Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 125 du 16 mars 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 125/73 - Proposta di legge: "Norme sull'ordinamento e sul funzionamento dell'Ufficio Stampa". (Rinvio della trattazione)

Montesano (P.S.D.I.) - Chi prende la parola? Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Vorrete scusarmi, ma sembra che, non solo tutti gli oggetti si siano accumulati in queste ultime sedute del Consiglio regionale, ma che molti di questi oggetti mi costringano ad affliggervi con la mia illustrazione. Cercherò di essere brevissimo e forse non dirò niente di nuovo di quanto è già stato detto quando abbiamo discusso e approvato, benché molto emendato, il testo di legge all'oggetto n. 21.

Il fatto stesso che è stato approvato quel provvedimento inteso a favorire la più ampia informazione sull'attività della Regione, mi conforta sulla validità del provvedimento che porta l'oggetto n. 22.

Infatti, avendo votato quella legge, avendo dato periodicità alle "Nouvelles de l'Administration régionale", avendo dato un carattere diverso a questo tipo di informazione, non più limitato all'attività della Giunta e del suo Presidente, ma ad un'attività più ampia sulle iniziative del Consiglio e dell'Amministrazione regionale nel suo complesso, comportano nuovi compiti o, perlomeno, dicevo già l'altra volta, che tutti questi compiti che la nostra legge prevede, sono già previsti nel regolamento attuale: prevede che si dia attuazione a questi compiti e che il Consiglio regionale abbia, dal punto di vista uffici e dal punto di vista personale, quello strumento adatto ad assolvere ad adempimenti previsti dalla legge all'oggetto n. 21.

Ecco, quindi, la validità della nostra iniziativa. Diceva prima l'Assessore Chantel - ed è una battuta, non certo una argomentazione che voglio portare avanti - diceva l'Assessore Chantel: "Questa deliberazione, come vedete, è corta e quindi va approvata". Ecco non vorrei che, perché questa legge fosse lunga, solo per questo, non andasse approvata. Ecco, c'è forse un po' l'abitudine del fatto che sintetizziamo al massimo le leggi per averne, per avere la possibilità di approvarle più facilmente. Da parte nostra riteniamo che, anche un provvedimento legislativo che sia ampio e completo, sebbene studiato, elaborato e redatto, possa meglio soddisfare alle necessità a cui è chiamato.

Questo è lungo, dicevo, non per questo non deve essere approvato ed è lungo proprio perché tende ad affrontare in modo nuovo e in modo collegato, con uno spirito rinnovatore che esiste in tutte le Regioni a Statuto ordinario, una materia particolarmente delicata. Materia particolarmente delicata perché riguarda l'informazione democratica, l'obiettività di questa informazione. Delicata perché riguarda personale e personale specializzato, giornalisti. Particolarmente delicata, ancora, perché è una materia nuova, è una materia che l'Amministrazione regionale ha affrontato, come noi lo sappiamo, con l'informazione delle pagine oltre dieci anni fa e che diventa nuova per la presenza, da due anni, delle Regioni a Statuto ordinario, per la maggiore attività democratica a livello intermedio e di base che gli Enti locali sviluppano, necessità che deriva anche dalla maggiore partecipazione che può avvenire solamente se c'è l'informazione.

Non rifaccio la polemica di come questa necessità è stata sentita dal Consiglio regionale, dall'Esecutivo, dalla Giunta, che ha promosso dei convegni e delle conferenze, dei congressi su questa attività e come necessariamente, a livello regionale, proprio, se si è convinti di queste cose, bisogna dare l'esempio prendendo dei provvedimenti.

Io penso che l'abbiate letta. Molti di voi si sono solamente soffermati sulle disposizioni transitorie e finali, senza approfondire il concetto innovatore che vuole essere questa legge, che è contenuto in questa legge.

Il concetto innovatore che, in fondo, sta alla base di tutto, oltre all'applicazione delle norme già esistenti, alla copertura dei posti dell'Ufficio Stampa che non sono coperti, il concetto innovatore di fondo è questo: il servizio delle pubbliche relazioni, il servizio dell'informazione attraverso la stampa e non solo attraverso la stampa, attraverso tutti gli altri mezzi che sono oramai a disposizione di una informazione moderna. Diventa un compito, diciamo così, per usare la parola tipica, un compito di istituto. Non può più essere l'informazione concepita come il portavoce, l'emanazione dell'iniziativa dell'Esecutivo. Diventa un compito di istituto in quanto, indipendentemente dalla Giunta, indipendentemente dalla persona del Presidente della Giunta, deve assicurare ai cittadini, agli elettori, alla comunità - in questo caso alla comunità valdostana - un'informazione completa, obiettiva dell'attività, delle iniziative dell'Amministrazione regionale. Ecco quindi le norme transitorie, ecco quindi la presenza, anche da un punto di vista delle persone fisiche che devono attuare questi compiti che sono contenute nelle norme transitorie, su cui so che si è discusso e che si discute molto.

