Objet du Conseil n. 39 du 21 mars 1959 - Verbale

OGGETTO N. 39/59 - ACQUISTO DEL COMPLESSO IMMOBILIARE DELLO STABILIMENTO IDROTERMALE DI PRÉ ST. DIDIER. DELEGA ALLA GIUNTA.

L'Assessore al Turismo, BORDON, riferisce al Consiglio in merito alla seguente relazione concernente la proposta di acquisto del complesso immobiliare dello stabilimento idro-termale di Pré St. Didier, relazione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

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Sono state condotte dalla Giunta regionale preliminari trattative con i proprietari del complesso immobiliare dello Stabilimento idro-termale di Pré St. Didier al fine di addivenire all'eventuale acquisto da parte della Regione, ai fini della riattivazione e valorizzazione dello Stabilimento medesimo.

Tali trattative, protrattesi per alcuni mesi, sono ora giunte ad un punto tale per cui si potrebbe addivenire alla loro conclusione.

Il complesso immobiliare di cui si propone l'acquisto è costituito da un'area di circa 6.000 mq. di terreno comprendente i vecchi fabbricati costituenti l'attuale stabilimento idro-termale, il prato circostante nonché tutta la strada dei bagni.

Il complesso immobiliare idro-termale vero e proprio e il terreno attiguo sono distinti in catasto del Comune di Pré St. Didier al Foglio XXXIII, mappali n. 532, 533 e 534, con una superficie complessiva di circa 3.500 mq. La cubatura del fabbricato è di mc. 4.500 circa.

La strada dei bagni comprende invece, una superficie di circa 2.500 mq.

In seguito alle lunghe trattative intercorse, i proprietari del complesso immobiliare di cui si tratta, si sono dichiarati disposti a cedere tutta la loro proprietà in questione al prezzo di L. 30.000.000.

Sembra superfluo illustrare l'importanza che la ricostruzione e valorizzazione del suddetto stabilimento idro-termale potrebbe assumere per l'alta Valle d'Aosta, specie se si pensa all'apertura della galleria stradale del Monte Bianco.

Le spese per il ripristino e la valorizzazione dello stabilimento sono di tale entità che solo un Ente pubblico potrebbe provvedervi. L'attuale concessione a favore dei proprietari dello stabilimento per lo sfruttamento delle sorgenti di acqua termale nel territorio del Comune di Pré St. Didier verrà a scadere nell'anno 1960.

Appare, pertanto, evidente che la Regione può avere convenienza ad acquistare il predetto complesso immobiliare al fine di provvedere, direttamente o mediante sub-concessione, allo sfruttamento delle acque termali nell'interesse della valorizzazione turistica dell'alta Valle.

Si propone, pertanto, che il Consiglio regionale

DELIBERI

di approvare, in via di massima, la proposta di acquisto del predetto complesso idro-termale di Pré St. Didier, con delega alla Giunta regionale di perfezionare le trattative con i proprietari al fine di addivenire ad una sollecita conclusione delle trattative stesse nonché di provvedere in seguito agli atti deliberativi occorrenti per l'acquisto dell'immobile stesso con delega anche per l'approvazione ed il finanziamento, su apposito istituendo stanziamento del bilancio per il prossimo esercizio finanziario, delle spese relative sino ad un importo massimo di spesa di Lire 30.000.000 (trentamilioni), oltre alle spese per la stipulazione, la registrazione, la trascrizione dell'atto notarile di compra-vendita.

(OMISSIS: segue planimetria).

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L'Assessore BORDON informa che le trattative per l'acquisto del complesso immobiliare dello Stabilimento idrotermale di Pré St. Didier sono state lunghe e difficili per varie ragioni.

Riferisce sui precedenti della questione e dà lettura, per estratto, della seguente lettera inviata al Presidente della Giunta, Avv. Bondaz, dai comproprietari dello stabilimento e concessionari delle acque termali di Pré St. Didier:

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"I sottoscritti, concessionari della sorgente termale di Pré St. Didier e proprietari dello stabilimento idroterapico e terreni annessi e circostanti, in base a nota del Ministero dell'Industria e Commercio, datata 29-7-1957, stanno riparando i gravi danni subiti per eventi bellici dallo stabilimento stesso mettendolo nuovamente in funzione ripristinandolo come anteguerra.

