Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 353 du 21 décembre 1972 - Resoconto

OGGETTO N. 353/72 - Legge regionale concernente l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Valle d'Aosta per l'anno 1973.

Assessorato Agricoltura e Foreste - Titolo I - Spese correnti - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico - Categoria II - Personale - Servizi Agrari e Zootecnici - Totale Servizi Agrari e Zootecnici 187.000.000 - Servizi Forestali - Totale Servizi Forestali: 346.650.000 - Riepilogo Categoria II - Personale per un totale di Lire 33.650.000 - Categoria IV - Totale 63.000.000 - Servizi Forestali - Totale 65.000.000 -

Savioz (P.C.I.) - Io vorrei chiedere un'informazione all'Assessore all'Agricoltura, per cortesia, se mi dice qualche cosa in merito alla lotta antiparassitaria; mi interesserebbe sapere, secondo le nuove disposizioni di legge per i veleni e i nuovi sistemi di distribuzione dei medesimi, se i risultati sono positivi o negativi, solo questo.

Maquignaz (D.P.) - Naturalmente non posso essere molto preciso perché noi sappiamo adesso che per l'acquisto di questi materiali occorre avere quel patentino, sono previsti degli esami, c'è una Commissione che valuta, però per quanto concerne i risultati che si è ottenuto con questo sistema per il momento non è che possiamo dire molto; posso dire solo questo: che di inconvenienti gravi non se ne sono verificati.

Manganoni (P.C.I.) - Si era detto all'inizio che per ogni Assessorato ci sarebbe tata una breve relazione, no? Sì, ma ormai siamo avanti, la farà l'Assessore seguente.

Riepilogo Categoria IV - Acquisto beni e servizi - Servizi Agrari e Zootecnici 63.000.000 - Servizi Forestali 65.000.000 - Totale Categoria IV 128.000.000 - Categoria V - Trasferimenti -

Savioz (P.C.I.) - Una piccola informazione per la questione dei contributi per quanto concerne la pesca e la caccia: vedo che c'è un aumento di dieci milioni per uno e sei milioni per l'altro. La pregherei di dirmi a che titolo questi aumenti.

(Voce: ...Non siamo ancora arrivati)

Andrione (U.V.) - Va beh, lo leggo adesso, la domanda rimane valida.

Siggia (P.C.I.) - Va bene, va bene.

Categoria V - Trasferimenti - per un totale di 332 milioni - Totale della Sezione IV 993.650.000 -

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi su questa Categoria V? Assessore Maquignaz vuole rispondere?

Maquignaz (D.P.) - Gli aumenti che sono stati previsti nel bilancio per quanto riguarda sia il Consorzio Pesca e sia il Comitato Caccia sono dovuti alle richieste fatte dal Comitato e dal Consorzio, richieste che noi abbiamo accolto per l'aumento del personale di sorveglianza; il personale di sorveglianza sia del Comitato e sia del Consorzio non sono adeguati e quindi era solo per aumentare questa sorveglianza e ci sembrava una richiesta accettabile e quindi abbiamo previsto l'aumento.

Manganoni (P.C.I.) - Io qui sull'agricoltura avrei tre domande da porre su tre articoli; io le pongo subito e poi mi risponda quando vuole.

Articolo 363 "Bonifica sanitaria" - Quando si prevede, approssimativamente, che abbia termine, perché ormai dura da 10-12 anni.

Secondo: articolo 364 "Sviluppo della viabilità rurale" - Mi risulterebbe che per far fronte alle ultime domande presentate occorreranno circa tre anni, cioè tre bilanci; questo cosa significa? Che questo stanziamento è assolutamente insufficiente, tenuto conto che queste strade interpoderali rivestono diversi scopi, diversi aspetti: questione forestale, questione turistica, perché noi vediamo che il turismo in tante zone si è sviluppato grazie alle strade poderali e si sta sviluppando, o si starà sviluppando presto, bene; fin quando si sviluppa il turismo in quelle zone è bene, è ora di finirla di pensare solo a Courmayeur o al Breuil; pensiamo anche a quelle altre zone. Ed allora io mi chiedo: beh, io non vi dico aumentatelo, però io penso che avreste dovuto tenere presente certi fattori.

Altra domanda: l'articolo che qui non mi sovviene, quello che è stato soppresso per l'elettrificazione, c'è scritto soppresso. Ora non so se è stato sostituito da un altro, io ho guardato e non l'ho trovato, e quindi non ho visto lo stanziamento, anche lì in fatto di elettrodotti rurali ho l'impressione che le domande dovranno aspettare anni e anni ancora, no?

Ora, ritornando a quanto si è affermato nella discussione sull'agricoltura, ma dalle dichiarazioni fatte dal Presidente della Giunta nell'illustrare il bilancio, dalla quale illustrazione si sarebbe detto che i problemi agricoli connessi con gli altri problemi turistici, ecc., ma tendenti a venire incontro ai montanari avrebbero dovuto avere la precedenza assoluta; ebbene, io vi ho citato adesso due casi in cui la precedenza non è più assoluta, perché bisogna aspettare tre anni per fare fronte alle domande esistenti già oggi.

L'ultima: articolo 440 "Fabbricati rurali" - Ora qui si era accennato alla possibilità di ammettere a contributo anche un secondo alloggio, oltre, nelle case rurali, oltre a quello oggi ammesso che deve servire per la famiglia del conduttore dell'azienda, no? Dell'azienda agricola. Ora io non avevo più saputo niente e ho presentato un'interpellanza in questi giorni, però, se la Giunta ha intenzione di portare a termine questo, i 400 milioni sono sufficienti? Oppure - ed in questo caso prego l'Assessore di precisarlo - è compreso questo stanziamento per l'eventuale sovvenzione del secondo alloggio in un'altra proposta di legge, in un altro capitolo? Ecco in questo caso pregherei di precisarmelo.

Savioz (P.C.I.) - Chiedo scusa, ma ritorno un momento alla faccenda della caccia, per sapere se le decisioni prese in questa sede di intervenire presso il Comitato per stabilire delle regole, affinché la sicurezza degli individui sia maggiormente tutelata, ecc., se è stato fatto qualche cosa in questa materia, se i passi sono stati fatti e se c'è qualche notizia, insomma, che possa essere confortevole, soprattutto.

Bancod (U.V.) - Io chiedo scusa ma non sono arrivato in tempo. Volevo chiedere un'informazione all'Assessore: avevo già parlato, sul capitolo 315 "Spese per la lotta contro le malattie parassitarie" delle piante. Io una volta con l'Assessore avevo parlato dei boschi di Verrayes, sopra Verrayes, vicino alle Bornes, c'è un pianoro dove il legname è completamente... non produce niente, insomma è marcio completamente; io avevo chiesto una volta se si poteva intervenire su quel punto lì, sarebbe necessario intervenire e lì bisognerebbe prendere un provvedimento radicale, abbattimento, insomma, una piantagione, ripiantare completamente, vedere un po' uno studio della Forestale. Ecco è solo questo che mi sono permesso.

Maquignaz (D.P.) - Vorrei rispondere prima al Consigliere Savioz per quanto riguarda la sua richiesta. Evidentemente noi abbiamo parlato di questo problema con il Comitato Caccia, però non so come potremo intervenire, perché quello dipende proprio dalle persone, è una questione che dipende proprio dal buon senso dei cacciatori; quindi non so quale imposizione potremmo fare noi, salvo non arrivare a delle restrizioni, questo sì, ma, se si ritiene invece di adottare questo sistema, allora, naturalmente, visto che stiamo rivedendo la legge sulla caccia, quando verrà in Consiglio, se ne discuterà.

È un problema che stiamo discutendo in Commissione, altro però c'è solo da affidare al buon senso dei cacciatori che non si verifichino questi inconvenienti; se, invece, vogliamo fare delle restrizioni allora è chiaro che nella discussione della nuova legge lo potremo poi esaminare.

Il Consigliere Manganoni ha fatto una richiesta sul Capitolo 363, 362 "Bonifica sanitaria" e qui risponderei anche alla richiesta fatta ieri dal Consigliere Andrione, al quale non ho dato risposta perché mi sembrava che era più facile poi nei singoli capitoli trattare questi argomenti.

Dunque per quanto riguarda la bonifica sanitaria noi abbiamo fatto oggi circa l'80-85 della Valle, troviamo molti consensi nelle vallate laterali, abbiamo qualche difficoltà nella vallata centrale e nella media Valle, però mi pare che un po' alla volta tutti si convincono che è necessario fare questa bonifica sanitaria.

Mi rendo conto che dei risultati non ne abbiamo ancora avuti, dei risultati molto confortanti, questo per il fatto che abbiamo il problema degli alpeggi, il problema dei mayens, delle aziende di fondo Valle, dove l'isolamento che è previsto nella legge non è molto facile farlo rispettare. Anche quelli che prendono gli animali all'inverna cambiano di zona, bisognerebbe avere un numero tale di ispettori, di controllori, altrimenti queste cose sfuggono e questi animali infetti messi nelle stalle risanate provocavano dei nuovi focolai e quindi con dei risultati non soddisfacenti.

Posso comunque dire che, man mano che noi andiamo avanti e che aumenta la percentuale del bestiame risanato, oltre ad avere una maggiore probabilità, una maggiore facilità di controllare questo isolamento, abbiamo anche da parte degli agricoltori una maggiore sensibilità per sostituire il bestiame ammalato, quindi aumentano anche le zone da poter reperire il bestiame da sostituire a quello che si deve abbattere.

Per quanto riguarda le percentuali, se noi pensiamo che i primi anni siamo partiti con delle percentuali del 25-28% di infezioni e di animali da abbattere, noi arriviamo oggi invece con delle percentuali - con del controllo fatto quest'anno nella prima isola - del 14% per la tubercolosi, del 7% per la brucellosi, media del primo controllo, mentre, invece, i controlli fatti sulle isole già precedentemente costituite sono del 5% per la tubercolosi e il 2,85% per la brucellosi.

Quindi abbiamo fatto dei notevoli progressi in questi ultimi anni proprio per il fatto che abbiamo già delle zone che sono completamente risanate e quindi non c'è più questa mescolanza di bestiame sano con bestiame ammalato.

Chiaro che, se io dovessi dire quanti anni durerà ancora la bonifica sanitaria, penso che non sia molto facile ipotizzarlo perché noi sappiamo che, anche dove hanno fatto questa azione da 10-15 anni, delle percentuali di infezione, che si aggirano sul 2%, sono quasi presenti in tutti i paesi.

Quindi l'abolizione completa, soprattutto della brucellosi, è praticamente impossibile. Però con delle percentuali, dei tassi così bassi, si può fare direttamente il controllo solo con l'analisi del latte, il ring-test come viene chiamato, senza più fare le prove del sangue; quindi semplifica di molto tutte le operazioni di controllo.

Quindi io direi questo: se noi vogliamo riesaminare in Consiglio, fare una messa a punto di questo problema, come chiamava ieri il Consigliere Andrione, io sono ben disponibile a fornire tutti gli elementi, a riportarlo in Consiglio per vedere esattamente quello che si è fatto e quello che rimane da fare.

Secondo noi, però, abbiamo notato questo miglioramento della situazione negli ultimi anni, quindi direi che converrebbe ancora aspettare un paio d'anni, cioè aspettare che il controllo sia fatto in tutta la Regione e poi naturalmente solo in quel momento sarà opportuno rivedere il tutto, perché la bonifica si riteneva di farla in dieci anni, anche se non è previsto nella legge, cioè la legge non è decennale. Comunque nelle previsioni, nei verbali, noi abbiamo visto che si parlava di dieci anni; in dieci anni non arriviamo, la legge del 1962 abbiamo incominciato nel 1963 e nel 1973 non sarà completamente controllata la Valle, quindi abbiamo un ritardo di un anno o due anni, però in questo momento mi pare che dai risultati che abbiamo non è che siamo scoraggiati, non sono così soddisfacenti come si poteva pensare, però, quando vediamo che i capi che si devono abbattere quest'anno, dai controlli autunnali e invernali, sono di 607 nelle nuove isole e sono 2.286 nelle isole precedenti, totale 2.893, vale a dire una media di abbattimento tra le prime isole e le altre di un 7-8% sul patrimonio bovino, quindi è ancora elevata ma, se pensiamo che siamo partiti dal 25-28%, un qualche cosa si è già fatto.

Venendo, invece, all'altro problema: viabilità rurale, discorso molto più complesso, è un discorso che a mio avviso non si può nemmeno affrontare qui in Consiglio, perché è chiaro che le strade interpoderali servono, però ci sono strade e strade.

Noi abbiamo potuto constatare in questi anni di applicazione della legge che alcune opere servono veramente agli agricoltori, altre opere, invece, fatte da poco tempo, non curano nemmeno più la manutenzione; certe volte noi ci chiediamo a chi sono servite queste strade.

Perciò è un problema assai complesso ed è questo il motivo per cui noi in questo momento non abbiamo potenziato il finanziamento, perché vogliamo fare una piccola pausa di riflessione, chiamerei, e questo, a mio avviso, è un problema che va affrontano dalla Commissione dell'Agricoltura, cioè è un problema che va esaminato attentamente, perché la legge permetterebbe anche all'Amministrazione di fare direttamente le opere, cioè anziché col 70-75%, con un contributo dell'87,50%, previo versamento da parte degli interessati del 12,50%. Questa potrebbe essere una soluzione per le strade di un certo costo, anziché farle i Consorzi, le fa la Regione, per evitare qualsiasi speculazione e per poterle seguire anche un po' meglio, perché è chiaro che, se una strada interpoderale è fatta, non è finita bene il Consorzio poi ha delle manutenzioni enormi annuali che poi non può sostenere; quindi le strade in poco tempo diventano quasi impraticabili.

Ecco perché dicevo: non si è ritenuto opportuno di aumentare lo stanziamento, riteniamo, invece, indispensabile fare un piccolo esame della situazione in modo da poter constatare se c'è qualche cosa da modificare, se possiamo farle noi, se dobbiamo farle noi come Regione oppure se c'è un altro accorgimento per avere questa garanzia che le strade vengano fatte bene nelle zone che servono e che non ci siano speculazioni di sorta.

Problema delle case, case rurali - Capitolo 440 - Qui c'è stato un piccolo aumento che naturalmente però non è un aumento tale da prevedere il finanziamento anche per il secondo alloggio, come era stato richiesto.

Qui, direi, questo che abbiamo già esaminato in Commissione dell'Agricoltura e non siamo giunti ad una conclusione, abbiamo ritenuto opportuno di sentire anche la Commissione del Turismo; siccome si parlava in questo di poter utilizzare un secondo alloggio per quanto riguarda le possibilità di affitto nel periodo estivo, è chiaro che il finanziamento non dovrebbe gravare interamente sull'Assessorato dell'Agricoltura perché, con le percentuali proposte nella legge presentata dai Consiglieri Pedrini e Maghetti, noi abbiamo fatto un calcolo preciso in base alle pratiche passate nel 1972 e sappiamo che occorre una cifra di un miliardo e mezzo all'anno, perché noi, è vero, diamo il 33% per le costruzioni e ricostruzioni e 20% per le sistemazioni, ma è altrettanto vero che per stare nei 360 milioni si applicavano dei plafonds, cioè non superavamo il contributo di 2 milioni e mezzo; quindi, se noi teniamo conto che le percentuali proposte erano del 50-60% su tutta la spesa ammissibile per un secondo alloggio, abbiamo visto che si arriva ad una spesa di circa tre miliardi, col contributo del 50%, si arriva a un miliardo e mezzo.

Ecco perché il problema è stato per il momento, si è soprasseduto e si ritiene opportuno sentire anche la Commissione del Turismo e poi avevamo fatto presente che il fondo di rotazione prevede, non sotto forma di contributo in conto capitale, ma sotto forma di mutuo, l'intervento per la ricostruzione di questi alloggi.

Quindi è tutto un problema aperto, a mio avviso, che va visto attentamente mentre sono convinto e sono d'accordo che, per quanto riguarda quel plafond, che noi adottavamo, è insufficiente, quindi bisogna rivederlo.

Però fino a che punto e, come ripeto, bisogna vedere se vogliamo dare un maggior incremento alla parte dei mutui più che al contributo in conto capitale, allora vale il discorso del fondo di rotazione: se riteniamo di mantenere anche il contributo in conto capitale, è chiaro che dovremmo rivedere, aggiornarlo un po', aggiornare le percentuali che abbiamo delle disposizioni attuali.

Vorrei, però, solo fare presente che già ieri io ho accennato che noi avevamo delle iniziative in questo momento valide e qui risponderei all'osservazione fatta ieri dal Consigliere Andrione, quando diceva che bisognerebbe esaminare un po' meglio perché noi diamo dei contributi per le case rurali, fienili che si trasformano in alloggi e concimaie che si trasformano in garages; questo può essere anche vero, però, se nel periodo estivo questi agricoltori, sacrificandosi, riescono ad affittare l'alloggio, a mio avviso, non è che si possa condannare, anzi, mi pare che ci sia questa famosa integrazione di redditi.

Perciò direi che quando dicevo che c'è un certo orientamento nuovo oggi posso dimostrarlo con delle cifre che in questi due ultimi anni noi abbiamo 22 pratiche di fabbricati in diversi comuni della Regione per 20-24, 50 capi, 52 capi, 15 capi, 22, e non sto a leggerli tutti, comunque 30, 48, 25, 15, 44, 19, 25, 56 capi, sono tutte iniziative che vanno avanti in questi ultimi tempi per delle stalle razionali, per delle stalle previste per un numero di capi che garantiscono anche una certa economicità e, inoltre, ci sono tutte le altre fatte con i mutui, queste con i contributi, dove diamo già oggi il 50%, queste, invece, coi mutui ne abbiamo già altre 10 pratiche sempre anche qui da 50, 40, 60 capi; quindi, mi pare che non tutti i contributi che si danno per l'agricoltura fanno poi quella fine di servire per costruzioni di fienili che vengono trasformati, ne abbiamo purtroppo qualcuno, è vero, però mi pare che c'è già un certo cambiamento e un nuovo indirizzo.

Quindi il problema dei fabbricati mi pare che non si poteva prevedere in questo momento in bilancio un aumento enorme, perché tutto il problema va visto alla luce degli orientamenti dell'Amministrazione regionale sul fondo di rotazione; va visto anche su quale Assessorato dovrebbero gravare questi fondi e quindi è normale che non possiamo nemmeno aumentare le cifre senza aver prima riordinato tutta la materia.

Per quanto riguarda, invece, la domanda fatta dal Consigliere Bancod, lotta contro le malattie delle piante, vorrei precisare che qui il capitolo è per la lotta sulle malattie dei vigneti, frutteti, quindi non si riferisce in modo particolare, però la sua osservazione è valida, l'aveva già fatta l'anno scorso in occasione del bilancio, io mi ero impegnato di farlo controllare e le posso dire che lì c'è un sistema solo, unico: il taglio di tutta la foresta, di quella zona, perché tutte quelle piante sono attaccate, quindi bisognerebbe tagliare l'intera zona e poi fare dei nuovi rimboschimenti, con una specie più adatta.

Comunque io lo farò presente di nuovo ai tecnici dell'Assessorato in modo che si esamini proprio questo e si veda se, attraverso i cantieri di lavoro, è possibile fare questa operazione. Non so, però, se è su proprietà privata o comunale, quindi bisognerà vedere se è il Comune o sono i privati i proprietari... (Voce del Consigliere Manganoni) ...Dunque noi abbiamo soppresso il capitolo per il fatto che prima avevamo dei fondi dalle leggi dello Stato, Piano Verde, che oggi, invece, non abbiamo più; l'anno scorso abbiamo approvato in Consiglio una legge sui miglioramenti fondiari, elettrodotti, acquedotti, mayens e alpeggi.

È previsto nell'elenco dei provvedimenti in corso un aumento di quello stanziamento di 50 milioni perché ci siamo resi conto che è insufficiente lo stanziamento previsto dalla legge stessa.

Dimenticavo di dare una risposta a quanto aveva già accennato ieri il Consigliere Caveri per quanto riguarda il problema della Centrale del Latte.

In base alle norme comunitarie e le norme comunitarie, i regolamenti comunitari quando sono approvati dal Consiglio, sono legge per gli Stati membri, quindi noi facciamo parte del Mercato Comune, non possiamo assolutamente sottrarci a quelle disposizioni. Prevedono, infatti, la liberalizzazione del mercato del latte, quindi viene a cadere la nostra legge del '38, che prevedeva le zone bianche, chiunque può venire qui in Valle, può installare una Centrale e può distribuire il latte alimentare con le disposizioni che andranno in vigore al 31 marzo, se non sbaglio, del 1973.

Noi abbiamo a tal uopo incaricato, la Giunta ha nominato una Commissione che sta studiando appunto la nuova impostazione della Centrale in vista proprio di questo cambiamento di queste direttive; la Commissione mi pare che ha più o meno ultimato il lavoro e quindi a giorni ci presenterà il lavoro; lo esamineremo in Giunta e lo porteremo in Consiglio, che il Consiglio sia informato di quello che potremo fare per assicurare quest'importante sevizio alla popolazione di Aosta in modo particolare, perché i consumatori sono quasi tutti della zona di Aosta.

Comunque non è che possiamo fare molto perché qui ci sono delle disposizioni precise, si tratta solo di adattare noi la Centrale ai nuovi indirizzi, ai nuovi orientamenti comunitari.

Il Consigliere Caveri aveva anche chiesto, cioè aveva detto che non c'era il programma per quanto riguarda le opere forestali; ora, visto che non siamo arrivati ancora a quella voce, potrei riprendere poi la parola quando arriviamo ai Servizi Forestali.

Comunque voglio dire subito che non è mai stato presentato il programma delle opere forestali, però, mi pare che sia giusto che i Consiglieri sappiano come si intende spendere, anche se non abbiamo l'elenco dettagliato, ma a grandi linee, come intendiamo spendere i fondi che noi destiniamo su quel capitolo.

Quindi mi riserverei di dire qualcosa di più preciso in base agli elementi che ho preso, quando parleremo dei Servizi Forestali.

Caveri (U.V.) - Je remercie l'Assesseur à l'Agriculture des réponses qui m'a donné et je le remercie d'autant plus qu'il est le seul membre de la Junte qui a répondu à mes questions.

Siggia (P.C.I.) - Andiamo avanti con riepilogo del Titolo I -

Riepilogo Titolo I - Spese correnti - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico - per la Categoria II 533.650.000 - per la Categoria IV 128.000.000 - Categoria V 332 milioni - Totale Titolo I - Spese correnti 993.650.000 -

Titolo II - Spese in conto capitale - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico - Categoria I - Beni e opere immobiliari a carico della Regione - Totale Categoria I - 125.000.000 - Categoria II - Beni mobili, macchine e attrezzature a carico della Regione - Totale Categoria II 32 milioni - Categoria III - Trasferimenti - Servizi Agrari e Zootecnici - Totale 2.230.000.000 -

Chabod (D.C.) - Io magari ritorno un po' indietro; chiederei all'Assessore Maquignaz, siccome sono arrivato un po' in ritardo, la colpa è mia, l'articolo 377.

Siggia (P.C.I.) - No, non ci siamo ancora arrivati, siamo a pag. 68.

Chabod (D.C.) - Ah 68, non 78.

Savioz (P.C.I.) - La risposta che è stata data dall'Assessore per quanto concerne le strade poderali, volevo soltanto aggiungere e chiedere a che punto è lo studio per la classificazione di quelle strade poderali che erano ritenute di interesse turistico e di cui non ho più saputo niente; abbiamo fatto una riunione una volta poi non so a che punto siamo arrivati.

Quindi bisognerebbe sapere un momento se intendiamo portare a termine questa questione, ritengo che sia importante, oppure se vogliamo ...

Siggia (P.C.I.) - Finito Consigliere Savioz?

Savioz (P.C.I.) - Sì, grazie.

Manganoni (P.C.I.) - Cioè non spetta a me rispondere a Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Una cosa, se mi permettete, qui bisognerà stabilire in che modo dobbiamo fare queste domande, perché se cominciamo, qualcuno a mettere il carro davanti ai buoi, poi non so dove arriviamo.

Quindi io adesso mi trovo molto handicappato perché l'Assessore ha già risposto su quello che io volevo domandare, però quello che ha risposto non è pertinente a quel che volevo domandare io, però gli farei fare due volte la risposta se dovessi fare la mia domanda, allora sarebbe bene che prima di rispondere tutti i Consiglieri facciano le domande che vogliono e si risponda una volta sola su ogni singolo capitolo.

Siggia (P.C.I.) - Ecco qui, io solleciterei i Consiglieri, siccome siamo piuttosto ordinati, andiamo avanti per titoli, per categorie, annunciando anche le pagine, che per cortesia le domande si facciano nel momento in cui la pagina è all'esame, grazie.

Manganoni (P.C.I.) - Non spetta a me a rispondere, ma siccome purtroppo non abbiamo l'Assessore ai Lavori pubblici e purtroppo non abbiamo neanche il Presidente della Commissione Lavori pubblici, devo dire questo a Savioz.

Circa oltre un anno fa la Commissione ai Lavori pubblici, che assieme alla Commissione Turismo e alla Commissione Agricoltura, doveva esaminare questo problema, si è riunita e ne ha accennato, con l'intesa da parte della nostra Commissione, di riunirsi di nuovo assieme alle altre o di mantenere il contatto con le altre. Cosa è successo? Che noi abbiamo avuto la fortuna di avere un Presidente che per un anno non ci ha più riuniti e alle sollecitazioni dei membri della Commissione, tra i quali il sottoscritto diceva "tzei tellement a faire que je n'ai pas le temps de convoquer la Commission" e così, per un anno, la Commissione è stata collocata in vacanza; adesso continua a riposare, adesso è collocata in vacanza, ed allora naturalmente fra questi fattori la questione è tutta ferma.

Siggia (P.C.I.) - Altre domande sulla Categoria III - Trasferimenti - pagine 67-68?

Consigliere Bancod.

Bancod (U.V.) - Io sul Capitolo 377 vorrei dire che i contributi per gli attrezzi agricoli bisognerebbe che fossero un po' sollecitati perché i contributi che arrivano dopo due anni non hanno più quell'effetto, insomma, che dovrebbero avere per un agricoltore; effettivamente quando uno prende un contributo di un atomizzatore, insomma due anni dopo, insomma non ha più quel beneficio, quell'effetto che dovrebbe avere.

Savioz (P.C.I.) - Sull'articolo 367 "Spese e contributi, ecc." io vorrei riprendere un momento il discorso che era stato fatto in questo Consiglio tempo fa, cioè mi sembra che in quell'occasione da tutti i Gruppi era stato detto che sarebbe stato opportuno rivedere la questione dei contributi, soprattutto quelli a fondo perso. Perché queste leggi risalgono all'istituzione dell'autonomia, non sono mai state rivedute, ma sono sempre state così aggiornate, sistemate o prese e rivedute con delle disposizioni momentanee di delibere prese dal Consiglio e oggi come oggi ci troviamo di fronte ad una situazione che è veramente pesante, deludente e carente su tutta la linea.

Io non voglio andare oltre, però ritengo che questo sia uno dei problemi di fondo del come amministrare la Regione, perché cito solo un esempio: prendiamo l'esempio di un qualsiasi consorzio agricolo che esista nella Valle d'Aosta, li metto tutti perché grosso modo sono tutti nelle stesse condizioni, e prendiamo per esempio la zona di mezza collina, dove c'è uno spopolamento molto sentito, dove ci sono un nugolo enorme di proprietari che non ci sono più in loco, dove i loro terreni sono lasciati così alla brique e braque perché un affitto vero e proprio nessuno li vuole più coltivare, dove ci sono delle situazioni veramente penose per quelli che sono rimasti in loco, tanto è vero che molte volte i consorzi chiedono i contributi per fare delle opere di carattere pubblico; l'Amministrazione regionale dà loro il 60% per realizzare l'opera, quando poi gli amministratori del consorzio si presentano verso coloro che sono i piccoli proprietari - e una parte sono all'estero, un'altra parte non è più in loco, è ad Aosta, è nei centri industriali - e gli si va a battere cassa per avere il contributo, in genere ci rispondono picche.

Allora cosa avviene? Avviene che il Presidente del Consorzio convoca l'impresario che deve fare l'opera e gli dice: senti, io ho disponibile solo questa cifra qui, quindi arrangiati; ed ecco allora che ci troviamo di fronte a delle risoluzioni di opere pubbliche che non sono ancora finite e sono già a gambe levate, e non faccio nomi, non faccio esempi, perché ritengo che soprattutto l'Assessore all'Agricoltura queste cose le conosca meglio di quello che conosco io, ma è la realtà Signori! E allora dobbiamo fare in modo che queste cose non avvengano più, dobbiamo rivedere la nostra politica dei contributi a fondo perduto, bisogna rivedere un po' tutto, esaminare alla luce del sole e prendere quei provvedimenti che sono necessari, perché, se no, anziché venire incontro agli agricoltori, che sono rimasti in loco, facciamo il loro danno, perché, a breve scadenza, ci sono consorzi di irrigazione che non funzionano più, strade poderali che sono impraticabili, altri provvedimenti che vengono presi per i rimboschimenti, ecc. che non vanno a buon fine, e le opere sono fatte male e il denaro pubblico è comunque speso.

Quindi io non dico che bisogna né togliere, né aumentare, né diminuire, chiedo soltanto - e penso di interpretare la volontà di tutti i Gruppi consiliari - perché in quest'aula è risuonata questa voce non una volta sola, ma diverse volte e siamo stati tutti in linea di principio d'accordo di rivederle e allora mettiamoci all'opera e rivediamole.

Chabod (D.C.) - Volevo chiedere all'Assessore se non è il caso di aumentare ancora questo Capitolo 368 perché io penso che 20 milioni siano un po' pochi; ho visto quest'anno i fondi che abbiamo dato agli agricoltori veramente sono miseri. Gente che ha messo 5-6-30-40 giornate hanno preso proprio una fesseria, hanno preso 10-20.000-30-000 lire, e allora se vogliamo veramente aiutare gli agricoltori io penso che non facendo così si aiuta gli agricoltori.

Freppaz (U.V.) - Scusi, qui sono diversi articoli abbinati, il 339 "Sussidi per danni causati da eventi naturali calamitosi", poi abbiamo il 368 "Spese e contributi per bonifica, sistemazione di terreni danneggiati da alluvioni, valanghe", no?

L'hiver dernier à Fontainemore les avalanches ont enlevé des ponts, détruit des routes, gravement dannegé des propriétés privées, couvert de boue de rochers, etc. des sur-lieux ont été faits? Ne me résulte pas que les propriétaires ont reçu les subsides nécessaires, les avalanches ont même enlevé des immeubles complets à Fontainemore et les subsides encore ils n'ont pas encore aucune satisfaction et d'autre part à Issime, Vallon de Bourine, pendant un orage la foudre a détruit une dizaine de vaches dans l'alpage de Bourine et ces gens-là ont adressé une demande le jour 13 septembre, demande régulière transmise parmi le vétérinaire de Pont St. Martin et aucun subside n'est pas encore arrivé; la foudre est arrivée le jour 12 du mois d'aout; si jamais la foudre aurait arrivée le jour 12 du mois de juin, comment ces alpins auraient pu remplacer leur bétail pour dire de sauver une certaine quantité, une rente de saison?Alors je me recommanderais à l'Assesseur à l'Agriculture de bien vouloir regarder un peu ces contributions à fin d'encourager les producteurs agricoles et les alpins; on me dit que effectivement ce sont des délibérations qu'on les prend une fois par an, mais une fois par an c'est pas assez, c'est en cas de force majeure qu'il faut prévoir quand même au moment voulu, merci.

Siggia (P.C.I.) - Nessun altro intervento? Risponde l'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Rispondo per primo al Consigliere Bancod: per quanto riguarda il 367 - "Macchine agricole" - noi nell'assestamento di bilancio, nel passato, il mese di ottobre, abbiamo aumentato quel capitolo già di 100 milioni, proprio perché ci rendiamo conto di tutte quelle domande che ci sono e che ci vogliono circa due anni perché ottengano il contributo.

