Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 110 du 28 avril 1969 - Resoconto

OGGETTO N. 110/69 - Acquisto di azioni della Centrale del Latte di Aosta. (Ritiro di mozione - Approvazione di ordine del giorno)

Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente, Colleghi Consiglieri, poche parole per ribadire la necessità contenuta nella mozione che secondo noi si addivenga a dare esecuzione alle norme statutarie e della convenzione che prevedono l'acquisto, da parte degli Enti pubblici Regione e Comune, di quelle azioni non acquistate nei due anni successivi all'inizio di attività della Centrale del latte da parte della categoria produttori o rivenditori.

Il problema che, il Consiglio lo ricorda, è stato rinviato su richiesta dell'Assessore il quale riteneva di dover approfondire il problema in sede di commissione. Da una successiva interpellanza lo stesso Assessore ha assicurato che in sede di discussione di mozione sarebbe stato precisato il pensiero della commissione in proposito a questo argomento.

Io vorrei ribadire che la mozione è stata da noi presentata soprattutto perché alla luce di questi primi esercizi risulta, oltre che il fatto di non assolvere ad un impegno preciso e stabilito dallo Statuto, stabilito dall'atto costitutivo della Società, risulta anche assurdo il fatto che gli Enti pubblici intervengono nel pareggio del bilancio così come ha fatto il Consiglio regionale, destinando un contributo straordinario alla fine dell'esercizio 1968 e pure intervenendo finanziariamente, avendo l'onere dei passivi che si realizzano nelle Centrali del Latte, non ha una autonoma possibilità decisionale in quanto è ancora presente quella figura piuttosto anormale dell'Istituto S. Paolo che ha anticipato le quote azionarie per i produttori e per i rivenditori e che in virtù di questa anticipazione ha quattro Consiglieri nel Consiglio di amministrazione.

Riteniamo quindi che l'approvazione della mozione e quindi l'acquisto da parte del Comune di Aosta e dell'Amministrazione Regionale delle residue azioni non vendute - e ci risulta che nessuna di queste azioni sia stata acquistata dai produttori o dai rivenditori - normalizzi una situazione, metta in condizione gli Enti pubblici di avere una piena rappresentanza e una completa autonomia decisionale in proposito.

È quindi in questo spirito che ci auguriamo che il Consiglio voglia aderire alla nostra mozione di impegnare la Giunta a provvedere all'acquisto delle azioni.

Maquignaz (D.C.) - È vero quanto diceva il Consigliere Dolchi che, in base all'atto costitutivo, trascorsi i due anni la Regione avrebbe dovuto acquistare le azioni nel caso che gli agricoltori conferenti non le avessero prese.

E altrettanto avrebbe dovuto fare il Comune, però io dico questo, che non è che gli Enti pubblici non abbiano controllato la gestione della Centrale, noi abbiamo due rappresentanti, il Comune ha i suoi due rappresentanti e le posso assicurare che tutte le decisioni importanti sono state prese dopo avermi interpellato, ed io a mia volta parlavo in Giunta, quindi le decisioni importanti, come ripeto, vengono fatte dopo aver sentito e avuto il parere, direi favorevole dell'Amministrazione regionale.

Penso che altrettanto abbiano fatto i rappresentanti del Comune. La verità però è che la Società svolge un'attività che ha delle caratteristiche di servizio pubblico e questa, lo sappiamo, costa e quindi piuttosto io vorrei soffermarmi un momento ad illustrare un po' la situazione della Centrale del Latte, per poi giungere alle conclusioni, cioè dare poi il mio orientamento per quanto concerne la mozione.

Ho analizzato attentamente il quadro delle spese di gestione e da lì si può notare con dei dati precisi, dei dati che si desumono dai bilanci consuntivi, che i costi della mano d'opera sono aumentati di dodici milioni rispetto a quelli che erano inizialmente dai 31 milioni e 9 sono passati a 43 e 9, sono cifre arrotondate ma comunque sono 12 milioni di differenza.

Parlo di stipendi, salari e contributi.

Per quanto riguarda le imposte, le tasse usuali, quelle normali, sono pure aumentate sensibilmente dal 1° esercizio da 1 milioni 778 mila sono passate a 5 milioni 544 cioè 3 milioni e sei in più.

La tassa di registro poi sui proventi lordi del 2,50% - per cui si è fatta tutta quell'azione per cercare di resistere ma anche la Commissione centrale poi ha dato torto - la dobbiamo pagare, sono altri 6 milioni all'anno che gravano sulle spese di gestione, senza contare i 15 milioni di tutti gli arretrati che abbiamo pagato l'anno scorso con quel provvedimento.

Quindi c'è un totale di 21 milioni e 700 mila che sono aumenti inevitabili, aumenti su cui non si può discutere, sono stati mantenuti sin dall'inizio sia il prezzo del latte al conferitore, sia quello del latte al consumo, invariati, dico, fino all'anno scorso al 31 ottobre, quindi si capisce chiaramente che quegli aumenti di mano d'opera, di contributi, di tasse, è chiaro che se non si muovono i due termini cioè l'acquisto del latte e il prezzo del latte all'acquisto e alla vendita, è chiaro che il bilancio è passivo.

Quindi direi che non è che ci sia mancato un controllo, è una situazione dovuta a quelle caratteristiche di servizio pubblico che ha la Centrale, per cui per la sezione bilancio c'è ben poco da fare.

Se poi si aggiunge che la Centrale è entrata in funzione dopo alcuni anni dalla sua costruzione e quindi con delle attrezzature non in perfetto stato e anzi direi addirittura un po' sorpassate, si ha il quadro completo della situazione.

