Compte rendu complet du débat du Conseil régional. Les documents ci-joints sont disponibles sur le lien "iter atto".

Objet du Conseil n. 3369 du 5 mars 2008 - Resoconto

OGGETTO N. 3369/XII - Disegno di legge: "Disposizioni urgenti in materia di agricoltura e di sviluppo rurale. Modificazioni alle leggi regionali 12 dicembre 2007, n. 32, 16 novembre 1999, n. 36, e 26 aprile 2007, n. 7".

Articolo 1

(Modificazioni all'articolo 50 della legge regionale 12 dicembre 2007, n. 32. Investimenti nelle aziende agricole)

1. La lettera e) del comma 1 dell'articolo 50 della legge regionale 12 dicembre 2007, n. 32 (Legge finanziaria per gli anni 2008/2010), è sostituita dalla seguente:

"e) realizzazione di impianti di biogas per l'autoconsumo.".

2. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 50 della l.r. 32/2007, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ". Detta maggiorazione non si applica agli investimenti che comportano un aumento della capacità produttiva".

Articolo 2

(Modificazioni all'articolo 53 della l.r. 32/2007. Aiuti relativi a fitopatie e infestazioni parassitarie)

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 53 della l.r. 32/2007 è aggiunto il seguente:

"3bis. La compensazione delle perdite è calcolata esclusivamente in relazione al valore di mercato delle colture distrutte dalle fitopatie o infestazioni parassitarie o delle colture distrutte per disposizione delle competenti autorità nell'ambito di programmi pubblici obbligatori di prevenzione o eradicazione e alle perdite di reddito dovute a difficoltà di reimpianto.".

2. Dopo il comma 3bis dell'articolo 53 della l.r. 32/2007, introdotto dal comma 1, è aggiunto il seguente:

"3ter. Gli aiuti non devono riferirsi a malattie per le quali la legislazione comunitaria fissa oneri specifici per le misure di controllo.".

3. Dopo il comma 3ter dell'articolo 53 della l.r. 32/2007, introdotto dal comma 2, è aggiunto il seguente:

"3quater. Gli aiuti non devono riferirsi a misure per le quali la legislazione comunitaria stabilisca che i relativi costi sono a carico delle aziende agricole, a meno che il costo di tali misure di aiuto non sia interamente compensato dagli oneri obbligatori imposti ai produttori.".

4. Dopo il comma 3quater dell'articolo 53 della l.r. 32/2007, introdotto dal comma 3, è aggiunto il seguente:

"3quinquies. I regimi di aiuto devono essere introdotti entro tre anni dal verificarsi delle spese o delle perdite. Gli aiuti devono essere versati entro quattro anni dal verificarsi delle spese o delle perdite.".

Articolo 3

(Modificazioni all'articolo 54 della l.r. 32/2007. Aiuti per perdite dovute ad avversità atmosferiche)

1. Il comma 3 dell'articolo 54 della l.r. 32/2007 è sostituito dal seguente:

"3. Ai fini della concessione degli aiuti di cui al comma 1, la riduzione del reddito è calcolata sottraendo il risultato ottenuto moltiplicando i quantitativi prodotti nell'anno in cui si sono verificate le avversità atmosferiche per il prezzo medio di vendita ottenuto in tale anno dal risultato ottenuto moltiplicando i quantitativi medi annui prodotti nei tre anni precedenti per il prezzo medio di vendita ottenuto durante lo stesso periodo di riferimento.".

2. Dopo il comma 6 dell'articolo 54 della l.r. 32/2007, è aggiunto il seguente:

"6bis. I regimi di aiuto devono essere introdotti entro tre anni dal verificarsi delle spese o delle perdite. Gli aiuti devono essere versati entro quattro anni dal verificarsi delle spese o delle perdite.".

Articolo 4

(Modificazione all'articolo 55 della l.r. 32/2007. Aiuti per il pagamento di premi assicurativi)

1. Dopo il comma 2 dell'articolo 55 della l.r. 32/2007, è aggiunto il seguente:

"2bis. Gli aiuti non devono ostacolare il funzionamento del mercato interno dei servizi assicurativi e non devono essere limitati ad un'unica compagnia di assicurazioni o a un unico gruppo assicurativo comprendente diverse compagnie, né essere subordinati alla stipula di un contratto assicurativo con un'impresa stabilita in Valle d'Aosta.".

Articolo 5

(Modificazione all'articolo 58 della l.r. 32/2007. Aiuti diretti a promuovere il miglioramento della qualità dei prodotti agricoli)

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 58 della l.r. 32/2007, è aggiunto il seguente:

"3bis. Gli aiuti devono essere accessibili a tutti i soggetti ammissibili sulla base di criteri oggettivamente definiti. Qualora i servizi di cui al presente articolo siano prestati da organizzazioni di produttori o da altre organizzazioni agricole di mutuo sostegno, l'appartenenza a tali organizzazioni non deve costituire una condizione per avere accesso al servizio. Gli eventuali contributi dei non soci ai costi amministrativi dell'organizzazione o dell'associazione devono essere limitati ai costi in proporzione al servizio prestato.".

Articolo 6

(Modificazioni all'articolo 60 della l.r. 32/2007. Assistenza tecnica alle aziende operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli).

1. La rubrica dell'articolo 60 della l.r. 32/2007 è sostituita dalla seguente: "Assistenza tecnica e altri aiuti di importanza minore alle aziende operanti nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli".

2. Dopo la lettera c) del comma 1 dell'articolo 60 della l.r. 32/2007, è aggiunta la seguente:

"cbis) a valorizzare i sottoprodotti.".

Articolo 7

(Modificazioni all'articolo 75 della l.r. 32/2007)

1. Al comma 1 dell'articolo 75 della l.r. 32/2007, le parole: "novanta giorni" sono sostituite dalle seguenti: "centottanta giorni".

Articolo 8

(Sostituzione dell'articolo 12 della legge regionale 16 novembre 1999, n. 36. Controlli e promozione delle produzioni agricole ottenute mediante metodi biologici)

1. L'articolo 12 della legge regionale 16 novembre 1999, n. 36 (Disposizioni in materia di controlli e promozione per le produzioni agricole ottenute mediante metodi biologici), è sostituito dal seguente:

"Articolo 12

(Interventi finanziari)

1. Al fine di contribuire alle spese sostenute per il controllo e la certificazione del processo produttivo, possono essere concessi aiuti, sotto forma di servizi agevolati che non comportino pagamenti diretti in denaro, ai produttori agricoli e ai raccoglitori dei prodotti spontanei iscritti nelle corrispondenti sezioni dell'elenco regionale di cui all'articolo 7.