È evidente che il nuovo incremento turistico e l'eventualità dei trafori del Bianco e del Gran S. Bernardo valorizzerà vieppiù le ricchezze naturali della Valle d'Aosta di cui le acque termali di Pré St. Didier rappresentano una notevole attrattiva, in conseguenza di che si dovrebbe prospettare un considerevole ampliamento dell'attuale stabilimento balneare con annessa grande piscina coperta.

I sottoscritti che esercitano lo stabilimento idrotermale di Pré St. Didier sin dal 1896, che hanno ricercato nuovamente la sorgente che si era dispersa con una frana nell'Orrido ed eseguito il perfezionamento della caverna e della captazione dell'acqua termale, nell'intendimento di ampliare le terme nell'interesse turistico della Valle, si rivolgono alla S.V. Ill.ma per essere edotti sulle intenzioni probabili della Amministrazione regionale circa un finanziamento sotto forma: o di mutuo - o di compartecipazione - o di sovvenzione per incremento del turismo o di assorbimento da parte della Regione del complesso idrotermale così composto:

stabilimento bagni di Pré St. Didier con 18 cabine per bagni, camere e locali per docce e massaggi, due padiglioni quali villette di affitto, terreni circostanti come da planimetria allegata per circa mq. 6000, acquedotti per il trasporto dell'acqua calda termale dalla sorgente allo stabilimento bagni.

Questo stabilimento complesso termale, il cui avviamento è costato gravi sacrifici ai proprietari per oltre mezzo secolo, potrebbe essere ceduto per la complessiva cifra di 50 milioni di lire, trattabili.

Ci teniamo a completa disposizione della S.V. Ill.ma per qualsiasi chiarimento.

Alleghiamo una planimetria.

p. i Concessionari proprietari

F.to E. Marguerettaz"

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L'Assessore Bordon esprime l'avviso che i comproprietari del complesso immobiliare dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier siano stati indotti ad indirizzare al Presidente della Giunta regionale la lettera di cui si tratta, in seguito alla segnalazione fatta dall'Amministrazione regionale al competente Ministero (Direzione Generale Miniere - Roma), che l'esercizio dello stabilimento termale di Pré St. Didier era cessato sin dal 1940 e che urgeva riattivare al più presto tale esercizio nell'interesse non soltanto del Comune di Pré St. Didier, ma di tutti i Comuni dell'alta Valle d'Aosta.

Informa che le offerte contenute nella lettera soprariportata sono state prese in esame nella seduta del 18-6-1958 dalla Giunta che, dopo averle vagliate, dava incarico agli assessori Bordon e Maschio di iniziare trattative per l'acquisto dello stabilimento termale in questione (fabbricato, terreni ed impianti) da parte della Regione e di riferire in merito in una prossima adunanza di Giunta.

Precisa che trattative in tal senso furono, quindi, iniziate con i comproprietari del predetto stabilimento idrotermale, i quali furono invitati ad apportare una riduzione al prezzo dagli stessi richiesto per la cessione alla Regione del complesso immobiliare di cui si tratta, perché il prezzo di Lire 50 milioni era stato ritenuto eccessivo dalla Giunta, che aveva ripreso in esame la questione nella seduta del 9-7-1958.

Riferisce che le trattative continuarono e che, nel contempo, fu dato incarico ad un geometra della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti di redigere una perizia di stima dello stabilimento delle acque termali e dei terreni annessi, perizia che fu fatta il 18-7-1958 e dalla quale risultò che lo stabilimento idrotermale si trovava in cattive condizioni.

Precisa che, tardando i comproprietari a far pervenire una risposta all'Amministrazione regionale, si provvide con lettera raccomandata in data 25-11-1958 (prot. n. 19876/12) a sollecitare i predetti comproprietari a far conoscere le loro decisioni, con avviso che l'Amministrazione regionale era disposta a trattare l'acquisto del complesso immobiliare sulla base del prezzo di Lire 20-25 milioni, trattabili.

Fa presente che in data 21-1-1959 pervenne al Presidente della Giunta, Bondaz, la lettera seguente, datata 20-1-1959, trasmessa altresì per conoscenza agli Assessori al Turismo e alla Sanità, e di cui dà lettura per estratto:

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"I sottoscritti, concessionari della sorgente termale di Pré St. Didier e proprietari dello stabilimento idroterapico e terreni annessi, come da planimetria già prodotta, facendo seguito sia alle comunicazioni scritte sia alle verbali intelligenze intercorse, ringraziano la S.V. Ill.ma del benevolo interessamento dimostrato nel corso dei reciproci schiarimenti per addivenire ad una equa intesa per il trapasso del complesso idrotermale dagli attuali proprietari all'Amministrazione regionale.

