Objet du Conseil n. 109 du 15 mai 1972 - Resoconto
OGGETTO N. 109/72 - Nuove elezioni politiche per la Valle d'Aosta - Modifica della legge elettorale vigente. (Approvazione di Mozione)
Montesano (P.S.D.I.) - Vuole illustrare la mozione? La parola all'Avv. Caveri.
Caveri (U.V.) - Je n'ai aucune intention d'illustrer longuement cette motion car les arguments qui en forment l'objet ont été discutés amplement pendant plus de vingt jours, le meilleur avis a été celui du prof. Sandulli, ancien Président de la Cour Constitutionnelle. Avant tout il est certain qui ne peut avoir lieu un glissement de voix d'une liste à l'autre et d'autant moins dans un collège uninominal comme celui de la Vallée d'Aoste, il est certain qu'il faut faire des nouvelles élections à travers une loi ordinaire qui peut être même formée d'un seul article, puis il y a une autre question qui doit être nettement séparée de la première et c'est une modification dans la loi électorale qui prévoit des élections en cas de décès d'un parlementaire valdôtain. Je répète, c'est là une autre question qui ne doit pas être mélangée avec la première. Dans notre motion nous avons séparé nettement les deux questions, pour le moment je n'ai rien d'autre à ajouter.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? La parola al Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Sul merito della mozione, cioè sul problema che affronta, è chiara la posizione comunista e non da oggi si era palesata a livello parlamentare quando la scomparsa dell'Onorevole Gex aveva proposto in modo drammatico la necessità di una legge che assicurasse alla Valle d'Aosta la rappresentanza in Parlamento anche nel caso di decesso da parte di uno dei suoi due parlamentari, deputato o senatore.
Sappiamo anche tutti come allora, malgrado i solleciti e i richiami, la legge non venne approvata.
Si tratta quindi, secondo noi, di affrontare il problema nel suo complesso, perché tutte le carenze che si sono palesate, possono essere in questo momento, in cui il problema tragicamente, drammaticamente si ripropone, possano essere eliminate. Allora vi erano varie leggi, la legge Luzzato alla Camera, un testo di legge Chabod al Senato, una proposta di legge governativa al Senato, queste due proposte furono poi unificate e furono approvate dal Senato stesso in aula e trasmesse alla Camera. Voi vi ricorderete che alla Camera la discussione con la legge dell'On.le Luzzato sorse il problema della necessità che la legge fosse ordinaria o costituzionale e mentre il Senato si era pronunciato per una legge costituzionale il relatore Di Primio, alla prima Commissione della Camera, sostenne invece che la legge avrebbe dovuto essere ordinaria trattando esclusivamente materia elettorale.
Allora la Commissione ritenne di approfondire meglio il problema per vedere di evitare il conflitto fra i due rami del Parlamento e non se ne fece più niente, cioè non si è mai ancora saputo se la legge sarebbe dovuta essere costituzionale, come allora il governo Chabod nella proposta unificata aveva sostenuto, o una legge ordinaria come la Commissione della Camera aveva incaricato il relatore Di Primio di appurare. Direi che non se ne fece più niente proprio perché non si è risolto questo problema e alla Camera stessa il testo di legge già approvato dal Senato non è stato più ripresentato né in aula, né in Commissione, così la stessa sorte ha avuto il progetto di legge Berthet che ricalcava esattamente nel suo testo, cioè nell'unico articolo, la precedente legge unificata Chabod e Governo.
Il problema si ripropone oggi in modo ancora più drammatico e pensiamo che, indipendentemente dalle soluzioni che possono essere prospettate, l'ordine del giorno sia un richiamo a questa necessità e quindi il gruppo comunista voterà a favore della mozione presentata e ci permettiamo di suggerire, più che di chiedere, che questa mozione sia inoltrata non solamente al Presidente della Repubblica e al Presidente della Camera e del Senato che saranno nominati - dopo il 25 maggio - ma anche ai gruppi politici e ai partiti che poi in un'ultima analisi saranno quelli chiamati ad affrontare il problema nel concreto quando sarà discusso in aula.
