Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 99 du 17 avril 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 99/72 - Legge regionale concernente la proroga, con modifiche, per l'anno 1972, delle norme regionali vigenti riguardanti provvidenze per la ripresa dell'industria edilizia nel settore dell'edilizia economica e popolare.

Chantel (P.S.I.) - Il Consiglio ha votato, alla presentazione del bilancio, 60 milioni che rappresenterebbero il mutuo ventennale per un miliardo e mezzo, anche quest'anno per l'edilizia popolare. Abbiamo ripresentato, ancora per quest'anno, non avendo l'indicazione su quel miliardo e mezzo dato dallo Stato, la stessa legge precedente con due soli punti di differenziazione, cioè abbiamo portato da tre milioni a quattro milioni il mutuo per i pensionati, anche perché molte volte capitava questo: uno faceva la domanda a 58-59 anni, quando la prassi aveva fatto il suo esito - Commissioni, e diciamo così, classificazioni, ecc. ecc. - questo aveva 60 anni ed era in pensione o ne aveva 58 ed era andato in pensione lo stesso.

Naturalmente la differenza tra i 3 e i 5 milioni forse era un po' troppo forte e così si è pensato di aggiungere un milione in più per i pensionati.

La seconda variazione riguarda l'incentivo alla ricostruzione di vecchi alloggi, cioè, quando uno ricostruisce un alloggio già esistente, abbiamo creduto bene di fare un mutuo almeno di 6 milioni in quanto riteniamo che la ricostruzione del vecchio alloggio costi di più. Però riteniamo che sia meritevole di conservare i nostri alloggi e di trasformarli in alloggi decenti.

Queste sono le ragioni delle due variazioni presentate nella legge che è tale e uguale a quella di 5 anni fa, tant'è vero che avete all'inizio della relazione, tanto per essere aggiornati, tutti i mutui che sono stati fatti in cinque anni.

Ramera (D.C.) - Ma, io, un paio di anni fa, ricordo di aver criticato questa legge perché non più idonea a soddisfare le necessità del momento.

Avevo detto che coi 5 milioni, dato che poi si vorrebbe venire incontro alle classi meno abbienti, 5 milioni oggi non si compra niente - dicevo: due anni fa -. Oggi si compra meno di due anni fa perché i costi sono aumentati per cui con 5 milioni, uno, vorrei sapere che razza di alloggio compra.

Io, già due anni or sono, dicevo che si doveva portare almeno, almeno a 8 milioni questi contributi se si vuole veramente incentivare l'edilizia.

Se invece si vuole, praticamente, favorire quelli che li hanno i quattrini, perché con 3 milioni ai pensionati, oggi aumentati a 4, un pensionato si può comprare al massimo un mini-appartamento e, con 6 milioni, aggiustare un vecchio appartamento, gli altri rimangono a 5 perciò no? Se ci sono quelle due varianti per i nuovi appartamenti, si rimane a 5 e con 5 milioni non si compra proprio niente! Quindi io mi stupisco che non si sia atteso un attimo e vedere nelle Commissioni competenti di fare un provvedimento che fosse idoneo a soddisfare veramente quelli che necessitano di un alloggio.

Questo io chiederei all'Assessore che cosa si intende fare. Se si vota così io non sono favorevole.

Bordon (D.C.) - Devo dare innanzitutto atto che Chantel si è mantenuto ai patti e quindi devo anch'io rimanere ai medesimi.

In altra sede abbiamo avuto uno scambio di idee e, indipendentemente da queste due variazioni che ci sono state indicate dall'Assessore, l'Assessore stesso ci ha fatto presente, mi sembra però che si sia fissato un minimo di 5, perché questa è la tabella, la classifica che viene fatta.

Ora, a me, - e non voglio polemizzare perché fa ridere - potremmo dire che ci è stata portata all'ultimo momento, ma non ha importanza questo, tanto la si discute qui. A me ha creato una perplessità questo punteggio perché, se non sbaglio, lo dicevamo con Chantel, e Chantel mi risponderà in modo opportuno, ma io voglio questa risposta in quest'aula, perché è qui che rimane agli atti, io ho la perplessità di sapere, però, che vi sono degli agricoltori o agricoltori-artigiani o agricoltori che per un brevissimo lasso di tempo sono stati al servizio di terzi, che non potrebbero usufruire di questi 5 punti perché - così avevo sentito dire, l'Assessore mi correggerà se sbaglio - che ci vogliono almeno circa dieci anni di servizio per poter raggiungere i cinque punti.

Ora l'Assessore mi preciserà appunto - e lo so, me lo ha già fatto prima, opportunamente, altre provvidenze, ma io chiedo che siano messe qui a verbale perché così sappiamo dove andiamo a finire, specialmente per quella classe di agricoltori, artigiani, ripeto, che sono stati al servizio di terzi per un certo periodo di tempo che devono assolutamente beneficiare di questo.

Naturalmente, adesso ci pensavo su, dopo la risposta dell'Assessore saremo già un po' più tranquilli, ma a me pare che forse si poteva vedere di dare una differenza di conguaglio perché adesso, con una certa legge dell'agricoltura, se non sbaglio, andiamo a un milione e mezzo, mi sembra, e vedere se si poteva fare un conguaglio. Ad ogni modo lascio la parola all'Assessore perché ci dica che cosa dobbiamo fare e rimanga agli atti per un impegno della Giunta.

Montesano (P.S.D.I.) - Chantel, un attimo per favore perché è meglio che rispondi quando hanno fatto tutti gli interventi.

Manganoni (P.C.I.) - Il mio intervento è in parte condizionato a questo. Sarebbe bene che risponda Chantel.

Manganone (D.C.) - Personalmente non sono d'accordo con quanto ha detto l'Assessore Chantel sulla proposta di aumentare il contributo di un milione per le case di ammodernamento, di completamento e di sistemazione.

Perché non sono d'accordo? Ma, noi avremo, finiremo per avere solo ed esclusive domande per il completamento di alloggi. Solo per quello! E quindi tutte le altre, non ci saranno più le altre domande per i 5 milioni. Perché?

Perché il proprietario si fa su la costruzione, se la porta al tetto e poi dopo fa la domanda per il completamento.

Ecco che noi dobbiamo dare a questo la somma di lire 6.000.000, non è giusto! Secondo me dobbiamo tenere i 6 milioni per entrambi i casi, sia per l'acquisto, sia per l'ammodernamento.

Chantel (P.S.I.) - Comincio da Bordon. Ramera finirò.

Dunque, la legge attuale, per quel che riguarda i coltivatori diretti, i contadini ecc., prevede un milione e mezzo a fondo perduto. Noi, però, quando abbiamo portato il bilancio e abbiamo portato il fondo di rotazione, abbiamo detto che il fondo di rotazione avrebbe servito volta per volta eventualmente per coprire dei mutui il cui tasso di interesse sarebbe stato variabile di volta in volta e io ritengo che con questa legge, che noi dovremo portare qui in Consiglio, dando agli agricoltori, ai coldiretti la possibilità di un aggio molto basso con un mutuo ventennale, probabilmente, dandogli tutta la cifra che gli serve, faremo molto meglio che di dargli il milione e mezzo. Perché con un milione e mezzo, un contadino che ne ha bisogno di 5-6 e non li ha, non ci fa niente.

Ma se noi al contadino gli daremo quei 6 o 7 milioni effettivi che gli servono per compiere l'opera, io vi dico che all'uno per cento gli viene a costare 57 mila lire per ogni milione. E, siccome sono restituibili in venti anni, avremo però la possibilità, dopo vent'anni, di averli di nuovo in cassa e saremo senz'altro andati incontro alle necessità dei coldiretti, che il punteggio non lo possono raggiungere, vero, se non hanno fatto un po' di lavoro extra, e avranno la possibilità definitivamente di avere la sufficiente moneta per liquidare definitivamente il loro problema.

Non è che l'avranno in parte. Noi gli diamo un milione e mezzo, poi loro debbono andare a pigliare gli altri al 4-5-6 o 7%. Arrivati a questo punto, sarà molto meglio di dargli i milioni che gli servono all'1% e, in ultimo, ne avranno ancora un margine di guadagno.

Aggiungo qualcosa a Manganone. A Manganone dico questo: sai perché noi abbiamo portato a 6 milioni la ricostruzione di vecchi alloggi? Prima di tutto perché ci teniamo che invece di costruire delle costruzioni più o meno belle e in cemento, ecc., si conservino almeno quelle costruzioni valdostane che meritano di essere conservate. E, in più, perché abbiamo constatato che una parte dei lavoratori nostri, in genere, che hanno la Cogne e, nello stesso tempo, della proprietà o comunque il lavoratore quando può - e ha già la casa, mette le giornate proprie, cioè mette le sue giornate e perciò ha interesse a ricostruire la casa.

E siccome la ricostruzione della casa costa di più che costruirla nuova o comprare l'alloggio nuovo, questo è stato il concetto per cui abbiamo portato a 6 - e caso mai avremmo dovuto portare necessariamente anche a 7 - appunto per questo concetto.

Lei potrà avere l'opinione che vuole. Permetterà agli altri amministratori di avere un'opinione propria. Questa è la ragione per cui noi abbiamo preparato questo nuovo testo.

Se poi il nuovo testo il Consiglio non l'approva e qui dentro saranno tutti della sua opinione, vuol dire che avrà ragione lei. Io, la giustificazione, almeno da parte della Giunta, perché è stato tenuto presente questo, è stato proprio per venire incontro che danno una parte di giornate di lavoro in proprio per potersi costruire la casa.

E le aggiungo qualche cosa di più. Le deroghe che qualche volta la Giunta dà a quei famosi due anni, li dà proprio perché quando uno scrive "io mi costruisco la casa da solo e chiedo ancora i 6-8 mesi", glieli diamo più che volentieri perché lo troviamo logico. Perché dobbiamo obbligarli, per forza, ad andarsi a comprare un alloggio nuovo? O per forza costruire nuovo? Questo è logico!

D'altronde la scelta la devono avere tutti.

