Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 131 du 16 mars 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 131/73 - Autorizzazione all'entrata in vigore di Piani Regolatori di alcuni Comuni, in attesa dell'approvazione del Piano regolatore regionale.

Milanesio (P.S.I.) - Nella precedente seduta del Consiglio regionale era stato esaminato questo argomento e, per le perplessità sollevate da alcuni Consiglieri, la Giunta regionale aveva ritenuto opportuno proporre il rinvio alla seduta successiva, affinché i Consiglieri potessero prendere visione di questi elaborati e delle relative relazioni che erano allegate; io avevo dichiarato che erano a disposizione di tutti i Signori Consiglieri presso l'Ufficio urbanistico e che l'Architetto Bellone, o chi per lui, avrebbero potuto dare tutte le delucidazioni richieste a tal proposito. Ricordo ancora che si tratta di una prassi in uso e che l'autorizzazione all'entrata in vigore non sottrae niente alla competenza del Consiglio, tenuto conto che la competenza del Consiglio, così come previsto dalla Legge del 1970, è quella, in primo luogo, di approvare un Piano urbanistico regionale, dopodiché, la Giunta, dalla stessa legge, è l'organo abilitato ad approvare i singoli piani regolatori con che questi ultimi siano congruenti rispetto alle previsioni generali del Piano urbanistico regionale.

In assenza di Piano urbanistico regionale, si era instaurata questa procedura per il Comune di Aosta, e per altri Comuni successivamente, ed è la procedura che tutt'oggi vige.

Io non voglio fare una lunga relazione e spero che i Consiglieri abbiano avuto il tempo per prendere in esame questi piani regolatori e sono qui per rispondere alle richieste di delucidazione e agli interventi che seguiranno. Ricordo solo al Consiglio che non si tratta di menomare il Consiglio medesimo e che, comunque, l'organo previsto dalla legge quale organo decisionale per l'approvazione dei piani è e rimane la Giunta. Manca solo, oggi, il Piano urbanistico regionale e quindi non possiamo fare nulla di più di quello che stiamo facendo in questo momento. Voglio anche ricordare ai Signori Consiglieri che molti di voi mi hanno, in più occasioni, sollecitato l'esame da parte della Giunta di alcuni di questi piani, quindi questa è l'occasione per consentire alla Giunta, ai sensi di legge, di esaminarli e di decidere. Non voglio nascondere che alcune decisioni potranno essere per il diniego, cioè per la restituzione del piano con delle osservazioni, restituzione che, però, deve avvenire previo un esame ed una deliberazione dell'organo competente. In questo momento, senza questa autorizzazione del Consiglio all'entrata in vigore, la Giunta può solo assumere decisioni di carattere molto interlocutorio e che tra l'altro non hanno nemmeno il crisma, in definitiva, dell'ufficialità, ma sono solo dei pour parler, sono solo delle indicazioni.

Andrione (U.V.) - Ma io faccio parte di quei Consiglieri che hanno chiesto il rinvio per avere il tempo di esaminare gli elaborati, cosa che ho fatto, e di esprimere di conseguenza un parere documentato sulla domanda che la Giunta fa al Consiglio di dare l'autorizzazione all'approvazione di piani regolatori, in assenza del Piano urbanistico regionale. Rovesciando una frase dell'Assessore Milanesio, non è che manchi "solo" il Piano regolatore regionale, manca "soprattutto" il Piano regolatore regionale, perché allora l'autorizzazione da parte della Giunta avverrebbe entro una cornice precisa, mentre, in questo caso, si procede, purtroppo, a ruota libera, con delle differenze soltanto fra i tre piani di St. Marcel, La Magdeleine e La Salle che sono presentati... Ci sono delle differenze macroscopiche, perché sono tre piani totalmente differenti... e poi entreremo nell'esame più particolareggiato di ciascuno di questi piani.

La rubrica in questione è errata anche per un altro motivo, perché, ai sensi di legge, è possibile dare l'autorizzazione all'entrata in vigore di piani regolatori e non di programmi di fabbricazione. Io i programmi di fabbricazione non li ho esaminati. La legge parla di piani regolatori, non parla di programma di fabbricazione. A mio avviso, sarebbe una stortura grave dare l'autorizzazione all'approvazione di programmi di fabbricazione in questo contesto... Se per favore fosse possibile parlare senza che ci fosse... (Montesano: sì, c'è un mormorio che disturba l'oratore, eh) ...Continuo, ma non è questione di disturbare l'oratore, semplicemente, di sapere se si vuole discutere dei piani regolatori o di altre questioni.

Comunque, a nostro avviso, noi voteremo contro l'approvazione dei programmi di fabbricazione, perché secondo noi è contra legem fare un'approvazione di questo genere in quanto la legge prevede l'entrata in vigore, anche in assenza di Piano regolatore regionale, di singoli piani regolatori e non di programmi di fabbricazione.

Per quanto riguarda i piani regolatori che sono in esame, dopo avere preso in esame le differenti relazioni e i piani, io mi permetterei di dire che ho deciso di votare a favore di detta autorizzazione, pregando la Giunta di respingere il Piano regolatore di La Salle, di approvare con pochissime modificazioni, praticamente quelle dell'Ufficio tecnico, il Piano di La Magdeleine e di approvare, con sostanziali riduzioni, il Piano regolatore di St. Marcel, ma con sostanziali riduzioni nella parte che prevede l'incremento di popolazione e un certo tipo di fabbricabilità all'interno del Comune stesso.

Per quanto riguarda il Piano regolatore di La Salle, mi permetto di citare, a pagina 20 della relazione dell'Ufficio urbanistica, la frase seguente: "L'insieme delle norme che determina questa possibilità costituiscono elemento generale, il più delicato e più discutibile della struttura del Piano, in quanto consentono di sestuplicare programmaticamente la ricettività del Comune sulla base di indirizzi esclusivamente generali che, se non vengono precisati, rischiano di diventare generici, quali quelli del Piano generale. Così operando gli insediamenti che sicuramente non colmeranno mai le possibilità offerte dal Piano, si prevede per La Salle..." ...Scusatemi, Signori, io mi interrompo, mi seggo e aspetto che finalmente sia possibile, in questo Consiglio, parlare a qualcuno che faccia attenzione.

Montesano (P.S.D.I.) - Guardi, io devo fare un richiamo, perché sono costretto e, in effetti, chi parla è sottoposto a un sottofondo di mormorio che non è molto idoneo anche a far esprimere con una certa tranquillità i propri concetti. L'oratore è disturbato, questo lo dico anche per il Consigliere Andrione quando si trova dall'altra parte. Allora io pregherei i Consiglieri, nel caso che abbiano da fare delle conversazioni, delle discussioni anche di accordi, di farli fuori. Quindi, invito il Consigliere Andrione a proseguire la sua esposizione.

Andrione (U.V.) - Riprendo la lettura. "...così operando gli insediamenti non colmeranno mai le possibilità offerte dal Piano. Per La Salle sono previsti gli stessi abitanti di Aosta in questo momento: 35 mila circa. Si verificheranno, in termini casuali e disorganici, determinando squilibri nel paesaggio...". Apro una parentesi: una volta che avvengono, che sono concesse certe licenze edilizie, un certo tipo di patrimonio paesaggistico, non è più recuperabile. Approvando il Piano di La Salle, così com'è in questo momento, vuol dire favorire un tipo di speculazione privata che costruisce alcune villette o cose di quel genere e non prevedere uno sfruttamento organico del territorio del Comune. Altra parentesi: si dimostra proprio da questo Piano come la divisione che abbiamo fatta e che hanno accettata - perché era impossibile fare in quel momento... differenti, delle Comunità montante - non corrisponde alla realtà dei fatti, perché tutto il Piano regolatore di La Salle è accentrato sul fatto di possibilità di sviluppo future imperniate intorno al Mont Fallère, e cioè al Col Serena, a Bosses, a Etroubles, al Vallone di... roba di quel genere, e che scendono fino a Sarre e credo che Chamonin possa dire qualche cosa in questa materia, perché comprendono Comunità montane, almeno tre Comunità montane, e non certamente la Comunità montana di cui fa parte La Salle.

Comunque, continuando, dice: "Determinando...del paesaggio e forti oneri per opere di urbanizzazione, a totale carico della collettività mentre - vorrei sottolineare tre volte questa frase - mentre una parte ristretta della collettività stessa continuerà a riscuotere interamente il plusvalore sulle aree fabbricabili". E qui chiedo scusa a Dudo se faccio... al collega Dolchi, se faccio una polemica con lui. Per conto mio il problema è questo: quando si parla di 865 noi, da una parte, facciamo dei piani regolatori come questo di La Salle che permettono la valorizzazione, il plusvalore di alcune ristrette aree che danneggiano certamente il paesaggio, danneggiano la possibilità di sviluppo della Regione e di quella particolare zona, dall'altro lato, quando si tratta di fare un'opera pubblica e soltanto, non per altri motivi, soltanto perché i bilanci comunali sono deficitari e allora noi cerchiamo o attraverso la legge di Napoli o attraverso altre leggi, di colpire quel piccolo individuo - perché il più sovente si tratta di un piccolo individuo, non mi risulta che ad Aosta siano stati espropriati terreni di certe famiglie - il piccolo individuo che allora lui paga per tutti gli altri e allora il Piano regolatore così... da La Salle... Io ripeto, per la mia parte, noi diamo parere favorevole all'autorizzazione da parte della Giunta, però chiediamo alla Giunta che questo Piano venga respinto e che venga rifatto, e che venga rifatto tenendo conto della posizione geografica di La Salle e tenendo conto delle sue effettive possibilità di sviluppo, perché fare un Piano che preveda a La Salle 36.000 abitanti, è fare un Piano a maglia talmente larga, che tanto varrebbe la pena di lasciare le cose così come stanno, tanto più che La Salle c'è qui una parte demografica stabilita... penso sullo studio del Dr. Maquignaz che dimostra che, dal 1961 al 1971, da 2.400 abitanti è scesa a 1.359, con un calo di popolazione costante e con un forte... di pendolarità e con nessuna probabilità di aumentare, almeno, in un arco di tempo prevedibile, la popolazione residente nel Comune di La Salle.

Non insisto su questo Piano regolatore, perché le critiche dell'ufficio sono particolarmente dure e ben fatte e credo che la Giunta ne terrà conto, oltre a tenere conto del parere che abbiamo espresso in questa sede.

Per quanto riguarda il Piano regolatore di St. Marcel, anche in questo caso, pur in limiti molto più ristretti, si deve notare che la previsione di 10.000 abitanti a St. Marcel quando anche in questo Comune costantemente la popolazione scende e quando l'unico incentivo demografico previsto è quello di un potenziale, di un potenziale sviluppo turistico per la zona di Seissogne, che, però, proprio anche nella parte del relatore del Piano, è prevista in un futuro molto lontano... E qui io vorrei riprendere una frase detta questa mattina dal Consigliere Dolchi e cioè che "i piani regolatori non sono qualcosa di statico, di immobile, ma che sono uno strumento dinamico per adeguare un certo tipo di realtà allo sviluppo economico e allo sviluppo demografico che si verifica in quel dato Comune". Ora io direi che a nostro avviso è - perlomeno in questo momento - utopistico prevedere 10.000 abitanti nel Comune di St. Marcel, però l'insieme del Piano è - per quello che ho studiato io - abbastanza ben congegnato, le norme giuridiche sono buone e, ripeto, a pagina 8, leggo la relazione che dice: "Non esistono concrete prospettive per un aumento della popolazione residente, perché l'occupazione più qualificata è situata fuori dal territorio comunale, in particolare ad Aosta, mentre i posti di lavoro in loco, ecc., sono..." e avanti di questo passo. Per cui, sempre essendo favorevole a dare l'autorizzazione alla Giunta, l'approvazione di questo Piano, pregheremmo, come Union Valdôtaine, la Giunta di ridimensionarlo in senso più piccolo e se si devono fare delle previsioni di sviluppo, si facciano sui 5.000 e non su 10.000 abitanti, tanto più che già lo stesso relatore del Piano riconosce che è probabile, per un certo periodo di tempo abbastanza lungo, la popolazione di St. Marcel diminuirà invece di aumentare. Allora chiedo che significato ha fare uno strumento urbanistico in aumento quando in realtà si prevede una diminuzione.

Infine, il migliore di questi piani, quello di La Magdeleine, che però, ancora una volta, prevede un aumento del 400% della popolazione attualmente residente, da 113 circa... da 113 abitanti a 4.000, con 1.500 stabili per i differenti servizi e Piano regolatore che è... No, da 110 a 4.000, 400%... Dice 400%... Moltiplichi 400% e hai 4.000, no. Scusa? 400%, perché 4.000... sarebbe 40.000, 400 volte, sì... 4 volte, chiedo scusa, avete ragione... Però questo Piano contiene delle norme pregevoli e contiene un tentativo di classificazione che a noi - almeno a me - è piaciuto, anche se bisogna riconoscere che destinare (e qui parlo specialmente all'Assessore Maquignaz e probabilmente anche al Presidente della Giunta, che conoscono bene la zona), che destinare a zona fabbricabile le, noi diciamo la... de Trois Villes, così, quel pendio ripido in quella maniera, a nostro avviso, è molto discutibile, perché si tratta di un terreno scosceso. Ma, comunque, potrebbe essere anche quella una soluzione e tutto il Piano è intelligentemente... sul fatto di un grosso possibile sviluppo turistico che parte da Châtillon, da... diciamo dalla zona del... del Col Portola, dello Zerbion da una parte, il Tantané dall'altra, possa arrivare fino a Chamois e a Valtournanche, al Breuil, con lo sviluppo di un vastissimo domaine skiable che quindi giustificherebbe anche in teoria una parte almeno dell'aumento di popolazione che è previsto e una serie di norme che sono previste nel Piano. Secondo noi questo Piano è approvabile, accettando tutte le richieste della relazione tecnica e, naturalmente, con la raccomandazione che la Giunta si pronunci, faccio riferimento a una vecchia polemica che ho avuto con il Presidente della Giunta attuale, in altra sede, si pronunci sulla richiesta di questo Piano regolatore di prolungare la strada da La Magdeleine a Chamois, per cui bisogna che la Regione dica quello che pensa, ancora una volta. Noi allora abbiamo detto che, probabilmente, sarebbe stato bene fare la strada per evitare che si facessero e la funivia e la strada; ragioni di ordine probabilmente politico hanno consigliato, allora, di puntare sulla funivia; non vorremmo che adesso, con un cambiamento di fronte, attraverso strade interpoderali come quella che arriva fino a Suisse, ecc., lentamente si salisse a Chamois con la strada, "alla faccia" - scusatemi l'espressione - del contribuente valdostano che si è già pagato la funivia.

Comunque, su questo punto, chiederemmo che la Giunta si pronunciasse e che dicesse chiaramente quello che pensa e, infine, anche in questo caso, saremmo dell'avviso per quanto non con la violenza del Piano di La Salle o con la chiarezza di quello di St. Marcel, che la Giunta diminuisse certi indici e diminuisse soprattutto il previsto incremento demografico che, a nostro avviso, è assolutamente, anche in questo caso, eccessivo e che costituisce una previsione non per il prossimo decennio, ma forse per il prossimo cinquantennio.

Con riserva di prendere la parola, se qualcuno sarà così cortese da darmi una risposta...