Riteniamo però inoltre che soprattutto, potrei dire, trattasi di una materia importantissima che interessa direttamente la Valle d'Aosta e quindi il Consiglio regionale non possa fare a meno, anzi debba pronunciarsi su come dovrebbe essere la legge, per lo meno la legge che regola la materia elettorale per quanto riguarda il collegio uninominale della Valle d'Aosta. Ho già accennato che c'è stata la legge Chabod ripresa poi dal Senatore Berthet, ci potrebbe essere un testo di legge che prevede maggiori casistiche che non si limita all'articolo unico come questa legge, ci potrebbe essere, ci potrebbe essere una legge che modifica solamente la legge fondamentale elettorale della Repubblica, ci potrebbe essere una legge apposita nuova e completa per quanto riguarda il collegio uninominale della Valle d'Aosta. Noi comunisti riteniamo che la materia vada regolamentata nel suo complesso e se la Valle d'Aosta è unica in Italia ad avere il collegio uninominale sembra altresì valido che una legge completa e specifica ne regoli la materia e pertanto che per assicurare come vuole il dettato costituzionale alla Regione un Deputato ed un Senatore, ci vuole una legge che assicuri la validità di questo dettato costituzionale per esempio, perché non prevedere una legge che stabilisca che all'atto dell'accettazione della candidatura il candidato designi un proprio sostituto quello che nella legge francese è il remplaçant, come già accade per i francesi che automaticamente nel corso della legislatura in caso di impedimento o di decesso dell'eletto lo sostituisca di pieno diritto.
Ci sembra quindi che non è sufficiente o non sarebbe sufficiente provvedere alla nuova legge, ma che questa nuova legge dovrebbe tenere conto delle difficili situazioni già createsi in questi anni e quindi prevedere quelli che possono essere i rimedi a questa situazione, inoltre sono suggerimenti quelli che noi facciamo al Consiglio perché riteniamo che il Consiglio dovrebbe, ha il tempo di pronunciarsi in merito, potrebbe essere anche un mezzo di maggiore democrazia per il collegio uninominale della Valle d'Aosta quello di prevedere i due turni che è una caratteristica delle elezioni del collegio uninominale francese ma che proprio per la caratteristica unica in Italia del collegio valdostano potrebbe anche essere ripresa da una legge italiana e cioè nel primo turno ogni raggruppamento, ogni partito, ogni movimento si presenta con i propri simboli, con i propri uomini, nella seconda tornata, nel secondo giro dopo una settimana o quindici giorni in seguito agli accordi dei partiti ci sono dei ritiri di candidatura e rimangono quegli altri, rimangono in lizza solamente quelli che non si ritirano. Sono idee, sono suggerimenti, il problema di fondo rimane che secondo noi è necessario che il Consiglio regionale, proprio perché si deve fare una nuova legge, si deve fare una legge che superi tutte le carenze che si sono verificate, che questa legge contempli una maggior casistica, contempli anche dei rimedi immediati e quindi che il Consiglio regionale si pronunci in modo che l'eventuale legislatore, il parlamentare nazionale possa essere al corrente delle idee, delle intenzioni, del parere del Consiglio regionale che io, per alcuni aspetti, per alcuni dettagli, mi sono permesso di anticipare quello che è il parere del gruppo comunista.
Ramera (D.C.) - Sono d'accordo con il Consigliere Dolchi che la mozione venga inviata a tutti i gruppi politici rappresentati in Parlamento e altresì chiederei che la mozione venisse inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Interni. Sono contento che il gruppo comunista voti a favore, però io non penetrerei troppo quella che può essere una nuova legge, quella sì noi avremo tempo, però quello che interessa è che il Parlamento voti immediatamente una legge ordinaria che stabilisca le elezioni in Valle d'Aosta, perché la Valle d'Aosta sia rappresentata in Parlamento, dopodiché se occorrerà la legge costituzionale o meno, modalità per il futuro copiando quella francese del supplente o del ballottaggio questo lo vedremo con tranquillità, però questa tranquillità a cui noi veniamo invitati oggi, a noi non soddisfa, noi chiediamo con questa mozione che il Parlamento si pronunci con legge ordinaria per indire nuovamente le elezioni poiché i seggi sono vacanti e quindi la Valle d'Aosta deve essere rappresentata in Parlamento. Questo è quello che noi chiediamo immediatamente e quindi il gruppo democristiano che già aveva apposto la sua firma voterà a favore di questa mozione.