Tenute nella dovuta considerazione le osservazioni che sono state avanzate ed esaminato il limite massimo del sacrificio finanziario raggiungibile da parte dei concessionari-proprietari, essi acconsentono a portare il prezzo per la cessione degli immobili di cui alla loro offerta precedente e come in planimetria segnato, per la somma di Lire TRENTA MILIONI più le spese sostenute da liquidarsi separatamente e che si aggirano approssimativamente sulle Lire QUATTROMILIONICINQUECENTOMILA.

Con la cessione del complesso idrotermale e terreni annessi essi si impegnano di rinunciare, nel caso che ciò venga ritenuto da codesta Amministrazione necessario, alla loro concessione statale e di fare tutte quelle pratiche necessarie per il trapasso della concessione stessa.

La presente offerta rimane impegnativa fino al 26 febbraio 1959.

Con ossequio.

I Concessionari-proprietari

F.to Luigi Plassier

F.to E. Marguerettaz"

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L'Assessore Bordon, dopo aver sottolineato che in tale lettera i proprietari si dichiaravano ora disposti a cedere il loro complesso immobiliare per la somma di Lire 30 milioni, più Lire 4.500.000 per spese sostenute per la riparazione e riattivazione dell'impianto idrotermale, riferisce che la Giunta ritenne che l'Amministrazione regionale non potesse accollarsi la spesa di Lire 4.500.000 perché, se l'impianto non fosse stato riattivato nel termine di un anno stabilito dal Ministero dell'Industria e Commercio, la concessione sarebbe venuta automaticamente a decadere e questo a beneficio della Regione a' sensi dell'articolo 11 dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta.

Fa presente che la decisione della Giunta veniva comunicata ai comproprietari del complesso immobiliare, i quali in data 28-2-1959 facevano pervenire all'Assessore al Turismo la seguente lettera, di cui dà lettura:

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"Gli scriventi, facendo seguito alla lettera del 20 gennaio 1959 ed ai colloqui intercorsi successivamente relativi all'invito di ridurre ulteriormente a Lire 30.000.000 la richiesta per la cessione del complesso specificato in oggetto, dichiarano formalmente di consentire a portare il prezzo globale da L. 34 milioni a L. 30 milioni.

Ritengono che, con la succitata decurtazione siano appianate tutte le difficoltà che hanno tenute in sospeso le lunghe trattative relative alla cessione di cui sopra.

Confidano pertanto di avere conferma che l'acquisto può essere perfezionato entro breve termine.

Con doveroso ossequio,

F.to E. Marguerettaz

F.to Luigi Plassier"

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L'Assessore Bordon informa che la richiesta di Lire 50 milioni, fatta inizialmente dai proprietari, era stata basata sui seguenti prezzi (analitici):

-

L.

17.500.000

per i terreni situati dietro i bagni, contraddistinti con i mappali nn. 534 e 532, per complessivi mq. 3.500;

-

L.

10.000.000

per il terreno costituente la strada che porta dallo stabilimento bagni alla sorgente - mq. 2.000 circa (piazzale mq. 1.000);

-

L.

12.000.000

per la costruzione dello stabilimento bagni, mq. 700;

-

L.

1.000.000

per bagni vecchi - costruzione - mq. 230 circa;

-

L.

10.000.000

per la sorgente, per i terreni, tubazione, ponte, e avviamento dal 1896;

______________

L.

50.500.000

Totale

L'Assessore Bordon analizza i vari prezzi e sottolinea la necessità dell'acquisto dei terreni situati dietro lo stabilimento bagni illustrandone le ragioni.

Per quanto riguarda, in particolare, l'ultima voce, informa che i comproprietari, a giustificazione della inclusione del ponte in tale voce, sostengono che il ponte è stato costruito da essi ed analoga ragione adducono per la strada, di cui alla seconda voce, mentre invece, a quanto risulterebbe, la strada sarebbe stata costruita con il concorso di Enti Pubblici.

Comunica che la Giunta, basandosi sulla perizia estimativa eseguita, come già detto, da un tecnico della Sovraintendenza Antichità e Belle Arti, ha offerto ai comproprietari del complesso immobiliare il prezzo di Lire 30 milioni, distinto come segue:

-

Per i terreni situati dietro lo stabilimento bagni

L.

