Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 183 du 14 juillet 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 183/72 - Cessione in affitto dello stabilimento industriale, sito in Comune di Arnaz, già adibito a produzione dolciaria della Compagnia generale Dolciaria S.p.A.. Delega alla Giunta. (Rinvio proseguimento della discussione)

Montesano (P.S.D.I.) - Allora ci sono due, un oggetto prima dell'oggetto della SIRCA-DAVIT, e la parola al Consigliere Pedrini che voleva dire qualcosa a proposito.

No, Consigliere Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Volevo solamente dire che, dato che Lei parlava se si doveva smettere o no, di proseguire almeno questo ordine del giorno per quanto riguarda la SIRCA-DAVIT, tutto lì volevo dire io, che si affrontasse questo problema, proprio per le condizioni in cui si trova l'occupazione in bassa Valle.

Montesano (P.S.D.I.) - Nessun altro vuole proporre? La proposta è di continuare i lavori.

Caveri (U.V.) - La SIRCA-DAVIT non è una questione di poco momento che si possa discutere così verso la fine di una discussione che è durata tutta la giornata; è una questione complessa, è una questione delicata, abbiamo molte cose da dire al riguardo; se noi incominciamo a discutere della SIRCA-DAVIT ne avremo almeno per due ore, nessuno si illuda al riguardo! Quindi io chiedo che i lavori vengano rimandati, di questa seduta di Consiglio, vengano rimandati alla seduta del 28 di luglio.

Manganoni (P.C.I.) - Io penso che, data la situazione, è inutile ripetere, che tutti conosciamo della bassa Valle, è la necessità di accelerare tutte queste pratiche burocratiche in modo da poter occupare queste donne, anche se è vero che sono le venti, ecc., che la questione della SIRCA-DAVIT si discuta, primo. Secondo che al prossimo Consiglio, dato che rimangono molti punti dell'ordine del giorno da discutere, che altri se ne aggiungeranno e che per forse due mesi il Consiglio non si riunirà, se non basta un giorno si preveda anche la seconda giornata, in modo che si possa smaltire tutto quanto è all'ordine del giorno.

Montesano (P.S.D.I.) - Visto che i pareri sono discordi, chi è favorevole a continuare la seduta a trattazione di questo oggetto, alzi la mano.

Dujany (D.P.) - Vorrei fare un'osservazione, vorrei chiedere cortesemente ai Consiglieri di voler dare alcune indicazioni su questo problema che è stato presentato in Consiglio come proposta di larga massima. Questo allo scopo di potermi dare la possibilità, al sottoscritto e alla Giunta di continuare le trattative in una certa direzione oppure no, perché altrimenti se richiamo di soprassedere a questo argomento il tempo passa, i problemi si accumulano e il problema della disoccupazione della bassa Valle è un problema assai complesso soprattutto per quanto attiene la disoccupazione femminile.

Se il Consiglio volesse cortesemente riservare mezz'ora per darci alcune indicazioni su questo problema, io credo di poter trovare una soluzione intermedia che non mi impegni eccessivamente e che ci serva a dare alcune indicazioni su questo problema che è presentato al Consiglio in via di massima.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, le proposte sono quelle che sono, io metto ai voti perché mi è stato chiesto anche di mettere ai voti, chi è favorevole a continuare la seduta su questo argomento alzi la mano, uno, due, tre, quattro, ecc. come 21.

Ramera (D.C.) - Scusi Signor Presidente, molto probabilmente qui non abbiamo capito, il Presidente della Giunta vuole continuare per arrivare a un deliberato o per avere delle informazioni.

Perché praticamente si vuole continuare, ma qui l'allegato che ci è stato dato è talmente evasivo, talmente incompleto per cui a un dato momento o dobbiamo chiedere, passare alla radiografia questi Signori, questo costituenda Società altrimenti quali pareri possiamo noi dare.

Quindi non si tratta di essere pro o contro, si tratta che qui non c'è una informazione precisa e secondo il Presidente che vuole solo un'indicazione di massima non arriveremmo neanche a un deliberato, quindi.

Io vorrei essere un po' più informato.

Montesano (P.S.D.I.) - Signor Presidente.

Dujany (D.P.) - Vorrei precisare il mio pensiero, indipendentemente dalla conclusione deliberativa o meno mi premerebbe avere delle indicazioni da parte del Consiglio sulla impostazione del problema, riservandomi nel frattempo di muovermi in una certa direzione che sia una direzione in cui il Consiglio è d'accordo.

Ci riserveremmo successivamente di presentare alcuni dettagli che oggi potranno essere chiesti e che probabilmente ci sono sfuggiti.

