Objet du Conseil n. 28 du 4 mars 1960 - Verbale

OGGETTO N. 28/60 - PROVVEDIMENTI A FAVORE DELLE LATTERIE TURNARIE. (Interpellanza dei Consiglieri Signori Mauro Bordon e Luigi Berthod)

Il Presidente, FILLIETROZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente interpellanza dei Consiglieri Mauro Bordon e Luigi Berthod, concernente l'oggetto "Provvedimenti a favore delle latterie turnarie", interpellanza tramessa in copia ai Signori Consiglieri con lettera in data 26 febbraio 1960, protocollo n. 30.

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Al Sig. Presidente

del Consiglio regionale

AOSTA

La prego di voler inserire nel prossimo ordine del giorno del Consiglio regionale la seguente interpellanza:

tenuto conto delle disagiate condizioni in cui si dibatte l'attività casearia degli alpeggi in seguito alla mancata concessione a tutt'oggi del contributo richiesto alla Amministrazione regionale dagli Organi Cooperativistici

interpello

l'Assessore all'Agricoltura per conoscere in quale modo intende sopperire alle condizioni altrettanto disagiate della produzione delle Latterie Turnarie che interessa la maggior parte degli agricoltori della Valle d'Aosta

Aosta, li 20 febbraio 1960.

F.ti: Mauro Bordon - Berthod Louis.

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Il Consigliere BORDON dichiara di aver presentato, unitamente al collega Berthod, l'interpellanza di cui si tratta per richiamare ancora una volta l'attenzione del Consiglio sul problema del formaggio "fontina" che indubbiamente è uno dei problemi più importanti dell'economia agricola regionale.

Osserva che di tale problema si è parlato più volte in sede di Consiglio e ricorda che i Consiglieri dell'attuale gruppo di minoranza avevano chiesto che fosse dato incarico ad una Commissione consiliare di affiancarsi ai dirigenti della locale Cooperativa Produttori Latte e Fontina per seguirne l'attività, effettuando i controlli necessari, in modo che l'Amministrazione regionale potesse avere gli elementi di giudizio indispensabili per poter venire incontro alle esigenze della Cooperativa stessa.

Comunica di avere ora appreso che, circa due mesi fa tale incarico è stato, invece, affidato ad un funzionario che riconosce essere particolarmente competente, sia amministrativamente che tecnicamente.

Accenna, quindi, alla crisi crescente degli alpeggi, facendo presente che vari Comuni, - cita quello di Quart, - che provvedono ad affittare gli alpeggi ad asta pubblica, hanno dovuto ridurre i prezzi base d'affitto perché, altrimenti, le gare ad asta pubblica sarebbero andate deserte.

Ritiene che ciò derivi anche dalla mancanza di appoggio dell'Amministrazione regionale nei confronti della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, per le conseguenze che si sono riverberate sia sugli Enti pubblici che sui privati conduttori di alpeggi.

Ritornando sul problema delle latterie turnarie, ricorda che la predetta Cooperativa, all'inizio del funzionamento delle latterie, veniva in aiuto ai produttori mediante concessione di acconti in misura di L. 300 al kg. sul prezzo del formaggio fontina conferito, salvo conguaglio ad avvenuta vendita del prodotto.

Precisa che, se la Cooperativa può dare soltanto un acconto di L. 300, i proprietari sono indotti ad offrire i loro prodotti ai negozianti, i quali, dopo aver accertato la qualità della merce, scelgono evidentemente le partite migliori pagandole anche 450 lire al kg., per cui il prodotto di seconda qualità rimane così invenduto.

Comunica di avere a suo tempo chiesto agli amministratori della Cooperativa che anche per quest'anno si esaminasse la possibilità di aumentare la misura dell'acconto sino a 400 lire al kg.; ma fa presente che gli amministratori gli hanno risposto che ciò non era possibile perché sarebbe rimasta scoperta la fideiussione bancaria presso l'Istituto Bancario San Paolo.

Rivolge viva preghiera all'Assessore Fosson di voler studiare la questione prima, se lo ritiene opportuno, in sede di Commissione consiliare permanente e poi di sottoporre la questione stessa all'esame del Consiglio, formulando poi le proposte che riterrà più opportune per ovviare ai gravi inconvenienti lamentati.

L'Assessore FOSSON rammenta che sulla questione del prezzo politico della fontina e della Cooperativa Produttori Latte e Fontina ha già fatto una lunga relazione al Consiglio nella seduta del 7 ottobre 1959, come risulta dal verbale della seduta stessa, approvato dal Consiglio nell'adunanza odierna del mattino.

Rileva che, da allora ad oggi, non vi è stato nulla di nuovo e che non intende, quindi, ritornare sull'argomento.