14.000.000

-

Per il terreno della strada che porta alla sorgente e considerato che esiste servitù di passaggio ad uso pubblico su tale strada

"

1.000.000

-

Per lo stabilimento bagni

"

10.000.000

-

Per la sorgente, terreni, tubazione ed avviamento dal 1896

"

5.000.000

Precisa di essersi dilungato alquanto nei dettagli per dare un'idea ai Signori Consiglieri di quanto siano state difficili le trattative che sono finalmente arrivate a buon porto.

Conclude, sottolineando l'importanza e la necessità della riattivazione dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier ai fini della valorizzazione del Comune di Pré St. Didier e degli altri Comuni dell'alta Valle d'Aosta.

Il Consigliere FERREIN esprime il suo compiacimento per le proposte che la Giunta ha sottoposto all'esame ed approvazione del Consiglio, rilevando che la valorizzazione dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier era vivamente auspicata da anni.

Informa che il predetto stabilimento, come risulta dall'opuscolo interessantissimo scritto a suo tempo dal Dr. Argentier, è stato costruito nel 1830 ed ha iniziato il suo funzionamento nel 1834.

Dichiara di essere favorevole all'acquisto del suddetto complesso immobiliare al prezzo massimo di Lire 30.000.000.

Ritiene, però, che l'Amministrazione regionale debba, se possibile, far comprendere nella cessione anche il fabbricato che un tempo era sede del casinò di Pré St. Didier.

Ritiene, inoltre, che l'acquisto del complesso immobiliare debba essere subordinato alla condizione che i proprietari si impegnino a mantenere in funzione lo stabilimento idrotermale sino alla scadenza della concessione, cioè sino al 1960.

Il Consigliere NICCO Giulio osserva che la riattivazione e la valorizzazione dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier contribuiranno, indubbiamente, alla valorizzazione non soltanto del Comune di Pré St. Didier, ma anche di tutti gli altri Comuni dell'alta Valle, specialmente con la prossima apertura della galleria stradale del Monte Bianco.

Dichiara che i Consiglieri socialcomunisti concordano, in linea di principio, sull'acquisto da parte della Regione di tutto quanto costituisce il complesso immobiliare dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier.

Raccomanda, però, alla Giunta di ottenere, se possibile, in sede di perfezionamento delle trattative, una ulteriore riduzione sul prezzo di Lire 30 milioni.

Il Presidente della Giunta, BONDAZ, dichiara quanto segue:

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"Desidero precisare il punto di vista della Giunta su questo problema che, senza dubbio, è un problema molto importante ai fini della valorizzazione turistica dei Comuni dell'alta Valle.

Le acque termali di Pré St. Didier hanno veramente una storia notevole, poiché erano già conosciutissime nella prima metà del secolo scorso, ma purtroppo sono state trascurate da coloro che ne hanno avuto la concessione, a suo tempo, ai fini del loro sfruttamento.

Il problema, a mio avviso, deve essere esaminato sotto un duplice aspetto: quello del prezzo che è stato richiesto dai proprietari del complesso immobiliare e quello, molto più ampio, della necessità della valorizzazione di queste acque termali.

Va notato che le trattative per l'acquisto del predetto complesso sono sfociate in qualche cosa di concreto soltanto dal momento in cui il Consiglio ha approvato, su proposta della Giunta, la nota legge regionale dell'8-2-1958, n. 1, recante norme procedurali per la ricerca e per la coltivazione e utilizzazione delle miniere in Valle d'Aosta, a' sensi dell'articolo 11 dello Statuto regionale.

Questa legge, come Voi certamente ricorderete, era stata impugnata dal Governo e siamo finiti innanzi alla Corte Costituzionale che ha sancito il principio, confermato nella nostra legge regionale, secondo cui, in applicazione dell'articolo 11 del nostro Statuto, tutte le miniere che vi sono nella Regione - e Voi sapete che nelle miniere sono comprese anche le acque termali - sono date in concessione gratuita alla Regione per novantanove anni.

In questa concessione non sono soltanto comprese le miniere e le acque termali esistenti nella Regione, come interpretava il Ministero dell'Industria e Commercio, cioè quelle già coltivate, perché, altrimenti, l'articolo 11 dello Statuto non avrebbe più alcun valore. Noi abbiamo sostenuto che le miniere sono un bene latente e che, quindi, avevamo ritenuto anche di fare ricerche e di dare autorizzazione per le ricerche di queste miniere, in cui, come già detto, sono comprese anche le acque termali.

