Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 56 du 28 février 1969 - Resoconto

OGGETTO N. 56/69 - Impegno della Giunta a predisporre un disegno di legge regionale per la concessione ai comuni della Valle d'Aosta di un contributo regionale nelle spese per gli studi e le elaborazioni dei piani regolatori o dei programmi di fabbricazione. (Mozione - Discussione)

Germano (P.C.I.) - Una breve illustrazione, che questo è un argomento collegato, del tipo di quello prima; è il modo di amministrare di questa Giunta che si basa sull'immobilismo e sul rinvio che noi denunciamo con tutta questa serie di mozioni; la stessa cosa lo potremmo fare e lo faremo anche, abbiamo chiesto per l'ente ospedaliero, lo faremo anche per la commissione di programmazione.

Ora, come sta la situazione in Valle d'Aosta sul terreno dell'edilizia: è entrata in funzione, nel settembre del 1968 la legge 765, che ha delle norme transitorie, che è inutile che io qui stia ad illustrare ai Consiglieri, che tutti conoscono, che sono iugulatorie, perché il Ministro voleva che si risolvesse nel suo complesso il problema urbanistico. Per una regione a Statuto speciale vi è anche qui una condizione di facilitazione, se in una regione a Statuto speciale vi è la legge urbanistica la 765 non entra in funzione; ebbene, storia della legge urbanistica, mozioni nostre; nell'altra legislatura, impegni della Giunta, finalmente una legge arriva in Consiglio nell'altra legislatura e poi sparisce dall'ordine del giorno, letteralmente, non se ne parla più, viene affossata. Ricominciamo con questa legislatura, viene presentata un'altra legge, va in Commissione, in Commissione al Turismo, che ci sarebbe da discutere il perché e il per come, poi sparisce anche di qui. Adesso, a quello che so io la si sta discutendo fra i partiti, ma la situazione edilizia della nostra Regione, quale è? Questo era un primo strumento, voi lo tenete fermo.

C'era un secondo strumento che alleggeriva quelle norme transitorie ed era che i comuni stabilissero quelli che erano i perimetri comunali, i perimetri abitati... dei centri abitati. Ebbene i comuni, preoccupati della loro situazione, hanno mandato alla Regione le loro deliberazioni dove stabilivano quali erano i centri abitati. La legge 765 prevede che a queste deliberazioni comunali si risponda entro 90 giorni, altrimenti la deliberazione è valida per decorrenza di termini; ebbene, anche qui, si risponde ai comuni, non entro 90 giorni, ma sette, otto mesi dopo, respingendo tutto, di tutti i comuni della Valle d'Aosta; anche questo, insomma, come è possibile?

Vi era un altro rimedio per superare gli inconvenienti delle norme transitorie della 765 che corrispondeva poi al disegno del Ministro che era quello di fare, per ogni comune, o i piani regolatori, o i programmi di fabbricazione, con regolamento edilizio. Ebbene, anche qui tutti i comuni si preoccupano di designare i tecnici che devono fare i loro piani regolatori o i loro programmi di fabbricazione, la Regione ad alcuni inizialmente risponde sì, ad altri, risponde no, ad altri risponde ni. Avevamo in bilancio i 130 milioni per i piani regolatori che, nelle variazioni di bilancio del 1968 sono stati tolti. Allora, la situazione edilizia in Valle d'Aosta, come si trova, come è? Vi è stata quell'inflazione dei permessi prima del primo settembre 1968, che hanno permesso di prolungare per qualche mese il piano generale di costruzione, ma fra qualche mese, anche questi permessi saranno finiti, e noi sappiamo che nell'edilizia non si può partire dall'oggi al domani, ci vuole un certo periodo di tempo per imposte progetti, per avere terreni, per fare tutte quelle cose che bisogna fare, che tutti noi amministratori conosciamo. Ebbene, la constatazione che noi facciamo è che il danno è stato già dato, c'è già un danno in Valle d'Aosta ed è determinato da questa politica amministrativa del rinvio continuo, della non conclusione, a volte ci sarebbe da augurarsi che ci fossero delle conclusioni sbagliate, ma che ci fossero, invece qui non si fanno neanche, non si ha neanche il coraggio di fare delle conclusioni sbagliate. Ecco quello che denunciamo noi, e a noi ci è stato detto, adesso qui sentiremo quello che diranno gli assessori.

Montesano (P.S.U.) - ...manca l'Assessore al Turismo...

Germano (P.C.I.) - Va bene, però è una questione di Giunta questa, almeno mi hanno detto, e mi ha detto proprio l'Assessore al Turismo che questa legge è stata presentata, approvata, elaborata dal Presidente della Giunta, non lo so, adesso sentiremo se è vero, ma dico, se è vero approviamola come Consiglio, ma facciamo in modo che il danno che, evidentemente avrà l'industria edilizia in Valle d'Aosta sia il più limitato possibile e poi facciamo in modo che le questioni di fondo della nostra autonomia non vengano risolti in discussioni fra partiti. La legge urbanistica, così come il bilancio, così come tutte le altre cose non devono essere discusse fra partiti, ma devono essere discusse nella loro sede naturale, il Consiglio regionale, se volete che anche l'opposizione porti il suo contributo e tutti assieme facciamo che le cose vadano avanti meglio, quindi, io termino dicendo, se c'è questa legge presentiamola rapidamente in Commissione e facciamo in modo che rapidamente venga in Consiglio in modo che almeno i comuni possano marciare in questo senso, ma l'altro problema ancora più importante, la legge urbanistica, portatela in Consiglio in modo che si possa discutere e si possa regolamentare in senso globale, come prima accennava per l'altro problema il Presidente del Consiglio, anche questa questione dell'urbanistica, in tutta la regione valdostana.

Bancod (U.V.) - Sono ormai quasi due anni che gli amministratori comunali, le popolazioni in genere sono preoccupate per questa famosa legge urbanistica 765. Prima con le norme transitorie relative alla istituzione del perimetro urbano e centri storici che hanno creato i primi malcontenti per la diversità di applicazione da parte di vari comuni, ed in seguito per la mancata attuazione di una adeguata e tanta attesa legge urbanistica regionale, pur considerando che la Regione non può sostituire una legge della Repubblica, sembra però che possano essere apportate modifiche a quanto stabilito nei decreti ministeriali dei 1° e 2 aprile 1968 relativi alle distanze della costruzione dalle strade e i minimi spazi da destinare alle opere pubbliche. A tale proposito appare giustificata una riduzione delle distanze minime dalle strade in regioni agricole, considerando la morfologia del territorio della Valle, anche se diverse misure possono essere stabilite nelle zone non agricole da ogni comune all'atto della redazione del piano urbanistico, sarebbe altrimenti auspicabile una differenziazione delle distanze minime a seconda dell'importanza della strada, se non altro ai fini della sicurezza.

Sappiamo che una buona legge urbanistica è auspicabile poiché non è più possibile da parte delle amministrazioni locali intervenire di volta in volta per sopperire alle sempre più pressanti richieste della collettività. Risulta quindi necessario programmare gli interventi anche al fine di evitare dispersioni finanziarie controproducenti.

Inoltre dobbiamo considerare la particolare posizione di passaggio di transito internazionale della Valle d'Aosta, e in relazione a questo stato di cose il logico e doveroso intervento della Regione affinché siano posti in luce ed incrementate le sue capacità attrattive verso il turista, che è alla ricerca di qualcosa di più di quello che ha comunemente a disposizione. Poiché non vale a questo proposito dire che il turismo in Valle d'Aosta vivrà in perpetuo grazie alle meraviglie della natura ivi riposte, in quanto si assiste sempre più al successo di località mediamente dotate dalla natura, ma perfettamente organizzate per rispondere alle esigenze della potenziale clientela; perdere delle occasioni di adeguarsi e rinnovarsi significa destinare la Valle d'Aosta alla decadenza e al sottosviluppo; dobbiamo quindi insistere che in primo luogo, in ossequio alla mozione presentata sia subito predisposta una legge che regolamenti ed assicuri ai comuni un congruo contributo regionale nelle spese per gli studi e l'elaborazione dei piani regolatori, o dei programmi di fabbricazione in modo da tranquillizzare i sindaci che effettivamente hanno tanto motivo di essere preoccupati.

Milanesio (P.S.U.) - Con piacere intervengo in questa discussione sulla mozione presentata dai Consiglieri Germano e Manganoni e devo dire che per il momento la discussione e gli interventi non hanno, a mio avviso, centrato esattamente la sostanza del problema.

Devo dare atto al Consigliere Bancod di aver puntualizzato alcuni argomenti, in modo anche opportuno e brillante; io non ho capito però, e mi dispiace perché io apprezzo e ritengo Germano una persona intelligente e preparata, non ho ben capito il significato dell'illustrazione fatta dal Consigliere Germano, perché mi è parso che alternassero a considerazioni di ordine tecnico e politico, considerazioni di ordine, dichiamo così, demagogico, ma che contraddicessero determinate impostazioni che sono del Partito comunista, che sono delle sinistre, in materia di urbanistica e puntualizzerò queste mie considerazioni.

Io ritengo che la Giunta sia in ritardo sulla presentazione di un disegno di legge in materia di urbanistica; io ritengo che in questo momento la Valle d'Aosta si trovi nel caos urbanistico, non in questo momento, si trova da un pezzo nel caos urbanistico e lo si trova ancora oggi. Visto il preciso impegno da parte di questa coalizione di risolvere ed affrontare con una legge regionale urbanistica, questa legge è in fase di gestazione, gestazione effettivamente un po' laboriosa, e non sempre lineare, diciamo, un pochettino contrastata, però io mi auguro che al più presto veda la discussione in questo Consiglio.

Certo è che però io non posso condividere alcune argomentazioni avanzate dal Consigliere Germano, Germano parla di situazione edilizia, a mio avviso non si può e non si deve parlare di situazione edilizia. Così facendo, scusami Germano, si fa il discorso della destra. In Valle d'Aosta ci sono progetti approvati per costruire almeno per 10 anni di seguito e questi progetti sono stati approvati dal 20 al 25 agosto dell'anno scorso, dove tutte le commissioni edilizie di tutti i comuni hanno fatto lo straordinario, come si suole dire, proprio per consentire a tutti di eludere la sostanza e la lettera nella legge ponte. Ora, consentimi Germano, tu hai fatto capire, dalle tue parole, che questa legge ponte è iugulatoria e così dicendo hai voluto probabilmente dire che il tuo partito o che altri partiti della sinistra se fossero stati al Governo probabilmente avrebbero fatto una legge più tenue che avesse consentito l'edificazione in modo, dichiamo così, maggiore, sotto il profilo volumetrico.

Io, consentimi, voglio dire quello che ho capito dal tuo intervento, voglio ribattere le cose che sono state dette, perché io non le condivido, io condivido di più quello che ha detto il Consigliere Bancod che non quello che hai detto tu Germano, perché qui si sta andando avanti su un equivoco a proposito della legge urbanistica, dobbiamo avere il coraggio di essere molto chiari in materia di legge urbanistica, e di disciplina urbanistica, dobbiamo avere il coraggio di non assumere delle posizioni demagogiche, se è vero che teniamo alla tutela del paesaggio, alla tutela delle bellezze storiche e naturali della Valle d'Aosta, perché se è vero che nella legge ponte si prevede nella fase transitoria un regime rigido, questo è visto come strumento per costringere le amministrazioni comunali a fare i piani regolatori o i piani di fabbricazione, perché altrimenti noi sappiamo cosa succede a fare un piano regolatore, dare una disciplina ad un certo territorio significa anche toccare degli interessi, non dico ledere perché qui il discorso sarebbe molto più lungo, probabilmente eliminare quella plus valenza che altrimenti si sarebbe determinata su certe aree agricole se lo sviluppo del concentrico urbano fosse stato speculativo, fosse stato abbandonato alla libera iniziativa, che non è che dobbiamo deprecare, ma che in certi casi è egoista non tener conto degli interessi generali.

Ora, la legge 765, e la legge ponte, che cosa prevedono? Prevedono questo: un regime transitorio abbastanza duro che costringa le amministrazioni comunali a fare dei piani regolatori.

Ora, io ritengo che l'amministrazione regionale, a questo punto, evidentemente debba intervenire con dei contributi nei confronti dei comuni affinchè i comuni possano fare i loro piani regolatori, ma l'amministrazione regionale, con una legge urbanistica regionale, dovrà anche prevedere a mio avviso, che i comuni che non faranno i piani regolatori se li vedono fatti fare d'ufficio dalla Regione e si prevedono delle sanzioni nei confronti di quei Sindaci che non fanno i piani regolatori, perché evidentemente un Sindaco, responsabile, un Consiglio comunale responsabile, se vuole fare gli interessi dei propri cittadini e del paese in generale, deve disciplinare il suo territorio ed è giusto che si preveda una specie di incentivo alla creazione dei piani regolatori che è dato da un regime transitorio abbastanza duro, abbastanza poco sopportabile.

Comunque, io distinguo nettamente situazione urbanistica da situazione edilizia. Io mi rifiuto di credere e contesto quanto ha detto il Consigliere Germano che la situazione edilizia, così, stia per attraversare o stia per entrare in crisi. Vi sono tanti e tali progetti approvati che ce n'è per almeno cinque anni a costruire in Valle d'Aosta, anche se non si approvasse qualche altro progetto; questo non significa che dobbiamo bloccare tutto, significa solo che è improprio parlare di situazione edilizia, occorre, è necessario, è urgente parlare di situazione urbanistica della Valle d'Aosta.

