Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 120 du 2 octobre 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 120/XIII - Sottoscrizione delle azioni della Società "INVA S.p.a." a seguito di aumento del capitale sociale.

Il Consiglio

Ricordato che la società "INVA S.p.a." è stata costituita mediante legge regionale 17 agosto 1987, n. 81, che la Regione è azionista della società "INVA S.p.a." come previsto, dall'articolo 2 della l.r. 81/1987 e che l'esclusiva finalità sociale della medesima, secondo quanto disposto dall'articolo 3, è la realizzazione e la gestione del sistema informativo regionale, nell'ambito del piano pluriennale e secondo le indicazioni contenute nel piano operativo annuale approvato dalla Giunta regionale;

Fatto presente che l'azionista Regione detiene una quota di partecipazione pari al 75% delle azioni corrispondenti ad euro 2.325.000;

Rammentato che, a fare data dal 17 maggio 2007, la società "INVA S.p.a." è diventata a tutti gli effetti una società il cui capitale sociale di euro 3.100.000 è, ad oggi, totalmente detenuto da azionisti pubblici (c.d. società "in house") e che, pertanto, la medesima rientra nelle fattispecie previste dall'articolo 13 del decreto legge n. 223/2006, convertito nella legge n. 248/2006;

Preso atto che l'ampio e consolidato rapporto strategico e commerciale che intercorre tra l'azionista Regione e la società "INVA S.p.a." emerge dai dati contenuti nell'ultimo bilancio di esercizio approvato e chiuso al 31 dicembre 2007, in particolare con riferimento ai ricavi riconducibili alla Regione che rappresentano il 67,44% dell'ammontare complessivo dei ricavi da vendite e prestazioni generati e che, inoltre, le attività svolte dalla medesima sono qualificabili come servizi di interesse generale definiti nel Libro verde della Commissione delle Comunità europee del 21 maggio 2003 (COM (2003) 270 def.);

Richiamati gli articoli 31 e 32 della legge regionale 10 aprile 1997, n. 12 recante "Regime dei beni della Regione autonoma Valle d'Aosta" il cui combinato disposto prevede, in particolare, che per le acquisizioni dirette di partecipazioni che siano superiori al cinquanta per cento del capitale sociale, la competenza sia in capo al Consiglio regionale e che tale disciplina si applica anche nel caso di successiva sottoscrizione a titolo di aumento di capitale;

Fatto presente che l'assemblea straordinaria della società "INVA S.p.a.", riunitasi il 28 aprile 2008, al fine di dotare la società dei mezzi patrimoniali necessari per l'attuazione dei piani sociali deliberati dal consiglio di amministrazione e per fare fronte agli ingenti impegni finanziari assunti, ha deliberato:

- di procedere, in una prima fase, ad effettuare l'operazione di aumento a titolo gratuito del capitale sociale, che passerebbe da 520.000 euro interamente versato a 3.100.000 euro, da attuarsi per 480.000 euro con l'incremento del valore nominale delle azioni (da 0,52 euro a 1 euro) e per 2.100.000 mediante l'emissione di n. 2.100.000 nuove azioni al valore nominale di 1 euro cadauna in ragione di n. 21 nuove azioni ogni 10 azioni possedute, destinandovi a copertura dell'intero importo di 2.580.000 euro parte della riserva straordinaria accantonata nel corso degli esercizi finanziari passati;

- di effettuare, successivamente, l'operazione di aumento a titolo oneroso del capitale sociale da 3.100.000 euro a 5.100.000 euro, per un ammontare di 2.000.000 euro, le cui azioni di nuova emissione verranno offerte in opzione agli attuali azionisti proporzionalmente alla quota di partecipazione detenuta e sulla base del rapporto di n. 20 azioni di nuova emissione ogni 31 azioni possedute;

- che il diritto di opzione dovrà essere esercitato presso la sede sociale entro 150 giorni dall'iscrizione del verbale dell'assemblea straordinaria presso il Registro delle Imprese di Aosta, operazione avvenuta in data 7 maggio 2008;

Richiamata la nota della società "INVA S.p.a." prot. n. 1218, pervenuta in data 16 giugno 2008, con la quale la medesima ha ricordato agli azionisti che il termine ultimo per l'esercizio del diritto di opzione spettante ai soci è fissato per il giorno 9 ottobre 2008;

Precisato che spetta alla Regione, pro-quota sulla base della partecipazione posseduta, la sottoscrizione di azioni per un valore di euro 1.500.000 e che la liberazione dell'importo delle azioni sottoscritte deve avvenire, in assenza di specifiche disposizioni contenute nel verbale dell'assemblea straordinaria del 28 aprile 2008 e sulla base delle indicazioni che verranno adottate successivamente dagli organi societari deliberanti, secondo le modalità definite dall'articolo 2439 del codice civile, che prevede il versamento di almeno il 25% del valore nominale delle azioni di nuova emissione pari ad euro 375.000 all'atto dell'esercizio del diritto di opzione, mentre la restante parte pari ad euro 1.125.000, comunque non oltre il termine ultimo fissato per il collocamento delle azioni inoptate fissato nel giorno 30 settembre 2009;

Richiamata la legge regionale n. 33/2007 con la quale sono state stanziate, tra l'altro, le risorse finanziarie pari ad euro 1.500.000 a titolo di copertura dell'onere derivante dall'operazione di aumento del capitale sociale a pagamento della società INVA S.p.a.;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2507 in data 29 agosto 2008 concernente l'approvazione del bilancio di gestione, per il triennio 2008/2010, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative, con decorrenza 1° settembre 2008;

Visto il parere favorevole rilasciato dal Capo del Servizio credito, partecipazioni e previdenza integrativa dell'Assessorato al bilancio, finanze e patrimonio, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della II Commissione consiliare permanente;

Delibera

di procedere all'esercizio del diritto di opzione per l'acquisto di n. 1.500.000 azioni al valore nominale di 1 euro cadauna, pari al 75% delle nuove azioni emesse dalla società "INVA S.p.a." da esercitarsi, entro il termine del 9 ottobre 2008.

Président - La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Grazie, Presidente. Per una breve illustrazione del provvedimento che peraltro ha avuto un approfondimento all'interno della competente Commissione. L'INVA nel corso del 2007 per adeguarsi alle normative dell'UE e della legislazione nazionale ha avviato un percorso per trasformarsi in una società organizzata secondo il modello denominato in house, modello che prevede tre condizioni fondamentali: il capitale deve essere interamente pubblico, le attività devono essere rivolte esclusivamente verso gli enti pubblici soci e gli enti soci devono svolgere sulla società un controllo analogo a quello esercitato verso i servizi interni. Su tali basi la società Telecom Italia, che deteneva il 40% del capitale INVA, è uscita dal capitale, che è stato acquisito dalla Regione per il 35%, dall'USL Valle d'Aosta per il 5%; pertanto gli azionisti attuali di INVA sono la Regione per il 75%, il Comune di Aosta per il 15%, l'USL per il 10%. Allo stato delle cose l'attuale capitale sociale è di 3,1 milioni; con il provvedimento che sottoponiamo all'approvazione del Consiglio si prevede un aumento di capitale di 2 milioni e di portare il capitale a 500.

