Objet du Conseil n. 107 du 9 septembre 1954 - Verbale

OGGETTO N. 107/54 - COSTRUZIONE, IN AOSTA, DI UNO STABILE DA DESTINARSI A MAGAZZINI DI DEPOSITO E A LOCALI DI VENDITA DI FONTINE E DI ALTRE DERRATE E MERCI DI INTERESSE AGRICOLO - DELEGA ALLA GIUNTA.

L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. ind. Pietro FOSSON, riferisce al Consiglio in merito alla seguente deliberazione di Giunta, n. 1582, in data 3 settembre 1954, concernente la proposta di costruzione in Aosta, a cura della Regione, di uno stabile di proprietà regionale, da destinarsi a sede del Consorzio Agrario nonché a sede e a magazzini del Consorzio produttori di fontina, deliberazione che è stata trasmessa in copia ai Signori Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza:

"Verbale dell'adunanza della Giunta regionale in data 3-9-1954.

ESTRATTO DI DELIBERAZIONE

...Omissis...

OGGETTO N. 1582 - COSTRUZIONE, IN AOSTA, DI UNO STABILE DA DESTINARSI A SEDE MAGAZZINI DEL CONSORZIO AGRARIO E A SEDE E MAGAZZINI DEL CONSORZIO PRODUTTORI FONTINA - DELEGA ALLA GIUNTA.

L'Assessore all'Industria e Commercio, Per. Ind. Pietro Fosson, richiamandosi a precedenti discussioni di Giunta e di Consiglio in merito alla questione del Consorzio Agrario ed alla costruzione, in Aosta, di uno stabile da adibirsi a sede e a magazzini del consorzio stesso e a magazzini per la conservazione della fontina, fa presente l'opportunità di addivenire al più presto ad una soluzione di tale problema.

Dopo aver dato ampi ragguagli e chiarimenti in merito all'attività e ai programmi del predetto Consorzio, dà comunicazione alla Giunta delle varie proposte successivamente pervenutegli da parte del Consorzio per la soluzione dell'importante problema.

Dopo ampia discussione,

LA GIUNTA

ritenuta l'opportunità di addivenire ad una urgente soluzione del problema relativo ai locali e magazzini del Consorzio agrario della Valle d'Aosta e del Consorzio produttori di fontina della Valle di Aosta;

ad unanimità di voti;

Delibera

di proporre al Consiglio regionale:

1) di approvare la costruzione, in Aosta, a cura della Regione, di uno stabile di proprietà regionale, da destinarsi a sede (uffici e magazzini) del Consorzio agrario nonché a sede e a magazzini del Consorzio produttori di fontina;

2) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione per l'approvazione del progetto e l'appalto dei lavori, nonché per la approvazione ed il finanziamento della relativa spesa, da contenersi nell'importo massimo di Lire settanta milioni, comprensivo dello stanziamento di Lire 49.800.000 già approvato con deliberazione di Giunta n. 2886 in data 30-12-1953."

L'Assessore Per. Ind. FOSSON premette che non è sua intenzione di riferire dettagliatamente su vari colloqui che gli Amministratori della Regione hanno avuto con i rappresentanti del Consorzio Agrario Cooperativo di Aosta e di Ivrea dopo la data del 29 luglio 1953, in cui il Consiglio ha assunto una deliberazione con la quale approva, in via di massima, il Concorso finanziario dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta, nella misura di Lire 50 milioni, per il finanziamento delle spese di costruzione, in Aosta, di un fabbricato da servire ad uso del Consorzio agrario cooperativo di Aosta e di Ivrea e ad uso della Regione - o chi per essa - in particolare per magazzini di conservazione dei prodotti lattiero-caseari (fontine).

Informa che il testo della deliberazione predetta è stato tempestivamente comunicato all'Amministrazione del Consorzio agrario cooperativo, la quale, dopo aver ritardato alquanto a rispondere, ha fatto sapere di non potere accettare le condizioni alle quali era subordinata la concessione del contributo regionale, particolarmente per quanto concerne la divisione della proprietà del fabbricato in proporzione dell'apporto finanziario regionale.

Osserva che, al riguardo, fra l'Amministrazione regionale e l'Amministrazione del Consorzio agrario cooperativo è seguita una lunga corrispondenza che è culminata nella lettera in data 3 maggio 1954, inviata dalla predetta Amministrazione del Consorzio alla Presidenza della Giunta regionale.

Precisa che detta lettera, nella prima parte, fa la cronistoria della questione e, nella seconda parte, contiene le conclusioni proposte formulate dal Consorzio agrario che sono del tenore seguente (ne dà lettura):

...Omissis...

"Nell'intento perciò di trovare una linea di condotta compatibile con le reciproche esigenze delle sue Amministrazioni riteniamo di proporre la seguente soluzione:

a) dovrebbe rimanere fermo lo stanziamento di Lire 50 milioni da parte dell'Amministrazione regionale.

Alla luce del nuovo accordo che Vi proponiamo, il Consorzio Agrario si impegnerebbe di lasciare alla Regione la proprietà, libera da ogni impegno, della parte di fabbricato corrispondente al controvalore suddetto, ivi comprendendo i magazzini per la conservazione della fontina;

b) sarebbe poi necessario mettere in condizioni l'Istituto finanziatore, che verserà la parte rimanente, di non avere preoccupazioni in ordine alle garanzie, onde evitare che allo stesso possano interessare gli accordi particolari che si intendono concludere al punto A), ed in pari tempo assicurare al Consorzio Agrario di Aosta che la sua azione troverà la piena comprensione degli Organi della Amministrazione regionale.

Per realizzare questi due importanti presupposti sarebbe perciò indispensabile che l'Amministrazione regionale concedesse la sua "fideiussione" (fideiussione da accordarsi senza deposito di titoli) sulla operazione di mutuo per i 75 milioni rimanenti.

Da parte sua il Consorzio provvederà ad assicurare opportune garanzie anche su questa operazione.

c) dovrebbe essere redatto, contemporaneamente un accordo tra l'Amministrazione regionale ed il Consorzio Agrario, che assicurasse a quest'ultimo la gestione di tutto il complesso immobiliare, allo scopo soprattutto di evitare interferenze e intromissioni di Commercianti o Ditte private aventi interessi contrastanti con le nostre funzioni.

Su tale punto si ritiene più che giustificata la richiesta della nostra Amministrazione, tenuto presente che la regolarità e finalità della gestione affidata al Consorzio Agrario sono garantite dal suo Statuto, sancito dal D.L. 7-5-1948 n. 1235.

Ad ogni buon fine è bene precisare che rimane sempre in facoltà dell'Amministrazione regionale di concedere l'affitto di magazzini per la fontina ad altro Ente Cooperativo costituito da produttori ed avente finalità analoghe a quelle del Consorzio.

Da parte sua il Consorzio si impegna di svolgere i compiti affidatigli nella più stretta osservanza delle norme statutarie ed inoltre si impegna di devolvere direttamente a vantaggio dei produttori agricoli valdostani tutte quelle concessioni di favore, a carattere economico, che l'Amministrazione regionale intendesse accordare in ordine all'affitto dei magazzini per la conservazione della fontina.

