Objet du Conseil n. 184 du 18 octobre 1968 - Verbale

OGGETTO N. 184/68 - Istituzione di una Colonia marina della Regione Autonoma della Valle d'Aosta. (Mozione del Consigliere Tonino).

Il Presidente, MONTESANO, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione del Consigliere regionale Tonino Aldo concernente: "Istituzione di una Colonia marina della Regione Autonoma della Valle d'Aosta. Proposta di nomina di una Commissione consiliare di studio", mozione trasmessa in copia ai Signori Consiglieri in allegato all'oggetto n. 51 dell'ordine del giorno dell'adunanza del 4 e 5 ottobre 1968:

Il sottoscritto Consigliere regionale del PSIUP, Tonino Aldo, prega la S.V. di voler inserire nell'O.d.g. della prossima riunione del Consiglio Regionale la seguente

Mozione

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

Considerato che la Giunta Comunale di Aosta ha chiesto un contributo alla Regione per il finanziamento di spese relative a lavori di pubblica utilità, approvato con disegno di legge regionale n. 8 in data 30 luglio 1968, nel quale fra l'altro figurano progetti di spesa, per l'anno in corso, relativi all'istituzione di una Colonia marina Municipale, per un primo intervento comunale dell'ammontare di Lire 65.000.000.

Tenuto conto che, pur essendo concorde con la scelta effettuata dalla Amministrazione comunale di Aosta, tale istituzione assistenziale va ampliata non solo per quanto riguarda la direzione della iniziativa verso quelle famiglie operaie, i cui bambini non possono godere di adeguato periodo di riposo e di cure medico assistenziali, ma anche a tutti quei bambini dei Comuni della Valle, finanziariamente impossibilitati a sostenere le spese di colonie marine, per i quali necessitano in misura uguale, o addirittura maggiore, cure, assistenze medico pedagogiche adeguate.

Impegna

la Giunta regionale a formare una Commissione consiliare che studi i modi e i contenuti del problema, per affrontarlo, tenendo conto le esigenze dei bambini, e dei 74 Comuni della Valle d'Aosta, per addivenire all'istituzione di una Colonia marina della Regione Autonoma della Valle d'Aosta.

Aosta, 30 agosto 1968

F.to: Aldo Tonino

Tonino (P.S.I.U.P.) - Signor Presidente, Signori Consiglieri, sembrerà strano a qualcuno di voi che il sottoscritto intervenga sovente in questo Consiglio su problemi che interessano la Città di Aosta. Qualcuno potrebbe anche desumere e pensare che io volessi in questo modo cercare di danneggiare le iniziative, insabbiare i problemi riguardanti da vicino la vita della Città di Aosta. Ebbene, vi assicuro che niente di tutto ciò è nel mio intendimento. Anzi, vi dirò che ogni qualvolta gli uomini responsabili che sono alla guida dei destini della cittadinanza aostana si apprestano a varare dei problemi di pubblica utilità, dei problemi assistenziali, come in questo caso, questi uomini troveranno sempre la solidarietà mia e del mio Partito, sia in questo consesso, sia fuori di quest'Aula.

La mozione da me presentata è stata dettata dal desiderio che il Consiglio regionale si esprima, non è una richiesta restrittiva. In altri termini io non chiedo che si neghi alla Città di Aosta il progetto di spese per l'istituzione di una Colonia marina; anzi, proprio perché sono cosciente del grande bisogno che una grande città presenta per la carenza di opere assistenziali, sono felicissimo e concordo con gli Amministratori aostani per questa scelta effettuata e spero, tra l'altro, che essa arrivi in porto al più presto.

Però, a mio modesto avviso, penso che il carattere di tale istituzione assistenziale deve essere oggettivamente ampliata a tutti i bambini della Valle d'Aosta, cioè penso si debba tenere conto che esistono altri 73 Comuni, i quali necessitano per i loro figli delle medesime cure medico-assistenziali. Penso quindi che occorra definire un'iniziativa di carattere regionale che tenga conto delle migliaia di famiglie operaie e contadine che, proprio in ragione della loro dislocazione, necessitano in misura uguale o addirittura maggiore delle cure e delle assistenze medico-pedagogiche adeguate. Se non vogliamo creare in Valle d'Aosta delle disparità tra famiglie, tra bambini, tra abitanti, ecco allora che questa mozione deve essere intesa come una richiesta di allargare tali istituzioni assistenziali senza nessuna discriminazione volontaria o involontaria. Questo Consiglio regionale, che è di tutti, deve necessariamente affrontare questo problema per tutti gli abitanti della nostra Valle.

Pertanto la presente mozione chiede alla Giunta regionale e ai Consiglieri dei vari Gruppi politici di impegnarsi, magari costituendo una Commissione consiliare composta da tutti i Gruppi politici, per mettere allo studio una soluzione del problema ed affrontarlo tenendo conto dei reali bisogni dell'intera comunità della Valle d'Aosta: di istituire al più presto una Colonia marina, o delle colonie marine, per tutti i bambini dei 74 Comuni della Valle d'Aosta.

Mappelli (D.C.) - Signor Tonino, sinceramente non è strano che lei dica queste cose: fa bene a dire queste cose, perché è un problema che va esaminato, poi adesso vedremo in quali termini.

Io devo informare il Consiglio che, per quanto concerne la mia persona, con la collaborazione in questo caso di altre persone, in particolar modo dell'Assessore alle Finanze, con il quale abbiamo parlato del problema... io sono andato giù - per chi non lo sa - e vi informo che, sin da circa quindici anni, la Regione ha comprato un appezzamento di terreno a San Lorenzo al Mare. Io questa estate sono andato a vedere questo appezzamento di terreno, sono andato due volte a visitare le colonie, perché prima non avevo la planimetria del terreno, dopo non avevo. i documenti dettagliati su alcuni nostri diritti di passaggio, sulla spiaggia a nostra disposizione, eccetera, e ciò era oggetto di discussione. Poi, assieme all'amico Bordon, abbiamo approfondito questo problema.

In realtà le cose oggi stanno in questi termini: noi abbiamo laggiù circa 2.000 metri quadri. Lì c'era una proprietà di circa 80 mila metri quadri: è una piccola collinetta che scende verso un vallone e questa proprietà era unica. Senonché, qualche nostro predecessore... cosa vuole, forse le disponibilità al momento erano quelle che erano, però avevano visto bene quando si sono preoccupati di riservarci la spiaggia e il passaggio per passare sotto l'Aurelia, e tra la proprietà e il passaggio sotto l'Aurelia ci sono altre proprietà per cui sono arrivati a questa nostra concessione pedonale. Andrebbe tutto bene in quel senso, senonché questo proprietario, un tizio di Firenze, a un certo momento ha comprato tutta questa proprietà e logicamente, a quanto pare, in un primo momento interpellato ufficiosamente dai nostri responsabili dell'Ufficio finanziario, avrebbe detto: "no, non vendo". Quest'estate, poi, visto che si stava sotto l'Autostrada, perché in alto ho visto che stanno facendo l'Autostrada, alcune lottizzazioni di questi 80 mila metri quadri si stavano già facendo con una strada interna che va su per questa collina. Allora ho parlato con L'Assessore alle Finanze Bordon e può darsi che questo Signore sia anche disposto a vendere.