È necessario arrivare ad una legge organica che disciplini in modo globale il territorio, è necessario arrivare al piano urbanistico regionale e tutti i piani comprensoriali e comunali saranno delle tessere di questo mosaico che è il piano urbanistico regionale.

Noi riteniamo che sia necessario ed urgente addivenire a questo disegno di legge, addivenire all'approvazione di questa legge, però, ripeto, io voglio che si chiariscano alcuni equivoci che oggi si sono presentati in questa discussione. Se è vero che non possiamo accettare le distanze che vengono proposte dalla legge nazionale, appunto, essendo la Valle d'Aosta morfologicamente diversa, essendovi una scarsezza di territorio, io ritengo che però gli indici volumetrici presentati, siano da accettare nel regime transitorio, non siano da modificare in alcun modo, altrimenti arriviamo alla speculazione più pura.

Il problema dei centri urbani, ebbene, signori consiglieri, da quanto mi è dato sapere, sono state fatte delle classificazioni da parte di diversi comuni, a seconda, diversamente, delle intenzioni dei singoli Consigli, delle singole Giunte, sono state fatte delle classificazioni stranissime, alcuni hanno previsto nei centri urbani praticamente l'interezza o quasi del territorio comunale comprendendovi ad esempio, che so io, dei monti, delle becche, altri invece, più ragionevoli, hanno dimensionato il centro cosiddetto urbano a quello che era il prevedibile sviluppo, la prevedibile espansione del centro stesso.

Ora, voi sapete, che si prevede l'1,5 nei centri urbani e lo 0,10 nelle zone agricole.

Ora, consentitemi questa domanda: se noi attribuiamo l'1,5 anche a quelle zone che non devono essere sviluppate ragionevolmente, noi diamo un indice volumetrico che costituisce un incentivo obiettivo all'edificazione, se noi allarghiamo la classificazione dei centri urbani, noi facciamo in modo che non si facciano più i piani regolatori, perché in determinate zone l'indice dello 1,5 è un indice incentivante all'edificazione, è un indice speculativo e queste cose dobbiamo esaminarle, dobbiamo dircele.

Ora, io ritengo che se qualche responsabilità esiste da parte della Regione, se qualche ritardo esiste, però consentitemi di dire che da parte anche di molte, di moltissime amministrazioni comunali il problema della redazione, della formazione dei piani regolatori è visto un pochettino come il diavolo vede l'acqua santa. C'è la paura di toccare determinati interessi, c'è la paura di vedersi bollati alle consultazioni elettorali, e noi sappiamo che inevitabilmente una disciplina del territorio tocca qualche interesse, noi lo sappiamo perché ad Aosta, se non altro, il piano regolatore è stato fatto, e noi sappiamo anche e dobbiamo dare atto agli amministratori che hanno fatto il piano regolatore ad Aosta che hanno compiuto un atto di coraggio e io questo l'ho sempre riconosciuto e lo riconoscerò sempre. Però oggi dal Consigliere Germano ho sentito un discorso non molto chiaro, un discorso che io mi auguro possa essere chiarito dallo stesso Consigliere Germano, perché parlare di situazione edilizia vuole significare fare il discorso dell'associazione nazionale dei costruttori. Parlare di situazione urbanistica vuole dire fare il discorso della difesa del paesaggio, della difesa del territorio valdostano. In Valle d'Aosta in questo momento non esiste un problema preoccupante per l'edilizia, esiste un problema estremamente preoccupante per quanto riguarda l'urbanistica; noi stiamo andando verso il massacro urbanistico, quindi, signori Consiglieri io ritengo che, da queste considerazioni la Giunta debba trarre quella spinta, quell'energia necessaria per arrivare al più presto a presentare un disegno di legge urbanistico. E ritengo anche che attraverso uno sforzo concorde e attraverso un'assenza di demagogia, perché quando si fanno leggi di questo tipo, dicevo, si toccano sempre gli interessi di qualcuno o se non altro, gli interessi potenziali, interessi che però sono in contrasto obiettivo con le esigenze della comunità.

Io dico che se questo Consiglio saprà affrontare in modo sereno, responsabile e non demagogico il problema della legge urbanistica, ebbene questa legge verrà fatta al più presto e penso che potremo porre ancora una volta la Valle d'Aosta all'avanguardia in questa materia, così come fu in allora, con l'approvazione della legge urbanistica che è attualmente in vigore, anche se mutilata in alcuni suoi aspetti, e che è stata però praticamente disattesa nella sua applicazione e nel suo spirito.

Non c'è l'Assessore Balestri, quindi io penso che la Giunta chiederà la sospensione, il rinvio di qualunque deliberazione in materia, perché ritengo che l'Assessore Balestri avesse da fare delle comunicazioni o avesse da dire qualcosa. Quello che però da parte del Partito socialista prese a sottolineare in questa circostanza, è che noi riteniamo che questo problema si risolva solo ed esclusivamente con la presentazione rapida di una legge urbanistica regionale, e poi, successivamente con l'adozione di quei provvedimenti che consentono ai comuni di poter finanziare i piani regolatori, e eventualmente con la previsione di sanzioni nei confronti di quei comuni che forniti di questi strumenti, non adoperino questi strumenti stessi.

Tonino (P.S.I.U.P.) - ...

Germano (P.C.I.) - ... chiede il rinvio ...

Montesano (P.S.U.) - Ma, io ho detto in principio, guardate, non c'è l'Assessore al Turismo che è un diretto interessato di questa cosa qui, perché, siccome è un settore suo, se volete parlare dell'argomento, però naturalmente, tenete conto che non c'è l'Assessore al Turismo, da cui l'urbanistica dipende... Io ... aspetti un momento... (si sentono voci) ...io voglio chiedere prima di tutto a chi ha chiesto la parola, Tonino, Manganoni, Savioz, ... Ramera vuole fare una proposta? Breve, che cosa vuole dire?

Ramera (D.C.) - ... ai presentatori della mozione, che il disegno di legge per questo preciso argomento è già pronto in quanto l'Assessore al Turismo mi ha convocato, in quanto Presidente della Commissione, lunedì scorso, per cui il disegno di legge verrà portato nella prossima settimana, alla Giunta regionale ed è già fissato come abbiamo stabilito ieri, nella Commissione al Turismo, per lunedì 10 all'esame della Commissione. È per questo che io volevo rendere conto ai presentatori di quanto sta avvenendo, per evitare delle discussioni inutili.

Montesano (P.S.U.) - Volete rimandare la discussione? No, e allora, primo Consigliere Tonino ... un attimo solo perché c'è Tonino, Manganoni, Savioz, Germano e poi Fosson.

Tonino (P.S.I.U.P.) - ...

Fosson (U.V.) - Da quanto abbiamo appreso adesso dal Consigliere Ramera vorrei solo chiedere: il disegno di legge che è pronto e che sarà presentato alla Giunta, concerne la legge urbanistica che parlava prima il Consigliere Milanesio, oppure la legge per sovvenzionare, per venire incontro ai comuni, cioè quello che si chiede nella mozione?

Ramera (D.C.) - ... quello che si chiede nella mozione.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io vorrei dire che le disposizioni restrittive della famosa legge ponte non hanno alcun senso in mancanza di una logica di pianificazione urbanistica; la corsa alle licenze di costruzione, cominciata nel settembre 1967, subito dopo l'entrata in vigore della legge ponte, urbanistica, è provocata dalla prevista applicazione, a partire dal 1° settembre 1968 di severe limitazioni per l'attività edilizia, pari per tutti i comuni, piccoli e grossi, che si trovino sprovvisti di piani urbanistici, si è conclusa così nello scorso mese di agosto. Oggi dobbiamo dire che l'edilizia, pur nei suoi limiti, è in piena attività, per la spettacolare volata delle autorizzazioni a costruire, finite che siano queste costruzioni vi sarà una crisi totale nell'edilizia, proprio in ordine alla legge restrittiva in materia; inoltre non saranno pochi i casi in cui la costruzione non potrà essere portata a termine nel prescritto, nei prescritti due anni che la legge impone; se non si interverrà, e direi che è già tardi, per alcuni casi, mi riferisco a coloro che, dicevo prima, che non riusciranno a portare a termine la loro casa, e in altri casi mi riferisco alle piccole imprese edili che vi sono nei piccoli comuni, che hanno dovuto fronteggiare le spese materiali per costruire case a coloro che giustamente, avendo un unico appezzamento di terreno, che costavano col tempo, in ordine alle possibilità finanziarie di costruirsi la propria casa, hanno dovuto, giocoforza iniziare la casa, senza poter peraltro fronteggiare la spesa occorrente, di qui, oltre la crisi totale della edilizia, questi piccoli impresari si verranno a trovare in seria difficoltà per cui non saranno pochi coloro costretti al fallimento.

Dicevo, appunto, se non si interverrà ad una pianificazione generale del territorio della Valle d'Aosta, se questa pianificazione non sarà sviluppata con la necessaria rapidità, non si giungerà in tempo a salvare il salvabile con gravissimo pregiudizio dell'economia e del progresso sociale della Valle. Occorre quindi, a mio avviso, intervenire tempestivamente e predisporre una legge regionale in materia, se è vero che siamo una Regione autonoma che tenga conto della natura territoriale della Valle d'Aosta. I comuni della Valle d'Aosta non possono più rilasciare licenze edilizie; a qualcuno viene rilasciato licenza di costruzioni prefabbricate, quindi una baracca, con impegno del medesimo di smontarla qualora venga richiesto; i motivi oggettivi di questa situazione, ho già detto, sono da ricercarsi sulla natura dei nostri terreni, spezzettati all'infinito, delle innumerevoli servitù esistenti, autostrada, ferrovia, statale 26 e 27, strade comunali e regionali di accesso alle medesime, oltre ad una fitta rete di linee elettriche, il tutto sommato assieme in un quadro generale, dalla portata in cui viene a trovarsi la Valle d'Aosta in materia urbanistica.

Parlando della fitta rete di elettrodotti, che specie in bassa Valle si trovano fittissimi, proprio sui terreni pianeggianti, vorrei sentire dall'Assessore competente o da qualcuno della Giunta, se non fosse possibile intervenire presso le società elettriche e presso l'ENEL affinché questi elettrodotti siano sotterranei, come già avviene in alcuni posti, oppure essere spostati nelle montagne.

Comunque, io sono d'accordo sulla mozione, ma sarei però ulteriormente più soddisfatto se il problema venisse affrontato alla radice con apposita legge regionale che disciplini in modo diverso, con una pianificazione urbanistica generale, tenendo conto, ripeto, della natura dei terreni e del modo in cui essi sono distribuiti.

Il Consigliere Milanesio dice che il problema dell'urbanistica è in fase di difficile, lunga e contrastata gestazione; a me pare che con questa affermazione egli riconosca che su questo problema ci sia dell'immobilismo come giustamente disse poco fa il Consigliere Germano, per cui, proprio in ordine a questa carenza, invito i responsabili ad affrontare anche questo importante problema, e non so, non sono d'accordo col chiedere la sospensione di questa mozione.

Manganoni (P.C.I.) - È forse necessario partire dalle ragioni per cui questa legge urbanistica è stata varata in campo nazionale. Lo scopo che si prefiggeva era di disciplinare il caos urbanistico che c'era in Italia ed in Valle d'Aosta, quindi, disciplinare, eliminare, chiamalo come vuoi, ad ogni modo di mettere termine a quel caos; quindi lo scopo della legge, quindi questo scopo, che solo questo si prefiggeva, può anche essere approvato, perché noi assistevamo nella nostra Valle a delle cose assolutamente inammissibili. Senonché, stabilisce la legge che dopo il 1° settembre 1968 non si possono più concedere permessi edilizi se non c'è o il piano regolatore o il regolamento edilizio o il programma di fabbricazione, salvo che si tratti di centri abitati. Di fatto, cosa succede? Che i comuni non potranno più autorizzare delle costruzioni fuori dei centri abitati e qui si tratta di stabilire, di vedere se i centri abitati sono stati stabiliti dai comuni, ma ad ogni modo, ammettendo che lo siano e mi risulta di no, non si potrà costruire, perché? Perché la volumetria del 0,10%, ammessa al di fuori dei centri abitati, vuole dire che una persona che si vuole costruire una casa normale di 1000 mc. deve possedere 10.000 mq. ciò che in Valle d'Aosta, diciamo, è quasi impossibile; secondo, vi è il problema delle distanze... se mi lasci andare avanti, Milanesio, il problema della distanza, 20, 30, 40 metri dalle strade, coi terreni, con l'inclinazione che hanno i terreni in Valle d'Aosta, con lo spezzettamento dei terreni in Valle d'Aosta, non si costruisce, questa è la realtà di oggi. Pertanto, chi ha avuto l'autorizzazione a costruire prima del settembre 1968 andrà avanti, quelli che oggi vogliono costruire di fatto, di fatto, non possono costruire, salvo, ho detto, nei centri abitati... Come si può superare questo ostacolo, che, dice Milanesio, ci sarebbero lavori per cinque anni ecc. beh, ... questo bisognerebbe andare a fondo, ad ogni modo, questo, effettivamente, questa stasi può provocare una crisi nell'edilizia, non solo, ma impedisce di costruire. Se oggi un cittadino vuole fare un progetto e costruire fuori del centro abitato, non può costruire e così naturalmente questo è anche un notevole incremento a quel turismo di cui si sciacquano tutti la bocca qua dentro, tutti... domani un tale vuole costruirsi una villetta, in una zona, non so, ... quello non costruisce perché certamente la villetta, perlopiù si costruisce fuori della zona abitata perché la gente oggi vuole la tranquillità e la pace e quindi ricade nell'indice di fabbricazione 0,10 e allora non fabbrica.