In questo bilancio abbiamo addirittura raddoppiato il Capitolo: da 150 milioni è previsto 300 milioni; con questi 300 milioni noi riteniamo di poter raccorciare la distanza e portarlo ad un termine sopportabile. Però qui mi pare che si debba fare anche un discorso molto più ampio e mi riallaccio un po' a quanto diceva il Consigliere Savioz.

Certe volte questi piccoli contributi a fondo perso che invogliano anche a fare degli acquisti per delle macchine che rimangono, che sono utilizzate 10-15 giorni all'anno; piccole aziende, tutti sanno che c'è il contributo, vanno dai venditori e, evidentemente, gli fanno la domanda e quindi chiedono il contributo. Quindi il problema di fondo è quello di una ristrutturazione delle aziende, problema di fondo è quello di ampliare questa maglia aziendale, fare in modo che le macchine siano utilizzate convenientemente e si ridurrebbero così enormemente i fondi che noi mettiamo a disposizioni per l'acquisto delle macchine agricole.

Non dico in tutti i settori, ma in determinati settori è possibile ridurre notevolmente se riusciremo a fare in modo che ci siano delle aziende un po' più consistenti.

A Freppaz vorrei dire questo: che per quanto riguarda le bovine fulminate, noi abbiamo già approvato in Giunta, già parecchio tempo fa, è già stato deliberato il contributo per le bovine abbattute, per quanto riguarda i danni alle bovine.

Per quanto riguarda, invece, i danni non ho capito bene se si tratta di danni per i fabbricati o per la rimessa in cultura dei terreni. Se si tratta di danni per i fabbricati, c'è una disposizione che ci consente di dare la priorità a queste domande man mano che però arriva la richiesta di uno stato di avanzamento dei lavori; generalmente fanno il lavoro e poi non ci dicono nulla; quindi, se hanno fatto i lavori, devono chiedere la liquidazione del contributo; se si tratta, invece, dei danni ai terreni per la verità si faceva una deliberazione o due all'anno, quindi io prendo nota e vedremo quali sono queste pratiche in sospeso e se è possibile accelerarle, tanto più che siamo a fine anno.

Consigliere Chabod, il 368 "Danni alluvionali" - noi abbiamo portato a 20 milioni, questo però è solo per il ripristino dei danni dei terreni danneggiati, mentre, invece, poi abbiamo un altro capitolo dove interveniamo noi direttamente per i danni, per ricostruire gli argini, per fare quello che è necessario, con l'intervento diretto. Con 20 milioni, invece, per il ripristino dei terreni danneggiati in base alle domande che abbiamo lo riteniamo sufficiente.

Andrione (U.V.) - "Servizi forestali", per un totale dei Servizi forestali di 715 milioni -

Bordon (D.C.) - Non è qui che voleva rispondere Maquignaz, perché io ieri purtroppo non c'ero, ma era uno dei punti sui quali io mi volevo soffermare per non far perdere tempo, perché tanto poi certe decisioni si sa già quali sono, perché questi 200 milioni qui, Maquignaz ha già risposto indirettamente, dicendo "è giusto che si faccia un piano di lavoro adesso, perché non c'è mai stato"; ma io penso anche perché prima, andando indietro di due, tre, quattro anni, gli importi erano molto più limitati, avevamo 200-300-400 milioni: siamo arrivati a 700.

Ora a me sembra sia giunto, perché la cosa che poi non è che preoccupi ma il modo di dire è questo più preoccupante è che, se non sbaglio, ne parleremo al momento opportuno - l'articolo 13 della legge - questi 700 milioni noi gli diamo una delega, Signori della Giunta, e arrivederci e grazie, non li vediamo più portare qui. Ora mi sembra che, oggi come oggi, sono 700 milioni, l'entità della somma sia tale, ma si vorrebbe vedere un po' che cos'è perché non c'è un piano di lavori, naturalmente questo tu l'hai già detto prima, adesso però me lo precisi perché è l'affare dell'articolo 13 che mi fa dire questo.

Caveri (U.V.) - Je demande à l'Assesseur à l'Agriculture si s'est occupé de ces éboulements de Gressan sur la rive gauche du torrent Gressan; nous en avons parlé l'année passée, nous avons parlé l'année précédente, il y a toujours eu des promesses, des engagements; l'autre jour je regardais, de la montagne en face, je regardais de ce côté-là mais j'ai vu que ces éboulements deviennent toujours plus graves et ils mettent vraiment en cause l'intégrité de la montagne même, de manière que c'est vraiment urgent de pourvoir.

Siggia (P.C.I.) - Può rispondere l'Assessore Maquignaz.

Maquignaz (D.P.) - Je peux dire à l'avocat Caveri que nous avons déjà fait des travaux dans ces éboulements, mais sont plusieurs les éboulements dans le torrent de Gressan, alors, probablement, on a commencé à faire ce qui était plus proche à Eaux Froides, me semble, qui m'ont dit les techniciens, et l'autre jour j'ai pu me rendre compte qu'il y a aussi un autre tout près de Gressan et alors, évidemment, on cherchera de le faire à travers les chantiers de travaux, parce que ce n'est pas une chose qu'on peut donner à des entreprises, mais il faut la suivre directement.

Dunque, per quanto riguarda l'elenco come intendiamo utilizzare quei 700 milioni, io ho qui, non dico un programma, una suddivisione di massima:

- per le cure colturali, rimboschimenti ex novo secondo le indicazioni dei piani economici, e questo fatto dai cantieri di lavoro, sono 400 milioni dei 700, 400 milioni;

- per le integrazioni e le opere pubbliche nei comprensori di bonifica montana, fognature, acquedotti e strade: 120 milioni;

- sistemazione idraulica e sgombero di alvei, paravalanghe: 140 milioni;

- piani economici: 30 milioni;

- attrezzature varie: 10 milioni.

Potrei solo precisare ancora come abbiamo utilizzato nel 1971 i 400 milioni per quanto riguarda i cantieri di lavoro:

- cure colturali e rimboschimenti ex novo: 297 milioni;

- le integrazioni delle opere pubbliche dei comprensori di bonifica montana: 76 milioni;

- sistemazione di zone franose: 74 milioni;

- sistemazioni idrauliche: 60 milioni;

- le attrezzature dei cantieri vari: 32 milioni;

- piani economici: 40 milioni;

- piccola viabilità montana: 18 milioni.

Questo è il lavoro che è stato fatto dai cantieri di lavoro.

Tengo a precisare che noi ci siamo trovati in un certo momento che avevamo circa mille operai occupati nei cantieri di lavoro e l'anno scorso abbiamo deciso in Giunta di allargare questo anche agli studenti. Abbiamo cercato tutti gli studenti che erano disponibili e abbiamo aperto dei cantieri di lavoro, abbiamo avuto, in alcuni cantieri, dei risultati buoni, in altri un po' meno buoni, però abbiamo capito che si tratta anche di accentuare un po' la sorveglianza.

Noi ritenevamo che, mettendo gli studenti, dando loro la possibilità intanto di fare un lavoro sano, all'aperto, ritenevamo che questo fosse utile anche per la loro salute, ritenevamo che con questo contatto con la natura imparassero così ad apprezzare e a capire anche l'importanza della foresta e nello stesso tempo questo gli permetteva di avere un piccolo stipendio che gli poteva servire.

L'iniziativa mi pare che si debba continuare anche se non abbiamo avuto i risultati sperati; si tratterà, come vi dicevo prima, di controllare un po' meglio, di fare in modo che siano guidati in modo che non ci sia uno sperpero di denaro e che non ci sia questo disinteresse proprio certe volte causato proprio perché non erano forse seguiti sufficientemente bene.

Tengo a precisare che abbiamo avuto, anche avuto parecchie donne, più di 50 nella Bassa Valle, quelle che erano rimaste disoccupate, e che, momentaneamente, hanno accettato questo lavoro, anche se non era un lavoro proprio delle donne, comunque nei rimboschimenti, nelle cure colturali sono state occupate una cinquantina di donne.

Volevo anche aggiungere questo, quindi questo è il modo con cui abbiamo utilizzato i 400 milioni attraverso i cantieri di lavoro; le altre opere, invece, vorrei ancora aggiungere che noi abbiamo molte richieste da parte dei Sindaci, sia per le opere pubbliche e sia per le opere di arginatura.

Le richieste pervenute per le opere pubbliche sono di Gressoney St-Jean, di Gaby per una strada frazionale di Bury, le fognature, la strada frazionale di Sertaz, a Issime il tronco della strada di San Grato; a Fontainemore l'integrazione dell'acquedotto Tea-Berzé-Novis (?); a Lillianes il primo tronco della strada Chuc; a Perloz l'integrazione per l'acquedotto comunale, l'ultimo lotto della strada alle frazioni Fey; a Donnaz la strada di Vert - secondo lotto; a Champorcher l'integrazione dei muri del Rosier; a Pont-Boset l'integrazione del ponte Brengole.

Quindi noi abbiamo qui un elenco di domande avanzate dai comuni per 392 milioni; siccome in programma abbiamo solo 140 milioni è chiaro che non potremo far fronte a tutte queste domande, e poi abbiamo tutte le opere idraulico-forestali e anche lì per più di 200 milioni.

Quindi 700 milioni già sappiamo, fin da adesso, che non saranno sufficienti per far fronte a tutte le richieste che ci sono pervenute dai comuni, però buona parte di questi fondi è chiaro vengono spesi per i cantieri di lavoro.

Freppaz (U.V.) - Una piccola domanda all'Assessore: parlava del Vallone di San Grato, San Grato si tratta di aree depresse, come il Vallone di Gressoney La Ranzola, come le rovine di Arnaz, ecc.; quindi sono somme integralmente dello Stato, no?

Ora volevo chiedere per i cantieri forestali. Il cantiere forestale comprende le pulizie dei boschi, vero, e le stradicelle e le frane, volevo appena chiedere: la frana di Fontainemore a che punto si trova? Grazie.

Maquignaz (D.P.) - Per le opere pubbliche nei comprensori di bonifica montana noi prima andavamo avanti in base alle leggi speciali dello Stato, la 614, però, da un po' di tempo, noi, fondi per queste leggi speciali non ne abbiamo più ottenuti, perché? Perché lo Stato non ha più fatto dei finanziamenti, quindi non solo per la Valle d'Aosta, ma per tutte le Regioni non ha più mandato avanti la 614, tranne quel minimo finanziamento dell'anno scorso.

Quindi volevo dire che con i cantieri di lavoro non è che noi facciamo solo lavori di rimboschimento, ho detto prima che sono previsti tutti i piccoli lavori di arginatura, sistemazione di frane, piccole paravalanghe e rimboschimenti, cure colturali, però dei lavori di una limitata entità, questo lo facciamo attraverso i cantieri di lavoro perché dobbiamo vedere le squadre di operai di cui disponiamo.

Per quanto riguarda, invece, i lavori un po' più consistenti, e dove è possibile, noi le appaltiamo per accelerare e per fare in modo che si spendano i fondi che abbiamo a disposizione e per venire incontro alle richieste dei comuni.

Per quanto riguarda la frana invece cui ha parlato prima, quella di Fontainemore, i lavori proseguono, in questo momento probabilmente sono interrotti per la stagione, ma comunque è nostra previsione, appena il tempo lo consente, di continuare quel lavoro di sistemazione.

Siggia (P.C.I.) - Andiamo avanti col Piano Verde.

Piano Verde - Il titolare del Piano Verde è di 136 milioni - Provvidenze straordinarie per la zootecnia per un totale di 12 milioni - Fondo di solidarietà nazionale per un totale di 5 milioni - Provvidenze per i territori montani dell'Italia centro-settentrionale (per memoria) - Provvedimenti straordinari per la ripresa economica (per memoria) - Riepilogo della Categoria III - Servizi Agrari e Zootecnici 2.230.000.000 - Servizi Forestali 715.000.000 - Piano Verde 136.000.000 - Provvidenze straordinarie per la zootecnia 12.000.000 - Totale della Categoria III - Trasferimenti: 3.093.000.000 - Totale della Sezione IV: 3.250.000.000 - Sezione V - Azione e intervento nel campo dell'abitazione - Categoria III - Trasferimenti per 400.000.000 - Totale della Sezione V 400.000.000 - Riepilogo dell'Assessorato Agricoltura e foreste per il Titolo II - Totale Titolo II: 3.650.000.000 - Riepilogo delle spese dell'Assessorato all'Agricoltura e foreste - Totale del Titolo I: 993.650.000 - Totale Titolo II: 3.650.000.000 - Totale generale: 4.643.650.000.

Assessorato all'Industria e commercio - Titolo I - Spese correnti - Sezione II - Istruzione e cultura - Categoria IV - Acquisto di beni e servizi - Totale Categoria IV 55 milioni - Categoria V - Trasferimenti - Totale della Categoria V 5 milioni - Totale Sezione II: 60 milioni - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico - Categoria II - Personale - Totale della Categoria II 130.200.000 - Categoria IV - Acquisto di beni e servizio - Totale Categoria IV 113 milioni.

Bancod (U.V.) - Non so se sono nell'articolo giusto, volevo parlare un po' dei mutui alle imprese artigiane, mutui di tre milioni; comunque 474 "Spese per iniziative tendenti allo sviluppo e potenziamento delle attività artigiane". Noi, in Valle si spendono milioni per le industrie che vengono di fuori e purtroppo per le imprese artigiane da anni non si va avanti col solito mutuo di tre milioni, qualcuno adesso dice: ma c'è l'Artigiancassa; va bene l'Artigiancassa, sì, fino ad un certo punto, perché l'Artigiancassa però prevede un mucchio di documenti, prevede un giro che non finisce, che non è un intervento immediato.

Secondo me sarebbe bene aumentare questo mutuo; è da dieci anni che si va avanti con questi tre milioni. Sappiamo che al giorno d'oggi con tre milioni si fa ben poca cosa, quindi bisognerebbe rivedere questo sistema di contributo.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Chi risponde per cortesia? Assessore Benzo, aspetti un momento scusi, siamo a pagina 82, Categoria IV -

Manganoni (P.C.I.) - Io dovrei intervenire sull'industria e commercio ma sull'articolo seguente, vogliamo aspettare ecco, d'accordo.

Siggia (P.C.I.) - Aspetta - Assessore Benzo se vuol rispondere al Consigliere Bancod.

Benzo (D.P.) - Solo brevemente; penso che si possa dire questo: innanzitutto sono solo quattro anni che c'è quel mutuo di tre milioni, ma era già stata prevista questa possibilità e la proposta di aumento a cinque milioni. Io penso che la Giunta lo farà presente all'Assessore competente in modo da aumentare questo mutuo, studiare la possibilità di aumentare questo mutuo e portarlo a questa cifra più adeguata alle necessità attuali degli artigiani, quindi la Giunta lo dirà all'Assessore competente.

Bancod (U.V.) - Bisognerebbe vedere anche per i commercianti, perché non si può, insomma, naturalmente per gli artigiani è più, è una cosa insomma più urgente, anche per i commercianti bisognerebbe naturalmente rivedere questa posizione.

Savioz (P.C.I.) - Io mi limito soltanto a ribadire quanto ha detto Bancod, sono anch'io d'accordo e non sto a farvi perdere del tempo per ripetere le parole, però il principio è giusto.

Categoria V - Trasferimenti - Totale della Categoria V: 35 milioni - Totale della Sezione IV: 278.200.000. Riepilogo del Titolo I delle spese correnti - Sezione Istruzione e cultura per un totale di 60 milioni - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico: 130.200.000 - Acquisto beni e servizi: 113 milioni - Trasferimenti: 35 milioni - Totale del Titolo I - Spese correnti: 338.200.000 - Titolo II - Spese in conto capitale - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico - Categoria III - Trasferimenti - Totale Sezione IV: 450 milioni -

Siggia (P.C.I.) - Signori Consiglieri, siamo a pagina 84 -

Manganoni (P.C.I.) - Mi spiace che l'Assessore interessato sia assente, comunque io voglio qui formulargli gli auguri di una pronta guarigione. Posso fargli gli auguri che guarisca presto? Grazie.

Voglio comunque attirare l'attenzione non solo del Consiglio, ma particolarmente della Giunta, in assenza dell'Assessore, sull'articolo 487 "Contributi alle aziende industriali". Noi continuiamo oggi ad andare avanti con la vecchia legge sulle incentivazioni industriali, tanto vituperata e tanto criticata in questo Consiglio, no? Perché dicevamo quella legge non va, bisogna cambiarla, però noi siamo sempre al punto di partenza, abbiamo ancora oggi vigente quella legge e ci dobbiamo attenere a quella legge.

Io non so fino a quando noi continueremo a criticarla, a non cambiarla e a mantenerla; sia chiaro, io qui le critiche non voglio rivolgerle agli altri, voglio rivolgerle anche a me stesso perché faccio parte della Commissione Industria e commercio.

Ora cosa è successo? Che recentemente l'Amministrazione regionale, con delle leggi speciali, ha cambiato indirizzo e, anziché versare centinaia di milioni a fondo perduto a queste aziende, che poi magari chiudevano i battenti come la Sirca-Davit, e poi la Regione doveva riacquistare i terreni già pagati una volta, perdendo anni di trattative e pagandoli cifre notevolmente superiori a quelle che avrebbe dovuto pagare, e ha seguito il criterio di acquistare il terreno la Regione, costruire i capannoni la Regione ed affittarli.

Quelli chiudono i battenti? Auguriamoci di no, ma chiudono i battenti, bene, noi subentriamo come proprietari del terreno e dei capannoni e possiamo rintracciare altre aziende che vengano ad installarsi, senza che la Regione cacci fuori altri contributi a fondo perduto.

Ora, secondo me, questo è un criterio lodevole che ha seguito la Regione; è vero che questo criterio, questo nuovo indirizzo richiede un investimento di capitali regionali notevolmente superiori, se confrontati agli attuali incentivi, però la Regione ne trarrebbe notevoli vantaggi e principalmente:

considerata la continua svalutazione della moneta, gli investimenti in terreni e immobili, che non comportino spese di gestione e manutenzione, come non comportano in questo caso, sono sempre vantaggiosi;

gli investimenti in immobili costituirebbero un patrimonio regionale, non alienabile, come quello dei contributi, contrariamente agli incentivi a fondo perduto, non recuperabili, pur ottenendo lo stesso fine;

la dislocazione degli stabilimenti verrebbe preventivamente stabilita dalla Regione con l'acquisto dei terreni e non subìta, come succede oggi, che la Regione subisce nel senso che dà i contributi, ha una industria che già ha scelto lei i terreni, fatto i capannoni, ha creato l'industria dove ha voluto; in caso di chiusura - l'ho detto prima - dello stabilimento la Regione, essendone proprietaria, può destinarlo immediatamente ad altra attività industriale.

Ora forse i fondi stanziati potrebbero rientrare in un altro capitolo, le Finanze, dove si parla di acquisto di immobili, no? Ora io non so se in quel Capitolo, mi pare che sia di 700 milioni, mi pare, cifra abbastanza rilevante, sia nell'intenzione della Giunta prevedere anche l'acquisto di questi terreni. Comunque io suggerirei questo: per cambiare indirizzo, visto che l'indirizzo, l'ho detto prima, attuale con quella famosa legge non va ed è condannata non solo qui nel Consiglio, ma dalla popolazione, dall'opinione pubblica, dagli amministratori degli Enti locali, allora la Regione potrebbe, basandosi sugli indirizzi, non della programmazione, del Piano regionale che abbiamo visto i tabelloni esposti, - anche se nel campo della localizzazione delle zone industriali c'è qualche cosa da dire - e provvedere all'acquisto, non diciamo di tutti i terreni, ma almeno di alcuni terreni dove noi giudichiamo, noi Consiglio regionale, giudichiamo urgente l'installazione di industrie.

Naturalmente si tratta di industrie manifatturiere, non inquinanti, che occupano particolarmente la mano d'opera femminile, no? Di dimensioni limitate, per evitare il fenomeno dell'emigrazione che ci creerebbe altri problemi da non uscirne più, molto più gravi di quelli esistenti, e che potrebbero essere, non so, nella zona di Villeneuve, Saint-Pierre in quella zona, particolarmente per la mano d'opera femminile, nella zona di Chambave, Verrayes, Fénis, in quella zona anche per la mano d'opera femminile, perché non dimentichiamo, che lo scorso anno nel solo Comune di Verrayes circa 50 donne, per lo più giovani, si sono recate in Svizzera per un periodo stagionale a fare le éfeuilleses e le cameriere o le infermiere. Osservate che parte di queste giovani, che dovevano andare a cerca il pane altrove, e noi sappiamo quanto è salato il pane in esilio, o almeno fuori dalla propria patria, - ebbene parte di queste donne non rientrano, rimangono lì, o si sposano lì, comunque non rientrano nel loro paese e questo è un danno perché sono delle energie giovani che noi perdiamo, che la Regione permette che si sottraggano.

Allora io mi chiedo: l'Amministrazione regionale, la Giunta, è del parere di seguire questo nuovo orientamento? O la Giunta è sempre del parere di seguire, di attuare quella legge tanto criticata e giustamente criticata? Questa è la domanda che io rivolgo alla Giunta.

Pollicini (D.P.) - Per certi aspetti, beh mi pare che il discorso di Manganoni abbia una sua validità.

È indubbio che tutti quanti abbiamo considerato superata la legge sulle incentivazioni industriali; d'altra parte la Commissione Industria aveva messo così, appunto, dopo un lavoro abbastanza lungo, un nuovo tipo di legge per l'incentivazione che aboliva il fondo perduto per evitare le speculazioni e i rischi a cui è già andata incontro più volte, con sorprese piuttosto amare per l'Amministrazione regionale, e sostituiva gli incentivi a fondo perduto con dei mutui a tasso agevolato. Questa legge, che indubbiamente aveva trovato anche l'accoglienza da parte, se vi ricordate, dei Sindacati , degli altri organismi, della Confindustria di Aosta, della stessa Intersind di Aosta, ad un certo punto si è fermata perché tutti quanti ci siamo resi conto che stava per essere superata prima ancora che nascesse; è una realtà di fondo questa, indubbiamente, per cui abbiamo avuto, se non altro, il buon gusto di fermarci alla fine di un lavoro che ci è costato, direi, anche abbastanza fatica, però purtroppo non abbiamo ancora avuto la forza di eliminare - e non lo sappiamo nessuno forse per quali motivi - questa voce di 150 milioni che è fatta ai titoli di quella legge del 1968. Però è chiaro che dovremo affrontare anche questo problema. Oggi la Giunta risolve i problemi con provvedimenti ad hoc, come è stato detto, ma non possiamo dimenticarci - e qui mi riallaccio al discorso fatto stamane - che, ad esempio, il problema dell'industrializzazione della Bassa Valle - problema dello Stabilimento Carminati, della Sirca-Davit, del problema che è sorto dalla chiusura della Brambilla - si è risolto in una logica, direi, della programmazione, tanto vituperata negli interventi di stamane, si è risolto secondo quella logica, perché le scelte, sia di carattere tipologico sia di localizzazione, sono state fatte secondo gli studi della Programmazione regionale; benissimo, confermare la sostanza che intendo affermare è quella che le aziende e il tipo di aziende scelte dalla Giunta rispondono ai suggerimenti che la Programmazione regionale aveva fatto nei suoi studi. Se il Consigliere Bordon parla di fallimento, io gli augurerei che tutti i suoi fallimenti fossero di questo tipo, si troverebbe ancora meglio di quanto non si trovi oggi sul piano finanziario, già di per sé invidiabile e di questo gliene diamo atto... (voce di Bordon) ...È esatto, ma appunto e non ne avrai sicuramente se i fallimenti che ha dovuto subire secondo te... certamente. Bene, allora vi posso ricordare, per esempio, visto che siamo entrati nel discorso della programmazione e che stamane ha trovato direi molti accusatori e direi pochissimi difensori, io mi sono documentato su questo problema e vi farò alcuni esempi pratici e ve ne porterò degli altri della validità di questo organismo regionale, il cui merito, certamente, non spetta a noi, anzi spetta all'Avvocato Caveri, che, se non sbaglio, è nel 1963 che ha istituito la Programmazione regionale; ebbene i grossi 600 milioni, di cui si parlava, che sono costati sinora i lavori della Programmazione, mi pare debbono essere di parecchio ridimensionati, basti sapere che gli uffici attuali della Programmazione sono composti da due persone distaccate dagli uffici regionali, il cui stipendio lordo è di 150 mila lire al mese, da una dattilografa distaccata, il cui stipendio è di 130 mila, da un laureato in Economia e Commercio, certo Lorenzin, 150 mila, da un altro laureando in Scienze Politiche a 150 mila, da un architetto, Bochet 250 mila e da una dattilografa a 90.000 lorde; tutto qui. È tutto qui dentro il grosso staff della Programmazione regionale; d'altra parte i due impiegati dell'Amministrazione regionale lavorano a tempo pieno. Gli altri addetto all'ufficio, secondo quanto è stato disposto dalla legge regionale, articolo 6, che istituiva appunto la Programmazione, la legge che è stata modificata nel '67, sono incaricati in via precaria e a tempo indeterminato, senza costituzione di rapporto pubblico impiego, infatti, le loro prestazioni sono part-time e non hanno alcuna assicurazione sociale e hanno soltanto questa indennità mensile, quindi né mutua né altri tipi di assicurazione.

Dal lato dell'istituzione dell'ufficio poi si è ridotto, non è aumentato, tanto è vero che da settembre di quest'anno non c'è più il Signor Rollandin e dal febbraio non c'è più il Notaio Chanoux, l'attuale Deputato, i quali percepivano entrambi 150 mila lire al mese lorde senza altre attribuzioni di ordine sociale.

Quindi contestiamo in modo assoluto; il semplice elenco dei nominativi lo dimostra che la composizione dell'ufficio si rifaccia a motivi politici, come questa mattina asseriva l'Avvocato Caveri, e vorrei che qui ci fosse la prova di quello che dico, com'è stato chiaro e dimostrato d'altra parte quello che ho detto prima.

D'altra parte dimostriamo che sono infondate le accuse di ingenti spese che questa programmazione assorbe e, diremo così, che, tutto sommato, siamo ancora convinti che l'ufficio della Programmazione sia sovradimensionato rispetto alle sue reali esigenze funzionali e, proprio in base alle osservazioni avanzate questa mattina, se un impegno dobbiamo assumerci è quello di rivedere la vecchia legge che così com'è non consente all'Amministrazione regionale di avere a sua disposizione uno strumento qualitativamente e quantitativamente sufficiente e se avete un attimo di pazienza vi posso anche elencare in modo sintetico il lavoro svolto nel '72 dal Comitato della Programmazione.

Ha fatto una relazione di accompagnamento del Piano dei Lavori pubblici, ha fatto le modificazioni da apportare alla segnaletica autostradale di tutta la Valle d'Aosta, ha fatto proposte alternative per l'erogazione dell'assistenza ai lavoratori autonomi, ha fatto uno studio su una proposta di disegno di legge per l'istituzione delle Comunità montane in Valle d'Aosta; ha fatto una relazione al Ministero dei Lavori pubblici per l'applicazione in Valle d'Aosta della legge per la casa, ha fatto un esame e proposte per l'istituzione del fondo di rotazione in Valle, ha fatto una relazione al Ministero del Bilancio della programmazione economica sulle osservazioni e proposte per il programma nazionale del quinquennio '71-'75; ha fatto uno studio per un disegno di legge per le modificazioni degli organi della Programmazione; ha fatto uno studio per l'insediamento industriale del Comune di Arnaz, ha fatto relazioni settoriali per il bilancio preventivo per il '72, ha fatto l'organizzazione per la ricerca nell'ambito del settore ospedaliero valdostano e ha fatto una raccolta di dati elaborati sui dati della scolarità in Valle d'Aosta e ha successivamente pubblicato il volume 16 consegnato ieri mattina se non sbaglio.

Inoltre ha fatto una relazione al Ministero all'Agricoltura e foreste per l'acquisizione dei fondi previsti della legge nazionale n. 1102 e, in ultimo, elaborazione dei dati relativi alla realtà regionale del censimento demografico commerciale e industriale, pari a 2 milioni e 800 mila voci esaminate, basate soltanto per la parte demografica 35 mila schede con 70 dati ciascuno da esaminare.

Questo per dirvi, al di là delle polemiche, la vera attività svolta dal Comitato regionale della Programmazione con il personale che avete saputo prima di che entità è composto.

Quindi, al di là delle polemiche, che possono essere sterili e non costruttive, ritengo che stamane e non c'è, mi dispiace, l'intervento del Consigliere Balestri che è stato il più centrato, sì mi pare che proprio quell'intervento possa costituire l'elemento valido per affrontare seriamente il problema della programmazione.

In effetti, il discorso della programmazione avanza nella misura in cui diventa problema di tutto e in particolare il problema di questo Consiglio regionale e delle forze politiche e sindacali valdostane.

Non è certamente corretto il modo di intendere la programmazione come documento elaborato esclusivamente da tecnici e contenente tutte le medicine per guarire tutti i nostri mali e nessuno pretende quello. La programmazione deve essere un nuovo modo di comportarsi degli organi della deliberazione e decisione politica di fronte ai nostri problemi.

Si tratta, cioè, di assumere la politica di programmazione come procedura diretta a razionalizzare ed attuare le scelte democraticamente individuate ed espresse dalla volontà politica della nostra comunità.

In questo senso possiamo fare una prima considerazione circa i volumi redatti dagli organi della programmazione: questi documenti hanno avuto ed hanno lo scopo di fornire una conoscenza precisa della realtà nella quale siamo chiamati ad operare, nello stesso tempo a precisare che questi volumi non sono semplici fotografie della situazione attuale, caro Consigliere Manganoni, ma contengono giudizi sulle tendenze in atto e avanzano proposte per la risoluzione dei problemi.

Ciò naturalmente è stato avvertito da chi ha perlomeno letto i volumi e non si è limitato a riempire i vuoti di biblioteca o a pesarlo come stamattina ha fatto il Consigliere Bordon, parlando di due miriadi di carta prodotte dalla Programmazione regionale; infatti, stamane, il Presidente Dujany ha giustamente proposto la discussione in questo Consiglio del volume n. 9, che è stato distribuito ad ogni Consigliere circa un anno fa; un eventuale dibattito su questo e su altri volumi può facilmente mostrare che non si tratta di pagine senza valore e senza proposte, ma può dare utilmente l'avvio al discorso costruttivo e concreto sui problemi e sul futuro della Regione.

Si è anche attuata una considerevole distribuzione di questi volumi alle forze politiche sindacali e sociali ai vari livelli, proprio per consentire il più ampio dibattito fondato su un'oggettiva conoscenza della realtà valdostana e, non è vero, collega Manganoni, che sono sufficienti i dati dell'Istat per conoscere la realtà valdostana, perché i risultati del censimento del '71, noi, attraverso l'Istat, li conosceremo, per quanto interessa la Valle d'Aosta, forse tra 4 o 5 anni.

In secondo luogo, coinvolgendo la programmazione tutti gli organismi che operano nell'ambito regionale, non è corretto ascrivere all'attuare Giunta o all'ufficio regionale di Programmazione, responsabilità e carenze che nascono in primo luogo all'interno di questo Consiglio, dove poche sono le persone che si sono sforzate di approfondire questo tema in tutte le semplificazioni e dove invece molti, per giustificare le proprie deficienze in materia, ricorrono ai soliti mezzi delle polemichette, se non delle calunnie e delle diffamazioni.

Malgrado i limiti istituzionali, in cui le Giunte si sono trovate ad operare a causa delle insufficienze della legge istitutiva degli organi della programmazione, è stata svolta una considerevole quantità di lavoro soprattutto in relazione alle risorse umane e finanziarie disponibili e che ha consentito a questa Giunta di operare alcune scelte qualificanti come avete potuto vedere dal bilancio per il 1973; rimane ancora molto da fare, questo è vero, e ciò sarà possibile nella misura in cui questo Consiglio nel suo insieme intenderà esprimere una chiara volontà politica in tal senso, non solo dotandosi degli strumenti operativi, ma soprattutto indicando le scelte di fondo che intende perseguire e a cui va finalizzata l'azione regionale.

Chabod (D.C.) - Quando si parlerà del Turismo.

