Objet du Conseil n. 176 du 31 juillet 1970 - Resoconto
OBJET N° 176/70 - Production laitière typique de la Vallée d'Aoste. (Approbation de motion)
Montesano (P.S.D.I.) - Allora chi l'illustra?
Andrione (U.V.) - Io aspetterei la risposta dell'Assessore.
Montesano (P.S.D.I.) - Come crede perché per le mozioni c'è, vuol rispondere lei Assessore all'agricoltura? Ecco allora Consigliere Freppaz vuol illustrare lei la mozione?
Freppaz (U.V.) - Monsieur le Président, Messieurs les Conseillers, dans le contenu de cette motion il n'y a rien de surprenant et rien de nouveau. Ce problème à l'ordre du jour, que vous connaissez très bien, il n'a jamais été discuté et nos pauvres montagnards attendent toujours confiants dans l'avenir une solution satisfaisante et honnête de la part des administrateurs.
Pour satisfaire à cela, il s'agirait d'éliminer une forme de discrimination dans l'encouragement financier qui continue à se vérifier entre producteurs valdôtains à l'intérieur de la même catégorie d'agriculteurs.
Les producteurs des fromages maigres dit "la tomme" représentent environ le 30% des producteurs du lait en Vallée d'Aoste. Nos bons montagnards n'ont jamais négligé leur tentative, si cela était possible, de diriger leur production laitière vers une bien plus rentable production c'est-à-dire le fromage "fontine". Mais malgré cela tous leurs efforts ont été vains et le résultat a été clairement négatif.
Négatif pour le fait que l'herbage de ces alpes n'est pas favorable à la production des fromages typiques de façon à pouvoir obtenir la marque nécessaire à la valorisation du produit. Par conséquent production unique possible la "tomme", bien connue et bien appréciée par des nombreux amateurs, soit dans les industries que dans les milieux touristiques qui visitent notre Vallée.
Je tiens à souligner au Conseil que généralement les alpes destinées, et surtout au produit de la "tomme", sont des zones sauvages et rudes, très éloignées de toutes voies de communications qui pourraient au moins et ne sont même pas praticables par un petit véhicule agricole. Pour rejoindre les hameaux des pâturages, les montagnards doivent parcourir de quatre à cinq heures de marche par des pénibles sentiers pour les transports de l'outillage et vivres à l'occasion des déménagements d'une chaumière à l'autre, ne peut être effectué par des bêtes de somme, mais à l'homme incombe des sacrifices surhumains des transports sans aide de personnel de service devenu introuvable, étant donné que la plupart de cette main d'œuvre se dirige vers le centre et a cédé à ce métier se dirigeant à l'industrie, le salaire de la montagne ne peut être proportionné aux durs sacrifices de l'alpe. Et de cela nous en avons la preuve. Nos montagnards abandonnent l'alpe d'une façon impressionnante: dans toutes nos communes de montagne on note un nombre réduit de 100 à 120 vaches à lait. Pendant ces derniers temps et surtout parmi les mayens où le revenu est loin d'être suffisant pour cadrer leur budget à fin d'année. Or les montagnards qui abandonnent l'alpe, abandonnent l'agriculture dans la plaine, voilà pourquoi cet abandon progressif nous préoccupe car nous pouvons sauver le tourisme en Vallée d'Aoste si nous ne sauvons pas l'agriculture. Les touristes aiment profiter de leur séjour en campagne pour parcourir les sentiers aux milieux des sentiers en fleurs et non pas au milieux des herbes sauvages, épines, buissons pourris etcetera. Le touriste aime aussi et, surtout, vivre et se régaler de toute confiance en préparant des menus bien garnis de production locale, c'est-à-dire de notre production agricole.
Conclusion: pour parvenir à cela, deux solutions seraient nécessaires: d'envisager, premier, une prime d'encouragement annuelle pourrait être allouée en faveur des propriétaires qui assurent une condition satisfaisante de l'alpe. Pour l'avenir, si la montagne deviendrait abandonnée, le propriétaire se verrait écourté complètement de la somme allouée.
Deuxièmement, encourager la production. Pour cela il serait donc nécessaire prévoir la construction de grandes caves, c'est-à-dire une sorte de magasins à frigo naturel situés dans des zones favorables où les producteurs qui ne possèdent généralement pas de ces magasins dans le bas puissent porter la marchandise en bonnes mains, soit pour la conservation comme pour les soins, que l'organe de coopérative ou de consorce pourraient satisfaire sans avoir besoin de recourir aux marchands et devoir vendre le produit à bas prix, produit jalousement conservé jusque là. L'organisation de ce gens ne manquerait pas de créer une forte amélioration des produits: les fromageries auraient le temps de mûrir, de recevoir un soin particulier ainsi que d'être confrontées entre elles, de façon à créer une sorte d'envie et une concurrence entre producteurs.
Je termine et je me souhaite qu'un intéressant débat soit ouvert à ce sujet de façon que l'on puisse donner finalement satisfaction à ce 30% de producteurs de lait en Vallée d'Aoste qui ont, selon nous, le droit d'être encouragés, merci.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Dunque io sono perfettamente d'accordo con i Consiglieri Andrione e Freppaz sul contenuto della mozione.
Oggi come oggi noi in Valle d'Aosta abbiamo senza tema di smentita due categorie di agricoltori. La prima è quella che produce fontina, il cui prodotto ha acquistato una certa notorietà e che deve fare la Regione a proteggere il marchio aiutando i produttori a qualificarsi sulla qualità e non già tanto sulla quantità. La seconda è la categoria che produce formaggi magri e che gravita in modo particolare in bassa Valle. Dirò subito, e concordo con quanto dice la mozione, che il formaggio magro che si produce in bassa Valle, che noi comunemente chiamiamo toma, è un formaggio molto apprezzato e che sovente anche nelle mense più altolocate, come già detto poco fa dal Consigliere Freppaz, viene preferito ad altri tipi di formaggio. Notiamo però che, mentre per la prima categoria, cioè i produttori di fontina, si spendono, ripeto giustamente, delle somme considerevoli per incoraggiare i produttori a migliorare qualitativamente la loro produzione, per la seconda categoria quelli se la devono sbrigar da soli quasi che non appartenessero più alla Valle d'Aosta.
