Objet du Conseil n. 57 du 29 juillet 1953 - Verbale
OGGETTO N. 57/53 - LEGGE PER LA ELEZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE. (MOZIONE DEI CONSIGLIERI SIGNORI PERRON, DAYNE', BAREUX, FOSSERET, BERTHOD, BOTTEL, MATHAMEL, VUILLERMOZ E CUAZ)
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione dei Consiglieri Signori Perron, Dayné, Bareux, Fosseret, Berthod, Bottel, Mathamel, Vuillermoz e Cuaz, concernente la legge per la elezione del nuovo Consiglio regionale, mozione di cui copia è stata trasmessa ai Signori Consiglieri, con lettera protocollo n. 132/129, in data 20 luglio 1953:
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A MONSIEUR LE PRESIDENT
DU CONSEIL DE LA VALLEE
AOSTE
LES CONSEILLERS SOUSSIGNES,
Vu et considéré que la loi électorale n'a pas été examinée et approuvée par le Parlement 1948-1953,
DEMANDENT
que la question de la loi pour les élections régionales 1953 soit inscrite à l'Ordre du Jour du 29 juillet 1953.
Veuillez agréer nos salutations distinguées.
Perron Maurice - Dayné Célestin - Bareux Edouard - Fosseret Félicien - Berthod Edoardo - Bottel Jean - Mathamel Jean - Vuillermoz Zeffirino - Cuaz Charles.
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Mr. le Conseiller PERRON illustre brièvement la motion et fait la déclaration suivante:
Puisque le projet de loi pour les élections régionales n'a pas été soumis, en son temps, à l'approbation du Parlement, contrairement à ce qui aurait dû advenir et, qu'en conséquence, ces élections ont été renvoyées à une date ultérieure, je propose que cette question soit à nouveau discutée et que le Conseil envisage l'opportunité de se prononcer en faveur de l'adoption du système proportionnel pur au lieu du système majoritaire.
Cette requête est motivée par la récente évolution de la situation politique en Vallée d'Aoste, qui a profondément modifié certaines conceptions qui tendaient à faire opter plus pour un système que pour un autre. Car la Loi basée sur le système majoritaire fut approuvée quand il était encore assez raisonnable de penser que la continuation de la politique d'étroite collaboration entre la Région et le Gouvernement central était la plus indiquée pour assurer le plein épanouissement de l'autonomie valdôtaine et pour tenter d'obtenir intégrale du Statut spécial de la Vallée d'Aoste.
Malheureusement les faits ont démontré l'ingénuité de ces sentiments. L'attitude entièrement négative, pour ne pas dire ouvertement hostile, du gouvernement central à l'égard des droits valdôtains, reconnus par l'Assemblée Constituante et sanctionnés dans la Loi constitutionnelle, démontre clairement qu'à Rome on a repoussé la main loyalement tendue, et que l'on s'est pas mal fichu de cette preuve de bonne volonté.
Cette attitude oblige, par conséquent, l'Union Valdôtaine et ses Conseillers de revoir radicalement leur position dans l'intérêt de la Vallée d'Aoste et pour la sauvegarde de ses droits qui doivent être considérés comme absolument intangibles et défendus avec fermeté et dignité contre quiconque, en dehors et au-dessus de tout compromis et préoccupations d'intérêt électoral ou de parti quel qu'il soit.
Le système électoral d'un pays est d'ailleurs en fonction de sa situation politique et doit par conséquent s'adapter aux circonstances du moment.
Deux autres faits militent, d'autre part, en faveur du système proportionnel pur, car le système attribuant un prix à la majorité, et qui a une certaine analogie avec celui adopté le 30 janvier dernier par le Conseil régional, a été condamné récemment par l'électorat sur le plan national et enfin le système proportionnel est déjà en vigueur dans les trois autres Régions autonomes à statut spécial.
Mr. le Conseiller CUAZ estime que la situation politique a profondément changé, en ces derniers temps, soit dans la Vallée d'Aoste, soit sur le plan national et, par conséquent, il retient utile que la question de la loi électorale soit à nouveau discutée.