Io non voglio dilungarmi, è chiaro che, se si vuol essere all'avanguardia anche in questo settore o se si vuol essere all'avanguardia in questo settore come lo sono altre Regioni a Statuto speciale e a Statuto ordinario, bisogna dare all'informazione quel carattere obiettivo, largo, imparziale, di... come compito di istituto a cui accennavo prima. Se vogliamo realizzare quanto abbiamo votato con la proposta di legge al n. 21, dobbiamo dare, in uffici e in personale, gli strumenti perché il Consiglio regionale possa fare redigere, far realizzare queste pagine secondo lo spirito che ha ispirato il voto unanime su quella legge.

Quindi, non più informazione dell'Esecutivo, ma di tutta l'Amministrazione regionale. Questi sono i concetti che hanno ispirato nella presentazione della legge, che secondo me sono ancora validi, direi sono ancora più validi per quanto riguarda gli strumenti a disposizione del Consiglio regionale dopo che abbiamo votato la legge all'oggetto n. 21 che richiede, richiama all'Amministrazione il compito di fornire queste pagine due volte al mese, che il contributo viene dato lo stesso anche se le pagine non sono fatte - quindi bisogna farle! - bisogna farle con degli uffici che possono funzionare, che possono assolvere al loro compito, soprattutto, assolvere a quel compito che noi riteniamo indispensabile in questo momento: compito di istituto, per una democratica, ampia e obiettiva informazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Prima di dare la parola a chi vuole intervenire, io desidero dare al Consigliere Dolchi un chiarimento; chiarimento che va esteso a tutti i Consiglieri. Questa legge, per intanto, non può arrivare alla fase conclusiva del voto perché manca del parere obbligatorio della Commissione paritetica, quindi, perciò, è bene che i Consiglieri siano al corrente e naturalmente questo parere che è d'obbligo e deve essere allegato anche al progetto, non c'è, e quindi possiamo anche, se volete, continuare la discussione, ma non può arrivare alla conclusione del voto.

Non si può arrivare a voto, perché manca il parere della Commissione paritetica, cioè del personale, in quanto ché, come avete visto, esiste una Tabella "Organico: Ufficio stampa e pubbliche relazioni", la quale deve essere esaminata dalla Commissione paritetica.

Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Da ciò si deduce che ha ragione il Presidente del Consiglio, ma ci troviamo di fronte a una grossa limitazione dell'iniziativa consiliare. Un gruppo consiliare e un Consigliere, a termine di Statuto, può avere l'iniziativa legislativa, presenta una legge e se questa legge affronta il problema del personale, ci va il parere della Commissione paritetica, ma il Consigliere proponente non può convocare la Commissione paritetica ... (Montesano: neanche il sottoscritto) ...neanche il Presidente del Consiglio. Spetta alla Giunta convocare la Commissione paritetica.

Quindi non si può discutere la legge, perché non c'è il parere della Commissione paritetica. La Giunta non convoca la Commissione paritetica, non si potrà mai discutere una legge che affronti il problema del personale che non sia di iniziativa della Giunta. Ma io voglio venire... Siccome intendiamo che la discussione possa proseguire, vorrei rapidamente superare questo inghippo facendo questa proposta di emendamento: all'Allegato A alla legge, cioè la Tabella, cancelliamo tutta questa proposta che pure è frutto di un attento esame e mettiamo identico e preciso, in applicazione dell'attuale tabella, nel regolamento organico del 1966. Quindi, siccome non abbiamo bisogno della Commissione paritetica, perché non facciamo variazioni di personale... cioè, preciso: invece di fare delle proposte come abbiamo fatto con la Tabella, con l'Allegato A, che quindi prevede delle variazioni in aumento, ecco, usciamo da questa, perlomeno per poter discutere i concetti, per poter discutere gli elementi ispiratori della legge, proponiamo l'emendamento e, come presentatori, modifichiamo questa tabella dicendo: "Tabella organico esistente, a norma di regolamento per lo stesso Ufficio", quindi non modifichiamo niente, la legge secondo me può ancora essere discussa.

