dell'anno 1967 e di lire dieci milioni circa all'anno per gli anni 1968 e seguenti), occorre autorizzare e finanziare per l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili la complessiva maggiore spesa annua (in aggiunta all'attuale spesa annua autorizzata in Lire 225 milioni) di Lire trenta milioni per l'anno 1967 e di Lire quaranta milioni per gli anni seguenti.
È stato, pertanto, predisposto e viene sottoposto all'esame del Consiglio Regionale l'allegato disegno di legge regionale, in merito al quale l'apposita Commissione consiliare permanente di studio, nell'adunanza del 9 giugno 1967, ha espresso parere favorevole.
Si propone quindi che il Consiglio Regionale
approvi
l'allegato disegno di legge regionale recante:
"Modificazioni alle norme della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6, concernente l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili. Variazioni al bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1967".
---
Disegno di legge regionale n. 16
REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Legge regionale.............................. n. ...........: MODIFICAZIONI ALLE NORME DELLA LEGGE REGIONALE 20 MAGGIO 1964 N. 6, CONCERNENTE L'ASSISTENZA INTEGRATIVA REGIONALE A FAVORE DEGLI INVALIDI CIVILI IRRECUPERABILI. VARIAZIONI AL BILANCIO PREVENTIVO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO 1967.
Il Consiglio Regionale ha approvato:
Il Presidente della Giunta Regionale
PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
L'articolo 1 della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6, già modificato dall'articolo 1 della legge regionale 11 novembre 1965 n. 22 e concernente l'assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili, è modificato come segue a decorrere dal 1° luglio 1967:
"È autorizzata la concessione agli invalidi civili irrecuperabili, residenti e domiciliati in Valle d'Aosta da almeno cinque anni, - a decorrere dal compimento del quattordicesimo anno di età o alle condizioni e modalità stabilite dalla presente legge - , di un assegno mensile di assistenza integrativa regionale di Lire quindicimila.
L'assegno mensile assistenziale è corrisposto nella misura ridotta del cinquanta per cento agli invalidi ricoverati in Istituti che provvedano alla loro assistenza.
Agli invalidi che fruiscano di pensioni, assegni familiari o rendite di qualsiasi natura o provenienza, l'assegno assistenziale è ridotto in misura corrispondente all'importo mensile del trattamento già fruito; non è computabile né detraibile il solo assegno mensile di accompagnamento previsto a favore dei ciechi civili dalla legge regionale 11 maggio 1965 n. 4.
L'assegno mensile di assistenza è personale, non reversibile, e non può essere in alcun caso devoluto agli eredi dell'assistito.
L'assegno mensile di assistenza è concesso, revocato, ridotto o aumentato con deliberazione della Giunta Regionale, su proposta dell'Assessore regionale alla Sanità e all'Assistenza Sociale.
La concessione dell'assegno mensile di assistenza è subordinata all'accertamento dell'invalidità totale (al 100%).".
Art. 2
Il capoverso lettera d) dell'articolo 2 della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6 è modificato come segue, a decorrere dal 1° luglio 1967:
"a) siano ricoverati in Istituti assistenziali a carico della Regione o di altri Enti pubblici".
Art. 3
Per la corresponsione agli invalidi civili irrecuperabili degli assegni mensili di assistenza integrativa a' sensi della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6 e della presente legge, è approvata la maggiore spesa annua di Lire trenta milioni per l'anno finanziario 1967, in aggiunta alla spesa annua di Lire 225 milioni già stanziata al capitolo 470 del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1967.
La maggiore spesa annua di Lire trenta milioni di cui al precedente comma sarà imputata all'apposito capitolo 470 ("Spese per assistenza integrativa regionale agli invalidi civili irrecuperabili") della Parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 1967, al quale sono apportate le seguenti variazioni per il finanziamento della spesa di cui si tratta:
A) Variazione allo Stato di previsione della Parte ENTRATA:
- Lo stanziamento annuo del capitolo 6 ("Provento quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'art. 2 della legge 29.11.1955 n. 1179") è aumentata di Lire trenta milioni;
B) Variazione allo Stato di previsione della Parte SPESA:
- Lo stanziamento annuo del capitolo 470 ("Spese per assistenza integrativa regionale agli invalidi civili irrecuperabili") è aumentato di Lire trenta milioni.
Art. 4
Per la corresponsione agli invalidi civili irrecuperabili degli assegni di assistenza integrativa di cui al precedente articolo per l'anno 1968 e per i seguenti anni, sarà stanziata la spesa annua di Lire duecentosessantacinque milioni all'apposito capitolo di spesa dei bilanci di previsione della Regione per gli anni finanziari 1968 e seguenti corrispondente al sopracitato capitolo 470 della Parte Spesa del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1967.
