Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 180 du 14 juillet 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 180/72 - Proposte di leggi statali in materia di elezioni politiche in Valle d'Aosta. (Votazioni di ordini del giorno)

Montesano (P.S.D.I.) - Si continua la discussione sugli oggetti dal 9 al 13, mi pare.

Chi è che chiede la parola?

Così, per rinfrescare la memoria, questa mattina hanno parlato Caveri, Fosson, Manganoni, Caveri, no per un fatto personale Caveri, Dujany, Andrione e Bordon.

Allora un po' di buona volontà nella ripresa di questi lavori, altrimenti ci areniamo; Bordon non avevi chiesto la parola tu?

Bordon (D.C.) - Erano le 12,55, mi ero permesso di fare notare questo.

Io volevo sentire altre voci più autorevoli della mia e quindi... d'altronde c'erano già altri in lista.

Montesano (P.S.D.I.) - No, non c'era nessuno.

Bordon (D.C.) - Allora chiudiamo la seduta e non parliamone più.

Montesano (P.S.D.I.) - Abbiamo esaurito gli interventi di quelli iscritti; adesso bisogna ricominciare il capitolo secondo, pomeridiano, prima di arrivare a delle decisioni che vi verranno proposte oppure il Consiglio adotterà.

Allora nessuno chiede la parola?

Beh, allora se permettete, la chiedo io per far sentire la voce del Partito Socialdemocratico.

Signor Presidente, Signori Consiglieri,

in occasione della seduta della Commissione Affari Generali, incaricata di esaminare, anzi prima incaricata di formulare un disegno di legge, incarico che gli perveniva dalla decisione del Consiglio, e dopo di esaminare delle proposte che nel frattempo erano arrivate alla Commissione, io feci sentire le mie osservazioni sulle leggi presentate e ai colleghi che erano presenti in quella seduta io dissi anche che non avrei preso la parola su questo argomento in sede di Consiglio.

Però siccome ci sono dei giornali i quali tacciono di assenteismo riguardo al Partito Socialdemocratico, e siccome ci sono altri giornali che infliggono ingiurie su ingiurie sul Partito Socialdemocratico e soprattutto sul sottoscritto, Partito il quale ha ospitato quelli che io chiamerei "canguri della politica", i prostituti della politica, io sono obbligato a rispondere e a fare le mie osservazioni su questo importante argomento che è la legge elettorale politica per la Valle d'Aosta.

E anche se io dovrò ripetere alcune cose già dette da altri colleghi, ebbene voi me ne fate venia, ma io credo che sia importante anche rinfrescare la memoria ancora una volta su alcune posizioni assunte dal Consiglio regionale nella seduta del 15 maggio.

Il 15 maggio il Consiglio regionale si occupò preminentemente di una prospettiva di scadenza per le elezioni politiche, le quali vennero sentite come una necessità impellente, urgente e improrogabile per la tragica fine degli amici Ollietti e Marcoz, e per la vacanza che la Valle d'Aosta veniva, cioè il Parlamento italiano, veniva ad avere a causa di questa tragedia.

Il Consiglio regionale quindi espresse il suo avviso nel sollecitare il Governo per una formulazione di legge che desse immediatamente alla Valle d'Aosta la possibilità di ripetere le elezioni. Aggiunse anche che auspicava affinché il Governo riformasse la legge attuale, nel senso che disponesse un articolo, un qualcosa di simile per ovviare a quelle vacanze che purtroppo noi valdostani, la Valle d'Aosta aveva subito per varie volte, sempre tragicamente o improvvisamente.

Il Governo ha risposto immediatamente al nostro appello e ha presentato al Parlamento la sua legge, legge che non è molto indaginosa, che rispecchia il postulato del Consiglio regionale e che potrebbe determinare, se l'iter parlamentare si accelerasse, potrebbe determinare il confronto elettorale in Valle d'Aosta.

Ora, cari amici, il confronto, ogni confronto elettorale è un confronto democratico, è un confronto che va affrontato ? e nel quale ci sono sempre dei vincitori e dei perdenti; questo è nella dinamica democratica delle elezioni che si svolgono nel nostro paese e quindi a nessuno deve fare ombra che le elezioni si debbano ripetere con una certa sollecitudine anche, e per questo ci riguarda direttamente, riguarda direttamente il Consiglio regionale, anche per non deludere l'aspettativa del popolo valdostano.

Si è parlato questa mattina della manchevolezza dimostrata dal Governo nel non aver invitato il Presidente della Regione in occasione della formulazione della proposta di legge. Ebbene, io forse dirò qualcosa che, di diverso da quello che hanno detto gli altri, però prima di dirlo io faccio alcune domande: nel 1957 fu formulata proposta e votata la legge elettorale per l'elezione in campo nazionale, legge la quale porta delle disposizioni particolareggiate e particolari per la Valle d'Aosta; non mi risulta che nella formulazione di quella legge fosse stato chiamato il Presidente della Regione, ma c'è di più. Lo Stato nel 1948, no 1954 e nel 1962 formulò delle leggi che riguardavano particolarmente la Valle d'Aosta, cioè le leggi che disciplinavano l'elezione per il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, la legge 24 settembre 1954 e la legge 5 agosto 1972, quindi badate bene, avevano come oggetto queste leggi le elezioni del nostro Consiglio regionale, e non mi risulta che né nel 1954 né nel 1962 il Presidente della Regione fosse stato invitato in occasione della seduta del Consiglio dei Ministri.

Questa è una constatazione, ma quello che è più importante, che nessuno nel Consiglio regionale, mi risulta, abbia elevato la sua protesta per la mancata, per il mancato invito del Presidente della Regione in occasione di quelle leggi che particolarmente si riferivano alla Valle d'Aosta.

Quindi perciò io ho molti dubbi, che per le leggi elettorali ci sia un particolare interesse della Valle d'Aosta mentre a mio giudizio c'è un interesse che riguarda il Parlamento italiano, Parlamento italiano di cui fanno parte tutte le regioni d'Italia e che assume negli aspetti elettorali la rappresentanza politica di tutta la Nazione.

Quindi personalmente essendo rammaricato che il nostro Presidente non sia stato invitato, io ho voluto ricordare questi episodi precedenti per evidenziare che soltanto oggi si viene ad indicare questa manchevolezza e non nelle volte passate, quando in due occasioni almeno, c'era un particolare disegno di legge che riguardava la Valle d'Aosta.

Riguardo al Parlamento, dicevo, per una ragione che è inerente al disposto costituzionale che fissa in numero ben definito la composizione della Camera, la composizione del Senato. Ora sembra a me che la risposta data dal Governo così tempestiva e così semplice abbia, avesse dovuto trovare consenzienti e soddisfatti tutti i settori di questo Consiglio, ma così non è stato, perché sono state presentate alla Presidenza del Consiglio ben cinque proposte di legge, di cui due, del Consigliere Andrione, riflettevano il pensiero espresso nella seduta del 15 maggio dal Consiglio regionale, le altre leggi trasformano radicalmente il sistema elettorale della Valle d'Aosta e metto conto di fare qualche brevissimo accenno ad ogni legge.

Voi sapete, non so chi ha avuto la legge dello Stato, che essa consta di tre articoli, il primo articolo verte sulla eventualità della vacanza per qualsiasi causa del Parlamento e nel Senato e quindi dispone le nuove elezioni, il secondo articolo fa menzione che il nuovo subentrante scade alla scadenza naturale della legislatura e il terzo articolo contempla la situazione tragica nostra attuale di rifare le elezioni in conseguenza della morte dei candidati vincenti Ollietti e Marcoz.

Quindi è una legge lineare, una legge semplice, la quale non sporge il fianco a delle critiche sostanziali; dicevo che sono state presentate poi altre tre leggi, una dal Partito Comunista, una della Giunta, in linea prioritaria di tempo, e un'altra dal Partito Liberale.

Io mi domando, indicando esse una trasformazione radicale sull'articolazione e sulla essenza della sostanza politica in Valle d'Aosta, mi domando perché dal 1957, data della legge elettorale per il Parlamento e per il Senato, nessuno si sia sentito il dovere di presentare una modifica alla legge vigente, pur avendo constatato la tragedia del Deputato Gex e la morte immatura del Senatore Berthet. Soltanto nelle ultime settimane arrivano queste proposte di legge, le quali tendono a trasformare in un modo difforme l'una dall'altra il sistema elettorale riguardante la Valle d'Aosta.

Io ho esaminato queste leggi e sono convinto che tutte e tre hanno un aspetto costituzionale e che naturalmente avrebbero un iter lunghissimo per poter essere approvate.

Queste leggi sono difformi tra loro e mette conto di analizzarle brevemente una per una.

La legge presentata dalla Giunta prevede un sistema tutto nuovo nelle elezioni politiche per la Valle d'Aosta, cioè prevede un sistema che è vigente in Francia, è vigente in America, è vigente in Inghilterra e che prospetta i due turni di elezioni, due turni di elezioni nei quali per primo ogni Partito si deve presentare da solo, e ricordiamoci che in Valle d'Aosta c'è una proliferazione di Partiti, facendo i conti si arriva ad una dozzina, e quindi ci sarebbe una prospettiva non elettorale, ma, secondo me, una prospettiva carnevalesca.

Ma c'è di più, e per me più grave, che la legge dice: nel caso che alla prima tornata elettorale nessun candidato raggiunga la maggioranza assoluta dei voti si torna alle elezioni; si torna alle elezioni, sì proprio sì... - chi ha detto no? Chantel? - ...guarda che invece è proprio sì.

Allora siccome noi sappiamo che in Valle d'Aosta mai nessun candidato, anche con le concentrazioni più forti, raggiunge, ha raggiunto e può avere la speranza di raggiungere il 50% più uno, si dà per scontato già che l'elettorato della Valle d'Aosta deve essere chiamato a distanza di 15 giorni per la nuova tornata elettorale. Io non so se l'elettorato valdostano sia disposto a fare questo gioco nel quale, fra l'altro, viene detto che ad un certo momento, nella seconda tornata, noi che siamo gelosi, eh Comm. Pedrini, gelosi dei nostri simboli o delle nostre sigle, nella seconda tornata elettorale scompare tutto, non si vede più nessun simbolo e c'è il Comm. Pedrini, oppure Pollicini oppure Montesano i quali di persona raccolgono i voti dell'elettorato valdostano.

Ora a me sembra che questa legge per l'innovazione che essa porta sia poco accoglibile, soprattutto dall'elettorato valdostano, il quale già sa, dà per scontato che dovrebbe essere chiamato due volte in 15 giorni alle urne elettorali.