Milanesio (P.S.I.) - Ma ovviamente, prima come democratici e poi come Socialisti siamo d'accordo sul contenuto di questa mozione. Anche noi riteniamo che le elezioni che si sono svolte in Valle d'Aosta siano state sostanzialmente falsate per la morte prematura dei due candidati che rappresentavano la lista n. 3 e riteniamo che le lacune dell'attuale sistema elettorale debbano essere superate e colmate. Non vogliamo entrare nella sottile disquisizione giuridica se sia sufficiente una legge ordinaria oppure se occorra una legge costituzionale per poter tenere subito nuove elezioni. Noi voteremo questa mozione così come è stata proposta, lasciando al Parlamento di sciogliere questo nodo, sperando che lo sciolga perché il Parlamento invece non lo ha sciolto nei due disegni di legge presentati precedentemente. Non siamo depositari della verità rivelata e nella scienza giuridica quindi noi ci limitiamo politicamente a votare questa mozione perché riteniamo che sia opportuno sul piano politico avere nuove elezioni in Valle d'Aosta. La materia giuridica la lasceremo a coloro i quali ne hanno l'autorità e la competenza di discuterne però a sostegno di quanto ha detto il Consigliere Dolchi prima, noi Socialisti chiediamo che l'Amministrazione regionale, che il Consiglio investa di questo problema una Commissione, potrebbe essere la Commissione Finanze, Affari Generali. Nel frattempo, dopo aver votato questa mozione, per esaminare un testo di legge da proporre io ritengo il più presto possibile o comunque mettere al lavoro questa Commissione per porre delle modifiche concrete della legge elettorale che vige per il collegio uninominale della Valle d'Aosta. Anch'io ho provato a pensare, a sbizzarrirmi sulle possibilità di modifica che vi possono essere, è chiaro che vi sono dei sistemi elettorali tipo quello dell'eventuale ballottaggio che possono essere più suggestivi o forse lasciare un maggiore spazio ai partiti minori in queste competizioni, come vi possono anche essere altre proposte che io non voglio fare in questa sede, perché mi pare che l'argomento sia quello di questa mozione e non voglio tediare il Consiglio oltre su altre opinioni ed altre ipotesi, però io inviterei il Consiglio, oltre a votare questa mozione parallelamente, di investire la Commissione Finanze, Affari generali che mi pare sia la più indicata dello studio di un disegno di legge di modifica del sistema elettorale per il nostro collegio uninominale affinché comunque vadano le cose in Parlamento cioè se si possa con legge ordinaria indire nuove elezioni, se non si possa essere preparati per fare in modo che la nuova legge sia espressione, possibilmente, della volontà di tutto il Consiglio regionale, di tutti i settori del Consiglio regionale, quindi a nome del gruppo socialista noi votiamo a favore di questa mozione.
Pedrini (P.L.I.) - Noi voteremo come Partito Liberale a favore della mozione. È evidente che anche noi come partito chiediamo una radicale modifica al sistema di votazione, non condivido quanto ha detto l'Assessore Milanesio in riferimento alla Commissione Finanze, in quanto per esempio noi Liberali non ci siamo, io invece allargherei se fosse possibile ai Capi gruppo o un qualcosa del genere. Comunque condivido l'impostazione, non l'affermazione, sotto questo profilo, evidentemente le elezioni prima si faranno meglio sarà ma devono essere fatte dando quella garanzia che non ripetano più quelle cose che sono già avvenute purtroppo in passato, ossia con tutte quelle garanzie. Per esempio faccio per dirne una, noi Liberali ci batteremo perché i resti vadano a Roma ma a noi interessa questo perché la Valle d'Aosta deve essere l'unica Regione in campo nazionale dove i resti non vanno a Roma, è un assurdo, noi chiederemo nella Commissione che io mi auguro testé verrà nominata, va bene, che per esempio questo sia uno dei capitoli che noi chiederemo alla nuova legge e evidentemente ci batteremo per queste ed altre cose che ci riserviamo in sede di Commissione di comunicare.