Caveri (U.V.) - Je répète l'instance que j'ai adressée ou que je crois d'avoir adressée au Président de la Junte et je demande que le Président de la Junte, par écrit, veuille bien me préciser quel est le nombre de employés et des collaborateurs du bureau de la programmation. Je demande de savoir le nom, prénom de chacun; je demande de savoir quel est leur appointement ou les apanages, je demande de savoir quel est l'horaire de chacun.

Quand nous aurons ce document, nous pourrons parler sérieusement du bureau de la Programmation.

Bordon (D.C.) - Mi stupisco della difesa ad oltranza che ho sentito fare da Pollicini in questo ... dell'ufficio della Programmazione, perché penso che sia una difesa che tutti noi abbiamo capito, una difesa che tutti noi sappiamo perché sia stata fatta in modo così caldo, così appassionato, e, quindi, io non andrò oltre in questa linea, però voglio dire che stamattina le osservazioni che abbiamo fatto sulla programmazione le abbiamo fatte in buona compagnia, perché avevamo il Consigliere Manganoni, il Consigliere Savioz, il Consigliere Caveri e anch'io ho detto il mio parere. Naturalmente io non ho fatto apprezzamento dei 600 milioni, altri hanno fatto questo e io penso che la cifra sia un po' esagerata perché, se non fosse esagerata, i dati che mi aveva dato il Presidente della Giunta un mese o due fa sarebbero inesatti e, quindi, io escludo questo.

Naturalmente io mi sono permesso, e lo ripeto per l'ennesima volta senza fare nessuna polemica perché poi vedremo i fatti se ci daranno torto o ragione, che per noi la Programmazione non funziona in quanto che, fino ad oggi, ha soltanto sempre esaminato la malattia, ha preso in esame il malato e non ha suggerito medicine.

Stasera veniamo invece a sapere dalla relazione dell'amico Pollicini di lunghissime relazioni per cui io, fino a prova contraria, dovrei pensare che tutto quello che si svolge in questo Consiglio è opera della Programmazione perché, se da tutte queste relazioni che io ho sentito elencare, si vede che la luce, il faro per portare avanti l'Amministrazione regionale è della Programmazione. Ma io mi domando e dico se basta l'esempio della SIRCA-DAVIT per farci stupire e di farmi fare la battuta che ho avuto in quel momento, perché io credo che non sia stato necessario studiare tanto attraverso la Programmazione per capire che per dare di nuovo lavoro alla SIRCA-DAVIT bisognava per forza fare qualche cosa; quindi non so quale suggerimento abbia potuto dare la Programmazione, salvo che la Programmazione abbia potuto suggerire che lo stabilimento che si doveva aprire, doveva essere uno stabilimento tessile, il che sarebbe stato enorme perché, mentre tutti gli stabilimenti tessili chiudono, noi ne andiamo ad aprire ad Arnaz. Ma io non voglio neanche entrare nel particolare, io voglio soltanto dire che, da diversi e svariati anni, per noi la Programmazione non funziona; tu mi ha fatto vedere, ci hai fatto vedere un elenco del personale, citando degli stipendi che a noi interessano più o meno perché penso che, nella ridda dei milioni che vengono spesi dall'Amministrazione regionale, non siano gli stipendi che possono avere; l'osservazione forse fatta da qualcheduno era un'osservazione di principio per vedere se si rispettava l'orario, per esempio si potrebbe chiedere come vengono assunte queste persone che entrano alla Programmazione, se hanno fatto un esame, come hanno fatto qui alla Regione, ecc. ma questi sono particolari. Io rimango sempre sul mio punto di vista e mi consolo, malgrado il parere tuo contrario, che sono in buona compagnia, in compagnia di Manganoni, di Savioz e di Caveri e di tutti gli altri, e di tanti altri che la parola non hanno preso per riconfermare ancora una volta che, fino a prova contraria, per noi la Programmazione non funziona perché non ha mai suggerito niente, salvo che tutte queste proposte di legge, che tu hai letto adesso siano proprio mantenute in segreto da voi perché basterebbe portarcele, farcele vedere perché non ne abbiamo mai vista una.

Come, per esempio, noi ritenevamo che l'opera dei Sindacati fosse sempre stata importante specialmente per l'occupazione della Bassa Valle, ma abbiamo appreso questa sera che tutto quanto si è fatto è grazie alla Programmazione.

Noi, quantunque tu lo abbia affermato, noi non se siamo ancora convinti lo stesso.

Manganoni (P.C.I.) - Beh, sulla buona compagnia di Bordon... qualche volta buona compagnia, qualche volta violini di spalla ... beh la realtà è un'altra. La realtà è quella che noi abbiamo sempre detto qui: quando si tratta di dare atto alla Giunta dei provvedimenti che ci propone e che noi giudichiamo positivi nell'interesse della Regione, noi lo riconosciamo e diciamo che la Giunta ha fatto bene; quando la Giunta propone o fa degli atti che noi giudichiamo non producenti o contrari all'interesse della Regione noi, io almeno da parte mia, dico alla Giunta quello che deve essere detto alla Giunta, quindi le sviolinature, i violini di spalla in compagnia di Bordon ecc. lasciamo perdere tutto.

Pollicini, io non voglio polemizzare, no, non per difetto di argomenti perché io mi sono preso nota delle tue affermazioni e dispongo di argomenti da vendere per confutarli. Ho detto che non polemizzo, non voglio scendere nelle questioni di persone, non è mio costume inveire contro delle persone assenti che non si possono difendere; posso attaccare i Consiglieri presenti perché possono difendersi, persone assenti no.

Costo della Programmazione, beh insomma, qui si sono fatte delle cifre... ecco qui questa Programmazione. È stato distribuito dalla Giunta, su richiesta del Consiglio, non ve li leggo tutti. Vi leggo il totale: 59.000.000 nel '60 cos'è, della SORIS, 33 a quelli di Grenoble, poi 53, totale 146 più i 34, ma io ho detto, Pollicini, quando io non ho detto che l'attuale Giunta è responsabile di questi milioni che abbiamo sperperato, io ho detto, io sono corresponsabile perché la Giunta, di cui io facevo parte, ha creduto nella serietà di quelle persone che ci avevano ... no, un nome di quel calibro, di fronte a un nome di quel calibro, che non accenno, ma che tu sai benissimo, ed allora la Giunta diceva: vabbè, qui in Consiglio sembrava che non si potesse più amministrare se non c'era la Programmazione che funzionava, allora noi sulle insistenze, sulle richieste del Consiglio, del Consiglio unanime, noi, come Giunta, abbiamo detto: vabbè facciamo questa Programmazione. Chi la fa? Ricorriamo a quei sommi nomi, i quali poi hanno dimostrato di essere sommi per fregare i quattrini alla Regione e distribuirsi miriagrammi di carta inutile e di chiacchiere altrettanto inutili e di statistiche che le possiamo rilevare dappertutto.

Quindi, Pollicini, non solo colpa a questa Giunta, noi abbiamo creato ... perché il Consiglio che ha insistito che qui non si poteva più andare avanti perché si parlava solo di Programmazione, la Programmazione era il toccasana, date la Programmazione poi il Consiglio, gli amministratori possono andare tutti in vacanza, tutti i problemi saranno risolti con la Programmazione.

Noi, ingenui, abbiamo ceduto alle pressioni del Consiglio, ecco questa è la situazione reale e poi si è continuato, ma oggi la critica che io ho fatto non l'ho fatta a Pollicini o all'attuale Giunta, io ho detto: nella Programmazione abbiamo sperperato un mucchio di miliardi, no, pardon, pardon, milioni e sono circa 200, 146 più 34, 50, 80, circa 180 milioni e quindi ... siamo corresponsabili; però la responsabilità qual è? Che dopo 10 anni o 8 o 9 quanti sono, noi siamo oggi esattamente al punto di partenza di allora.

Ti ho detto, Pollicini, che non volevo ... ecco questo è il costo no? Che non volevo polemizzare però permetti solo di rilevare una tua affermazione. La scelta di Arnaz è dovuta alla Programmazione, ne ho preso nota della tua frase perché i lunghi dibattiti che sono avvenuti in Consiglio per delle giornate sui licenziamenti, sulla situazione della Bassa Valle, i contributi che giustamente l'Amministrazione regionale ha elargito ai disoccupati della Bassa Valle, gli scioperi, le azioni sindacali, le proteste degli operai, le mozioni, le interpellanze sono passati in questo Consiglio, sulla situazione di Arnad; no, tutto questo non conta niente, non conta niente, no? Il Consiglio tutte queste discussioni le ha fatte, perché le ha fatte? Perché non conosceva il problema di Arnaz? Perché non era preoccupato di risolvere il problema di Arnaz e della Bassa Valle? No, no. Se non ci fosse stata la Programmazione a dire al Consiglio regionale che era necessario installare degli stabilimenti industriali ad Arnaz, il Consiglio forse ne avrebbe installato uno a Rhêmes e uno a Bionaz, eh sì! Quindi, grazie alla Programmazione che ci ha detto: fatelo ad Arnaz, perché sennò noi commettevamo quell'errore.

Pollicini, no! Guarda qui, no, no... (voce di Pollicini) ...Non è un discorso serio ecco, abbia pazienza, purtroppo ho perso alcune ore poi ho detto: basta! Vattene a spasso a respirare aria buona, che non ci rimetti in salute. Perché li ho lì quei volumi, guarda i miriagrammi li ho ancora a casa e non so come mai li ho salvati perché, la carta straccia, ogni tanto faccio pulizia sennò in casa non c'entro più, io, e quelli li ho ancora salvati, però, francamente, io penso che un Consigliere regionale, che deve interessarsi dei problemi reali della Valle, beh il suo tempo lo possa dedicare in un modo migliore e proficuo.

Quindi io non voglio continuare la polemica, io sono convinto su quanto ho detto sulla Programmazione. L'intervento di Pollicini ripeto, con il quale non voglio polemizzare, non ha spostato di una virgola la mia opinione sulla Programmazione, anzi l'ha confermata, e io ripeto quanto ho detto prima: speriamo, come ho detto già stamattina parlando del libro dei sogni di Fanfani, speriamo che questa Programmazione - io me lo auguro sinceramente - porti, presenti finalmente al Consiglio qualcosa di concreto, perché il Consiglio cosa ci sta a fare? La Programmazione indirizza qui le relazioni, allora il Consiglio indirizza alla... no, la Programmazione indirizza alla Giunta, indirizza all'Assessore singolo, ma noi, Consiglio, cosa ci stiamo a fare? Cosa ci facciamo noi in Consiglio? La Programmazione, noi non dobbiamo essere informati sulla Programmazione, noi dobbiamo continuare a digerirci questi indigesti malloppi, dove non si parla altro che di cifre, guarda qui che cifre, digerirci tutto questo? No, Pollicini non è serio, non è serio, qui si devono dare degli indirizzi che dobbiamo essere noi, autorità politica, ad esaminare, a modificare, ad approvare o a correggere, se è necessario... (Voci) ...Ma quali indirizzi ci sono su queste tabelle? Cosa... degli indirizzi, sono delle cifre. Che indirizzi! Comunque guarda "lassuma perde" la Programmazione per non avvelenarci ulteriormente il fegato io dire e proseguiamo.

Riepilogo delle spese dell'Assessorato dell'Industria e commercio - Titolo I - Spese correnti

Categoria IV - Acquisto di beni e servizi - Totale della Categoria IV 404.000.000.

Categoria.

Savioz (P.C.I.) - Una brevissima informazione: vedo che all'articolo 507-508, 508: "Spese per la manutenzione delle strade comunali e consorziali, poi sgombro neve e spese accessorie" volevo chiedere se c'è qualche cosa di nuovo, visto che si parla di manutenzione delle strade comunali e consorziali, di solito le manutenzioni per queste strade sono fatte dai comuni e dai consorzi e vorrei sapere se provvede anche l'Assessorato ai Lavori pubblici.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi sulla Categoria IV? Chi è che risponde? Presidente della Giunta.

Dujany (D.P.) - Non è altro che un ridimensionamento tecnico delle voci precedenti di bilancio in merito ai Lavori pubblici, in modo specifico agli interventi nei riguardi delle strade a seguito della legge regionale del 26 giugno del '72 che ha trasferito ai comuni la manutenzione delle strade comunali per cui questo articolo 508, 505 e 508 va completato con l'altro articolo 512 che si riferisce ai 200 milioni previsti dalla legge regionale di trasferimento a favore dei comuni e per la manutenzione delle strade. Le altre due voci 505 e 508 sono le normali manutenzioni che la Regione fa a favore delle strade regionali e delle strade comunali per i vari servizi e sono l'importo corrispondente, anzi ancora leggermente inferiore, all'importo corrispondente nell'anno scorso. L'anno scorso abbiamo speso complessivamente su questo capitolo 371.000.000, quest'anno ne comprendiamo complessivamente 350, cioè 250 nel 505 e 100 milioni nel 508.

Categoria V - Trasferimenti per un Totale di 200 milioni - 1.015.200.000

Siggia (P.C.I.) - Pagina 89.

Titolo II - Spese in conto capitale - Sezione II - Istruzione e...

Totale della Sezione II - 1.000.000.000.

Chabod (D.C.) - Un momento, il 524 fa parte del Capitolo sulla scuola media, Consorzio di Villeneuve? Sì? Allora non so, posso parlare adesso o andiamo sull'Istruzione pubblica?

Siggia (P.C.I.) - Forse è meglio... l'istruzione.

Chabod (D.C.) - ... l'istruzione? (Voce: Ma se questo Capitolo...) ...Siccome il Capitolo è qui sui Lavori pubblici allora ... volevo chiedere delle informazioni, non so a chi devo chiedere, al Presidente o all'Assessore. Presidente della Giunta.

Siggia (P.C.I.) - Ecco faccia la domanda.

Chabod (D.C.) - La domanda precisa è questa: cioè, volevo sapere se i terreni sono già comprati. Tutti? Chi è andato a scegliere i terreni? È andata giù una Commissione o come? Le modalità, cioè come mai hanno comprato proprio quei terreni?

Dujany (D.P.) - Allora il Capitolo 518 e 524 riguardano un miliardo di stanziamenti destinati a edifici Pubblica Istruzione a titolo di spese dirette della Regione o a titolo di contributo a favore di comuni e di consorzi, quindi il problema di Villeneuve può rientrare come finanziamento in questo articolo però non è che tutto sia destinato a Villeneuve.

Per quanto riguarda il problema della scuola media di Villeneuve è stato firmato dal Presidente della Giunta, mi pare un quindici giorni fa, un decreto di consorzio obbligatorio fra i Comuni di Villeneuve, St. Pierre e St. Nicolas, Valsavaranche, Rhêmes ecc. per la costituzione del consorzio per la costruzione di una scuola media. Siamo stati costretti a costituire il consorzio obbligatorio in quanto non tutti i comuni avevano aderito al Consorzio volontario e per porre fine a questa situazione di disagio che non riusciva a concludere nulla, abbiamo ritenuto di costituire il Consorzio obbligatorio.

Chi sceglierà l'area? Sarà l'Assemblea del Consorzio a nominare il suo comitato esecutivo o l'organo esecutivo, il quale dovrebbe terminare la scelta dell'area attraverso gli organi tecnici previsti, dovrà determinare il progetto, dovrà nominare il progettista e il progetto e l'acquisto dei terreni. Questo è un po'... cioè si rifà quelle stesse cose che sono state fatte a suo tempo da parte del Consorzio del Comune di Nus, Fénis e St. Marcel, senonché in quella zona è stato fatto attraverso un Consorzio volontario e qui è stato fatto attraverso un Consorzio obbligatorio.

Vorrei ancora così utilizzare il fatto di avere la parola per rispondere al problema posto dal Consigliere Caveri in merito "au géologue Muller". La Giunta regionale, con deliberazione del '69, ha nominato, su segnalazione della Commissione consiliare per la diga Place Moulin, una Commissione di esperti con l'incarico di studiare le condizioni geologiche dei terreni del bacino idroelettrico di Place Moulin nelle persone del Prof. Léopold Muller, del Prof. Calvino e dell'esperto di dighe Prof. Enry Grisel e dei Professori Sofia e del Dott. Bilietti.

Il 28 ottobre del '70 la Commissione venne insediata presso la Commissione della Giunta e venne concordata su un programma di lavoro.

Lo stesso giorno la Commissione effettuava un sopralluogo presso la diga di Place Moulin.

Il 4 giugno del 1971 la Commissione si riuniva nuovamente a Torino presso il progettista della diga per l'esame dei relativi progetti.

Successivamente il 4 agosto del '71 vennero trasmessi alla Commissione, e per essa al Prof. Calvino, tutti i documenti a disposizione della Giunta regionale relativi alla diga di Place Moulin.

L'11 gennaio del '72 la Commissione venne sollecitata perché provvedesse ad una assegnazione del mandato avuto in rapporto al problema tecnico-geologico, attinente alla costruzione della diga di Place Moulin.

Questo sollecito è stato rifatto il 17 novembre del '72, tramite il Prof. Calvino per cui si è scritta un'altra lettera di sollecito per avere i risultati da parte di questa famosa Commissione in base agli elaborati e in base alle precedenti riunioni. Siamo in attesa, quindi, da parte di questa Commissione, di una risposta in modo particolare da parte del professore.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Sempre sull'articolo 518 volevo rammentare al Presidente della Giunta che il Consiglio comunale di Pont St. Martin, dove ha redatto il piano di lavori di questo anno ..., inviato alla Regione, dove prevedeva la spesa da farsi per lo stanziamento delle scuole medie di Pont St. Martin, è una spesa che si deve fare perché tale scuola non riesce più a contenere il numero degli studenti che da ogni parte dei paesi viciniori su Pont St. Martin e inoltre aveva chiesto, mi pare, su 60 milioni l'ampliamento delle scuole elementari sempre nel Comune di Pont St. Martin ..., dove c'è un incremento ... e dove le famiglie vanno a collocarsi in quella zona e quindi l'edificio attuale non basta più.

Voglio sapere se nella cifra dell'articolo 518 rientrano queste previsioni ... nel Comune di Pont St. Martin.

Caveri (U.V.) - Je remercie le Président de la Junte d'avoir répondu à ma question sur le problème de Place Moulin, toute fois je ne peux pas faire à moins de constater que la Commission, présidée par le géologue Muller, a été nommé dans le 1969 et que nous sommes arrivés à la fin du 1972, par conséquent trois années sont passée, et nous ne savons pas encore quelles peuvent être les conclusions de cette question. Par conséquent j'adresse une vive prière à le Président de la Junte de vouloir continuer à solliciter parce que après trois ans nous avons quand même le droit de savoir une parole définitive à cet égard.

Chabod (D.C.) - Anch'io ringrazio il Presidente della Giunta per avermi dato quei chiarimenti e vorrei dire anch'io di sollecitare che questi lavori vengano fatti un po' il più presto possibile e non so più quando, ma che venga fatta anche la scuola convitto, non solo una scuola media, come si fa in altri posti, ma una scuola convitto, perché rischierebbe di non servire per le nostre valli, cioè la Valgrisanche, la Valsavaranche, la Val di Rhêmes, rischierebbe di non servire a niente perché dovrebbero mandare i bambini ad Aosta perché non tutti hanno dei parenti a St. Pierre o a Villeneuve da poterli mettere a dormire.

Per la scelta dell'area avrei... pregherei proprio il Presidente visto che sa benissimo e conosce i problemi delle nostre popolazioni, di scegliere un'area che sia veramente al sole e sana e non in quel posto che avevamo scelto in un primo tempo perché mi pare che sia un posto un po', insomma, uno dei peggiori posti che Villeneuve abbia potuto scegliere.

Manganoni (P.C.I.) - Io devo manifestare innanzitutto il mio stupore perché all'approvazione del bilancio non è seguita nella stessa seduta, nella seduta immediatamente seguente, ma sempre sullo stesso ordine del giorno la presentazione del piano dei Lavori pubblici, come si è sempre usato nel passato; la questione ognuno di noi la comprende per questione di tempo, appalti e tutto... Comunque voglio accennare ancora alla scuola media di Villeneuve, di cui hanno parlato i miei colleghi.

Sul piano di lavori dell'anno scorso c'erano 100 milioni per la scuola di Villeneuve; io penso che quest'anno, naturalmente, non si è fatto niente, no, io penso che quest'anno si riporteranno altri 100 milioni con l'augurio che quest'anno però non si faccia come l'anno scorso perché sennò è inutile ripetere sul piano di lavori cifre e cifre che poi non si spendono.

Ora - e veniamo al piano di lavori in sé - se fosse, se noi vogliamo veramente attuare i criteri e fossi dal Presidente della Giunta nella sua relazione al bilancio, criteri che si proponevano di rimediare agli squilibri che vi sono fra le zone della Valle d'Aosta, anziché favorirne l'accentuazione, accentuazione alla quale porta la politica dell'Amministrazione regionale, la quale destina e, lo vedremo più avanti, destina i suoi fondi sempre alle stesse zone floride e progredite e le nega in quelle zone depresse, ebbene, se noi veramente vogliamo, non dico accorciare queste distanze, ma evitare che si accentuino, come giustamente diceva la relazione, ebbene noi dovremmo provvedere innanzitutto non alle spese di prestigio, ma alla creazione dei mezzi più elementari necessari a queste zone che possono essere gli acquedotti, le fognature, l'elettrificazione, perché mentre noi ci permettiamo la costruzione dei lussuosi palazzi del ghiaccio in certe zone, in altre zone mancano le strutture più elementari, le quali strutture più elementari si costruiscono con quale bilancio? Con quello dei Lavori pubblici ed in parte anche dell'agricoltura. Ora, se però, su quel bilancio i fondi sono limitati, anche le realizzazioni saranno limitate ed allora, per tradurre in fatti l'esposizione ed i criteri e le intenzioni manifestate dal Presidente, noi dovremmo aumentare notevolmente questi stanziamenti perché con quelli attuali certamente non possiamo seguire i criteri e l'indirizzo che il Presidente della Giunta ha dato nella sua relazione sul bilancio...

...Condivido...

II - Spese in Conto capitale -

Sez. III - Azione e intervento in campo sociale... Cat. I...

Manganoni (P.C.I.) - ...una constatazione e ho detto: il Presidente ha manifestato degli indirizzi che io approvo, però i fatti e i mezzi per realizzarli non ci sono. Cosa ne pensa il Presidente della discordanza fra le sue affermazioni e la possibilità di realizzare?

Dujany (D.P.) - Chiederò scusa ma non ti risponderò chiaramente, Manganoni, perché mi pare che la tua domanda non sia molto chiara, o perlomeno è talmente generale che non mi permetto di darti una risposta in termini brevi.

Manganoni (P.C.I.) - ...l'elettrificazione, dove non c'è, piazzali, dove non ci sono; ci vogliono degli stanziamenti sul bilancio dei Lavori pubblici, questi sono assolutamente insufficienti per far fronte a tutte queste infrastrutture per portare il tenore di vita, giustamente come il Presidente affermava stamattina, cioè per eliminare quelle discrepanze che ci sono fra zona e zona, quegli squilibri che esistono tra le varie zone della Valle d'Aosta.

Dujany (D.P.) - ...e questo problema non lo si affronta solo attraverso un'opportuna distribuzione di stanziamento nell'Assessorato dei Lavori pubblici ma va visto naturalmente nell'impostazione generale del bilancio.

Per quanto riguarda la scuola di Pont St. Martin ritengo che possa rientrare, anche le scuole di Pont St. Martin, nel programma dei lavori. Per quanto riguarda Villeneuve, mi pare che Chabod mi abbia risposto in un modo che potrebbe generare della confusione: la scelta dell'area, i progetti sono di competenza dell'assemblea consorziale e non del Presidente della Giunta.

Ritengo che sia meglio adottare questo criterio perché anche le popolazioni locali devono trovare la possibilità di discutere i problemi fra di loro e di fare delle scelte che siano scelte comuni e non di sottostare continuamente a delle scelte che vengono loro dall'alto, contro le quali si riservano continuamente poi delle proteste e delle critiche.

Chabod (D.C.) - ... anche il Convitto o no? Solo la scuola media?

Dujany (D.P.) - ...però, Signori miei, andiamo avanti con i piedi per terra e sono 8 anni che si parla di questa scuola; non siamo, non sono ancora riusciti a costituirsi in consorzio e vogliamo disquisire e non essere sufficiente una scuola media, ma di volere anche il collegio! Per cortesia, facciamo alcune cose concrete ma incominciamo a far qualcosa, è inutile voler pretendere l'optimum ...

Sezione III - Azione e intervento in campo sociale...

Totale Categoria I 405.000.000...

Categoria III - Trasferimenti...

Totale Categoria I 1.830.000.000.

Manganoni (P.C.I.) - ... una considerazione generale sul bilancio dell'Assessorato ai Lavori pubblici e c'è solo un aumento nelle spese correnti mentre manca un aumento in conto capitale e qui io mi associo al collega Manganoni, perché, se devono essere realizzate le proposte fatte dal Presidente di Giunta in sede di dichiarazioni di bilancio, certamente i fondi non sono sufficienti, questa è la mia considerazione tradizionale e vorrei scendere su una considerazione di carattere particolare e mi riferisco all'articolo 546 "Spese per studi e progettazione e per compensi a tecnici estranei all'Amministrazione per perizie, direzione e contabilizzazione dei lavori a carico della Regione". Vorrei sapere, e credo che nessuno sia in grado di rispondermi subito, ma non fa niente, perlomeno mi si risponda quando si presenterà il piano dei lavori: quale importo su questo capitolo è stato speso per lo stipendio agli assistenti nel 1972? Quanti sono gli assistenti in forza alla data del 1° dicembre del 1972? E quale importo è stato speso per il pagamento di parcelle e a chi è andato questo importo? Grazie.

Bancod (U.V.) - Io volevo parlare della strada dell'Envers, non so dove collocarla, perché qui non si vede niente, credo che nell'articolo 547 "Spese per opere stradali di interesse regionale eseguito a carico della Regione", però lì non vedo alcun stanziamento, cioè c'è il solito stanziamento che si ripete ogni anno; su questo problema, di cui si è già discusso parecchio in questa sede, mi sembra, come ho già detto, che non c'è una volontà di portare a termine questo problema, non so perché è stata votata una mozione, una mozione che era già andata avanti da anni, una mozione che ha avuto, si può dire, dell'ostruzionismo; sembrava, non so, perché forse è stato portato un problema, portato avanti da forze politiche che non erano forze simpatiche, però è un problema finora rimasto completamente insoluto e mi dispiace, non so se bisogna essere educati o maleducati perché, purtroppo, quando si vede, insomma, siamo un semplice Consigliere, ma quando si promettono, vengono approvate delle mozioni, non si eseguono, insomma non è tanto bello. Dico francamente che l'unica mozione che è stata... la mia mozione che è stata approvata, è stata approvata dall'Assessore Maquignaz. L'Assessore Maquignaz si è permesso, si è degnato di andare sul posto, ha osservato insomma, ha messo in atto le osservazioni di un Consigliere.

Comunque, secondo me, questo problema deve essere preso in considerazione. Perché? Perché si deve castigare, insomma, come ho già detto, questi dodici comuni, quando si dice che bisogna intervenire presso i Comuni, presso i piccoli comuni, nei comuni che hanno necessità e invece si fa il contrario? Ci sono 48 miliardi; è possibile che non si sia trovata una piccola somma per iniziare un po' questi lavori? Credo che siano lavori necessari e insisto, non è su questo sistema, vedremo un po'.

Maghetti (P.L.I.) - Una dichiarazione: avrei dovuto assistere fino alla fine della seduta, purtroppo, per imprevedibili impegni professionali, sono costretto ad allontanarmi; allora ne consegue che, se arriverete alla votazione del progetto del bilancio della Regione, l'assenza dei due Consiglieri liberali deve essere ritenuta come una astensione dal voto.

Dujany (D.P.) - ... l'intervento del Consigliere Bancod, è stato affidato il progetto per la costruzione da parte della Regione, per la costruzione di questa circonvallazione sud di Fénis. Il progetto di massima in questo momento è nelle mani del Comune in quanto ci sono due tendenze: una tendenza che vorrebbe fare la circonvallazione nell'interno dell'abitato, l'altra tendenza che vorrebbe farlo all'esterno dell'abitato; quindi il Comune sta esaminando queste due soluzioni del progetto di massima e, appena abbiamo il parere del Comune, si procede al progetto esecutivo e al suo finanziamento.

Bancod (U.V.) - Mi dispiace che il Signor Presidente evada questo problema qui; non è quel problema della circonvallazione di Fénis, era già un problema vecchio, precedente. Io parlo della strada dell'Envers, non del problema della circonvallazione; naturalmente la circonvallazione di Fénis è un problema che va nell'insieme, ma era già un problema vecchio questo della circonvallazione, non entrava praticamente, la mozione prevedeva tutta la riorganizzazione della strada dell'Envers.

Dujany (D.P.) - ... Consigliere Bancod non ho capito bene la domanda, siccome questi ... (Bancod: l'ha capita bene Signor Presidente!) ...e va beh!!!

Categoria II - Beni mobili, macchine e attrezzature a carico della Regione - Totale della Categoria II 35.000.000...

Totale della Sezione IV 2.464.000.000...

Assessorato ai Lavori pubblici - Riepilogo del Titolo II - Spese in conto capitale...

Totale generale delle spese Assessorato dei Lavori pubblici 5 miliardi seicentoottantanovemilioniduecentomila.

Assessorato alla Pubblica Istruzione - Titolo I - Spese correnti - Sezione II - Istruzione e cultura - Categoria II - Personale...

Totale della Sezione II 6.956.100.000

Personnettaz (D.P.) - La parola? Chincheré e Savioz.

Chincheré (P.C.I.) - ...preso una vecchia polemica con l'Assessore sul problema del pre-salario agli studenti universitari; l'altra volta ero già intervenuto su questo argomento, la risposta dell'Assessore non mi era sembrata molto soddisfacente, avevo alcune speranze sul bilancio e sul bilancio di questo non ne vien fuori assolutamente niente; infatti, se noi guardiamo la voce e l'articolo 655 a pagina 103, alla Categoria V "Trasferimenti e assistenza scolastica", troviamo che nel '72 abbiamo speso 160 milioni. Per il '73 si prevede una variazione in più di 32 milioni, per un totale di 192 milioni poi ... ecco, ci sono anche altre voci, per esempio la 652, la 653 che possono essere cumulative, cumulate per il discorso all'assistenza e al diritto ... per lo studio. Io volevo sapere due cose; la prima: questo aumento di 32 milioni in base a quali scelte, a quali previsioni è stato fatto? La seconda è questa: una delle affermazioni che ha fatto l'Assessore già in Commissione e ha fatto anche in Consiglio è questa e dice: "Noi saremmo d'accordo per il pre-salario però, prima di fare un discorso sull'argomento, dobbiamo avere i contatti con il Governo, con gli organi statali del Ministero della Pubblica Istruzione per vedere se è disposto a passare alla Regione i fondi che annualmente destina a questo scopo", e vorrei sapere se reputa indispensabile questi contatti e se quei contatti siano positivi o se, a suo avviso, l'Assessorato intende prendere l'iniziativa del pre-salario, pur mantenendo questi contatti al di là di questi contatti stessi.

Savioz (P.C.I.) - Io approfittavo per chiedere all'Assessore un chiarimento, se è possibile, in merito a quella lettera che molti di noi hanno ricevuto e che parla di ruoli statali e regionali e delle differenze di stipendi e di compensi per quanto concerne la scuola e in modo particolare per ciò che concerne l'Istituto Professionale. Non so fin dove e come il motivo per cui mi permetto di chiedere una delucidazione in merito, se è possibile.

Manganoni (P.C.I.) - Solo una domanda: nell'allegato che accompagna il bilancio c'è una tabella a pagina 14, dove prevede il numero degli insegnanti, del personale delle scuole nel '71-'72-'73; io chiedo le ragioni perché nelle scuole, del personale scuole secondarie di II grado c'è una diminuzione di 60 tra '72 e '73, fra il personale delle scuole professionali da 140 a 120, diminuzione di 20, mentre per tutte le altre scuole o si prevede un aumento o si rimane ad un pareggio. Pagina 14 della relazione che accompagna il bilancio. Finito io...

Tonino (P.S.I.U.P.) - ... aspettiamo che l'Assessore guardi la pagina.

