Objet du Conseil n. 70 du 27 février 1973 - Resoconto
OGGETTO N. 70/73 - Elezione del Consigliere regionale Freppaz Emilio a Vicepresidente del Consiglio in sostituzione dell'ex Consigliere regionale Fosson Pietro.
Montesano (P.S.D.I.) - Dunque, su questo argomento, che è stato portato al Consiglio varie e varie volte ed è stato sempre portato per memoria in quanto che le forze politiche ancora non avevano preso un contatto conclusivo per la proposta del terzo Vice Presidente, in sostituzione del Consigliere Fosson, si è arrivati a questa seduta con l'impegno comunque di eleggere il Vice Presidente. È stato argomento di una delle sedute dei Capigruppo e dell'Ufficio di Presidenza nella quale seduta sono state fatte delle proposte, proposte che mi sembra non abbiano avuto un risultato conclusivo e che io desidero richiamare l'attenzione degli altri Consiglieri e invitare i proponenti di quella seduta di riproporre le loro argomentazioni nella seduta pubblica e quindi nella seduta alla quale partecipano tutti i Consiglieri e mettere a conoscenza dello svolgimento, cioè ripetere quello che si era detto nella seduta dei Capigruppo, ripeto per mettere a conoscenza il Consiglio delle intenzioni dei diversi Gruppi.
Chi chiede la parola? Consigliere Dolchi?
Dolchi (P.C.I.) - Ma la posizione del nostro Gruppo pensa sia nota fino al momento in cui abbiamo chiesto in sede di seduta consiliare che l'argomento, come diceva appunto il Presidente del Consiglio, che veniva messo per memoria, fosse affrontato e il Consiglio si pronunciasse se intendeva o meno ridare all'Ufficio di Presidenza il suo plenum.
Si decise in quell'occasione di demandare alla riunione dei Capigruppo la decisione su una eventuale proposta di un nominativo.
In sede di riunione di Capigruppo ho espresso la posizione del Partito Comunista che riteniamo debba essere nuovamente riportata in Consiglio perché ogni Gruppo assuma la sua iniziativa e la sua responsabilità.
Partiamo dal presupposto che l'Ufficio di Presidenza è un organismo collegiale, non esecutivo, e quindi non espressione di maggioranza, tanto è vero che il Regolamento prevede norme speciali di votazione perché la minoranza sia presente, quindi organismo collegiale rappresentativo nei limiti del possibile e della composizione consiliare.
Quindi da questa premessa deduce che l'Ufficio di Presidenza deve esser il più possibile composto dalla rappresentanza dei vari Gruppi consiliari; abbiamo detto in Commissione che se si fosse limitato ad una sostituzione meccanica del componente dell'Ufficio di Presidenza del Vice Presidente dimissionario il posto sarebbe spettato all'Union Valdôtaine e il Consiglio avrebbe dovuto richiedere al Gruppo dell'Union Valdôtaine un nominativo per concentrare i suoi voti su questo nominativo.
Ma in sede di riunione di Capigruppo ho fatto presente come secondo noi non ritenevamo che potesse essere così meccanica questa sostituzione, proprio perché l'Ufficio di Presidenza non era quello votato originariamente nel 1968 all'insediamento del Consiglio regionale, che c'erano state delle modificazioni, delle variazioni nella stessa composizione politica dei Gruppi presenti in Consiglio regionale e che quindi per una valutazione politica, che noi rifacevamo e anche per una alleanza che si era nel frattempo formata tra Democrazia Cristiana e Union Valdôtaine, ritenevamo che fosse più opportuna, consigliabile, normale, la presenza di un esponente del Gruppo della Democrazia Cristiana, e quindi chiedevo in quella seduta al Capogruppo della D.C. se era d'accordo su questa impostazione, facesse lui il nominativo del candidato e per quanto riguardava il Gruppo Comunista a cui poi si sono associati altri Gruppi noi avremmo votato.
Ci sembrava strano che un Gruppo di sette Consiglieri non fosse rappresentato nell'Ufficio di Presidenza.
Non dico, proprio perché se noi, Gruppo di otto Consiglieri, non fossimo rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, ecco non assumeremo una posizione di vittimismo, ma anzi battaglieremo, sul piano democratico nell'ambito del Consiglio regionale, per avere una rappresentanza nell'Ufficio di Presidenza che riterremmo giusta.