Questa spiaggia è grande ed è bella; oggi nella Liguria non è mica facile trovare una spiaggia lunga circa 150 metri come la nostra, anche se è un po' sassosa. Ma tra la spiaggia e la ferrovia vi è però un rialzo, chiamiamolo "un altopiano", di una larghezza grosso modo di quest'Aula del Consiglio, sempre per la lunghezza aerea di 150 metri. Oggi è un po' più ristretto, in quanto la ferrovia ha buttato dei blocchi per paura dei cedimenti da parte della strada ferrata.

Io mi sono interessato e, a quanto pare, ci sarebbe un progetto da parte delle Ferrovie dello Stato per portare su tutta la costa la ferrovia. Logicamente, se dovesse avvenire questo fatto, noi saremmo tranquilli per la spiaggia, per i passaggi che dall'Aurelia scendono e c'è un sottopassaggio che oggi è acquitrinoso, ma c'è solo da sistemarlo e saremmo a posto. Rimane il problema dell'ampliamento di questo terreno, perché con 2.000 metri, che non sono neanche in piano, in quanto sono dei terrazzamenti, voi - anche se lo dico io che non sono un tecnico - che non è possibile fare una costruzione di questo genere.

Però poi c'è quell'altro problema che io riterrei di fondo: è vero che la Città di Aosta vuol comprare una Colonia, è altrettanto vero che ci sono altri Comuni che, mi pare, stanno vedendo di fare qualcosa di questo genere; non so, mi pare che una volta qualcuno a Saint-Vincent me ne avesse accennato. Però bisogna che noi abbiamo le idee chiare su cosa dobbiamo fare, perché noi abbiamo, è vero, bambini - e qui dovremo poi sentire anche la Commissione Pubblica Istruzione, oltre che la Commissioni Sanità ed altre per finanziare questa opera - e dunque dobbiamo sentire un po' tutti per appurare le nostre esigenze, perché noi abbiamo dei bambini che vanno un mese al mare, ma abbiamo anche bambini linfatici, bisognerebbe vedere, perché può darsi che costoro abbiano la necessità di passare un lungo periodo al mare; abbiamo gente che abita a 1.500 metri. Scusate se faccio una parentesi personale: io ho mia figlia, che ha otto anni, che andava tutti gli anni a Cogne, ma aveva sempre la tosse, e questa tosse veniva da un qualcosa che le dava fastidio, e non era bronchite ma aveva un'irritazione. Quest'anno l'ho dovuta mandare a Bordighera - grazie a Dio ci sono le Suore di San Giuseppe! - a nostre spese, e chi vuole può mettere lì questi ragazzi. Io ho mandato giù questa mia figliola, perché necessita di un lungo periodo, anche perché ha otto anni, dunque è un periodo un po' delicato; superato questo momento... voilà ...

Pertanto ci sono svariati fattori di cui noi dobbiamo certamente tener conto, dobbiamo esaminare e trovare una soluzione a questo problema, perché è un grosso problema. Ad esempio, perché dicevo che bisogna parlare con la Pubblica Istruzione? Perché laggiù, grazie a Dio, le Suore di San Giuseppe hanno del personale che insegna anche il francese, quindi è un problema che noi dobbiamo esaminare sotto diversi aspetti. Secondo me, sinceramente, se noi volessimo acquistare una Colonia... ce ne sono a decine, oramai ci sono quei grandi complessi che erano anche forse un po' ospedalieri, sui quali metterci mano vuol dire sperperare dei quattrini, perché sarebbe meglio buttare giù tutto e rifare... però si potrebbe anche trovare - se si tratta di un problema per due mesi d'estate - un vecchio fabbricato di 5-10.000 metri quadri, anche non tanto vecchio, con alcune decine di milioni, per non dire di arrivare a centinaia di milioni, si compera e il problema è risolto; troviamo chi lo gestisce gentilmente, ad esempio la Pontificia, tutte queste persone che gentilmente sono a nostra disposizione per far passare qualche giorno sano ai nostri bambini, specialmente di alta montagna, perché più noi andiamo in alto e più è sentita questa necessità.

Questo problema, secondo me, è tanto complesso e delicato che desidererei fare questa strada: noi abbiamo la Commissione della Sanità, la Commissione delle Finanze, la Commissione della Pubblica Istruzione; in queste Commissioni consiliari abbiamo tutte le rappresentanze e ritengo che il problema sia di competenza di queste tre Commissioni. Lei dia dunque delega a queste tre Commissioni che sono costituite, che sono quelle interessate e in cui mi pare ci siano tutti i Gruppi consiliari, e il problema, che è un serio e un grosso problema, può essere senz'altro esaminato. Mi pare che la strada migliore sia proprio questa.

lo chiederei proprio questo al Consigliere Tonino: noi la ringraziamo, perché questo è un problema che va esaminato, è di grande importanza, poiché se si sbaglia vuol dire sbagliare per decenni, oltre che sperperare decine e centinaia di milioni e, per di più, se non teniamo conto di determinati fattori, non raggiungeremmo lo scopo. Noi però dobbiamo raggiungere lo scopo su questa strada. Io la pregherei caldamente ancora: non creiamo ancora una nuova Commissione - io la capisco, ma la soluzione non consiste nel crearne una nuova - anche perché le Commissioni già ci sono; tanto qualunque cosa decida questa nuova Commissione dovrà passare per le altre, dunque io la pregherei caldamente di voler accettare questa mia proposta.

Manganoni (P.C.I.) - Sulla Colonia marina regionale se ne è discusso tanto: già fin dalla prima Giunta Caveri, mi pare, e poi nella Giunta Bondaz e anche nelle Giunte successive. Si è andati, si è acquistato, si è fatto, però praticamente non abbiamo concluso niente. Con questo io non voglio dare le colpe a nessuno, perché le difficoltà che sorgevano sui terreni e su tutto... però veniamo alla conclusione: il Consigliere Tonino dice che il Comune di Aosta intende costruire una Colonia, no? Io ti ringrazio dell'informazione.