Ma oltre ai problemi di dettaglio c'è un problema d'impostazione: vorrei sapere se sul problema d'impostazione il Consiglio manifesta il suo accordo oppure no.

Caveri (U.V.) - Per quanto ci riguarda, questo è un intervento di pura deliberazione e questo non vuol dire che accettiamo di discutere il problema a fondo, io non dico solo io, ma noi dell'Union Valdôtaine siamo semplicemente scandalizzati che una Giunta abbia avuto il "tupè" di presentare una proposta del genere, di affittare per mille lire simboliche un patrimonio acquistato a 400 milioni senza sentire l'elementare dovere di dire a quale Società si vuole affittare questo patrimonio. Ma insomma: ma questa è una cosa da pazzi perché in quel modulo, in quella bozza di contratto si scrive: la costituenda Società ... ma voi credete che dei Consiglieri regionali che abbiano una sensibilità, che abbiano un senso di responsabilità possano mettere la cenere su di una bozza di contratto nella quale non si dice nemmeno a chi si affitta un patrimonio acquistato dalla Regione per 400 milioni?

Ma Lei dice di dare delle indicazioni di massima. Noi è questa l'indicazione di massa che vi diamo che voi come Giunta dovete almeno sentire l'elementare dovere di indicare al Consiglio regionale a chi volete, chi sono questi Signori di questa costituenda Società, chi sono, vorremmo saperlo, se è ... gas o chi, ma noi siamo autorizzati a pensare le cose più orrende di questa proposta che voi fate e che non sappiamo se sia prova di mancanza di senso di responsabilità o prova di incapacità amministrativa da parte vostra.

Quindi noi prima di tutto intendiamo sapere chi sono questi Signori della futura Società di cui voi vi guardate bene dall'indicare i nomi. Qui si ripete la storia della FERA probabilmente, ma almeno ai tempi della FERA mi pare che Bionaz aveva indicato i nomi di quei cinque o sei galantuomini che in questo momento sono in galera imputati di bancarotta fraudolenta, ma voi state facendo peggio perché non indicate neanche i nomi di questi soci, di questa Società che voi dite costituenda e che indicate con coraggio da leoni con una fila di puntini.

Questa, Signor Presidente della Giunta è la nostra indicazione di massima.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi al proposito? Si vuole insistere nel discutere questo argomento? Non abbiamo finito la votazione, insisto, dobbiamo fare la votazione perché mi hanno interrotto la votazione, chi è favorevole a continuare i lavori alzi la mano. Guardate, alzate la mano perché altrimenti mettete in difficoltà chi deve contare.

Scusate, mi dite il numero preciso. Chi è contrario? Chi è contrario alzi la mano, astenuto il sottoscritto. Allora si continua i lavori e prego il Presidente della Giunta di relazionare su questo oggetto.

Dujany (D.P.) - Nel maggio di quest'anno provvedeva all'acquisto dell'area di terreno già destinato alla SIRCA-DAVIT in modo da utilizzarlo per una attività industriale che tenda a creare alcune quantità di posti di lavoro femminile nella zona di Arnaz.

Il Consiglio aveva approvato l'atto di acquisto e successivamente si stanno svolgendo le pratiche relative per l'atto notarile.

Nel frattempo avevamo, abbiamo presentato l'attuale proposta di deliberazione di affidare questa area limitatamente all'area coperta a nord della strada nazionale ad una industria che tendesse a stabilire una certa quantità di posti di lavoro, 80 per un anno e 100 euro due anni di attività femminile di filatura e che nello stesso tempo chiedeva un affitto trentennale al prezzo simbolico di mille lire all'anno.

L'Avvocato Caveri in un modo un po' forse impaziente.

Caveri (U.V.) - Non impaziente, in un modo indignato, indignato di vedere trattare così gli affari della Valle d'Aosta e ci sono perfino i Consiglieri che vorrebbero trattare così tamburo battente una pratica impostata così male e ciò per pura demagogia.

Quindi sono indignato, non impaziente.

Dujany (D.P.) - Avvocato Caveri, non sono problemi facili, sono problemi molto difficili... (voce di Caveri) ...e va bene, non si arrabbi in questo modo, non serve niente arrabbiarsi, abbia pazienza... (voce di Caveri)

Pollicini (D.P.) - ... Presidente, sono le otto e vuole andare a casa.

Montesano (P.S.D.I.) - Lasciate continuare il Presidente della Giunta, lasciate continuare.

Pollicini (D.P.) - ... Lei è un elemento folcloristico, degno del Circo Togni, Lei è degno del Circo Togni, un elemento folcloristico nell'ambiente consiliare.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Pollicini, Consigliere Pollicini.