Mr. le Conseiller Doct. NORAT rappelle que le Conseil a approuvé, il n'y a que six mois, et précisément le 30 janvier dernier, une loi électorale après une discussion très dure et que, si la mémoire ne lui fait pas défaut, les Conseillers les plus acharnés à défendre le système majoritaire étaient ceux de l'Union Valdôtaine. Il retient que la situation politique n'ait pas tellement changé, surtout pour la Vallée d'Aoste, pour devoir recourir à une nouvelle discussion à ce propos.
Mr. l'Assesseur Doct. BERTHET déclare, au nom des Conseillers du groupe de la Démocratie Chrétienne, de ne pas pouvoir s'associer au point de vue de Mr. le Conseiller Perron en tant que, pour eux, ce problème ne se pose pas et, partant, ils restent toujours du même avis.
Il Consigliere Geom. G. NICCO dichiara che i Consiglieri del gruppo social-comunista non possono che approvare quanto detto dal Consigliere Sig. Perron, perché essi hanno sempre sostenuto la necessità di una legge elettorale basata sul sistema proporzionale puro e, quindi, concordano ora sulla proposta formulata dal Consigliere Sig. Perron.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, osserva che la messa in discussione della questione attinente alla legge elettorale deve essere approvata preventivamente dal Consiglio.
Invita, quindi, il Consigliere Sig. Perron a formulare una proposta chiara e precisa.
Mr. le Conseiller PERRON propose que le Conseil se déclare, en principe, favorable au système proportionnel pur et modifie la délibération prise en date du 30 janvier 1953.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, chiede se qualche Consigliere intenda fare osservazioni in merito alla proposta del Consigliere Sig. Perron.
Il Vice-Presidente, Ing. PASQUALI, esprime parere che occorra, in primo luogo, vedere - dal lato formale - se il Consiglio sia d'accordo di rimettere in discussione una questione che è già stata definita con precedente deliberazione e che solo in un secondo tempo, se la decisione del Consiglio sarà favorevole, si potrà porre in discussione ed in votazione la proposta fatta dal Consigliere Sig. Perron.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, premette che lo Statuto albertino - ora decaduto - aveva previsto che potesse avvenire una complicazione e, cioè, che il Parlamento venisse sciolto e che un certo numero di disegni di legge fossero stati approvati, prima dello scioglimento delle Camere, da uno dei due rami del Parlamento senza che l'altra Camera avesse potuto pronunciarsi su tali disegni di legge.
Fa presente che la Costituzione della Repubblica Italiana - del 1948 - non ha previsto, invece, questo caso, per cui, allorché si è verificato il fatto dello scioglimento del Senato, i giuristi hanno esercitato le loro sottili arti per stabilire che cosa avveniva, in tal caso, dei disegni di legge approvati da un ramo del Parlamento e non ancora esaminati ed approvati dall'altro ramo.
Come sempre - egli osserva - i pareri dei giuristi erano discordi ed è prevalsa la tesi favorevole alla decadenza dei disegni di legge approvati da un solo ramo del Parlamento, tesi che, purtroppo, ledeva i nostri interessi, perché fra i vari disegni di legge che venivano a decadere vi era appunto quello che approvava la concessione dell'acconto di un miliardo alla Valle d'Aosta.
Ritiene che tutti coloro che leggono i quotidiani abbiano preso visione del comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 10 luglio del corrente anno, che diceva: "Effetto contemporaneo scioglimento ambedue Camere sono decaduti i disegni di legge proposti pendenti anche se già approvati da uno dei rami del Parlamento; pertanto, tali disegni di legge debbono essere ripresentati al Parlamento, previa nuova deliberazione del Consiglio dei Ministri".
Fa presente che, pertanto, anche per quanto riguarda il disegno di legge per le elezioni nella Valle d'Aosta, pure decaduto, occorre che il Consiglio dei Ministri deliberi nuovamente, bisogna cioè non solo che il disegno di legge sia ripresentato e alla Camera e al Senato, ma che detto progetto sia sottoposto nuovamente all'esame del Consiglio dei Ministri; quindi, giuridicamente, per quanto riguarda la legge elettorale per la Valle d'Aosta si è in una situazione di tabula rasa e tutte le disquisizioni dei giuristi sono cadute.
Fa presente che rimane ancora una possibilità e cioè che il Parlamento non sia di tale avviso, ma ciò non è molto probabile. Osserva che, certamente, le conseguenze finanziarie, economiche e politiche di questa decisione saranno notevoli e gravi. A parer suo, si potrebbe supplire a tali conseguenze solo se i membri della Commissione delle Finanze e del Tesoro della Camera e del Senato trascorressero le loro ferie, anziché a Viareggio o a Courmayeur, nell'aria condizionata di Palazzo Madama e di Montecitorio e volessero approvare i disegni di legge pendenti.