Da quel momento i proprietari dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier hanno capito che le cose cambiavano. È vero che la loro concessione è precedente al 7 settembre 1945, ma la Giunta regionale aveva fatto una istanza al Ministero dell'Industria e Commercio, per chiedere la declaratoria della decadenza di questa concessione, perché il menzionato articolo 11 dello Statuto dà la possibilità alla Regione di promuovere, a proprio beneficio, la decadenza delle concessioni minerarie assentite dallo Stato sino al 7 settembre 1945, nei casi in cui non sia avvenuto lo sfruttamento nei termini previsti dalla legge.

Detta istanza è stata da noi fatta perché, effettivamente, le acque termali di Pré St. Didier non erano state più sfruttate dal 1940 in poi, con grave danno per l'economia locale, tanto è vero che erano state persino asportate in parte le tubazioni che portavano l'acqua dalla sorgente allo stabilimento bagni.

Il Ministero dell'Industria e Commercio, in seguito alla nostra istanza, ha accordato un anno di tempo ai concessionari dello stabilimento per la riattivazione dell'esercizio dello stabilimento termale, avvertendo che, qualora non si fosse ottemperato a quanto stabilito, il Ministero avrebbe dato corso alla procedura di decadenza della concessione di cui trattasi.

Ecco perché i concessionari hanno dovuto riattivare gli impianti termali sostenendo per le necessarie riparazioni una spesa di Lire 4.500.000, di cui è stato chiesto il rimborso alla Regione in sede di trattative.

Giustamente l'Assessore Bordon ha risposto e sostenuto che la Regione non era tenuta a pagare tali spese, per la semplice ragione che, se gli impianti non fossero stati riparati e riattivati, la concessione sarebbe decaduta a beneficio della Regione.

Il problema essenziale non è soltanto quello del complesso immobiliare, ma anche quello della concessione per sfruttare la sorgente di acqua minerale, perché senza tale concessione sarebbe inutile fare delle spese per l'acquisto del suddetto complesso immobiliare. Bisogna, quindi, che tutto quanto noi decidiamo sia subordinato alla condizione che i concessionari rinuncino a questa loro concessione - che, secondo lo Statuto, può essere rinnovata - e si impegnino a rilasciare tutte le dichiarazioni ritenute necessarie dalla Regione, o che saranno richieste dal Ministero, affinché questa concessione passi immediatamente alla Regione.

Questa è la cosa essenziale, perché soltanto quando noi saremo certi di poter avere a nostra disposizione la concessione per lo sfruttamento dell'acqua termale potremo stipulare il contratto di compra-vendita con gli attuali concessionari comproprietari dello stabilimento.

Indubbiamente, per la valorizzazione dello stabilimento idrotermale, è indispensabile addivenire alla costruzione di nuovi impianti, secondo criteri moderni, nonché, io penso, alla costruzione di una piscina.

Immaginate quale attrattiva costituirebbe una piscina d'acqua calda a 37° in una zona turistica come quella di Courmayeur, Pré St. Didier, La Thuile e Morgex, centri che, ad un certo momento, verranno a costituire un vero quadrilatero di importanti località turistiche.

Se aggiungiamo a questo la prossima apertura del traforo del Monte Bianco, appare evidente l'importanza della valorizzazione dello stabilimento idrotermale di Pré St. Didier.

Quindi la decisione del Consiglio deve essere inquadrata nella visione della valorizzazione turistica dell'alta Valle.

Io sono personalmente convinto che anche l'ultimo prezzo richiesto dai proprietari del complesso immobiliare sia esagerato, perché nella cifra di Lire 30 milioni è compreso il prezzo della strada, chiamata comunemente il "Viale dei Bagni" e sulla quale vi è una servitù di passaggio di uso pubblico ultra trentennale.

È indubbio però che soltanto la Regione, o un gruppo di industriali, possano valorizzare le acque minerali di Pré St. Didier; ma è sintomatico il fatto che nessuno è mai riuscito, sino ad oggi, a prendere l'iniziativa ed a fare qualche cosa di concreto.

Si vedrà in seguito quello che si potrà fare e nulla vieta che la Regione affronti eventualmente il problema della valorizzazione delle acque di Pré St. Didier con la compartecipazione di Società o di industriali.

Attualmente stiamo valorizzando le acque di St. Vincent, poiché stiamo costruendo un nuovo stabilimento Fons Salutis, moderno, che nel prossimo mese di giugno entrerà già in funzione.