Questo provvedimento viene presentato all'approvazione del Consiglio regionale, perché, in base agli articoli 31-32 della legge, qualora le partecipazioni siano superiori al 50% del capitale, la competenza sta in capo al Consiglio regionale. Con il provvedimento oggi in oggetto proponiamo questo aumento di capitale, che è l'ultimo atto esecutivo di una decisione presa in data 7 maggio 2008, quando l'assemblea straordinaria deliberò tale aumento di capitale. Dal maggio 2008 vi erano sei mesi di tempo - la scadenza è il 9 ottobre 2008 - affinché i soci potessero esercitare la propria opzione. La Giunta ha approvato questa deliberazione che oggi sottoponiamo all'approvazione del Consiglio, se il Consiglio approverà, eserciteremo questa opzione che prevede il versamento del 75% di 2 milioni, quindi di 1,5 milioni, con l'opzione versiamo immediatamente il 25% del milione e mezzo a nostro carico, pari a 375.000 euro, e 1.125.000 euro dovranno essere versati entro il termine ultimo del 30 settembre 2009.

Sostanzialmente le finalità che stanno alla base della decisione dell'assemblea nel maggio 2008 sono l'elaborazione di un piano industriale 2008-2010, che è il risultato anche all'interno della trasformazione di INVA d'intesa con gli azionisti, che prevede uno sviluppo significativo orientando gli investimenti verso quattro settori strategici: le telecomunicazioni, l'outsourcing tecnologico integrato, soluzioni per l'e-government e il Centro servizi territoriale. Penso che i membri della Commissione abbiano avuto a disposizione l'intero dossier del piano di sviluppo, i contenuti prevedono una crescita della società: nell'ipotesi più prudenziale prevede che i ricavi si incrementino di 21.672.000 euro nel 2007, 27.000.000 nel 2010, mentre gli investimenti previsti a carico della società nel triennio sono stimati in 7.450.000 euro. In tale prospettiva, fra l'altro - ed è una delle motivazioni per cui anche la Regione ha aderito a questo aumento di capitale -, è in corso di esame la scelta della nuova sede che possa meglio rispondere alle necessità dell'azienda, soprattutto per adeguare le infrastrutture tecnologiche, centri di elaborazione sostanzialmente, strutture che sono a disposizione degli azionisti e più in generale di tutta la Pubblica Amministrazione regionale.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Grazie, Presidente. Pur non facendo parte della Commissione, ho partecipato ai suoi lavori, perché lo ritengo un argomento importante per la vita, l'amministrazione della nostra Regione, un atto deliberativo significativo. Vorrei però capire un po' di più l'atto in sé o, meglio, capire se anche questa è una prassi consolidata o, meglio ancora, se è una prassi consolidata - come è l'abitudine di tutti gli italiani - aspettare l'ultimo giorno utile, perché oggi è l'ultimo giorno utile per pagare le tasse. L'Assessore giustamente diceva: "entro il 9 ottobre dobbiamo prendere una decisione", oggi è il 2 ottobre, quindi siamo proprio all'ultimo Consiglio utile. Non entrerò quindi nel merito della deliberazione della Giunta, perché è molto semplice. Voi conoscete però meglio di me quanto siano importanti i sistemi integrati fra le tecnologie e i servizi della pubblica amministrazione, che è quello di cui stiamo oggi discutendo, il ruolo importante delle telecomunicazioni, l'innovazione, l'efficienza e nello stesso tempo la semplificazione del Governo, degli enti e delle aziende. Sempre più si dovrà operare in una logica di sistema e, per poter operare in questo modo, credo sia centrale l'attività della società INVA. Avremo modo di discutere in modo più puntuale e approfondito delle attività e del modello organizzativo dell'INVA stessa nella Commissione competente. Il Presidente della Commissione, il collega Rosset e i Commissari hanno ritenuto opportuno, nel momento in cui abbiamo discusso di questa deliberazione, aprire un momento di confronto sulle società partecipate, sulle società in cui la presenza della Regione è importante. La Commissione giustamente ha ritenuto che il Consiglio regionale, attraverso la sua Commissione, abbia questo compito di conoscenza, di dibattito, di confronto per indicare le linee strategiche di tali società, ne ricordo alcune: ovviamente INVA, ma anche RAV, Finaosta, CVA, Finbard, l'elenco è abbastanza lungo; ringrazio l'Assessore e la Segreteria della Commissione, che hanno fornito ai Commissari l'elenco delle società. Avremo modo quindi in Commissione di fare un lavoro puntuale e sereno rispetto a questa nostra presenza, a che punto è e come possiamo oggi operare e quindi in quella Commissione entrare anche nel merito del piano industriale di INVA stessa, cui faceva riferimento prima l'Assessore nell'illustrazione dell'atto deliberativo. Dicevo, l'abitudine consolidata degli italiani... siamo al 2 ottobre, il termine fissato per esercitare il diritto di opzione scade il giorno 9 ottobre, sono trascorsi quindi 143 dei 150 giorni a disposizione dell'Amministrazione regionale. Il ritardo - credo che si tratti di un ritardo e non di una espressa volontà di arrivare a questo momento - non è certo imputabile né al Presidente del Consiglio, né al Presidente della Commissione, collega Rosset. Dai dati che ho potuto raccogliere, la deliberazione di Giunta regionale è stata approvata il 19 settembre 2008, è stata assegnata alla Commissione competente il 22 settembre e la Commissione si è riunita - ne faceva cenno prima l'Assessore - il 26 settembre, ricordo che il 24-25 c'era Consiglio, quindi con una celerità evidente a tutti. Vorrei quindi conoscere di più i motivi, le ragioni di questi 147 giorni. Il piano industriale è stato approvato dal Consiglio di amministrazione l'8 novembre 2007, spero sia corretta la data perché ho cercato, attraverso le solerti segretarie dell'Ufficio gruppi, di avere documentazione in merito, dagli uffici competenti... ma dovevo fare la lettera, aspettare la risposta, risposta che mi garantivano non poteva pervenire per il giorno del Consiglio. Come sa bene il Presidente, questa è un'iscrizione d'urgenza, bisognerebbe che anche i Consiglieri regionali in questo caso avessero una via facilitata per raggiungere gli atti. Li ho chiesti, ma non me li hanno dati; ho chiesto il verbale, ho chiesto la lettera e gli elementi cui fa riferimento la deliberazione di Giunta, ma gli uffici competenti hanno ritenuto che non potevano neanche farmeli leggere. Occorre quindi prevedere che in tali casi vi sia la possibilità da parte del Consigliere di almeno leggere la documentazione cui fa riferimento espressamente la deliberazione di Giunta. L'8 novembre 2007 il Consiglio di amministrazione ha approvato il piano industriale 2008-2010 e credo che, per l'attuazione di questo piano, la sottoscrizione delle azioni della società INVA fosse uno dei punti qualificanti indispensabili. La prima domanda pertanto è: perché da novembre si è aspettato il 28 aprile 2008 per convocare l'assemblea? Nella deliberazione si fa esplicito riferimento al fatto che... "viene fatto presente... al fine di dotare la società dei mezzi patrimoniali necessari per l'attuazione dei piani sociali deliberati dal Consiglio di amministrazione e per far fronte agli ingenti impegni finanziari assunti...", ha deliberato il 28 aprile l'assemblea straordinaria di fare tutte quelle cose che oggi facciamo con la deliberazione, ma perché dall'8 ottobre si è aspettato fino al 28 aprile? Credo che si potesse fare più in fretta per riunire tre persone (la Regione, l'USL e il Comune di Aosta) e non ritengo vi fossero grossi impedimenti nel mandare le convocazioni.