Tonino (P.S.I.U.P.) - Anche il PSIUP è d'accordo su questa mozione, quindi voterà a favore di questa mozione. Le cose già dette sia da Milanesio, sia da Dolchi, sia anche in parte da Pedrini mi trovano favorevole, soltanto occorre, accanto a questa mozione, dopo questa mozione, occorre predisporre uno studio di un disegno di legge che regolarizzi in questa materia carente in Valle d'Aosta insomma. Adesso va bene, votiamo questa mozione per nuove elezioni e poi in seguito si dovrà vedere il successivo comportamento ma questo dovrà essere preso dal Consiglio, passando prima attraverso una Commissione rappresentata da tutti i gruppi.
Caveri (U.V.) - Ma oramai tutti i gruppi, salvo errori, si sono espressi a favore di questa mozione e quindi... (Montesano: mi esprimo anch'io ... sono l'ultimo... quindi a favore) ...e allora una replica deve essere brevissima evidentemente e sarà la mia preoccupazione di astenersi al massimo da ogni accento polemico.
Voglio solo fare qualche brevissima precisazione, ribadendo quello che è stato detto dal Consigliere Ramera e ripetendo quello che io stesso avevo anticipato nel mio primo intervento e cioè mi rallegro della conclusione del Consigliere Dolchi, nel senso che il suo gruppo voterà a favore della sua mozione, non mi rallegro però di alcune sue considerazioni che non so se volontariamente o involontariamente, questo non l'ho capito bene perché l'intervento del Consigliere Dolchi è stato molto felpato per cui non ho capito se la confusione, la tendenza a unificare le due questioni che debbono essere separate, non ho capito se questa tendenza a centrifugare le due questioni sia casuale e involontaria, o se non sia il frutto di una sottile malizia e furberia da parte sua. Per me, come d'altra parte mi pare che sia stato negato dagli altri interventi, le due questioni devono essere tenute rigidamente separate e l'ho detto, qualcuno le ha ripetuto e quindi non intendo ripetere ancora una volta la necessità di questa separazione.
In secondo luogo affermo che una legge che si impone, che fissi magari con un solo articolo le nuove elezioni in Valle d'Aosta è una legge ordinaria e non è niente affatto una legge costituzionale, in secondo luogo quell'altra legge che modificasse per la Valle d'Aosta alcune norme anche quella sarebbe una legge ordinaria e non sarebbe una legge costituzionale.
Coloro, i quali esprimono la speranza che possa essere definita costituzionale una legge che consideri le elezioni della Valle d'Aosta, sono coloro che nel cuore coltivano la "speranziella" di rimandare il più lontano possibile l'amaro calice di queste nuove elezioni perché naturalmente se la legge è costituzionale allora ci deve essere la duplice approvazione della camera dei Deputati e da parte del Senato e su questo punto non intendo aggiungere altro perché mi pare di essere stato abbastanza chiaro.
Voglio rispondere a Dolchi che una legge che fissi nuove elezioni in Valle d'Aosta non esclude evidentemente, e penso che sia d'accordo, non esclude l'altra legge che modifica l'altra legge elettorale per la Valle d'Aosta, piuttosto voglio spendere un'ultima parola che può anche essere considerata inutile, perché non si tratta qui di discutere la nuova legge elettorale della Valle d'Aosta in questa sede, però voglio spendere ugualmente una parola su di una proposta che è stata fatta dal Consigliere Dolchi sia pure accennata, così non come una proposta precisa ma come un accenno a un qualche cosa che potrebbe verificarsi e potrebbe essere approvata dal Parlamento e cioè applicare per la Valle d'Aosta, dato che si tratta di un collegio uninominale il sistema che vige in Francia e in Germania e in altri paesi d'Europa e cioè il sistema dei supplenti.