Caveri (U.V.) - Lei.... da delinquente.

Montesano (P.S.D.I) - Consigliere Caveri... (voci) ...Io richiamo i Signori Consiglieri, Bordon, Bordon, per favore non metterci anche tu la pinzina. Allora lasciamo parlare il Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - A parte il problema sottolineato dall'avvocato Caveri sulle notizie più precise circa l'imprenditore che dovrebbe stabilire questa certa quantità di posti di lavoro e condurre l'industria che mi riservo di portare con elementi più precisi in una successiva riunione in cui chiedo scusa al Consiglio di non averli potuti avere per questa riunione. Volevo chiedere al Consiglio se è d'accordo nella impostazione del problema in questo modo, cioè far consistere il contributo regionale per sollecitare investimenti in Valle d'Aosta atti a creare posti di lavoro anziché attraverso un contributo in conto capitale a fondo perduto come si è fatto fino ad oggi attraverso invece l'affitto di un'area coperta ad un certo prezzo per un certo numero di anni con una contropartita di una certa quantità di posti di lavoro.

Questo mi pareva la richiesta più urgente che volevo proporre al Consiglio regionale riservandomi nella successiva riunione di portare elementi più precisi e più approfonditi circa i programmi che potrà, che dovrà svolgere questa industria e circa la sua capacità economica finanziaria e circa le sue possibilità e capacità imprenditoriali.

Andrione (U.V.) - Io oltre, a parte il tono, quanto ha detto l'Avv. Caveri e cioè che è molto difficile dare un'indicazione anche se fosse di larga massima, di fronte a un problema in cui l'intuito su persone e cioè la qualità di quelli che dovrebbero prendere quest'industria, la loro capacità imprenditoriale, la loro solvenza dal punto di vista fiscale, sono fondamentali per qualsiasi discussione, per cui questo contratto, se in ipotesi, alla fine ci fosse la firma di Gianni Agnelli o di un Pirelli potrebbe anche essere un contratto discutibile in Consiglio, mentre se invece ci fosse la firma di Mario Andrione o di Giulio Dolchi sarebbe un cattivo contratto perché quando si tratta di affari, bisogna trattare di affari sapendo con chi si agisce.

Non esistono contratti astratti, i contratti sono concreti, sono fatti con delle ditte che sono capaci di garantire alcune cose. Comunque, accogliendo l'invito del Presidente della Giunta, io mi permetto di fare notare due cose; che a mio avviso sono legate e che sono gravi, e cioè l'affitto simbolico di mille lire all'anno che vuol dire 30 mila lire, quando all'interesse del 5% la somma che noi abbiamo speso e il più stupido di noi è capace di prendere il 5% su una somma di 400 milioni, rappresenta 72 milioni di lire, da un lato e dall'altro lato il tempo di 30 anni.

Come si fa affittare per 30 anni, insomma, rendiamoci conto che l'usucapione al termine di diritto civile avviene in 20 anni, contratti di affitto si fanno al massimo per 19 anni, ci vuole l'atto politico.

Io direi, visto che questa sera si arriverà a una approvazione di massima, pregherei il Presidente della Giunta con tutta la cortesia dovuta di tenere presente che perlomeno su questi punti il contratto deve essere visto, l'affitto avrà la durata di anni 30, 30 sono effettivamente troppi e l'affitto simbolico di mille lire è un po' troppo basso, qualche che sia la capacità ... sulla quale io con tono diverso ripeto tutte le riserve fatte dall'Avvocato Caveri.

Fosson (U.V.) - Rinunciare a quel che volevo dire perché mi ha preceduto in parte il Consigliere Andrione e dico, noi potremmo esaminare tutte, ma quali indicazioni possiamo dare oggi senza sapere con chi dobbiamo trattare, noi possiamo anche accedere alla questione, quando noi abbiamo dato il benestare di acquistare lo stabilimento SIRCA-DAVIT, ci siamo, avevamo già fatto una discussione preliminare che eventualmente questo stabilimento l'avremmo affittato, non abbiamo parlato di quale prezzo e tutto ma certamente non l'abbiamo acquistato per tenerlo come bene regionale che non venga utilizzato.