Non parliamo poi delle distanze delle strade: come si può superare questo? Si può superare in un modo solo: con l'elaborazione e l'approvazione dei piani regolatori o dei regolamenti edilizi con programma di fabbricazione; queste sono le vie di uscita. Ora, si parlava della legge regionale urbanistica: benissimo, tutto bene, però non è la legge regionale urbanistica che risolve questo, sono i piani che risolvono, che permettono di costruire, perché anche se noi facciamo la legge urbanistica attenuando certe posizioni troppo rigide di quella nazionale, adattando alla situazione della Valle d'Asta, ma se non abbiamo i piani noi non costruiamo. Allora, di questo ne abbiamo già parlato a suo tempo, l'amministrazione regionale ha invitato i comuni a nominare dei tecnici ecc... e questo sta bene, ne abbiamo già discusso in un passato Consiglio. Io penso che quasi tutti i comuni, o tutti, hanno provveduto a prendere queste delibere e a nominare un tecnico per l'elaborazione di questi piani, però, sulla delibera c'era, in altri termini, sotto altra forma, ma la sostanza era questa: chi paga? Noi sappiamo, che i nostri piccoli comuni non possono affrontare questa spesa; si era detto qui, paga la Regione, e c'erano, è stato detto precedentemente, i fondi sul bilancio, che poi avete stornato, 180 milioni li avete stornati, e io ho detto anche il perché, c'è stata tutta la discussione. Ora, il Comune cosa dovrebbe fare oggi? Sollecitare il tecnico dicendogli: muoviti a fare il piano, no? Il tecnico dice: ma chi paga? E il Sindaco risponde: non so? E allora il tecnico dice: ma, se nessuno mi paga e io lavoro per la faccia di chi, del Sindaco? Ecco oggi uno dei problemi che ostacolano e che fermano, noi questo l'abbiamo sollevato in un passato Consiglio; cosa è stato detto dal Presidente della Giunta? Noi provvederemo; cioè in un primo tempo era stato detto "paga tutto la Regione", in un primo tempo, e in un secondo tempo, in un Consiglio seguente è stato detto "ma veramente, pagare tutto, è meglio che paghiamo solamente una buona percentuale", si era parlato anche del 75%, e va bene; si potrà discutere, ma ad ogni modo che anche i comuni contribuiscano anche per una piccola parte si può anche, io posso anche accettare questo, naturalmente però il 78, 80% veniva pagato dalla Regione; anche, si è aggiunto da parte della Giunta, porteremo una legge i Consiglio, per questo contributo; ma questo se ne è parlato quando? Quattro o cinque mesi fa, mettiamo tre e mezzo, se non sono quattro o cinque; siamo pressappoco lì.

Ora è inammissibile che per fare una leggina che stabilisce un contributo della Regione per questi comuni, ci vogliano tre o quattro mesi e si dice: il 10 andrà in Commissione. Ma, cosa ha fatto la Giunta in questi tre o quattro mesi? Non si rende conto dell'urgenza di questo provvedimento, perché con questo provvedimento darà l'arma, darà la possibilità ai sindaci di sollecitare e di dire al tecnico: se entro tale termine non me lo prepari, guarda che io ne cerco un altro. Questo, diciamo è un caso estremo, però possiamo anche arrivare a questo punto. Però possono sollecitarli questi piani, invece oggi non possono sollecitarli. Quindi, ecco l'urgenza e l'accusa che io faccio, alla Giunta, di aver ritardato troppo, bisogna mandare avanti, non la legge urbanistica, ma questa legge che stabilisce il contributo ai comuni; questo è l'appunto che io faccio alla Giunta e la invito ad essere celere, che se il 10 c'è il Consiglio, no, va alla Commissione, noi dobbiamo già finire alla fine di questo mese, se tutto va bene, augurandoci che la commissione non ci metta alcuni mesi a discutere, ma andando tutto bene, noi andremmo al Consiglio di fine marzo, e quindi un altro mese che noi perdiamo, questo, per quanto riguarda quella legge.

Secondo, altro problema che io voglio sollevare è: questi piani regolatori, e piani di fabbricazione, cioè regolamento edilizio con allegato programma di fabbricazione, a che punto sono? Io chiedo alla Giunta, quanti comuni hanno oggi, a tutt'oggi inviato alla Giunta questo piano, o piano regolatore, o piano di fabbricazione - primo.

Secondo: quanti di questi piani sono stati approvati, perché qui vorrei, se non erro, potrei sbagliarmi, ma se sbaglio veda la Giunta di correggermi, i piani regolatori devono passare in Consiglio, l'approvazione e i piani di fabbricazione invece dovrebbero essere approvati dalla Giunta, è così? Io ho l'impressione che la Giunta viva, o nei sotterranei delle talpe, o su nella stratosfera; mi vuole rispondere?

(si sente una voce in lontananza)

Montesano (P.S.U.) - Manganoni, c'è l'Assessore al Turismo che manca io l'ho detto...

Manganoni (P.C.I.) - Però è ammissibile, mi permetta Presidente, è ammissibile che un membro della Giunta non sappia rispondere a questa domanda? Cioè il piano regolatore va approvato dal Consiglio? Il regolamento edilizio, con programma di fabbricazione, va approvato dalla Giunta? Sono delle domande che qualsiasi assessore deve sapere.

Montesano (P.S.U.) - ... ma Lei è stato assessore ...

Manganoni (P.C.I.) - Presidente, quando m'interrogavano, io ho sempre risposto, e quando ... e quando non mi trovano in condizioni di rispondere dicevo: non conosco esattamente il problema, mi riservo entro un'ora, o mezza giornata o entro un giorno, di rispondere e m'informavo ... ad ogni modo diamo atto che la Giunta ignora perfino questo, diamo atto, anzi io pregherei, d'altronde risulterà dal nastro, che però a verbale risulti questo fatto, che la Giunta non è in condizioni di rispondermi su questa domanda elementare. Allora, cosa fa la Giunta per accelerare la stesura e l'approvazione di questi piani? (voce) ...ecco, ed è così che voi vi preoccupate di questa situazione nella quale si trova oggi la Valle d'Aosta, questa la vostra preoccupazione, questo il vostro interesse per i problemi regionali, questa è la verità, caro Bordon, ed io vorrei ancora rivolgere una domanda, una domanda al ... non c'è ... al Consigliere Milanesio. Il Consigliere Milanesio proponeva delle sanzioni per i sindaci che non facciano il loro dovere, a questi sindaci che non dovessero ... Va ben, e questa è una questione anche da discutere, non è da respingere così a priori, però io vorrei chiedere al Consigliere Milanesio, e per la Giunta, che non solo non fa il suo dovere, ma che viola le leggi, e adesso lo dimostrerò, propone anche delle sanzioni il Consigliere Milanesio? Bene, bene, ed allora veniamo ai fatti. Mi risulta, e qui la Giunta mi corregga se sbaglio, che un regolamento edilizio, con relativo programma di fabbricazione è rimasto nelle scartoffie polverose dell'amministrazione regionale, per oltre un anno, dopo di che l'amministrazione lo restituisce al Comune per rivederlo perché non va; ora, dice questa legge famigerata, urbanistica, ecc... che i regolamenti edilizi dei comuni sono approvati con decreto del Provveditore regionale alle Opere Pubbliche, sentito l'Assessore all'urbanistica regionale, la competente sovraintendenza, entro il termine di 180 giorni dalla presentazione: 180 giorni, vorrebbe dire circa 6 mesi; qui invece l'hanno tenuta un anno prima di restituirla, hanno violato l'articolo 12 di questa legge, e allora, il Consigliere Milanesio è sempre d'accordo che oltre alle eventuali sanzioni nei confronti dei Sindaci si prendano delle sanzioni contro la Giunta, che non solo non fa il suo dovere, che non solo dorme ma che viola l'esistente legge urbanistica?

(si sente la voce di Milanesio) ...adesso siamo su questo argomento, perché se qui andiamo in tutto il calderone, rimaniamo in argomento, ed allora, io che non ho respinto la proposta di Milanesio di prendere dei provvedimenti per quei sindaci recalcitranti ecc... è una cosa che si può anche esaminare perché i sindaci devono fare il loro dovere, ma quando la Giunta, che dovrebbe essere di esempio agli amministratori è la prima a non fare il suo dovere e a violare le leggi, articolo 12, ed allora cosa proponiamo per la Giunta? Delle sanzioni disciplinari? No, noi siamo bravi, non vogliamo farvi del male, ad ogni modo ecco la situazione, la situazione è questa, che voi, non solo non fate il vostro dovere, che voi ritardate l'approvazione di quella legge, del contributo, non parlo della legge urbanistica, ciò che ritarda di conseguenza tutto l'iter e poi, addirittura violate la legge urbanistica; questo state facendo voi, altro che accelerare.

Savioz (P.C.I.) - Io, innanzitutto vorrei sapere se questa discussione continua o se viene rinviata; perché se la discussione continua, allora io intervengo e dico quello che ho da dire, se invece viene rinviata non dico niente.

Montesano (P.S.U.) - Lei più di noi può comprendere le ragioni per cui ho proposto il rinvio, perché manca il responsabile del settore... gli altri assessori, ma poi anche per delicatezza non possono intervenire, non conoscono il pensiero dell'Assessore.

Savioz (P.C.I.) - Vuole per cortesia chiarire questo: si rinvia sì o no? Io ho chiesto al Consiglio se, data l'assenza giustificata dell'Assessore al Turismo non sia opportuno rinviare.

Germano mi ha risposto già no; allora ... Il Consigliere Fosson, cosa dice? Adesso poi facciamo dire al Presidente ...

Fosson (U.V.) - Io credo che se noi prolunghiamo la discussione sulla legge urbanistica e tutto questo è logico che non si possa discutere in assenza dell'Assessore al Turismo, ma io ho chiesto appunto quando il Consigliere Ramera aveva accennato, se si trattava della presentazione di una legge su questo argomento. Ora, se le intenzioni della Giunta, le intenzioni dell'Assessore Balestri al Turismo, se l'intenzione sua è quella di presentare una legge per quanto si chiede qui nella mozione, non vede perché debba essere rinviata l'approvazione della mozione, perché noi siamo perfettamente convinti di chiedere questo; non abbiamo bisogno di una risposta dell'Assessore Balestri, qui, per questo, e indirettamente sappiamo che l'Assessore Balestri è orientato a presentare questa legge; siccome noi assicurazioni ne abbiamo avute molte volte e poi abbiamo visto che le assicurazioni non portavano ad un certo frutto, io direi, è stata presentata la mozione, chiediamo questo, votiamo la mozione, se siamo tutti d'accordo, e buona notte, diamo un mandato alla Giunta per presentare questo, che non ha niente a che vedere questa mozione, con quello che è il piano urbanistico generale e via dicendo, perché qui siamo nel campo di venire incontro alle spese che i comuni devono affrontare per predisporre gli studi e l'elaborazione dei piani regolatori, questo indipendentemente dalla legge urbanistica, questo compito i comuni lo devono svolgere; ne abbiamo parlato più volte in questo Consiglio, c'erano degli stanziamenti ad hoc nel bilancio, sono stati stralciati questi stanziamenti ed ad un certo momento abbiamo avuto la assicurazione da parte del Presidente della Giunta che qualche cosa si sarebbe fatto in merito, quindi non è un argomento nuovo, non è un qualche cosa che abbiamo bisogno di avere una risposta oggi dall'Assessore al Turismo, perché il Consiglio, in base alle discussioni già fatte sull'argomento può benissimo votare con piena cognizione di causa la mozione che è stata presentata, qui non si specifica la percentuale e mi sembra che quando noi stiamo a quella delibera che viene proposta dalla mozione, di impegnare la Giunta a predisporre e presentare quanto prima un testo di legge che regolamenti ed assicuri ai comuni un congruo contributo regionale nelle spese per gli studi e l'elaborazione dei piani regolatori e dei programmi di fabbricazione, mi sembra che è pienamente logico, e pienamente in ordine con quello che è stato più volte discusso in questa sede e non abbiamo bisogno, non si specifica né niente, quindi si dà un mandato alla Giunta di studiare questo problema, si chiede solo e si sollecita questo, perché altrimenti, se noi avessimo necessità di una risposta da parte dell'Assessore al Turismo in questa sede, allora io aderirei alla proposta del Presidente del Consiglio, ma questo mandato che noi diamo alla Giunta lo si dà indipendentemente dalla presenza o meno dell'Assessore Balestri, dell'Assessore al Turismo, e se per caso l'Assessore Balestri ha già predisposto una legge per questo, tanto meglio, tanto meglio, vuole dire che noi non chiediamo la luna nel pozzo, chiediamo una cosa che è già nelle intenzioni anche della Giunta, ma mi sembra che non sarebbe logico, invece di rimandare adesso, come è formulata la mozione di rinviarla esclusivamente per l'assenza dell'Assessore al Turismo.