2. La Giunta regionale individua, con propria deliberazione, i servizi agevolati e le relative modalità di erogazione. L'ammontare degli aiuti non può comunque superare il 100 per cento della spesa relativa ai servizi agevolati.

3. Gli aiuti devono essere accessibili a tutti i soggetti ammissibili sulla base di criteri oggettivamente definiti. Qualora i servizi di cui al comma 1 siano prestati da organizzazioni di produttori o da altre organizzazioni agricole di mutuo sostegno, l'appartenenza a tali organizzazioni non deve costituire una condizione per avere accesso al servizio. Gli eventuali contributi dei non soci ai costi amministrativi dell'organizzazione o dell'associazione devono essere limitati ai costi in proporzione al servizio prestato.

4. Ai preparatori iscritti nella corrispondente sezione dell'elenco regionale di cui all'articolo 7 possono essere concessi aiuti al fine di contribuire alle spese sostenute per il controllo e la certificazione del processo produttivo; detti aiuti sono concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti di importanza minore (de minimis).

5. Gli interventi finanziari della presente legge non sono cumulabili con analoghi benefici previsti da leggi regionali aventi per oggetto le stesse spese.".

2. Dopo le parole: "regolamento CEE n. 2092/91", ovunque esse ricorrano nella l.r. 36/1999, sono inserite le seguenti: "e successive modificazioni e integrazioni".

Articolo 9

(Modificazioni alla legge regionale 26 aprile 2007, n. 7. Attribuzioni dell'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (AREA VdA))

1. Dopo il comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 26 aprile 2007, n. 7 (Istituzione dell'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste (AREA VdA)), è inserito il seguente:

"4bis. All'Agenzia possono essere inoltre affidate, con le modalità stabilite con deliberazione della Giunta regionale, le funzioni di Autorità di certificazione dei programmi finanziati a valere su risorse comunitarie e statali per il periodo 2007/2013.".

2. La lettera b) del comma 1 dell'articolo 6 della l.r. 7/2007 è sostituita dalla seguente:

"b) il trasferimento ordinario regionale per il funzionamento dell'Agenzia, compreso l'esercizio delle funzioni affidate ai sensi dell'articolo 2, comma 4bis;".

Articolo 10

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Presidente - La parola al relatore, Consigliere Borre.

Borre (UV) - Il disegno di legge n. 207 apporta essenzialmente modifiche a due leggi del settore agricolo, recependo osservazioni della Commissione europea: la prima, appena approvata da questa Assemblea e inserita nella finanziaria, (titolo III legge n. 32/2007); la seconda riguardante l'Agenzia per i pagamenti degli aiuti agricoli, legge n. 7/2007. Ci troviamo dunque a dover apportare alcune modifiche agli articoli del titolo III della finanziaria a soli tre mesi dalla sua approvazione.

Più che illustrare quanto già contenuto nella relazione, mi preme ripercorrere la genesi di questo disegno di legge. Ricordo intanto che l'inserimento in finanziaria dei cosiddetti "aiuti di Stato" in agricoltura aveva avuto lo scopo di rendere l'iter di approvazione più rapido e quindi di consentire all'Assessorato competente di poter operare immediatamente all'inizio del 2008. Bisogna poi ricordare che gli aiuti in agricoltura, previsti dalla nostra legge, erano stati definiti nell'ambito del regolamento cosiddetto "di esenzione", ossia: rimanendo all'interno delle regole di quel regolamento comunitario si può evitare la lunga procedura di notifica, di esame da parte della Commissione, di negoziato e di approvazione finale.

È successo invece che nei dieci giorni successivi alla comunicazione a Bruxelles della legge regionale sono arrivate delle osservazioni da parte dei servizi comunitari ad alcuni degli articoli contenuti nella legge. In pratica la Commissione ha espresso dei dubbi circa la conformità dei nostri articoli alle disposizioni del regolamento utilizzato e, sulla base di questi dubbi, ha chiesto alle autorità italiane di fare delle modifiche puntuali. Bisogna essere molto chiari su questo punto: non si tratta di questioni di legittimità degli aiuti o di modifiche che cambino la sostanza degli aiuti, ma di pure manutenzioni formali!

Riassumendo: sulla base dei dubbi formulati dai funzionari comunitari, questa Assemblea legislativa è chiamata ad apportare alcune modifiche formali al testo della legge regionale n. 32 del 2007. È un modo di procedere piuttosto contorto, ma l'Assessorato dell'agricoltura aspetta queste modifiche per poter rendere attivi quegli aiuti. Di qui il disegno di legge, la dichiarazione d'urgenza, l'immediato esame da parte della III Commissione, che l'ha approvato all'unanimità.

Davvero questo, che è ben più di un episodio, deve far rifletter sul reale grado di autonomia legislativa che è rimasta a questa Assemblea, almeno in campo agricolo.

Oltre ai ritocchi chiesti dai servizi comunitari, all'articolo 6 è stato introdotto un sostegno per la valorizzazione dei sottoprodotti agricoli e all'articolo 7 si eleva a 6 mesi il tempo per la definizione delle deliberazioni attuative. L'articolo 9 porta invece modifica alla legge istitutiva dell'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. Si tratta di prevedere tra le funzioni di AREA anche quella di certificazione dei programmi finanziati dai fondi strutturali. In pratica, si va a meglio esplicitare quanto già contenuto all'articolo 6 della legge istitutiva. Il Dipartimento politiche strutturali e affari europei ha infatti previsto, nell'ambito della semplificazione, di attribuire la funzione di certificazione ad una struttura già esistente.

Si dà atto che dalle ore 18,48 presiede il Vicepresidente Tibaldi.

Presidente - È aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Bortot.

Bortot (Arc-VA) - Non abbiamo nessuna difficoltà a votare questa legge, c'è però un aspetto che vogliamo sottolineare.

Nell'ultima adunanza del Consiglio abbiamo presentato un'interpellanza per capire gli intoppi che si frapponevano, da parte dell'UE, all'approvazione del Piano di sviluppo rurale. L'Assessore ci aveva risposto dicendo che non c'era nessun tipo di problema: il piano è stato approvato (la notizia era del giorno precedente) e poi ci troviamo con un disegno di legge per recepire tutte le osservazioni sollevate dall'UE.

Sono andato in giro a dire agli agricoltori di non preoccuparsi (perché c'è fibrillazione nel settore, che riguarda i compensi, i contributi, le erogazioni...) in quanto l'Assessore ha detto che non vi sono problemi, il Piano di sviluppo rurale è stato approvato.

