Rédaction informelle du débat du Conseil régional

Objet du Conseil n. 202 du 4 avril 1973 - Resoconto

OGGETTO N. 202/73 - Azioni per risolvere la crisi economica nella zona di Verrès. (Approvazione di Mozione)

Montesano (P.S.D.I.) - I Signori Consiglieri, avranno ricevuto una lettera con l'allegato ordine del giorno da parte del Comune di Verrès e a nome dei Comuni di Arnaz, Challant St. Anselme, Challant St. Victor, Champdepraz, Issogne, Montjovet, Verrès...

Questo si è indirizzato a tutti, al Presidente del Consiglio, oltre che ai Ministri, ecc., Senatore e Deputato della Valle d'Aosta, al Presidente del Consiglio, ai Capigruppo consiliari, ai Signori Consiglieri, no, no, ha ragione, ai Consiglieri regionali dei Comuni di Arnaz, Challant, gli interessati è vero.

Comunque è una lettera che ricalca lo stesso argomento contenuto nella mozione presentata dai Consiglieri Comunisti.

Chi è dei presentatori che illustra la mozione?

Tonino (P.S.I.U.P.) - Dunque, abbiamo presentato questa mozione rendendoci interpreti delle giustificate preoccupazioni delle popolazioni che abitano attorno alla zona di cintura di Verrès.

E come giustamente vi ha riferito il Presidente del Consiglio, è stato inviato un esposto, un ordine del giorno al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta, ai Capigruppo regionali, sulla grave situazione occupazionaria in seguito alle ben note vicende che hanno portato la chiusura di due aziende importanti che davano lavoro ad oltre cinquecento famiglie.

Penso che non sia il caso di illustrarvi l'ordine del giorno firmato dalle Amministrazioni comunali interessate, perché penso che sia stato letto dagli interessati.

È un ordine del giorno che in esso esprime una grave e aumentata preoccupazione in quanto oltre alla situazione già pesante di prima, si aggiunge oggi la preoccupante posizione in cui viene a trovarsi oggi la S.p.A. Quinzio Rossi, messa sotto amministrazione controllata dal Tribunale di Torino.

A questo si aggiunge la spiacevole vicenda della Società Grandi Fucine di Champdepraz, che come ben sapete, con una giustificata e reazionaria presa di posizione dei proprietari del Genisio, licenziavano oltre 17 operai, grave provvedimento che il Pretore di Donnaz, in seguito alla denuncia presentata dai Sindacati, ha già però espresso una sentenza di condanna al Sig. Genisio, che fra l'altro gli ordina di riassumere immediatamente gli operai licenziati.

Cosa chiedono, in effetti i rappresentanti di quella popolazione con il loro ordine del giorno?

Chiedono un deciso intervento della Regione, assieme ai Sindaci della zona, assieme ai sindacati, presso queste due aziende che minacciano di aggravare in modo catastrofico una situazione già venuta insostenibile per la chiusura della SIRCA e della Brambilla.

Chiedono quello che noi Comunisti, da cinque anni richiediamo in questo Consiglio con interpellanze e mozioni che venga ampliato il sotto passaggio ferroviario Verrès-Issogne, perché in quella zona, la programmazione e il Comune, prevedono una zona futura per l'industrializzazione.

Chiedono che la SADEA mantenga i suoi impegni, chiedono e sollecitano cose che sono già state richieste da tempo, cioè l'istituzione di una Commissione regionale integrata dalle Amministrazioni comunali interessate, dall'Ufficio regionale del Lavoro, dai Sindacati, al fine di studiare in modo reale il futuro sviluppo di tutto il comprensorio.

Ora, io non so se tutte queste cose siano state fatte.

È ben vero che l'Amministrazione regionale ha acquistato la S.I.R.C.A. DAVID, che presto dovrebbe rientrare in funzione, ma quando entrerà in funzione? Quando incominceranno a riassumere le lavoratrici del posto disoccupate?

È ben vero che la SADEA già da tempo ha iniziato alcune lavorazioni, però quanti sono gli operai occupati fino ad oggi? E soprattutto quanto percepiscono al mese questi operai?

Stando a quanto si sente in giro, lo stipendio mensile di questi operai, non supera gli 80-90.000 lire al mese. Ora se ciò corrisponde al vero, e ci sono le ragioni per crederci, perché basta parlare con gli interessati, 80-90.000 lire al mese, con il vertiginoso aumento del costo della vita, con la svalutazione della lira è uno stipendio di vergogna, anche per l'apprendistato, e questi sono considerati tali.

Oltre a questi vi sono nella zona delle grosse perplessità sul futuro della SADEA, si rispettano gli impegni presi?

Questo è un grosso interrogativo che si pone la gente del posto, le uniche cose degne di rilievo sono gli acquisti fatti dalla Regione, per la SIRCA e per la costruzione di un nuovo stabilimento ad Arnaz.

Sembra che i lavori per la costruzione di quest'ultimo siano stati appaltati, però la gente è al corrente di queste cose?

Sanno gli interessati quando, grosso modo, inizieranno le assunzioni per la lavorazione in quello stabilimento.

Se siamo nel chiuso di questo Palazzo, e la gente continua ad aspettare, è più che naturale il nascere di nuove apprensioni, di nuovi interrogativi che si pongono i rappresentanti delle popolazioni interessate.

D'altronde, l'ordine del giorno stilato dagli Amministratori di quei Paesi, mica lo abbiamo stilato noi Comunisti.

Noi, Comunisti lo abbiamo solo recepito e tramutato in mozione, affinchè il Consiglio ne discuta, affinchè la Giunta si impegni a soddisfare le esigenze di quelle popolazioni in ordine ai problemi sollevati nell'ordine del giorno, informando gli amministratori di quelle zone sui passi già fatti di prendere contatto con la S.p.A. Quinzio Rossi, per vedere come è possibile superare la crisi latente che sta attraversando quell'industria; di sentire i proprietari delle Grandi Fucine di Champdepraz, per sapere se è loro intenzione mantenere gli impegni presi a sua volta, allorché chiese il contributo della Regione e non licenziare invece i dipendenti.

Sulla Gazzetta del Popolo di ieri, si leggeva in un'intervista fatta al Sig. Genisio, che secondo il medesimo, all'Ufficio di Collocamento di Verrès, non vi sarebbe mano d'opera disponibile.

Ora, questa è una falsità, perché proprio ieri ci siamo interessati, il sottoscritto, col collega Manganoni e Crétier nell'Ufficio di collocamento di Verrès, c'è una lunga lista di operai da assumere.

Ora, invece il Genisio dice che vuole assumere della gente del meridione, perché non trova più gente qui.