Alla copertura dell'ulteriore maggiore spesa annua di Lire dieci milioni derivante a carico della Regione, con decorrenza dal 1° gennaio 1968 in poi, dall'applicazione della presente legge, si provvederà, per l'anno finanziario 1968 e per i successivi anni finanziari, con i maggiori proventi, già accertati nell'esercizio finanziario 1967, delle entrate di cui al capitolo 6 della Parte Entrate del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1967 ("Provento delle quote fisse di ripartizione, fra lo Stato e la Regione, delle entrate erariali previste dall'articolo 2 della legge 29 novembre 1955 n. 1179").
Art. 5
La presente legge entrerà in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
La presente legge sarà inserta nella Raccolta Ufficiale delle leggi e dei regolamenti della Regione Autonoma della Valle d'Aosta e sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Della promulgazione della presente legge sarà dato avviso nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.
Mappelli (D.C.) - La legge 20 maggio 1964 n. 6 prevedeva uno stanziamento di Lire 30 milioni. Si ebbe una prima modifica l'11 maggio 1965 portando lo stanziamento a L. 134 milioni; l'11 novembre 1965 lo stanziamento da 134 milioni fu portato a 169 milioni. Con la legge regionale 11 novembre 1965, n. 22 da 169 lo stanziamento fu portato a 171 milioni 400 mila lire.
Ora, voi vedrete che, oltre all'aumento, vi è una modifica che interessa soprattutto quegli invalidi ricoverati in Istituti e a questo emendamento ci pensammo molto in sede di Giunta, in sede di Commissione, nel senso che tutti coloro che erano ricoverati in Istituti non potevano avere questa provvidenza perché gli Istituti stessi ricevevano dei contributi da parte o dello Stato, o della Regione. A un certo momento, per quanto riguarda, ad esempio, il Rifugio dei Poveri, la Madre Superiore mi disse che diverse persone dell'allora maggioranza le avevano assicurato che avrebbero esaminato il fatto di venire incontro ai ricoverati se non totalmente, almeno in parte, tant'è vero che le domande furono inoltrate, vi furono dei riconoscimenti di invalidità e poi, appunto, per la previsione di legge, per quanto ho detto prima, non poterono invece usufruire della provvidenza.
Visto che in tutte queste leggi in genere si dà il 50%, abbiamo pensato di far bene, di fare il nostro dovere per questi vecchietti che sono ricoverati anche in questi Istituti, di rendere un po' più allegri gli ultimi giorni della loro vita dando loro qualche 50 lire per poter... non so: bere il quartino, fumare la sigaretta o comprarsi quelle piccole necessità riservate personali. Allora abbiamo proposto questo emendamento alla legge e nel contempo abbiamo previsto uno stanziamento che copra logicamente questa richiesta per la definizione di altre pratiche.
Germano (P.C.I.) - Io vorrei chiedere all'Assessore di sapere quanti fruiscono in Valle d'Aosta delle provvidenze previste dalla legge statale 6 agosto 1966, n. 625. Questo dovremmo saperlo perché per quelli che usufruiscono di questa legge penso che dovremmo solo integrare con la differenza. In secondo luogo vorrei sapere in quanto tempo e in quanti giorni è in grado di fornire al Consigliere richiedente gli elenchi degli assistiti suddivisi per Comune.
Artaz (P.C.I.) - Io vorrei solo chiedere all'Assessore a titolo di informazione: quando uno fa la domanda e viene riconosciuta la sua qualità, questo è sufficiente per prendere quel sussidio o ci vogliono altre cose, o si fanno altri accertamenti? Solo questo... se la famiglia ha mezzi o non mezzi, se è povera o non povera...
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Allora, Assessore, vuole rispondere, oppure rimandare la risposta.
Mappelli (D.C.) - Ci sono altri che hanno delle domande da porre? Allora, per quanto riguarda il Consigliere Germano, in base alla legge n. 625 del 6 agosto 1966, tale legge dello Stato non interviene quando ci sono già delle provvidenze da parte di altri Enti.
Ora, io ne ho parlato di questo e penso - questo è il mio punto di vista, poi può darsi che assieme troviamo un'altra strada e sarebbe meglio ancora - che noi in Valle d'Aosta, avendo la legge dello Stato che, qualora ci siano delle legislazioni regionali in favore degli invalidi civili, non prevede di concedere delle provvidenze perché è assorbibile, le strade da percorrere siano solo due: presentare un emendamento alla legge nazionale, oppure arrivare con il Ministero a un compromesso affinché, in base a un concordato, il Ministero versi qualcosa sul nostro bilancio per gli invalidi civili. Io non vedo altre strade, se vi sono altre strade possibili, tanto meglio, però, per quanto riguarda precisamente la legge dello Stato, io mi sono interessato di questa questione.
Il Consigliere Germano mi chiede gli elenchi degli assistiti suddivisi per Comune. Ora, io non so se lui vuole il numero o il nome con l'indirizzo, come da interrogazione con risposta scritta avanzatami dal suo collega Casetta.
Per quanto riguarda il nome con l'indirizzo, io l'ho già detto al Consigliere Casetta che gli avrei senz'altro dato una risposta in merito.
