Objet du Conseil n. 18 du 7 février 1946 - Verbale

OGGETTO N. 18/46 - CASINÒ DA GIUOCO DI ST. VINCENT.

Il Presidente dà lettura al Consiglio della lettera n. 426 di prot. in data 27 gennaio 1946, con la quale il Comune di Saint Vincent chiede l'autorizzazione ad aprire in St. Vincent una casa da gioco, con esclusività per tutta la Valle di Aosta, e per un periodo minimo di durata della concessione di anni 20, e comunica che analoga domanda, vistata dal C.L.N., fu già a suo tempo inoltrata dal Comune al Ministero dell'Interno, che fece sapere ufficiosamente che la domanda sarebbe stata esaminata favorevolmente per le seguenti ragioni: situazione economica precaria, importanza turistica e particolare situazione geografica della Valle di Aosta, che si trova in diretto contatto con due paesi stranieri ed amici.

È da tener presente che presso il Ministero sono giacenti ben 60 domande del genere e che il Ministro Romita, pure non essendo favorevole al giuoco per ragioni di moralità, dato il dilagare impressionante del giuoco d'azzardo, concederà il nulla osta subordinato all'osservanza di misure per moralizzare e disciplinare il gioco, e rilascerà pochi permessi (al massimo 10 o 12). Per quanto concerne il Casinò di St. Vincent il Ministro Romita ha fatto sapere che desidera prima conoscere in merito il parere del Consiglio della Valle.

Il Presidente ricorda che, come già fu detto nella seduta del 10 gennaio, tutti i residenti nella Valle di Aosta dovranno essere esclusi dalle sale da gioco, e che sulla parte degli utili che andranno al Comune sarà devoluta una quota alla Valle. In questo senso si è dicharato d'accordo il Sindaco di St. Vincent concordando su quanto è stato discusso in seno al Consiglio il 10gennaio scorso.

Il progetto, proposto dalla Società che intende gestire il Casinò, e per essa presentato dal Sig. Billia, di St. Vincent, al Comune, prevede la seguente ripartizione di utili fra Società e Comune:

- sui primi 200 milioni di incasso il 75% al Comune ed il 25% alla Società

- sui secondi 200 " " " l'80% " " " " 20% " "

- sui terzi 200 " " " l'85% " " " " 15% " "

- sulle somme successive il 90% " " " " 10% " "

Il Presidente fa presente che, per il momento, non è il caso di entrare nei dettagli ma, fermo restando che tutti i Comuni della Valle beneficieranno degli utili, occorre stabilire se il Consiglio sia favorevole o no all'apertura in St. Vincent della Casa da giuoco.

Avviene, a questo punto, una animata discussione: l'Avv. Caveri e il Geom. Arbaney si dichiarano contrari; il Consigliere Geom. Nicco, favorevole, sostiene con l'Avv. Chanu la necessità che nell'amministrazione del Casinò da giuoco, qualora ne sia concessa l'apertura, vi siano un rappresentante della Valle ed un rappresentante del Comune. Interloquiscono anche i Consiglieri Avv. Torrione e Ferrein.

L'Avv. Page propone di rinviare la decisione nell'attesa che dal Consiglio dei Ministri sia emanato il decreto sulla disciplina delle Case da giuoco, ma il Presidente fa presente che ciò non è possibile in quanto il Ministro attende subito una risposta. Prolungandosi la discussione senza che si giunga ad un accordo unanime, il Consigliere Geom. Vesan propone che si proceda alla votazione sul parere favorevole o meno - con le clausole e condizioni succitate - dell'apertura della Casa da gioco.

Procedutosi alla votazione si ha il seguente risultato:

- Voti favorevoli n. 11 (undici)

- Voti contrari n. 5 (cinque)

- Astenuti n. 4 (quattro)

Il Consiglio prende atto.

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