In questo senso avevamo fatto il nostro intervento. Abbiamo chiesto alla Democrazia Cristiana che facesse il suo nominativo che avremmo votato. Ci sembra che la Democrazia Cristiana non sia orientata in questo senso di accogliere questo orientamento che poi è stato l'orientamento della maggioranza dei Capigruppo.
Se così non fosse, cioè se fosse valida questa voce che dice che la D.C. non è orientata a proporre una propria candidatura noi riteniamo che se il Consiglio esprime altre candidature, il voto comunista potrà confluire sui nominativi che saranno proposti, proprio perché riteniamo importante e indispensabile che sia realizzato il plenum dell'Ufficio di Presidenza perché riteniamo che è una prova di validità democratica quello che gli organismi elettivi abbiano la capacità e la forza di darsi essi stessi, se poi vogliono fare un discorso democratico anche all'esterno, darsi i propri organismi.
Ecco quindi la posizione del nostro Gruppo, che è stata la posizione nell'ambito della riunione dei Capigruppo, che riconfermiamo qui, riconfermando nel contempo, anche la nostra disponibilità per altri nominativi che potessero raccogliere la maggioranza e l'orientamento dei vari Gruppi Consiliari.
Andrione (U.V.) - Comme nous avons déjà expliqué lors de la séance des Chefs des Groupes, nous croyons que cette place de Vice-Président touche è l'Union Valdotaine, puisque s'agit de remplacer M. Fosson qui appartenait à l'Union Valdotaine, et il touche également en tant que représentation de la minorité actuelle de ce Conseil, et c'est pour tout-là que sans faire des discussions sur les affirmations de M. Dolchi, parce que cela nous ferait peut-être perdre seulement du temps, nous proposons à nom de notre Groupe M. Emile Freppaz comme Vice-Président du Conseil.
Ramera (D.C.) - Nella riunione dei Capigruppo avevo ringraziato il rappresentante del Partito Comunista per questa offerta, piuttosto insolita, ma forse che tiene conto di certi movimenti che avvengono in campo nazionale, magari come avvicinamenti che più o meno a scadenza breve o lontana, qualcuno vorrebbe far compiere ai due grandi Partiti.
Comunque non è con aria di vittimismo che io mi accingo a rifiutare, a nome della Democrazia Cristiana, questa Vice Presidenza. Noi vittimismo non lo facciamo, teniamo conto di quello che ha detto Dolchi, ma noi diciamo che quelle argomentazioni saranno valide immediatamente dopo la consultazione elettorale di giugno; saranno valide le argomentazioni che i Gruppi debbano essere rappresentanti nel Consiglio di Presidenza. A quel momento la D.C. verrà qui con i numeri giusti che le saranno dati dagli elettori, molto probabilmente saremo qualcuno di più, quasi certamente io mi auguro saremo qualcuno di più, e a quel momento se l'elettorato avrà detto che la D.C. deve rimanere in quest'angolo come minoranza noi assumeremo le nostre responsabilità negli organi del Consiglio come compete ad una grande forza politica come la nostra.
A questo momento noi non vediamo perché si debba:
1) partecipare quando mancano tre Consiglio alla fine di questa legislatura; abbiamo lasciati vacanti tanti posti, oggi ci precipitiamo a ricoprirli, non lo so perché, quando mancano tre Consigli, vuol dire che improvvisamente fino adesso tutto andava bene e adesso per un mese, per 40 giorni praticamente, occorre la presenza fisica di qualcuno;
2) noi riteniamo, certo non siamo, fare del vittimismo, noi ci riteniamo tutt'ora offesi dal modo con il quale siamo stati messi in quest'angolo di minoranza, offesi per la procedura insolita, mai accaduto ad alto livello in campo nazionale, neanche di altre Regioni, né al Parlamento, può darsi che sia capitato in qualche Consiglio Comunale, però ad alto livello noi non riteniamo di partecipare a nessun organo di Presidenza, perché noi siamo qui a rappresentare un qualche cosa che non esiste più, praticamente noi siamo venuti in questo Consiglio in tredici e rappresentavamo 25.000 voti, oggi dobbiamo attendere le urne, dopo quel momento faremo i conti, faremo gli accordi o non accordi, in quel momento ognuno qui dentro rappresenterà veramente il Paese, ma fino a quel momento troppa gente qui non rappresenta che se stesso, ed ora dato che rappresenta se stesso noi lasciamo rappresentare e con questo non vogliamo mancare di rispetto all'Organo che ci vorrebbe presenti; siamo sempre stati ossequienti alla Presidenza del Consiglio, lo saremo in questi ultimi tre Consigli e nessuno si senta offeso, come noi non ce l'abbiamo con nessuno, se non voteremo un nostro rappresentante.