Qui, la Giunta deve intervenire, interessarsi immediatamente, altrimenti aggiungiamo altre cose ad un caos di cui non si capisce più niente.

Chiediamo in definitiva sulla nostra mozione, che la Giunta faccia tutto quanto è possibile fare, tenendo conto che occorre ad ogni intervento, sentire le legittime rappresentanze della popolazione, onde coordinare un'azione che soddisfi le popolazioni interessate.

L'ordine del giorno, come ripeto, non l'abbiamo proposto noi Comunisti, ma è stato stilato dagli Amministratori di quelle zone.

Quindi pensiamo che se lo hanno fatto, lo avranno anche fatto in ordine non solo dei nuovi gerenti della Quinzio Rossi e delle Grandi Fucine di Champdepraz, ma anche per le mancanze di contatti con la Giunta, perché se così non fosse, certe preoccupazioni non si sarebbero sollevate in questo ordine del giorno.

È pur vero, se si mantengono gli impegni, poter sperare in un domani più fiorente per quelle zone, ma è pur anche vero che quelle popolazioni non è da un mese, né da un anno che aspettano delle risoluzioni positive. Sono anni che essi aspettano, e sanno anche che se la Regione non si rende conto di tutto ciò che avviene al di là dei confini della nostra Regione; agli attacchi che vengono portati avanti dalle forze conservatrici per svuotare il contenuto della nostra autonomia Regionale, il futuro della Valle d'Aosta non sarà certamente roseo in prospettiva. Perché lo sviluppo sociale ed economico della nostra Regione, non avrà risultati positivi se non si salvano alcuni contenuti con la battaglia democratica ed economistica che si combatte oggi in Italia, per difendere le nostre prerogative, i nostri diritti di avvalersi di un'autonomia dinamica, che sappia dare alla Valle d'Aosta un diverso sviluppo sociale ed economico ordinato e sicuro.

Noi Comunisti, al di là di questa mozione, avremmo voluto portare in questo Consiglio una lunga discussione sul significato della nostra autonomia regionale, alla luce della nuova realtà in cui viviamo, perché riteniamo, pur dando atto alla Giunta Dujany, di aver avuto del coraggio nell'affrontare alcuni problemi, come nel caso degli acquisti di stabilimenti e di costruzioni di nuovi impianti. Riteniamo però che se non si saldano i problemi della nostra autonomia, quei problemi generali delle altre Regioni, nella salvaguardia delle prerogative di difesa e di democratica battaglia alle nostre istituzioni, rischiamo di dimostrare sì del coraggio nel prendere delle decisioni che possono anche essere sensate, ma rischiamo di costruire un castello di sabbia che al primo soffio di vento ci può crollare addosso.

Solo se siamo capaci di difendere la nostra autonomia legislativa e decisionale, difendendo ed allargando i nostri legami con le altre autonomie, affinchè si possa costruire una valida alternativa a coloro che vogliono affossare delle nostre autonomie e quindi i nostri problemi socio-economici. Dimostreremo di essere dei politici seri, sensati; dimostreremo di voler seriamente difendere le acquisizioni che non ci sono state regalate da nessuno, certi in questo modo di costruire nel sicuro, da attacchi esterni per il bene del nostro Paese e per il bene della nostra Valle.

Volevo approfittare di questa mozione per introdurre un problema che riguarda un'industria a Pont-St-Martin, proprio perché è attinente.

Vi è stato un esposto presentato al Comune di Pont-St-Martin da circa 150 operai che lavorano presso le officine metallurgiche di Pont-St-Martin.

Questo esposto chiede che questa industria venga spostata dal posto in cui si trova, perché in quel posto il Piano Regolatore ha previsto zona residenziale.

Ora, questo stabilimento, naturalmente emana dei fumi che sono abbastanza dannosi alla salute. Ora questa industria dà dei notevoli disturbi sai di fumi che di rumore perché, tra l'altro, devo dire che è un'industria molto seria, perché si può dire che esiste da 100 anni, e ha sempre avuto su per giù 40-50 dipendenti.

Quindi bisognerà vedere se, - io raccomanderei all'Assessore all'Industria e Commercio di andare a vedere, di prendere contatti sia col Sindaco sia con i proprietari di questa industria - se non è possibile portarla in quella zona dove Pont-St-Martin ha una zona industriale e non già in una zona dove è previsto invece lo sviluppo residenziale, perché si trova proprio in mezzo alle case.

Manganone (D.C.) - L'altr'anno, al mese di luglio, io avevo chiesto se era possibile avere dei dati statistici sull'occupazione e sulla disoccupazione della bassa Valle.

Questo succedeva l'altr'anno, in luglio, in occasione dell'insediamento del nuovo stabilimento che è andato all'appalto in questi giorni.

E ho molte perplessità, ne ho parecchie, dei fatti evidenti. Ieri ho letto sulla Gazzetta del Popolo che un'industriale vuol rimpiazzare la mano d'opera con mano d'opera meridionale. Quindi, io chiedo se questo industriale vuol rimpiazzare o cerca mano d'opera meridionale. C'è effettivamente disoccupazione in quei Paesi? C'è o non c'è?

La nostra programmazione quali dati esatti ci ha dato sull'occupazione? Noi non sappiamo niente. C'è effettivamente da rimanere meravigliati, perché da quella parte si parla tanto di disoccupazione e, qui sul giornale, se è vero quello che è scritto qui, pare che disoccupazione non ce ne sia.

Voi siete andati a vedere nelle liste di collocamento di Verrès. Bene, io l'anno scorso sono andato a vedere nella lista di collocamento di Pont-St-Martin. Ma son mica disoccupati quelli. Diciamocelo francamente in faccia queste cose!

A Pont-St-Martin c'erano 57 iscritti. Il Comune ha bandito un concorso per avere due operai manovali. Non li ha trovati. Allora io dico: ma è una cosa seria questa? C'è la disoccupazione? Non c'è la disoccupazione e voi, l'anno scorso al mese di luglio avreste detto: "no, la disoccupazione è solo dal lato femminile". Io ci credo, ma vorrei fare una domanda al Comm. Pedrini, all'amico Chabod, all'amico Freppaz. Come si trovano loro coi loro alberghi?

Qual è la percentuale loro, che hanno mano d'opera femminile e quando possono disporre di mano d'opera femminile, perché le notizie sono talmente contrastanti che noi qui siamo frastornati da queste notizie che non sappiamo quali siano corrette, se dalla parte del titolare delle Grandi Fucine o dalla parte di alcuni Sindaci. Quindi io chiederei effettivamente che una volta per tutte, abbiamo un Ufficio di Programmazione che di programmazione, mi pare che faccia solo i Giochi della Gioventù. Detto per inteso, che non ci fornisce nessun dato, poi noi possiamo valutare e giudicare, perché mi pare che se noi prendiamo anche delle decisioni azzardate, daremo un colpo terribile anche al Turismo di Bassa Valle.