La sostituzione dell'impianto dell'imbottigliamento con i contenitori a perdere ha portato notevoli vantaggi al consumatore dal punto di vista igienico-sanitario, però viene a costare più di dieci lire al litro.

Tenuto conto che l'impianto è entrato in funzione a fine marzo, mentre l'aumento del prezzo del latte è avvenuto al 31 ottobre, ai 21 milioni e 700 che dicevo prima per gli altri oneri, per gli altri aumenti, vanno aggiungi gli undici milioni e 100 mila che sono dovuti proprio a questo mancato aumento in concomitanza con il nuovo impianto dell'imbottigliamento.

500 mila poi sono circa le passività del Caseificio.

Quindi il totale delle passività per l'anno 1968 è di 33 milioni e 381 mila, cifra che sembra allarmante, se però la si esamina attentamente, come ripete la Commissione che si è soffermata molto su questo, sono cose inevitabili, non c'è niente da fare.

La Società ha già fatto richiesta del rimborso di questi 33 milioni perché i 20 milioni che noi abbiamo dato l'anno scorso sono serviti a pagare i 15 milioni di arretrati dell'imposta di registro e per i 5 milioni che erano le passività dell'esercizio 1967.

Quindi la richiesta adesso inoltrata dalla Centrale si riferisce ai 33 milioni, passività dell'esercizio 1968 e che io ritengo dovremo pagare perché altrimenti la Banca non potrà più pagare.

Un piccolo sguardo invece ai macchinari acquistati, tanto perché i Consiglieri sappiano come si trova attualmente la Centrale, oltre alla nuova imbottigliatura che si rendeva necessaria perché quella di prima non aveva più quei requisiti igienico-sanitari, si sono acquistati due autocarri per la distribuzione del latte. Autocarri che sono stati esaminati attentamente, che sono idonei per quel tipo di bottiglie che abbiamo adesso, e questo però serve per la distribuzione.

Si è acquistata una nuova caldaia a vapore, alla Centrale ce n'era una sola e nel caso di un eventuale guasto si sarebbe paralizzato completamente il servizio, quindi un'altra spesa che era indispensabile.

Un più moderno lava bidoni per assicurare la pulizia dei recipienti e una pesalatte di precisione con la registrazione del peso.

Quindi le attrezzature della Centrale si può dire che oggi sono notevolmente migliorate.

Come prospettive per il futuro l'acquisto dei macchinari nuovi dovrebbe comportare una diminuzione delle spese di manutenzione, le vendite del latte alimentare sono sensibilmente aumentate con il nuovo sistema di imbottigliamento e questo è segno che il consumatore ha apprezzato questo nuovo servizio.

E questo secondo me è la cosa più importante, cioè assicurare alla nostra popolazione un servizio idoneo sotto tutti gli aspetti.

La lavorazione dei superi con la quotazione attuale della fontina non costituisce più una preoccupazione per quanto concerne le passività, ho desunto dall'ultimo bilancio 1968 e ho visto che il costo netto del Caseificio è di 48 milioni e 9, gli incassi del caseificio 48 milioni e 4, una differenza di 455 mila. Siccome non è facile fare la suddivisione netta delle due gestioni, si suppone che da 500 mila a un milione siano queste passività.

Quindi dicevo solo che il caseificio non presenta dei timori per quanto concerne l'aggravio delle passività, e del resto la lavorazione dei superi si rende necessaria e indispensabile perché non è possibile avere giornalmente il quantitativo di latte necessario per l'uso alimentare.

Quindi dicevo che anche se noi consideriamo che nell'esercizio 1969 noi avremo questa diminuzione di 11 milioni e 6, dovuta al mancato aumento del latte al momento del cambiamento dell'attrezzatura per l'impianto dell'imbottigliamento, quindi 11 milioni e 6 non li potremo recuperare, qualchecosa si potrà recuperare per le nuove attrezzature, però dai 20 ai 25 milioni all'anno noi ce li troveremo sempre come passività.

Questo tanto perché sia chiaro qual è la situazione e per poter dimostrare che l'Ente pubblico controlla, solo che ci sono degli aumenti inevitabili per cui queste passività resteranno.

Invece, ritornando adesso alla mozione, come dicevo prima, lo so che in base all'atto costitutivo noi dovremmo acquistare. Lo so che è scaduto da due anni e che se anche aspettiamo un cinque o sei mesi penso che non cambia mica niente, cioè che non è che cambi la situazione della Centrale del Latte.

Io avevo proposto, vi ho detto l'altro giorno qual era stato, qual era il mio orientamento e qual era l'orientamento che ne era venuto fuori nella discussione che noi abbiamo fatto in seno alla Commissione dell'Agricoltura. Commissione che è consultiva, però dice che lì si era esaminato a fondo il problema, l'interesse sarebbe questo: di cercare di avere le categorie interessate in seno al Consiglio di Amministrazione, cioè produttori e conferitori.

Secondo me è una cosa che dovrebbe servire e che è sempre per una questione di principio che l'interessato sia presente, che discuta dei suoi problemi nel momento opportuno.

Quindi l'unica mia preoccupazione era quella di avere la rappresentanza dei rivenditori e dei conferitori in seno a questo Consiglio di Amministrazione. Io avevo espresso un orientamento del tutto personale e avevo riferito l'orientamento della Commissione all'Agricoltura, quindi siamo liberi di esaminare, però dico solo che l'unica cosa a cui tengo è che ci siano queste rappresentanze in seno al Consiglio di Amministrazione.