Precisa, quindi, di ritenere - per quanto l'obiezione formulata dal Vice-Presidente Ing. Pasquali sia esatta - che si possa, votare sul le due questioni, poiché è d'avviso che non si possa sostenere che al Consiglio sia preclusa la possibilità del riesame della legge elettorale e questo anche in relazione all'ordine di idee che è confermato dalla stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Vi sono poi - osserva - altre ragioni. Lo schema di legge elettorale era stato predisposto dal Ministero degli Interni che ora non è più in carica, ed esaminato da un Governo che ora non esiste più, non solo, ma che è già stato sostituito da altro Governo, il quale a sua volta è già caduto e sarà sostituito da un nuovo Governo che non è dato di prevedere quale sarà. (Un Governo quadripartito? Di alleanza monarchico-democristiana? O un Governo che partendo dalla democrazia cristiana arrivi fino al P.S.I.?).
Precisa che, comunque, non vi è più in carica quel Governo che ha presentato al Senato, o alla Commissione del Senato e della Camera, quel tale disegno di legge, che è decaduto e che sarebbe egualmente decaduto anche se fosse stato già approvato da un ramo del Parlamento.
Conclude, dichiarando che il Consiglio può benissimo, per le ragioni esposte, riprendere in esame la questione della legge elettorale ed esprimere nuovamente il suo parere in merito; infatti non si tratta di una deliberazione e, qualora anche fosse una deliberazione sarebbe pur sempre un atto amministrativo pienamente modificabile e revocabile, anche se concerne il parere su una legge regionale.
Il Vice-Presidente, Ing. PASQUALI, chiarisce di non aver inteso dichiarare che al Consiglio è preclusa la facoltà di riesaminare una sua precedente deliberazione e di modificarla né che, per il fatto che è decaduto il disegno di legge, sia automaticamente decaduto anche il parere emesso dal Consiglio regionale. Precisa che tale parere è sempre valido; peraltro, è nella possibilità del Consiglio di emettere un altro parere, ma occorre che ciò sia proposto nella dovuta forma.
Il Consigliere Dr. NORAT rileva che il Consiglio regionale, nell'adunanza del 30 gennaio 1953, ha espresso il proprio parere in merito ad una proposta di legge elettorale che era stata trasmessa alla Presidenza della Giunta regionale dal Ministero dell'Interno. Concorda sul fatto che tale disegno di legge sia decaduto. Ritiene, però, che il Consiglio, per esprimere nuovamente il suo parere, debba attendere che da parte del futuro Ministero sia inviata alla Presidenza della Giunta regionale una nuova proposta di legge elettorale.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, informa di aver involontariamente omesso di comunicare al Consiglio che è testé pervenuto al Presidente della Giunta regionale un telegramma, inviato dal competente ufficio ministeriale, con il quale si chiede il parere della Regione in merito alla legge elettorale, il che significa che gli organi ministeriali sono al corrente della decisione del Consiglio dei Ministri. Precisa che, dovendo rispondere al suddetto telegramma, è necessario che il Consiglio esprima il suo parere.
L'Assessore Geom. ARBANEY eccepisce che il testo del telegramma di cui si tratta avrebbe dovuto essere trasmesso in allegato ai Signori Consiglieri o, quanto meno, avrebbe dovuto essere portato a conoscenza della Giunta. Osserva che il Consiglio non ha elementi sufficienti per discutere, in quanto i Signori Consiglieri sono in possesso soltanto della mozione sottoscritta dal Consigliere Sig. Perron e da altri Consiglieri; infatti manca persino il testo del telegramma al quale ha accennato il Presidente della Giunta.
Il Presidente della Giunta, Avv. CAVERI, osserva che egli è disposto a dare lettura del testo del telegramma al Consiglio; rileva, però, di non fondare sul telegramma la sua richiesta al Consiglio di esprimere parere sulla questione della legge elettorale ma bensì sulla mozione che è stata presentata da alcuni Consiglieri regionali.