Quindi è naturale, però qualunque sistema noi si voglia fare per dare la possibilità di installare in quello stabilimento un'industria, la questione fondamentale preliminare è di sapere con chi si tratta e di avere dei dati precisi come Consiglieri regionali prima di entrare a fare una qualsiasi discussione perché allora, avendo dei dati precisi, noi potremmo determinarci e mandare adesso preventivamente un indirizzo, noi daremmo un indirizzo che un indirizzo di dire, sì, sì, noi abbiamo intenzione, cioè, sono delle pure e semplici intenzioni che avevamo nel momento in cui abbiamo acquistato lo stabilimento; cioè quello di trovare un'industria in un certo momento per mettere in questo stabilimento, ma il Presidente della Giunta fa benissimo di vedere se c'è un'industria seria e tutto ma quando viene in Consiglio e il Consiglio deve determinarci, deve determinarci non certamente su una cambiale in bianco di questo genere, di questo genere, ma deve determinarci in base a dei fatti certi, a delle informazioni precise, in base a dei nomi precisi, in base a delle Società costituite, non costituende, perché una Società costituenda noi non sappiamo a un certo momento chi può entrare in questa società costituenda.

Ma ad un certo momento potrebbe essere una filatura, certo dico una cosa che non è a scopo polemico, ma potrebbe essere una filatura o uno stabilimento tessile che è legato con la Sociale, ad esempio. Noi dovremmo saperlo, dovremmo saperle queste cose.

E mi risulta anche che la Commissione Industria e Commercio non ha neanche esaminato neanche questo punto perché su questo si è detto nella Commissione Industria e Commercio, è un segreto, per il momento non si può sapere niente, non si deve sapere niente.

Ma come, il Consiglio regionale dovrebbe eventualmente dare un indirizzo senza saper niente, mi limito solo a dire questo.

Ora con questo, sia ben chiaro e non si faccia la speculazione perché qui molte volte si parla di speculazione a scapito degli altri ma non si faccia poi la speculazione di dire, siamo contrari ai lavoratori, ai disoccupati della bassa Valle e via dicendo, noi chiediamo soltanto di avere le idee chiare per decidere con cognizione di causa e per fare qualche cosa che sia concreto.

Questo mi sembra che sia quanto ogni Consigliere deve poter chiedere.

Manganoni (P.S.D.I.) - Noi abbiamo già avuto occasione di pronunciarci in un precedente Consiglio, ora forse fra quei Consiglieri che vorrebbero trattare tambur battente il problema, io ne sono uno perché ho insistito, sollevato il problema affinché se ne discuta in questa seduta.

Ora vi è il problema che ha già accennato il Presidente della disoccupazione femminile nella bassa Valle.

Sono oltre 300, per bassa Valle io intendo anche zona di Donnaz e di Pont-St-Martin, cioè da Montjovet a Pont-St-Martin le domande di occupazione da parte delle donne, ribadisco occupazione femminile.

Ora, noi abbiamo assistito ad un fatto che certamente ci dovrebbe rattristare, appena certi "vignerons" svizzeri hanno saputo che nella bassa Valle vi erano stati quei massicci licenziamenti, come degli avvoltoi si sono precipitati nella zona di Verrès per, naturalmente assoldare le "effeuilleuses", e sapendo la loro situazione di disoccupate, hanno offerto delle cifre inferiori a quelle che questi famosi "vignerons" svizzeri pagano normalmente alle povere donne valdostane che devono andare a fare le schiave in Svizzera.

Questo ve lo potete fare ripetere da chi era presente e nella bassa Valle erano presenti diversi a questi fatti che non ritornano certamente ad onere dei nostri vignerons.

Ora, vedete, questi sono i fatti che mi hanno indotto ad insistere a che il problema venga discusso con urgenza, perché c'è chi può essere sensibile a questi problemi umani e sociali e chi vi può esserlo meno.

Fosson (U.V.) - Non hai mica la prerogativa solo tu di essere sensibile ai problemi sociali Manganoni!

Manganoni (P.C.I.) - Io non ho escluso nessuno, se Fosson si sente di appartenere a quella categoria padronissimo di sentirsi di appartenere a quella categoria, io non ho fatto nomi io ho detto che per me è una questione di sensibilità.

Fosson (U.V.) - Siccome io ho parlato prima, ho detto quel che pensavo e tu ti riferisci a chi ha parlato, quindi includi anche io sottoscritto.

Manganoni (P.C.I.) - Beh, io quando Fosson ha parlato e quando mi è stato detto, voler trattare "tambour battant" ecc. io non ho banfato, io sto ribadendo adesso il mio concetto e i miei principi, che possono essere discutibili, Fosson può anche non condividerli, però questi sono i miei concetti, le mie opinioni.