Riassumendo, a scanso di equivoci: il rapporto che verrebbe così a crearsi, sarebbe allora quello di proprietà divisa sulle due quote, così come da richiesta precedente dell'Amministrazione regionale.

La quota del Consorzio Agrario usufruirebbe della fideiussione dell'Amministrazione regionale, alla quale verrebbero date in ordine a quest'ultimo impegno, garanzie da concordarsi.

Un accordo nel senso suesposto potrebbe svincolare l'Amministrazione del Consorzio Agrario da quei presupposti precedenti che rendevano invece inaccettabili le precedenti proposte dell'Amministrazione regionale.

Naturalmente i concetti suddetti dovranno essere sviluppati successivamente a mezzo di colloqui diretti tra i nostri rappresentanti, incontri che, ci auguriamo possano avvenire al più presto e si risolvano in decisioni finali concrete, auspicate vivamente da tutti coloro che hanno a cuore le esigenze della nostra agricoltura".

Informa che la Giunta stava esaminando le proposte predette - (che, in parte, collimavano con le condizioni poste dall'Amministrazione regionale con deliberazione del Consiglio in data 29 luglio 1953, n. 58 e, in parte, concernevano, nuove proposte e cioè la richiesta di fideiussione regionale per la concessione del mutuo dell'Istituto federale di credito agrario) - quando pervenne da parte degli Amministratori valdostani del Consorzio, una relazione che dava la possibilità alla Giunta di esaminare più a fondo la questione del Consorzio agrario.

Pone in rilievo che la predetta relazione, dopo avere spiegato i motivi di carattere economico che hanno impedito a tutt'oggi la divisione del Consorzio agrario Aosta-Ivrea e dopo avere riepilogato i precedenti della questione oggi all'ordine del giorno, giunge a delle conclusioni che, - come è stato chiarito in una riunione alla quale hanno partecipato l'Assessore all'Agricoltura e Foreste, l'Assessore all'Industria e Commercio, il Presidente e altri due Amministratori del Consorzio stesso -, concernono proposte che non sono state fatte dagli Amministratori del Consorzio agrario, ma sulle quali essi intendono richiamare l'attenzione dell'Amministrazione regionale.

Ritiene opportuno di portare a conoscenza del Consiglio le conclusioni della relazione predetta, conclusioni che sono in contrasto con le proposte formulate nella lettera del 3 maggio 1954, ma che permettono di precisare in tre proposte concrete i risultati dei vari colloqui avuti dai rappresentanti dell'Amministrazione regionale con una parte di rappresentanti del Consiglio di amministrazione del Consorzio agrario.

Osserva che, nella relazione di cui si tratta, dopo aver fatto la cronistoria della questione si dice quanto segue: "Si dovettero così riprendere pazientemente i contatti, ed in una riunione effettuata il 16 luglio 1954, ad Ivrea, la Federconsorzi incaricò il Dott. Astorri, Capo dell'Ufficio interregionale di Milano, di illustrare agli Amministratori del Consorzio il proprio punto di vista segnalando di essere disposta ad integrare il finanziamento dell'opera lasciando all'Ente la facoltà di riscatto, a condizione che:

a) il Consiglio di Amministrazione del Consorzio esprimesse in apposita delibera la sua volontà di mantenere in vita l'Ente stesso nella sua struttura attuale.

b) Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio, ottenesse dall'Autorità regionale della Valle d'Aosta una dichiarazione che i magazzini per la conservazione della fontina sarebbero stati destinati a tale scopo con carattere di priorità e che si sarebbe riconosciuta al Consorzio Agrario la figura giuridica, sotto la tutela ed il controllo degli organi dell'Autorità regionale stessa, di un unico Ente autorizzato all'ammasso volontario del prodotto.

c) Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio, si faccia confermare l'erogazione da parte dell'Autorità regionale del contributo di lire 50.000.000 per la costruzione dei magazzini stessi con l'impegno reciproco di mantenere la proprietà indivisa.

Per parte sua la Federconsorzi interverrebbe presso il Consorzio Agrario di Torino per ottenere sia la rinuncia a svolgere a qualsiasi titolo, delle attività consortili nel Canavese, sia la rinuncia ad ogni rivendicazione. di giurisdizione territoriale sulla zona canavesana, riconoscendo il carattere interregionale al Consorzio di Aosta-Ivrea, a tutti gli effetti".

Rammenta che, con lettera del 3 maggio 1954, l'Amministrazione del Consorzio agrario accedeva, alla condizione richiesta circa la proprietà divisa del fabbricato e chiedeva la fideiussione della Amministrazione regionale per la stipulazione del mutuo; rileva che, nelle conclusioni della relazione, si fa presente che la Federconsorzi concederebbe il mutuo qualora l'Amministrazione regionale accettasse tutte le condizioni elencate nella relazione stessa.

Comunica che, data la necessità e l'urgenza di addivenire ad una soluzione del problema, la cui discussione si trascinava da oltre un anno, è stata tenuta una nuova riunione, alla quale hanno preso parte i rappresentanti della Giunta ed il Presidente ed alcuni Consiglieri del Consorzio agrario, riunione nel corso della quale, dopo riesame dell'intero problema e delle due proposte pervenute dal Consorzio agrario i rappresentanti della Giunta, tenendo conto anche del parere già espresso dal Consiglio regionale, hanno prospettato una terza possibilità. Hanno proposto, cioè, che l'Amministrazione regionale costruisca a sue totali spese tutto il fabbricato, di cui una parte dovrebbe essere data in gestione al Consorzio agrario a condizione che si renda autonomo, separando gli interessi della Valle d'Aosta da quelli del Canavese, raggruppando esclusivamente i produttori della Valle d'Aosta.

Osserva che, in tal modo, il problema del Consorzio agrario verrebbe risolto secondo l'indirizzo stabilito dal Consiglio con l'approvazione della costruzione, a totali spese della Regione, di caseifici e magazzini da dare in gestione a Consorzi o a Cooperative di produttori a particolari condizioni, per andare incontro alle necessità dei produttori (gestione gratuita per tre anni, possibilità di riscatto della proprietà degli immobili, affitto mediante pagamento di un canone esiguo).

Fa presente che le due proposte del Consorzio agrario e la proposta dell'Amministrazione regionale sono state attentamente vagliate sia in sede di Giunta che nella riunione nella quale sono intervenuti i rappresentanti del Consorzio agrario e sono le seguenti:

PRIMA SOLUZIONE (prospettata dal Consorzio con lettera del 3 maggio 1954) avente carattere provvisorio, in quanto rimarrebbe sempre l'Ente Consorzio agrario cooperativo Aosta-Ivrea, che raggruppa circa 4.500 agricoltori del Canavese e circa 1.700 agricoltori della Valle d'Aosta (circa un terzo degli associati), perché non si penserebbe di addivenire, per intanto, alla separazione degli interessi della Valle d'Aosta da quelli del Canavese.

Precisa che detta soluzione concerne l'impegno, da parte dell'Amministrazione regionale di concorrere nella spesa per la costruzione del fabbricato nella misura di Lire 50 milioni (somma che è già stata stanziata, in via di massima, dal Consiglio) e di garantire mediante fideiussione dell'importo di Lire 70 milioni il mutuo che il Consorzio agrario intende contrarre per finanziare la rimanente spesa.