Seconda domanda: ma perché dal 28 aprile 2008 si è aspettato tanto, troppo tempo per arrivare oggi all'approvazione? Ricordo che l'ultima riunione del Consiglio regionale della scorsa legislatura si è svolta il 9 aprile, nel frattempo la macchina dell'Amministrazione può e deve continuare, anche durante la vacanza elettorale, ma non era forse più opportuno convocare prima della scadenza, quindi prima del 9 aprile, l'Assemblea? Una questione di stile, di opportunità. Visto il lungo ritardo, visto che non c'era questa grandissima urgenza, perché non convocare l'Assemblea dopo l'insediamento del Consiglio regionale, ossia dopo il 1° luglio? Anche questa una domanda senza nessuna malizia. Non ho avuto la possibilità di leggere il verbale e non ho avuto la possibilità di leggere la lettera del 16 giugno citata nell'atto, ma, da una prima lettura della deliberazione, pare che la società INVA sia stata quasi costretta a ricordare alla Regione che l'esercizio del diritto di opzione scadeva il 9 ottobre, perché sembra che nella seconda comunicazione, quella del 16 giugno, si dica: "mi raccomando, guardate che i tempi stanno trascorrendo, quindi voi dovete decidere se esercitare questo diritto o no". Anche qui dalla semplice lettura dell'atto mi pare che tale importante documento che oggi siamo chiamati ad approvare sia stato considerato dagli uffici, dall'Amministrazione nel suo complesso, da questa fumosa burocrazia di cui si parla sempre tanto, una pratica non di rilevanza politica, ma una pratica come tante altre, che va in fondo al pilone delle pile delle pratiche. Per la società INVA, ma anche per la stessa Regione che era presente nell'assemblea straordinaria invece questo documento riveste particolare significato strategico; ci sembra anche questo un percorso un po' pasticciato. Grazie.

Président - La parole au Conseiller Secrétaire Tibaldi.

Tibaldi (PdL) - Grazie, Presidente. Le obiezioni procedurali che sono state testè enunciate dal collega Rigo sono condivisibili; i tempi e le modalità del percorso di questa sottoscrizione che oggi siamo chiamati ad esaminare e approvare hanno più di un interrogativo e i quesiti posti dal collega Rigo sono pertinenti e legittimi. A tali considerazioni vorremmo però aggiungerne altre che sono di carattere sostanziale e che più volte in quest'aula abbiamo proposto come gruppo consiliare all'attenzione dell'allora Assessore Marguerettaz che aveva la delega in materia e oggi le riproponiamo a lei, Assessore Lavoyer. Anzitutto occorre ragionare sull'impostazione di INVA: INVA è una società nata quasi per scherzo nel 1987 fra alcuni privati e alcuni enti pubblici e che via via ha acquisito importanza, diciamo è aumentata dimensionalmente nell'ambito del mercato locale andando ad occupare tantissimi spazi. Oggi, secondo quella che è la nuova impostazione giuridica, peraltro anche ricordata dall'Assessore Lavoyer, si chiama società in house, è una società a totale partecipazione pubblica e i soci, proprio per questa conformazione giuridica, sono obbligati a far lavorare in via prioritaria tale società da loro costituita. Chi sono i soci? I soci sono: la Regione, l'azienda USL, il Comune di Aosta; non sono soci qualunque nella piccola dimensione della Comunità valdostana, sono soci di peso notevole, perché la Regione non ha solo competenza e pertinenze nell'ambito degli Assessorati qui rappresentati, ma c'è tutta una holding tentacolare pubblica che condiziona l'80% dell'economia locale, il privato è pressoché marginale in Valle d'Aosta, in questa piccola Cuba del gran turismo, come è stato ricordato da qualche autorevole e fiammante penna del giornalismo italiano.

Come si è evoluta INVA in tale contesto? È diventa questo mostro tentacolare che ha acquisito importanza, capitali in prevalenza dalla Regione e naturalmente tutto secondo un'ottica che più che tecnologica appare politica, a partire dal vertice la cui nomina prescinde da meriti e competenze specifiche in materia informatica, tecnologica, di telecomunicazioni, ma ancora una volta segue logiche di appartenenza, di adesione, di casacca... ad una determinata area politica, ad un determinato partito. Questo lo vediamo per quanto riguarda il Presidente, ma anche nell'organigramma apicale, e non solo, anche nelle assunzioni, nelle consulenze, nelle collaborazioni che hanno caratterizzato una continua crescita dimensionale dell'organico che oggi è intorno ai 230 occupati. La piccola scommessa che avevano fatto alcuni privati con il pubblico nel 1987 a distanza di venti anni è diventata una vera e propria holding dell'informatica in Valle, sotto l'egida del potere politico, che ha come soci i tre che ho detto e anche come clienti principali Regione, ASL e Comune di Aosta. Questo ha comportato un'evoluzione dimensionale di tale società, che oggi ha escluso completamente dal mercato qualunque altro soggetto privato che abbia osato cimentarsi in questi anni nell'ardua impresa di voler avviare un'attività in tale settore. Questi sono dati sotto gli occhi di tutti, quelle piccole e poche imprese che oggi sopravvivono in Valle in tale settore si sono ricavate delle nicchie miracolose - ma non sappiamo per quanto riusciranno a mantenerle - e naturalmente tutto è stato assorbito da tale mostro, che è una delle tante società a controllo pubblico e quindi politico. Vi dico solo, perché è scritto anche in deliberazione, che i ricavi riconducibili alla Regione rappresentano i 2/3 (67,44%) del fatturato di INVA, quindi la Regione è socia e al tempo stesso dà lavoro a questa società. Ma quanti sono i fornitori privati che oggi riescono a fornire i loro servizi o i loro beni ad un ente come la Regione, o come il Comune, o come l'ASL? Vorremmo sapere quanti sono i privati che sono stati accreditati come fornitori. Vorremmo sapere anche se INVA è effettivamente competitiva in termini di prezzi nel fornire beni e servizi alla Regione, al Comune e all'ASL, oppure sono prezzi politici, nel senso che in questo caso sono maggiorati, perché il committente è pubblico? E la qualità del servizio è sempre all'altezza di quelle che sono oggi le regole del mercato: competizione, prezzi bassi, servizi efficienti e tempestivi?