Dunque, è stata fatta una legge regionale ad integrazione di una legge nazionale sugli asili-nido, sulle scuole materne che noi riteniamo una legge molto buona perché è fatta veramente bene e soprattutto perché prevede l'aumento degli insegnanti laddove il numero dei bambini è numeroso; ora, però, da questa legge sono escluse le scuole materne amministrate da ... sarebbero escluse da questi contributi, da questi benefici della legge. Come? No, quegli enti morali, ci sono locali, scuole, appunto, questi vengono esclusi dalla legge e quindi non possono beneficiare di questa legge; ritengo che sia una cosa non troppo consona insomma ... questi benefici dovrebbero, eh?

Personnettaz (D.P.) - Allora la parola... Chi risponde? Rispondi tu? Ecco altri. Chi prende la parola? Allora la parola all'Assessore.

Lustrissy (D.P.) - Prima serie di domande: Chincheré ripropone il problema dell'assegno di studio agli studenti universitari. Intanto devo dire che quei trenta milioni previsti di più, in aumento, sono in previsione dell'aumento degli assegni di studio per gli studenti universitari perché il bando di concorso, già approvato per le scuole secondarie di 2° grado... sui 95 milioni tutti, la rimanenza dovrebbe essere utilizzata per l'assegno di studio agli studenti universitari.

Per quanto riguarda il problema di principio, cioè sul problema già tante volte discusso in Commissione, se la Regione intende sostituirsi allo Stato per l'erogazione del pre-salario, io ritengo di dire questo: cioè il sostituirci allo Stato vuole dire per la Regione sobbarcarsi un onere di spesa di 35 o 40 milioni, tale è l'importo degli assegni di studio pre-salario erogati dallo Stato agli studenti della Valle d'Aosta. Ora non credo che sia saggio, sotto il profilo amministrativo, rinunciare così, sostituendoci semplicemente allo Stato ad un intervento statale in direzione del pre-salario. Quello che noi miravamo in sostanza è un po' questo, cioè di anticipare questo pre-salario, questo ritengo sia possibile farlo e per quest'anno lo faremo a titolo di esperienza come lo abbiamo già fatto in parte quest'anno di anticipare il pre-salario e di farlo coincidere perlomeno con i primi mesi di inizio dell'attività dello studente; cioè che non venga poi risolto il problema dell'erogazione del pre-salario a termine dell'anno scolastico con tutte le difficoltà che ne conseguono, cioè il primo grosso problema è questo: risolvere per conto nostro il problema del pre-salario significa ignorare che lo Stato ha una legge che prevede un finanziamento e questo finanziamento in parte va anche agli studenti della Valle d'Aosta.

Secondo: a titolo di esperimento per quest'anno, come era stato concordato in Commissione, la Regione anticiperà, direttamente a tutti gli studenti, che ne abbiano i requisiti, il pre-salario, a condizione che poi ci sia rimborso, a salario percepito, da parte dell'ufficio assistenza scolastica dell'Università. Questo è grosso modo il problema.

Per quanto riguarda il problema sollevato da Savioz, il problema è abbastanza complesso e si ricollega a tutta la situazione relativa ai corsi abilitanti per l'ingresso del personale, attualmente fuori ruolo, nei ruoli poi dello Stato e naturalmente problema che ha riguardato anche gli attuali insegnanti dell'Istituto Professionale, che esistono, in quanto esiste una legge regionale di istituzione dell'ufficio, dell'Istituto Professionale, in base a quella legge si sono stabiliti degli incarichi di insegnamento. Naturalmente nel tempo, questa legge risale nel 1961, credo, è la legge cosiddetta "Gex" sull'Istituto Professionale del '61, naturalmente nel tempo questa materia del rapporto di impiego degli insegnanti dell'Istituto Professionale non è mai stata regolamentata e, quando si è trattato oggi di fare e di ammettere gli insegnanti in servizio presso l'Istituto Professionale ai corsi abilitanti, gli insegnanti stessi in un primo tempo erano stati ammessi e poi ne erano stati esclusi dalla Commissione interregionale, presieduta dal Sovrintendente scolastico del Piemonte e Valle d'Aosta, perché l'Istituto Professionale era regionale e non era un Istituto Professionale di Stato; di qui ci sono stati alcuni interventi presso il Ministero per sbloccare la situazione. Ora gli insegnanti dell'Istituto Professionale sono stati ammessi agli esami finali dei corsi abilitanti, qualche riserva poi per l'inserimento nei ruoli dello Stato, naturalmente, il problema non è finito qui. Il problema, io ritengo, dovrà essere riesaminato con una certa attenzione e, se vogliamo effettivamente realizzare lo Statuto regionale, si potrebbe iniziare a regolamentare; è un discorso che passa attraverso i Sindacati , si potrebbe anche iniziare la regolamentazione a disciplina a rapporto di impiego degli insegnanti dell'Istituto Professionale in termini regionali come abbiamo fatto per altre situazioni; comunque il problema è aperto, non è che gli insegnanti dell'Istituto Professionale guadagnino meno degli altri insegnanti. Gli insegnanti dell'Istituto Professionale anzi, guadagnano alle volte più di altri insegnanti perché sono stati definiti di categoria di classe A, cioè hanno lo stipendio che è commisurato agli insegnanti delle scuole superiori di 2° grado, a differenza di quanto avviene in altri Istituti Professionali di Stato, però, a parte questo, le retribuzioni del personale insegnante sono tutte le stesse, sono quelle che sono previste dallo stato giuridico degli insegnanti.

La questione posta è di questo tipo: i dipendenti regionali, personale non insegnante, personale ausiliari, bidelli e personale di segreteria, guadagnano alle volte più di un insegnante perché per i dipendenti regionali abbiamo avuto un certo allineamento di stipendio in rapporto alle nuove esigenze, in rapporto anche al riassetto che è stato votato dal Consiglio recentemente. Naturalmente il problema del riassetto per i dipendenti dello Stato è un problema ancora aperto; è un problema non definito e, pertanto, è un problema che avrà ancora una soluzione lunga nel tempo. Ecco, il problema è un po' di questo tipo, cioè non è che prendano meno per volontà nostra, ma, prendono meno in quanto loro sono configurati a tutti gli effetti come stipendio agli analoghi insegnanti degli altri ordini e gradi della scuola statale.

Per quanto riguarda la diminuzione del personale, rilevata dal Consigliere Manganoni, dirò che, per quanto riguarda la diminuzione di 60 unità della scuola secondaria di 2° grado, è riferita alla situazione del biennio, cioè prima c'erano tanti insegnanti in servizio in più che avevano un'indennità particolare che adesso non ci sono più... (Voce di Manganoni) ...No, ma ce ne sono meno, non ci sono più i sessanta di prima, ma sono molto meno.

Per quanto riguarda la riduzione del personale negli Istituti Professionali, non ho nessun dato di confronto, ma ritengo che questa indicazione non sia esatta, non sia esatta perché non abbiamo avuto nessuna diminuzione.

Per quanto riguarda la domanda posta dal Consigliere Tonino in relazione alla legge regionale sulla scuola materna dirò che la legge prevede il trasferimento di tutte le scuole regionali alla Regione, a richiesta, però, dell'Ente interessato, cioè la richiesta può essere, non è che "motu proprio" la Regione dichiari tutte le scuole materne esistenti scuole regionali, no, l'ente interessato, sia esso Comune, sia esso Ente morale, sia esso Ente, diciamo così, privato, di qualsiasi tipo, dovrà presentare richiesta specifica all'Amministrazione regionale, poi, in base alla legge, la Commissione consiliare della Pubblica Istruzione e la Giunta dovranno determinare nel quinquennio quante sezioni trasferire regionali, anno per anno, in base a quanto previsto dalla legge. Noi abbiamo dato già delle disposizioni a tutti gli enti comunali e a tutti gli enti insomma gestori di scuole materne; abbiamo fissato dei termini per la presentazione delle domande, per il trasferimento alla Regione. Il termine che noi abbiamo fissato con circolare è del 31 dicembre, pertanto, scaduto il termine del 31 dicembre, nel corso del mese di gennaio la Commissione consiliare Pubblica Istruzione si riunirà per valutare le domande presentate e per disporre un primo gruppo, primo trasferimento di scuole materne alla Regione, tanto non è che quelle non possano essere trasferite alla Regione, se lo chiederanno come già tante, non tante, ma qualcuno lo ha già chiesto, Ente morale, di essere trasferito alla Regione il problema si pone, ma chi non transigerà alla Regione naturalmente non potrà beneficiare di nessun contributo.

Già adesso le scuole materne private non beneficiano di nessun contributo, se non il contributo che noi diamo direttamente all'insegnante di scuola materna di 50.000 lire a titolo di integrazione di stipendio. Le scuole private non possono beneficiare di nessun contributo; difatti un primo rilievo che era stato fatto dalla Commissione, dal Presidente della Commissione di Coordinamento, sulla legge della scuola materna, che era stata rinviata al Consiglio, si riferiva proprio a un articolo di quella legge che prevedeva il mantenimento della situazione quo per le scuole private solo a titolo di integrazione di stipendio, cioè dato che dalla legislazione statale non è dato e non è riscontrato che la scuola privata è sovvenzionata con... c'era una norma di legittimità.

Mi pare di avere risposto alle domande che mi avevate posto.

Tonino (P.S.I.U.P.) - ...precisare perché prima mi pare di essere stato frainteso. Io ho parlato prima di una legge che è buona, questa qui no, però ritengo, nel medesimo tempo, di dire che è una legge fatta a metà; per le opere ospedaliere si è previsto uno scorporo di determinati ospedali, si è previsto con... legge lo scorporo e io penso che la medesima... anche con questa perché qui noi abbiamo degli enti morali che non vogliono cedere queste scuole materne ai comuni e allora il Comune come Donnaz che ha 70 bambini continua ad avere una sola insegnante, mentre ne hanno diritto ad avere quattro e quindi la legislazione in materia qui dovrebbe porre, non so, degli obblighi oppure, non so in che modo, riuscire a convincere questa gente a passare e a fare la domanda e a essere inclusi nella scuola materna regionale; il problema è quello.

Chincheré (P.C.I.) - Mentre io intervenivo, l'Assessore si è fatto scappare sottovoce un'affermazione, credo ai suoi colleghi di Giunta, affermazione che io ribalto totalmente per il semplice fatto che a me sembra che sia l'Assessore che continui a non voler capire o, mi assumo la responsabilità, sono io che non mi spiego bene, qual è il problema che noi abbiamo di fronte.

L'Assessore dice: noi dovremmo stare molto attenti a sobbarcarci sul piano amministrativo-economico un fatto come quello dei sussidi alle scuole che attualmente dà lo Stato ... il pre-salario, perché il bilancio regionale verrebbe onerato di 30-35 milioni in più che attualmente non pesano sul bilancio. Il problema è un altro; il problema - e mi riallaccio anche ad alcune dichiarazioni fatte da altre Regioni - dato il tipo di funzionamento che hanno e che ha tutta la struttura del personale a livello universitario, che le Regioni stanno facendo una battaglia perché il problema del pre-salario sia delegato tutto alle Regioni, ma non dando a questa richiesta un carattere meramente burocratico e amministrativo, ma dando a questa richiesta un valore politico notevole, e tralascio tutta la questione del decentramento del potere, le Regioni che si assumono alcuni oneri e li portano avanti ecc. ecc. perciò il problema è di natura politica. La Regione valdostana, l'Assessorato, la Giunta intendono affrontare con una legislazione organica il problema del pre-salario universitario al di là dei rapporti che ha attualmente con il Ministero e, se sono positivi, negativi e se il Ministero gli vuol dare questi soldi o meno, lo vuole affrontare sì o no? Se lo vuole affrontare, in quali termini e in quale tempo? Cioè io lascerei da parte risposte di tipo economico e burocratico per affrontare il problema in termini politici: vogliamo o non vogliamo farlo? Tutti gli altri sono fatti importanti, ma non tali da ipotecare una decisione politica di questo genere.

Savioz (P.C.I.) - Io per la risposta che mi è stata data, Lustrissy... (non si sente) ...lo Stato è questo a prescindere dal fatto specifico della richiesta che viene contenuta in quella lettera e di cui io non posso discutere perché io non sono competente in materia, però mi preoccupa il principio: penso che non si possa dare tutto quello che deve essere dato all'insegnamento se c'è una situazione del genere e allora vorrei che mi si rispondesse, se si intende risolvere questo problema, cioè, o meglio, se ci sono le possibilità di risolverlo, perché penso che sul principio di volerlo risolvere siamo tutti d'accordo, ma il problema è di vedere se possiamo risolverlo sì o no; e però il problema rimane aperto e bisognerà ancora esaminarlo con molta attenzione. Non voglio con questo aprire una parentesi per quello che concerne la posizione specifica di Tizio o di Caio, intendiamoci bene, io faccio una questione di principio, questa lettera mi serve per sollevare la questione di principio e cioè di stabilire una volta per sempre se questa gente è dello Stato o è della Regione.

Caveri (U.V.) - Au chapitre 659 on prévoit une dépense de 100 millions et demi par an pour une chaire de droit régional. Je ne demande pas de savoir le nom du Professeur qui enseigne de cette chaire de droit régional, pour ne pas personnaliser le problème, je préfère ignorer le nom de ce personnage, mais je voudrais savoir qu'est-ce que ça donne sur le plan de la collaboration avec l'Administration régionale de l'élaboration d'un droit régional etc.? J'attends une réponse pas des hochements de tête. Très peu ou rien, fixer ce n'est rien ...

Lustrissy (D.P.) - Ma per quanto riguarda Chincheré io torno a dire una cosa: il problema del decentramento, l'azione intentata delle altre Regioni nei confronti del Ministero è nata a seguito di una serie di riunioni fatte dal Ministero con i responsabili regionali dell'Assessorato alla Pubblica istruzione, nella quale si era affermato più volte che tutto il problema dell'assistenza scolastica sarebbe stato decentrato alle Regioni, però di fatto tutto questo non è avvenuto e, fintanto che non ci saranno questi decreti di trasferimento alle Regioni, la Regione non potrà esercitare queste competenze, pertanto io dico e sostengo che il problema è ancora di questo tipo a parte sul tipo di pre-salario cioè sulla definizione se il pre-salario deve essere erogato ancora con il sistema che abbiamo attualmente oppure dobbiamo intravvedere altri sistemi ma, sul principio generale dell'assistenza scolastica, noi ci dobbiamo sostituire completamente allo Stato. Ora lo Stato dovrebbe decentrare almeno per questa parte di competenza, delegare alle Regioni tutto questo problema con i rispettivi finanziamenti è questo il problema di principio, ... le Regioni si sono mosse, ci muoveremo anche noi nel richiedere al Ministero della Pubblica Istruzione il trasferimento, non solo di questi fondi, ma di tutti i fondi che il Ministero gestisce dell'assistenza scolastica sia borse ministeriali di studio, sia assegnazioni di libri gratuiti di testo; ma tutto il problema dell'assistenza scolastica deve essere risolto in modo unitario con il decentramento da parte del ministero alla Pubblica Istruzione alla Regione di determinate funzioni e non solo di relativi finanziamenti. Per quanto riguarda Tonino e Tonino mi dice: qua la Regione dovrebbe imporre così la cessazione delle scuole materne private, trasferirle con provvedimento autoritario alla Regione, sotto un profilo, diciamo così, democratico. Intanto non è possibile perché ognuno può, se vuole gestire determinate cose nel nostro paese, noi dobbiamo solo dimostrare un'altra cosa: che la scuola materna pubblica è migliore di quella privata, cioè se vogliamo pervenire a questi risultati in via indiretta, ma non possiamo imporre la chiusura delle scuole materne private e dire: tu da oggi non puoi più esistere, ma sei trasferito alla Regione. No, noi nello stesso Comune, nella stessa Amministrazione comunale, può istituire una scuola materna comunale e chiederne il trasferimento alla Regione oppure chiedere alla Regione l'istituzione di una scuola materna regionale in concorrenza anche con la scuola materna privata. È questo il problema, ma non è che noi possiamo oggi disporre di colpo e abolire la..., no, non possiamo farlo questo perché la libertà c'è e ognuno la può interpretare secondo i modi di legge.

Finalmente dalla Regione non ne hanno le scuole materne private, non ne hanno, come dico, hanno solo un'integrazione di stipendio per gli insegnanti di servizio, cosa che è disposta per tutte le insegnanti di scuola materna in servizio. Ma quando la legge regionale nel quinquennio avrà trovata completa applicazione, tutto questo verrà poi a decadere, cioè non ci sarà più nessun trasferimento di fondi o di contributi dalla Regione alle scuole materne private, anche in via indiretta, con l'integrazione dello stipendio all'insegnante, cioè il problema... questo non è di trasferire tutto alla Regione, ma di dimostrare che le scuole materne pubbliche funzionano bene e sono in grado di fare concorrenza alle scuole materne private; tutto lì il problema, come anche per altre istituzioni private, scuole di ogni ordine e grado che esistono legalmente riconosciute. Il problema non è solo della scuola materna, il problema è di tutto un ordinamento che esiste e convive accanto alla scuola dello Stato, alla scuola pubblica e che vive di vita propria senza con questo avere delle contribuzioni da parte degli Enti pubblici.

Savioz ha ragione, e siamo d'accordo, siamo d'accordo, bisognerebbe definire una volta per sempre questo problema, diciamo, nel tempo, il problema è stato affrontato. Non è la prima volta che se ne parla, saranno ben 20 anni che si parla del problema generale dello stato giuridico del personale insegnante in Valle d'Aosta; esiste già una legge regionale, peraltro mai applicata, è ancora lì però e diciamo, se vogliamo risolvere il problema, l'Amministrazione regionale - è un discorso che io ho già fatto a più riprese con i Sindacati della scuola - l'Amministrazione regionale è disponibile per esaminare il problema perché non possiamo neanche decidere noi, Consiglio e Giunta regionale... oggi attuiamo lo stato giuridico regionale, no, la discussione deve passare attraverso i Sindacati. Ora noi siamo disponibili a questo, ma è tanto più urgente per l'Istituto Professionale regionale perché, effettivamente, quelli sono in una posizione atipica perché sono, per certi versi, retribuiti come i dipendenti dello Stato e dall'altro esistono in quanto esiste un Istituto Professionale regionale, perciò il problema è di definire uno Stato giuridico, secondo me, di definire uno stato giuridico, il tutto però passa attraverso la consultazione dei Sindacati. Se i Sindacati saranno disponibili, secondo me, adesso esaurita la fase dei corsi abilitanti, si stanno svolgendo gli esami in questi giorni; esaurita questa prima fase, definito questo primo problema, ritengo che l'Amministrazione regionale e la Giunta regionale abbiano già dichiarato più volte la loro disponibilità per incontrarsi con i Sindacati e per portare finalmente a soluzione questo problema che non può essere più lasciato così in questa situazione.

Riepilogo Titolo I delle spese correnti dell'Assessorato alla Pubblica Istruzione...

Assessorato alla Sanità ed assistenza sociale...

Personnettaz (D.P.) - Ah, un momento, un momento... La parola all'Ing. Benzo, Assessore alla Sanità.

Benzo (D.P.) - Siccome alcuni Consiglieri già stamani hanno giustamente richiesto una relazione e hanno già... illustrativa insomma del bilancio dell'Assessorato in fatto di alcune richieste, ritengo opportuno, in modo che possano avere già una visione più ampia, sottoporre loro alcune considerazioni. Con il bilancio che si sottopone all'approvazione del Consiglio regionale, l'Assessorato alla Sanità ed assistenza sociale si è proposto di adeguare i servizi sanitari assistenziali e sociali che gli competono nel vasto quadro delle necessità di una moderna, che una moderna assistenza, sia sul piano sanitario che sul piano sociale, esige, se si vuole essere all'altezza delle aspettative della nostra epoca e sopperire nel contempo alle più urgenti richieste di intervento della Regione che si sono rivolte dalla popolazione valdostana che è l'utente di questi servizi e tutto ciò nel quadro di un programma operativo basato su una realistica impostazione di fare ciò che è fattibile in base alla conoscenza della realtà sociale della nostra Regione.

L'Assessorato alla Sanità ha cercato oggi di individuare tutta una serie di necessità a livello regionale e ha ritenuto di predisporre i necessari interventi sulla traccia di uno strumento tecnico di studio che può già trovare fin d'ora una sua giusta collocazione nelle prospettive della legge quadro della riforma sanitaria del paese.

Si affrontano in questo bilancio problemi connessi a una molteplicità di servizi, il cui elenco potrebbe anche risultare sterile, mentre, altrimenti, riconosciamo più utile rispecchiare gli interventi di un bilancio nelle spese che intendiamo realizzare. Sono interventi a livello sanitario e a livello sociale: a livello sanitario si deve ancora fare una distinzione fra i servizi a carattere puramente preventivo a quelli di carattere eminentemente curativo e riabilitativo. I servizi sociali, invece, intendono rivolgersi soprattutto tramite una fitta rete di rapporti tra il personale specializzato alla grande massa degli utenti che si potranno così giovare di un altro genere di prestazioni di natura sociale altrimenti non concedibile sul piano strettamente sanitario. Si è voluto così, per quanto attiene alla medicina preventiva scolastica, portare quanto più possibile alla periferia gli interventi dei medici generici specialistici, al fine di individuare alla sorgente tutta una serie di disturbi propri dell'età scolastica che fino ad oggi hanno costituito solo l'oggetto di segnalazione da parte degli insegnanti al centro regionale di medicina preventiva di Aosta.

In particolare la medicina preventiva scolastica, così come è intesa nella nuova visione del bilancio, lascia grande parte di impegno alla psichiatria infantile. Il prevedere l'istituzione di centri periferici psico-medico-pedagogici non costituisce soltanto un notevole impegno sul piano diagnostico di queste turbe fisico-psichiche e anche sensoriali proprie dell'età evolutiva, ma anche un certo impegno sociale e anche economico.

Sono ancora interventi sul piano dei servizi sanitari quelli rivolti al potenziamento o addirittura alla realizzazione di consultori ostetrico-materni e consultori pediatrici.

Si vuole solo far notare che la realizzazione di questi consultori non è certamente soddisfatta dal solo reperimento di ambienti - uno, due, tre ambienti - ma bensì comporta la disponibilità di tutta una schiera di pediatri, ostetrici, di assistenti sanitarie, visitatrici sociali, con impegni di spesa altrettanto non indifferenti.

È appena il caso di accennare che il potenziamento della medicina preventiva scolastica alla periferia non deve farci dimenticare il centro regionale di medicina preventiva di Aosta, che verrà nel 1973, soprattutto a livello del servizio di neuro-psichiatria, un notevole potenziamento tramite l'estensione dell'intervento degli psicologi del centro a livello di tutta la scuola dell'obbligo e ai fini dell'orientamento professionale.

Il logico completamento di tutta questa serie di iniziative, a livello della neuro-psichiatria infantile, è la prevista costruzione di un Centro regionale aperto di servizi psico-medico-pedagogici con funzioni diagnostiche, terapeutiche e scolastiche, nonché di preparazione del personale specializzato, destinato ad inserirsi nel contesto della scuola valdostana per permettere l'assimilazione di soggetti meno dotati ed arrivare così a una scuola diversa; pur non potendo essere assimilati del tutto alle iniziative della medicina preventiva, è senz'altro opportuno inserire a questo punto i servizi a carattere, a prevalente contenuto socio-educativo, quali gli asili nido, le scuole materne e alcuni servizi parascolastici tra cui, soprattutto, le refezioni.

Non è del tutto fuori posto intravedere nella disponibilità di un adeguato numero di asili nido e di scuole materne della nostra Valle un elemento fondamentale di armonico sviluppo fisico e psichico dei nostri bambini, così come è quasi superfluo accennare l'importanza di certi servizi parascolastici intesi quasi validi sussidi di un'alimentazione carente o quanto meno non perfettamente bilanciata tra la nostra gioventù.

Nel 1973 si ritiene, dunque, di appoggiare le iniziative di intervento nel settore della medicina preventiva alla periferia, nelle sedi che alla periferia stessa vogliamo, ed è possibile dare vita e così poter realizzare quel discorso troppe volte sentito, ma mai concretato, di una medicina preventiva di primo e di secondo livello, là dove per secondo livello intendiamo il centro pluri-specialistica di medicina preventiva regionale di Aosta.

I doveri nel settore della medicina preventiva anche se questa sarà una medicina del domani, non debbono comunque distogliere dagli impegni della medicina curativa e di ciò che se ne riscontra, e di ciò se ne riscontra conferma in questo bilancio: la Commissione e i Consiglieri avranno certamente potuto vedere i tanti capitoli dedicati agli ospedali, sia essi operanti, in fase di costruzione o a livello di previsione, che attendono comunque una pronta realizzazione.

L'Ente Ospedaliero Regionale che sta per affrontare un ampliamento oramai approvato, è chiamato ad assolvere, entro limiti di tempo ormai divenuti molto ristretti, nuove necessità di soccorso per la nostra popolazione: il rene artificiale, l'unità coronarica e di rianimazione, un servizio di anatomia, di istologia patologica con compiti anche di "dépistage" dei tumori della sfera genitale femminile, non costituiscono che gli aspetti più macroscopici di una necessità assistenziale ospedaliera divenuta urgente.

A questo proposito ritengo doveroso far presente che la Giunta regionale, oltre allo stanziamento previsto sul bilancio in esame, ha già provveduto a destinare i 200 milioni previsti sul bilancio del 1972 per la ristrutturazione dei vari servizi e l'acquisto di nuove attrezzature, in base alla richiesta ultimamente pervenutaci, a fine anno, da parte dell'Ente Ospedaliero.

Per quanto riguarda l'Ospedale Geriatrico in fase di costruzione, proprio ai fini di permettere un accelerato compimento dell'opera stessa, oltre alla somma residua di circa 800 milioni di mutui regionali, si è previsto un ulteriore stanziamento di 200 milioni con i quali è prevedibile, se effettuato con un unico appalto, la possibilità di una messa in opera entro l'anno 1974.

Secondo la deliberazione del Consiglio regionale, nel quadro della programmazione ospedaliera si prevede uno stanziamento per la costruzione di un'astanteria con Pronto Soccorso in bassa Valle, destinata a una serie di interventi di urgenza e a temporanea degenza nell'attesa, se, del caso, al trasferimento del malato presso l'ospedale regionale di più alto livello assistenziale. Appare inoltre quanto mai opportuno prevedere l'istituzione di un servizio poliambulatoriale collegato con l'astanteria stessa.

Nel settore specificatamente socio-assistenziale la previsione programmatica che risulta nel bilancio in esame fonda la sua indagine di interventi in due settori fondamentali: i servizi sociali di base per i minori dell'età evolutiva e quelli per gli anziani, secondo la relazione di ristrutturazione dei servizi socio-sanitari approvati dalla Giunta e trasmessi ai Signori Consiglieri regionali.

L'importanza che si intende concedere agli interventi nel settore dell'età evolutiva trova giustificazione nelle moderne prospettive della pediatria; se nel corso degli ultimi decessi abbiamo registrato una progressiva riduzione della frequenza di alcune malattie infantili, quali quelle infettive, le malattie dell'apparato respiratorio e dell'apparato digerente, non altrettanto possiamo affermare per quanto attiene alle malattie congenite ereditarie. I problemi evolutivi devono quindi essere affrontati dalle loro origini e seguiti fino alla fase terminale dello sviluppo dell'organismo, ossia dell'adolescenza: è a partire da questo momento che l'organismo, equilibrato nelle sue componenti fisiche e psichiche, inizia autonomamente il proprio cammino sulla strada della vita; si tratta, quindi, di preparare per il mondo del lavoro e per la società di domani uomini sani nel fisico e nella mente e per i quali si sia potuto programmare tutta una serie di interventi non solo da parte del pediatra, dell'ostetrico, del genetista, del biologo e degli operatori sociali, ma anche del politico che, nell'aumento delle malattie ereditarie, non può non intravvedere aspetti di notevole significato economico e sociale.

In ogni singolo comprensorio l'assistenza agli anziani avrà carattere prevalentemente di assistenza domiciliare: non è più pensabile, infatti, il ricorso del ricovero dell'anziano bisognoso quale sola soluzione dei molti problemi dell'età avanzata. Contrastano con quest'impostazione assistenziale tre fattori che incidono in senso negativo e cioè l'emarginazione dell'anziano, l'aumento progressivo del numero degli anziani e l'alto costo del ricovero. Occorre, quindi, pensare a forme nuove di assistenza che agiscono da filtro periferico, trattenendo il più possibile l'anziano al proprio domicilio ed evitandone la...

Nei nostri comprensori, prevalentemente di montagna e abitati da una popolazione ricca di tradizioni e nella quale non è sopito il concetto della famiglia popolare, non sono irrealizzabili quegli interventi sanitari, assistenziali e sociali tali da ridurre al minimo la sempre incombente minaccia di una più o meno grave emarginazione.

Benzo (D.P.) - Accanto agli interventi statali e regionali operanti, intesi ad assicurare anzitutto il minimo vitale, cosa di cui abbiamo già parlato in quella relazione alcuni mesi or sono, per chi non è più in età di lavoro, dovranno piantarsi iniziative quali la tempestiva oltre che adeguata assistenza di malattia ad evitare che il male diventi inguaribile ed obblighi l'anziano al tanto deprecato ricovero.

Molte esigenze sanitarie sociali dell'anziano possono trovare risposta durante il giorno in centri sociali di zona o di quartiere se in città o in piccoli ospedali diurni, ma ciò richiede peraltro uno stretto collegamento con le strutture assistenziali a livello dei comprensori.

Le strutture sanitarie si identificano nell'assistenza medica da parte dei sanitari operanti nella zona e in quella poliambulatoriale; le strutture assistenziali nel segretariato e nel servizio sociale, nel servizio di assistenza economica in quello di assistenza domiciliare e nell'aiuto domestico.

È tutta una serie di prestazioni che concorrono a favorire la permanenza dell'anziano in seno alla propria famiglia o nel proprio domicilio; è in tale maniera che l'assistenza domiciliare dell'anziano risponde a una concezione di fondo e globale della moderna politica previdenziale, sanitaria e assistenziale.

In un piano di ristrutturazione e di nuove iniziative di soccorso all'anziano, nella giusta previsione dell'aumento della popolazione anziana, che nel 1980 rappresenterà il 16% di tutta la popolazione, oltre a quelle sopra accennate, è stata prevista in bilancio la costruzione di un moderno pensionato per persone anziane, indipendenti, in località Plan de Brun nel Comune di Perloz; rientra anche tra le provvidenze di soccorso all'anziano la prevista nuova costruzione di una casa di riposo in Aosta in sostituzione dell'attuale Ospizio di Carità di antiquata struttura, per il quale la Regione è intervenuta come i Consiglieri sanno acquisendo i terreni dell'Ospizio stesso.

Ritengo opportuno far presente sin d'ora la necessità per un completamento di questi servizi, di un analogo intervento a favore degli anziani in alta Valle.

Il settore della riabilitazione che travolge tutta una serie di iniziative nei confronti dell'anziano, quale l'Ospedale Geriatrico, i pensionati per anziani e le case di riposo è particolarmente seguito dall'Assessorato che da un biennio provvede alla preparazione, presso la sede universitaria italiana, di quel personale cui faranno capo in Valle d'Aosta precise mansioni nel settore della riattivazione motoria degli arti, fisiochiroterapisti, e della parola, logopedisti; il problema dell'invio di giovani valdostani desiderosi di acquisire la specializzazione che possa costituire oggetto di lavoro e al tempo stesso di rapporto sul piano medico-sociale con la popolazione della Valle deve essere perseguito non solo a livello della medicina riabilitativa, cui prima si è fatto cenno, ma anche ad altri livelli, considerata l'estrema carenza che oggi si lamenta in tutti i settori socio-assistenziali aventi rapporti con l'infanzia. La preparazione di personale da destinarsi agli asili-nido è problema urgentissimo, considerati anche i vigenti disposti di legge nazionale e quelli regionali, che quanto prima saranno sottoposti all'esame di questo Consiglio in merito alla costruzione e alla gestione degli asili stessi, come già previsto d'altronde in bilancio.

A mio parere sarà in ogni modo necessario studiare, unitamente all'Assessorato alla Pubblica Istruzione, la possibilità di fare effettuare ai nostri giovani dei corsi di preparazione e specializzazione direttamente in Valle con l'istituzione di apposite scuole.