TERZA SOLUZIONE - Riservandosi di illustrare successivamente la seconda soluzione, comunica che la terza soluzione è quella prospettata alla Regione dal Dott. Astorri e concerne l'impegno da parte dell'Amministrazione regionale a concorrere nella spesa limitatamente all'importo di lire 50 milioni, in quanto la fideiussione occorrente per la stipulazione del mutuo di lire 70 milioni verrebbe concessa dalla Federconsorzi, fermo restando il Consorzio agrario cooperativo Aosta-Ivrea quale Ente avente carattere interregionale, escludendo la possibilità di addivenire, in un secondo tempo, alla creazione di un Consorzio autonomo per la Valle d'Aosta.

SECONDA SOLUZIONE - Rileva che detta soluzione prevede la costituzione in Aosta di un Consorzio agrario autonomo, la cui competenza sarebbe limitata al territorio della Valle d'Aosta.

Fa presente che il progetto di fabbricato fatto allestire dal Consorzio concerne la costruzione, a mezzodì dell'Arco di Augusto, di un grande fabbricato comprendente, oltre ai locali da adibirsi a magazzini per il deposito e la conservazione della fontina, uffici, negozi, silos, ecc. anche dieci alloggi, che sarebbero ricavati in parte al primo piano e in parte al secondo piano.

Pone in rilievo che, se l'Amministrazione regionale stabilisse di assumere a suo carico, l'intera spesa occorrente per la costruzione di uno stabile da adibirsi a magazzini di deposito e a locali di vendita per le necessità del Consorzio, il progetto potrebbe essere riveduto, eliminando i numerosi vani di abitazione, per cui la spesa potrebbe essere contenuta in Lire 70 milioni, da finanziarsi per l'importo di Lire 50 milioni con la somma già stanziata appositamente, da integrarsi con un nuovo stanziamento di Lire 20 milioni, che dovrebbe essere approvato dal Consiglio.

Fa presente che il nuovo fabbricato dovrebbe essere dato in gestione ad un Ente da denominarsi "Consorzio agrario autonomo della Valle d'Aosta", che rappresenti e tuteli gli interessi di tutti i produttori della Regione, alle particolari condizioni stabilite, come detto prima, per i costruendi caseifici.

Informa che i rappresentanti del Consorzio agrario, - nella riunione alla quale è stato accennato e nel corso della quale sono state prospettate le tre soluzioni sopra enunciate, hanno dichiarato che avrebbero potuto orientarsi verso l'accoglimento della soluzione ritenuta migliore dai rappresentanti dell'Amministrazione regionale.

Osserva, peraltro, che i rappresentanti dell'Amministrazione del Consorzio, hanno fatto rilevare che la separazione del costituendo Consorzio autonomo di Aosta dal Consorzio agrario cooperativo di Aosta-Ivrea avrebbe comportato difficoltà di carattere finanziario per quanto concerne l'organizzazione del Consorzio, la formazione dei quadri, la costituzione di credito e di fondi di magazzino, ecc., per cui hanno chiesto se l'Amministrazione regionale - qualora si orientasse per questa soluzione - poteva concorrere per la costituzione di un fondo iniziale per finanziare le predette spese.

Comunica che i rappresentanti dell'Amministrazione regionale non hanno potuto dare alcuna assicurazione a tale riguardo, ma rileva, d'altra parte, che l'Amministrazione regionale si impegnerebbe già a dare in gestione al costituendo Consorzio agrario uno stabile costruito secondo le esigenze e le necessità del Consorzio, per cui il Consorzio stesso non avrebbe da sostenere alcuna spesa per il fabbricato.

Informa che le tre soluzioni sono state attentamente vagliate dalla Giunta, la quale, preso atto che la terza soluzione era già stata scartata dagli stessi rappresentanti del Consorzio nei colloqui avuti con l'Assessore all'agricoltura e Foreste e con l'Assessore all'industria e Commercio e considerato che la prima soluzione non era ritenuta conveniente, si è orientata, all'unanimità, verso la terza soluzione (costruzione del fabbricato a spese totali dell'Amministrazione regionale da dare in gestione al costituendo Consorzio agrario autonomo per la Valle d'Aosta), soluzione alla quale i rappresentanti del Consorzio avevano dato la loro adesione nel caso fossero sorte difficoltà per la prima soluzione da loro preferita per le ragioni già esposte.

Rileva che l'allegato distribuito ai Signori Consiglieri concerne, appunto, la proposta di costruire, in Aosta, a cura e spese della Regione, uno stabile di proprietà regionale da destinarsi a sede (uffici e magazzini) del Consorzio agrario nonché a sede e magazzini del Consorzio produttori di fontina.

Osserva che spetta ora al Consiglio di pronunciarsi in merito alle varie proposte.

Fa presente che, prima di concludere, intende ricordare che molte volte sono state fatte circolare, ad arte, voci denigratorie dell'operato degli Amministratori regionali, secondo le quali il ritardo nella soluzione del problema che interessa il Consorzio agrario sarebbe da imputarsi unicamente all'Amministrazione regionale.

Ritiene che non sia necessario di spendere molte parole per dimostrare la falsità di tali voci, in quanto è noto che il Consiglio aveva assunto, già nell'adunanza del 29 luglio 1953, un provvedimento concreto per la soluzione di tale problema.

Sottolinea che il ritardo, quindi, deve essere imputato, non già agli Amministratori della Regione, ma ad altre cause, in quanto l'Amministrazione regionale ha dato prova, come già molte altre volte, di voler arrivare ad una definizione dello spinosissimo problema per venire incontro ai produttori agricoli della Valle d'Aosta.

Aggiunge di aver fatto tale precisazione non già per i Signori Consiglieri, che sono a conoscenza dei fatti, ma per la popolazione che spesso è male informata al riguardo.

Mr. le Conseiller CHEILLON remarque que certaines personnes ont soutenu, jusqu'à présent, que les seuls responsables du retard de la solution de la question du Consortium Agraire d'Aoste-Ivrée étaient Mr. le Président de la Junte, Avt. Caveri, et Mr. l'Assesseur à l'Industrie et Commerce, Expert Fosson, tandis que cela n'est pas du tout vrai, comme on a pu constater.

Il est d'avis que les intérêts du Consortium des producteurs de fontine et les intérêts du Consortium agraire sont trop différents et que, conséquemment, ce n'est pas possible de concilier les exigences de l'un avec les exigences de l'autre, d'autant plus que le Consortium agraire sert plus que tout autre à vendre les céréales qui sont produits dans le Canavais.

Il déclare, partant, d'être contraire à la proposition concernant la construction d'un immeuble pour le Consortium agraire et d'être favorable à la construction de grandes fromageries.

Il Consigliere Sig. MANGANONI premette che, con deliberazione consiliare n. 58 del 29 luglio 1953, è stata approvata la costruzione, con spese a carico dell'Amministrazione regionale, della sola parte di fabbricato da destinarsi a locali per il deposito e la conservazione di fontina, in quanto la rimanente parte del fabbricato doveva servire per le necessità del Consorzio agrario e la sua costruzione sarebbe stata finanziata mediante stipulazione di un mutuo da contrarsi dal Consorzio stesso.