Andrione ha detto che toccava all'Union Valdôtaine, chiaro era l'Union Valdôtaine quello che è uscito, fa bene a rivendicare la paternità del nuovo Vice-Presidente, no dico, lui fa bene a rivendicare, ma la Democrazia Cristiana non è qui nella compaggine eletta nel 1968 e quindi ritiene di non avere i numeri sufficienti per pretendere una Vice Presidente.
Mappelli (D.C.) - Mi dispiace di dover fare un po' di polemica con il Consigliere Dolchi, mi dispiace perché il Consigliere Dolchi in questa occasione predica e razzola male e lo dimostriamo subito.
Dov'è che predica male? Predica male quando ritiene di dover esprimere questo Consiglio tutti i suoi organi quando purtroppo, e lo ripeto, purtroppo da cinque o sei mesi manca un organo importantissimo in quella Giunta: l'Assessore ai Lavori Pubblici, e predica e razzola ancora peggio quando ritiene di avere il diritto di esprimersi che la Democrazia Cristiana, non noi 6 o 7, ma la D.C. e la minoranza, questo è gravissimo da parte tua, per quanto ...
Dolchi (P.C.I.) - 6 o 7 Consiglieri ...
Mappelli (D.C.) - I Consiglieri, è un altro discorso, ma Lei ha detto che la D.C. deve, in quanto minoranza, ha il diritto di essere espressa in quanto tale nei suoi organi.
Ora io non voglio aggiungere niente a quanto ha detto così bene il Consigliere Capogruppo Ramera, per quanto riguarda se la D.C. sarà maggioranza o minoranza questo dipenderà né da Dolchi né tanto bene da Mappelli, ma dagli elettori della Valle d'Aosta.
Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola? Non fate polemiche, chi chiede la parola? Non ci sono altri interventi? Consigliere Dolchi.
Dolchi (P.C.I.) - Non voglio polemizzare con Mappelli, voglio solo ribadire il nostro punto di vista; la Presidenza è un organo collegiale, rappresentativo del Consiglio, non abbiamo detto che la D.C. era maggioranza o minoranza, è un problema che riguarda la Giunta essere maggioranza o minoranza. Il fatto che la D.C. con sette Consiglieri dovesse essere rappresentata, secondo noi, se poi la D.C. non vuole, affare suo, essere rappresentata nell'Ufficio di Presidenza ci sembrava un atto di democrazia nell'ambito del Consiglio.
La D.C. si ritiene emarginata, vuole aspettare le elezioni, aspira ad avere la Presidenza e non si accontenta adesso di una Vice Presidenza perché vuole la Presidenza, questo lo dico io, faccio il processo alle intenzioni, comunque è chiaro che si è rinviato tutto a dopo le elezioni. Io non voglio fare né l'avvocato difensore d'ufficio della D.C. né a tutti i costi votare un candidato certo che non viene offerto dalla D.C., voteremo, perché riteniamo che l'Ufficio di Presidenza debba realizzare il suo plenum, il nome proposto dal collega Andrione e cioè il collega Freppaz.
Non abbiamo parlato, lo ribadisco, né di maggioranza né minoranza, ritenevamo che il Gruppo della D.C. di sette consiglieri dovesse essere rappresentato in questo Ufficio di Presidenza. Ci sembra che a 25 anni dalla promulgazione dello Statuto Speciale i Consiglieri, ancora non sappiamo con precisione la differenza che esiste fra l'esecutivo, cioè la Giunta, e l'Ufficio di Presidenza che è l'espressione del Consiglio regionale.
Noi adesso parliamo dell'Ufficio di Presidenza e in questo senso era orientato tutto il nostro discorso.
Bordon (D.C.) - Io ho poco da dire, tanto più che non posso parlare, e questo è un vantaggio per tutti voi ed è forse anche un vantaggio mio; però si creano qui dentro delle situazioni veramente strane qualche volta, e anche a chi non ha voglia di fare della polemica lo si porta su un binario che ad un certo momento la polemica la deve fare.