E adesso risponderò contemporaneamente a Ramera e Manganoni. Io non discuto mica.

Sa perché la legge è stata portata così? Perché noi aspettavamo di vedere le definizioni della legge nazionale e per vedere che vantaggi c'erano da una parte e dall'altra eventualmente adeguarci dove ci sia il maggior vantaggio.

Questa è stata l'unica ragione. Non è che la Giunta, in modo particolare, si sia impostata sui 5 milioni. Senza dubbio che se si dovessero aumentare i milioni per l'edilizia popolare, allora bisogna ancora aumentare di più quelli per la ricostruzione delle vecchie case.

Questo, almeno, è il giudizio - che potrà essere giusto o sbagliato - della Giunta.

Passare, è passata in commissione generale. Appunto però si è detto che si sarebbe discusso in Consiglio e perciò io aspetto altre interpellanze.

Manganoni (P.C.I.) - È inutile ripetere che noi siamo d'accordo su questa legge perché noi siamo stati i promotori e constatiamo che in questi anni, con questa legge, si sono costruiti, o sistemati, o riparati, 1311 alloggi ed è già un bel numero no! Cioè saranno 1311 famiglie che almeno hanno la casa! Decente!

Non solo, ma c'è quest'altro vantaggio: che, mentre le case popolari vengono costruite solamente nei centri urbani, qui, anche nei centri non urbani, anche in campagna, anche gli operai-contadini hanno la possibilità, o artigiani-contadini, ecc., di fruire di queste agevolazioni.

Bene l'aumento di 1 milione, anche se effettivamente la cifra di 6 milioni rimane ancora bassa.

Perché, sia dovendosi costruire - ben, finché trattasi di ripararselo, - ma con 6 milioni, forse forse, dipende i casi, ma se si tratta di costruirsi una casetta o di comprarsi un alloggetto, certo che con 6 milioni non ce la fanno.

Comunque sarà bene questo problema esaminarlo, magari anche quando si stabilirà in base alla legge che abbiamo votato prima, la costruzione delle case popolari, ecc.

Sulla questione delle case agricole, io vorrei rivolgere una domanda per sapere se questo non è possibile: le case agricole: 30% a fondo perduto, un milione e mezzo per ognuno.

Qui noi diamo il 50% degli interessi. Di fatto la Regione paga circa 5 milioni.

Quindi vi è un divario notevole. Al coltivatore diretto soldi della Regione: un milione e mezzo. A questa categoria, invece, circa 5 milioni. Ora bisognerebbe evitarlo questo. Cioè il contributo del 30% a fondo perduto, che noi diamo per le case agricole - diamo un contributo del 30% a fondo perduto, con un plafond. Mentre invece qui, noi, di fatto, sui 6 milioni, diamo quasi il 50% perché gli interessi, noi sappiamo che raggiungono, superano il capitale in vent'anni.

Allora non sarebbe possibile dare la possibilità anche al coltivatore diretto di scegliere o il 30% - come adesso, a fondo perduto - oppure questa forma che stiamo discutendo adesso?

È una domanda che io mi pongo, perché è una cosa da esaminare, perché effettivamente noi veniamo a mettere il contadino, l'agricoltore in una condizione di netta inferiorità come vantaggi economici. Come cifra che percepisce dalla Regione. E questo è un problema da esaminare. Perché se c'è una categoria da non mettere in netta inferiorità nei confronti degli altri è proprio la categoria degli agricoltori che già si sta cercando di aiutare in tutti i modi perché è giusto, è doveroso il nostro aiuto.

Comunque, dopo questa considerazione, io all'Assessore Chantel voglio far presente - mi faccio portavoce di lamentele che si sentono in giro e che forse le avrà sentite anche lui.

Innanzitutto pare che le banche facciano aspettare un tempo lunghissimo, ed io mi sono anche interessato una volta ed una banca mi ha risposto "eh, sa, noi abbiamo solo un notaio, non si trovano i notai e quindi passano dei mesi, bisogna aspettare ecc.". No, qui, bisognerebbe vedere di sollecitare un po'. Vedere se è vero la scusa trovata per la questione dei notai, si dice "va ben, cerchiamoci dei notai"; se invece le ragioni sono altre e quella è solamente una scusa bisognerebbe indagare e vedere a fondo.

Perché succede che la banca dice che li presta i soldi, però, in attesa che tutto vada a termine, cioè la pratica per questo mutuo, il privato può ottenere i soldi dalla banca, però gli paga l'8-10%.

Magari non i 5 milioni, 6 milioni, magari un milione, un milione e mezzo.

Ora questo fatto bisogna assolutamente evitarlo. Quindi io penso che, Chantel, vedendo con le banche, questo si può risolverlo.

C'è un altro fatto da vedere. Per esempio, nelle case rurali, quando si arriva ad un certo punto, gli si versa un acconto mi pare, no? Anche se non è finito. Qui mi risulterebbe di no.

No, Chantel, ma non è un'accusa, una colpa che io ti faccio - io dico "vediamo se si può risolvere questo problema".

Quando, per esempio, non so, arriva al tetto, chi costruisce una casa, con questo mutuo, ebbene, quando sta arrivando al tetto, si sa che circa la metà della spesa l'avrà fatta. Poi c'è il direttore dei lavori no!

Non gli si può ottenere dalla banca, per esempio, un acconto di 2 milioni, 2 milioni e mezzo, qualcosa del genere! Perché poi, prima che sia finito - noi sappiamo come sono le imprese oggi, sono lunghe, manca la manodopera, in certi casi, nei periodi di punta. Quando, poi, se li fanno per conto loro, come dice Chantel, ed è anche vero, in questo caso il tempo passa. E così uno deve continuare ad aspettare i soldi e farseli imprestare a dei tassi elevatissimi.

Se invece si potesse ottenere dalla banca la concessione di un acconto quando, non so, i lavori sono avanti di circa 3\4, almeno noi verremmo incontro a questi abitanti, a questi cittadini che fanno questo mutuo e non avremmo bisogno di passare sotto le forche caudine della banca che chiede l'8-10%!

Quindi io dico a Chantel: non è un'accusa che io faccio, sono delle proposte dicendo: si può vedere di risolvere questo problema? A me pare una soluzione possibile. Non è una cosa impossibile, no, questo!

E in questo modo noi eliminiamo certe difficoltà alle quali vanno incontro questi cittadini, li agevoliamo in altri termini.

Fosson (U.V.) - Io chiederò alcune spiegazioni. Qualcuna l'ho già avuta attraverso la discussione e alcune altre voglio chiedere.

Prima di tutto, nella relazione, si parla di un aumento del tasso di interesse dal 7,50 all'8%.

Siamo in un momento che si diminuiscono i tassi, quindi vorrei sapere qualche cosa in merito perché siamo proprio in un periodo di diminuzione di questi tassi quindi non dovrebbe esserci questo aumento. Eventualmente, con le banche, bisognerà fare quello che è necessario, per non avere questo aumento dei tassi di interesse.

Sono d'accordo sulla questione dell'aumento dai 3 ai 4 milioni per i lavoratori ed artigiani pensionati e dai 5 ai 6 milioni.

Vorrei qualche chiarimento su quel punteggio minimo. Chiedo scusa, ma non ho fatto in tempo di andarmi a vedere di nuovo come funziona il punteggio e quindi faccio più presto a farmelo dire dall'Assessore perché non vorrei che ci fosse il pericolo che in questo punteggio minimo venisse uno scapito a quelli che sono fuori Aosta, a quelli che sono nei vari Comuni.

Solo questo: avere una sicurezza in quel senso.

La questione, i 60 milioni che noi mettiamo, e quindi per vent'anni, corrispondono a quelli degli ultimi anni? Cioè non è altro che una riconferma di quello che era, ad esempio - parlo solo dell'anno precedente - o c'è un aumento e da che cosa è giustificato questo aumento? E in rapporto a che cosa?

Praticamente son solo questi chiarimenti che avevo bisogno.

Volevo, nello stesso tempo, dire - risponderà forse l'Assessore all'Agricoltura - ma volevo dire qualche cosa su un problema che è stato posto e cioè la questione che sta a cuore effettivamente, di dare la possibilità ai vari agricoltori di ottenere anche una forma di mutuo.

Però, attenzione, la questione del fondo perso, a parte che, in un primo tempo, se volevamo che gli agricoltori si muovessero in questo campo era necessario di vedere una questione a fondo perso.

Oggi, forse, la situazione è mutata. Possiamo anche vedere se è possibile fare dei mutui e fare un qualche cosa di analogo. Ma attenzione, Manganoni, che il confronto che si fa quando si fa un confronto di quello che diamo con il plafond ai contadini a fondo perso con il 30% e quello che noi corrispondiamo con gli interessi che paghiamo alle banche, - non è che noi diamo i 4 milioni e tanto agli agricoltori... (voce) ...No, ma questi 4 milioni e tanto vanno a favore del pagamento degli interessi. Quindi quelli che non hanno una possibilità di avere immediatamente un certo fondo possono essere favoriti nell'avere il mutuo, altrimenti quell'esborso che noi facciamo è il lucro che hanno le diverse banche facendo la cosa.

Poi, in definitiva, bisogna vedere quello che permette di fare all'agricoltore.

Quindi è un problema che va studiato - e io penso che l'assessorato dell'Agricoltura debba vedere - ma sa benissimo l'agricoltore che la questione dei mutui, oggi c'è un certo cambiamento, però questo cambiamento di mentalità è un cambiamento graduale e sarebbe forse deleterio che noi sopprimessimo di colpo quello che è il contributo a fondo perso per indirizzare esclusivamente nei mutui.

Quindi bisogna vedere le due possibilità. Bisognerà mettere lo studio con una equiparazione per gli uni e per gli altri. D'altra parte questo è un compito che l'assessorato ha già svolto in passato, svolge attualmente cercando di orientare, specialmente per quelli che hanno delle spese superiori verso i mutui.

Purtroppo, siccome qui ci sono tutte le garanzie dirette, sono molto difficili e quindi, prima di affermare che dobbiamo cancellare la questione del fondo perso per passare esclusivamente a quello del mutuo, bisogna andare con i piedi di piombo e vedere un po' di fare queste equiparazioni.

