Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 332 du 20 décembre 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 332/72 - Inquinamento provocato dallo stabilimento T.G.V. di Donnaz. (Interpellanza)

Tonino (P.S.I.U.P.) - Dunque, io non mi ero mai tanto interessato di queste lamentele dei vicini dello stabilimento T.G.V. di Donnas, sino a quando non l'ho dovuto appurare proprio con la mia presenza in un momento in cui stavano scaricando i forni.

Non vi dico che razza di odore nauseante usciva fuori da quello stabilimento, addirittura irrespirabile.

A tale proposito era stato presentato un esposto all'Assessorato alla Sanità, firmato da circa 57 persone, in cui si lamentava questo inconveniente.

In quella petizione sono state allegate delle dichiarazioni dei medici locali, che vi posso anche leggere quelli che sono: c'è una dichiarazione del medico condotto, Dr. De Antoni, nei confronti di una lavoratrice alla quale riscontra intossicazione di fumi di gomma, e le ha dato quindici giorni di malattia; c'è un altro certificato del medico condotto di Pont-St.-Martin Alfonso Volta che certifica che la Sig.na Bosonin Elsa, di 48 anni, presenta disturbi digestivi e acuti e cefalee che possono essere appurate da indagini sui vapori tossici. Non capisco bene le scritture di un medico, comunque, anche qui, parla di vapori tossici. Poi c'è un sopralluogo fatto dal medico condotto Alfonso Volta di Pont-St-Martin, il quale dice: "In data odierna, alle ore 16,45, ho ispezionato il cortile circostante l'abitazione e il laboratorio del Sig. Bosonin Armando in Donnaz, su invito del proprietario, ho così potuto constatare la presenza di intenso e sgradevole odore di gomma surriscaldata e la presenza, sotto il muro marginale con lo stabilimento T.G.V., di uno straticello di polvere giallastra, proprio al di sotto della canna fumaria, che, a detta del proprietario, s'è depositata solo in questi ultimi giorni. Pur non potendo stabilire in modo certo il grado di tossicità dei fumi in questione, ritengo tuttavia che questo esiste e compromette anche la produzione delle acque gassate, quando l'odore sia intenso, ritengo pressoché impossibile permanere in presenza dello stesso".

Il Presidente della Giunta aveva scritto con una lettera in data 12.09.1972 al Sindaco di Donnaz, dicendo che erano stati fatti dei sopralluoghi nel mese di luglio e di agosto, senza rilevare alcuno degli inconvenienti lamentati; ora non so, qui ci sono delle dichiarazioni dei medici, c'è una petizione, quindi bisognerebbe andare in fondo per vedere queste cose.

Gli scarichi nocivi sono sempre risultati, però questo dobbiamo dirlo, sono sempre risultati saltuari e irregolari e che pertanto il fatto di non avvertire gli inconvenienti stessi nel momento in cui sono avvenuti i sopralluoghi, non dice proprio nulla, perché, se il medico, cioè un tecnico, va ad effettuare un controllo nel momento in cui non ci sono gli scarichi dei fumi, certo non si sente quell'odore; ma, se si va nel momento in cui vengono, in cui viene scaricato il materiale dal forno, ecco che allora c'è la presenza di questo odore nauseante che non si può sopportare.

Ecco, questo è un po' il motivo della mia interpellanza che volevo sentire che cosa si ha da dire in proposito e cosa si pensa di fare per ovviare a quest'inconveniente.

Siggia (P.C.I.) - Chi risponde? Il Presidente della Giunta?

La parola al Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Ci si è interessati del problema a seguito delle lamentele pervenute da parte di privati e di persone che abitano la zona di Donnaz; il medico regionale aveva comunicato che era stata sottoposta da parte dell'ufficio sanitario, fin dal mese di luglio, un controllo per le esalazioni di fumi e di odore.

Nel corso del sopralluogo i tecnici hanno dato disposizioni alla Direzione della Società per una migliore regolamentazione degli scarichi atmosferici industriali e sono stati chiesti alcuni accorgimenti tecnici.

Successivamente, a seguito di altre lamentele si richiedeva un nuovo controllo dello stabilimento. Il medico regionale ha rilevato e ha chiesto - meglio - una documentazione precisa da parte della Società stessa per poter valutare il tipo dei macchinari e il tipo di impianto.

Risulta però che l'Amministrazione comunale ha tacitamente preso atto del tipo di attività industriale senza preventivamente informare l'Ufficio del medico regionale o gli uffici dei laboratori della Regione e senza richiedere il parere circa la liceità dell'insediamento dell'azienda nel concentrico dell'abitato di Donnaz.

Il medico regionale ha provveduto successivamente a incaricare il reparto chimico del laboratorio regionale ad esperire tutte le indagini necessarie per chiarire se esistano inquinamenti da quello stabilimento.

Da informazioni avute dal reparto chimico, risulta che è stata prodotta la relativa documentazione da parte dell'industria e che tale documentazione è un controllo di fatto sullo stabilimento; è in corso e rimaniamo in attesa di decisioni. Lo stabilimento è quindi tuttora sotto controllo dell'autorità sanitaria e, in caso se ne riscontrasse la necessità, la Presidenza ne sarà tempestivamente informata per l'adozione di eventuali misure che si rendessero necessarie per la tutela della salute pubblica.

Siggia (P.C.I.) - Grazie. Consigliere Tonino, a Lei la parola.

Tonino (P.S.I.U.P.) - L'Amministrazione comunale di Donnaz ha tacitamente accettato l'impianto di questo stabilimento, beh, questo, non è che l'Amministrazione così... ad appurare che quello stabilimento avrebbe prodotto questi inconvenienti.

Io dico che avevo anche indicato delle soluzioni, e una soluzione, che penso che possa andar bene, è quella della ciminiera, una ciminiera con una ventola che riesca a portar su i fumi in alto e che si disperdano in quel modo.

Questa è una delle soluzioni migliori che si possano adottare, cioè ci sarebbe anche la soluzione di farlo andare in un altro posto, sempre nel Comune di Donnaz, dove ci sono terreni per costruire un capannone, ma se non possiamo fare questo, almeno, che si faccia una ciminiera che siamo sicuri che così, se il fumo viene portato in alto, viene disperso di più e non entra nelle abitazioni che sono vicine.

Siggia (P.C.I.) - Oggetto n. 2 ter.