Noi non vogliamo assolutamente prendere delle lezioni di democrazia da nessuno, perché riteniamo che il Partito che abbiamo l'onore qui di rappresentare, forse che indegnamente, lezioni di democrazia non ne riceve da nessun altro Partito, perché l'autonomia se l'abbiamo avuta in Valle d'Aosta, l'abbiamo votata attraverso la Democrazia Cristiana quando andando a vedere attraverso gli atti della Costituzione, ecc. della Costituente, molti Partiti che siedono qui dentro, come il Partito Comunista, votavano contro l'autonomia regionale, tanto per cominciare.
Però non voglio addentrarmi su quella strada; io vi dico solo una cosa: situazioni strane che si creano qui e non si può dire altrimenti, noi ad un certo momento abbiamo detto, senza nessun rancore verso nessuno, soltanto per un'autodifesa, in base ad una giusta legge democratica, che ritenevamo che questa Giunta che si era costituita con il tradimento delle palline nere per noi non contava niente, questo è il discorso che noi abbiamo sempre portato avanti, perché se si vuol parlare di democrazia qui dentro avremmo dovuto parlarne allora, per cui certa gente che era stata portata qui con i voti di quella famosa Democrazia Cristiana, tanto da coi vilipesa, perché indubbiamente vi è di ostacolo perché non riuscite voi a portare... (voci) ...sì Signore, perché anche in campo nazionale tutte le volte che noi ci scontriamo ci fa veramente piacere e pertanto, ripeto, noi altri qui dentro abbiamo sempre sostenuto che questa Giunta non era valida, perché se ci fossero state delle persone serie, coerenti, e non uso altre parole, noi si doveva ricorrere nuovamente alle elezioni, perché indubbiamente qui dentro questo sistema di frazionismo che è venuto fuori, che io non auguro a voi, perché voi nella vostra disciplina di Partito, il frazionismo non lo ammettete perché vi prendete piuttosto a calci e li sbattete via, noi qui dentro, diciamo, che con questa brutta abitudine di frazionismo stiamo rovinando la Valle d'Aosta, perché noi avevamo visto della gente che è stata eletta sotto una determinata impostazione, sotto un determinato Partito e ad ogni soffiar di vento, secondo le convenienze che vengono fuori, ci si sposta e si passa in altri Partiti e si formano altre alleanze.
Io non avevo nessuna intenzione di dire questo, ripeto soltanto che noi allora abbiamo rifiutato la Vice Presidenza perché non riteniamo questa Giunta valida, perché non è stata l'espressione degli elettori valdostani, chiaro e ripetiamo questo oggi.
Quindi è inutile star lì a cincischiare e a voler fare tante discussioni; d'altronde, e questo lo dico perché lo ha detto così bene il Capogruppo al quale avevamo lasciato tutta la responsabilità, noi dovremmo aggiungere: ma in 40 giorni voi volete farci fare dei lavori simili? Quando noi eravamo contrari per principio e lo siamo sempre stati, quindi nel modo più assoluto noi rifiutiamo questo, perché non consideriamo giusta e valida questa Giunta e pertanto non riteniamo valido questo Governo, che si voglia fare la distinzione fra Giunta e Presidenza del Consiglio questo è un altro discorso, perché una collaborazione attraverso la Presidenza del Consiglio non si può avere quando non si considera valida la Giunta, questo nel modo più assoluto.
E pertanto noi ribadiamo quello che abbiamo detto prima: che noi riteniamo che il posto di prima lo avesse l'Union, questo come ha spiegato Andrione, e siamo pronti a votare Freppaz con immenso piacere, però non si vada poi a dire, a cincischiare su certe impostazioni della Democrazia Cristiana, perché lezioni di democrazia la dovevate dare allora quando avvenne la scissione e si formò questa Giunta attraverso un tradimento con le palline nere; noi non abbiamo altro da aggiungere.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Non sono in condizioni di salute per fare della polemica che solitamente ritengo doveroso fare nei confronti dei nostri ex alleati della D.C.