Ora sulla questione se il Consiglio è d'accordo di darlo in affitto, anche simbolico, io non vorrei ripetere quanto abbiamo già detto, noi fino adesso ci siamo sempre lamentati, SIRCA DAVIT e FERA insegnano, che si buttavano via dei soldi al vento, si davano dei contributi agli industriali che venivano qui, fallivano e se ne andavano e poi dopo noi dovevamo andare a ricomperare per la seconda volta i terreni già pagati una volta; con questo nuovo criterio noi non diamo più dei contributi, dei milioni, delle centinaia di milioni nelle mani degli industriali ma diamo in affitto dei terreni di nostra proprietà e dei capannoni di nostra proprietà che rimangono di proprietà della Regione, per cui io penso che questo sia un criterio abbastanza sano, per evitare il ripetersi delle FERA e della SIRCA DAVIT; d'altronde di questo ne abbiamo parlato in Commissione, se ne è parlato, e quindi non è vero che si ignora tutto, ed io vorrei solamente attirare l'attenzione sui Consiglieri su un fatto, e vi dico dei dati: Regione Autonoma del Friuli e Venezia Giulia, in due anni sul bilancio 25 miliardi stanziati come fondo di rotazione; ora io qui non sto dicendovi che i criteri adottati dal Friuli Venezia Giulia vanno bene e che i criteri adottati per la distribuzione di questi fondi noi li disapproviamo, comunque la Regione ha dimostrato di fare uno sforzo stanziando delle cifre rilevanti.

Emilia, Emilia è una modesta Regione a Statuto Speciale, bilancio per quest'anno dal mese di aprile: 2 miliardi per il bilancio dell'industria, due miliardi, sempre sul bilancio, per il turismo; 6 per l'agricoltura, 8 per i lavori pubblici.

Ebbene due miliardi, osservi che la Regione Emilia ha un bilancio ammontante a circa 50 miliardi e stanzia due per l'industria, due e rotti, adesso lasciamo perdere i "... e rotti".

Ora le proporzioni dei nostri stanziamenti, eh beh io lascio a voi riflettere, a pensarci, noi per l'industria, sulla voce incremento all'industria non prendiamo tutto il capitolo dell'Industria e Commercio, abbiamo non so se ci aggiriamo sui 350 milioni, se ci aggiriamo, ora questo cosa denota? Che nel passato, io qui non accuso nessuno perché ho fatto parte anch'io della Giunta, forse l'Amministrazione regionale non ha dedicato l'attenzione sufficiente al problema dell'industria ed allora ci siamo trovati in questa situazione.

Sì, chiaro che io non accuso nessuno perché forse ne sono responsabile io quanto gli altri.

Comunque questo è un problema che deve essere seguito, se noi vogliamo evitare che la gente se ne vada, e poi dopo piangiamo perché i valdostani se ne vanno, e definire.

Ora la questione sul principio l'abbiamo detta l'altra volta, l'abbiamo detta in Commissione e la ribadiamo oggi, sulla questione del principio siamo perfettamente d'accordo e pensiamo che la Giunta possa proseguire queste trattative.

Sull'impresa, sulla solidità o meno delle eventuali imprese che non sappiamo il nome, su questo ci potremo pronunciare quando conosceremo il nome.

Comunque come principio, cioè anziché stanziare centinaia di milioni a fondo perduto come prevede la legge, come abbiamo fatto fino adesso, il principio di affittare anche ad un prezzo simbolico ma rimanendo nel noi Regione proprietari, io penso che questo sia un sistema sano e tempo di adottarlo per evitare gli inconvenienti che si sono ereditati fino adesso.

Ramera (D.C.) - Ascoltare il Consigliere Manganoni verrebbe voglia di proporre subito all'Assessore alla Sanità di pensare a qualche provvedimento per la colonia valdostana che abita nella schiavitù svizzera perché ha fatto tutto un appello che vorrei sapere da chi gli è stato richiesto.

Il Presidente della Giunta si è rivolto al Consiglio e credo neppure più pretendendo il deliberato, di avere delle indicazioni sull'azione che deve condurre.

Quindi, il pensare che qui esistono i Consiglieri che hanno voglia di fare il predicozzo anche a tali ore, e altri che magari al mattino sembra che si alzino per succhiare il sangue ai bambini, qui credo che non esistano, caro Manganoni.

Tu non so chi vuoi incantare quando parli, si potrebbe fare molto più velocemente i lavori se uno dicesse, sono d'accordo sull'impostazione della Giunta o non sono d'accordo per questi motivi.

Ora, il Presidente, io mi rivolgo invece al Presidente della Giunta, proprio per sapere se le indicazioni che lui pensa di avere, non valgano per il deliberato perché se questo deliberato noi lo approviamo, il Presidente può fare a meno di tornare in quest'aula perché noi gli diamo la delega per tutti i successivi provvedimenti ecc. ecc.

Ora, mi sembra di aver capito che questa non è l'intenzione del Presidente della Giunta e allora sta bene quello che ha detto Fosson.