Montesano (P.S.D.I.) - Io non vorrei che però nel testo della legge, negli articoli, venisse fuori diciamo un richiamo alla tabella oppure una modifica a quella che è l'attuale tabella organica, eh? Ecco, io adesso, con attenzione, se andiamo avanti, io voglio vedere perché altrimenti anche... chiedo la collaborazione anche sua, che è stato l'estensore della legge, per vedere se negli articoli c'è qualche cosa che richiama la Tabella A che lei vuole sopprimere. Beh, comunque, do la parola...

Dolchi (P.C.I.) - Signor Presidente, non nascondiamoci dietro un dito! Questa legge sarà votata solo dal Gruppo comunista. Mi auguro che altri si affianchino al Gruppo comunista, noi facendo questa proposta noi vogliamo...

Montesano (P.S.D.I.) - Toglie l'ostacolo procedurale...

Dolchi (P.C.I.) - Togliamo l'ostacolo formale della Commissione paritetica e ci auguriamo che questo possa permettere il dibattito, il confronto su queste idee che la legge avanza all'attenzione del Consiglio regionale e questo è già un obiettivo valido - mi sembra - che il Consiglio regionale dovrebbe accogliere. Discutiamone, perché dal punto di vista nostro, dei presentatori, togliamo quelle difficoltà formali che potrebbero essere quelle del non allegato parere della Commissione paritetica, che comunque non potevamo convocare noi.

Montesano (P.S.D.I.) - Allora, la parola al Comm. Ramera e, per quello che riguarda la proposta del Rag. Dolchi, poi lascerò arbitro il Consiglio di dover decidere.

Ramera (D.C.) - Ma io capisco che il Consigliere Dolchi, per facilitare la discussione, adesso voglia togliere la tabella...

Montesano (P.S.D.I.) - È inserito il microfono?

Ramera (D.C.) - Sì, sì, è inserito... Ma, togliendo la tabella, cade di per sé la legge, perché tutti gli articoli riformatori di questa legge si rifanno poi, si concludono con questa tabella, no? Si concludono con questa tabella. Però vorrei dare una battuta. Il Consigliere Dolchi ci dice che questo è necessario, è indispensabile, dopo che abbiamo votato la legge, il punto n. 20 sulle pagine... o 21... Io dico semplicemente che, con questa tabella, non è che dobbiamo fare un quotidiano; dobbiamo fare una pagina. Quando io penso che la Nazionale Cogne, con mostre in tutto il mondo, ha un rappresentante della stampa, che adesso è andato all'EGAM e, adesso che è all'EGAM, ha due dattilografe... Quando penso che le relazioni pubbliche della FIAT hanno dieci dipendenti, facendo riviste e giornali e mostre, qui, addirittura, arriviamo a 13 dipendenti, come se si dovesse fare un quotidiano con telescriventisti, segretari, traduttori, l'accidenti, ma insomma, dico! Vogliamo fare un quotidiano? E allora sta tutto bene. Se vogliamo fare delle pubbliche relazioni normali e serie, come deve fare una Regione che è sempre stata vantata come seria, la Regione Valle d'Aosta, insomma, dico, 13 persone!!! Ora, se noi togliamo questo, vogliamo proprio mascherare, vogliamo discutere magari un'ora su un disegno di legge i cui principi ispiratori, però, si concludono con questa tabella, quindi io ritengo che sia una discussione che poi va a finire inutilmente.

Andrione (U.V.) - Non, mais, dans un certain sens, je crois que M. Dolchi a raison, parce qu'il désire que cette loi soit votée et, par conséquent, voir de quelle façon le Conseil réagit à une initiative et un Conseiller régional a le droit d'avoir une initiative. Je voudrais simplement lui poser une question: si nous votions sur le préliminaire, en étant bien entendu que ceux qui votent sur le préliminaire contre la thèse de pouvoir continuer à discuter la loi, sont, en réalité, ceux qui voteraient contre la loi - je ne sais pas si je me suis expliqué - entendu une chose de ce genre, je crois que vous pourriez être satisfaits, parce que, comme nous avons dit l'autre fois, nous ne répétons pas notre déclaration de voix mais nous aurions voté contre et, en même temps, on pourrait abréger un peu le débat, sans nous trainer à des heures impossibles, vu qu'il est presque - comme il disait très souvent Manganoni - le temps de se rendre à la maison, hein?

Montesano (P.S.D.I.) - Chi altri chiede la parola? Assessore Pollicini.