Nel settore dell'assistenza sanitaria e a tutela della salute pubblica, la Giunta regionale ha previsto per l'anno 1973 lo stanziamento di ulteriori ed adeguati fondi per un totale di 300 milioni per far fronte alle spese occorrenti per un intervento fondamentale e unico finora quale è quello dell'erogazione dell'assistenza farmaceutica a favore dei lavoratori autonomi, coltivatori diretti, artigiani, commercianti, disoccupati, tutti coloro insomma cui detta assistenza non spetti in virtù di assicurazione obbligatoria propria.

L'altro intervento di estrema urgenza e necessità è quello concernente il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che si è progressivamente aggravato negli ultimi decenni e che è stato studiato globalmente mediante un intervento diretto della Regione e si è concretizzato con la presentazione da parte della Giunta regionale di un disegno di legge per la costruzione e la successiva gestione di inceneritori, disegno di legge già esaminato con parere favorevole dalla Commissione consiliare per la Sanità ed assistenza sociale che quanto prima sarà sottoposto all'esame all'approvazione di questo Consiglio.

La conduzione in porto di questi due ultimi importanti provvedimenti legislativi costituirà senza dubbio il raggiungimento di un'ulteriore tappa nella via della sicurezza sociale dei cittadini da una parte e dall'altra della salvaguardia dell'ambiente naturale della nostra Valle.

Con queste previsioni programmatiche di interventi in campo sociale che assommano ad un totale di circa quattro miliardi e mezzo, oltre beninteso a tutte le altre opere di carattere sanitario di opere igieniche, fognature, acquedotti, e con l'impegno costante di proseguire in questa politica sociale, la Giunta regionale ritiene di venire incontro a tutte le categorie, in particolare a quelle più bisognose, per il raggiungimento di una vera giustizia sociale nella nostra Regione.

Mappelli (D.C.) - Dunque io mi ero riservato fin da stamane di fare alcune osservazioni sul bilancio e tutto bene la relazione sulla moderna assistenza, questo programma operativo di servizi sanitari, sociali, sia di medicina preventiva scolastica e queste nuove visioni di assistenza alla comunità valdostana, però io desidero, ed è per questo, per permettere all'Assessore una risposta, io spererò chiara, in base ad alcuni problemi che ho elencato, bisognerà avere delle garanzie in primo luogo - e ne ha accennato nella sua relazione - sulla questione del Centro Tumori: quando incomincerà a funzionare questo Centro di dépistage, che è una legge che noi abbiamo approvato come Consiglio regionale il 21 di gennaio del 1970, dunque sono tre anni.

Del resto è già stato detto, ridetto, e dunque desideravo avere una garanzia perché questo era l'impegno che l'Assessore, in seguito alla mia, alla nostra ultima interpellanza, aveva preso, di vedere col Consiglio di Amministrazione dell'Ente Ospedaliero per mettere in funzione questo Centro Tumori e pertanto vorrei una risposta definitiva su questo problema.

Desidererei, come secondo problema, avere una risposta in merito alla colonia regionale; cosa pensa la Giunta in merito al problema della colonia regionale?

Terzo problema, l'Ospedale regionale, quando, anche qui hai abbordato il problema, ma io desidererei avere un chiarimento su quando si pensa di dare inizio a questo famoso ampliamento del Mauriziano.

Desidererei, come quarto punto, sapere che fine hanno fatto quei mutui, in base al programma ospedaliero dello Stato, che davano dei finanziamenti e che io, l'anno scorso, in questa sede assieme ai miei amici della D.C. nel febbraio scorso, abbiamo sollevato la possibilità della legge 183 del 1969 che permetteva di poter usufruire di questi fondi e che l'allora Assessore mi ebbe a dire che non era stato fatto quest'assorbimento provvisorio in quanto si avrebbe rallentato l'ampliamento del Mauriziano e come, senza voler essere profeta, il 1972 è già passato, questo doveva avvenire nel 1971, avremmo coperto, con quei 700-800 milioni dello Stato, avremmo coperto il secondo e ultimo lotto del Geriatrico e automaticamente lo Stato, in base all'articolo 4 della legge 183 del 1969, doveva reintegrarli.

Quinto: a che punto è la questione dell'Ospedale di Saint-Vincent?

Sesto: a che punto è la trattativa - ne accennai stamane all'Assessore alle Finanze - della Casa dei pensionati INPS?

Settimo: avevo a suo tempo - e l'avevo anche sollecitato di nuovo in questa sede - vi è una questione, questa è più umana che, ma ne approfitto, tanto per dire una volta per tutte quelli che sono i miei punti di vista in merito al bilancio, senza dover sempre star lì a rifare un'interpellanza, in merito, o una mozione, quello giù di Saint-Clair. Non dimentichiamo che il Ru di Saint-Clair, che è quello dell'Enel che parte dalla Centrale di St. Marcel e che va a finire a Châtillon, abbiamo dei suicidi; è pure vero che sono dei suicidi, però abbiamo anche avuto degli incidenti, gente che è caduta accidentalmente perché le protezioni non erano adeguate in base alla circolazione e sono morti in questo Ru di Saint-Clair. Bisogna dire che, a suo tempo, avevo sollecitato e fatto diverse riunioni da parte dei Sindaci di St. Marcel, Fénis, Nus, Chambave, mi sembra Pontey, se ne ho dimenticato qualcuno, chiedo venia, comunque assieme all'Enel, e l'Enel si era impegnata ufficialmente in sede di riunione di fronte a questi Sigg. Sindaci di esaminare eventuali modifiche sul Ru de Saint-Clair.

Ottavo: l'ONMI. Mi risulta che ultimamente vi è una volontà politica da parte del Governo Centrale di - perché anche i suoi finanziamenti sono quelli che sono - di decentrare, dovrebbero dire le Province, ma per noi riguarda il nostro caso la Regione, la questione dell'ONMI, so che quando nei due mesi o tre che, in seguito alla nuova legislatura ho sostituito la Signora Tubère in quell'organismo, si erano avvisagliati dei programmi in merito all'ONMI e vorrei sapere se ultimamente e in futuro cosa pensa per la questione dell'ONMI l'Assessore alla Sanità.

Nono: abbiamo il Capitolo 758 che, malgrado ci si abbia, abbiamo preso atto della questione che il Natale sia per i bambini della Regione e anche per i dipendenti della Regione non si è più fatto e dunque quel Natale che erano 15 o 20 milioni si sono risparmiati e noi vediamo che continuamente questo Capitolo attualmente è a 130 milioni.

Desidererei per l'anno 1973, e dunque questo lo richiedo che gentilmente mi venga poi dato per iscritto, a gennaio e anche a febbraio dell'anno prossimo, desidererei avere l'elenco di nome e cognome di coloro, e degli Enti che hanno preso dei contributi sul Capitolo 758.

Un'ultima cosa che desideravo sollevare in questa sede era che fin dal maggio - e sono contento che qui quasi tutta la Commissione Sanità è presente - a cominciare, è naturale, dall'Assessore, ma anche dalla Siggia, dall'amico Pollicini e l'amico Macheda, ecc., sono tutti presenti, fino da Balestri, chiedo scusa, e fin dal maggio-giugno scorso eravamo stati d'accordo in sede di Commissione di riunire la Commissione Sanità, cosa che non è avvenuta, almeno per questo specifico problema, quello di vedere una riforma di tutto il sistema di assistenza all'interno dell'Assessorato, ecc. ecc.

Ora è pur vero che l'Assessore Benzo ha voluto accennare nella sua relazione che sono stati portati avanti dei servizi sociali di medicina preventiva e scolastica, ecc. e questo va benissimo, ma, evidentemente, forse sarebbe stato meglio tener conto anche di quelle indicazioni, di quel contributo che noi serenamente e amichevolmente potevamo dare in quel senso, anche perché così come è strutturata la distribuzione degli interventi della Regione tramite gli ECA non mi sembra che sia ancora ulteriormente sopportabile.

E questo è un altro problema che affronteremo in un altro momento, però desidererei anche questo: un impegno definitivo da parte dell'Assessore.

Savioz (P.C.I.) - Ho ascoltato con molta attenzione la relazione fatta dall'Assessore, per quanto concerne il suo dicastero, e, francamente, devo complimentarmi con lei per la preparazione specifica nel campo.

Io mi permetto di intervenire soltanto per una raccomandazione, e la mia raccomandazione è la seguente: da vari Convegni di medici, da Congressi, da dispense che vengono pubblicate da diversi Stati europei ed extra-europei che vanno per la maggiore per quanto concerne il proprio tenore di vita, si dà e si continua a dare un'enorme importanza al fatto delle cure preventive.

Io non sono un tecnico in materia, quindi parlo così come uomo della strada, però da quanto si legge sulle riviste e da quanto si sente, si capisce perfettamente bene che un individuo che è stato preso in tempo, esaminato in tempo, curato in tempo, non solo viene salvato, ma viene mantenuto attivo per la società. Quindi il beneficio non è soltanto all'individuo che si è salvato, ma è anche alla società nel suo complesso e sono questi i motivi per cui mi fanno intervenire in questo delicato problema per chiedere, innanzitutto per riconoscere che effettivamente qualche cosa si è fatto e si sta facendo; io ho letto il bilancio e vedo dove ci sono delle spese abbastanza interessanti per quanto concerne le cure preventive, però ritengo che siano ancora insufficienti, non soltanto per quanto concerne il bisogno che c'è, perché di fronte al bisogno saranno ancora per molti anni e per molto tempo insufficienti, ma le ritengo insufficienti proprio per le possibilità finanziarie che ha la Regione della Valle d'Aosta.

Quindi la mia raccomandazione, la mia preghiera anzi, che rivolgo, è questa: vedere, attraverso l'anno finanziario se non sia possibile istituire nuove forme e potenziare quelle che già esistono, perché, ripeto, la cura preventiva è la cura basilare, fondamentale, almeno questo è stato detto da grandi maestri della medicina e da insigni professori negli ultimi Congressi - e non li cito per non commettere degli errori. La mia raccomandazione è questa.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Vuol rispondere Assessore Benzo?

Benzo (D.P.) - Prima rispondo al decalogo dell'amico Mappelli. No, ma io rispondo, ho preso appunti di tutto, rispondo al tuo decalogo, sono dieci punti.

Mappelli (D.C.) - Alle mie domande.

Benzo (D.P.) - Siccome sono dieci è un decalogo; rispondo con quel punto che può interessare maggiormente: Centro Tumori ginecologici femminile: il Consiglio regionale, penso che lo sai anche tu, ha solamente il 31 agosto del 1972 provveduto alla modificazione, diciamo, della parte che rispecchiava i medici e, quindi, provvedendo a mettere un anatomo-patologo alla direzione di questo Centro.

Noi ci siamo preoccupati e il Consiglio regionale sa già anche che l'Assessorato ha provveduto all'acquisto totale delle attrezzature necessarie, perché prima bisognava dotarlo di tutte le attrezzature, in più abbiamo da tempo una corrispondenza, che risale al mese di febbraio, con l'Ente Ospedaliero, proprio perché, in base alla stessa legge ospedaliera e alle competenze, si dicesse se questo servizio lo avrebbe effettuato.

Ad una mia ultima richiesta e ad una convocazione con i membri dell'Ente, Sovrintendente sanitario, ecc., si è giunti alla determinazione: la risposta dovrebbe essere proprio di questi giorni; mi pare che il Consiglio sia stato effettuato ieri o verrà effettuato insomma in questi giorni, con la decisione di assunzione della gestione del Centro Tumori da parte dell'Ente Ospedaliero e la sua messa in funzione col personale che già possiede.

Quindi noi su questo piano siamo lieti perché, effettivamente, è un servizio interno all'ospedale specializzato materno e dotato di tutto quanto necessita, sia dal punto di vista medico, paramedico e di attrezzature, e quindi potrà diventare nel più breve tempo in funzione e sarà anche questo un grosso servizio sociale.

La Regione metterà a disposizione totalmente i locali e li destinerà al Centro.

Colonia regionale marina, ne abbiamo parlato mi pare circa solamente un mese e mezzo fa, due mesi fa; era stato dato appunto mandato nuovo di ricerche nonostante quelle da noi effettuate, che purtroppo, nonostante la vasta gamma di offerte e di terreni e di costruzioni, casermoni, ecc., non avevamo né io, né il collega Chantel, potuto, come vi abbiamo già detto in quella lunga seduta, ritenere o addirittura ci erano state denegate le possibilità di acquisto e quindi l'Assessore Chantel, che ultimamente sta ancora seguendo e so che ha già scritto, potrà dire, dirci, qualche cosa ancora di più forse attuale, di più preciso, comunque so che ha già preso altri contatti con agenzie come era stato detto; non abbiamo avuto tempo forse per il lavoro che giornalmente sviluppiamo di recarci ancora, per quanto il clima marino sia veramente salubre, insieme a vedere quella zona che il collega Ramera ci aveva individuato ed è bellissima vicino a Ventimiglia, non so se potremo fare questo nemmeno nei mesi di gennaio e febbraio che sono i più idonei per fare un giro.

Terzo: Ospedale regionale. Io ritenevo che l'amico Mappelli conoscesse, fosse a conoscenza della città almeno, che da tempo, è già circa un mese che sono stati appaltati i lavori, sono stati presi da una ditta che è l'Impresa Galliano, con il 14,75% di ribasso e, quindi, penso che l'ampliamento dell'ospedale, con la ristrutturazione conseguente dei servizi, finalmente potrà avere inizio.

Quarto: mutui. Noi abbiamo provveduto già l'anno scorso, perché conoscevamo bene l'articolo 4 della legge del 1969 e in base a quello ci siamo premuniti, avevamo stornato gli allora destinati 200 milioni all'Istituto Psico-Medico proprio per il Geriatrico, e ci sono già stati ridati.

Ricordo ancora per quanto riguarda l'ospedale generale, en passant, che appunto questo appalto, che stanno facendo, viene fatto sulla base della fideiussione che il Consiglio regionale ha già deliberato fin dall'anno scorso.

Per quanto riguarda l'ospedale di Saint-Vincent, ho già avuto occasione di dire al Consiglio quali erano le determinazioni del Comitato attualmente in fase di rinnovamento, del Comitato di Programmazione Ospedaliera: era contrario, nella sua grande maggioranza, alla costruzione a venti Km. da Aosta di un Ospedale civile che come, e non sto a ripetermi ma forse è bene ripetere certe volte, presuppone quattro divisioni quanto meno, per legge, una divisione pediatrica, ostetrica, chirurgica e medica, con tutto il personale medico e paramedico di un ospedale di quella forza lì.

Non solo, ma poi di fronte a una indicazione, una proposta della Commissione Tecnica del Comitato che prevedeva una sua trasformazione in un convalescenziario, anche questa proposta non è passata al Comitato di Programmazione Ospedaliera e nella prossima seduta del Comitato verrà esaminato cosa si può individuare di fare in quel di Saint-Vincent per quanto riguarda un presidio di quel genere.

Per quanto riguarda l'ONPI, non ho mai avuto quella pratica, la casa di riposo dei pensionati ritengo, quella Casa dell'ONPI, sì io non l'ho mai avuta perché la pratica, come faccio per tutte le pratiche che riguardano acquisizioni di terreni e quindi non di mia competenza, salvo prima proporre se riteniamo utile, diciamo, non solo l'individuazione di un settore di intervento ma poi la necessità di intervenire, aveva già risposto Chantel qualche mese fa, non so se anche qui ha delle ulteriori novità.

Per quanto riguarda il Ru Saint-Clair, forse il Presidente, mi riservo perché in questo momento non ho la pratica, ho le pratiche grosse, investivano i grandi problemi socio-sanitari, e non ho questa pratica che ricordo di avere visto che c'era stata una serie di corrispondenza fra l'amico Mappelli e l'Enel. Ricordo altresì di essermi preoccupato anch'io di scrivere ulteriormente, per continuare a tenere, per cercare di ottenere una risposta da parte dell'Ente.

L'ONMI: è una cosa che mi stupisce, Mappelli, sentire dire da te che c'è una volontà politica del Governo, quanto meno quello attuale, di passare alle Regioni l'ONMI. Direi che è quanto mai audace, ecco, audace un'affermazione di quel genere, perché il Governo in questo momento, a parte l'aver insabbiato la riforma sanitaria e soprattutto non avere ancora avviato un piano di riforma assistenziale, tant'è vero che nell'ultima seduta dei grandi Enti assistenziali di Torino, presieduta dal Senatore Signorello, che oltretutto mi pare sia il Segretario Nazionale Amministrativo o Organizzativo della D.C., non sono riusciti neanche a trovare una base di unione per individuare come si poteva riunire e unificare tutti questi centinaia di Enti assistenziali e demandarli dopo l'unificazione, delegare certe potestà alle Regioni.

Io credevo fossero solo sette i Ministeri che si interessavano di assistenza sociale; purtroppo dal Convegno di Torino ho appreso che sono undici, il più importante è il Ministero dell'Interno, ma quello, indubbiamente, con molta difficoltà di pensiero, prima che di azione, penserà a passare le sue competenze, come del resto non l'ha fatto per le leggi delega, perché ha passato delle piccolissime cose alle Regioni a Statuto ordinario; meno male che noi come Regione a Statuto speciale abbiamo avuto nel 1945, per Decreto luogotenenziale, il passaggio di alcune fondamentali funzioni amministrative in certi settori chiave della vita politico-economico-sociale della Regione, vedi sanità e assistenza, assistenza pubblica, vedi commercio, industria e commercio, Camera di Commercio, vedi turismo, vedi altri settori.

Quindi, ripeto, per quanto riguarda l'ONMI, noi abbiamo cercato di fare quello che purtroppo legislativamente non possiamo fare, non avendo una facoltà primaria e secondaria discutibile in quel settore; però di fatto, visto che c'è questa colleganza di direzione politica tra l'Assessorato Sanità, nella persona che occupa in quel momento, quel determinato posto, almeno io ho avuto questa volontà politica di fare, io sì, non il Governo, ho fatto in modo che di fatto si funzionasse unitariamente, e me ne possono dare atto chi fa parte del Comitato regionale ONMI, perché adesso c'è tutta una équipe che lavora proprio nel settore particolare dell'adozione speciale e in altri settori con i mezzi limitatissimi che l'ONMI nazionale eroga all'ONMI regionale, e noi siamo i primi, e ritengo di essere stato il primo qui nell'ottobre del 1970, a parlare di unificazione di tutti gli Enti assistenziali e del loro passaggio all'unica autorità governativa che è quella regionale e noi questo stiamo cercando di dare, ripeto, operativamente, di fatto, perché, di fatto, conduciamo questo tipo di politica sociale, però dal fatto a scriverlo, a formalizzarlo, giuridicamente, purtroppo non ci è ancora possibile: eliminazione di ENAOLI, ecc. ecc., perché ci sono talmente tanti Enti che si preoccupano della vita dei bambini, degli anziani, e, a forza di preoccuparsi di cinque o sei né il bambino, né l'anziano trova né le cure preventive né quelle riabilitative. Come Regione, invece, abbiamo cercato di fare una certa politica e di portare avanti - e qui risponderò al collega Consigliere Savioz - per il Capitolo 756, amico Mappelli, io ritengo che ogni persona che sia stata in un certo Assessorato, io sono già stato Assessore all'Industria e commercio, ma il domandare in questo Capitolo, che tutti conoscono, come il calderone di questo Assessorato Sanità ed assistenza sociale, dove vengono effettuati i più vasti e disparati interventi, e domandarmi l'elencazione, io pensavo l'avessi a memoria, io ce l'ho a memoria, quindi ti do già da adesso una risposta come ho fatto l'anno scorso, me l'hai già chiesto l'anno scorso: gli interventi fondamentali di questo calderone sono stati gli interventi che abbiamo fatto di nuovo per gli operai della Bassa Valle - e voi capite che quando si portano via 50 milioni vedete che di questi 130 - ci sono tutti i contributi ai Patronati, alla Croce Rossa, alle Associazioni Mutilati e Invalidi Civili, agli ECA, alle Organizzazioni Sindacali. Ma questo lo sai, che sindacalista saresti sennò! E alle Sezioni AVIS, ecc., l'AVIS regionale e via dicendo, al Rifugio dei poveri, alle Sezioni Mutilati, associazioni, fondazioni, a tutti coloro, gli spastici, che chiedono, sovente forse sai anche tu che addirittura l'Assessore alla Sanità qualche volta si trova già pescato un certo gruppo di centinaia di biglietti da mille, di milioni, da parte di altri colleghi, del Presidente. Perché? Perché ci sono determinate iniziative che vanno prese; è l'unico Capitolo in cui possono darsi questi contributi, e via dicendo, al Secrétariat Valdôtain de Paris, serve ai nostri emigrati, alla Casa di San Giuseppe, alle Associazioni, agli ECA di Verrès, per le famiglie bisognose di nuovo abbiamo dato quest'anno e via dicendo.

Ecco è tutta questa serie di elencazione, salvo per quanto riguarda gli altri interventi che sono effettuati in favore di certi nostri concittadini, però particolarmente bisognosi, e quindi con interventi più diretti veramente a sopperire certe necessità, e purtroppo non possiamo ancora individuare, come bene ha fatto Aosta, seguendo il nostro piano di ristrutturazione, nel prevedere per certe particolari categorie, un minimo vitale, non so, legislativamente, come potremo fare e l'avevo detto allora ai Signori del Comune di Aosta.

Ultimo, decimo, qui ho capito meno, perché hai parlato di assistenza, di servizi sociali, di ECA. Tu sai che l'ECA è un servizio, un servizio particolare, demandato ai comuni; questo che tu hai chiamato ben fatto opera nella strutturazione di certi servizi sociali è un'altra cosa, diversamente incidente proprio sulla, su un servizio che vogliamo dare al cittadino in questi centri comprensoriali, che ci auguriamo, se ci sarà la volontà da parte di tante categorie, e professionali e non, di seguirci su questa strada e di portare veramente in tutte le zone di questi comprensori una più diretta rispondenza alle esigenze, ai bisogno dei cittadini e agli interventi, di cui loro veramente necessitano.

Questo, mi pare, è quanto ho da dire in merito all'amico Mappelli.

Consigliere Savioz, mi permetta di dire che la sua raccomandazione è una preghiera che accetto più che volentieri, perché è una spinta la sua, è una spinta mi permetta; noi ci siamo avviati su questa strada che è la strada forse difficile ancora da individuare per tanti, perché ce ne accorgiamo magari diventando meno giovani tutti che è bene stare in salute; prima vedere per tempo fin dall'anno zero, non quello del film, perché quello ricordava brutti momenti, dall'anno zero, dalla nascita di ogni cittadino e quindi fin da quel momento il predisporre certi servizi e certe possibilità diagnostiche di individuazione o di malattia o di carenze, anche dell'alimentazione come ho fatto notare, che permettano poi, successivamente, come per esempio porteremo in Consiglio, avete visto la questione della carie, per esempio, per il fluoro, ecc., dei metabolismi, cioè di cose che intervengono in queste, diciamo, differenziazioni o diversificazioni che abbiamo noi nel nostro interno, nello sciogliere determinate materie, e quindi ad un certo momento noi cercheremo di proseguire, di potenziare ancora.

Io le dico solo una cifra che possa servirle di conforto: che quanto abbiamo destinato per azioni ed interventi nel campo sociale e sanitario del nostro bilancio, escluse le spese correnti, rappresenta il 70% in più di quanto c'era precedentemente, è già uno sforzo notevole; la sanità e l'assistenza sociale che presuppongono poi la sicurezza sociale dei cittadini è certamente, abbisogneranno negli anni a venire, sotto la frustata che c'è stata nella Nazione in questi ultimi tempi che ha risvegliato come ho detto due mesi fa un po' gli spiriti e gli animi, speriamo che risvegli non solo i cervelli, risvegli anche un po' i cuori della gente, per far sì che tutti capiscano che è un grosso, grosso settore in cui dobbiamo intervenire e noi abbiamo cercato di fare questo e lo sottoponiamo all'approvazione dei Signori Consiglieri.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Mappelli, con preghiera vivissima di essere telegrafico, possibilmente, grazie.

Balestri (P.S.I.) - Io vorrei sapere se il Consiglio decide di arrivare fino alla votazione del bilancio, se pensa di rimandarlo; si decida qualcosa, che si abbia una linea di condotta.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Balestri, pensavo già di fare questa domanda al Consiglio, ma immaginavo di arrivare verso le otto, in maniera da vedere a che punto arrivavamo e di fare una previsione in quel momento; mi riservo in un attimo di interruzione di sentire le intenzioni del Consiglio.

Lo ripigliamo il discorso alle otto.

Consigliere Mappelli.

Mappelli (D.C.) - Desidererei prima di fare qualche mia valutazione, desidererei sapere dall'Assessore Benzo se i 200 milioni dell'Istituto Psico-Medico-Pedagogico sono stati stornati in base alla legge 183.

Benzo (D.P.) - ... ci sono già stati ridati.

Mappelli (D.C.) - Perfetto, e allora io ringrazio di questa dichiarazione e devo prendere atto che abbiamo perso oltre mezzo miliardo di contributi e perché? Perché, se la legge è uscita come è uscita fine del 1969, e se la Giunta, in particolar modo tu fossi stato a conoscenza di questa legge, questo storno doveva avvenire nel... no, no, è uscita a fine del 1969, ed è diventato decreto legge e per favore lasciami andare avanti, è uscita alla fine dell'anno 1969, se nel 1970, perché la legge fra l'altro prevede all'articolo 4 "qualora vi siano in costruzione ospedali per cui si possono finanziare i successivi", si possono stornare per finanziare i successivi stralci dell'ospedale stesso.

Dunque nel 1969 il Geriatrico non era incominciato, dunque non si poteva fare nessun stralcio e dunque qui ognuno si assuma le proprie responsabilità, amico Benzo!

Perché la consegna dei lavori è avvenuta nel marzo, esattamente il 25 marzo 1970, e dunque lo storno doveva avvenire entro la fine dell'anno 1970, usufruendo dei 400 milioni di quello di Saint-Vincent e del Pedagogico che sono 600 milioni e, in caso di mancanza, come mi pare in base al progetto, doveva essere di 800-900 milioni. Si poteva, anzi con qualche riserva - e qui è stata la risposta di un anno fa - quello del Mauriziano, ma dato che quello del Mauriziano, secondo le tue indicazioni, non si potevano assolutamente toccare perché avrebbero ritardato, io non voglio neanche toccarli quelli del Mauriziano, ma tutti gli altri che non vi erano ancora progetti, appalti, nel giro di alcuni mesi, come sono stati stornati nel 1971 e sono già reintegrati questi 200, dovevamo fare per tutto il resto del finanziamento sul piano ospedaliero regionale, e dunque sono contento di avere ancora dato un contributo a questa Giunta, mettendola a conoscenza di questa possibilità e abbiamo almeno recuperato 200 milioni, e quelle dichiarazioni fatte, e sono a verbale, e se sarà necessario con il permesso della Presidenza andrò a prenderle; in parte le ho già nella mia borsa perché le avevo registrate in ordine alla discussione di quella nostra interpellanza, dichiarazione sia dell'Assessore alle Finanze sia dell'Assessore alla Sanità.

E dunque noi non abbiamo utilizzato oltre mezzo miliardo, primo discorso.

E qui un'altra dichiarazione che, mi spiace per Benzo, ma non corrisponde, almeno se ho capito bene, non vorrei aver capito male, il che chiederei scusa, ma in questa tua dichiarazione hai detto che per la questione della legge del Centro Tumori per le donne, quando abbiamo avuto occasione di sollevare in questa sala, oltre un anno fa, la questione di mettere in operazione questo Centro, ti sei scaricato, dicendo che l'avevate; la gestione era stata assunta dall'Ente Ospedaliero, mentre questa sera vengo, con mia somma sorpresa, ha dichiarato che questa gestione del Centro non è ancora stata assunta dall'Ente, ma verrà quanto prima assunta dall'Ente Ospedaliero.

Dunque qui abbiamo voglia di scherzare! Perché questa legge, io l'ho già detto una volta, l'abbiamo fatta al 21 gennaio 1970; ci sono stati finanziati i quattrini, abbiamo comprato le attrezzature, andiamo avanti, non solo le attrezzature, queste attrezzature, ebbi già a dirlo una volta, che certi armadi che erano stati comperati in quel periodo non si sapeva manco che fine avessero fatto; e questo, se vuoi appurarlo, prendi nota perché è serio ed è vero quello che sto dicendo... (voce) ...Oh bravo, vai tu che devi rispondere, perché hai detto che già l'Ente un anno e mezzo fa lo aveva preso a carico.

Poi io già quando è venuta qui la modifica della legge apportata, mi sembra dalla Signora Siggia, mi sembra, in seguito ad una mozione, sono stato zitto; ho detto: "Voglio vedere, perché ha detto sei mesi fa che era già a carico dell'Ente e adesso noi modifichiamo la legge". Comunque i verbali sono lì e andremo a vedere anche questo.

Per la colonia marina prendo atto che qualcosa è stato fatto, anche se però dalla tua dichiarazione è stata negata la possibilità di acquisto. Acquisto di che cosa? No, ma vi è un programma di quello che si vuol fare? Perché io ho chiesto quale è, per gentilezza, qual è il programma in merito alla colonia, e giustamente Dujany ebbe a precisare "marina", perché bisogna avere un programma di quel che si vuol fare, non c'è una lira di stanziamento, non c'è niente.

Ramera (D.C.) - Hanno votato la mozione all'unanimità e non c'è lo stanziamento in bilancio.

Mappelli (D.C.) - Signor Presidente, noi avevamo, no è Dujany, chiedo la tua attenzione, devo chiamare Presidente Dujany o Dujany? Va ben, bene? Volevo dirti, tu sai che in questa sede abbiamo prima fatto un'interpellanza, e l'avevamo fatta noi come gruppo della D.C. in merito a questo problema; in un secondo tempo, mi sembra da qualche gruppo, è stata presentata una mozione che all'unanimità noi chiedevamo di portare avanti questo problema, qui, però, l'unica risposta che ho avuto è stata la non possibilità di acquisto, ma di che cosa? Io non lo so.

L'ONPI: chiederei gentilmente a Chantel, all'Assessore Chantel, se, perché stamattina involontariamente forse le è sfuggito di rispondermi, la questione dell'ONPI, se ha poi avuto altre relazioni con la Segreteria della Presidenza dell'Opera.

Poi, per quanto riguarda il Ru Saint-Clair, mi riservo, evidentemente queste riserve, Assessore Benzo, non vorrei essere un profeta, ma è così facile perché non ho ancora visto muoversi niente; io ho parlato con alcuni sindaci e mi hanno riferito che del Ru di Saint-Clair Benzo non ne aveva mai parlato con loro.

Per l'ONMI, qui è serio quello che dico: mi risulta, anche se tu oramai è logico non hai più tanta fiducia nella Democrazia Cristiana, ma guarda un po' neanche la Democrazia Cristiana ha molta fiducia in te; ti volevo dire che l'ONMI, guarda che vi è una volontà di decentralizzare. Questo discorso vorrei che tu gentilmente ne prenda nota, perché poi, evidentemente, ne riparleremo.

Per il Capitolo 758 io ti ringrazio, mi hai dato alcune informazioni; mi dispiace, non ne sono per niente soddisfatto, comunque sarà mia premura chiedertelo per iscritto e voilà, per il momento basta così.

Chantel (P.S.I.) - Dunque all'ONPI, quando il Consiglio mi ha invitato ad occuparmene, ho scritto; la risposta è stata molto chiara: che si sarebbero occupati del problema dopo le elezioni, quelle avvenute allora, ecco, il 7 maggio.

Finite le elezioni ho scritto un'altra lettera e non ho ricevuto nessuna risposta.

Mappelli (D.C.) - Almeno hai scritto due lettere, bene.

Benzo (D.P.) - Brevissimamente. Per quanto riguarda lo storno di fondi che abbiamo fatto se, come è a conoscenza del Consiglio, avessimo dovuto provvedere alla costruzione di questo ospedale di Saint-Vincent che era all'esame del Comitato di Programmazione Ospedaliera, se si doveva fare o non fare, e c'erano presenti non solo ma fra questi il Vice Provveditore Dr. Rispoli di Torino, ad un certo momento non potevamo stornare quei fondi, come si sarebbe fatto se il Comitato avesse deciso favorevolmente alla costruzione dell'Ospedale civile di Saint-Vincent; quindi la risposta è questa.