Se andassimo a fare un'analisi più approfondita, e in Commissione penso che ci sarà l'opportunità di farlo, ci renderemmo conto che qui il mercato è stato stravolto, ci renderemmo conto che INVA è diventa un carrozzone, come tanti altri esistenti in Valle, un carrozzone che si può permettere, grazie al contributo pubblico preponderante, di assumere persone, senz'altro non con le regole del concorso pubblico, perché questa è una società partecipata e si possono anche prendere delle scorciatoie più convenienti per qualcuno, si possono nominare anche i vertici secondo delle preferenze che non delle competenze. Si è distrutta un'altra fetta di mercato privato che in questa Regione, pur con i 120mila abitanti, poteva avere dignità di esistere, anche qui la "zampata del leone", come lo ha fatto nel settore alberghiero con il Grand Hôtel Billia o in altri settori, in questo caso nel settore informatico, ha tacitato qualunque sussulto di imprenditorialità locale. Come possiamo porci allora dinanzi a questa deliberazione di ennesima sottoscrizione? Non possiamo essere favorevoli, perché è la negazione di una libertà fatta a colpi di soldi pubblici, con direttive politiche precise, addirittura indiscutibili; possiamo discuterne qui adesso, possiamo dire la nostra ragione, pur senza avere la presunzione di avere la verità in tasca, però sono delle considerazioni. Ogni anno - poi nel piano triennale che regolarmente viene proposto lo vedrete - l'ICT (information and communication technology) assorbe dal bilancio regionale più di 20 milioni di euro, che dal 1996 ad arrivare ad oggi sono fior di soldi. La maggior parte di questo denaro viene dirottato su INVA per quanto riguarda la competenza regionale, ma sono fior di soldi!

Quali sono i risultati che sono stati conseguiti in questi 12 anni? L'informatica ha snellito la burocrazia degli enti pubblici, il rapporto burocratico fra enti pubblici, cittadini e imprese? Chiedete ai cittadini e agli imprenditori valdostani se tutta questa iniezione di soldi e di competenze - INVA in testa - ha effettivamente permesso al cittadino quando chiede un certificato anagrafico al proprio comune, quando chiede la possibilità di avviare un'attività e quindi attraverso la Camera di commercio o gli uffici regionali... se queste procedure sono state accelerate o se siamo sempre "impastati" quotidianamente nelle more di una burocrazia che è diventata ancora più ossessiva, borbonica. Oggi non basta avere il computer per ogni utente, per ogni dipendente di qualunque ente pubblico, perché il computer è diventato più uno strumento di gioco che non di servizio per la comunità. Tutti questi soldi investiti allora, oltre ad investirli con questa semplicità: 1,5 milioni di euro per quanto di competenza... perché si fanno grandi discorsi, adeguamento infrastrutture, riorganizzazione interna, adeguamento competenze, sviluppo, risorse umane, innovazione, con un sacco di citazioni inglesi, perché oggi va di moda l'inglese, la lingua globale, e ci stanno bene, fanno anche una bella figura su questo pamphlet, però qual è il risultato effettivo che ha ottenuto il cittadino? Fate un sondaggio presso la gente comune, non dico presso l'élite, ma la gente comune, le imprese... senta un po', Assessore, le imprese, lo Sportello unico delle imprese, se ne parlava nel 2003, quanto serve e cosa serve agli imprenditori valdostani. Vi ridono in faccia se andate a parlare di Sportello unico per le imprese! È pazzesco! Se facciamo l'elencazione dei progetti, delle grandi iniziative che sono state messe in campo, annunciate con conferenze stampa, divulgate sui giornali, in televisione come se fosse la Valle d'Aosta campione dell'innovazione, in realtà sappiamo che siamo sommersi di carta! Se oggi chiedi ad un Assessore un documento tramite file, ti dice: "Consigliere Tibaldi, ma cosa chiedi, dai, insomma... non sei capace a leggere su carta!". È troppo innovativa la richiesta, troppo al di sopra della nostra soglia di rapporto nelle richieste ordinarie che si fanno fra colleghi.

Bel pamphlet allora, bei propositi, ma siamo alla stessa solfa e riprendo quanto ha detto il mio collega Lattanzi prima: qui di innovativo c'è solo il termine, ma si procede secondo la solita logica dell'ingigantimento di quello che è stato fatto in passato, in questo caso dell'ingrossamento di tale struttura che ormai è tentacolare, ce la troviamo anche nel Consiglio regionale, lo vedo perché faccio parte dell'Ufficio di Presidenza. Offrirà anche dei servizi, in parte saranno servizi pregevoli, ma con tutti questi punti interrogativi che continuiamo ad evidenziare: sono servizi di qualità, sono servizi competitivi in termini di prezzi? Ne valeva la pena farlo e vale la pena continuare secondo tale solco - qui mi rivolgo al Presidente Rollandin -: andiamo avanti a dare alimento ad una società pubblica che comunque ha raso al suolo un mercato? Noi, come PdL, non siamo d'accordo, lo manifesteremo con un voto convintamente contrario, anche perché non solo non è nel nostro DNA o nel nostro modello di pensiero, ma perché qui di risultati non se ne sono visti, al di là degli assegni che la Regione ha staccato ogni anno (20 milioni, lo ripeto), che sono soldi dei contribuenti, ma i cui benefici i contribuenti né come cittadini, né come imprese non hanno finora visto. Sentiamo se l'Assessore, o il Presidente, o qualche collega avrà qualche motivazione per convincerci del contrario, oggi come oggi, non ne abbiamo sentite di motivazioni contrarie.