Manganone (D.C.) - Ritengo che sia l'ultima volta che trattiamo questo argomento in questo Consiglio. Ci eravamo espressi molto bene nella passata seduta, avevamo detto che noi eravamo contrari all'approvazione di questa delibera, noi manteniamo la nostra avversità a questa delibera. Due anni fa la Giunta ci aveva proposto di emendare l'articolo 18 della nostra legge urbanistica, portando in questo articolo anche la dicitura "piani di fabbricazione", non mi risulta affatto che il Consiglio regionale abbia approvato e modificato l'articolo 18 apportando il nome esatto di Piano di fabbricazione. Mi stupisce veramente, ancora una volta, perché questa Giunta e, in particolare modo, l'Assessore Milanesio, ci hanno veramente presi per i fondelli - lo ripeto ancora, con cognizione di causa, dopo aver valutato tutte le azioni che la Giunta ha fatto - quell'emendamento è stato ritirato in grande fretta, noi non l'abbiamo approvato e con determinato... ci portano nuovamente i piani di fabbricazione - vero o non è vero? - quindi, diciamo subito: "No", perché è una cosa illegale questa dei piani di fabbricazione.

Ma, mi riallaccio ancora al mese di luglio del 1971, quando il Consiglio aveva, dietro promesse non mantenute dalla Giunta, aveva approvato questa delibera e c'erano i piani regolatori di Antey, di Arvier, di Pont St. Martin, di St. Nicolas, di Sarre e di Valpelline. Io vorrei sapere, di questi piani, se la Giunta ne ha esaminato uno solo - dico: uno solo! - sono passati due anni, adesso la Giunta ci fa un altro elenco di piani regolatori, non solo, ma ci mette illegalmente anche i piani di fabbricazione, questo è pacifico. E quando esaminerà questi piani? Sono sempre stato molto prolisso, sono anche stato - lo riconosco - polemico, ma dai nostri discorsi non è sortito alcun esito, nessun esito positivo, ma solo degli esiti negativi.

Io vorrei riproporre al Consiglio, visto che la Giunta è particolarmente interessata di mandare in vigore questi piani regolatori, io propongo nuovamente in Consiglio il mio ordine del giorno dell'altra volta e, scusate se faccio perdere tempo, ma io lo rileggo, perché visto con quale accanimento e - passatemi il termine - con quale cocciutaggine la Giunta ci propone sempre la medesima delibera, io devo pur leggere il mio ordine del giorno che così dice... ed è in vantaggio la Giunta, perché qui dico che possono entrare in vigore i piani regolatori ed eventualmente anche i piani di fabbricazione, se siamo d'accordo, e allora il mio ordine del giorno è questo:

"Preso atto che da parte della Giunta vi è la volontà di approvare i piani regolatori già adottati dai Consigli comunali ai sensi della legge 765

Delibera

che tali piani siano approvati e modificati eventualmente dalla Giunta (più di così!) e successivamente portati all'esame del Consiglio regionale, il quale (è solo il Consiglio!) deciderà se tali piani dovranno entrare in vigore prima dell'attuazione del Piano urbanistico regionale".

Ma mi pare una cosa talmente logica, talmente lapalissiana, che chi osa votare contro a questo ordine del giorno non ha la realtà, non sente la realtà urbanistica ed edilizia della regione. Io chiedo la votazione, la chiedo a nome dei miei colleghi, a scrutinio segreto, perché è illogico e ben ha detto il Consigliere Andrione che certi piani quadruplichino la loro popolazione. Pont St. Martin, che voi avete avuto la delega del Consiglio di esaminare due anni fa - non lo avete fatto! - prevede, Signori miei, 15.000 abitanti, se non sbaglio. Penso che Pont St. Martin sia uno dei Comuni che ha l'area più ristretta di tutti gli altri della Valle d'Aosta... 15.000 abitanti... Questo piano è stato adottato, c'è una Commissione apposita, di cui modestamente faccio parte, che l'ha completamente modificato... modificazioni terminate, penso che stasera riusciremo a modificarlo, farà la delibera, passeranno altri otto giorni e il Piano regolatore di Pont St. Martin è modificato ed è entrato in attuazione... Quindi, Signori miei, non prendete più... non ci prendete più in giro, non portateci queste delibere che contrastano con la nostra legge regionale.

E poi vorrei sapere, ammesso che il Consiglio decida di approvare questa delibera, come modificherà questi piani regolatori la Giunta? Come li modificherà? È in legge, è fatta per legge questa modifica della Giunta o troverà il "no" categorico del Consiglio comunale che questo piano... una volta. In base a quali norme, in base a quale legge voi portate delle modifiche? Ma, Signori miei, questi piani regolatori sono stati redatti secondo i dettami della deprecata e detestata 765, io penso che siano completamente fatti, redatti secondo i dettami vigenti. Quindi, non riesco a capire il perché la Giunta non vuole esprimersi prima sui piani e poi portare le loro espressioni, le loro modificazioni al Consiglio regionale, in modo che questo Consiglio regionale possa dire se il Piano regolatore può entrare in vigore o non può entrare in vigore.

Io penso che mi sono dilungato sufficientemente su questa questione, anche perché, se la memoria non fa difetto ad alcuni Consiglieri, su questo punto hanno sentito sempre il pensiero della Democrazia cristiana.

Termino ripetendo che desidero che il mio ordine del giorno sia votato a scrutinio segreto.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganone, l'ordine del giorno, per favore. Ecco lo faccia prendere da... È chiaro, oppure bisogna farlo... già battuto? Bene. Eh? Si, facciamo fare delle fotocopie. Allora faccio fare delle fotocopie.

Chi altri chiede la parola? Consigliere Manganoni, mi scusi...

Manganoni (P.C.I.) - Prego. L'osservazione del Presidente sui Consiglieri distratti io la condivido, a una condizione però, che questo valga per tutti i Consiglieri, cioè quando parlano tutti i Consiglieri, chiaro?

Riferendomi all'oggetto in discussione, qui si è accennato al plusvalore delle aree. Legittima preoccupazione, però badiamo che vi sono dei piani regolatori - e parlo di quelli già approvati - che favoriscono in modo indegno gli speculatori del Piano e danneggiano in un modo vergognoso i poveretti e i piccoli montanari in alto e quindi facciamo attenzione a questo.

Ora, non vorrei che questo mio intervento venisse considerato polemico. Si è parlato dell'incremento demografico di St. Marcel che è negativo; è vero, però io voglio appellarmi a tutte le manifestazioni di buona volontà manifestate dalla Giunta sulla necessità di rimediare allo squilibrio esistente fra le varie zone della Valle. È certo che, se la Regione continua nella politica seguita fino adesso, questi poveri Comuni continueranno nella loro diminuzione demografica - è vero - perché cosa ha fatto la Regione fino adesso? Ha concentrato i suoi investimenti in alcuni poli di sviluppo, trascurando completamente le altre zone, ma almeno verbalmente la Giunta - e penso tutto il Consiglio - ha, non dico condannato, no, ma ha riconosciuto questo fatto e ci propone di rimediarvi. Come? Incrementando sia nel campo industriale, turistico, ecc. - e qui non sto a ripetere tutto, che ne abbiamo già discusso abbastanza - incrementando lo sviluppo di quelle aree depresse, fra cui entrano St. Marcel e La Magdeleine, ecc. Se effettivamente queste manifestazioni di buona volontà, manifestate dalla Giunta e dal Consiglio, si tradurranno in fatti, io purtroppo ne dubito molto e ho avuto occasione di dirlo in queste sedute, perché i fatti vanno in senso contrario, ma se effettivamente ci si metterà su quella via, cosa succede? Anche questi paesi, che se continuano così i loro abitanti da 100 diventeranno 10, beh, allora i loro abitanti aumenteranno. Non solo, ma aumenteranno particolarmente nel periodo turistico, se noi diamo loro la possibilità di svilupparsi turisticamente ed allora anche se la popolazione stabile diverrà X, però si deve prevedere degli edifici per ospitare X più H - H sarebbero i turisti che affluiscono, no? - ecco. Ora, se noi teniamo presente questa realtà e se veramente siamo intenzionati a rimediare agli squilibri di cui si è accennato tanto qui ed allora, anziché diminuire, la popolazione di questi Comuni aumenterà e si darà loro la possibilità di uno sviluppo turistico modesto, turismo popolare, non di élite come alcuni poli di sviluppo, comunque, è quello che dobbiamo sviluppare noi, e questo vale... e qui ho accennato a due Comuni, ma potrei accennare a tutti gli altri. Ve ne faccio grazia, ma su 74 Comuni della Valle, ce ne saranno almeno, almeno ce ne sono più di 50 che si trovano in questa situazione. Situazione grave che noi dobbiamo rimediare.

In secondo luogo, cosa... Sulla storia di Chamois, Andrione, non siamo degli ingenui - no - a Chamois ci ricordiamo il periodo delle petizioni e a Chamois si diceva (non qui alla Regione, ma si diceva lì) /Devan leisseian féré la funivia; can vein pui la funivia, no fién pui anche lo tsémein/ e io ste cose le ho dette in sede di Giunta e in sede di Consiglio, siccome quelli di Chamois... ma io non do torto a loro, quelli sono dei diritti, se noi ci prestiamo male per... l'Amministrazione che si presta a questi giochi... Ma non ci illudiamo, ce lo hanno detto chiaro, ci hanno detto, lo hanno detto lì, che loro avrebbero ottenuto uno e poi l'altra. Andrione, la otterranno; c'è ancora mezzo chilometro per arrivare giù, se... Bastano quattro giorni e una pala che fa la pista, ci arrivano. Quindi loro realizzeranno quanto hanno detto, alla barba nostra, che qui litigavamo sui pro funivia, pro strada. Così quelli avranno e funivia e strada e quello ci starà bene, perché almeno così impareremo certe lezioni. Vengo alla conclusione.

Io non ripeto, perché sono già intervenuto in questo campo la seduta scorsa, non ripeto tutto quello, concludo dicendo: noi è da anni che sosteniamo in questo Consiglio la necessità che vadano avanti i piani regolatori. Noi siamo la sola Regione in Italia che abbiamo due piani regolatori approvati, Aosta e St. Vincent, quindi siamo additati come la Regione più progredita, la Regione meglio amministrata, ecc., però in questo campo veramente abbiamo tutto da imparare dagli altri. Io sono d'accordo che i piani non si devono approvare ad occhi chiusi, che gli organismi devono esaminare, ecc., ...non dimentichiamoci mai le autonomie dei Comuni, che qui si cita quando conviene, le autonomie dei Comuni - no - ce lo ricordiamo quando parlavamo di Chamois e della funivia? Rispettiamo le autonomie dei Comuni e poi adesso a Chamois ci stanno fregando ben bene e hanno ragione, hanno ragione loro - no - quindi, le autonomie dei Comuni, fino a un certo punto, io sono d'accordo, quando si esagera, no, li si porta su una strada ragionevole.

Comunque noi però dobbiamo uscire da questo circolo chiuso, perché qui fino adesso cosa si diceva? "Noi non possiamo approvare i piani regolatori comunali e i piani di fabbricazione se non c'è il piano urbanistico regionale". È stato portato il Piano urbanistico regionale in Consiglio e, da parte di alcuni settori, si è detto, lo si è detto non usando queste parole, ma la sostanza era questa: "È la più grande calamità che possa cadere in testa alla Valle d'Aosta; tutto da respingere, tutto da rifare". Noi non eravamo di quella tesi, abbiamo detto: "Ci sono i lati positivi e negativi" e lo abbiamo detto. Comunque, certo che se si continua di questo passo, io non so quando il Consiglio approverà il Piano urbanistico regionale. E allora, non si possono approvare i piani comunali perché non c'è il Piano regionale; il Piano regionale non se ne parla di approvarlo, perché è una calamità e così noi continuiamo a girare nel circolo chiuso e applichiamo mai niente.

Ora, a me pare che questo non sia serio ed allora io sono favorevole alle proposte della Giunta, alle proposte della Giunta di approvare queste proposte, dov'è... ecco, all'allegato 26 sono favorevole alle proposte della Giunta anche se... ex 26, l'ex 26, anche se noi volessimo, ne avremmo anche noi per mezz'ora andare... nulla è perfetto, in questi piani ci sono un mucchio di imperfezioni, ma mettiamoci bene in testa, se noi vogliamo il Piano perfetto comunale ed un Piano perfetto regionale, beh, noi nel 2000 discuteremo ancora su queste perfezioni, che non raggiungeremo mai ed allora, malgrado tutte queste imperfezioni, perché il perfetto non esiste, dando atto che finalmente si fa un passo avanti e si tenta di uscire da quel circolo chiuso al quale accennavo. Quindi, io sono favorevole alle proposte della Giunta anche se, ho detto prima, vi sono molte deficienze, comunque, cominciamo a fare qualche cosa, sennò noi, anche in questo campo, ci areneremo in discussioni aride e sterili in questo Consiglio e non concluderemo mai niente.

Montesano (P.S.D.I.) - Chi chiede la parola?

Bordon (D.C.) - ... Solo chiarire una cosa. Accade spesso che il Consigliere Manganoni - io penso non in malafede - ma faccia delle discussioni e faccia dire da altri quello che non è stato detto. Indipendentemente dal fattore tecnico, dalle citazioni tecniche, dagli articoli che ha citato il Consigliere nostro, Manganone, il discorso nostro è molto più chiaro. Noi non abbiamo nessuna intenzione di ritardare niente. Noi non ci sentiamo - e questo ci sia concesso, anche se lo ritenete sbagliato - di dare un avallo in bianco così forte alla Giunta. Noi non riteniamo che noi oggi qui, in questa sala consiliare, lo abbiamo detto l'altro giorno, indipendentemente da tutto quello che si possa dire, non riteniamo che il Consiglio regionale faccia bene di dire alla Giunta: "Noi ti diciamo: approva questi piani, fa quello che vuoi" perché è detto molto chiaramente qui sopra che le variazioni possono soltanto essere rapportate dalla Giunta. E allora mi riprendo e dico, ogni tanto, riaffiora in noi un pensiero di questo genere: io vorrei sapere se andiamo avanti di questo passo, con il Piano regolatore di La Salle, che prevede, se non sbaglio, i 35.000 abitanti, 10.000 li prevediamo a St. Marcel e, se tanto mi dà tanto, attraverso tutti i Comuni della Valle d'Aosta, se non erro anche Antey, altri comuni della stessa forza, dove non è che venga solo quadruplicata o moltiplicata per 40, ma addirittura prevediamo, in certi comuni, delle popolazioni che hanno adesso 1.000 abitanti se ne prevedono 30, 40, 50 mila, io mi domando cosa intendiamo fare della Valle d'Aosta.

Io, naturalmente, non dico che la Giunta approverà il Piano regolatore di La Salle con i 35.000 abitanti previsti o meno, io dico soltanto, ognuno ha le sue idee, le sue impostazioni, io non mi sento di dire alla Giunta: "Guarda, noi, con questa approvazione, ti lasciamo andare avanti, fai quello che vuoi e sarà ben fatto". Io ritengo che sia umano chiedere alla Giunta: "Hai un Piano regolatore? Ce lo porti qui e ci dici come intendi variarlo" e io approverò o non approverò questa variazione.