Quindi - è già successo con altri Assessori, - vorrei più correttezza nei nostri confronti: l'Assessore - e credo la maggioranza - sapeva che c'era una serie di obiezioni da parte dell'UE rispetto alla problematica Piano di sviluppo rurale regionale. Avevo anche sollevato il problema degli interessi: avevo sottolineato che alcune proposte di modifica, e alcuni ritardi, erano dovuti ad interessi personali su chi ha steso quel Piano di sviluppo rurale (mi è stato ribadito da questa proposta di disegno di legge) e quindi, ripeto, nella misura in cui voteremo questo disegno di legge solleviamo una serie di osservazioni.

Non è che possiamo aprire gli uffici a Bruxelles (con la Liguria e il Piemonte) per rappresentarci con l'Euroregione e non andare a muso duro con la CE rispetto a una serie di osservazioni che ci hanno sollevato. Abbiamo fatto un convegno sul biogas a Pollein 15 giorni fa, abbiamo detto che per la legge finanziaria dello Stato dello scorso anno il biogas è un'attività a tutti gli effetti assimilata alle produzioni agricole, (quindi non è che occorre fare delle aziende per fare il biogas) e adesso scopriamo che l'UE ci comunica che le aziende possono fare il biogas con tutti i criteri che sono emersi in quel convegno, e di cui è giusto tener conto, solo per l'autoconsumo.

Allora capite che se un'azienda ha 400 mucche e produce biogas, per la dimensione dell'azienda, il numero delle persone, la quantità di energia che consuma, va bene l'autoproduzione; ma vorrei capire se per autoproduzione si intende anche quella dei nostri agricoltori che si consorziano, e se, a quel punto, quello che producono supera di un minimo il livello dell'alto consumo, non vengono riconosciuti i contributi necessari per quei tipi di impianti.

Non so chi va a Bruxelles, ossia... abbiamo il postino che manda le nostre leggi alla CE, ce le guardano e inviano osservazioni, noi le recepiamo ed è finita così ... Ma c'è una trattativa? C'è qualcuno che va a Bruxelles, c'è un incontro con un commissario a nome di tutti gli agricoltori di montagna? C'è una trattativa aperta, c'è un rispetto delle nostre prerogative?

Ripeto, noi votiamo questa proposta perché non possiamo adesso aprire un contenzioso con l'UE, ma questi capiscono qualcosa di agricoltura di montagna? Questo vorrei capire, e non sono qui a difendere, "tout court", l'agricoltura di montagna! Ma se non riusciamo a far sì che a Bruxelles capiscano che l'agricoltura di montagna è un problema di manutenzione del territorio montano, non ne verremo mai a capo, perché tutte le direttive sono basate su presupposti riferiti ad aziende di una certa dimensione. Se non apriamo un contenzioso con Bruxelles sulla agricoltura di montagna, andremo gradualmente - una volta diciamo che è Bruxelles, un'altra volta diciamo che è Roma, non abbiamo mai nessuna responsabilità - a soffocare, con tutta una serie di imposizioni che ci derivano da chi non conosce questa realtà, l'intero comparto agricolo della nostra Regione!

Presidente - Ricordo che il disegno di legge ha ricevuto un parere unanime favorevole dalla III Commissione e che quest'ultima ha predisposto un emendamento - che dopo esamineremo - all'articolo 3.

La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Questo disegno di legge, già lo dico ora, il "Partito Democratico" lo voterà con convinzione, però è portatore di due problemi rilevanti, che in parte sono stati evidenziati dal collega Bortot.

Il primo è rispetto alla sede di Bruxelles. Noi, più volte - mi dispiace che non sia presente il Presidente della Regione, perché è a lui che ci eravamo rivolti - abbiamo qui evidenziato la scarsa dotazione di personale della sede. Non è così importante avere 500 mq nella via Tal dei Tali, che dovremo riempire con i funzionari della Camera di commercio del Piemonte e della Valle d'Aosta, per fare attività, ci vogliono le persone competenti.

Le persone competenti si costruiscono negli anni, si costruiscono facendo dei contratti che consentano di avere delle prospettive; il risultato dell'ufficio di Bruxelles è che ha avuto cinque responsabili diversi negli ultimi 5 anni! Adesso il Responsabile sta resistendo di più, e speriamo che duri più a lungo, ma quelli che sono stati l'anello di congiunzione di tutti questi anni, a furia di andare avanti a contratti annuali con "Finaosta", alla fine hanno cercato qualcosa di meglio e oggi uno è alla rappresentanza del Ministero delle finanze negli USA, (cioè non un posticino propriamente di second'ordine) a fare del lavoro per gli USA e non per la Valle d'Aosta!

È chiaro che poi diventa difficile avere i canali giusti con Bruxelles! So che l'Assessore Isabellon si è anche recato personalmente a Bruxelles, in alcune occasioni, per valutare questi aspetti, ma lì è il meccanismo che è sbagliato.

I funzionari degli Assessorati devono interagire con il nostro Ufficio di rappresentanza di Bruxelles, che dovrebbe avere dei funzionari in luogo che fanno il lavoro di interfaccia con la Commissione, e attraverso loro andare a chiedere lumi negli uffici, andare a vedere nelle commissioni tecniche, andare a fare il lavoro di preparazione di tutti i nostri provvedimenti! Non si deve pensare, come invece stiamo facendo oggi, che una gita, una volta tanto, a Bruxelles riesca a risolvere i problemi, perché non è così, perché i problemi si risolvono quando ci sono delle conoscenze consolidate, approfondite e costruite negli anni.

Ho fatto l'esempio, quando si parlava di Bruxelles, della Regione Toscana che da 12 anni, dall'apertura, ha sempre lo stesso funzionario; è chiaro che costui, in 12 anni, si è costruito delle entrature impressionanti in tutte le varie istituzioni! Quando noi arriviamo lì e chiediamo chi rappresenta la Valle d'Aosta, è sempre una faccia nuova! È chiaro che poi non si costruisce nulla!

E allora viene fuori - qui c'è il secondo problema - che facciamo una legge sull'Agenzia regionale delle erogazioni in agricoltura, e tre mesi dopo la dobbiamo smentire: questo non va bene! Non è colpa dell'Assessore né della Commissione, che ha lavorato bene, ma è evidente che i meccanismi di coordinamento fra Aosta e Bruxelles non vanno bene.