Per quello che riguarda la legge comunista, io prima di tutto vorrei fare una osservazione di dettaglio, se non vado errato, all'articolo che il Consigliere Dolchi indica come da modificare, che sul testo è scritto 93, io credo che sia il 92, mi pare, sia il 92 e non il 93 della legge.

Ora, a parte questo, io desidero dire che allo stato attuale, cioè a dire al momento in cui il Parlamento esiste, ci sono 629 deputati già presenti in Parlamento, non possiamo fare discorsi per, se mai lo possiamo fare in tempo futuro, fare discorsi per mandare, con una articolazione diversa, secondo le prospettive, secondo le idee di ciascun settore, mandare eventualmente due deputati, perché cozzeremmo contro un disposto ben preciso della Costituzione che limita a 630 i deputati presenti in Montecitorio; sarà ben difficile che la Valle d'Aosta mandi due deputati, però per assurdo, per ipotesi, possiamo fare anche la prospettiva che vengano fuori due deputati secondo la legge Dolchi o secondo la legge Pedrini.

La legge Dolchi non può essere applicata adesso, perché ha una sostanza più di prospettiva che di attualità, è vero, l'ha detto stamattina il Consigliere Dolchi; non è applicabile perché oggi il Parlamento è formato, ci sono 629 deputati che attendono l'arrivo del 30° che è quello della Valle d'Aosta, 30°, non due, non 30° e 31°.

Quindi perciò cerchiamo di essere coerenti con noi stessi e cerchiamo di dare il nostro apporto positivo e costruttivo affinché questo numero costituzionale delle Camere venga sanato attraverso le elezioni che devono essere fatte in Valle d'Aosta.

Per quello che riguarda il Comm. Pedrini io Le devo dire, sa, io ho preso la parola anche perché faccio parte di un Partito il quale fa parte a sua volta del Governo, quindi io devo anche, anche se modestamente, qui, per la mia persona, devo dire che non posso smentire una legge del Governo alla quale legge hanno preso parte e hanno dato il loro assenso i Ministri del mio Partito; io mi permetto di sollecitare anche la sua attenzione sul fatto che, dopo parecchi anni, il Governo attuale è formato anche dalla compagine liberale, compagine liberale la quale ha messo anche per la sostanziale presenza, per la responsabilità delle funzioni dei quattro Ministri liberali, ha messo anche la sua firma sotto il testo di legge governativa.

È vero? E allora io mi sentirei a disagio Comm. Pedrini nel prospettare un'altra legge che viene dal Partito Liberale, no io mi permetto di fare queste osservazioni e gliele faccio con tutta sincerità, senza astio, senza polemica, di proporre un disegno di legge tale, che poi le dirò per quale ragione non è attuale, che venga a contrasto con quello presentato dal Governo, di cui sono partecipi i liberali, perché nel gruppo parlamentare liberale si troverebbe il contrasto fra la legge dello Stato che è controfirmata anche dai ministri liberali, e la legge del Consiglio regionale proposta dal Consigliere liberale Pedrini; ecco qua ci sarebbe un contrasto in termini e costanza.

Pedrini (P.L.I.) - Consigliere Montesano, in questo momento! Io stamattina ho chiarito che se ci sono stati degli scambi fra il Partito Liberale Valle d'Aosta e il Partito Liberale centrale dove si è detto che evidentemente noi desideriamo delle garanzie assolute, dopo di che noi non abbiamo niente in contrario; in caso contrario noi faremo la nostra strada, questo è pacifico.

Montesano (P.S.D.I.) - Ora questo è il primo punto, Comm. Pedrini; l'altro punto mi sembra che l'abbia già recepito stamattina, cioè a dire Lei parla di due parlamentari, e io le faccio le stesse osservazioni che ho fatto un momento fa; non può essere attuale, perché noi dobbiamo per il momento inviare alla Camera e al Senato un nostro rappresentante, uno, per non sovvertire, nessuno ce la farebbe sovvertire, la Costituzione nel suo dettato che fissa in termini ben precisi il numero dei parlamentari a Montecitorio e a Palazzo Madama.

Quindi io ho voluto fare questo esame con tutta sincerità, ho voluto fare questo esame senza polemica e senza spunti che possono intaccare la suscettibilità dei colleghi e senza buttare benzina sul fuoco; se mai aspetteremo che qualcuno la butti, per continuare poi il discorso, no, siccome tu parlavi di benzina stamattina!

Ora io dichiaro di essere favorevole all'ordine del giorno per quello che riguarda l'ordine del giorno presentato, letto dal Consigliere Caveri, perché è un ordine del giorno letto dal Consigliere Caveri però è un ordine del giorno che è presentato dalla Concentrazione Democratica, cioè dai rappresentanti della Concentrazione Democratica presenti in questo Consiglio.

Io per quello che riguarda le tre leggi, attendo che i presentatori appunto prendano dei contatti per cercare di arrivare alla formulazione di un solo disegno di legge, perché altrimenti io non credo che sia possibile che il Consiglio regionale invii al Parlamento tre disegni di legge diversi, tra i quali credo che nessuno fatti i conti, verrebbe ad avere quella maggioranza di voti necessaria per essere approvato; quindi io attendo le decisioni del Presidente della Giunta, del Capogruppo Comunista e del Consigliere Pedrini per poter poi dare svolgimento ai lavori del Consiglio e vedere di concludere questo capitolo che porta per oggetto appunto le nuove elezioni in Valle d'Aosta e la nuova legge elettorale, grazie.

Personnettaz (D.P.) - Chi prende la parola? Tonino.

Tonino (P.C.I.) - Ma io ho già detto prima, stamane, che avevo confrontato il disegno di legge presentato dal Gruppo Comunista e che condividevo in pieno, in quanto si tratta di un disegno di legge che permette di sopperire alle gravi lacune che si sono presentate nel passato in un modo direi abbastanza drammatico, e di aprire delle nuove possibilità sia per quanto riguarda il subentro al Senato e meglio ancora per quanto riguarda la Camera.

Il Consigliere Dolchi nell'illustrare stamane la loro proposta del Gruppo Comunista mi ha convinto ancora di più, in quanto ha chiaramente illustrato come la loro proposta di legge, che io condivido, non rischia di toccare i dettati costituzionali, ed evita quindi se vi è la volontà politica, di non andare incontro a delle lungaggini che a qualcuno le interessa per poter dire che da questi banchi non si vogliono fare le elezioni.

A me sembra che la spiegazione fatta dal Consigliere Dolchi, così chiara, per chi vuole capire, che tale progetto di legge non tende a lungaggine, ma unicamente a stabilire una volta per sempre una legge elettorale che comunque ci garantisce la presenza di nostri rappresentanti ai due rami del Parlamento, oltre alla parte innovativa per quanto concerne la Camera e le sostituzioni.

Quindi nessuno di noi vuole rinviare ma solamente affrontare il problema tenendo conto che, in ultima analisi, il Consiglio regionale ha il diritto di pronunciarsi e prendere delle iniziative in tale senso, altrimenti a che serve la parola autonomia regionale se non per sciacquarsi solamente la bocca.

Io mi auguro che i vari gruppi consiliari siano responsabili delle loro proprie decisioni, perché ad un certo punto la demagogia non serve a nessuno se non a squalificare ancora di più questa Assemblea che al di fuori di essa tanto già fa parlare di sé.

Naturalmente sul progetto di legge di iniziativa comunista, Dolchi, occorre aggiungere, come diceva stamane il collega Dolchi, aggiungere un comma, che per quanto riguarda la proporzionalità alla Camera ne verrà tenuto conto dopo aver fatto le nuove elezioni, in quanto non è possibile oggi cambiare il plenum alla Camera e al Senato, il plenum già fissato.

Sono d'accordo che i Partiti e i Movimenti si trovino e concordino in modo che da questo Consiglio su questo problema si trovi unanimità; certo sono un ingenuo a pensare di poter arrivare a tanto, nel clima che si respira, soprattutto dal tenore di certe affermazioni fatte stamane.

Il Presidente del Consiglio, poco fa, ha cercato in qualche modo di voler giustificare, lo chiamo un sopruso, usato dal Consiglio dei Ministri non avendo invitato il Presidente della Giunta a una decisione che riguardava la Valle d'Aosta, dicendo che altre volte ciò è già successo; io dico che se questo è successo in passato non vuol dire che deve essere ripetuto, quindi noi dobbiamo protestare in queste cose e non naturalmente come recita l'ordine del giorno ringraziare questo Governo per questo sopruso, questo l'ho già ripetuto stamane, lo ripeto ancora adesso.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola?

Manganoni (P.C.I.) - Non ripeto quanto ho già detto stamattina e non voglio polemizzare con nessuno.

Qui si è affermato che le proposte di legge presentate in Consiglio rivestirebbero un carattere di incostituzionalità, cioè dovrebbero seguire un lungo iter essendo delle leggi a carattere costituzionale, mentre quelle presentate dal Governo non rivestirebbero questo carattere; ebbene queste affermazioni fatte da diversi Consiglieri questa mattina sono state smentite dalla lettura, da parte del Presidente della Giunta, delle proposte di legge presentate dal Ministro Taviani e poi dal Consigliere Berthet e recentemente dal Governo, che sono tutte e tre le medesime, nelle quali il Ministro Taviani e il Consigliere Berthet affermavano il carattere costituzionale di queste leggi; quindi se ci sono delle proposte di legge che rivestono carattere costituzionale sono proprio quelle; quelle due, e quindi la terza presentata attualmente dal Governo, lo affermano addirittura un Ministro e un senatore democristiano!

Quindi come si fa ad affermare che le nostre proposte rivestono un carattere di costituzionalità della legge quando nessuno lo dice, mentre la legge presentata dal Governo è affermato da un Ministro che riveste un carattere costituzionale?

Pertanto non è esatto, Presidente, quanto ha detto Lei che quello non ha quel carattere le nostre sì, anzi, tuttalpiù fino adesso almeno è dimostrato il contrario, ed allora vista questa situazione io direi, il Consiglio regionale concordi naturalmente i tre progetti o quattro, quelli che sono presentati, se ne dovrà tirare fuori uno, io direi si riuniscano i presentatori di queste proposte di legge, concordino su un solo progetto di legge, che venga riportato in Consiglio e chi non vorrà votarlo non lo voterà, comunque il Consiglio si pronunci e si ponga termine a questa discussione.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri che chiedono la parola? Allora il Consigliere Manganoni ha ribadito anche la mia richiesta, mi pare, quella cioè che si cerchi di formulare un solo disegno di legge. Prego Consigliere Caveri.

Caveri (U.V.) - Domando la parola per dire quella frase che volevo dire prima di pranzo e cioè volevo rispondere brevemente su di un solo punto al Presidente Dujany, riecheggiato un momento fa dal Consigliere Manganoni, a proposito di quella dichiarazione del Ministro Taviano sul preteso carattere costituzionale di quella tale legge che sappiamo.