Non volevo dire la parola "amici", ecco non volevo dirla, però, a questo punto, sia pure così limitatamente a quelle che sono le mie condizioni fisiche di oggi, vi posso dire una cosa. L'ho già detta e direi che sia stata non capita visto che non è stata recepita, che il problema della scissione, il problema con il quale si è formata la nuova maggioranza, il problema con il quale si è raggiunto ad Aosta il massimo di autonomismo che mai Giunta avesse avuto, visto che era rappresentata per larghissima parte da movimenti locali ed autonomisti, ebbene, questo problema ha portato come risultato non le elezioni, come voleva Bordon, ma ha portato il nuovo riparto fiscale che sono otto miliardi in più, ha portato i nuovi aumenti dei contingenti e poi ha portato anche, consentitemi di dirlo, l'onore di avere la visita del Presidente della Repubblica due giorni fa.
Ebbene questa Giunta ha lavorato per unanime riconoscenza di tutti e per unanime, diciamo così, riconoscimento dalle parti più disparate, anche singolarmente dalla vostra parte, ha operato nella migliore e nei migliori dei modi, non soltanto, noi diciamo che traditori non è chi abbandona un Partito ma chi tradisce le idee di quel Partito.
Noi siamo rimasti fedeli alla matrice di quel Partito e ritenevamo che per rimanere noi stessi c'erano due strade, due strade soltanto, o fare quello che abbiamo fatto evidentemente portando avanti quelle che erano le nostre impostazioni di ordine politico e di ordine amministrativo, oppure per rimanere noi stessi e non tradire noi stessi dovevamo chiuderci la bocca. Però quella era una rinuncia ad essere se stessi; era un tradire le proprie idee. Ricordatevi che i Partiti non sono delle patrie, i Partiti sono degli strumenti per condurre la politica nel modo migliore. Ebbene, noi per condurre la vita politica in Valle d'Aosta nel modo migliore, siamo stati costretti ad uscire dalla Democrazia Cristiana.
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Mappelli e poi Consigliere Bordon.
Mappelli (D.C.) - ... di essere più calmo possibile per rispetto della tua salute.
Tradisce le idee, noi avremmo tradito le idee? Rimanendo fedeli alla D.C. e saresti rimasto fedele tu a questi principi di democrazia e di libertà per cui tanti continuano a morire, a soffrire in determinati angoli del nostro globo terreste per queste idee?
Ti immagini un momento che cosa sarebbe successo in Italia se copiassero questo tuo grande esempio di idee?
D'altra parte le idee non sono le tue, Pollicini, ma sono di chi ti hanno espresso, di chi tu rappresenti qui dentro e sono quelle che tu hai tradito. Il Presidente della Repubblica mi fa piacere che abbia riconosciuto la Resistenza, lui è rimasto fedele alle sue idee riconoscendo alla Resistenza Valdostana, di aver dato tutto in un certo periodo della storia, ed è un democristiano Leone, mai tradito le sue idee.
Riparto fiscale: a parte il fatto che sarebbe semplice risponderti che il riparto fiscale era un nostro giusto diritto e che tutto il Consiglio ha contribuito e che tutte le forze, compresa la Democrazia Cristiana, da tempo portava avanti questo problema, e questo è stato il giusto risultato di questo nostro impegno di tutto il Consiglio, e ti dimostro ancora una volta che per quanto riguarda le questioni dei contingenti, nel 1966, quando Manganoni, e mi spiace dover ritornare indietro di 5-6 anni, parlava di un piatto di lenticchie, non abbiamo mica fatto poi niente di straordinario se ad un determinato momento siamo riusciti a fare un passo in avanti in questo senso.
Dunque, caro Pollicini, sul piano amministrativo niente di nuovo; sul piano ideologico, caro mio amico, c'è una cosa che rimane fondamentale, ed è questa: che tu non sei più democratico cristiano, né cristiano né tanto meno democratico. Noi riteniamo appunto, perché riusciamo a non andare avanti con delle ambizioni personali, amico Pollicini, rimaniamo dove siamo e non ci muoviamo nel modo più assoluto, e il giorno in cui non i comunisti o i democratici popolari o altre forze, ma gli elettori riterranno che noi non rappresentiamo più benissimo, in quel momento faremo la nostra scelta: rimarremo a casa. Ma fin quando la Democrazia Cristiana avrà fiducia nei suoi uomini, in coloro che sono espressione di questa ideologia democratica, di questa filosofia, di questa cultura, orbene, noi rimarremo fermi al nostro posto e mi dispiace, Pollicini, dover polemizzare su queste cose, però il fatto di dire: noi siamo rimasti, siamo usciti dal Partito per rimaner fedeli alle ideologie, orbene, io mi chiedo che differenza c'è. Ed è questo che vorrei che tu dimostrassi sul piano ideologico, quando ad un determinato momento sul piano politico le tue posizioni sono uguali a quelle non di Dolchi, evidentemente, ma dal Partito Comunista, sul piano ideologico qual è la differenza? Nessuna.