Montesano (P.S.U.) - Siccome si tratta appunto di rinviare o non rinviare, io desidero sentire anche la voce della maggioranza, perché io non faccio l'avvocato di nessuno.

Ramera (D.C.) - Il gruppo democristiano ritiene superata la mozione in quanto le comunicazioni che ho fatto ritengo abbiano informato sufficientemente il Consiglio che la legge è già stata predisposta dall'Assessorato. Andrà in Giunta mercoledì e andrà all'ordine del giorno della Commissione del turismo il 10 febbraio, tanto ho comunicato ieri alla Commissione del turismo, andrà anche alla Commissione competente per l'urbanistica, nello stesso momento, quindi ad un dato momento non so che cosa dobbiamo deliberare per impegnare la Giunta a fare quello che praticamente è già fatto perché mercoledì vaglierà, darà il suo assenso alla legge già predisposta e noi stiamo qui, da un'ora a discutere su quello che è già fatto o vorremmo fare, o rifare. Io ritengo che pertanto il nostro gruppo ritiene superato l'argomento e non vuole votare assolutamente questa mozione.

Colombo (P.S.U.) - Io vorrei solamente aggiungere a quanto ha detto il Consigliere Ramera che è sempre stata prassi, in assenza dell'Assessore interessato, di rinviare la discussione sugli argomenti di questo assessorato; quindi, dico, o qui veniamo nell'ordine di idea di seguire l'impostazione che ha dato il Consigliere Ramera, o altrimenti, dico, rinviamo ad altra riunione proprio per dare la possibilità all'Assessore Balestri di rispondere, nel vasto campo che è stato introdotto nella mozione a tutti gli argomenti che sono stati citati. Quando il Consigliere Manganoni mi chiede quanti sono i comuni che hanno presentato il progetto di centri abitati e tutte queste cose, io potrei dare una risposta, ma molto evasiva, so che li stiamo esaminando, li stiamo mandando avanti così come stiamo mandando avanti anche quelli che sono gli incarichi che sono stati dati dai comuni per la progettazione dei piani regolatori. Quindi io direi che, a conclusione di quanto è stato detto, o si rinvia il tutto, e naturalmente si tratta di rinviare al 12 del prossimo mese, quando c'è l'Assessore Balestri, o altrimenti si tiene anche in considerazione, la giusta considerazione che ha fatto il Consigliere Ramera e il problema è superato. Io posso ribadire nuovamente che il progetto di legge, per quanto concerne i contributi ai comuni sul problema dei progetti per i piani regolatori, è all'esame della Giunta, mercoledì sarà esaminato, passerà alla Commissione e ritengo senz'altro che il prossimo mese verrà in Consiglio.

Siamo il 28? Domani è il primo di marzo.

Montesano (P.S.U.) - ... guardi, Consigliere Andrione ce n'è altri cinque prima di Lei, è soltanto, se Lei mi dà un apporto.

Andrione (U.V.) - Volevo soltanto fare notare al Consigliere Ramera che non è un giudizio che viene dato anche dalla maggioranza su una mozione presentata dalla minoranza, se è superata o meno; il giudizio di superato, della mozione, può essere la motivazione per la quale i gruppi di maggioranza votano contro, ma a meno che la mozione non venga ritirata dai suoi presentatori non può essere definitivamente superata da qualcuno della maggioranza, perché allora c'è una sostituzione delle parti, e allora, o si accetta la proposta dell'Assessore Colombo per il rinvio con votazione in una seduta successiva e questo può essere messo in discussione e accettato come proposta di discussione, perché è logico, oppure, se i presentatori insistono, la mozione deve essere votata perché non si può interrompere una discussione e saltare così, a meno che i presentatori non vogliano ritirarla, ma era semplicemente per una questione di procedura che volevo intervenire ...

Montesano (P.S.U.) - Sono d'accordo completamente su questa procedura, soltanto che non siamo usciti finora dall'alternativa. Che cosa si vuole fare? Io propongo che la questione, l'ho detto fin dal principio, ribadendo quello che ha detto l'Assessore Colombo, si rinvia al prossimo Consiglio; se invece volete arrivare alla votazione, facciamo la votazione... (voce in lontananza) ...sì, va bene, ma se continuiamo la discussione finiamo con non concludere.

(voci)

Va bene, allora, d'accordo che si rinvia questo argomento, non è facoltà del Presidente ... adesso vuole scaricare sul Presidente... (voci) ...va bene, allora Germano, per fatto personale, in che cosa consiste il fatto personale.

Germano (P.C.I.) - Il fatto personale consiste in questo, e cercherò di essere molto chiaro per non provocare altre discussioni, cioè che il Consigliere Milanesio, ha una certa tecnica nell'arrampicarsi sui vetri, questo lo riconosco...

Montesano (P.S.U.) - ... questo non è un fatto personale, è una polemica ...

Germano (P.C.I.) - Certo, certo, ... permetta, arrivo al fatto personale ... ha una certa tecnica però, arrampicarsi sui vetri è proprio delle mosche, non tanto degli uomini, quindi ci sono delle difficoltà obiettive; infatti lui, rispondendo a me, non ha contestato i fatti che io ho citato, non ha contestato i fatti, si è fermato su una frase, che può essere anche discutibile, crisi edilizia invece di crisi urbanistica e mi ha fatto dire delle cose che io non ho detto, cioè io non ho detto che le norme transitorie della 765 sono iugulatorie, sono state volute, dure, iugulatorie, per costringere a risolvere i problemi urbanistici e io lo apprezzo e l'ho detto, ed è nel verbale, li apprezzo come un fatto positivo. Quindi, richiamandosi così, facendomi dire una cosa che non ho detto, e parlando di crisi edilizia, invece di crisi urbanistica, il buon Milanesio, i fatti che io ho contestato li ha scivolati tutti via, cioè i perimetri dei comuni, è stato detto anche da lui, ce ne sono di quelli che li hanno fatti buoni e altri che li hanno fatti cattivi; potrei citare il caso di Ayas che ha fatto un perimetro dove si possono insediare 200.000 abitanti. È evidente che quello non va bene; però ci sono altri comuni che li hanno fatti bene. Perché la Giunta, entro i 90 giorni non ha risposto? Ha risposto 8 o 10 mesi dopo, respingendo tutti, di tutti i comuni, non ha risposto a questo fatto; i piani regolatori...

Colombo (P.S.U.) - La Giunta su questi problemi ha vagliato naturalmente un po' tutti i piani che sono stati trasmessi, sentiti i pareri della sovraintendenza, ha già rinviato, approvato, non so, una trentina, trentacinque piani del centro abitato ...

Germano (P.C.I.) - ... bene, è un annuncio che fa piacere, ma con enorme ritardo, non rispondendo nei 90 giorni e respingendo prima tutti; questi sono fatti. Io accetto, bene, l'iniziativa, che non risolve ancora niente, ma fatta, io prendo atto, prendo atto, ma non è così che si contesta, e così i piani regolatori; tutti i comuni hanno assegnato o il piano regolatore o i piani di fabbricazione, i programmi di fabbricazione. La Giunta non ha risposto, ad alcuni ha detto sì, e basta, agli altri ha detto no, o non ha risposto, Montjovet è un anno che l'ha presentato, non ha avuto l'onore di una risposta, e così per la legge urbanistica; insomma sono cose che si sanno, però su questo non si discute e difatti lui arriva poi all'affermazione che dice, in Valle d'Aosta, affermazione sua, giunta in ritardo e la Valle d'Aosta è nel caos urbanistico; quindi, nei fatti mi dai ragione, e poi mi vieni a dire che facciamo la politica di destra. Ma io ti contesto, e ti contesto nel termine etimologico della parola, contestare vuole dire chiamare a giudizio, con testimonianza, con testimonianza diretta, e io ti chiamo a giudizio, per sapere chi è che fa una politica di destra, su questo terreno, e su altri terreni che potremmo affrontare.

Il Partito socialista italiano, in uno schieramento diverso ha fatto ad Aosta il piano regolatore - tra parentesi, il prezzo politico elettorale lo abbiamo pagato noi - questo, tra parentesi, però è stato fatto; e chi era contrario? La democrazia cristiana, e quella direzione che c'era, che adesso è Sua alleata; quella ha fatto una politica di destra, non chi ha fatto il piano regolatore. Nella regione valdostana, in uno schieramento diverso il Partito socialista ha approvato nel 1961 la legge urbanistica, di cui magna pars l'ha fatta un vostro esponente. Io do atto delle cose. Ma chi è che è stato contro? La democrazia cristiana, tutti i giornali della democrazia cristiana, sia per i piani regolatori che dicevano questo piano non deve passare, e sia per questa legge urbanistica, che questa legge urbanistica non va; e chi è che l'ha bocciata e respinta?

Montesano (P.S.U.) - ... Germano, parla per fatto personale.

Germano (P.C.I.) - Per fatto personale, mi ha detto che ero di destra ... e posso rispondere ... se a Lei dicono che è di destra e Lei lo accetta ... io se mi dicono che sono di destra mi sento il dovere di rispondere, permetta ... siamo seri ... io parlo della sua accusa a me di essere di destra, io gli dimostro che invece quando è stato in un determinato schieramento si è fatto una politica di sinistra, bene o male, con pregi e con difetti, in questo schieramento, dove vi trovate adesso da tre anni, la legge urbanistica, niente, tutte le cose che ho citato prima, niente, e la conclusione è la sua: la Valle d'Aosta è nel caos urbanistico, perché? Perché vi è una Giunta di tal fatta, perché in quella Giunta vi sono le forze che sono contrarie, e l'hanno dimostrato nel passato, a questa politica; allora, la politica di destra e di sinistra, non si vede estrapolando una frase, e facendosi il ricamo attorno, si vede guardando i fatti, la realtà in faccia come è bella o brutta che sia, e in questo momento che faccio una politica di destra, o che l'appoggi, perché è corresponsabile, è segretario di un partito che è corresponsabile di questo, mi dispiace Milanesio, sei tu, e non io, mentre invece noi chiediamo che queste cose si facciano, che si facciano in modo progressivo e giusto, ma si facciano, non si dicano per poi non farle, si facciano nella realtà, e siamo qui pronti a votare per queste cose, non per scappare via, ma a votarle. Chiedo scusa.

Montesano (P.S.U.) - Allora io chiedo la chiusura della discussione. Sono iscritti a parlare Milanesio e Bordon... (voci)

Savioz (P.C.I.) - ... se il Consiglio decide di rinviare, rinuncio, ma se il Consiglio decide di continuare... (voci)

Montesano (P.S.U.) - ... Bordon, Savioz ha ragione in questo, perché ha detto, io rinuncio se ... no, voi non rinunciate, tutti e tre non rinunciate, allora, in ordine, Savioz... (voce di Bordon) ...lasci finire Bordon, sono iscritti a parlare Savioz, Bordon e...

Savioz (P.C.I.) - Va bene, visto che volete parlare, allora mi permetto di dire qualcosa anch'io.

Montesano (P.S.U.) - ...ma lasci parlare Bordon, per favore, ma lasci parlare, poi parlerai tu... Bordon, io sospendo la seduta, lascia parlare e poi parlerai tu...

(voce di Bordon: ...sono due ore che macinano l'acqua del mortaio...)

...va bene, ma lascia parlare e poi parlerai tu.

Savioz (P.C.I.) - Questo è triste, è un triste spettacolo, perché ad un certo punto... no Bordon, io voglio soltanto riferire quanto detto prima: ho chiesto, se la discussione doveva continuare avrei preso la parola, se invece si accettava di rinviare, non parlavo, e poi quando pretendo di avere la parola perché voi avete chiesto di continuare, non io...