Pone in rilievo che ora, invece, secondo la proposta fatta dalla Giunta, il fabbricato dovrebbe essere costruito a spese totali della Regione e, cioè, senza contributo alcuno da parte del Consorzio agrario.

Osserva che è bene esaminare la situazione attuale del Consorzio agrario prima di decidere sulla proposta stessa.

Rammenta che, secondo quanto detto dall'assessore Per. Ind. Fosson, il Consorzio agrario rappresenta soltanto 1.700 aziende della Valle d'Aosta, numero esiguo, se si considera che le aziende ammontano a circa 10.000 ed osserva che è opportuno esaminare la ragione per la quale la maggioranza delle aziende non ha aderito al Consorzio agrario.

Fa presente che vi sono in Valle d'Aosta altri Enti o Associazioni che raggruppano oltre tre mila consumatori e ritiene che se si aiuta il Consorzio agrario che comprende soltanto 1.700 aziende agricole della Valle d'Aosta, si dovrà, a maggior ragione, venire incontro anche a detti Enti e Associazioni.

Precisa che lo scopo precipuo che il Consorzio agrario dovrebbe perseguire dovrebbe essere di fornire ai contadini i prodotti di cui hanno bisogno ad un prezzo inferiore a quello praticato sul mercato: rileva che succede, invece, il contrario, in quanto il Consorzio agrario pratica prezzi superiori a quelli delle Cooperative locali e dei negozianti in genere; ritiene che, venendo in aiuto al Consorzio agrario, si favorisce un gruppo di speculatori.

Informa, a questo proposito, che alcuni esponenti del Consorzio agrario stanno criticando l'Amministrazione regionale e sottolinea che non avrebbe nulla da ridire se si trattasse di critiche giuste e fondate; rileva che si tratta, invece, di vere e gravi calunnie, in quanto si è sostenuto, in una riunione, che la mancata costruzione del fabbricato era da imputarsi all'Amministrazione regionale; ciò che è falso perché il Consiglio ha già stanziato, sin dall'anno scorso, apposito fondo (50 milioni) quale concorso della Regione nella spesa di costruzione del fabbricato di cui si tratta.

Precisa che bisogna riflettere bene prima di addivenire alla decisione di costruire a spese della Regione il fabbricato che, in effetti, anche se dato al Consorzio agrario, passerebbe alla Federconsorzi; ritiene che non ci sia bisogno di illustrare cosa sia la Federconsorzi se si tiene conto che, di recente, ha maggiorato del 2% i contributi che i contadini sono tenuti a pagare, percentuale che costituisce una certa qual somma, nel complesso dei contributi.

Rileva che non è giusto che i denari dei valdostani vadano a finire in mano alla Federconsorzi e ritiene che la questione del Consorzio possa essere risolta usufruendo delle particolari agevolazioni previste dalla legge regionale approvata dal Consiglio nell'adunanza delli 6 agosto 1954 per la costruzione di caseifici e di magazzini.

Comunica che i Consiglieri del gruppo social-comunista potrebbero anche aderire alla proposta formulata dalla Giunta con la deliberazione di Giunta in data 3 settembre 1954, n. 1582 (distribuita in copia in allegato ai Signori Consiglieri) a condizione che la dizione: "da destinarsi a sede (uffici e magazzini) del Consorzio agrario nonché a sede e a magazzini del Consorzio produttori di fontina" sia modificata come segue: "da destinarsi a sede di uffici e magazzini di Consorzi, Enti ed Associazioni".

Precisa che deciderà l'Amministrazione regionale, in un secondo tempo, a quale Consorzio, Ente ed Associazione dovrà essere dato in gestione il fabbricato ed osserva che il fabbricato dovrà essere dato all'Ente che rappresenterà nel modo migliore i contadini. Aggiunge che, d'altra parte, non sarebbe giusto assegnare fin d'ora il fabbricato al Consorzio agrario e al Consorzio produttori di fontina.

Rammenta, per quanto concerne il Consorzio produttori fontina, che il Consigliere Sig. Cheillon ha già accennato, in altra adunanza, alla situazione di detto Consorzio, della cui Amministrazione faceva parte e dalla quale è stato estromesso, forse perché non si desiderava che vi fossero occhi ed orecchi indiscreti.

Rileva che nulla si sa di preciso sull'operato dell'Amministrazione del Consorzio produttori fontina, che ha effettuato acquisti e vendite di cui si ignora il prezzo, come pure i nomi delle persone presso le quali sono state comperate le fontine ed i nomi di quelle alle quali sono state vendute.

Osserva che, a quanto pare, i prezzi corrisposti ai venditori sono stati stabiliti in relazione al grado di parentela o di amicizia degli stessi verso alcuni Amministratori. Osserva ancora che detto Consorzio non ha mai resi pubblici i conti della sua gestione ed esprime parere che un Ente il quale non rende pubblico il suo operato sia non già un Consorzio ma una accolta di speculatori.

Ritiene che non si possa, sin da oggi, vincolare l'Amministrazione regionale ad assegnare i costruendi magazzini per il deposito e la conservazione della fontina al predetto Consorzio, che ha dato risultati negativi; tanto più che, come già detto prima, nell'adunanza del 6 agosto 1954 il Consiglio regionale ha approvato una legge che prevede agevolazioni particolari per la costruzione di caseifici e di magazzini da dare in gestione a Consorzi o Cooperative nella cui Amministrazione vi sarà anche un rappresentante della Regione, mentre il rappresentante regionale in seno al Consiglio di amministrazione del Consorzio produttori fontina è stato estromesso.

Conclude, dichiarando che i Consiglieri del gruppo social-comunista approvano la costruzione del fabbricato a cura e spese della Regione a condizione che nel deliberato sia stabilito che il costruendo fabbricato dovrà essere destinato a sede di uffici e magazzini di Consorzi, Enti ed Associazioni; precisa che intende riferirsi, parlando di Consorzi od Enti che devono essere creati.

Aggiunge che, in tal modo, sarà lasciata la possibilità all'Amministrazione regionale di assegnare il fabbricato al Consorzio o ai Consorzi che daranno maggior affidamento.

Il Vice Presidente, Sig. CUAZ, premette di dovere, nella qualità di Amministratore del Consorzio agrario cooperativo di Aosta-Ivrea, chiarire certe inesattezze e certi punti oscuri.

Rileva, anzitutto, che non bisogna confondere il Consorzio produttori fontina con il predetto Consorzio Agrario, la cui Amministrazione è costituita, almeno per la maggior parte, da elementi che hanno sacrificato tempo e denaro negli interessi degli agricoltori valdostani.

Precisa che, da anni, l'Amministrazione del Consorzio agrario fa il possibile per creare in Valle un organismo che assicuri un maggior beneficio agli agricoltori e che tuteli i loro interessi.

Rileva che l'operato del Consiglio di amministrazione del detto Consorzio ha sempre avuto per fine il conseguimento di tale scopo ed osserva che se qualcuno degli Amministratori avesse avuto mire politiche o speculative occorre individuarlo e distinguerlo da coloro che lavorano effettivamente per il bene degli agricoltori.