Président - La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (FA) - Grazie, Presidente. Tranquillizzo subito l'Assessore, ha tutta la mia solidarietà e non turberò in nessun modo l'aumento di capitale di INVA, ma è noto che in passato qualcosa ho sempre detto su INVA, in quanto ho sempre prestato attenzione a questa opportunità che tale strumento che la Regione si era data poteva portare sul territorio della Regione. È noto anche che avevo molto da dire e ponevo degli interrogativi su quella che era la decennale "gestione Fabiole" che in qualche modo da una parte veniva osannata e da un'altra magari poteva essere criticata. Una gestione assolutamente imprenditoriale, però qui scattava la prima domanda: ma fino a che punto una partecipata o una società finanziata con i soldi pubblici deve fare impresa e quindi andare ad essere competitiva rispetto ad un mercato di privati, che tanto faticano a stare su quel mercato? Era una domanda legittima, devo dire che le risposte erano le più diverse. Certo, ha portato un po' di chiarezza finalmente la legge che obbligò tutte le società partecipate ad entrare in house o a fare una scelta diversa, quindi o il mercato, o in house. L'INVA era obbligata ad entrare in house, perché il 70% delle sue attività le svolgeva per gli enti regionali, allora per me diventa ancora più divertente cercare di "rileggere" la faccenda nel momento stesso in cui mi trovo dalla parte opposta, finalmente non solo sono dalla parte dei Consiglieri e del piccolo imprenditore - fatemi mettere il cappello del piccolo imprenditore, che è la mia provenienza culturale -, ma ho l'opportunità di verificare dalla Regione, quindi da azionista, e da interlocutore, non solo da informato, quanto erano reali le opportunità che invece per questi soci in house venivano date da tale società. Da qui viene la mia raccomandazione - raccomandazione che faccio al Presidente Martin, che so essere una persona capace e di cui assolutamente non mi turba che sia politica la sua provenienza, anzi mi fa piacere, penso che possa recepire ancora meglio tale tipo di raccomandazione -: dobbiamo ridare un senso reale a questa INVA. Credo che la "gestione Fabiole" sia chiusa e quindi forse deve veramente ricominciare tale società a dare quelle opportunità, da un lato, ai suoi soci azionisti e, dall'altro, al mercato reale, perché questa è una società che può garantire ai soci azionisti quello che a pagina 6 del resoconto viene messo in neretto e citato come l'elemento centrale di tutto: "creare valore e vantaggi per gli enti azionisti, fornire servizi competitivi e misurabili rispetto al mercato". Questo è quello che dicono loro qui e io vi dico che, quando ero Assessore, l'ultima cosa che ho fatto - poi l'Assessore Pastoret non ha nessuna responsabilità ed è libero di fare come vuole - è dare indicazioni al mio Coordinatore di disdettare tutte le convenzioni con INVA, perché avevo avuto modo di verificare in tutte le convenzioni che non erano rispettose del mercato, schiacciavano il mercato, nel senso che i prezzi erano da due, tre volte superiori a quelli praticati dai privati, i privati non potevano accedere a nessun tipo di gara o convenzione, quindi erano sperequativi rispetto ad un mercato libero e allo stesso tempo non remunerativi e vantaggiosi come invece INVA ripete nel suo documento di piano industriale per i suoi soci associati. Queste sono verifiche banali, perché questa è una Regione dove, al di là della politica che deve tornare a primeggiare, bisogna anche "alzare un po' di coperchi" e dire un po' di cose, se vogliamo portare un reale cambiamento, altrimenti qui continueremmo sempre ad andare nella stessa direzione. La situazione economica di questa Regione è difficile e noi dobbiamo avere il coraggio di prenderla in mano e di sostenere i nostri imprenditori, mettendo in condizioni anche chi opera con gli strumenti della Regione - in questo caso un aumento di capitale che è giustificato - di agire secondo delle indicazioni di tipo politico. Devono avere dei mandati di tipo politico, queste società non possono avere mano libera, non possono fare quello che vogliono, non può essere un "Fabiole" di turno che decide come gestire una partecipata: ci devono essere delle indicazioni di tipo politico e le indicazioni di tipo politico saranno valutate e tenute di conto all'interno di un progetto che deve essere a vantaggio della nostra Regione e dei nostri cittadini! Ecco che allora è evidente che, se uno volesse fare una verifica di carattere pragmatico, basta andare a vedere le convenzioni della Regione, andare a chiedere ai privati, alle decine di società informatiche esistenti nella nostra regione, fatte da giovani che si impegnano e lavorano oltre gli orari consentiti e leciti, dei preventivi, ma non per farglielo fare, perché tanto noi in house non lo faremo con loro, solo per vedere se quello che paghiamo ad INVA corrisponde al mercato. Solo per curiosità, non per fare delle discussioni inutili, poi anche perché è vero che INVA dà 230 posti di lavoro, ma ha creato anche tanto precariato, un precariato molto difficile da tranquillizzare, perché è senza prospettiva. È il precariato puro, anche perché per INVA è diventato quasi uno strumento quello dell'assunzione precaria, ma non è questo il senso che un ente pubblico azionista dovrebbe dare come mandato ad una società partecipata. Il precariato deve essere quel momento di formazione o quell'elastico - mi arrivo a spingere lì perché, essendo io di provenienza imprenditoriale, lo potrei anche considerare un elastico, so che il Consigliere Donzel non sarà d'accordo - che, nel momento in cui si consolida un certo tipo di lavoro, si trasforma in un lavoro a tempo indeterminato. Non possono essere le nostre partecipate con i nostri soldi che percorrono strade che sono quelle su cui l'Amministrazione deve andare a mettere le mani, per dare un senso nuovo a questa Regione. Abbiamo bisogno, Presidente, di cambiare questa Regione e lei può essere l'artefice di tale cambiamento. Ecco perché faccio questo intervento, adesso Consigliere Louvin capisco che lei possa non essere d'accordo, ma anche lei ha avuto la sua occasione, mi consenta di fare questa battuta che non vuole essere malevola...

(interruzione del Consigliere Louvin, fuori microfono)

... però dico: rendiamoci almeno conto di quello che facciamo, ecco perché chiedo scusa al mio Assessore che non ha nessuna responsabilità, ma tali cose mi sentivo di dirle. Questi non sono argomenti su cui dobbiamo tacere, quindi ritengo perlomeno di aver portato un piccolo contributo.

Président - La parole au Conseiller Louvin.

Louvin (VdAV-R) - Grazie, Presidente. Avremmo desiderato - i colleghi lo sanno, lo sa l'Assessore - parlare di queste cose già in Commissione, era nostro desiderio non "affondare il coltello", ma iniziare un discorso serio prima di venire qui, rischia di essere un'occasione per dirci delle cose, ma che non sfocia in provvedimenti deliberativi interessanti. È curioso che questioni enormi come l'acquisizione della Cervino S.p.a. in questo Consiglio non approdino in sede di discussione, di orientamento politico, anche solo di sfogo personale o collettivo di Consiglieri o di gruppi, mentre questioni apparentemente marginali come una sottoscrizione di capitale diventino l'occasione per un dibattito che comincia ad essere interessante, al di là di qualche posizione troppo marcata nel colore. Le sottoscrizioni di capitale, qualcuno ricorda, sono sempre pericolose, perché a volte generavano anche situazioni pesanti all'interno di quest'aula: mi riferisco in particolare ad una che riguardò la Centrale del latte tanti anni fa... ma la questione qui è serissima e cade opportuna una sottoscrizione di capitale, che in realtà è parte di un'operazione più complessa, legata al trasferimento di sede di INVA, per alcune riflessioni.

