Objet du Conseil n. 65 du 17 juin 1959 - Verbale
OGGETTO N. 65/59 - DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA, NICCO GIULIO.
Il Presidente dell'Assemblea, NICCO Giulio, fa le seguenti dichiarazioni :
"Egregi colleghi,
Prima di iniziare i nostri lavori, porgo a nome della popolazione valdostana e di noi tutti un caldo e reverente saluto al Presidente della Repubblica.
Rivolgo un sincero plauso ai Valdostani che seppero mantenere la lotta elettorale, pur così viva e sentita, su un piano di reciproco rispetto e tolleranza, di senso civico e maturità politica veramente encomiabili, ed un cordiale ed amichevole saluto ai vecchi ed ai nuovi Consiglieri nella certezza che, al disopra delle nostre diverse convinzioni politiche, sapremo, con unità di intenti, lavorare seriamente, disinteressatamente e con ferrea volontà per difendere e consolidare nella pace la nostra autonomia, nell'ambito della Patria, e creare un maggior benessere alla nostra laboriosa popolazione.
Non dimentichiamoci che questo Consiglio riveste per la nostra Valle ? chiusa finora per ben sette mesi all'anno da un'imponente barriera di monti ?, una particolare e capitale importanza storica con la prossima apertura dei due trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo, sicure vie di comunicazione non solo con le due Nazioni amiche, la Francia e la Svizzera, ma con tutto l'Occidente ed il nord dell'Europa, creando le premesse di un sicuro progresso economico e sociale per la nostra Valle e per l'Italia tutta.
Ritengo opportuno respingere recisamente certe maligne insinuazioni e dicerie, dichiarando fermamente che in questo Consesso nessuno dei Partiti o Gruppi qui rappresentati e nessuno di noi personalmente nutre sentimenti ostili verso la Patria comune: l'Italia.
Noi, e con noi la popolazione Valdostana tutta, chiediamo unicamente l'attuazione del nostro Statuto speciale inserito nella Costituzione della Repubblica Italiana.
I nostri denigratori ricordino che i nostri Avi, degni rappresentanti di questo estremo lembo nord ovest d'Italia, hanno combattuto tutte le guerre dell'Indipendenza, quelle di Crimea e dell'Eritrea, e che i loro figli si sono coperti di gloria in Libia e Cirenaica, nelle due cruenti guerre mondiali, in Etiopia e nella guerra di Liberazione.
Ricordino ancora che questi nostri rudi montanari sono fieri dei loro Alpini, dell'eroico Battaglione Aosta, decorato di medaglia d'oro al valor militare, ed altrettanto fieri delle loro Guide che hanno scalato i più impervi monti d'Europa e degli altri continenti, dal Monte S. Elia al Ruwenzori ed alle più alte cime dell'Imalaia, della Patagonia e della Terra del Fuoco ed alle spedizioni polari, sacrificando anche alcuni dei loro migliori compagni e rappresentanti.
Poiché le recenti elezioni hanno ribadito i gravi inconvenienti del sistema maggioritario, formulo l'augurio che le future elezioni del Consiglio regionale siano fatte con una legge a sistema proporzionale, per una più equa rappresentanza di tutte le correnti politiche ed economiche della Regione, e spero che questo Consiglio si pronunzierà prossimamente in tal senso.
E, prima di chiudere, credo di interpretare il sentimento di tutto il Consiglio ricordando tutti coloro che si sacrificarono per il nostro avvenire e, primo fra tutti, il nostro martire Emilio CHANOUX, la cui compagna degnamente siede per la seconda volta qui fra noi. Ricordo ancora il Prof. DEFFEYES e la Signora RONC DESAYMONET, tenaci assertori e difensori della nostra autonomia, che hanno onorato questo nostro Consesso.
Il loro spirito, che qui aleggia, ci sia di monito e di guida. Ed ora a noi esserne degni. Buon lavoro".
Il Consiglio prende atto.
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