Secondo me - non che io sia contrario a questo - per una questione di principio dovrebbe essere la Regione che fa la Colonia. Perché? Perché se Aosta fa una sua Colonia marina... poi mi dicevi di Saint-Vincent e di altri Comuni che intendono anche disporre di una Colonia marina, ma cosa succede? Che noi andremo a costruire diverse colonie marine, e per che cosa? Per quattro gatti? Scusa, siamo 100 mila abitanti, no? Io penso che una Colonia costruita coi criteri moderni di funzionalità, con i turni, eccetera - perché mi pare che le colonie ora durino un mese per ospitare i figli - per la Valle d'Aosta, che ha centomila abitanti, penso che sarà sufficiente una Colonia! Sennò le Città come Torino, che hanno, non so, due milioni di abitanti, dovrebbero fare 20 colonie in proporzione. Pertanto questo sarebbe bene, e anche urgente, per evitare spese inutili, inutili nel senso che se ogni Comune vuol farsi la sua Colonia, noi dove andiamo a finire?

Poi la morale è questa: chi paga è sempre la Regione. Siamo tranquilli che, qualsiasi Comune costruisca la Colonia al mare, è sempre la Regione che finanzia, perché un Comune potrà dire: no, pago coi miei fondi; d'accordo, però poi dice alla Regione: tu mi paghi altri servizi, mi rimpingui altre voci di bilancio. Allora la morale qual è? Che è sempre la Regione che paga ed è anche giusto, perché i Comuni non si trovano nelle condizioni di affrontare spese del genere.

Allora, io direi: la questione è urgente ed è anche urgente che la Regione si metta in contatto con questi Comuni che hanno intenzione di disporre di una Colonia marina, discutendo con questi, no? Concordando. Dice Mappelli: "Bisogna che io esamini la questione con l'Assessore alla Pubblica Istruzione", ma l'Assessore alla Pubblica Istruzione non abita nella Terra del Fuoco, no? Io penso che l'Assessore alla Pubblica Istruzione abiti nello stesso palazzo - non dico "abiti", dico gli uffici -, nello stesso palazzo in cui ha gli uffici l'Assessore Mappelli, e allora penso che non ci voglia tanto tempo per prendere contatto con l'Assessore alla Pubblica Istruzione.

Allora, scusa Tonino, la mia conclusione sarebbe questa: la questione urge, e per due ragioni: innanzitutto perché è da quasi vent'anni che in Consiglio si discute della Colonia marina, no? Concludiamo, primo. In secondo luogo, anche per evitare che dei Comuni prendano delle iniziative, perché poi, quando un Comune è già avanti nelle pratiche, nelle costruzioni, è difficile dirgli: "beh! ricominciamo da capo, facciamo noi". Le ragioni sono queste.

Circa il fatto di delegare alle Commissioni accennate dall'Assessore Mappelli o alla Commissione che propone il Consigliere Tonino, per quel che mi riguarda io non ne faccio una questione di Commissioni, ma di urgenza.

Bordon (D.C.) - Io penso che qualche volta non si intervenga per non rubare troppo tempo, ottenendone però l'effetto contrario, perché se dopo l'Assessore Mappelli io avessi chiesto la parola subito, forse avremmo evitato anche l'intervento del Consigliere Manganoni. Però che cosa accade qualche volta? Accade che qui dentro ci si guarda in faccia; ci sono tanti Consiglieri che noi vediamo seduti lì e che vivono con noi questa vita da Consigliere da tanti anni, per cui sembra di tediare le persone raccontando un po' le vicende passate. Invece bisognerebbe farlo, è vero, perché fortunatamente ci sono tanti Consiglieri che non hanno seguito questa impostazione, né da vent'anni, né da dieci, né da cinque, ma da poco tempo.

Mi sia consentito puntualizzare alcune cosettine che il Consigliere Manganoni ha già detto. A me non interessa sapere quando sia iniziata questa discussione; io mi riallaccio semplicemente a una data: 1957-1958, momento in cui si comperò il terreno a Poggi, terreno per il cui acquisto andammo in Commissione e andammo in diversi, di tutti i colori. Non ne facemmo di tutti i colori perché il terreno lo comperammo, ma - e questa è la verità - noi, a un certo momento, amico Tonino, partimmo da qui per andare a vedere questa Colonia. Sia ben chiaro, la preoccupazione che hai tu, che è quella di dire "non vorrei che si facesse una Colonia comunale per la Città di Aosta"... non che tu non voglia questo, tu desideri una Colonia regionale, ed è proprio sempre stata impostata così questa pratica: noi siano partiti intendendo fare una Colonia regionale. Che cosa abbiamo fatto? Il problema allora, nel 1957 - scusatemi questa piccola disgressione, ma perché si dovrà arrivare ad un'altra conclusione, che può anche essere motivo di critica - qual era? Voi vi ricordate che nel 1957 non si parlava di Autostrada dei Fiori, l'Autostrada dei Fiori era molto distante nel tempo; il problema era per una Colonia laggiù, con i pochi terreni che esistevano in quelle determinate zone, migliori come clima e come temperatura, prive di vento, da poter fare comodamente una Colonia anche invernale, perché noi non siamo d'accordo quando si dice che la Colonia dura solo un mese o dura un turno, no. Adesso ne parliamo un attimo con calma, ma lo vediamo, se non vi annoio.

Il problema era questo: bisognava attraversare l'Aurelia, e attraversare l'Aurelia allora... io vi dico che ho assistito a questo spettacolo di dover rimanere - immaginatevi per una Colonia di bambini che attraversava questo budello - addirittura delle ore per poter passare. Il primo problema che ha vincolato l'acquisto di questi terreni è stato quindi il sottopassaggio che ci consentisse dalla parte interna di accedere subito alla spiaggia. E allora, dopo aver girato e guardato tutto quanto, arrivammo al punto ideale, perché c'era questo sottopassaggio con una spiaggia non molto ampia, che poteva però essere allargata, e attraversando, cioè passando sotto questo passaggio che passa sotto la ferrovia, si è visto questo terreno, terreno di 2.000 e qualche metro. Naturalmente che cosa è accaduto? Ecco perché vi ho illustrato questo problema: perché lì intorno abbiamo un proprietario che non intendeva assolutamente vendere e aveva l'intenzione di far morire l'altro proprietario che ha da venderci questo terreno, dandogli pochissimo come valore, come prezzo. E allora comperiamo, perché con 2.500 e tanti metri - il Consigliere Manganoni se lo ricorda come lo ricorda il Consigliere Savioz, e come ce lo ricordiamo tutti noi -, con 2.506 metri si poteva già fare una piccola Colonia. Noi però non l'abbiamo voluta fare in quel momento lì, perché volevamo comperare dei terreni più grandi per fare una Colonia più grande, perché ritenevamo che, limitandola nei posti, non avremmo potuto fare la famosa "Colonia regionale".

Allora che cosa ne è venuto fuori? Nel 1959 ci sono state le elezioni regionali. Che cosa è accaduto allora? Una cosa semplicissima: hanno trovato le stesse difficoltà che troviamo noi adesso, perché si vede che... certamente si sono cercati questi proprietari per poter ampliare questa superficie e, come sosteneva l'amico Mappelli facendo l'esempio delle ciliegie per semplificare il gioco della domanda e dell'offerta, se le ciliegie - come dice lui - non ci sono, i prezzi vanno giù. Qui è la stessa storia: questo Signore ci ha chiesto dei prezzi esagerati.