Milanesio (P.S.U.) - Questo argomento della Centrale Laitière d'Aoste è già stato affrontato in altre circostanze, in altre occasioni e oggi penso sia opportuno e utile arrivare ad una conclusione.

Del resto l'esposizione dell'assessore e le dichiarazioni che lo stesso ha reso sono tali, io ritengo, da consentire di trovare una soluzione positiva che compensi un po' le varie esigenze che sono state espresse in questo Consiglio. E cioè per intenderci che compensi la pubblicità totale della Centrale Laitière e anche a mio avviso la rappresentanza all'interno del Consiglio di Amministrazione di determinate categorie che con la Centrale Laitière evidentemente hanno a che fare, che sono "magna parte" del problema della produzione e della distribuzione del latte.

Per cui se il Consiglio potesse addivenire a una soluzione che mi permetto di proporre, penso che risolveremmo in uno i due problemi, cioè fare ottemperare da parte della Regione e del Comune di Aosta a quell'impegno che era stato assunto nell'atto costitutivo della Centrale Laitière e cioè che dopo i primi due esercizi, qualora i produttori e i rivenditori non avessero acquisito quelle azioni che venivano a loro destinate e che erano depositate nel frattempo presso l'Istituto Bancario S. Paolo, qualora quest'assorbimento non fosse avvenuto, gli Enti pubblici sarebbero intervenuti per assorbirli loro stessi.

Ebbene io ritengo che il tempo sia ampiamente trascorso, del resto queste categorie difficilmente si riescono a mettere d'accordo per portare avanti un'azione di questo tipo, la Centrale del Latte ha quelle difficoltà di gestione che sono connaturate a questo tipo di servizio pubblico, per cui è logico prevedere quello che ha detto l'Assessore, che cioè le passività ci sono, ci saranno e continueranno ad esserci, forse si potrà studiare una forma migliore, più opportuna, di valorizzazione di prodotti magari caseari di questa Centrale del Latte, però una cosa certa è che fin da oggi noi possiamo prevedere un passivo in continuazione di questa Centrale del Latte.

Quindi il problema che tutti ci ponevamo era questo: se questo passivo deve essere sopportato dalla Regione, come accade, non dico neanche dal Comune di Aosta ma dalla Regione, come accade, è giusto, è doveroso che Regione e Comune, che gli Enti pubblici, che l'Ente pubblico possieda totalmente questa Società per azioni, altrimenti si potrebbe creare una situazione per altre aziende, per altre attività di tipo assai strano, per cui là, dove c'è una partecipazione della Region, queste Società che configurano un fine di pubblica utilità dovrebbero chiedere sempre il sanamento del deficit di gestione alla Regione pur mantenendo per altri servizi privati la loro quota di azione.

Evidentemente la Regione può e deve intervenire a copertura totale di un deficit qualora essa stessa sia proprietaria di questa Società, qualora questa Società si individui con una partecipazione totalmente pubblica.

Quindi se per esempio si arrivasse alla determinazione di acquisire queste azioni e di dare una rappresentanza a queste categorie dei produttori e dei rivenditori, una rappresentanza secondo me dovrebbe essere adeguata, ma pur sempre minoritaria, in quanto l'interesse preminente che si deve esprimere nel Consiglio di Amministrazione della Centrale del Latte deve essere quello dell'Ente pubblico, che in questo caso rappresenta i consumatori, rappresenta il cittadino, rappresenta l'utente. Ora io avevo preparato assieme ai Capigruppo, a Ramera della DC e Chamonin del Rassemblement, un ordine del giorno che aveva due significati, uno quello di proporre questa soluzione e l'altro quello di invitare, così tra le righe anche se non c'è scritto, l'opposizione a ritirare la mozione presentata, perché sostanzialmente quelle esigenze che vengono rivendicate verrebbero raccolte da questo ordine del giorno se fosse fatto proprio dal Consiglio. Io dò lettura di questo ordine del giorno che suona così:

"Il Consiglio Regionale della Valle d'Aosta, preso atto dell'atto costitutivo della Centrale Laitière d'Aoste che prevede l'assorbimento da parte della Regione e del Comune di Aosta successivamente ai due primi esercizi delle azioni di categoria B e C non acquisite dai produttori e rivenditori, poiché sia la Regione che il Comune non hanno provveduto a tutt'oggi ad ottemperare alla suddetta disposizione, dà mandato alla Giunta di provvedere all'acquisto delle residuazioni con l'invito d'inserire nel Consiglio di Amministrazione una adeguata seppur minoritaria rappresentanza delle categorie dei produttori e dei rivenditori".

Io, così, so che una richiesta di inserimento, anche di un rappresentante o di rappresentanti della minoranza consiliare, era stata avanzata dal Consigliere Germano, io penso che sia un po' alla Giunta valutare questa, diciamo così, opportunità, tenuto conto che queste nomine per la loro caratteristica e per il regolamento di questo Consiglio spettano alla Giunta, quindi dovrebbe essere la Giunta a valutare, a mio avviso, questa opportunità che non è da scartarsi perché per quello che mi riguarda contribuisce a rendere questi organismi anche così più trasparenti nella loro gestione e diciamo così oggetto anche di un controllo di uno stimolo critico che potrebbe pervenire da eventuali opposizioni o minoranza.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Visto che l'Assessore ha parlato della Commissione all'Agricoltura di cui il sottoscritto fa parte e che sembrerebbe che, così genericamente parlando, anche il sottoscritto fosse stato d'accordo ad una sospensione del problema, ritengo dover chiarire la mia posizione avvenuta nell'ultima riunione della Commissione Agricoltura in cui si aveva discusso questo problema, e che avevo per l'appunto espresso il parere che la Centrale del Latte venisse assorbita dagli Enti pubblici, in osservanza dello Statuto medesimo.