Pollicini (D.P.) - ...La discussione che abbiamo avuto mercoledì sulla legge per il finanziamento delle pagine regionali, la Giunta ha già dichiarato che è contraria a questo disegno di legge sulla ristrutturazione dell'Ufficio stampa regionale, per alcuni validi motivi. Innanzitutto, siamo a fine legislatura e la delicatezza della proposta di legge per l'organo che interessa, la complessità della legge stessa e una visione nuova di quelle che dovevano essere le funzioni dell'Ufficio stampa regionale, che per oggi è limitata alla stesura del notiziario e ad altri compiti d'istituto, ma che si ritiene opportuno che, in un prossimo futuro, si adegui a quelle che sono oggi le strutture e le funzioni che hanno gli Uffici stampa di alcune regioni pilota - vedi Lombardia, vedi Emilia -, per cui, alla luce di questo discorso generale, cioè pubblicazioni, innanzitutto, oggettive, interessate a tutta l'Amministrazione - Giunta, assessorati e Consiglio - e le pubblicazioni specializzate inerenti iniziative della Regione, tutta questa materia, una volta stabilita, e oggi non lo è stata ancora stabilita, una volta stabilito quali saranno questi compiti, solo allora potremo fare, a misura, una ristrutturazione dell'Ufficio stampa regionale che possa adempiere a quelle funzioni.

Quindi, noi apprezziamo lo sforzo oggettivo che ha fatto il Partito comunista per elaborare una legge di 38 articoli, più una tabella. Ci rendiamo perfettamente conto che con la legge votata mercoledì è necessario essere tempestivi nel mantenere la periodicità quindicinale del notiziario regionale. Sarà sforzo, cura e compito della Giunta garantire questa uscita, perché non intendiamo dare un compenso per servizi non resi, per cui, noi garantiamo e avremo i mezzi, se sarà necessario, li useremo tutti, per garantire l'uscita quindicinale del notiziario. Detto questo ci... contrari alla legge, perché riteniamo che, prima di tutto, vada visto... che noi intendiamo dare all'informazione regionale, secondo quello che è stato anche discusso mercoledì scorso.

Montesano (P.S.D.I.) - Oh, io desidero ancora intervenire per ragioni procedurali e quindi qui siamo ancora a discutere sulla questione di continuare la discussione e la conclusione del voto. Io, per esempio, desidero far notare al Consigliere Dolchi che l'articolo 3... Lei ha detto soltanto: "Togliamo la tabella, quindi tutto si risolve", invece, l'articolo 3 ha: "La direzione politica dell'Ufficio stampa è riservato a un incaricato fuori ruolo, la direzione generale giornalistica è affidata a un direttore di ruolo, al direttore di ruolo, ecc., ecc.", ma poi c'è di più, cioè una parte terza che dice: "Assunzioni in servizio. Stato giuridico ed economico del personale dell'Ufficio stampa. Attribuzioni e doveri" e quindi questo investe in pieno quello che è l'assetto organico del personale e per il quale io ritorno a dire che c'è bisogno del parere della Commissione paritetica.

Io vorrei fare una proposta: se, quindi, perciò lei si rende conto che io mi trovo un pochino come un asino in mezzo ai suoni - è vero - e devo pur prendere una decisione, cioè ci sono ragioni così ostative alla prosecuzione della discussione di questa legge, che francamente io devo dire che ho se... presenta aggiustata - è vero - da parte dei proponenti e io sono anche disposto a portarla al prossimo Consiglio - è vero - però eliminando tutti quei dubbi che sono inseriti nella parte organica del personale. Ecco, desidero una risposta dal Consigliere Dolchi, al quale io prego di rendersi conto delle difficoltà che sono poi diciamo legate alla responsabilità del Presidente del Consiglio nel mandare avanti un elaborato di questo genere.

Prego, Consigliere Dolchi.