Allora, ad un certo momento, mi dispiace ma sono più onesti coloro che dicono: sono Comunista, e sotto questa bandiera sono espressione di questa filosofia marxista e porto avanti sul piano politico questa ideologia.
Per me il fatto che tu venga qui ancora a rivangare, a cercare di giustificare quella tua posizione, quella vostra posizione, di aver avuto il coraggio di mettere delle palline nere in quell'urna o di aver avuto il coraggio, vile coraggio di fare dei nomi in questa sede, in altre sedi, rigettando questa vostra posizione su delle persone oneste, orbene, mi dispiace, quell'atteggiamento era poco onesto, quell'altro atteggiamento di rigettare su delle persone che avevano semplicemente fatto il loro possibile ed erano rimaste al loro posto non vi fa onore, Pollicini.
Tu continua pure per la tua strada e vai tranquillo, però per quanto riguarda la Democrazia Cristiana, per quanto riguarda le idee che essa rappresenta, mi dispiace, non hai più niente in comune.
Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola al Rag. Bordon, subito, immediatamente, io do la massima libertà d'azione negli interventi, però ho il dovere anche di richiamare nel seminato un pochino la discussione, è vero, perché si vede che l'atmosfera delle prossime elezioni comincia a vagare nel Consiglio, quindi io vi pregherei di svuotare un po' le polemiche per poter ritornare poi all'argomento che è oggetto di questa discussione.
La parola al Consigliere Ramera, Bordon hai rinunciato no?
Bordon (D.C.) - Per il momento sì, perché è stato detto tutto.
Ramera (D.C.) - Il Presidente dice che dobbiamo non alimentare la polemica.
Montesano (P.S.D.I.) - Non lo dico a Lei, lo dico un po' a tutti, a tutto il Consiglio.
Ramera (D.C.) - Comunque io non voglio alimentare la polemica, ma desidero prendere atto di talune affermazioni che desidererò poi prendere dal verbale di questa discussione, perché effettivamente questa volta ho capito la scissione. Ha ragione il Consigliere Pollicini di dire che non abbiamo capito la scissione.
Mentre invece oggi, con le sue parole, che io mi sono scritte, e che l'elettorato valdostano deve imparare a conoscere, e gliele farò conoscere personalmente coi miei amici, finalmente ho capito qualche cosa.
"Noi siamo rimasti fedeli alla nostra matrice" - per essere fedeli alla matrice bisognava essere conseguenti con le dichiarazioni più volte fatte dopo la scissione che voi vi consideravate il nucleo centrale delle forze autonomiste regionaliste, indipendenti, facciamo tutto un coacervo, equidistanti, Consigliere Pollicini, ricordati la teoria dell'equidistanza più volte predicata in quest'aula, equidistanti dai due grandi Partiti nazionali, Partito Comunista da una parte, Democrazia Cristiana dall'altra.
Fedeltà alla matrice di origine, tua, poteva essere anche giustificato questo atteggiamento, ma da quando in quest'aula abbiamo appreso che il Partito Comunista fa parte dell'attuale maggioranza, allora la teoria dell'equidistanza è stata solo portata verso un settore che è il nostro. E questa equidistanza è andata a farsi benedire e che sia quindi giustificata tutta la vostra azione, vi è poi quell'altra magnifica battuta: che i Partiti sono degli strumenti, i Partiti sono degli strumenti che si presentano agli elettori con dei programmi, a cercare delle adesioni, per arrivare anche al potere, ma non possono essere degli strumenti semplicemente per arrivare al potere togliendo poi, abbandonando l'etichetta con la quale ci si è presentati all'elettorato.
Quindi l'equidistanza non esiste più, abbiamo appreso che la fedeltà alla matrice non esiste più, abbiamo appreso che per voi i Partiti sono degli strumenti per carpire i voti agli elettori e per fare poi anche del buon Governo, io vorrei dire anche questo, per carità, perché nelle teorie del Machiavelli, qualunque mezzo pur di arrivare al potere, qualunque mezzo! Ma nella Democrazia Cristiana, nella democrazia in genere e nelle elezioni, quando ci si presenta con una etichetta si va fino in fondo con quell'etichetta; quando non si vuole più, quando un determinato numero che è determinante nella vita politica della Valle e nel funzionamento del Consiglio ritiene di modificare il tutto e allora bisogna andare alle elezioni.