Mentre per l'Istituto Psico-Medico l'abbiamo fatto e sono stati reintegrati.

Seconda risposta, per quanto riguarda la gestione hai chiesto dell'Ente? No, dell'ONMI, l'ONMI no perché non può decentralizzarsi più di quello che ha già fatto con le sedi periferiche, provinciali, quindi non potrà mai, o distrugge le sedi periferiche provinciali, ma è lo Stato, è una legge nazionale che provvede a dare alle Regioni, cioè prima unificando tutti gli Enti, abolendoli e poi demandandoli alle Regioni, come ho detto prima, oppure non si può fare diversamente che di fatto operare unitariamente.

Ah ecco, per quanto riguarda il Centro Tumori, sia ben chiaro che, come ho detto - e qui ho tutta la corrispondenza, pensavo di fare venia, ma comunque ho detto fin dall'inizio dell'anno, prima ancora che il Consiglio regionale deliberasse una modificazione addirittura della legge nostra e dopo aver provveduto, già subito nell'anno scorso, all'acquisto delle relative attrezzature, per mettere in funzione, per mettere in funzione questo tipo di servizio socio-sanitario necessita avere, oltre che il personale medico, quello paramedico.

Quindi era un problema che la Regione, di cui la Regione si preoccupava, quale era l'Ente Ospedaliero che era il più idoneo, adatto alla bisogna; noi ci siamo subito preoccupati, abbiamo scritto all'Ente Ospedaliero se intendeva, non potevo dire diversamente perché ho qui appunto la corrispondenza, la relazione. Io dissi un anno fa che avremmo chiesto all'Ente Ospedaliero di prenderlo in gestione, cioè col suo personale, medico e paramedico. L'Ente Ospedaliero ha risposto solamente a fine anno perché all'inizio dell'anno mi ha detto che aveva nominato una Commissione apposita che studiasse il problema; a metà dell'anno io ho richiesto un sollecito di questo problema, dopo la legge regionale mi sono preoccupato più intensamente ancora e finalmente ho convocato il Presidente, il Sovrintendente dell'Ente e abbiamo concordato e loro di massima mi hanno dichiarato che avrebbero portato in Consiglio di Amministrazione l'accettazione da parte dell'Ente Ospedaliero della gestione, con loro personale medico che hanno all'interno dell'Istituto specializzato e col personale paramedico.

Questa è la realtà di fatto.

Siggia (P.C.I.) - Chiusa la discussione, passiamo all'esame delle singole, dei singoli titoli, pagina 108.

Assessorato alla Sanità ed assistenza sociale - Titolo I - Spese correnti - Sezione III - Azione e intervento in campo sociale - Categoria II - Personale - Uffici centrali per un totale di 194.400.000 - Servizio regionale di assistenza all'infanzia per un totale di 50.700.000 - Centro di medicina preventiva per un totale di 10.000.000 - Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi per un totale di 92.100.000 - Totale della Categoria II - Personale - 347.200.000 -

Categoria IV - Acquisto di beni e servizi - Sanità e Assistenza - Totale delle spese Sanità e assistenza 271.500.000 -

Servizio regionale di assistenza all'infanzia - Totale 14 milioni -

Laboratorio regionale di Igiene e Profilassi per un totale di 12 milioni - Totale Categoria IV 297.500.000 -

Categoria V - Trasferimenti - Sanità Totale di 171.800.000 Assistenza specifica totale di 1.798.500.000.

Assistenza generica 130 milioni - Totale della Categoria V - Trasferimenti - 2.090.300.000 - Totale della Sezione III 2.735.000.000.

Siggia (P.C.I.) - Siamo a pag. 114... (Voce del Consigliere Bordon) ...La colpa è del Consigliere Mappelli che invece di seguire le pagine ha fatto un tafferuglio iniziale di tutta una serie di domande; l'Assessore ha risposto a tutte.

Bordon (D.C.) - Volevo chiedere due informazioni, e Benzo già lo sa, penso che sia preparato a rispondere, perché io penso che Benzo abbia letto il giornale, la Gazzetta del Popolo: l'altro giorno c'era un'intervista, dove ci ha dipinti tutti un po' malamente, il dr. Adam della Cassa Mutua, assistenza sanitaria, la legge regionale nuoce i coltivatori diretti, ecc.; io non entro in tutto questo articolo, fatto bene, non fatto bene, non mi interessa.

Io volevo soltanto chiedere a Benzo: qui noi abbiamo due articoli, uno è il 754 "Spese per la corresponsione di un assegno integrativo di natalità", poi avevamo 755, 765, siccome dovrò rispondere ad analoga domanda che mi verrà fatta in altra sede, come mai il Consiglio regionale ha votato questo il 26 di luglio 1972 e non è entrato in vigore? E quando entra in vigore? Quindi giustificarmi questo perché mi si dice non è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale, non so delle leggi, della Valle, ecc. ecc.. Ora mi sembra un po' strano, un po' grossa, se è così! Quindi vorrei delucidazioni in merito, ma piuttosto esaurienti perché devo darle a mia volta e quindi non vorrei dire delle baggianate.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Freppaz.

Freppaz (U.V.) - ...756 "Contributi per l'assistenza farmaceutica a favore dei coltivatori diretti, degli artigiani e degli esercenti attività commerciali - legge 31.8.1972" - Qui ci sono 150 milioni, se non vado errato, da ripartire alle tre; 18 milioni aspetterebbero alla Cassa Mutua Commercianti, rimangono quelle due altre mutue 132 milioni.

È dovere nostro - e qui mi riferisco anche al collega Quaizier, quali membri rappresentanti della Cassa Mutua Commercianti - nell'anno 1967 la Regione ha corrisposto alla Cassa Mutua Commercianti, in base alla legge 7.12.1967, n. 30, Lire 10 milioni, e cioè il 25% sui contributi suppletivi - art. 2, legge n. 30 - previsti a carico degli assistiti che per tale anno ammontavano a circa Lire 41 milioni. Nell'anno 1971 venne modificata la sopracitata legge n. 30 e il contributo venne portato a Lire 13 milioni, cioè rappresentante circa il 38% di aumento; la cifra raggiungeva, nel 1971, 100 milioni e 67 milioni.

Si propone, pertanto, un aumento del contributo regionale alla Cassa Mutua Commercianti di Lire 12 milioni, cioè al fine di rimanere nello spirito della sopracitata legge n. 30, che prevede un contributo del 25% sui contributi suppletivi a carico degli assistiti.

Un altro fatto importante da segnalare è che con il previsto bilancio preventivo 1973 la Cassa Mutua Commercianti per coprire il deficit dovrà elevare il contributo suppletivo a Lire 160 milioni, e cioè quattro volte superiore a quelli del 1967, mentre il contributo regionale fosse erogato e mantenendo la percentuale del 25% corrisponderebbe a 40 milioni.

La richiesta di aumento deve quindi essere benevolmente presa in considerazione dalle Autorità regionali, cioè al fine di desumere ai contributi a ogni assistenza; per risanare in parte il bilancio della Cassa Mutua Commercianti l'Amministrazione Cassa Mutua prevede di dover chiedere un contributo che comporterà poi, a suo tempo, uno storno di bilancio di 7 milioni più 5 uguale 12 milioni.

Siggia (P.C.I.) - Altri interventi? Risponde l'Assessore Benzo.

Benzo (D.P.) - Alla prima domanda del Consigliere Bordon: per quanto riguarda l'assistenza farmaceutica, in base alla legge nostra, si doveva provvedere ad una convenzione; c'è un articolo 4, per poterla portare in atto, una convenzione con i farmacisti e poi anche sentito l'Ordine dei Medici. Noi abbiamo provveduto subito prima a scrivere all'Ordine e poi all'Associazione titolare di farmacia, perché l'Ordine ha detto che non dipendeva dall'Ordine di farmacia, ma dall'Associazione nazionale di farmacia, con la quale abbiamo esaminato e battagliato per una, diciamo, logicamente la stesura di una convenzione che va nell'interesse della Regione, sono due parti contraenti volenti o nolenti per certi servizi insomma, è un servizio regionale quindi; adesso la convenzione è stata già esaminata anche dalla Giunta ed è in fase di approvazione da parte dei due organismi.

Identicamente per quanto riguarda l'Ordine dei Medici ci è arrivata il flatting al tipo, diciamo, di servizio nell'interno stesso della convenzione.

Quindi noi pensiamo che dall'inizio del mese di gennaio si possa dare inizio a questa assistenza farmaceutica; questa è la risposta alla prima e alla seconda domanda.

Consigliere Freppaz, abbiamo già avuto occasione di incontrarci con Lei, con il Consigliere Quaizier e col Presidente della Cassa Mutua; mi avevate già accennato e io conoscevo i bisogni, diciamo, le esigenze della Cassa Mutua; vorrei solo che Lei notasse che c'è una differenza tra i contributi per assistenza malattia e non i contributi, ma l'assistenza farmaceutica, una cosa sono i contributi per l'assistenza malattia per cui noi diamo sia alla Coltivatori Diretti che agli artigiani e commercianti una determinata cifra in rapporto alle loro esigenze, una cosa è l'assistenza farmaceutica.

Per la farmaceutica non sono 150, se lei prende nota sono 300 i milioni, perché ce ne sono di 150 nelle leggi in corso di approvazione.

Per quanto concerne la sua richiesta dei 12 milioni che è un po' superiore in quanto non mi avevate detto presente il Presidente della Cassa Mutua, comunque io Le posso dare assicurazione che la Giunta prenderà in esame questo: sarà bene che la Cassa Mutua faccia pervenire questo rendiconto ufficialmente, in modo che noi alla prima variazione di bilancio potremo stanziare quei fondi ritenuti necessari.

Bordon (D.C.) - Io prendo atto di quella data del 1° gennaio, gennaio va beh, non sarà con l'orologio alla mano che noi guardiamo, però lei ha accusato, Signor Assessore, sei accusato Benzo di aver fatto un errore, di aver commesso un errore gravissimo, perché, non avendo affidato questo a delle mutue, tu hai perso il 25%; ora, anche su questo io vorrei sentire qualche cosa, perché vi faccio grazia di tutta questa lunga roba, ma ad un certo momento per non dire delle inesattezze, a parte la consegna di questa proposta di legge che tu non hai voluto seguire, ma che hai manipolato, perché ti dà la possibilità - questo non è scritto qui sopra lo dico io - ti dà la possibilità di firmare un sacco di libretti con la tua riverita firma e che quindi può farti una certa campagna elettorale; ma questo passi, l'abbiamo sempre fatto tutti, ho detto io, sono più bravo di te, quindi tutti, la verità è un'altra che qui dice che in quell'occasione feci presente fra l'altro che in base all'articolo 32 delle leggi ecc. ecc. solo gli Enti mutualistici, fra cui evidentemente la Cassa Mutua ecc., ai propri assistiti il diritto allo sconto del 25%.

Io mi auguro che con quella convenzione che tu stai partorendo adesso, dopo una gestione un po' difficile perché, insomma sono passati diversi mesi; io capisco agosto, settembre, capisco sono due parti da mettere contro, ma speriamo che non continui quell'iter lì, perché sennò andiamo al 1974; però io penso che con questa convenzione tu abbia recuperato qualche cosa di quel 25%, perché sennò sarebbe un danno non lieve per l'Amministrazione regionale; quindi vorrei solo una risposta su questo.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Bordon, consente pure a me una battuta? Non mi è piaciuta l'espressione alla legge dell'Assessore Benzo, questa legge è passata in Consiglio il 31 agosto ed è stata votata all'unanimità, è una legge regionale, è nata dalla volontà di 35 Consiglieri regionali.

Bordon (D.C.) - ...spesso per me che non ho il dono della parola dell'Avvocato Siggia, dell'Avvocatessa Siggia, di rendermi infelice nelle mie espressioni; io stavo leggendo l'articolo che c'è scritto qui sopra.

Siggia (P.C.I.) - Ah, benissimo.

Bordon (D.C.) - Per cui dice questo articolo che questa legge è stata portata e proposta da un membro della maggioranza del Consiglio che noi conosciamo e chiedeva questa proposta di legge presentata allora di dare la gestione alle mutue, invece per farla propria della Giunta, ecco perché dice questo e dico io questo, la legge Benzo, perché io penso che Benzo passerà alla storia con questa legge; io glielo auguro.

Siggia (P.C.I.) - Noi lo rettificheremo, lo rettificheremo Assessore Benzo!

Bordon (D.C.) - Poi questo lo vediamo dopo, ma io glielo auguro di cuore.

Benzo (D.P.) - Con quella gentilezza con cui Bordon ha sempre parlato in questa seduta, almeno da quando è entrato, gli risponderei questo; prima di tutto, Bordon, prima di tutto vorrei precisare una cosa: che effettivamente non è che io sia accusato perché stavo per rispondere la stessa cosa alla Signora Siggia, sarà accusato il Consiglio regionale che io ritengo responsabile dei suoi atti, nelle persone dei Signori Consiglieri e che quando tra due tipi di interventi e di legge e con nessun altro scopo, per essere franco e sincero, abbiamo ritenuto che fosse un servizio da fare come Regione, in quanto la Coltivatori Diretti era disponibile, ma, come dissi in Consiglio in quella seduta gli Artigiani, non erano disponibili e la Cassa Mutua Commercianti nemmeno, quindi abbiamo proposto un tipo di intervento, forse unico in Europa, questo sì, però è un tipo di intervento che fa direttamente questo servizio, la Regione. Non mi è passato nemmeno lontanamente, posso assicurartelo veramente e non mi risulta neanche adesso dagli studi che fanno i miei uffici, che io debba firmare delle lettere, caso mai forse era un pensierino che potevano fare quelli delle Casse Mutue. Io questo non lo so, non voglio neanche pensarlo. Noi non abbiamo pensato a quello, abbiamo pensato nell'interesse di tutta una categoria, di 34.000 cittadini, di cui metà sono coltivatori, non dimentichiamo che l'altra metà sono artigiani, per cui mi sono sempre battuto, e i commercianti, e quindi soprattutto questi disoccupati noi ci siamo preoccupati, era una grossa richiesta che veniva da tanti settori, no, no, io voglio precisare questo, è bene che queste cose siano chiare, molto chiarite.

Secondo punto, Bordon, dicevo, per quanto concerne l'assistenza non è dovuto a noi, ad un certo momento questi organismi, come ripeto i farmacisti che devono svolgere questo servizio, c'è stata questa trattativa di convenzione, questa convenzione è ormai all'esame e all'approvazione dei due organi e si fanno gli sconti che sono effettuati dall'INAM, quindi su questo piano possiamo essere tranquilli.

Abbiamo anche richiesto, perché questo sappia il Consiglio, ci siamo anche preoccupati di richiedere quella parte di sconto che riveste il 18% circa da parte delle case farmaceutiche; anche qui vedremo un po' le risposte che ci perverranno e sappiate però questo: che in campo nazionale, addirittura, in sede di Comitato di programmazione nazionale, si sta pensando di toglierlo, si parla che a marzo questo sconto verrebbe tolto a tutti, ecco perché questo sia a conoscenza. Ci siamo premurati di richiederlo e potremmo anche trovare altre soluzioni, sempre per poter beneficiare di questo.

L'importante è che il beneficio vada ai nostri concittadini e sono contento che siano tutti i Consiglieri regionali che donino - come è giusto che sia - quest'ulteriore servizio a queste categorie che non le avevano, non le hanno tutt'ora anche in Italia e forse neanche all'estero e che quindi non sia una questione...

Io ho portato avanti perché ricopre questa carica, cerco di studiare, di esaminare i problemi, di portarli avanti nel miglior modo possibile di quanto è nelle mie possibilità.

Bordon (D.C.) - Siamo d'accordo. Mi spiace, io non volevo fare nessuna politica, sta polemica, sta storia qui io voglio che sia ben messo chiaramente a verbale, perché è dal mese di luglio, quindi: agosto - settembre - ottobre - novembre - dicembre, sono 5 mesi per fare una convenzione. E prima ha detto: coi primi o al mese di gennaio, e ben, pazienza, non siamo qui, come ho detto, con l'orologio alla mano, però mi sembra che qui si porti il can per l'aia, si porti il problema troppo alla lunga e, quindi, protestiamo perché per fare una convenzione, 5 mesi, anche se ci sono state le ferie di agosto e di settembre, avevate tutto il tempo, o avevi, tutto il tempo per portarlo avanti.

Quindi io chiedo che venga messo integralmente a verbale la nostra protesta, perché non è assolutamente logico che questo problema si trascini avanti ancora così, quando tutto il Consiglio ha approvato questo alla fine di luglio.

Benzo (D.P.) - Se la protesta è rivolta all'Associazione Farmacisti e ad altre categorie, va bene, se è rivolta all'Assessore alla Sanità, io non l'accetto!

(Voci) ...Allora non ha neanche capito quello che ho detto.

Assessorato alla Sanità e assistenza sociale - Riepilogo del Titolo I - Spese correnti - Totale del Titolo I: 2.735.000.000.

Titolo II - Spese in conto capitale - Sezione III - Azione e intervento in campo sociale - Totale Sezione III - Lire 264.500.000 - C'è da aggiungere il Capitolo 770 -

Riepilogo del Titolo II per un totale di 264.500.000 - Riepilogo generale delle spese dell'Assessorato Sanità e assistenza sociale per il Titolo I: 2.735.000.000 - Per il Titolo II: 264.500.000 per un totale di 2.999.500.000.

Siggia (P.C.I.) - Signori Consiglieri, assunto l'impegno di riproporre una domanda alle ore venti, sono le ore venti e otto; siamo, però, mi permetto di esprimere il mio parere personale, ormai quasi alla fine, abbiamo solo più un Assessorato, io mi permetto di chiedere lo sforzo ai Consiglieri perché immagino che in un'ora e un quarto possa essere terminato l'esame del bilancio e possa entro stasera essere votato. Se il Consiglio è d'accordo io ritengo di andare avanti.

Nessuno risponde? Avanti.

Assessorato al Turismo, antichità e belle arti. Titolo I - Spese correnti - Sezione I - Amministrazione generale - Categoria V - Trasferimenti - per un totale di 60 milioni - Sezione II - Istruzione e cultura - Antichità e belle arti - Categoria II - Personale - per un totale di 170.700.000 - Categoria IV - Acquisto di beni e servizi per un totale di 112 milioni - Totale della Sezione II 282.700.000 -

Manganoni (P.C.I.) - Io mi aspettavo da parte dell'Assessore interessato una relazione, come ha fatto il suo collega alla Sanità, relazione che ha esposto e ha illustrato l'orientamento che si propone l'Assessorato, relazione che indubbiamente io ho apprezzato e dalla quale non posso che felicitarmi.

Purtroppo il suo collega al Turismo forse ha giudicato bene non farla.

Io intendevo esprimere, in seguito alla relazione non avvenuta, alcuni pareri su una politica, chiamiamola, seguita da questo Assessorato.

Vi premetto che, sempre per ragioni di brevità, accorcerò notevolmente il mio intervento e vi prego di darmene atto di questo fatto, anche se io parto dal principio, che non serve il fatto, che lì segnino le venti e 15, perché, se si è verificato un fatto nel passato, che un certo Presidente della Giunta voleva imporre al Consiglio l'inizio dell'esame del bilancio all'una dopo mezzanotte, e, naturalmente, noi gli abbiamo risposto per le rime, abbiamo iniziato l'ostruzionismo, quel Presidente della Giunta ha capito e dopo un'ora ha detto andatevene a casa; questa è la sede in cui i problemi, tutti i Consiglieri hanno il diritto e il dovere di esporre i loro punti di vista e gli apprezzamenti e anche le critiche alla Giunta, anche se qualche volta certe critiche a Chantel prudono un pochino.

Comunque, quale è stato l'indirizzo della politica regionale fino adesso? Gli interventi sono stati diretti esclusivamente verso i grandi centri turistici, già affermati, trascurando le altre zone; il limitato numero dei centri turistici su cui sono stati concentrati gli interventi finanziari della Regione hanno favorito una specie di monopolio con tutte le conseguenze negative: prezzi esosi, pessimo servizio, tutto esaurito nella stagione di punta, concentrazione di enormi edifici con deturpazione del paesaggio, vedi Breuil e Courmayeur, mancanza di piani regolatori con via libera alla speculazione edilizia la più sfrenata, Courmayeur e Breuil i condomini vengono venduti a 200-250.000 il mq., non parliamo dell'Alpila, che vende gli alloggi al modico prezzo di 350.000 lire al mq., no?

Ciò che ha portato ad una selezione della clientela, le classi meno abbienti sono state escluse dai prezzi proibitivi e dall'ambiente frequentato dall'élite; i lavoratori si possono permettere il turismo domenicale con il pranzo al sacco.

È necessario ed urgente rimediare a questa errata politica turistica, spostando gli indirizzi degli investimenti regionali dai grandi centri ormai saturi alle altre zone suscettibili di sviluppo che vanno innanzitutto dotate delle infrastrutture di base, acquedotto, fognatura, strade, piazzali, ecc..

I grandi centri turistici, cui si è accennato sopra, vanno mantenuti e vanno anche potenziati, frenandone però l'attuale disordinato ed irrazionale sviluppo, che potrebbe portare ad una saturazione dannosa, e qui non dimentichiamo che altri hanno affermato che Courmayeur si è strozzata da sola, anzi Courmayeur si è strangolata da sola - questa frase non è mia, l'ho copiata - e mi stupisce lo stupore dei miei colleghi da quella parte, i quali dimostrano in questo caso di non essersi neanche presa la pena di sfogliare quella bozza di piano regionale, perché sennò non avrebbero abbozzato quel sorriso! E allora, se l'aveste letto, non sorridereste perché non è una frase mia!

Ed allora vi parlavo di una saturazione dannosa come già avviene in altri centri fuori Valle, causa di un progressivo, anche se lento, dirottamento delle correnti turistiche. La Liguria dovrebbe insegnare, continueranno, queste zone continueranno a costituire il polo di attrazione del turismo selezionato che vuole emergere e disdegna il contatto con le classi meno elevate nella scala sociale.

Esiste un'altra tendenza che da noi viene ignorata, ed è quella della seconda casa; c'è una tendenza a considerare, vi è una tendenza qui nell'Amministrazione, a considerare sviluppo turistico esclusivamente la costruzione di alberghi e ristoranti, il turismo si sviluppa anche con la costruzione di ville, di condomini che deturpano il paesaggio; è da evitare in avvenire, con la sistemazione di alloggi in case esistenti - e ne abbiamo parlato - con l'attrezzatura di campeggi, ecc..

Va presa in considerazione anche un'altra forma di turismo, recente, ma che si sta sviluppando in un modo impetuoso: la seconda casa. Oggi si tende ad evadere dalla città, non solo nel breve periodo delle ferie, ma in tutto l'arco dei 12 mesi, approfittando dei giorni festivi di fine settimana ed anziché affittare l'alloggio per i soli 15 giorni estivi di villeggiatura lo si vuole a disposizione tutto l'anno; le classi abbienti gravitano sui grandi centri turistici, ove possiedono od affittano ville e appartamenti nei lussuosi condomini; i lavoratori, esclusi da questi centri per l'esosità dei prezzi, sono ben lieti di reperire una seconda abitazione, considerate anche le attuali facilità di comunicazione, in qualsiasi zona, in qualsiasi altra zona della Regione, anche nella Bassa Valle, ove il già limitato turismo di transito è stato annullato con la costruzione dell'autostrada.

Tutta la Valle d'Aosta costituisce potenzialmente una zona turistica, anche se la mancanza di infrastrutture ne ha impedito lo sviluppo, conseguenza della errata politica turistica perseguita e per ovviarvi è necessario:

1°) i rilevanti stanziamenti dell'Assessorato al Turismo anziché destinarli ad opere di prestigio nei centri già affermati ed ormai prossimi alla saturazione, non lo dico io, leggete lì, dovranno essere indirizzati alla costruzione delle infrastrutture nelle altre zone della Regione il cui sviluppo non potrà essere immediato e contemporaneo ma programmato in un arco limitato di anni;

2°) dovranno avere la precedenza assoluta le incentivazioni regionali alle iniziative in queste zone da sviluppare, con priorità per la sistemazione in alloggi di vecchie case rurali.

Si aprirebbe così la possibilità, anche a queste zone, di uscire dal loro isolamento e ai montanari di quei villaggi la prospettiva di partecipare ai benefici dello sviluppo turistico generosamente sovvenzionato con i fondi regionali e riversato oggi a pochi centri privilegiati.

Questo nuovo indirizzo della politica turistica regionale, pur conservando ed incrementando il turismo di élite nei centri affermati, permetterà lo sviluppo del turismo popolare, la valorizzazione delle zone oggi depresse, garantendo un introito complementare per le famiglie ancora dedite all'agricoltura, rallentando con le attività dell'operaio-contadino lo spopolamento della nostra montagna.

E vengo ad un esempio concreto; dopo aver preso visione delle tavole esposte, ho considerato tre comprensori, comprensori di sviluppo turistico previsti da quel piano: primo Verrayes - St. Denis, Pignane, Grand Ville, Lozon, Ceresoulaz, Viel in Comune di St. Denis che costituiscono un solo comprensorio di sviluppo turistico; ebbene, come pretendiamo di sviluppare il turismo quando in quelle zone manchiamo di acquedotto? Il Comune, diligentemente, si è interessato, ha acquistato, spendendo tre milioni di tasca sua - e noi sappiamo le possibilità di quel Comune - ha acquistato una sorgente a St. Barthélemy, il costo della costruzione dell'acquedotto è di diverse centinaia di milioni, passerà attraverso quel tunnel già scavato per canale irriguo. Ebbene, naturalmente, come può quel Comune chiedere alla Regione il contributo su 200 milioni quando questo graverebbe per 60 milioni, tenuto conto del 70% del contributo, per 60 milioni sulle finanze del Comune come può il Comune affrontare una spesa di 60 milioni? Pertanto il Comune è nell'impossibilità di costruire l'acquedotto, e allora parliamo di sviluppo turistico quando il Comune non può, è nell'impossibilità finanziaria, di affrontare il problema dell'acquedotto. Quelli non chiedono il Palazzo del Ghiaccio, chiedono l'acquedotto, acqua potabile.

Vi è un altro comprensorio estivo-invernale, sempre previsto da quelle tavole, che io penso i Consiglieri avranno preso in visione: les Druges, zona St. Marcel-Fenis; ebbene, vi è un albergo, vi sono delle ville, l'albergo e le ville vanno avanti col gas perché non c'è la corrente elettrica; il Comune ha chiesto l'installazione, tramite l'elettrodotto rurale, tenuto conto dei mayens esistenti, e, dicevo stamattina, le possibilità finanziarie dell'Assessorato non permettono, non hanno permesso di prendere in considerazione questa richiesta, ed allora lì, con tutte le possibilità di sviluppo, si continua ad andare avanti col gas, non più con la lucerna di molti anni fa, comunque siamo a quel livello.

Ora manca di acquedotto, manca di piazzale; ora io mi dico: come si può pretendere che questi centri si sviluppino, quando non hanno le infrastrutture le più elementari, e questi non chiedono una pista del bob, chiedono la luce elettrica.

Chevrère-Champdepraz - ed è l'ultimo - sempre quelle tavole prevedono un comprensorio di sviluppo turistico.

Ebbene la strada per Chevrère, iniziata almeno 15 anni fa, non si può portare a termine. Perché? Primo vi è la questione degli espropri, secondo luogo il bilancio dell'Assessorato ai Lavori Pubblici non può essere destinato tutto a Chevrère; bisogna suddividere la torta ed allora si va avanti con tronchi di 20-15 milioni all'anno, e a Chevrère si arriverà non so quando.

Ora non possiamo pretendere che si sviluppi quella zona depressa, quando la Regione non ha i mezzi per costruire le infrastrutture di base? E questi non chiedono una piscina coperta, chiedono l'ultimazione della strada.

Ora si era parlato questa mattina, anzi particolarmente nella relazione del Presidente, di evitare l'accentuarsi dello squilibrio esistente fra le diverse zone della Valle, nel campo dell'agricoltura si fa effettivamente qualcosa, si stanno facendo degli sforzi per, non dico eliminare, ma almeno evitare l'aumento di questo squilibrio perché, vedete, noi qui nella nostra piccola Valle, succede a noi quello che succede nella più grande patria, sud e nord, sud depresso, Cassa del Mezzogiorno, migliaia di miliardi sprecati e sperperati, il divario continua ad aumentare tra la situazione del sud e la situazione del nord; questo è dovuto alla politica del Governo nazionale e a quel carrozzone che è una corruzione che è la Cassa del Mezzogiorno.

Noi, nella nostra piccola Valle, abbiamo avuto, abbiamo le zone depresse e i poli di sviluppo, cioè le zone non depresse, e, parallelamente, quanto avviene in campo nazionale avviene qui. Le zone depresse sono sempre più depresse, quelle cui accennavo non hanno la luce, non hanno l'acquedotto, neanche quello, non hanno l'acqua potabile, le altre zone si possono permettere il lusso di palazzi del ghiaccio.

Ora io vorrei dire al Presidente, è assente, io voglio sempre richiamarmi alla relazione del Presidente, che stamattina ha rilevato questi fattori: se le parole del Presidente - ah c'è, scusi - se le parole del Presidente, la relazione, allora io ripeto quanto già ho detto, quest'enunciazione a parole del Presidente che io ho approvato e mi sono felicitato, vuole il Presidente tradurre queste parole in fatti?

Ebbene, nel campo del turismo stiamo seguendo una politica, perseguendo una politica in direzione esattamente opposta ai principi enunciati dal Presidente questa mattina.

Ecco le contraddizioni esistenti nell'Amministrazione regionale, contraddizioni che vanno corrette e vanno corrette presto.

Io vorrei sapere, sentire cosa ne dice la Giunta su questo orientamento.

Balestri (P.S.I.) - Vorrei interrogare l'Assessore al Turismo per sapere se c'è qualche studio dell'Assessorato, qualche indirizzo, anche per la carenza di cui si parlava della famosa programmazione, sui poli di indirizzo turistico della Valle d'Aosta e se intende fare degli sforzi in quel senso per lanciare le zone prettamente turistiche a svantaggio forse di altre zone che dovrebbero comprendere altre considerazioni e altre attività.

Quindi io credo che qualche cosa nell'Assessorato ci sia, ma vorrei sapere dall'Assessore se intende muoversi in quel senso lì e veramente fare qualche cosa di positivo e di razionale in senso delle varie zone. Non so ora rammentarle, ma insomma a me asta come indirizzo.

Milanesio (P.S.I.) - Io ho fatto grazia al Consiglio prima di una relazione, penso di essere stato apprezzato una volta tanto per il mio silenzio, Manganoni ha rotto questo incantesimo; io, però, sarò breve, contrariamente alle abitudini. Dunque Manganoni, tu hai svolto delle considerazioni che sono ampissime, che a mio avviso meritavano di essere svolte in sede di discussione generale, perché il tuo intervento non si riferisca tanto al turismo, quanto piuttosto alla politica delle infrastrutture che la Regione sta facendo e anche quella del turismo di conseguenza.

È vero, ci sono delle aree forti e ci sono delle aree deboli; cosa succede? Che è molto più facile intervenire nelle aree forti, anche perché qualunque intervento che tu fai nelle aree forti è un intervento marginale, cioè aggiunge dei servizi, delle attrezzature complete; è difficile fare dal nulla qualche cosa, ecco.

Quindi quello che tu dici è vero, non è vero, il tutto sia ben chiaro, comunque tu hai denunciato il fenomeno che si riscontra a livello nazionale, che si riscontra in piccolo anche a livello regionale.

Obiettivo del piano regionale, obiettivo della programmazione deve essere di creare un certo equilibrio, riequilibrio; però questo riequilibrio si può ottenere non nei tempi brevi, ma nei tempi lunghi, cercando, però, di fare degli interventi che non siano contradditori fra di loro, d'accordo.