Il Consiglio regionale aspetta di avere elementi precisi per una sua valutazione, e questo lo hai detto anche tu che lo aspetti, no? Ma quale principio, lo abbiamo già detto al momento dell'acquisto che questa area e i fabbricati dovevano essere destinati, e credo solo in affitto perché non volevamo mica fare una speculazione edilizia a rivederli, per caso? Quindi siamo d'accordo, tutto sta a vedere le proposte della Giunta che ci farà in merito al conferimento, all'affitto di questo locale, di questi locali, a quale società, con quali cautele noi ci garantiamo, dato che noi siamo i padroni di casa, per evitare appunto di cadere in errore, punto e basta.

Sul principio, credo siamo stati d'accordo al momento dell'affitto, punto e basta. Noi pretendiamo qui semplicemente di essere garantiti: prima di sapere a chi è stata data questa, a chi s'intende dare questo affitto, questi locali;

secondo: di essere cautelati al massimo per evitare spiacevoli sorprese;

terzo: dato che qui vedo fibre e manufatti tessili, l'ho già detto oggi in Commissione, io ho un po' qualche perplessità, visto l'andamento del Mercato in quel campo. Tuttavia, per carità, io mi fido di quello che farà la Giunta tanto più che non devo deliberare proprio niente.

Quando la Giunta porterà il tutto, noi discuteremo ampiamente e delibereremo senza fare appello alle sensibilità o meno della gente.

Chamonin (M.A.V.) - Noi siamo d'accordo sul principio che è meglio intervenire offrendo terreni o infrastrutture anche come in questo caso, praticamente gratuitamente, piuttosto che intervenire con fondi o sotto forma di sussidi o a fondo perso.

Non abbiamo, né inventiamo d'altronde niente ma in molte altre zone industriali depresse della nazione si usa questo metodo, direi in tutte, in quanto altrove non possono neanche pensare di intervenire diversamente non disponendo di fondi.

Ci riserviamo naturalmente di concordare o di negare il nostro accordo in secondo tempo al momento di definire il contratto secondo il tipo di azienda, il tipo di attività, e secondo i componenti la solidità dei componenti la Società destinata a risarcire questa azienda.

Preghiamo perciò la Giunta, e siamo certi che il Presidente della Giunta accoglierà questa nostra richiesta di voler fornire al Consiglio quando il Consiglio sarà chiamato a dover decidere definitivamente tutte le informazioni anche le più riservate atte a definire nel modo più chiaro tutta questa questione.

Caveri (U.V.) - Io voglio sperare che il Presidente della Giunta si sia reso conto che occorre portare in Consiglio i dati che non ha sentito il dovere di portare alla seduta di oggi.

E voglio anche sperare però che questi dati non ci vengano dati in articolo "mortis" o magari nella seduta del 28 luglio, devono essere dati con sufficiente anticipo in modo che anche noi possiamo informarci sulle persone e sui gruppi finanziari che entreranno in questa combinazione.

Questo è evidente perché non sarà mica il 28 di luglio che si potrà essere investiti di nuovo di questo problema dandoci le informazioni soltanto il 28 di luglio. Evidentemente dovremmo essere informati in un tempo sufficiente perché anche noi possiamo assumere le nostre informazioni.

E perché noi possiamo deliberare in modo responsabile e non con la testa nel sacco facendo dei bellissimi sermoni su chi è sensibile o, non è sensibile alle questioni umane o alle questioni sociali.

Bordon (D.C.) - È questione di scrupolo di coscienza, io chiedevo scusa se imposterò il problema in altro luogo, forse molto più confuso il mio perché ho l'impressione che si tratti di chiedere a noi delle decisioni amministrative mentre nel sottofondo noi abbiamo soltanto e semplicemente delle decisioni politiche, mi spiego.

È un argomento molto delicato, non è facile riprendere la parola oggi perché ho già detto allora quando comperammo lo stabilimento quali erano le mie perplessità.

Io dissi allora che è una "escalation" o una "desescalation" che noi iniziavamo in quel momento perché ad un certo momento ci si propose di comperare lo stabilimento della SIRCA-DAVIT per 400 milioni.

Era un importo di una certa entità, si fece una grande discussione qui dentro, si disse che i 400 milioni non andavano certamente a favore dei lavoratori disoccupati ma andavano a favore della Ditta che aveva questo stabilimento sul groppone e che gli era passivo. Pertanto io dissi allora quello che ripeto adesso, che se io avessi dovuto fare una discussione soltanto da un punto di vista amministrativo, io avrei dovuto dire, mi sembra che è una cosa assurda il dover fare un'operazione di questo genere, perché giustamente mi sembra, ha detto qualcuno che mi ha preceduto, anche in campo nazionale noi vediamo che questo sta accadendo e parliamoci chiaro, noi vediamo il Ministero delle Partecipazioni che sta diventando nient'altro che il cronicario di tutte le aziende che sono passive in Italia. Perché noi sappiamo ... che ad un certo momento quando un'azienda non riesce più andare avanti ricorre al Ministero delle Partecipazioni e si fa assorbire.