Ora l'argomento è assolutamente, o meglio l'argomentazione è assolutamente infondata per considerazioni molto semplici, e cioè: noi sappiamo benissimo, noi ci stupiamo che il comunista Manganoni prenda talmente sul serio quello che dice un ministro democristiano, questo "timor reverenzialis" verso i ministri democristiani non ce l'abbiamo affatto, perché non siamo per conformisti, evidentemente Manganoni è diventato un conformista!

Io volevo soltanto dire questo: il Ministro Taviani perché ha fatto quel tale apprezzamento, ha espresso quel tale giudizio? Perché faceva parte di un Governo di centro-sinistra o di presunto, di cosiddetto centro-sinistra, che in quel momento non aveva nessunissimo interesse e nessuna volontà politica di fare le elezioni politiche in Valle d'Aosta, cioè il Ministro Taviano voleva rimandare alle calende greche le elezioni politiche della Valle d'Aosta e quindi è ricorso al solito argomento e alla solita scusa di dire, scusa infondata, asserzione priva e destituita di qualsiasi fondamento, che quella legge potesse avere un carattere costituzionale.

Quindi vediamo che la tecnica è sempre quella. Ieri un ministro del centro-sinistra affermava, contro la verità, il carattere costituzionale della legge, contro la verità, il carattere costituzionale della legge, oggi si ricorre allo stesso trucco, allo stesso espediente, allo stesso espediente, alla stessa gherminella, e cioè si presentano dei progetti di legge di sapore chiaramente costituzionale perché? con che scopo? di ritardare le elezioni politiche della Valle d'Aosta.

Quindi l'argomentazione di Dujany, echeggiata fedelmente più tardi da Manganoni, non dimostra nulla, anzi semmai, credo di aver dato la dimostrazione, si tratta di argomentazioni infondate e che dimostrano semmai il buon fondamento delle nostre tesi.

Dolchi (P.C.I.) - Ma ecco, mi sembra che giunti a questo punto, dopo che Bordon aveva chiesto la parola stamattina solo per sapere se andavamo a mangiare o meno e che oggi pomeriggio si vede che ha mangiato bene, non ha più richiesto la parola e quindi non capiamo il pensiero della D.C. su questo argomento, penso che ci si avvii alla conclusione della discussione generale.

Però siccome è ovvio che avendo presentato un progetto di legge, credendo nella bontà di questo progetto di legge, è conseguenza che io prenda la parola per confutare, non dico per convincere del contrario quanti hanno sollevato delle obiezioni, ma per lo meno per confutare, alcune cose che sono state dette.

È stato dello dall'On. Caveri, è stato detto anche dal Presidente Montesano, che i vari progetti di legge sono tutti di carattere costituzionale, quindi che prevedono la doppia lettura e quindi un espediente per ritardare le elezioni, mentre invece il disegno di legge presentato dal Governo Andreotti, questo disegno di legge che sembra così perfetto e così accettabile da tutti, tanto è vero che stamattina il Consigliere Ramera ci invitava a neanche discutere questi progetti di legge perché bastava quello presentato dal Governo... (Voce in lontananza del Consigliere Ramera) ...Mi sembra che questo disegno di legge sia, fra i tanti presentati, l'unico che possa creare il dubbio sulla sua costituzionalità ossia se è un disegno di legge costituzionale o se ordinario.

Ha già detto il Presidente della Giunta e non ripeto, che si tratta più o meno, con le parole cambiate, del disegno di legge presentato da Taviani nel 1966, unificato con il progetto Chabod e ripresentato come progetto costituzionale dal Senatore Berthet?

Ci ha detto chiaramente l'On. Caveri che era una scusa nel 1966 per non fare le elezioni, quelle elezioni che allora Partito Comunista e Union Valdôtaine volevano quelle elezioni che adesso il Partito Comunista, che non respinge e non si spaventa di un confronto elettorale, vuole ancora con la massima sollecitudine. Ma quel progetto di legge, quel disegno di legge governativo, il disegno di legge governativo l'ho detto stamattina e lo ripeto, perché il collega Ramera vuole una chiarificazione. Non è il disegno che recepisce la proposta di Andrione di fare le elezioni con il vecchio sistema, cioè con l'attuale legge elettorale, cioè col decreto presidenziale del 30 marzo 1957 per la Camera e con la legge 6 febbraio 1948 per il Senato, cioè quel metodo, quel sistema che non prevede il subentro e sostituzioni in caso di decesso e di vacanza, propone il metodo diverso: quello di nuove elezioni, cioè di elezioni suppletive, cioè di quel concetto che era stato allora alla base della discussione, se il disegno di legge doveva essere costituzionale o ordinario delle elezioni suppletive in caso di vacanza per il, la circoscrizione della Valle d'Aosta.

... Ebbene noi, con il nostro progetto di legge, presentiamo una soluzione che non ci sono dubbi è una soluzione di legge ordinaria e perché? Perché prevede esclusivamente la modifica degli artt. della legge ordinaria - e qui condivido il parere, faccio la rettifica che avevo già fatto precedentemente, che è stata recepita dal Presidente del Consiglio - l'articolo uno si tratta dell'art. 93 del Decreto del Presidente della Repubblica e l'articolo due si tratta dell'art. 92, c'è stata una inversione nella elencazione degli articoli.

Quindi una modifica ad una legge ordinaria, cioè alla legge ordinaria delle elezioni è ovvio che sia una legge ordinaria, non ci sono dubbi in proposito.

Ma l'On. Caveri dice, con una argomentazione che ho seguito attentamente, dice che lo spirito della Commissione dei 18 era di attribuire alla Valle d'Aosta un Collegio uninominale e che qualsiasi variazione a questo spirito porterebbe alla variazione dello Statuto Speciale e quindi alla discussione, alla presentazione di una legge costituzionale.

Ebbene, se noi esaminiamo - e mi scuso se ritorno rapidissimamente su questo argomento, ma vorrei proprio sgombrare il terreno da queste preoccupazioni, in materia elettorale tra Statuto Speciale, costituzione della Repubblica e legge elettorale, noi abbiamo dei precisi riferimenti alla Valle d'Aosta.

Lo Statuto Speciale della Valle d'Aosta dice all'art. 47 che agli effetti delle elezioni per la Camera dei Deputati e per il Senato, lo rileggo, lo ha letto stamattina l'Avv. Caveri, la Valle d'Aosta forma una circoscrizione elettorale; non si parla di collegio uninominale.

E, mette assieme l'art. 47 - Camera e Senato - ma il legislatore nel 1948 si preoccupava che la Valle d'Aosta non aveva gli abitanti sufficienti per avere un Senatore, e allora all'art. 57 della Costituzione, precisa "La Valle d'Aosta ha un solo Senatore, cioè si preoccupava il legislatore di una condizione di favore che doveva essere attribuita alla Valle d'Aosta che non aveva il numero di elettori sufficienti, il numero di abitanti sufficienti per rivendicare un Senatore, e glielo attribuiva nella costituzione della Repubblica Italiana.

E queste sono le due leggi fondamentali e costituzionali; una parla che parla di circoscrizione elettorale, l'altra che dice la Valle d'Aosta ha un solo Senatore.

Tutti gli altri riferimenti e se volete le conseguenze sono in una legge ordinaria, sono nelle leggi ordinarie che regolano le elezioni in Valle d'Aosta.

Infatti si parla nel testo unico delle leggi per le elezioni della Camera dei Deputati: 30 marzo 57 n. 161 al titolo VI - artt. 92 e 93 "Le disposizioni speciali per la Valle d'Aosta e quindi è una legge ordinaria che regola con disposizioni speciali la materia per la Regione Autonoma della Valle di Aosta e quella del Senato - meno importante - perché c'è la Costituzione che fissa che la Valle d'Aosta ha diritto a un Senatore, ripete lo stesso concetto e prevede delle disposizione speciali per la Valle d'Aosta.

Quindi in nessuna legge costituzionale si parla di Collegio uninominale, quindi il progetto di legge comunista che presentiamo, che abbiamo presentato e che in discussione adesso, presso questo Consiglio regionale, si riferisce all'art. 47 dello Statuto "circoscrizione elettorale, non Collegio uninominale".

Ma dice l'On.le Caveri, c'è lo spirito, il Collegio uninominale, il legislatore nel 1948 intendeva dare alla Valle d'Aosta un Senatore e un Deputato.

Non ci sono dubbi che intendeva dare un Senatore, lo ha scritto nella Costituzione e ancora adesso siamo con un numero di abitanti inferiore a quello che il il quorum per avere diritto ad un Senatore.

Ma per la Camera dei Deputati, per la Camera dei Deputati, parlando lo Statuto di circoscrizione, perché non possiamo rivendicare quella stessa condizione di favore nel 1972 che ci aveva proposto, che ci aveva dato il legislatore del '48 e cioè una circoscrizione elettorale dove si possa anche, in base all'aumento del numero degli elettori, degli abitanti, aspirare ad avere due Deputati.

È quello che prevede in prospettiva la nostra legge che è perfettamente aderente allo spirito, alla lettera dello Statuto Speciale e della Costituzione repubblicana.

Ecco perché con passione, direi, sosteniamo questo nostro progetto di legge che è frutto di attenti studi.

Ritengo che il Consiglio regionale, non possa fare a meno - l'ho già detto - di far sentire la sua voce su una materia così delicata e così importante e mi auguro che i vari proponenti, direi, addirittura non solo i proponenti delle leggi rimaste presenti all'attenzione del Consiglio regionale, ma tutti i Gruppi, possono contribuire alla redazione di un testo unificato che sia confrontato con quello del Governo e che possa far sentire in sede parlamentare la voce della Valle d'Aosta.

Perché è vero, Signor Presidente Montesano, noi abbiamo sollecitato elezioni e revisioni del metodo elettorale, ma se Lei rilegge attentamente l'ordine del giorno votato all'unanimità, non abbiamo sollecitato, come lei ci ha detto, il Governo, abbiamo sollecitato senza precisare da chi nuove elezioni, è nel testo dell'ordine del giorno votato, e poi abbiamo deciso di mandare quell'ordine del giorno al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti delle sue mere, ai Gruppi parlamentari; quindi abbiamo sollecitato le massime Autorità dello Stato, i Gruppi parlamentari e le forze politiche ad affrontare il problema delle elezioni della Valle d'Aosta.

Il Gruppo comunista alla Camera e al Senato ha recepito questa nostra richiesta; il Consiglio dei Ministri ha recepito questa nostra richiesta e non ci fa, anche se l'Avv. Caveri.