Ultimamente questi terreni sono andati a finire nelle mani di un grande coltivatore di fiori che è la Ditta Barni, ditta che ha tutti i terreni lì intorno. E allora, che cosa abbiamo fatto con Mappelli, per incarico della Giunta, quando abbiamo guardato questo? Nel 1966-1967 abbiamo scritto una lettera facendo presente che l'Amministrazione regionale gradirebbe sapere se la Ditta Barni fosse disposta a cedere la parte sud-occidentale della sua proprietà e, precisamente, la parte che nell'allegata planimetria risultava colorata in rosso. Nella lettera si indicava altresì che, in caso affermativo, si sarebbe gradito conoscere il prezzo richiesto. Io scrivevo questo per ordine della Giunta, ottenendo dalla Ditta Barni una risposta molto evasiva. La risposta diceva: "se voi ci aiutaste a costruire una strada che va su, nella nostra proprietà, potremmo anche aderire", ma era molto evasiva, l'abbiamo qui questa lettera. Per cui, con successivi colloqui, abbiamo visto che se noi avessimo spinto esageratamente ed avessimo accelerato esageratamente su questo, indubbiamente loro non ci avrebbero tolto niente dal prezzo, chiedendoci un prezzo che per noi era molto forte.

Intanto, che cosa è accaduto? Due erano le soluzioni: o la Ditta Barni ci fa un prezzo onesto e possiamo comperare, oppure accediamo a questa sua eventuale richiesta esagerata. Ci sarebbe anche una terza soluzione che consiste nel vendere quel terreno e nell'andarne a vedere un altro. Io penso che altre strade non ce ne siano. Circa il vendere... io direi al Consiglio che ci spiacerebbe vendere, perché veramente il posto è adatto, è un posto con un clima molto dolce, in modo particolare per l'inverno. E allora che cosa abbiamo fatto? A un certo momento abbiamo detto a questo Signore: guardi, Signor Barni, che noi abbiamo delle richieste per vendere il nostro terreno, quindi lei non creda di farci "spiazzare", come si dice commercialmente, perché noi riusciamo a vendere questo terreno a degli enti che ce lo hanno richiesto; quindi o voi trattate, nel vostro interesse - ma vorrei dire amichevolmente, onestamente - oppure noi venderemo questo terreno. E ora siamo a questo punto.

Le trattative quindi continuano; l'Assessore Mappelli vi ha detto tutto. Prima di passare a tutto il resto, io pensavo che sarebbe stato bene arrivare in Consiglio, attraverso le Commissioni Affari Generali e Sanità e Pubblica Istruzione per vedere quello che riusciamo a comperare come terreni, per avere una certa superficie che ci permetta di fare una costruzione sufficiente per tutti i bambini della Regione. Naturalmente, però, non dimentichiamo che, secondo il mio modesto parere - parere che è di tutti, perché eravamo d'accordo - noi lì abbiamo in progetto... non so, di fare una Colonia che sia un po' sulla falsariga, se non sbaglio, perché non me ne intendo molto, di quella di Cavi di Lavagna, dove addirittura ci sono... no, in questo senso: ci sono dei nostri alunni, valdostani, che passano nove mesi laggiù. Ha detto bene l'Assessore Mappelli quando dice che noi qua abbiamo un clima che qualche volta mandarli solo un mese non è sufficiente. Io quindi penso che la Colonia debba avere la caratteristica di Colonia estiva, con turni di un mese, dove ne passeranno già un certo numero e, per quelli che sono più malaticci, più deboli, di poterli tenere via addirittura con degli insegnanti che l'Assessorato della Pubblica Istruzione potrebbe eventualmente distaccare... ma queste sono tutte cose che, insomma, direte voi, affinché non sia sempre il medesimo a scocciare.

L'essenziale è solo questo, Consigliere Manganoni: la pratica l'abbiamo qui, la stiamo mandando avanti. Però, a un certo momento, noi dovremmo arrivare in Commissione Affari Generali, perché qui coi denari non si può fare della poesia, salvo che ce lo autorizziate voi, di arrivare in Commissione Affari Generali e dire: Signori, qui si comperano migliaia di metri quadrati a questo prezzo; lo volete fare o trasportiamo le tende? Questo vi accadrà entro un paio di mesi, perché purtroppo tutte le cose si susseguono, ma state tranquilli che verrà portato avanti con questo sistema e con un carattere regionale, Consigliere Tonino. Perché se poi il Comune di Aosta, coi suoi 30 mila abitanti, ha desiderio di farsi una sua Colonia - per esempio io so che il Comune di Aosta, se non sbaglio, Consigliere Dolchi, tendeva quasi ad andare sull'Adriatico - avremmo allora una lunghissima discussione, perché si diceva (e oggi, in modo particolare, questa discussione potrebbe valere sia in un senso che nell'altro): immaginatevi, oggi come oggi, per andare a Poggi, con le autostrade che ci sono, in tre ore e mezza-quattro ore si va; quindi anche i parenti che vogliono andarli a vedere sono facilitati.

La conclusione di questa mia lunga chiacchierata della quale vi chiedo scusa è pertanto questa: state tranquilli che questo problema l'Assessore Mappelli ed io - perché la Giunta ce ne ha incaricato - lo risolveremo entro pochi mesi, entro un paio di mesi vi sarà relazionato su quelle che saranno le trattative.

Fosson (U.V.) - Nous, de l'Union Valdôtaine, nous nous associons à la motion qui a été présentée par le Conseiller Tonino.

Je remercie l'Assesseur Bordon des éclaircissements qu'il nous a donnés sur le dossier commencé il y a plusieurs années, mais vraiment sa conclusion m'a un peu frappé, parce qu'il serait contraire à ce qui est l'esprit de la motion. L'Assesseur Bordon dit: "Nous sommes d'accords, nous porterons au Conseil l'étude d'une colonie de vacances dans - dit-il - quelques mois, et nous dirons en quel état sont les pourparlers et, en tout cas, le prix qu'ils veulent nous demander pour le terrain; nous pensons de faire une colonie de vacances régionale". Mais après il ajoute: "Tout de même, si la Commune d'Aoste veut faire une colonie de vacances pour son compte, parce qu'ils pensent de la faire sur l'Adriatique, et bien, Aoste fera sa colonie de vacances et nous, nous ferons la nôtre". C'est vraiment sur ce principe qu'il me semble qu'il faut discuter un moment.