Artaz, quando uno...
Mappelli (D.C.) - Tu hai detto che è la stessa domanda fatta dal Consigliere Casetta.
Germano (P.C.I.) - ... ti dico la mia: nome, cognome, indirizzo per Comune.
Mappelli (D.C.) - Appunto, è uguale a quella del Consigliere Casetta, tu mi ha detto di sì, scusa... può darsi che io non ci veda.
Germano (P.C.I.) - Tu mi hai detto: come numero. No, non come numero. Voglio sapere chi sono.
Mappelli (D.C.) - Esatto. Visto che c'è già un'interrogazione con risposta scritta del Consigliere Casetta, io la esaminerò senz'altro e darò una risposta in quel senso.
Germano (P.C.I.) - Vorrei una risposta adesso. Insomma, un Consigliere può sapere chi sono gli assistiti dalla Regione?
Mappelli (D.C.) - Non arrabbiarti con me, guarda. Tanto io sono più pestifero di te. Stai tranquillo.
Germano (P.C.I.) - No, ma esaminerò la domanda.
Mappelli (D.C.) - Quando io ti domando: è uguale a quella? Tu mi dici di sì. Io ti ho detto: va bene, vuoi i nomi e cognomi, manderemo i nomi e cognomi.
Germano (P.C.I.) - In quanto tempo? Un altr'anno o fra 15 giorni, 10 giorni?
Mappelli (D.C.) - Appena possibile te li mando, te li manderò al più presto.
Artaz (P.C.I.) - Quando uno fa la domanda, ci sono richieste di informazioni?
Mappelli (D.C.) - Certo ci sono informazioni ai sensi di legge e sono le informazioni - qui il Consiglio è giusto che lo sappia - da parte dei Sindaci, dei singoli Comuni e dei Carabinieri. Su queste basi, logicamente, si esaminano le domande e si determina se accettarle o meno per la questione economica. Penso sia questa la sua domanda.
Artaz (P.C.I.) - In base a che condizione di famiglia le provvidenze sono concesse? Se una famiglia è abbiente, le concedono lo stesso? Quali sono le condizioni per determinare la concessione delle provvidenze?
Mappelli (D.C.) - Guarda, io ti dirò su che base attualmente le domande sono inoltrate in Assessorato, così per aver delle cifre, così è più chiaro, perché c'è la legge lì che determina molto chiaramente.
"Articolo 1: ... La concessione dell'assegno mensile di assistenza è subordinata all'accertamento della invalidità del 100 percento" ... ma non c'è nell'allegato 25...
"Articolo 2. Non possono ottenere l'assegno gli invalidi irrecuperabili che si trovino nelle seguenti condizioni:
a) usufruiscono di sussidi di assistenza e di pensioni di previdenza, di carattere continuativo, di importo uguale o superiore all'importo dell'assegno mensile determinato ai sensi dell'articolo 1 della presente legge;
b) abbiano un reddito individuale di importo uguale o superiore all'importo massimo di lire 15.000 dell'assegno erogabile pro-capite in base alla presente legge;
c) abbiano figli o coniuge, conviventi o non conviventi, che siano nelle condizioni di fornire gli alimenti a' sensi di legge;
d) siano ricoverati in Istituti assistenziali a carico della Regione o in altri Enti pubblici o Istituzioni e Associazioni private.", ed è qui al punto d) che modifichiamo la legge con l'emendamento.
"Art. 3
Per ottenere la concessione dell'assegno mensile di assistenza gli interessati debbono presentare domanda, su apposito modulo, indirizzata all'Assessorato regionale della Sanità ed Assistenza Sociale della Valle d'Aosta.
I titolari dell'assegno debbono trasmettere all'Assessorato regionale della Sanità ed Assistenza Sociale della Valle d'Aosta, nel mese di marzo e settembre di ogni anno, il certificato di esistenza in vita.
A carico degli inadempienti sarà sospesa l'erogazione dell'assegno.
Articolo 4..."
Montesano (P.S.D.I.) - Assessore Mappelli, vuole leggere tutta la legge?
Mappelli (D.C.) - È questo che mi ha chiesto!
Montesano (P.S.D.I.) - Insomma, in sostanza, ci vuole la moralità, il bisogno, l'indigenza per ottenere la concessione di queste provvidenze.
Artaz (P.C.I.) - Vorrei fare ancora una domanda semplice: nel caso in cui uno percepisca quell'assegno o quella pensione e non risponda a quelle norme di legge - non so come potrebbe avvenire: per sbaglio, per... così... - cosa pensa di fare l'Assessore?
Mappelli (D.C.) - Con una qualunque segnalazione da parte di Enti pubblici si può fare un'inchiesta e, se la segnalazione è fondata, la provvidenza viene revocata, difatti ci sono già stati dei casi in tal senso.