Montesano (P.S.D.I.) - Ce l'ha, scusi Rag. Dolchi, il testo della proposta comunista? Alla Camera? Perché Pecchioli, il Senatore Pecchioli mi aveva scritto, si ricorda? Io l'ho comunicato, che il Gruppo Comunista aveva presentato un disegno di legge.

Dolchi (P.C.I.) - Presenterà.

Montesano (P.S.D.I.) - Ah, presenterà...

Dolchi (P.C.I.) - Allora quando ha scritto era futuro, ha presentato, è stato scritto sui giornali, ripeto al Consiglio regionale, è stato presentato al Senato con le firme Terracini, Pecchioli, Germano e Vignolo; è stato presentato alla Camera con le firme Natta, Pajetta, Spagnoli, Mila e D'Amico e altri; cioè queste proposte sono state presentate. Il Gruppo Comunista alla Camera e al Senato ha recepito quell'ordine del giorno, lo ha recepito il Consiglio dei Ministri che ha ritenuto di presentare un suo disegno. Ecco On. Caveri, noi non siamo stati affatto dispiaciuti che il Consiglio dei Ministri abbia proposto un suo disegno di legge; quello che ci ha dispiaciuto - e lo abbiamo scritto in un ordine del giorno - è che violando una norma costituzionale, cioè lo Statuto Speciale della Valle d'Aosta, a quella discussione non è stato invitato il Presidente della Giunta regionale, quello è il dispiacere che abbiamo avuto, quello è l'oggetto di un nostro ordine del giorno che voi avete sentito questa mattina, e, visto che siamo in materia di ordini del giorno, dirò anche che non ci può certo soddisfare l'ordine del giorno, dirò anche che non ci può certo soddisfare l'ordine del giorno presentato dall'Union Valdôtaine e dalla D.C. quando di fronte ad una sua lampante violazione dei diritti della Valle d'Aosta il Consiglio regionale dovrebbe limitarsi, come è scritto nell'ordine del giorno che io ho - questa mattina Manganoni non avendolo forse ha travisato alcune parole - un ordine del giorno che dovrebbe limitarsi a constatare che il Presidente della Giunta regionale non è stato invitato ad intervenire alla seduta del Consiglio dei Ministri come sarebbe stato auspicabile; noi diciamo no, che non è sufficiente, non dobbiamo auspicare una cosa di cui abbiamo diritto, la Regione valdostana ha scritto nel suo Statuto delle norme precise che riguardano tutti i cittadini e riguardano anche il Governo, per cui se c'è scritto che deve intervenire non possiamo auspicare che sia invitato che intervenga, dobbiamo richiedere che questo avvenga e dobbiamo protestare energicamente, deplorare un simile comportamento da parte del Governo centrista di Andreotti.

D'altra parte non ci si poteva aspettare altro da un Governo di questo genere, sostenuto dalle forze di destra che lo sostengono. Ecco perché noi non voteremo l'ordine del giorno presentato dall'Union Valdôtaine e dalla D.C., e mi limiterò a concludere dicendo una cosa: noi abbiamo molte volte parlato a lungo di problemi alle volte di dettaglio in questo Consiglio regionale. Oggi ci troviamo di fronte ad un problema particolarmente importante; importante perché determina il modo con cui gli elettori valdostani eleggono i propri rappresentanti al Parlamento, ed anche importante perché come si sono svolte, come si è svolta la discussione fino adesso vediamo che si tratta anche di una difesa dei principi autonomistici, dei principi regionalisti; ebbene questa è una occasione di fare sentire la voce della Valle d'Aosta in una iniziativa autonoma, regionalista che riguarda una legge di iniziativa regionale, una legge che ci riguarda, che riguarda l'intero paese perché riguarda la composizione del Parlamento, ma che in prima parte riguarda noi valdostani che siamo chiamati ad eleggere i nostri parlamentari; e noi riteniamo che l'autonomia è uno strumento che si debba servire di tutte le armi a disposizione, una di queste è l'iniziativa legislativa, questa iniziativa legislativa noi rivendichiamo, ecco perché insistiamo che non la nostra legge ma una legge sia votata dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Se noi rinunciamo a queste prerogative, non ci serviamo degli strumenti regionalisti, noi ci vedremo e ci vediamo superati da certe Regioni a Statuto ordinario che si servono degli strumenti regionalisti e che vanno più avanti in questi ultimi tempi di quanto vanno le Regioni a Statuto speciale. Non dobbiamo perdere l'autobus, non dobbiamo rimanere indietro, ci dobbiamo servire di tutti questi strumenti per rivendicare, per riaffermare la volontà autonomistica della Regione valdostana.

Pollicini (D.P.) - Mi pare che la discussione fatta per illustrare le varie posizioni dei singoli Gruppi che hanno presentato proposte di legge per la ripetizione delle elezioni politiche ci abbiamo dato un quadro ed abbiano chiarito parecchi degli equivoci che si sono creati attorno a questo problema.

Innanzi tutto è apparso chiaro che sono state ormai smontate le tesi secondo cui le proposte di iniziativa consiliare siano diverse come iter dalla proposta di iniziativa governativa; quindi ci sembra per lo meno puerile il tentativo di far credere che eventuali proposte di iniziativa consiliare servirebbero soltanto per ritardare la ripetizione delle elezioni.

Ci pare estremamente facile smantellare questa tesi con un semplicissimo argomento, e cioè qui si tratta di una volontà politica, e poiché il Governo ha la maggioranza, se vuole, almeno in ordine a questa maggioranza precostituita, può fare passare la legge con i suoi voti, indipendentemente da quelle che sono le altre proposte, è una scelta politica. La realtà invece mi pare che sia un po' diversa, e cioè la realtà è che si vuole portare a compimento un preciso disegno impostato in accordo con la D.C. valdostana e con l'Union Valdôtaine che vuole vedere queste elezioni in una data molto precisa collegata in vicinanza alle elezioni regionali.

Mi pare quindi che le grosse promesse e chi le fa fatte è la D.C. e l'Union Valdôtaine o meglio chiamiamola la Concentrazione Democratica, erano quelle che entro tre mesi si sarebbero ripetute le elezioni in Valle d'Aosta, e poiché questo non avverrà, ci cerca di scaricare sulle altre forze politiche regionali la responsabilità di un ulteriore atteggiamento della D.C. e dell'Union Valdôtaine in dispregio degli impegni presi nei confronti dell'elettorato valdostano.

Mi pare che di fronte a questo fatto sia opportuno richiamare ancora una volta alla responsabilità dei Consiglieri regionali tutti coloro i quali intendono veramente essere i portavoce del popolo valdostano.

Non dimentichiamo che siamo di fronte ad una violazione costituzionale, ammessa a tutti, anche da quelli che hanno scritto che il Presidente della Giunta per avere puntualizzato e additato ai valdostani il comportamento del Consiglio dei Ministri, hanno detto che era un espediente ridicolo per impedire nuove elezioni politiche in Valle d'Aosta. Le stesse persone che poi dicono che era giusto che il Presidente della Giunta abbia fatto quella dichiarazione.

Siamo di fronte a delle contraddizioni enormi che stanno a dimostrare, io dico, la malafede, e il vero disegno di queste forze che intendono portare avanti un preciso obiettivo che è quello di strumentalizzare tutto e tutti, vivi e morti, ai fini dei loro disegni.

Detto questo, noi rivendichiamo una prerogativa regionale a dare un nostro indirizzo alla legge per la ripetizione delle elezioni modificandone il contenuto e lo spirito; e mi sia permesso al Presidente del Consiglio, che mentre parlava nella veste di rappresentante del P.S.D.I., secondo me ha fatto una gravissima dichiarazione che dimostra il suo scarso spirito regionalistico, quando ha dichiarato che esprime molti dubbi che la legge elettorale sia di particolare interesse della Valle d'Aosta, questo è in perfetta sintonia.

Montesano (P.S.D.I.) - Lo ripeto.

Pollicini (D.P.) - Col pensiero del Governo che non ha inteso invitare, e allora io dico di proposito, il Presidente della Valle d'Aosta; e mi fa piacere questa alleanza, Presidente Montesano, Avv. Caveri e Comm. Bordon, basata sul principio della difesa strenua dei diritti dell'autonomia e del regionalismo, questa mi pare che sia la migliore delle carte che potete presentare all'elettorato valdostano.

Però vi è ancora una prospettiva di fondo da salvare, io non ho ancora perso la speranza che il Consiglio sappia trovare, al di sopra delle divisioni di parte, il modo di una linea comune a presentarsi unito davanti al Consiglio dei Ministri con una propria proposta di legge, o meglio davanti al Parlamento nazionale, e cioè la proposta è, in accoglimento anche di ciò che ha detto il Presidente del Consiglio, e cioè in adesione alla sua proposta di fondere in un'unica proposta di legge la proposta del Consiglio regionale per la ripetizione delle elezioni e la modifica della legge elettorale.

Andrione (U.V.) - Ma è evidente che respingiamo le ultime parole del Consigliere Pollicini e che ancora una volta ribadiamo quello che abbiamo detto e cioè che la difesa dell'autonomismo, dell'autonomia valdostana, del diritto sono dalla parte di quelli che chiedono le elezioni, la ripetizione delle elezioni immediata, se poi questo avvenga con il tipo di legge A) o con il tipo di legge B) sono problemi tecnici molto piccoli che proprio non ci toccano, e la lunga dissertazione di Dolchi era il 99% inutile perché l'unica cosa importante è quella di dire che se si vogliono o non si vogliono le elezioni; e qui è apparso chiara una cosa: che Pollicini e Manganoni non vogliono le elezioni e che queste arrampicate sugli specchi, queste improvvise lauree di diritto costituzionale con parentesi e contro parentesi sono solo dovute a un fatto che si ha paura, che si ha paura delle urne, perché voi cercate di rinviare il momento in cui i valdostani metteranno la loro scheda nell'urna, punto e basta.

Se tu seguito a stella non puoi fallire al glorioso porto, scriveva Dante; e il nostro glorioso porto sono le elezioni, e noi seguiamo la nostra stella e vogliamo le elezioni, nient'altro, e allora i vostri ragionamenti sul più o meno costituzionale della legge A come dice Dolchi, dice perché la nostra in fondo non è veramente costituzionale perché si attacca all'articolo 47 che non parla di circoscrizione, o quello che dice Pollicini in questo momento, dice che il Presidente del Consiglio fa un errore enorme dicendo che il Consiglio dei Ministri avrebbe potuto non invitare il Presidente della Giunta, di fronte al fatto concreto che la Valle d'Aosta non ha rappresentanti in Parlamento, di fronte a questo fatto che è reale e che nessuno può negare sono bazzecole; quello che noi chiediamo è solo che i valdostani votino, nient'altro, cosa semplice, cosa che è possibile, cosa che già una volta vi ha dato torto, ed è per questo che improvvisamente vi siete trovati una coscienza giuridica che non avete mai avuto.