Mr. le Conseiller PERRON demande que le Conseil exprime son avis sur la proposition qu'il a faite, c'est-à-dire, que le Conseil modifie sa délibération précédente du 30 janvier 1953 et se prononce en faveur de l'adoption du système proportionnel pur au lieu du système majoritaire.
Mr. l'Assesseur Géom. ARBANEY remarque que le Conseil est invité, sur requête de Mr. le Conseiller Perron et non sur proposition du Ministère de l'Intérieur, à donner son avis sur la loi électorale, sans compter que le Conseil a déjà approuvé le système majoritaire et que son avis a déjà été communiqué aux organes ministériels compétents. A qui devrait-on envoyer - demande-t-il - l'avis que le Conseil est invité à donner?
Mr. le Conseiller PERRON répond que l'avis dont il est question doit être transmis aux organes ministériels compétents. Il observe que, quant à sa proposition, c'est le Conseil qui doit se prononcer à cet égard et donner, s'il le retient opportun, son avis.
Il Consigliere Dr. DUJANY, premesso che i Signori Consiglieri possono presentare interrogazioni, interpellanze o mozioni, stilate nella forma prescritta e depositate a tempo debito presso la Presidenza del Consiglio, rileva che la richiesta di iscrizione all'ordine del giorno della questione concernente la legge elettorale è stata formulata in termini imprecisi, tanto che dal testo della stessa non risulta se si tratta di interrogazione o di interpellanza.
Esclude che si tratti di una mozione, in quanto l'articolo 40 del Regolamento interno del Consiglio regionale è preciso al riguardo. (Il Consigliere Dr. Dujany dà lettura dell'articolo predetto). Precisa che la richiesta dovrebbe essere, eventualmente, stilata sotto forma di mozione e presentata per la discussione del Consiglio nella prossima adunanza.
Mr. le Conseiller PERRON observe que la requête de reporter la loi électorale à la discussion du Conseil a été formulée dans le sens le plus étendu, y compris celui que le Conseil exprime à nouveau son avis sur la question (système majoritaire ou système proportionnel pur).
Il remarque que toute décision dépend du Conseil qui est souverain à cet égard et que, d'autre part, comme il a été précisé par Mr. le Président de la Junte, Avt. Caveri, il ne s'agit pas d'adopter une délibération, mais simplement de donner un avis.
Quant à la procédure, il rappelle que, il y a environ deux années, le Conseil a discuté une proposition qu'il avait présentée, séance tenante, et a adopté une régulière délibération. Il rappelle encore que, il n'y a pas longtemps, le Conseil a discuté et a approuvé un ordre du jour contre le journal "Avanti", sans que la question ait été préalablement portée à l'ordre du jour de la séance du Conseil.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, comunica di aver attentamente esaminato, nella sua qualità di Presidente del Consiglio, la richiesta di iscrizione della questione della legge elettorale all'ordine del giorno dell'adunanza del 29-30 luglio 1953 e di dover dichiarare che tale richiesta - sebbene redatta in forma molto generica - è stata da lui considerata come una mozione e di ritenere che non possa darsi altra interpretazione alla stessa. Fa presente che porrà, quindi, in votazione la proposta formulata dal Consigliere Sig. Perron, qualora lo stesso insista sulla sua richiesta.
Mr. le Conseiller PERRON déclare de maintenir sa proposition et demande qu'elle soit mise aux voix.
Il Presidente, Avv. Dr. BONDAZ, rilevato che il Consigliere Sig. Perron ha proposto che il Consiglio si dichiari, in linea di principio, favorevole al sistema proporzionale puro per la elaborazione e l'emanazione della legge per la elezione del nuovo Consiglio regionale, pone ai voti, per alzata di mano, la proposta stessa.
Procedutosi alla votazione per alzata di mano;
presenti n. 26 Consiglieri (voti favorevoli n. 17; voti contrari n. 8; n. 1 consigliere astenutosi dalla votazione);
IL CONSIGLIO
a modifica della deliberazione consiliare n. 6, in data 30 gennaio 1953, in relazione alla mutata situazione politica in sede nazionale e in sede regionale;
a' sensi e per gli effetti dell'articolo 16 - primo comma - dello Statuto speciale della Regione;
Delibera
di esprimere parere favorevole alla adozione del sistema proporzionale puro per la elaborazione e l'emanazione della legge per la elezione del nuovo Consiglio regionale.
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