Artaz (P.C.I.) - Se ho capito bene, basta che, per esempio, la madre che percepisce l'invalidità ha un figlio che lavora... non so, alla Cogne o in un'impresa che non avrà più diritto a percepire l'invalidità.
Mappelli (D.C.) - Potrà percepirla perché la legge precisa che - guardate qui la legge è il metro di misura della valutazione in base, naturalmente, a quanto si ha sotto il naso - l'indennità non potrà più essere percepita quando esistano conviventi o non conviventi nelle condizioni di fornire gli alimenti a' sensi di legge.
Artaz (P.C.I.) - Quegli accertamenti chi li fa e come? I Carabinieri?
Mappelli (D.C.) - Il Sindaco di tutti i Comuni e i Carabinieri. Se vuoi sapere, noi abbiamo bocciato delle domande: le domande sono state 3.450, gli invalidi sottoposti a visita 2.984, quelli ancora da visitare 427, gli invalidi ammessi all'assistenza sono 1.882, gli assistiti alla data del 22 giugno 1967 sono 1.585 per diversi motivi, cioè casi di morte, quei casi che lei ha detto, perché ci sono dei casi in cui, a volte, esistono delle situazioni particolari; i ricorsi da definire per condizioni sanitarie sono 67, mentre per condizioni economiche sono 20, gli invalidi non al 100% sono 697. Per condizioni economiche, quello che diceva lei prima, sono 250. Per altri motivi, cioè residenza inferiore ai 5 anni, oppure succede che uno che ha diritto a questa pensione, avendo raggiunto i limiti di età, può ottenere la Previdenza sociale, può avere altri redditi, altre pensioni. Sono 50 i casi che sono stati respinti.
Artaz (P.C.I.) - Ho detto questo perché l'altro giorno, per puro caso, sentivo una discussione, - non faccio i nomi perché non li so neanche precisamente - di gente di Fénis che così discutendo dicevano: "ma strano che abbiano dato il sussidio a quella famiglia, a quella madre, in cui il padre, il figlio lavorano alla Cogne e percepiscono un reddito". Allora, in questo caso come sono avvenuti gli accertamenti?
Mappelli (D.C.) - Dammi un po' il nome, per gentilezza.
Montesano (P.S.D.I.) - Poi il Consigliere andrà dall'Assessore in separata sede.
Artaz (P.C.I.) - Sono in grado di darglieli poi. Cosa farà l'Assessore in questo caso?
(Voce) - ... come ha fatto a darlo?
(Voce) - ... questo è un altro mistero. Le vie del Signore sono infinite...
Germano (P.C.I.) - È vecchiotto, ma corrisponde alla realtà, è questo il guaio!
(Voci)
Germano (P.C.I.) - Il denaro pubblico è una cosa seria, caro Consigliere Berthet, e bisogna utilizzarlo nel senso e nella direzione giusta e non per motivi che possono essere elettorali! Ad ogni modo vedremo. Io vorrei soffermarmi un momentino su un'affermazione dell'Assessore cioè sul fatto che in Valle d'Aosta praticamente nessuno fruisce della legge dello Stato n. 625 del 6 agosto 1966.
Mappelli (D.C.) - Io parlo dei nostri invalidi civili...
Germano (P.C.I.) - ... ma ce ne sono degli altri?
Mappelli (D.C.) - ... non lo so, degli altri io non lo so, io parlo dei nostri invalidi, dei nostri assistiti, gli altri non mi interessano, abbi pazienza!
Germano (P.C.I.) - Tutte le leggi - almeno per l'esperienza che ho io - che noi abbiamo approvato sono state leggi integrative. Non so, noi abbiamo deciso di dare i libri alla Scuola Elementare nel momento in cui lo Stato è intervenuto con una sua legge e ha dato i libri alla Scuola Elementare. Noi non abbiamo più pagato questi libri, li ha pagati lo Stato. Ora, noi abbiamo preso la decisione di dare una pensione ai mutilati e invalidi civili quando lo Stato non aveva ancora deciso questa misura.
In data 6 agosto 1966, con la legge n. 625, lo Stato ha deciso di dare una pensione, penso che sia normale che tutti quelli che hanno diritto a questa pensione percepiscano questi soldi dallo Stato. La Regione potrà tuttalpiù dare un'integrazione, in modo che non siano diversi dagli altri, ma lo Stato versa la sua parte, come versa in tutto il resto del territorio nazionale. Noi diamo l'integrazione alla Mutua dei coltivatori diretti, come ad altre mutue, però lo Stato dà la sua parte, noi integriamo perché riteniamo che sia giusto, opportuno fare questo. Non è che diciamo: "non prendete il contributo dello Stato, il contributo ve lo diamo solo noi.", no, prendiamo dallo Stato tutto quello che si può prendere e integriamo. Ora, com'è questa situazione? A quel che mi risulta in Valle d'Aosta ci sono due persone, ma non sono sicuro, che prendono questa pensione dello Stato. Perché, se andiamo poi a guardare le cifre, perché tutte queste domande? Siamo a 1.800 riconosciuti. Siamo quasi al 2% di mutilati e invalidi civili nella Regione...