Io credo che, in questo, non ci sia niente di trascendentale, che sia una delle richieste più umane di questo mondo. Invece di dire: "Fai quello che vuoi, ti autorizzo" adesso, io non è che abbia proprio proprio tutta la sfiducia nella Giunta, ma voglio essere tranquillo, perché quando domani andremo in un determinato comune e ci diranno: "Tu fai parte del Consiglio regionale, avete approvato questa porcheria" e io dirò di no. "No, non l'ho approvata, l'ha approvata la Giunta", "Ma tu hai autorizzato la Giunta a farlo" ... Comune, con tutti quelli che vuoi tu, ora non è affatto vero quello che dici tu, che noi siamo qui per ritardarlo ed è qui che mi permetto di richiamare la tua attenzione, perché noi non siamo qui per ritardare niente, ti diciamo soltanto, invece di dire alla Giunta: "Tutti questi piani regolatori..." perché questo non ce lo inventiamo mica noi. Arrivati a un certo momento, la Giunta regionale ha esaminato gli atti pervenuti, con riserva di proporre ai comuni e di apportare direttamente in sede, rispettivamente, di esame, di approvazione dei piani regolatori dei predetti comuni e eventuali necessarie modificazioni, ecc., ecc., quindi queste "eventuali necessarie modificazioni" sono a giudizio insindacabile della Giunta, noi non c'entriamo più per niente, perché gli abbiamo dato l'autorizzazione di farlo. Ora, io chiedo scusa, siccome è una cosa di tale importanza, io non mi sento di dare questa delega in bianco. Chiedo alla Giunta: vuol essere così cortese, se ha voglia di accelerare i tempi, questi piani regolatori probabilmente se li è già esaminati tutti, viene qui in una riunione, ci porta i piani regolatori, ci dice: "Su questo di La Salle io intendo fare così e così e così", solo allora io sarò tranquillo per quello che posso approvare. Oggi come oggi, dandola in bianco, io non mi sento tranquillo. Chiuso. Non c'è da fare della polemica.

Chamonin (M.A.V.) - Ma mi pare, e su questo chiedo un chiarimento o all'Assessore o al Presidente della Giunta, mi pare che ci sia, almeno, a parer mio, se ricordo bene, una errata interpretazione sulle competenze in questo specifico fatto che discutiamo oggi.

Mi pare - e di questo chiedo conferma se è come penso - che non è di competenza del Consiglio entrare nel merito della giustezza o della bontà del Piano, ma è competenza della Giunta. Il Consiglio deve avere, mi pare, semplicemente, ha semplicemente, come competenza, in questo caso, il fatto di autorizzarne l'entrata in applicazione, cioè l'entrata in funzione definitiva, prima che il Piano regolatore regionale sia definito, sempre con ché essi piani vengano poi successivamente approvati dalla Giunta regionale. (Montesano: ha ragione lei...) (Voce...) No, no, il Consiglio non deve approvare i piani, a parer mio, almeno, se ricordo bene il... la parola della legge, il Consiglio non deve entrare nel merito dell'approvazione del Piano. Almeno, se ricordo l'interpretazione data almeno ancor già l'altra volta.

Montesano (P.S.D.I.) - Ma non è l'interpretazione, è un articolo di legge del 1971, all'articolo 4, che elenca, nel controllo degli Enti locali, le materie alle quali è destinato il controllo della Giunta e sono: bilancio preventivo dei Comuni, applicazione dei tributi e piani regolatori e strumenti urbanistici. Quindi è di competenza della Giunta.

Chamonin (M.A.V.) - Della Giunta! Ecco. Il Consiglio ha esclusivamente, qui, la potestà di permetterne l'entrata in funzione prima della definizione del Piano regolatore regionale, ma non deve - non può, non è che non deve - non può entrare nel merito della formulazione dei piani. Almeno, su questo vorrei essere tranquillizzato.

Balestri (P.S.I.) - Quindi, in pratica, il Consiglio è tranquillo, perché quando ha fatto le sue osservazioni iniziali o che, poi la responsabilità è della Giunta, se ne vuol tener conto o no. Questo è l'iter delle cose. La Giunta dovrebbe tener conto di certe cose che ritiene giuste e, mi sembra, è nel senso come si è anche espresso il Consigliere Andrione. Facciamo rilevare questi punti che per noi non sono... ecc., ecc., voi Giunta dovrete decidere se ne volete tener conto, se non ne volete tener conto o che, e il Consigliere, praticamente, ad un certo momento, dice: "Noi con queste modifiche o che, vi diamo l'approvazione", poi sta a loro decidere se farle o no, secondo le varie cose.

Milanesio (P.S.I.) - Io avevo già detto, sia nella precedente seduta, sia in questa e nelle sedute che hanno già visto la discussione su oggetti analoghi, che tutta questa costruzione - diciamo così - giuridica, era un pochettino traballante, ma non tanto per le competenze degli organi che sono chiamati a deliberare in merito all'approvazione del Piano regolatore, su questo non vi è dubbio: la competenza sull'approvazione di un Piano regolatore di un Comune, o comunque, anche di un programma di fabbricazione, di uno strumento urbanistico comunale, sono competenze della Giunta regionale. Su questo non mi pare che vi possano essere dei dubbi, perché è stabilito addirittura da due leggi regionali, la legge del 1960 - legge urbanistica del 1960 - e poi dalla legge che ha citato prima il Presidente del Consiglio, cioè la legge 15.11.1971, n. 15 "Norme per i controlli amministrativi sugli atti degli Enti locali in Valle d'Aosta", cioè una legge che abbiamo approvato - tra l'altro, credo all'unanimità, o quasi - due anni fa, neanche, nel novembre del 1971. Quindi, in base a queste due leggi, non vi è dubbio alcuno che la competenza per l'approvazione del Piano regolatore o del Piano di fabbricazione sia della Giunta regionale.

Vi è un problema da risolvere a priori e cioè, poiché la legge urbanistica regionale del 1960 ipotizzava due ordini di pianificazione: la pianificazione regionale, cioè il Piano urbanistico regionale, il quale doveva essere approvato dal Consiglio regionale, e poi ipotizzava i piani regolatori comunali, i quali dovevano avere, come - diciamo così - compatibilità il Piano urbanistico regionale, dovevano cioè essere compatibili con quest'ultimo e dovevano essere approvati dalla Giunta regionale.

Ora, non avendo il quadro generale di riferimento, si è provveduto ad inventare - consentitemi l'espressione - un marchingegno che però abbiamo inventato tutti assieme e ce ne siamo serviti tutti, senza esclusione, tutte le forze presenti in questo Consiglio - che sono state, ora in Giunta, ora all'opposizione - ce ne siamo serviti a più riprese, proprio per poter autorizzare l'entrata in vigore di un Piano regolatore che doveva essere approvato dalla Giunta senza che il Consiglio regionale approvasse prima il Piano urbanistico regionale.

Il marchingegno consiste solo in quello, quindi, qui, non vi è sottrazione di competenza da un organo ad un altro organo, vi è solo una valutazione di questo tipo e cioè: il Consiglio regionale ritiene che, in assenza del Piano urbanistico regionale, quel tale piano regolatore possa essere approvato dalla Giunta regionale... più che approvato, possa entrare in vigore, a seguito dell'approvazione della Giunta regionale. E questa è una valutazione che abbiamo sempre fatto preventivamente e comunque voglio ricordare al Consiglio che, intanto, questa autorizzazione all'entrata in vigore, da parte del Consiglio, alla Giunta regionale, non è servita per approvare a scatola chiusa i piani regolatori comunali; è servita, il più delle volte, per restituirli con delle osservazioni sostanziali, che in genere sono state sempre quelle - come è ovvio, del resto - dell'ufficio preposto all'istruttoria di questi piani regolatori, perché, per adesso, le osservazioni dell'ufficio sono state tenute in considerazione dalla Giunta, tanto è vero che numerosi piani sono stati restituiti, altri sono oggetto - diciamo così - di contestazione e oggi ho avuto il piacere di sentire il Consigliere Andrione che indubbiamente si è documentato su questi piani, è andato a vederseli e ha ricordato le considerazioni che l'ufficio ha svolto. Ma non solo l'ufficio, devo dire, perché questi piani sono stati visti, evidentemente, a livello di assessorato e sono le proposte che l'assessorato e l'Assessore competente - cioè il sottoscritto - propone alla Giunta e al Consiglio.

Quelle osservazioni sono evidentemente le osservazioni tecniche, ma anche politiche, in merito a quei piani, perché vi sono delle considerazioni ben precise e le relazioni sono firmate anche dal sottoscritto. Sono firmate dal Sovraintendente - dall'Architetto Bellone - e dall'Assessore. Quindi, non si tratta di una relazione acefala o tecnocratica; è un'assunzione di responsabilità, è una indicazione precisa che il sottoscritto, con l'aiuto indispensabile dei tecnici, fa alla Giunta e al Consiglio.

Ora, io non credo che il problema si possa affrontare e risolvere oggi con un ordine del giorno tipo quello che propone il Consigliere Manganone che, in definitiva, intanto, stravolge quella che è la prassi instaurata sino ad oggi e seguita da tutti... Ma si può benissimo ritornare sui propri passi, non c'è un delitto di - diciamo così - di incongruenza. Il Consiglio regionale può decidere quello che vuole, nell'ambito delle leggi, però, sia ben chiaro. Cioè, io ritengo che questa deliberazione, questo ordine del giorno, così come viene proposto, sia incongruente. Intanto, in definitiva, sottragga - diciamo così - alla Giunta una competenza, perché se i piani sono approvati - e sono approvati - non è che l'autorizzazione all'entrata in vigore possa e debba avvenire successivamente. Primo.

Ora, non è vero che la Giunta regionale... Tra l'altro, preso atto che da parte della Giunta vi è la volontà di approvare i piani regolatori, noi non abbiamo la volontà di approvare i piani regolatori non importa come sono. Sarebbe grave, in questo caso, che noi dicessimo che vogliamo approvare i piani regolatori che ci hanno presentato.

In realtà, le relazioni presentate dall'assessorato e dall'Assessore stanno a testimoniare che non c'è questa volontà di approvarli, o perlomeno, non tutti. Alcuni. C'è anche la volontà di restituirli, perché non sono a nostro avviso approvabili, o comunque, se venissero approvati, sarebbero una grave iattura, perché comprometterebbero in qualche modo quel discorso unitario ed equilibrato che abbiamo cercato di fare, sia pure con la bozza del Piano regionale e con le indicazioni programmatiche che sono emerse a livello di programmazione e a livello di Piano urbanistico regionale.

Io devo quindi dire che mi pare corretto il modo di procedere, in questo caso, del Consigliere Andrione, il quale, avendo chiesto una sospensione l'altra volta per esaminare i piani regolatori, li ha esaminati, ha fatto delle osservazioni che sono, così, concrete, e alle quali io devo dare una risposta, perché non solo è doverosa, ma mi è anche, così, gradito potergliela dare.

La Magdeleine: per il Piano regolatore di La Magdeleine - che è già frutto di diversi scambi di vedute tra l'Amministrazione regionale e il Comune - è chiaro che siamo arrivati ad un punto direi quasi ottimale, quindi è un piano che, con lievissimi ritocchi - e adesso non ricordo più esattamente quali possono essere questi ritocchi -, ma è un piano che può essere approvato.

Tutti questi piani soffrono del gigantismo, cioè, che cosa succede? Non è che questi abitanti poi ci saranno; probabilmente, non ci saranno mai, però sono teoricamente insediabili. Che cosa succede? Che se un Comune ha una certa superficie e supponiamo ha una superficie abbastanza estesa, di tanti ettari, e noi rendiamo edificabili troppe zone di questo Comune, va da sé che la popolazione, teoricamente insediabile, diventa elevatissima.

Ora, queste previsioni demografiche o turistiche, probabilmente, non si verificheranno, anzi, certamente non si verificheranno mai, però qual è il risultato negativo che si determina sul Piano urbanistico? È che le maglie - chiamiamole così - di questo Piano sono troppo larghe, per cui in realtà non si è disciplinata l'edificazione, non si è disciplinato un bel niente, perché poi la poca edificazione che si farà rispetto a quella massima ammissibile, sarà casuale, sarà disordinata. Ecco perché questi non sono più strumenti urbanistici, ma sono semplicemente dei piani che non regolano niente, ma che autorizzano a fabbricare dove a uno pare e piace. Ecco perché non si possono approvare questi piani. Non perché porteranno 25 mila abitanti o ne porteranno 10 mila o ne porteranno 15 mila, ma perché quelle 20 case, quelle 50 case che si faranno, aumenteranno la sensazione del disordine urbanistico, aumenteranno l'intervento di... non so come definirlo, di rincalzo dell'Amministrazione comunale e regionale per le opere di urbanizzazione e per le infrastrutture, perché uno farà una casa di qua, l'altro la farà di là, poi bisognerà allacciarlo con la strada, con l'acquedotto e con la fognatura. E quindi non si fa una politica urbanistica.

Ora, mi rendo conto che tante sono le difficoltà in una amministrazione per poter fare un piano regolatore, per poter dire: "Tu puoi costruire, tu non puoi costruire", perché poi il piano regolatore si riduce, ad un certo punto, così, in soldoni, diciamo, si riduce in una serie di vincoli - almeno per il cittadino - in una serie di vincoli che gli impediscono di fare certe cose.

Ora, Signori Consiglieri, noi cerchiamo di educare i Comuni, un po' alla volta, a fare questi piani regolatori. Piani regolatori che i Comuni fanno sulla propria pelle, o perlomeno, che gli amministratori fanno sulla propria pelle, pelle elettorale diciamo, e quindi hanno una certa riluttanza a farli. Però è inevitabile, è una esigenza. Se ne stanno rendendo conto un po' alla volta.

Dicevo, a La Magdeleine siamo già arrivati ad un punto discreto e ritengo che, con lievi ritocchi, si possa approvare, sia pure mettendo ben chiaro che la Giunta regionale - ed io mi sono ancora, prima di dire questo, consultato con il Presidente, è un'opinione che avevo io, ma ce l'ha anche il Presidente - che la Giunta regionale non è d'accordo affinché vi sia una strada carrozzabile che collega La Magdeleine con Chamois. Quindi diamo assicurazioni in quel senso.

Il problema di La Salle. Il problema di La Salle è chiaro, non è stato visto con la necessaria avvedutezza, è un Comune molto esteso, le richieste di edificazione saranno arrivate da tutte le parti al Comune e al Consiglio e quindi è saltato fuori un piano che, in realtà, non è un piano, cioè è una elencazione di suscettibilità all'edificazione, senza un coordinamento e senza delle giustificazioni precise. Sono tutte valide e vere le tesi che individuano in La Salle un Comune che deve protendersi e collegarsi con altri Comuni e con altre zone orografiche per le possibilità di sviluppo degli sport invernali e, tra l'altro, vi è pure un Piano Chappy, vi sono degli studi, e tra l'altro vi sono anche delle indicazioni concrete nel Piano urbanistico regionale. Quindi, il Piano regolatore di La Salle è un piano su cui io ritengo si debba intervenire per chiedere delle sostanziali modifiche.

St. Marcel idem. Le proposte che fa l'assessorato sono di sostanziali riduzioni e di modifiche. Quindi, evidentemente, avendo firmato io le relazioni su questi piani da parte dell'ufficio, avendole condivise e discusse, queste non possono che essere le mie opinioni, perché le ho messe in calce con la mia firma.