Per quanto concerne il Consorzio produttori fontina, riferisce che l'Amministrazione di detto Consorzio non ha mai reso conto del suo operato ed ha assunto iniziative che, ad un certo punto, sono risultate non troppo redditizie; per cui è intervenuto il Consorzio agrario, che ha assunto a suo carico totale la spesa per l'ammasso, la conservazione e la vendita della fontina per circa tre mila chilogrammi.

Precisa che l'iniziativa del Consorzio agrario è stata assunta a scopo sperimentale per quanto concerne l'organizzazione dell'ammasso, della conservazione e della vendita della fontina ed ha comportato un deficit di due milioni e mezzo di lire.

Osserva che se gli Amministratori del Consorzio produttori fontina hanno commesso irregolarità e fatto preferenze nell'acquisto della fontina, per voler mettersi in buona luce di fronte ad un gruppo di agricoltori, di ciò non può essere fatta colpa agli Amministratori del Consorzio agrario, che, come già detto, ha subito una forte perdita per effettuare un primo esperimento in materia di ammasso, conservazioni e vendita di fontina.

Sottolinea che quanto riferito comprova che la gestione del consorzio agrario non è sempre remunerativo e che occorre vi sia un Ente il quale abbia una certa forza ed un forte credito presso gli Istituti bancari per poter sormontare le difficoltà di ordine finanziario derivanti dall'assunzione di iniziative che non sempre danno buon esito, come quella sopraindicata e come quella dell'acquisto e della vendita di mele, che ha comportato un altro deficit di mezzo milione.

Ribadisce che l'Amministrazione del Consorzio agrario ha sempre fatto quanto era possibile nell'interesse dei contadini, ma osserva che, purtroppo, non sempre si è potuto realizzare ciò che si voleva.

Pone in rilievo che il Consorzio agrario conserva ancora i difetti di organizzazione e di amministrazione che aveva nel periodo fascista, cioè è un organismo poco controllabile dagli Amministratori e, quindi, un po' alla mercé dei funzionari, i quali, hanno tendenza ad esagerare le spese.

Comunica che, attualmente il Consorzio agrario funziona discretamente bene, tanto è vero che si è riusciti non solo a pareggiare il bilancio, ma anche a conseguire un utile, specialmente nella zona del Canavese. Precisa che l'attività del Consorzio in Valle d'Aosta, non consiste nell'ammasso e nella vendita del grano, come nel Canavese, ma nell'ammasso e nella vendita della fontina e che, come detto, un primo esperimento è stato già fatto e sarà ulteriormente ripetuto per cercare di fare qualcosa nell'interesse degli agricoltori.

Osserva che è, però, necessario che il Consorzio agrario abbia una certa qual forza di garanzia di credito per affrontare le difficoltà di carattere finanziario e continuare nella sua opera; dichiara che il Consorzio potrà persistere nelle iniziative intraprese soltanto se sarà aiutato dall'Amministrazione regionale.

Fa presente che per detta ragione gli attuali Amministratori, cioè quelli onesti e sinceri, preferivano la soluzione mista, perché dava la possibilità al Consorzio, con l'appoggio del Canavese, di funzionare con maggior facilità, senza troppe difficoltà finanziarie.

Comunica di essere senz'altro d'accordo sulla soluzione che prevede la creazione di un Consorzio "ex novo" per la Valle d'Aosta, qualora l'Amministrazione regionale si orienti verso tale soluzione, in quanto sia il Presidente che altri membri del Consiglio di amministrazione del Consorzio hanno sempre cercato di fare quanto possibile nell'interesse degli agricoltori della Valle d'Aosta.

Rileva che le accuse fatte, con alquanta leggerezza, sull'operato del Consiglio di amministrazione del Consorzio agrario non sono fondate.

Per quanto concerne il numero esiguo di aziende valdostane rappresentate nel Consorzio agrario cooperativo Aosta-Ivrea, osserva che trattasi di una questione che è sempre rimasta in pendenza, perché la gestione del Consorzio ha carattere statale ed anche perché gli agricoltori valdostani non si sono mai interessati al riguardo.

Si dichiara certo che se in futuro potrà essere costituito un Consorzio agrario autonomo della Valle d'Aosta tutti gli agricoltori della Regione vi aderiranno, tenuto conto che la quota di adesione è di sole 150 lire annue.

Su richiesta del Consigliere Sig. Manganoni, precisa che l'abbonamento al giornale del Consorzio agrario non è obbligatorio.

Sottolinea che l'opera del Consorzio agrario è utile e indispensabile e fa presente che se, in determinati momenti, il Consorzio agrario ha dovuto vendere, contro suo volere, certi generi a prezzi superiori a quelli praticati sul mercato, ciò è stato causato dalle forti oscillazioni del mercato nel dopo guerra.

Precisa che tale fatto oggi non soltanto non si verifica più, ma che per determinate merci, ad esempio i concimi, se non vi fosse l'azione calmieratrice del Consorzio, i prezzi aumenterebbero del 6 o 7%.

Pone in rilievo che il Consorzio agrario autonomo della Valle d'Aosta, qualora venisse costituito, dovrebbe superare notevoli difficoltà di carattere finanziario all'inizio del suo funzionamento per la costituzione di un credito, di scorte, ecc.; ma ritiene che, con un po' di buona volontà, si potrà superare la crisi iniziale.

Conclude, ribadendo che il Consorzio agrario avrebbe una azione preminente da svolgere, tanto più che, a parer suo, dovrebbe funzionare da federazione di tutti i caseifici da costruirsi in Valle d'Aosta con le agevolazioni previste nella legge regionale approvata dal Consiglio nella adunanza delli 6 agosto 1954.

Il Consigliere Sig. FOSSERET comunica di essere a conoscenza che il Consorzio agrario ha comperato lo scorso anno, nell'alta Valle, parecchi capi di bestiame corrispondendo un prezzo che superava di 20-30 mila lire quello pagato dai negozianti di bestiame.

Il Consigliere Sig. MANGANONI rileva che le accuse mosse al Consorzio agrario sono basate su dati di fatto che intende ribadire.

Riafferma che il Consorzio agrario ha venduto merci a prezzi superiori a quelli praticati da altri Enti e da commercianti privati.

Rammenta che il Vice Presidente, Sig. Cuaz, ha dichiarato che tali fatti erano dovuti alle forti oscillazioni del mercato nel dopo guerra e che ora non si verificano più.

Dichiara che ciò non corrisponde al vero, in quanto alcuni generi sono tuttora venduti più cari dal Consorzio agrario che non da altri Enti e da privati; ad esempio, la farina di granoturco, che è venduta a minor prezzo presso le Cooperative, e le macchine agricole, che sono vendute a condizioni migliori da un rappresentante privato. Chiede come possa reggere l'affermazione fatta dal Vice Presidente, Sig. Cuaz, che il Consorzio agrario cerca di tutelare gli interessi degli agricoltori dalla speculazione di privati, quando detta speculazione viene fatta dal Consorzio stesso.