Mappelli (D.C.) - ...1,5 assistiti, 1.800 riconosciuti...
Germano (P.C.I.) - ... ad ogni modo, sono sempre cifre che non rientrano nella percentuale nazionale, cifre che sono molto al di fuori di tutto questo. Ora, come mai? Io ripeto: perché non usufruiamo della legge dello Stato, per quanto possibile, e risparmiamo dei soldi? Allora io mi domando come mai noi non usufruiamo di questa legge dello Stato?
Seconda questione: ci riserveremo quando avremo quell'elenco - credo al più presto possibile per poter controllare -, però guardate, vox populi, io non dico vox dei, però a me risulterebbe - dobbiamo provarlo - che si largheggia abbastanza e che addirittura arriviamo a dei dipendenti per conto terzi che prendono la pensione. Ora, questi non è che abbiano bisogno dell'aiuto degli altri. Addirittura guadagnano per conto loro e prendono la pensione. Se fosse vero, io non lo so e non voglio neanche affermarlo, voglio prima controllarlo, per questo ho chiesto gli elenchi.
Io ribadisco però la necessità che questa questione della legge dello Stato sia chiarita perché non credo che la legge dello Stato preveda che le Regioni che già danno la pensione continuino a darla loro, sennò anche per i libri avrebbero fatto così e noi neanche in quel caso avremmo usufruito della legge dello Stato. La legge dello Stato prevede che si dia la pensione ai mutilati, agli invalidi civili che possiedono i requisiti e la nostra legge deve integrare la legge dello Stato aggiungendo 7 mila lire di pensione regionale alla pensione dello Stato, per giungere a un totale di 15 mila lire, come tutti gli altri. Mi pare chiaro.
Mappelli (D.C.) - La nostra legge è assorbibile, lo sapete tutti, cioè se tu hai un altro reddito, ad esempio, gli assegni familiari, la nostra legge prevede che gli assegni familiari siano tolti. Uno deve avere non più di 15 mila lire al mese di reddito, se tu prendi gli assegni di qualche parente o affine invalido, la nostra legge prevede l'assorbimento di quanto tu hai già come altro reddito. Esattamente la stessa cosa avviene per la legge nazionale. È la legge che prevede l'assorbimento di altri redditi, perché, come dici tu, sarebbe chiaro: lo Stato dà 8 mila lire, noi ne daremmo 7 e il problema sarebbe risolto. Per poter far questo, bisogna però modificare la legge nazionale, oppure, d'accordo con il Ministero, addivenire a un compromesso, non c'è altra via, mi dispiace io non ne vedo altre: questa è la realtà. Per quanto riguarda gli elenchi, sì te li daremo.
Casetta (P.C.I.) - Vorrei portare il caso, così al limite. Se per necessità finanziarie dovessimo abrogare questa legge, lo Stato interverrebbe per i nostri pensionati?
Mappelli (D.C.) - Certo che interverrebbe.
Casetta (P.C.I.) - Allora in quel caso noi saremmo autorizzati a fare una legge integrativa della legge nazionale? Perché questa è la prassi.
Mappelli (D.C.) - Scusi, Consigliere Casetta, ma noi, oggi come oggi, non possiamo mica metterci lì a dire: "sospendiamo questa legge e poi, quando lo Stato riconoscerà la tua invalidità, concedendoti l'assegno di 8 mila lire, noi, come Regione, ti daremo la differenza"! Per noi esiste già questo problema, noi siamo già in queste condizioni. Essendo la nostra legge assorbibile, se lo Stato riconoscesse le invalidità, noi non saremmo in difficoltà, per quanto ci riguarda, perché, nella misura in cui interviene lo Stato con la legislazione o gli Istituti o altre fonti di reddito, noi automaticamente daremo la differenza. Noi, per quanto ci riguarda, siamo a posto, purtroppo è la legge nazionale che prevede che, qualora ci siano fonti di reddito provenienti da Istituti, Enti, eccetera, non si ha più diritto alla pensione di invalidità civile.
Ora, noi abbiamo solo due strade: o emendare la legge nazionale, oppure che, ad un certo momento, d'accordo col Ministero, si dica: "benissimo, abbiamo l'1-l'1,50 per mille, percento: dateci "X" lire in conto e noi siamo a posto amministrativamente". Al di fuori di questo - io, mi sono interessato, ne ho parlato a Roma - purtroppo, non c'è possibilità di venirne fuori perché la legge statale, come d'altra parte anche la nostra, prevede l'assorbimento di altri redditi.
Bordon (D.C.) - Perdonatemi se ripeto qualche volta le stesse cose. La posizione dell'Assessore alle Finanze qualche volta non è molto facile. Questo discorso l'abbiamo fatto con l'Assessore alla Sanità Mappelli lungamente perché è giusto quanto è stato detto qui dentro. Ad un certo momento con la legge regionale siamo partiti con uno stanziamento iniziale di 70 milioni. Adesso siamo a 300 milioni, però mi pare che la discussione sia questa e non si sa come venirne fuori.