La maggioranza era invece di diverso avviso: proponevano di sospendere, mi pare per un anno, ogni decisione in merito, e che, in quello scorcio di tempo, di interpellare sia i conferitori, sia i rivenditori per vedere se si decidevano di assorbire le azioni relative come disposto dallo stesso Statuto.

È vero che la Commissione ha attentamente esaminato i deficit della Centrale ed è altresì vero che abbiamo dovuto constatare come quelle spese non potevano essere corrette in nessun modo. Ritengo però doveroso, in questa sede, ripetere la mia opposizione che non è opposizione per essere solo tale ma che trova giustificazioni.

Giustificazioni, in primo luogo vuol essere rispetto degli Statuti, perché se ci mettiamo sull'ordine di non rispettare le norme statutarie dei vari statuti apriamo le porte a delle diverse interpretazioni di statuti stessi e che possono poi portare, a seconda dei vari interessi, a scegliere ognuno dei propri canali e determinare così una tale confusione che suonerebbe spregio a precise norme statutarie.

Vi è uno Statuto e pertanto io penso che questo Statuto debba essere rispettato. In secondo luogo credo che i conferitori, se fosse stata una gestione utile quella della Centrale del Latte, avrebbero a tempo debito provveduto ad assorbire le azioni di loro spettanza.

Abbiamo esaminato in sede di Commissione la situazione della Centrale e appunto da quell'esame si può capire quali siano stati i motivi per cui sia i conferitori, sia i rivenditori non si siano interessati all'assorbimento delle loro azioni che lo Statuto predisponeva.

Terzo motivo di questa mia posizione è l'assurdità in cui viene a trovarsi l'Amministrazione regionale che deve giustamente intervenire finanziariamente per colmare il deficit della Centrale senza peraltro avere alcun potere decisionale in merito.

In ordine a queste mie osservazioni e in omaggio alle osservanze statutarie mi dichiaro d'accordo con i presentatori della mozione.

Bordon (D.C.) - Non avevo nessuna intenzione di prendere la parola, ma per i precedenti colloqui che ho avuto con l'Assessore all'Agricoltura, ed incoraggiato dalle saggie parole che ha detto Tonino alla fine del suo intervento, mi permetto di fare alcune osservazioni che già feci con Maquignaz.

Probabilmente io non intervengo più in queste discussioni perché non è che si sia proprio dell'altra generazione, ma insomma un certo numero di anni di differenza col momento attuale ci divide e probabilmente non siamo più all'altezza dei tempi per amministrare, in quanto che nella mia vita - e questa è una boutade - fui Presidente anch'io, non Presidente della Giunta, non Presidente di complessi, ma ebbi il piacere di essere Presidente per tanti anni di una latteria turnaria di un piccolo paesino e vi garantisco che per fare quadrare il bilancio di una latteria turnaria, quando non avevamo la famosa mucca da mungere che era Regione, non era cosa molto facile. Si trattava di discutere con tutti i proprietari che erano tutti agricoltori in condizioni peggiori delle attuali, di discutere il prezzo del casaro, il prezzo della legna, della luce, del macchinario e chi più ne ha più ne metta perché la cosa è molto più facile, però io mi stupisco di una cosa soltanto e posso anche avere torto, io mi stupisco quando esamino la situazione di una qualsiasi iniziativa, magazzini, stabilimento latteo-caseario, che noi ci vediamo davanti agli occhi tutti i giorni e che, a un certo momento, ci rendono un po' preoccupati perché in Valle d'Aosta noi abbiamo per esempio, rimanendo al problema di cui stiamo discutendo, lo stabilimento latteo-caseario, abbiamo - e lo diciamo sempre con l'amico Maquignaz - da un parte delle continue richieste dei produttori del latte che vogliono aumentare il prezzo - e allora subito interveniamo tutti, chi più chi meno, chi è più vicino a questa categoria, chi meno e insistiamo, perché il prezzo del latte venga aumentato, perché la classe del contadino sappiamo tutti le difficoltà che ha o che hanno ecc. Nello stesso momento, dall'altra parte, abbiamo i rivenditori del latte che dicono: "noi non ci accontentiamo forse più di queste lire, vorremmo un maggior margine perché aumentano le imposte ecc. ecc.". In corrispondenza a queste due forze - come giustamente ha detto Maquignaz - noi abbiamo il consumatore, ma per il consumatore guai se si tratta di aumentare il prezzo, perché il latte è l'elemento base del vitto, è l'elemento che è più richiesto dalla classe che ne ha più bisogno finanziariamente, che sta meno bene economicamente, quindi non mi voglio dilungare perché voi avete già capito questo mio concetto, ma la verità è questa: con questo sistema a un certo momento c'è la mano d'opera, abbiamo avuto un paventato, minacciato sciopero di alcuni giorni or sono, a un certo momento hanno chiesto o si sono accordati su una proposta di aumento che io ho ritenuto anche molto equa, in confronto a certe richieste, però la verità è che i costi continuano a aumentare, il latte aumenta; aumentare il prezzo non lo si può e la Regione viene fuori.