Per quanto concerne la vendita della fontina, che non è stata redditizia, informa che il Consorzio produttori fontina si è rifiutata di vendere della fontina all'Alleanza Cooperativa Torinese che voleva acquistarne. Fa presente che tale modo di agire non è da amministratori seri ed osserva che ad amministrare il Consorzio produttori fontina ed il Consorzio agrario sono le stesse persone, anche se si tratta di due Enti distinti.

Sottolinea che il Vice Presidente, Sig. Cuaz, ha espresso parere che il Consorzio Agrario dovrebbe essere l'Ente federazione dei costruendi caseifici; osserva che tale proposta deve essere senz'altro scartata.

Invita i Signori Consiglieri ad accertarsi, mediante visite sopralluogo sul mercato, che le accuse mosse al Consorzio agrario non sono fatte con leggerezza, ma corrispondono alla realtà dei fatti.

Prega i Signori Consiglieri di riflettere attentamente prima di prendere una decisione in merito alla questione del Consorzio agrario, trattandosi di una responsabilità non indifferente che il Consiglio deve assumersi.

Dichiara che non si può, con tutta coscienza, investire dei capitali ingenti dell'Amministrazione regionale a favore di un clan di speculatori, molto ben individuati, che finirebbe per mandare a rotoli altri enti e continuerebbe ad ingannare i contadini.

Ribadisce che il Consiglio può deliberare di approvare la costruzione del fabbricato a spese della Regione, ma deve preoccuparsi di inserire nella deliberazione clausole precise e chiare, dalle quali risulti che l'Amministrazione regionale non è impegnata ad assegnare il fabbricato al Consorzio agrario e al Consorzio produttori fontina.

Il Consigliere Geom. G. NICCO premette che il Consorzio agrario non può essere confuso con il Consorzio produttori fontina e che bisogna mantenere la discussione entro termini più realistici.

Rileva, quindi, che occorre, anzitutto, sapere se il nuovo Consorzio sarà un Ente autonomo o se si tratterà di un Ente che conserverà sempre il vizio d'origine, e cioè, se sarà sempre alle dipendenze della Federconsorzi.

Esprime parere che la proposta, fatta dalla Giunta, di costruire a spese totali della Regione il fabbricato, sia la più logica e la più sensata e sia da preferirsi, pertanto, alla proposta concernente la concessione di un contributo regionale di Lire 50 milioni per il parziale finanziamento della spesa di costruzione, fermo restando, che la rimanente parte di spesa dovrebbe essere finanziata mediante mutuo da garantirsi con fideiussione.

Osserva che non può sussistere alcun dubbio circa l'urgente necessità di magazzini, ma ritiene che il Consiglio non possa e non debba impegnarsi a dare il fabbricato al Consorzio agrario sino a quando non si sarà addivenuti alla costituzione di un Consorzio agrario della Valle d'Aosta, pur potendo personalmente affermare che fra gli Amministratori del Consorzio agrario ve ne sono di onesti, sinceri e capaci.

Precisa che il Consiglio deve pronunciarsi sulle seguenti due questioni: "È conveniente ed opportuno che il fabbricato sia costruito a spese totali della Regione? È conveniente ed opportuno che il Consiglio impegni sin d'ora l'Amministrazione a dare il fabbricato costruendo a determinati Enti?".

Ritiene che al primo quesito si possa rispondere affermativamente, mentre, invece, è del parere che la risposta al secondo quesito, debba essere negativa.

Osserva che il costruendo fabbricato sarà di proprietà della Regione e chiede se detto fabbricato sorgerà su terreno di proprietà dell'Amministrazione regionale o di terzi.

Per quanto concerne il rilievo secondo il quale il Consorzio agrario vende prodotti a prezzi superiori a quelli praticati comunemente sul mercato, fa presente che può trattarsi di fatti particolarmente momentanei, dipendenti dai funzionari stessi del Consorzio, dato l'attuale sua organizzazione.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, dichiara quanto segue:

"Io credo che sia venuto il momento di concludere questa discussione, che è stata molto interessante ed esauriente, in quanto tutti coloro che hanno preso la parola sull'argomento hanno portato elementi utili per il giudizio definitivo.

Sarebbe forse un errore, però, fare di ogni erba un fascio nel voler giudicare certe situazioni e certi uomini e ritengo che dobbiamo rendere omaggio all'onestà del Geom. Vesan, il quale si occupa di queste questioni per passione, come pure ritengo che il Vice Presidente Sig. Cuaz, sia veramente il mistico ed il "passionario" del Consorzio Agrario.

Questo ottimismo non si estende, peraltro, ad altre persone, - che non sono quelle in vista nell'Amministrazione del Consorzio -, a quelle certe persone che sapientemente, come al solito, tirano i fili dietro alle quinte.

È indubbio che della valutazione degli uomini dobbiamo tener conto, perché è vero che il Consorzio agrario è una cosa astratta, un Ente fittizio, ma ciascuno di noi, anche senza fare nomi e cognomi, deve valutare nel proprio intimo qual è la stoffa di certi Signori che appartengono alla vecchia classe dirigente che, con la sua sapienza amministratrice, ha determinato i noti salassi finanziari sui quali è inutile ritornare; però, ciascuno di noi ha la memoria buona e si ricorda.

Il Vice Presidente, Sig. Cuaz, ha detto una cosa molto interessante ed è questa: il Consorzio agrario, in conseguenza dell'attività del Consorzio produttori fontina, ha avuto un deficit di due milioni e mezzo. Questo ci fa comprendere perché il Signor Dottor Avv. Bionaz (si direbbe che la Valle d'Aosta è il paese dei sedicenti Ingegneri e dei sedicenti Avvocati) non ha risposto alla lettera inviata dal Consigliere Signor Cheillon al Presidente del Consorzio produttori fontina, lettera, nella quale, con il buon senso del contadino, si chiedeva quanti chili di fontina aveva comperato e venduto il Consorzio, quale era stato il prezzo di acquisto e di vendita, se c'era stato un deficit. Avevamo sentito parlare di un deficit di sette milioni nella gestione del Consorzio produttori fontina; ma, non conoscendo la situazione del Consorzio, non sapevamo se dette voci erano infondate o se vi era qualcosa di vero. Non lo sapevamo perché gli Amministratori del Consorzio non hanno reso conto della gestione neppure ai Soci del Consorzio; però, oggi, abbiamo sentito dire, dal Vice Presidente, Sig. Cuaz, che il Consorzio agrario ha avuto la perdita di due milioni e mezzo per la questione delle fontine.

Se le cose stanno in questo modo, se questi sono gli uomini, - confermo che non pretendo di condannare tutti gli Amministratori del Consorzio Agrario -, se questi sono i sistemi e, soprattutto, se questi sono i risultati, noi, che siamo stati molto perplessi davanti a questo problema, - perché effettivamente le due soluzioni prospettate dagli Amministratori del Consorzio agrario presentano dei vantaggi e degli svantaggi, - dobbiamo riflettere su questi elementi negativi, vincere la nostra perplessità e preferire la soluzione, che io in seduta di Giunta ho chiamato soluzione numero due, e cioè la costruzione del fabbricato a totale carico dell'Amministrazione regionale.