Ci sono i soliti antieuropeisti dell'estrema Sinistra che gridano "Bruxelles ladrona", eccetera: queste posizioni (mi scusi il collega Bortot) fanno ridere, non è questo! Bruxelles fa il suo lavoro: dobbiamo essere noi capaci di interpretare quello che è il nostro referente, perché in agricoltura ormai per il 99% delle decisioni non è più Roma, è Bruxelles, e allora lì dobbiamo costruire! Che ci sia un funzionario, visto che la politica agricola è essenziale per l'Europa, che fra il 30-40% del budget europeo si riferisce all'agricoltura, che in Valle d'Aosta spendiamo più di 100 milioni di euro all'anno per il Piano di sviluppo rurale, ripeto, vogliamo che ci sia un rappresentante dell'agricoltura a Bruxelles, che si occupi di questo? Vogliamo fare in modo che ci sia un referente? Perché è chiaro che i referenti che ci sono adesso devono essere un po' dei tuttologi, perché sono in 2: c'è un'impiegata che coordina la parte amministrativa e poi ci sono due persone, di cui una precaria di "Finaosta" e l'altra un caposervizio di nomina fiduciaria! Quindi, di personale strutturato della nostra amministrazione, non abbiamo nessuno, a Bruxelles! E poi vengono fuori questi problemi!

Ma vogliamo capire che è il momento di mandarcene almeno uno per l'agricoltura! Vicino a lei c'è l'Assessore Fosson, ma non mi sembra che ci sia bisogno, per adesso, di un funzionario della Sanità, perché le questioni sanitarie con Bruxelles sono per ora molto limitate, ma in agricoltura è determinante che ci sia un funzionario che capisca, che abbia la possibilità di interagire! Non c'è bisogno di partire da qua e di andare a Bruxelles, se abbiamo un funzionario esperto in materia, ma deve essere uno a cui non puoi dare trecentomila incarichi, ma gli si deve dire: "tu ti occupi di agricoltura!". Allora, un funzionario che in sede ha dimostrato capacità etc., lo si invia a Bruxelles, ma non per sei mesi, ma per quattro o cinque anni, in modo da avere la possibilità di costruire questi rapporti, questi dossier. Poi, quando si presenteranno i problemi, il funzionario di Aosta, al limite, va a Bruxelles a parlare con il nostro funzionario che è lì, poi sarà lui che si attiverà; dall'altra parte il Commissario europeo dell'agricoltura avrà davanti sempre la stessa persona, cioè il rappresentante tecnico della Valle d'Aosta. Quindi non incorreremo più in queste corse all'ultimo minuto per salvare i contributi e le erogazioni in agricoltura! Non stiamo a discutere sull'obiettivo della legge, ma dobbiamo capire che questo è il percorso.

La seconda osservazione riguarda la costruzione della legge che abbiamo accelerato. Noi eravamo fra quelli che hanno cercato di far aprire prima possibile l'AREA, perché era essenziale (mi diceva l'Assessore stamani che i risultati sono anche incoraggianti, quindi tutto bene) però la fretta ci ha fatto fare un gattino cieco, nel senso che abbiamo presentato un progetto di legge che, pochi mesi dopo, non andava bene.

Allora credo che anche nel lavoro di Commissione bisognerebbe tener conto che quando l'opposizione chiede di fare maggiore attenzione, non è che abbia sempre atteggiamenti dilatori o ostruzionistici, ma è perché probabilmente qualcosa non funziona bene.

Non dico che tutti i progetti di legge siano approvati con il parere scritto dell'UE, così come ce l'abbiamo del CELVA, ma quanto meno che la struttura competente in materia ci mandi una frase, una relazione, un piccolo scritto in cui si dice: "per quanto riguarda tutti i riferimenti europei, è conforme a questo e a quell'altro...", questo è un documento che dovremmo rendere routinaria, in modo che i Consiglieri possano vedere che questo non è solo compatibile con la normativa statale e regionale ma anche con quella comunitaria.

È uno sforzo grosso che dobbiamo fare, ma quando ci chiamiamo "carrefour d'Europe", e poi cadiamo su questi problemi, dimostriamo che siamo una realtà troppo chiusa in sé stessa. Ci siamo abituati a un certo modo di essere che ha funzionato bene per tanti anni, ma che adesso necessita di grossi cambiamenti.

Vi do solo un dato per farvi capire: la rappresentanza della Baviera, che però è un "Land" molto più grande della nostra Regione, è un palazzo contornato da un enorme parco in cui lavorano 160 persone! Il gruppo di lavoro comune fra Toscana, Umbria, Marche e Lazio sono 65 persone, in cui ognuno ha la sua rappresentanza e poi ci sono dei gruppi tecnici comuni.

Noi abbiamo messo in piedi una buona iniziativa con Liguria, Piemonte, Rhône-Alpes e Provence, la Regione Côte d'Azur, e credo che si debba arrivare a dimensioni di questo genere. Vogliamo che su un settore così fondamentale, collegato con la montagna etc., il gruppo di funzionari che si occupa di agricoltura sarà a nostra cura, così su quel settore abbiamo qualcuno competente? Queste sono le scelte strategiche su cui ci dobbiamo confrontare, altrimenti si parla sempre di fare questo e quello, ma perdiamo di vista il risultato. Credo sia importante riflettere su questi piccoli incidenti di percorso, per trarne delle conclusioni importanti.

Auspico che il prossimo Governo regionale si renda conto che il punto di vista Bruxelles è fondamentale e che su Bruxelles bisogna investire tanto, non in mattoni ma in intelligenza umana, perché la grande ricchezza della Regione, come tutte le Regioni del mondo, sono proprio le persone che vi abitano!

Presidente - Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Isabellon.

Isabellon (UV) - Innanzitutto ringrazio il relatore, nonché Presidente della III Commissione, Borre, che ha illustrato la finalità di questo provvedimento, che va a rispondere a quelle che sono alcune osservazioni, che fanno seguito alla comunicazione prevista dal regolamento di esenzione 1857 in merito alla legge n. 32, riguardante tutti gli aiuti di Stato (nel caso specifico, gli aiuti regionali) per il settore dell'agricoltura, che non ha nulla a che vedere con il PSR! Perché io, invece, sono molto preoccupato da quello che ha affermato il collega Bortot, ed è una preoccupazione che la dice lunga su quelle che sono le origini delle fibrillazioni che a volte ci sono sul territorio, perché, se tanto mi dà tanto (e qui devo riconoscere una buona fede da parte del collega Bortot, però se la buona fede è esercitata in situazioni di conversazione di salotto va bene, ma quando si vanno a fare delle riunioni in giro e magari si è all'origine della confusione e della fibrillazione che poi è conseguente a questo...) ritengo che questo sia un possibile danno. Certe affermazioni legate ai funzionari che non capiscono, al fatto che nessuno fa il suo dovere, che chi deve occuparsi di qualcosa non lo fa e che andando in giro si rileva della confusione, dopo magari aver partecipato a riunioni di qualche comitato presso gli agricoltori bisogna capire da dove deriva questa confusione. Il PSR non ha nulla a che vedere con la legge n. 32, perché del PSR ne abbiamo parlato (e ne riparleremo, visto che andrà in Commissione) visto che riguarda solo le misure cofinanziate... andrà prossimamente in Commissione e verrà in Consiglio regionale, ma non ha nulla a che vedere con la legge n. 32! Per questo sono preoccupato, perché quando si vanno a diffondere certi elementi di confusione, si rischia di fare del danno, naturalmente in buona fede, all'uditorio che magari da questo trae delle informazioni non corrette.

