Objet du Conseil n. 250 du 21 décembre 1968 - Verbale

OBJET N° 250/68 - Menace d'un éboulement dans le Vallon de St. Grat, zone de Eyo de la Commune d'Issime. Requête de renseignements. (Interpellation de Monsieur le Conseiller Freppaz)

Interpellation

Le soussigné Conseiller régional

interpelle

le Président de la Junte Régionale et l'Assesseur aux Travaux Publics pour savoir s'ils ont intention de faire faire un surlieu dans le Vallon de St. Grat - zone de Eyo - Commune d'Issime, afin de constater et prévenir la menace d'un fort éboulement qui pourrait nuire gravement à la sécurité des habitants de cette Commune-là.

En effet dans ladite zone l'on peut constater que des prises d'eau potable sont souvent troublées et présentent des filtrations à cause du terrain en mouvement.

Signé: Emile Freppaz

Freppaz (U.V.) - Au sujet de l'interpellation présentée, si l'on me le permet, je voudrais ajouter quelques informations recueillies ces derniers temps. Il me résulte que, non seulement des conduites d'eau sont souvent troublées, mais que le mouvement de terrain donne aussi les mêmes signalisations au torrent du vallon de Saint Grat. Ensuite, d'après une inspection des lieux faite dernièrement par les gardes forestiers de la zone, ces derniers nous certifient que, tout-à-fait au sommet de la partie en danger, se vérifie, à la surface, une importante source laquelle se repand sur le terrain et ensuite disparaît parmi des infiltrations très dangereuses. L'on ne peut affirmer la quantité de terrain en mouvement, mais, d'après les données reçues per les propriétaires intéressés, on pourrait atteindre de 15.000 à 20.000 mètres cubes de déblai.

Afin de pouvoir prévenir une regrettable catastrophe, analogue à celle du 4 septembre 1948 causée aussi par des éboulements dans le même vallon, il serait donc urgent et nécessaire prévoir des œuvres de drainage de façon à favoriser l'assainissement du terrain en question.

Colombo (P.S.U.) - Io prendo la parola soltanto per dire che abbiamo fatto fare un sopralluogo subito, appena arrivata l'interpellanza. I nostri tecnici sono andati sul posto, però, in questo momento, essendo tutto gelato, non c'è la possibilità di poter rimarcare da dove provengono questi smottamenti che sono abbastanza pronunciati.

Comunque, del problema se ne sta interessando l'Assessore all'Agricoltura, quindi io do la parola all'Assessore all'Agricoltura perché penso che loro interverranno decisamente per la sistemazione di questo terreno in movimento.

Maquignaz (D.C.) - Devo dire che ero stato informato di questo movimento franoso già un po' di tempo fa dal Sindaco di Issime e dal Consigliere Manganone, i quali mi avevano fatto presente che sarebbe stato necessario fare un sopralluogo per constatare questo movimento franoso. Il sopralluogo che è stato fatto da parte della stazione forestale - sopralluogo che, appunto, il presentatore della interpellanza citava - ha permesso di confermare che in quella località Eyo, sotto la Cappella di San Grato, si è creato con il trascorrere del tempo una frana di cedimento dovuta all'imbibizione dell'acqua che scorre in detta località, in più parti. La zona soggetta al lento movimento ha una superficie di circa 5000 metri quadri. È quindi una superficie abbastanza estesa; attualmente però - si precisa nella relazione - non esiste ancora nessun pericolo per le zone sottostanti. Con il trascorrere del tempo, però, perdurando l'imbibizione dell'acqua in quella zona, l'acqua potrebbe causare un cedimento del terreno, trasportando a valle dai 15.000 ai 20.000 metri cubi di materiale, quindi in questo momento non c'è un pericolo immediato, però è bene provvedere.

Gli stessi forestali facevano presente e consigliavano delle soluzioni consigliando di costruire, a monte delle zone franose, uno o due canali collettori di una profondità di un metro, un metro e mezzo, della lunghezza di circa 100 metri, che asporterebbero completamente l'acqua dalla zona franosa, immettendola nell'adiacente torrente San Grato. I forestali, però, non hanno fatto presente che un analogo pericolo sussiste anche per la parte del torrente. Nella loro relazione si dice solo che sarebbe consigliabile fare quei due canali collettori, fare in modo di togliere l'acqua che è oggetto di infiltrazioni.

Io le posso solo dare l'assicurazione che questa, però, è una cosa abbastanza recente, tant'è vero che abbiamo avuto anche una richiesta da parte di agricoltori che porta la data del 10 dicembre 1968, quindi una cosa di questi giorni. Noi ne terremo conto nel prossimo programma dei lavori idraulici forestali che verrà portato in Consiglio e approvato dal Consiglio. Comunque, effettivamente sono lavori che si devono fare e noi ne terremo conto.

Il Consiglio prende atto.