Vedete che, ad un certo momento, non è che abbiamo dei partiti presi, anche se in questo momento stiamo facendo una campagna elettorale per le politiche insieme alla Democrazia Cristiana, io non condivido quello che è stato detto da Manganone sulla questione di diminuire per gli ammodernamenti e, invece lasciare esclusivamente per i fabbricati nuovi... (voce: aveva detto, mi pare: tutti e due uguali) ...Effettivamente, dare un incentivo per ammodernare le nostre vecchie case e questo serve sia per i centri storici di Aosta e dei vari Comuni più grandi della Valle, ma particolarmente per i nostri villaggi.

Quindi questo indirizzo io sono dell'avviso che bisogna mantenerlo. Qui non abbiamo potuto approfondire maggiormente ed è per quello, forse, che intanto che si aggiornava questa legge, oggi si prolunga questa legge di un anno, quindi non si compromette niente per l'avvenire. Però questo problema è un problema che va studiato nei particolari per vedere anzi se c'è ancora una possibilità di incentivare maggiormente queste cose perché poi, in definitiva, questo va direttamente alle nostre popolazioni, alle popolazioni che hanno maggior disagio, a quelle popolazioni che hanno bisogno di avere una casa confortevole e anche per la conservazione di un nostro patrimonio, di un patrimonio dei vari nostri Comuni, dei nostri villaggi spersi sulla montagna.

Quindi, assolutamente, su questo, ritengo che bisognerà vedere quello che è possibile fare anche in futuro.

Maquignaz (D.P.) - Volevo solo fare una piccola precisazione per quanto riguarda i contributi a fondo perso in conto capitale. Non è plafond di 1.500.000, c'è il plafond di un milione e mezzo per le aziende fino a tre capi, 2 milioni per quelle sino a 7 capi, 2 milioni e mezzo per quelle che invece superano i 7 capi, quindi 2 milioni e mezzo corrisponde già a un importo di lavori per 7.500.000 - 8.000.000.

Per quanto riguarda invece le aziende che vogliono fare una stalla razionale superiore ai 15 capi, l'abbiamo approvato in Consiglio, diamo il 50% in conto capitale e in più possono beneficiare del contributo massimo per l'azienda stabilito dalla deliberazione, quindi, i contributi non è che siano di 1.500.000. Quindi gli agricoltori non sono svantaggiati con questo contributo ma sono forse un po' favoriti. Sono invece dell'avviso e sono d'accordo con il Vice Presidente Fosson che non è pensabile di sopprimere tutti i contributi in conto capitale. Contributo in conto capitale può essere limitato e può essere sostituito vantaggiosamente con il mutuo per delle spese ingenti, per delle spese che superano i 10 milioni, per le piccole spese 2-3-4 milioni. L'agricoltore non farà mai la pratica di mutuo con tutte le pratiche che deve fare, con le ipoteche. Perciò, per quanto riguarda le piccole pratiche, il contributo secondo me deve rimanere mentre invece, per le altre, è, lo abbiamo visto che l'agricoltore adesso si indirizza verso il mutuo, basta pensare che arriviamo sui 300-400 di mutui all'anno del piano verde, cosa che prima invece non lo facevano, cioè per le grosse iniziative hanno già capito che quello è già più vantaggioso e noi facciamo quel discorso, cerchiamo di incoraggiarli.

Per quanto riguarda invece il problema che accennava il Vice Presidente di un esame per quanto riguarda questo nuovo provvedimento, non questo in questo momento, ma per il futuro, sono d'accordo che bisognerà tenere conto e le Commissioni dovranno esaminare attentamente in modo da fare un qualcosa di più organico, che non ci siano delle differenziazioni, gli agricoltori, a mio avviso, con un tasso di interesse anche più favorevole che non le altre categorie.

Bordon (D.C.) - Io penso di essere telegrafico perché constato che quell'intervento, o meglio quella discussione che abbiamo fatto con Chantel in altra sede, dove noi abbiamo versato tutta la nostra saggezza, era necessaria perché abbiamo visto qui dentro che in fondo in fondo si sono rilevate le stesse cose che avevamo detto noi. Quindi però io sono soddisfatto perché rimane a verbale quello che desideravamo rimanesse perché quanto avevamo detto appunto in Commissione Affari Generali, non serviva a niente. Ora io però voglio puntualizzare due cose Chantel e le due cose sono queste: io ho l'impressione che qui, e lo ripeto, l'intervento di Manganoni sia stato preciso in un senso perché anch'io chiedo che, a un certo momento, intervenga una specie di studio fra i contributi a fondo perso che viene dato e quello che la Regione paga e questo si può fare però io mi preoccupo di due cose. Maquignaz ci ha parlato di sussidi con quella gradazione, con quegli scalini, gradini massimi di uno e mezzo, due, due e mezzo, non so cosa sono riferendosi alle stalle, io penso, agli alloggi in questo momento qui con questa legge, per cui mi preoccupo perché sostengo e dico che, se noi, a un certo momento, abbiamo i cinque punti fuori attraverso la Valle, è sempre un servizio che l'agricoltore o il coltivatore diretto ha apprezzato alle dipendenze di terzi, quindi ripeto quello che ho detto allora, la mia preoccupazione, la mia perplessità è questa, che, a un certo momento, uno non abbia che sei o sette anni di servizio e pertanto non può arrivare a quei cinque punti, questo è il primo discorso, però non è un rimprovero che io faccio, si cercherà di ovviare perché il fatto di Chantel che mi risponde: "manderemo questo al fondo di rotazione", qui io comincio a prendere nota perché lo abbiamo già detto in altre occasioni che vedrete quante volte andremo a finire in questo fondo di rotazione, quando si farà notare una certa difficoltà in una determinata legge, su un certo problema del passato, vedrete che ci si risponderà: "andiamo nel fondo di rotazione", e ben venga questo fondo di rotazione! Ma la mia preoccupazione è ancora un'altra. Tu, Maquignaz hai detto bene, dice il nostro contadino, in linea di massima, grazie a Dio si sta evolvendo un po' nella sua mentalità e fa anche i mutui, ma voi capite che noi abbiamo visto fare dei mutui con una difficoltà enorme perché, a un certo momento, si chiedono delle garanzie ipotecarie su determinati appezzamenti che non sono ancora state volturate da tanti anni, sono ancora intestati al bisnonno o chi per esso, quindi, io mi auguro che in questo fondo di rotazione si studi tutti insieme, perché non è che vi vogliamo dare delle responsabilità più a voi che a noi, ma si studi un sistema poi con questo fondo di rotazione che faciliti il contadino, il coltivatore diretto ad accedere a questo fondo perché, se trova tante difficoltà, come abbiamo trovato adesso in tanti altri campi per avere questi denari, indubbiamente rinuncerà a questo e si accontenterà di prendere quella piccola somma, se ne è in condizione, a fondo perso perché non lo può fare perché, a un certo momento, noi vediamo che si devono fare, adesso stiamo scherzando, quasi quasi dei chili di documenti per avere una terza documentazione. A un certo punto, il nostro contadino o ricorre a qualche professionista che glielo faccia, naturalmente facendosi togliere una quota di quello che gli verrà dato, quindi noi ci troveremo di fronte a delle difficoltà che dobbiamo cercare di ovviare.

Ora io mi consolo sperando che questi nostri coltivatori diretti possano usufruire di questo fondo di rotazione con una certa facilità, perché secondo me è proprio questo sistema che si potranno aggiustare le case rurali, cioè quelle case rurali di cui ogni tanto noi parliamo, parlando addirittura di villaggi-piloti dove noi vorremmo rifare tutto, dove il contadino potrebbe poi affittare in estate ecc., quindi io mi auguro che il regolamento che permetterà al coltivatore diretto di accedere a questo fondo sia una cosa di facile accesso. Lieto d'averla sentita.

Savioz (P.C.I.) - Beh, io voglio ritornare un momento su un motivo che avevo già sollevato in altre occasioni, cioè io, in linea di principio, sono contrario al fatto del fondo perduto a un certo livello e mi spiego. Mentre considero insufficiente il milione e mezzo per le piccole aziende, perché oggi con 1 milione e mezzo non fate niente, la verità è questa. Una piccola azienda che abbia 5-6 capi di bestiame, gli date un milione e mezzo, non ha una possibilità finanziaria sufficiente per poter fare il passo voluto per l'ammodernamento della sua azienda e praticamente, allo stato delle cose, lasciamo quasi come era prima. Quindi io sono del parere che il milione e mezzo deve essere riveduto, mentre invece sono del parere che tutti gli altri dovrebbero essere aboliti, noi dovremmo mantenere un fondo per un contributo a fondo perso per la piccolissima azienda, per il piccolo proprietario che non ha e non può e non avrà mai la possibilità di avere dei mutui perché non può dare garanzie e quindi non può fare quello che deve fare, quindi, invece di tenerlo a 1.500.000, portiamolo a due, portiamolo a tre, se è necessario, in modo, scusa Chantel, io dico quello che penso e poi eventualmente non è la prima volta che io dico queste cose, non è da oggi, quindi mi permetto di ripetere, mentre invece per chi ha già una possibilità di avere i dieci-dodici-quindici capi di bestiame ha già una certa posizione finanziaria e può fare qualche cosa di più del povero diavolo, invece del povero diavolo bisogna tenerne conto nel senso che, se vogliamo mantenerlo in piedi, bisogna venirgli incontro perché possa fare quello che deve fare per migliorare la sua situazione.