C'è da riscontrare una improprietà nella formulazione della delibera. In realtà, in base alla legge regionale 28 aprile 1960, n. 3, noi non prevediamo la figura del programma di fabbricazione e, del resto, la figura del programma di fabbricazione è già consentita all'approvazione della Giunta regionale in base ad una legge dello Stato che è, mi pare, la 865, tra l'altro, perché autorizza le Regioni a Statuto ordinario ad approvare i piani di fabbricazione.

Quindi non ho nessuna difficoltà a stralciare dal dispositivo di delibera, cioè: "decida di approvare ai sensi del 1° comma, ecc., ecc.... che i piani regolatori generali" basta cancellare "e i programmi di fabbricazione dei Comuni sotto indicati" e poi, nei "sotto indicati" si tolgono i programmi di fabbricazione, per cui rimangono solo i tre piani regolatori.

Ecco, questo, come risposta al Consigliere Andrione, cui devo dare atto della serietà del suo intervento e anche delle sue intenzioni quando chiede il rinvio, perché il rinvio lo ha utilizzato proficuamente.

Ecco, Manganone, noi, purtroppo, polemizziamo sempre su queste questioni e io non vorrei... Qui si dice: "la Giunta c'ha il toupet, l'Assessore c'ha il toupet". Intanto, toupet si scrive con "ou", non con la "u" sola. Comunque, volevo dire che non c'è nessun toupet da parte di questa Amministrazione. L'abbiamo già presentata in precedenza una deliberazione di questo tipo, la ripresentiamo adesso, senza nessuna iattanza, insomma, non credo che vogliamo prendere in giro nessuno. Non vogliamo su ogni questione di carattere urbanistico sollevare sempre tutto il vespaio della "Legge ponte", dei vincoli che ci sono. In poche parole, Manganone, io non vorrei che qui si confondesse una certa volontà urbanistica di questa Amministrazione regionale, che si è servita della legge dello Stato, della "Legge ponte", per fare quel minimo (minimo, io con questo non voglio dire che abbiamo ottenuto risultati strabilianti), quel minimo di ordine urbanistico in questa Regione, eh, dico, non vorrei che si confondesse questa poca volontà urbanistica (che però c'è stata, in una certa misura) con - diciamo così - con nessuna volontà di fare della politica urbanistica. A me pare che tutti gli interventi suoi in questo settore abbiano mirato a scardinare l'unica legge che in Italia - e quindi anche in Valle d'Aosta - poteva dare alle pubbliche Amministrazioni uno strumento per salvaguardare certe situazioni di tutela ambientale, certe situazioni - diciamo così - urbanistiche.

Io ho giudicato la sua proposta di legge, allora ... non solo io, ma penso la maggioranza di questo Consiglio, perché la maggioranza ha pregato così gentilmente... del Consiglio voglio dire, eh, non maggioranza che sostiene questa Giunta... diciamo tutti i Gruppi consiliari di quella Commissione che si è costituita, ti hanno pregato gentilmente di ritirare questa proposta di legge... (Voce) ...Scusa, fammi finire. Ti hanno pregato gentilmente, ho detto... (Voce) (Montesano: Lascia finire, Manganone) ...Tu hai una partecipazione passionale a questo argomento, mi rendo conto non è... (Voci) ...cosa volete, per carità, io non ho nessuna competenza, per carità... (Voce...)

Montesano (P.S.D.I.) - Manganone, lasci finire, poi si avrà la replica. Va bene. Ognuno è padrone di dire quello che vuole, poi lei farà la replica... (Voce...)

Milanesio (P.S.I.) - Premesso, Mappelli, che non sto dicendo delle fesserie, comunque, sono pronto a sentirmi contraddire, ma con degli argomenti, ma non con delle - così - delle urla scomposte e degli atteggiamenti plateali. Tra l'altro, poi, non ti vedono neanche dalla platea. Se fosti di qua, ti vedrebbero, comunque, va beh... Quindi, sono un pochettino sprecati certi atteggiamenti, sono superflui, quantomeno.

Ora, dicevo, il Consiglio, nella sua stragrande maggioranza, ti ha chiesto gentilmente - perché ci sono anche degli alleati tuoi in questo momento - ti han chiesto di ritirare... (Montesano: Manganone, stia calmo) ...questo disegno di legge, pur dandoti atto che avevi sollevato un grosso problema. Ma questo problema qui l'han sollevato sempre tutti e noi ti diamo atto che hai sollevato un grosso problema, al quale, però, il Consiglio non ha, nella sua complessità, dato una risposta e cercheremo di dargliela tutti assieme, senza diritti e pretese di primogenitura. Ora, dicevo, qui non bisogna venire tutte le volte che si discute di urbanistica, ad accusare l'Amministrazione di non volerla fare, quando, fino ad oggi, le tue proposte sull'urbanistica e lo dicevamo chiaramente nella relazione che abbiamo fatto alla tua proposta di legge...

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Manganone, la invito a far silenzio. Lasci parlare, quando ha finito di parlare, fa la sua replica.

Milanesio (P.S.I.) - Abbiamo sempre detto che quella proposta di legge ipotizzava una legge non urbanistica, cioè era la negazione esatta dell'urbanistica nel suo significato genuino e - diciamo così - ormai accettato universalmente, cioè, di disciplina del territorio e del suo sviluppo per una convivenza armonica e civile. Lì si ipotizzava la possibilità di edificare dove piaceva a ciascuno, il che mi pare che poteva essere definita, invece, una legge sulla ripresa dell'edilizia, ma non certo una legge sull'urbanistica.

Comunque, non è su questi argomenti che voglio improntare questa replica, voglio semplicemente dire che, anche in questo caso, Manganone, la tua proposta non sorge da un esame degli elaborati che erano giacenti presso l'assessorato, perché la richiesta fatta dal Consiglio, allora, era quella di dare agio ai Consiglieri di esaminare questo.

Io ho apprezzato quanto ha detto il Consigliere Andrione, avrei gradito che, da parte tua, che sei il massimo esperto di urbanistica della Democrazia cristiana locale e da parte di Bordon, che è il Segretario regionale della D.C., ci fosse un intervento puntuale sul Piano di La Salle, sul Piano regolatore di La Magdeleine e sul Piano di St. Marcel, per dire cosa non andava bene nella relazione da me proposta alla Giunta e al Consiglio. Allora sì che il discorso sarebbe stato costruttivo, sarebbe stato opportuno. Saremmo entrati finalmente nel merito.

Quando poi... Che cosa proponi tu col tuo ordine del giorno? Proponi che il Consiglio non entri nel merito adesso - perché, non l'abbiamo già rinviato abbastanza questo? - ma che entri nel merito poi dopo.

Ora, Signori, qui i casi sono due: o dell'urbanistica se ne deve solo parlare in modo generico, vago, oppure, quando vi è l'occasione, la circostanza per entrare nel merito, non si vuole entrare nel merito perché è troppo spinoso, è troppo scomodo.

Certo che è scomodo respingere i piani regolatori quando gli amministratori comunali vengono a chiederti di approvarli. Certo che è scomodo dire che non bisogna fare la strada tra La Magdeleine e Chamois. È scomodissimo! È molto più facile approvare i piani regolatori. È molto più facile dire: "D'accordo, Piano di La Salle lo approviamo così. Piano di La Magdeleine lo approviamo così e lo stesso quello di St. Marcel". È molto più comodo. Gli amministratori comunali ce ne sarebbero grati, certamente. Però, se noi facciamo una cosa del genere, veniamo meno ad un dovere fondamentale.

Ora, la richiesta di autorizzazione per l'entrata in vigore viene fatta dalla Giunta regionale sulla base - questo lo dichiaro ufficialmente - delle relazioni che sono state presentate e allegate e firmata anche dal sottoscritto, non solo dai tecnici. Vi prego, se avete avuto occasione di leggerle, potete prendere atto di questo. Quindi, sulla base di quelle relazioni, noi chiediamo che il Consiglio regionale svolga delle considerazioni che devono riferirsi evidentemente sulla compatibilità di questi piani regolatori comunali, se vengono approvati o se vengono respinti, con quello che dovrebbe essere il Piano regolatore regionale, che però non esiste ed è chiaro che è tutta qui la debolezza di questa impostazione, di questa procedura. Però l'abbiamo già seguita. Consigliatemene un'altra, io non lo so. È chiaro che è una impostazione che mostra il fianco, però l'abbiamo seguita in precedenza e prima andava bene per i Consiglieri della D.C., non vedo perché non vada bene adesso. Forse, perché sono cambiate le maggioranze... ma allora, se la politica deve essere sempre occasione di bisticcio, di questionare quando le maggioranze cambiano e che, quindi, ci si dimentica le impostazioni che si sono seguite appena ieri... ora consentitemi di dire che questa è la politica con la "p" minuscola, non è la politica alla quale cerchiamo di onorarci di appartenere.

Ringrazio il Consigliere Manganoni che, non è che ha fatto la difesa d'ufficio di nessuno, ha semplicemente ricordato che questi piani dobbiamo pure esaminarli, dobbiamo pure rispondere qualcosa.

Ora, quando la risposta della Giunta regionale ha un significato, anche ai sensi di legge? A mio avviso, quando diventa un atto amministrativo valido per restituire al Comune un Piano regolatore, quando è un atto definitivo e cioè quando il Consiglio regionale ha dato l'autorizzazione per l'entrata in vigore, che può anche significare, per il diniego di questo Piano regolatore dalla Giunta regionale. Se no, qui, continuiamo a rimanere in una situazione di incertezza amministrativa e non si compiono degli atti amministrativi completi.

Ecco perché chiediamo questo e non perché la Giunta regionale vuole scavalcare il Consiglio regionale. È una materia questa, guardate, che se fosse, per paradosso, di competenza esclusiva del Consiglio regionale, anche quella dei piani regolatori comunali, credo che faremmo un piacere a qualunque Giunta regionale, non solo a quella che c'è adesso, ma a qualunque Giunta potrà succedergli, perché è un argomento talmente scabroso e talmente difficile e ostico che, così, se le responsabilità fossero generalizzate, forse sarebbe meglio per tutti.

Però, scusatemi, se questi non sono compiti dell'Esecutivo, che cosa ci sta a fare l'Esecutivo? Allora ipotizziamo la trasformazione del nostro ordinamento regionale in un ordinamento assembleare. Può anche essere una proposta, questa. Magari qualche partito potrà fare questa proposta per le prossime elezioni come clou della discussione elettorale. Possiamo proporre anche questo, però, sino ad oggi, la struttura del potere regionale è quella che è; mi pare che dobbiamo rispettare gli organi e le procedure che esistono e sussistono.

Io, quindi, non voglio polemizzare neanche con Bordon che è sempre così... pur essendo un po' polemico, è, se non altro, più spiritoso. Devo dire che questa proposta che noi facciamo, noi chiediamo al Consiglio che la voglia votare e, ribadendo i concetti che ho espresso, e cioè che la relazione allegata è quella che l'assessorato propone alla Giunta per le decisioni della Giunta e ribadendo, ancora, che l'ordine del giorno presentato da Manganone, intanto, dice una cosa errata, perché noi non abbiamo voglia - questo lo ribadisco - di approvare tutti i piani regolatori così come ci sono stati presentati, non solo, ma non abbiamo nemmeno voglia di modificare una procedura che fino ad oggi è apparsa la più corretta possibile nell'attuale sistema legislativo.

Quindi, invitiamo il Consiglio ad approvare questa proposta emendata, nel senso che ho detto prima, cioè, togliendo la parte dei programmai di fabbricazione, perché è una competenza che è già assegnata alla Giunta regionale.

Montesano (P.S.D.I.) - Depennarla, quindi?

Milanesio (P.S.I.) - Depennarla, sì, depennarla sia dove si dice "di approvare ai sensi del 1° comma dell'articolo 18... che i piani regolatori generali", via, e "i piani di fabbricazione" cancellato. E anche nella parte finale, dove si dice "programmi di fabbricazione".

Andrione (U.V.) - Vorrei sgomberare innanzitutto il terreno da un equivoco che credo sia stato luminosamente prospettato dal Consigliere Chamonin e cioè, secondo me, il Consiglio regionale si trova oggi di fronte ad una alternativa: o autorizza la Giunta all'entrata in vigore dei piani comunali con atto di Giunta, oppure non autorizza la Giunta.

Nel caso che il Consiglio regionale autorizzi la Giunta, la Giunta potrà solo successivamente a questa autorizzazione entrare nel merito del Piano regolatore di quel dato Comune e perciò... perché, almeno questa è l'interpretazione di legge, io posso sbagliarmi, però mi sembra che il significato di "autorizzazione all'entrata in vigore" non possa essere altro che questo. Almeno, io ho interpretato in questa maniera e il mio intervento è stato fatto su questa base. Se noi tutti questa sera fossimo stati qui coscienti di quello che questi piani regolatori dicono, avremmo potuto seguire una strada differente da quella che ho proposto io e cioè: non autorizzare la Giunta all'entrata in vigore di certi piani che al Consiglio non fossero piaciuti, alla maggioranza del Consiglio non fossero piaciuti. E allora, con questo tipo di procedimento amministrativo valido, ci sarebbe stata una maggioranza che avrebbe detto, per esempio: "Per il Comune di La Salle non c'è l'autorizzazione all'entrata in vigore di detto Piano regolatore".

Al di fuori di questo sistema, nel sistema attuale della legislazione regionale, c'è soltanto il pericolo di procedere per chiazze e cioè di procedere con un sistema che fa sì che alcuni Comuni, specialmente i più grossi, abbiano un Piano regolatore e che continuino a fare delle variazioni non sempre giustificate e non sempre innocenti - e non dico di più - e, dall'altro, la grande maggioranza dei Comuni che è ridotta allo 0,03, cioè alla legge di salvaguardia e all'applicazione di certi articoli che conosciamo tutti, che impediscono quelle provvidenze di sviluppo, quell'intervento regionale che permetterebbero di modificare certe situazioni.

L'Assessore Milanesio ha sottolineato che le proposte dell'ufficio sono anche le proposte della Giunta. Io mi permetto di dire che, avendole lette, ho concluso in certi casi in senso diametralmente opposto a quelle che sono le conclusioni dell'ufficio e cioè vorrei dire questo: che dalla valutazione di una certa situazione di fatto, che è evidentemente opera di tecnici, il politico deve dire quello che pensa. E da quella stessa valutazione di fatto, quando un tecnico conclude in un certo senso, il politico può concludere per altri ragionamenti, per altre vie, per altre ragioni, può arrivare alla conclusione opposta.

E io ribadisco che chiedo alla Giunta di respingere il Piano regolatore del Comune di La Salle, ma non di chiedere delle modifiche, di respingerlo, perché deve essere rifatto, il che è un concetto differente.