Scusiamo Chantel tu non l'hai mai avuta, per non fare altri nomi.

Chantel (P.S.I.) - Non faccio l'avvocato ...

Andrione (U.V.) - No, no, no, fai il medico, forse quello lo fai anche bene, però guarda, caro Chantel, su questo punto non venire a dare lezioni... (Voce dell'Assessore Chantel) ...Ma quando? Quando vi siete ricordati? Quando? Dove? Da quarant'anni a questa parte vi siete occupati dei diritti dell'autonomia della Valle d'Aosta quando? Fate adesso dell'antifascismo, non l'avete fatto allora, adesso siete anche democristiani, quando era il momento di esserlo non lo siete stati, adesso che è il momento di dire certe cose non le dite, coprite col vostro manto le più grandi porcherie di questo mondo, siete sempre tranquilli e poi volete venire a dire che non si devono fare le elezioni perché la legge A o B, un po' di qua, un po' di là e via di questo genere; insomma non bisogna neanche prendere i Consiglieri regionali e i valdostani per dei fessi.

Noi sappiamo benissimo quello che vogliamo, può darsi, io mi auguro che Pollicini abbia ragione, può darsi che la sua profezia sia vera, può anche darsi che sia sbagliata, può anche darsi che le elezioni si facciano ad ottobre, vedremo, per adesso noi, coerenti con quella scelta che avevamo fatto di fare e di chiedere nuove elezioni, siamo da quella parte, per cui con grande rincrescimento votiamo contro queste proposte e lasciamo che facciamo il loro corso.

Bordon (D.C.) - Francamente ancora una volta non ho avuto fortuna perché dopo l'intervento di Andrione non c'è molto molto da aggiungere, è un intervento che è stato fatto all'insegna del buon senso, che ha ripetuto non quello che pensiamo tutti noi qui dentro, che ha la sua importanza, ma ha ripetuto quello che pensano gli elettori valdostani fuori di qui, il che è molto più importante, perché son quelli che contano in modo determinante non noi e quindi io potrei anche starmene tranquillo; soltanto che l'amico, perché non è solo collega Dolchi, è anche amico, è uno dei pochi forse, mi ha chiamato in causa, non posso star zitto, perché sennò dicono sta facendo il pasto del pitone, noi sappiamo qual è la nomea dei democristiani, ecc. ecc. quindi la parola la devo prendere lo stesso.

Vorrei innanzitutto dire che forse la cosa che mi tranquillizzava di più, che mi teneva lì tranquillo era proprio che ho la netta, precisa impressione che questo è un dialogo fra sordi, e io questo mi sono già permesso di dirlo, non oggi, ieri, avant'ieri, nel tempo scorso, il 15 di maggio, quando all'unanimità votammo quella famosa risoluzione.

Perché è un dialogo fra sordi, perché ci troviamo da una parte un gruppo di consiglieri che rappresenta un determinato schieramento, che ha perso le elezioni, e dall'altra parte un gruppo di consiglieri che ne rappresenta un altro che le elezioni le ha vinte.

Ora è indubbia una cosa, e qui mi consenta perché con Dujany abbiamo i nostri piccoli battibecchi, è logico che siamo così, ma quei colpi di spillo che lui dà a me io glieli ricambio volentieri, perché non dobbiamo dimenticare - questo lo dico con dispiacere, perché è una piccola parte di polemica di nuovo amico Dujany - noi siamo stati 16 anni insieme, sui banchi della D.C. eravamo sempre i cavalli di punta per batterci contro il Partito Comunista, allora tu stamattina hai voluto puntualizzare due cose che mi hanno in parte fatto piacere ma in parte mi hanno anche solleticato, perché quando tu hai voluto far notare la leggerezza mia nel citare Mina qui dentro, mentre da parte tua, con quella profonda saggezza e quella profonda conoscenza che tu hai di Camus o Ramus o chi vuoi tu, - ecco, non glielo dico apposta così mi corregge - perché questa è la sua soddisfazione -, quindi di fronte a questo io volevo però - e lo ripeto adesso - dirti che qui dentro io mi ero permesso di citare Mina per quella sua famosa canzone, perché noi diciamo sempre e soltanto delle parole, delle parole in gran parte per camuffare quelle che sono le vere intenzioni di una determinata parte, e questo io lo ripeto in questo momento e ve lo dimostrerò, in aggiunta poi ha suscitato un po' di scandalo e me lo ha ripreso l'amico Manganoni lì fuori dalla "hall", quando mi ha detto stamattina hai parlato di preghiere; è indubbio che le preghiere mie sono meno buone, sono migliori quelle di Dujany, perché le ha imparate e recitate per lunghi anni in seminario, invece io questo non ho fatto, però anche in questo caso è un altro colpo di spillo che è giusto che io restituisca, per una volta ancora dopo essere stato tanto in seminario sei venuto via, perché si vede che avevi la stessa vocazione che ho io, per la simpatia di Mina o non Mina o per altre simpatie.

Precisato questo che mi stava lì in gola, io vorrei polemizzare con Pollicini, non ne vale la pena; polemizzare con Pollicini non ne vale la pena perché Pollicini ha un suo abito mentale che è finto democratico, è finto democratico, ha un abito mentale tutto suo, perché lui ad un certo momento dice: noi siamo riusciti a smantellare, sono parole tue, a smantellare la tesi che noi non vogliamo le elezioni; dico beh, guarda amico Pollicini.

Pollicini (D.P.) - ... Non hai capito niente.

Bordon (D.C.) - Mi fa piacere anche questo perché si vede che capisci tutto tu! È vero però una cosa: che sono in buona compagnia perché sono in compagnia di 35.000 elettori che anche in Valle d'Aosta non avevano capito niente di quello che tu dicevi prima, ma che però ti hanno servito a dovere eh! E allora ripeto e dice: che ad un certo momento tu ti metti in testa di avere smantellato determinate impostazioni e invece non è vero niente, perché non basta venire qui con voce altitonante e accusare gli uni e gli altri di malafede, ma tanto per cominciare è una parola che tu usi con molta facilità, con molta larghezza volevo dire, ora io so che tu non sei il padre della buona fede, perché potremmo ripetere quello che abbiamo detto stamattina ma è inutile stare qui a dirlo perché tutta la Valle d'Aosta lo sa, tu non sei mai in buona fede, dovrei dire che sei sempre in malafede, perché tu vieni qui ad ammannire delle cose, a dire delle cose per le quali, delle quali non sei convinto neanche tu, e allora quando tu vieni fuori a darci delle lezioni di autonomia, ma amico Pollicini, qui si potrebbe dire che ci siamo trovati, avevamo forse ancora i pantaloni corti, chi più corti chi meno corti, nel 1943 ci siamo trovati per qui, ci siamo trovati coi Manganoni, coi Dolchi, con tanti altri, a fare chi più, chi meno il partigiano, battendoci per certe norme, per certe facoltà autonomistiche della Valle d'Aosta, ma noi non siamo qui per difendere il nostro passato, perché noi abbiamo sentito la nostra autonomia quanto l'hai sentita tu, se non l'abbiamo sentita di più, caso mai perché abbiamo delle lunghe tradizioni di famiglia valdostana, abbiamo vissuto qui, siamo qui da tanti secolo e quindi forse per chi viene da fuori come arrivi tu, trapiantato qui...

Pollicini (D.P.) - ...e appestato.

Bordon (D.C.) - Ma chi lo dice? Ma dice tutto lui, abbiate pazienza! Ma chi te l'ha detto?

Voce del Consigliere Pollicini.

Bordon (D.C.) -Signor Presidente del Consiglio lo lasci pure interrompere perché è un invito a nozze, come si dice qualche volta!

Montesano (P.S.D.I.) - Non protesti?

Bordon (D.C.) - No, io non protesto, ma insomma questo è anche vero, però appestato lo dici tu, si vede che effettivamente lo sei, allora mettiti in cura dal tuo Dott. Chantel che ti curerà gratuitamente!

Ma io questo non l''ho proprio detto e non l'ho mai pensato neanche per gli oriundi, abbiamo sempre detto che quelli che vengono in Valle d'Aosta e che vengono qui a lavorare, come ce ne sono tanti, come ne abbiamo tanto nella D.C., sono i nostri fratelli valdostani e quando parlano dell'autonomia valdostana e si scaldano più di noi ci fanno profondamente piacere; quindi se questi giudizi tu di appestato te lo vuoi tenere, io non credo proprio dalla cera! Ti ho detto stamattina in sordina perché non volevo che gli altri lo sentissero se no avrebbero detto che ero triviale, ma adesso me lo lasci dire, avrai la faccia di bronzo ma la faccia di appestato non ce l'hai! Quindi è poco ma sicuro.

Allora stabilito questo io non voglio continuare a polemizzare con l'amico Pollicini perché è partito in quarta, lui la vede in quel modo, ed è giustissimo che la veda così, perché ne ha la convenienza, perché quando vi dicevo che è un dialogo fra sordi è la verità, vedete qui dovremmo essere molto sinceri, noi abbiamo promesso, abbiamo detto sin dal 25 di aprile alla televisione che le elezioni in Valle d'Aosta si sarebbero rifatte, non in tre mesi. Pollicini tu ci dai delle date, delle scadenze, che tornano comode a te, ma vi abbiamo detto che le vostre bubbole di non avere i parlamentari per cinque anni erano solo e semplicemente bubbole e avremo noi provveduto tutti insieme a rifare le elezioni nel più breve tempo possibile, ecco il punto fermo della nostra discussione, nel più breve tempo possibile.

Arrivati a questo punto quindi, Pollicini io ti auguro buona fortuna, avremo ancora occasione di riprendere il discorso probabilmente dopo, ma ti lascio per fare un dialogo, vorrei dire un po' più serio con Dolchi, perché Dolchi ha portato avanti un discorso stamattina e ha ribattuto adesso che noi ci prepariamo su questi problemi, ne diamo atto, se ne prepara effettivamente, noi cerchiamo di seguirlo a ruota, forse avendo meno tempo di quanto ne ha lui, che è pagato come funzionario del Partito Comunista, mentre noi non lo siamo, ma questo non ha nessuna importanza, noi diamo atto a te... (Voce) ...Insomma questo non lo so, non vado a vedere questo, lo dirai alla gente delle imposte lo devi dire, a me non interessa proprio niente.