Su quello che invece è l'insieme della legge, così come viene proposta, io faccio una raccomandazione: non vorrei che i sei milioni disponibili per mettere a posto i vecchi appartamenti o le vecchie case dovessero poi andare a finire per mettere a posto le vecchie topaie che ci sono in giro perché badate che in certi posti, anche nei nostri villaggi ci sono degli ambienti dove neanche i topi ci vogliono più stare dentro e quindi bisognerebbe che ci fosse una certa serietà di scelta e si diano pure i sei milioni. Io sono ben d'accordo su questo però che ci sia un indirizzo nel senso di non accettare l'eventuale richiesta per mettere in prestito un appartamento che avrà tutto salvo il necessario per poterci vivere dentro. Ci sono dei buchi nei nostri villaggi, purtroppo, che non prendono né sole, né aria, né luce e che della gente che sarebbe propensa a spendere i soldi pur di rimanere lì dentro per una questione di affetti, di ricordi, di memorie. Io dico: facciamo attenzione, vediamo di essere sereni e severi nel senso di dare i soldi affinché ci sia veramente un'abitazione che meriti di essere chiamata tale.

Manganone (D.C.) - Io vorrei confutare le espressioni dell'Assessore Chantel quando dice: "abbiamo portato un contributo fino a sei milioni per gli ammodernamenti perché ci teniamo a conservare le caratteristiche delle costruzioni valdostane". Io dico questo: se c'è qualche costruzione con delle caratteristiche valdostane, è già vincolata dalla Sovrintendenza, le altre costruzioni sono vincolate dai piani regolatori perché l'Assessore Milanesio potrebbe insegnarmi, tutti i villaggi nostri sono tutti vincolati come zona A e quindi gli ampiamenti non sono ammessi. Questo è un motivo che io confuto all'Assessore Chantel, a dire questo: insomma c'è il lavoratore subordinato e qui gli agricoltori non c'entrano affatto perché questa è una legge che è esclusivamente per i lavoratori, c'è un lavoratore subordinato che ha già un appartamento di 110 mq., quasi sufficienti per i bisogni familiari, con questo se ne fa un altro di 110 mq. A danno di chi lo costruisce nuovo o di chi vuol comperarlo quindi io dico, se ci deve essere un aumento, sia per l'allargamento e la sistemazione e l'ampiamento e sia per il nuovo acquisto che per le nuove costruzioni perché dicevo, prima di tutti chi avrà un tecnico un po' in gamba indirizzerà il cliente di fare prima tutte le strutture perimetrali e poi di chiedere successivamente il contributo per i sei milioni come ampliamento e ammodernamento è logico, quindi non facciamo un peso e due misure diverse, facciamo un contributo uguale sia per l'ammodernamento sia per la nuova costruzione. Questo è il mio ultimo intervento e mi riservo poi di presentare un emendamento all'articolo 5.

Ramera (D.C.) - Insomma io non ho avuto una risposta chiara.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, ma adesso poi la darà.

Ramera (D.C.) - Va beh, io allora... non fa mica niente. Dato che è due anni... io non faccio una questione di Giunta forse che il Dr. Chantel credeva ci fosse il presidente Bordon quando io ho sollevato questa storia della legge sulla casa. Praticamente ad Aosta con i 5.000.000 si comprano 50 mq., quindi io propongo subito all'articolo 5 un emendamento soppressivo, praticamente alla 4° riga si arriva al 1° gennaio 1972 punto e basta 7 milioni che sia per l'acquisto o per altri lavori perché con sette milioni si può comprare almeno 70 mq. e, mettiamo pure in condizioni favorevoli, non so dove, nelle nostre frazioni, 80 mt. Altrimenti anche questi giovani che si devono, non so, mettere su una casa, vorrei sapere dove li vanno a prendere la differenza per comprarsi un alloggio. Quindi qui non ne faccio né una questione di Giunta, di colori, ecc., ho detto due anni e mezzo fa lo ripeto, anche se la legge deve durare solo il 1972, io chiedo questo, quindi l'articolo 5...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Ramera la prego poi di richiamare il suo emendamento alla lettura dell'articolo... (Ramera: ...benissimo) Altri interventi? Consigliere Bancod.

Bancod (U.V.) - Effettivamente questo disegno di legge, praticamente sette anni fa era di 5 milioni, io mi riferisco insomma solo così grosso modo, cinque milioni. Oggi sono passati, dopo sette anni con la svalutazione che c'è stata e l'aumento notevole dei materiali e questo aumento insomma a me mi sembra insufficiente, mi sembra proprio che praticamente uno è stato portato da 3 a 4 milioni, poi da 5 a 6 milioni per i riammodernamenti ma gli altri praticamente sono stati sempre 5 milioni e l'aumento del tasso e di interesse è stato aumentato da 6 e 5 a 8, e le banche va bene, ma le banche bisogna anche, secondo me, anche le banche bisogna cercare di vedere un po' perché praticamente questi lavoratori che presentano domanda di mutuo, hanno un mucchio di spese, spese a non più finire dalle banche, quindi praticamente non hanno un beneficio con questo aumento, un aumento poco o niente.

Chantel (P.S.I.) - Uno per uno. Fosson, così rispondo all'altro, ha parlato del tasso di interesse, ora le banche, nel '72 noi avevamo chiesto prima il 9% poi l'8,50% e poi finalmente sono arrivati all'8%. Il fatto dello scalare dell'interesse, se Fosson avesse letto a pag. 3 "Tassi di interesse sui mutui da concedere nel 1972", c'è scritto "fermo restando il contributo ventennale della Regione, in ragione del 4% sull'importo dei mutui e dove non si ottenga la riduzione del tasso dell'8%", perciò, prima di andare a trattare del tasso eventuale, io devo avere la legge varata già in vigore per il '71. L'onere... ai mutuati e qui c'è la tabella. Ora non è che noi abbiamo accettato l'8%, è logico che lavoreremo per ridurlo nel limite del possibile, però appunto a quello che accennavamo prima gli altri che la banca chiede il 10 o il 12 al privato è logico che non arriverà al disotto di una data cifra, qualunque cosa noi facciamo perché, se paga già gli interessi quando, diciamo così, la somma ha una certa qual sussistenza e voi sapete benissimo che noi oggi, come oggi pigliamo il 5,75 sui soldi che abbiamo in deposito alla banca perciò, pagando il 5,75 per avere le cifre a disposizione, non è che la banca potrà scendere fino all'impossibile perché purtroppo i banchieri fanno i banchieri e la ragione per cui noi abbiamo portato avanti il fondo di rotazione, a suo tempo, è proprio per vedere in certe occasioni che cosa potremmo fare direttamente per diminuire nel futuro questi tassi, però, oltre un dato limite, i banchieri fanno i banchieri non hanno altra cosa, in modo molto chiaro, mantengo le banche per guadagnarci sopra e noi tutto quello che possiamo fare è mettere in concorrenza, tentare il possibile e l'impossibile ma quando abbiamo fatto questo lavoro qui oltre di questo non possiamo andare. D'altronde io chiedo a chi tratta questioni bancarie, se all'8% sono in grado di ottenere dei mutui liberi con tutte le garanzie immaginabili e vedranno che con tutte le garanzie immaginabili e possibili credo che di mutui all'8% non li trovino in nessuna parte privatamente, perciò non è che la Regione non se ne è preoccupata, la Regione se ne è preoccupata dalle prime richieste che erano del 9 poi dell'8,50 per arrivare a concordare un 8. Adesso la Regione ha premesso qui che quest'anno tratterà ancora per scendere al di sotto dell'8% e fino a prova contraria, quando uno fa tutto quello che può per ottenere un risultato, non è che può imporre alle banche di pigliarsi i mutui e in più mettere il tasso che vogliamo noi perché la risposta è molto semplice "copriteveli voi i mutui, fateveli voi questa è una cosa molto semplice".

Sull'altra questione, che riguarda i 5 punti, se questi cinque punti danno tanta perplessità non abbiamo che da adoperare, da ritornare all'art. 5 che abbiamo modificato che è già quello di prima che dice: "Già in sede di esame delle domande di mutuo agevolato nel primo quadrimestre del '70 e successivi quadrimestri ecc., verranno escluse dall'assegnazione di mutui per acquisto di nuovi alloggi i richiedenti che non hanno un punteggio complessivo superiore al 5%", è questa una norma che avete accettato e messo nel 1970 per dare un incentivo alla costruzione di alloggi e non a comprarli già fatti dalle imprese vero, e naturalmente questo io credo che lo dobbiamo mantenere, vuol dire che lasceremo il 5% generico, porteremo il 5% com'era già stato portato prima l'avete approvato voi questa legge nel 1970, avete approvato questo. Non è per lei, qualcheduno altro ha parlato del 5%, a prescindere che questa è stata una legge che voi avete fatto per i lavoratori subordinati, la legge è fatta per i lavoratori subordinati, ecco, e gli artigiani perciò, se volete un'altra legge, bisognerà intenderci che questa legge qui è edilizia popolare per i lavoratori subordinati e gli artigiani ha questo valore, se poi voi volete un'altra legge diversa che non ha niente a che vedere con la legge presentata oggi, che riguarda l'agricoltura, che volete di più dell'1,5 dei 4 - 6 milioni ecc., è una legge da riportare e da discutere eventualmente. Qui noi dei milioni e mezzo a perdita non ne diamo a nessuno, questa è una legge che riguarda lavoratori subordinati o artigiani e, riguardando lavoratori subordinati o artigiani, non può naturalmente essere mescolata con una legge che riguarda l'agricoltura questo è molto chiaro, perciò tutta la discussione è del tutto inutile.

Adesso ritorniamo sulla risposta vostra. Guardate che il quantitativo di domande nel 1971, ne sono avanzate tante sapete di quelli che hanno chiesto i mutui e non li abbiamo potuti accontentare, ricordate che, se voi aumentate a 7 milioni invece di 5, accontenteremo molto meno persone di tutti quelli che hanno fatto la domanda, vuol dire che voi volete che una parte, cioè in parole pratiche, il miliardo e mezzo rimane un miliardo e mezzo, di domande dell'anno scorso ne sono rimaste un mucchio da soddisfare, hanno fatto le domande, noi abbiamo fatto le valutazioni, non li abbiamo potuti accontentare tutti. Ora, se tanto mi dà tanto, io sono convinto che, aumentando di un 40%, perché è il 40% da 5 a 7, il quantitativo dei mutui, noi diminuiremo del 40% quel numero di persone che hanno fatto la domanda e che sarebbero ben felici di usufruire di questa legge. Questa è una valutazione, valutazione che voi potete fare, però io dicevo questo: aspettiamo a vedere qual è la situazione di questo milione che arrivino, diciamo così, la definizione di come va impiegato questo miliardo e mezzo che abbiamo votato oggi l'aumento del miliardo e cerchiamo di adeguarci. Io vi ripeto questo: il quantitativo delle richieste dei mutui sono tante, ne avanzano, ora bisogna decidersi, voi volete accontentare un dato numero di persone o volete accontentarne un numero ridotto? Però io vi avverto che portare a 7 milioni vuol dire ridurre del 40% la possibilità di quelli che chiedono il mutuo, questo è molto, questo non è inventato, è matematica vero.