Allora, tanto cominciamo a mettere un po' i punti sulle "i": rimanga chiaro e questo è già una ripetizione, quindi la seconda volta che lo dico, la Regione Valle d'Aosta, nelle sue amministrazioni passate, prima di Marcoz e poi di Caveri, sono state le uniche due giunte della Regione Valle d'Aosta che si sono occupate a fondo del problema urbanistico e di costruzioni nella Valle. Questa è la storia, quindi non c'è nessuno che può venirmi a dire che sia il contrario, ed è altrettanto vero che abbiamo impostato ben 40 piani regionali, ed è altrettanto vero che se la nostra legge urbanistica del 1961 e i nostri piani regionali, non sono andati avanti, questo è grazie alle pressioni della democrazia cristiana, e badate che io di solito non faccio certe affermazioni, non c'entro, ma oggi lo devo dire con chiarezza perché ho la documentazione in mano per poterlo fare: fin dal primo momento, fin dalla costituzione della Commissione costituita per l'esame della legge del 1961 fin dal primo momento, i componenti di parte democristiana si sono schierati contro la possibilità di fare una legge regionale, fin dal primo momento e nelle ultime sedute non hanno neanche più partecipato ai lavori perché quando hanno capito che la legge andava in porto comunque, non si sono più presentati. Questa è realtà signori, non si può negare e quando finalmente la legge ha visto la luce del sole e ha iniziato la sua applicazione e grazie alla medesima benché incompleta, benché non tutta a posto, ecc., e si è salvato il salvabile, è stata ancora la democrazia cristiana e i suoi giornali a fare di tutto e a prendere un democristiano e a fare la richiesta al Governo per cassare la nostra legge. Questo è chiaro, non sono mica storie, è la realtà, la verità pura e semplice detta magari con delle parole non roboanti, ma comunque è così. Che cosa succede? Succede che in Valle d'Aosta come in tutte le Regioni d'Italia i piani regolatori sono invisi alla popolazione. Perché? Perché la popolazione preferisce essere cosiddetta, libera, per poter fare quello che meglio crede nel podere, dove meglio vuole, e poi chiede magari al Comune di provvedere a fare le infrastrutture perché occorre luce elettrica, strade, fognature ecc.. Quindi i piani urbanistici sono sempre stati invisi alle popolazioni. Conseguentemente, siccome tutto è politico, e ben poco rimane di pura amministrazione, i Sindaci, nella loro massima parte e in sei anni di tempo vi confesso di aver avuto agio e tempo di capire a fondo questo problema, i sindaci, dal primo all'ultimo, non ne ho trovato uno, salvo il Sindaco di Aosta, che fosse d'accordo per fare il piano regolatore. Tutti quanti erano d'accordo quando parlavano con noi, però nel loro consiglio, quando erano alle nostre spalle, che non li vedevamo, trovavano mille scuse per rinviare i piani, tanto è vero, che ci sono dei piani approvati dal Consiglio e non mandati avanti; questo lo dimostra. Quindi è molto facile fare la bella figura di voler, di non volere dei piani regolatori, di lasciare libero con la storia della libertà, della democrazia, e via di questo passo qui, di modo che le bellezze paesaggistiche si vanno a fare ramengo, e come purtroppo è successo. Non si sa come costruire perché determinate leggi non ce ne sono, si applica il codice civile in certe occasioni, in certe occasioni si è fatto dei piani provvisori, e con quelli sono andati avanti, comunque, quando si sente la parola caos, la parola caos è giusta ma bisognare fare caos, uguale D.C. responsabile, tutti i Sindaci erano contrari al piano regolatore, nel loro petto, stia tranquillo... buona parte... in quella occasione erano D.C., non solo non ci siamo fermati a questo... quando ad un certo punto si è capito la difficoltà di andare avanti coi piani regolatori abbiamo ripensato all'altra soluzione, di fare il piano regolatore generale della Valle d'Aosta, documento necessario per poter sviluppare tutto il complesso. Sono state fatte le riprese aerofotogrammetriche, di fronte ai sindaci che ci dicevano di non avere il capitale necessario, il denaro necessario, è stato dato il denaro necessario, sono stati pagati in anticipo, abbiamo fatto dei versamenti, abbiamo speso circa 100 milioni di lire, quindi non è che non hanno avuto e oggi come oggi, se lo volete sapere quanti sindaci io ho ritrovato ancora, dopo che non ero più assessore, e mi hanno detto, se avessimo pensato bene e accettato quello che Lei ci diceva era molto meglio. Certo che era molto meglio, perché adesso con quella legge che è venuta fuori - e io sono contento che sia venuta fuori, perché quella legge ci darà la possibilità di fare veramente un passo avanti in quanto che purtroppo, in questo campo, ben pochi sono gli amministratori che hanno il coraggio di prendere una posizione, e questo vale per i comunali, per i regionali, per tutti noi in quanto che è molto più comodo ripeto, lasciare andare le cose come vanno e i piani regolatori hanno da venire, però bisogna arrivare a questo punto qui e bisogna che la mozione così come è chiesta in fondo, non è che chieda la luna, la mozione chiede che la Giunta sia impegnata perché sia fatto un finanziamento per i piani regolatori; questa la sostanza, quindi non vedo il perché debba essere tanto discussa e tanto, come si dice, avversata. Accettiamo la mozione, mandiamola avanti, votiamola e buona notte ai suonatori, senza stare lì a fare delle discussioni inutili.

Milanesio (P.S.U.) - Io non voglio polemizzare perché non sarebbe opportuno, anche perché penso che si debba portare una nota di distensione; io devo dire solo questo al Consigliere Germano, io non ho detto di essere un uomo di destra, ho detto che su questo argomento aveva fatto un discorso che a me pareva un discorso di destra. Comunque, voglio tranquillizzare il Consigliere Germano, e l'ho detto in premessa, io non avevo e non ho nessuna intenzione di offendere il Consigliere Germano, che considero un Consigliere capace, preparato ed intelligente, però io devo dissentire e poi esaminerò evidentemente lo stenoscritto, il dattiloscritto, io voglio successivamente avere conferma dell'impressione che ho ricevuto o meno. Certo, certo, consentimi Germano, io sono rimasto stupito dalle sue dichiarazioni, forse le ho fraintese, può darsi, ma sono rimasto stupito e scioccato, come rimango stupito, scioccato, frastornato dalle dichiarazioni successivamente rese da Tonino, va ben no, non è del tuo partito, però rappresenta anch'esso, forse, diciamo così un po' velleitariamente, l'estrema sinistra in questo Consiglio. Ad ogni modo io voglio successivamente vedere questo verbale, e poi caso mai ne farò una copia, per mandare, così, per conoscenza, alle rispettive commissioni, urbanistiche, dei rispettivi partiti di appartenenza dei compagni comunisti e dei compagni dello P.S.I.U.P. che in Valle d'Aosta sono intervenuti in un certo modo.

Ora, perché ho detto che era un discorso di destra, che era un discorso quanto meno strano? Perché Germano, nell'intervenire ha messo in risalto esclusivamente il problema edilizio, non è che ha usato una frase, ha sempre e continuamente parlato di situazione edilizia; ora, per me esiste una differenza abissale tra la situazione edilizia e la situazione urbanistica. La situazione urbanistica è la configurazione, diciamo così, del territorio, la questione edilizia è l'attività edificatoria che ci può essere o non ci può essere e mi è parso molto strano l'intervento del Consigliere Tonino quando ha versato qualche lacrima sui piccoli costruttori, o sui grandi costruttori che non possono più costruire. Io invito il Consigliere Tonino e tutto il Consiglio, per esempio ad informarsi su quanti progetti sono stati rilasciati nel comune di Rhêmes alla vigilia della scadenza della famosa, dell'entrata in vigore della famosa legge ponte. Ebbene il Consigliere Tonino e gli altri Consiglieri si accorgeranno che sono stati concessi più permessi edilizi in questo periodo di quanti non ne siano stati realizzati dall'autonomia ad oggi, e per esempio, un dato così che potrete verificare subito, al Comune di Sarre sono stati approvati 86 permessi edilizi prima della entrata in vigore di questa legge che viene citata qui nella mozione. Ora, quando ho detto che ce n'era di che costruire per qualche anno, evidentemente non lo dicevo così come battuta in modo gratuito, perché qualche conoscenza di qualche situazione ce l'ho anch'io e, denunciavo una situazione che è preoccupante. Pensate voi, 85 permessi edilizi significa un altro paese, un altro paese che sorge senza piano regolatore, ma in tutti i comuni è successo questo, in tutti i comuni, ora, io quando dico che occorre fare un discorso responsabile sulla materia urbanistica, e che bisogna fare un discorso privo di demagogia, e privo, diciamo così, di spunti polemici, lo dico perché a me e al mio partito, da sempre, sta a cuore, diciamo così, il territorio della Valle d'Aosta, sta a cuore la vocazione politica della Valle d'Aosta, sta a cuore la situazione urbanistica della Valle d'Aosta come del resto d'Italia.

Ora, io ho dato atto per esempio che, l'amministrazione passata, al Comune di Aosta approvò un piano regolatore, amministrazione di cui eravamo parte anche noi, e dò atto che due amministrazioni or sono, su sollecitazione di un nostro Consigliere, si arrivò ad approvare una legge urbanistica regionale, che allora era molto avanzata e che oggi, probabilmente, anzi, certamente, è stata superata concettualmente e per alcuni aspetti, e per altri, invece è stata invalidata da una sentenza della Corte Costituzionale.

Ora, io non voglio dire che non si è mai discusso di urbanistica, che non c'è mai stata una volontà o un indirizzo verso una certa direzione; io però devo constatare che sempre e sotto qualunque amministrazione, la materia urbanistica è stata trattata con le pinze, consentitemi questa espressione; perché? Perché ha ragione Savioz quando dice che si toccano degli interessi e che non tutti hanno il coraggio civile, prima che politico, di farsi parte diligente, per pensare all'interesse generale, e non agli interessi particolari; ora, c'è un epilogo di fondo in tutta questa discussione; noi riteniamo, o voi ritenete, non lo so, o qualcuno ritiene, molti ritengono in Valle d'Aosta che la plus valenza che si determina sui terreni agricoli sia un qualche cosa di estremamente legittimo, di estremamente lecito, addirittura venga considerato come un diritto del cittadino, cioè, poiché certe zone si sono sviluppate, coloro i quali possedevano dei terreni, hanno potuto venderli a dei prezzi esorbitanti, tutti credono in Valle d'Aosta di aver lo stesso diritto; questo è l'equivoco di fondo.

Noi, per una posizione sia politica che ideologica, non solo noi però, penso, riteniamo che la plus valenza che si determina sui terreni agricoli, o ex terreni agricoli viene pagata da tutta la collettività, che questa plus valenza non è un reddito di lavoro, è un reddito di posizione, e quindi, occorre evitare che le spese di questa plus valenza le faccia la collettività, discorso ideologico, se vogliamo, discorso pratico, concreto. Noi vogliamo evitare che si arrivi al massacro urbanistico; questo può sembrare una battuta, può sembrare, così, un linguaggio un pochettino terrificante, però consentitemi, tutte queste autorizzazioni edilizie che sono state date perché la legge, tutto sommato consentiva che si dessero, e moltiplicate, io ho fatto alcuni esempi, ma potremmo fare un calcolo, basterebbe scrivere a tutti i Segretari comunali, a tutti i comuni, e noi avremmo l'esatta dimensione dei permessi edilizi che sono stati concessi dal 20 al 25 agosto del 1968, grosso modo; questi sono le date fatidiche e ci accorgeremmo che ce n'è per costruire una seconda Valle d'Aosta.

Ora, io concludo brevemente, quando mi sono un pochettino, così, arrabbiato, per certi discorsi che sono stati fatti in questo Consiglio è perché ho ritenuto, e ritengo che certi discorsi, io sono contento che mi si dimostri il contrario, che mi si dimostri che ho capito male, sono contento di prendere atto di questo, questi discorsi vanno contro una certa impostazione che non è nemmeno un'impostazione esclusivamente della sinistra, è delle forze progressiste della Nazione, delle forze che hanno capito che occorre, da un po' di tempo l'hanno capito, occorre mettere un limite all'arbitrio, alla proprietà, che non può essere considerata come diritto di usare e di abusare dei propri beni, ma c'è una limitazione posta dalla collettività e dalla società nel suo complesso.

Ora, in Valle d'Aosta occorre arrivare all'approvazione di una legge urbanistica, occorre fare il piano urbanistico regionale perché altrimenti questi piani urbanistici comunali, che se coerenti, ripresi in modo singolo, non avranno una coerenza generale, ci sono dei territori che hanno determinate vocazioni, queste vocazioni devono essere recepite sia nel piano urbanistico regionale che nei piani settoriali e nei piani regolatori comunali, cioè, si tratta di tutta una costruzione che deve partire da criteri e considerazioni di carattere generale per scendere nel particolare, per specificare i singoli interventi, e le singole, diciamo così, destinazioni, del territorio. Questo io volevo dire, io non voglio accusare nessuno in modo particolare, voglio solo dire però, e questo mi sia consentito che anche le precedenti amministrazioni, se hanno dimostrato sensibilità in certi momenti in altri non ne hanno dimostrata, perché, per esempio il piano regolatore comunale di Aosta è rimasto parecchio tempo qui, la legge 167 anche. Ora dico, io ho chiesto, così, che ci siano o che fossero previste delle sanzioni nei confronti di quei comuni che una volta, approvata una legge urbanistica, messo loro a disposizione i mezzi per fare i piani regolatori non facessero questi piani regolatori. Ma io con questo non voglio assolutamente difendere né la Giunta, né qualunque Giunta perché queste responsabilità le abbiamo un po' tutti, le abbiamo, io voglio solo dire che è necessario attorno al problema dell'urbanistica riaprire un discorso, il discorso che deve essere un discorso di cultura urbanistica che in Valle d'Aosta esiste a sprazzi e complessivamente non è generalizzata. Questo volevo dire, e ritengo che questo problema sia un problema estremamente importante, un problema che può qualificare una amministrazione, che può qualificare un determinato indirizzo politico, può qualificare anche le forze dell'opposizione quando su questo discorso portano avanti una, diciamo così, una posizione chiara, coerente, come e non voglio polemizzare, non mi è parsa sia emersa dall'intervento del Consigliere Germano e soprattutto da quello del Consigliere Tonino.