Parto da questo aspetto operativo, che è il trasferimento di sede, per fare una prima considerazione. Cinque anni fa in quella fugace occasione io mi trovai a tagliare un nastro, erano presenti anche alcuni colleghi: era il nastro della nuova sede di INVA S.p.a., fiammante, di pacca, arredata e realizzata con i migliori criteri e destinata ad accogliere questa società nel migliore dei modi. Cinque anni dopo siamo con questa operazione finanziaria a sostenere un leasing immobiliare per l'insediamento di tale società alla Torre delle comunicazioni. Piccola parentesi, perché fra quella fugace occasione e l'oggi sono successe delle altre cose, fra queste c'era che nel 2004 si parlava della Torre delle comunicazioni come di un gioiello della Valle d'Aosta da mettere sul mercato per insediare - ci sono ancora su Internet momenti di quella promozione - grandi imprese, ossia "le nuove tecnologie dell'informazione arrivano in Valle d'Aosta e troveranno posto nella Torre delle comunicazioni". Un'operazione finanziata con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, per la riconversione dell'area autoportuale, perché doveva portare spinta economica, beneficio e nuova occupazione.

In questo quadro stiamo facendo da passacarte con tale aumento di capitale insieme al Comune di Aosta e all'USL, quali partner della Regione, per finanziare lo spostamento in quello stabile di una compagine che cresce, cresce, cresce... sono state ricordate circa 230 persone che operano nell'orbita sia come dipendenti, sia come contratti a tempo determinato e di varia natura, ma non dimentichiamo anche i 60 che abbiamo a Ivrea e il tutto in una società che guadagna. Già, perché, se non sono sbagliate le mie informazioni - provengono dal dibattito che c'è stato qualche giorno fa al Comune di Aosta -, siamo nel 2007 intorno a 250mila euro di utile. Una società florida, una società che ha delle grosse risorse, che le vengono per la verità prevalentemente da questa condizione di monopolio esclusivo che ha nei confronti delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, della nostra, perché il circolo è l'ente azionista, mercato esclusivo, INVA, strumenti di committenza, nomina amministratori... è un circuito senza controlli esterni e senza nessuna interferenza su quanto viene deciso, perché sono soggetti a dipendenza gerarchica e funzionale da parte degli enti pubblici e soci. Se sono nostri dipendenti, gerarchicamente e funzionalmente dipendenti a noi, allora andiamo a vedere.... allora sì, collega La Torre, collega Tibaldi, collega Rigo, andiamo a fondo e guardiamo cosa sta succedendo in questa società che stacca delle fatture "robuste" all'Amministrazione. Abbiamo avuto modo di dire che pagare più di 600mila euro solo per sapere quali erano i giovani a cui erogare il contributo per il computer fosse una fattura pesante, questo è uno dei tanti casi, ma la vicenda è là e dobbiamo fare in modo che su tali società non vi sia uno sguardo indulgente, vi deve essere il contenimento del loro mercato: se sono società in house che devono servire per determinate prestazioni, non devono uccidere - come dicevano prima i Consiglieri Tibaldi e La Torre - tutto quello che sta intorno. Qui in Valle d'Aosta start up è l'unica parola inglese che qui non figura, che sono le società che nascono fra giovani o nuovi imprenditori che lanciano un prodotto, un modo di lavorare, qui non succede. Devo sottoscrivere tale osservazione, perché l'ho potuta constatare e ritengo che si debba fare in modo che si possa uscire progressivamente da questa situazione.

Accanto a tale problema di mercato ripeto c'è il problema del personale, che è un problema serio. Stamani con il Presidente Rollandin abbiamo parlato del precariato USL, il precariato INVA è un precariato notevole, c'è una battuta che circola in quegli uffici sulla necessità di mettere adesso le scrivanie "a castello", perché non sanno più come far rimanere tutto il personale che sta operando in INVA. È curioso perché nel mercato dell'informatica si tende all'esterno ad avere società che operano in modo più snello, più agile, invece qui "l'elefantino" è un po' cresciuto. Fermandoci qui allora e chiedendo scusa all'Assessore perché non ho voluto - ma deliberatamente e lo abbiamo precisato a verbale - esprimere in Commissione il parere, che non abbiamo potuto esprimere perché alcuni di tali quesiti che avevamo da rivolgere all'Amministrazione di INVA non abbiamo potuto appurarli. Ha detto bene il collega Rigo: non si può arrivare all'ultimo momento, non si può aspettare 140 dei 150 giorni per "scodellare" sul tavolo del Consiglio questo documento dicendo: "il 9 scade, adesso dobbiamo farlo"! So che d'ora in poi ci sarà attenzione, spero almeno, da parte della Giunta per far sì che quando...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... sappiamo che ci sono state le elezioni, ma sappiamo anche che da 90 giorni è in carica la Giunta... e non credo sia una questione che dipende esclusivamente da un coordinatore... Presidente, rapidità per rapidità: per l'acquisto della Cervino le cose sono "andate sulle bilie" con una velocità estrema, qui c'era tutto il tempo. Io lo affermo, poi lei avrà le sue ragioni, le avranno altri funzionari, tutti diranno che non ci sono responsabilità, sta di fatto che il Consiglio viene messo con il coltello sotto la gola! Non va bene, punto, non polemizziamo ulteriormente. La nostra opinione è che sulla "questione INVA", in generale sul rapporto che deve avere l'Amministrazione con INVA vi deve essere maggiore chiarezza e noi auspichiamo di farlo, faremo la nostra parte in Commissione con i colleghi e tutti quanti vorranno fare in modo che vi sia la massima trasparenza in questo. Non abbiamo potuto esprimere un'adesione a tale proposta e formuliamo una valutazione di astensione in ordine alla proposta che viene avanzata.

Président - S'il n'y a pas d'autres Conseillers qui souhaitent intervenir, je ferme la discussion générale. La discussion générale est fermée.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et au patrimoine, Lavoyer.

Lavoyer (FA) - Grazie, Presidente. Pur ringraziando i colleghi che sono intervenuti, mi è parso che alcuni interventi siano un po'... non dico fuori tema, nel senso che ci sono degli argomenti, come il Casinò, per i quali ogni provvedimento che si porta in quest'aula... dove si parla di Casinò, si aprono dei dibattiti sui massimi sistemi, adesso capiamo che anche INVA sarà uno di tali argomenti. Come ho potuto confermare in Commissione, non c'è da parte della Giunta e del Governo nessuna preclusione ad approfondire il ruolo di questa società. Mi sembrava che, come già è stato affermato in sede di riunione di Commissione competente, il fatto di audire i vari responsabili, audire il Presidente, l'Amministratore delegato, poteva essere un'azione che la Commissione ed eventualmente il Consiglio possono fare parallelamente all'approvazione di questo atto.