Ora io mi domando, sulla spesa, sul mantenimento del bestiame, sul processo di lavorazione, dove nella bassa Valle le spese gravitano tutte sull'agricoltore, è o non è una discriminazione, magari involontaria, ma che comunque dà una funzione di privilegio per una categoria e mentre per l'altra, che è sempre fatta di agricoltori e che costituisce il 30%, come poco fa ha detto il Consigliere Frepppaz, che si alza alla mattina all'alba e fino alla sera tardi è sempre sul posto di lavoro, che mantiene il medesimo genere di bestiame e che per ovvi motivi non può produrre fontina, la Regione non interviene per promuovere dei processi che diano una certa valorizzazione ai loro prodotti necessario sul piano della commercializzazione per trovare più facile sbocco nei mercati. In definitiva, non sono forse pari le spese che deve sostenere un agricoltore che produce qualsiasi tipo di formaggio in confronto con un altro simile?
Quindi sarebbe tutto un nuovo discorso da farsi che in parte il sottoscritto ha già detto in altre occasioni in questo Consiglio e che così bene ha illustrato in questo momento il Consigliere Freppaz.
Ma senza andare a rinvangare sul passato, occorre oggi affrontare questo problema eliminando in parte la divisione di categoria degli agricoltori. Occorre fare un qualche cosa che serva a collocare gli agricoltori della bassa Valle e tutti gli agricoltori che producono di fatto parità rispetto alla loro stessa categoria a cui appartengono. Occorre che la Regione si interessi al fine di creare dei caseifici che preservino la dispersione di un utile... individuali, occorre potenziare qualitativamente il prodotto lattiero caseario della bassa Valle mediante un intervento regionale che riesca a promuovere nella tecnica casearia tutti quegli accorgimenti che possono servire a potenziare e a qualificare la produzione del formaggio facilitandone altresì la sua tipicità e con essa la sua commercializzazione.
Fare questa vuol dire collocare la benemerita categoria degli agricoltori tutti su di un medesimo livello fermo restando naturalmente perseverare le conquiste già fatte. Non fare questo significa dividere, magari involontariamente, ripeto gli agricoltori in due, tre categorie, ciò che è poco simpatico e che può portare a delle dispersioni al patrimonio zootecnico caseario della nostra Valle.
Quindi io sono perfettamente d'accordo su questa mozione e, oltre alle cose che ho detto, concordo con tutto quello, su tutto quanto è stato detto dal Consigliere Freppaz che ha così messo a nudo una realtà che restando tale non è giustificata. Quindi occorre provvedere con una certa urgenza la volontà da parte dell'Assessore, in altri casi è altamente dimostrata. La prego quindi Signor Assessore, anche per questo problema che sono sicuro che lo vorrà esaminare con una certa urgenza, vi sia messa anche quella volontà che ha sempre dimostrato di avere, anche per questo problema, per fare in modo che i nostri alpeggi non vengano abbandonati, com'è stato già detto dal Consigliere Freppaz, perché purtroppo sono questi i primi sintomi che non sono solo da oggi ma da qualche tempo noi assistiamo all'abbandono dei nostri alpeggi da parte degli agricoltori della bassa Valle.
Bordon (D.C.) - Volevo soltanto puntualizzare alcune cosette. Mi preoccupavo di non vedere altri interventi dopo quanto aveva detto giustamente il Consigliere Freppaz e di avere subito la risposta dell'Assessore perché il dire qui che siamo d'accordo su questa impostazione è un..., lo siamo tutti d'accordo, solo mi aveva preoccupato e non mi era piaciuto pur giustificandolo, pur giustificando alcune espressioni che sono state ribadite adesso anche dal Consigliere Tonino. Ora i Consiglieri Freppaz e Tonino si sono espressi nello stesso modo su discriminazioni fra agricoltori, problemi mai discussi insomma, perché partecipano a questo Consiglio, insomma da poco tempo. Ma io penso che l'Assessore all'agricoltura Fosson, che ho visto chiedere la parola subito dopo di me, puntualizzerà queste cose perché, mentre io intervenivo che non erano vere queste affermazioni così draconiane, naturalmente colpiranno ancora di più l'Assessore all'agricoltura passato perché non si tratta di agricoltori di serie A e di serie B, di discriminazioni, mi sembra che si vogliano adoperare delle parole molto grosse. Siamo tutti d'accordo, e l'Associazione agricoltori in modo particolare, ha proprio allo studio, oltre a un esame sulla bonifica del bestiame, che l'Assessore Maquignaz ben già conosce che si sta esaminando qualche cosa perché avevamo dei problemi da vedere, l'Assessore ha partecipato a una riunione e, fra non molto tempo, verrà sottoposto anche all'Assessore Maquignaz un esame di questa situazione sulla toma. Ma l'Associazione agricoltori non ha scoperto nessuna America, come non hanno scoperto qui nessuna America i Consiglieri Tonino e Freppaz, perché io sono certo che l'ex Assessore all'agricoltura Fosson puntualizzerà che in questo Consiglio regionale si è già esaminato purtroppo diverse volte questa questione senza arrivare mai a una soluzione.
Oggi se non sbaglio abbiamo deliberato 4 milioni per il burro. Si è sempre dato quello che si poteva dare specialmente per il burro perché a un certo momento c'era un centro raccolta, qui Freppaz potrebbe essere più preciso di me, insomma non vorrei che si volesse creare un dissidio tra gli agricoltori della Valle d'Aosta. Di agricoltori nella Valle d'Aosta ne abbiamo solo una categoria, purtroppo abbiamo una categoria che per i pascoli, come giustamente ha detto il Signor Freppaz, ha la possibilità di usufruire di provvidenze attraverso la Cooperativa fontina per il marchio che gode eccetera eccetera e quindi ha un certo trattamento. Ma indubbiamente il Consiglio regionale si è già preoccupato diverse volte per vedere questo problema della toma e credo che sia uno dei problemi basilari.