Io mi permetto di dire, anche se non è questa la sede di discuterne e non è il momento, io per conto mio sono contrario a questo sistema dei supplenti perché il sistema dei supplenti vige in paesi come la Francia dove il diritto pubblico è un diritto..., il diritto pubblico francese è un diritto pubblico eccezionale perché non stabilisce quei sistemi rigidi di ineleggibilità e di incompatibilità che vigono invece da noi e che è bene che vi siano perché in Francia un Sindaco può essere deputato, un Ministro può essere Sindaco e quello è un pessimo sistema. Infatti noi vediamo che nella stessa Francia c'è tutto un movimento di vari partiti che tendono a stabilire una rigida ineleggibilità del Deputato o, peggio ancora, del Ministro a Sindaco e viceversa perché naturalmente chi è Deputato o Ministro quando poi si presenta alle elezioni comunali fa capire agli elettori, fa un pesante, non dico ricatto, ma insomma esercita una pressione notevole sugli elettori e fa capire in fondo se conviene avere un Deputato o magari un Ministro, anzi mi pare che Chaban-Delmas primo Ministro, sia addirittura Sindaco di Bordeaux, una cosa del genere.
Ora noi non ammiriamo questo sistema e quindi da noi invece c'è un sistema di ineleggibilità e di incompatibilità. Ora bisogna riflettere un momento su questo: che quei due supplenti sarebbero due politici imbalsamati per cinque anni perché non potrebbero, sarebbero supplenti, dovrebbero crepare i titolari del mandato parlamentare e non potrebbero presentarsi alle elezioni regionali, quindi sarebbero due supplenti imbalsamati.
Lascio stare l'aspetto umoristico che quando il candidato n. 1, anzi il parlamentare incontrerà il supplente, prima cosa toccherà ferro e farà dei segni di scongiuro, ma lasciamo stare questo aspetto umoristico, non credo che il sistema dei supplenti possa essere applicato alla Valle d'Aosta. Ad ogni modo non mi voglio diffondere su questo argomento perché non ne dobbiamo trattare oggi, quindi io termino con queste parole il mio secondo intervento.
Dujany (D.P.) - ... perché la Giunta è d'accordo su questa mozione presentata dai Consiglieri che l'hanno sottoscritta e però si augurerebbero che dopo aver votato questo ordine del giorno che il Consiglio sia partecipe e sia iniziatore di una proposta di legge per risolvere questo problema che è lacunoso da parecchio tempo. Io ritengo che sia opportuno che il Consiglio si interessi di questo problema anche nel merito della sua soluzione e non solo attraverso una affermazione di principio quale è contenuta oggi in questa mozione, affinché possa essere partecipe nella redazione di una proposta di legge di iniziativa, di competenza, del Parlamento attraverso l'iniziativa consiliare, quindi io mi permetterò a nome della Giunta di proporre al più presto possibile una proposta da esaminare e da discutere in sede di Consiglio, dopo naturalmente aver votato questa mozione che tende a risolvere immediatamente un primo aspetto del problema.
Non va sottaciuto e lo vorrei dire apertamente che la necessità di rifare le elezioni è una necessità sentita da tutti.
Caveri (U.V.) - ... di due parole anche se va al di là del limite dei due interventi volevo solo dire una cosa, esprimere una mia preoccupazione in rapporto a quello che ha detto il Presidente della Giunta e cioè sarebbe bene prima varare la legge che fissa nuove elezioni in Valle d'Aosta, in un secondo tempo pensare alla legge di modifica della legge elettorale per evitare che la seconda rappresenti un bastone in mezzo alle ruote per la prima, ecco questo volevo...
Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro interviene? Allora mettiamo ai voti la mozione con, non so se il Consiglio è d'accordo sui suggerimenti aggiuntivi fatti dal consigliere Dolchi e dal Consigliere Ramera, cioè l'invio della mozione anche al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'Interno e ai gruppi parlamentari, mi pare il Consigliere Dolchi aveva detto. Il Consiglio è d'accordo? Allora con l'aggiunta appunto dell'invio al Presidente del Consiglio, al Ministro dell'Interno e ai gruppi parlamentari della Camera e del Senato.
Chi è favorevole alla mozione così modificata alzi la mano: contrari? Astenuti? Il Consiglio approva all'unanimità.