Mi pare che l'intervento del collega Rigo sia prevalentemente centrato sul ritardo, non mi pare che vi sia un ritardo così clamoroso se andiamo a guardare che ci sono state le elezioni. Mi sono appuntato qui alcune date: abbiamo portato l'argomento la prima volta in Giunta il 12 settembre, è stato approvato il 19 settembre, il primo Consiglio utile era il 24-25 settembre. A luglio c'è stato un Consiglio il 1° luglio e il 23-24-25 luglio. È vero quindi che l'atto poteva essere portato prima in una situazione di normalità, ma ci sono state le elezioni di mezzo, non mi pare che il Comune di Aosta, pur non avendo le elezioni di mezzo, abbia accelerato le sue decisioni, perché mi pare che l'adesione del Comune di Aosta sia avvenuta nell'ultimo Consiglio. La lettera non è assolutamente una lettera di richiamo: è una comunicazione fra enti, infatti ho prodotto immediatamente la copia al collega, perché non c'è nessun motivo per non produrre questi documenti e non c'è nessuna strategia dietro quello che viene imputato come un ritardo particolarmente colpevole. La lettera è una comunicazione: a seguito di quanto deciso nell'assemblea dei soci, si rammenta ai singoli soci i termini e le scadenze, come peraltro vengono riprese nella deliberazione, nel momento dell'opzione versiamo il 25% e, per versare l'altro 75%, abbiamo un termine ultimo che è il 30 settembre 2009. Non è quindi un richiamo ad una lentezza da parte dell'Amministrazione.

Mi rendo conto oggettivamente che, a causa delle elezioni, a causa di questi ridotti calendari entro i quali bisogna approvare tale opzione, i Consiglieri, soprattutto i nuovi eletti, abbiano avuto poco tempo per approfondire l'argomento. Devo anche sottolineare che c'è stata la massima collaborazione dal punto di vista dei rapporti Assessore e informatica, collega Tibaldi, perché la Commissione ha chiesto di avere il piano di sviluppo e immediatamente le è stato trasmesso tramite la rete in giornata, quindi i Consiglieri lo stesso giorno hanno avuto la documentazione senza dover fare richieste tramite l'articolo 116. Mi pare che il comportamento, dal punto di vista del rapporto Governo-Consiglio in questo caso, sia stato estremamente collaborativo, tenuto conto che la data è una data che non possiamo procrastinare, l'atto va in questa direzione... l'atto conclusivo di una decisione che è stata presa dall'assemblea dei soci.

Altro argomento è quanto è emerso dal dibattito dei singoli Consiglieri: sono riflessioni che penso anche il Governo regionale si farà carico di approfondire. È certamente un ruolo quello di questa società che andrà approfondito, guardato con attenzione; tutti conosciamo alcuni aspetti di criticità che sono quelli di nuove imprese nel settore, che molte volte lamentano un'impossibilità di operare per la concorrenza di tale società. Penso che questo sarà un tema che... il Governo già in sede di esame del provvedimento si è fatto carico di approfondirlo. Sul fatto poi del libero mercato o dell'invasività della politica mi è sembrato di sentire due interventi un po' contraddittori, perché, da una parte, il Consigliere Tibaldi, usando il termine - secondo me, fuori luogo - carrozzone, diceva: "bisogna andare nella totalità del libero mercato" e vediamo cosa succede in America quando il mercato deve regolarsi da solo...

(interruzione del Consigliere Segretario Tibaldi, fuori microfono)

... l'America l'ho citata io, ma il libero mercato lo hai citato tu!

Altri colleghi invece hanno detto che giustamente forse la politica su partecipate di questa portata dovrebbe riprendere il suo ruolo. Penso che il dibattito sia aperto e necessiti di approfondimenti, ma oggi l'atto che sottoponiamo all'approvazione del Consiglio è un atto che il Consiglio responsabilmente deve approvare.

Non condivido neanche l'analisi un po' riduttiva del collega Louvin quando dice che questo aumento di capitale è un leasing per l'insediamento della nuova sede, perché le finalità di tale aumento sono altre, non hanno nessuna finalità di tipo immobiliare. Invito l'Assemblea ad approvare il provvedimento con la disponibilità da parte del Governo e del sottoscritto di partecipare e dare tutte le informazioni che la Commissione competente riterrà opportuno ed eventualmente su questo tema fare un altro dibattito in Consiglio.

Président - La parole au Président de la Région, Rollandin.

Rollandin (UV) - Credo che diversi colleghi abbiano messo l'accento su un aspetto che è uno degli argomenti importanti su cui confrontarsi: come gli strumenti in essere, che hanno una loro storia, sono adeguati alle risposte che le nuove sfide pongono in particolare alle amministrazioni pubbliche. In merito a questo tema, siamo confrontati a diversi livelli di servizi pubblici: dai grandi comuni ai piccoli, alla Regione, agli enti, tutti sono confrontati rispetto a questo. Il primo punto che ci si pone è: come posso essere sicuro che la società partecipata - in questo caso la società che è in house, nel senso che ha tale tipo di logica - è in grado di darmi un servizio affidabile a dei prezzi che siano convenienti. Credo sia giusto fare una riflessione su questo punto, nel contempo non ritengo sia così giusto essere tranchants sul fatto che la gestione precedente abbia sotto questo profilo avuto un atteggiamento diverso. Mi permetto di difendere, perché credo vi sia stato da parte allora del Direttore e del Presidente Fabiole un certo tipo di impegno, legato anche - voglio sottolinearlo - ad una serie di accordi con l'Amministrazione regionale, perché non dimentichiamo che con l'Amministrazione regionale, almeno fino ad alcuni anni fa, vi era la gran parte del lavoro che veniva svolto, ossia c'era con il DSI un raccordo che permetteva di avere una certa finalizzazione di un'esperienza che di volta in volta l'INVA gradualmente si era fatta. Non dimentichiamo che anche l'INVA negli anni è cresciuta, credo che INVA abbia avuto anche l'intuizione di dire a quel momento, prima che vi fosse il discorso in house, che poteva andare sul mercato, tanto che questa collaborazione con il DSI che è stata importante, ha fatto crescere gente. Si diceva delle 60 persone che oggi lavorano fuori Valle, ma sono professionalità che hanno arricchito anche la risposta che INVA dà a livello regionale.

Rispetto alla problematica che l'Assessore ha spiegato dell'aumento di capitale che, come qualcuno ha detto, poteva essere visto a margine di un discorso più ampio sulla finalità, credo però sia giusto e corretto entrare nel concreto della possibilità di validare un sistema e soprattutto qui un mezzo che oggi ha una certa importanza sul mercato. Credo che su questo, legato anche alle domande che correttamente poneva il Consigliere Tibaldi... di dire: "abbiamo informatizzato, abbiamo fatto tanto a livello di Regione e Comuni, qual è il risultato concreto per l'utenza?", si sia posta una domanda che merita una risposta approfondita.

Voglio solo ricordare due cose fra gli obiettivi principali dati fin dall'inizio ai coordinatori, a tutti i direttori, che sono quelli di sviluppare nel più breve tempo una relazione di come si possono attivare dei meccanismi per ridurre al minimo le procedure, per utilizzare al meglio le banche dati esistenti. Continuiamo a chiedere documenti agli imprenditori, alla gente, che di fatto la stessa casella dell'Amministrazione ha già, non c'è un passaggio... di disponibilità di notizie che sono già in casa... che sono quelle sì disponibili. Ora questa è sicuramente un'osservazione apprezzabile, ossia quello è uno sforzo che dobbiamo fare, perché la vera domanda e la vera sfida è: ma con tutti questi strumenti, quello che spendiamo, la risposta nei confronti dell'utente e del piccolo imprenditore è valida oppure no?