Precisa che, come giustamente ha detto il Consigliere Bordon, la Giunta ha affidato ad un funzionario l'incarico di effettuare i necessari controlli sulla gestione della Cooperativa Produttori Latte e Fontina e di rassegnare una relazione dettagliata alla Amministrazione regionale, che esaminerà quindi, alla luce dei dati e degli elementi avuti, se si dovrà intervenire ulteriormente in favore della Cooperativa anche per quanto riguarda il pagamento degli interessi sui prestiti bancari garantiti dalla fideiussione regionale.

Circa la produzione degli alpeggi, dichiara di poter oggi confermare quanto già riferito nella menzionata seduta consiliare del 7 ottobre 1959 e, cioè, che alcuni soci della Cooperativa hanno venduto in Svizzera un forte quantitativo di fontina (circa 1000 quintali) ad un prezzo molto più remunerativo di quello realizzato dalla Cooperativa con la vendita del prodotto conferitole dai produttori.

Osserva che questo significa che la Cooperativa deve cercare di fare meglio di quanto ha fatto fino ad ora nel campo delle vendite.

Per quanto riguarda le latterie turnarie, comunica di accettare la raccomandazione del Consigliere Bordon e che sottoporrà la questione alla Commissione consiliare permanente dell'Agricoltura, con invito a studiare il problema e a formulare le proposte di provvidenze che riterrà opportune in favore delle latterie turnarie.

Per quanto riguarda la misura dell'acconto, che viene corrisposto ai produttori di fontina in ragione di L. 300 per ogni Kg. di fontina, osserva che la Cooperativa non può fare diversamente di quanto ha fatto fino ad ora e, cioè, dare subito un acconto e pagare la rimanente somma dovuta, a conguaglio e saldo, ad avvenuta chiusura dei conti delle vendite.

Ritiene che se oggi molti produttori si rifiutano di conferire il loro prodotto alla Cooperativa, ciò sia conseguenza di una non mantenuta promessa fatta dalla Cooperativa, lo scorso anno, di corrispondere ai conferenti un determinato prezzo; rileva che tale promessa non è stata mantenuta nonostante che la Cooperativa abbia ricevuto dall'Amministrazione regionale un contributo di ben L. 92 milioni a titolo di integrazione del suo bilancio e per il saldo del suo deficit.

Osserva che molte latterie turnarie, ammaestrate da tale esperienza, si rifiutano ora di conferire il loro prodotto alla Cooperativa, sia perché non hanno alcuna garanzia circa il prezzo definitivo che verrà loro corrisposto per la fontina, e sia perché hanno la possibilità di vendere subito ai commercianti al prezzo di 500 lire al Kg. e senza pericolo di calo.

Dichiara che nessuno può contestare la necessità di venire in aiuto alle latterie turnarie e ribadisce che il problema sarà al più presto preso in esame e studiato, come già promesso.

Rileva che il divario esistente fra i prezzi del prodotto venduto dalla Cooperativa e quelli della merce venduta direttamente dai produttori ai commercianti induce, ovviamente, a pensare che nella Cooperativa qualcosa non funzioni bene per quanto riguarda la parte commerciale. Afferma che bisogna, quindi, che la Cooperativa si metta in grado di vendere il prodotto allo stesso prezzo praticato dai commercianti ai produttori.

Conclude, rilevando che le spese di impianto della Cooperativa sono state totalmente pagate con il concorso finanziario regionale e che, alla chiusura dell'esercizio in corso, l'Amministrazione regionale non mancherà di venire ulteriormente in aiuto alla Cooperativa qualora se ne constati la necessità.

Il Consigliere BORDON dà atto che l'Assessore Fosson ha esaminato attentamente il problema sotto tutti i punti di vista e lo ringrazia.

Dichiara di essere, peraltro, soltanto parzialmente soddisfatto delle risposte avute perché rimane dell'avviso che se qualcosa non funziona nella Cooperativa, si debba incaricare una Commissione consiliare, anche ristretta, di esaminare a fondo il problema e la gestione della Cooperativa.

Osserva che avrebbe preferito che fosse stata nominata una Commissione consiliare, in luogo di affidare l'incarico ad un funzionario, perché nella Commissione sono rappresentate le varie tendenze.

Circa il divario esistente fra il prezzo del formaggio "fontina" venduto dalla Cooperativa e quello del formaggio fontina venduto direttamente ai commercianti dai produttori, rileva che i commercianti hanno tutto l'interesse a pagare di più della Cooperativa perché essi non domandano di meglio che fare in modo che la Cooperativa non sia più in grado di andare avanti, per poter ritornare ad essere i padroni del mercato, come prima del 1954, allorquando essi pagavano la fontina non più di 380-400 lire al Kg.

Prende atto dell'assicurazione data dall'Assessore Fosson che il problema sarà preso in esame e sottoposto allo studio della Commissione consiliare permanente per l'Agricoltura.

Il Consiglio prende atto.

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