Objet du Conseil n. 3385 du 19 mars 2008 - Resoconto
OGGETTO N. 3385/XII - Interrogazione: "Progetto di teleriscaldamento per il Comune di Aosta".
Interrogazione
Premesso che, già alcuni anni or sono, studi compiuti su di un'ipotesi di teleriscaldamento per il Comune di Aosta dichiaravano auspicabile questa forma di energia, con una previsione di copertura per almeno 10.000 m3 di abitazioni ed un possibile ritorno di investimenti nell'arco di 6-7 anni; progetti invero scartati dall'Amministrazione regionale, impegnata allora in cospicui investimenti nella metanizzazione del territorio valdostano;
Vista la recente convenzione stipulata tra il Comune di Aosta e la società TELCHA, incaricata di realizzare la rete e la costruzione della centrale termica nella ex area Cogne, secondo il progetto di teleriscaldamento che la citata società ha presentato;
Constatato che, secondo le notizie apparse sui giornali, l'opera ha un costo previsto di 50 milioni di euro e un tempo di esecuzione presunto di 5 anni; che l'energia prodotta dovrebbe ridurre in modo consistente l'inquinamento derivante da C02 e da polveri sottili, nonché produrre un notevole risparmio di combustibile fossile;
Considerato che, sempre secondo notizie giornalistiche, solo il 30% dell'energia prodotta deriverebbe dall'utilizzo dell'acqua calda residua erogata dalla Cogne, mentre il restante 70% comunque sarebbe fornito dalla rete del metano;
Atteso che la società Telcha risulta essere composta da soci privati che essenzialmente hanno una funzione egemone nel campo dell'energia elettrica valdostana;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
l'Assessore regionale competente per sapere:
1) quale sia in effetti la percentuale di teleriscaldamento prodotto con l'acqua calda, residuo delle lavorazioni nello stabilimento Cogne e quale invece quella prodotta con il metano;
2) quali sono le proiezioni di costo previste nei prossimi 5-6 anni, soprattutto a riguardo del metano, per il quale si prevedono trend di crescita del prezzo;
3) quali sono le prospettive produttive della Cogne, sulle quali certamente si deve basare la produzione di acqua calda residua;
4) quale ruolo deve avere l'Amministrazione regionale in questa iniziativa, sia dal punto di vista degli indirizzi e della gestione, sia per quanto riguarda l'eventuale impegno finanziario.
F.to: Bortot
Président - La parole à l'Assesseur aux activités productives et aux politiques du travail, La Torre.
La Torre (FA) - Le domande del collega Bortot sono molto chiare e anche semplici, quindi risponderò in modo sintetico.
La sua prima domanda è quale sia in effetti la percentuale di teleriscaldamento prodotto con l'acqua calda; l'energia derivante da "CAS" e quindi dalla pompa di calore, al massimo del regime, risulta pari al 25% della produzione.
La seconda: "quali sono le proiezioni di costo previste nei prossimi 5-6 anni...", e qua mi viene da ridere, perché se riuscissi a fare le previsioni dei costi dei prossimi 5-6 anni del petrolio, potremmo diventare ricchi tutti mentre tutti piangono, nel senso che potremmo prevedere gli aumenti dei costi, quindi fare un mercato di borsa di queste cose, ma in realtà non siamo in grado di prevederlo, anche perché leggiamo sui giornali che ogni tetto che sembra invalicabile, quello dei 100 $ o dei 107 $ continua a salire, quindi oggi lei mi sopravvaluta, posso fare il guru, ma non il para-guru... non posso dare risposte di questo tipo...
Terza domanda: "quali sono le prospettive produttive della Cogne, sulle quali certamente si deve basare la produzione di acqua calda residua"... intanto va detto che quando parliamo del rapporto di collaborazione con la "Cogne" e quindi della pompa di calore, stiamo parlando di una collaborazione al 25% di cui non abbiamo strettamente necessità, perché questo tipo di produzione può essere facilmente sostituta da altre fonti...
(interruzione del Consigliere Bortot, fuori microfono)
... non so se è peggio o meglio, io le dico i dati... le considerazioni le trae poi lei...