Dolchi (P.C.I.) - Lei ha ragione Signor Presidente, dobbiamo uscirne da questa questione di carattere formale. Ecco, non vorrei che, dietro la questione di carattere formale, ci fosse il tentativo che prima avveniva in sede di Commissione, che poi avviene in sede di Consiglio, di bloccare l'iniziativa legislativa da parte dei Consiglieri. Allora, io faccio una domanda alla Giunta che potrebbe essere la via d'uscita: siccome compete alla Giunta convocare la Commissione paritetica è, ha intenzione la Giunta di convocare la Commissione paritetica, oggi, prima della seduta pomeridiana del Consiglio, in modo che questo ostacolo di carattere formale possa essere superato? Se la Giunta ha questa intenzione, può e deve convocare la Commissione paritetica, possiamo chiedere il rinvio e credo che il Presidente del Consiglio aderirà a questa proposta, in modo che sia superata questa questione di carattere formale. È una questione di principio, sta diventando una questione di principio, cioè, lo Statuto, che è una legge costituzionale, dice, all'art. 27, che l'iniziativa delle leggi spetta alla Giunta regionale, ai membri del Consiglio della Valle e al popolo valdostano... A parte il fatto che ci sarebbe un lungo discorso che ancora non abbiamo dato esecuzione alle leggi di attuazione per quanto riguarda l'iniziativa del popolo valdostano, c'è perlomeno il diritto dell'iniziativa legislativa del Consigliere, iniziativa legislativa del Consigliere, che è tutelata dall'art. 289 del Codice penale, che si preoccupa che non vi siano attentati contro gli organi costituzionali, contro le assemblee regionali, e il collega Strazza ne sa qualche cosa, il compagno Strazza ne sa qualche cosa di questo articolo, in quanto mi sembra che la... l'impedimento di una norma costituzionale che dà al Consigliere regionale questo diritto, è una violazione non solo dello Statuto, non solo delle norme costituzionali, ma di conseguenza anche una violazione gravemente punibile.

Io non voglio drammatizzare una situazione di questo tipo, no, non voglio drammatizzare su questa legge per la quale la Giunta si è già pronunciata in senso negativo, però per una questione di principio sulla libertà e sulla facoltà dell'iniziativa legislativa da parte dei Consiglieri regionali, io insisto perché non si crei il precedente che una convocazione di una Commissione prevista per determinate iniziative che non compete né alla Presidenza del Consiglio, né ai singoli Consiglieri, ma all'Esecutivo, sia un motivo di ostacolo a qualsiasi svolgimento di attività democratica e di iniziativa legislativa nel Consiglio regionale.

Quindi, mi sembra che non possiamo accettare così tranquillamente il fatto che mancando questo atto formale, la legge non può essere discussa proprio per non creare un precedente. Se la Commissione può essere convocata, noi siamo d'accordo di rinviare l'argomento a dopo la riunione della Commissione, se la Giunta non ha questa intenzione, è chiaro che noi chiederemo il voto sul problema formale sollevato dal Presidente del Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Io desidero ritornare sull'argomento. Concordo pienamente su quello che dice e sull'argomentazione del Consigliere Dolchi. Ora, le vie sono due, Consigliere Dolchi, cioè, la stessa, però differita nel tempo: o la Commissione paritetica esamina questo progetto di legge in tempo breve e io non ho nulla in contrario che la rimanda al pomeriggio, oppure, la Commissione paritetica che non potesse essere convocata per questo pomeriggio, venga convocata nei giorni prossimi e, al prossimo Consiglio, sotto la mia responsabilità piena e personale, lo metto semmai anche al primo punto dell'ordine del giorno, portiamo la legge. Naturalmente, io mi farò anche parte diligente nell'avere e nel richiedere e non dico pretendere, ma dare una spinta - diciamo così - efficace, perché la Commissione paritetica venga convocata e, nello stesso tempo, possiamo, effettivamente, salvando la forma e la procedura per le quali io sono responsabile - ed è responsabile tutto il Consiglio per gli accenni che ne faceva - di portarla al prossimo Consiglio. È d'accordo su questo? Va bene, allora diamo la parola al Presidente della Giunta per sentire il suo parere.

Dujany (D.P.) - ...questo, che siccome il problema è stato posto in termini di principio, circa la possibilità da parte di un Consigliere di utilizzare l'iniziativa di presentare leggi e naturalmente io sono d'accordo su quanto ha prospettato il Presidente del Consiglio e convocheremo la Commissione paritetica con piano formale, onde poter discutere il problema in Consiglio.

Montesano (P.S.D.I.) - Viene portata al primo punto, dopo le interrogazioni e interpellanze, come al solito. Oh, al prossimo ordine del giorno, poi, saranno portati in anticipo tutti gli eventuali, tutti gli oggetti di questa seduta che eventualmente non fossero discussi, non potessero essere discussi.

Adesso siamo arrivati alle dodici e trentatré, non so se il Consiglio ritiene opportuno di chiudere la seduta e di rimandarla al pomeriggio... La seduta... è riconvocato il Consiglio per l'ora solita delle 16,30. Se i Consiglieri sono ligi a un appuntamento preciso alle 16,30, noi possiamo cominciare a quell'ora.

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La seduta è tolta alle ore 12,33.