Ora, mentre sentivo l'esposizione così semplice, così precisa però del Consigliere Freppaz e che mi toccava anche come penso abbia toccato tutti i Consiglieri, il problema dell'abbandono della montagna. Ne parlavo prima con il Consigliere Caveri, ci sono dei problemi che veramente per l'agricoltura sono di basilare importanza, ma lo sono anche per tutti gli altri settori, perché, quando noi troviamo la montagna abbandonata, che cosa ne verrebbe fuori di turismo eccetera? Non voglio farvi perdere tempo, specialmente tenuto conto dell'ora tarda, però voglio ribadire questo. Nella sua esposizione il Consigliere Freppaz ha toccato uno degli argomenti positivi perché è facile venire qui a dire: sono discriminazioni, sono agricoltori di serie A e agricoltori di serie B. Bisogna invece consigliare che cosa si potrebbe fare per portare avanti il problema e il Signor Freppaz ha toccato finalmente uno dei problemi base e ha detto che proprio questi magazzini di raccolta potrebbero essere quelli che potrebbero essere i toccasana di questo problema perché io penso che questa raccolta di conservazione, il non dover... la toma immediatamente esponendola tutta sul mercato lo stesso momento per quel gioco dell'offerta e della richiesta potrebbe avere una grossa influenza. Sì, noi siamo perfettamente solidali con il Consigliere Freppaz per questa sua impostazione e vorremmo che fosse possibile, attraverso questo studio che l'Associazione all'agricoltura sta portando avanti, vorremmo proprio vedere di portare altri suggerimenti, specialmente se l'Assessore poi potrà darcene ancora ulteriori, perché arrivati a un certo momento è un problema che deve essere esaminato perché effettivamente il problema della fontina, che è già difficilissimo in sé e per sé e che non so come ancora potremmo condurre avanti migliorandolo, ha una terza soluzione. Mentre il problema della toma è completamente abbandonato. Attraverso l'Associazione agricoltori, attraverso la riunione che abbiamo fatto circa tre sabati or sono, gli agricoltori della bassa Valle hanno esposto di nuovo questo problema però la carenza era in questo: che non ci davano dei suggerimenti per far fronte a questo. Quindi bisogna esaminare proprio questo magazzino di raccolta e che cos'altro si può aggiungere? Perché, per esempio, vorrei dirvene una, non vorrei anticipare niente per non fare una critica, ma l'Assessore Maquignaz sa che, per esempio, il magazzino delle mele di St. Pierre ha avuto delle enormi difficoltà tutto quest'anno perché, malgrado il magazzino di raccolta, malgrado tutti gli sforzi che sono stati fatti dalla Regione e da coloro che amministrano il Consorzio, perché lo stanno proprio amministrando bene, stanno facendo di tutto, arrivati a un certo momento, abbiamo visto portar via le mele di St. Pierre caricate alla rinfusa su dei camion, quindi delle cose che facevano pena perché addirittura i camion versavano sulla strada il liquido delle mele, come se fosse un camion di sabbia. Per cui il problema non era ancora stato risolto.
Non è ancora stato risolto, è un'annata difficile, io me lo auguro che non sia un'annata che abbia a continuare, perché neanche con questi mezzi avremo risolto il problema, ma è indubbio che quello della toma debba essere esaminato perché io credo che la toma sia venduta ad un prezzo buono quando non sia offerta tutta sul mercato allo stesso momento e quindi siamo perfettamente d'accordo con quanto ha proposto il Consigliere Freppaz, però non per discriminazione, eccetera, perché il Consigliere Fosson io sono sicuro difenderà il suo operato di ex Assessore all'agricoltura e difenderà quindi anche il nostro operato di amministratori regionali da tanti e tanti anni in quest'aula o in altre aule.
Fosson (U.V.) - Le Conseiller Tonino a dit: "non dobbiamo rinvangare il passato" et moi au lieu je me permets de dire, permettez-moi de faire un pas arrière vraiment sur ce problème. Je dois avant tout de même me féliciter de l'intervention de l'ami Freppaz avec la passion que nous connaissons et en étant vraiment de la zone est plus touché de ce problème, auquel ce problème intéresse le plus, a dit des choses qui nous ont touché. La situation de la zone, surtout de la basse Vallée, surtout de la Vallée du Lys, est une zone qui est dans une situation complètement différente des autres zones de la Vallée qui concernent la production. Nous n'avons pas des grands alpages, sont de petits alpages, il y a la possibilité de rester peu de temps dans ces mayens. Puis il faut se déplacer, il y a un nombre réduit de bétail qui peut rester sur ces différents mayens et sur ces petits alpages et ce n'est pas tant la question de l'herbage qui ne permet pas de faire la fontine. Mais c'est vraiment le nombre réduit de bétail qu'on a à disposition et on ne peut pas arriver à faire la fontine. Et alors il y a le problème que depuis longtemps on continue à produire du beurre et, en base au beurre, on produit la tome.
C'est un problème qui s'est présenté déjà dans le passé et nous l'avions examiné avant pour la question du beurre parce que, quand il s'agissait de donner les contributions, l'ammasso du beurre à Pont St. Martin nous avions examiné une autre question et c'est une question que nous devons dire, nous l'avons dit dans le passé, et convient le dire de nouveau maintenant. Les passivités du beurre qui venait porté au magasin de Pont St. Martin à quoi étaient dues? Que la production du beurre est infime à travers les petits producteurs et alors ils devaient rassembler une certaine quantité de crème de lait qui restait là pendant quelques jours avant de pouvoir faire une petite partie de beurre et le portaient directement à Pont St. Martin. En tenant là pendant longtemps cette crème de lait, quand il s'agissait de faire le beurre, on avait une crème qui était déjà forte et alors on portait du beurre, le quatre-vingt pour cent du beurre qui venait porté à Pont St. Martin était du beurre fort, était du beurre fort qui venait de nouveau travaillé, additionné avec du beurre, avec de l'autre beurre pour être mis en vente. Et alors nous avions examiné la possibilité de faire produire du beurre qui soit été un beurre bon de son origine parce que du beurre bon on en produit, mais le beurre bon y vient exité immédiatement, surtout maintenant dans la période touristique, directement aux estivants.