Senza andare oltre nella relazione, apprezzando questi spunti, credo sia giusto che venga portata una relazione anche in Consiglio dopo l'esame in Commissione su questo tipo di procedura, sulle reali risposte ad una legittima attesa di sapere rispetto alla concorrenza cosa succede sia nei prezzi, sia nei servizi. Vorrei solo osservare - non vorrei cadere su un tema che l'esternalizzazione ha dato nei confronti di alcuni servizi, non della rilevanza di INVA -, ma voglio rappresentare che in altri settori con l'esternalizzazione si è andati ad un risparmio, ma con un servizio pessimo! Ricordo alcuni servizi minori, le pulizie, l'assistenza, fatti con l'esternalizzazione e con dei risultati pessimi! Qui c'è un altro criterio e un altro livello, lo riconosco, ma anche qui facciamo attenzione a non confondere la risposta a livello solo economico rispetto alla qualità del servizio, altrimenti giustamente, nel momento in cui andiamo ad attivare un meccanismo, dobbiamo essere in grado anche di controllarlo. Il fatto di avere in house - e credo che i colleghi Tibaldi e Lattanzi conoscano meglio di me il settore - era un modo che tutte le Regioni hanno attivato per avere una garanzia della qualità del servizio prima di tutto, ma è giusto controllare anche il rapporto prezzo-qualità, vedere se è in linea. Su questi temi quindi penso sia giusto dare una risposta che non sia frastagliata, ma che tenga conto di una possibilità di un esame più attento nell'insieme su quello che la funzione e l'attivazione di INVA hanno dato come servizio. Su questo, al di là di invitare a votare tale aumento di capitale, come è stato spiegato dall'Assessore, credo sia giusto però fare un intervento che sia più completo e che non si riduca ad una semplice risposta sulla domanda A o sulla domanda B, in questo modo credo che ci potrà essere una riflessione che vada nella direzione auspicata da più colleghi.

Président - La parole au Conseiller Rigo.

Rigo (PD) - Ero abituato in Consiglio comunale che, terminata la discussione generale, si aprisse la fase delle dichiarazioni di voto, allora attendevo... mi scusi, Presidente.

Innanzitutto devo ringraziare l'Assessore per la sua, come sempre, squisita cortesia nel farmi avere il verbale e la lettera, come il far pervenire prontamente ai Commissari la documentazione del piano industriale; non volevo disturbare l'Assessore per avere una lettera o un verbale, credevo non fosse necessario rivolgermi direttamente a lui.

Per quanto riguarda il ritardo, mi sembra che il ritardo non venga più regolato con l'orologio o con il calendario, ma che sia diventato un fatto opinabile, come in molti siamo abituati in Italia, quindi il ritardo uno lo interpreta, non è segnato da punti ben precisi che sono il calendario e gli orari, ma da un fatto di sensazioni o di avvenimenti esterni, avvenimenti che - come ha ben ricordato l'Assessore - non hanno influito rispetto al ritardo del Comune di Aosta nell'approvare questa deliberazione; credo quindi che le elezioni non c'entrino assolutamente nulla.

Terza considerazione riguardo al merito: il collega La Torre ha sicuramente molta più esperienza e competenza del sottoscritto, ha vissuto direttamente in questi anni l'evoluzione di questa società da vicino, la storia di INVA, quindi il suo giudizio ormai lo ha già dato, è liquidatorio; ne prendo atto, come ne prenda atto anche la maggioranza.

In Commissione ci siamo posti il problema di aprire un confronto sulle partecipate. Si dice molte volte che il Consiglio non ha potestà, non decide, ci dovrebbe essere la centralità del Consiglio; forse molte volte anche è il Consiglio che preferisce intervenire con interpellanze e mozioni, piuttosto che lavorare in Commissione rispetto ad un confronto sui dati di fatto, sulla documentazione. In Commissione abbiamo lanciato questa sfida di conoscere di più per farsi un'idea nel merito delle linee strategiche, quindi sono d'accordo che la politica si occupi anche di tali cose, indichi le linee strategiche e poi non se debba più immischiare. Ovviamente è giusto che, quando ci sono i Consigli di amministrazione, poi la politica deve avere le porte chiuse nei confronti degli stessi. Il Presidente della Regione si è posto delle domande intelligenti e importanti, a cui credo che questo Consiglio e i lavori della Commissione potrebbero dare una risposta, ma cosa ha cambiato nei rapporti con il cittadino tutta questa moltitudine di società e quindi la presenza di tali società nell'Amministrazione regionale? Non sono così tranchant come il Presidente Rollandin che ha detto: "è tutto sbagliato esternalizzare", perché ci sono dei servizi esternalizzati che sono molto di qualità...

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

... certo, ci sono dei rischi e dei limiti, certo ci deve essere il controllo e le linee che diamo all'esternalizzazione devono essere ben chiare, ma deve esserci anche il controllo, non può la partecipata o l'esternalizzazione andare per suo conto. Spero che in Commissione, anzi sono sicuro che in Commissione vi sia da parte dei Commissari la volontà di fare questo confronto nel merito, senza voler fare delle dietrologie, valutare quello che è stato e quello che è per andare a migliorare il rapporto fra la pubblica amministrazione e i cittadini; di questo hanno bisogno i cittadini, le imprese, le società che quotidianamente molte volte si scontrano con quegli apparati burocratici, dietro cui molte volte la politica si trincera.

Proprio perché non siamo entrati nel merito rispetto a questo atto, che in sé non ci dice molto, il nostro gruppo si asterrà dalla votazione.

Président - La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (FA) - Solo un'osservazione all'intervento del Consigliere Rigo, che si fa interprete dei miei pensieri, quindi io sarò più chiaro. Non sono stato tranchant nei confronti di INVA, ma di una gestione, quella di Fabiole, perché è ora di dire basta a chi vuol fare il manager dello Stato... ossia privato con i soldi dello Stato o delle pubbliche amministrazioni. Non ci si deve comportare così, è un modo scorretto e questo vale per tutto, vale anche per gli impianti a fune: chi fa il manager e opera all'interno di partecipate, lo deve fare con una responsabilità, ma sotto un indirizzo politico e non pensando di essere un manager privato con i soldi pubblici! Facevo quindi riferimento tranchant alla "gestione Fabiole", per essere più chiaro.

Président - Je soumets au vote l'objet n° 28.1:

Conseillers présents: 34

Votants: 26

Pour: 23

Abstentions: 8 (Bertin, Cerise Giuseppe, Chatrian, Donzel, Fontana Carmela, Louvin, Morelli Patrizia, Rigo)

Contre: 3

Le Conseil approuve.

Président - Avec cette votation nous avons achevé les travaux de cette séance du Conseil régional. Le Conseil régional est convoqué samedi matin à 9 heures.

La séance est levée.

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La session ordinaire se termine à 13 heures.