Anche i cittadini italiani che risiedono in Valle d'Aosta avrebbero diritto a queste provvidenze e lo Stato gliele dovrebbe concedere come a tutti gli altri, perché queste provvidenze sono previste da una legge nazionale e, a un certo momento, questi nostri concittadini dovrebbero fare una domanda allo Stato per chiedere questi contributi, ma se essi già disponessero delle 15 mila lire che la Regione passa, lo Stato non darebbe più niente. Con l'Assessore Mappelli quindi si diceva: "dovremmo togliere le nostre provvidenze in modo da mettere quella gente in condizioni di poter scrivere che non ricevono neanche una lira". Non so se siamo stati sufficientemente chiari nel spiegarvi questo circolo vizioso che, effettivamente, ci mette in condizioni di non poter far niente. Tutti noi infatti riconosciamo che se noi non avessimo la nostra legge, lo Stato avrebbe dovuto dare questi baiocchi e la Regione li avrebbe economizzati e impiegati per altri lavori. Arrivati a questo punto non si sa come fare perché lo Stato sostiene che i cittadini valdostani hanno già le 15 mila lire che concede loro la Regione. È un assurdo, ma bisogna uscirne.
Marcoz (U.V.) - È molto semplice, Assessore Bordon, risolvere questo grande dilemma. Voi siete a contatto col Centro e sapete cosa ci vuole per istruire e portare in porto quelle domande affinché lo Stato dia a questi nostri concittadini le provvidenze previste in campo nazionale. È sufficiente che si adotti un provvedimento in cui si dica, per esempio, che tra 4 mesi la Regione non pagherà più e automaticamente la cosa va a posto. Gli assistiti non perderanno niente perché in questi 4 mesi continueranno a percepire, ma noi sappiamo che, decorso il termine di 4 mesi necessario per il disbrigo della pratica, loro come cittadini italiani avranno diritto a quell'assegno. Quando noi revochiamo le provvidenze per il futuro dando un largo margine, quindi noi automaticamente siamo a posto e non buttiamo più i milioni al vento come stiamo buttando.
Fosson (U.V.) - Io vorrei aggiungere, a quanto ha detto il Consigliere Marcoz che praticamente si potrebbe anche uscire dall'impasse in un altro modo. Noi, infatti, abbiamo adottato questo provvedimento quando ancora non c'era la disposizione nazionale per gli invalidi civili e nulla vieterebbe di variare - io adesso non ricordo nei particolari, quindi non vorrei dire una cosa non esatta - ma mi pare che già nella nostra legge era previsto che si concedeva la provvidenza in attesa che uscisse il provvedimento nazionale. Non sono sicuro in questo momento, non ho la legge sottomano, non vorrei dire una cosa per un'altra. Nulla vieta, però, che noi abroghiamo la nostra legge e approviamo un'altra legge che integri le provvidenze previste dallo Stato. Si supererebbe quindi l'ostacolo lo stesso, perché le provvidenze sarebbero concesse a tutti gli aventi diritto sulla base della legge nazionale e poi la nostra legge prevedrebbe delle integrazioni.
Filliétroz (U.V.) - Stavo facendo una considerazione: se passasse il principio che le provvidenze della Regione escludano quello dello Stato si arriverebbe, a un certo momento, a questa situazione: che lo Stato non interverrebbe più a pagare le pensioni dei coltivatori diretti perché i coltivatori diretti invalidi, a partire da 58 anni, percepiscono già l'importo dalla Regione. Cosa capiterebbe? Che fra 15-20 anni sarebbe la Regione a pagare tutte le pensioni per i coltivatori diretti.
Mappelli (D.C.) - Scusi, Consigliere Filliétroz, mi dispiace, ma le pensioni dei coltivatori diretti, non è lo Stato che le paga, siamo n
oi che le paghiamo coi nostri contributi, quella degli invalidi civili è invece una forma di assistenza.
Filliétroz (U.V.) - Ad ogni modo è lo stesso.
Mappelli (D.C.) - Non è lo stesso, le pensioni dei coltivatori diretti non è lo Stato che le paga, sono gli Enti che le pagano. Siamo noi che paghiamo, lo Stato a noi non dà niente e per i coltivatori diretti sai chi è che contribuisce? Il settore dell'industria. Noi minatori abbiamo avuto l'aumento dello 0,60% dal 1964 al mese di luglio sulla nostra paga oraria, per che cosa? Per l'adeguamento delle pensioni a favore dei coltivatori diretti: ecco è qui la differenza, mentre i coltivatori diretti - adesso cominciano a pagare anche loro - faranno una cassa che un po' alla volta camminerà da sola, quello degli invalidi civili è un contributo dato dallo Stato come il nostro ed è assorbibile.