Prima di dire che i funzionari non capiscono, bisogna capire di cosa si parla, perché purtroppo a volte certe situazioni di fibrillazione, ripeto, nascono da queste premesse.

Il PSR non ha nulla a che vedere, ne parleremo più avanti, in Commissione e in Consiglio, e in quella occasione avremo di che discutere di un Piano di sviluppo rurale che è stato approvato recentemente e che fa il suo percorso amministrativo.

Sulla legge n. 32 invece, in questo momento, stiamo vedendo alcune piccole modifiche, che sono legate a un normale iter, perché la comunicazione prevista prevede già, di per sé, la necessità di poter apportare qualche correttivo, ma non è una notifica che richiede tempi lunghi. E qui torno a ringraziare la Commissione, che ha votato all'unanimità, perché a volte partecipare alle Commissioni permette di chiarire le cose (il collega Venturella ne è buon testimone): quando abbiamo parlato di biogas in Commissione, abbiamo detto che non aveva nulla a che vedere con quello che poteva essere l'obiettivo dell'incontro di Pollein, che ha chiarito tante cose in merito alle iniziative relative al biogas, perché lì non si parla di discorsi aziendali. Il discorso aziendale è una cosa e il discorso di utilizzo della risorsa reflui zootecnici per produrre biogas con la relativa trasformazione, produzione di energia, utilizzo successivo è un'altra. Questo credo sia da chiarire, e prego tutti i Consiglieri che vogliono occuparsi di questi argomenti di approfondire per bene le questioni, prima di diffondere all'esterno degli elementi di confusione. Siamo anche disponibili, quando ci sono delle riunioni sul territorio, a partecipare (naturalmente io non partecipo, perché a volte hanno una finalità di carattere neutro e partecipando sembra di voler dimostrare un interessamento che può essere legato all'appartenenza) ma la disponibilità deve esserci da parte dei nostri funzionari, perché la confusione è l'elemento peggiore che possiamo diffondere dei momenti in cui ci sono dei cambiamenti. Lo dico con la massima serenità, però prego che a questo si dia ascolto.

Tornando al biogas, è un argomento che è stato dibattuto recentemente in un seminario organizzato dalla III Commissione in quel di Pollein. Si sono esaminate delle opportunità, si è visto cosa comporta l'utilizzo del biogas come risorsa per quel che riguarda il coinvolgimento delle aziende agricole, abbiamo chiarito diversi aspetti e anche dal punto di vista finanziario quelle che possono essere le opportunità, che non sono da confondere con gli aiuti aziendali, perché l'articolo in questione, che è stato oggetto di osservazione della Comunità europea, riguarda gli investimenti aziendali, ma non solo. Per gli investimenti aziendali ci sono delle regole che vanno tenute in considerazione, quindi nulla vieta che pur essendoci questa regola, si proceda a degli investimenti per quel che riguarda l'aspetto del biogas, che riguardano non solo le aziende agricole in sé, ma anche gli altri attori che ci sono sul territorio. Nel caso specifico, a Pollein, si è parlato degli investimenti per tutte le infrastrutture necessarie, già attivate nella precedente programmazione, come la realizzazione di platee internazionali di stoccaggio, che possono realizzare i Comuni; si è parlato di sviluppi sul fronte energia: abbiamo una legge sull'energia che regolamenta la possibilità di ricavare l'energia! Non si può fare un minestrone e mescolare tutto, perché questo sì che crea confusione, in quanto gli indirizzi delle varie opportunità vanno perseguiti seguendo le regole del momento.

La chiarezza è alla base di tutto: è lecito che ognuno si occupi di tutti i settori, ma è importante che permanga una certa consapevolezza che una notizia errata o un'interpretazione errata può ingenerare confusione, riconoscendo con questo la massima buona fede, perché, questo ci tengo a dirlo, e nel caso del collega Bortot, non ho dubbi in proposito. Il mio è solo un invito.

Per quel che riguarda le osservazioni del collega Sandri sulla sede di Bruxelles, è un tema che non ritengo di affrontare, perché non è oggetto di esame da parte di questo strumento legislativo e le considerazioni sono forse già emerse in altri momenti, parlando della nostra operatività, a livello generale, a Bruxelles.

Vorrei solo chiarire una situazione. Qui introduciamo, all'articolo 9, alcune modificazioni alla legge istitutiva dell'AREA, la n. 7/2007, ma non per smentire un'impostazione errata di questa struttura, quanto - e credo sia un percorso virtuoso - per aumentare il raggio di azione di questa organizzazione, per evitare la creazione di una strutture in più per delle finalità che non erano previste nel momento in cui si è approvata la legge.

In effetti, la richiesta è stata presentata dagli uffici competenti, in quanto le funzioni e le risorse finanziarie dell'Agenzia regionale per l'erogazione in agricoltura, che è l'obiettivo dell'AREA, con le modifiche proposte, consentono di individuare nell'agenzia quella autorità di certificazione dei programmi operativi cofinanziati dell'FSE (Fondo sociale europeo) e del FERS (Fondo europeo di sviluppo regionale), ai sensi degli articolo 59 e 61 del regolamento comunitario n. 1083/2006 e di organismo di certificazione del programma cofinanziato dal fondo per le aree sottoutilizzate (FAS).

Queste sono delle potenzialità in più che possono essere prese in considerazione dall'AREA, quindi è un'estensione dell'attività dell'AREA e credo sia un'ulteriore dimostrazione che questa struttura può essere utile al funzionamento della macchina regionale.

Questo non era stato preso in considerazione all'epoca, ma questo aumento di sviluppo dell'attività dell'AREA è sicuramente un obiettivo importante, perché ci evita di andare a creare una struttura "ad hoc", poiché, nel momento in cui dovesse essere fatto, verremmo accusati di creare un'ulteriore struttura che va ad appesantire l'insieme della macchina burocratica. Era solo un chiarimento in questo senso.