Quindi, io chiedo che finalmente mi si diano dei dati esatti e reali alla situazione della bassa Valle.

Manganoni (P.C.I.) - Mi ha colpito l'articolo, non che io dia eccessiva importanza agli articoli dei giornali, comunque sappiamo che i giornali orientano l'opinione pubblica.

Dove si parlava addirittura dell'intenzione di quella impresa, le Grandi Fucine, di costruire delle case prefabbricate, quindi, beh, queste sono delle intenzioni naturalmente manifestate dai giornalisti. Comunque se questo corrispondesse al vero, confermerebbe quanto dice Tonino, cioè, l'intenzione di far venire della mano d'opera immigrata.

Ora, sia molto chiaro, noi non siamo contro i lavoratori di nessun Paese, di nessuna Regione, però qual è lo scopo di questo Signore? Non assumere quelli locali che ci sono sulle liste di disoccupazione? Siamo andati a vederle ieri.

Bisogna vedere come lavorare e che genere di lavoro, perché fortunatamente, la mano d'opera, io parlo della Valle, ha raggiunto un certo livello di emancipazione, e non subisce più certe imposizioni di lavoro, imposte dai padroni. Dico "fortunatamente", allora cosa pensano costoro? Dice: "Pigliamo quei poveretti forse del meridione", i quali noi sappiamo la situazione del meridione, non per colpa di quelle popolazioni, per colpa dei governi, che da un secolo a questa parte si sono succeduti e hanno mantenuto quelle popolazioni in quelle condizioni, le facciamo venire e come già avviene in molte parti, non solo l'Italia ma d'Europa, quelli saranno i piccoli schiavetti, che dovranno lavorare e stare zitti, perché sennò vi mandiamo via". Questo è nelle intenzioni di certi Signori.

Allora noi dobbiamo evitarlo questo. Noi dobbiamo evitare che questo gioco, di non assumere quelli locali che si fanno rispettare almeno di po' e non subiscono certe imposizioni, vengano scartati per essere sostituiti da altri che purtroppo in queste situazione non si possono difendere; non possono far valere i loro diritti.

Questo per poterli sfruttare di più; questa è la situazione.

Spostare l'industria di Pont-St-Martin, e io, sull'industria di Pont-St-Martin vorrei dire qualcosa.

Noi è da tempo che qui sosteniamo la necessità della Regione di acquistare dei terreni industriali ove installare delle industrie, però si dice a tutto di "sì", ma in quel campo, la Giunta, naturalmente è sorda e, questi terreni, salvo quelli della Sirca Davit, non sono stati acquistati. E qui, ha fatto molto bene la Giunta che aveva imboccato una strada giusta, ma poi non l'ha seguita; non ha continuato, perché avrebbe dovuto acquistare altri terreni, se noi questo l'avessimo fatto, potremmo dire a questi industriali. Vedi la situazione no, case e tutto quel che succede se è in un centro abitato, noi Regione possiamo dirti: "ecco i terreni dove puoi installarti". Noi questo non lo abbiamo fatto, abbiamo investito i miliardi in altre attività molto discutibili che certamente non risolvono il problema o non tendono neanche ad affrontare il problema dell'occupazione, ma questi terreni noi non li abbiamo acquistati, né in quella zona, né in altre zone, e adesso cominciamo a subirne le conseguenze.

I disoccupati, dice il mio collega, cosa ne dice la programmazione? Ma per carità di Patria, non parliamo di programmazione, ma insomma, stiamocene almeno zitti! Ma tu ci credi, credi a quello che dici? Ma se è da 10 anni che questa programmazione ci sta menando per il naso! Abbiamo avuto degli atti concreti? Qualche cosa? Abbiamo avuto delle statistiche. Se ad un qualsiasi funzionario della Regione gli si dava quell'incarico, ci presentava delle tonnellate di statistiche come ci hanno presentato!

Ora noi dobbiamo agire. Non cominciare a scaricare la programmazione; si vuole la programmazione, ma questa programmazione si faccia e non si continui a... Quindi, la disoccupazione, diceva, sentiamo un po' Pedrini, proprietario di catene di alberghi. Se ho capito bene, non so, no, no. Ho capito male... (voci) ...Ma si è parlato di Freppaz e di Pedrini, due colleghi che stimo, sia chiaro, e di Chabod, e quindi non so, anche Crétier.

Allora, si dice: "chiediamo a questi colleghi in che condizioni si trovano per la mano d'opera". Ebbene, qui o noi vogliamo fare gli ingenui o siamo in mala fede.

È vero che manca nel periodo estivo la mano d'opera negli alberghi, ma io vorrei chiedere a tutti i miei colleghi presenti, se sono disposti ad andare per un mese o due all'anno, - perché la stagione in Valle d'Aosta, purtroppo, dura luglio e agosto -, e piantare la loro famiglia, ad andarsene magari a 50 o 100 km di distanza, e dopo due mesi quelli sono nuovamente a piedi e, lavorando due mesi all'anno non si può mica camparne dodici con gli introiti del lavoro di due mese. allora io capisco questa situazione, che negli alberghi manca la mano d'opera. Se gli alberghi potessero, - io capisco che non possono -, tenersi il personale dodici mesi all'anno, io sono certo che il personale non mancherebbe. Ma io me ne vado a lavorare nell'albergo due mesi e poi dico "eh beh, la stagione è chiusa e tu te ne vai". E vado dove? Ecco perché la mano d'opera cerca; c'è la disoccupazione nella bassa Valle, particolarmente quella femminile. Ma naturalmente è molto restrittivo andare a lavorare magari, non so, a Courmayeur o altrove, lontano da casa per due mesi, e dopo cosa faccio?

Io vorrei citarvi un caso, un'esperienza che mi sono fatto ieri.

Le 500 persone licenziate dalla Sirca Davit e dalla Brambilla filature che fine hanno fatto? Io vorrei chiedere al Consiglieri della bassa Valle che fine hanno fatto 'ste 500 donne licenziate. Io penso che non saranno tutte morte no?

Se non ci sono più, secondo voi non ci sono più quelle, è vero che una parte ha dovuto partire e andarsene a lavorare in Svizzera, però volete pretendere che tutte vadano a lavorare in Svizzera?

Quindi, queste 500 disoccupate sì sono donne e, ripeto, io capisco che magari gli alberghi non trovano, perché è ... Ma ieri mi son fatto un'altra esperienza.