Et alors là nous nous sommes trouvés devant les premières grandes difficultés, parce que ce n'est pas possible de rassembler la crème, des parties infimes de crème, pour faire une production de beurre directement en coopérative. Et ceux-ci quand parlent du beurre, automatiquement ceux-ci ils retombent aussi sur la production de la tome. La question de la production de la tome dans les alpages est un peu plus grande ou sans quoi que nous parlons de la production de la tome dans les laiteries pendant l'hiver c'est un autre problème. Maintenant je voudrais m'arrêter un moment à la production de tome qu'on fait pendant l'été et qu'on fait dans les petits alpages.
Or, il me semble que le Conseiller Freppaz avait mis deux alternatives et a fait deux propositions; une première proposition: encourager à travers des contributions qui continuent à tenir l'alpage de façon d'enlever cette contribution jusqu'au jour qui abandonnent l'alpage.
Une deuxième proposition: encourager la production. Je dirais tout de suite que mon avis, tout ceci devra être discuté. Je pense que l'Assesseur il sera d'accord à un certain moment de voir, d'approfondir de nouveau ce problème, non seulement à travers la discussion que nous faisons ici au Conseil, mais d'affronter ce problème au sein de la Commission de l'Agriculture, peut-être avec l'apport même de ceux qui ont présenté la motion, de façon qu'on puisse approfondir bien ce problème et voir tout ce qui est possible à faire.
Donc ce que j'avance sont exclusivement des considérations personnelles qui pourront être modifiées à travers la discussion. Mais je pense que la première proposition ne puisse pas être prise en considération, c'est-à-dire le prime d'encouragement pour le maintien des alpages, tandis qu'il y a la deuxième proposition que c'est la proposition fondamentale: encourager la production, et encourager le production comment? Encourager la production - et M. Freppaz a donné ici une idée - a parlé de magasin pour ramasser la production et dans ces magasins porter à terme la maturation du fromage tome et la question de pouvoir exiter sur le marché pas tout dans un certain moment.
Bien, je devrais dire ici - et je le dis vraiment au Conseiller Freppaz, qu'il est bien qu'il le sache - que ce problème nous l'avons affronté il y a quelques années et nous sommes montés à Issime, je suis allé voir personnellement, avec les fonctionnaires de notre assessorat, les caves naturelles qu'il y a en face d'Issime, après qui a été fait ce pont, qui n'avaient aucun issu, dans aucun village, et il y avait deux ou trois maisons tout près d'une cave naturelle où on aurait pu faire effectivement quelque chose. Nous avons proposé, nous avons fait une assemblée des agriculteurs de la zone et nous leurs avons proposé de faire, aux frais de l'Administration régionale, les caves pour ramasser le fromage tome qui aurait servi soit pour Issime soit pour Gaby, soit pour la zone de Fontainemore, parce que on ne pouvait pas faire plusieurs caves. Nous avons dit, si est nécessaire d'utiliser ces caves naturelles, nous utilisons ces caves naturelles. Si vous voulez faire une cave complètement neuve, nous pouvons mettre à disposition et prendre à charge de l'Administration régionale tous les frais. Nous ne sommes pas réussis à convaincre, dans un premier moment il y avait un certain enthousiasme et après cet enthousiasme est tombé et je ne veux pas ici aller faire une recherche des motifs qui ont porté à cette solution, parce que malheureusement nous avons vu dans le passé plusieurs fois, plusieurs initiatives quand partaient d'une certaine partie étaient contrastées par une autre partie. Je ne veux pas faire de la polémique aujourd'hui, nous espérons que les temps soient changés et que, si aujourd'hui tous ensemble nous étudions un problème qui va à l'avantage de nos agriculteurs, ce problème soit sans autre partagé, non seulement par ceux qui appartiennent à l'Union Valdôtaine ou à la Démocratie Chrétienne ou au Parti Communiste mais par tous les Conseillers qui ont la préoccupation de faire un certain intérêt.
Dans le passé pas toujours c'est vérifié ceci parce que, quand il y avait quelque proposition qui partait, par exemple, de l'Union Valdôtaine, il y avait tout de suite d'un autre côté quelqu'un qui disait: il faut empêcher que certaine réalisation porte le nom de l'Union Valdôtaine, tandis que nous pensions pas de mettre l'étiquette de l'Union Valdôtaine sur ces réalisations mais, si nous avions étudié ce problème, c'est parce que nous pensions de pouvoir les affronter.
Bref, sur cette question je pense que ce qui n'a pas pu être fait dans le passé, ce climat est changé, y peut être réalisé aujourd'hui et je retiens que l'unique solution c'est celle de créer un magasin, de donner la possibilité aussi au petit agriculteur, qui a une quantité réduite de produits, de le porter dans ce magasin, quand le produit est encore frais, de façon qui vienne affidé et beurisse tout ensemble dans un magasin qui est surveillé, en diminuant les frais de conservation et après on pourra, aussi dans la question vente, avoir un revenu supérieur. Ceci pour ce qui est la production dispersée dans les petits alpages.
Il y a le problème des laiteries de la basse Vallée, de Donnaz, de Pont-Saint-Martin, des alentours et probablement il faudra voir s'il est convénient de tenir toutes ces laiteries divisées ou si on peut les regrouper toutes ensemble dans une laiterie très grande. Il ne convient pas de faire des laiteries très grandes mais de les regrouper d'une façon un peu plus organique et de façon de donner aussi une possibilité de vente. Voilà, moi je retiens que ces choses on puissent les approfondir dans la Commission de l'Agriculture de façon de tenir compte des différentes choses qui ont été dites par le Conseiller Freppaz, de voir s'il y a une possibilité de venir à la rencontre aussi des producteurs de tome et tout de même il reste toujours une question fondamentale et c'est que dans la commercialisation des produits il faudra tout de même qui soit formée une coopérative et qui pense même - parce que ici nous pouvons pas penser qui soit toujours l'Administration régionale qui pense aussi à la commercialisation - quelqu'un.