E, entrando nel merito della discussione con Manganoni, non credo di essere un ingenuo perché, a proposito di quella data discussione, eravamo dalla stessa parte della barricata, ma desideravo e desidero - e sono stato contento di sentirlo - che certi principi fossero ribaditi, perché la storia della Valle d'Aosta e la storia di certe operazioni non si arresta al 16 marzo del 1973, ci sarà un avvenire e, ad un certo momento, la storia della strada della funivia di Chamois sarà un nodo che deve venire al pettine e quindi è bene che ci siano delle precisazioni, delle puntualizzazioni date dagli organi responsabili al momento voluto, quando si discute di piani regolatori e quando in una maniera surrettizia vengono introdotti dei documenti ufficiali... esattamente i principi opposti a quelli per i quali la Giunta ha speso 600 milioni di lire, l'Amministrazione regionale. E quindi non è questione di ingenuità, direi, anzi, che è - se vuoi - una callida predisposizione per l'avvenire.

E tu hai parlato di non prendere una posizione negativa nei confronti di certi Comuni e io, su questo, sono perfettamente d'accordo con te, ma quello che dico io è di proporzionare in maniera razionale lo sforzo che si vuole fare, per un periodo di tempo limitato, perché il piano regolatore vale - essendo uno strumento dinamico e lo ripeto, vale per un certo periodo di tempo - ma di limitare in maniera razionale questo sviluppo e di non fare che cosa? Quello che è stato illustrato bene dall'Assessore Milanesio: dare una maglia talmente larga, per la quale che cosa succede? Che c'è il privato che è ricco e che può farsi la villetta e pregiudica il territorio e quello che fa il /paysan/, che mantiene il suo terreno a verde, è soltanto destinato domani ad essere espropriato con una qualsiasi 865.

Cioè il piano deve essere proporzionato alle effettive possibilità di sviluppo di questo momento ed è inutile prevedere, oggi come oggi, per un prossimo avvenire, 35.000 abitanti a La Salle o 10.000 abitanti a St. Marcel e anche i 4.000 a La Magdeleine, anche se io riconosco che il Piano regolatore di La Magdeleine è fatto molto meglio di certi altri. Mi sembrano eccessivi, perché - ripeto quello che ho detto prima - una volta che un certo patrimonio paesaggistico è intaccato, non è più recuperabile, non è più recuperabile in termini di secoli e non parliamo di decenni.

E quindi ripeto il mio concetto: per me, noi possiamo soltanto dire alla Giunta: "Sei autorizzata - sì o no - all'entrata in vigore di questi piani regolatori", però abbiamo il diritto di dire quello che pensiamo su questi piani regolatori. E allora sia il Piano regolatore di La Magdeleine (con le modifiche, con quanto è già stato chiarito dall'Assessore), sia il Piano regolatore di St. Marcel sono - secondo il mio punto di vista - una riduzione sensibile della possibilità di insediamenti e non perché gli abitanti teoricamente insediabili sono troppi, ma perché è semplicemente una questione di comodo: si parla di 35.000 abitanti o di 10 mila abitanti, perché questi 10 mila abitanti corrispondono ad altrettanti metri cubi previsti di costruzione, di cui soltanto alcuni potrebbero essere costruiti in un lasso di tempo ragionevole, nel lasso di tempo, cioè, in cui noi prevediamo che questo Piano regolatore non sia modificato.

E, infine, no al Piano regolatore di La Salle, che deve essere - a nostro avviso - completamente rifatto.

Questo come sostanza, come sostanza in base ad una interpretazione della legge, che può essere sbagliata, ma che, secondo noi, diciamo oggi questa cosa e siamo sicuri di poterla dire nell'avvenire, quale che sia la nostra posizione in questo Consiglio.

Dolchi (P.C.I.) - Molto di quello che volevo dire, l'ha già detto il collega Andrione. A me sembra che qui dovremmo stralciare alcune cose e le cose che io dico, sono più che altro per, intanto, convincere il Consiglio, ma vedere se il Consiglio condivide il ragionamento che ha già fatto in parte il collega Andrione che mi sembra - giunti a questo punto della discussione - possa essere quello che ci porta ad una conclusione.

Secondo me qui c'è una certa confusione anche nelle parole. Queste cose le abbiamo già dette anche in altri dibattiti su questo argomento, quando noi stessi, da questi banchi, questo Gruppo sosteneva che l'articolo18 della legge 1960, proprio perché si riferiva ad un Piano regolatore regionale non ancora esistente, dava al Consiglio la facoltà di esaminare i piani per evitare che, in attesa del Piano regolatore generale regionale, non ci fossero 74 piani comunali che precostituissero, poi, approvati singolarmente dalla Giunta, la redazione del Piano regolatore regionale.

Cioè, cosa sostenevamo noi? Cosa si sera preoccupato il legislatore con l'articolo 18, cioè con questa norma transitoria? È in elaborazione il Piano generale regionale, se noi - e questo deve essere approvato dal Consiglio regionale - se noi non abbiamo la visione di quello che fanno i 74 comuni, in carenza, in assenza del Piano regolatore regionale, che deve approvarlo il Consiglio, succede che vengono approvati 74 piani e quindi diventa inutile, superflua, l'approvazione consiliare del Piano regolatore regionale. Ecco, questo avevamo sostenuto e direi che molto del dibattito si era incentrato sulle parole "approvazione" o "non approvazione".

Ma mi sembra che, poi, nel corso dell'applicazione pratica, ci siamo chiariti le idee e io, per me, vorrei riassumere questo concetto: il Piano regolatore è adottato dal Comune - su questo non ci sono dubbi, la parola "adottato" riguarda l'Amministrazione comunale - viene approvato... è qui che si comincia a fare una prima confusione quando si dice "approvato dalla Giunta", ecco, io eliminerei la confusione dicendo: "approvato dall'autorità di tutela". Perché, in questo caso, facendosi riferimento ad una legge nazionale e a una legge regionale, quella del 1971, la competenza dell'approvazione è indubbiamente demandata all'autorità di tutela, che, nella nostra Regione, non è il Comitato di controllo, ma è la Giunta.

Se noi, però, in questo caso, chiaramente indichiamo nella Giunta che adotta il provvedimento, non l'esecutivo del Consiglio regionale, ma l'autorità di tutela, non abbiamo dubbi sull'applicazione sia della legge nazionale, che della legge del 1971 che riguarda la tutela sugli atti dei Comuni e, quindi, la competenza in materia urbanistica e piani regolatori.

Ecco perché concordo con la proposta della Giunta, formulata dall'Assessore Milanesio, di depennare i programmi di fabbricazione dalla decisione che viene sottoposta al Consiglio, perché questa non avrebbe fatto altro che creare una ulteriore confusione.

Non ci sono dubbi che la legge del 1960 parla di piani regolatori e se quindi esiste un motivo d'intervento, un momento d'intervento a livello regionale, questo è per i piani regolatori.

E qui abbiamo il motivo del contendere. L'articolo 18: "I piani regolatori, adottati dai Comuni, approvati dall'autorità tutoria, dall'autorità di controllo (diciamo così per essere più aderenti ad una nuova realtà di controllo) entrano in vigore (se ci fosse il Piano regolatore generale regionale non ci sarebbero dubbi) entrano in vigore dopo l'approvazione dell'autorità di controllo". Non c'è il Piano regolatore generale regionale, scatta l'articolo 18 della legge regionale del 1960, la quale che cosa dice? Proprio per quelle preoccupazioni a cui accennavo all'inizio del mio intervento che, in attesa, che in assenza del Piano regolatore regionale potranno, anche prima dell'approvazione, potranno entrare in vigore con deliberazione del Consiglio regionale. Cosa voleva significare tutto questo? Che il Consiglio regionale voleva conservare la sua possibilità di indagine, di esame, di entrata nel merito della valutazione - quello che ha fatto il collega Andrione - sui piani regolatori affinché non fossero in contrasto, perlomeno, con l'orientamento che dovrebbe avere il Consiglio regionale per la redazione dei piani regolatori regionali.

Quindi, non approvazione, ma esame da parte del Consiglio regionale dei piani - come è stato fatto, come può essere fatto con la decisione di oggi per poi autorizzare, per poi consentire l'entrata in vigore del Piano - come dice l'articolo 18, in assenza del Piano regolatore regionale generale.

Allora qui io mi permetto di dire che, se la cosa si svolge in questo modo, la deliberazione che ci viene sottoposta non deve parlare di approvazione, cioè la prima parola "decide di approvare" perché, se no, ricreiamo la confusione. Non siamo più aderenti a quello che è la deroga che l'articolo 18 stabilisce affinché il Piano regolatore comunale possa entrare in vigore prima dell'approvazione, da parte del Consiglio regionale, del Piano regolatore generale regionale.

Quindi io mi permetterei, proprio così, con una chiarezza che mi sono cercato di sforzare di ritrovare nel mio intervento, e nella mia posizione, nella posizione del nostro Gruppo, che decide - se vogliamo rimanere aderenti a questo ragionamento, che in fondo è quello che ci ha orientato in questi anni nel pratico esame dei provvedimenti e quando, anche, li sollecitiamo per necessità delle Amministrazioni comunali - decide di autorizzare, decide di consentire che entrino in vigore prima dell'approvazione da parte del Consiglio regionale del Piano regolatore generale regionale.

Ecco, quindi, non è per una questione formale, ma direi proprio a coronamento di un ragionamento di questo tipo: adozione da parte del Comune, approvazione da parte dell'autorità di controllo e, da parte del Consiglio regionale, autorizzazione all'entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 18 della legge del 1960.

Questo mi sembra che sia... Quindi, non è una questione formale, direi che è una questione sostanziale, per essere aderenti alla legge regionale e dire, nel disposto che siamo chiamati a votare: "Decide di consentire, di autorizzare - non so come la Giunta vuole proporre - che ai sensi del 1° comma dell'articolo 18, in attesa del Piano regolatore (ecc....) entrino in vigore questi piani regolatori comunali - e solo i piani regolatori comunali... - prima dell'approvazione del Piano regolatore regionale, da parte del Comune".

Rimane ancora in piedi quella che era stata la nostra preoccupazione, cioè: il Consiglio regionale. In questo modo, viene positivamente risolta questa preoccupazione. Non può esserci, in attesa, in assenza del Piano regolatore regionale solamente una approvazione da parte della Giunta, se no, creeremmo una deroga che non è fatta e non è decisa dal Consiglio regionale, cioè da quell'organo che è chiamato poi ad approvare il Piano regolatore regionale. Ecco, quindi, mi sembra che in questo modo, ancora una volta, abbiamo salvato le prerogative del Consiglio, dando al Consiglio la possibilità - come diceva Andrione - di autorizzare o non autorizzare l'entrata in vigore di quel piano, che però segue il suo iter normale, dall'adozione all'approvazione, da parte del Consiglio comunale, prima, e dell'autorità di controllo, poi. Ecco perché noi crediamo che, se il Consiglio concorda su questo ragionamento che io ho esposto, potrebbe essere considerato superfluo l'ordine del giorno del Consigliere Manganone, perché il Consiglio ha la possibilità di entrare nel merito dei piani nel momento in cui li autorizza o non autorizza alla loro entrata in vigore.

Manganone (D.C.) - Io sono qui, in quest'angolo, defilato dagli occhi degli spettatori che ci sono in tribuna, ma ci son sempre qui, contrariamente di quel che fa l'Assessore Milanesio che, pur essendo sotto lo sguardo di determinate persone, in Consiglio regionale c'è quasi mai. Questa è una constatazione che non solo io faccio, ma che fa tutto il Consiglio regionale. L'abbiamo visto, anche in questi giorni, quando all'argomento c'erano degli oggetti specifici dell'assessorato - vedasi ieri mattina - l'Assessore Milanesio non c'era. È brutto star lì sotto, con quei banchi. Noi potevamo anche starci, non abbiam voluto starci; preferiamo essere qui fuori, in questo nostro angoluccio.

Milanesio, tu, in Italiano potrai avere 10, però, come contenuto dei tuoi discorsi, qualsiasi ti dà 4. Sei una contraddizione meccanica, continua e, passatemi il termine... No, non lo dico, perché è troppo pesante. Non lo dico, glielo dico poi dopo. Gliel'ho detto tante volte, mentalmente, ma qui in pubblico, anche se io son diffidato da quelle persone, non posso dirlo. Ma, nel nostro tiro alla fune, tra il sottoscritto, senza barba, e tu che ce l'hai, ha visto perdente l'Assessore, sempre, sempre. Perché tu sei venuto qui, hai detto un sacco di fesserie e, quando il tempo si metteva al brutto, hai ritirato i tuoi argomenti. Caso strano, caso strano che Manganone aveva ragione.

Ma l'abbiamo visto adesso, in questa seduta, in questa mezz'ora di discussione, quando parlavo dei piani di fabbricazione, tu l'hai recepito e quindi ti abbiamo smentito nella tua delibera. Adesso ti sta smentendo il Consigliere Dolchi e quindi, cosa vuoi più di così? Non è solo il Consigliere Manganone che vuol far polemica con te, perché io vedo l'urbanistica sotto un'altra ottica. Io, per fortuna - e voglio dirlo, voglio dirlo perché, insomma, dopo 5 o 6 anni che siamo qui dobbiamo dirci certe cose - io non faccio parte di determinati speculatori edilizi, sia ben chiaro. Mi assumo tutta la responsabilità di quelle parole che sto dicendo adesso.

Di piani regolatori ne ho esaminati e visti parecchi e mi ricordo di essere un sostenitore accanito contro il finanziamento di determinati piani regolatori, fatti secondo determinate disposizioni. Chiaro? Perché già allora, 4-5 anni fa, io vedevo in questa tacita vostra approvazione di piani regolatori una forte speculazione edilizia. Così è stato. Perché vorrei che la Giunta mi portasse solo un caso che potrebbe smentirmi su quel che sto dicendo, io la ringrazio. Ma c'è stata una speculazione paurosa.

Tu hai tirato in ballo la mia legge dicendo così che il Consiglio regionale mi aveva invitato a ritirarla. Ma scherzerai poi mica! Ma queste sono fandonie! Escono da una bocca che di verità, sul piano urbanistico, ne ha dette poche. Ma la mia legge - e qui ti dava fastidio, perché avevi paura di qualche concorrente, caro Assessore Milanesio - la mia legge prevedeva un assessorato. Tu, l'altra mattina - quindi mercoledì mattina - hai detto: "Effettivamente ci vuole un organo politico, anche un assessorato o un commissariato". Queste cose tu le hai dette ed ecco che sei venuto sulle mie determinazioni. Ma poi non è giusto che la nostra legge prevedeva l'edificazione su tutto il territorio, non è vero niente, perché tu non l'hai neanche guardata. Nella parte di periodo di transizione (e non fare determinate mosse carnevalesche!) nel periodo di transizione, caro Milanesio, aveva dei limiti e delle imposizioni ben più gravose della 865. Vedi un po'!

Comunque, in questo Consiglio, tutte le tue proposte in questo campo - non vado negli altri campi - ma tutte sono state modificate. Mah! Ditemene una che non sia stata modificata, voi, della Giunta! Siete in 7, vi ricordate quanto mi ricordo io. Non una che non sia stata modificata, il che vuol dire che il sottoscritto, qualcosa, di ragione aveva.

E, Milanesio, vorresti dirmi, per cortesia, la data di presentazione delle delibere dei Consigli comunali di La Magdeleine, di La Salle e di St. Marcel?

Tu non me le dici, ma non ha importanza. Non ha importanza, perché questi piani regolatori, in base alla legge del 15 novembre del 1971, sono stati approvati e chi spera che la Giunta regionale apporti a questi piani qualche modificazione è - scusatemi - un illuso, perché ormai questi piani sono approvati. Sono approvati!