Io a Issogne ho visitato quel magazzino di fontine assieme a Tonino e a Crétier. Ebbene, abbiamo visto delle donne, ce n'erano, non so 8-10, quante erano che facevano il giro delle fontine, ed è un lavoro pesante e duro e ci dicevano che se ne avessero assunte altre decine, quelle andavano a fare quel giro. Ma hanno aggiunto di più, per i magazzini delle fontine di Pré-St-Didier e di Ollomont, la Cooperativa deve prendere queste donne di Issogne. Portarle due o tre volte alla settimana a Pré-St-Didier e a Ollomont, per fare il giro delle fontine là depositate, perché nella zona non si trovano delle donne che vadano a fare il giro delle fontine.

Io capisco, è un lavoraccio, tutti i giorni con le mani nell'acqua, dentro quelle caverne naturalmente umide, perché l'ambiente per conservare le fontine deve essere umido ed è un lavoro duro e faticoso, ed allora se non ci fosse la disoccupazione nella bassa Valle, le donne non andrebbero a fare questo lavoraccio, che è già pesante per gli uomini, questo io voglio dire che mi dispiace che ci sia proprio un Consigliere della bassa Valle che sta sostenendo le tesi che i disoccupati in bassa Valle non ci sono.

Io vivo nell'alta Valle, conosco la bassa Valle e ci vado ogni tanto nella bassa Valle, ma affermare che là non c'è mano d'opera disponibile, che là non ci sono dei disoccupati, ebbene, questa è un'assurdità e un controsenso e una menzogna.

Pedrini (P.L.I.) - A me spiace proprio. Io oggi volevo star zitto tutta la mattina. Signor Presidente mi creda, volevo star zitto e chiudere in bellezza con un silenzio.

Ma qua si dicono delle cose talmente feroci e talmente irreali! Ma insomma Signor Presidente, io chiedo, lei che è una persona intelligente, io stimo, ma qua si fanno dei discorsi tipo quello di Tonino che andavano bene quando i Liberali, nel 1848, facevano i Carbonari. Allora io lo capisco questo discorso. È valido, ma che oggi il Sig. Tonino venga qua a farci delle sparate, come se noi fossimo tutti dei deficienti, perché questa è la realtà di fatto, almeno per chi non è intelligente, ma pensa di avere un minimo di giudizio personale, veramente rivolta lo stomaco e allora uno è costretto ad alzarsi e a dire cosa pensa.

Ma Signori miei, quando io penso che un Signor Tonino che sta a Donnaz, e sappiamo tutti il lavoro che fa, l'attività che svolge, gli diamo atto della sua attività politica, nessuno gli ha mai rotto le scatole, né ha intenzione di rompergli, gli lasciamo fare tutto quello che vuole, alto e basso che poi ci inviti o non ci inviti, con questi suoi amici, alle varie manifestazioni. Io gliel'ho già detto l'altra volta, altro paio di maniche, ma quando uno che sta a Donnaz, si permette di venire a parlare di Pont-St-Martin, e di dire che qua bisogna prendere uno stabilimento di 50 operai, non possiamo, perché lì ci sono delle case, lì c'è gente che non dorme. Io comincio a dire, cominciamo a dare in testa agli impresari che hanno fatto quelle case, per prima cosa, e non sono né Liberali, né Democristiani, quegli architetti, manco a farlo apposta. Secondo, cominciamo a dire che da un secolo quello stabilimento è là ed era là dove c'era sole e solamente del verde e non c'erano delle case, perché la frazione più vicina è quella di St. Erasmo, ad un cento mt e più di distanza. Allora io comincio a dire: "ma Signori miei, ma che, vogliamo far spostare uno stabilimento?". Tonino è padronissimo di far tirare fuori i soldi dal P.C., va bene, e di andare dal proprietario dello stabilimento e dire "qua tu dai fastidio perché hai un maglio che picchia e la gente si lamenta. Allora noi qua ti diamo tot di milioni, pigli tutto il tuo macchinario e i tuoi 50 operai e ti vai ad installare dove noi ti regaliamo il terreno".

Questo potrebbe essere l'unico discorso valido per poter fare un discorso, perché questa è solo demagogia, questo è soltanto illudere 100 abitanti di quella zona che Tonino farà spostare lo stabilimento, per cui bisogna dargli il voto alle prossime elezioni regionali.

Ma insomma, mica siamo deficienti! Ma insomma, ma delle cose assurde!

Questa è la prima cosa.

Io non voglio polemizzare con l'amico Manganoni, però quando sento dire, e sono il primo che riconosce il lavoro, che le nostre donne girando le fontine, fanno di colui che è stato in Russia sovente e spesso, avrebbe dovuto vedere che tutti i lavori pesanti, compresi quelli delle montature in Piazza del 1° maggio o cosa. Va bene, le montature in tubolari che sono altro che girar le fontine! Li fanno solo e solamente le donne. Non vedi un uomo, uno che dirige e basta e chi spazza le strade sono le donne, e chi porta le valigie negli alberghi sono le donne, anche se pesano 100 kg, e poi ti viene qua a fare della demagogia.

Ma per dire, là, abbiamo almeno il rispetto della dignità altrui se non si ha il rispetto della propria.

Voglio dire ancora una parola agli albergatori Freppaz, Crétier, Pedrini e Chabod; i grandi albergatori, due mesi all'anno, ma quando si finisce un discorso come quello di Manganoni, dove dice che tutto quello che ha detto Manganone è una falsità, io non voglio entrare nel merito, oppure in malafede, perlomeno se è in malafede, io non sono il tuo difensore, né ho intenzione di difendere un Democristiano. Beh mi guardo! Si sanno difendere abbastanza da soli e lo dimostrano stando al Governo ormai da troppi anni. Ma evidentemente..., non ho raccolto la battuta, se me la dici ti rispondo volentieri perché a me piacciono le battute... (Voci: Ah la Democrazia Cristiana, fatti loro! Non mi riguardano, noi al Governo ci siamo e checché dicano, ci rimaniamo anche per un po'. State tranquilli) ...E dicevo questo, io vorrei mandare l'amico Manganoni non ad Issogne, soltanto a vedere quello che vuole lui o quello che lo portano a vedere, perché noi tante volte siamo costretti ad andare dove gli altri vogliono, non dove vogliamo noi. Dove magari potremmo farci un'idea, non dove gli altri ci portano. Questo succede a te quando vai in bassa Valle; succede a me quando vado in alta Valle, per cui, magari, noi vorremmo prendere un indirizzo e ce ne danno un altro. Il nostro entourage vuole così e noi facciamo così. Me ne devi dare atto.