Credo di avere dato qualche indicazione in più! Non me ne voglia il collega Bortot, ma a volte è necessario chiarire anche certi dubbi, che se non ci sono è sicuramente un bene per tutti, perché quando ci troviamo su temi così particolari, dove la confusione è anche lecita perché non si trattano tutti i giorni, possono essere male utilizzati se espressi in situazioni in cui l'interlocutore ne sa ancora di meno, e in questo caso si creano delle fibrillazioni che magari si possono evitare.

Presidente - La parola al Consigliere Bortot, per dichiarazione di voto.

Bortot (Arc-VA) - Alcuni chiarimenti rispetto all'intervento dell'Assessore. Abbiamo già detto che voteremo questo provvedimento; vorrei però chiarire che sono due anni che sono in Consiglio e mi sono occupato di amianto perché mi hanno chiamato gli operai della "Cogne", mi sono occupato di Casinò perché mi hanno chiamato i dipendenti del Casinò, mi occupo di agricoltura perché mi hanno chiamato degli agricoltori! Questo fa parte del mio dovere.

Che a voi dia fastidio questa invasione di campo su tutti questi comparti perché li considerate di vostra proprietà privata...

Isabellon (fuori microfono) - ... basta dire le cose giuste...

Bortot (Arc-VA) - ... sì, difatti sto dicendo le cose che mi sono state riferite. C'è una crisi di identità, c'è un disagio, c'è una vessazione nei confronti degli agricoltori della Valle che fa paura! Il problema è parlarci e non solo andare a promettere contributi, o chiedergli il voto, o la fotografia alla "Bataille des reines", per essere molto espliciti!

C'è una vessazione nei confronti degli agricoltori di un apparato mastodontico che fa paura, che esegue burocraticamente direttive di Bruxelles, che pesano enormemente sulle spalle degli agricoltori valdostani: siamo in 35, chiedo che qualcuno si alzi a dirmi che non è vero!

Vi leggo due cose. Bruxelles dice che le nostre aziende devono avere condizioni minime di redditività; in agricoltura di montagna questo significa che, se sono a Saint-Barthélemy o a Doues e ho cinque bestie nella stalla e faccio il mestiere che ho sempre fatto e non ho le condizioni di redditività, sono escluso dai contributi, quindi capite di cosa parlo!

Quando Bruxelles dice che dalle attività agricole devono essere esclusi i cosiddetti "preparatori", significa che se un piccolo agricoltore produce piccoli frutti e questi frutti li lavora e li mette in commercio, quella parte di attività che si chiama preparazione è esclusa dall'attività agricola. So di cosa parlo, parlo della nostra piccola agricoltura che regge tutto il sistema regionale! Non sono i grandi scollegati dal territorio e dalla realtà territoriale, è un tessuto di piccoli agricoltori che è quello che regge il nostro sistema, ma accettando queste iniziative lo buttiamo fuori dal mercato! Poi ce ne inventiamo di tutte e di più per aiutarli, i sotterfugi, le polizze assicurative piuttosto che non so bene cosa, ma la realtà è che c'è una vessazione di un sistema nei confronti degli agricoltori valdostani, e che qui non siamo più capaci ad accorgercene.

C'è gente che non regge a pagare i mutui, perché i finanziamenti non si sa bene quando arrivano; c'è una burocrazia che li tempesta di pratiche che fanno paura... è inutile che sorrida, Assessore Fosson, lei è complice di questo sistema, perché è quello che esegue pedestremente quello che dice Bruxelles, perché gli va bene questo meccanismo, salvo poi le pacche sulle spalle o la demagogia! Siccome sono un pazzo furioso che dice castronerie, voi ve ne rendete conto perché i dati non ce li ho io, i dati li vedete tutti i giorni, è alla portata di tutti quelli che abitano il territorio della valle capire cosa sta succedendo al comparto agricolo! Ridete pure, ma io vi sottolineo un problema perché voi avete il potere di decidere e di fare: fate finta di non sentire, fate finta che il potere...

Vicquéry (fuori microfono) - ... siamo d'accordo ...

Bortot (Arc-VA) - ... sì, collega Vicquéry, guardi io ho mille difetti, l'unico pregio che ho è che quando mi si coinvolge in un problema, vado fino in fondo e su questa questione dell'agricoltura, che sia presente nel prossimo Consiglio o meno, continuerò a lavorarci, per tornare a dare dignità a questo comparto, che voi, con i vostri atteggiamenti demagogici, state togliendo. Sto parlando di un comparto, che non ha più dignità perché veda riconosciuto il proprio lavoro; parlo di circolari, di direttive, dico che se la "busa" cade per terra non si sa bene cosa bisogna fare, perché passi per un criminale... per tutta una serie di questioni di cui il prossimo Consiglio deve farsi carico!

A me interessa il comparto agricolo, e da quel che ho capito interessa anche a voi; vi sto segnalando, anche usando un tono sopra le righe, un problema. Voi continuate a far finta che non esiste, ma non è un problema mio, il mio dovere io l'ho fatto! Io vado a parlare con gli agricoltori, non vado a prendere in giro nessuno, e quando non so le cose sto zitto, per cui non mi si mettano in bocca cose che non ho detto! Quando si parla di questioni tecniche sto ad ascoltare! Sono capace ad organizzare la gente, a mobilitarla, a far sì che si creino rapporti di forza con le istituzioni perché vengano sentiti, perché quello che conta in questa Regione e in questo Consiglio, soprattutto per la maggioranza, sono i rapporti di forza! E questo significa portare qui delle persone, obbligarle ad urlare per farsi sentire perché un problema sia risolto, altrimenti ci passate sopra come le ruspe; avete un'assoluta mancanza di sensibilità se non nel fare demagogia a titolo personale, di riempire le tasche a funzionari di associazioni che non si sa bene che ruolo svolgano, ne avete fatte di tutte di più, la "botte" sta esplodendo!

Vi segnalo un problema "sopra le righe". Non esiste il problema? Continuate a fare gli struzzi; in questo modo vi troverete con la manutenzione del territorio che dovrete cercare qualcun altro che la faccia, perché avrete fatto scomparire l'unico comparto che è in grado di farla, che sono i piccoli agricoltori! Sono i piccoli agricoltori che voi, subendo queste cose, vi rendete complici nel far scomparire!