E a un certo momento eravamo qui dentro, ci siamo sentiti dire: "bisognerà comperare una macchina nuova e vedrete che questo deficit diminuirà", e oggi Signori siamo arrivati a 35 milioni. Ebbene, io non voglio intervenire per portare una nota stonata, no, io voglio proprio richiamare l'attenzione dei Signori che sono qui presenti, dei Signori Consiglieri, ma io vi dico che avanti così non si può andare, perché non c'è più nessuna impostazione economica che sia a posto, noi allora diciamoci quello che ha detto Milanesio. Milanesio ha detto: "questo stabilimento, per la sua natura, per la sua vendita, per quello che ha da fare, è passivo", e allora non perdiamo più tempo qui dentro, comperiamo queste azioni che è lo Statuto che ce le fa prendere, lasciamo fuori queste due categorie, come invece giustamente diceva Maquignaz, mettiamole dentro le due categorie, che si bagnino anche loro, che vedano quali sono le difficoltà, che sappiano che se non ci fosse la mucca Regione da mungere non so che cosa mungerebbe lo stabilimento latteo-caseario.

Ma se noi perdiamo questi concetti che, secondo me, sono dei concetti abbastanza semplici, abbastanza normali, diciamoci invece che tutto è politicizzato, lo stabilimento latteo-caseario per la sua natura, mi ripeto, è bene che vada avanti così e non preoccupiamoci più.

Quest'anno sono 35 milioni, l'anno venturo saranno 40, saranno 50, quello che sarà lo paghiamo e arrivederci e grazie.

Perché il buon Tonino quando dice "comperiamo subito queste azioni perché almeno la Regione avrà il potere decisionale per limitare il passivo", bene, se noi avremo la forza di fare questo, e allora comperiamole subito queste azioni, ma ricordatevi bene, Signori, che tutti gli Enti pubblici quando amministrano qualche cosa non possono per dei motivi politici rispondere mai no, all'aumento del latte si risponderà sì agli agricoltori perché sennò si perderanno dei voti, all'aumento del latte risponderanno no alla vendita, per paura di perderne, e vedrete i bilanci della Regione come andranno a finire!

Ad ogni modo, detto questo, noi eravamo del parere con Maquignaz, che aveva studiato a fondo il problema, di concordare con lui e di dire: "facciamo ancora pressione presso questi venditori del latte", i produttori del latte, i venditori, che comperino queste quote! Perché non è giusto che rimangano a margine di tutte le difficoltà, Signori, si tratta di sei mesi, non so che cosa vi ha proposto, se lo ritenete valido bene e sennò comperiamole subito perché non sono i cinque milioni che ci preoccupano. Ma per tutto il resto che ho detto io, ci si deve preoccupare.

Germano (P.C.I.) - Il discorso di Bordon avrebbe un senso se attualmente l'Istituto Bancario, nel Consiglio di Amministrazione, si accollasse parte del deficit che compete per le sue azioni, ma non se le accolla!

E quindi il fatto che l'Istituto Bancario sia nel Consiglio di Amministrazione e che la Regione sia quella che deve pagare i deficit, non si capisce perché debbano esserci i rappresentanti dell'Istituto Bancario.

Il discorso che fa l'Assessore all'Agricoltura invece è un discorso diverso, noi possiamo essere d'accordo che ci siano i rappresentanti e dei produttori e dei rivenditori, in modo che siano una testimonianza presso la loro categoria.

Il discorso però che portiamo avanti noi ha questa aggiunta, che Milanesio ha fatto, qui ci troviamo di fronte a un Ente che potremo limitare ma inevitabilmente è un servizio pubblico, avrà un deficit, allora se partiamo da questo punto di vista perché volete, come esecutivo, avere voi tutta la responsabilità di questo?

In tutti gli Enti, in tutti gli organismi dove il Consiglio è presente con una sua partecipazione, dove è ricorrente un deficit, è bene ed è giusto che ci siano i rappresentanti della minoranza. Questo avviene in tutti, non so, un Ente ospedaliero, qualsiasi Ente dove il Consiglio abbia, dove c'è la rappresentanza della minoranza.

Perché deve essere solo l'esecutivo, la maggioranza, che deve avere questo; associate anche l'opposizione, c'è la possibilità perché abbiamo da eleggere quattro e quindi possono essere tre della maggioranza e uno dell'opposizione, lo stesso lo può fare il Consiglio comunale, e quindi noi abbiamo un Ente che non siamo obbligati a fare riferire ogni due mesi dall'assessore all'Agricoltura perché abbiamo il nostro rappresentante che ci può tenere informati e seguiamo, come complesso del Consiglio, come Consiglieri, tutto quello che avviene. Quindi la nostra richiesta è in questo senso.

E quindi se nell'ordine del giorno si tiene conto anche di questo noi possiamo esaminare.

Vi è però un altro aspetto: a me risulta che il Consiglio comunale elegge i rappresentanti del Comune nella Centrale del Latte, i due rappresentanti del Comune, perché adesso sono due, sono nominati dal Consiglio comunale, io non vedo perché qui debba essere la Giunta e chiederei di poter esaminare un momento lo Statuto costitutivo, la Convenzione costitutiva, non so come si chiama, perché penso che debba essere il Consiglio regionale a nominare questi rappresentanti.

Lei Assessore ha per caso...

Maquignaz (D.C.) - Cioè non trovo in questo momento quello che interessava, però io penso che se è competenza del Consiglio, lo porteremo al Consiglio, quindi resta impregiudicato la relativa competenza su questo. Io non so se altri vogliono chiedere la parola prima, risponderei per ultimo, non so se...