Et je ne veux pas entrer dans la question des pommes de Saint-Pierre, nous aurons peut-être occasion d'approfondir et d'envisager ce problème un autre moment mais ici aussi il y a des fois certaines choses, on est porté par la manie de grandiosité dans certaines questions ou par l'inexpérience de certains techniciens ou d'autres. Et voilà, il y a les questions aussi que se produisent des faits dans le commerce et cette année, c'était du point de vue commercial, c'était une année négative aussi pour les pommes. Mais dans la question de Saint-Pierre il n'y a pas seulement l'année négative des pommes, il y a aussi certaines responsabilités de techniciens qui ont été pris comme "grandi consulenti" et ces "consulenti" peut-être ils sont moins consulenti que des bons agriculteurs valdôtains. Et on a dépensé là des sommes qui ne devaient pas être dépensées pour des consulenti, quelqu'un qui venait de dehors et que à la fin je pense, je ne connais pas la situation aujourd'hui, donc je ne veux pas exprimer des jugements, mais tout de même ces consulenti ont porté certainement à une dépense bien plus forte et à une diminution de gain que, peut-être, si on aurait fait différemment, on aurait pu faire.
Chabod (D.C.) - Io non voglio farvi perdere tanto tempo, volevo solo dire due o tre parole.
Ad esempio, io vedo che c'è una disorganizzazione proprio sulla questione degli assessorati, turismo, commercio e agricoltura dovrebbero viaggiare assieme su questo fatto perché, essendo albergatore, vedo che noi il prodotto locale non ci viene mai portato su, vengono la Galbani, Melzo, Invernizzi, arriva tutta quella gente e ci vendono qua i formaggi, formaggi di fuori, formaggi della Sardegna, tutto, i formaggi nostri non vengono mai portati. Allora chi è lontano, che non ha comodo che cosa fa? Compra quei formaggi. Allora non basta la raccolta, ci vuole anche un'organizzazione proprio di vendita e proprio insistere, creare una mentalità anche a tutti i valdostani, specialmente ai valdostani di questo, che sia un prodotto che veramente lo chiedono i clienti. E questo può andare non solo per il latte, per il formaggio, per la fontina ma anche per il vino può andare questo: noi potremmo vendere il nostro vino molto più caro e potremmo accontentare tutta una clientela che ce lo richiede.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Semplicemente volevo rispondere al Consigliere Bordon circa una sua esagerazione da parte nostra sulla parola discriminazione.
A parte il fatto che io ho detto "involontaria discriminazione", quindi bisogna dire le cose come io le ho dette, non ho parlato di discriminazione e punto e basta, ho parlato di involontaria discriminazione.
Di fatto però c'è questa discriminazione, c'è e c'è poco da fare, esiste, e se è stata presentata questa mozione, io penso che questi presentatori della mozione non l'hanno presentata così per sentirsi dire che vogliamo fare solo della discriminazione, l'hanno presentata perché è un problema che esiste e deve essere risolto, è un problema urgente da risolvere questo.
Io volevo anche dire al Consigliere Fosson, che ha parlato che è un esperimento che è già stato fatto allora e per vari motivi non è andato in porto, io dico che oggi si può di nuovo riprendere perché non solo penso che sia maturo per il tempo in cui viviamo ma sia anche maturato, da parte degli agricoltori, la necessità di unirsi in caseifici, unirsi in latterie assieme, riunirsi in caseifici grossi per portare avanti, su di un altro piano, il tipo di lavorazione del loro prodotto.
Maquignaz (D.P.) - Dunque, come diversi Consiglieri hanno sollevato e l'hanno detto, non è un problema che non è mai stato esaminato ma già da parecchio tempo si è esaminato, forse non tanto in Consiglio, ma comunque è un problema che già diverse volte è stato esaminato e non è di facile soluzione.
Innanzi tutto devo dire che la produzione del formaggio, dallo studio che noi abbiamo fatto in assessorato, non è del 30% ma del 20%, a noi almeno risulta così, 1/5 rispetto alla produzione della fontina. Però questo non ha molta importanza. Direi solo che in questo momento non possiamo assolutamente intervenire con quella prima soluzione che aveva prospettato il Consigliere Freppaz e quindi sono d'accordo qui col Consigliere Fosson per un contributo che permetta agli agricoltori di continuare in questa lavorazione. Il contributo non risolve il problema, quel contributo permetterebbe agli agricoltori di assestare qualche tempo in più nell'alpeggio o nell'azienda, ma naturalmente non affronta il problema di fondo e non lo risolve. Il problema di fondo è questo: che bisogna cercare di raggruppare tutte le piccole latterie perché le latterie che lavorano 100-150 litri di latte al giorno non possono più sopravvivere perché le spese del casaro sono superiori. Quindi bisogna riunire queste piccole latterie, fare delle latterie, direi, a livello comunale quando è possibile, o comunque a livello inter-frazionale, latterie che lavorino per lo meno dai 1000 ai 2000 chilogrammi di latte al giorno. Queste sono le latterie che, sia per la fontina, sia per il formaggio, hanno la possibilità di sopravvivere perché le spese sono limitate ad un casaro ed eventualmente ad un aiutante.
Però questo vale per il problema delle latterie. Per il problema degli alpeggi, invece, mi pare che il ragionamento sia più o meno lo stesso da fare, cioè i piccoli alpeggi che hanno 30-40 capi non possono naturalmente avere delle grandi possibilità di sopravvivenza. Quindi bisognerebbe, dove ciò è possibile, fare in modo che gli agricoltori si mettano d'accordo e, anziché fare dei piccoli alpeggi o dei piccoli mayens, si consorzino e facciano un unico alpeggio dove questo è possibile. So che nella bassa Valle non ci sono molte possibilità però anche lì ci sono le possibilità dei trasporti. Per i trasporti abbiamo un provvedimento regionale, che non è solo per gli agricoltori dell'alta Valle ma è aperto a tutti, sulle strade poderali e inter-poderali. Quindi devono fare le richieste per fruire di questi benefici e possono servire a lasciare queste zone però ci vuole l'iniziativa degli agricoltori, devono riunirsi in consorzio. Il provvedimento prevede appunto questo intervento.