Ora, perché molto sovente si interviene nelle aree forti, per esempio nel settore del turismo? Perché queste aree forti hanno avuto uno sviluppo congestionato, l'intervento della Regione non è per aumentare il grado di congestione, ma è per razionalizzare quanto è successo fino ad oggi.

Ora noi riteniamo che in questo momento certe aree forti siano quelle che danno in realtà il reddito turistico alla Regione. Ora riteniamo che sia più opportuno, nei tempi brevi, non nei tempi lunghi, ma nei tempi brevi, razionalizzare queste zone affinché consentano il mantenimento di un certo livello di presenze turistiche e addirittura le potenzino senza però arrivare agli inconvenienti che tu hai lamentato, cioè senza arrivare all'intasamento. La ragione è una ragione direi economica, dettata dalla necessità; sul piano programmatico, sul piano degli obiettivi finali il tuo discorso non fa una grinza, cioè l'obiettivo è quello di una diffusione dello sviluppo turistico laddove è possibile sia pure differenziandolo in sviluppo turistico così più intenso, sviluppo turistico meno intenso, comunque graduando questo tipo di sviluppo.

Io così, la domanda che tu hai fatto era rivolta a me, d'accordo, ma penso che doveva essere rivolta a tutta la Giunta e quindi io do una risposta in questo momento relativa a questo settore e ritengo che comunque il tuo discorso vada approfondito, ma, soprattutto, in sede di piano urbanistico regionale, dove questi discorsi sono visti, così, in una visione globale e dove è possibile anche dare delle indicazioni, sia nel medio che nel breve che nel lungo termine.

Balestri ha fatto una domanda, diciamo così, di semi-opposto, cioè Balestri si è rivolto al discorso dei tempi brevi, cioè vi sono delle aree forti, dice lui. che cosa sta facendo la Regione per razionalizzarle, per fare in modo che questi poli di sviluppo, chiamiamoli così, possano dare dei frutti buoni, migliori di quelli che non hanno dato per lo meno fino adesso?

Beh, uno studio c'è, ed è quello del Piano Urbanistico, dove si individuano queste aree, questi comprensori e dove si indica anche che tipo di intervento è opportuno fare, sia sul piano delle infrastrutture che sul piano del tipo di residenza e del tipo di economia.

Questa discussione, però, io sono pronto a farla anche adesso in sede di bilancio, ma credo che sia più opportuno trasferirla al momento del Piano Urbanistico Regionale. Io per il momento non risponderei, non direi altre cose, ho qui delle risposte da dare ad alcuni Consiglieri che le avevano fatte in precedenza, man mano che si procede ve le darà queste risposte.

Siggia (P.C.I.) - Avanti, pagina 121 - Sezione IV.

Sezione IV - Azione e intervento in campo economico - Categoria II - Personale - per un totale di 95.200.000 - Categoria IV - Acquisto di beni e servizi - Totale Categoria IV 434.000.000 - Categoria V - Trasferimenti.

Freppaz (U.V.) - Dunque Categoria IV n. 801 - Spese propaganda turistica, azione promozionale per partecipazione ... Ora qui vedo 270 milioni solo per propaganda; la propaganda è necessaria, però oltre alla propaganda vedo anche, adesso mi riferisco al n. 812 "Contributi e sussidi ad Aziende di Soggiorno, Enti, Sodalizi vari, attività nel settore del turismo", abbiamo le Aziende Autonome e le Pro-loco, Assessore, che non danno soddisfazione come ufficio di propaganda, ufficio di informazione; io volevo chiedere a che titolo noi diamo il contributo alle Aziende di Soggiorno e su quale base.

Proporrei che il contributo alle Aziende di Soggiorno venga dato a proporzione dell'incasso o delle denunce fatte nei riguardi della tassa di soggiorno, uno; e poi, prima di dare questo contributo, pretendere che questi uffici si organizzino come uffici di propaganda turistica e che abbiano un personale addetto, almeno a conoscenza di due lingue, il francese e l'italiano, in certi posti anche il tedesco e l'inglese, perché noi la propaganda va bene, ma poi l'accoglienza nostra che manca.

Io mi sono accorto che tanti turisti si lagnano per mancata informazione soprattutto.

Milanesio (P.S.I.) - Questo punto del bilancio è anche una risposta che fece in sede di discussione generale l'Avvocato Caveri.

Io ho qui tutti i dati relativi per l'aggregazione alle spese del settore della pubblicità. Se vuole, gliele leggo oppure gliele trasmetto. Ecco, allora Fournier, ecco ne vuole dare questo riepilogo all'Avvocato Caveri.

C'è il riepilogo per categorie di queste spese.

In ordine alla richiesta avanzata dal Consigliere Freppaz, devo dire questo, intanto, le Aziende autonome che abbiamo sono... (non si sente più) ... arrivando a delle aziende di vallata che in Valle d'Aosta, il discorso si pone geograficamente, in modo direi egregio e comunque con aziende di comprensorio, con una dimensione più grossa, con un numero di presenze turistiche maggiori è possibile dare una struttura adeguata e quindi un funzionamento opportuno.

Oggi abbiamo delle aziende autonome che sono sottodimensionate.

Per intendersi non abbiamo sufficiente ricettività per giustificare un'azienda autonoma. Del resto, il fatto che non ci sia sufficiente ricettività per giustificare un'azienda autonoma stessa perché le presenze su cui c'è un'evasione media che è inutile stare ad illustrare in questa sede, le presenze non sono sufficienti e quindi le imposte di soggiorno non sono sufficienti a reggere il bilancio dell'azienda stessa. Quindi l'integrazione della Regione diventa non solo doverosa, ma direi necessaria per questo fine.

Ora, l'obiettivo che io propongo, e sarà bene che questo venga discusso in Commissione Turismo, è quello di arrivare a delle aziende di comprensorio e aziende di vallata che siano minori delle attuali con delle disponibilità economiche, con una capacità operativa anche di personale di un certo livello superiore all'attuale.

Manganoni (P.C.I.) - Sui contributi 813 Società Sportive, mi pare che è già stato detto, comunque lo ripeto, qui da parte delle piccole squadre si sentono le piccole lamentele. No, non so se fondate o meno, comunque bisognerebbe vedere un po'. Secondo ed ultimo: Spese 801 per la propaganda turistica, non vi ripeto quanto ho già detto altre volte qui in Consiglio. Io vorrei solo attirare l'attenzione dei Consiglieri su questa pubblicità. Noi spendiamo 250 milioni per scrivere su tutti i giornali del mondo "Visitate la Valle d'Aosta che è bella, accogliente ecc." poi, quando voi leggete su un giornale fra i più importanti d'Italia questa pubblicità sulla Valle d'Aosta che dice: "Prezzi nelle più importanti località di villeggiatura, alimentari, inchiesta sui prezzi", non vi leggo tutto solo per tre cose "carne a Torino 4.180 al Kg., Courmayeur 6.000; pesche a Rapallo, quindi una zona turistica, 160 lire, a Courmayeur 500; susine a 140 lire, a Courmayeur 680"; ebbene, credete che questa pubblicità gratuita, ma obiettiva, sulla Valle d'Aosta annulla tutta l'azione dei 250 milioni della pubblicità turistica dell'Assessore perché la gente non guarda solo "visitate", ma guarda anche e particolarmente a queste cose e questa è la pubblicità che noi ci facciamo fare, pubblicità purtroppo obiettiva; nessuna colpa al giornalista che ha fatto questa inchiesta, perché questa è la realtà.

Ed è questa, scusa Milanesio, ed è questa pubblicità che costituisce il danno della Valle d'Aosta, ma è vera, ma è giusta.

Siggia (P.C.I.) - Andiamo avanti, pagina 123 Categoria V.

Ah! No, scusa, scusa, mi spiace Consigliere Savioz.

Savioz (P.C.I.) - Non ha importanza, non ha importanza. Beh! Il problema del turismo naturalmente, se si vuole aprire le pagine e incominciare a guardare e sindacare, si potrebbe parlare per diverso periodo, per diverso tempo perlomeno, ed è un fatto che adesso in questi anni si incomincia a vedere un qualche cosa che muove nell'ambito del bilancio regionale per potenziare il turismo, poi, sul come viene speso questo denaro e su che cosa si fa nell'ambito del turismo, beh lì potremmo aprire, ripeto la pagina e incominciare a discutere molto, ma è indubbio che il turismo rappresenta per la Valle d'Aosta sia al presente come al futuro la parte forse principale per la continuità della Valle stessa nell'ambito delle sue, della sua popolazione e della sua possibilità.

Quindi per me, per quanto mi concerne e per quanto conosco nell'ambito del turismo con quell'esperienza che abbiamo potuto fare, ritengo che bisognerebbe andare oltre nello stanziamento, ma nello stesso tempo sono anche del parere che anche qui siamo un po' vecchi.

Le esigenze turistiche del giorno d'oggi sono diverse dalle esigenze turistiche di dieci anni fa, di quindici anni fa, di venti anni fa. Quindi bisognerebbe aggiornare e non voglio fare un lungo discorso in merito, mi limito soltanto a fare un'osservazione su quanto ho sentito poc'anzi in merito alle aziende di soggiorno.

L'azienda di soggiorno è una bellissima istituzione e va molto bene, ma va molto bene laddove il turismo ha effettivamente una certa importanza perché laddove il turismo è soltanto, io vi cito un esempio, vi cito l'esempio di St. Vincent, facciamo l'esempio di St. Vincent che non è delle maggiori, non è neanche delle minori, però, un'azienda di soggiorno che possa funzionare deve avere per forza di cose dei dipendenti. E quando incominciano ad avere dei dipendenti cosa succede che diversi milioni vanno spesi per pagare questi dipendenti, i quali nell'ambito di un piccolissimo Comune cosa volete che facciano col bilancio che dispongono. Ecco qui l'anacronismo della nostra, io francamente sono contrario all'istituzione di nuove aziende di turismo e soprattutto sono contrario all'assunzione di personale sia pure qualificato perché, secondo il mio modesto parere, è meglio avere un Comitato turistico comunale con della gente del posto che sa molto bene che cosa occorre per sviluppare il piccolo turismo di piccolo cabotaggio che abbiamo noi nella nostra Regione e non illudiamoci di arrivare al grande turismo di carattere internazionale e soprattutto non parliamo più di classi turistiche perché le classi turistiche, per fortuna, quasi non esistono più. Oggi il turismo è portato su una linea di carattere generale e le statistiche dicono e l'esperienza insegna che ormai il turismo non è più il turismo di cinquant'anni fa, quando erano soltanto i lords inglesi che arrivavano in Valle d'Aosta o erano soltanto gli Agnelli o altri che potevano permettersi il lusso di fare il turismo. Il turismo, grazie al cielo, oggigiorno lo fanno un po' tutti.

Quindi non siamo forse al turismo di massa, come qualcuno vorrebbe, però siamo a un buon punto.

Ecco perché io mi permetto di dire che a un certo punto bisogna rivedere un po' le strutture turistiche su tutta la linea, cioè studiare attentamente i problemi di carattere turistico per essere aggiornati nel momento in cui sviluppiamo questo turismo perché lo sviluppo futuro dovrà essere fatto con dei criteri diversi e per tornare al punto di aziende di soggiorno, io ripeto, bisogna dare a questi comitati turistici due cose essenziali: il denaro necessario per poter fare in modo che il turismo della località abbia, perlomeno da parte di tutti coloro che vengono, la possibilità di distribuire quegli opuscoli necessari ad illustrare che cosa è il loco in cui si trovano e poi avere della gente con una certa preparazione senza andare ad eccellere nelle ricerche di specialisti in materia.

Ma, soprattutto, bisognerà continuare l'opera di controllo per quello che concerne le imposte di soggiorno. L'imposta di soggiorno è un'imposta barbina perché in genere i clienti, i turisti, la pagano però non viene quasi mai versata, o perlomeno non viene versata integralmente nella casse perché ci sono troppi operatori turistici che credono di avere il diritto di incassare la parte che viene devoluta da parte del turista stesso come imposta di soggiorno.

Perciò, io direi, rivediamo, vediamo un momento e penso che la Commissione del turismo possa dare un valido aiuto all'Assessorato a rivedere non dico tutto, ma una parte delle impostazioni e vederle con uno studio approfondito in materia in modo da prendere dei provvedimenti che siano nuovi per la nostra Regione, proprio per ottemperare anche a quelle mancanze che vengono registrate dallo studio fatto, e in questo caso, dalla programmazione.

Ci sono determinate carenze che abbiamo rilevato, le conosciamo da tempo, non da oggi, non abbiamo mai potuto prendere dei provvedimenti soprattutto per la mancanza di fondi perché, siamo sempre lì, si potrà fare del turismo di una certa qualità e di una certa quantità e tenere conto però delle possibilità finanziarie che si ottengono dalla Regione stessa.

Milanesio (P.S.I.) - Sarò brevissimo, dunque, io prendo atto con piacere delle osservazioni che ha fatto il Consigliere Savioz che ha avuto esperienze molto lunghe nel settore del turismo e quindi parla con cognizione di causa.

Devo dire che il settore del turismo in questo momento, pur essendo il più discusso, il più dibattuto, lo abbiamo visto anche questa sera da parte di Manganoni, però, con tutti i difetti è l'unico settore in espansione della nostra Regione.

Difatti da un po' di anni a questa parte e anche quest'anno, cioè nel corso del 1972, abbiamo registrato un ulteriore incremento del 6% nelle presenze annue. Per cui abbiamo ampiamente superato i tre milioni di presenze che ci eravamo posti come un traguardo, come obiettivo qualche anno fa.

Ora, il fatto che ci sia questo sviluppo non significa però che sia tutto rose e fiori e che quindi si debba fare del trionfalismo, tutt'altro; dobbiamo intervenire per razionalizzarlo per dare una giustificazione, diciamo così, economica a questo settore che non si riferisca solo alle presenze congestionate in alcuni periodi dell'anno, ma che possa svolgersi in un arco di tempo più lungo, consentendo un tasso... di utilizzazione delle attrezzature maggiore.

Ora, tutti questi discorsi dovranno essere approfonditi successivamente, io ritengo che l'ausilio della Commissione al turismo sia indispensabile, sia utile. Il bilancio di quest'anno è quantitativamente superiore di qualcosa a quello degli anni precedenti, però non muta sostanzialmente un'impostazione che forse è il caso di modificare, di mutare, ma anche per questo ci vogliono delle scelte di politica economica generale che non si possono fare nell'ambito di un solo dicastero, ma devono essere fatte ad un livello generale.

Quindi io prendo atto delle osservazioni e, diciamo così, delle considerazioni fatte da Savioz, che in gran parte condivido, però dico che questo bilancio, così com'è, rigido, non consente, almeno allo stato attuale, dei grossi voli pindarici; il problema si deve porre a livello di programmazione regionale, di scelte a livello generale.

Siggia (P.C.I.) - Pagina 123 - Categoria V -

Trasferimenti - Totale Categoria V 904.200.000.

Assessorato al Turismo, antichità e belle arti - Riepilogo del Titolo I - Sezione I - Amministrazione generale 282.700.000 - Chiedo scusa, ho sbagliato - Sezione I 60 milioni - Sezione II - Istruzione e cultura 282.700.000 - Sezione IV - Azione e intervento in campo economico 904.200.000 - Totale del Titolo I 1.246.900.000.

Pagina 125 - Titolo II - Spese in conto capitale - Sezione II - Istruzione e cultura - Categoria I - Beni e opere immobiliari a carico della Regione - Totale Categoria I 420 milioni.

Borrel Tubère (D.C.) - Io volevo chiedere all'Assessore a che punto si trovano i lavori di restauro della Chiesa di Sant'Orso, iniziati 4 o 5 anni fa, vanno avanti veramente a singhiozzo; ogni 4, 5, 6 mesi arriva lì un gruppo di operai, 5/6 operai lavorano per 15-20 giorni, scavano poi ricoprono tutto e se ne vanno per tre, quattro mesi e non si vede più nessuno.

D'estate bisogna vedere la gente, i forestieri, i turisti che arrivano, arrivano dall'America, con dei pullman completi, per visitare questo monumento, uno dei migliori monumenti che abbiamo ad Aosta e cosa si trovano davanti? Che cosa? Direi un cumulo di detriti, qualche cosa di simile. Io proprio raccomanderei all'Assessore di vedere di definire nel modo migliore, al più presto possibile, questi lavori di restauro della Chiesta di Sant'Orso.

Milanesio (P.S.I.) - ...Progetto di discussione e di deliberazione un anno fa circa in questo Consiglio e in quella sede si stabilì un piano di interventi e si indicò anche grosso modo la misura finanziaria dell'intervento stesso. Difatti quest'anno al Capitolo 827 noi passiamo da 120 milioni a 200 milioni, questo perché? Perché questi 200 milioni verranno in gran parte spesi proprio per la sistemazione di Sant'Orso e i denari che avevamo in precedenza in questo Capitolo, che erano 120 milioni, sono andati quasi tutti per l'ultimazione del restauro della chiesa di Saint-Vincent, che finalmente è terminata e sono costati proprio così troppi quattrini questi lavori di sistemazione.

Ora quest'anno possiamo concentrare - e non ho difficoltà a dichiararlo fin da adesso - possiamo concentrare, quindi, i nostri interventi esclusivamente, essenzialmente, su Sant'Orso, cioè nella misura almeno del 70% di quello stanziato.

Caveri (U.V.) - Ma, l'Assessore al Turismo parla di un piano per questi lavori di esplorazione e archeologica e di restauro della Chiesa di Sant'Orso. La parola "piano" è una bellissima parola che ormai è di moda, di gran moda, ma in che cosa consiste poi questo piano? Noi siamo curiosi di saperlo.

Mi scusi, c'è stata una conferenza alla quale hanno partecipato esperti italiani, esperti svizzeri, francesi, stranieri ecc., però la conclusione è una conclusione molto magra; c'è stato un dibattito molto nutrito, la conclusione era magra, però, e non si dava nessuna indicazione sulle intenzioni di questi grandi esperti. Quindi saremmo tanto più curiosi di sapere che cosa veramente si vuol fare.

Milanesio (P.S.I.) - Ma, io mi riferisco ad una deliberazione che il Consiglio regionale aveva assunto un anno fa circa, alla quale, tra l'altro, lei ha partecipato attivamente alla discussione della quale era una deliberazione nella quale si fissavano i principi di questo intervento e le indicazioni di questo intervento.

Penso che il Segretario del Consiglio, così nel giro di qualche minuto, la potrebbe tirare fuori. Era una deliberazione precisa, dove si rinviava a tempi, diciamo così, successivi il finanziamento dell'iniziativa e si fissava un plafond finanziario.

Caveri (U.V.) - Ho notato che lei non ricorda gli estremi di quella delibera, tanto è vero che chiede l'aiuto del Segretario del Consiglio perché vada a cercare questa delibera; evidentemente lei non si ricorda in che termini fosse questa delibera. Io mi ricordo questo: che abbiamo fatto una discussione vivissima e, alla fine, in quella seduta del Consiglio, che mi pare che sia stata verso giugno, luglio del '62, si è rimandato tutto e non si è precisato un bel niente e lei ha detto che si sarebbero sentite delle consulenze ecc. che lei, effettivamente, ha sentito, ma da quelle consulenza, da quel simposio, altra parola alla moda, oggi, non è uscito fuori proprio niente, e vedo che lei è imbarazzato a dire delle cose precise al riguardo perché idee chiare non ci sono.

Milanesio (P.S.I.) - Non sono emerse delle indicazioni in ordine alle esplorazioni di carattere archeologico, non in ordine a quelle indicazioni di restauro che si potevano riscontrare per esempio nello scalcinare i muri, nello scrostare com'è già stato fatto in gran parte. Cioè non sono uscite delle indicazioni precise in ordine alla possibilità concreta di trovare qualcosa di molto sconvolgente, di molto interessante, scavando sotto, diciamo così, il piano di calpestio della chiesa.

Invece, per quanto si riferisce alla parte emergente, che è conosciuta ormai, le indicazioni di restauro ci sono già ed erano già state deliberate; do ragione a lei, quando dice che non sono emersi dei fatti nuovi che ci aspettavamo in definitiva per quanto si riferiva ai sondaggi di carattere archeologico, che lei voleva escludere e che io non volevo escludere e oggi ne sappiamo quanto ieri, cioè non ne sappiamo molto di più. Su quello le do perfettamente ragione.

Caveri (U.V.) - Egli dice, cioè che non c'è niente di precisato per quello che riguarda l'esplorazione archeologica, ma allora, arrivati a questo punto, lei dice che, invece, ci sono le idee precise sul modo di restaurare la facciata, ma allora io la prego di dire in che cosa consiste questo restauro della facciata, come la vedete questa facciata nuova, così come risulterà dai restauri.

Esempio: vorrei sapere, siccome attraverso quell'opera di scrostamento si è scoperto quel campaniletto a sinistra, cioè a nord, nella parte nord della chiesa, cosa ne fate di quel campaniletto? Lo mantenete? Lo inglobate nella facciata? Lo fate scomparire? Che cosa ne volete fare?

Prima nella chiesa c'era quel disegno così che voleva riecheggiare un po' più o meno lo stile gotico in modo anche un po' goffo; lo mantenete quel motivo? Cosa fate delle nuove aperture che sono state trovate?

Noi vogliamo delle cose precise, delle cose concrete perché è ora di finirla con questo linguaggio fumoso da programmatori che poi nasconde il vuoto delle idee, il vuoto delle cose precise.

Milanesio (P.S.I.) - Io non sono un archeologo né un esperto di archeologia né medioevale né di altri periodi; ad ogni buon conto, io ho parlato chiaro, mi pare avvocato, la prego di attenersi alle cose che ho detto, non alle cose che lei pensa che io posso dire o che avrei detto.

Caveri (U.V.) - Alle cose che lei non ha detto.

Milanesio (P.S.I.) - Ma alle cose che non ho detto evidentemente non le ho dette perché, evidentemente, non ero in grado di darle delle indicazioni più precise, è chiaro. Ora esiste un'indicazione di restauro che è stata approvata nelle linee generali, a proposito di questo angolo di campanile che è stato riscontrato, le indicazioni che sono emerse, le indicazioni sono quelle di fare in modo che si possa leggere la preesistenza, però senza, diciamo così, sconvolgere tutto quello che c'era prima. Per intenderci a Saint-Vincent è successo qualcosa di analogo: la chiesa è stata restaurata in modo tale che si possano leggere le epoche successive che sono trascorse.

Ora spiegarlo così verbalmente non è molto semplice, si dovrebbero dare degli esempi visivi, degli esempi pratici. Io non sono in grado qui su una lavagna di tratteggiare queste cose. Comunque mi riservo di farlo con lei o con altri assieme all'architetto Prola e il Sovraintendente in qualunque momento. Non credo in questo momento di poter dare delle spiegazioni più esaurienti.

L'intenzione è quella di fare in modo che questo momento si possa leggere nelle epoche successive, nelle epoche successive, nelle trasformazioni successive; non è un compito semplice, certamente non è un compito che posso risolvere io, non sono né archeologo né architetto.

Caveri (U.V.) - Se c'è un progetto, un disegno, un qualche cosa di grafico, non so.

Milanesio (P.S.I.) - Dunque, Avvocato, lei sa meglio di me che fino a che non sono ultimati i lavori di scrostatura, non si può fare un progetto; ci sono delle intenzioni in questo momento, ma un progetto non c'è, perché il progetto lo si può fare quando c'è la prospezione, diciamo così, completa dal momento, quando è stato letto questo monumento in tutte le sue epoche, quando si sono individuate tutte le aperture preesistenti.

A questo punto si fa il progetto, a questo punto si decide, in questo momento ci sono delle intenzioni, delle opinioni, non vi è nulla di più preciso.

Caveri (U.V.) - Io, data l'ora tarda non volevo più parlare, ma lei mi sta tirando veramente per i capelli, eh sì, perché lei ci sta prendendo bellamente in giro, ci sta menando per il naso, perché prima lei parla di un piano poi adesso cosa viene fuori? dice sono soltanto delle intenzioni! Quindi siamo in piena, guardi mi basta quello che lei ha detto ultimamente, perché quello che lei dice dimostra che c'è la nebulosa, la sola nebulosa che, la sola cosa che non è nebulosa, ciò che non è nebuloso è quello stanziamento di 200 milioni nel bilancio, 200 milioni messi lì che non si sa nemmeno quello che si vuol fare; speriamo solo una cosa: che non crolli la chiesa di Sant'Orso.

Milanesio (P.S.I.) - Io mi riferisco solo, cito solo la deliberazione, non voglio continuare in questa discussione anche un po' polemica, per, data l'ora tarda, cito diciamo così la deliberazione: - Adunanza del Consiglio regionale in data 22 e 23 luglio 1971, cioè era due anni fa - sì un anno e rotti fa - e vi è una relazione abbastanza lunga, vi è una deliberazione dove appunto si approva il programma di cui alle premesse, predisposto dalla Sovraintendenza, ed è un programma abbastanza lungo; qui non è tutto contenuto perché questo è solo l'estratto di deliberazione, ma il programma dovrebbe essere qua, a quanto pare, e si citano dei tempi tecnici di esecuzione, si indicano quelle cifre. È inutile che io esponga questo al Consiglio, però, se vorremo in altra sede, io sono pronto a continuare questa discussione, io non voglio assolutamente prendere in giro né tantomeno lei che questa cosa l'ha sempre seguita con una certa attenzione, fra l'altro.

Siggia (P.C.I.) - Categoria II - Beni immobili, macchine, attrezzature a carico della Regione per un totale di 20 milioni.

Categoria III - Trasferimenti - per un totale di 10 milioni - Totale Sezione II 450 milioni - Sezione IV Azione e intervento in campo economico - Categoria I Beni e opere immobiliari a carico della Regione per 310 milioni - Categoria II - Beni mobili, macchine, attrezzature a carico della Regione per un totale di 25 milioni - Categoria III - Trasferimenti - per un totale di 415 milioni - Provvidenze per i territori montani dell'Italia centro-settentrionale per memoria - Totale Categoria III Trasferimenti 415 milioni - Totale Sezione IV 750 milioni - Sezione V - Azione e intervento nel campo dell'abitazione - Categoria III - Trasferimenti per un totale di 110 milioni - Totale Sezione V 110 milioni - Riepilogo dell'Assessorato Turismo, antichità e belle arti del Titolo II - Sezione II - Istruzione e cultura per un totale di 450 milioni - Sezione IV Azione e intervento in campo economico per un totale di 750 milioni ecc..

Riepilogo generale Titolo I 1.246.900.000 - Titolo II 1.310.000.000 - Totale generale delle spese di Assessorato 2.556.900.000.

Siggia (P.C.I.) - Qui è finito, chiusa la discussione generale su bilancio nel suo complesso e in tutte le voci dei singoli Assessorati. Io prima vorrei richiamare l'attenzione del Consiglio sul metodo di votazione e di chiusura di questa discussione che è avvenuta.

Sono ammessi a parlare un oratore per ciascun gruppo, gli Assessori e infine il Presidente della Giunta regionale.

Seguita la votazione articolo per articolo prima della votazione finale di un progetto di legge è consentita a un Consigliere la dichiarazione di voto che non può eccedere i dieci minuti.

Caveri (U.V.) - Io vorrei fare una proposta di natura pratica: siccome abbiamo, siamo tutti intervenuti numerosi e a lungo nella parte generale, nella parte speciale. Io chiederei che si addivenga senz'altro alla votazione, saltando le dichiarazioni di voto e risposta del Presidente della Giunta e degli Assessori, perché ormai tutto quello che c'era da dire su questo bilancio l'abbiamo detto.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Caveri, io ripeto la sua richiesta ma non credo che sia accettabile perché penso che una dichiarazione di voto i Gruppi la vorranno fare, possiamo anche chiedere.

Caveri (U.V.) - Per me, io non pretendo di fare un'imposizione è soltanto una proposta così, di natura pratica.

Siggia (P.C.I.) - Io la trasformo, chiedendo possibilmente una breve dichiarazione di voto.

Dujany (D.P.) - Sono d'accordo con la proposta dell'Avvocato Caveri per quanto mi riguarda.

Siggia (P.C.I.) - Possiamo fare un'altra proposta conciliativa, la dichiarazione di voto fatta prima della votazione a scrutinio segreto della legge, se il Consiglio è d'accordo. Come? Sì, su questo d'accordo, su questo non c'è discussione, si vota articolo per articolo, d'accordo? Articolo 60 del Regolamento "prima della votazione a scrutinio segreto è ammessa ancora una dichiarazione di voto".

D'accordo? I Gruppi consiliari sono d'accordo sulla proposta?

Allora passiamo alla votazione articolo per articolo del testo.

Andrione (U.V.) - Si fa la dichiarazione di voto prima della votazione della legge nel suo complesso.

Siggia (P.C.I.) - Sì, io ho fatto una domanda: se i Gruppi acconsentono che la dichiarazione di voto sia fatta prima della votazione a scrutinio segreto... (voci) ...Io aspettavo la risposta. D'accordo, d'accordo. Chi intende fare la dichiarazione di voto?

Dolchi (P.C.I.) - Ma, noi riteniamo che, se l'ora è troppo tarda, se i Consiglieri sono troppo stanchi, si può sospendere e fare domani mattina, ecco, no, perché qui c'è una questione di serietà, di onestà, di rispetto del Presidente della Giunta, del pubblico che è stanco quanto noi; c'è una questione di rispetto dell'importanza del bilancio a cui tutte le forze politiche danno, a cui danno un particolare rilievo e poi per una questione di stanchezza, una questione di fretta, le forze politiche non possono esprimersi e quello che è più grave, secondo me, non possono sentire le repliche e la presa di posizione del Presidente della Giunta regionale sia sulla discussione generale che sulla discussione capitolo per capitolo. Sono d'accordo che i Consiglieri siano stanchi però mi sembra che nei confronti di chi ci ha eletto, mi sembra che nei confronti della nostra responsabilità nello svolgere il mandato troviamo il mezzo migliore per poter continuare fino in fondo, in modo completo, la discussione sul bilancio. Come direi, continuiamo fino alla fine dell'ordine del giorno perché troppe volte questo Consiglio ha dato l'impressione che gli argomenti vengano messi per memoria e poi si rinviano alla prossima seduta.

Credo che questo non va a favore di quella credibilità delle assemblee elettive.

Comunque, per quanto riguarda il Gruppo Comunista, noi riteniamo di aver portato in sede di discussione generale nel corso dell'esame del documento, capitolo per capitolo, il nostro contributo al dibattito per l'approvazione del bilancio, e abbiamo nel corso del dibattito espresso il nostro giudizio, la nostra posizione, cioè una posizione di critica costruttiva, di analisi, sia politica che amministrativa del documento e della proposta politica che essa contiene.

Proposta politica che per noi comunisti deve concretarsi in un'aperta partecipazione alla gestione della cosa pubblica da parte di tutte le forze che intendono collocarsi sulla via del progresso e del rinnovamento della Regione per mezzo dello Statuto e di tutti gli strumenti politici e amministrativi che la situazione valdostana mette loro a disposizione.

Il bilancio preventivo del '73, al di là della stessa proposta politica contenuta nell'introduzione del Presidente della Giunta, contiene luci ed ombre, carenze ed elementi positivi.

L'intervento diretto dell'Ente pubblico nel campo delle riforme è un elemento che consideriamo positivo assieme a quello dell'agricoltura, nel settore terziario e nell'industria per la difesa dell'occupazione.

Abitazione urbana e rurale, scuola, salute e trasporti sono problemi che attendono decisioni ed iniziative e riteniamo che il bilancio '73 contenga degli stanziamenti che possono caratterizzare l'intervento urgente della Regione in tale settore.

Secondo il Gruppo comunista non tutte le istanze che scaturiscono dalle esigenze e dalle aspirazioni dei lavoratori e della comunità valdostana sono state raccolte, ma il bilancio che è un momento di confronto contiene un primo sforzo per l'avvio a soluzione dei problemi più urgenti ed importanti.

Pertanto il Gruppo Comunista opererà, e l'ho già detto ieri in sede di discussione generale, affinché le somme stanziate vengano spese e sarà presente e vigilante affinché le indicazioni e l'azione del Presidente della Giunta e le scelte contenute nel bilancio si realizzino e si trasformino celermente in opportune iniziative legislative e in concrete realizzazioni. Così come non tralasceremo di usare gli strumenti assembleari per portare avanti in Consiglio regionale le istanze e le ispirazioni della popolazione che non trovano ancora posto o sufficiente posto nel bilancio '73.