Ve lo dico sottovoce, finita lì. Per Bruxelles aggiungo che ho implorato che ci sia un ufficio, in Regione, che traduca le direttive dell'Unione europea che arrivano in lingua inglese. Vorrei che alzassero la mano i consiglieri che per mille motivi non sanno l'inglese, io, non me ne vergogno, vorrei leggerle, ma non sono in grado di farlo, perché questo Consiglio non è neppure in grado di assumere due persone (o dare una collaborazione a due persone) che traducano le direttive che arrivano da Bruxelles in inglese! Vorrei capire chi di noi le legge e, se non siamo in grado di leggere, la domanda è: siamo veramente in grado di fare il nostro lavoro per difendere (non fare demagogia o difendere) la corporazione, perché gli agricoltori non sono mica santi! Sono come gli insegnanti, gli infermieri e i medici, i metalmeccanici, i netturbini, e, come in tutte le altre categorie, c'è del buono e del cattivo, ma non è che si prenda a riferimento il cattivo per non difendere un comparto! Guardate (lo dico a voi, adesso c'è la campagna elettorale e passerà): questo comparto sta subendo delle difficoltà non tanto di finanziamenti quanto di identità. I piccoli agricoltori sono mortificati dal mancato riconoscimento del lavoro che svolgono quotidianamente (non parlo alle feste, parlo della quotidianità); non si sentono più psicologicamente in grado di svolgere il proprio lavoro, subiscono un'aggressione pseudo-culturale da parte di altre categorie che si insediano nel territorio. Dobbiamo essere capaci di difendere questa categoria e questo comparto. Non mi state a sentire? Urlo! E pazienza, non mi state a sentire, raccoglieremo fra qualche anno i frutti che abbiamo seminato.

Presidente - La parola al Consigliere Sandri.

Sandri (PD) - Annuncio, come avevo detto prima, che il "Partito Democratico" voterà favorevolmente questo disegno di legge, però mi consentirà l'Assessore di dire due parole su quanto lei ha commentato degli interventi che sono stati fatti in discussione generale.

Ha ripetuto troppo spesso la questione della confusione. L'impressione che si ha da questa parte dell'aula è che siete in qualche modo stupiti che ci sia qualcuno che si occupi di agricoltura un po' più seriamente di quanto forse non si è fatto in passato, e che questo territorio, che tradizionalmente è un territorio politico che è stato occupato pesantemente dal movimento a cui lei appartiene, forse vi ha portato all'idea che sia qualcosa di vostro, che non sia di competenza del resto del Consiglio regionale. Scordatevelo, scordatevelo!

E la confusione, se è riferita ad episodi specifici di cose dette che non sono corrette o che sono false etc.; io su questo non intervengo, perché se è successo così c'è confusione, ma, attenzione, perché una serie di iniziative che sono state prese, ad esempio legate alla presenza di stalle all'interno dei nostri villaggi: quella non è confusione, ma è prendere atto di un problema reale, che è stato percepito molto bene - in particolare dal collega Bortot - e che è un problema su cui tutti ci dobbiamo confrontare.

Gradirei che su questi temi si cominciasse a ragionare come per la sanità, lo sport, gli impianti di risalita, il francese etc., che sono temi di tutti, e che il coinvolgere nel dibattito (e nel momento in cui si predispongono i provvedimenti) anche le forze di opposizione, che si occupano di questi temi, può essere utile, perché quando ci si abitua si dà un po' troppo per scontato che le cose avvengano in un certo modo, mentre chi è all'opposizione è tendenzialmente più attento a quel che succede sul territorio. Ed è dall'integrazione di queste due visioni, di chi è abituato a gestire e di chi invece si sta imparando a gestire, che può venire fuori qualcosa di utile. Il mondo dell'agricoltura è un mondo che dobbiamo tutti insieme difendere a spada tratta, perché dipende dal buon funzionamento di questo se il nostro territorio vive, se il nostro territorio è funzionale al nostro modo di essere ed è produttivo, quindi abbiamo tutti l'interesse a fare questo!

Cerchiamo di vedere qualche iniziativa, forse anche estemporanea, come un contributo positivo e non per arroccarsi dicendo: "questo è territorio mio". Non credo che questo arroccamento sia volontà dell'Assessore e sono convinto che abbia la capacità di confrontarsi su questi temi; chi ci sarà dopo di noi credo che debba tener conto di questo nuovo clima che si è formato e dell'esigenza che c'è fra gli agricoltori valdostani, soprattutto fra gli allevatori, fra coloro che sul territorio difendono questo sistema tradizionale di guadagnarsi la pagnotta, di mandare dei segnali nuovi ed importanti, dare delle risposte vere e concrete, e credo che nessuno, neppure un Assessore dell'"Union Valdôtaine", abbia la risposta a tutto. Quindi credo che ascoltare un po' di più in questo senso potrebbe essere utile.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (CdL) - Alcune riflessioni a motivazione del voto di astensione che verrà espresso dal nostro gruppo: un grande disagio, Assessore, nell'esaminare e nel votare questo tipo di atto, perché ci dice come l'Europa sia sempre più invadente rispetto alle competenze di questa Assemblea regionale.

Abbiamo legiferato sulle norme oggetto di questa variazione il dicembre scorso e ci troviamo a prendere atto che la registrazione, procedura necessaria affinché quelle norme possano trovare concreta applicazione, senza determinare quelle procedure di tipo sanzionatorio o di infrazione che ben conosciamo, necessitano di una serie di adeguamenti.

Non so se qualcuno ha fatto il conto di questi adeguamenti, ma non il conto di quello che costeranno in più, ma di quello che renderanno in meno, perché è evidente che, andando a leggere queste norme, noi modifichiamo la capacità di dare delle risposte seppure parziali al comparto dell'agricoltura.

Noi siamo i primi a sostenere che la politica in Valle non può essere fatta sganciandosi da quelle che sono le logiche nazionali ed europee, ma diciamo anche che non può essere fatta nella solitudine in cui questa maggioranza sta operando.

Questa maggioranza ha dimostrato, a conclusione di questa legislatura, di non aver saputo coltivare collegamenti utili a livello nazionale con i Governi che si sono succeduti nel quinquennio della legislatura regionale, e di non aver saputo mantenere dei rapporti proficui con l'Europa.

La vicenda dei buoni benzina forse è la più eclatante, perché tocca tutti, ma questa vicenda non va sottovalutata proprio quando si va in Europa ad inaugurare in pompa magna la nuova sede regionale, e quando, a bilancio, si stanziano cifre che sono vicine o superiori al milione di euro, per avere a libro paga qualcosa come quasi 30 consulenti in giro per l'Italia che dovrebbero occuparsi di questioni europee. Ecco perché parlavo di disagio: perché qui fungiamo da coloro che ratificano decisioni prese da burocrati che stanno in Europa e che non capiscono che la Valle d'Aosta è una realtà particolare e diversa rispetto alla particolarità dell'agricoltura in generale, perché l'attenzione dell'Europa sulle politiche agricole penso che sia notoria, anche se è un'attenzione che ultimamente sta penalizzando le politiche agricole italiane a vantaggio di altri Paesi membri dell'Europa. Ma il dramma è che non c'è una consapevolezza che fare dell'agricoltura una zona di montagna costa molto di più di quanto non sia oneroso fare dell'agricoltura in pianura, come può essere la Pianura padana o in qualsiasi altra pianura europea.