L'anno scorso il Consiglio regionale ha approvato anche un provvedimento per i lattodotti, altro sistema che va applicato con molta cautela, però in Svizzera ha dato dei risultati buoni, sia per l'economicità e sia per i risultati del rapido trasporto del latte, provvedimenti che prevedono, anche questo prevede il 75% di contributo, quindi è un intervento abbastanza consistente e penso che si tratta solo di usufruire dei provvedimenti che noi abbiamo, perché sul provvedimento dei lattodotti abbiamo veramente poche domande. Quindi bisogna proprio fare in modo che gli agricoltori siano informati di questi provvedimenti e che facciano le richieste.
Per quanto riguarda gli interventi in genere, voglio anche precisare che oggi non è possibile dare dei contributi in quanto il trattato di Roma vieta espressamente qualsiasi intervento sul prezzo del mercato dei prodotti agricoli. Quindi noi non potremmo intervenire, come del resto io dico che è giusto che non si intervenga, perché quello non migliora la situazione, salva momentaneamente ma non ha prospettive future.
Però, per giungere a tutto questo, è necessario che ci sia la collaborazione degli agricoltori, e qui mi pare che il Consigliere Fosson, che ha toccato questo punto, è la base proprio per ogni iniziativa, trovare l'accordo, la volontà e la collaborazione degli agricoltori perché la prima cosa da fare è la costituzione di una cooperativa o di un consorzio. Se gli agricoltori non capiscono queste cose, o per motivi personali o per dei risentimenti o altre questioni, evidentemente tutte le iniziative sono destinate a naufragare, non vanno in porto. L'opera di persuasione che noi dobbiamo fare - e se è necessario io sono disponibile per intervenire eventualmente in qualche riunione insieme con funzionari dell'assessorato - per fare quest'azione di convincimento perché, se non c'è questa volontà degli agricoltori, ripeto, nessun'iniziativa è possibile che sia portata a termine.
Passando ora invece alle risposte ai singoli Consiglieri, direi, intanto con le proposte del Consigliere Freppaz, io scarterei la prima, quella del contributo, e invece sono perfettamente d'accordo sulla seconda proposta, questa creazione di una cantina per la conservazione e la commercializzazione del formaggio magro e anche per il burro, mi pare che sia la miglior soluzione. Questo però presuppone che ci sia quest'organizzazione di cui parlavo prima, cioè una cooperativa. Nei singoli Comuni si riuniscano queste latterie, questo come programma direi, in latterie più valide, più efficienti che naturalmente conferiscano il prodotto in queste cantine di conservazione e di commercializzazione, così sono tutelati gli interessi di tutti e, avendo tutto il prodotto accumulato, evidentemente c'è la possibilità di avere delle quotazioni migliori. Questa mi pare sia la soluzione migliore, discorso che vale non solo per la produzione invernale ma anche per la produzione estiva.
Al Consigliere Tonino: anch'io sono del parere che lui è stato un po' pessimista, perché queste discriminazioni che lui ha accennato, cioè non sono discriminazioni. Tutti gli agricoltori della Valle possono beneficiare dei contributi previsti dall'Amministrazione regionale. Evidentemente ci vuole questa volontà, di cui parlavo prima, quest'iniziativa. Mentre invece, per il problema del formaggio, degli interventi sul formaggio, evidentemente il premio di marchiatura si dà a un formaggio che ha ottenuto il riconoscimento della denominazione d'origine, non lo si può dare per il formaggio magro, per la toma. Quindi c'è solo quella differenza lì, che non si può considerare questo contributo, questo premio di marchiatura perché non è un formaggio riconosciuto, però, possono beneficiare di tutti gli altri interventi a condizione che si organizzino e facciano qualcosa come si è fatto per il formaggio fontina.
Costruzione di caseifici; io direi che per la costruzione di caseifici bisogna andare un po' adagio. Il caseificio raccoglie una quantità, deve raccogliere una quantità maggiore di prodotti, di latte e qui, nella nostra Valle, con la situazione che noi abbiamo, questo richiede spese di trasporto, richiede un tempo maggiore tra la mungitura e la presentazione della consegna del prodotto in caseificio, il che vuole dire in certe occasioni, in certi casi due o tre ore di tempo tra la mungitura e lavorazione. Questo evidentemente non va molto a favore della produzione, né del formaggio, né della fontina perché il latte entra già in fermentazione quindi non ha più quella resa che si potrebbe sperare ma, in effetti, lo abbiamo visto che è molto discutibile.
Abbiamo adesso un esperimento nel caseificio di Valtournenche, dove va abbastanza bene nell'estate perché le quantità di latte conferite dagli alpeggi sono maggiori, abbiamo difficoltà in inverno perché raccolgono il latte ad Antey, La Magdeleine e a Valtournanche c'è poco purtroppo in questo momento. Quindi è evidente che queste spese di trasporto, questi piccoli quantitativi di latte conferiti nel caseificio non assicurano la buona qualità di lavorazione. Mentre abbiamo invece un'altra iniziativa a Villeneuve e penso che quella debba dare dei risultati migliori per un caseificio perché naturalmente ci sono produttori che hanno quantitativi di latte maggiori, è lì nel concentrico, quindi il caseificio di Villeneuve - che è adesso pronto per mandare in appalto, cioè abbiamo il progetto approvato, abbiamo l'autorizzazione, la licenza di edilizia quindi dovrebbe iniziarsi tra poco - caseificio di Villeneuve, sul terreno del consorzio, comunque lo farebbe il Consorzio questo caseificio con il contributo dell'Amministrazione regionale.
Lì penso che potremmo fare un ulteriore esperimento sulla validità dei caseifici. Io ritorno però dell'idea che, se noi facciamo due caseifici, due o tre, per fare un'opera di reclamizzazione del prodotto, però questo deve servire unicamente nelle zone di fondo Valle mentre invece nei singoli Comuni le latterie efficienti, di cui parlavo prima, forse sono le migliori agli effetti economici.