Per tutte queste considerazioni e, rilevando che il bilancio '73 costituisce una valida contrapposizione aderente alle necessità avanzate regionalistiche e popolari ad una tendenza conservatrice di destra in atto a livello regionale, il Gruppo Comunista voterà a favore del bilancio preventivo per 1973.

Chamonin (M.A.V.) - Ma déclaration de vote vue l'heure à laquelle nous sommes arrivés sera très brève et je dirai même télégraphique.

Evidemment nous aurions préféré un budget plus conséquent à notre attente, à nos idées, aux propositions que nous avions énoncées pendant cette dernière année surtout et insisterons jamais assez sur ces points dans l'attente toute la population campagnarde valdôtaine sur la question agricole et sur ce que l'Administration régionale devrait faire dans domaine et pourrait faire vu les moyens dont nous disposons, nous avions un peu plus de volonté, je dirai même un peu plus de courage. La Junte m'excusera mais ce sont des choses que nous devons dire, ce sont des choses peut-être même désagréables que, quand même, nous devons dire. Un effort, je dirais même un gros effort a quand même était produit, nous avons des assurances précises que de fonds supplémentaires, si nécessaires, pourront être alloués. Je prierais la Junte de poursuivre sur la voie d'une recherche continuelle de l'amélioration du niveau de vie de notre communauté campagnarde afin de lui permettre si non de prospérer au moins de survivre dans les conditions humaines de vie et d'habitation.

Je disais qu'un effort en ce sens a quand même était produit et que le budget que nous sommes appelés à voter aujourd'hui nous propose quand même quelque chose de valable dans le secteur agricole. C'est pour cette raison que nous voterons à faveur de ce budget.

Pollicini (D.P.) - Io dal dibattito, indubbiamente importante, che è avvenuto in questi due giorni, ho tratto alcune considerazioni che mi paiono molto valide e però debbo dirvi che su queste dichiarazioni dei vari gruppi per quanto concerne alcuni argomenti fondamentali contenuti nel bilancio avevo preparato un intervento che indubbiamente sarebbe troppo lungo a leggere.

Io chiedo così, se il Consiglio è d'accordo, che questo intervento che mi è costato tutto il pomeriggio, come avete visto, di lavoro, fosse acquisito agli atti del Consiglio e in questo caso vi rendo grazia della lettura del documento. Però mi pare importante che le considerazioni che io ho tratto rimangano in questo lavoro di votazione del bilancio del 1973.

Vorrei solo dire una cosa a conclusione, a conclusione, cioè che da questa discussione... (voce) ...prego? No, no, parolacce non ne ho scritte, non sono Bordon io, neanche fatto disegni osceni... (voci) ...Esatto.

Comunque mi è parso che da questa discussione ancora una volta sia parsa la necessità di modificazione di rapporti fra maggioranza e minoranza.

È indubbio che la minoranza, secondo noi, dovrebbe uscire da uno schematismo negativo, seguendo il quale, così, nega in modo aprioristico il suo apporto costruttivo a qualsiasi iniziativa della maggioranza, la quale indubbiamente, ritengo nel suo dovere anche, intende avvalersi della collaborazione delle minoranze per l'impostazione e la soluzione dei problemi regionali.

Mi pare giunto, quindi, il momento, nell'interesse superiore dell'istituto autonomistico, richiamare tutti, maggioranza e minoranza, prima ancora la maggioranza, se volete, alla responsabilità che ci deriva dal nostro compito.

In questo appello chiedo alle minoranze un cambiamento della loro posizione che da critica negativa dovrebbe assumere la funzione di critica costruttiva.

L'opposizione si lamenta che il bilancio è tradizionale, mi pare che sia stato ampiamente dimostrato il contrario, al di là e al di sopra delle polemiche chiediamo al Consiglio tutto di valutare con obiettiva serenità le scelte proposte dal bilancio, superando la visione parziale che nasce da un partito di parte.

Colleghi, si tratta di un bilancio che con le dovute proporzioni ci ... sicuramente tutte le altre ragioni per nostra fortuna.

Chiedo se il Consiglio è disponibile, se accetta che sia agli atti il resto dell'intervento.

Siggia (P.C.I.) - Consigliere Pollicini, io non pongo neanche questa domanda al Consiglio, perché non è consentito, non è possibile inserire a verbale della roba che non è stata pubblicamente letta o detta in aula. L'ho cercato, fatta la sua domanda, ma non lo trovo nemmeno sul Regolamento. Con pazienza e con interesse lei lo legga che noi lo ascoltiamo.

Caveri (U.V.) - Si fa alla Camera.

Siggia (P.C.I.) - Io non l'ho mai visto fare.

(voci)

Caveri (U.V.) - No, no, questo è masochismo.

Pollicini (D.P.) - Agli atti, il Consiglio è d'accordo.

Siggia (P.C.I.) - Ecco, a me pare... (voci) ...ecco, allora siamo arrivati a un'altra posizione di compromesso, agli atti ma non ai verbali, dice il Segretario Generale.

Pollicini (D.P.) - Allora, io chiedo sette minuti di tempo.

Siggia (P.C.I.) - Glieli concediamo volentieri e mi tolgo la responsabilità di dare vita a una nuova...

Pollicini (D.P.) - No, mi paiono considerazioni che ho tratto da tutto il bilancio che sono di ordine politico in particolare e che ritengo, proprio perché questo è l'ultimo bilancio di questa legislatura, abbiano così il diritto di essere dette al Consiglio e chiedo scusa, veramente credetemi sincero, se vi porto via i sette minuti che vi ho promesso.

Da quando nel maggio del '70 i Democratici Popolari, lasciando la Democrazia Cristiana, hanno scelto la via di una coraggiosa libertà d'azione, la Regione valdostana è guidata assieme ad altri da uomini del nostro Movimento.

Da allora la Regione valdostana ha trovato un ruolo nuovo nella lotta per l'autonomia, per l'attuazione delle riforme sociali, per un diverso modo di impostare e condurre il discorso e il contatto con lo Stato.

Abbiamo raggiunto in poco tempo quanto altri in 20 anni non erano riusciti a dare ai valdostani, cioè l'autonomia finanziaria, questa grande conquista basata sulla ripartizione delle imposte fra Stato e Regione, fatta in modo prefissato in base ad una quota fissa prestabilita che permette di predisporre i bilanci senza ricorrere annualmente alle lunghe trattative con gli organi romani.

Abbiamo raggiunto l'autonomia finanziaria e un bilancio praticamente raddoppiato rispetto a quello dell'ultimo governo regionale democristiano.

Abbiamo realizzato opere, innovazioni che la Valle d'Aosta attendeva da anni, abbiamo suscitato la partecipazione del popolo, abbiamo aspettato tabù a vecchi schemi dando inizio alla collaborazione con i partiti progressisti e regionalisti pur conservando, anzi affondandola ancor di più la nostra radice nell'ambiente cattolico e in quello della popolazione agricola che lavora, che risparmia legata alla tradizione, ma ansiosa comunque di un rinnovamento e di progresso.

Non abbiamo esaurito il nostro compito, siamo solo all'inizio perché troppe erano le carenze e le omissioni dello Stato nella nostra piccola e periferica Regione.

Quando abbiamo incominciato il nostro lavoro la situazione ci proponeva in termini precisi e non abbiamo avuto dubbi, si trattava e si tratta di operare in un ambiente sofferente e tormentato da secoli, abbandonato da problemi vitali che riguardano anche in questa parte d'Italia il Nord, la più vicina al benessere dell'alta Europa, il lavoro, il pane, l'abitazione, l'ospedale, l'acquedotto, i trasporti, la scuola.

In un ambiente del genere ci sembrava che il primo e prevalente scopo di un organismo come il nostro che si andava formando più su istanze culturali che su quelle rigidamente e schematicamente organizzative, fosse di agire in senso politico di fornire cioè alla gente le basi di una coscienza civica, in altre parole, gli strumenti per una vita sociale più consapevole e per una reazione operosa non attratta alle attuali e imperfette strutture della società e alle costruzioni violenti e ... del centralismo.

Questa è stata la nostra risposta a certe manovre e a certe propagande interessate a mettere in luce quello che veniva definito un tradimento nei confronti della nostra precedente appartenenza a un grande Partito.

Ma in quest'azione, in questa risposta abbiamo cercato di non cadere in un altro schema più utile, ma comunque sempre preciso e definito senza ampiezza, senza aperture.

Conciliare il bisogno di un atteggiamento e di un orientamento politico concreto con la maggiore e possibile apertura diciamo, con la massima liberalità, era il nostro problema e lo è tuttora nel lavoro che giorno per giorno svolgiamo ed è una ricerca di difficile equilibrio, la ricerca, crediamo di una forma veramente democratica che promana la coscienza di una comunità locale forgiata da secoli di particolarismo.

Ogni lavoro per essere valido si incomincia con un atto di fede, e noi abbiamo incominciato il nostro con la fede nel valore profondo e superiore della nostra cultura regionale.

Quella cultura che può nascere in un ambiente di alta montagna, però questa cultura l'abbiamo riferita ad un contenuto politico preciso, ad una visione nuova dei rapporti sociali ed economici al tempo stesso critica e aperta, ma senza nulla in sé d'intemperante, di fazioso, di corporativo, di campanilistico.

Non siamo noi i migliori giudici dei frutti derivanti da questo atteggiamento e forse è troppo presto perché chiunque giudichi dei frutti. Ma una cosa possiamo dire con correttezza: l'aver creduto nella nostra cultura locale, riferita ad un contenuto di progresso e di apertura sociale ed umana, ha favorito la presa di coscienza della nostra autonomia. Ha fatto capire che l'autonomia è una conquista dovuta al fatto di essere il contrario di eteronomia che significa dipendenza di volontà esterna, l'essere, cioè, soggetti passivi senza spina dorsale, senza coraggio senza libertà.

Ha favorito la presa di coscienza che l'autonomia non è un regalo, non è una concessione, ma è un diritto, il diritto di essere sé stessi, di agire anche nella struttura stessa dello Stato come soggetti responsabili a una coscienza e a una dignità.

L'equilibrio della nostra azione, quella conciliazione a cui accennavo prima, è stato in gran parte raggiunto e l'attenzione della popolazione che ci segue in Valle d'Aosta e che ci aiuta è diventata sempre maggiore. Il che depone per una partecipazione della base alla nostra azione, questo in ultima analisi fa parte del risultato ultimo che volevamo e vogliamo raggiungere.

Questo modo nuovo di far sentire l'autonomia ci ha permesso di stabilire con lo Stato contatti e collaborazioni insperate che hanno lasciato esterrefatti i nostri amici democristiani e centralisti.

I Democratici Popolari stanno agendo in una realtà locale quanto mai complessa e delicata al centro della quale sta il nostro impegno di lavorare nell'interesse della Valle.

La nostra posizione attuale, anche se non corrisponde all'ottimo delle nostre aspirazioni ideologiche, è una scelta storica e come uomini agenti nella realtà la affrontiamo senza complessi di inferiorità e con piena coscienza di fare il nostro dovere per il futuro della Valle migliore dell'attuale.

Per fare la storia del paese occorre agire in modo concreto e nella realtà contingente; quindi le nostre scelte attuali non possono essere scelte ideologiche, ma storiche, per dare, in futuro, la nostra ideologia, un futuro però che si inizia a costruire oggi con gli strumenti e con le forze che se non altro non si oppongono alla realizzazione del tipo di società che noi concepiamo.

Noi scegliamo liberamente un tipo di società che non è di nessuno, una società che sia democratica e popolare con un contenuto cristiano.

La via per raggiungere questo fine è la via di ogni scelta. Avremo potuto scegliere altre vie, ma avremo fatalmente snaturato l'obiettivo.

È stata finalmente sfatata la leggenda secondo cui, se non si è amici dei governanti dei democristiani romani, non si ottiene nulla dal Governo centrale e tantomeno il rispetto dei nostri diritti statutari.

Ora, finalmente, la popolazione valdostana sa che per ottemperare, o meglio, sa che per ottenere il rispetto della propria dignità politica, prima di tutto occorre lavorare in modo serio, concreto e continuativo come ha fatto questa Giunta in questi due anni e mezzo. Ma se questo è un doveroso riconoscimento all'attività della Giunta Dujany e, nel contempo, un titolo di merito per il Governo Colombo che ha concordato con le altre forze politiche della Regione un nuovo riparto fiscale e aumentando i generi contingentati in esenzione fiscale, ha saputo superare una visione veramente partitica dei problemi della Valle d'Aosta.

Colleghi Consiglieri, non ci pare, anche con tutta la vena polemica di cui è dotata l'opposizione, sia possibile sostenere che questo bilancio non sia un bilancio programmatico.

Innanzitutto in questa legislatura è la prima volta che viene presentato in dicembre, nonostante tutti i grossi impegni politici di due elezioni nazionali.

Siamo di fronte ad un bilancio che contiene delle grosse novità rispetto ai bilanci delle Giunte precedenti, innanzitutto oggi stiamo discutendo un bilancio con entrate certe e questo grazie al nuovo riparto fiscale che rappresenta, ripeto, la più grande conquista di questa Giunta dell'autonomia della sua fondazione.

Per la prima volta viene presentato un preciso ventaglio di scelte nel campo economico e nei servizi con scelte prioritarie per sostenere l'agricoltura, per riqualificare il settore industriale, per controllare e indirizzare lo sviluppo dell'attività terziaria, per potenziare le infrastrutture e i servizi sociali, per eliminare gli scompensi territoriali.

Vi sono chiare scelte politiche quali sono la casa, la sanità, la scuola e i trasporti, la cooperazione agricola, l'assistenza tecnica in agricoltura, l'assistenza farmaceutica, le comunità montane.

Tutte queste scelte sono state operate dentro una logica di sviluppo regionale con orientamenti per le scelte settoriali, ai fini del raggiungimento di un equilibrio tra i settori economici principali, agricoltura, industria e settore terziario.

Si tratta di un bilancio leale, non gonfiato; ci sono denari perché questa Giunta ha operato per poterli ottenere in modo continuativo.

Da questa discussione, e mi ripeto, appare ancora una volta la necessità della modificazione dei rapporti della maggioranza, fra maggioranza e minoranza.

La minoranza deve uscire da uno schematismo negativo, seguendo il quale nega in modo aprioristico il mio apporto costruttivo a qualunque iniziativa della maggioranza, la quale intende avvalersi della collaborazione delle minoranze nell'impostazione delle soluzioni dei problemi amministrativi della Regione.

Mi pare però giunto il momento, nell'interesse superiore dell'istituto autonomistico, richiamare tutti noi, maggioranza e minoranza alla responsabilità che ci deriva dalla carica che ricopriamo.

In questo appello chiedo alle minoranze un cambiamento della loro posizione che da critico-negativa dovrebbe assumere la funzione di critico-costruttiva.

L'opposizione si lamenta che il bilancio è tradizionale, ma mi pare che sia stato ampiamente dimostrato che ciò non è vero.

Constatiamo al di là e al di sopra delle polemiche, chiediamo al Consiglio tutto di valutare con obiettiva serenità le scelte proposte dal bilancio, superando la visione parziale che nasce da un'ottica di parte. Grazie.

Andrione (U.V.) - Je serai très brève. La votation a deux aspects: un aspect comptable administratif et je crois que nous avons donné preuve lors de la discussion générale, que nous avons fait, ces critiques constructives qu'on nous demande à la fin de la discussion du budget. Nous avons apporté notre opinion en cette matière et tout en étant pas là pour chanter comme Monsieur Pollicini le fait, les louanges de ce budget, nous reconnaissons que la répartition fiscale représente un avantage d'autonomie, mais nous savons aussi que cette répartition fiscale n'a été demandée avec cohérence que par certains groupes politiques auxquels Monsieur Pollicini n'appartenait pas.

Cela dit et sans aucune polémique, je voudrai revenir sur le deuxième aspect de la votation du budget, qui est celui politique.

Le budget, voter le budget signifie en même temps donner une confiance à la Junte en charge pour ce qui est de notre part ne pouvons pas le faire et ceci n'exclut pas le respect que nous avons pour nos adversaires politiques pour ceux qui pensent différemment que nous, mais dire que à notre avis cette Junte, la composition de cette Junte, n'est pas à même de gérer politiquement la Vallée d'Aoste selon celles qui sont ...

C'est pourquoi que nous voterons contre.

Ramera (D.C.) - Avrei dovuto certe cose dirle ieri in sede di discussione generale, inutilmente ho chiesto la relazione del Presidente; normalmente, quando un Consigliere fa delle proposte, vengono messe ai voti, vengono accolte. Comunque, nonostante la voce mi sia mancata, ho il dovere che accolgo l'invito fatto ieri dal Presidente per un impegno di tutte le forze politiche nell'interpretare le esigenze, le attese della popolazione poiché il bilancio rappresenta un momento particolare in quanto non è solo un atto amministrativo - egli ha detto - ma rappresenta l'occasione per ampliare l'orizzonte della realtà regionale.

Avevo riempito sei cartelle di appunti sulla sua relazione, però, scorrendola ieri sera con molta calma, ho cambiato certe idee che avevo avuto nel momento in cui l'avevo ascoltata.

Direi subito che ascoltandola mi erano sfuggite delle sfumature che, se non fosse perché il Presidente della Regione, direi quasi che è una relazione a due mani, in questo caso direi che è una relazione fatta in due momenti diversi perché manca quel collegamento chiaro, perché da una parte politica iniziale che vedremo subito, fa riscontro poi una parte programmatica che però alla fine non si condensa in conclusioni chiare e concrete.

Ha detto molte cose interessanti, chiaro e non possono i dieci minuti concessimi rivedere il tutto. Tuttavia per la parte politica è chiaro che respingo quanto è stato detto dal Presidente e ripetuto ora dal capogruppo comunista che la Democrazia Cristiana abbia operato una svolta a destra.

La Democrazia Cristiana, dopo le elezioni del 7 maggio, ha dovuto colmare un vuoto di potere.

Vi era l'indisponibilità del Partito Socialista, indisponibilità che rimane tuttora, ma noi non siamo certo né sordi né tantomeno non vogliamo riaprire, non riaprire certi dialoghi, ma tutto questo, naturalmente, occorreva del tempo e occorreva che vi fosse un Governo. Un Governo che doveva, per forza di cose, sopperire alla grave congiuntura economica e cercare di realizzare una ripresa produttiva in attesa che forse, magari le stesse, o forse diverse concorrono alla gestione del Paese.

Quindi respingo queste accuse che il Presidente ha voluto farci in questa relazione del programma.

Certo che noi siamo in un Consiglio strano: io l'ho ripetuto tante volte, noi anche in questa occasione del bilancio, abbiamo visto il nostro Gruppo piuttosto tranquillo, no, no, quasi che naturalmente fosse d'accordo sull'impostazione del programma presentatoci, mentre dall'altra parte il Gruppo comunista ha attaccato, ha criticato per due giornate questo bilancio e io, un'ora fa, seguivo il dramma di un uomo, il dramma del Consigliere Manganoni che per mezz'ora ha demolito, ha squinternato questo bilancio e io che lo seguivo attentamente, dicevo: "Ma guarda quest'uomo, è lì che sfascia tutto un bilancio e tra un'ora sarà là a deporre la pallina bianca perché così vuole la direttiva politica del suo Partito".

Ora, noi ci siamo trovati appunto di fronte a queste cose anomale, da una parte il Gruppo democristiano che avrebbe anche potuto accogliere le tesi di un bilancio siffatto in quanto non è altro che la traccia, nonostante quello che tenta di dire Pollicini, dei bilanci ricorrenti ormai da secoli. Se noi avessimo una storia secolare, sono cambiate le cifre questo è chiaro, è cambiato, sono cambiate le scelte, sono tanto cambiate, amico Pollicini, le scelte che il documento di scelta programmatica ci è stato recapitato nel pomeriggio a discussione già iniziata, il che vuol dire una cosa: guarda che io sono sempre uno che non crede molto alle apparenze, guarda la sostanza; se questa fosse stata la scelta programmatica del Governo regionale, sarebbe apparso in questo documento; invece è stato fatto un documento all'ultima ora e, se io avessi preso la parola ieri, avrei già spiegato ieri il perché, anticipando tutte le dichiarazioni di voto, perché queste tre voci per un miliardo e cento milioni sono la giusta ricompensa per otto palline bianche che vi verranno dal settore di estrema sinistra.

Voglio dire, però, ancora qualche cosa e mi spiace di dover polemizzare perché, anche se siete usciti dalla Democrazia Cristiana, io ritengo che certi rapporti, certi rapporti di amicizia permangano, quindi il dover polemizzare con Pollicini, ad esempio, con il quale abbiamo combattuto battaglie elettorali per la Democrazia Cristiana sulle piazze, nei cortili della nostra città, picchiando i pugni anche, perché abbiamo un carattere suppergiù uguale, per fare che cosa? Per strappare voti all'altra parte? Tu adesso vieni a dire, noi abbiamo un modo nuovo di condurre la cosa pubblica; devo dire che hai ragione. Su venti Regioni a Statuto ordinario e speciale il gioco politico avviene regolarmente in diciannove Regioni, in sedici governiamo noi, in tre governa il Partito Comunista, ma tutto avviene secondo una logica che è quella logica risultante dell'elettorato che vota per questi Consigli regionali.

Solo noi, la ventesima, noi siamo l'eccezione che conferma la regola; noi abbiamo trovato un sistema nuovo, l'equidistanza a parole, l'equidistanza dalla Democrazia Cristiana, allora siamo tutti d'accordo, amico Pollicini, ma non l'equidistanza da noi e dal Partito Comunista, perché, se così fosse, ad un certo momento mi verrebbe voglia, se i nostri fossero dei banchi regolarmente colmi di Consiglieri democratici cristiani, di chiedere al Capogruppo comunista se vuole o se volesse continuare a rimanere nel limbo assieme a noi, perché insieme penso che faremmo la maggioranza in un risultato normale e voi e noi dovremmo essere equidistanti da questa somma più o meno aritmetica di uno più mezzo più due, i quali condizionano i più grandi partiti con l'equidistanza alla ricerca di un appoggio di volta in volta per portare avanti la politica.

Ora, tutto questo io non lo capisco. Lo capirei se avvenisse un fatto del genere anche in altre Regioni, ma noi siamo l'unica, condotta come una società per azioni, dove normalmente una maggioranza relativa governa la società sfruttando appunto o l'assenza degli azionisti o altrimenti alleandosi con determinati gruppi e formare la maggioranza assoluta.

Mi spiace di dover parlare a fatica, scusatemi, è una dichiarazione di voto che devo fare, è il dovere che me lo impone, però non posso neppure accettare quando da parte vostra continua ad essere sbandierata questa vittoria per il riparto fiscale, come se fosse cosa unicamente vostra, perché qui appunto sono le cose anomale di questo Consiglio; in certe cose c'è l'equidistanza, in altre si chiede invece la partecipazione unitaria di tutte le forze che esistono in questo Consiglio per portare avanti e per portare a soluzione determinati problemi.

Ora non mi venga a dire che si ignora che i parlamentari che hanno presentato la legge del riparto fiscale che hanno portato avanti i contingenti erano gli scomparsi amici Ollietti e Berthet, che hanno collaborato con questa Giunta e all'operato di questa Giunta e di questi provvedimenti legislativi abbiamo partecipato tutti, caso strano ho partecipato un pochettino anch'io, e forse ho fatto bene. C'era qualcuno che non condivideva forse questo mio operato, ma, dato che io in politica alle volte lo sento a distanza le cose, dicevo se la Democrazia Cristiana, solamente per un senso di rivalsa nei confronti dei suoi ex amici, rifiuta la sua collaborazione, che figura facciamo? Mentre, invece, noi potremmo dire in Consiglio, lo potremmo dire su tutte le piazze, lo potremmo dire in tutti i paesi che la nostra partecipazione è stata al meno di quella degli altri e determinante perché al Governo del paese, se non vado errato, siedono amici nostri e tu hai fatto bene, Pollicini, a ricordare che il Presidente del Consiglio dei Ministri, che ha firmato questa legge, era il Presidente del Consiglio Colombo.

Ora, per concludere, dicevo che per noi questo dovrebbe essere un bilancio da raccogliere, perché, pur modificato nelle cifre, ricalca certi sistemi ricorrenti, li chiamava l'Avvocato Caveri, a cui sono stati costretti i vari amministratori, noi invece diciamo che non è vero, diciamo che non è vero che noi dobbiamo accogliere questo bilancio, perché siete stati voi ad insegnarci che questo bilancio non andava bene, perché su un bilancio uguale a questo, modificato solo nelle cifre, si è rotta la nostra amicizia, praticamente si è rotta la collaborazione di tanti anni tra uomini che avevano militato nelle stesse file e avevano portato avanti uno stesso discorso; quindi non possiamo dire oggi che va bene, così come non dovreste dirlo voi, perché due anni e mezzo or sono voi faceste una crisi proprio su un bilancio, tranne quelle tre voci che ho già detto che devono pur pagare il prezzo di otto palline bianche, noi non possiamo accogliere questo indirizzo.

Io mi ricorderò sempre le dichiarazioni programmatiche del Presidente Dujany che disse: questo sarà l'ultimo bilancio votato in maniera come questa, in maniera tradizionale, dal prossimo anno entrerà in funzione, ci sarà la programmazione, e non voglio entrare adesso per carità nel capitolo della programmazione, mi sia consentito solo l'accenno, però abbiamo votato il bilancio del 1971, del 1972 e oggi votiamo il bilancio del 1973, senza un indirizzo di programmazione.

Io vorrei che questo bilancio fosse stato visto sotto quell'aspetto che ieri il Presidente diceva, nell'armonica convivenza dei tre settori principali che costituiscono l'economia e cioè l'agricoltura, l'industria e il settore terziario, ma tutto questo non è avvenuto, tutto questo è avvenuto così, secondo le varie richieste, come avviene sempre dei singoli Assessori per le loro necessità ed essendo affluito maggior denaro, dove c'era 150 è diventato 180, dove era 200 è diventato 220, ma dico sempre senza quella parte del miliardo e 100 milioni. Noi ci troviamo di fronte a un bilancio tradizionale e, mi spiace, per chiudere, di dover dire all'amico Pollicini questo: che voi ringraziate coloro che sono venuti con voi, che seguono una vostra politica, ma noi non siamo mai stati interpellati, noi non siamo mai stati interpellati per, semmai, per indicare cifre diverse, anche noi, magari un miliardo anche per noi, gruppo di minoranza democristiana, nel programma visto nei settori vari dello sviluppo della Regione.

Voi avete interpellato una parte, questa parte vi ha detto quale prezzo dovete pagare con questo bilancio, quindi prendetevi le palline bianche del Partito Comunista, ma non venite a dire se abbiamo riscosso il rispetto del mondo cattolico perché non credo che il mondo cattolico possa accogliere benevolmente questa vostra alleanza di oggi.

Balestri (P.S.I.) - Io non ho da mettere agli atti nessun documento, quindi sarò brevissimo.

Come atto amministrativo questo bilancio, non sto a dilungarmi, il Consiglio ha fatto molti interventi attraverso i loro Consiglieri, e alcuni negativi ed altri positivi, ci sarebbero da fare dei rilievi, ma non è questo il momento né il caso. Penso che se caso dai rilievi fatti da alcuni Consiglieri se ne possano trarre dei vantaggi per le prossime discussioni e per le prossime argomentazioni: c'è un fondo di rotazione che non ci soddisfa in pieno, insomma almeno non vediamo ancora una collocazione.

Però, caro Ramera, ci sono dei fondi dell'edilizia popolare, ci sono dei fondi dei trasporti, ci sono dei fondi sulla sanità che almeno dovrebbero dare un inizio di una riforma sanitaria che volendo, in parte almeno, in Valle d'Aosta si dovrebbero fare; è un inizio, è una volontà e non credo che siano solo questi che hanno pagato i voti di otto palline bianche, perché c'era la volontà anche da parte di altre forze, penso di tutta la maggioranza per arrivare a dare almeno questo indirizzo. Ma non voglio dilungarmi sul lato amministrativo del bilancio, voglio farne una valutazione politica e, come valutazione politica, dirò che votiamo a favore, ma mi auguro una cosa, principalmente, non so se sia l'ora tarda, se sia la giornata, se sia qualche influsso benefico o malefico della Giunta non so, che ha determinato sul Consiglio. Quest'oggi la discussione è stata una discussione serena, insomma abbastanza tranquilla e abbastanza vasta, toccati i vari punti, ma non siamo esplosi in manifestazioni come altre volte siamo stati abituati.

Quindi da questo è un invito politico che faccio, penso di trarne un auspicio per il futuro di questa Giunta e per il futuro del prossimo Consiglio perché, effettivamente, si facciano dei discernimenti, delle scelte di questa Valle d'Aosta per cui si possano trarre dei vantaggi maggiori nell'interesse della rete di tutta la popolazione.

Siggia (P.C.I.) - Passiamo alla votazione articolo per articolo della legge sul bilancio.

Articolo 1 - Chi è favorevole alzi la mano. Contrari? Astenuti? Favorevoli diciannove, contrari unici. Il Consiglio approva. Dieci soli contrari, rettifico.

Articolo 2 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva con diciannove voti rispetto a undici.

Articolo 3 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva, lo stesso risultato.

Articolo 4 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva, lo stesso risultato.

Articolo 5 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 6 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 7 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 8 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 9 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 10 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 11 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 12 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 13 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 14 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 15 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 16 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 17 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 18 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 19 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 20 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 21 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 22 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 23 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 24 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 25 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 26 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 27 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Articolo 28 - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato B) con la modifica che è stata trasmessa per cui va aggiunto Capitolo 287 quota di ammortamento mutuo INI? Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato C) Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato D) Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato E) Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato F) con le modifiche che sono trasmesse ai Consiglieri al n. 3 fondo di rotazione 3 miliardi 400 mila - inserimento di altri tre Capitoli 14 - 15 - 16 per importi di 800 milioni - 200 milioni e 100 milioni - Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato H) con le sette modifiche riportate al Capitolo 271 con l'aggiunta di altri tre Capitoli con gli importi stessi detti prima. Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Allegato G) Favorevoli? Contrari? Il Consiglio approva.

Votazione a scrutinio segreto del testo intero di legge.

Dolchi (P.C.I.) - Insieme ad alcuni Consiglieri abbiamo presentato un ordine del giorno, l'ordine del giorno va discusso.

Siggia (P.C.I.) - Dopo la votazione.

Dolchi (P.C.I.) - Un momento, un momento, io ho sentito ventilare la possibilità che il Consiglio non si riunisca domani com'è previsto all'ordine del giorno. Io chiedo al Consiglio la responsabilità del Consiglio se quest'ordine del giorno che, presentato in sede di discussione generale, va votato al termine della discussione generale, comunque prima della votazione complessiva? A termine di Regolamento, il Consiglio s'impegni a discutere, a votarlo dopo, perché, se il Consiglio scappa, io non sono d'accordo e mi richiamo e richiamo il Presidente al Regolamento. Chiedo che la votazione avvenga prima della votazione del bilancio.

Se il Consiglio s'impegna, faccio ammenda di aver pensato che il Consiglio non ritenesse di ottemperare a questo provvedimento e quindi sono disposto a recedere... (non si sente più) ...Ripeto, brevissimamente, se il Consiglio s'impegna e non ha niente in contrario che quell'ordine del giorno che deve essere votato a termine di Regolamento alla fine della discussione generale prima della votazione complessiva avvenga anche dopo, ma se il Consiglio ha intenzione di scappare e di non votare quell'ordine del giorno per mancanza del numero legale mi appello al Regolamento e chiedo che sia discusso prima.

Siggia (P.C.I.) - Ne dà poi lettura il Segretario, votazione a scrutinio segreto. Ah! No, scusato sì, ho ... l'allegato B)

Allegato A) Chi è favorevole, alzi la mano. Contrari? (manca la corrente... ecco è ritornata) Contrari? Il Consiglio approva.

Risultati della votazione: presenti e votanti trenta, favorevoli diciannove, contrari undici, il Consiglio approva.