Io non do nessuna colpa. Io non adopero certi aggettivi, avete fatto una vostra scelta, l'avete fatta forse in maniera non buona, comunque l'avete fatta, quindi bisognava andare alle elezioni. Ma se alle elezioni voi andate con l'idea che i Partiti sono degli strumenti, eh quelli che vi eleggeranno possono anche pensare che nel corso del prossimo quinquennio vi hanno visti uscire con l'etichetta di Democratici Popolari e vi potrebbero ritrovare con un'altra etichetta, questo non lo so, comunque l'esperienza di oggi ci dice questo.
Quindi io queste frasi penso che l'elettorato debba saperle, e le vorremmo avere esatte, Signor Presidente, dal verbale di questa seduta.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Consigliere Pollicini.
Pollicini (D.P.) - Una piccola puntualizzazione: io ho detto che i Partiti sono degli strumenti e non delle patrie, ho detto che sono degli strumenti per realizzare una determinata politica, per cui tradisce, chi tradisce quella linea con cui si è impegnato coi propri elettori e non chi per rimaner fedele a quella linea deve ed è costretto a lasciare il Partito, a meno che non rinunciare ad essere se stessi, questo ho detto io. Strumenti per la realizzazione di una determinata linea politica come impegno nei confronti degli elettori e sarebbe stato molto peggio per noi fossimo rimasti nella Democrazia Cristiana e avessimo tradito quella linea che era la linea di impegno del nostro Gruppo, con cui si è presentato di fronte agli elettori nel maggio del 1968.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Nessuno. Ecco Consigliere Bordon, ha la possibilità di intervenire ancora.
Bordon (D.C.) - Infatti non avevo voluto sprecare quella mia seconda cartuccia e si vede che ho fatto bene.
D'altronde non sarò molto lungo perché cercherò di non tediarvi troppo, ma mi sembra che sia necessario soltanto puntualizzare alcune cose, io ho tanto rispetto per quest'aula e quindi nel modo più assoluto, specialmente in momenti come questo con cui ci si riscalda un po' effettivamente, cerco di rimanere tranquillo e di non lasciarmi portare avanti dalla passione.
Però sono particolarmente confortato e tranquillo in questo momento per quello che abbiamo detto e per quello che abbiamo sentito e per quello che hanno già detto i miei compagni, i miei amici prima che io non ho bisogno di aggiungere altro se non questo:
vedete che si venga qui a fare la discussione fra Partiti. I Partiti sono degli strumenti non delle patrie, patrie sono dei bellissimi discorsi, ecc. io vi dico soltanto, e non voglio con questo dare nessuna lezione di democrazia come invece qualche Consigliere qui dentro, molte volte, riesce e vuol fare. Voglio soltanto dire questo: che secondo me la Democrazia Cristiana vi sono delle linee che non si debbono sorpassare. Innanzitutto io sono sicuro che l'elettorato valdostano giudicherà poi allora certi giudizi emessi adesso per esempio, come abbiamo sentito fare dal Consigliere Pollicini, perché io credo che innanzitutto quando ci si presenta in una lista e si porta avanti una impostazione, si porta avanti una impostazione ideale e materiale, per esempio la Democrazia Cristiana non è mai venuta meno ai suoi principi di anticomunismo, voi siete andati sulle pubbliche.
Pollicini (D.P.) - A Roma? A Roma?
Bordon (D.C.) - Vai pure avanti, non mi disturbi mai, guarda tutte le volte che tu mi interrompi mi dai facilità di manovra perché non mi stupisco, per esempio io un giorno ho detto qui, con una battuta che non sembrava cattiva e non lo era neanche, tu hai sentito il richiamo della foresta, sì Signore, perché tu ad un certo momento, prima di essere democristiano, tu militavi idealmente già in certi settori dove ti trovi molto bene adesso, ma io questo non ho da criticare, io critico soltanto la posizione di determinati individui che si sono presentati sulle pubbliche piazze durante le elezioni regionali del 1968 e hanno fatto fede di anticomunismo, dicendo che i principi che ci dividono dal comunismo sono tanti, ma in modo particolare ce n'è uno: quello della dignità dell'uomo, quello della democrazia, quello della libertà di parola, di stampa e di tutto quello che volete metterci voi. A me non interessa in questo momento, perché ha detto bene Mappelli, forse abbiamo più rispetto per i comunisti che per voi, perché hanno sempre continuato con quella linea lì e continuato su quella linea, e noi siccome con loro non siamo d'accordo su quella linea non possiamo andare d'accordo.