D'altra parte, se l'Amministrazione regionale deve spendere 50 milioni ed, in più, deve concedere una fideiussione a garanzia di un mutuo di Lire 70 milioni, tanto vale che l'Amministrazione si assuma la spesa totale, che poi non ammonta alla somma preventivata dal Consorzio agrario, in quanto il progetto dell'opera contemplava anche la costruzione di dieci alloggi ad uso abitazione, alloggi di cui non vi è assoluta necessità.

Ora io mi domando: quale ragione giustifica la costruzione di dieci alloggi ad uso abitazione in un fabbricato del genere? Comprendo che si costruiscano negozi, uffici, magazzini nel numero necessario per il Consorzio agrario e per il Consorzio, produttori fontina; ma che un'Amministrazione pubblica debba spendere del denaro ed affrontare i rischi di una fideiussione per la costruzione anche di dieci alloggi ad uso abitazione è cosa incomprensibile.

Considerati tutti questi elementi, ritengo di poter vincere la mia personale perplessità di fronte alle tre soluzioni e penso che si debba scegliere la seconda soluzione.

Abbiamo, purtroppo, un precedente che è negativo, cioè l'esempio di quanto abbiamo fatto per aiutare il Club Alpino Italiano - ed abbiamo fatto bene ad aiutarlo -, il quale, senza una lira dì spesa da parte sua, ha potuto, mediante i titoli di credito depositati a garanzia dell'Amministrazione regionale, contrarre il mutuo necessario per il finanziamento della spesa di costruzione del nuovo Rifugio-albergo Torino, al Colle del Gigante. È meglio non parlare di tutte conseguenze di una tale deliberazione assunta anni fa; ma quale è stato il comportamento del Club Alpino - Sezione di Torino - successivamente? Preferisco non parlarne.

Io ritengo che, una volta spesi i 50 milioni ed assunta la garanzia della fideiussione per la rimanente parte della somma occorrente per la costruzione del fabbricato, il proverbio napoletano: "Passata la festa, gabbato lo santo" verrebbe nuovamente applicato nei confronti dell'Amministrazione regionale; tanto più che quei tali Signori che stanno nelle "coulisses" vedono questa questione non sotto l'aspetto economico, ma sotto l'aspetto della propaganda politica.

Anche qui abbiamo un precedente negativo e cioè un esempio nell'Associazione degli Agricoltori, che si è trasformata in una macchina da guerra e di propaganda politica. Ci sono anche altre Istituzioni, che preferisco non nominare, le quali sono state create con denaro dell'Amministrazione regionale - e io personalmente ho una certa responsabilità - ed alle quali diamo dei contributi; che sono state trasformate molto abilmente in macchine da guerra e di propaganda politica.

Quindi, se consideriamo tutti questi precedenti, vediamo che dobbiamo vincere le perplessità, - confesso che ancora in questi ultimi giorni ero molto incerto -, e scegliere la seconda soluzione.

Si è accennato alla questione del terreno. Noi vediamo ancora una volta che il sistema delle vecchie cricche è ancora imperante.

Il terreno scelto ed acquistato dal Consorzio agrario per la costruzione del fabbricato apparteneva ad un Signore X, - parente molto stretto di un alto personaggio di un Ente, - il quale non riusciva a venderlo. Questo terreno è situato in una località che è meno adatta per la costruzione del fabbricato del Consorzio agrario, per la sua vicinanza all'Arco di Augusto ed anche per le caratteristiche architettoniche che, secondo il progetto, il fabbricato dovrebbe avere.

Ad ogni modo, qualunque sia la decisione del Consiglio, la questione del fabbricato sarà discussa, in sede di esame del progetto, dalla Sovraintendenza alle Antichità, Monumenti e Belle Arti.

Concludendo, ritengo che siamo tutti d'accordo nel preferire la soluzione n. 2, cioè la costruzione del fabbricato a totale carico dell'Amministrazione regionale.

Il deliberato, però, non deve essere stilato nella forma del testo di cui all'allegato sottoposto all'esame del Consiglio, perché, effettivamente, non bisognerebbe parlare né del Consorzio agrario né del Consorzio produttori fontina, ma studiare e formulare altra dizione generica.

Non dobbiamo assumere, per il momento, nessun impegno. Cominciamo a costruire quest'immobile o su quel terreno o su altro terreno, - gli appezzamenti non ci mancano nel Comune di Aosta -, con spesa a totale carico dell'Amministrazione regionale. Non occorre la somma di lire 120 milioni, perché non abbiamo bisogno di dieci alloggi ad uso di abitazione, di cui è prevista la costruzione nel progetto.

Ripeto, bisogna che nella deliberazione non si parli del Consorzio agrario e tanto meno del Consorzio produttori fontina, ma che si parli solo della necessità di affrontare e risolvere il problema relativo ai locali e ai magazzini occorrenti per l'acquisto, la conservazione e la vendita delle fontine.

L'Amministrazione regionale deciderà, successivamente, cioè una volta costruito l'immobile, a chi dare in affitto i magazzini, gli uffici, ecc.".

Il Consigliere Sig. MANGANONI, premesso che intende fare una precisazione, chiarisce che le accuse da lui fatte nel suo intervento precedente non erano rivolte al Geom. Vesan, Presidente del Consorzio agrario, ma al gruppo di "arraffatori" che nel Consorzio agrario fanno, a loro piacimento, il bel tempo o la pioggia. Chiede che tale sua dichiarazione sia messa a verbale.

Il Vice Presidente Sig. CUAZ sottolinea che il deficit in cui è incorso il Consorzio agrario è dovuto all'esperimento che lo stesso Consorzio ha fatto per tentare di rialzare il prezzo di vendita della fontina che, sul mercato veniva pagata sulle 320-380 lire il Kg. Fa presente che il Consorzio agrario, appunto allo scopo di rialzarne il prezzo, ha pagato le fontine a Lire 500 il Kg. e anche di più e le ha vendute a prezzo eguale, e, ad un dato momento, si è trovato costretto a cederle ad un prezzo persino inferiore a quello di acquisto. Precisa che il deficit non è, quindi, dovuto a cattiva amministrazione o a cattiva volontà degli Amministratori.

Informa che il mercato ha subìto l'influenza dei prezzi corrisposti ai produttori dal Consorzio agrario, tanto è vero che il prezzo della fontina sul mercato è sensibilmente migliorato.

Riferisce che il Consorzio agrario ha piena facoltà di legarsi come pure di non legarsi alla Federconsorzi.

In merito al rilievo concernente la questione degli alloggi previsti nel progetto, riconosce che dieci alloggi erano esagerati ed osserva che egli stesso aveva sollevato tale questione in sede di discussione del progetto da parte del Consiglio di Amministrazione del Consorzio agrario.

Comunica che il progetto è stato allestito previa intesa con il Prof. Carducci, Sovraintendente regionale alle Antichità, Monumenti e Belle Arti, il quale ha preteso che il costruendo fabbricato avesse tre piani fuori terra e una determinata lunghezza, affinché l'opera rispondesse ad esigenze di estetica. Aggiunge che il Consiglio di amministrazione del Consorzio è venuto nella determinazione di costruire un grande fabbricato, arche per poter ottenere un mutuo di una certa quale entità.