Filliétroz (U.V.) - Qual è la percentuale dello Stato a favore dei coltivatori diretti?
Mappelli (D.C.) - Non lo so.
Filliétroz (U.V.) - E, allora, dici che lo Stato non contribuisce!
Mappelli (D.C.) - Sì, contribuisce nella cassa, ma è una cassa a sé, siamo d'accordo che contribuisce, però è una cassa, diciamo, di un Ente che si chiama I.N.P.S..
Marcoz (U.V.) - Signor Presidente, io, dopo aver sentito le osservazioni del collega Fosson, riprendo ancora il discorso. Effettivamente, sotto quella formula noi non avremmo neanche bisogno di preoccuparci di quale sia l'iter che impiega la pratica per consentire ai cittadini valdostani di ottenere la provvidenza, il sussidio, perché? Perché se noi abroghiamo la nostra legge e ne approviamo una di integrazione della legge dello Stato, questa integrazione sarà del massimo, cioè di 15 mila lire sino a quando lo Stato non darà la sua parte. Automaticamente, quando lo Stato darà la sua parte, l'importo della nostra parte si ridurrà. Facendo così non parliamo più di modificare le leggi dello Stato perché mai più vanno a modificare una legge dello Stato per venire incontro alla Regione Valle d'Aosta: quello non è nemmeno pensabile.
Sotto quella formula le idee mie e di Fosson combinavano, ma penso che la formula suggerita attraverso l'approvazione di una legge regionale di integrazione metterebbe a posto la cosa.
Montesano (P.S.D.I.) - Io vorrei dare una spiegazione su questo argomento. È giusto quello che dicono i Consiglieri Marcoz e Fosson nello scaricare alla Regione questa somma non indifferente per poterla poi scaricare sullo Stato sull'esempio ultimamente di quanto avvenuto per i silicotici, per i quali la Regione si è scaricata dell'onere relativo. Qui però siamo su una pensione la quale non è data come pensione di vecchiaia in cui l'elemento pacifico, l'elemento inconfondibile nella documentazione è l'età. Qui esiste un'invalidità che deve essere al 100%, invalidità che è accertata da una Commissione regionale.
Tutto quello che i Consiglieri propongono andrebbe liscio se la Commissione dello Stato, che può essere diversa da quella della Regione, venisse a confermare tutti i giudizi che sono stati dati da quei medici legali a cui la Regione si è affidata, non so se mi sono spiegato, perché non è un passaggio automatico dalla Regione allo Stato, no, lo Stato nomina la sua Commissione, la quale può essere diversa da quella della Regione, come lo sarà. Allora potremmo avere la sorpresa di invalidi giudicati dalla Commissione regionale invalidi al 100% che, andati a finire davanti alla Commissione statale, non vengano più giudicati invalidi al 100%. Naturalmente tutto è fattibile, ma io ho voluto, diciamo, rappresentare questa difficoltà perché i giudizi legali - lei è avvocato e la sa meglio di me - sono un po' elastici. La Regione in questo caso qui, quando è stato possibile, ha largheggiato.
Ora, il concetto in prospettiva che la Regione possa scaricarsi di un onere, di una somma per passarla allo Stato, perché la legge del 1966 è arrivata e quindi lo Stato deve assorbirsi le 8 mila lire, è un concetto che naturalmente deve essere perseguito dagli Amministratori e gli Amministratori valdostani possono, semmai, integrare quel sussidio, quella pensione dello Stato. Rimane però sempre il giudizio medico-legale: bisogna sperare che il giudizio medico-legale della II Commissione statale confermi il primo della Commissione regionale. Qui io ci metto un grosso punto interrogativo ...(voci)... tutto è fattibile, ho detto ...(voci)... no, questo è soltanto un avvertimento.
Manganoni (P.C.I.) - ... innanzitutto questo dimostrerebbe non molta serietà da parte delle Commissioni o di una delle Commissioni. A parte questa considerazione, le provvidenze che lo Stato non assorbe continuiamo a tenercele accollate noi, però un certo numero le assorbirà e noi ce le scaricheremo.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora io propongo -poi questa discussione è sfociata in una raccomandazione - che questa discussione sia portata come raccomandazione all'Assessore alla Sanità per vedere che cosa si può fare.
(Voci)
Germano (P.C.I.) - Io sono della stessa opinione espressa dal Consigliere Marcoz. Non è possibile, anzi è possibile, ma non molto facile modificare la legge dello Stato con un emendamento. Allora il problema si risolve abrogando la nostra legge attuale e facendone una di integrazione della legge dello Stato: in tal modo mettiamo tutti nella condizione di concorrere alla pensione dello Stato. Lei ha detto: "noi siamo stati più larghi", non importa. Saranno solo 1.000-1.500 riconosciuti dallo Stato, ma sono 104 milioni che prendiamo dallo Stato e che non spende più la Regione.
Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, si deve studiare il problema.