Bordon (D.C.) - Mi riferivo alle ultime parole di Milanesio; dice: non vorrei polemizzare. Ebbene io, se vi dicessi non vorrei polemizzare direi una bugia, perché io non sono intervenuto proprio perché ad un certo momento è opportuno che si polemizzi, perché, Signor Presidente del Consiglio, io mi sono permesso qualche volta di interrompere; Lei con molta cortesia mi ha ripreso - è carattere - però ho sempre cercato di essere ossequiente anche all'impostazione che Lei dà, di non rilevare tutti i colpi di spillo, di continuare con una certa cortesia nei nostri rapporti, però Lei deve dare atto assolutamente, Signor Presidente del Consiglio, che noi questi consigli li mettiamo in pratica. Ci siamo seduti qui alle dieci e un quarto, ed è da questa mattina che abbiamo sentito insultare la Giunta e nessuno di noi si è mai mosso, perché? O perché, per fare piacere a Lei, o perché, l'Assessore anziano riteneva di non dover insistere ed ognuno di noi è rimasto qui tranquillo. Però, signori, adesso questo fair play lo si deve dare, questa cortesia in campo politico lo si deve dare a chi se lo merita, perché quando noi vediamo un discorso come quello che si è svolto attraverso un'ora e mezza, un'ora e tre quarti, ad un certo momento dobbiamo andare a vedere il perché si è fatto questo discorso, e il discorso è semplicissimo, perché se qui noi guardavamo l'ordine del giorno, come l'avete guardato tutti voi, vedevamo che con un po' di buona volontà, alle undici abbiamo incominciato questo discorso, forse verso le 13 il Consiglio regionale poteva chiudere i suoi lavori. Ma, subito dopo questo argomento ce n'era uno importantissimo per chi vuole fare della demagogia in quest'aula, ed era l'argomento al punto n. 9 "Contestazione studentesca al Liceo di Aosta - Accertamenti e provvedimenti". Probabilmente, e io su questo sono d'accordo, perché in politica ognuno fa come meglio crede, probabilmente l'interessante era di arrivare oggi alle ore sedici, perché questa era l'organizzazione e questa era la predisposizione dei lavori... (voce) ...di pure se è no, tanto io non ci credo. Arrivati quindi a questo punto abbiamo sentito l'amico Manganoni, e io avrei voluto aiutarlo, perché non è più il caso perché tanto la seduta sarà rinviata ad oggi pomeriggio, lo scopo, lo hai raggiunto, e quindi tu devi apprezzare soltanto la mia buona volontà perché non avevi più bisogno di mezz'ora di intervento mio, e allora, mi darete atto che questa mattina siamo stati qui, siamo stati tranquilli, ci siamo lasciati insultare ben bene e abbiamo sentito l'intervento un po' di tutti: l'intervento tecnico di Milanesio, quello più tecnico ancora di Germano, e noi siamo stati qui ad imparare e a sentire, ed è cosa saggia. Però arrivati ad un certo momento, quando si alza un Consigliere, sì, non so se è Ramera o chi è, dice signori, guardate questa legge è pronta, questa legge ha studiato questo, questa legge ha tirato fuori tutto quello che si sta dicendo, questa legge qui dice che c'è anche l'esame per venire incontro ai comuni per i piani regolatori. Io credevo che avremmo finito, ma non lo credevo proprio a fondo Manganoni, sempre per quel motivo che ho detto prima, ed allora, arrivati ad un certo momento, io vorrei ancora ricordare una cosa, che è prassi normale, quando manca un assessore, che in fondo, in fondo, si rinvii, l'abbiamo sempre fatto. Quando eravate voi su questi banchi e noi laggiù, e invece anche questo non doveva accadere, ed allora, a questo momento dobbiamo intervenire anche noi, e dobbiamo intervenire, perché? Perché ci si dice: la democrazia cristiana è sempre stata contraria alla legge e l'ha detto l'Assessore Savioz; io qui potrei polemizzare molto più a lungo che sia il tuo "vero", parola di Vangelo, tu non ce l'avrai a male se io non ci credo, perché il problema è questo, il problema è che per poter fare questa affermazione tu dovresti andare a rileggere i verbali delle sedute consiliari, allorquando ci permettevamo, educatamente, di dirvi che quella legge era contro legge, perché quello che voi stavate facendo qui era la negazione di tutto ciò che poteva essere di buon senso, e voi eravate maggioranza, l'avete mandata avanti questa legge e avete avuto il risultato che dovevate avere. Ma se avevate il risultato contrario, a noi non spiaceva niente; arrivati quindi a questo punto volete fare un po' di cronistoria, sempre per tirare l'acqua al vostro mulino, questo io desidero che rimanga lì, perché questa nostra acquiescenza, ad un certo momento confina con la paura, e ora, toglietevelo ben dalla testa questo, che noi molte volte non ribattiamo quello che voi dite perché quando per esempio ci accusate di rallentare i lavori, ma lo dovete dire per forza voi, perché voi avete solo un difetto, il difetto è stato quello di essere per sette anni al Governo, perché per l'interesse della Valle d'Aosta, se voi foste sempre stati in minoranza, certamente la Valle d'Aosta avrebbe progredito, perché voi siete sempre soltanto capaci di pungolare quando siete in minoranza, ma quando siete in minoranza e siete al governo, prove di risultati positivi qui ne abbiamo viste ben poche e ne abbiamo viste poche anche se avessimo la memoria labile perché attraverso i registri si può vedere cosa avete fatto in sette anni, voi... (voce) ...questo è un giudizio tuo personale, non voglio neanche ribatterlo però i vostri giudizi non ci toccano, ci toccano i giudizi dell'elettorato valdostano, questo ci interessa... (voce di Savioz) ...e caro Savioz i sistemi che abbiamo adottato noi qui sono tante liste elettorali, si va alle urne a votare con la massima libertà, cosa che nei paesi che tu difendi non accade, quindi sia ben chiaro questo, i sistemi che abbiamo adottato sono i vostri, come li abbiamo adottati in tutta l'Italia e come in Valle d'Aosta abbiamo sempre fatto, però fatta questa precisazione, io ribadisco quello che ha detto il Consigliere Savioz, perché il Consigliere Savioz cerca di portare l'acqua al mulino suo per tutte quelle lacune che ha lasciato quando era Assessore al Turismo, e gli errori che sono stati fatti al Breuil, non li abbiamo mica fatti noi, li avete fatti voi... (voce) ...benissimo, allora fammi un elenco e vedremo che cosa ne viene fuori, ma proseguiamo. Allora, arrivati a questo punto abbiamo una legge che è allo studio, che vi viene portata qui fra otto o dieci giorni, e vi si è detto tutto quanto; invece si è voluto continuare a ribadire, a ribadire che cosa? Ma, a ribadire di voler votare questa mozione, ma se bene vi ha detto il capogruppo nostro, vi chiediamo un rinvio per poterlo portare in quanto che non c'è l'assessore e riteniamo che sia tutto giusto.

Per rispondere a Germano che parlava tecnicamente, io vorrei un po' ricordare agli amici di Giunta, perché sono ben lieto che tocchi a me questo onore, ma in Giunta che cosa abbiamo visto arrivare noi, dei vari progetti per i centri abitati mandati da vari comuni? Abbiamo visto arrivare delle cose di questo genere, il centro abitato comprendeva tutto il territorio comunale, per esempio, e quando si è trattato di avere tasse di successione o compravendite da trattare con l'Ufficio del Registro, sono stati considerati questi terreni, terreni edificabili, perché c'era il rapporto di 1-1,50, e allora gli stessi comuni sono venuti da noi a dire, fate il favore limitateci questo, perché è stato un errore nostro, quindi tutte queste cose le abbiamo viste, abbiamo visto la sovraintendenza che ha fatto tutti i suoi studi che doveva fare, ed è facile qui venire a dire "eh, dovevate anticipare, perché quello studio della legge va ben bene, ma dovevate farlo prima".

Noi a questo non prestiamo fianco, io ritengo che il compito nostro è quello di andare avanti, di studiare bene le cose, perché per farle solo come le suggerite voi, non le dobbiamo fare perché il giorno in cui loro ci dovessero lodare per quello che noi facciamo, signori del centro sinistra, voi dovrete diffidare e diffidare profondamente perché è segno che non siamo sulla strada buona. Quindi, questo detto, io chiedo se è possibile, che questo argomento venga messo ai voti, se è il caso, sulla proposta che ha fatto il Consigliere Ramera, il quale ha detto, manca l'assessore, vi diciamo, non so, che fra dieci o dodici giorni, noi vi portiamo questo argomento e si decida su questo e non si pesti più l'acqua nel mortaio, tanto più che lo scopo di Manganoni è stato raggiunto.

Pedrini (P.L.I.) - Rinuncio signor Presidente...

(si sente gridare Bordon e Savioz)

Montesano (P.S.U.) - Allora, ancora non ho capito quello che il Consiglio vuole fare, se vuole rimandare o vuole votare. I signori capigruppo, i signori dello schieramento devono fare delle proposte concrete... Allora, Consigliere Dolchi...

Dolchi (P.C.I.) - Mi sembra che la richiesta del Presidente del Consiglio sarebbe stata ovvia agli inizia della discussione, cioè se fosse stata presentata al Consiglio l'eventualità del rinvio della discussione della mozione per seguire una consuetudine, che non è suffragata da norme parlamentari, ma che sembra esistere nel Consiglio, che quando una mozione, mentre è previsto per l'interrogazione il rinvio per mancanza dell'interrogato, non è prevista per la mozione, che si esaminasse la possibilità del rinvio della discussione della mozione per l'assenza dell'assessore. Questa eventualità è stata prospettata nel corso della discussione, la discussione è continuata e mi sembra che sia giunta ad una conclusione. C'è una proposta, o dichiarazione del Presidente della Commissione turismo, secondo la quale il 10 di marzo la Commissione turismo esaminerà questo provvedimento di legge che la mozione richiede alla Giunta.

Personalmente ritengo che una esatta interpretazione del Regolamento, giunti a questo punto della discussione, sia la messa in votazione della mozione che è stata ampiamente e sufficientemente discussa. La dichiarazione del Consigliere Ramera è una precisazione che viene dai gruppi di maggioranza e dalla Presidenza della Commissione turismo, in ordine alla procedura e al calendario di lavoro di questa legge che la mozione richiede, ma non credo implichi, né il ritiro della mozione, da parte dei presentatori, né la non effettuazione del voto, visto che la discussione ampia e completa è stata fatta sull'argomento.

Montesano (P.S.U.) - Io volevo dire, Consigliere Dolchi, che c'è anche un articolo 49 in base al quale può essere limitata la discussione, cioè a dire, esiste un fatto preciso determinato dalla assenza dell'Assessore; io non ho dubbi sulla validità della richiesta di rinvio, però se si vuole votare io sono perfettamente d'accordo sul voto, perché non vedo la ragione per la quale non si possa votare; avete dato queste assicurazioni, vogliono votare? Votate la mozione, no?

Fosson (U.V.) - Io non vorrei ripetermi; d'altra parte ha già ripreso in parte quello che ho detto prima in questo momento il Consigliere Dolchi; l'articolo 49 non entra per niente in questa discussione. Prima qualcuno aveva fatto cenno che il Regolamento rinviava quando mancava l'assessore; ribadisco soltanto che è ovvio che se c'è un'interrogazione o un'interpellanza, ed è previsto dal Regolamento, in assenza dell'Assessore, sia rinviato, perché se deve dare la risposta, e non c'è, ovvio che debba essere rinviato. Il Regolamento prevede anche che il Presidente della Giunta, o gli assessori rinviino alla fine della seduta o ad un'altra, o alla seduta successiva, una risposta ad una interpellanza o ad una interrogazione; però per le mozioni mi sembra che non ci sia niente nel Regolamento. Ora, io ribadisco solo questo punto, siccome l'ho letto prima quello che è il dispositivo del deliberato di questa mozione, non implica assolutamente la presenza dell'assessore perché è un mandato che si dà alla Giunta, e quindi dopo l'ampia discussione che è stata fatta sulla mozione, mi sembra che non si possa fare a meno di arrivare alla votazione della mozione.

Noi abbiamo preso atto di quello che ha detto il Consigliere Ramera, a nome del gruppo di maggioranza, però io voglio sottolineare al Presidente del Consiglio e a tutti i Consiglieri il pericolo di instaurare un sistema di questo genere, cioè di rinviare la votazione della mozione in assenza dell'assessore, quando noi non abbiamo bisogno assolutamente di una risposta dell'assessore a questa mozione, perché tutta la discussione che si è fatta sulla legge urbanistica non c'entra nel deliberato della mozione, voglio richiamare l'attenzione di tutti sul pericolo di instaurare un metodo di questo genere, perché noi apriremmo, potremmo aprire la via, potremmo, ma siccome ne abbiamo visto già di tutti i colori, e siamo diffidenti, qualcuno dirà, siete diffidenti; sì, lo siamo diffidenti... tutti i colori, nel senso di, voglio rettificare in questo senso, ne abbiamo visti di tutti i colori nel senso bonario della questione, che molte volte ci sono state date delle assicurazioni da diversi assessori, che poi abbiamo visto che queste assicurazioni hanno trovato, il tempo? Hanno durato il tempo ... quindi praticamente a queste assicurazioni non si è dato corso.

