Objet du Conseil n. 220 du 24 octobre 1946 - Verbale
OGGETTO N. 220/46 - DICHIARAZIONI DEL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA VALLE AVV. SEVERINO CAVERI.
Il Presidente, Avv. S.Caveri, nell'assumere la Presidenza del Consiglio della Valle, ringrazia innanzi tutto i Consiglieri per la fiducia in lui riposta; rivolge quindi al Prof. Chabod nuove parole di ringraziamento e di riconoscenza, dichiarandosi certo di interpretare, in tal modo, i sentimenti di tutti i Consiglieri.
Premesso che gli è stato consigliato di declinare l'offerta di assumere la carica di Presidente del Consiglio, in attesa delle prossime elezioni normali, dichiara di non aver accettato tale consiglio, pur sapendo quanto gravoso e delicato fosse il compito da assumersi, perché convinto di fare, in tal modo, il bene della Valle d'Aosta.
Dichiara di essere perfettamente consapevole delle difficoltà che lo attendono, ma di confidare pienamente nella completa collaborazione di tutti i Consiglieri, e degli Assessori in modo particolare. La situazione finanziaria, ad esempio, è molto grave, ma la capacità dell'Assessore alle Finanze, Ing. Fresia, dà pieno affidamento per la miglior soluzione di ogni difficoltà.
Circa l'enunciazione di un programma, l'Avv. Caveri fa osservare che l'attività del Presidente è, di norma, dipendente dall'attività della Giunta e del Consiglio, e che i tre organi non possono, in definitiva, seguire programmi sostanzialmente diversi: precisa che è suo intendimento consultare la Giunta non soltanto per le questioni amministrative, ma altresì per quelle politiche. Afferma che personalmente intende restare fedele alle proprie idee, che si ispirano, come è noto, all'eredità spirituale trasmessa da Chanoux, dall'Abbé Trèves e da Lexert.
In tema di rapporti con il Governo di Roma osserva che chiederà sempre ciò che riterrà giusto di chiedere, senza alcun timore e fermamente deciso a difendere gli interessi della Valle d'Aosta.
Afferma che l'autonomia, così com'è prevista dal D.L.Lt. 7-9-1945, n. 545, è assolutamente insufficiente e che occorre studiare attentamente e proporre al Governo di Roma opportune riforme che rendano l'autonomia meglio rispondente alle esigenze e alle aspirazioni valdostane.
Personalmente ritiene che il Presidente del Consiglio della Valle debba essere eletto dal popolo, con suffragio diretto, anziché dal Consiglio con suffragio indiretto; ritiene altresì che l'autorità del Presidente debba essere diminuita. Ravvisa l'opportunità che sia aumentato il numero dei Consiglieri, al fine soprattutto di consentire che anche le zone più decentrate della Valle abbiano i loro rappresentanti nel Consiglio.
Richiama l'attenzione del Consiglio sulla urgente necessità di creare un Commissario per l'Alimentazione, che si occupi del grave problema alimentare, sempre più preoccupante; nonché di istituire un Commissario per il Turismo.
Fa rilevare l'opportunità che le riunioni del Consiglio siano più frequenti e che la trattazione dei vari problemi avvenga in modo più unitario ed organico: si dovrebbe dedicare, ad esempio, una riunione all'Istruzione Pubblica, un'altra ai problemi finanziari, un'altra ancora ai Lavori Pubblici, all'Agricoltura, all'Industria e Commercio, e così via.
Fa un breve riassunto dei molteplici ed importantissimi compiti che spettano ad ogni singolo Dicastero dell'Amministrazione della Valle, con particolare riguardo: 1°) ai problemi dell'Istruzione Pubblica, che sono preminenti per la minoranza valdostana - 2°) ai problemi dell'Agricoltura e alla attuazione dei vasti programmi di lavoro in materia - 3°) alla questione della Zona Franca, che deve essere fonte di notevoli vantaggi per la Valle, se attuata effettivamente - 4°) ai problemi del commercio e all'organizzazione di cooperative di vendita delle fontine e delle mele, per difendere il contadino dalla speculazione di intermediari.
Rivolge parole di elogio agli Assessori preposti ai singoli Dicasteri, per l'opera fin qui svolta, ed afferma l'assoluta necessità che essi abbiano sempre la possibilità di dedicarsi interamente ai loro compiti di amministratori.
Fa osservare che il lavoro da compiere per portare la Valle d'Aosta al livello di benessere e di progresso auspicato da tutti è immenso e che, pur considerando l'attuale deficienza di quadri, bisogna avere fiducia nelle giovani forze del paese, che promettono bene e che dovranno, in un prossimo domani, continuare e perfezionare l'opera intrapresa dagli attuali amministratori.
Conclude, rivolgendo un appello al lavoro e alla concordia e auspicando che ognuno attenda al proprio compito con coscienza e serenità, al di fuori e al di sopra di ogni interesse personale e di ogni questione di parte, con l'unica preoccupazione di servire il Paese.
IL CONSIGLIO
prende favorevole atto delle dichiarazioni del Presidente Avv. S. Caveri.
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Si dà atto che a questo punto (ore 10,45) interviene all'adunanza il Consigliere Notaio Thiébat Giuseppe.
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