Lustrissy (D.C.) - Io vorrei riprendere un pochino le proposte che sono state fatte in Consiglio.
Dato che, oggi come oggi, affrontare una discussione del genere è un pochino andare fuori dal tema che è all'ordine del giorno, io direi una cosa: per dare la possibilità di sviscerare questo problema e di esaminarlo con la dovuta attenzione, dato che le soluzioni proposte possono essere diverse, proporrei che si provveda, per esempio, a integrare la Commissione consiliare permanente per la Sanità con dei rappresentanti anche dell'opposizione di modo che, riunendo questa Commissione, esaminando tutte le soluzioni proposte, si arrivi poi a stabilire una norma di legge che vada incontro agli intendimenti del Consiglio regionale. C'è questa esigenza, tutti quanti l'abbiamo riconosciuta. Dobbiamo in un certo qual modo alleviare il bilancio regionale da questo aggravio, vediamo se è possibile farlo con una legge regionale. Certamente è impensabile poter modificare una legge dello Stato, non è neanche pensabile una soluzione del genere, né di arrivare a una transazione con lo Stato su una legge del genere.
La soluzione unica pertanto sarà quella di abrogare la legge e di farne un'altra, riconoscendo a quelli che non hanno il beneficio del riconoscimento dell'invalidità da parte dello Stato che da parte della Regione continueranno a erogarsi le attuali 15 mila lire mensili.
Se vogliamo concludere questa discussione, se vogliamo, effettivamente, affrontare il problema, io pregherei il Consiglio di esprimere un voto in questo senso: che la Commissione consiliare permanente per la Sanità venga integrata con i rappresentanti della minoranza e là si esamini il problema e da là scaturisca quella decisione che serve a mettere la parola fine a questo discorso.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Allora passiamo all'esame articolo per articolo della legge. Articolo 1. Osservazioni? Chi è favorevole alzi la mano.
(Voci)
Fosson (U.V.) - Noi siamo d'accordo, il nostro Gruppo concorda sulla proposta fatta dal Consigliere Lustrissy.
Montesano (P.S.D.I.) - Io, prima di passare all'esame articolo per articolo, ho chiesto: c'è qualcuno che vuole la parola?
Lustrissy (D.C.) - Cerchiamo di concordare subito questo: se veniamo in quest'ordine di idee la minoranza potrebbe esprimere già direttamente i nomi, come abbiamo fatto già in altre occasioni. Va bene, insomma, si discute e poi succede quel che succede. L'importante è di arrivare a questo principio, se poi le discussioni non porteranno dei frutti, questo è un altro discorso.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chi risponde a questa proposta del Consigliere Lustrissy?
Mappelli (D.C.) - Siamo d'accordo, mica nessuno è contrario...
Montesano (P.S.D.I.) - Allora ditelo che siete d'accordo e abbiamo finito.
Mappelli (D.C.) - Fate dei nomi, non so...
Montesano (P.S.D.I.) - Vi mettete d'accordo voi, poi per i nomi...
(Voce)
Mappelli (D.C.) - Allora i Gruppi di minoranza forniranno i nominativi dei Consiglieri con cui integrare la Commissione Sanità per discutere di questo problema.
Montesano (P.S.D.I.) - Articolo 1. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 27. Il Consiglio approva all'unanimità. Articolo 2. Stesso risultato. Articolo 3. Stesso risultato. Articolo 4. Stesso risultato. Articolo 5. Stesso risultato.
Il Presidente, MONTESANO, - dopo aver accertato e dichiarato che i cinque articoli del disegno di legge in esame sono stati dal Consiglio approvati con cinque separate votazioni per alzata di mano -, invita il Consiglio a votare, a scrutinio segreto, per l'approvazione del sottoriportato disegno di legge regionale nel suo complesso.
Procedutosi alla votazione finale, a scrutinio segreto, ed allo spoglio dei voti, con l'assistenza degli scrutatori Consiglieri Signori Albaney, Lustrissy e Manganoni, il Presidente, Montesano, accerta e comunica i seguenti risultati della votazione:
- Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventisette.
Il Presidente, Montesano, in base all'esito della votazione, dichiara che il Consiglio ha approvato il soprariportato disegno di legge recante modificazioni alle norme della legge regionale 20 maggio 1964 n. 6, concernente: "Assistenza integrativa regionale a favore degli invalidi civili irrecuperabili. - Variazioni al bilancio preventivo della Regione per l'anno finanziario 1967".
Il Consiglio approva il soprariportato disegno di legge.
Mappelli (D.C.) - Avevo già chiesto di intervenire prima, ma il Signor Presidente del Consiglio mi ha detto: "siamo in votazione, intervenga dopo". Io vorrei solo chiarire questo. I due nominativi che la minoranza dovrebbe farci pervenire non sono per Partito, ma sono per la minoranza nel suo complesso, sia ben chiaro. È per scrupolo che ho voluto chiarire, ecco. Grazie.