Questo è quanto io ho da dire, perché il fatto specifico di voler portare l'interesse bancario, noi lo stiamo trattando contemporaneamente sui due istituti: sulla Cassa di Risparmio e sulla S. Paolo e, se riusciremo ad andare sotto all'8%, sarà nostro lavoro di farlo. L'anno scorso abbiamo tenuto i margini, quest'anno cercheremo di ottenere un margine, ora io questa promessa non la posso fare, io posso dire di ritornare alla carica come ho fatto l'anno scorso una volta, due volte, tre volte, dieci volte ma, se in ultimo, mi dicono o così o non lo facciamo il mutuo, io mi chiedo cosa dobbiamo fare? Perché gli unici due Istituti che fanno questi mutui qui, non parliamo delle altre banche perché le altre banche non li fanno questi tassi qui, sono solo il nostro cassiere che è la Cassa di Risparmio e la S. Paolo le altre banche non bastano, sì marciano ma a tassi molto più alti. Ora io ripeto ancora se fra tutti i Consiglieri, io faccio il medico vero, c'è qualcheduno che riuscisse ad ottenere da Istituti bancari delle facilitazioni saranno accolti a braccia aperte perché noi siamo qui per fare l'interesse di tutti e se per caso fra tutti i Consiglieri c'è qualcheduno che sia in grado di trattare questa questione, io dico la verità, scompaio immediatamente e glielo lascio trattare, mi porti solo qualcosa di firmato e lo ringrazierò ancora e lo additerò al Consiglio come benemerito della popolazione valdostana o di tutti quelli che hanno bisogno di un mutuo... a questo arriverò vero. Non so se devo dare ancora altre risposte io l'unica cosa che vi direi nel dubbio di questo articolo dei 5 punti, lasciamoli pure, però ti avverto di una cosa Manganoni, che se proprio non hanno manco 5 punti e allora effettivamente fanno molto bene, perché aspetta Manganoni, perché ti dico subito un lavoratore ha 15-16 punti, io purtroppo ho dovuto scartare quelli di 11 e 12, perché? Perché non avevo più spazio, perché una vedova ha diritto di aggiungere i punti del caso, 5 punti sono solo l'abitazione disagiata ecc., se tu vuoi che io ti legga tutte l'elenco dei... (Manganoni: mica detto questo io) ...è lungo, tu volevi sapere...

Manganoni (P.C.I.) - Io ti ho detto, due questioni ti ho posto, primo ci mettono troppo tempo per... le banche mesi, mesi e mesi, in secondo luogo gli fanno aspettare i soldi, però glieli prestano al 10%, per questo avevo chiesto io se era possibile da parte tua intervenire con le banche...

Chantel (P.S.I.) - Io ti do una immediata risposta. Il giorno che la Commissione ha accettato e abbiamo avuto una Commissione avant'ieri, ha accettato la graduatoria, il giorno stesso partono le lettere agli interessati perché diano la propria documentazione, permetti, il giorno che la documentazione è perfetta parte da noi la garanzia alla banca del nostro 4%, potremmo intervenire perché la banca acceleri le pratiche ma potremmo intervenire richiedendo alla banca che acceleri le pratiche e questo lo possiamo fare... (Manganoni: ...dia degli acconti) ...Gli acconti, una volta che la banca ha accertato la possibilità di mutuo, glielo dà tutto, ma non degli acconti. Non credo che glielo dia quando è tutto finito. In ogni modo, andremo a vedere anche questo, pigliamo un appunto e chiederemo alla banca che all'avanzamento dei lavori, per chi costruisce in proprio, chiederemo alla banca per chi costruisce in proprio di vedere di farglieli avere in anticipo in base al quantitativo di costruito, questo lo possiamo fare, questa è una questione di sentire dalle banche di dare questa agevolazione. Naturalmente per chi si compra l'alloggio ecc., naturalmente i soldi gli vengono... perciò io, quel che vi proponevo, era questo se voi, se qualcheduno di voi trova che ad aver messo una limitazione del 5% possa portare disagio, lasciamolo solo per chi compra gli alloggi, ma guardate che il 5% è niente perché, chiunque abbia diritto in base al regolamento per acquistare un alloggio, non c'è nessuno che abbia il 5%, guardate, io vi ripeto, ho dovuto escludere delle pratiche ultimamente all'11, 12 e sull'ultimo quadrimestre del ... nell'ultima Commissione perché? Perché non avevo abbastanza quattrini per dare il mutuo a tutti.

Fosson (U.V.) - Chantel, tu rispondendo... io avevo fatto due domande e tu te la sei presa dicendo, ad esempio, sulla questione degli interessi, se altri sono capaci di ottenere interessi migliori, non ho detto quello, ho fatto solo presente, leggendo la relazione qui, ho detto, siccome qui si riferiva all'aumento dal 7,50 all'8% per il 1971, mi sono permesso di dire: la situazione in questi giorni è cambiata perché è stato diminuito il tasso di sconto dal 4,50 al 4%. Dal primo maggio c'è una diminuzione dei tassi di interesse nelle banche, quindi ho detto: bisognerà tener conto di questo ed eventualmente lo farete. Con questo non vogliamo mica sostituirti all'Assessore al coso ma avevo detto: questo si riferiva al '71. Dico che la situazione nel '72 è proprio variata ed è variata recentemente, quindi non credo, richiamando l'attenzione su questo punto, di aver detto una fesseria là! Quindi questa era la questione e quindi, non per dire che avete fatto male, avete accettato, so che tratterete ma mi sono permesso solo di accennare a questo.

Sull'altra questione dei 5 punti, ho premesso che, non avendo in testa bene come funzionano i punteggi, io sono d'accordo che, se i punteggi che vengono presi in esame sono tutti superiori ai 5, questo 5 praticamente non cambia niente, quindi, è un minimo che si mette, però avevo chiesto un chiarimento se questo 5, questi 5 punti poteva, a un certo momento, compromettere la ripartizione nei comuni, fuori nella Valle, rispetto ad Aosta, questo era solo una questione che chiedevo se poteva compromettere. Con questo so perfettamente che qui si tratta di lavoratori dipendenti, si tratta di artigiani e quindi non si tratta certamente di agricoltori, coltivatori diretti, questo lo sappiamo, però quello che abbiamo detto lo stesso per l'ammodernamento e i fabbricati che avevo aggiunto ha un valore per i centri storici dei vari comuni principali della Valle, dove praticamente ci sarà della gente che fa solo il lavoratore dipendente, ma può anche avere un valore in certi fabbricati dei nostri villaggi per della gente che fa, che è lavoratore dipendente e, nello stesso tempo, fa andare avanti un po' di campagna e non ha magari del bestiame quindi non può avere, non può fare il fabbricato rurale o via dicendo, non può utilizzare i fondi dei fabbricati rurali, può utilizzare questi fondi.

Ecco era questo che io avevo chiesto. Quindi, quando voi mi date l'assicurazione che partendo, mettendo la questione dei 5 punti, che è stata messa nel '70, quindi ne prendo atto, ma dico, se questi 5 punti non compromettono questo principio, che mi sembra che è stato condiviso proprio anche dalla Giunta e quindi era solo per avere un'assicurazione in questo senso. Ora qui nella dizione, purtroppo io avrei avuto piacere di approfondire meglio questa legge, qui nella dizione l'aumento dei 6 milioni solo per i lavori di completamento, di ampliamento o di ammodernamento di rilievo di abitazione di proprietà dei richiedenti e censite presso l'Ufficio, anche qui, se il principio di questo articolo, cioè il risultato, non il principio, perché il principio forse è quello, se il risultato raggiunge lo scopo di dare in quel senso questo aumento, di prevedere in quel senso questo aumento, siamo d'accordo, se capitasse quello che ha detto Manganoni, che io non lo so, quindi non posso entrare nella discussione di quello che lui prima ha detto, si potrebbe giocare sulla questione degli ampliamenti anche di case nuove, è diverso, ecco, allora bisognerebbe vedere di avere una sicurezza anche qui.