Non è indispensabile, ma è evidente che è utilissima questa produzione di calore di cogenerazione, è evidente che l'interesse di tutti è di utilizzarla, ma se ne può fare anche a meno. Le produzioni possono essere integrate attraverso caldaie e gas metano, possono essere integrate con gli accumuli, si parla di 4.000 metri cubi di acqua calda e quindi operazioni di cogenerazione stessa, pertanto la pompa di calore è utile, ma non indispensabile. Tutto il meccanismo è stato congegnato per poter funzionare anche a compartimenti, quindi per fare in modo che il servizio di teleriscaldamento sia continuamente erogato, al di là delle condizioni di variazione delle fonti di approvvigionamento. C'è una nota che mi fanno avere, dove fanno riferimento che anche in assenza di approvvigionamento di "CAS", si potrà mungere da pozzi industriali già presenti o prelevare acque industriali di superficie anche non potabili, con successiva restituzione.
Quale ruolo deve avere la pubblica amministrazione in questa iniziativa? Intanto deve avere un ruolo di controllo, perché è stato presentato un "business plan", degli obiettivi che hanno un'interazione con la collettività, la collettività deve trarre beneficio da questa iniziativa. Viene favorita l'iniziativa nei modi previsti dalla legge, quindi con erogazioni di finanziamenti e con utilizzo di terreni pubblici, ma in termini di controllo dobbiamo verificare che tutte le azioni che sono state garantite nel momento in cui si è presentata "l'operazione teleriscaldamento" siano portate in atto e questo è un controllo che faremo insieme al Comune di Aosta, che è il beneficiario e primo attore di questa situazione. Al di là del controllo e della verifica che la collettività tragga i benefici che sono stati presentati, credo che poi noi dobbiamo limitarci a semplificare le procedure, perché è un'operazione che, al di là di quello che si può dire sulle fonti di approvvigionamento - so che è l'argomento che le interessa -, va a beneficio della collettività. Sappiamo cosa costa oggi riscaldarsi, sappiamo cosa costa per le famiglie di Aosta, sappiamo che un teleriscaldamento può produrre un risparmio del 20-30%, in termini generali non è tantissimo, ma di questi tempi è un obiettivo da perseguire. Se poi riusciremo anche con la certificazione energetica ad avere degli edifici che siano più coibentati, integrati con i pannelli solari ed altri sistemi, insieme al teleriscaldamento raggiungeremo anche ad Aosta degli equilibri economici di risparmio notevolissimi con soddisfazione dei Valdostani.
Presidente - La parola al Consigliere Bortot.
Bortot (Arc-VA) - Devo dire che non sono per niente soddisfatto... lei riesce a dirmi che i cittadini di Aosta risparmieranno dal 20 al 30% sul riscaldamento e non riesce a fare le previsioni del prezzo del metano fra 5 anni, perché è stato stabilito che questi lavori saranno ultimati fra 5 anni... non saranno 5 anni... glielo dico io, Assessore!
Il metano aumenta l'8% all'anno, salvo problemi di approvvigionamento, perché lei sa che in quell'area geografica, Russia e Ucraina, se le stanno dando per adesso sul piano del gas e speriamo che rimanga lì, c'è chi interrompe, chi non lascia passare, l'altro che dice: "fatemi questo prezzo", e via dicendo...
C'è una domanda di Cina, India, i Paesi emergenti, che fa paura e non solo di petrolio, e noi imbastiamo questa operazione spacciando ai cittadini di Aosta che avranno una riduzione del 20% della bolletta del riscaldamento... È un'operazione propagandistica, è stata fatta la società "Telcha" con una quota non indifferente di partecipazione della "CVA", è stata rifilata al Comune di Aosta, è stata fatta una convenzione fra il Comune di Aosta e la "Telcha" che vi invito a leggere... è di un generico che fa paura!
Mi dice che la Regione ha solo funzioni di controllo... allora dico: chi paga i costi di sollevazione per l'ennesima volta delle strade di Aosta? Pensavo che lei mi rispondesse che le proiezioni future della "CAS" sono a 10-20 anni, invece non me lo dice, addirittura mi dice che l'unica cosa seria di questa operazione, perché il teleriscaldamento è un'operazione seria, è che si fa con fonti rinnovabili, cioè l'unica cosa seria è che perlomeno il 30% - l'Assessore ha detto il 25% - del teleriscaldamento la fonte energetica è l'acqua calda di raffreddamento degli impianti della "Cogne", adesso l'Assessore mi viene a dire: guardate che la "Cogne" non è così indispensabile, perché se cessasse l'attività - speriamo non molto presto - addirittura noi potremmo integrare quel 25% dell'impianto di teleriscaldamento con l'acqua calda di raffreddamento degli impianti con un'ulteriore fonte energetica finita, perché il metano è una fonte energetica finita. Allora non sappiamo i costi del metano, andiamo a risollevare la città di Aosta, andremo ad interferire...