E allora io ti mando, così, da due albergatori della Valle di Gressoney precisamente, ti faccio i nomi: Kriz Barrel di Gressoney-La-Trinité, e mi sfugge il nome. Comunque se la cosa ti interessa sarò preciso, i quali mi hanno dichiarato la settimana scorsa che loro chiudono il loro ristorante, dove sono aperti come minimo nove mesi all'anno. Minimo. Li chiudono perché con questa stagione invernale il personale femminile che avevano, ha dichiarato che non va più a lavorare e, tengo a precisare che il personale femminile non era di Gressoney, ma il personale femminile lo mandavano a prendere con la macchina a Lillianes, Fontainemore e qua Freppaz, mi può dire se è vero o non è vero, le ragazze di Fontainemore che vanno a Gressoney-La-Trinité a lavorare al mattino con la macchina e le riportano alla sera, non vanno più.

Noi qua, caro Claudio cerchiamo mano d'opera, ma la mano d'opera vuol fare le otto ore, ma io non dico mica niente, hanno anche ragione, perché un servizio alberghiero presuppone un certo lavoro per cui tu magari gli puoi lasciare la libertà dalle 2,50, ipotesi alle 6,00, ma dalle 6,00 alle 11,00 ne hai bisogno; dalla mattina alle 10,00 fino alle 14,00, dalle 14,30 ne hai bisogno.

Le donne hanno piacere ormai, finite le otto ore in fabbrica di andarsene tranquillamente con l'amico a fare quello che vogliono, a me piacerebbe tanto partecipare con loro e portarle talvolta con me, quindi vedo che sono sincero. Ma non vogliono più essere impegnate alla sera, non vogliono più dover sottostare, a rimanere lì fino alle 10,00-11,00, perché ripeto, o il marito o anche i figli piccoli, trovano di tutti gli scusanti, siccome noi asilo-nido ne abbiamo pochissimi, di questo conforto, con te vedi che ti do anche il dolcetto, insomma ancora con te, ma anche se ci fossero gli asili-nido alle 7,00, alle 8,00 chiuderebbero, quindi dalle 20,00 alle 22,00 o 23,00 queste donne avrebbero i bambini piccoli o il marito da rincalzare le coperte sotto il letto. Quindi io capisco questo, ma di qua a dire che c'è la mano d'opera, io dico la mano d'opera c'è, però non vuole fare determinati lavori. Che poi abbiano o non abbiano ragione, io non voglio entrare nel merito, perché ripeto, io probabilmente al loro posto farei tanto quanto fanno loro. Se riesco a mangiarmi un piatto di minestra in casa mia, non so se mi spiego molto chiaramente, quindi vedi che effettivamente c'è la necessità.

Io so che Freppaz forse è scappato, perché sapeva che lo tiravo di nuovo in ballo. Freppaz viene a Lillianes a fregarci le ragazze, va bene, perché a Gaby che è un paese di belle ragazze, non le trova e allora viene a fregarle a Fontainemore e a Lillianes, dove qua è una lotta accanita, quelle poche rimaste, per cui facciamo loro ponti d'oro purché vengano. Perché tu capisci che quando hai preso degli impegni e hai della gente che viene a luglio/agosto o a Natale o per Pasqua e non hai il personale, io ti garantisco che io ho fatto questo, così, per far vedere che c'era la possibilità di sviluppare un certo discorso in Valle d'Aosta. Non già per ricavare degli utili, perché in questo campo Crétier mi deve dare atto, lavori dal mattino alla sera, più di un agricoltore, ma poi quando fai i conti alla fine, non so come stanno le cose, specie quando hai del personale che ti piglia il filetto e quando ne ha tagliate tre fette, te lo butta in un angolo e poi magari se lo dimenticano e il giorno dopo lo butti - è lì l'amico Crétier, va bene - allora di fronte a tutte queste cose io non so se effettivamente quello che tu hai detto risponde al vero. Ma potrebbe essere un discorso troppo personale questo, io voglio lasciare all'amico Chabod, a M. Freppaz, all'amico Crétier, io voglio estraniarmi un momentino e voglio chiudere questo mio intervento.

Attraversiamo tutti, non soltanto noi in Valle d'Aosta, un periodo tremendamente difficile. Io ho gioito come pochi nell'apprendere ieri che i metalmeccanici avevano finalmente firmato l'accordo. Speriamo che sia valido. Ma perché, perché noi se continueremo sulla strada che il Centro Sinistra ci aveva additato così bene, come un faro di future conquiste sociali, non si sa bene quali, perché queste conquiste sociali ci hanno portati in fondo al baratro, ci hanno portati veramente alla disoccupazione. Ci hanno portati a queste reazioni, che sono inconsulte, degli stessi industriali che noi disapproviamo, pur tuttavia, io mi auguro che proprio in un clima di rinnovata tranquillità e di rinnovata calma, possiamo camminare qualche, non dico anno, qualche mese tranquilli, perché se, e qua nessuno mi può smentire, se non questo Governo, perché ci siamo noi Liberali, questo Governo cosiddetto "transitorio", potrà fare qualche passino in più. Abbiamo dimostrato con tutti i bastoni nelle ruote che ci son stati messi, e dalla Sinistra Democristiana, e dai Socialisti e dai Comunisti e dai Fascisti, abbiamo dimostrato che abbiamo alzato il livello finanziario. Questi sono dati inconfutabili, Assessore alle Finanze. Sì, documenti se non lo sa, e siamo passati addirittura da un 3,8 a un 7,2 di aumento, proprio in questi giorni, lo dobbiamo a questo Governo che ha cercato di andare avanti ragionando con il cervello, non facendo vedere a delle masse le cose utopistiche che non si possono realizzare. Ma solo per informarli, per farli andare sempre più in basso. Questa è la realtà di fatto.

Allora, quando si è su un piano di risalita, quando vediamo che tutti quanti i privati ricominciano a reinvestire; quando possiamo constatare che l'obbrobrio dei nostri soldi portati in Svizzera o in Germania o non so dove, sta cessando e si sta lentamente riprendendo una via nuova, è evidente che certi discorsi non si dovrebbero più fare.

Noi siamo qua per parlare di tranquillità, di accordi, di collaborazione fra datori di lavoro e lavoratori. Questa è la strada che noi dobbiamo seguire, ma lo dico io, da questa piccola, da questo piccolo podio regionale, queste cose che son dette in campo nazionale, ma lo dico per mia coscienza, per mia tranquillità personale, perché all'avvenire della nostra Valle è legato all'Italia e all'Europa, perché soltanto e solamente continuando una strada di tranquillità noi riusciremo veramente a risollevare la situazione, nostra locale e allora noi saremo qua a discutere dei 500 o dei 100 disoccupati, ma saremo anche in grado di prendere della mano d'opera meridionale e allora, in quel caso e quanta ne abbiamo vista arrivare, non avremo niente da dire. Io concordo con Manganoni quando dice prima la nostra, poi quella degli altri; prima il pane in casa, poi non è tanto evangelico, ma comunque è un ragionamento logico, è giusto di ogni famiglia per bene.