La motion présentée par le Conseiller Tonino nous donne l'opportunité de discuter, parce que je pense qu'il soit nécessaire soit pour faire une économie générale, soit pour l'organisation d'une colonie de vacances efficace, si on veut qu'elle soit efficace, surtout si on veut faire une colonie de vacances à utiliser aussi pendant l'hiver, car on devrait instituer une école. On ne devrait pas disperser les élèves qui vont dans la colonie de vacances pendant l'été, ou aussi pendant l'hiver, dans deux colonies, parce qu'alors on augmenterait les prix, on les redoublerait et on aurait une plus grande difficulté même pour instituer l'école, du genre de celle qu'il y a à Cavi di Lavagna actuellement.

C'est vraiment en tenant compte de ces considérations que nous estimons qu'il faut étudier le problème dans son ensemble. Je pense que la solution soit seulement celle d'une colonie de vacances régionale qui puisse rester debout à travers une organisation efficace, justement parce que nous sommes cent-mille habitants et nous ne devrions pas disperser nos forces dans deux colonies de vacances, ce qui signifie des prix plus forts déjà immédiatement, à l'installation des colonies de vacances, puisque envers la Commune d'Aoste nous devrions, en définitive, intervenir comme Administration régionale avec de l'argent et, ensuite, il y a tous les prix d'entretien, les prix qu'il faudrait payer pour ces colonies de vacances pendant leurs vies.

C'est vraiment sur ce point que j'estime que nous devrions donner ce mandat aux Commissions; ça ne me dérange pas si on doit nommer une nouvelle Commission pour étudier ce problème ou si on doit utiliser les Commissions déjà existantes, mais effectivement c'est un problème qui, depuis longtemps, a été évoqué. Il y a eu des difficultés, mais maintenant il faudrait les résoudre d'une façon ou de l'autre, parce que nous estimons très négatif si on commençait à construire une colonie de vacances pour la Commune d'Aoste, où le Conseil régional devrait intervenir financièrement et, à un certain moment, en construire une autre régionale: on aurait alors tous ces points négatifs que je me suis permis de souligner.

Donc, en m'associant à cette motion du Conseiller Tonino, je voudrais vraiment dire à la Junte que, avant d'approuver un financement pour la Commune d'Aoste, qu'on étudie au plus tôt le problème pour arriver à une solution; les solutions seront étudiées au sein de la Commission et après portées à l'approbation du Conseil, ceci est naturel. Nous ne voulons pas ici prolonger la discussion et entrer dans d'autres détails, mais en me rattachant aussi à ce qu'a dit tout à l'heure l'Assesseur Bordon, je prierais vraiment d'approfondir le problème au plus vite, de façon à ne pas disperser les forces dans ce sens.

Savioz (P.C.I.) - Non c'è più un granché da aggiungere; vorrei soltanto, tenuto conto di quanto ha detto l'Assessore Bordon e di quanto ha chiarito adesso il Consigliere Fosson, insistere sul carattere permanente della Colonia, soprattutto insistere sul principio che su quei terreni, oltre a quel parallelo dove li abbiamo visti, non è più possibile fare una Colonia invernale. Occorre quindi rimanere su questo fondamento dei terreni necessari là dove già abbiamo una striscia lungo il litorale del mare e mantenere la Colonia a carattere permanente.

Naturalmente sono d'accordo sul principio che, quando si è parlato per le prime volte di questa famosa Colonia, si era parlato di una Colonia per tutta la Valle d'Aosta. Ora il fatto di disperdere i finanziamenti per fare diverse colonie è una cosa su cui la Commissione dovrà fare molta attenzione e studiarla profondamente.

C'è anche la possibilità, da parte di alcuni Comuni che già lo sanno, che ci siano degli scambi: le colonie marine per i nostri figli e le colonie montane per i figli degli abitanti dei Comuni rivieraschi. I Comuni quindi hanno ancora una certa possibilità di manovra e se si potesse arrivare ad una Colonia come la intendiamo, e come qui è stato detto, sarebbe l'ideale.

Pollicini (D.C.) - Mai i soldi sarebbero spesi così bene e quindi non si parli di sperpero di denaro, in quanto in Valle abbiamo molti bambini che, per condizioni di salute, hanno bisogno di soggiornare in zone marine, non solo un mese d'estate, ma durante tutto il periodo scolastico. Pertanto è necessario impostare una Colonia permanente.

Questa volta il Comune di Aosta ha preceduto la Regione nel prendere un'iniziativa che si inquadra in una moderna visione dell'assistenza sociale che ha, come obiettivo finale, la sicurezza sociale.

Nel 1968 non è più concepibile fare l'assistenza con le duemila lire o anche con le trentamila lire, che non risolvono di certo il problema e che costringono i meno abbienti ad uno stato di mortificante e continuo ricorso alla pubblica assistenza, la quale, così come è impostata, oltre a rappresentare un avvilente metodo di solidarietà pubblica, condiziona le libertà politiche e la promozione sociale di chi vi deve ricorrere. Occorre dare all'assistenza una dimensione e un'impostazione moderna con strumenti atti a renderla automatica ed oggettiva. Ritengo pertanto opportuno che la Commissione consiliare per l'Assistenza e la Sanità si ponga questo problema nel quadro di una programmazione regionale per l'assistenza.

Per quanto concerne l'istituzione di una Colonia marina della Regione, concordo su questa proposta e ritengo che debba essere discussa dalla Commissione consiliare permanente dell'Assistenza e Sanità; non vi è assolutamente bisogno, come la mozione chiede, di formare un'altra Commissione. Io sono per una Colonia permanente impostata sul tipo di Colonia che la "Cogne" ha a Cavi di Lavagna. Per quanto riguarda il problema Aosta Città e Regione, ritengo validissimo il criterio della Città di Aosta, la quale, proprio per il numero degli abitanti che ha, per il numero dei ragazzi che ha, e poi perché nel periodo estivo vi è un allargamento notevole di necessità di cure marine, evidentemente le due cose non sono in contrasto come diceva il Consigliere Fosson, ma sono proprio, direi, integrative fra di loro. Nel periodo estivo tutti i ragazzi di Aosta e del circondario potrebbero accedere alle colonie del Comune, in quanto Aosta rappresenta un terzo della popolazione della Valle ed è evidente che la Colonia regionale potrebbe, se dimensionata opportunamente, sopperire alle esigenze degli altri Comuni della Valle, poiché ritengo che costoro, per motivi finanziari, non potrebbero nel periodo estivo provvedere da soli all'invio alle colonie dei loro ragazzi.