La Giunta quand'è che può modificarli? Quando la delibera del Consiglio comunale è stata approvata per decorrenza di termini?

E mi sono solo riferito agli ultimi di questo elenco, ma, ripeto, vorrei sapere quali modifiche ha apportato la Giunta ai piani regolatori di Antey St. André, Arvier, Pont St. Martin, St. Nicolas, Valpelline e Sarre.

Sarre, mi ricordo molto bene, il collega Chamonin aveva trattato lungamente questo problema, ma, mi si dica, mi si renda edotto se c'è stata una manifestazione di volontà da parte dell'Esecutivo di approvare o di modificare questi piani.

Qui ne abbiamo sei, nessuno è stato modificato; qui ne abbiamo altri tre che sono stati approvati per decorrenza di termini e adesso si pretende ancora che noi avalliamo tutto con una delibera che, così com'è, noi ci siamo già rifiutati l'altra volta di votare, ci rifiutiamo adesso di votare. Questa delibera, dopo gli illuminati consigli del Consigliere Andrione, è già stata modificata e viene modificata e si identifica con gli ordini del giorno del Consigliere Dolchi.

E allora, Milanesio, scusami, ti ho portato una serie lunghissima di tue contraddizioni e di tue modificazioni. Quindi, anche se uno non è visto dalla platea, può portare un contributo al Consiglio regionale. Modesto, minimo, ma lo porta sempre con la propria presenza. Tu questo contributo, purtroppo, non l'hai mai portato in questo campo con la tua presenza, perché son rare le volte in cui ti si vede lì sopra.

Quindi io non tolgo la prerogativa alla Giunta di approvare questi piani, ma voglio solo che la Giunta li veda, li approvi e poi li porti in Consiglio e sia il Consiglio a decidere se devono entrare o meno in vigore. Perché all'entrata o meno in vigore di questi piani è collegata, sono collegate altre leggi, vero Milanesio? All'entrata in vigore di questi piani c'è collegata la 865, vero Milanesio? Quindi noi vogliamo vedere bene e chiaro quali sono le modifiche che voi volete apportare a questi piani. Sia chiaro che la prerogativa dell'approvazione rimane ed è, per legge, di competenza alla Giunta. Noi dobbiamo solo prendere una deliberazione per farli entrare in vigore. Perché se ci fosse stato, se fosse stato fatto il regolamento, allora potevamo anche farne a meno di questa deliberazione.

Quindi io termino, termino con una considerazione che può essere mia personale, ma nella convinzione che di urbanistica, di edilizia, la Giunta abbia fatto ben poco.

Balestri (P.S.I.) - Io volevo riprendere il discorso di Dolchi per dire molto brevemente quello che avevo detto prima, cioè - io lo dico dal punto di vista personale - per me, i Comuni approvano i piani regolatori, adottano i piani regolatori, la Giunta li esamina attraverso i vari organi dell'assessorato competente in materia e portano al Consiglio, in base alla legge del 1960, per il placet.

Il placet, naturalmente, non è un placet. Dice: "Va bene" o "Non va bene". Nel Consiglio si possono fare anche le osservazioni che se ne... per giustificare il placet o no. Ecco che mi riallaccio a quanto aveva detto Andrione. Noi possiamo dire solo: "Si" o "No". Diamo il placet. La Giunta, in base alla legge del 1971, come controllo, dà l'approvazione ai piani regolatori. Questa, per me, è la prassi. Non entro, poi, in merito dei 90 giorni, perché secondo la legge del 1971 anche questo sarebbe discutibile se, scaturiti i 90 giorni, sarebbero già approvati o che. Ma questo è il placet da adottare in mancanza dell'approvazione di un Piano regolatore regionale.

Dolchi (P.C.I.) - Potrei anche rinunciare in quanto ché mi sembra che...

Montesano (P.S.D.I.) - Sono le 19,05. Se rinunci...

Bordon (D.C.) - E allora, anche per farti una cortesia, cercherò di essere telegrafico, tralasciando i colpi di spillo, le battute più o meno spiritose, che fanno anche piacere, perché, se no, la discussione si svolgerebbe in un clima troppo pesante, ecc. e non è proprio il caso.

Io lascio le questioni tecniche ai tecnici, o almeno, a quelli che hanno l'hobby di questi studi, di tutte queste cose e quindi io accetto, posso anche accettare - non ha detto in questo modo Milanesio, perché lo ha detto in un altro modo - ma potrei anche accettare la battuta di uno che ti dice: "Ma tu di queste cose non ne capisci niente e quindi stattene buono". Non dico che Milanesio ha detto questo - lo ripeto per la seconda volta - in quanto ché di tecnici, in questo campo, io ne conosco pochi e li sento qui dibattere i problemi e vedo che anche essi - perché è un problema, è una materia veramente spinosa - anch'essi hanno le loro lacune. Ma in questo campo mi sembra che i dibattiti che si svolgono si vedono oggi impostati in un modo, domani in un altro modo, ci sono delle marce indietro e quindi c'è qualche difficoltà per portare avanti tutto questo problema, perché non sono studi facili.

Io, quindi, ho diviso il problema in due fette: da una parte, la discussione tecnica e questa la lascio fare a Milanesio e a Manganone e forse anche ad altri che sono tecnici - notate sta battuta: "tecnici", gli deve far piacere, però, eh, perché ve lo dicono in pochi, ve lo dico solo io quando sono di buon umore... - io invece lo guardavo da un punto di vista di legge e allora mi fa piacere di non essere più completamente solo, perché poi le cose bisogna solo vederle con tranquillità e se uno ritiene di essere dalla parte del giusto, finirà per avere soddisfazione perché, con un po' di pazienza, le cose vengono a galla.

Indubbiamente, quando si discute di una legge, di una impostazione, indubbiamente noi vediamo che ci sono varie interpretazioni. D'altronde, se nella legge non avessimo varie interpretazioni, noi non avremmo gli avvocati che potrebbero cavillare su questi argomenti e sarebbe già una grande fortuna.

Ora, che cosa dicevo, io, in conclusione? Dicevo - per cortesia - che, arrivati ad un certo momento, noi dobbiamo esaminare quanto è scritto qui sopra.

E il mio compito è stato facilitato enormemente prima da Dolchi, adesso da Balestri, perché il mio intervento voleva proprio essere fatto per una pacifica, amichevole contestazione con Chamonin sull'interpretazione di questa legge.

Perché qui... e io leggo quello che è scritto qui: "Il Piano regolatore della Città di Aosta, già adottato dal Consiglio comunale ed i piani regolatori degli altri Comuni della Valle d'Aosta adottati dai Consigli comunali, potranno entrare in vigore, anche prima dell'approvazione del Piano regolatore regionale, con la deliberazione del Consiglio regionale".

Io chiedo scusa, ma mi voglio soffermare un po' qui sopra. Non è con questo che io abbia la pretesa di convincere altri, ma vorrei almeno convincere me stesso di essere dalla parte del torto, ma "con deliberazione del Consiglio regionale" che cosa vuol dire secondo la mia modesta capacità? Vuol dire che, mentre, giustamente, i Comuni deliberano i loro piani regolatori - come giustamente ha detto Dolchi - mentre giustamente queste delibere arrivano alla Giunta di tutela dell'Amministrazione regionale, per cui la Regione viene tagliata fuori - come ha detto bene Dolchi - come ho detto io prima, senza entrare nei particolari, perché il discorso è tutto lì, mentre tutto questo si svolge, quando domani potrebbe venir fuori con un Piano regolatore di tutta la Valle, regionale, siccome il Piano regolatore regionale manca, noi dovremmo intervenire con una deliberazione consiliare.

Ora, se uno avesse voglia di cavillare, di fare qualche volta l'avvocato, pur non essendolo - lasciamolo fare a chi, invece, avvocato lo è -, io chiederei proprio che cosa vuol dire "deliberazione consiliare". Vuol dire, questa deliberazione consiliare, che io delego la Giunta - e ritorniamo al discorso di prima - la Giunta veda e faccia quello che vuole. E allora qui - e non sono battute cattive quelle che ha detto Milanesio, come non lo sono le mie - Milanesio diceva: "Io avrei desiderato che tutti avessero fatto quello che ha fatto Andrione". Andrione è andato a vedersi il Piano regolatore di La Salle. Ma io mi domando, però, se tutti avessimo fatto il lavoro che ha fatto Andrione, innanzitutto, potrebbe darsi che anche Andrione abbia una particolare predisposizione per questi studi - ma io francamente sono contento -, si vede che Andrione conosce molto bene la zona di La Salle, ma quando viene qui e dice: "Io ti dico che il Piano regolatore di La Salle deve essere tutto rifatto, perché è tutto sbagliato", ma io posso credere a quello che dice Andrione, però io non lo so questo.

Quando io, per esempio, ti dovessi chiedere, Milanesio, io ti dico che il Piano regolatore di Antey è tutto sbagliato, ma io chiedo scusa, ma io vi dico la verità, non mi sento di fare un ragionamento di questa fatta. Perché bisogna proprio ci sia veramente... veramente intelligente, più intelligente ancora di Milanesio, che è Assessore, che fa queste cose, che ha tutti gli organi intorno a se per studiare queste cose. Perché per fare questo ragionamento io dovrei incominciare a dirmi: "Ma chi lo ha fatto il Piano regolatore di Antey o di La Salle?" Lo ha fatto un architetto. Quindi doveva essere, aspettate un po' la parola... un incompetente - la parola era un'altra, ma...- chi ha fatto, ha studiato il Piano regolatore di La Salle, chi ha previsto a La Salle 35.000 abitanti, ma questo architetto doveva essere completamente fuori strada. Ma e i Consiglieri di La Salle che sono nati lì, che hanno vissuto lì, che ci stanno, che hanno approvato questo Piano regolatore, tutti scemi, allora, perché sono arrivato io a vedere che effettivamente questo Piano regolatore non vale niente? Beh, io, questo, non mi sento di farlo. Chi tra voi si sente di farlo, lo faccia pure, ma io non ho questa competenza. Non ho questa competenza perché non ho intorno a me gli uffici competenti che mi possono aiutare e pertanto, con una mia visita di una giornata, due giornate negli uffici della Sovraintendenza, io non mi sentivo di dare questi giudizi.

E allora, che cosa chiedevamo noi, in sostanza, qui? Eccolo il nocciolo della questione e poi non vi scoccio più. Ma noi, che cosa abbiamo detto? Noi vogliamo ritardare i piani regolatori? Mai sognato questo! Noi desidereremmo una cosa sola: siccome secondo il nostro modesto parere il Consiglio regionale ha il compito di deliberare questi piani regolatori dei Comuni perché non c'è ancora un Piano regionale, ecc., prima di dare una deliberazione, di dare un parere, perché deliberare vuol dire decidere, vuol dire fare qualche cosa, ebbene, prima di fare questo, io sarei stato infinitamente riconoscente all'Assessore al turismo che fosse venuto qui ed avesse detto: "Guardate..." - in dieci minuti, perché non è mica molto lungo, perché abbiamo sentito Andrione che ha espresso un parere sul Piano regolatore di La Salle... - io sarei stato contento di sentire Milanesio mi dicesse: "I piani regolatori di A, B, C, ecc., attraverso la mia competenza e gli studi degli uffici, in fondo in fondo, riteniamo che vadano bene o non vadano bene", cioè ci avesse aiutati ad esprimere un giudizio.

Invece, si arriva qui e ci si dice: "Noi chiediamo l'approvazione". Ed ecco che l'amico Dolchi, col quale indubbiamente ci avvieremo a delle alleanze proficue, perché si va avanti così, dice: "Ma io ritengo che non si sia più da approvare, perché io non approvo niente". Come faccio io a dire: "Approvo questi piani regolatori - perché "deliberi di approvare ai sensi..." ecc., ecc. - i piani di Antey, ecc." quindi saremmo noi Consiglieri che li approviamo, salvi i provvedimenti da adottare in merito dalla Giunta stessa. Che non so quali possono essere. Ma questa dizione di "deliberi di approvare" siamo noi che l'approviamo.

Però il problema è questo, ancora più grave: perché qui io potrei anche approvarli tutti in massa e dire: "Sissignori, però salvo gli eventuali futuri cambiamenti che apporterà la Giunta".

Ebbene, Signori, io posso essere dalla parte del torto, posso anche non aver capito niente, ma io non mi sento di approvare questa deliberazione. Quindi si potrà cavillare, si potrà fare tutto quello che si vuole. Mi sembra che sia solo una norma di buon senso.

E la norma di buon senso - la ripeto, per chi non ha voluto capire prima - io ritengo che allorquando non ci sia un Piano urbanistico, un Piano regolatore regionale, noi possiamo mandare avanti questi piani, naturalmente, con una deliberazione del Consiglio regionale, lo dice la legge e basta rileggercelo qui. Benissimo, arrivati a questo punto, noi che cosa possiamo fare? Dobbiamo dare qualche cosa in mano all'organo esecutivo che lo esegua. Perché si chiama organo esecutivo? Perché deve eseguire qualche cosa che diciamo noi di fare. Allora, noi dobbiamo arrivare qui e, tambour battant, dobbiamo dire: "Signori, noi questo piano qui di Antey va bene, quello là non va bene, ecc., ecc.". Io chiedo scusa, lo ripeto, forse non ho fatto il mio dovere, ma io non mi sento di esprimere questo giudizio per i motivi anzidetti. Perché tutti quelli che hanno studiato i piani regolatori, che probabilmente ci hanno messo un anno, due anni per studiarlo, sono arrivato io con la mia tecnica, la mia intelligenza a dire: "Niente va più bene, arrivederci e grazie!". Io fin lì non mi sento di arrivare.

E allora, che cosa facciamo? Lasciamo stare le polemiche, non è il caso. Ognuno ha le sue idee. Siamo pagati per venire qui a dire quello che noi pensiamo. Per assumere ognuno le proprie responsabilità e quindi non è proprio il caso di star qui a fare i galletti a beccarci. Questo è il nostro parere: noi vi diciamo che abbiamo già appreso con piacere che i piani di fabbricazione sono già stati tolti, quindi, non aveva detto una eresia il nostro amico Manganone. Oggi come oggi, o meglio, adesso come adesso, attraverso l'autorevole parola del Consigliere collega Dolchi, mi si dice: "Io non sono più del parere di scrivere qui "approvare" ma "autorizzare" la Giunta, eventualmente, ad andare avanti, ecc., ecc.", però io sono sempre dello stesso parere. Io vi dico che la prossima seduta consiliare arriva qui l'Assessore Milanesio, come espressione della Sovraintendenza, della Giunta, come Assessore al turismo, mi deve dire: "Noi abbiamo esaminato questi piani regolatori" perché mi viene il dubbio che non li abbia esaminati, quasi, perché non gli costerebbe niente a venire a dire: "Noi abbiamo visto questo". Per esempio, Antey quante migliaia di abitanti si prevedono? 20...20 mila, non lo so, so che è una grossa cifra. È un grosso numero. Ebbene, Milanesio ce lo viene a dire, noi non riteniamo che si possa arrivare a questo limite. Per il resto, ci sono queste osservazioni e noi prendiamo atto di questo.

Però, arrivati ad un certo momento, io non mi sento di esprimere questo giudizio, abbiate pazienza. Perché io dovrei essere a conoscenza di tutto questo e ritenere non validi tutti gli studi che hanno fatto gli altri.