Dolchi (P.C.I.) - Una questione che potrebbe sembrare formale, ma che secondo me ha un certo aspetto sostanziale, non solo per questa mozione, ma in genere per le mozioni che vengono presentate.

Mi sembra che ci sia un certo accordo sul fatto che, trattandosi di un servizio pubblico, la Centrale Laitière debba avere, soprattutto per i riflessi negativi sugli esercizi finanziari, un capitale di proprietà degli Enti pubblici.

E quindi implicitamente questo accordo di massima risponde alla frase dell'Assessore Maquignaz che aveva detto: "anche se aspettiamo cinque o sei mesi non cambia niente".

Non cambia niente né in un senso né nell'altro, ma è chiaro che se i produttori, i rivenditori non hanno fino ad oggi ritenuto di acquistare delle azioni e quindi, diventando proprietari, di partecipare agli utili o alle passività della Centrale Laitière, adesso che hanno, dopo più di tre esercizi, la chiara dimostrazione che sono delle passività, d'accordo sul principio che è un servizio pubblico, se mai tenderà ad aumentare queste passività e non a diminuire sarà sempre più difficile che acquistino azioni per diventare proprietari di un Ente di questo tipo.

Ecco dicevo questo perché mi sembra che l'accordo ci sia, a noi interessa la sostanza, cioè l'acquisto delle azioni e l'intervento diretto nella gestione con pieno potere autonomo decisionale anche perché, come diceva il Consigliere Germano, l'Istituto S. Paolo non partecipa alle perdite, impresta solo i soldi, che hanno sostituito l'apporto dei produttori e dei rivenditori, e ritengo che sia anche contento di togliersi questo peso.

Quindi ci interessa la sostanza, siamo d'accordo, però mi sembra che quando si presenta una mozione e c'è un certo accordo del Consiglio a confermare la validità della mozione, o a modificarne solamente parzialmente il testo deliberativo, mi sembra che sarebbe più corretto, non solamente da un punto di vista formale, ma anche da un punto di vista sostanziale, che si addivenisse o alla votazione della mozione o alla presentazione di emendamenti che migliorino, nel senso della volontà unanime del Consiglio, che migliorino il dispositivo deliberativo.

Ecco, cioè, mi sembra e faccio appello ai Consiglieri in questo senso, che quando ci sono delle mozioni, da qualsiasi parte vengano presentate, su cui si può concordare o che possono essere accolte con lievi emendamenti, mi sembra inutile la presentazione di ordini del giorno che dicono lo stesso di quello che dice la mozione solo per fare ritirare la mozione.

Mi sembra per esempio che in questo caso specifico si possa - visto che siamo tutti d'accordo di impegnare la Giunta a voler predisporre l'acquisto delle azioni, e di invitare la Giunta nel caso fosse di sua competenza alla nomina - aggiungere al dispositivo proposto questo auspicio, questo voto, affinché siano presenti nel Consiglio di Amministrazione della Centrale Laitière produttori, rivenditori e rappresentanti della minoranza come capita in tutti questi Enti, senza che un ordine del giorno, che dice le stesse cose, si sostituisca alla mozione e richieda il ritiro della mozione stessa.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io vorrei brevemente dire di essere perfettamente d'accordo che i rappresentanti di conferitori, rivenditori facessero parte di questo Consiglio di Amministrazione.

Milanesio (P.C.U.) - L'ordine del giorno presentato, evidentemente, rappresenta, significa la posizione della maggioranza in ordine a questo problema, posizione che si è determinata evidentemente da un dialogo, da un dibattito e quindi mi pare che quella sia prassi corretta di fronte ad una mozione che deve provocare un voto, no, mi pare che sia prassi corretta da parte della maggioranza presentare un proprio ordine del giorno che potrà essere in parte sostitutivo, in parte anche consenziente con la mozione presentata dall'opposizione.

Questo perché, per ragioni diciamo così di fair play, consentitemi almeno questa volta questa espressione, cioè, noi non vogliamo ridestare una mozione sulla quale parzialmente siamo d'accordo. Quindi preferiamo a questo punto che sia caso mai l'opposizione a ritirare la mozione se vede accolte determinate sue esigenze, determinate sue istanze, e mi pare che questa sia una prassi seguita anche al Parlamento, anche negli altri complessi sia regionali che comunali.

Io non ho molto da aggiungere a quanto ho detto per illustrare l'ordine del giorno, la nostra preoccupazione è quella di fare in modo che al più presto gli Enti pubblici siano titolari completi e senza riserve della Centrale Laitière.

Questo per impostare la loro politica, la politica degli Enti pubblici, quella che riterranno più opportuna, dato per scontato che ci sarà un deficit che forse potrà anche essere superiore a quello che si è registrato fino ad oggi, proprio perché si tratta di adempiere al servizio di pubblica utilità.

Abbiamo anche detto che siamo d'accordo a dare una rappresentanza alle categorie che in qualche modo sono interessate alla conduzione della Centrale Laitière e queste categorie sono in primo luogo, dicevo, i consumatori, cioè i cittadini rappresentati dall'Ente Pubblico e in secondo luogo coloro i quali conferiscono il prodotto e quelli che lo vendono, successivamente.

Abbiamo anche detto che sarebbe opportuno che questa rappresentanza, di coloro che hanno interesse alla gestione della Centrale del Latte e diciamo così in secondo piano, cioè i rivenditori e i produttori, fosse una rappresentanza minoritaria perché non ci fosse la prevalenza su questi interessi, su quelli di ordine generale.