E allora invece con Dolchi il discorso lo volevo fare in un altro modo; Dolchi è venuto fuori e ha detto: noi qui abbiamo 5 proposte di legge, due di Andrione sono state ritirate e quindi su queste non mi soffermerei neanche e ne rimangono altre e, con la sua cortesia solita, la sua parola da "gentleman", perché Dolchi è così, non è violento come Manganoni, ma forse io preferisco Manganoni perché ci conosciamo da tanti anni, Dolchi ha incominciato a dire, per esempio, che la proposta di legge, se no qui inveisce di nuovo il mio Presidente della Giunta non devono esistere quando fanno comodo a lui, la proposta di legge presentata dalla Giunta ha le sue magagne; ora io non le voglio ripetere queste magagne, non le voglio ripetere perché l'Avv. Caveri, il Presidente del Consiglio, tutti questi hanno esaminato questa questione con molta competenza e con maggiore preparazione della mia, ma io d'altronde se avessi detto le stesse cose che ha detto Dolchi sulla proposta di legge di Giunta indubbiamente avrebbero, le mie parole, meno valore delle sue.

Quindi io mi servo soltanto di quello che ha detto Dolchi, Dolchi ha detto: questa legge strana, è difficile che possa avere attuazione e approvazione in Italia, al 51%, questa legge alla De Gaulle, noi qui abbiamo tutto un sistema in campo nazionale che è diverso, io penso che prima di portare avanti il nostro sistema anche in Italia per sprovveduti che si sia, questo avranno esaminato, e avranno scelto questo sistema per ragioni giuste io mi auguro, perché se no sarebbe una specie di autolesionismo, perché allora se dovremmo sempre solo ammettere che soltanto il buono è all'estero noi siamo una banda di cafoni e quindi non sappiamo fare niente; quindi questo studio, questa legge l'avranno portata avanti, si vede che calzava per noi qui in Italia.

Allora lasciamo stare la legge della Giunta che, secondo quello che dice Dolchi, e quello che dice Dolchi è saggio, dico io, in questo caso almeno, non se ne deve più parlare, perché dovrebbe essere scartata; quindi questa legge non possiamo prenderla in esame.

Abbiamo poi avuto la proposta di Pedrini e la proposta di Pedrini dice: io vorrei due Deputati, non so Senatore solo, vorrei che i resti confluissero di là, e anche in questo caso - adesso non mi ricordo più perché purtroppo l'interruzione pomeridiana, di mezzogiorno, qualche lapsus ha portato, ma se non sbaglio per la legge di Pedrini, anche qui l'amico Dolchi ebbe a dire che aveva le sue, aveva i suoi inconvenienti perché probabilmente andando a parlare di 2 Deputati noi andavamo a toccare quello che nessuno di noi a parole dice di voler toccare: andiamo a toccare la legge costituzionale, perché la legge nazionale quindi nostra stabilisce 630 Deputati, 315 Senatori, e quindi noi andremmo a infingere lì dentro e quindi avremmo maggiori difficoltà.

Quindi neanche la proposta di Pedrini può essere presa in esame.

E allora che cosa rimane? Rimane la proposta dell'amico Dolchi e del Partito Comunista. Quindi arrivati a questo punto mi sembra che buona parte delle difficoltà, secondo quello che dice Dolchi, e Dolchi dice le cose sagge, noi dovremmo soltanto più esaminare questa proposta; però noi diciamo ma scusate Signori, quando noi ci siamo preoccupati il 15 maggio qui dentro di votare l'ordine del giorno, eravamo tutti d'accordo di avere innanzitutto le votazioni al più presto, noi dicevamo che era giusto che ci fossero due parlamentari valdostani a Roma, che non si doveva rimanere senza i due parlamentari, e chi è andato a Roma, modesto portavoce di questi desideri, che cosa ha sempre sostenuto? Ha sostenuto noi vogliamo anzitutto le elezioni, perché noi vogliamo innanzitutto che ci siano i due parlamentari valdostani a Roma quindi questo era il punto base, avessero detto allora: ma se noi facessimo una legge più completa, se noi facessimo questo, chiedessimo due deputati e ci avessero risposto: ma guardate signori che probabilmente con questo sistema noi complichiamo le cose, chi voleva le elezioni indubbiamente avrebbero detto no: mandate avanti un progetto di legge che ci metta in condizione di poter avere al più presto nuove elezioni.

Ora perché noi abbiamo le nostre perplessità? Quando il buon Dolchi viene fuori, ci dice: ma state tranquilli, la nostra proposta è semplicemente una legge ordinaria, non va a toccare la Costituzione, perché guai se tocchiamo la Costituzione! Guai, sei d'accordo con me, sono d'accordo tutti, il Presidente della Giunta ha parlato delle norme di Taviani, ecc. ecc. e anche lì la preoccupazione nostra è di non toccare la carta costituzionale, perché in caso contrario non ne veniamo più fuori. Allora io potrei dire all'amico Dolchi, dico, ma abbi pazienza, ma ne sei proprio convinto? Perché se poi domani non fosse così? Noi siamo molto più tranquilli con la proposta di legge governativa in quanto che ci ha dato la matematica sicurezza di non andare a toccare la Costituzione e quindi avere la vita più facile.

Questo è uno dei punti che io voglio ancora richiamare all'attenzione, perché io vorrei fare non delle proposte, dobbiamo portare avanti un discorso che abbia una certa conclusione, io vorrei incominciare a dire a Dolchi, ma se ho ben capito qui dentro, oggi come oggi, si fa un processo quasi alla Presidenza del Consiglio per non aver chiamato ad assistere ai lavori il Presidente della Giunta, e allora qui bisogna essere molto cauti, perché se no guai, come noi abbiamo in Italia i difensori ad oltranza dei lavoratori, mentre gli altri sono affamatori del popolo con due P, dall'altra parte abbiamo in questa aula i difensori ad oltranza dell'autonomia, l'abbiamo sentito dire da Pollicini, perché quello che ha detto per esempio il Presidente del Consiglio, ha detto secondo me delle cose anche sensate, è stato un delitto, hai sentito Montesano, tu sei molto in gamba, la tua carriera è finita, perché dopo la propaganda che ti faranno attraverso la Valle d'Aosta, tu hai finito, tu sei un anti-valdostano, sei servito di barba e di parrucca!

E allora io cercherò di essere molto cauto, quindi noi abbiamo detto che siamo veramente spiacenti che questo non si sia verificato, noi siamo veramente spiacenti che questo non si sia verificato, noi siamo, ripetiamo ancora adesso, doppiamente dispiaciuti di questo, perché doppiamente? Perché avremmo voluto vedere che il Presidente della Giunta andasse a Roma, chiamato per questi lavori e avesse detto; Signori noi preferiamo avere una legge più completa che ci dia maggiori garanzie anche se ritardano le elezioni, perché qui di nuovo sarebbe stato il famoso invito a nozze, perché non ci avreste più potuto dire che noi non volevamo le elezioni, mentre noi potevamo dirlo a voi questo.

Quindi non centra niente l'affare della difesa dell'articolo 44, quello che è, perché noi siamo tutti d'accordo, sarebbe stato meglio, auspicabile, se il Presidente della Giunta fosse andato giù, certamente noi non avremmo avuto tutta la "cagnara" che abbiamo avuto oggi qui; ma indubbiamente non si sarebbe cambiato niente se si aveva intenzione di fare le elezioni, questo è il discorso base.

Naturalmente io mi domando, e qui probabilmente saremo interpretati di nuovo malamente, ma non ha nessuna importanza, lo diciamo molte volte che siamo sul viale del tramonto insieme con Manganoni e poi quando ci vogliono cacciare via reagiamo tutti e due, ma è altrettanto vero che io mi domando se per esempio domani il Consiglio regionale e il Presidente della Giunta che ne è portavoce a Roma, in un Consiglio dei Ministri avesse detto noi non vogliamo ancora le elezioni, le vogliamo fra due anni, ma ritenete che il Governo e la Nazione avrebbero potuto accettare questo? Ma io credo che debbano portare avanti un discorso di Statuto, di Costituzione, lo Statuto stabilisce, la Costituzione stabilisce il famoso numero dei Deputati e dei Senatori e questo plenum in Italia noi dobbiamo avere, anche se per caso a noi non andasse a fagiolo.

Quindi io ritengo proprio che qui si vada avanti e il punto fermo non lo si voglia mettere sulla carta, cioè noi vi diciamo: se voi ritenete di portarci allo studio una nuova proposta di legge più completa, ecc? ma noi siamo qui, riprenderemo a settembre, riprenderemo a ottobre, riprenderemo quando volete voi, ma come prima soluzione - lo dicevamo col Partito Liberale, con Pedrini stamattina - noi dobbiamo fare le elezioni subito, con un impegno di tutti noi di portare avanti una nuova legge perché quella che è adesso sembra che non sia sufficiente, perché il bello è poi questo: che quando noi dovessimo discutere della legge, della proposta di legge mi scusi Presidente della Giunta - della proposta di legge di Dolchi, ma io non saprei poi neanche se siamo tutti molto molto preparati a dire che va bene o non va bene, perché giustamente abbiamo sentito stamattina l'Avv. Caveri che ha detto che si è parlato per tanto tempo in sede opportuna di avere un Collegio uninominale, di avere quindi una circoscrizione con questo nostro metodo attuale, e voi ritenete che una legge elettorale sia come un paio di scarpe, ad un certo momento me lo trovo un po' stretto, vedo che non va proprio bene, vado a comperarne un altro, già belle fatto.

Quindi stasera riuniamoci di là cinque minuti e mandiamo avanti quella proposta; ma se questa è serietà di discussione e di decisione, di fronte ad un problema di questa importanza, io lo lascio giudicare un po' a tutti, ma in modo particolare lo giudicheranno gli elettori; ma questo non basta ancora, io ho sentito prima il Consigliere Dolchi - lo ripeto adesso - ma alla Camera il Partito Comunista ha presentato una proposta di legge, un disegno di legge, l'ha presentata e ha sentito il Consiglio regionale? Non mi risulta; l'ha presa, l'ha portata lì, avrà sentito voi, io non so se avete fatto bene o avete fatto male, ma quando si è talmente difensori ad oltranza dell'autonomia regionale e quindi dei suoi organi che sono la Giunta e il Consiglio, ma io penso che prima di presentare una legge avreste dovuto portarla qui e dire noi del Partito Comunista la mandiamo avanti, non farla già presentare laggiù a firma degli uni e degli altri come hai detto tu, se ho ben capito, perché qualche volta poi si capisce male, perché dice: no, questo era futuro e quello è passato prossimo e quindi le discussioni sono un po' velate, perché molte volte si fanno così.