Quindi io ti seguo in questo ragionamento, quando tu mi dici è bene che prima vediamo i nostri e poi si dà la possibilità anche per gli altri, ma è soltanto riprendendoci su un piano politico umano di coscienza, di dignità che noi riusciremo non soltanto a dare il pane ai nostri, ma a dare il pane anche a qualche altro che ci è fratello, sia esso meridionale o tedesco o francese, o non ha importanza, al fine di portare veramente qualche cosa di valido in questa nostra Valle d'Aosta.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Io vorrei rispondere al Collega Pedrini su alcune valutazioni fatte nel mio intervento, che penso si riferiscano nell'ultima parte dell'intervento, dove gli sia fatto rivoltare lo stomaco.

Ora, io dico questo, che a un buon autonomista, veramente gli è rivoltato lo stomaco in questi ultimi tempi, quando abbiamo visto che emendamenti presentati dai nostri Parlamentari al Governo di cui vi è il vostro Partito dentro, determinante, hanno respinto certi emendamenti vedendo così respingere la nostra autonomia stessa. Questo volevo dirti, volevo dirti francamente, perché qui a me mi pare... (voci) ...Presidente, io non interrompo mai lui quando parla.

Montesano (P.S.D.I.) - Ogni Consigliere quando parla, non vuol essere disturbato, Consigliere Pedrini, Lei quando parla non vuol essere disturbato, stia lì. Si segga.

Tonino (P.S.I.U.P.) - Comunque, volevo solo dire questo, che è un po' di moda in questo Consiglio essere autentici difensori a nostra autonomia, qui in quest'aula, e poi invece in campo nazionale vediamo come partono i galoppini per far naufragare la nostra autonomia regionale.

Ecco, qui il discorso. L'ultima parte del mio intervento era proprio concentrata su di questo. Per quanto riguarda le case attorno ai metallurgici di Pont-St-Martin, è vero che c'è stata la speculazione; io non sono qui a difendere la speculazione che c'è stata in quella zona, ma è pur anche vero che lì attorno a quest'area metallurgica ci sono delle case della frazione, che esistevano già molti anni prima dei Piani Regolatori di Pont-St-Martin, ed è pur anche vero che quell'industria è situata in mezzo ad una proprietà che non ha la possibilità di espandersi, quindi sarebbe compito nostro quello di trovarci un'altra zona per poter espandersi anche per poter migliorare la sua lavorazione.

Ramera (D.C.) - A me stupisce questa preoccupazione derivata da un ordine del giorno votata da sei o sette Comuni interessati, ad un certo momento abbia preso strade diverse, per cui non so se i firmatari, come al solito, avessero esclusivamente il desiderio di presentare un documento e di votarlo, tanto è vero che il deliberato non dice niente. O fare della solita demagogia preelettorale, perché è perfettamente inutile - e prendo proprio le ultime parole di Tonino - è perfettamente inutile votare dei documenti, avere delle pie illusioni, e poi, guarda caso che chi risolve poi i problemi sono quegli anti-autonomisti di Democratici Cristiani.

Così, come è perfettamente inutile, Manganoni venire oggi a criticare la Genisio, quando l'anno scorso, in una visita fatta con l'Assessore Albaney e la Commissione dell'Industria e Commercio, tu eri proprio uno degli entusiasti di questo stabilimento e, guarda caso che il Consigliere Pollicini ed io, dovemmo constatare amaramente come questa industria collaborasse con le altre della Regione, in quanto le sue scorte di magazzino erano esclusivamente di acciaio Italsider e non di acciaio Cogne. Ma questo l'ha detto lui. Tu sai benissimo, l'anno scorso, come andasse la situazione del mercato, quindi come sarebbe stato comodo rifornirsi.

Comunque, le polemiche, credo che valgano poco, soprattutto quando escono dai binari dell'oggetto in discussione.

Io, ieri sera, ho partecipato ad una riunione del mio Partito per il Congresso Nazionale, comunque più che di temi congressuali, è venuta fuori questa preoccupazione, questa preoccupazione per un'altra azienda, le cui sorti sono piuttosto incerte, per non dire che stanno per saltare, per cui la preoccupazione di questa gente, è di poter avere una garanzia di lavoro. Questo lo avete detto voi, lo dicono tutti, ma per dare questa garanzia, bisogna che il deliberato dica qualche cosa di più, perché quando si dà solo un impegno alla Giunta di fare qualche cosa, la Giunta farà qualche cosa, quello che potrà, soprattutto in una vigilia preelettorale. Penso che, confessiamolo onestamente, tutti siamo preoccupati più di altre cose che di queste, quindi io vorrei che in questo deliberato ci fosse qualcosa di più sostanzioso e mi aspetto che il Presidente della Giunta regionale mi dica qualche cosa di preciso su quello che si vuol fare, perché sono 250 dipendenti, sono 250 famiglie che si aggiungono a quelle altre che hanno perso il lavoro.

Quindi io non faccio toni polemici o toni demagogici, la Pira, già vent'anni fa, diceva che è inutile parlare di libertà o di democrazia a chi non ha una casa o non ha un posto di lavoro, a chi non sa che cosa mettere sul tavolo, all'ora di pranzo, quindi parliamo delle nostre cose concrete.

Quindi lasciamo perdere le preoccupazioni della mano d'opera meridionale, perché all'Ufficio di Collocamento di Verrès esistono dei disoccupati che attendono un lavoro, ma diciamo anche una cosa, che questa disoccupazione vuole indirizzarci esclusivamente in una direzione e cioè, verso la SADEA, e perché verso la SADEA? Perché essendo Azienda a partecipazione statale, mette fine a tutte le loro preoccupazioni per l'avvenire in campo di lavoro, mentre invece difficilmente la scelta va verso altre direzioni, dove potrebbe essere più rischioso, data la crisi che sta movimentando la vita economica, la vita politica del nostro Paese.