Il Consigliere Germano ha avanzato la proposta di una rappresentanza della minoranza consiliare alla gestione della Centrale del Latte. Ora io ritengo che questo argomento sia di competenza della Giunta per cui il Consiglio può esprimere al massimo un voto, può dichiararsi in linea favorevole al principio di questo tipo tenendo conto però che se l'atto costitutivo non dispone diversamente ebbene è la Giunta, a mio avviso, che deve fare queste nomine e c'è poco da fare, perché nelle competenze sia del Consiglio che della Giunta si evince chiaramente che, salvo quello che è espressamente delegato al Consiglio per la nomina in Commissioni ecc. ecc., è la Giunta che deve esercitare il suo potere.

Quindi io penso che si potrebbe rivolgere un invito a rappresentare anche la minoranza nel Consiglio di Amministrazione, lasciando poi alla Giunta l'opportunità di valutare questo aspetto che secondo me ha un suo valore e che deve essere tenuto in considerazione.

Maquignaz (D.C.) - Volevo dare una risposta al Consigliere Tonino, però vedo che in questo momento non c'è, cioè lui aveva fatto l'osservazione che non era d'accordo in Commissione, io già l'altro giorno ho detto che la Commissione era orientata in quel modo, a maggioranza, cioè non è che abbia detto tutti i membri, però lui non c'è.

Per quanto riguarda l'ordine del giorno che ha presentato il Consigliere Milanesio, io penso che lo si possa accogliere per il fatto che riunisce un po' le esigenze che sono state presentate qui per quanto concerne i compiti dell'Amministrazione regionale in base all'atto costitutivo e nell'atto stesso tempo viene incontro a quello che era una mia preoccupazione, una preoccupazione della Commissione di avere questa rappresentanza in seno al Consiglio di Amministrazione della Centrale.

Per quanto riguarda invece i dettagli, i particolari, io penso che quanto ha detto Milanesio sia giusto, cioè che oggi noi dovremmo stabilire se siamo d'accordo o meno di fare l'acquisto delle azioni per poi riservarci invece di esaminare chi è che ha la competenza della nomina della designazione di questi membri, perché se lo Statuto lo precisa, allora tanto chiaro, se non viene precisato è chiaro che è di competenza della Giunta. Quindi io rinvierei la questione di sapere per la nomina dei rappresentanti e oggi mi pare invece che l'ordine del giorno, la decisione del Consiglio, dovrebbe essere invece solo rivolta al principio di acquisto di queste azioni che sono ancora invendute nella Società. Se invece noi abbiamo trovato qualcosa nello Statuto, ma mi pare che in questo momento non si sia trovato niente, quindi penso che questo lo si può rinviare ad una successiva decisione ben sapendo che, se è competenza del Consiglio, la nomina verrà fatta dal Consiglio regionale.

Dolchi (P.C.I.) - Concordo con l'Assessore Maquignaz, anche il testo deliberativo della mozione presentata, con l'invito allo stanziamento della parte uscita del bilancio preventivo 1969 perché era stata presentata prima della discussione del bilancio, il testo della mozione parla anche di prevedere il relativo stanziamento, era stato presentato prima della discussione del bilancio, anche, dicevo, il testo deliberativo della mozione presentata si limita alla richiesta di impegno nei confronti della Giunta dell'acquisto delle azioni. Su questo concordo con l'Assessore Maquignaz.

Però visto che nell'ordine del giorno si precisa anche un invito, si manifesta anche un invito affinché sia inserita nel Consiglio di Amministrazione un'adeguata, seppur minoritaria, rappresentanza delle categorie dei produttori e dei rivenditori, indipendentemente dal fatto che questo avvenga nell'ambito del Consiglio, se sarà di competenza consiliare o da parte della Giunta, se sarà di competenza della Giunta, noi non abbiamo nulla in contrario che questo invito sia fatto, si vedrà poi, come diceva l'Assessore Maquignaz, se sarà il Consiglio a dover procedere materialmente alla nomina o se sarà la Giunta.

A completamento dell'ordine del giorno e per riconfermare quanto è stato da noi detto, noi chiederemmo solamente che in questo invito ci fosse anche la dizione della minoranza consiliare. E quindi l'ordine del giorno che noi saremmo disposti a votare sarebbe completato dalle seguenti quattro parole: alla fine dice "seppur minoritaria rappresentanza delle categorie dei produttori, dei rivenditori e della minoranza consiliare".

Ecco se i presentatori dell'ordine del giorno mantengono questo invito alla Giunta o al Consiglio, comunque all'organo che sarà chiamato a fare queste nomine, e lo vedremo dopo con precisione, o lo vedrà l'Assessore, la Giunta chi sarà, sia confermato in questo invito il desiderio che oltre ai produttori e rivenditori sia presente anche una minoranza consiliare, noi lo riteniamo utile alla gestione, alla dialettica non solo politica ma amministrativa nell'interno della Centrale Laitière, che mi sembra dalla discussione, dal dibattito di questa mattina, è stato confermato che è un servizio, un servizio di interesse pubblico.

Maquignaz (D.C.) - Mi pare che qui sia un po' più difficile, un po' più impegnativo, perché i rappresentanti intanto sono solo quattro, quindi noi incominciamo ad affermare che dovrebbe essere rappresentata la categoria degli agricoltori e dei rivenditori.

Quindi sono come minimo due o tre persone che sono già stabilite lì. Quindi cosa rimane? Rimane ancora un elemento al massimo due, non so come si possa accogliere l'ultima proposta in quanto che per carenza di nostri rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione, tengo a precisare che io non ho nulla in contrario che ci sia anche un elemento della minoranza perché, anzi, è bene che ci sia, che veda e che discuta, però io penso che ci diano delle difficoltà per poter accoglierla e che è una cosa che va esaminata successivamente come dicevo, oggi lo potremo accettare come raccomandazione ma non metterlo nell'ordine del giorno perché non so se è possibile accogliere questo.