Chantel (P.S.I.) - Su quel punto lì, vero che la legge prevede un dato quantitativo di mq. non è più alloggio popolare, se va oltre un dato quantitativo di mq., perciò la possibilità sotto qualunque forma di andare oltre i 160 o i 170 mq. previsti dalla legge in cui, in caso di eccezione di pochi metri, anche la Giunta può intervenire a dare la concessione lo stesso, ma ripeto di pochi metri e in casi specifici, non è che uno con la scusa dell'ampliamento si fa tre alloggi, con la scusa di ampliamento deve fare solo il suo alloggio di tanti metri quadrati perché, se lo fa di più, non ha diritto al mutuo, questo lo avete già previsto voi quando avete fatto la legge 5 anni fa, cioè avete fissato le caratteristiche dell'alloggio che ha diritto al mutuo e lo avete fissato in mq., avete fatto una sola deroga che, quando uno costruisce la casa e la vuole costruire a due piani, fa il primo piano e il secondo piano si impegna a non costruirlo e non lo costruisce perché, se lo costruisce, perde il mutuo. Questo è logico. Non abbiamo voluto obbligare uno di fare una casa a un piano, però, se per non perdere, perché il tetto costa, perché il resto costa e via di seguito lui vuole fare il tetto fino a due piani, lo faccia pure, però il secondo piano o lo cede e lo assegna a uno che abbia diritto al mutuo e fa un altro mutuo o altrimenti lo deve tenere così com'è, non è che può costruirlo, altrimenti, se è in grado di fare addirittura una casa, rinuncia al mutuo e non se ne parla più. Queste sono le condizioni, non sono altre, ci sono delle clausole e mi sembra che la Commissione in cui è presente quello dei Lavori Pubblici, è presente quello dei sindacati, sono presenti tutti i rappresentanti, le vagliano una per una queste condizioni che noi portiamo i progetti, i piani, mq. come sono gli alloggi ecc., ecc., perciò il vaglio della Commissione è preciso e si attiene precisamente alla legge. Perciò questa possibilità, che diceva Manganone, bisognerà proprio che trovi una Commissione che non sa il suo mestiere per arrivare a farci vedere lucciole per lanterne, perché, fino a prova contraria, i mq. su un disegno o su una dichiarazione scritta del progetto si riuscirà ancora a vederli e dopo... (Manganone: ...hanno imparato come si fa...) ...Non te ne preoccupare fino adesso. Credo che poca gente è riuscita a fregare la Commissione, provaci tu e poi vedremo l'esito, eh, scusa. Questa è la conclusione pratica. È vero, sul resto ripeto il vaglio di arrivare o meno a 7 milioni, tenete presente che noi contentiamo il 40% in meno delle persone e le richieste sono tante.

Manganoni (P.C.I.) - Chantel, io non ho detto che voi risulta tirate per le lunghe le pratiche, io ho detto che le banche tirano per le lunghe le pratiche e allora bisogna intervenire presso le banche. L'acconto quello, tu devi avere finito prima che ti diano i soldi, si può, non si può intervenire presso le banche che diano un acconto, per esempio, quando arrivano al tetto non so io, gli diano il 50%, questo solamente io chiedevo.

Secondo luogo, oggi a me qui mi si è fatto dire ciò che io non ho assolutamente detto, io non ho assolutamente parlato di sopprimere il 30% e io direi ai Consiglieri che, quando vogliono polemizzare con un altro Consigliere, aprano le orecchie e non chiacchierino perché sennò capiscono tutti di traverso e naturalmente fanno degli interventi che vengono come vengono no? Io non detto di abolire, io ho sottolineato la sperequazione che c'è fra il mutuo che adesso approviamo e i contributi che noi diamo a fondo perduto agli agricoltori, questo io ho sottolineato perché ha confermato l'Assessore il plafond di 1.500.000 a fondo perduto, 30% fino a tre capi di bestiame, si arrivi ai due milioni e mezzo oltre 15 no? Allora, a parte che c'è già una sperequazione perché, se si trattasse solo di stalle e di fienile sì, ma qui la casa di abitazione, allora la casa di abitazione deve essere grosso modo uguale per chi possiede tre capi o per chi possiede 15 capi. La delibera è così, bisognerà modificarla, si vedrà, comunque diamone atto di questo, però il vantaggio qual è? Quello fino a tre capi di bestiame ha dalla Valle un milione e mezzo a fondo perduto. Con la legge che approviamo oggi il cittadino ha un utile, ha l'utile degli interessi che corrispondono a circa 5 milioni. Ecco, questo che io facevo notare, la sperequazione fra i due ed allora io ho detto: non è possibile, non oggi perché oggi dobbiamo approvarla, ma vedere in seguito di lasciare la possibilità al coltivatore diretto di scegliere, non ti ho mica detto oggi, Chantel! (interruzione di Chantel fuori microfono) ...perché io la legge non l'ho vista! Io, non so se parlo cinese, io ho detto non adesso, vedere in avvenire e facciamo un'altra legge estendendola, per non mettere il coltivatore diretto in questa situazione di inferiorità.

Chantel (P.S.I.) - Ma l'ho già detto prima che ci vuole un'altra legge per i coltivatori diretti.

Manganoni (P.C.I.) - Sì, ma cosa? Ma è quello che sto dicendo io. Qui vi è una sperequazione fra gli uni e gli altri, allora non può quello scegliere, benissimo, facciamone una come questa o estendiamo questa, non oggi ripeto, prossimamente, per evitare queste sperequazioni perché è inutile che qui noi ci sciacquiamo la bocca... protezione, bisogna che noi aiutiamo chi sta in campagna, lo spopolamento ecc., questo lo abbiamo sostenuto tutti qui, i fatti però cosa dimostrano? Che i fatti contrastano con le nostre affermazioni, ma sia chiaro io questa accusa non la voglio fare a nessuno, è una situazione di fatto che si è creata negli anni passati, che in una Giunta è passata all'altra ecc., che per oggi io riscontro e che voi non potete smentire e quindi un problema che indipendentemente, Chantel, indipendentemente da questa legge, questa legge ti ho detto approviamola così, però teniamo conto di queste sperequazioni e vediamo di rimediare, questo sto dicendo io e mettiamo l'agricoltore, il coltivatore diretto ecc., nelle stesse condizioni degli altri che abbiano gli stessi vantaggi economici che hanno gli altri. Questo è il mio intervento non di modificare questa legge o aggiungere questa legge che non si può.

Chantel (P.S.I.) - Io chiedo scusa ma mi sembra di avere parlato talmente chiaro. Questa è una legge che riguarda i subordinati e gli artigiani, abbiamo aggiunto, mi sembra nella discussione, che col fondo di rotazione noi prevederemo per i mutui più grossi ai coltivatori, quelli più grossi la possibilità di mutui a un interesse molto più comodo, molto più basso e molto più leggero di questo, che quando noi faremo un mutuo diretto con il fondo di rotazione a bassissimo tasso di interesse, certamente non pagheranno quel 4% che pagano oggi, pur avendo 4% della Regione dalla banca, mi sembra che l'ho detto in tutti i modi però non è questa la sede, la sede sarà il futuro quando presenteremo queste leggi che riguardano l'agricoltura, oggi non possiamo mescolare una cosa con l'altra, perciò ritengo di aver dato già in anticipo una spiegazione abbastanza chiara. Quel che riguarda il settore dell'agricoltura avrà una sua legge che la porteremo qui e di qui ci serviremo proprio di quel fondo di rotazione che abbiamo creato, questa riguarda i subordinati e vi dico di più che se volete ripristinare l'articolo 5... (Voci) ...ma oggi non posso mica fare una legge su questa che non riguarda l'agricoltura, abbiate pazienza! Eh, scusate! Qui riguarda i lavoratori subordinati e gli artigiani e allora!

Dujany (D.P.) - Oh, mi pare, volevo così riepilogare i vari interventi dei Consiglieri. Comincio naturalmente dalle osservazioni di merito per assicurare il Consiglio l'interessamento della Giunta soprattutto per quanto riguarda i problemi del tasso di interesse sottolineato dal Vice Presidente Fosson e per quanto riguarda il sollecitare le pratiche di concessione di mutuo presso le banche, sul piano degli acconti ecc., ecc.. Sul piano generale, mi pare che il Consiglio abbia ampliato l'oggetto della legge nel far presente l'opportunità di adeguare gli interventi dell'Amministrazione regionale a favore dell'agricoltura, da una parte, e, dall'altra parte, sia chiesto un aumento di importo dei mutui. Ora volevo sottolineare al Consiglio che questa legge non tende ad incentivare l'edilizia, ma tende a dare a determinate persone e in questo caso lavoratori dipendenti, a pensionati e ad artigiani la possibilità di avere l'alloggio, quindi la finalità è una finalità totale, non è una finalità puramente economica.

Fatta questa premessa, che era naturalmente la testata della legge che è stata approvata dal Consiglio fin dal 1965 e successivamente rinnovata nel '71, oggi si ripropone al Consiglio il semplice rinnovo di questa legge per l'anno 1972. Avremmo potuto affrontare il problema della casa in un modo più globale, però non eravamo preparati in questo momento a farlo, ecco la ragione per cui ci siamo permessi di chiedere al Consiglio l'approvazione della prosecuzione per un anno dei provvedimenti esistenti fin dal 1965, leggermente corretti per quanto riguarda l'importo di determinate categorie e di determinate sistemazioni.

Quindi non mi pare opportuno in questo momento di poter raccogliere tutte le osservazioni fatte sia sul piano dell'agricoltura, sia sul piano dell'aumento del mutuo, poiché non mi pare questa la sede opportuna e rischieremmo accogliendo alcune richieste, di fare dei provvedimenti squilibrati in rapporto alle varie categorie sociali interessate. Cioè supponiamo il caso che, se dovessimo accogliere la proposta di un aumento dell'importo del mutuo a 7-8 milioni a favore di queste categorie, creeremmo immediatamente uno squilibrio nei riguardi delle altre categorie e in modo particolare della categoria agricola. Mi pare invece più opportuno di approvare momentaneamente questa legge che chiamiamola così è una legge, un provvedimento di transizione per far sì che i provvedimenti precedentemente esistenti non abbiano un'interruzione e immediatamente dopo affrontare globalmente il problema della casa, sia a favore dei lavoratori dipendenti e anche in relazione ai finanziamenti che saranno messi a disposizione da parte dello Stato e sia correlativamente a favore della classe agricola ma in modo globale comprensivo per evitare proprio che il problema venga risolto in modo settoriale col rischio naturalmente di creare delle ingiustizie che potrebbero essere peggiori delle attuali.

Sul piano del merito, è vero che l'importo dei 5 milioni o dei 6 milioni di mutuo è un importo basso sia in relazione al costo degli alloggi in questo momento esistenti, però vorrei fare presente che la quantità delle domande giacenti arretrate sono abbastanza elevate. Dal prospetto che vi è stato distribuito risultano anche 80 domande per un importo di 410.000.000 ancora giacenti presso gli uffici che debbono ancora essere finanziati, in più naturalmente ci sono le altre domande che saranno presentate nel corso dei prossimi mesi e in questi ultimi mesi di cui non abbiamo ancora il prospetto, quindi io pregherei il Consiglio di voler rinviare tutta la discussione generale su questo argomento che mi paiono naturalmente degli interventi validi, non tanto per l'oggetto che stiamo discutendo, ma per le indicazioni che sono state date dal Consiglio, di voler cortesemente approvare questo provvedimento legislativo in questa sede per evitare un'interruzione di un provvedimento a favore delle categorie a cui tende a dare un beneficio.