Quindi, c'è una certa ripresa, firmati i grandi contratti di lavoro; io voglio sperare che finalmente ci sia una ripresa, perché altrimenti andiamo in fondo al secchio. Veramente, caro Balestri, quindi ad un dato momento discutiamo questo oggetto, ma serenamente, senza fare della demagogia che è troppo facile fare e non serve a niente purtroppo. Per cui, mi auguro dal Presidente della Giunta, che sarà più informato di me, negli incontri che ha avuto e con gli Amministratori di questi Comuni interessati e, credo anche con gli Amministratori di questa Società, però anche questa Società mi preoccupa perché noi potremmo fare degli stanziamenti come quando, almeno mi si diceva ieri, le difficoltà di questa Società, in questo momento sono finanziarie, però ha dei quadri un pochino dimessi, dal punto di vista dirigenziale, per cui anche se avessimo la possibilità di ottenere delle commesse, immediatamente non sarebbero neanche in grado di poterle portare avanti, perché hanno delle difficoltà di ricevere le materie prime, proprio dato il momento difficile dell'Industria italiana.

Quindi è questo che dobbiamo discutere e non lo possiamo discutere in questa aula, qui va fatta una, mi sa che ci sia una Commissione affiancata da Tecnici del settore, per suggerire delle soluzioni, perché altrimenti facciamo solo dei bei discorsi, voteremo una pia illusione, e se tra un mese questa Società fallirà, ci ritroveremo con 250 famiglie da mantenere.

Dujany (D.P.) - È inutile sottolineare che la situazione occupazionale della bassa Valle è una situazione abbastanza preoccupante.

Certi discorsi superficiali e generici mi pare che dovrebbero essere oggetto di maggiore approfondimento e maggiore riflessione e non di affermazioni così superficiali, per sentito dire, questo si può dire in una cantina, bevendo il quartino, ma non credo che si possa fare in sede di Consiglio regionale.

Due parole per quanto riguarda la situazione di disoccupazione.

La disoccupazione ufficiale trasmessa dall'Ufficio del Lavoro è la seguente, generica, su tutta la Regione Valle d'Aosta, riguardante i dati statistici del mese di febbraio 1973.

Lavoratori disoccupati per effetto della cessazione del rapporto di lavoro immediatamente precedente allo stato di disoccupazione n. 1165.

Giovani di età inferiore a 21 anni ed altre persone in cerca di prima occupazione o rinviati alle armi sono 82 con precedenti lavori subordinati e 85 senza lavori subordinati, 22 casalinghe, 95 pensionati in cerca di occupazione, 123 occupati in cerca di altre occupazioni, in totale n. 1572.

Questa direi è la situazione statistica ufficiale degli Uffici.

La realtà che è più delimitata alla zona della bassa Valle che è conseguenza a una situazione di fatto, in conseguenza di determinate iniziative prese dalla Regione, attraverso l'istituzione dei cantieri di lavoro, mi pare questo sia un linguaggio più concreto e reale, è rappresentato dalle seguenti cifre: i Comuni di Issogne, Verrès e Arnaz, distinto il problema e i Comuni di Donnaz, Montjovet, Champdepraz.

Per il primo gruppo dei tre Comuni Issogne, Verrès, Champdepraz, Verrès e Arnaz, il personale dipendente e della Brambilla e della Sirca Davit, era di 127 dipendenti, di cui 99 donne, 28 uomini lavorano oggi nei cantieri forestali, quindi, ripeto, 127 persone dei Comuni di Issogne, Verrès e Arnaz ex dipendenti della Brambilla e Sirca Davit lavorano nei cantieri forestali, 99 donne, 28 uomini, totale 127.

Dei Comuni di Donnaz, Montjovet e Champdepraz 44 persone complessivamente di cui 29 donne e 15 uomini lavorano nei cantieri forestali. In totale sono 171 persone di cui 128 donne e 43 uomini alla data del 28 febbraio di quest'anno, lavoravano e lavorano tutt'oggi nei cantieri forestali.

Direi di più, in questo momento la quantità tende ad aumentare anziché diminuire.

Questa è la situazione di fatto che supera, direi, ancora gli altri elementi statistici.

Altro elemento di fatto, credo che il Consigliere Ramera ne possa essere un buon testimone e io per riflesso lo sono anche, la massa delle richieste che premono per l'assunzione alla SADEA a una massa, direi, cospicua, da cui non è facile difendersi.

La massa delle persone che stanno aspettando impazientemente l'apertura di una qualche prospettiva, soprattutto per quanto riguarda l'occupazione femminile per Arnaz e attraverso le due iniziative varate del Consiglio regionale.

Quindi direi, il problema occupazionale nella bassa Valle, a parte tutte le parole, tutti i bei discorsi, diciamo è di questo tipo.

Il discorso dell'occupazione alberghiera è un discorso generale che attiene naturalmente al tipo di utilizzazione.

Leggevo l'altro giorno su un giornale, mi pare qui del Cantone del Vallese, una notizia interessantissima, un'offerta di un cuoco, ha avuto 600 richieste, un'offerta fatta su un giornale di lavoro, di disponibilità di lavoro di un cuoco, questo cuoco ha ricevuto 600 richieste, immaginate un po' qual è il limite nel quale ci siamo trovati.

Questo per inciso, quindi il problema della situazione alberghiero è un problema grave dappertutto, ma i motivi sono di natura diversa, perché oggi le persone tendono a ricercare un tipo di occupazione che dia loro una certa tranquillità e una certa continuità, più che un certo reddito.

Sono problemi che rispondono ad una situazione psicologica reale del momento. Probabilmente le situazioni cambiano e come la persona di servizio, che lei non riesce a trovare, anche con degli stipendi discretamente elevati e trova profusione di dattilografe che percepiscono le 30 mila lire presso il geometra professionista o presso altri liberi professionisti, pure le ragazze tendono naturalmente verso nuova occupazione.

Queste sono, mi pare, le realtà.

Problema Genisio. Il problema Genisio è un problema a se stante, per me è una scelta sbagliata di tipo di industria sbagliata, per la nostra Regione, abbiano sbagliato, dobbiamo avere il coraggio di dire, abbiamo dato dei contributi a un tipo di iniziativa che non era idonea, per la Valle d'Aosta, sia per il tipo di lavorazione, sia per il tipo di conduzione, non è che non manchino dei disoccupati, è che i disoccupati tendono a non voler andare a lavorare alla Genisio e, per il tipo di lavorazione e per il tipo di ambiente e per il tipo di conduzione, questa è la verità. Il Genisio è venuto da me anche in occasione della serata, qual è il suo discorso: "io licenzio tutti, prendo gente da via, vi dirò di più, ho rimproverato l'Ufficio di Collocamento e le organizzazioni sindacali, perché avevano già dato il nulla osta per l'assunzione di personale non della Regione".

Ed è inutile che il Genisio insista nel voler assumere del personale extra Regione, o assume personale della Regione, oppure è meglio che se ne vada, tanto per star qui a farci prendere... purtroppo avrà anche questo un'altra iniziativa che ci avrà preso in giro, avrà preso i soldi e poi se ne andrà via, pazienza.