Mappelli (D.C.) - Monsieur Fosson, mon collègue Pollicini m'a anticipé de trente secondes et c'est juste ce qu'il vient de dire, parce que j'ai donné un coup d'œil au nombre d'enfants qu'on a envoyés en été dans les différentes colonies de vacances: c'est un nombre qui supère beaucoup le millier, un millier et trois-cent environ enfants qui, au mois de juillet - j'en crois autant au mois d'août - ont été dans les colonies de vacances, c'est-à-dire la colonie de vacances de la Ville d'Aoste, la colonie de vacances de la Pontificia, la colonie de vacances de Bordighera, et cetera. Et alors, naturellement, il y a le problème qu'on ne peut pas faire une programmation pour toute l'année sur une question de cette dimension. Si alors la Ville d'Aoste croît faire quelque chose dans un autre endroit, simplement pour l'été, et bien, je crois que nous pourrions très bien nous complimenter pour cette initiative, parce que le nôtre est un autre problème. Je ne crois pas qu'on soit dans l'ordre d'idées de faire une colonie de vacances pour environ... aujourd'hui ils sont 1.300, mais ils pourraient même être 1.500, parce que nous avons, par exemple, encore beaucoup de gens, dans la haute montagne, qui ne veulent pas envoyer leurs enfants à la mer, mais en tout cas il est nécessaire qu'ils aillent à la mer.

Je crois que ce chiffre de mille et cetera au mois de juillet et au mois d'août ça pourrait bien se faire qu'il augmentera encore. Alors il faut faire un calcul, mais moi je crois que l'initiative d'Aoste peut tranquillement marcher pour son compte, tandis que nous nous avons un autre problème: au mois de juillet, au mois d'août, on pourrait envoyer nous aussi un certain nombre d'enfants. Le problème de fond alors est que nous donnons quelque chose aux enfants de haute montagne pour la question de l'hiver et, dans ce cas-là, se présente la question des infrastructures, c'est-à-dire tous les services à l'intérieur de cet institut pour les garanties dont on a besoin les mois où il fait un peu plus froid.

Je crois que le problème soit double; en tout cas c'est toujours un problème que la Commission à la Santé Publique doit examiner en collaboration avec les deux autres, c'est-à-dire les Commissions des Finances et celle à l'Instruction Publique.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io avevo proposto la nomina di una Commissione proprio perché pensavo che, proponendo una nuova Commissione, si potesse snellire di più il lavoro e pensando che le altre Commissioni siano già oberate di lavoro. Comunque sono d'accordo, va bene. Io accetto la proposta fatta dall'Assessore alla Sanità: delegare le Commissioni consiliari della Sanità, delle Finanze e della Pubblica Istruzione a prendere in esame questa mia proposta così caldamente appoggiata da altri Consiglieri e di portarla avanti in un modo un po' spiccio, per giungere alla risoluzione di questo problema che è sentito in tutta la Valle.

Fosson (U.V.) - Je voudrais seulement ajouter deux mots sur ce que j'avais dit tout à l'heure.

Je ne me formalise pas sur la question d'une ou de deux colonies de vacances, si on pense de faire une colonie de vacances exclusivement pour l'été, pour la Commune d'Aoste, et une colonie de vacances permanente, régionale, à utiliser pendant l'été pour une partie des jeunes d'autres Communes et à utiliser pendant l'hiver pour toute la Région, mais en tout cas il faudra avoir des données précises, tout ce que j'ai dit récemment reste quand même valable, parce que seulement à travers une étude approfondie des données, une statistique précise, et à travers une volonté de programmation que nous voulons faire pour les colonies de vacances on pourra décider quelque chose.

Ma préoccupation est seulement de ne pas faire quelque chose qui soit délié, qu'on fasse à un certain moment une colonie de vacances pour la Commune d'Aoste et que l'on dise: "maintenant nous ne pouvons pas faire celle régionale", si on aurait fait au moins la colonie de vacances de la Commune d'Aoste à utiliser aussi pendant l'hiver, tandis que si on fait une colonie de vacances à utiliser seulement pendant l'été, pratiquement il faut dépenser à nouveau de l'argent pour l'adapter à colonie de vacances d'hiver. Et alors, à un certain moment, avant de prendre une décision pour certaines choses, nous nous préoccupons seulement qu'on étudie le problème à fond, et ce n'est pas pour la peur de dépenser de l'argent dans ce sens, parce que nous sommes parfaitement d'accord, nous aussi, avec ce qu'a dit le Conseiller Pollicini: que l'argent dépensé pour la santé des jeunes est bien dépensé. Tout de même, nous avons aussi la préoccupation qu'il soit bien dépensé aussi pour des œuvres vraiment utiles et qui correspondent aux nécessités de toute la Vallée, c'est-à-dire des jeunes de la Commune d'Aoste, de la Cité d'Aoste, comme des jeunes de tous les pays de montagne pour lesquels, probablement, il faudra faire une certaine publicité afin de les convaincre qu'un séjour à la mer, surtout pour eux, est plus nécessaire encore.

Il n'y a aucun contraste avec ce que j'ai dit auparavant: j'ai manifesté une préoccupation. Je pense qu'elle soit fondée et celle-ci devrait être aussi la préoccupation de la Junte et de tout le Conseil régional.

Bordon (D.C.) - Il ne se vérifie pas souvent qu'on soit tous d'accord sur un certain argument comme celui-ci, parce que tout ce qui a été dit avait des raisons fondamentales, de bons motifs. Je veux ajouter deux mots: je suis content que... che l'amico Tonino, insomma, sia stato convinto di quello che abbiamo detto sulle intenzioni. Preciso soltanto che l'intenzione della Giunta è sempre stata quella di una Colonia regionale, quindi su questo state tranquilli.

Secondo problema: le impostazioni che possono venire fuori per la durata della Colonia. Io vi chiedo scusa, però, perché se noi, a un certo momento, non abbiamo la mentalité du comptable come qualche volta ci si rimprovera, cioè se manchiamo di pratica, non possiamo andare avanti. Il problema è stato discusso in questo modo: per poter sapere che cosa dobbiamo fare per la Colonia regionale, bisogna sapere quanto terreno abbiamo, perché se a un certo momento noi abbiamo 2.500 metri quadri anziché 10.000-12.000 che è il terreno occorrente per avere 150 posti, 200 posti, noi costruiamo sulla sabbia... dico la sabbia perché siamo ormai al mare. Allora la prima discussione è questa: noi desideriamo arrivare nella Commissione Affari Generali, nella Commissione Sanità - quindi ci sono queste Commissioni, non è che si parta dal principio di non volerne un'altra, d'altronde Tonino ha capito che l'essenziale è soltanto questo - noi vogliamo arrivare e dirvi: Signori, c'è la possibilità di comperare tante migliaia di metri quadri di terreno a questo prezzo, lo facciamo o non lo facciamo? In base alla superficie si può sapere il numero di quello che vogliamo fare. Perché? Per esempio, l'amico Balestri - quindi è scusato e giustificato l'intervento del Consigliere Fosson - diceva: "ne vedremmo forse due". Io non intendo assolutamente dire questo, io mi auguro di trovare il terreno sufficiente per costruire una sola Colonia, ma che serva anche per i 30.000 cittadini abitanti della Città di Aosta, che è un terzo della Valle, perché se a un certo momento non riusciamo a fare una Colonia abbastanza grande, voi capite perfettamente che Aosta potrebbe assorbire tutti i posti disponibili.