Quello che poi ha da accadere dopo non se lo vede nessuno e non se ne discute più in quanto che essendo poi una necessità sociale il passivo viene assorbito dallo Stato, vale a dire dei denari di tutti.

E allora io ebbi a dire, guardate, non si può dire che amministrativamente sia una saggia operazione quella che stiamo per iniziare perché noi stiamo per iniziare una prova, un nuovo modello di gestione che però provocherà certamente degli squilibri nell'Amministrazione regionale nel suo bilancio, perché indubbiamente quando io feci questa dichiarazione la risposta che mi venne data, non con demagogia cattiva, ma insomma, ma con un po' di demagogia, mi si disse, ma è inutile stare qui a fare queste discussioni.

Noi dobbiamo pensare a questi 100-150-300 disoccupati della bassa Valle e li dobbiamo mettere a posto.

E allora Signori non facciamo più una discussione di amministrazione, facciamo una discussione di funzione sociale della Regione, facciamo soltanto più una discussione politica e ripartiamo da zero.

E diciamo, è necessario mettere a posto 100 lavoratori, costi quel che costi, a carico del bilancio della Regione e andiamo avanti così.

Perché, Manganoni, perché io lo dissi già allora questo lo dissi, ma quando domani faremo questa prova di stabilimento pilota, indubbiamente se per caso avessimo poi ancora la scarogna di avere altri stabilimenti nella Regione che si trovano nella stessa condizione di quello là, e parlavo di località, non di Società, se questo dovesse accadere a Châtillon, dovesse accadere a Morgex o dovesse accadere in un altro luogo, io mi domando come la Regione dirà no, lassù non la facciamo più questa prova. Lassù abbiamo 300 operai che rimangono disoccupati senza posti di lavoro a tirare la cinghia, però lì non ci interessa, l'abbiamo provato laggiù e quindi punto e basta.

Io questo penso che noi non lo potremmo fare perché tutte le volte che si verificherà un caso com'è accaduto alla SIRCA-DAVIT dopo quello che abbiamo iniziato a fare, indubbiamente noi dovremo continuare su questa strada. Mi ero permesso allora di dire un'altra cosa che mi viene più opportuna oggi perché allora prevedevo, oggi invece c'è una realtà.

Noi ad un certo momento questo complesso di 400 milioni che qualcuno ha già fatto i suoi calcoli giustamente ad un 5%, se non sbaglio l'amico Andrione, che vuol dire 20 milioni all'anno di capitale, di interesse su questo capitale, ma secondo me la Regione pur di mettere a posto quegli operai deve fare questo sacrificio.

Però arrivati ad un certo momento, io dissi già allora, senza aver frequentato la scuola di economia, che, certamente si sarebbe presentata una Società e questa Società avrebbe detto: Signori, io sono qui per iniziare attività o come quella o diversa da questa e però voi venitemi incontro e datemi lo stabilimento, gratis et amoris dei. E difatti noi oggi che cosa facciamo, il prezzo simbolico di mille lire perché sennò attraverso 30 anni per diritto di usucapione o quello che è, noi ad un certo momento perdiamo addirittura la proprietà.

Ma, secondo me, l'osservazione che è stata fatta oggi giusta, è questa, io non so chi deve venire in questo complesso, ma supponiamo Signori, che abbia a venire una Società che ad un certo momento o perché parte per essere invogliata da queste concessioni estremamente favorevoli che la Regione fa oppure perché ad un certo momento inizia un'attività, ma perché in commercio non è che sia tutto lì preciso e matematico, in commercio c'è la possibilità del profitto, al quale tutti tendono.

Ma qualche volta in commercio si perde anche, ebbene, questa Società che noi non conosciamo si presenta a prendere questo stabilimento, dopo quattro, cinque o sei anni di attività si trova con un passivo di 100 o 60, di 60 o di 100 milioni ecc. Io vi dicevo allora e ve lo ripeto oggi e sono sicuro che questo potrebbe o potrà accadere, si presenterà alla Regione e dirà, Signori io avanti non riesco ad andare, ho bisogno di 100 milioni perché sennò io devo licenziare 100 persone, e indubbiamente noi dovremmo fare ricorso a questo, perché sennò verremo meno ad uno dei principi attuali, perché oggi non si tratta qui di vedere se noi discutiamo per un impiego economico di qualche cosa. Noi oggi qui guardiamo soltanto questo in funzione sociale per dare lavoro a 300 persone.