E allora io vi ripeto, io chiedo soltanto che la Giunta venga qui, che l'Assessore Milanesio - che è il competente in questo settore -venga e ci dica: "Qui ci sono 14... - quanti piani...? - 7-8 piani regolatori da approvare, noi li abbiamo esaminati e vi diciamo che secondo noi il Piano A va bene, il Piano B ha da subire queste modifiche", ed ognuno di noi, aiutato da questa traccia, potrà esprimere più tranquillamente il suo giudizio. Punto e basta.

Tutto il resto sono valutazioni che io non ascolto, perché quando mi si dice che siamo qui per ritardare, allora, tutte le volte che noi non siamo d'accordo su una certa impostazione, o non comprendiamo niente - ebbene io sono contento che ci sia della gente che veramente è intelligente così - oppure siamo gente che vogliamo ritardare i problemi. Però, con l'andar del tempo, poi vediamo che tutti i torti non li avevamo. Quindi, io non ho nient'altro da aggiungere. Con la massima tranquillità vi dico che noi chiediamo quanto abbiamo chiesto prima, ma, oggi come oggi, non ci sentiamo, per scrupolo di coscienza, di approvare e di dare a voi un mandato che a me, che a noi non dà una tranquillità che dovremmo avere. Quindi io vi chiedo scusa della lunga chiacchierata e non ho nient'altro da aggiungere, senza insultare nessuno.

Milanesio (P.S.I.) - Dopo l'intervento appassionato del Consigliere Bordon, al quale riconosco una capacità di persuasione, così, e di trasporto, che va al di là delle cose che dice, ma anche e soprattutto col tono e con l'accoratezza con cui lo dice, e poiché mi è rimasto ancora un barlume di coerenza, malgrado l'aggressione subita da parte del Consigliere Manganone - no? - mi è rimasto ancora un barlume di coerenza, poca, perché evidentemente, così, sono stato messo alle corde, stando a quello che ha detto Manganone. Sono ancora qui che mi sto medicando le ferite. C'era Dujany, prima, che mi metteva i cerotti. Ebbene, devo dire che la proposta del Consigliere Bordon non possiamo accoglierla ...Comincio da Bordon, che è stato l'ultimo in ordine di eloquio, diciamo... Non possiamo accoglierla perché, Bordon?

Intanto, allora, a questo punto, il Consiglio regionale ci dà una patente, che è quella di un Consiglio inetto. Perché? Portiamo un argomento all'ordine del giorno una volta e c'erano tante altre cose, non c'era stato il tempo materiale per esaminare questi piani. Allora, per richiesta esplicita del Consiglio, con giuramento fatto da parte di tutti i Consiglieri - che han giurato così, no? - che li avrebbero esaminati per poi discuterli in questa seduta, lo riportiamo in questa seduta.

Ora, che cosa si scopre? Che, da parte dei Consiglieri che erano d'accordo, più probabilmente, anche l'altra seduta, si sono fatti interventi generici. Da parte del Consigliere Andrione, si fa un intervento documentato.

Però scusami, Bordon, qui non è che io voglia polemizzare, ma da parte tua e da parte di Manganone, che avete parlato a nome della D.C., avete fatto ancora un intervento generico sui principi, quando invece questa doveva essere la sede per fare un intervento documentato sulle cose che sono contenute in quelle famose relazioni che, guarda caso, sono anche firmate da me, perché sono accettate dall'Assessore. Sono le relazioni con le quali l'Assessore si presenta alla Giunta e chiede che la Giunta decida.

Quindi, quelle relazioni esistono, sono state da me concordate coi tecnici (non da me stese, questo è chiaro, perché questa è una funzione del tecnico, dell'architetto, dell'urbanista) però concordate con il sottoscritto e firmate, siglate dal sottoscritto per esteso. Ora, evidentemente, le conosco, le ho fatte mie.

Ora, Bordon, scusami, io non vorrei... Una volta io mi sono messo a leggere una relazione - ben, mettetevi d'accordo, no? - mi sono messo a leggere una relazione in questo Consiglio ed era quella lunga sulla vicenda urbanistica. Tutti hanno cominciato a sbuffare, ma qui e là. Ora, sentite, io non è che voglia fare proprio lo speaker di questo Consiglio, io credo che, poiché hai detto che i Consiglieri sono pagati - lo dici sempre che sono pagati - devono avere almeno il tempo e l'accortezza di prepararsi e documentarsi e devono, soprattutto, evitare che l'Assessore infligga agli altri Consiglieri, che già si sono preparati, la lettura di documenti che molto spesso sono interessanti, ma certamente poi sono noiosi nell'illustrazione e nella lettura.

Ora, mi pare che sia un dovere precipuo del Consigliere, ma non di tutti... Io capisco che in un Gruppo ci sono degli esperti... In un Gruppo, quando si fa una riunione di Gruppo, ci sarà l'esperto in urbanistica di quel Gruppo che si legge a fondo tutte le relazioni presentate, ne fa una relazione al suo Gruppo, si discute, e poi, il Capogruppo o due persone prendono la parola su quegli argomenti ed illustrano la posizione al partito. È impensabile che tutti i Consiglieri leggano tutto quello che viene mandato in Consiglio. D'accordo.

Siete un partito che ha un certo numero di Consiglieri, avete il vostro esperto in urbanistica e allora si interpelli il Consigliere speciale dell'urbanistica e si vada avanti sulla base delle impostazioni che fornisce a questo proposito.

Ora, Bordon, tu quando dici: "Io non conosco la materia dell'urbanistica", fai una dichiarazione che non è solo di falsa modestia, perché in definitiva tu sei un amministratore e quindi queste cose le conosci. Però dici una cosa che, così, è abbastanza scontata: nessuno dei Consiglieri qui presenti è un esperto in materia urbanistica, né ce lo chiede il Regolamento del Consiglio, né ce lo chiedono gli elettori. Ci chiedono di essere degli amministratori e, quindi, di giudicare con raziocinio, con intelligenza, con equità, con buon senso le cose che vengono presentate. Dei tecnici, degli esperti, li utilizziamo in sede tecnica, al momento opportuno, per fare dei quesiti.

Ora, non è che il discorso, qui, in Consiglio, si pretenda debba essere un discorso tra esperti; è un discorso politico che ha evidentemente sviscerato alcuni aspetti tecnici.

Quindi io non sono, non mi ritengo e non mi sono mai definito un esperto di urbanistica. Me ne guardo bene. Però credo, facendo in questi anni l'Assessore al turismo e all'urbanistica, di avere acquisito una certa dimestichezza con certi temi, con certi problemi. Ma sono sempre e comunque un modestissimo amministratore.

Però, nella discussione di oggi, abbiamo cercato di mettere a fuoco la materia del contendere, cioè, di vedere se e dove esisteva differenza fra quello che sostenevate voi e quello che sosteniamo noi. Mi pare che, dopo gli interventi - diciamo così - chiarificatori sia del sottoscritto, del Consigliere Andrione e del Consigliere Dolchi, che è stato molto - direi - brillante e puntuale nella spiegazione dei meccanismi e delle competenze, perché forse, così, noi avevamo parlato di "potere esecutivo", lui più propriamente ha detto: "No, un momento, questa è l'autorità di tutela, perché si tratta di un atto amministrativo" e poi ha spiegato anche le ragioni storiche per cui si arrivò a questo tipo di meccanismo e alla formulazione dell'articolo 18 della legge del 1960. Ora, mi pare che su questo non debbano più sussistere dei dubbi. Altrimenti, si fa un affronto all'intelligenza del Consiglio e dei Consiglieri.

Ora, c'è una valutazione politica da fare: siamo d'accordo o non siamo d'accordo?

Ma allora, qui torniamo al discorso di Andrione che, giustamente, ha sottolineato che di fronte ad una proposta di questo tipo si può essere d'accordo o non si può essere d'accordo, ma si deve contestare la logica completa di questa proposta, ma non la correttezza - diciamo così - amministrativa di questa proposta. Per ragioni politiche, si può essere d'accordo oppure no.

Ora, io non voglio essere un mostro di perfezione e di coerenza. Diceva, mi pare: "Dans la Déclaration des droits de l'homme, ont oublié deux droits: le droit de se contredire et de s'en aller". Io non ho fatto, per adesso, molto uso del diritto di contraddirmi, come invece pare stia facendo tu in questa circostanza ed anche in altre. Ho sempre mantenuto un atteggiamento coerente in materia di urbanistica e, comunque, non credo che mi possa dolere, che la Giunta possa dolersi se alcune proposte di emendamento - io ritengo formale e non sostanziale, sia ben chiaro - comunque, opportuno, opportune come quella di dire, di sostituire la parola "approvare" invece di "autorizzare" - che, tra l'altro, sul piano lessicale è anche più giusta - non mi pare che questo significhi una sconfessione di nessuno. È un contributo migliorativo alla discussione, che accogliamo. Non solo, ma così come abbiamo accolto l'osservazione di togliere i programmi si fabbricazione, in quanto - e lo abbiamo detto, no, Manganone - non è che qui vogliamo dire: "Ma siamo più furbi noi, facciamo una gara a chi è più furbo". Abbiamo riconosciuto, ricordato che una legge dello Stato dà alle Giunte la facoltà di approvare i piani di fabbricazione, quindi era superfluo quell'inserimento, ma non era antitetico, non era contraddittorio, era superfluo, semplicemente.

Ora, quindi, questa deliberazione così emendata, viene proposta al Consiglio.

Io non credo di avere mai avuto 10 in Italiano. Sono - diciamo così - punteggi astronomici. Non li ho mai avuti. Ecco, però, io ti voglio solo far osservare che ho sentito da parte tua una serie di espressioni che quantomeno, così, mi hanno fatto pensare che molto spesso si faccia un cattivo uso dei mass media, cioè, che guardando la televisione e leggendo il titolo dei giornali, poi, rimangano delle impressioni e - diciamo così - si facciano dei collage di battute che non sono sempre originali, tipo "contraddizione meccanica". Io conosco un certo regista, Stanley Kubrick, che ha fatto un film, ma era "Arancia meccanica". C'era anche un Carosello molto bello, quello con Virna Lisi, e lì veramente c'era la bocca della verità. Io non sono Virna Lisi, mi dispiace, non posso proprio nemmeno stargli vicino... (risate) ...comunque, Manganone, io non credo che il Consiglio sia un'occasione per fare, così, sfoggio postumo di impressioni ricevute dai mass media e, per giunta, mal digerite, cioè sarebbe bello fare delle citazioni, così, più pregnanti, sarebbe stato bello citare Hausmann in materia di urbanistica, magari, che so io, Alvar Aalto, Le Corbusier, non so, ecc., ecc... Si poteva citare Felix Candela, ecco, non lo so, si poteva citare anche qualche modestissimo esperto locale, magari, non lo so, non voglio fare i nomi, lasciamo perdere, però, dico, sarebbe stato il caso di fare dei nomi, delle citazioni che fossero pregnanti. Ecco. Invece, si è citato solo Virna Lisi - la bocca della verità - e la contraddizione meccanica, che non esiste (esiste Arancia meccanica, un bel film, tra l'altro, che però non avrà visto certamente, perché è un film d'avanguardia), comunque, chiudiamo la parentesi polemica, perché non è che siamo qui per fare polemica con Manganone.

Però devo ricordare che Manganone ha detto: "La mia legge... qui non si è voluto discutere la mia legge". Quale "mia legge"? Intanto, quella legge era una legge, ad onor del vero, e per, così, per un diritto che spetta anche ad altri Consiglieri, era una legge che era stata presentata allo spirare dell'altra legislatura. Era stata presentata dall'allora Assessore Balestri e che poi venne modificata successivamente e - diciamo così - addirittura distrutta, demolita, dall'interpretazione che oggi Manganone ci dà come interpretazione autentica. Cioè quella legge che aveva un fondo che noi condividevamo, perché era nata in un certo momento storico e rispondeva a certe esigenze, venne poi successivamente manipolata. Tanto è vero che si volle introdurre il concetto degli 800 metri cubi in franchigia. Ora, quel concetto degli 800 mc in franchigia e vorrei che, a questo punto, si sentisse qualunque urbanista di qualunque tendenza, dal teorico della destra nazionale Armando Plebe a, non lo so, al più grosso urbanista di sinistra, vi potranno dire, costoro, che quella legge è la negazione in termini di una legge urbanistica. È la negazione in termini.

Ora, mi pare che questo, per delicatezza, non sia stato detto dai Consiglieri e neanche dal Consigliere Caveri, che ha avuto il compito, l'altra volta, di accettare il rinvio, ecc., ecc., a nome della Commissione Finanze e Affari Generali.

Noi non vogliamo assolutamente polemizzare, però se vogliamo giocare di fioretto e fare delle polemiche corrette, siamo tutti d'accordo e se vogliamo usare i fendenti a due mani e allora, va beh, vuol dire che anch'io mi metterò ad usare i fendenti a due mani. E quindi certi discorsi da parte del Consigliere Manganone non penso che possano essere fatti, quando dice: "Ma questi piani regolatori nascondono chissà quali speculazioni". I piani regolatori, intanto, li fanno, li approvano, li decidono gli amministratori comunali. Le Amministrazioni comunali sono fatte da uomini. Signori, noi non possiamo sapere che cosa si nasconde dietro certi piani regolatori. Possiamo cercare semplicemente di dare una logica a questi piani, verificare se ce l'hanno e se risponde alle esigenze della collettività. Poi, che la strada passi sul terreno A o sul terreno B, è una cosa che non deve interessare gli amministratori regionali. Mi pare che non deve interessare, cioè è necessario che il Consiglio, che la Giunta regionale, nell'esaminare i problemi urbanistici dei Comuni si possa e si sappia spogliare della bega di cortile, della bega di vicinato, altrimenti questo non è un consesso che ha il diritto di dirigere le sorti della Valle d'Aosta, ma neanche un consiglio di frazione, che, tra l'altro, è una cosa democratica, se svolge le sue funzioni. Ora, voglio chiudere, perché questa discussione diventa una discussione basata su una polemica personale. Mi dispiace che Manganone sia andato via, non perché io mi senta offeso della sua assenza, ma perché, così, avrei preferito dire certe cose in sua presenza.

Ora, il problema di Antey. Per esempio, qui è stato detto: "Ma Antey, che cosa si è fatto di Antey?". Abbiamo respinto il Piano. Abbiamo respinto il Piano. È successo quello che doveva succedere. Abbiamo respinto il Piano regolatore, perché quel Piano regolatore non rispondeva assolutamente alle esigenze del Comune.

Ora, ma non vorrei nemmeno fare su questo una lunghissima discussione, cerchiamo di venire al sodo, sfrondiamola degli elementi personalistici e polemici. Antey è stato respinto il Piano regolatore e abbiamo invitato il Comune a riesaminarlo.

Bordon (D.C.) - Vedi l'incongruenza, Milanesio, è proprio questa qui, mentre tu attribuisci a noi delle carenze come Consiglieri regionali perché non siamo venuti qui a dire il nostro parere. Ma, vedi, la stessa esposizione tua conforta questo mio dire. Mi conforta in questo senso: che tu, da noi, pretendi che si venga qui a relazionare su questi piani, mentre tu, che sei l'uomo competente, che sei lì per questo, non fai una relazione a noi. Ecco il controsenso.