È quindi giusto che decidiamo anche la valorizzazione delle acque minerali di Pré St. Didier che, come già vi ho detto, hanno veramente una storia e hanno delle virtù terapeutiche, in particolare per le malattie della pelle. Ho letto questo in una "brochure" interessantissima del dottor Argentier, che fa la storia di queste acque, che sono veramente miracolose.

A mio avviso, la costruzione di una piscina richiamerebbe nella località, come già vi ho detto, una massa enorme di sciatori e turisti, perché una piscina con acqua calda a 37° sarebbe veramente qualche cosa di straordinario, in particolare nella stagione invernale.

Ho avuto occasione di parlare della valorizzazione delle acque minerali di Pré St. Didier con degli industriali americani, che hanno delle ville a Courmayeur, e questi americani contribuirebbero volentieri alla valorizzazione di dette acque che avrebbero riflessi reclamistici non soltanto per Pré St. Didier ma anche per i Comuni di Courmayeur, La Thuile e Morgex.

Questi quattro Comuni sono già collegati con la località di Arpy, in Morgex, dalla quale si ha una stupenda visione panoramica del Monte Bianco e alla quale si potrà accedere quanto prima anche con una funivia che partirà, probabilmente, o da Morgex o dalla frazione Verrand, in territorio di Courmayeur.

Io sarei, quindi, dell'avviso che il Consiglio dovrebbe approvare, in via di massima, la proposta di acquisto del complesso idrotermale di Pré St. Didier e dare delega alla Giunta di perfezionare le trattative con i proprietari, al fine di addivenire ad una sollecita conclusione delle trattative stesse, subordinando però l'acquisto alla condizione che i proprietari rinuncino, a favore della Regione, alla concessione trentennale di sfruttamento delle sorgenti di acqua minerale di Pré St. Didier.

Questo è assolutamente indispensabile, perché, in base all'articolo 11 dello Statuto regionale, le concessioni trentennali possono anche essere rinnovate. È vero che la Regione potrebbe dimostrare al Ministero che dette acque minerali non sono state sfruttate convenientemente; però è preferibile ottenere che i proprietari del complesso immobiliare rinuncino immediatamente alla loro concessione anche per evitare perdite di tempo.

In quanto alla raccomandazione, fatta dal Consigliere Ferrein, di chiedere ai proprietari che si impegnino ad assicurare il funzionamento dei bagni, a questo provvederà la Regione se i proprietari rinunceranno, come già detto, alla loro concessione trentennale".

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Il Vice Presidente, PASQUALI, rileva che, quando il Consiglio regionale esaminò il primo progetto del nuovo Casinò di St. Vincent, egli fece notare che la superficie a disposizione per la costruzione di un parcheggio e di un garage era assolutamente insufficiente.

Fa presente che fu quindi costruito un più grande garage sotterraneo, ma che tale garage è appena sufficiente alle necessità di oggi e non sarà, quindi, sufficiente per l'avvenire.

Osserva che lo stesso problema si porrà per il costruendo nuovo complesso idrotermale di Pré St. Didier, perchè ogni stabilimento idroterapico ha bisogno di un parco, di vialetti, di passeggiate e di garages.

Afferma che bisogna, quindi, essere previdenti e acquistare in tempo in Pré St. Didier terreni per una superficie di almeno 20.000 mq., superficie che è appena sufficiente per poter fare qualche cosa di adeguato al futuro sviluppo di tale Comune, sviluppo che va visto nel quadro della valorizzazione della intera importante zona turistica comprendente i quattro Comuni dell'alta Valle.

Il Presidente, PAREYSON, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione delle proposte della Giunta.

IL CONSIGLIO

preso atto di quanto riferito dall'Assessore al Turismo, BORDON, e concordando sulla proposta della Giunta;

ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: trentuno);

DELIBERA

di approvare, in via di massima, la proposta di acquisto del predetto complesso idrotermale di Pré St. Didier, con delega alla Giunta regionale di perfezionare le trattative con i proprietari al fine di addivenire ad una sollecita conclusione delle trattative stesse nonché di provvedere in seguito agli atti deliberativi occorrenti per l'acquisto dell'immobile stesso con delega anche per l'approvazione ed il finanziamento, su apposito istituendo stanziamento del bilancio per il prossimo esercizio finanziario, delle spese relative sino ad un importo massimo di spesa di Lire 30.000.000 (trentamilioni), oltre alle spese per la stipulazione, la registrazione, la trascrizione dell'atto notarile di compra-vendita.

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