Ora, noi prendiamo atto della dichiarazione del Consigliere Ramera, però noi non sappiamo come è la legge, non sappiamo niente, quindi praticamente è stata presentata una mozione che impegna la Giunta in questo senso, mi sembra che si possa, che si debba porre in votazione, perché il pericolo che io voglio sottolineare è questo: che in presenza di altre mozioni, molto più importanti magari di questa, dove la presenza dell'Assessore può anche non essere richiesta, sarebbe comodo magari dire l'Assessore non c'è, e alzarsi uno qualunque della maggioranza e dire, guardate questo problema non ne discutiamo perché tanto è già allo studio e così si potrebbe generalizzare un qualche cosa che noi non vorremmo assolutamente che si generalizzasse. Quindi più che per la sostanza ancora di questa mozione, perché se le cose stanno come le ha dette il Consigliere Ramera, troviamo proprio ridicolo che si discuta lungamente per non votare questa mozione, perché allora non si chiederebbe niente altro di quello che è già nelle intenzioni, nelle vostre intenzioni, però, e la dichiarazione l'abbiamo, e noi non mettiamo in dubbio la dichiarazione del Consigliere Ramera, però questa dichiarazione ad esempio non l'abbiamo sentita assolutamente dalla Giunta, prima di tutto e ci sembra che sia anche strano, anche se non c'è l'Assessore al Turismo; quindi, proprio per queste ragioni io insisto che la mozione sia messa ai voti.

Montesano (P.S.U.) - Ora, non è l'assenza dell'assessore che deve fare rimandare la mozione, è soltanto se viene approvata una precisa richiesta fatta dal Consigliere Ramera, cioè il rinvio della discussione, il rinvio della discussione che è agganciato all'articolo 49, non c'entra la presenza o meno dell'Assessore, sono d'accordo con Lei per questo, e allora naturalmente io devo mettere ai voti questo rinvio, l'abbiamo fatto sempre, è una cosa regolamentare. Guardi, la forma procedurale, io devo essere l'interprete per dovere che ho d'ufficio e che è stata una interpretazione già molte volte imboccata e molte volte attuata, quello del rinvio della discussione, il rinvio della discussione è determinato da una richiesta che devo mettere ai voti che non ha niente a che vedere con la questione della presenza o meno dell'Assessore. Comunque, questo, io devo mettere ai voti questa sua richiesta...

Milanesio (P.S.U.) - Io, solo sul rinvio o meno, cioè sulla procedura ... Io accolgo la richiesta del Consigliere Ramera e ritengo che ci siano state sufficienti precisazioni in quanto prima Ramera come Presidente della Commissione del Turismo ha dichiarato che la Commissione è stata interessata per esaminare un progetto di legge di proposta dell'Assessore al Turismo, proprio in materia di finanziamenti ai comuni per la redazione di piani regolatori o di piani di fabbricazione, successivamente l'Assessore Colombo, l'Assessore anziano della Giunta ha dichiarato che è vero quanto ha detto il Consigliere Ramera, quindi mi pare che ci sia una dichiarazione della Giunta e una dichiarazione del Presidente della Commissione, a cui l'Assessore al Turismo ha demandato l'esame di questo provvedimento.

Ora, io condivido le preoccupazioni del Consigliere Fosson, cioè che si instaurasse un certo metodo, però non mi pare si instauri in questo caso, evidentemente si impedirebbe a che, delle mozioni degli argomenti siano messi in votazione.

Montesano (P.S.U.) - Non ha senso, non ha senso, se volevano accogliere questo concetto, ma non è un concetto di Regolamento, quindi di questo non ne parliamo più.

Milanesio (P.S.U.) - Qui sono state avanzate alcune proposte, cioè, o la proposta di rinvio della discussione, tenuto conto che esiste una iniziativa da parte dell'Assessore, da parte della Giunta, che è in atto e che avrà un riflesso nei prossimi giorni sia al livello di Giunta che al livello di Commissione; addirittura, ha già detto Ramera, è già stata convocata la Commissione per il giorno tal dei tali; ora, è una dichiarazione ben precisa che non si può equivocare. Quindi io ritengo che si possa aderire alla richiesta di rinvio della discussione.

Montesano (P.S.U.) - Milanesio, loro non aderiscono, bisogna metterla ai voti, quindi è inutile fare delle spiegazioni.

Milanesio (P.S.U.) - Signor Presidente, io mi permetto di esprimere la posizione del Partito e in questo caso di invitare anche l'opposizione ... se si riesce con un po' di ragionevolezza ad affrontare questo argomento, stia meglio; ad ogni buon conto noi siamo per il rinvio della discussione.

Fosson (U.V.) - Noi non siamo fra i presentatori della mozione e quindi vorrei che fosse chiaro che se insisto su questo punto non è per una questione di prestigio del nostro gruppo, noi non abbiamo neanche firmato questa mozione; alle volte, siamo molte volte contro anche alle questioni procedurali, ma siccome molte volte abbiamo visto che le questioni procedurali ritornano come un boomerang su di noi, e allora, dobbiamo fare anche noi le questioni procedurali quando si presentano.

Io ho dato atto e penso a quello che ha detto il Consigliere Ramera, non è per una posizione contrapposta verso la maggioranza che insisto su questo punto, per quando il Presidente del Consiglio dice "in base all'articolo 49 io sono obbligato di mettere ai voti il rinvio della discussione, e scusate, ma io mi permetto di leggere con voi l'articolo 49 e dire che non si accenna al rinvio della discussione con l'articolo 49, perché la discussione può essere interrotta soltanto: 1° per domandare il rinvio della proposta all'esame di una commissione o della Giunta regionale", ma qui noi non mandiamo, qui non è un disegno di legge o una cosa o l'altra; la mozione si concreta in quattro righe, quindi non è questo...

Punto 2° - "per proporre un accertamento, una mozione, un richiamo all'osservanza della legge o del regolamento", mi sembra che non sia questo caso neanche -

Punto 3°: "per domandare la chiusura della discussione", la chiusura, fin quando si chiede la chiusura della discussione, d'accordo di chiedere la chiusura della discussione, ma la mozione non si può fare a meno di metterla in votazione...

Montesano (P.S.U.) - Il punto 1.

Fosson (U.V.) - Sì, ma allora se il Presidente del Consiglio pensa di applicare il punto 1 per evitare la votazione della mozione, io mi permetto di insistere ancora di più che noi creiamo un principio che è ultra pericoloso per il futuro; quindi, proprio per questo mi sembra che qui non siamo in presenza di un fatto politico di grandissima importanza, tanto più se corrisponde al vero la questione che verrà, che quanto si propone nella mozione verrà portato in Commissione, quindi praticamente non c'è neanche un contrasto di fondo su questa questione e perché dobbiamo intaccare, lasciare uno spiraglio aperto ad un modo di procedere che potrebbe essere invocato in futuro per delle questioni molto più importanti e metterci effettivamente in condizione di vera opposizione fra gli uni e gli altri.

Quindi io insisto che in base al punto 1 la mozione, così come è formulata, intendiamoci, non si possa invocare il punto 1 dell'articolo 49.

Caveri (U.V.) - A quello che ha detto benissimo Fosson aggiungo che sarebbe un vero e proprio scandalo se si rinviasse questa mozione, sarebbe un vero e proprio scandalo, perché si violerebbe il regolamento e si metterebbe ancora una volta sotto i piedi i poteri del Consiglio regionale; ripeto, non mi occupo del n. 2 e del n. 3 dell'articolo 49 che manifestamente sono fuori discussione, ma non è in questo caso che si possa applicare il n. 1 dell'articolo 49, perché qui si tratta di votare su di una mozione, nella quale si impegna la Giunta a presentare una legge. Questa non è una proposta, questa è una mozione e la mozione non può non essere sottoposta alla votazione del Consiglio, perché qui non è, ripeto, una proposta, ma è una mozione nella quale si chiede che la Giunta s'impegni a presentare una proposta di legge, ma qui non si vota su una proposta, e tanto meno su di una proposta di legge, qui si vota su di una mozione; quindi io non aggiungo altro, e prego il Presidente del Consiglio di voler meditare un momento su queste modeste considerazioni che mi sono permesso di fare. Io non ho preso la parola finora su questo argomento, ma di fronte a questo scandalo che ci si prepara a perpetrare ancora una volta contro i diritti del Consiglio, io non posso non insorgere.

Montesano (P.S.U.) - Consigliere Caveri, io devo confutare dal principio alla fine.

Caveri (U.V.) - E Lei si sbaglia.

Montesano (P.S.U.) - ...Io ho il diritto di dire che Lei si sbaglia più di grosso...

Caveri (U.V.) - Io la sento e poi replicherò a quello che dice Lei.

Montesano (P.S.U.) - ...Lasci dire ...Io devo sentire anche la maggioranza la quale si disinteressa, lo devo dire, di questa questione procedurale che è importantissima e che io non voglio fare assolutamente l'avvocato di nessuno, ma voglio il conforto dei Consiglieri. Ora, devo dire che la mozione è una proposta; Lei parla di proposta di legge, l'articolo 49 non parla di proposta di legge, parla di proposta. Che cos'è la mozione? La mozione è una proposta che il Consiglio regionale assuma una delibera, assuma un provvedimento; è una proposta. Ora, perciò io, interpretando in buona fede e per mia conoscenza la proposta fatta dal Consigliere Ramera, io non so poi le ragioni, io avrei messo ai voti, non avrei fatto tutta questa discussione, così avrei votato contro da parte vostra e sarebbe finito tutto... Poi si spacca un capello in quattro, per una questione che io non riesco a capire... E allora, questo rinvio l'abbiamo fatto tante volte, tante volte; il Consiglio, può ricordare, non è stato mai, non è una cosa unica che sorge adesso, originale, oppure così venuta fuori, l'abbiamo fatto un'infinità di volte; io è 12 anni che sono nel Consiglio, quante volte abbiamo rimandato una mozione. Ora, l'opposizione tiene duro, ma la maggioranza tiene duro su questa posizione, chi si trova fra l'incudine e il martello è sempre il Presidente del Consiglio, il quale dovrà tirare fuori le castagne dal fuoco.

Milanesio (P.S.U.) - Prima il Presidente del Consiglio mi ha chiesto di tacere, ad un certo punto, e io, per quanto mi riguarda, ho espresso la posizione del Partito Socialista che è favorevole alla proposta di rinvio della discussione e ho anche detto che non bisognava ricercare in questa nostra richiesta nessuna, diciamo così, compressione dei diritti dei Consiglieri e del Consiglio e mi pare di aver espresso chiaramente una certa posizione.

Ora, io mi rendo conto e dò alla Presidenza del Consiglio la più ampia testimonianza di imparzialità, e evidentemente questa richiesta non l'ha fatta il Presidente del Consiglio, l'ha fatta la maggioranza e il Presidente del Consiglio deve mettere ai voti delle richieste e quelle proposte che vengono fatte dai Consiglieri, siano essi di maggioranza o di minoranza. Io ritengo che comunque non ci sia nessun attentato ai diritti del Consiglio e giustamente il Presidente è intervenuto per difendere le prerogative del Consiglio, ma di tutto il Consiglio, di tutti i Consiglieri e di ciascun Consigliere, non solo di una parte piuttosto che dell'altro, né riteniamo che si voglia fare il discorso, o si possa fare il discorso che a colpi di maggioranza passa tutto. Noi siamo contro questo tipo di impostazione, e lo voglio dire chiaramente; però in questo caso, signori Consiglieri dell'opposizione, sentite le dichiarazioni, ripeto, di Ramera prima, e dell'Assessore anziano Colombo, dopo, io penso, che insomma, non esista più una questione di principio così grave, così drammatica, tale da coinvolgere il discorso dei poteri di questo Consiglio e, diciamo così, delle prerogative del Consiglio stesso.

Quindi, noi diamo atto al Presidente del Consiglio di aver semplicemente proposto di votare su una proposta che è proponibile e nulla più e chiediamo che non si tirino fuori sempre i soliti argomenti, così, grandi, quali quelli della libertà e della democrazia, anche in casi in cui, tutto sommato, la materia da contendere è, sì, importante, però è poi una questione di procedura, poiché nella sostanza, come è stato detto, questo disegno di legge c'è ed è stato già presentato agli organi competenti.

Andrione (U.V.) - Mi permetterei di fare notare, per la verità storica che il Consigliere Ramera non ha fatto una proposta di rinvio, ma ha dato un giudizio di merito sulla mozione definendola "superata" giudizio che gli appartiene e che qui non stiamo a discutere. La proposta di rinvio è venuta da parte dell'Assessore Colombo, ed è stata motivata con l'assenza dell'Assessore Balestri. In seguito si è cambiato l'argomento, forse anche perché ci si è ricordati che l'Assessore Balestri, in materia di spiegazioni è piuttosto taciturno e allora si sostiene adesso che il rinvio avviene su una proposta della maggioranza senza che questa proposta venga spiegata con qualche motivo; si è chiesto di rinviare perché non c'era l'Assessore Balestri. In seguito si è accettato il fatto che la presenza dell'Assessore Balestri o meno, non era importante grazie alle spiegazioni di Fosson, e adesso ci si rimane appigliati a questa proposta di rinvio, io non so perché, non so quali sono le motivazioni per cui si chiede il rinvio. In realtà sembra, almeno, mi sembra di capire, personale questa mia opinione, che si voglia votare questa mozione in futuro quando quel progetto di legge di cui Ramera ha parlato sarà già presentato, o qualche cosa di questo genere; ma allora la votazione che faremo adesso sul non votare, sul rinviare o non rinviare questa mozione sarà esattamente equivalente della votazione che avremmo fatto sul merito, sulla sostanza. Questo proprio in via di buon senso, e per le eventuali future polemiche sulle differenti piazze, questa votazione rimpiazzerà benissimo, questa votazione sulla procedura rimpiazzerà benissimo quella sulla sostanza, per cui è mia opinione personale, non voglio entrare nelle discussioni più o meno giuridiche che si fanno sugli articoli che vengono interpretati molto sovente in maniera differente secondo le necessità del momento, per una semplice questione di buon senso, per conto mio votiamo la mozione che tanto se si vota sul rinvio ce la ritroviamo fra i piedi di qui a 15 giorni, esattamente con lo stesso risultato.