Il resto son tutte parole, per me. Il resto, gli 800 mc di franchigia o no... chiedo scusa dell'interruzione, Milanesio, te la concederà alla prossima occasione come ricambio e ringrazio anche il Presidente del Consiglio che non mi ha interrotto... Ma, vedi, il discorso è tutto lì.

Per esempio, tu adesso... io ho parlato di Antey, non per puntualizzare Antey, per fare un esempio e tu ecco che vieni a dirmi: "Noi lo abbiamo respinto". Ma perché non me lo vieni a dire prima, come lo chiedo io? Tu devi venire qui e dire: "Signori, questi sono i piani regolatori per i quali io vi chiedo un'approvazione, famosa, in base all'articolo 18, perché non c'è la legge urbanistica di tutta la Regione, il Piano urbanistico di tutta la Regione". Allora, noi ti chiediamo, per favore, di che cosa vuoi fare di questi piani, nient'altro che questo. Quello di Antey è stato respinto, quello là lo modifichiamo. Quindi non chiediamo mica niente di... In fondo, il Consiglio regionale ha il dovere, il diritto di chiedere all'Assessore competente di voler far una relazione su questo. È lì che non siamo d'accordo.

Montesano (P.S.D.I.) - Bordon, allora, chiusa la parentesi...

Milanesio (P.S.I.) - Non voglio minimamente polemizzare, però, scusami Bordon, quante volte di fronte ad una relazione, ad un parere, ad una espressione di volontà, di intenzione da parte della Giunta, da parte del Consiglio si è sollevata l'obiezione: "Ah! Ma noi vogliamo vedere la relazione, perché questa è la tua opinione e noi della tua opinione ce ne possiamo anche stropicciare... Vogliamo vedere la relazione". Quante volte avete sostenuto esattamente il contrario di quello che sostenete adesso!

Ora, mi fa specie che, di fronte a questo argomento, invece, la relazione dell'Assessore diventi così importante da determinare la richiesta di un rinvio.

Ora però, scusami, la relazione, in questo caso, la relazione che ha la firma dei due tecnici e dell'Assessore e che nessuno di voi certamente ha letto - ma io non è che voglia accusarvi di questo, ma non è possibile leggere tutto - ma voi, almeno credo, tu, Bordon, voi due della D.C. che siete intervenuti, non l'avete letta. E va ben e se poi io l'avessi anche illustrata, avreste detto che non l'avevate letta e che quindi volevate leggerla, perché non eravate sufficientemente fiduciosi in quello che io dicevo, no?

Ora mi pare che, invece, che Andrione ha avuto la, la... diciamo così, la voglia, il tempo di leggersele e anche nella replica che ho fatto è stata espressa quale è l'opinione dell'Assessore e dell'Ufficio.

Ma, comunque, Signori Consiglieri, se voi richiedevate una relazione, sia pure sommaria, ma io ero pronto a farvela. Io queste cose le ho viste, le conosco. Posseggo i dati, quindi, non è un problema. Ma non è questo, non cerchiamo sempre di nasconderci dietro a un dito e quando non si sa più che cosa dire si dice: "Ah, non c'è la relazione, non è stato presentato in tempo" e si rinviano sempre perché non avete voglia di approfondirli questi argomenti, non avete nessuna voglia di discuterli. E allora prendiamo atto di questo, dite di no o dite di sì, ma non venite con dei pretesti, con dei cavilli a proporre di rinviare delle decisioni che sono ormai urgenti, sono indifferibili.

Voi, nel merito, non volete entrare. Non vi interessa entrare nel merito, perché entrare nel merito significa scegliere e scegliere significa farsi anche dei nemici.

(Voci...)

Ramera (D.C.) - Questo frasario io non l'accetto, eh! Se noi siamo qui per lavorare, tu, in tre giorni, t'abbiamo visto pochi minuti qui dentro. Non venir a dire adesso che noi siamo qui per rinviare, va bene?

Milanesio (P.S.I.) - Scusa Ramera, consentimi... (Ramera: io voglio solo un frasario per bene) ... Consentimi, questo discorso che "t'abbiamo visto poco" io non so cosa... Vedo tanti Consiglieri... Io ritengo che la presenza di un Assessore alle sedute del Consiglio debba essere una presenza pregnante, cioè ci debba essere quando si discute di argomenti che lo riguardano in modo particolare. Ci sono anche altre incombenze, sempre di governo, sempre di Giunta, che si possono anche svolgere al di fuori di quest'aula e in concomitanza delle sedute del Consiglio... (Voce) ...Io non voglio essere scorretto.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, chiuso l'incidente.

Milanesio (P.S.I.) - Chiedo scusa se sono parso scorretto, perché non è mia intenzione assolutamente offendere nessuno, però voglio dire che non si può sempre chiedere il rinvio per questioni formali. Questo tipo di argomentazione è un'argomentazione che io non posso accettare, perché è assolutamente pretestuosa. Questo voglio dire.

Uno può dire di sì, può dire di no, gli piace, non gli piace, gli piace per quello o non gli piace per quell'altro, però bisogna dire qualcosa, non bisogna dire che non ha avuto tempo di guardare, perché è la seconda volta! E, con questo, non voglio offendere nessuno.

Assumiamo una deliberazione. Noi proponiamo, sulla base delle osservazioni che sono state fatte e delle proposte che sono pervenute da vari settori del Consiglio, di proporre al Consiglio quest'ultima formulazione: "decida di autorizzare, ecc., ecc." togliamo "i programmi di fabbricazione" con tutto quello che segue. Ecco, questa è l'ultima formulazione. Non vorrei polemizzare, non voglio polemizzare, perché se no ci perdiamo in una sterile diatriba.

Montesano (P.S.D.I.) - La parola al Consigliere Mappelli. Lascia parlare il tuo collega, il nostro collega Mappelli.

Mappelli (D.C.) - Io desideravo mettere a fuoco un po' anche quelle che erano state le nostre posizioni passate. Vedi, Milanesio, non è una polemica e tanto non servirebbe a niente, ma quando parli di atteggiamento coerente da parte tua in materia urbanistica, se ben ricordi - e penso che il verbale ci sia - noi nel 1971 abbiamo approvato una legge con uno stanziamento di circa 250 milioni, per cui si dava un contributo del 40% per redigere i piani regolatori. Noi non è che non eravamo favorevoli al finanziamento per redigere questi piani regolatori e allora il buon Manganone e noi, tutti d'accordo, insistevamo perché prima di questa legge fosse portato avanti il Piano regolatore regionale e tu, in quella sede, appunto, per salvarti in quell'occasione dell'approvazione di quella legge, hai dichiarato in questa sede che era allo studio e che tu portavi avanti sto Piano regolatore regionale.

Ora, evidentemente, noi non avendo - è questa la realtà di tutta la discussione - non avendo ancora approvato il Piano regolatore regionale, ci troviamo nelle condizioni di togliere la pezza del ginocchio sinistro per tacconare quella del ginocchio destro e ci troveremo sempre in queste condizioni. Questo è il discorso di fondo, egregi Signori e, in particolar modo Milanesio, questa è la realtà. Io mi rendo conto che è un passo politico importantissimo, ciò non toglie che, da parte di tutti noi, vi doveva... e c'era una predisposizione alla volontà politica, anche in questo senso. Se questa è una carenza di volontà politica che è mancata da parte vostra, o da parte tua, amico mio, assumiti le tue responsabilità in questo senso; questo sia ben chiaro.

Montesano (P.S.D.I.) - Consigliere Mappelli, ha finito? Io penserei di chiudere la discussione per dare la possibilità poi ai Consiglieri, uno per Gruppo, di fare delle dichiarazioni se lo desiderano.

Approvate la chiusura della discussione? Va bene.

Allora, potranno farsi le dichiarazioni di voto e, per intanto, io desidererei dal Consigliere Manganone... - dov'è? Ah, è lì... - una risposta a una mia domanda sull'ordine del giorno presentato. Così come è presentato, è un pochino discosto dalla prassi legale che noi stessi abbiamo approvato, cioè a dire, là al punto dove dice: "...e successivamente portati all'esame del Consiglio regionale". Ora è stato detto e ripetuto in questa sede che la legge del 1971, all'articolo 4, stabilisce come preciso compito della Giunta, come organo di tutela, l'esame dei piani regolatori, quindi, perciò, il Consiglio non è competente in materia per decisione dello stesso Consiglio. Nello stesso tempo, però, quando viene ad essere richiesta al Consiglio una delibera di questo genere per l'entrata in vigore di questi piani regolatori comunali, prima del Piano regolatore, in attesa del Piano regolatore regionale, naturalmente, i Consiglieri sono invitati, sono... hanno la facoltà di andare a vedere tutto quello che concerne i piani regolatori in esame. Quindi, perciò, io le chiedo di modificare l'ordine del giorno, depennando quella frase e coordinando tutto il resto.

Prego.

Manganone (D.C.) - D'accordo, Presidente. Noi potremmo mettere così: "Delibera che tali piani siano approvati e modificati eventualmente dalla Giunta e la relazione conclusiva sia portata all'esame del Consiglio regionale". Il tempo di... (Montesano: e la relazione sia porta all'esame del Consiglio regionale, il quale poi...) ... "il quale deciderà se tali piani dovranno entrare in vigore prima dell'attuazione del Piano urbanistico regionale".

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene. Dunque, rileggo: "Delibera che tali piani siano...", cioè, sarebbe, se ho capito il pensiero del Consigliere Manganone, che l'Assessore al turismo illustri con una relazione le modifiche per mettere in condizione il Consiglio di dare la sua autorizzazione. Dunque, rileggo l'ordine del giorno: "Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, preso atto che da parte della Giunta vi è la volontà di approvare i piani regolatori..." cioè, vi è la volontà di approvare, di esaminare, eventualmente... approvare... Eh, cosa dice, Manganone? Di esaminare?

Manganone (D.C.) - Esaminare e approvare è la medesima cosa.

Montesano (P.S.D.I.) - "... i piani regolatori già adottati dai Consigli comunali ai sensi della Legge 765; delibera che tali piani siano approvati e modificati eventualmente dalla Giunta e la relazione conclusiva sia portata all'esame del Consiglio regionale, il quale deciderà se tali piani dovranno entrare in vigore prima dell'attuazione del Piano urbanistico regionale". Ecco, ci sono osservazioni? Milanesio.

Milanesio (P.S.I.) - Noi chiediamo che il Consiglio respinga questo ordine del giorno, anche se è stato così emendato, perché è contrario sia alla legge del 1960 che alla prassi che si è instaurata e che è stata seguita già altre due volte da questo stesso Consiglio regionale. Mi pare che il problema qui sia uno solo: o siamo d'accordo con questo tipo di deliberazione proposta dalla Giunta o la respingiamo e questo significa una scelta politica, significa voler evitare che ci possano essere, in quel futuro mosaico già precostituito, e quindi può anche avere una sua giustificazione sul piano urbanistico, non è mica una scelta per la quale noi andremo a gridare che non vogliono che si facciano i piani regolatori, però, cerchiamo di essere coerenti. La Giunta, quindi, respinge questo tipo di proposta, perché è contro la legge del 1960 e perché innova in modo, a nostro avviso sbagliato, una procedura che è la sola possibile se si vuole arrivare al risultato di avere dei piani regolatori comunali.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi a proposito dell'ordine del giorno?

Manganoni (P.C.I.) - ...questo ordine del giorno, perché sugli strumenti urbanistici in questa aula ne abbiamo già parlato sufficientemente, abbiamo perso altre due ore oggi e io ho la netta impressione che qui si faccia tutto il possibile per arenare tutto e non fare niente.

Non ripeto quanto abbiamo detto prima. Ci saranno deficienze, tutto quanto, ma facciamo qualcosa, approviamo i piani regolatori.

Montesano (P.S.D.I.) - Altri interventi? Allora, prima della delibera, io metto ai voti l'ordine del giorno presentato dal Consigliere Manganone. Chi è favorevole, alzi la mano... Come? Ah, non l'ho sentita io. Ah, l'ha chiesto quando c'era la... Va bene. Allora, avendo chiesto la votazione a scrutinio segreto, io spiego che la pallina bianca vuol dire "Sì" all'ordine del giorno, la pallina nera vuol dire "No".

Risultato della votazione: presenti 26, votanti 26, favorevoli 8, contrari 18. Il Consiglio respinge.

Si passa alla votazione della delibera, così com'è stata modificata su proposta dell'Assessore Milanesio. Io preciso che a pagina 3 va depennato "programma di fabbricazione" è vero? Dov'è Milanesio? (Milanesio: sono qua). A pagina 3 va depennato il programma di fabbricazione, due volte - è vero - i due elenchi... a pagina 4 va depennato due volte; poi, nel dispositivo di delibera va cancellato, dopo "i piani regolatori generali", "e i programmi di fabbricazione" va depennato. Sì, tutto quello che riguarda i piani di fabbricazione, è vero.

Allora, qui c'è la votazione a scrutinio... No, votazione palese. Dichiarazione di voto? Prego.

Bordon (D.C.) - Beh, io vorrei dire che, premesso che noi non riteniamo proprio per niente che le nostre richieste siano state contrarie alla legge del 1960, che questa è una valutazione dell'Assessore e non nostra, noi votiamo contro questo provvedimento in quanto che, malgrado le nostre insistenze, non siamo riusciti ad avere qui in aula, perché è quello che conta, qui in aula, la relazione dell'Assessore competente, per cui abbiamo delle perplessità addirittura nel poter pensare che questi piani regolatori siano già addirittura approvati o che siano già in vigore per decorrenza di termini.

Montesano (P.S.D.I.) - Altre dichiarazioni? Allora, chi approva la delibera, alzi la mano. Un attimo... Sì, sì, ecco, allora, mi viene precisato, e qui mi era sfuggito per distrazione, che le approvazioni, il voto va fatto separatamente per ogni oggetto, per ogni piano regolatore e sarebbero tre.

Chi approva la delibera in riferimento al Piano regolatore di La Magdeleine, alzi la mano. Contrari, alzare la mano. Mappelli astenuto? Allora alzi la mano. Astenuti? Astenuto Montesano, cinque contrari. Il Consiglio è chiamato... Il Consiglio approva.

Il Consiglio è chiamato a esprimere il voto per il Piano regolatore di La Salle, cioè sempre richiamo la frase per l'entrata in vigore del Piano regolatore di La Salle prima dell'adozione del Piano regionale. Chi è favorevole, alzi la mano. Contrari? Astenuti?

Terza votazione per quello che riguarda il Piano regolatore di St. Marcel. Chi è favorevole, alzi la mano. Contrari? Astenuti? Il Consiglio approva.

E allora, arrivati a questo punto... No, un attimo, c'è un argomento importante che io non credo... non porterà molto tempo ed è legato ad alcune decisioni di scadenza del mercato comune e, cioè, la concessione di un contributo straordinario per le spese di gestione dello stabilimento della Centrale del latte di Aosta. Questa decisione del Consiglio dovrà essere presa - io penso - stasera e credo che sia d'accordo con me l'Assessore Maquignaz, per ragioni che vi ho detto: ci sono delle scadenze che riguardano la C.E.E.

Allora, invito... L'oggetto è il n. 36, invito l'Assessore all'Agricoltura a prendere la parola.