Ma indipendentemente da tutto questo discorso, io ripeto e dico che la D.C. con la massima tranquillità, perché tanti anni di storia e di Governo lo dimostrano, ha difeso sempre l'autonomia e la libertà in Italia, e qui ogni tanto una goccia di benzina bisognerà pur lasciarla mettere, specialmente Lei Presidente del Consiglio, la goccia di benzina è una semplice, avete effettivamente una disinvoltura fantastica voi comunisti, pensate gli strali che tirerà fuori adesso Manganoni con quella penna arroventata che sta fumando laggiù! Quando voi venite qui a dire con tanta disinvoltura questa difesa a oltranza dell'autonomia, ma io vi ho sempre detto e ve lo ripeterò sempre, ma tutti lo sanno ormai, che voi siete soltanto difensori delle autonomie, delle minoranze dei popoli là dove siete alla opposizione, perché quando voi siete al Governo le autonomie vanno a farsi friggere, è sempre stato così, la storia di ieri l'altro, di ieri, di oggi, le storie di, non parliamo di Praga, di Caunas, ecc. perché farebbe ridere e avrebbe ragione l'amico Manganoni che abbiamo fatto un comizio. Ma io penso che un po' di coerenza ci dovrebbe essere, perché non si può essere autonomisti qui in questa aula e al Parlamento o al Senato a Roma, autonomisti si è dappertutto, perché autonomia vuol dire libertà dei cittadini, libertà di stampa, libertà di parola, e chi più ne ha più ne metta, cosa che voi nei vostri paesi, signori, non attuate più, perché non vi fa comodo; invece noi qui ci battiamo per questo e continueremo a batterci ancora, perché voi poi ogni tanto venite fuori e, forse con quel piccolo vello di agnello, cercate di nascondere quelle vostre, non dico brame, ma quelle vostre decisioni da lupi, perché voi non avete cambiato niente, voi siete sempre i medesimi, ogni tanto venite fuori e ci dite ma noi abbiamo già modificato qualche cosa voi non avete modificato niente, voi siete sempre i medesimi, avete sempre delle impostazioni che noi non condividiamo e che la maggioranza del popolo italiano per adesso non condivide e che voi in altri paesi attuate soltanto grazie ai carri armati.

Ma, indipendentemente da questo, io chiedo scusa, ritorno al mio argomento, e dico che la D.C. non riceve lezioni da nessuno per quanto riguarda la difesa dell'autonomia valdostana perché vi ha contribuito al cento e uno per cento.

Seconda cosa: in questo particolare argomento la D.C. ha speso una parola e ha detto noi vogliamo le elezioni al più presto, perché vogliamo che i due parlamentari siedano a Roma al più presto; quindi tutti quelli che cercano di modificare questa impostazione, larvatamente, furbescamente, apportando delle richieste che certamente ritarderanno questo iter, per noi non vogliono le elezioni.

Quindi per il momento non abbiamo molto da aggiungere ma questa è l'impostazione netta e assoluta, noi le elezioni le vogliamo effettivamente non soltanto a parole come molti di voi invece qui dentro stanno facendo.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganoni, Lei aspetti, io le do la parola soltanto per un breve intervento, perché è intervenuto due volte. Allora brevemente.

Manganoni (P.C.I.) - In quest'aula dovrebbero esserci due categorie di Consiglieri: quelli che vogliono le elezioni e quelli che non le vogliono; chi sono quelli che le vogliono? (Voce: chi non le vuole: tu) (risate) ...Bene, questa è l'opinione di Bordon; io dimostrerò coi fatti che le cose stanno esattamente in senso inverso.

Dirò questo: noi non abbiamo mai detto, perché siamo più obiettivi e non facciamo dei comizi, che voi non volete le elezioni, anche se ve lo possiamo dimostrare, perché noi non facciamo il processo alle intenzioni, noi giudichiamo i fatti, voi invece non giudicate i fatti, raccontate le solite storie, fate i processi alle intenzioni.

Ora noi vogliamo anche credere alla vostra buona fede, e la nostra buona fede, e la nostra fede ve la dimostriamo come ho detto coi fatti; dice Bordon: dice rimprovera ai Parlamentari del P.C.I. hanno presentato a Roma una proposta di legge elettorale sulla Valle d'Aosta senza sentire il Consiglio no? Quindi addosso ai Parlamentari del P.C.I.; il Governo che presenta una proposta di legge sulle elezioni della Valle d'Aosta, violando l'articolo 44 dello Statuto, che prescrive chiaro, ve l'ho letto stamattina e non ve lo leggo per la seconda volta, che in questi casi deve essere sentito il Presidente della Giunta.

Bordon (D.C.) - E votato l'ordine del giorno del 15 maggio ...

Manganoni (P.C.I.) - Quindi vi è una chiara violazione dello Statuto, questo va tutto bene, per Bordon questo va bene, Bordon, siamo più obiettivi! Io capisco qui bisogna, ecc. ma non raccontiamo delle bubbole, insomma, stiamo con i piedi per terra! Teniamo conto che c'è uno Statuto, che tu dicevi noi Democristiani che abbiamo difeso l'autonomia, voi Democristiani avete votato lo Statuto come l'abbiamo votato noi, e c'era Pieraccini Presidente dell'Assemblea allora, Terracini comunista, compagno, quando abbiamo votato questo Statuto, ma almeno se l'avete votato rispettatelo, rispettate l'art. 44, invece non lo rispettate, e non c'è una parola di deplorazione per questo fatto da parte del Consigliere Bordon.

Comunque io penso che i nostri Parlamentari sono pronti a ritirare la loro proposta qualora il Consiglio regionale gliele mandi un'altra, perché i nostri Parlamentari rispettano le decisioni dei Consigli regionali, perché in questo caso dimostrano coi fatti e non con le parole, dico coi fatti, di rispettare le autonomie regionali.

E adesso veniamo al fatto: Manganoni non vuole le elezioni, ma questo può essere una opinione del mio collega, io rispetto le opinioni del mio collega, io potrei dire Andrione od altri non vogliono le elezioni, è una opinione che può valere come quella di Andrione; ora invece io non esprimo, io non accuso gli altri di non volere le elezioni, ma dimostro che noi le elezioni le vogliamo, prima di tutto l'abbiamo dimostrato presentando un progetto di legge, se noi non volevamo le elezioni non presentavamo un progetto di legge, no? E si continuava a discutere, a rinviare alle Commissioni, ecc. noi l'abbiamo presentato, quindi questo mi pare che sia già una dimostrazione. In secondo luogo, io non ripeto quello che ha detto Dolchi questa mattina, che il progetto che noi presentiamo riveste un carattere di legge ordinaria, che pertanto dovrebbe passare alle Camere con una sola volta, senza doppia lettura come una legge costituzionale, quindi in un modo molto più celere; mentre la legge presentata dal Governo, non ve lo ripeto perché l'ho già detto stamattina - l'ha detto il Ministro democristiano, che ha un carattere costituzionale, quindi dovrebbe seguire una procedura lunghissima.

Ora tu Bordon mi mandi a dormire, va bene, ma senti un po', non hai fiducia nei tuoi ministri, il ministro Taviani non è un comunista, è un ministro democristiano, e anche quando il Consigliere Caveri dice: Manganoni prende sul serio le affermazioni di un ministro D.C.; On. Caveri io Lei sa quanta fiducia io ho nei D.C.? e particolarmente nei ministri, e so che anche Lei non ne aveva molta fiducia no? Le spiego, no io ho fiducia in Taviani, non ho detto che io ho fiducia in Taviani, ma io ho detto che quando un ministro democristiano ha fatto una affermazione, io penso che sia tanto coerente da rispettare, da seguire questa affermazione, ma io le aggiungerò di più: Lei dice allora le conveniva, e pertanto ha sostenuto tale tesi, oggi non gli conviene più e quindi, Lei non l'ha detto ma io immagino la conclusione del suo discorso - sarà pronto a rimangiarsi tutte le tesi sostenute allora.

Caveri (U.V.) - Questo lo dice Lei!

Manganoni (P.C.I.) - Questo l'ha fatto capire molto Lei perché diceva: allora conveniva, oggi non conviene più no? Ora io vede, cosa penso dei Ministri.

Io ve l'ho detto cosa penso dei Ministri democristiani, ma mi scusi, Lei col nuovo corso, eh beh, manifestare così apertamente sfiducia in un ministro democristiano, beh sono fatti suoi, sia molto chiaro, però mi lascia un pochino perplesso; comunque io concludo, no non voglio fare più altre polemiche, ho preso un mucchio di appunti ma lascio perdere; qui si tratta solo di un fatto: chi vuole le elezioni con un progetto di legge imposto dal Governo in violazione dell'articolo 44 dello Statuto e questo siete voi, chi invece vuole una legge proposta democraticamente, una proposta di legge approvata e proposta dal Consiglio regionale.

Quindi la sostanza non cambia assolutamente, i tempi e la procedura sono esattamente i medesimi, perché noi fra tre giorni possiamo far pervenire a Roma la nostra proposta di legge, che può essere trasmessa alle Commissioni al Senato e al Parlamento.

Quindi non si perde tempo assolutamente, i fatti sono quelli; noi in altri termini, voi volete rinunciare alle prerogative del Consiglio sancite dall'art. 44 dello Statuto, noi invece vogliamo tutelare i nostri diritti, le nostre prerogative, la nostra autonomia, la sostanza, la differenza fra le vostre posizioni e le nostre sono queste, non chi vuole le elezioni e chi non le vuole, perché sono certo che tutti le vogliamo, io voglio anche dare atto della vostra buona fede, però qui si tratta di rispettare lo Statuto speciale e di rispettare le prerogative del Consiglio regionale, il problema è tutto lì.

Personnettaz (D.P.) - Chi prende la parola? Allora cosa facciamo Avvocato?

Io vorrei che ci fosse ... io aspetto il Presidente.

Andrione (U.V.) - Ma allora Lei sospenda pure, secondo me Lei può sospendere, sospenda per 10 minuti, Signorina guardi, sospenda per dieci minuti.

Personnettaz (D.P.) - Sospendo?

Andrione (U.V.) - Sì, sì, su proposta del Consigliere Pollicini.

Personnettaz (D.P.) - E allora su proposta del Consigliere Pollicini si sospende dieci minuti.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,29 alle ore 19,06

Montesano (P.S.D.I.) - La seduta è riaperta.

Prima di mettere in votazione gli ordini del giorno, è bene sentire se è stato raggiunto un accordo fra i proponenti per la proposta di legge. La parola al Consigliere Pollicini.

Pollicini (D.P.) - È stato tenuto ora, nella sala delle pre-consiliari, un incontro fra i Gruppi dei D.P., del Partito Socialista, del Partito Comunista, del MAV e del PSIUP e del Partito Liberale.