Il Consigliere Sig. MANGANONI chiede al Vice Presidente Sig. Cuaz di comunicare ai Signori Consiglieri, sia pure in altro momento, i nominativi dei produttori di fontina che hanno venduto la loro merce al Consorzio agrario.

Il Presidente della Giunta Avv. CAVERI, chiede se il Consorzio abbia corrisposto eguale prezzo a tutti i produttori o se il prezzo abbia variato a seconda dei produttori.

Mr. le Conseiller CHEILLON remarque d'avoir insisté auprès du Conseil d'administration du Consortium afin que l'on achète les fontines dans tout le territoire de la Vallée, en choisissant le meilleur produit.

Il Vice Presidente Sig. CUAZ ribadisce che l'acquisto e la vendita di fontina da parte del Consorzio agrario è stato fatto a titolo di esperimento e che si è partiti dal presupposto che bisognava immettere sul mercato le fontine di miglior qualità e che, data la quantità ridotta di merce, si è dovuto cercare e prescegliere le fontine di miglior qualità. Osserva di non sapere se nell'acquisto del prodotto si sia proceduto con tale criterio, ma rileva che lo scopo era quello enunciato e cioè di acquistare e di porre in vendita le fontine migliori per influenzare favorevolmente il mercato e i prezzi.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, ritiene che si debba precisare che il Consiglio è favorevole ad affittare i locali del costruendo fabbricato ad un eventuale Consorzio agrario autonomo della Valle d'Aosta, svincolato dalla Federconsorzi, che abbia una Amministrazione composta da persone capaci e che sia senza colore politico. Aggiunge che non sarà mai l'Amministrazione regionale a gestire un Ente del genere e precisa di aver detto questo, giorni or sono, al Presidente del Consorzio agrario Geom. Vesan.

Il Vice Presidente Sig. CUAZ comunica di non aver rassegnato, sino ad ora, le dimissioni da Amministratore del Consorzio agrario, - e ritiene che lo stesso possa dirsi del Geom. Vesan -, per conservare al Consorzio una figura prettamente economica. Precisa di aver fatto del suo meglio, ma dichiara di essere disposto a dimettersi immediatamente da tale sua carica qualora il Consiglio regionale lo ritenga opportuno. Osserva, peraltro, che il suo posto potrebbe poi divenire ricoperto da persona di lui forse meno sincera.

Mr. le Conseiller PERRON déclare d'être de l'avis que les magasins à construire devront être loués à des organisations administrées par des personnes très honnêtes et à la condition que dans le Conseil d'administration il y aient des représentants de l'Administration régionale, afin que l'on soit informé sur le fonctionnement de ces organisations.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, riconosce giusta e fondata la proposta del Consigliere Perron ed esprime parere che debba essere riportata nel dispositivo della deliberazione.

Il Consigliere Geom. G. NICCO ritiene che i rappresentanti della Regione in seno al Consiglio di amministrazione del Consorzio agrario debbano essere in numero non inferiore a tre.

L'Assessore Per. Ind. FOSSON comunica che l'Amministrazione del Consorzio agrario aveva proposto che l'Amministrazione regionale avesse eventualmente un suo rappresentante in seno al Consiglio di amministrazione del Consorzio stesso. Esprime dubbi sulla opportunità che l'Amministrazione regionale abbia suoi rappresentanti in seno al predetto Consiglio di Amministrazione, siano tre o uno, per la ragione che essi condividerebbero le responsabilità degli altri Amministratori dell'Ente, pur essendo sempre in netta minoranza come numero.

Ritiene più opportuno che l'Amministrazione regionale abbia, invece, un suo rappresentante nel Collegio dei sindaci, oppure possa fare sentire la sua voce in seno al Consiglio di amministrazione tramite suoi esperti, ma a condizione che gli stessi non siano corresponsabili della gestione del Consorzio.

Aggiunge che la questione dei rappresentanti è stata già oggetto di lunghe discussioni a proposito delle latterie e richiama l'attenzione del Consiglio sulla delicatezza di tale questione.

Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, a conclusione della discussione, propone, che nel dispositivo della deliberazione si precisi che il Consorzio approva la costruzione, a cura ed a spese totali della Regione, di uno stabile di proprietà regionale da destinarsi a locali e a magazzini di vendita di fontina e di altre derrate e merci di interesse agricolo, da cedersi in affitto ad un organismo apolitico, la cui amministrazione dia garanzia di capacità e di serietà.

Per quanto concerne la spesa, ritiene che possa essere contenuta per misura prudenziale, entro il limite massimo di 70 milioni, somma che supera di 20 milioni la spesa già approvata, in via di massima, nell'adunanza del 29 luglio 1953 (oggetto n. 58).

Osserva che non ritiene opportuno che il dispositivo della deliberazione contenga dettagli od altri particolari.

Per quanto concerne l'affitto del fabbricato, ribadisce che i locali saranno dati in affitto ad un Consorzio autonomo della Valle di Aosta, che sia svincolato dalla Federconsorzi.

Il Presidente Sig. G. BREAN, invita il Consiglio a votare, per alzata di mano, sulle proposte formulate dal Presidente della Giunta, Avv. Caveri.

IL CONSIGLIO

ritenuta la necessità della costruzione, in Aosta, di uno stabile da destinarsi a magazzini di deposito e di conservazione ed a locali di vendita di fontina e di altre derrate e merci di interesse agricolo;

ritenuta l'opportunità che in Valle d'Aosta si costituisca un Consorzio agrario autonomo;

richiamata la deliberazione di Giunta n. 2886, in data 30 dicembre 1953, concernente lo stanziamento della somma di L. 49.800.000 per la costruzione di locali di proprietà regionale adibiti a magazzini di deposito di fontina;

ad unanimità di voti (Consiglieri presenti e votanti n. 18);

Delibera

1) di approvare la costruzione, in Aosta, a cura ed a spese della Regione, di uno stabile di proprietà regionale da destinarsi a locali e magazzini di deposito ed a locali di vendita di fontina e di altre derrate e merci di interesse agricolo, stabile da cedersi in affitto ad organismi economici apolitici, le cui Amministrazioni diano garanzia di capacità e di serietà;

2) di determinare in lire settanta milioni la spesa massima per la costruzione dello stabile di cui al precedente n. 1) e di delegare alla Giunta regionale l'adozione di ogni successivo provvedimento deliberativo di esecuzione per la costruzione dello stabile, per l'approvazione, il finanziamento e l'erogazione delle relative spese (da contenersi nell'importo massimo di lire 70 milioni, comprensivo dello stanziamento di lire 49.800.000, già approvato con deliberazione di Giunta n. 2886, in data 30 dicembre 1953) nonché per l'affitto dei locali e dei magazzini dello stabile di cui si tratta.

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Si dà atto che l'adunanza ha termine alle ore diciannove e minuti trenta.

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Letto, approvato e sottoscritto.

IL PRESIDENTE

(G. Bréan)

IL CONSIGLIERE SEGRETARIO

(M. Perron)

IL SEGRETARIO ROGANTE

(Dr. A. Brero)