Però è un tipo di lavorazione al Genisio, e lo abbiamo anche pregato questo, per di più, di portare in Valle d'Aosta la parte di lavorazione di prodotto finito e prima della concessione dell'ultimo contributo si è impegnato di trasportare in Valle d'Aosta il prodotto finito. Ma fino ad oggi si è limitato a mantenere il tipo della lavorazione pesante, ma il lavoro finito lo fa a Cuorgné, lo fa in altri posti. Quindi un'altra volta siamo stati veramente burlati, come si dice nel manico, questo vuol dire stiamo attenti nel futuro a queste iniziative che sembrano meravigliose viste così superficialmente, esteriormente poi sul piano poi concreto si lasciano poi naturalmente le amarezze dinnanzi alle quali ci troviamo.

Quindi le iniziative di Arnaz, informazioni, l'appalto dei lavori per la costruzione dello stabilimento destinato ad un'industria di lavorazione di cotone ha avuto luogo, mi pare pochi giorni fa, quindi sistemate tutte le pratiche, direi firmata la convenzione si è arrivati alla fase di appalto dei lavori.

Si sta provvedendo là alla sistemazione del vecchio stabilimento Sirca Davit, è stata firmata la relativa convenzione come rappresentante dell'Aramis, in relazione alle decisioni anche del Consiglio regionale, la quale prevede di poter dare inizio ad un primo gruppo di dipendenti nel primi del mese di maggio, mentre l'occupazione, per quanto riguarda lo stabilimento della lavorazione del cotone, potrebbe realizzarsi per quanto riguarda il funzionamento dello stabilimento, presumibilmente entro la fine di quest'anno 1973, ammesso che il ritmo dei lavori possa andare secondo i programmi prestabiliti.

Rimane l'altro grosso problema che ha originato, in modo particolare questa mozione e l'intervento da parte di tutti i Consiglieri della Quinzio Rossi, che è stata direi, decisa sotto l'Amministrazione controllata da parte del Tribunale di Torino, una quindicina di giorni fa.

La situazione della Quinzio Rossi, dalle informazioni assunte, non è disastrosa, però è una situazione estremamente difficile che richiede molta attenzione.

È una di quelle tipiche attività industriali che invecchiano così per inedia, per mancanza, direi, di ossigeno sia sul piano dell'apporto di uomini, sia sul piano finanziario, per cui ad un certo momento ci si trova dinnanzi ad alcune strutture vecchie, superate da modificare.

Quindi direi, non è una situazione che ci pensi, precipiti nello spazio di pochi mesi, però è una situazione che richiede molta attenzione ed è abbastanza preoccupante.

In questo momento stiamo prendendo contatti col Commissario nominato dal Tribunale di Torino per esaminare insieme quali possono essere le soluzioni idonee per poter ridare ripresa di lavoro a questo tipo di azienda che secondo lui ha delle possibilità di ripresa abbastanza valide, a condizione di trovare un'azionista con un po' di denaro che voglia naturalmente inserirsi in questo tipo di azienda.

Quindi faremo poi l'incontro, chiederemo a questo Commissario se ritiene opportuno fare un incontro a termini brevi e con le Organizzazioni Sindacali e con i Sindaci della località, in modo naturalmente da chiarire un po' quali sono le possibilità di sviluppo, questo appena il Commissario stesso abbia avuto alcune idee più precise delle condizioni in cui si trova l'azienda e delle condizioni finanziarie ed economiche e delle possibilità di sviluppo dell'industria stessa.

Per quanto riguarda la SADEA, mi pare che il Consigliere Ramera l'abbia già precisato, che ha dato inizio ai suoi programmi, mi pare che gli occupati in questo momento sono nell'ordine di 70-80 persone. Quante? 100... Ah fra chimica... sì, d'accordo, hanno mantenuto naturalmente la vecchia lavorazione chimica e in più sono state assunte, credo, una cinquantina di persone nella nuova SADEA, successivamente dovrebbe svilupparsi in quell'area un'altra iniziativa, un impianto di ossigeno e successivamente ci dovrebbe essere un programma che l'Amministratore Delegato dell'EGAM, in una riunione avuta alcune settimane fa, dire alcuni giorni fa, qui in sede regionale si sono ripromessi di presentare un programma di sviluppo che comprenda e l'attività da svolgersi nella Cogne e nella SADEA, programma che dovrebbe essere alla Regione entro il mese di maggio e di giugno di quest'anno, direi entro giugno di quest'anno.

L'Amministrazione regionale ha dato un contributo alla SADEA di 350 milioni, distribuiti in cinque anni subordinandolo naturalmente al programma di sviluppo, di questi 350 milioni abbiamo versato, mi pare, solo i primi cento e venti ... settanta... le due prime rate, praticamente, i primi 150 milioni ci riserveremo naturalmente di versare le rimanenti cifre controllando la realizzazione dei programmi, per cui che la SADEA si è impegnato di realizzare.

Debbo dare atto che la SADEA, una volta naturalmente concordato il suo programma per quanto riguarda questa sua prima parte, è passata alla realizzazione con una certa sollecitudine e con un certo senso di concretezza, speriamo che altrettanto possa succedere per la zona di Arnaz. E io mi impegno di seguire, di accettare quanto è contenuto nell'ordine del giorno, cioè nella proposta fatta dai Consiglieri, mi pare, Comunisti, tenendo opportuni contatti in questo momento in modo particolare con l'Amministratore Delegato o meglio, con il Commissario della Quinzio Rossi e di prendere contatti con le Organizzazioni Sindacali e con i Sindaci delle zone interessate onde cercare di trovare le soluzioni più idonee per evitare che anche questa industria ci procuri altra disoccupazione.

Montesano (P.S.D.I.) - Con l'intervento del Presidente della Giunta che è stato molto dettagliato ed esplicativo, io credo che si possa chiudere la discussione su questo argomento e soltanto vorrei chiedere al Presidente della Giunta se crede, avendo date assicurazioni di questo suo impegno per il futuro che non ricalca, se non l'impegno del passato se la mozione dovrà essere votata oppure no.

Consigliere Tonino e il Gruppo Comunista si deve pronunciare su questa decisione, la discussione è stata molto esauriente, le assicurazioni del Presidente della Giunta sono state molto dettagliate, quindi ... Prego Consigliere Tonino.

Tonino (P.S.I.U.P.) - No, mi pare che il Presidente abbia accolto il significato di queste mozioni per cui io dico... (Montesano: Sì, tutti lo hanno accolto però...) ...per cui possiamo anche votare la mozione.

Montesano (P.S.D.I.) - Va bene.

Allora chi approva la mozione alzi la mano. Contrari. Astenuti. Il Consiglio approva.

Si passa all'oggetto n. 29.