Allora dovremmo oggi ratificare una decisione che sappiamo che non recepisce le aspettative dei nostri agricoltori, per i quali il Presidente Caveri dovrebbe pensare, lui che è esperto di onorificenze e di cerimoniali, di istituire un premio dedicato a coloro che, contro tutto e contro tutti, rimangono in montagna a gestire il territorio. Immaginiamo cosa sarebbe il territorio di questa Regione senza la presenza di agricoltori, che spesso sacrificano la loro vita per mangiare e per dormire, perché in molti casi questa è la remunerazione che viene riconosciuta all'agricoltore: il diritto a vivere.

Se andiamo a leggere alcuni passaggi di queste norme, ci rendiamo conto che è vietato all'agricoltore produrre utili, nel senso che l'agricoltore può avere solo aiuti non per incrementare l'attività produttiva, perché c'è una norma che è significativa e la voglio ricordare, ed è l'articolo 2 della legge in oggetto che inserisce nel comma 1, dopo il comma 3 dell'articolo 53, un comma 3bis dove si parla di compensazione delle perdite, e andando avanti nella norma si dice che non possono essere aumentate le produttività. L'articolo 1 nell'introduzione del comma 2 che chiude e precisa la lettera b) del comma 2 dell'articolo 50 della legge n. 32/2007, dice: "detta maggiorazione non si applica agli investimenti che comportano un aumento della capacità produttiva"; ma quali sono gli investimenti? Sono investimenti aggiuntivi necessari all'attuazione di norme specifiche, per la tutela e il miglioramento dell'ambiente. Ma chi dice che il miglioramento dell'ambiente non deve passare attraverso un aumento della capacità produttiva? Sembra quasi che sia vietato, per chi lavora in un settore difficile, fare utili; si nega quel diritto che è riconosciuto a qualsiasi attività cioè fare degli utili.

Allora la valutazione e il commento politico è che qualcuno, in questa Regione, dovrà prima o poi, a Roma o a Bruxelles, fare un discorso su cosa voglia dire fare l'agricoltura in montagna! Perché non penso che la nostra sia l'unica Regione che sviluppa un'agricoltura di montagna!

Allora sarebbe bello che, anziché fare i gemellaggi con improbabili contee e incredibili e amene località che stanno su isolotti in mezzo al Mar Baltico - sono i gemellaggi che sono stati pubblicizzati dalla vostra Giunta e dal Presidente Caveri -, si iniziasse a ragionare con chi ha le problematiche che ha la nostra Regione e si facesse fronte comune nell'ambito europeo.

Perciò esprimeremo un voto di astensione, proprio perché riteniamo che questa legge dimostri l'impotenza politica della vostra Giunta e della vostra maggioranza, di "mettere il naso" fuori dai confini regionali. Far politica in Valle d'Aosta nel terzo millennio vuol dire avere la capacità di contare sui tavoli di Bruxelles, oltre che sui tavoli romani, vuol dire avere i collegamenti politici necessari alla luce di questa vicenda, ma potrebbe essere la vicenda che c'è stata sul finire della scorsa legislazione in merito alle norme che la finanziaria del 2007 andava a modificare, le leggi del 2003 che avevano ridisegnato gli aiuti in materia di zootecnica.

Perciò, di fronte a questa bandiera bianca che la vostra Giunta presenta al voto del Consiglio, esprimiamo un voto di astensione che - sia detto a chiare lettere - non è un voto contrario agli aiuti di chi vive una situazione di grande coraggio nel perseverare a voler coltivare zone impervie, ma è un voto di astensione di fronte all'incapacità politica di dare delle risposte. Queste risposte sono delle non risposte e noi avremmo auspicato maggior coraggio e capacità di confrontarsi sugli scenari di Bruxelles e di Roma.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 1:

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 3 (Frassy, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2:

Consiglieri presenti: 30

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 3 (Frassy, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - All'articolo 3 vi è l'emendamento della III Commissione, che recita:

Emendamento

Prima del comma 1 dell'articolo 3, è inserito il seguente:

"01. Al comma 2 dell'articolo 54 della l.r. 32/2007, le parole: "o della produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti, escludendo l'anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata" sono soppresse.".

Lo pongo in votazione:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo così emendato:

Articolo 3

(Modificazioni all'articolo 54 della l.r. 32/2007. Aiuti per perdite dovute ad avversità atmosferiche)

1. Al comma 2 dell'articolo 54 della l.r. 32/2007, le parole: "o della produzione media triennale calcolata sui cinque anni precedenti, escludendo l'anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata" sono soppresse.

2. Il comma 3 dell'articolo 54 della l.r. 32/2007 è sostituito dal seguente:

"3. Ai fini della concessione degli aiuti di cui al comma 1, la riduzione del reddito è calcolata sottraendo il risultato ottenuto moltiplicando i quantitativi prodotti nell'anno in cui si sono verificate le avversità atmosferiche per il prezzo medio di vendita ottenuto in tale anno dal risultato ottenuto moltiplicando i quantitativi medi annui prodotti nei tre anni precedenti per il prezzo medio di vendita ottenuto durante lo stesso periodo di riferimento.".

3. Dopo il comma 6 dell'articolo 54 della l.r. 32/2007, è aggiunto il seguente:

"6bis. I regimi di aiuto devono essere introdotti entro tre anni dal verificarsi delle spese o delle perdite. Gli aiuti devono essere versati entro quattro anni dal verificarsi delle spese o delle perdite.".

Lo pongo in votazione:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 4:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 5:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 6:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 7:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 8:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - La parola al Consigliere Frassy sull'articolo 9.

Frassy (CdL) - Su questo articolo voteremo a favore, perché prendiamo atto che quello che non era possibile nel momento in cui venne data, con sette anni di ritardo, attuazione alla richiesta che la nostra parte politica sin dalla scorsa legislatura avanzava, ossia la costituzione di un'agenzia regionale come ufficiale pagatore, è possibile ora con l'integrazione di quelle funzioni di certificazione che avevamo già all'epoca sostenuto. Perciò prendiamo atto che avevamo visto bene anche in questo caso, me lo consenta Presidente, di conseguenza esprimeremo un voto a favore sull'articolo 9.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 9:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità.

Presidente - Pongo in votazione l'articolo 10:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Presidente - Pongo in votazione il disegno di legge nel suo complesso:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 4 (Frassy, Lattanzi, Ottoz, Tibaldi)

Il Consiglio approva.