È giusto questo? Io ritengo di sì perché se per caso io dicessi di no, mi sparano tutti, perché appunto diceva Pierino Fosson avremo di quelli che sono i più sensibili a certe necessità e altri meno sensibili.

Ma questo io ho voluto richiamare oggi perché si verificherà senza dubbio quello che ho detto io, perché certamente abbiamo comperato lo stabilimento, adesso lo diamo in affitto gratuitamente, auguriamo a questa Società che riesca ad andare avanti perché se non riesce ad andare avanti gli pagheremo il passivo perché possa andare avanti.

Altre Società in passivo in Valle d'Aosta speriamo che non ne vengano fuori, se ciò dovesse accadere dovremo sollevare anche quelle lì, e allora dopo tutto questo, io dicevo, alla fine dei conti, mi si dice, ma siete favorevoli sulla impostazione, ma incominciate a venirmi a dire, noi abbiamo una Società che è costituita da pinco pallino o dai Signori ecc. ecc. e dicevano appunto prima facendo il nome di Agnelli o di chi volete voi, cioè di persone che siano economicamente valide, che mi diano una certa garanzia, che non vengano soltanto qui per speculare sui vantaggi che la Regione dà loro, dando gratuitamente lo Stabilimento ma che mi diano la garanzia che non incomincino un'attività, se non alettati da questo, ma mi diano una certa garanzia perché se avranno un passivo noi lo dovremo pagare.

Ecco perché a me sembrava che mancassero alcuni elementi per giudizio in questa proposta.

Perché mille lire, gliela diamo, mille lire si sapeva già che venivano fuori, durata 30 anni mi sembrano un po' tanti.

Mi si risponderà invece di 30 facciamo 29, mi si risponderà eventualmente noi meno di 29 non veniamo, quindi noi ve lo diamo lo stesso.

E allora che cosa ci rimane come valvola di sicurezza, soltanto la possibilità di sapere chi sono e qual è la loro solubilità.

Allora il Presidente della Giunta con la Giunta dice a noi, noi vogliamo sapere se questo indirizzo va bene, ma cosa possiamo rispondere, niente, perché ditemi voi che cosa volete fare altro, se non chiedervi questa garanzia, se non dirvi che il problema è stato presentato con una certa celerità che è necessaria, perché se non sostengo questo ti volano addosso perché mi si dirà che io questa sera mangio cena lautamente mentre laggiù non la mangiano, perché questi sono i discorsi.

E allora Signori non è più un problema amministrativo, è un problema sociale e politico, la Regione deve far fronte a questo problema e allora si deve acconsentire a tutte le condizioni.

Quindi non veniteci a chiedere più niente.

Questo è il discorso.

E allora, oggi come oggi noi che cosa possiamo rispondervi, vi possiamo rispondere che con gli elementi che abbiamo in mano non ci potremo dire niente.

Ma siccome se vi dicessimo di ritardare, di prendere altre informazioni, voi ci dite che noi siamo insensibili di fronte alle necessità dei lavoratori, Signori non ci rimane che sederci e stare tranquilli e vedere quello che fate voi che siete della maggioranza e che avete la responsabilità del Governo, non so cosa dire altro.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono di parlare? Allora Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Io chiudo così velocemente.

Bordon (D.C.) - ... un'osservazione giusta che aveva detto prima, abbiamo solo una proposta o ne abbiamo diverse? Ecco solo questo, Lei parlando potrebbe anche dirci.

Dujany (D.P.) - Molto velocemente, mi pare che il Consiglio è d'accordo sull'impostazione ed è preoccupato circa l'imprenditore, circa i suoi programmi e la sua serietà e capacità finanziaria e imprenditoriale.

E questa credo che sia la preoccupazione comune di tutti noi.

Richieste di gestione di queste aree sono state parecchie, purtroppo da informazioni le abbiamo scartate tutte ed è rimasta in piedi una, ed è per questo che mi riservo di approfondire ancora questa ultima offerta che ci è parsa la più seria e che ci è parsa quella che dava maggiori garanzie per poter portare poi la proposta concreta in Consiglio.

Mi riservo anche di esaminare le due osservazioni fatte dal Consigliere Andrione soprattutto circa la durata del contratto, circa invece la quota d'affitto penso che sia molto difficile superare l'importo indicato nella convenzione.

Vi assicuro che faremo pervenire ai Consiglieri tempestivamente tutte le informazioni e la denominazione della Società che dovrà gestire questi stabilimenti.