È stato trovato, ai fini di raggiungere quanto possibile la maggioranza più ampia di consensi nei confronti di un disegno di legge regionale sulla legge elettorale, un punto di incontro fra il progetto di legge di iniziativa della Giunta e il progetto di legge firmato dai Consiglieri del Partito Comunista; mentre per quanto riguarda il Partito Liberale sarà lo stesso Capogruppo del Partito a precisare la propria posizione.

Per quanto riguarda gli ordini del giorno, è stato trovato un punto di incontro comune negli ordini del giorno presentati dal Partito Comunista e dalla rappresentanza dei Democratici Popolari; questa è la situazione al momento.

Montesano (P.S.D.I.) - Il nuovo ordine del giorno per favore.

Consigliere Pollicini e poi il nuovo testo se Lei volesse cortesemente spiegare, diciamo così, un pochino l'aspetto di questa legge.

Pollicini (D.P.) - Ma in effetti era la mia intenzione, ma siccome pensavo che Lei volesse conoscere soltanto per larga massima, quale era il discorso sostenuto dall'altra parte per poi procedere a una ordinata discussione o impostazione dei lavori però se Lei me ne dà facoltà.

Montesano (P.S.D.I.) - Ecco per l'impostazione dei lavori, siccome c'è una nuova proposta sulla quale è probabile che intervengano i Consiglieri è bene per l'ordinata appunto prosecuzione dei lavori che la proposta venga conosciuta dal Consiglio; quindi se Lei facesse la cortesia di metterla al corrente.

Pollicini (D.P.) - Senz'altro. Allora premesso che sia la proposta di legge di iniziativa della Giunta, sia quella di iniziativa del Partito Comunista sono state ritirate, è stato trovato un punto di incontro a cui hanno aderito, oltre che i Democratici Popolari, il Partito Comunista, il Movimento Autonomista Valdostano, il Partito Socialista e il PSIUP, ed è esattamente questa:

Articolo 1 - Viene abrogato, il nuovo articolo 1 viene...

Montesano (P.S.D.I.) - Quale legge? Quella della Giunta?

Pollicini (D.P.) - Quello del Partito Comunista.

Montesano (P.S.D.I.) - Ah capito.

Pollicini (D.P.) - Viene abrogato l'articolo 1, l'articolo 2 viene ad assumere il numero uno e contiene alcune lievi modificazioni, ed esattamente glielo leggo:

Articolo 1 - Dunque "Proposta di legge recante norme per le elezioni politiche in Valle d'Aosta".

Articolo 1 - L'art. 92 del Decreto presidenziale 30 marzo 1957 n. 361 è sostituito dal seguente:

"L'elezione del Collegio Valle d'Aosta è regolata dalle disposizioni dei precedenti articoli in quanto applicabili, e con le modificazioni seguenti..." (voce) ...Le modificazioni? Non più 200/300 firme ma da 100 a 200 firme, il resto rimane inalterato, rimane inalterato il secondo capoverso, cioè il numero delle preferenze è di due e il terzo capoverso; l'articolo 3 diventa l'articolo 2 e poi vi è l'aggiunta di un nuovo articolo che prende il numero di articolo 3 e dice esattamente questo: "Norma transitoria".

Montesano (P.S.D.I.) - Più piano per favore.

Pollicini (D.P.) - Sì, poi gliene do una copia Presidente.

"Norma transitoria - Per la copertura dei seggi di Deputato e Senatore della Valle d'Aosta rimasti vacanti in conseguenza della morte dei candidati presentati alle elezioni del 7 maggio del 1972, i comizi elettorali saranno convocati entro sei mesi dalla entrata in vigore della presente legge per la elezione di un Deputato e di un Senatore".

Questo articolo 3 è tratto di pari passo esattamente identico a quello contenuto nella proposta di legge governativa.

Montesano (P.S.D.I.) - D'accordo. Cosa dice?

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa. Essendo le modificazioni sostanziali, a nostra volta chiediamo una breve sospensione per esaminare, avendo il testo scritto di quanto proposto dal Consigliere Pollicini, perché non possiamo decidere così su una semplice lettura, se quel testo corrisponde a quanto noi pretendiamo.

Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, io penso che il Consigliere Andrione c'è questo, in sostanza l'articolo 1 è abolito; l'articolo 2 diventa articolo 1, se prende il testo, io credo che non ci sia bisogno di interruzione, l'articolo 3 diventa articolo 2?

Andrione (U.V.) - Io avrei bisogno di un attimo di sospensione. C'è un articolo 3 nuovo.

Montesano (P.S.D.I.) - L'articolo 3 nuovo è quello che ripropone le elezioni.

Andrione (U.V.) - Ma noi per dichiararci favorevoli alla legge abbiamo bisogno di un attimo di sospensione, solo questo.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene, il Consigliere Andrione, dice anche Lei Vice Presidente...

Fosson (U.V.) - ... Come ha detto il Consigliere Andrione sarebbe bene di avere sia il testo nuovo della proposta sia anche la proposta dell'ordine del giorno unificato se è variato, in maniera che vediamo un momento. Però mi permetto di dire una cosa: non so se c'è anche il Partito Liberale che voleva dire qualche cosa, alle volte può anche servire nella discussione generale.

Pedrini (P.L.I.) - Evidentemente c'è stata una unione su questo nuovo ordine del giorno; se la D.C. e l'U.V. ritengono questo ordine del giorno valido, ossia da votarsi, il Partito Liberale può rivedere le sue posizioni e adeguarsi insieme all'Union Valdôtaine e alla D.C., in contrario il Partito Liberale mantiene fermo il suo atteggiamento e spiegherò dopo il perché.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora la seduta è brevemente sospesa.

Esaminiamo sia l'ordine del giorno che facciamo fare in copia, ecco.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 19,15 alle ore 19,28.

Montesano (P.S.D.I.) - La seduta è riaperta.

Primo punto: vanno in votazioni gli ordini del giorno che sono ridotti a due in quanto che l'ordine del giorno presentato dal Partito Comunista e quello presentato dai Democratici Popolari, meglio ancora dal Capogruppo Pollicini, sono stati ritirati e riuniti in un unico ordine del giorno, che è stato distribuito mi pare ai Signori Consiglieri; e poi c'è l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Caveri a nome della D.C., U.V. e Partito Socialdemocratico. Quindi vanno messi ai voti questi due ordini del giorno, dopo di che si passa all'esame della legge presentata - chi la presenta questa legge? Chiamiamola legge modificata del Partito Comunista è vero? E in più rimane un punto interrogativo: la legge presentata dal Consigliere Pedrini. Il Consiglio non credo che abbia bisogno della lettura di questi ordini del giorno; allora viene messo ai voti l'ordine del giorno.

Pollicini (D.P.) - Quello unificato non è stato letto.

Montesano (P.S.D.I.) - Appunto per ciò domandavo se l'aveva detto, e allora è bene che lo legga. Lo legga Lei.

Pollicini (D.P.) - "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, informato che il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge recante modificazioni alle norme delle elezioni politiche in Valle d'Aosta;

ricordato che ai sensi dell'art. 44 dello Statuto speciale della Valle d'Aosta il Presidente della Giunta regionale interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione;

rilevato che il Presidente della Giunta regionale non è stato invitato alla predetta riunione del Consiglio dei Ministri;

mentre ribadisce la necessità di nuove norme che regolino e permettano le elezioni politiche in Valle d'Aosta;

esprime il rammarico e protesta per il mancato rispetto dello Statuto regionale".

Montesano (P.S.D.I.) - Allora viene messo ai voti questo ordine del giorno unificato; chi è favorevole alzi mano - contrari? Astenuti? Nessun astenuto - Il Consiglio approva.

Andrione (U.V.) - 12 contrari, 20 favorevoli.

Montesano (P.S.D.I) - Si mette ai voti l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Caveri.

Personnettaz (D.P.) - Non ho capito.

Montesano (P.S.D.I.) - Come?

Andrione (U.V.) - La Perruchon ha votato a favore e se tu conti, sono 12 contrari mentre la Sig.ra Chanoux è a favore.

Montesano (P.S.D.I.) - È esatto, la controprova, nessuna discussione, si fa la controprova, è così semplice. Chi è favorevole alzi la mano, favorevoli, la conta è così semplice. Avete contato?

Personnettaz (D.P.) - E io?

Andrione (U.V.) - Chiedo scusa, sono 21.

Montesano (P.S.D.I.) - Contrari?

Andrione (U.V.) - Sono 12, chiedo scusa sono 11 mi sono sbagliato io, faccio ammenda.

Montesano (P.S.D.I.) - Astenuti? Niente, allora il Consiglio approva.

Ordine del giorno Caveri: Chi è favorevole alzi la mano.

Andrione (U.V.) - Questa volta sono 11.

Montesano (P.S.D.I.) - Contrari? Astenuti?

Perruchon (U.V.) - Je veux faire une déclaration.

Montesano (P.S.D.I.) - Ma dopo la votazione vuol fare la dichiarazione? (Voce: durante) ...Comunque facciamo una eccezione per la Signora e allora Lei è astenuta no?

Andrione (U.V.) - Sono quattro astenuti.

Perruchon (U.V.) - Je ne comprends pas pourquoi certains Conseillers de l'Union ne défendent pas nos droits aujourd'hui comme en 1966, car il ne suffit pas de désapprouver le comportement du Gouvernement italien si on accepte les conséquences nuisibles pour le futur de ces décisions arbitraires; personnellement je retiens que le comportement du Président de la Junte, qui a réagi à la décision unilatérale et non conforme à notre Statut, prise par le Président du Conseil des Ministres italiens soit cohérent à sa charge et je ne peux que l'approuver. On ne peut pas en effet accepter que à la solution d'un de nos problèmes des plus importants comme la modification de la loi électorale puisse être prise à Rome sans l'intervention d'un représentant de la Région; cette décision unilatérale démontre une certaine insensibilité du Gouvernement central que nous devons désapprouver.

La défense de nos droits dans les questions de principe surtout me parait au contraire un des devoirs de tous les représentants des valdôtains, même si cette résistance de la part du Conseil régional nous coute des sacrifices ou de renonces.

Montesano (P.S.D.I.) - Il Consiglio non approva, io ho dimenticato di proclamare il risultato, con i voti che sono stati conteggiati; avete conteggiato i voti? Pramotton?

Pramotton (segretario) - ... 11 favorevoli, 19 contrari e 3 astenuti ...

Montesano (P.S.D.I.) - 4 astenuti; siete in quattro o cinque a prendere nota, eh scusate!

Pramotton (segretario) - ...l'astensione dovreste dichiararla.

Montesano (P.S.D.I.) - Sì, dovreste dichiararla, però io sto attento che gli astenuti sono Albaney, Chamonin, la Sig.ra Chanoux e Pedrini; questi sono gli astenuti.