(interruzione dell'Assessore La Torre, fuori microfono)
... va bene, ma i costi di questa operazione, qui l'unico interesse ce l'ha la "Telcha", che sono i 4 soci: la "Cogne", i due privati e la "CVA", ma non sono scemi perché i quattrini li fanno nel fare...
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
... sono d'accordo su questo, ma ci rendiamo conto che andiamo a sollevare Aosta e poi i cittadini non si allacciano perché il teleriscaldamento viene a costare troppo! E i costi economici e sociali di questa operazione? Ma stiamo scherzando? È questo che voglio sottolineare: qui c'è una sottovalutazione dell'Amministrazione regionale e penso anche del Comune di Aosta di questa operazione, che oggi, con la fonte energetica principale che è il metano, che è fonte finita, non sta in piedi, oggi, starà sempre meno in piedi fra 5 anni... è questo che vorrei che si valutasse...
(interruzione del Consigliere Ottoz, fuori microfono)
... grazie, collega Ottoz, non ci avevo pensato, veramente è una cosa pazzesca, questa cosa mi apre un orizzonte... quindi dovremo produrre più immondizia perché la infiliamo nel termovalorizzatore per poterci riscaldare... sì, tutto chiaro adesso, non osavo dire questa cosa...
Adesso ho finito il tempo, vorrei che il prossimo Consiglio regionale tornasse su questo argomento, questa è un'operazione economico-finanziaria di alcune aziende delle quali una è anche nostra, che non sta in piedi. Ribalteremo la città di Aosta e non sta in piedi, a meno che mettiamo chilometri quadrati di pannelli solari nei tetti degli edifici che costruiremo. E soprattutto lo stesso risultato finanziario lo avremo se utilizziamo questa spesa finanziaria per la legge che andiamo ad approvare sull'edilizia sostenibile: allora sì che i cittadini avranno un risparmio energetico reale! Altrimenti... continuiamo a buttar acqua in un secchio bucato!
Presidente - Permettetemi di riepilogare sui progetti di legge tutte le relazioni e gli emendamenti presentati alla presidenza.
Le relazioni depositate sono da parte del Consigliere Fey sul disegno di legge n. 209 e n. 206, della collega Charles sul disegno di legge n. 193, dei Consiglieri Maquignaz e Vicquéry sul n. 177, del Consigliere Lanièce sul disegno di legge n. 203 e n. 205.
Emendamenti presentati:
- sull'oggetto n. 29 dell'ordine del giorno, disegno di legge n. 205: 26 emendamenti del "Partito Democratico", 2 emendamenti dei colleghi dell'"Arcobaleno", 2 emendamenti del Presidente Caveri e del Consigliere Lanièce;
- sull'oggetto n. 30, Piano faunistico: 2 emendamenti dell'Assessore Isabellon, 11 emendamenti del gruppo "Arcobaleno";
- sull'oggetto n. 32, disegno di legge n. 209: 5 emendamenti del "Partito Democratico";
- sull'oggetto n. 34, disegno di legge n. 177: 65 emendamenti del "Partito Democratico", 10 emendamenti del gruppo "Arcobaleno";
- sull'oggetto n. 35, disegno di legge n. 206: 1 emendamento dell'Assessore Marguerettaz, 24 emendamenti del "Partito Democratico", 1 emendamento del gruppo "Arcobaleno";
- sull'oggetto n. 36: 3 emendamenti del "Partito Democratico", 3 emendamenti del gruppo "Arcobaleno";
- sull'oggetto n. 38, disegno di legge n. 197: 30 emendamenti del "Partito Democratico", 1 emendamento del gruppo "Arcobaleno";
- sull'oggetto n. 40, disegno di legge n. 193: 4 emendamenti dell'Assessore Cerise.
Tutto questo vi sarà distribuito.