C'è quindi da dibattere qui dentro, e tutto quello che si aggiunge di più è inutile. Prima cosa: dobbiamo sapere quanto è il terreno che possiamo comperare, se è aumentabile o se non lo è. Naturalmente, l'unica cosa è solo questa: state tranquilli che acceleriamo i tempi e desideriamo anche noi portare avanti questo; in particolar modo, qui desideriamo cominciando da lui, dal Consigliere Savioz, da tutti noi che siamo qui. Ne abbiamo parlato già prima, molto prima: il terreno l'abbiamo comperato nel 1957-1958. Vi sono state delle difficoltà, forse le medesime che incontriamo noi ora, ma è desiderio di tutti, perché a un certo momento, che cosa si fa di quel terreno laggiù? Andiamo avanti. Questo è il discorso, quindi state tranquilli.

Lustrissy (D.C.) - Io ho seguito con attenzione il dibattito che qui si è svolto in occasione della mozione presentata dal Consigliere Tonino. Mi pare però necessario, in più di quanto è stato detto, fermare un po' l'attenzione su un pensiero che io considero fondamentale, e cioè sull'opinione che sia assolutamente necessario subordinare ogni e qualsiasi decisione e programmazione di iniziative in tale settore da una completa e approfondita analisi dei bisogni, che sostanzino e mettano in evidenza la necessità di un certo tipo di soluzione piuttosto che un altro.

Infatti è solo in relazione al soddisfacimento di determinati bisogni ed in funzione dei medesimi che hanno la loro ragione di essere le iniziative, sia sociali che assistenziali, assunte per affrontare e risolvere il problema delle vacanze estive della nostra gioventù. Non è certo qui facile ipotizzare i vari tipi di bisogni che possono motivare la necessità di una vacanza estiva. Grosso modo, però, possiamo individuare dei grossi tipi di bisogno: quelli che vengono comunemente presi in esame da tutte le analisi di quel tipo, del settore; il bisogno di vacanza per motivi igienici e sanitari, che possono essere dettati dalla necessità di ritemprare dalle fatiche i ragazzi che hanno sopportato un lungo periodo di istruzione scolastica; il bisogno di vacanze temporanee per assenza di genitori o per particolari situazioni familiari; il bisogno di vacanze per motivi educativi. Bisogna che i ragazzi abbiano la possibilità di vivere in comune, che facciano queste esperienze, che partecipino a queste attività sociali organizzate, in modo che facciano quelle esperienze che tutti gli educatori nel settore ritengono opportune a una certa età; il bisogno di vacanza per evadere temporaneamente da un ambiente familiare ostile. In questo settore sono diversi i bisogni e tutti quanti propongono diversi tipi di soluzione.

Ora direi, se vogliamo affrontare con un certo rigore questo problema, dobbiamo collocarlo nel problema generale di una programmazione regionale che deve operare in questo settore. Come deve operare? Portando avanti quella ricerca più volte suggerita anche alla Giunta regionale in occasione della discussione del Piano di sviluppo predisposto dalla SORIS, lacuna che si era constatata, cioè che il campo dell'assistenza sociale era stato trascurato ed ignorato. Se noi dobbiamo arrivare ad un certo punto, una volta fatto l'inventario dei bisogni della collettività occorre stabilire quanta parte del bilancio regionale possiamo destinare a questi servizi sociali e, in ultima analisi, qual è lo standard assistenziale o sociale che noi vogliamo raggiungere per costruirci un modello... diciamo di tipo ideale di assistenza che noi vogliamo raggiungere nella nostra Regione e rapportarci per tutti i provvedimenti del settore tutte le iniziative a questo modello standard.

È appunto per questo che io mi permetto di sollecitare e di richiamare l'attenzione del Consiglio sull'esigenza che si porti avanti questo discorso in comune con la Commissione della Programmazione, la quale deve essere messa in grado di funzionare, di poter esaminare e di dedicarsi a questi problemi, congiuntamente con le Commissioni consiliari preposte a questi servizi, come la Commissione consiliare dell'Assistenza Sociale e degli Affari Generali e Programmazione.

Pertanto io riterrei opportuno di consigliare la Giunta, che dovrà operare le opportune scelte e prendere i necessari provvedimenti, di far fare al più presto questo tipo di ricerche. Si tratta di una ricerca necessaria, e perché? Perché noi sappiamo che in questo settore operano un'infinità di Enti, sia pubblici che privati. Anche in Valle d'Aosta abbiamo degli Enti pubblici e privati che si dedicano all'assistenza estiva, all'assistenza per le vacanze dei nostri ragazzi.

Ora, se tutte queste attività assistenziali fossero coordinate a livello regionale sotto il "patrocinio" - chiamiamolo così - dell'Amministrazione regionale, noi potremmo utilizzare una larga serie di risorse, e non solo quelle che ci derivano dal nostro bilancio regionale, ma anche tutta una serie di risorse che vengono utilizzate da questi Enti pubblici, coordinandole secondo le finalità che ci proporremo in base proprio a quel modello standard di assistenza che noi vogliamo raggiungere nella nostra Regione.

Questa è una raccomandazione che io faccio alla Giunta e pregherei, se si dovesse esaminare il problema, che venga riproposto il tutto non solo alle Commissioni consiliari competenti, ma alla Commissione per la Programmazione, la quale dovrà dire la sua parola anche in questo settore.

Balestri (P.S.U.) - Sarò brevissimo, perché è già stato detto tutto. Mi sembra che la questione vada programmata, e programmata molto dal lato sanitario. Io non ricordo i dati precisi, ma si fa presto ad averli: si sa quanti bambini abbiamo, quanti possono essere sofferenti di determinate affezioni e quanti di altre.

Il concetto fondamentale è uno solo: qui l'unica che può reggere è una Colonia regionale. Per cosa? Per i servizi che vi si devono imporre e per il servizio continuativo che deve avere. Che poi oggi o domani - la mia battuta non era una battuta così - possa venir fuori anche un'altra Colonia, anche sita in un'altra località e con caratteristiche prettamente estive, questo è un altro discorso, ma la scelta fondamentale è la Colonia regionale. A un certo momento è la Colonia regionale che deve essere proprio d'accordo con l'Assessorato della Pubblica Istruzione, dove si dovranno prendere delle precauzioni, si dovranno dare determinati indirizzi, perché c'è molta parte dei bambini in Val d'Aosta che ha bisogno di periodi di soggiorno prolungati. È questa l'essenza della questione che a noi interessa sotto ogni problema sociale, culturale e via di seguito.