Ma quando tu vai fuori coi tuoi amici a chiedere i voti della Democrazia Cristina dicendoti anticomunista e poi vieni qui dentro e fai i discorsi dell'equidistanza che ti ha rammentato Ramera, mi fai semplicemente pena!
Questo è il discorso e questa pena certamente la farai agli elettori valdostani.
Pollicini (D.P.) - Non sei capace di un simile sentimento tu, in tutta la tua vita...
Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Pollicini!
Bordon (D.C.) - Io ti ringrazio di questi giudizi personali che non mi toccano, perché tu quando fai questi discorsi in quest'aula, poi tu vai fuori e svieni, a noi questo non accade, malgrado la nostra età già un po' più vecchiotta della tua!
Noi abbiamo la coscienza tranquilla, quello che diciamo qui dentro certamente non lo rimangiamo fuori!
Pollicini (D.P.) - Svieni al Giacosa tu!
Bordon (D.C.) - Non svengo al Giacosa né in altri posti, se sono svenuto al Giacosa era in una festa nostra.
Montesano (P.S.D.I.) - Bordon! Consigliere Bordon!
Bordon (D.C.) - Eh no, devo rispondere perché questo è il discorso che vi si porta avanti.
Montesano (P.S.D.I.) - Sì però io devo esortare ...
Bordon (D.C.) - E prego la Sig.na Personnettaz, ricordavo in Campidoglio, non mi faccia dire niente la Sig.na Personnettaz, perché anche per Lei abbiamo un particolare rispetto come donna e come Vicepresidente che ha portato avanti, ad un certo momento, una battaglia per la Democrazia Cristiana e per la democrazia valdostana che anche questo ha dimenticato!
Ma a noi non interessa; noi rispettiamo soltanto quello che abbiamo detto prima, che noi non siamo usciti dal nostro alveo, continuiamo, e noi abbiamo visto prima questo frazionismo che prende piede in Valle d'Aosta che è veramente dannoso e ci auguriamo che questo non abbia a verificarsi più, perché troppe volte è già accaduto in questo Consiglio regionale, e ci auguriamo che le elezioni future riportino quella serenità e quella chiarezza che ci deve essere, che non è certamente coi sistemi che avete adottato voi che si può avere.
Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi?
Chiudiamo allora? Esistono altre proposte? Consigliere Freppaz, prego.
Freppaz (U.V.) - Entendues les discussions, entendues les propositions, je déclare de m'abstenir de la votation.
Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni o altri interventi? O altre proposte di candidati alla Vice Presidenza? Nessuno.
Allora io proporrei al Consiglio, prima di tutto vengono distribuite le schede, cioè prima di distribuire le schede io vorrei proporre al Consiglio se la votazione può essere fatta al proprio posto, perché altrimenti dovrebbe ogni Consigliere andare, siete d'accordo? Allora vengono distribuite le schede. Dobbiamo verificare se siamo nei due terzi del Consiglio, credo di sì, 24 ci siamo?
Andrione (U.V.) - 25.
Montesano (P.S.D.I.) - Come i Consiglieri conoscono, in prima elezione ci vogliono i due terzi dei Consiglieri presenti, come dice? Non ho capito, ci siamo, sì sì ho capito, no mia io volevo ricordare, giustificare la mia domanda.
Non c'è nessun astenuto? Si deve dichiarare, ah Freppaz sì, astenuto Freppaz.
Fournier, quindi le schede sono state distribuite.
Risultato della votazione: presenti ventisette; votanti ventisei; un astenuto; hanno ottenuto voti: Freppaz ventiquattro; Bordon uno; bianca una.
E allora il Consiglio nomina il Consigliere Freppaz al posto di Vice Presidente del Consiglio.
Io a nome di tutto l'Ufficio di Presidenza porgo il mio saluto e auspico, anzi sono certo della sua collaborazione, anche se limitata per intanto a questo scorcio di legislatura.
Si passa all'oggetto n. 16 bis, voi avete ricevuto l'allegato 16 bis.