Il Consigliere Bordon ha accennato ad una proposta, ad uno studio che viene fatto dall'Associazione Agricoltori ed io gli prometto solo che noi daremo tutta la nostra collaborazione per vedere se è possibile trovare delle soluzioni nuove. Comunque siamo a completa disposizione per esaminare questo problema. Per l'accenno fatto sulla cooperativa di Saint-Pierre, che non è all'argomento, ma comunque rispondo, non è una situazione allarmante. C'era quest'anno una pesantezza di mercato ed è il primo anno che la Cooperativa iniziava la sua attività. Ogni iniziativa nei primi tempi incontra delle difficoltà. Io spero che alcuni errori, che sono stati riscontrati quest'anno, saranno certamente eliminati nel futuro perché già abbiamo preso contatto con la Cooperativa e quindi c'è la possibilità di fare qualcosa di meglio. Però, ripeto, è stata una annata difficile, non solo per la Valle d'Aosta, ma per le zone del Trentino, del Cuneese, del Ferrarese e dobbiamo dire che è il primo anno che la Cooperativa iniziava. Quindi non c'erano molte buone prospettive per questo primo anno.
Per quanto riguarda gli errori che sono stati commessi, errori involontari, inesperienza più che errori, anche sull'accenno fatto dal Consigliere Fosson per il consulente fuori Valle, aveva fatto sperare tante cose e in effetti poi si è visto che non era riuscito a collocare molto della frutta sul mercato. Hanno poi finito per provvedere direttamente come Cooperativa e hanno liquidato questo consulente, cosa che però non faranno più perché si sono resi conto che era uno sbaglio.
Quindi al Consigliere Fosson direi che ne ho già accennato e sono perfettamente d'accordo sulla posizione che ha fatto cioè sulla questione dell'intervento, sulla scelta della seconda soluzione, cioè trasformare la strutturazione di questa, di tutte le aziende e naturalmente, curare soprattutto l'organizzazione di mercato, mentre invece il contributo dato così in conto capitale non risolverebbe certamente il problema.
Chabod mi accennava al fatto che non vengono portati i prodotti della Valle negli alberghi. Io dico che questo è un problema che esula un po', diciamo, dalle competenze dell'assessorato, per il settore lattiero-caseario c'è una Cooperativa, quindi sono problemi che dovrebbero interessare la Cooperativa. Forse la Cooperativa riesce a spuntare prezzi migliori fuori della Valle e quindi non ha interesse a fornire il mercato locale. Mentre invece per il latte, per il vino, questo sono perfettamente d'accordo. Bisognerebbe proprio fare in modo che ci siano delle organizzazioni di mercato e che seguano anche le zone locali, il mercato locale.
Concludendo io direi che io sono favorevole sulla presentazione di questa mozione, noi, anzi io, siamo favorevoli su questa mozione perché solleva un problema che già conosciamo e che già abbiamo esaminato però va esaminato più approfonditamente e quindi sarà opportuno rivederlo un momento nella Commissione dell'Agricoltura, integrata, sono d'accordo, con i presentatori della mozione. Quindi accettiamo questa mozione però il problema non deve limitarsi a questo esame fatto qui in Consiglio, ma ulteriormente approfondito. Ripeto infine, però, con la collaborazione degli agricoltori. Io insisto proprio su questo, se non c'è questa volontà, non riusciremo a fare molto.
Freppaz (U.V.) - Posso dichiararmi d'accordo in linea di principio con l'Assessore all'agricoltura e lo ringrazio per i chiarimenti, però insisterei ancora sul grave problema dell'abbandono degli alpeggi. Inoltre volevo dire, sinceramente, i nostri agricoltori sono d'accordo sulla formazione di un consorzio e sull'organizzazione, ma l'iniziativa deve essere almeno, io pregherei la Giunta che venisse, che l'iniziativa venga dall'assessorato all'agricoltura e foreste, che senza iniziativa nostra l'agricoltore non provvede.
Manganoni (P.C.I.) - Io non sono intervenuto prima, ho voluto intervenire dopo la risposta dell'Assessore.
Io voglio, innanzi tutto, fare una precisazione che le affermazioni di Freppaz "qui est nécessaire d'éliminer une forme de discrimination entre les producteurs valdôtains" è esatto, è vero, non è voluta, non è che la Giunta, l'Assessore o il Consiglio regionale voglia fare questa discriminazione, no, ma di fatto c'è e perché c'è? Perché gli allevatori, i produttori di latte dell'alta Valle, tramite fontina, consorzio, cooperativa, eccetera... percepiscono un quid ogni chilo di fontina prodotta, gli allevatori della bassa Valle no, non li percepiscono.
Pertanto abbiamo degli allevatori che hanno dei contributi, altri allevatori che non li hanno. Pertanto questo è discriminazione anche se non voluta e l'ha precisato Freppaz e l'ha precisato anche Tonino. La discriminazione c'è anche se non è voluta da nessun organismo.
Io su tutto il resto avrei un sacco di cose da dirvi ma taglio corto. Però vi dirò questo: che i discriminati, beh usiamo un'altra parola, cioè quelli che non fruiscono di questi vantaggi sono i più poveri, perché nella bassa Valle gli allevatori che hanno 5, 6, 8 mucche sono i più ricchi, dovuto al fatto che la campagna nella bassa Valle è costituita da pietre e castagni, grosso modo, cioè le vaste praterie che ci sono nella media e nell'alta valle, nella bassa Valle, e non per colpa degli abitanti che sono nati lì perché la zona è così, non ci sono e allora i produttori sono proprio i poveri. Devono già lavorare di più, perché su per la collina di Fontainemore, di Lillianes eccetera altro che falciatrici! Lì si lavora a mano per forza se no non si falcia, perché sono così i terreni. Quindi sono quelli che sono i più poveri, che possiedono meno bestiame, devono allevarne meno perché hanno meno terreno, che il terreno è molto più faticoso come lavoro, tenuto conto della pendenza, della situazione, eccetera e sono ancora quelli meno favoriti.
Questo è una realtà, è inutile che cerchiamo di arrampicarci su una realtà che non è vera, questa è la realtà dei fatti e chi conosce la bassa Valle mi smentisca se può. E il 20% degli agricoltori, non il 20% della produzione, non corrisponde al 20% dei produttori perché il 20% della produzione, i produttori sono il 30 o anche il 40% come numero di produttori, quindi come numero di coltivatori, che vengono esclusi da questi contributi, non è il 20% ma sarà un buon terzo, il 30%.