Ora, bisogna vedere: lì la situazione è di trovare dei terreni siti principalmente in una località che dia queste garanzie invernali e poi, se abbiamo la fortuna di trovare anche, oltre a questo, qualche altra cosa, ben venga. Ma, a un certo momento, siamo sicuri che quando si arriverà a una cosa concreta, ben ordinata e ben qualificata, tutti ricorreranno poi alla Colonia regionale? Questo è il succo. Se oggi o domani si voglia improntare poi una Colonia regionale solo su tipo invernale, allora è un altro discorso, se ne possono fare anche due, ma se ci sarà la possibilità di fare i due servizi, cioè quello estivo e quello invernale, a un certo momento noi crediamo che tutti cadranno lì.

Vi dico che in un altro campo si sta già rovesciando la medaglia, si sta già avvertendo questa necessità: il Ministero della Pubblica Istruzione ha invitato i Provveditorati agli Studi di verificare, durante i periodi invernali, la possibilità di inserire determinate classi di studenti, a metà della stagione, di trasportare addirittura delle classi complete in montagna per l'ossigenazione affinché i bambini possano rendere meglio negli studi, e quindi che si invertano le parti. I nostri bambini, invece, hanno bisogno di aria di mare, perché vivono sempre a determinate altezze, hanno bisogno di iodio. È quindi una necessità su larga scala quella di dare a tutti i bisognosi questa possibilità, a coloro che non possono farsi una vacanza per conto proprio.

Principalmente noi abbiamo il dovere sociale di dare a quei bambini che sono affetti da determinate patologie e che, dopo due o tre anni di un periodo invernale o di un periodo più o meno prolungato, secondo i casi, vediamo veramente trasformati nel fisico e in tutto, quindi anche nella resa e in tutte quelle che sono le prospettive future per un uomo, eccetera. Mi sembra pertanto che il problema sia molto chiaro, non c'è tanto da andare ad indagare; se c'è questa volontà, le cose si potranno improntare in tal senso. Molti dati esistono, quindi alla realizzazione e alla sintesi di questi dati si arriva in brevissimo tempo.

Mappelli (D.C.) - Io desideravo solo concludere praticamente dicendo: certo, ha ragione, sì, dobbiamo pur sentire anche la Commissione della Programmazione che dia un suo punto di vista in questa direzione... però io ritengo che la conclusione di tutta la chiacchierata sia nel senso che la Commissione alla Sanità, tenendo conto appunto delle esigenze della Pubblica Istruzione, delle disponibilità della Commissione alle Finanze e sentito anche il parere della Commissione per la Programmazione, possa vedere e dare un'occhiata nel futuro senza perdere troppo tempo per risolvere il problema oggi sollevato dal Consigliere Tonino.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io chiederei di emendare la mozione prima di portarla in votazione. Con la mozione impegnavo la Giunta regionale a formare una nuova Commissione, ma ora invece direi di emendare nel modo seguente: "Impegna la Giunta regionale a delegare le Commissioni Affari Generali, Sanità e Pubblica Istruzione affinché studino il problema".

Montesano (P.S.U.) - Consigliere Tonino, io vorrei, rivolgendomi a lei, ricordare a tutti i Consiglieri che esistono nel Consiglio delle Commissioni permanenti alle quali compete l'esame di questi problemi. Pertanto, quando si parla di Commissioni speciali, occorre andare a vedere se effettivamente esistono le condizioni per nominare tali Commissioni. Noi facciamo delle Commissioni speciali... sì, le abbiamo fatte per la "Cogne", per esempio... quando nessuna Commissione consiliare permanente è investita di questo problema, ma quando ci sono le Commissioni consiliari demandiamo sempre a queste ultime. C'è un accordo su questo, è vero, ma vorrei avvertirla anche per il futuro. È vero che occorre rivedere queste proposte, ma è anche per non diminuire quella che è la nostra competenza, competenza che è riflessa sulle Commissioni consiliari.

Allora, nessun altro chiede la parola? Consigliere Lustrissy.

Lustrissy (D.C.) - Io vorrei completare la proposta di modifica fatta dal Consigliere Tonino, nel senso di invitare... adesso non ho il testo della mozione, ma scriverei: "Impegna la Giunta Regionale a demandare tutto il problema alle Commissioni consiliari interessate..." - poi si vedrà dal lato pratico quali sono quelle che dovranno essere interessate - più il Comitato Tecnico per la Programmazione, affinché facciano delle riunioni congiunte in modo da esaminare tutti gli aspetti del problema.

Montesano (P.S.U.) - Consigliere Lustrissy, anche in questo c'è il nostro Regolamento che dà la facoltà, a tutte le Commissioni consiliari, di chiamare gli esponenti della programmazione, gli esperti, anche persone estranee...

Lustrissy (D.C.) - Bisogna che si tenga presente questa necessità, ecco l'armonizzazione...

(discussione generale)

Montesano (P.S.U.) - Va bene, finita la discussione, se ne discuterà dopo.

Io vorrei soltanto comporre questa modifica in un modo congiunto fra i Consiglieri Tonino e Lustrissy ...(voce di Tonino)... "a sottoporre alle Commissioni consiliari permanenti, congiuntamente al Comitato per la Programmazione, lo studio riguardante l'istituzione di una Colonia marina regionale". È vero? Va bene, Tonino?

Rileggo: "Impegna la Giunta Regionale a prendere immediatamente in esame il problema e sottoporre alle competenti Commissioni consiliari permanenti, congiuntamente al Comitato per la Programmazione, lo studio riguardante la istituzione di una Colonia marina permanente regionale".

Il Presidente, MONTESANO, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della seguente mozione modificata come da proposta del Consigliere Lustrissy.

Procedutosi alla votazione per alzata di mano, il Presidente, MONTESANO, accerta e comunica che il Consiglio ad unanimità di voti favorevoli (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: trentadue) ha approvato la seguente mozione:

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Mozione

Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta,

Considerato che la Giunta Comunale di Aosta ha chiesto un contributo alla Regione per il finanziamento di spese relative a lavori di pubblica utilità, approvato con disegno di legge regionale n. 8 in data 30 luglio 1968, nel quale fra l'altro figurano progetti di spesa, per l'anno in corso, relativi all'istituzione di una Colonia marina Municipale, per un primo intervento comunale dell'ammontare di Lire 65.000.000.

Tenuto conto che, pur essendo concorde con la scelta effettuata dall'Amministrazione comunale di Aosta, tale istituzione assistenziale va ampliata non solo per quanto riguarda la direzione della iniziativa verso quelle famiglie operaie, i cui bambini non possono godere di adeguato periodo di riposo e di cure medico assistenziali, ma anche a tutti quei bambini dei Comuni della Valle, finanziariamente impossibilitati a sostenere le spese di colonie marine, per i quali necessitano in misura uguale, o addirittura maggiore, cure, assistenze medico pedagogiche adeguate.

Impegna

la Giunta Regionale a prendere immediatamente in esame il problema e sottoporre alle competenti Commissioni consiliari permanenti, congiuntamente al Comitato per la Programmazione, lo studio riguardante la istituzione di una Colonia marina permanente regionale.

Il Consiglio prende atto.