Germano (P.C.I.) - Brevissimo, sono otto, sono quattro della Regione e quattro del Comune, sappiamo che se la Regione mette per esempio il produttore, il Comune metterà il rivenditore, quindi si può risolvere il problema, lasciando sempre la maggioranza, poi viene nominato da voi, non è mica obbligatorio che sia anche come posizione politica la posizione politica nostra, quindi è salvaguardata ampiamente...

Maquignaz (D.C.) - D'accordo, d'accordo, quindi io dicevo noi, io lo accolgo perfettamente come suggerimento, come raccomandazione, non so se invece va inserito nell'ordine del giorno.

Però non ho mica, non ho capito bene la dizione, vorrei solo che si rilegga cosa diceva.

Germano (P.C.I.) - "Dà mandato alla Giunta di provvedere immediatamente all'acquisto delle residue azioni con l'invito di inserire nel Consiglio di Amministrazione una adeguata seppur minoritaria rappresentanza delle categorie dei produttori", si può mettere o dei rivenditori e della minoranza consiliare, così è già presupposto che...

Milanesio (P.S.U.) - Per uscire dall'impasse si potrebbe fare così, innanzitutto resta da accertare se la, diciamo così, la competenza della nomina è della Giunta o del Consiglio, resta ancora da accertare, perché sullo Statuto e sull'atto costitutivo non si è trovato niente, almeno per il momento, poi c'è un altro problema da affrontare, e cioè occorre che identità di atteggiamento si verifichi da parte della Regione e da parte del Comune di Aosta, perché i due soci in questo momento che rappresentano l'Ente pubblico nella Centrale Laitière sono il Comune di Aosta e la Regione.

Quindi forse potrebbe essere sufficiente in questa fase, non so se l'Assessore Maquignaz è d'accordo, potrebbe essere sufficiente, in questa fase, dare mandato alla Giunta di provvedere immediatamente all'acquisto delle azioni e poi di esaminare successivamente sia il problema delle categorie dei produttori e rivenditori che il problema dell'opposizione, discutendolo anche con il Comune di Aosta, perché non dobbiamo dimenticare che ci dovrà essere una identità di vedute, di atteggiamenti perché i soci saranno poi Regione e Comune di Aosta. Quindi forse pur accogliendo sul piano, diciamo così verbale, tutte queste osservazioni, sarebbe bene limitare per il momento l'ordine del giorno a dar mandato alla Giunta di provvedere immediatamente all'acquisto delle residue azioni, e poi la Giunta successivamente formulerà una proposta al Consiglio, di intento anche con il Consiglio Comunale, per esaminare come dovranno essere ripartite le azioni che rimangono, cioè la rappresentanza che rimane da individuare e da inserire. Forse ci si potrebbe fermare a questa parte per il momento dell'ordine del giorno, successivamente, tenendo conto della discussione che c'è stata, l'Assessore formulerà una proposta al Consiglio e alla Giunta; ecco questo dicevo.

Dolchi (P.C.I.) - Mi sembra che il problema è strettamente legato anche alle iniziative, alle decisioni comunali e che l'avvenire non deve farsi discutere solamente su quattro, cioè quelli di competenza regionale, ma su otto, io penso che il primitivo ordine del giorno, quello presentato dal Consigliere Milanesio, potrebbe essere integrato in questo modo: "dà mandato alla Giunta di provvedere immediatamente all'acquisto delle azioni con l'invito a trattare con l'Amministrazione comunale l'inserimento nel Consiglio di Amministrazione di una adeguata seppur minoritaria ecc. ecc.". Allora l'invito è alla Giunta, all'Assessore Maquignaz di trattare con il Comune e quindi di vedere non più solamente la nomina di quattro ma la nomina di otto e anche l'eventuale ripartizione delle azioni in modo da provvedere poi, o Giunta o Consiglio, quella sarà una questione successiva, non definiamo adesso le rispettive nomine.

Montesano (P.S.U.) - Allora qual è il testo definitivo dell'ultimo capoverso? Allora io rileggo il testo che mi è stato trasmesso adesso dal Consigliere Germano.

"Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, preso atto dell'atto costitutivo della Centrale del Latte di Aosta che prevede l'assorbimento da parte della Regione e del Comune di Aosta successivamente ai due primi esercizi delle azioni di categoria b) e c) non acquisite dai produttori e rivenditori, poiché sia la Regione che il Comune non hanno provveduto a tutt'oggi a ottemperare alle suddette disposizioni, dà mandato alla Giunta di provvedere immediatamente all'acquisto delle residue azioni con l'invito a trattare con il Comune d'inserire o l'inserimento nel Consiglio di Amministrazione di una adeguata seppur minoritaria rappresentanza delle categorie dei produttori o dei rivenditori e della minoranza consiliare".

Minoranza consiliare: siccome bisogna trattare anche con il Comune di Aosta, minoranza consiliare di questo Consiglio o del Comune? È meglio specificarlo, Consiglio regionale. Allora la mozione viene ritirata, come? (voci) ...Allora ci sono altri interventi?

Allora chi approva l'ordine del giorno alzi la mano, chi non approva? Astenuti?

Il Consiglio approva, la mozione viene ritirata.

Allora si passa al n. 6 dell'ordine del giorno.