Siggia (P.C.I.) - Chiusa la discussione generale. Segretario, mi chiama il Segretario? Consigliere Ramera mantiene la sua proposta di emendamento all'art. 5? D'accordo. Quando arriva all'articolo 5... (Voci)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora art. 1. Ci sono osservazioni? Il Consiglio approva.

Articoli 2, 3 e 4 - Il Consiglio approva.

Articolo 5 - Il Consigliere Ramera fa l'emendamento.

Ramera (D.C.) - Dunque ho ascoltato con interesse la conclusione del Presidente della Giunta, però nonostante tutto non sono completamente d'accordo, per cui modifico quanto avevo chiesto prima, dicendo che l'importo dei 5 milioni venga elevato per tutti a 6 milioni per cui non sarebbe poi un aumento eccessivo. Capisco che occorre una nuova legge però questo l'ho già sentito in questi anni scorsi; ogni volta che si prorogava, si prorogava per un anno. Ora non è neanche esatto quando si dice che questa non è incentivazione perché qui c'è scritto: "Provvedimenti per la ripresa". Ora la ripresa dell'iniziativa in campo edilizio è un po' una incentivazione, bisognerà tenere conto nel fare la nuova legge che, se si vuole incentivare l'edilizia popolare, occorre stabilire un principio che sarebbe stato logico adottare per tutti i settori, perché troppo spesso c'è stata la polverizzazione dei contributi singoli non favorendo la cooperazione, mentre anche in questo caso bisogna favorire la cooperazione e soprattutto nel Comune di Aosta dove col collega Dolchi ci siamo scontrati 8 anni orsono per la legge 167. Quando noi eravamo contrari a un certo principio eravamo dalla parte della ragione perché, dopo 8 anni, ci sono aree riservate alla 167 e sono ancora tutte lì bloccate per la 167, che favorirebbero in questo caso l'edilizia popolare. Per cui la nuova legge dovrà proprio favorire i mutui a coloro che si metteranno in cooperative in maniera anche da diminuire i costi e nello stesso tempo di utilizzare quelle aree che non è logico che continuino, dopo 8-10 anni, a rimanere bloccate per la 167 e io non vado oltre. Quindi chiedo che all'art. 5 venga soppressa l'ultima parte e ci si fermi, io lo leggo: "L'importo massimo dei singoli mutui da ammettere a contributo già stabilito in lire 5 milioni dal 4° comma dell'art. 1 della legge regionale 10.11.1965 n. 24 è elevato a lire 6 milioni" punto e basta.

Montesano (P.S.D.I.) - Ci sono osservazioni a questo emendamento? La parola al Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - È chiaro, ha ricordato il Presidente della Giunta, che questa legge all'origine è stata una legge molto articolata, molto complessa, che ha cercato, per i lavoratori subordinati e per gli artigiani. di emanare delle norme che supplissero alla mancanza per queste categorie di provvidenze che, di cui fruivano altre categorie e proprio per la ricerca di questa sistemazione direi così nei confronti di queste categorie per quanto riguardava gli alloggi che è stata una legge che è stata molto discussa e che lo si è visto poi anche nell'esperienza che ha dovuto essere modificata proprio perché era stato anche il frutto di un'iniziativa nuova e senza precedenti in materia. Lo ricordava già il gruppo comunista e per il gruppo comunista particolarmente il collega Germano, sia nel 1970, quando è stata prorogata per un anno, sia nel 1971 quando è stata prorogata per un anno che la svalutazione della moneta e l'aumento del costo degli alloggi per gli alloggi da acquistare o l'aumento dei materiali e della stessa manodopera per le nuove costruzioni imponevano una revisione in aumento del mutuo. Però si era anche detto sia nel '70 che nel '71, se è solo la proroga di un anno, cerchiamo, aumentando una parte o aumentando solamente l'importo, di creare degli squilibri. Ora ci ritroviamo adesso nell'aprile del 1972 nuovamente, non tanto di fronte al dilemma che è poi il nocciolo principale su questa legge, aumentiamo tutto da 5 a 6 e aumentiamo solo per le opere di ammodernamento da 5 a 6 o aumentiamo da 5 a 7, secondo me il problema è più di fondo. È il Consiglio convinto che questa è l'ultima proroga e cioè che entro il 31 dicembre del 1972 nel quadro della legge 875 e in una revisione completa degli interventi nel settore edilizio sia per i lavoratori subordinati, sia per i coltivatori diretti per i piccoli proprietari, per gli interventi nei centri storici si farà una legge nuova e diversa che modifichi questo stato? Se esiste nel Consiglio questa volontà ed è una volontà politica che deve avere il Consiglio nel suo complesso, allora forse è meglio non toccare niente, proprio perché anche le domande giacenti si riferiscono a importi di cui erano a conoscenza gli interessati che facevano la domanda. Per le domande giacenti non ci sono dubbi che quelli che hanno fatto la domanda e hanno iniziato le pratiche per queste, per ottenere questo mutuo sapevano che lo ottenevano di 5 milioni. Se noi riuscissimo senza modificare niente e sanare la situazione, affermando la volontà che questa sia l'ultima proroga e che entro il 31 dicembre ci sia una legge diversa che affronti globalmente anche in virtù della legge regionale che abbiamo votato prima sulle variazioni di bilancio in ottemperanza agli stanziamenti della legge 865, se c'è questa volontà, secondo me, forse è meglio accettare l'invito del presidente della Giunta e mantenere a 5 milioni la massa, che è poi la massa principale delle istanze per nuovi acquisti e nuove costruzioni e limitarsi a sei milioni quella relativa al completamento, ampliamento e ammodernamento di abitazioni di proprietà. Sennò è chiaro che noi rimettiamo in discussione quello che già avevamo discusso nel '70 e quello che avevamo già discusso nel '71, cioè una revisione più ampia della legge e non solo quella degli importi.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Presidente della Giunta. Ha chiesto la parola? No? Allora scusi. Nessun altro interviene su questo emendamento? Presidente della Giunta?

Dujany (D.P.) - Dico francamente che Ramera, pensavo dopo le spiegazioni date, che la sua saggezza fosse stata migliore. Ora naturalmente, quando si fa l'asta, sei stato saggio nel fare l'aumento dell'asta, hai fatto l'asta. Ora non mi pare naturalmente che questo sia il mezzo migliore per affrontare un problema di questo tipo perché è un problema veramente grave ed è un problema di cui stiamo discutendo da parecchio tempo. Mi pare che il Consiglio ebbe già occasione tempo addietro di discutere il problema della casa, non voglio qui naturalmente tediare il Consiglio in questa sede su questo argomento, volevo semplicemente ricordare che il problema della casa va visto assieme alle provvidenze nazionali, va visto assieme alle provvidenze regionali e va visto naturalmente assieme ai finanziamenti che non devono essere limitati a questi finanziamenti previsti da questa voce di bilancio ma anche a altre fonti di finanziamento, solo in quel modo noi potremmo affrontare la casa direi in un modo serio e in un modo globale. Qui non facciamo altro che, direi, dare la prosecuzione ad una legge esistente e, dando alcune indicazioni, l'aumento dai 5 ai 6 milioni è limitato alle ricostruzioni e ai riattamenti che è stato contestato, anche soprattutto dal Consigliere Manganone, e esprimeva da parte nostra una volontà di incrementare questo tipo naturalmente di costruzione, non so se faremo bene o se faremo male, comunque è un primo esperimento concreto che verificheremo poi alla fine di quest'anno per vedere naturalmente quale ne è il risultato. Però non ritengo che la Giunta possa accogliere seriamente l'emendamento proposto dal Consigliere Ramera perché mi pare che non tenderebbe a risolvere nulla salvo naturalmente ad aumentare il milione, anzi direi che tenderebbe a creare una certa sperequazione a favore delle vecchie domande di 5 milioni rispetto alle nuove domande di 6 milioni, o il problema lo si rivede globalmente partendo naturalmente da premesse completamente nuove, oppure proseguiamo naturalmente su questo binario tracciato dagli arti precedenti, tanto più che è un problema che tende a trovare una soluzione solo per quest'anno. Nel frattempo, piuttosto, impegniamoci tutti insieme e la Giunta si impegna di voler affrontare il problema della casa globalmente assieme ai finanziamenti e alle indicazioni delle leggi nazionali, integrando eventualmente gli importi di finanziamento da parte della Regione, in modo da dare un aspetto al problema della casa che sia più globale.

Io vorrei dire al Consigliere Dolchi che la Giunta naturalmente questo problema lo vuole affrontare nel corso di quest'anno e chiedo anche alle Commissioni consiliari di voler collaborare celermente e sollecitamente ad affrontare un problema che è molto grave e non semplice.

Ramera (D.C.) - Se la legge fosse rimasta tale e qual era negli anni passati, forse sarei rimasto dubbioso ugualmente perché per tre anni di seguito si sentono gli stessi interventi uno dice, è inutile dire come dice Dolchi: "se c'è volontà qui dentro", tu puoi essere volenteroso, io volenteroso, è tre anni che siamo volenterosi però il testo è sempre uguale, però, se fosse rimasto tale e quale, poteva essere l'ultima volta, magari sarà l'ultima volta comunque, però ci sono state delle modifiche in un articolo da 3 a 4 milioni, dall'altra da 5 a 6 milioni e non so perché non debba essere accettato il mio emendamento, tanto più che qualunque legge migliorativa e credo che qualunque assemblea del Consiglio comunale al Parlamento nazionale, quando si fanno delle leggi si fanno sempre migliorative, è chiaro che quelli che hanno usufruito di una precedente legge ne subiranno un danno perché è chiaro che quello che ha avuto 5 milioni fino all'anno scorso però capirà anche che ci sono stati dei notevoli aumenti nei costi dell'edilizia, ma se faremo la nuova legge sulla casa, faremo senz'altro per migliorare la legge attuale per cui anche quelli che quest'anno avranno ottenuto una cifra saranno, diciamo, in passivo in quelli che ne godranno il prossimo anno con la prossima legge. Io avevo ritenuto di portarla da 5 a 7, poi di fronte alle osservazioni del Presidente ho lasciato a sei per tutti come plafond, perché fossero tutti uguali e le costruzioni e i riattamenti, proprio per non portare scombussolamento nella legge e negli stanziamenti. Comunque quel milione in più, vorrà dire, egregio Presidente della Giunta, che servirà non so per un bagno, faranno dieci metri quadri in più, ecco non sarà molto ma saranno dieci metri quadri in più, quindi io tengo il mio emendamento.