Ecco la questione che appare. Dice: ma come mai questa differenza? Perché questi non possono fruire dei vantaggi.
Ora io avevo preso un sacco di note, latterie, caseifici, ve ne faccio grazia, perché sono tutte belle parole che lasciano il tempo che trovano perché parlare di caseifici e di latterie su per quei villaggi - andate a vedere i villaggi di Fontainemore e di Lillianes e, quando avrete visto quei villaggi, non parlerete più né di caseifici né di latterie - perché, a parte il fatto che non ci sono le strade ed ha ragione Freppaz, si va per i sentieri, sentieri? Delle scalinate, perché, se voi salite in quelle zone, non ci sono dei sentieri, sono tutti gradini perché il terreno è ripido così, è vero Freppaz?
Allora come si fa a trasportare 5 litri o 10 litri di latte che produce ogni famiglia? Insomma c'è una situazione non dovuta agli uomini, alle persone ma dovuta alla situazione, alla configurazione del terreno, che caseifici e latterie si possono servire, certe zone di fondo Valle, eccetera... nei periodi estivi, poi raggruppare alpeggi, eccetera... i mayens come li raggruppi? Siete andati su queste colline? Andate a vedere.
Comunque la conclusione qual è? La conclusione è questa: tutte le cose rimangono come prima, ne abbiamo discusso in questo Consiglio quante volte di questo problema? E si è detto, in altri termini si diceva all'Assessore: beh, veditela tu come risolvere! Io capisco che l'Assessore non abbia le soluzioni, io non è che gliene faccia una colpa, perché non è semplice la soluzione di questo problema. Beh però una proposta era stata questa: di dare ad ogni proprietario di mucca lattifera un quid all'anno, per esempio, al produttore, al possessore di mucche nell'alta Valle, dove si fa la fontina, facendo i calcoli in base alla fontina, eccetera... Tu hai un vantaggio, non so, di lire X all'anno per ogni mucca lattifera di media, ed allora a quelli noi diamo una cifra equivalente, grosso modo, ai proprietari di mucche lattifere della bassa Valle. Questo io non dico che sia la soluzione migliore, comunque è una proposta. Io non dico adottatela, io dico che questa potrebbe essere una proposta, ne trovate di altre migliori? Benissimo, è quanto io ho detto a diverse riprese all'Assessore coi suoi tecnici, con tutti i dati che può avere l'assessorato per la soluzione.
Comunque secondo me la soluzione bisogna trovarla ma concreta perché, quando si è detto qui, sì qui però fare le cantine, raggruppamento, centri di raccolta e commercializzazione, ma cosa? Fra dieci anni parleremo ancora di raccolta e di commercializzazione, facciamoli se dobbiamo farli, sì ma chissà quando saranno fatti. Quando quelli saranno fatti, l'agricoltura sarà morta, scusatemi, non che io voglio fare la cassandra!
Quindi le cose rimangono, scusi Maquignaz, le cose rimangono come prima, no? Ma da tutta questa discussione, da questa mozione, da tutti gli interventi che hanno riconosciuto, sì è vero, però la conclusione qual è? Niente, come prima e, cioè, i poveri cristi della bassa Valle continuano ad andare avanti come vanno adesso, cioè qui dei vantaggi, giusti, sia chiaro! Io dico bene che noi aiutiamo a tenere in piedi questa cooperativa delle fontine perché, se la Regione non intervenisse, avrebbe chiuso i battenti anche quella, sia molto chiaro.
Molto bene qui, continuiamo così, però vediamo, prevediamo anche laggiù, sotto altre forme, non so, io avevo fatto una proposta, ne trovino delle altre, delle altre più attuabili, io non discuto, questa era una proposta; però vediamo di concretare, perché, se noi non concretizziamo qualche cosa, è esatto quanto diceva Freppaz "qui faut éliminer une forme de discrimination entre les producteurs valdôtains". Freppaz ha detto quanto di fatto avviene. Ribadisco, perché non si interpreti male, non accuso nessuno, perché la situazione è quella, non è colpa degli uomini, colpa dell'Amministrazione, è colpa della situazione, dei pochi appelli che ci sono, del terreno ripidissimo, della mancanza di collegamento stradale fra questi mayens, fra questi villaggi, insomma è tutta una situazione di cui nessuno ne è responsabile, è la natura, è così; però la conclusione è quella, che qui sono trattati in un modo e lì sono trattati in un modo, allevatori di categoria A e allevatori di categoria B.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganoni, La invito cortesemente a concludere.
Manganoni (P.C.I.) - Ho finito.
Montesano (P.S.D.I.) - Perché naturalmente in certi momenti alle 12,30 ci sono gli stessi che poi fanno arrivare alle 13,30, che chiedono di sciogliere il Consiglio. È un argomento che è stato già affrontato, prego Assessore.
Maquignaz (D.P.) - Nemmeno la proposta del Consigliere Manganoni ha risolto il problema, cioè noi stiamo sempre qui discutendo in Consiglio che bisogna finirla con quei piccoli interventi che non risolvono i problemi e lui viene proprio a fare quella proposta. Quella è una proposta, come ripeto, è un intervento che aiuta sì, in questo momento potrebbe aiutare, ma non risolve proprio il problema. Il problema di fondo è questo: nell'economia agricola della Valle, bisognerebbe fare uno studio più approfondito, stabilire quali sono le zone che hanno una prospettiva, un domani di sopravvivenza, concentrare gli interventi in quelle zone, ristrutturare le aziende e l'organizzazione del mercato, questo è il problema di fondo. Quindi non sono tutte parole buttate al vento. Aspettiamo la programmazione - e finalmente spero che ci arriveremo - dopo sì che potremo fare delle discussioni più concrete. Oggi come oggi non abbiamo gli elementi, quindi lo so diciamo tante parole inutili però l'indicazione, la via da seguire è quella.
Montesano (P.S.D.I.) - Allora il Consiglio è chiamato a votare la mozione. Chi è favorevole alzi la mano. Contrari, astenuti? Il Consiglio approva.
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La seduta è sciolta ed è riconvocata per le ore 16.