Ramera (D.C.) - ...Nel primo intervento credo di aver spiegato i motivi per i quali ritenevo superata la discussione. Nonostante tutto ho sentito interventi a iosa nel merito ecc. ecc. per cui ho ritenuto di prendere una seconda volta la parola perché venisse troncata la discussione e rinviata, proprio per questi motivi perché normalmente una mozione chiede un qualche cosa che la Giunta non ha fatto o che il Consiglio pretende che la Giunta attui, quando si danno della assicurazioni precise, le stesse assicurazioni sono state date ieri alla Commissione del Turismo che il giorno 10 marzo, cioè tra dieci giorni, dodici giorni la Commissione esaminerà il disegno di legge relativo proprio a questa mozione, io ritenevo che proprio per quel fair play che dovrebbe esistere in un Consiglio che i presentatori dicessero, benissimo, abbiamo presentato una mozione, vediamo che è stata ottima volontà da parte della maggioranza, la ritiriamo, punto e basta. No, si insiste e addirittura da parte di non firmatari si viene a parlare di scandalo quando scandalo se mai hanno recato determinate affermazioni che ho letto sul giornale quando ero assente da questo Consiglio e di cui sono ben spiacente di non essere stato presente.

Queste... (voce) ...l'ultima mozione, io sono stato sempre ai congressi delle Città gemelle, quindi mi trovo ultra consenziente alle villes jumelées, quindi non è un argomento che mi tocca.

Ma non ritengo che sia scandaloso richiedere il rinvio di una discussione quando i firmatari non hanno ritenuto di ritirarla, perciò io ritengo che avendo dato precise, no, precise nostre assicurazioni che il 10 di marzo la Commissione al Turismo esaminerà il disegno di legge relativo all'argomento in oggetto, io ritenevo che proprio la minoranza ritirasse la mozione e di raccomandare naturalmente che queste nostre assicurazioni fossero giuste. Mentre invece qui si vorrebbe quasi porre in dubbio che noi vogliamo conculcare certi diritti delle minoranze, per carità, ma hanno ragione i giovani di contestare quando esiste una società politica come la nostra che si perde in bizantinismi assurdi per due o tre ore discutere, spaccare il cappello in quattro, hanno ragione i giovani ma dovrebbero venire ad occupare questa sede allora di fronte a certi bizantinismi e non occupare illegalmente certe scuole, questo è chiaro.

Ad ogni modo io rinnovo la richiesta di rinvio, se sarà superata avremo ragione noi che avevamo dato delle precise assicurazioni.

Montesano (P.S.U.) - Allora abbiamo messo ai voti la proposta, abbiamo messo ai voti, guardi che abbiamo chiuso la discussione, è inutile io ... (voci)

Germano (P.C.I.) - No, non ritorno sulla discussione, ritorno sulla votazione, io le voglio far presente, Signor Presidente, che lei, ed è scritto a verbale, a un certo momento ha chiuso la discussione e ha detto "parlano ancora Milanesio e Bordon che sono iscritti e la discussione è chiusa".

Quindi prima questione, e questo è scritto a verbale, lei non chiede l'interruzione di nessuna discussione perché la discussione è chiusa, nessuno più ha parlato dell'argomento, l'argomento è chiuso, è così, se ci fosse una proposta, se ci fosse una discussione in corso qualsiasi potrebbe intervenire e chiedere l'interruzione della discussione o il rinvio ma qui la discussione è avvenuta, lei l'ha chiusa, quindi qui ci troviamo di fronte a una discussione che deve essere votata o no, votata o no, non c'è il rinvio di una discussione perché non c'è nessuna discussione in corso, è finita la discussione, è finita.

Seconda questione, seconda questione la questione del rinvio come giustamente ha detto l'On.le Caveri riguarda una proposta non una mozione, per le mozioni è previsto all'art. 42 che possono essere, le mozioni, dopo la loro lettura all'adunanza consiliare, non possono essere ritirate se dieci o più Consiglieri vi si oppongono, le mozioni devono essere discusse e votate, e votate.

Quindi io sono d'accordo con il ragionamento che faceva Ramera, si poteva evitare di perdere due ore se qualcuno avesse detto la mozione è servita, la legge è stata presentata, la votiamo, discuteremo la legge, non è questo che conta, il fatto che conta, è che qui se passa la posizione assunta dal Presidente del Consiglio, noi non potremo più discutere, la minoranza non potrà più discutere nessuna mozione perché la maggioranza chiede il rinvio e la cosa è finita.

Montesano (P.S.U.) - Germano, si ricordi che ho dato dimostrazione sempre per quello che mi è possibile, io dichiaro in questo momento... finisca, finisca...

Germano (P.C.I.) - ...mi lasci, veda un precedente solo, abbiamo...

Montesano (P.S.U.) - No, queste coercizioni da parte della minoranza non le accolgo nel modo assoluto!

Germano (P.C.I.) - No, ma io non faccio coercizioni... (voci)

Montesano (P.S.U.) - Va bene, allora voi fate le vostre critiche... (voce) ...e no, mi dispiace caro Avv. Caveri, qui queste cose sono state fatte sempre, io non accetto coercizioni né della maggioranza né della vostra... (Caveri: ...Lei accetta sempre quella della maggioranza) ...no, mai, mai.

Germano (P.C.I.) - Io non voglio coercire niente.

Montesano (P.S.U.) - Perché io ho detto, qui va a finire che la colpa è del Presidente del Consiglio, e il Presidente del Consiglio invece ha l'obbligo di mantenere quel distacco fra maggioranza e minoranza.

Germano (P.C.I.) - Se il Presidente del Consiglio mette in votazione la mozione non ha nessuna...

Montesano (P.S.U.) - Metterò in votazione la proposta prima, se non passerà quella metterò in votazione.

Germano (P.C.I.) - Allora la coercizione la fa lei.

Montesano (P.S.U.) - Ecco così è finito quindi qualsiasi... che voi possiate fare per me è perfettamente inutile perché le avete già fatte, ripetete le stesse cose e andiamo avanti così fino alle tre.

Germano (P.C.I.) - Io non ripeto le stesse cose, è lei che in questo momento dà cattivo esempio interrompendo gli oratori... insomma adesso la discussione è chiusa e l'ha chiusa lei, non l'ho chiusa io, quindi qui non c'è nessun rinvio della discussione, non c'è nessun rinvio della discussione perché la discussione è stata fatta, quindi non c'è niente da fare su questo, lei può dire tutto quello che vuole però le cose stanno in questi termini, e secondo, se passa questo criterio noi non potremo presentare e sapere di poter votare su nessuna mozione, perché quando presentiamo una mozione la discutiamo, si arriva al momento della votazione, uno della maggioranza si alza, io chiedo il rinvio, chiedo il rinvio, in base a che cosa, non c'è niente da fare, non si può fare queste cose... (voci) ...terza cosa, l'esempio che abbiamo, l'unico esempio che abbiamo non depone a vostro favore perché è stato rinviato un progetto di legge sul riparto fiscale per accertamenti e non esistevano accertamenti da fare, e questo progetto di legge per questi accertamenti andrà avanti all'infinito, fino a quando qualcuno si deciderà di ripresentare, questo è l'unico precedente che abbiamo.

Quindi io molto fermamente, Signor Presidente, senza esagerare per niente, ritengo che finita la discussione votiamo e se lei ritiene di non votare, di rinviare, una discussione che è già finita, noi con dispiacere, perché non vogliamo quelle cose, dobbiamo impugnare questa votazione, perché non è regolare, non è in base al Regolamento.

Milanesio (P.S.U.) - Io ritengo che le considerazioni, sia dell'Avv. Caveri sia del Consigliere Germano, non vadano rivolte al Presidente del Consiglio, ma vadano rivolte alla maggioranza, in quanto la richiesta è stata fatta dalla maggioranza e non dal Presidente del Consiglio. Quindi il Presidente del Consiglio presiede questo Consiglio, sovraintende anche al regolare andamento del Consiglio stesso, ma non ha sulle nostre richieste, il Presidente del Consiglio, responsabilità alcuna. Se il Presidente del Consiglio ritiene che una proposta di questo tipo si possa anche fare, perché c'è scritto proposta e non c'è scritto mozione e non c'è scritto proposta di legge ma c'è scritto proposta, punto e basta, e va bene vorrà dire che la minoranza potrà impugnare questa decisione del Consiglio e poi se verrà dato ragione coloro ai quali impugneranno questa decisione, vuol dire che noi avremmo sbagliato nell'interpretare il Regolamento e saremo pronti a fare ammenda di questa nostra posizione.

Io quello che voglio dire è un po' questo, Consigliere Germano, è vero che la maggioranza del Consiglio può chiedere il rinvio com'è vero che la maggioranza del Consiglio può votare contro o a favore di una determinata mozione.

Se la maggioranza del Consiglio chiede il rinvio, chiede il rinvio di una mozione, motiva in qualche modo questa richiesta di rinvio, cioè che cosa fa, sospende una deliberazione, questo è il significato. Ora a me pare che su un argomento si possa ad un certo punto, per determinate ragioni, chiedere che si sospenda il giudizio del Consiglio. Allora il Consiglio deve solo sempre in qualunque circostanza o dire di sì o dire di no, io invoco la libertà del Consiglio di dire, aspettiamo prima di decidere.

È naturale questa, è una libertà anche questa, allora il Consiglio può solo dire di sì o dire di no. Ma scusatemi, ecco poniamo questo problema anche, poniamo questo problema, ora noi abbiamo detto e l'abbiamo detto nella discussione che esiste, io do ragione al Consigliere Ramera, esiste una proposta concreta, ora qui è questione di fair play, e ci si vuole per punta che si arrivi a deliberare per poter dire ma voi avete votato o a favore o contro, se queste cose si fanno è perché ci siamo noi ecc. ma noi non neghiamo la funzione costruttiva anche dell'opposizione però scusatemi se è in atto un'iniziativa di questo tipo, la mozione deve essere dichiarata superata o per lo meno lo dovrebbero dichiarare i proponenti, non noi. Comunque noi abbiamo chiesto il rinvio della discussione perché le cose sono in cammino, sono in atto e noi riteniamo il rinvio di questa proposta. Questa richiesta penso rientri nei nostri diritti, noi siamo pronti a farci contraddire da un giudizio che voi vorrete chiedere a un organo che sia competente di dare questo giudizio e se abbiamo torto faremo ammenda ma io ritengo che in questo caso il Presidente del Consiglio non c'entri proprio niente, questo lo voglio dire perché ha ragione il Presidente quando dice ma voi ve la pigliate con me, in fondo io devo mettere in votazione una richiesta che è secondo me legittima e che effettivamente pare legittima anche al Presidente del Consiglio. Quindi se avete qualcosa da dire evidentemente ditelo alla maggioranza, ditelo ai Capigruppo ma non al Presidente del Consiglio.

Montesano (P.S.U.) - Allora io, guardi Consigliere Fosson lei vuol riprendere ancora la discussione sulla procedura, la riprenda pure però io per quello che mi riguarda con la piena responsabilità ho già deciso, mettere in votazione la proposta della maggioranza.

Fosson (U.V.) - Qui si è parlato di fair play e quando si parla di fair play io non ho niente in contrario, dico, si può benissimo fare, ma il fair play molte volte dalla parte della maggioranza verso la minoranza non c'è e quindi noi non dobbiamo vedere solo il fair play in certi momenti quando fa comodo alla maggioranza e non averlo quando fa comodo alla minoranza. Voglio solo ribattere un'altra questione, praticamente il Consigliere Milanesio dice, non dovete prendervela col Presidente del Consiglio, ma noi dobbiamo dire al Presidente del Consiglio solo questo, è lui che fa sua in questo momento quanto ha detto la maggioranza, e quindi noi diciamo siccome riteniamo che sia contro il regolamento la questione del rinvio della discussione in questo senso, abbiamo già spiegato i motivi del pericolo di instaurare una procedura che sarebbe non dico solo in questo caso, ma potrebbe essere in casi molto più importanti, veramente... verso la minoranza, noi dobbiamo insistere su questo punto. Quindi se il Presidente del Consiglio mette in votazione la mozione e allora mi sembra che è in base al Regolamento e noi votiamo, se il Presidente del Consiglio continua a insistere nella sua posizione, allora noi ne prendiamo atto e abbandoniamo l'aula perché noi non ci sentiamo di votare una cosa che è contro il Regolamento. Però richiamiamo il Presidente e lo richiamo con tutto di meditare sul principio che stiamo instaurando.

Montesano (P.S.U.) - Che è legittimo, o allora verifica del numero legale, quello che a me meraviglia che su una cosa del genere sia venuta fuori una discussione di questo genere, proprio è mancato quel senso di comprensione fra maggioranza e minoranza su una procedura che mi è così legittima però di cui non riesco ad afferrare assolutamente il significato. Allora il numero legale vediamo un po' quanti siamo, diciassette, la seduta non è valida.

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La seduta è tolta alle ore 13,25.