Dujany (D.P.) - Una brevissima precisazione. Non dimentichiamo che, aumentando l'importo, noi diminuiremo la quantità di persone che dobbiamo soddisfare. Se ci trovassimo in una condizione tale di carenza di domande, io sarei d'accordo sull'aumento, mentre noi ci troviamo dinanzi ad una quantità considerevole di domande che non riusciamo a soddisfare malgrado l'aumento dello stanziamento. Perché c'è stato questo tentativo di aumento? Per le categorie direi veramente più bisognose il pensionato l'abbiamo portato mi pare da due a tre milioni o da tre o quattro milioni, quindi mi pare un importo veramente minimo. Il secondo aumento per la sistemazione delle vecchie costruzioni era un tentativo ed è solo un'indicazione per cercare di incrementare la sistemazione dei cosiddetti centri storici, di queste vecchie case di cui abbiamo spesso tanto parlato e che naturalmente non trovano avvio di sistemazione in quanto i proprietari sostengono che la sistemazione è eccessivamente onerosa. D'altra parte, proprio per evitare le speculazioni a cui alludeva il Consigliere Manganone, se voi leggete bene l'articolo della legge, si è precisato che i lavori di completamento e di ampliamento, di ammodernamento o di rilievo di abitazione di proprietà del richiedente e censite presso l'Ufficio Tecnico Erariale, perché pare che ci sia una terza tendenza di utilizzare, da parte dei tecnici e da parte naturalmente di un po' di tutti, di utilizzare i finanziamenti destinati alla ristrutturazione facendo passare per ristrutturazione e sistemazione fabbricati che non sono tali, che non sono nuovi, non so questo meccanismo, quindi per evitare, diremmo così questo abuso, abbiamo voluto precisare nell'art. 5 che sia di proprietà e che sia censita dall'Ufficio Tecnico Erariale, quindi sono delle costruzioni già esistenti e non delle costruzioni in via di esecuzione e non terminate.

Ecco, questi gli unici motivi degli aumenti, quindi erano dei tentativi di indirizzi nuovi che sono stati più volte sollecitati dal Consiglio e con questo non abbiamo nessuna pretesa di risolvere il problema globalmente perché non è in questo modo che lo risolviamo, però se non altro affronteremo una esperienza nuova per verificare in quale modo lo potremmo affrontare il problema globalmente.

Manganone (D.C.) - ...educatamente rispondere il Presidente di Giunta quando dice: "noi vogliamo incentivare i centri", non ha detto questo ma il centro storico, i vecchi villaggi. Ma io dico questo Presidente, bisogna modificare la legge urbanistica per far questo perché tutte le frazioni sono classificate nella zona A. Se ci fosse l'Assessore Milanesio, lui non c'è mai, potrebbe dire queste cose, nelle zone A non sono permessi gli ampliamenti, né le sopraelevazioni, non è questa legge che incentiva la conservazione del nostro patrimonio edilizio valdostano, quindi è da scartare.

Per le abitazioni censite presso l'Ufficio Tecnico c'è anche il rovescio della medaglia, ma c'è chi ha iniziato la casa, l'ha coperta, ha fatto tutte le strutture perimetrali, deve ultimarla, non può più beneficiare dei 6 milioni. Bene, quindi io direi manteniamo, teniamo valido il nostro emendamento, l'emendamento che ha presentato Ramera a nome del nostro gruppo.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora a norma del regolamento viene posto ai voti l'emendamento che è un emendamento soppressivo il quale... allora prego Vice Presidente Fosson.

Fosson (U.V.) - Dunque i proponenti possono mantenere l'emendamento, una cosa o l'altra, però effettivamente, se noi esaminiamo o noi lasciamo la legge e la votiamo così com'è, allora la possiamo votare oggi. Se dovessimo variare questo, sarebbe, bisognerebbe prendere in esame un po' tutto. Ora qui si è visto di prolungare questa legge, la legge esistente. Il principio: io mi permetto solo di ricordare di nuovo al Consigliere Manganone, perché non è esatto completamente quello che lui dice perché in certi casi, d'accordo, non si potrà fare le sopraelevazioni, non si potrà fare l'ampliamento, ma l'ammodernamento sì e l'ammodernamento è quello che noi tendiamo di fare in tanti posti. Prendiamo l'esempio di Aosta o tutti borghi della Valle e tutto e anche nei paesi, un ammodernamento di certe costruzioni si possono fare... (Voci) ...Beh, ma adesso queste cose qui bisognerà vedere di superarle anche perché altrimenti... (Voci) ...eh? Perché, se effettivamente, se noi andiamo a portare adesso e spostiamo i termini per una cosa che noi prolunghiamo di un anno, concordo con quanto ha detto Ramera, è tre anni che continuiamo a prolungare e via dicendo però, se vogliamo andare avanti con questa legge e non stare fermi, conviene non andare a toccare troppo. Ora la questione dai 3 ai 4 milioni per i pensionati, scusate, a parte qualcuno potrà dire che uno difende certe posizioni, no, non faccio delle richieste di finanziamenti su questa legge quindi non ho assolutamente... sono disinteressato, ma mi sembra sia logico, c'è un prolungamento della vita, la questione dei pensionati. A tutti questi pensionati tutti fanno delle promesse e poi a un certo momento, se aumentiamo questa possibilità dai 3 ai 4 milioni, non sposta granché, non sposta niente ed è un giusto riconoscimento che noi abbiamo. Ora c'è la questione, qui e un po' la Giunta, io non vedevo male la questione di fare una prova anche come un'esperienza su questo punto di incrementare e di incentivare la questione degli ammodernamenti di case vecchie. Ora io non conosco la legge urbanistica nei suoi particolari quindi non voglio contestare una cosa che non conosco, se c'è questo particolare, allora praticamente converrebbe lasciare la cifra che avevamo e prolungare per quest'anno. Ma se questa legge urbanistica limitasse solo in alcuni casi, io direi: facciamo l'esperimento lo stesso e poi vedremo e anzi ci prendiamo l'impegno, tutto il Consiglio, di vedere alla luce di quello che dà alla fine del '72 e quello che dobbiamo fare, saranno dei chiarimenti acquisiti per quello che sarà la modifica della legge nel suo complesso in una legge organica che mi sembra sia voluta da tutti e quindi potremmo poi vederla a fondo. Io mi permettevo di richiamare in quel senso anche i due presentatori dell'emendamento e non direte che faccio il cavallo di Troia per la Giunta no?

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora viene messo ai voti l'emendamento presentato dal Consigliere Ramera, il quale riproduce l'art. 5 sino alla parola, cioè al numero 1972 punto, viene eliminato la metà del quarto rigo più le altre due righe.

Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Prendere nota degli astenuti, Consigliere Andrione, Consigliere Savioz, Consigliere Freppaz, Consigliere Pedrini, allora fare un po' di conti... (Andrione: sei favorevoli) ...Favorevoli, non c'è da fare conti, comunque l'emendamento è respinto. Allora si vota.

Siggia (P.C.I.) - ...è stato...questo. Savioz voleva cambiare, ho sentito..., cambiamo io e te.

Montesano (P.S.D.I.) - Mano alzata non si ritira quindi, beh, comunque... lo stesso eh, allora viene posto ai voti l'art. 5 nella sua completezza presentato dalla Giunta: chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Allora i nominativi degli astenuti... (Andrione: Montesano, Pedrini, Freppaz, Bancod, Andrione) ...Il Consiglio approva. (Andrione: ...no, astenuto, ha votato a favore, un momento, ha votato a favore).

Ora per favore, mica per il risultato, perché il risultato è quello che è, ma soltanto per la precisione, quello che è necessario che sia annotato il nome degli astenuti.

Articolo 6 - Osservazioni? Il Consiglio approva.

Articoli 7, 8 e 9 - Il Consiglio approva.

Si passa alla votazione a scrutinio segreto.

Risultato della votazione: presenti 31, votanti 30, astenuto dalla votazione il Consigliere Pedrini, maggioranza 16, favorevoli 22, contrari 8. Il consiglio approva.

Ora, prima di ricominciare i lavori, io desidererei sentire dal Consiglio e dai rappresentanti della Giunta... non c'è il Presidente?

(Andrione: Eccolo) ...Ecco dal Presidente della Giunta, oltre che dal Consiglio, qual è il programma per questa sera, cioè, prima di tutto, se vogliamo fissare un termine alla durata della seduta e, secondo, quali argomenti sono più urgenti da parte della Giunta o dei Consiglieri da affrontare subito e da portare avanti tenendo conto dell'orario di chiusura della seduta, quale? fino a che ora vogliamo andare avanti?

Dujany (D.P.) - Andiamo avanti sui problemi dell'agricoltura.

Siggia (P.C.I.) - 5... Oh, ma Assessore quanti ne ha!

Montesano (P.S.D.I.) - Ma quanti ce n'è? Quanti ne ha? (Siggia: 5)

Andrione (U.V.) - Sì, ma, se ce n'è uno su cui si discute, almeno io, ripeto, alle otto meno cinque io me ne vado, poi voi fate, votate tutto quello che volete.

Dujany (D.P.) - Se stiamo qui a discutere qui non...

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, lo so, ma una domanda lo avevamo detto che la facevamo questa domanda al Consiglio e allora si ricomincia la discussione passando all'ordine del giorno, oggetto n. 14.